Indice 
Testi approvati
Giovedì 1 dicembre 2005 - Bruxelles
Protocollo addizionale all'accordo CE/Repubblica Sudafricana sul commercio, lo sviluppo e la cooperazione a seguito dell'allargamento ***
 Ruolo delle "euroregioni" nello sviluppo della politica regionale
 Immunità parlamentare di Andrzej Peczak
 Immunità parlamentare di Giovanni Claudio Fava
 Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 (Emendamento)
 Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005
 Disciplina di bilancio
 Licenza obbligatoria per brevetti su prodotti farmaceutici ***I
 Lotta contro l'influenza aviaria *
 Spese nel settore veterinario *
 Euro (quadro giuridico per l'allargamento della zona euro) *
 Modifica del sistema comune dell'IVA*
 Modalità di rimborso dell'IVA a favore dei soggetti stabiliti in un altro Stato membro *
 Agenzie europee di regolazione
 Preparazione della Conferenza ministeriale dell'OMC
 Diritti umani in Cambogia, Laos e Vietnam
 Tregua olimipica
 Sviluppo e sport
 Orientamenti per l'approvazione della Commissione
 Applicazione delle regole di concorrenza ai trasporti marittimi
 Comunicazioni elettroniche
 IVA sui servizi ad alta intensità di lavoro

Protocollo addizionale all'accordo CE/Repubblica Sudafricana sul commercio, lo sviluppo e la cooperazione a seguito dell'allargamento ***
PDF 189kWORD 32k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo addizionale all'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica del Sudafrica, dall'altro, per tenere conto dell'adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca all'Unione europea (COM(2005)0372 – C6-0350/2005 – 2005/0152(AVC))
P6_TA(2005)0447A6-0328/2005

(Procedura del parere conforme)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta di decisione del Consiglio (COM(2005)0372)(1),

–   vista la decisione del Consiglio 2005/206/CE del 28 febbraio 2005(2) relativa alla firma e all'applicazione provvisoria del summenzionato protocollo,

–   vista la richiesta di parere conforme presentata dal Consiglio a norma del combinato disposto dell'articolo 300, paragrafo 3, secondo comma, e degli articoli 310 e 300, paragrafo 2, primo comma, del trattato CE (C6-0350/2005),

–   visti l'articolo 75 e l'articolo 83, paragrafo 7, del suo regolamento,

–   vista la raccomandazione sulla commissione per lo sviluppo (A6-0328/2005),

1.   esprime il suo parere conforme sulla conclusione del succitato protocollo;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Repubblica del Sudafrica.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.
(2) GU L 68 del 15.3.2005, pag. 32.


Ruolo delle "euroregioni" nello sviluppo della politica regionale
PDF 118kWORD 41k
Risoluzione del Parlamento europeo sul ruolo delle "Euroregioni" nello sviluppo della politica regionale (2004/2257(INI))
P6_TA(2005)0448A6-0311/2005

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 87, paragrafo 3 del Trattato CE,

–   visto l'articolo 158 del Trattato CE,

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato (COM(2004)0628),

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (COM(2004)0495),

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (COM(2004)0492),

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio che istituisce il Fondo di coesione (COM(2004)0494),

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione di un gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT) (COM(2004)0496),

–   vista la Convenzione quadro europea del Consiglio d'Europa (Madrid, 21 maggio 1980) sulla cooperazione transfrontaliera tra le comunità o enti territoriali e i suoi protocolli aggiuntivi e la Carta europea degli enti autonomi locali del Consiglio d'Europa (Strasburgo, 15 ottobre 1985),

–   visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A6-0311/2005),

A.  A considerando che l'allargamento dell'Unione europea a 25 Stati membri avvenuto il 1° maggio 2004 ha aumentato le disparità fra le regioni europee e considerando che i prossimi allargamenti potranno aumentare ulteriormente dette disparità e considerando che l'allargamento ha portato anche ad una sostanziale espansione del numero di regioni frontaliere, va sottolineato che le euroregioni hanno dato un contributo decisivo al superamento delle frontiere in Europa, al potenziamento di buone relazioni di vicinato, al ravvicinamento delle popolazioni dei due lati delle frontiere eliminando i pregiudizi, specialmente con la cooperazione transfrontaliera a livello comunale e regionale,

B.   considerando che le disparità regionali nell'Unione europea allargata devono essere diminuite e che vanno affrontate con una politica di coesione efficace, ai fini di uno sviluppo armonioso all'interno della UE,

C.   considerando che una condizione per un'efficace politica di coesione e dell'integrazione europea, è garantire lo sviluppo sostenibile della cooperazione transfrontaliera e superare infine le attuali difficoltà nel finanziamento di progetti comuni che beneficino ugualmente comuni e regioni dei due lati della frontiera,

D.   considerando che le euroregioni e strutture simili sono importanti strumenti della cooperazione transfrontaliera, che peraltro deve essere ulteriormente sviluppata e migliorata e considerando che esse dovrebbero avere uno stato giuridico ben definito,

E.   considerando che la finalità ultima delle euroregioni è di promuovere la cooperazione fra regioni frontaliere o altre entità locali e autorità regionali nonché partner sociali e tutti gli altri attori che non devono necessariamente essere Stati membri dell'Unione europea - su aspetti quali la cultura, l'istruzione, il turismo, l'economia e qualsiasi altro aspetto della vita quotidiana,

F.   considerando che l'Associazione delle regioni frontaliere europee ha presentato numerose relazioni sullo stato della cooperazione transfrontaliera in Europa e ha redatto studi su uno strumento giuridico transfrontaliero in merito alla cooperazione decentrata della Commissione e del Comitato delle regioni,

1.   ritiene che la cooperazione transfrontaliera sia di fondamentale importanza per la coesione e integrazione europea e debba pertanto ricevere ampio sostegno;

2.   invita gli Stati membri a promuovere le euroregioni come uno degli strumenti di cooperazione transfrontaliera,

3.   nota che una euroregione o una struttura simile adempie a importanti compiti transfrontalieri, fornendo ad esempio:

   - punti informazione e servizi per i cittadini, le istituzioni e gli enti regionali e locali;
   - punto focale per valori, obiettivi e strategie comuni;
   - motore per soluzioni a problemi transfrontalieri;
   - cassa di risonanza politica per tutti i problemi transfrontalieri;

4.   nota che le euroregioni rappresentano uno snodo per tutte le relazioni, i contatti, il trasferimento di conoscenze, i programmi e i progetti operativi transfrontalieri, e che è necessario che dispongano di uno stato giuridico ben definito perché possano svolgere i propri compiti;

5.   sottolinea che la cooperazione transfrontaliera rappresenta un'impostazione adeguata per risolvere i problemi quotidiani da ambedue le parti della frontiera, soprattutto nei settori economico, sociale, culturale e ambientale;

6.   sottolinea che la cooperazione transfrontaliera fornisce un contributo notevole all'attuazione della strategia di Lisbona attraverso:

   - la ricerca e l'innovazione comune,
   - reti di ricerca e sviluppo (R&S) attraverso le frontiere,
   - scambio di esperienze e "prassi ottimali";

7.   nota che le euroregioni rafforzano i legami di vicinato grazie ai progetti locali di scambio delle migliori prassi; ritiene pertanto particolarmente importante che restino nel quadro dei Fondi strutturali le modalità di promozione di microprogetti, nei termini di cui alla Comunicazione della comunicazione INTERREG(1);

8.   nota l'attività legislativa svolta in seno ad un Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT) il cui fine è semplificare gli strumenti di cooperazione transfrontaliera (facilitandone l'operato, razionalizzandone le procedure e riducendone i costi operativi), fornendo quindi una piattaforma per lo sviluppo delle euroregioni;

9.   sottolinea la necessità di dare priorità all'eliminazione delle disparità fra le regioni dei nuovi e dei vecchi Stati membri;

10.   rimarca la necessità di estendere la nozione di euroregione e di strutture simili, anche se non necessariamente dotate di competenze giuridiche per ricomprendervi molteplici aspetti di cooperazione: esempi di possibili settori di reciproco interesse potrebbero essere la promozione della cultura, dell'istruzione, del turismo e dell'economia nonché, ove opportuno, la lotta al crimine organizzato, al traffico di droga e alle frodi, in partenariato con le competenti istituzioni nazionali;

11.   sottolinea la necessità di consentire l'integrazione tra progetti programmati in paesi confinanti;

12.   plaude agli sforzi della Commissione volti a semplificare gli strumenti della cooperazione transfrontaliera;

13.   chiede che le euroregioni e strutture simili come proposto nel quadro giuridico delle GECT debbano essere anche messe in condizioni di elaborare, attuare e gestire programmi transfrontalieri in ambito UE nonché programmi in linea con il programma europeo di vicinato e partenariato, e lo strumento per gli aiuti preadesione (IPA) dal 2007 in poi, in partenariato con le istituzioni nazionali;

14.   sottolinea l'importanza della cooperazione transfrontaliera e delle euroregioni per gli Stati membri caratterizzati da handicap naturali inclusi i piccoli Stati insulari;

15.   sottolinea l'esigenza di appoggiare la cooperazione transfrontaliera e la creazione di euroregioni, incluse regioni di zone sensibili del Medio Oriente, con un'iniziativa volta a promuovere relazioni amichevoli, stabilità, sicurezza e interessi economici sulla base del rispetto e del vantaggio reciproco;

16.   richiama il paragrafo 1, punto xxvii) della sua risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un Fondo di coesione(2) adottata il 6 luglio 2005 e invita la Commissione a prevedere analoghe modalità di definizione di un "premium system", sotto forma di "riserva comunitaria di qualità ed efficacia'che esplicitamente incentivi gli interventi con una ricaduta transfrontaliera o in grado di integrarsi in infrastrutture già esistenti nelle euroregioni;

17.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Comunicazione della Commissione agli Stati membri del 2 settembre 2004, che stabilisce gli orientamenti dell'iniziativa comunitaria riguardante la cooperazione transeuropea volta a incentivare uno sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio europeo - INTERREG III (GU C 226 del 10.9.2004, pag. 2).
(2) Testi approvati, P6_TA(2005)0278.


Immunità parlamentare di Andrzej Peczak
PDF 197kWORD 34k
Decisione del Parlamento europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Andrzej Pęczak, ex deputato al Parlamento europeo (2005/2128(IMM))
P6_TA(2005)0449A6-0330/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la richiesta presentata da Andrzej Pęczak in difesa della sua immunità nel quadro di un procedimento penale pendente davanti al Tribunale distrettuale di Lódź, Polonia, in data 18 aprile 2005, comunicata in seduta plenaria il 25 maggio 2005,

–   visti gli articoli 8, 9 e 10 del Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee dell'8 aprile 1965 e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976,

–   viste le sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee del 12 maggio 1964 e del 10 luglio 1986(1),

–   visti l'articolo 6, paragrafo 3, e l'articolo 7 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione giuridica (A6-0330/2005),

A.   considerando che Andrzej Pęczak è stato eletto al Parlamento polacco (Sejm) il 23 settembre 2001; che dopo la firma del trattato di adesione, il 16 aprile 2003, è stato designato come osservatore; che è stato deputato al Parlamento europeo dal 1° maggio 2004 al 19 luglio 2004; che il suo mandato al Parlamento polacco è scaduto il 19 ottobre 2005,

B.   considerando che Andrzej Pęczak sostiene che la Procura polacca ha violato la legge nel corso del procedimento e che le decisioni del Tribunale distrettuale concernenti il suo arresto e la sua detenzione come pure le successive proroghe della detenzione provvisoria hanno motivazioni politiche,

C.   considerando che Andrzej Pęczak sostiene che il procedimento penale avviato nei suoi confronti viola la presunzione di innocenza e che le condizioni di arresto e detenzione limitano la sua capacità di difendersi,

D.   considerando che Andrzej Pęczak sostiene che la procedura con la quale il Sejm ha revocato la sua immunità è "giuridicamente non valida" e basata su elementi pubblicati dai media e che le sue richieste di intervento inviate a varie personalità (tra cui il Difensore civico) non hanno sortito alcun risultato,

E.   considerando che, stando alle informazioni ottenute, Andrzej Pęczak non è protetto dall'immunità parlamentare per nessuna delle imputazioni segnalate all'attenzione del Presidente del Parlamento europeo,

1.   decide di non difendere i privilegi e l'immunità di Andrzej Pęczak.

(1) Causa 101/63, Wagner/Fohrmann e Krier, Raccolta 1964, pag. 383, e causa 149/85, Wybot/Faure e altri, Raccolta 1986, pag. 2391.


Immunità parlamentare di Giovanni Claudio Fava
PDF 102kWORD 30k
Decisione del Parlamento europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Giovanni Claudio Fava (2005/2174(IMM))
P6_TA(2005)0450A6-0331/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la richiesta presentata dall'on. Giovanni Claudio Fava in difesa della sua immunità, in data 1° luglio 2005, comunicata in seduta plenaria il 6 luglio 2005,

–   avendo ascoltato l'on. Giovanni Claudio Fava, a norma dell'articolo 7, paragrafo 3, del suo regolamento,

–   visti gli articoli 9 e 10 del Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee dell'8 aprile 1965 e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976,

–   viste le sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee del 12 maggio 1964 e del 10 luglio 1986(1),

–   visti l'articolo 6, paragrafo 3, e l'articolo 7 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione giuridica (A6-0331/2005),

1.   decide di difendere i privilegi e l'immunità di Giovanni Claudio Fava;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la relazione della sua commissione competente alle autorità competenti della Repubblica italiana.

(1) Causa 101/63, Wagner/Fohrmann e Krier, Raccolta 1964, pag. 383, e causa 149/85, Wybot/Faure e altri, Raccolta 1986, pag. 2391.


Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 (Emendamento)
PDF 114kWORD 56k
Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 dell'Unione europea per l'esercizio 2005, Sezione IV - Corte di giustizia - Istituzione del Tribunale della funzione pubblica, quale modificato dal Consiglio (C6-0404/2005 – 2005/2159(BUD))
P6_TA(2005)0451A6-0336/2005

Emendamento 1

SEZIONE IV - Corte di giustizia

Organigramma: Creazione di 2 posti permanenti B*3, 2 posti permanenti C *1 e 4 posti temporanei B*3.

Personale in attività di servizio

Linea

Bilancio 2005

PBR 6/2005

Emendamento

Bilancio 2005 + PBR6 (emendato)

Impegni

Impegni

Impegni

Impegni

1 1 0 0

Stipendi base

111 633 022

111 964 022

+73 000

112 037 022

1 1 0 1

Assegni familiari

8 940 000

8 967 000

+6 000

8 973 000

1 1 0 2

Indennità di dislocazione e di espatrio (compreso l'articolo 97 dello statuto CECA)

17 770 000

17 823 000

+12 000

17 835 000

1 1 3 0

Copertura dei rischi di malattia

3 890 000

3 902 000

+3 000

3 905 000

1 1 8 1

Spese di viaggio (comprese quelle dei familiari)

42 000

45 000

+2 000

47 000

1 1 8 2

Indennità di prima sistemazione, di nuova sistemazione e di trasferimento

1 170 000

1 223 000

+30 000

1 253 000

1 1 8 3

Spese di trasloco

217 000

238 000

+10 000

248 000

1 1 8 4

Indennità giornaliere temporanee

956 000

1 008 000

+23 000

1 031 000

1 1 9 1

Stanziamenti accantonati

1 973 000

1 242 000

-159 000

1 083 000

Motivazione

Creazione di 8 posti (2 permanenti B*3, 2 permanenti C*1 e 4 temporanei B*3) non approvati dal Consiglio e ripristino delle cifre del progetto preliminare di bilancio rettificativo n. 7/2005.


Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005
PDF 193kWORD 33k
Risoluzione del Parlamento europeo sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 dell'Unione europea per l'esercizio 2005, Sezione IV - Corte di giustizia - Istituzione del Tribunale della funzione pubblica, quale modificato dal Consiglio (C6-0404/2005 – 2005/2159(BUD))
P6_TA(2005)0452A6-0336/2005

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 272, paragrafo 6,

–   visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 177,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(1), in particolare gli articoli 37 e 38,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2005, definitivamente adottato il 16 dicembre 2004(2),

–   visto l'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio(3),

–   visto il progetto preliminare di bilancio rettificativo n. 7/2005 dell'Unione europea per l'esercizio 2005, presentato dalla Commissione il 5 settembre 2005 (COM(2005)0419),

–   visto il progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005, stabilito dal Consiglio il 3 ottobre 2005 (12180/2005 – C6-0304/2005),

–   vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2005 sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 dell'Unione europea per l'esercizio 2005, Sezione IV – Corte di giustizia – Istituzione del Tribunale della funzione pubblica(4),

–   visto il suo emendamento del 25 ottobre 2005 al progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005(5),

–   vista la reiezione da parte del Consiglio, in data 21 novembre 2005, dell'emendamento approvato dal Parlamento al progetto di bilancio rettificativo n. 6/2005 (SGS5/13784),

–   visti l'articolo 69 e l'allegato IV del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i bilanci (A6-0336/2005),

1.   prende atto della seconda lettura da parte del Consiglio;

2.   conferma la decisione presa in prima lettura;

3.   incarica il suo Presidente di dichiarare definitivamente adottato il bilancio rettificativo n. 6/2005 e di disporne la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

4.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte di giustizia.

(1) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(2) GU L 60 dell'8.3.2005, pag. 1.
(3) GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1. Accordo modificato da ultimo dalla decisione 2005/708/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 269 del 14.10.2005, pag. 24).
(4) Testi approvati, P6_TA(2005)0392.
(5) Testi approvati, P6_TA(2005)0391.


Disciplina di bilancio
PDF 110kWORD 38k
Risoluzione del Parlamento europeo sull'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio (2005/2237(INI))
P6_TA(2005)0453A6-0356/2005

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 272,

–   viste le comunicazioni della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 26 febbraio 2004 intitolata "Costruire il nostro avvenire comune: Sfide e mezzi finanziari dell'Unione allargata 2007-2013" (COM(2004)0101) e del 14 luglio 2004 intitolata "Prospettive finanziarie 2007-2013" (COM(2004)0487) e il documento di lavoro della Commissione del 12 aprile 2005 intitolato "Adeguamenti tecnici della proposta della Commissione per un quadro finanziario pluriennale 2007-2013" (SEC(2005)0494),

–   visto l'Accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio(1), in particolare il paragrafo 26,

–   vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2005 sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013(2),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i bilanci (A6-0356/2005),

A.   considerando che, in linea di massima, le attuali prospettive finanziarie giungeranno a scadenza nel 2006,

B.   considerando che la maggior parte degli atti legislativi comunitari relativi ai programmi pluriennali aventi implicazioni finanziarie devono essere rinnovati a partire dal 2007,

C.   considerando che le attuali prospettive finanziarie fanno parte dell'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio, che può essere concluso solamente sulla base di un comune accordo tra i due rami dell'autorità di bilancio,

D.   considerando che, in assenza di prospettive finanziarie, l'articolo 272 del trattato prevede una procedura per l'adozione di bilanci annuali,

E.   considerando che ha adottato una posizione negoziale nella quale illustra le sue priorità politiche per le future prospettive finanziarie e una proposta di ristrutturare il bilancio dell'Unione europea e di aumentare la qualità dell'esecuzione attraverso un miglioramento delle procedure,

1.   ribadisce la sua posizione quale espressa nella sua summenzionata risoluzione dell'8 giugno 2005;

2.   conferma la propria volontà di mettere in atto tutti gli sforzi necessari per giungere a un accordo sulle prossime prospettive finanziarie e sull'Accordo interistituzionale che sia accettabile al fine di tutelare le responsabilità e le ambizioni dell'Unione europea nel corso di un nuovo periodo pluriennale;

3.   condivide la preoccupazione della Commissione di pervenire a un accordo in tempo utile per garantire la continuità e la riforma dei programmi e per preparare il prossimo periodo in tempo per l'inizio della procedura di bilancio 2007 (aprile 2007);

4.   prende atto della lettera del Presidente Barroso del 20 ottobre 2005 che illustra il contributo della Commissione alla fase finale dei negoziati e considera utili alcuni aspetti di tali proposte, ma ricorda al Consiglio e alla Commissione l'importanza di tutti gli elementi indicati nella sua succitata risoluzione dell'8 giugno 2005 a complemento delle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013; ritiene che la loro inclusione nell'Accordo interistituzionale sia essenziale in vista di nuove prospettive finanziarie;

5.   esorta la Commissione a presentare una proposta formale di revisione dell'Accordo interistituzionale, che includa le proposte del Parlamento europeo sulle riserve e la flessibilità, nonché altri elementi qualitativi espressi nella sua succitata risoluzione dell'8 giugno 2005;

6.   sottolinea che, senza un'intesa sull'Accordo interistituzionale, non vi saranno nuove prospettive finanziarie; ricorda che, a tale riguardo, il Parlamento ha approvato alcuni punti non negoziabili, quali l'introduzione di una clausola di revisione, le riserve per la flessibilità, il miglioramento della qualità dell'esecuzione attraverso una revisione del regolamento finanziario, la semplificazione dell'onere amministrativo, la certificazione da parte degli Stati membri e il rispetto dei diritti del Parlamento per quanto riguarda i programmi esterni;

7.   constata che le divergenze che hanno impedito un accordo in seno al Consiglio europeo del 17 giugno 2005 non riguardavano tanto il livello o la ripartizione delle spese quanto le modalità di finanziamento di queste ultime, il che conferma che un accordo globale sulle prospettive finanziarie dovrà comportare un accordo sul principio di una riforma del sistema attuale delle risorse proprie;

8.   invita il Consiglio a esprimere, nella sua posizione comune e nel mandato negoziale, la sua ferma intenzione di negoziare includendo non solo una proposta per un quadro finanziario, ma anche elementi riguardanti i metodi per migliorare la struttura del bilancio e la qualità dell'esecuzione del bilancio e per integrare la strategia di Lisbona sulla base dell'esempio della posizione negoziale del Parlamento;

9.   ricorda al Consiglio che, senza un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio, non vi saranno né prospettive finanziarie né un Accordo interistituzionale; ricorda inoltre che, avendo adottato la propria posizione negoziale in tempo utile l'8 giugno 2005, intende respingere ogni tentativo volto a imputargli la responsabilità di un eventuale ritardo nel raggiungimento di un accordo;

10.   ricorda al Consiglio che in mancanza di prospettive finanziarie per il 2007-2013 e di un nuovo accordo interistituzionale, i bisogni finanziari dell'Unione europea, compresi quelli per i programmi pluriennali, possono essere assicurati a titolo dell'articolo 272 del trattato o nell'ambito di un punto 26 rivisto dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999;

11.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1. Accordo modificato da ultimo dalla decisione 2005/708/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 269 del 14.10.2005, pag. 24).
(2) Testi approvati, P6_TA(2005)0224.


Licenza obbligatoria per brevetti su prodotti farmaceutici ***I
PDF 260kWORD 90k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla concessione di licenze obbligatorie per brevetti relativi alla fabbricazione di prodotti farmaceutici destinati all'esportazione verso paesi con problemi di sanità pubblica (COM(2004)0737 – C6-0168/2004 – 2004/0258(COD))
P6_TA(2005)0454A6-0242/2005

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2004)0737)(1),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e gli articoli 95 e 133 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0168/2004),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione giuridica (A6-0242/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 1° dicembre 2005 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente la concessione di licenze obbligatorie per brevetti relativi alla fabbricazione di prodotti farmaceutici destinati all'esportazione verso paesi con problemi di sanità pubblica

P6_TC1-COD(2004)0258


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea e in particolare gli articoli 95 e 133,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

conformemente alla procedura prevista all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il 14 novembre 2001, la Quarta conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha adottato la Dichiarazione di Doha sull'accordo relativo agli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (accordo TRIPS) e la salute pubblica. La Dichiarazione riconosce a ciascun membro dell'OMC il diritto di concedere licenze obbligatorie e la libertà di determinare i motivi che sono alla base della concessione di tali licenze. Riconosce inoltre che i membri dell'OMC le cui capacità di fabbricazione nel settore farmaceutico sono insufficienti o inesistenti potrebbero incontrare difficoltà a ricorrere in modo efficace alle licenze obbligatorie.

(2)  Il 30 agosto 2003 il consiglio generale dell'OMC, alla luce della dichiarazione letta dal suo presidente, ha adottato una decisione sull'attuazione del paragrafo 6 della dichiarazione di Doha sull'accordo TRIPS e la salute pubblica (d'ora in poi "la decisione"). Fatte salve alcune condizioni, la decisione prevede deroghe a taluni obblighi concernenti la concessione di licenze obbligatorie stabiliti nell'accordo TRIPS al fine di rispondere alle esigenze dei membri dell'OMC con capacità di fabbricazione insufficienti.

(3)  Tenuto conto del ruolo attivo della Comunità nell'adozione della decisione, del suo impegno presso l'OMC a contribuire pienamente all'attuazione della decisione e del suo appello a tutti i membri dell'OMC volto a garantire la creazione di condizioni adeguate per consentire un funzionamento efficace del sistema posto in essere dalla decisione, è importante che la Comunità attui la decisione nell'ordinamento giuridico comunitario.

(4)  Un'attuazione uniforme della decisione è necessaria a garantire che le condizioni di concessione delle licenze obbligatorie per la fabbricazione e la vendita di prodotti farmaceutici, quando tali prodotti sono destinati all'esportazione, siano identiche in tutti gli Stati membri e per evitare la distorsione della concorrenza tra gli operatori nel mercato unico. Vi dovrebbe essere egualmente l'applicazione di regole uniformi volte ad evitare la reimportazione nel territorio comunitario di prodotti farmaceutici fabbricati in virtù della decisione.

(5)  Il presente regolamento si inscrive in una più ampia azione europea e internazionale volta a porre rimedio ai problemi di salute pubblica di paesi meno avanzati e di altri paesi in via di sviluppo, e intende in particolare migliorare l'accesso a medicinali a prezzi abbordabili, ivi comprese le combinazioni a dosi prestabilite, che siano sicuri ed efficaci e la cui qualità sia garantita. A tale riguardo si potrà ricorrere alle procedure stabilite dalla legislazione comunitaria sui prodotti farmaceutici a garanzia della qualità scientifica di tali prodotti, in particolare a quella prevista all'articolo 58 del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'Agenzia europea per i medicinali(4).

(6)  Considerando il fatto che il suo scopo è di porre rimedio a problemi di salute pubblica, il sistema di licenze obbligatorie posto in essere dal presente regolamento dovrebbe essere applicato in buona fede. Esso non dovrebbe essere utilizzato dai paesi al fine di perseguire obiettivi di politica industriale o commerciale. Il presente regolamento ha lo scopo di creare un quadro giuridico certo e di scoraggiare le controversie.

(7)  Poiché il presente regolamento fa parte di un'azione più ampia per affrontare il problema dell'accesso dei paesi in via di sviluppo a medicinali a prezzi abbordabili, azioni complementari sono delineate nel programma d'azione della Commissione "Azione accelerata di lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi nel quadro della riduzione della povertà" e nella comunicazione della Commissione "Un quadro politico europeo coerente per le azioni esterne di lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi". È necessario continuare a portare avanti con urgenza tali azioni, comprese azioni di sostegno alla ricerca per la lotta contro queste malattie e di rafforzamento della capacità nei paesi in via di sviluppo.

(8)  I prodotti fabbricati in virtù del presente regolamento devono imperativamente pervenire solo alle persone che ne hanno bisogno e non essere sviati dai loro destinatari. La concessione di licenze obbligatorie in virtù del presente regolamento deve pertanto essere subordinata alla previsione di condizioni chiare per il titolare della licenza per quanto riguarda gli atti coperti dalla licenza, l'identificazione dei prodotti farmaceutici fabbricati in virtù della licenza e i paesi verso i quali questi prodotti sono esportati.

