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Procedura : 2004/0218(COD)
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Ciclo del documento : A6-0131/2005

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A6-0131/2005

Discussioni :

PV 07/07/2005 - 4

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PV 07/07/2005 - 9.2

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P6_TA(2005)0291

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Giovedì 7 luglio 2005 - Strasburgo
Strumento finanziario per l'ambiente (LIFE+) ***I
P6_TA(2005)0291A6-0131/2005
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE +) (COM(2004)0621 – C6-0127/2004 – 2004/0218(COD))

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2004)0621)(1),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0127/2004),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e il parere della commissione per i bilanci (A6-0131/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 7 luglio 2005 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2005 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE +)
P6_TC1-COD(2004)0218

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'ambiente costituisce una delle dimensioni della strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile adottata al Consiglio europeo di Göteborg nel 2001, ed è pertanto una delle priorità dell'intervento comunitario; i finanziamenti a favore dell'ambiente sono erogati principalmente attraverso programmi realizzati nei seguenti settori: coesione, agricoltura e sviluppo rurale, ricerca, innovazione e competitività, preadesione, sviluppo e assistenza esterna.

(2)  Tali programmi comunitari sono ben lungi dal soddisfare tutte le esigenze di finanziamento a favore dell'ambiente, ed è quindi necessario intervenire a sostegno della politica e della legislazione comunitarie in materia ambientale, e in particolare delle priorità stabilite dal sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, istituito con decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(4), contribuendo così allo sviluppo sostenibile.

(3)  Tra queste priorità figura l'obiettivo di bloccare la perdita di biodiversità entro il 2010 e la necessità di preservare le zone naturali di interesse comunitario. Gli sforzi realizzati per definire e designare i siti Natura 2000 devono avere un seguito e un sostegno continuo, in particolare per la gestione dei siti considerati in quanto contribuiscono chiaramente alla realizzazione dei suddetti obiettivi. La rete Natura 2000 è disciplinata dalla direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici (direttiva "uccelli selvatici")(5) e la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e della fauna e della flora selvatiche (direttiva "habitat")(6) che al suo articolo 8 autorizza un cofinanziamento tra Stati membri e Comunità.

(4)  Gli Stati membri hanno deciso a Malahide nel maggio 2004 che occorre fissare accordi che garantiscano un cofinanziamento comunitario adeguato e garantito per la rete Natura 2000. La Commissione ha valutato che i costi annui di gestione della rete di Natura 2000 sono pari a 6 100 000 000 EUR annui, senza tener conto delle zone protette marine. Tale cifra probabilmente rappresenta una sottovalutazione dei costi totali e deve pertanto essere considerata il minimo necessario.

(5)  Ai fini della formulazione e dell'attuazione di una politica ambientale efficace nell'ambito del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, è indispensabile il sostegno alla dimostrazione di approcci strategici innovativi, il consolidamento della base delle conoscenze, lo sviluppo delle capacità di attuazione, la promozione di una governance efficiente, la promozione del collegamento in rete, dell'apprendimento reciproco e dello scambio delle migliori pratiche, nonché una migliore diffusione delle informazioni ed una maggiore sensibilizzazione e comunicazione.

(6)  La relazione definitiva sul finanziamento di Natura 2000 da parte del gruppo di lavoro di esperti sull'articolo 8 della direttiva "habitat", elaborata nel 2001, raccomandava che nel breve termine occorreva effettuare un "significativo aumento del finanziamento di LIFE-Natura e che le operazioni di detto strumento devono essere semplificate per divenire più facilmente atte a sostenere i fabbisogni in termini di investimenti in conto capitale di un'ampia varietà di siti Natura 2000".

(7)  Il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, all'articolo 6, stabilisce quale azione prioritaria la creazione della rete Natura 2000 e l'istituzione degli strumenti e delle misure tecnici e finanziari necessari per la sua piena applicazione e per la tutela, al di fuori delle zone coperte da Natura 2000, delle specie protette dalle direttive "habitat" e " uccelli selvatici", nonché dei siti di interesse comunitario.

(8)  Nelle sue conclusioni dell'11 luglio 2002, il Consiglio ha riconosciuto la necessità di applicare quanto prima le disposizioni della direttiva "habitat" concernenti la gestione della rete, nonché la necessità di affrontare il tema del finanziamento, compresa la questione di un quadro adeguato per il cofinanziamento comunitario, ha invitato la Commissione a presentare nella sua comunicazione sul finanziamento della rete Natura 2000 varie opzioni relative ad un quadro finanziario comunitario appropriato ed efficace, come elementi che dovranno essere integrati nelle future prospettive finanziarie della Comunità, e ha riconosciuto l'importante contributo di LIFE-Natura ai fini dell'istituzione della rete Natura 2000 e della conservazione della biodiversità nell'Unione europea in generale.