(9)  Dovrebbero essere adottate misure doganali alle frontiere esterne per controllare i prodotti fabbricati e venduti all'esportazione in virtù di una licenza obbligatoria che qualcuno tenti di reimportare nel territorio comunitario.

(10)  Quando prodotti farmaceutici fabbricati in virtù di una licenza obbligatoria sono sequestrati a norma del presente regolamento, l'autorità competente può decidere, in conformità della legislazione nazionale e al fine di assicurare che i prodotti farmaceutici sequestrati siano utilizzati per l'uso cui erano destinati, di inviare tali prodotti nel paese importatore previsto in base alla licenza obbligatoria concessa.

(11)  Per evitare l'incoraggiamento della sovrapproduzione e l'eventuale sviamento dei prodotti, le autorità competenti dovrebbero tenere conto delle licenze obbligatorie esistenti per gli stessi prodotti e gli stessi paesi, nonché delle domande parallele indicate dal richiedente.

(12)  Dal momento che gli obiettivi del presente regolamento, in particolare la creazione di procedure armonizzate per la concessione di licenze obbligatorie che contribuiscano all'effettiva attuazione del sistema posto in essere dalla decisione, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, a causa delle opzioni disponibili per i paesi esportatori nell'ambito della decisione e possono quindi, a causa degli effetti potenziali sugli operatori nel mercato interno, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di proporzionalità definito nello stesso articolo.

(13)  La Comunità riconosce che è quanto mai auspicabile promuovere il trasferimento di tecnologia e la costruzione di capacità in paesi le cui capacità di fabbricazione nel settore farmaceutico sono insufficienti o inesistenti, al fine di favorire e far aumentare la produzione di prodotti farmaceutici da parte di questi paesi.

(14)  Per assicurare un trattamento efficiente delle domande di licenza obbligatoria a norma del presente regolamento, gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di prevedere requisiti puramente formali o amministrativi, ad esempio norme riguardo alla lingua della domanda, al formulario da utilizzare, all'identificazione del brevetto o dei brevetti e/o del certificato o certificati complementari di protezione per i quali è richiesta una licenza obbligatoria, e norme sulle domande presentate in formato elettronico.

(15)  La semplice formula per stabilire la retribuzione ha lo scopo di accelerare la procedura di concessione della licenza obbligatoria nel caso di un'emergenza nazionale o di altre circostanze di estrema urgenza oppure in caso di uso pubblico non commerciale, ai sensi dell'articolo 31, lettera b), dell'accordo TRIPS. La cifra del 4% potrebbe essere utilizzata come riferimento per deliberazioni relative alla retribuzione adeguata in circostanze diverse da quelle sopraelencate.

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Campo di applicazione

Il presente regolamento stabilisce una procedura di concessione di licenze obbligatorie per brevetti e certificati complementari di protezione concernenti la fabbricazione e la vendita di prodotti farmaceutici, se questi prodotti sono destinati all'esportazione verso paesi importatori ammissibili che ne hanno bisogno per affrontare problemi di saluta pubblica.

Gli Stati membri concedono la licenza obbligatoria a qualunque soggetto presenti una domanda conformemente all'articolo 6 e fatte salve le condizioni stabilite agli articoli da 6 a 10.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento, s'intende per:

   1) "prodotto farmaceutico": qualunque prodotto del settore farmaceutico, compresi i prodotti medicinali così come definiti all'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano(5), i principi attivi e i kit di diagnostica ex vivo;
   2) "titolare dei diritti": il titolare di un brevetto o di un certificato complementare di protezione che sia oggetto di una domanda di licenza obbligatoria in virtù del presente regolamento;
   3) "paese importatore": il paese verso il quale il prodotto farmaceutico deve essere esportato;
   4) "autorità competente" ai fini degli articoli da 1 a 11, 16 e 17: ogni autorità nazionale che ha competenza per la concessione di licenze obbligatorie a norma del presente regolamento in un determinato Stato membro.

Articolo 3

Autorità competente

L'autorità competente quale definita all'articolo 2, punto 4, è quella che ha competenza per la concessione di licenze obbligatorie in virtù del diritto nazionale dei brevetti, fatte salve disposizioni contrarie dello Stato membro.

Gli Stati membri notificano alla Commissione l'autorità competente designata quale definita all'articolo 2, punto 4.

Le notifiche saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Paesi importatori ammissibili

È considerato come paese importatore ammissibile:

   a) qualunque paese meno avanzato che figuri come tale nell'elenco delle Nazioni Unite;
   b) qualunque membro dell'OMC, che non sia un paese meno avanzato ai sensi della lettera a), che abbia notificato al Consiglio TRIPS la sua intenzione di utilizzare il sistema in quanto importatore, compresa l'indicazione dell'intenzione di utilizzare il sistema nella sua totalità o in modo limitato;
   c) qualunque paese che non è membro dell'OMC ma che figura nell'elenco del Comitato per l'assistenza allo sviluppo dell'OCSE dei paesi a basso reddito aventi un PNL pro capite inferiore a 745 dollari USA e che abbia notificato alla Commissione la propria intenzione di utilizzare il sistema in quanto importatore, compresa l'indicazione dell'intenzione di utilizzare il sistema nella sua totalità o in modo limitato.

Tuttavia, qualunque membro dell'OMC che abbia dichiarato all'OMC che non utilizzerà il sistema in quanto membro importatore non è considerato come un paese importatore ammissibile.

Articolo 5

Estensione a paesi meno sviluppati e in via di sviluppo che non sono membri dell'OMC

Ai paesi importatori ammissibili ai sensi dell'articolo 4 che non sono membri dell'OMC si applicano le seguenti disposizioni:

   a) il paese importatore effettua la notifica di cui all'articolo 8, paragrafo 1, direttamente alla Commissione;
   b) nella notifica di cui all'articolo 8, paragrafo 1, il paese importatore dichiara che utilizzerà il sistema per affrontare problemi di salute pubblica e non quale strumento per perseguire obiettivi di politica industriale o commerciale e che adotterà le misure di cui al paragrafo 4 della decisione;

c)   l'autorità competente può, su richiesta del titolare dei diritti o di propria iniziativa, qualora il diritto nazionale la autorizzi ad agire di propria iniziativa, porre termine ad una licenza obbligatoria concessa a norma del presente articolo se il paese importatore non ha assolto gli obblighi di cui alla lettera b). Prima di porre termine ad una licenza obbligatoria, l'autorità competente tiene conto di eventuali pareri espressi dagli organi di cui all'articolo 6, paragrafo 3, lettera f).

Articolo 6

Domanda di licenza obbligatoria

1.  Qualunque persona può depositare una domanda di licenza obbligatoria in virtù del presente regolamento presso le autorità competenti dello Stato membro o degli Stati membri nei quali i brevetti o i certificati complementari di protezione sono applicabili e coprono le attività di fabbricazione e di vendita all'esportazione che intende esercitare.

2.  Se la persona che richiede una licenza obbligatoria ha presentato, per lo stesso prodotto, una domanda presso le autorità di più paesi, lo segnala in ciascuna domanda, indicando le quantità e i paesi importatori interessati.

3.  La domanda, conformemente al paragrafo 1, comprende le seguenti indicazioni:

   a) il nome e le coordinate del richiedente e di qualunque agente o rappresentante che il richiedente ha nominato per agire in suo nome presso l'autorità competente;
   b) la denominazione comune del prodotto o dei prodotti farmaceutici che il richiedente ha intenzione di fabbricare e di vendere all'esportazione in virtù della licenza obbligatoria;
   c) le quantità di prodotti farmaceutici che il richiedente ha intenzione di produrre in virtù della licenza obbligatoria;
   d) il paese o i paesi importatori;
   e) se del caso, la prova che negoziati preliminari hanno avuto luogo con il titolare dei diritti conformemente all'articolo 9;
  f) la prova che una domanda specifica è stata rivolta da parte:

nonché le quantità di prodotti necessari.
   i) dei rappresentanti autorizzati del paese o dei paesi importatori; o
   ii) di un'organizzazione non governativa che agisce con l'autorizzazione ufficiale di uno o più paesi importatori; o
   iii) di organismi ONU o altre organizzazioni sanitarie internazionali che agiscono con l'autorizzazione ufficiale di uno o più paesi importatori,

4.  Requisiti puramente formali o amministrativi necessari per il trattamento efficace della domanda possono essere previsti ai sensi del diritto nazionale. Tali requisiti non aumentano, se non necessario, i costi o gli oneri a carico del richiedente e comunque non rendono la procedura per la concessione di licenze obbligatorie ai sensi del presente regolamento più onerosa di quella prevista per la concessione di altre licenze obbligatorie ai sensi del diritto nazionale.

Articolo 7

Diritti del titolare dei diritti

L'autorità competente notifica senza indugio la domanda di licenza obbligatoria al titolare dei diritti. Prima di concedere la licenza obbligatoria l'autorità competente dà al titolare dei diritti la possibilità di formulare osservazioni sulla domanda e di fornire all'autorità competente ogni informazione pertinente sulla stessa.

Articolo 8

Verifica

1.  L'autorità competente verifica che

   a) ciascun paese importatore citato nella domanda che è membro dell'OMC abbia effettuato la notifica all'OMC in virtù della decisione.
  

b) ciascun paese importatore citato nella domanda che non è membro dell'OMC abbia effettuato la notifica alla Commissione ai sensi del presente regolamento in merito a ciascuno dei prodotti coperti dalla domanda; tale notifica:

  b) .
   i) specifica i nomi e le quantità attese del prodotto o dei prodotti necessari;
   ii) a meno che il paese importatore non sia un paese meno sviluppato, conferma che il paese in questione ha stabilito che le sue capacità di fabbricazione nel settore farmaceutico sono insufficienti o inesistenti per un prodotto o prodotti particolari, ricorrendo ad una delle modalità indicate nell'allegato alla decisione;
   iii) conferma che quando un prodotto farmaceutico è brevettato sul territorio del paese importatore, questo paese importatore ha concesso o intende concedere una licenza obbligatoria per l'importazione del prodotto in questione, conformemente all'articolo 31 dell'accordo TRIPS e alle disposizioni della decisione.

Il presente paragrafo non pregiudica la flessibilità di cui godono i paesi meno sviluppati ai sensi della decisione del Consiglio TRIPS del 27 giugno 2002.

2.  L'autorità competente verifica che le quantità di prodotti citate nella domanda non superino quelle notificate all'OMC da un paese importatore che è membro dell'OMC o quelle notificate alla Commissione da un paese importatore che non è membro dell'OMC, e che, tenuto conto delle altre licenze obbligatorie concesse altrove, le quantità totali di prodotti di cui si autorizza la produzione per un paese importatore non superino in modo significativo le quantità notificate da tale paese all'OMC, nel caso dei paesi che sono membri dell'OMC, o quelle notificate alla Commissione, nel caso dei paesi che non sono membri dell'OMC.

Articolo 9

Negoziati preliminari

1.  Il richiedente fornisce alle autorità competenti prove convincenti del fatto che si è sforzato di ottenere un'autorizzazione del titolare dei diritti e che questi sforzi non hanno prodotto risultati entro un periodo di trenta giorni anteriore alla presentazione della domanda.

2.  I requisiti di cui al paragrafo 1 non si applicano a situazioni d'emergenza nazionale, ad altre circostanze di estrema urgenza o in caso di utilizzazione pubblica a fini non commerciali conformemente all'articolo 31, lettera b), dell'accordo TRIPS.

Articolo 10

Condizioni per la concessione della licenza obbligatoria

1.  La licenza concessa è non cedibile, fatta eccezione per la parte dell'impresa o dell'avviamento che beneficia della licenza, e non esclusiva. Essa enuncia le condizioni specifiche elencate nei paragrafi da 2 a 9 che dovrà rispettare il titolare della licenza.

2.  Le quantità del prodotto o dei prodotti fabbricati in virtù della licenza non superano le quantità necessarie per rispondere ai bisogni del paese o dei paesi importatori citati nella domanda, tenendo conto della quantità del prodotto o dei prodotti fabbricati in virtù di altre licenze obbligatorie concesse altrove.

3.  La durata della licenza viene indicata.

4.  La licenza è strettamente limitata a tutti gli atti necessari ai fini della fabbricazione del prodotto in questione per l'esportazione e la distribuzione nel paese o nei paesi citati nella domanda. Nessun prodotto fabbricato o importato in virtù della licenza obbligatoria è proposto alla vendita o commercializzato in un paese diverso da quello citato nella domanda, a meno che un paese importatore non si avvalga delle possibilità di cui al paragrafo 6, punto i) della decisione per esportare in altri paesi che sono membri di un accordo commerciale regionale e che condividono il problema sanitario in questione.

5.  I prodotti fabbricati in virtù della licenza sono chiaramente identificati tramite un'etichettatura o marcatura specifica come prodotti fabbricati in virtù del presente regolamento. I prodotti vengono distinti da quelli fabbricati dal titolare dei diritti tramite un imballaggio speciale e/o l'individuazione di una forma/colorazione speciale, purché tale distinzione sia materialmente possibile e non abbia un'incidenza significativa sul prezzo. L'imballaggio e tutta la documentazione connessa recano l'indicazione secondo la quale il prodotto è soggetto a una licenza obbligatoria in virtù del presente regolamento, precisando il nome dell'autorità competente e qualunque numero o riferimento d'identificazione, e indicando chiaramente che il prodotto è destinato esclusivamente all'esportazione e alla distribuzione nel paese o nei paesi importatori interessati. Le caratteristiche dettagliate del prodotto sono comunicate alle autorità doganali degli Stati membri.

6.  Prima dell'invio nel paese o nei paesi importatori citati nella domanda, il titolare della licenza rende disponibili su un sito Internet le seguenti informazioni:

   a) le quantità fornite in virtù della licenza e i paesi importatori destinatari;
   b) le caratteristiche distintive del prodotto o dei prodotti in questione.

L'indirizzo del sito Internet è comunicato all'autorità competente.

7.  Se il prodotto o i prodotti coperti dalla licenza obbligatoria sono brevettati nei paesi importatori citati nella domanda, il prodotto o i prodotti sono esportati solo se questi paesi hanno rilasciato la licenza obbligatoria per l'importazione, la vendita e/o la distribuzione dei prodotti.

8.  L'autorità competente può, su richiesta del titolare dei diritti o di propria iniziativa, qualora il diritto nazionale la autorizzi ad agire di propria iniziativa, chiedere di accedere ai libri e ai registri tenuti dal titolare della licenza, al solo fine di verificare se le condizioni della licenza e in particolare quelle concernenti la destinazione finale dei prodotti sono state rispettate. Libri e registri comprendono la prova dell'esportazione, sotto forma di una dichiarazione di esportazione certificata dalle autorità doganali interessate, nonché la prova dell'importazione, fornita da uno degli organismi di cui all'articolo 6, paragrafo 3, lettera f).

9.  Il titolare della licenza è tenuto a versare una retribuzione adeguata al titolare dei diritti, secondo le seguenti modalità determinate dall'autorità competente:

   a) nei casi di cui all'articolo 9, paragrafo 2, la retribuzione corrisponde al massimo al 4% del prezzo complessivo pagato dal paese importatore o per conto di esso;
   b) in tutti gli altri casi, la retribuzione è determinata tenuto conto del valore economico dell'utilizzazione autorizzata al paese o ai paesi importatori interessati nel quadro della licenza nonché di eventuali circostanze umanitarie o di natura extracommerciale legate alla concessione della licenza.

10.  Le condizioni relative alla licenza non pregiudicano il metodo di distribuzione del paese importatore.

La distribuzione può avvenire ad esempio tramite uno degli organismi di cui all'articolo 6, paragrafo 3, lettera f) e sulla base di condizioni commerciali o extracommerciali, anche a titolo gratuito.

Articolo 11

Rifiuto della domanda

L'autorità competente rifiuta qualunque richiesta se una delle condizioni fissate agli articoli da 6 a 9 non è rispettata, o se la domanda non contiene gli elementi necessari perchè l'autorità competente possa concedere la licenza in conformità dell'articolo 10. Prima di rifiutare una domanda, l'autorità competente dà al richiedente la possibilità di rettificare la situazione e di essere ascoltato.

Articolo 12

Notifica

Quando una licenza obbligatoria è concessa, lo Stato membro notifica al Consiglio TRIPS, tramite la Commissione, la concessione della licenza e le relative condizioni specifiche.

Le informazioni comunicate comprendono le seguenti indicazioni:

   a) il nome e l'indirizzo del titolare della licenza;
   b) il prodotto o i prodotti interessati;
   c) le quantità da fornire;
   d) il paese o i paesi verso i quali il prodotto o i prodotti devono essere esportati;
   e) la durata della licenza;
   f) l'indirizzo del sito Internet di cui all'articolo 10, paragrafo 6.

Articolo 13

Divieto di importazione

1.  È vietato importare nella Comunità prodotti fabbricati in virtù di una licenza obbligatoria concessa in conformità della decisione e/o del presente regolamento ai fini dell'immissione in libera pratica, della riesportazione o del collocamento in regime sospensivo, in una zona franca o in un deposito franco.

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica in caso di riesportazione verso il paese importatore citato nella domanda e identificato sull'imballaggio e nella documentazione associata al prodotto, o di collocamento in un regime di transito o in un deposito doganale ovvero in una zona franca o in un deposito franco ai fini della riesportazione in detto paese importatore.

Articolo 14

Intervento delle autorità doganali

1.  Se vi sono motivi sufficienti per sospettare che, contrariamente all'articolo 13, paragrafo 1, sono importati nella Comunità prodotti fabbricati in virtù di una licenza obbligatoria concessa in conformità della decisione e/o del presente regolamento, le autorità doganali sospendono l'immissione dei prodotti in questione o li trattengono per il tempo necessario alla comunicazione di una decisione dell'autorità competente sulla natura delle merci. Gli Stati membri prevedono un organismo abilitato a controllare se l'importazione ha luogo. Il periodo di sospensione o di sequestro temporaneo non supera i dieci giorni lavorativi, fatte salve circostanze particolari, nel qual caso tale periodo può essere prorogato per un massimo di dieci giorni lavorativi. Alla scadenza di tale periodo, si procede all'immissione dei prodotti, a condizione che tutte le formalità doganali siano state compiute.

2.  L'autorità competente, il titolare dei diritti e il fabbricante o l'esportatore sono immediatamente informati della sospensione dell'immissione o del sequestro temporaneo dei prodotti e ricevono tutte le informazioni disponibili riguardanti i prodotti interessati. Si tiene debito conto delle disposizioni nazionali relative alla protezione dei dati personali, al segreto commerciale e industriale e alla riservatezza professionale e amministrativa.

L'importatore e, se del caso, l'esportatore hanno ampia possibilità di fornire alle autorità competenti le informazioni che esse ritengono utili in merito ai prodotti.

3.  Se viene confermato che i prodotti la cui immissione è sospesa o che sono temporaneamente sequestrati dalle autorità doganali erano destinati all'importazione nella Comunità in violazione del divieto posto dall'articolo 13, paragrafo 1, l'autorità competente vigila affinché i prodotti siano definitivamente sequestrati e se ne disponga conformemente alla legislazione nazionale.

4.  I costi della procedura di sospensione o di sequestro delle merci sono a carico dell'importatore. Se è impossibile ottenere il rimborso di tali costi dall'importatore, lo si può ottenere, in conformità della legislazione nazionale, da qualsiasi altra persona responsabile della tentata importazione illecita.

5.  Se successivamente risulta che i prodotti la cui immissione è sospesa o che sono temporaneamente sequestrati dalle autorità doganali non violano il divieto posto dall'articolo 13, paragrafo 1, le autorità doganali consentono la consegna dei prodotti al destinatario a condizione che tutte le formalità doganali siano state compiute.

6.  L'autorità competente informa la Commissione delle eventuali decisioni di sequestro o di distruzione adottate in virtù del presente regolamento.

Articolo 15

Deroga per i bagagli personali

Gli articoli 13 e 14 non sono applicabili alle merci sprovviste di qualunque carattere commerciale contenute nei bagagli personali dei viaggiatori e destinate al loro uso privato, entro i limiti che si applicano all'esonero dai diritti doganali.

Articolo 16

Annullamento o revisione della licenza

1.  Fatta salva l'adeguata protezione degli interessi legittimi del titolare della licenza, una licenza obbligatoria concessa in virtù del presente regolamento può essere annullata tramite decisione dell'autorità competente o da una delle istanze di cui all'articolo 17 se le condizioni della licenza non sono rispettate dal titolare della licenza.

L'autorità competente è abilitata a controllare, su richiesta motivata del titolare dei diritti o del titolare della licenza, se si sono rispettate le condizioni della licenza. Se del caso, tale revisione si basa sulla valutazione fatta nel paese importatore.

2.  L'annullamento della licenza concessa in virtù del presente regolamento è notificato al Consiglio TRIPS tramite la Commissione.

3.  Dopo l'annullamento della licenza, l'autorità competente o qualsiasi altro organismo demandato dallo Stato membro ha facoltà di stabilire un periodo di tempo ragionevole entro il quale il titolare della licenza fa quanto è necessario affinché gli eventuali prodotti in suo possesso, sotto la sua custodia o sotto il suo controllo siano rinviati a sue spese verso i paesi che ne hanno bisogno, come indicato all'articolo 4, o siano altrimenti utilizzati secondo modalità fissate dall'autorità competente o da un altro organismo demandato dallo Stato membro, in consultazione con il titolare dei diritti.

4.  Quando il paese importatore notifica che la quantità del prodotto farmaceutico è diventata insufficiente per soddisfare le proprie esigenze, l'autorità competente può, a seguito di una richiesta da parte del titolare della licenza, modificare le condizioni della licenza onde consentire la produzione e l'esportazione di quantitativi aggiuntivi del prodotto nella misura necessaria per soddisfare le esigenze del paese importatore interessato. In tali casi, la richiesta del titolare della licenza è esaminata conformemente a una procedura semplificata e accelerata, che non fa obbligo di fornire le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 3, lettere a) e b), a condizione che la licenza obbligatoria originale sia individuata dal titolare della licenza. Nei casi in cui si applica l'articolo 9, paragrafo 1, ma non la deroga di cui all'articolo 9, paragrafo 2, non sono richieste ulteriori prove che attestino la negoziazione con il titolare dei diritti, purché il quantitativo aggiuntivo richiesto non superi il 25% del quantitativo ammesso dalla licenza originale.

Nei casi in cui si applica l'articolo 9, paragrafo 2, non è richiesta la prova che attesti la negoziazione con il titolare dei diritti.

Articolo 17

Ricorsi

1.  I ricorsi contro una decisione dell'autorità competente, nonché le controversie riguardanti il rispetto delle condizioni della licenza, sono trattati dall'istanza competente in conformità con il diritto nazionale.

2.  Gli Stati membri assicurano che l'autorità competente e/o l'organismo di cui al paragrafo 1 abbiano facoltà di decidere dell'effetto sospensivo di un ricorso avverso una decisione di concessione di una licenza obbligatoria.

Articolo 18

Sicurezza ed efficacia dei prodotti medicinali

1.  Quando la domanda di licenza obbligatoria riguarda un prodotto medicinale il richiedente può ricorrere:

   a) alla procedura di parere scientifico di cui all'articolo 58 del regolamento (CE) n. 726/2004, o
   b) ad analoghe procedure previste nel diritto nazionale, ad esempio, pareri scientifici o certificati d'esportazione destinati esclusivamente a mercati extracomunitari.

2.  Se una richiesta di una delle suddette procedure riguarda un prodotto che è un generico di un prodotto medicinale di riferimento, il quale è o è stato autorizzato in virtù dell'articolo 6 della direttiva 2001/83/CE, non si applicano i periodi di protezione di cui all'articolo 14, paragrafo 11, del regolamento (CE) n. 726/2004 e all'articolo 10, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2001/83/CE.

Articolo 19

Revisione

Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e, in seguito, a intervalli di tre anni, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sul funzionamento del presente regolamento, incluso ogni adeguato piano di modifica. Tale relazione copre in particolare:

   a) l'applicazione dell'articolo 10, paragrafo 9, riguardante la determinazione della retribuzione del titolare dei diritti;
   b) l'applicazione della procedura semplificata e accelerata di cui all'articolo 16, paragrafo 4;
   c) l'adeguatezza dei requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 5, per prevenire la deviazione degli scambi, e
   d) il ruolo che il presente regolamento ha svolto nell'attuazione del sistema posto in essere dalla decisione.

Articolo 20

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ... addì ...

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.
(2) GU C 286 del 17.11.2005, pag. 4.
(3) Posizione del Parlamento europeo dell'1.12.2005.
(4) GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
(5) GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/24/CE (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 85).


Lotta contro l'influenza aviaria *
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria (COM(2005)0171 – C6-0195/2005 – 2005/0062(CNS))
P6_TA(2005)0455A6-0327/2005

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2005)0171)(1),

–   visto l'articolo 37 del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0195/2005),