(9)  Il sostegno previsto dal presente regolamento deve quindi avere come obiettivo la formulazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione della politica e della legislazione ambientali, in tutte le politiche europee, nonché la loro comunicazione e diffusione in tutta l'Unione europea.

(10)  Il sostegno deve essere fornito attraverso le convenzioni di sovvenzione e i contratti di appalto pubblico previsti nell'ambito del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(7)(di seguito: "regolamento finanziario").

(11)  La relazione speciale della Corte dei conti europea n. 11/2003, che analizza la concezione, la gestione e l'applicazione dello Strumento finanziario per l'ambiente (LIFE), e le conclusioni del Consiglio del 2 marzo 2004, in cui il Consiglio accoglie con soddisfazione tale relazione, sottoscrivono il parere secondo cui LIFE si è rivelato uno strumento importante della politica ambientale della Comunità e si ricorda che LIFE continua ad essere l'unico strumento dedicato al sostegno di tale politica.

(12)  L'esperienza derivante dagli strumenti attuali e passati ha evidenziato la necessità di procedere ad una pianificazione e ad una programmazione su base pluriennale e di concentrare gli sforzi, individuando le priorità e identificando i settori di attività che possono beneficiare di aiuti comunitari.

(13)  È necessario ridurre il numero di programmi e semplificare la programmazione e la gestione mediante un programma unico e più razionale.

(14)  Occorre tuttavia assicurare una transizione graduale e continuare a monitorare e a sottoporre a controllo finanziario e ad una valutazione qualitativa le attività finanziate nell'ambito dei programmi attualmente in corso una volta che questi ultimi saranno giunti a scadenza.

(15)  Occorre provvedere ad assicurare la complementarità tra il sostegno previsto nell'ambito del presente programma ed altri fondi e strumenti comunitari.

(16)  Coerentemente con le conclusioni del Consiglio europeo di Lussemburgo (dicembre 1997) e del Consiglio europeo di Salonicco (giugno 2003), è opportuno che i paesi candidati e i paesi dei Balcani occidentali coinvolti nel processo di stabilizzazione e associazione siano ammessi a partecipare ai programmi comunitari, alle condizioni stabilite negli accordi bilaterali con essi conclusi.

(17)  Il presente regolamento stabilisce un quadro finanziario settennale, che deve essere considerato il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio, ai sensi del paragrafo 36 [della proposta relativa al rinnovo] dell'accordo interistituzionale del [xxx] tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio [COM(2004)0498].

(18)  Poichè gli scopi del Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente stabiliti a livello comunitario non possono essere realizzati in maniera sufficiente dagli Stati membri, la Comunità può intervenire, purché non vada al di là di quanto necessario per conseguire tali scopi,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Obiettivi

È istituito uno strumento finanziario per l'ambiente, di seguito denominato "LIFE+".

Obiettivo generale di LIFE+ è contribuire alla conservazione della natura e della biodiversità, in particolare nella gestione della rete Natura 2000, nonché alla formulazione e all'attuazione della politica e della legislazione comunitarie in materia ambientale e concorrere in tal modo a promuovere lo sviluppo sostenibile.

LIFE+ favorirà l'attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, e in particolare contribuirà:

   ad ottenere una qualità dell'ambiente in cui i livelli di inquinamento non provochino effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente;
   a ridurre drasticamente le concentrazioni dei gas serra nell'atmosfera per giungere alla loro stabilizzazione ad un livello tale da impedire pericolose interferenze di origine antropica con il sistema climatico, disattivando così una possibile catastrofe economica, sociale e ambientale;
   a tutelare, conservare, gestire, ripristinare e migliorare il funzionamento degli ambienti naturali, degli habitat naturali e della flora e fauna selvatiche, in particolare quelli delle zone protette dalla rete Natura 2000, allo scopo di arrestare la desertificazione e la perdita di biodiversità;
   a tutelare la massa forestale europea con misure di controllo e prevenzione dei fattori che contribuiscono al suo deterioramento;
   a promuovere una migliore gestione delle risorse e dei rifiuti e incoraggiare il passaggio a modelli di produzione e consumo più sostenibili;
   a elaborare approcci strategici per quanto riguarda la formulazione, l'attuazione e l'integrazione delle politiche, ivi compreso il miglioramento della governance ambientale, l'informazione, le azioni di sensibilizzazione e una maggiore opera di convincimento in merito ai diritti e ai doveri, ai costi e benefici e al valore aggiunto rappresentato dall'ambiente nelle politiche settoriali;
   ad aumentare il coinvolgimento dei cittadini europei nel raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Articolo 2

Ambito di applicazione, obiettivi specifici e criteri generali

1.  Per sostenere la realizzazione degli obiettivi ambientali di cui all'articolo 1, LIFE+ è articolato in tre componenti.

La componente "LIFE+ Natura e biodiversità" è destinata a:

   contribuire alla creazione dei siti Natura 2000, alla messa in rete e agli scambi delle pratiche e delle conoscenze pertinenti,
   contribuire alla gestione dei siti Natura 2000, conformemente alle direttive "habitat'e "uccelli selvatici", e al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e/o delle popolazioni delle specie interessate in uno stato di conservazione soddisfacente, contribuendo così alla realizzazione degli obiettivi fissati allo scopo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre,
   contribuire alla tutela e alla gestione integrale dei fiumi e dei fondali marini della rete Natura 2000.

La componente "LIFE+ Attuazione e governance" è destinata a:

   contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di approcci e strumenti strategici innovativi dimostrandone il valore aggiunto per l'ambiente,
   contribuire a consolidare la base delle conoscenze per la formulazione, la valutazione ex ante, il monitoraggio e la valutazione ex post della politica e della legislazione in materia ambientale,
   fornire un sostegno alla messa a punto e all'attuazione di metodi ed iniziative per il monitoraggio e la valutazione dello stato dell'ambiente e delle cause, delle pressioni e delle risposte che esercitano un impatto su di esso,
   promuovere l'uso delle nuove tecnologie atte ad agevolare la gestione ambientale, la prevenzione o riduzione delle calamità naturali o provocate dall'attività umana, compresi gli incendi boschivi, nonché il trattamento dei fiumi e dei fondali marini contaminati,
   promuovere la definizione di modelli di gestione per il mantenimento della biodiversità nelle foreste e contribuire alla conservazione dei suoli, alla prevenzione dei rischi e alla lotta contro gli incendi nelle zone forestali,
   fornire sostegno all'attuazione della politica comunitaria in materia ambientale, soprattutto a livello locale e regionale,
   fornire un sostegno al miglioramento della governance ambientale, anche tramite le reti informali tra le autorità ambientali come la Rete europea per l'attuazione e il controllo del rispetto del diritto dell'ambiente (IMPEL), favorire una maggiore partecipazione dei soggetti interessati, comprese le organizzazioni non governative (ONG), all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione europea.

La componente "LIFE+ Informazione e comunicazione" è destinata a:

   assicurare la diffusione delle informazioni e sensibilizzare alle tematiche ambientali,
   sensibilizzare ai benefici di questo approccio alle politiche settoriali e rendere così leggibile il concetto di sviluppo sostenibile,
   fornire un sostegno alle misure di accompagnamento (informazione, azioni e campagne di comunicazione, conferenze, ecc.) che apporteranno un valore aggiunto europeo,
   fornire il sostegno necessario alla creazione di basi di dati e sviluppare mezzi e servizi volti a migliorare l'accesso del pubblico all'informazione ambientale.

2.  Nell'allegato I è riportato un elenco indicativo dei temi e delle azioni ammissibili.

3.  I progetti finanziati da LIFE+ soddisfano i seguenti criteri generali:

   a) sono di interesse comunitario in quanto contribuiscono in maniera significativa all'obiettivo generale di cui all'articolo 1;
   b) sono realizzati da partecipanti affidabili sul piano tecnico e finanziario;
   c) sono realizzabili in termini di proposte tecniche, di calendario, di bilancio e di convenienza.

Può essere data priorità ai progetti basati su un approccio multinazionale allorché si presuma che questo possa avere risultati più efficaci in fatto di conseguimento degli obiettivi, tenendo conto della fattibilità e dei costi.

4.  I criteri di finanziamento applicabili ai progetti nell'ambito della componente "LIFE+ Attuazione e governance" sono fissati all'allegato I. I criteri di finanziamento per sovvenzioni operative e di azioni sono fissati nell'allegato III.

Articolo 3

Tipologie di intervento

1.  Il finanziamento comunitario può assumere una delle seguenti forme giuridiche:

   convenzioni di sovvenzione;
   contratti di appalto pubblico.