–   visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0327/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamenti del Parlamento
Emendamento 1
Considerando 1
(1)  L'influenza aviaria è una grave malattia del pollame e di altri volatili estremamente contagiosa, causata da vari tipi di virus influenzali, che possono anche infettare i mammiferi, compresi i suini e l'uomo.
(1)  L'influenza aviaria è una grave malattia del pollame e di altri volatili estremamente contagiosa, causata da vari tipi di virus influenzali, che possono anche infettare i mammiferi, compresi i suini e l'uomo, e che sono considerati una grave minaccia per la salute umana dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in quanto possono comportare il rischio di un'influenza pandemica.
Emendamento 2
Considerando 7
(7)  L'infezione sostenuta da alcuni ceppi di virus influenzali aviari può dar luogo, tra i volatili domestici, a focolai a carattere epizootico, provocando mortalità e turbative di portata tale da poter compromettere, in particolare, la redditività dell'avicoltura in generale. I virus dell'influenza aviaria possono anche interessare l'uomo e costituire un grave rischio per la salute pubblica.
(7)  L'infezione sostenuta da alcuni ceppi di virus influenzali aviari può dar luogo, tra i volatili domestici, a focolai a carattere epizootico, provocando mortalità e turbative di portata tale da poter compromettere l'avicoltura in generale. I virus dell'influenza aviaria possono anche interessare l'uomo e l'OMS considera l'insorgere di una pandemia d'influenza umana causato da un ceppo dell'influenza aviaria una grave minaccia per la salute pubblica.
Emendamento 3
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis) Gli Stati membri dovrebbero predisporre forme di sostegno per rafforzare l'assistenza logistica ai paesi vicini e a quelli colpiti dall'influenza aviaria, incluse, se del caso, delle ispezioni, onde aiutarli a migliorare le loro capacità in materia di valutazione e contenimento del rischio, con specifico riferimento alla capacità laboratoriale e all'applicazione di una metodologia validata e certificata sul piano della qualità nonché conforme agli standard internazionali comunemente accettati, a un maggiore ricorso ai vaccini antiepidemici e all'uso mirato di idonei antivirali, in modo da consentire una gestione del rischio commercialmente scevra di pregiudizi, sana e basata sull'analisi costi-benefici.
Emendamento 4
Considerando 7 ter (nuovo)
(7 ter) Gli Stati membri dovrebbero sostenere il potenziamento delle attività di ricerca nell'Unione europea, in modo che sia possibile acquisire una migliore comprensione del rapporto fra i meccanismi virologici adattivi, quali la mutazione, la ricombinazione o lo scambio genetico, valutare i rischi ed identificare vie specifiche di trasmissione interspecie nonché opportune metodologie che consentano, in particolare, di sviluppare vaccini specifici a lungo termine relativi a più sottotipi.
Emendamento 5
Considerando 7 quater (nuovo)
(7 quater) È opportuno rafforzare la collaborazione fra autorità veterinarie e sanitarie sulle influenze umane e zoonotiche, e includere un monitoraggio a base laboratoriale garantito da un bilancio e da una base giuridica stabili, nonché il coinvolgimento delle strutture laboratoriali di riferimento della Comunità autorizzate ad operare in entrambe le aree.
Emendamento 6
Considerando 9
(9)  La legislazione comunitaria in tema di lotta contro l'influenza aviaria dovrebbe consentire agli Stati membri di adottare misure di contenimento della malattia proporzionate e flessibili, in modo da tener conto del diverso grado di rischio associato ai vari ceppi virali, delle probabili ricadute economiche e sociali dei provvedimenti adottati sul settore agricolo e sugli altri settori interessati e garantire nel contempo la massima adeguatezza delle misure adottate in rapporto a ciascuna manifestazione dell'infezione.
(9)  La legislazione comunitaria in tema di lotta contro l'influenza aviaria dovrebbe consentire agli Stati membri di adottare misure di contenimento della malattia proporzionate e flessibili, in modo da tener conto del diverso grado di rischio associato ai vari ceppi virali, delle probabili ricadute economiche e sociali dei provvedimenti adottati sul settore agricolo e sugli altri settori interessati e garantire nel contempo la massima adeguatezza e il massimo coordinamento delle misure adottate in rapporto a ciascuna manifestazione dell'infezione.
Emendamento 7
Considerando 9 bis (nuovo)
(9bis) L'azione dell'Unione europea e degli Stati membri dovrebbe essere definita in conformità degli orientamenti internazionali e in stretta collaborazione con gli organismi internazionali competenti (l'OMS, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e l'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE)).
Emendamento 8
Considerando 9 ter (nuovo)
(9 ter) La lotta contro l'influenza aviaria e un'eventuale pandemia influenzale ha dimensioni che vanno al di là delle frontiere degli Stati membri e richiede di conseguenza la predisposizione di piani di preparazione e di emergenza per tutelare la salute pubblica e la salute degli animali.
Emendamento 9
Considerando 10
(10)  Per evitare e prevenire i problemi che l'influenza aviaria può provocare per la salute pubblica, è opportuno stabilire comunicazioni efficaci e una stretta cooperazione tra i servizi di sanità pubblica e polizia sanitaria degli Stati membri, in modo che le autorità competenti possano, ove necessario, adottare misure adeguate a salvaguardia della salute umana.
(10)  Per evitare e prevenire i problemi che l'influenza aviaria può provocare per la salute pubblica, sono assolutamente necessarie comunicazioni efficaci e concertate, intese a rafforzare la fiducia dell'opinione pubblica, nonché una stretta cooperazione tra i servizi di sanità pubblica e polizia sanitaria degli Stati membri, in modo che le autorità competenti possano adottare misure adeguate e assicurare un coordinamento ottimale delle stesse, nonché dei piani di preparazione e di emergenza, a salvaguardia della salute umana. I piani di emergenza dovrebbero contemplare risorse e interventi rapidi in caso di epidemia.
Emendamento 10
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis) Onde conseguire massima efficacia e costi minimi, è opportuno che la Comunità e gli Stati membri controllino congiuntamente il comportamento migratorio dei volatili selvatici e studino la portata del rischio che essi comportano per la diffusione dell'influenza aviaria nell'UE e in altre zone d'interesse.
Emendamento 11
Considerando 10 ter (nuovo)
(10 ter) È opportuno che la Comunità e gli Stati membri aiutino i paesi terzi colpiti dall'influenza aviaria a combattere la malattia. I paesi interessati dovrebbero beneficiare dell'assistenza di esperti e di finanziamenti nel quadro di programmi appropriati, in stretta cooperazione con le organizzazioni internazionali competenti (FAO, OIE e OMS).
Emendamento 12
Considerando 11
(11)  Considerato che i virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità possono mutare in virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, è opportuno assicurare un'individuazione precoce dell'infezione nel pollame ai fini di una risposta rapida e prevedere l'adozione di misure adeguate, tra cui dovrebbe figurare un sistema di sorveglianza attiva affidata agli Stati membri. La sorveglianza dovrebbe seguire orientamenti generali suscettibili di adattamento in funzione di ulteriori conoscenze e sviluppi nel settore.
(11)  Considerato che i virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità possono mutare in virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, è opportuno assicurare un'individuazione precoce dell'infezione nel pollame e in altri animali nonché nell'uomo, ai fini di una risposta rapida, e prevedere l'adozione di misure adeguate, tra cui dovrebbe figurare un sistema di sorveglianza attiva affidata agli Stati membri. La sorveglianza dovrebbe seguire orientamenti generali suscettibili di adattamento in funzione di ulteriori conoscenze e sviluppi nel settore.
Emendamento 13
Considerando 11 bis)
(11 bis) È opportuno che la Commissione coordini e controlli la ricerca scientifica sullo sviluppo di nuovi vaccini contro l'influenza aviaria negli Stati membri, con l'obiettivo di incoraggiare la comunità scientifica a mettere a punto vaccini che:
a) coprano più ceppi di influenza aviaria,
b) siano efficaci in tutte le specie di volatili interessate, e
c) siano amministrati per via orale.
Emendamento orale
Considerando 11 ter (nuovo)
(11 ter) È opportuno che i cacciatori in Europa siano incoraggiati a prestare assistenza nel monitoraggio dello sviluppo dell'influenza aviaria negli uccelli selvatici, informando le autorità competenti quando sospettano che gli uccelli possano essere contagiati.
Emendamento 14
Considerando 12
(12)  A fronte di qualsiasi sospetto di infezione da influenza aviaria derivante da accertamenti clinici o di laboratorio o in qualsiasi altra circostanza che determini il sospetto della presenza dell'infezione si dovrebbero immediatamente attivare indagini ufficiali in modo da consentire l'adozione, laddove necessario, di interventi tempestivi ed efficaci. Non appena sia confermata la presenza dell'infezione, tali misure dovrebbero essere rafforzate tra l'altro mediante il depopolamento delle aziende infette e di quelle esposte a rischio di infezione.
(12)  A fronte di qualsiasi sospetto di infezione da influenza aviaria derivante da accertamenti clinici o di laboratorio o in qualsiasi altra circostanza che determini il sospetto della presenza dell'infezione si dovrebbero immediatamente attivare indagini ufficiali in modo da consentire l'adozione automatica di interventi tempestivi ed efficaci, nel quadro del sistema di risposta rapida dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza della catena alimentare. Non appena sia confermata la presenza dell'infezione, tali misure dovrebbero essere rafforzate tra l'altro mediante il depopolamento delle aziende infette e di quelle esposte a rischio di infezione. Le indagini ufficiali dovrebbero includere accertamenti clinici o di laboratorio sugli animali e l'uomo.
Emendamento 15
Considerando 13
Nel caso in cui venga rilevata l'infezione da virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità, oppure nel caso di evidenza sierologica di infezione, laddove la presenza del virus non possa essere confermata da prove di isolamento del virus, le misure di lotta possono essere diverse da quelle che dovrebbero essere applicate a seguito dell'individuazione di un virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, e ciò in funzione del diverso grado di rischio associato a queste due situazioni.
Nel caso in cui venga rilevata l'infezione da virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità, oppure nel caso di evidenza sierologica di infezione, laddove la presenza del virus non possa essere confermata da prove di isolamento del virus, le misure di lotta dovrebbero essere diverse da quelle che dovrebbero essere applicate a seguito dell'individuazione di un virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, e ciò in funzione del diverso grado di rischio associato a queste due situazioni.
Emendamento 16
Considerando 14
(14)  È inoltre opportuno modulare le misure di contenimento della malattia, in particolare l'istituzione di zone soggette a restrizioni, tenendo conto della densità della popolazione avicola e di altri fattori di rischio nella zona in cui sia stata riscontrata l'infezione.
(14)  È inoltre opportuno modulare le misure di contenimento della malattia, in particolare l'istituzione di zone soggette a restrizioni, tenendo conto della densità della popolazione avicola e di altri fattori di rischio nella zona in cui sia stata riscontrata l'infezione, quali ad esempio la vicinanza a zone ricche di corsi d'acqua che attraggono gli uccelli migratori.
Emendamento 17
Considerando 17
(17)  La vaccinazione contro l'influenza aviaria può costituire uno strumento efficace ad integrazione delle misure di lotta contro l'infezione, per evitare anche l'abbattimento in massa e la distruzione del pollame e dei volatili. In base alle conoscenze attuali, sembrerebbe che la vaccinazione possa essere utile non solo in situazioni di emergenza, ma anche per prevenire la malattia in contesti caratterizzati da un più elevato rischio di introduzione dei virus dell'influenza aviaria da animali selvatici o da altre fonti. È quindi opportuno introdurre disposizioni in materia di vaccinazione d'urgenza e profilattica.
(17)  I controlli, gli esami di screening su campioni aleatori di animali e la vaccinazione contro l'influenza aviaria possono costituire uno strumento efficace ad integrazione delle misure di lotta contro l'infezione, per evitare anche l'abbattimento in massa e la distruzione del pollame e dei volatili. In base alle conoscenze attuali, sembrerebbe che la vaccinazione possa essere utile non solo in situazioni di emergenza, ma anche per prevenire la malattia in contesti caratterizzati da un più elevato rischio di introduzione dei virus dell'influenza aviaria da animali selvatici o da altre fonti. È quindi opportuno introdurre disposizioni in materia di controlli, esami di screening su campioni aleatori di animali e vaccinazione d'urgenza e profilattica.
Emendamento 18
Considerando 18 bis (nuovo)
(18 bis) È opportuno che la Commissione faccia un uso ottimale delle risorse disponibili per la messa a punto di vaccini e metodi diagnostici. La ricerca dovrebbe essere conforme alla strategia DIVA e mirare ad agevolare il controllo della malattia nonché la commercializzazione dei prodotti provenienti da animali vaccinati.
Emendamento 19
Considerando 19
(19)  Alla Comunità e agli Stati membri dovrebbe essere anche data la possibilità di costituire riserve di vaccino contro l'influenza aviaria da utilizzare sui polli e su altri volatili in caso di emergenza.
(19)  La Comunità e gli Stati membri dovrebbero costituire riserve di vaccino contro l'influenza aviaria da utilizzare sui polli e su altri volatili in caso di emergenza.
Emendamento 20
Considerando 19 bis (nuovo)
(19 bis) Onde limitare gli oneri per il bilancio dell'Unione connessi all'assistenza finanziaria fornita agli Stati membri nel quadro della presente direttiva, è opportuno che la Commissione fornisca all'opinione pubblica informazioni obiettive circa il fatto che il consumo di carni provenienti da animali vaccinati non comporta alcun rischio, se la vaccinazione è effettuata correttamente, poiché non vi è alcuna differenza rispetto consumo di carni di animali non vaccinati.
Emendamento 21
Considerando 20
(20)  Occorrono disposizioni intese a garantire l'impiego di procedure e di metodi armonizzati per la diagnosi dell'influenza aviaria, compreso il funzionamento di un laboratorio comunitario di riferimento e di laboratori di riferimento negli Stati membri.
(20)  Occorre definire e attuare con urgenza disposizioni intese a garantire l'impiego di procedure e di metodi armonizzati per la diagnosi dell'influenza aviaria, compreso il funzionamento di un laboratorio comunitario di riferimento e di laboratori di riferimento negli Stati membri e nei paesi limitrofi dell'Unione europea.
Emendamento 22
Considerando 20 bis (nuovo)
(20 bis) Sono opportune disposizioni atte a garantire la cooperazione fra il laboratorio comunitario di riferimento, i laboratori di riferimento degli Stati membri e gli omologhi istituti competenti per l'influenza umana (ad esempio il laboratorio comunitario di riferimento per l'influenza umana e gli analoghi laboratori nazionali che si occupano di influenza umana di cui all'allegato VIII, punto 2, lettera c), punto v).