2.  Le sovvenzioni comunitarie possono essere concesse secondo modalità e attraverso accordi specifici, quali gli accordi quadro di partenariato e la partecipazione a fondi e meccanismi finanziari. Esse possono consistere nel cofinanziamento di sovvenzioni di funzionamento o di sovvenzioni per azioni. Con riferimento alle sovvenzioni per azioni, la percentuale massima di cofinanziamento è specificata nei programmi di lavoro annuali. Le sovvenzioni di funzionamento a favore di organismi che perseguono obiettivi di interesse generale europeo non possono essere soggette alle disposizioni in materia di degressività contenute nel regolamento finanziario.

3.  Le sovvenzioni comunitarie alla gestione dei siti Natura 2000 prenderanno la forma di un cofinanziamento. Il cofinanziamento dei costi legati alla gestione di questi siti è pari al 50% fino a un massimo del 75%. I criteri specifici per i siti che possono beneficiare di un contributo finanziario superiore al 50% sono definiti nei programmi pluriennali.

4.  Sono inoltre previste spese destinate a misure di accompagnamento, attraverso contratti di appalto pubblico; in tal caso i fondi comunitari finanziano l'acquisto di beni e servizi. In particolare sono finanziate le spese di informazione e comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.

5.  La Commissione sostiene progetti regionali cui partecipino vari comuni, e i progetti interregionali o transfrontalieri.

Articolo 4

Programmazione

1.  Il finanziamento è erogato a sostegno dei programmi strategici pluriennali elaborati dalla Commissione in consultazione con il Parlamento europeo. Tali programmi definiscono gli obiettivi principali, sottolineando in particolare la necessità di garantire il valore aggiunto, i settori di azione prioritari, il tipo di azioni e i risultati del finanziamento comunitario previsti in relazione agli obiettivi stabiliti all'articolo 1 e comprendono stime finanziarie .

2.  Gli Stati membri hanno la flessibilità necessaria per modulare e adattare la programmazione strategica dell'Unione europea in base alle loro esigenze e alle loro priorità.

3.  I programmi di lavoro annuali sono basati sul programma strategico pluriennale e stabiliscono, per un determinato anno, gli obiettivi perseguiti, i settori di azione, il calendario, i risultati previsti, le modalità di attuazione, l'importo del finanziamento e la percentuale massima di cofinanziamento.

4.  I programmi pluriennali sono adottati conformemente all'articolo 251 del trattato.

5.  I programmi annuali sono adottati secondo le procedure di cui all'articolo 12.

6.  Nel caso in cui le circostanze lo richiedano, i programmi pluriennali e i programmi annuali possono essere modificati in corso di applicazione secondo le stesse procedure.

Articolo 5

Procedure finanziarie e misure di esecuzione

1.  La Commissione attua l'assistenza comunitaria in conformità del disposto del regolamento finanziario.

2.  La Commissione può decidere di affidare parte dell'esecuzione del bilancio a un'autorità di gestione composta da organismi nazionali pubblici o enti di diritto privato investiti di funzioni di servizio pubblico, in conformità del disposto dell'articolo 54, paragrafo 2, lettera c) del regolamento finanziario, secondo i criteri di scelta di cui all'allegato II. Tuttavia la Commissione è incaricata del seguito, della convalida e della valutazione di tale esecuzione e riferisce in merito in una comunicazione al Parlamento europeo.

3.  La Commissione provvede a sviluppare nuovi posti di lavoro derivanti dall'applicazione di LIFE+, segnatamente sulla base della prospettiva di Lisbona.

Articolo 6

Beneficiari

Il programma LIFE+ è aperto ad organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o privati, e in particolare:

   ai proprietari e ai responsabili della gestione dei siti Natura 2000,
   alle autorità nazionali, regionali e locali;
   agli organismi specializzati previsti dalla legislazione comunitaria;
   alle organizzazioni internazionali, per azioni negli Stati membri e nei paesi di cui all'articolo 7;
   alle ONG.

Articolo 7

Partecipazione di paesi terzi

A condizione che siano ottenuti stanziamenti supplementari, i programmi finanziati attraverso LIFE+ sono aperti alla partecipazione dei seguenti paesi:

   i paesi EFTA membri dello Spazio economico europeo, in conformità del disposto dell'accordo SEE;
   i paesi candidati all'adesione all'Unione europea, nonché i paesi dei Balcani occidentali partecipanti al processo di stabilizzazione e associazione.

Articolo 8

Complementarità tra strumenti finanziari

Le operazioni finanziate in virtù del presente regolamento non rientrano nel campo di applicazione principale o dei criteri di ammissibilità di altri strumenti finanziari comunitari, né possono ricevere assistenza da questi ultimi per i medesimi obiettivi. I beneficiari del presente regolamento forniscono all'autorità di gestione di cui all'articolo 5, paragrafo 2 e alla Commissione informazioni sui finanziamenti ottenuti a carico del bilancio comunitario e sulle richieste di finanziamento in corso. Saranno ricercate sinergie e complementarità con altri strumenti comunitari.

La Commissione garantisce che siano creati meccanismi adeguati per garantire il coordinamento dalla fase di pianificazione a quella di esecuzione tra i programmi operativi e l'uso dei fondi LIFE+, i Fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).

Articolo 9

Durata e risorse di bilancio

1.  Il presente regolamento è applicabile dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013.

La dotazione finanziaria per l'attuazione del presente strumento è pari a EUR 2 190 milioni, aumentata di un minimo di 35% dei fabbisogni della reta Natura 2000, come valutato dagli Stati membri e dalla Commissione, il che significa un totale di 9 540 000 000 EUR per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 (sette anni), ricordando che con altri fondi si coprirà il totale dei fabbisogni di Natura 2000, valutati in 21 000 000 000 EUR per il periodo di programmazione.

2.  Le risorse di bilancio destinate alle azioni previste nel presente regolamento sono iscritte negli stanziamenti annuali del bilancio generale dell'Unione europea. L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio nei limiti delle prospettive finanziarie.

3.  La ripartizione indicativa del sostegno finanziario tra le tre componenti di LIFE+ figura negli allegati I e III.

Articolo 10

Monitoraggio

1.  Per ogni azione finanziata da LIFE+, il beneficiario trasmette all'autorità di gestione di cui all'articolo 5, paragrafo 2 relazioni tecniche e finanziarie sullo stato di avanzamento dei lavori. Entro tre mesi dal completamento dell'azione è inoltre trasmessa una relazione finale. La Commissione stabilisce la forma e il contenuto delle relazioni da trasmettere conformemente alla procedura di cui all'articolo 12.

2.  Fatti salvi i controlli contabili eseguiti dalla Corte dei conti in cooperazione con gli organi o con i competenti servizi nazionali di controllo contabile a norma dell'articolo 248 del trattato e le ispezioni effettuate a norma dell'articolo 279, lettera c) del trattato medesimo, i funzionari o altri agenti della Commissione possono controllare in loco le azioni finanziate da LIFE +, anche mediante controlli a campione.

3.  I contratti e le convenzioni, nonché gli accordi con gli organismi delegati di cui all'articolo 5, paragrafo 2, conclusi in forza del presente regolamento, prevedono in particolare la supervisione e il controllo finanziario della Commissione (o dei suoi rappresentanti autorizzati) e l'esecuzione di controlli contabili da parte della Corte dei conti, se necessario effettuati in loco.

4.  Il beneficiario dell'assistenza finanziaria tiene a disposizione della Commissione tutti i documenti giustificativi attinenti alle spese connesse con l'azione per un periodo di cinque anni dopo l'ultimo pagamento relativo a quest'ultima.

5.  Se necessario, in base ai risultati delle relazioni e dei controlli di cui ai paragrafi 1 e 2, la Commissione rettifica l'entità o le condizioni di concessione del sostegno finanziario originariamente approvato, nonché il calendario dei pagamenti.

6.  La Commissione adotta tutte le misure necessarie per verificare che le azioni finanziate dalla Comunità siano state eseguite correttamente e nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento e del regolamento finanziario.

Articolo 11

Tutela degli interessi finanziari della Comunità

1.  In sede di attuazione delle azioni finanziate in virtù del presente regolamento, la Commissione assicura la tutela degli interessi finanziari della Comunità mediante l'applicazione di misure di prevenzione contro le frodi, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita, attraverso controlli effettivi e il recupero delle somme indebitamente corrisposte e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, mediante l'applicazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive, secondo quanto disposto dai regolamenti (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio del 18 dicembre 1995 relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità(8), (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e le irregolarità(9)e dal regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)(10).

2.  Per le azioni comunitarie finanziate nell'ambito di LIFE+, la nozione di irregolarità di cui all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 è da intendersi come qualsiasi violazione di una disposizione di diritto comunitario o qualsiasi inadempimento di un obbligo contrattuale derivante da un atto o da un'omissione di un operatore economico che abbia o possa avere l'effetto di arrecare pregiudizio al bilancio generale delle Comunità o ai bilanci da queste gestite, a causa di una spesa indebita.