Emendamento 23
Considerando 20 ter (nuovo)
(20 ter) La Comunità e gli Stati membri dovrebbero garantire una migliore cooperazione e maggiori sforzi nella messa a punto di vaccini e metodologie di test.
Emendamento 24
Considerando 21
(21)  Sono opportune disposizioni atte a garantire che gli Stati membri dispongano del grado di preparazione necessario per fronteggiare efficacemente le situazioni di emergenza provocate dalla comparsa di uno o più focolai di influenza aviaria, in particolare mediante l'elaborazione di piani di emergenza e l'istituzione di centri di controllo. I piani di emergenza dovrebbero tener contro del rischio per la salute pubblica che l'influenza aviaria costituisce per i lavoratori del settore avicolo e per altri addetti.
(21)  Sono opportune disposizioni atte a garantire che gli Stati membri dispongano del grado di preparazione necessario per fronteggiare efficacemente le situazioni di emergenza provocate dalla comparsa di uno o più focolai di influenza aviaria, in particolare mediante l'elaborazione di piani di emergenza e l'istituzione di centri di controllo coordinati. I piani di emergenza dovrebbero tener contro del rischio per la salute pubblica che l'influenza aviaria costituisce per i lavoratori del settore avicolo e per altri addetti, nonché dei piani nazionali di preparazione e di emergenza per far fronte a una pandemia influenzale.
Emendamento 25
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis) È opportuno che la Commissione e gli Stati membri elaborino un piano d'azione e di sostegno a favore dei paesi che non hanno frontiere comuni con l'Unione europea nei quali si siano manifestati focolai d'infezione che potrebbero essere all'origine di una comparsa della malattia in Europa.
Emendamento 26
Considerando 21 ter (nuovo)
(21 ter) In virtù del regolamento (CE) n. 851/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004, con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie1, è indispensabile che la Commissione e gli Stati membri cooperino con il Centro per predisporre misure di lotta contro l'influenza aviaria nonché piani di preparazione e di emergenza.
_______________
1 GU L 142 del 30.4.2004, pag. 1.
Emendamento 27
Considerando 21 quater (nuovo)
(21 quater) È opportuno che la Commissione cooperi con gli Stati membri per cercare di armonizzare la ripartizione dei costi tra i governi nazionali e il settore agricolo per quanto concerne la quota nazionale di cofinanziamento dei costi connessi a focolai di epizoozie.
Emendamento 28
Considerando 21 quinquies (nuovo)
(21 quinquies) Onde limitare gli oneri per il bilancio dell'Unione connessi all'assistenza finanziaria fornita agli Stati membri nel quadro della presente direttiva, è opportuno che la Commissione assuma un ruolo attivo, incoraggiando gli operatori della filiera della carne a impegnarsi a cooperare a favore della vendita indifferenziata delle carni provenienti da animali vaccinati.
Emendamento 29
Considerando 21 sexies (nuovo)
(21 sexies) Onde limitare gli oneri per il bilancio dell'Unione connessi all'assistenza finanziaria fornita agli Stati membri nel quadro della presente direttiva, è opportuno che la Commissione assuma un ruolo attivo ai fini della modifica della regolamentazione dell'OIE per quanto concerne le restrizioni commerciali in caso di vaccinazione degli animali.
Emendamento 30
Considerando 22
(22)  L'influenza aviaria eventualmente riscontrata – in fase di importazione – in un impianto o stazione di quarantena, di cui alla decisione 2000/666/CE della Commissione, del 16 ottobre 2000, relativa alle condizioni di polizia sanitaria, alla certificazione veterinaria e alle condizioni di quarantena per l'importazione di volatili diversi dal pollame dovrebbe essere oggetto di notifica alla Commissione. Nel caso di focolai negli Stati membri non sarebbe tuttavia opportuna una comunicazione conforme a quanto disposto dalla direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità.
(22)  L'influenza aviaria eventualmente riscontrata – in fase di importazione – in un impianto o stazione di quarantena, di cui alla decisione 2000/666/CE della Commissione, del 16 ottobre 2000, relativa alle condizioni di polizia sanitaria, alla certificazione veterinaria e alle condizioni di quarantena per l'importazione di volatili diversi dal pollame dovrebbe essere oggetto di notifica alla Commissione. È opportuno che gli Stati membri intensifichino i propri controlli sulle importazioni legali e illegali di volatili selvatici al fine di ridurre il rischio di una propagazione dell'influenza aviaria attraverso l'importazione di tali animali. Nel caso di focolai negli Stati membri non sarebbe tuttavia opportuna una comunicazione conforme a quanto disposto dalla direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità.
Emendamento 31
Considerando 23
(23)  Le operazioni di pulizia e disinfezione dovrebbero costituire parte integrante della politica comunitaria di lotta contro l'influenza aviaria. I disinfettanti dovrebbero essere impiegati conformemente alla direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi.
(23)  Le operazioni di pulizia e disinfezione dovrebbero costituire uno degli elementi integranti della politica comunitaria di lotta contro l'influenza aviaria. I disinfettanti dovrebbero essere impiegati conformemente alla direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi
Emendamento 32
Considerando 29
(29)  La presente direttiva stabilisce le misure minime di lotta applicabili in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame e in altri volatili. Gli Stati membri restano comunque liberi di adottare interventi amministrativi e sanitari più rigorosi nel settore oggetto della presente direttiva, la quale prevede inoltre che le autorità degli Stati membri possano adottare misure proporzionate al rischio per la salute connesso ai diversi contesti di insorgenza della zoonosi.
(29)  La presente direttiva stabilisce le misure minime di lotta applicabili in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame e in altri volatili. Gli Stati membri restano comunque liberi di adottare interventi amministrativi e sanitari più rigorosi nel settore oggetto della presente direttiva, la quale prevede inoltre che le autorità degli Stati membri adottino misure proporzionate al rischio per la salute connesso ai diversi contesti di insorgenza della zoonosi.
Emendamento 33
Considerando 30
(30)  In ossequio al principio di proporzionalità, per il conseguimento dell'obiettivo fondamentale che consiste nel garantire lo sviluppo del settore avicolo e contribuire alla protezione della salute degli animali, è necessario e opportuno stabilire norme relative a misure specifiche e a misure minime di prevenzione e lotta contro l'influenza aviaria. Conformemente all'articolo 5, terzo comma, del trattato, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.
(30)  In ossequio al principio di proporzionalità, per il conseguimento dell'obiettivo fondamentale che consiste nel contribuire alla protezione della salute pubblica e della salute degli animali e nel garantire lo sviluppo del settore avicolo, è necessario e opportuno stabilire norme relative a misure specifiche e a misure minime di prevenzione e lotta contro l'influenza aviaria. Conformemente all'articolo 5, terzo comma, del trattato, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.
Emendamento 34
Considerando 32 bis (nuovo)
(32 bis) La Commissione e gli Stati membri hanno il dovere d'informare l'opinione pubblica circa i rischi epizootici ed epidemiologici avvalendosi di tutti i mezzi di comunicazione disponibili.
Emendamento 35
Articolo 3, punto 7, lettera b) bis (nuova)
b bis) per scopi scientifici o scopi connessi con la conservazione di specie minacciate di estinzione o di razze rare di pollame o altri volatili ufficialmente registrate, ad esempio un circo, uno zoo o un parco naturale.
Emendamento 36
Articolo 3, punto 15, lettera b)
b) nei quali – laddove si tratti del secondo e dei successivi focolai di influenza aviaria – i segni clinici, le lesioni post mortem o le reazioni agli esami di laboratorio effettuati in laboratori riconosciuti a norma dell'articolo 51, paragrafo 3, primo comma ("laboratori riconosciuti"), siano compatibili con la diagnosi di influenza aviaria secondo quanto descritto nel manuale diagnostico;
(non concerne la versione italiana)
Emendamento 37
Articolo 3, punto 30
30. "focolaio": un'azienda nella quale l'influenza aviaria sia stata confermata dall'autorità competente;
30. "focolaio": un'azienda in cui siano presenti pollame e altri volatili nella quale l'influenza aviaria sia stata confermata dall'autorità competente;
Emendamento 38
Articolo 3, punto 35
35. "carcasse": pollame o altri volatili deceduti o abbattuti.
35. "carcasse": pollame o altri volatili deceduti o abbattuti in seguito a casi sospetti o confermati di influenza aviaria.
Emendamento 125
Articolo 3, punto 35 bis (nuovo)
35 bis. "opportune misure di biosicurezza": misure finalizzate a ridurre il rischio di dispersione degli agenti infettivi,
Emendamento 39
Articolo 4, paragrafo 1, lettera a)
a) individuare il tasso di prevalenza delle infezioni causate dai sottotipi H5 e H7 del virus dell'influenza aviaria in diverse specie di pollame;
a) individuare il tasso di prevalenza delle infezioni causate dai sottotipi H5 e H7 del virus dell'influenza aviaria in diverse specie di pollame e di mammiferi;
Emendamento 40
Articolo 4, paragrafo 1, lettera a bis) (nuova)
a bis) provvedere a che le autorità competenti effettuino controlli e realizzino esami di screening aleatori;
Emendamento 41
Articolo 4, paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. La Commissione informa il Centro europeo per la protezione e il controllo delle malattie in merito all'applicazione dei programmi di sorveglianza annuali.
Emendamento 42
Articolo 5, paragrafo 1
1.  Gli Stati membri assicurano l'immediata comunicazione all'autorità competente di ogni caso di pollame infetto, di altri volatili infetti, oppure di pollame o altri volatili con sospetta infezione.
1.  Gli Stati membri assicurano l'immediata comunicazione all'autorità competente di ogni caso di pollame infetto, di altri volatili infetti, oppure di pollame o altri volatili con sospetta infezione, qualunque sia la natura o patogenicità supposta del virus che ha provocato l'infezione.
Emendamento 43
Articolo 5, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. La Commissione trasmette al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dati sinottici relativi alla presentazione delle relazioni e comunicazioni di cui all'allegato II.
Emendamento 44
Articolo 6, paragrafo 4
4.  Qualora l'indagine epidemiologica indichi che l'influenza aviaria potrebbe essersi diffusa da altri Stati membri o in altri Stati membri, la Commissione e gli altri Stati membri interessati sono immediatamente informati in merito a tutti i risultati dell'indagine.
4.  Qualora l'indagine epidemiologica indichi che l'influenza aviaria potrebbe essersi diffusa da altri Stati membri o in altri Stati membri, la Commissione e gli altri Stati membri interessati, come pure il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, sono immediatamente informati in merito a tutti i risultati dell'indagine.
Emendamento 45
Articolo 7, paragrafo 2, lettera b)
b) viene compilato un elenco, distinto per categoria di appartenenza, del numero indicativo dei capi di pollame e degli altri volatili e di tutti i mammiferi di specie domestiche già malati, deceduti o probabilmente infetti nell'azienda. L'elenco, aggiornato quotidianamente nel corso del focolaio sospetto per tener conto delle schiuse e dei decessi, viene presentato all'autorità competente che ne faccia richiesta;
b) viene compilato un elenco, distinto per categoria di appartenenza, del numero indicativo dei capi di pollame e degli altri volatili e di tutti i mammiferi di specie domestiche già malati, deceduti o probabilmente infetti nell'azienda. L'elenco, aggiornato quotidianamente nel corso del focolaio sospetto per tener conto delle schiuse, delle nascite e dei decessi, viene presentato all'autorità competente che ne faccia richiesta;
Emendamento 46
Articolo 7, paragrafo 2, lettera f)
f) non possono uscire dall'azienda uova, fatta eccezione per le uova – comprese quelle da cova – di cui l'autorità competente abbia autorizzato l'invio diretto a uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, e la manipolazione e il trattamento conformemente all'allegato II, capitolo IX, del regolamento (CE) n. 852/2004. L'autorizzazione eventualmente concessa dall'autorità competente è subordinata alle condizioni stabilite nell'allegato III della presente direttiva;
f) le uova non possono uscire dall'azienda;
Emendamento 47
Articolo 10, paragrafo 2, comma 1
2.  È ammessa una limitazione temporanea della circolazione del pollame, degli altri volatili e delle uova, nonché dei veicoli utilizzati nel settore avicolo in un'ampia zona o in tutto lo Stato membro interessato.
2.  È ammessa una limitazione temporanea della circolazione del pollame, degli altri volatili e delle uova, nonché dei veicoli utilizzati nel settore avicolo in un'ampia zona o in tutto lo Stato membro interessato in attesa della realizzazione dell'indagine e della disponibilità dei risultati di laboratorio.
Emendamento 48
Articolo 10, paragrafo 3, comma 2
Tuttavia, qualora le condizioni lo consentano, l'applicazione di tali misure può essere limitata unicamente al pollame con sospetta infezione e alle relative unità produttive.
soppresso
Emendamento 49
Articolo 11, paragrafo 2, comma 1
2.  Sono immediatamente abbattuti sotto controllo ufficiale tutto il pollame e gli altri volatili delle specie nelle quali sia stata confermata l'HPAI all'interno dell'azienda. L'abbattimento avviene in modo da evitare il rischio di diffusione dell'influenza aviaria, soprattutto durante il trasporto o l'abbattimento medesimo, e in conformità alla direttiva 93/119/CE del Consiglio.
2.  Sono immediatamente abbattuti sotto controllo ufficiale tutto il pollame e gli altri volatili delle aziende nelle quali sia stata confermata l'HPAI. L'abbattimento avviene in modo da evitare il rischio di diffusione dell'influenza aviaria, soprattutto durante il trasporto o l'abbattimento medesimo, e in conformità alla direttiva 93/119/CE del Consiglio.
Emendamento 50
Articolo 11, paragrafo 5, comma 2
L'autorità competente può, tuttavia, concedere autorizzazioni per l'invio diretto delle uova da tavola a uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, e per la loro manipolazione e il loro trattamento conformemente all'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004. Tali autorizzazioni sono subordinate alle condizioni stabilite nell'allegato III della presente direttiva.
soppresso
Emendamento 51
Articolo 13, paragrafo 2, lettera b)
b) siano sottoposti a ulteriore sorveglianza e ad esami conformemente al manuale diagnostico finché dagli esami di laboratorio non risulti che essi non comportano più un rischio significativo di ulteriore diffusione dell'HPAI;
b) siano sottoposti a ulteriore sorveglianza e ad esami conformemente al manuale diagnostico e non siano spostati dallo stabilimento d'origine finché dagli esami di laboratorio non risulti che essi non comportano più un rischio significativo di ulteriore diffusione dell'HPAI;
Emendamento 52
Articolo 16, paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Subito dopo la comparsa di un focolaio di HPAI in un'azienda avicola diversa da un'azienda avicola commerciale, l'autorità competente può istituire una zona di protezione e una zona di sorveglianza, sulla base di una valutazione del rischio e tenendo conto almeno dei criteri di cui all'Allegato V.