3.  La Commissione può ridurre, sospendere o recuperare l'importo del sostegno finanziario concesso per un'azione qualora accerti l'esistenza di irregolarità, inclusa l'inosservanza del presente regolamento o della singola decisione o del contratto o della convenzione in cui è concesso il sostegno finanziario in questione, o qualora risulti che, senza chiedere il consenso della Commissione, siano state apportate ad un'azione modifiche incompatibili con la natura o le condizioni di esecuzione del progetto.

4.  Qualora non siano state rispettate le scadenze o qualora la realizzazione di un'azione giustifichi solo una parte del sostegno concesso, la Commissione invita il beneficiario a comunicarle le sue osservazioni entro un termine prestabilito. Qualora il beneficiario non fornisca spiegazioni adeguate, la Commissione può annullare il sostegno finanziario residuo e procedere al recupero dei fondi già erogati.

5.  Tutti gli importi indebitamente versati devono essere restituiti alla Commissione. Gli importi non restituiti a tempo debito sono maggiorati dei relativi interessi di mora, alle condizioni stabilite dal regolamento finanziario.

Articolo 12

Comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato (denominato "comitato LIFE+"), composto dai rappresentanti degli Stati membri e delle regioni dotate di poteri e responsabilità in materia ambientale e presieduto dal rappresentante della Commissione. Per quanto concerne la componente "LIFE+ Natura e biodiversità", il comitato è quello istituito in conformità dell'articolo 20 della direttiva 92/43/CEE.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto del disposto dell'articolo 8 della medesima.

Il termine di cui all"articolo 5, paragrafo 2 della decisione 1999/468/CE è fissato in tre mesi.

3.  Oltre ad osservare le regole generali stabilite dagli articoli 7 e 8 della decisione 1999/468/CE, la Commissione sottopone al Parlamento europeo le proposte concernenti le misure che devono essere adottate dal comitato, in particolare qualsiasi misura connessa alla programmazione della ripartizione e assegnazione della dotazione finanziaria annuale di LIFE+ (con riferimento al regolamento LIFE+ o ai programmi di lavoro annuali).

4.  Il presidente invita alle riunioni del comitato, in qualità di osservatori, esperti appartenenti a gruppi della società civile per discutere la ripartizione e l'assegnazione della dotazione finanziaria di LIFE+ (con riferimento al regolamento LIFE+ o ai programmi di lavoro annuali). Sono di applicazione i principi e le condizioni relativi all'accesso del pubblico ai documenti che si applicano alla Commissione.

Articolo 13

Valutazione

I programmi pluriennali sono oggetto di monitoraggio periodico, al fine di seguire l'attuazione delle attività previste nell'ambito di ciascuna componente e di valutare il loro impatto.

LIFE+ è oggetto di una valutazione intermedia e di una valutazione finale, al fine di analizzare il suo contributo alla formulazione della politica comunitaria in materia ambientale e l'impiego degli stanziamenti.

La valutazione finale è effettuata almeno un anno prima della fine del programma. La valutazione intermedia e la valutazione finale sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.

Articolo 14

Semplificazione e consolidamento

1.  Ai fini della semplificazione e del consolidamento, il presente regolamento abroga e sostituisce i seguenti atti normativi: regolamento (CE) n. 1404/96(11); regolamento (CE) n. 1655/2000(12), e relativa proroga; decisione n. 1411/2001/CE(13); decisione n. 466/2002/CE(14) e regolamento (CE) n. 2152/2003(15).

2.  Le azioni iniziate prima del 31 dicembre 2006 in forza dei citati strumenti continuano ad essere disciplinate da questi ultimi fino a completamento avvenuto. I comitati previsti dai suddetti atti normativi sono sostituiti dal comitato di cui all'articolo 12 del presente regolamento. Successivamente alla cessazione dell'efficacia di tali strumenti, le attività obbligatorie di monitoraggio e valutazione ivi previste saranno finanziate dal presente regolamento.

Articolo 15

Disposizioni di applicazione

La Commissione adotta le disposizioni di applicazione del presente regolamento secondo la procedura di cui all'articolo 12.