Emendamento 53
Articolo 16, paragrafo 2, lettera c)
c) l'ubicazione e la vicinanza delle aziende;
c) l'ubicazione, la vicinanza e la densità delle aziende, nonché la densità del pollame;
Emendamento 54
Articolo 16, paragrafo 2, lettera e)
e) le strutture e il personale disponibili per controllare l'eventuale circolazione, all'interno delle zone di protezione e sorveglianza, del pollame e degli altri volatili, delle loro carcasse, del concime, delle lettiere o dello strame usato, soprattutto nel caso in cui il pollame o gli altri volatili da abbattere e da eliminare debbano essere spostati dall'azienda d'origine.
soppressa
Emendamento 55
Articolo 16, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. In presenza di un focolaio di HPAI in una struttura non commerciale o in una struttura per l'allevamento di uccelli da compagnia, in un circo, uno zoo, un negozio di uccelli da compagnia, un parco naturale o un'area recintata in cui altri volatili siano tenuti a scopi scientifici o per scopi connessi con la conservazione di specie minacciate di estinzione o di razze rare ufficialmente registrate di altri volatili diversi dal pollame, l'autorità competente può, previa valutazione del rischio veterinario, derogare per quanto necessario alle misure previste dalle sezioni da 3 a 5 riguardanti l'istituzione di una zona di protezione e sorveglianza e le misura da applicare al loro interno, purché tali deroghe non compromettano la lotta contro la malattia.
Emendamento 56
Articolo 16, paragrafo 3
3.  L'autorità competente può istituire ulteriori zone soggette a restrizioni intorno alle zone di protezione e sorveglianza o nelle loro adiacenze, tenendo conto dei criteri di cui al paragrafo 2.
3.  Qualora sia provato che il rischio di diffusione dell'HPAI non può essere contenuto entro i limiti delle zone di protezione e sorveglianza, l'autorità competente può istituire ulteriori zone soggette a restrizioni intorno alle zone di protezione e sorveglianza o nelle loro adiacenze, tenendo conto dei criteri di cui al paragrafo 2.
Emendamento 57
Articolo 16, paragrafo 4
4.  Se una zona di protezione o sorveglianza o un'ulteriore zona soggetta a restrizioni comprende parti del territorio di vari Stati membri, le autorità competenti degli Stati membri interessati collaborano all'istituzione della zona.
4.  Se una zona di protezione o sorveglianza o un'ulteriore zona soggetta a restrizioni comprende parti del territorio di vari Stati membri, le autorità competenti degli Stati membri interessati collaborano all'istituzione della zona. La presente disposizione si applica anche ai paesi direttamente confinanti con l'Unione europea.
Emendamento 58
Articolo 19, lettera h)
h) il titolare tiene un registro di tutti i visitatori dell'azienda, in modo da agevolare la sorveglianza e la lotta contro la malattia. Tale registro deve essere messo a disposizione dell'autorità competente che lo richieda.
h) il titolare tiene un registro di tutti i visitatori dell'azienda, o di zone chiaramente delimitate all'interno di una struttura non commerciale in cui siano tenuti volatili in cattività, ad esempio in un circo o in un parco naturale, in modo da agevolare la sorveglianza e la lotta contro la malattia. Tale registro deve essere messo a disposizione dell'autorità competente che lo richieda
Emendamento 59
Articolo 23, alinea
In deroga a quanto disposto dall'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto del pollame destinato alla macellazione immediata, a condizione che:
In deroga a quanto disposto dall'articolo 22, l'autorità competente può, previo accordo del proprietario e del macello designato, autorizzare il trasporto diretto del pollame destinato alla macellazione immediata, a condizione che:
Emendamento 60
Articolo 24, paragrafo 1, alinea
1.  In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pulcini di un giorno a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non sia presente altro pollame e che siano ubicati nello stesso Stato membro, preferibilmente al di fuori delle zone di protezione e sorveglianza, a condizione che:
1.  In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pulcini di un giorno a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non sia presente altro pollame, oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente, e che siano ubicati nello stesso Stato membro preferibilmente al di fuori delle zone di protezione e sorveglianza, a condizione che:
Emendamento 61
Articolo 25, alinea
In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non sia presente altro pollame e che siano ubicati all'interno della zona di protezione o sorveglianza, a condizione che:
In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non sia presente altro pollame, oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente, e che siano ubicati all'interno della zona di protezione o sorveglianza, o a un'azienda al di fuori dalle zone soggette alla valutazione del rischio e a condizione che:
Emendamento 62
Articolo 26, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di uova, comprese quelle da cova, verso uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, nonché la loro manipolazione e il loro trattamento conformemente all'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004.
Emendamento 63
Articolo 30, lettera c), alinea
c) è vietata la circolazione di pollame, pollame pronto per la deposizione di uova, pulcini di un giorno, uova da cova e da tavola, a destinazione di aziende, macelli o centri di imballaggio ubicati all'esterno della zona di sorveglianza. L'autorità competente può tuttavia autorizzare il trasporto diretto di:
c) è vietata la circolazione di pollame, pollame pronto per la deposizione di uova, pulcini di un giorno, uova da cova e da tavola, a destinazione di aziende, macelli o centri di imballaggio o di trasformazione ubicati all'interno o all'esterno della zona di sorveglianza. L'autorità competente può tuttavia autorizzare il trasporto diretto di:
Emendamento 64
Articolo 30, lettera c), punto ii)
ii) pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda in cui non sia presente altro pollame e che sia ubicata nello stesso Stato membro. L'azienda è sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione di uova;
ii) pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda ubicata nello stesso Stato membro in cui non sia presente altro pollame, oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente. L'azienda è sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione di uova;
Emendamento 65
Articolo 30, lettera c), punto iii), trattino 1
- in un'azienda o un capannone di tale azienda ubicati nello stesso Stato membro e nei quali non sia presente altro pollame, purché vengano applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia sottoposta a sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
- in un'azienda o un capannone di tale azienda ubicati nello stesso Stato membro e nei quali non sia presente altro pollame, oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente, purché vengano applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia sottoposta a sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
Emendamento 66
Articolo 30, lettera c), punto v bis) (nuovo)
v bis) uova, comprese quelle da cova, verso uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, nonché la loro manipolazione e il loro trattamento conformemente all'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004;
Emendamento 67
Articolo 38, lettera a)
a) nel macello, nel posto d'ispezione frontaliero o nei mezzi di trasporto non vengono ammessi pollame o altri volatili perlomeno finché non siano trascorse 24 ore dal completamento delle operazioni di pulizia e disinfezione di cui alla lettera b), espletate conformemente all'articolo 49. Per quanto riguarda i posti d'ispezione frontalieri, il divieto di ammissione può essere esteso ad altri animali;
a) nel macello o nei mezzi di trasporto non vengono ammessi pollame o altri volatili perlomeno finché non siano trascorse 24 ore dal completamento delle operazioni di pulizia e disinfezione di cui alla lettera b), espletate conformemente all'articolo 49. Per quanto riguarda i posti d'ispezione frontalieri, un analogo divieto di ammissione della durata di 48 ore può essere esteso ad altri animali;
Emendamento 68
Articolo 38, lettera b)
b) le operazioni di pulizia e di disinfezione degli edifici, delle attrezzature e dei veicoli vengono effettuate sotto il controllo del veterinario ufficiale in conformità all'articolo 49;
b) le operazioni di pulizia e di disinfezione degli edifici, delle attrezzature e dei veicoli vengono effettuate sotto il controllo del veterinario ufficiale, con successivo rilascio del certificato di garanzia sanitaria, in conformità all'articolo 49;
Emendamento 119
Articolo 39, paragrafo 1
1.  Fatte salve le misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettere a), b), c), e), g) e h), l'autorità competente garantisce che in presenza di focolai di LPAI le misure previste ai paragrafi da 2 a 6 del presente articolo vengano adottate sulla base di una valutazione del rischio, tenendo conto almeno dei criteri stabiliti nell'allegato V.
1.  Fatte salve le misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettere a), b), c), e), g) e h), l'autorità competente garantisce che in presenza di focolai di LPAI vengano adottate le misure previste ai paragrafi da 2 a 6 del presente articolo.
Emendamento 120
Articolo 39, paragrafo 2
2.  L'autorità competente garantisce che venga praticato, sotto controllo ufficiale, il depopolamento di tutto il pollame presente nell'azienda e di tutti gli altri volatili delle specie nelle quali sia stata confermata l'LPAI, così da impedire la diffusione dell'influenza aviaria.
2.  L'autorità competente garantisce che venga praticato, sotto controllo ufficiale, l'abbattimento di tutto il pollame presente nell'azienda e di tutti gli altri volatili delle specie nelle quali sia stata confermata l'LPAI, così da impedire la diffusione dell'influenza aviaria.
Il depopolamento può essere esteso ad altri volatili dell'azienda in funzione del rischio di ulteriore diffusione dell'influenza aviaria posto da tali volatili e può essere esteso ad altre aziende che possono essere considerate aziende che hanno avuto contatto sulla base dell'indagine epidemiologica.
L'abbattimento è esteso ad altri volatili dell'azienda e ad altre aziende che possono essere considerate aziende che hanno avuto contatto, in funzione del rischio di ulteriore diffusione dell'influenza aviaria che essi pongono.
Prima del depopolamento non sono consentiti l'ingresso o l'uscita dall'azienda di pollame o altri volatili, salvo autorizzazione dell'autorità competente.
Prima dell'abbattimento non sono consentiti l'ingresso o l'uscita dall'azienda di pollame o altri volatili, salvo autorizzazione dell'autorità competente.
Emendamento 122
Articolo 39, paragrafo 5, lettera c)
c) le uova da tavola presenti nell'azienda e quelle successivamente prodotte nell'azienda prima del depopolamento previsto dal paragrafo 2 sono trasportate a un centro di imballaggio designato, oppure trattate oppure eliminate;
c) le uova da tavola presenti nell'azienda e quelle successivamente prodotte nell'azienda prima dell'abbattimento previsto dal paragrafo 2 sono eliminate;
Emendamento 124
Articolo 39, paragrafo 6
6.  L'autorità competente può adottare ulteriori misure precauzionali atte a impedire la diffusione dell'LPAI, compreso l'obbligo di precisare la destinazione e il trattamento delle uova e i trattamenti delle carni ottenute, purché sia rispettata la procedura di cui al paragrafo 3, lettera b).
soppresso
Emendamento 69
Articolo 43
Immediatamente dopo la comparsa di un focolaio di LPAI l'autorità competente istituisce intorno all'azienda una zona soggetta a restrizioni con un raggio di almeno tre chilometri.
Immediatamente dopo la comparsa di un focolaio di LPAI l'autorità competente istituisce intorno all'azienda una zona soggetta a restrizioni con un raggio di almeno tre chilometri, o adotta le misure appropriate sulla base di una valutazione del rischio.
Emendamento 70
Articolo 44, paragrafo 1, lettera d), punto ii)
ii) pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda posta sotto sorveglianza ufficiale, ubicata nello stesso Stato membro e nella quale non sia presente altro pollame. L'azienda è sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione di uova;
ii) pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda posta sotto sorveglianza ufficiale, ubicata nello stesso Stato membro e nella quale non sia presente altro pollame oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente. L'azienda è sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione di uova;
Emendamento 71
Articolo 44, paragrafo 1, lettera d) punto iii), trattino 1
- a un'azienda o a un capannone di tale azienda ubicati nello stesso Stato membro e nei quali non sia presente altro pollame, purché vengano applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia sottoposta a sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
- a un'azienda o a un capannone di tale azienda ubicati nello stesso Stato membro e nei quali non sia presente altro pollame oltre a quello espressamente autorizzato dall'autorità competente, purché vengano applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia sottoposta a sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
Emendamento 72
Articolo 44, paragrafo 1, lettera d), punto v bis) (nuovo)
v bis) uova, comprese quelle da cova, verso uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, nonché la loro manipolazione e il loro trattamento conformemente all'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004;
Emendamento 73
Articolo 46, paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Qualora sia confermata la presenza dell'LPAI in una sola azienda, l'autorità competente può, in base a una valutazione del rischio, derogare in tutto o in parte alle disposizioni di cui agli articoli 43 e 44.
Emendamento 74
Capo V bis (nuovo) (dopo l'articolo 46)
CAPO V bis
MISURE DA APPLICARE IN PRESENZA DI FOCOLAI DI LPAI O HPAI RILEVATI DA TEST SIEROLOGICO CHE NON POSSONO ESSERE CONFERMATI MEDIANTE ISOLAMENTO DEL VIRUS O TEST DI REAZIONE POLIMERASICA A CATENA (PCR)
Articolo 46 bis
Adozione di misure sulla base di una valutazione del rischio
Fatte salve le misure di cui alle lettere a), b), c), e), g) e h), dell'articolo 7, paragrafo 2, l'autorità competente garantisce che, nei casi in cui la presenza di LPAI o HPAI è rilevata mediante esame sierologico senza essere confermata dall'isolamento del virus o da test PCR, vengano prese misure appropriate sulla base di una valutazione del rischio. L'autorità competente ne informa la Commissione.
Emendamento 75
Articolo 47, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. In tale contesto è opportuno prevedere a monte piani di emergenza in caso di contagio umano. I piani di emergenza sono intesi:
– ad assicurare il necessario coordinamento tra gli Stati membri,
– a evitare il panico tra i cittadini,
– a combattere i traffici che potrebbero verificarsi in caso effettivo di rischi gravi,
– a individuare i luoghi prioritari da isolare,
– a identificare i gruppi di popolazione da vaccinare in via prioritaria,
– ad assicurare una distribuzione equa e generalizzata dei prodotti per la lotta contro l'epidemia.
Emendamento 76
Articolo 47, paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter. In caso di pandemia influenzale nell'Unione europea o nei paesi limitrofi, la Commissione deve essere in grado di adottare, entro 24 ore, misure di emergenza quali la messa in quarantena o l'esecuzione di interventi di disinfezione negli aeroporti per i voli provenienti da determinate regioni, come pure l'introduzione di restrizioni di viaggio.