Articolo 16

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il Presidente Il Presidente

ALLEGATO I

Temi e azioni indicativi ammissibili al finanziamento

1.  Temi

Alla luce degli obiettivi stabiliti all'articolo 1, i finanziamenti sono destinati alla conservazione della natura e della biodiversità, in particolare alla gestione dei siti Natura 2000 nell'Unione europea, alla promozione di ONG attive principalmente nel campo della protezione ambientale a livello europeo e all"attuazione delle priorità fissate nel Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente e più precisamente:

–   cambiamenti climatici: il Programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP) ed eventuali seguiti;

–   natura e biodiversità: la rete Natura 2000, ad esempio approcci innovativi alla gestione e alla pianificazione dei siti, tra cui lo sviluppo di strumenti di mercato e forme d'uso relativi alla rete compatibili con la sua conservazione; il monitoraggio dello stato di conservazione; il finanziamento per lo sviluppo e l'attuazione dei piani d'azione per le specie; inversione della tendenza al declino della biodiversità entro il 2010 e monitoraggio delle foreste e interazioni ambientali nella Comunità, nonché misure per la prevenzione degli incendi; azioni urgenti per la conservazione degli habitat e delle specie che si trovano nel peggiore stato di conservazione; misure di conservazione delle specie e di gestione degli habitat delle zone umide (torbiere e paludi) nonché degli habitat costieri, marini e di acqua dolce;

–   ambiente e salute: il piano d'azione "Ambiente e salute", la direttiva quadro sulle acque, il programma CAFE (Aria pulita per l'Europa) e le strategie tematiche in materia di ambiente marino, suolo, ambiente urbano e pesticidi;

–   uso sostenibile delle risorse: le strategie tematiche sulle risorse e sulla prevenzione e il riciclo dei rifiuti e le strategie in materia di produzione e consumo sostenibili;

–   approcci strategici alla formulazione, all'attuazione e al controllo dell'osservanza delle politiche: sono comprese la valutazione d'impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica;

   patrimonio naturale: attività ai sensi della sezione I, articolo 2, della Convenzione dell'Unesco sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale del 16 novembre 1972;

–   valutazione ex-post degli strumenti comunitari di orientamento politico in campo ambientale.

2.  Azioni

LIFE + può comprendere i seguenti tipi di azione:

   studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari,
   monitoraggio,
   assistenza allo sviluppo di capacità,
   formazione, workshop e riunioni,
   collegamenti in rete,
   sostegno alla rete IMPEL,
   piattaforme per le buone pratiche,
   campagne di sensibilizzazione,
   azioni di informazione e comunicazione,
   dimostrazione degli approcci e degli strumenti di orientamento politico,
   progetti di conservazione della natura, tra cui acquisto di terreni inseriti nella rete Natura 2000.

3.  Criteri specifici per il cofinanziamento di progetti "LIFE+ Attuazione e governance"

Il sostegno finanziario viene concesso sotto forma di cofinanziamento dei progetti.

La percentuale del sostegno finanziario della Comunità non può superare il 50% del costo ammissibile del progetto. La percentuale del sostegno finanziario della Comunità per le misure di accompagnamento non può superare il 100% di tale costo.

Sono prese in considerazione per il sostegno finanziario soltanto le proposte che rispondano ai criteri seguenti:

   a) offrono soluzioni per risolvere un problema molto ricorrente nella Comunità o che è causa di grande preoccupazione per alcuni Stati membri;
   b) b rivestono un carattere innovativo dal punto di vista della tecnologia o del metodo applicato;
   c) costituiscono un esempio e un progresso rispetto alla situazione attuale;
   d) mirano allo sviluppo e al trasferimento di un know-how utilizzabile in situazioni identiche o simili;
   e) promuovono la cooperazione nel settore dell'ambiente;
   f) possono presentare un rapporto costi-benefici soddisfacente dal punto di vista ambientale.

L'esame delle proposte dovrebbe, ove opportuno, tenere altresì conto delle loro implicazioni occupazionali e dell'eventualità o meno che esse possano agevolare la diffusione e l'applicazione il più possibile ampia di proficue tecnologie o dei prodotti che contribuiscono alla tutela dell'ambiente.

ALLEGATO II

Criteri per la delega delle funzioni di esecuzione del bilancio

La Commissione garantisce che vengano attuate le azioni comunitarie previste dal programma LIFE+.

Le funzioni di esecuzione del bilancio possono essere delegate all'autorità di gestione di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

Le suddette autorità o agenzie (di seguito denominate "agenzie nazionali") devono essere designate dalla Commissione in accordo con gli Stati membri o dagli Stati membri medesimi, secondo quanto disposto dall'articolo 54, paragrafo 2, lettera c) e dall'articolo 56 del regolamento finanaziario, nonché dagli articoli 38 e 39 del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002(16), recante modalità d'esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.

La Commissione verifica la conformità ai principi di economia, efficacia ed efficienza. Prima di procedere alla delega la Commissione si accerta, mediante una valutazione preventiva, che la delega dei fondi alle agenzie nazionali sia conforme al principio della buona gestione finanziaria e contribuisca a rafforzare la visibilità dell'azione comunitaria. La Commissione consulta inoltre il competente comitato istituito dall'articolo 12.

La designazione delle agenzie nazionali citate deve rispondere ai seguenti criteri:

   le organizzazioni istituite o designate quali agenzie nazionali devono avere personalità giuridica ed essere disciplinate dal diritto dello Stato membro interessato;
   le agenzie nazionali devono disporre di personale sufficiente e dotato di esperienza professionale nel campo della politica ambientale;
   le agenzie devono disporre di un'infrastruttura adeguata, in particolare a livello di informatica e comunicazioni;
   le agenzie devono operare in un contesto amministrativo che consenta loro di svolgere le loro mansioni in maniera soddisfacente, evitando conflitti di interesse;
   devono essere in grado di applicare le norme di gestione finanziaria e le condizioni contrattuali stabilite a livello comunitario;
   devono offrire opportune garanzie finanziarie, emesse preferibilmente da un'autorità pubblica, e la capacità di gestione di cui dispongono deve essere adeguata all'entità dei finanziamenti comunitari che sono chiamate a gestire.

La Commissione conclude una convenzione con ciascuna agenzia nazionale a norma dell'articolo 41 delle modalità di esecuzione del regolamento finanziario contenente disposizioni in materia di definizione dei compiti affidati, disposizioni sulla rendicontazione, disposizioni idonee a delimitare le responsabilità, modalità di esecuzione dei controlli, ecc. Le agenzie devono rispettare i principi della trasparenza, della parità di trattamento ed evitare il doppio finanziamento da parte di altre fonti comunitarie, oltre che l'obbligo di procedere al monitoraggio dei progetti e di recuperare eventuali fondi percepiti indebitamente dai beneficiari.

La Commissione inoltre certifica che ciascuno Stato membro provvede a garantire un adeguato controllo contabile e la vigilanza finanziaria sull'agenzia nazionale, dando così alla Commissione – prima che l'agenzia in questione cominci ad operare – le garanzie necessarie riguardo all'esistenza e alla pertinenza dell'agenzia e al suo corretto funzionamento, secondo i principi di una sana gestione finanziaria.

Le agenzie nazionali sono responsabili dei fondi non recuperati qualora si riscontrino irregolarità, negligenze o frodi imputabili all'agenzia nazionale interessata.

La Commissione garantisce, in collaborazione con gli Stati membri, la transizione tra le azioni svolte nell'ambito dei programmi precedenti in materia di ambiente e le azioni messe in atto nel contesto del programma LIFE+.

ALLEGATO III

Promozione di ONG principalmente attive nel settore della protezione ambientale

LIFE+ cofinanzia aiuti a titolo operativo o a iniziative a favore delle ONG che sono attive principalmente nella protezione e nella promozione dell'ambiente a livello europeo.

Per poter beneficiare di un aiuto, una ONG deve possedere le seguenti caratteristiche:

   essere una persona giuridica indipendente e senza scopo di lucro, principalmente attiva nella protezione e nella promozione dell'ambiente per il bene comune, al fine di raggiungere lo sviluppo sostenibile;
   essere attiva a livello europeo, sia da sola o sotto forma di associazione con una struttura (membri) e attività che coprano almeno tre paesi europei;
   essere coinvolta nello sviluppo e nell'attuazione della politica e della legislazione UE.

(1) GU C
(2) GU C
(3) Posizione del Parlamento europeo del 7 luglio 2005.
(4) GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1.
(5) GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).
(6) GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
(7) GU L 248 del 16.9.2002, pag.1.
(8) GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1
(9) GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
(10) GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
(11) Regolamento (CE) n. 1404/96 del Consiglio del 15 luglio 1996 che modifica il regolamento (CEE) n. 1973/92 che istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE) (GU L 181 del 20.7.1996, pag. 1).
(12) Regolamento (CE) n. 1655/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE) (GU L 192 del 28.7.2000, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1682/2004 (GU L 308 del 5.10.2004, pag. 1)
(13) Decisione n. 1411/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente un quadro comunitario di cooperazione per lo sviluppo sostenibile dell'ambiente urbano (GU L 191 del 13.7.2001 pag. 1). Decisione modificata dalla decisione n. 786/2004/CE (GU L 138 del 30.4.2004, pag. 7).
(14) Decisione n. 466/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 1 marzo 2002, che stabilisce un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale (GU L 75 del 16.3.2002, pag.1). Decisione modificata dalla decisione n. 786/2004/CE.
(15) Regolamento (CE) n. 2152/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus) (GU L 324 del 11.12.2003, pag. 1). Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 788/2004 (GU L 138 del 30.4.2004, pag.17).
(16) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1.

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