Emendamento 77
Articolo 47, paragrafo 2 quater (nuovo)
2 quater. In caso di diffusione del virus in uno o più Stati membri, la Commissione si adopera affinché le persone esposte al virus dispongano di quantità sufficienti di farmaci antivirali e di vaccini.
Emendamento 78
Articolo 47, paragrafo 2 quinquies (nuovo)
2 quinquies. In caso di pandemia, gli Stati membri e la Commissione garantiscono che i farmaci antivirali e i vaccini disponibili siano ripartiti efficacemente tra gli Stati membri e i paesi limitrofi dell'Unione europea.
Emendamento 79
Articolo 47, paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. Gli Stati membri garantiscono:
- la presenza di un sistema efficace di comunicazione dei rischi agli agricoltori, ai lavoratori del settore avicolo e all'opinione pubblica, sulla base di una strategia e di un piano di azione armonizzati fra le autorità competenti per la salute animale e umana, a livello locale, nazionale e dell'Unione europea;
- che gli addetti all'abbattimento del pollame indossino indumenti protettivi e siano sottoposti in via cautelativa a trattamento antivirale; la vaccinazione contro la normale influenza stagionale dovrebbe essere incoraggiata, in modo da ridurre le probabilità che questo gruppo ad alto rischio possa essere contagiato contemporaneamente da un virus aviario e un virus umano, dando così la possibilità ai virus in questione di scambiarsi geni e di generare ceppi virali pandemici.
Emendamento 80
Articolo 47, paragrafo 3 ter (nuovo)
3. ter Gli Stati membri garantiscono:
- la disponibilità di una riserva di emergenza di farmaci antivirali, affinché sia possibile, in caso di pandemia, estendere rapidamente la protezione profilattica a tutte le persone più a rischio di esposizione nell'Unione europea;
- una capacità sufficiente di produzione di vaccini per garantire che, nell'eventualità di una pandemia, tutti i cittadini più a rischio di esposizione possano essere preventivamente vaccinati contro il ceppo in questione, se del caso aumentando la somministrazione dei normali vaccini contro l'influenza umana stagionale.
Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito all'entità delle riserve di emergenza di farmaci antivirali e alle proprie capacità di produzione di vaccini, allo scopo di assisterla nell'elaborazione di piani di risposta rapida a livello comunitario per la distribuzione di farmaci antivirali tra Stati membri in caso di pandemia. L'entità delle riserve di farmaci antivirali e la capacità di produzione di vaccini richiesta sono calcolate in base a solidi modelli epidemiologici.
Emendamento 81
Articolo 47, paragrafo 3 quater (nuovo)
3 quater. La Commissione elabora piani comunitari di preparazione a una pandemia ai fini della distribuzione di vaccini e farmaci antivirali tra gli Stati membri nell'eventualità di una pandemia, secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3. Tali piani si basano sull'entità e la collocazione delle riserve di farmaci antivirali e sulla capacità di produzione di vaccini degli Stati membri. I piani prevedono la distribuzione sia di vaccini che di farmaci antivirali a tutte le persone nell'Unione europea più esposte al rischio di contrarre l'influenza aviaria. Tali piani sono resi pubblici entro un anno dalla data di adozione della presente direttiva.
Emendamento 82
Articolo 47, paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3, gli Stati membri assicurano la comunicazione e il coordinamento con la Commissione e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie in merito ai piani di preparazione e di emergenza intesi a fronteggiare un'eventuale pandemia influenzale.
Emendamento 83
Articolo 49, lettera b bis) (nuova)
b bis) una volta terminati i lavori di pulizia, disinfezione e trattamento, viene rilasciato un certificato che garantisce il rispetto delle condizioni sanitarie affinché i locali, i veicoli o i posti d'ispezione frontalieri possano riprendere la normale attività.
Emendamento 84
Articolo 50, paragrafo 5
5.  Il ripopolamento con pollame delle aziende che hanno avuto contatto avviene conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente.
5.  Il ripopolamento con pollame delle aziende che hanno avuto contatto avviene conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente, sulla base di una valutazione del rischio.
Emendamento 85
Articolo 51, paragrafo 1, comma 2
Il manuale è adottato secondo la procedura prevista dall'articolo 65, paragrafo 2, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva. Eventuali successive modifiche del manuale sono adottate secondo la medesima procedura.
Il manuale è adottato secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva. Eventuali successive modifiche del manuale sono adottate secondo la medesima procedura.
Emendamento 86
Articolo 52, paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. La Commissione assicura la comunicazione e la cooperazione tra il laboratorio comunitario di riferimento e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Emendamento 87
Articolo 53, paragrafo 1, lettera a)
a) sul proprio territorio sia vietata la vaccinazione contro l'influenza aviaria, salvo quanto disposto nelle sezioni 2 e 3;
a) sul proprio territorio sia vietata la vaccinazione contro l'influenza aviaria, salvo quanto disposto nelle sezioni 2 e 3, qualora la FAO preveda una minaccia internazionale di influenza aviaria o qualora uno Stato membro intenda introdurre temporaneamente misure supplementari relativamente al pollame;
Emendamento 88
Articolo 54, paragrafo 1, comma 1 bis (nuovo)
Gli Stati membri possono altresì introdurre la vaccinazione d'urgenza del pollame o di altri volatili, secondo quanto disposto dalla presente sezione, se la presenza della malattia è confermata in un paese limitrofo e se vi è il rischio significativo che essa possa diffondersi nell'Unione europea.
Emendamento 89
Articolo 57, paragrafo 2, lettera b)
b) la zona geografica in cui deve essere attuata la vaccinazione profilattica e il numero di aziende ivi ubicate;
b) la zona geografica o il gruppo a rischio in cui deve essere attuata la vaccinazione profilattica e il numero di aziende ivi ubicate;
Emendamento 90
Articolo 57, paragrafo 2, lettera i)
i) gli esami di laboratorio da eseguire nelle aziende interessate dalla vaccinazione profilattica e nelle altre aziende ubicate nella zona di vaccinazione, in modo da monitorare la situazione epidemiologica, l'efficacia della campagna di vaccinazione profilattica e controllare la circolazione del pollame e degli altri volatili vaccinati.
i) gli esami di laboratorio da eseguire nelle aziende interessate dalla vaccinazione profilattica e nelle altre aziende ubicate nella zona di vaccinazione, in modo da monitorare la situazione epidemiologica, l'efficacia della campagna di vaccinazione profilattica e controllare la circolazione del pollame e degli altri volatili vaccinati. Se del caso, il piano può far riferimento alle disposizioni del programma nazionale di sorveglianza dell'influenza aviaria relative alle analisi da effettuare nelle aziende.
Emendamento 91
Articolo 57, paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. Gli Stati membri in cui sono presenti volatili che presentano un elevato interesse genetico o scientifico o un alto valore di conservazione sono abilitati ad acquistare e utilizzare vaccini profilattici con l'autorizzazione del comitato, senza informarne la Commissione.
Emendamento 92
Articolo 57 bis (nuovo)
Articolo 57 bis
Vaccinazione profilattica differenziata
Gli Stati membri introducono piani di vaccinazione profilattica ad hoc, conformemente all'articolo 57, per gli animali da zoo e le razze rare di pollame e altri volatili ufficialmente registrate, onde evitare che tali animali siano inutilmente abbattuti. La circolazione degli animali vaccinati può essere soggetta a restrizioni specifiche.
Emendamento 93
Articolo 58, paragrafo 2, comma 2
L'approvazione del piano di vaccinazione profilattica può essere accompagnata da misure che limitano la circolazione del pollame o degli altri volatili e dei loro prodotti. Dette misure possono comprendere restrizioni applicabili a specifici compartimenti avicoli e a compartimenti di altri volatili, nonché l'istituzione di zone soggette a restrizioni.
L'approvazione del piano di vaccinazione profilattica può essere accompagnata da misure che limitano la circolazione del pollame o degli altri volatili. Dette misure possono comprendere restrizioni applicabili a specifici compartimenti avicoli e a compartimenti di altri volatili, nonché l'istituzione di zone soggette a restrizioni
Emendamento 94
Articolo 58, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. Qualora si profili una minaccia a livello internazionale, la Commissione autorizza gli Stati membri a praticare temporaneamente la vaccinazione profilattica per i gruppi e le zone a rischio, in alternativa all'obbligo generale di protezione al coperto, senza che ciò comporti restrizioni agli scambi comunitari.
Emendamento 95
Articolo 58 bis (nuovo)
Articolo 58 bis
Divieto di fare riferimento, nella pubblicità ed etichettatura delle carni, alle modalità di vaccinazione contro l'influenza aviaria degli animali da cui le carni sono ottenute
È fatto divieto ai supermercati e alle altre strutture commerciali di menzionare, nella pubblicità e/o nell'etichettatura delle carni, le modalità di vaccinazione contro l'influenza aviaria degli animali da cui le carni in questione sono ottenute.
Emendamento 96
Articolo 59, paragrafo 1
1.  Può essere istituita una banca comunitaria di vaccini secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
1.  È istituita una banca comunitaria di vaccini secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
Emendamento 97
Articolo 59, paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. L'Unione europea fornisce il proprio contributo logistico e finanziario allo sviluppo dei vaccini. Essa garantisce altresì l'esportazione rapida e senza intoppi dei vaccini dai paesi produttori verso i paesi non produttori situati all'interno dell'Unione europea.
Emendamento 98
Articolo 59, paragrafo 3, comma 1
3.  La Commissione può fornire vaccini a paesi terzi, laddove ciò sia nell'interesse della Comunità.
3.  La Commissione può fornire vaccini a paesi terzi, laddove ciò sia nell'interesse della Comunità, e considera suo compito fornire assistenza con tutti i mezzi di cui dispone, eventualmente in collaborazione con le organizzazioni internazionali, ai paesi terzi che sono del tutto o parzialmente incapaci di prevenire efficacemente la manifestazione dell'influenza aviaria.
Emendamento 99
Articolo 63, paragrafo 1
1.  Gli Stati membri redigono un piano d'emergenza conforme all'allegato X nel quale vengono specificate le misure nazionali da applicare in presenza di un focolaio e sottopongono tale piano all'approvazione della Commissione.
1.  Gli Stati membri redigono un piano d'emergenza conforme all'allegato X nel quale vengono specificate le misure nazionali da applicare in presenza di un focolaio e sottopongono tale piano all'approvazione della Commissione. I piani in questione tengono conto dei piani nazionali di preparazione e risposta alle pandemie influenzali.
Emendamento 100
Articolo 63, paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis. Occorre predisporre un piano d'azione specifico per le istituzioni europee qualora eventuali restrizioni di viaggio impediscano lo svolgimento di riunioni internazionali, come quelle del Parlamento europeo e del Consiglio.
Emendamento 101
Articolo 63, paragrafo 5
5.  Oltre alle misure di cui ai paragrafi da 1 a 4, possono essere adottate ulteriori norme – conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2 – volte a garantire un'eradicazione rapida ed efficiente dell'influenza aviaria, comprese disposizioni sui centri di lotta contro la malattia, sui gruppi di esperti e sulle esercitazioni di emergenza in tempo reale.
5.  Oltre alle misure di cui ai paragrafi da 1 a 4, sono adottate ulteriori norme – conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2 – volte a garantire un'eradicazione rapida ed efficiente dell'influenza aviaria, comprese disposizioni sui centri di lotta contro la malattia, sui gruppi di esperti e sulle esercitazioni di emergenza in tempo reale. Gli Stati membri aggiornano i propri piani di emergenza sulla base dei risultati delle esercitazioni in tempo reale e ne informano la Commissione.
Emendamento 102
Articolo 63, paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis. Oltre ai piani di emergenza, gli Stati membri elaborano piani efficaci di risposta a una pandemia umana, che comprendono disposizioni relative alla produzione, allo stoccaggio e alla distribuzione di farmaci antivirali alle persone più a rischio, al coordinamento degli sforzi per la messa a punto e la produzione di massa di vaccini, alle disposizioni per esercitazioni di emergenza obbligatorie in tempo reale, nonché alla cooperazione transfrontaliera nella gestione delle crisi, come ad esempio lo screening virologico sistematico dei filtri d'aria degli aeroplani. I piani di preparazione nazionali, i risultati delle simulazioni in tempo reale e gli aggiornamenti dei piani a seguito di tali simulazioni vengono comunicati alla Commissione e resi pubblici entro sei mesi dall'adozione della presente direttiva.
Emendamento 103
Articolo 65, paragrafo 2, comma 2
Il termine di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
Il termine di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a due mesi.
Emendamento 104
Articolo 67, paragrafo 2
2.  Fino al momento dell'applicazione della presente direttiva, ulteriori disposizioni transitorie per la lotta contro l'influenza aviaria possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
2.  Fino al momento dell'applicazione della presente direttiva, la transizione alle disposizioni della presente direttiva sulla lotta contro l'influenza aviaria può essere effettuata secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
Emendamento 105
Articolo 68 bis (nuovo)
Articolo 68 bis
Contatti con l'Ufficio internazionale per le epizoozie
La Commissione avvia discussioni in seno all'Ufficio internazionale per le epizoozie per applicare su scala internazionale misure di lotta e di sorveglianza contro l'influenza aviaria equivalenti a quelle introdotte dall'Unione europea nonché per rendere obbligatoria la dichiarazione sistematica della forma a bassa patogenicità. La Commissione negozia altresì l'introduzione di un sistema obbligatorio di sorveglianza dei volatili selvatici. Essa presenta proposte in tal senso all'organizzazione internazionale.
Emendamento 106
Allegato III
Allegato soppresso
Emendamento 107
Allegato V, punto c bis) (nuovo)
c bis) la densità del pollame;
Emendamento 108
Allegato VI, punto 1, lettera b)
b) i disinfettanti da utilizzare e le relative concentrazioni sono ufficialmente approvati dall'autorità competente in modo da assicurare la distruzione del virus dell'influenza aviaria;
b) i metodi e le procedure di disinfezione ovvero i disinfettanti da utilizzare e le relative concentrazioni sono ufficialmente approvati dall'autorità competente in modo da assicurare la distruzione del virus dell'influenza aviaria;
Emendamento 109
Allegato VI, punto 2, lettera a), punto ii)
ii) il pollame o gli altri volatili abbattuti devono essere irrorati con un disinfettante;
ii) il pollame o gli altri volatili abbattuti devono essere irrorati con un disinfettante o disinfettati mediante un altro metodo approvato dalle autorità competenti;
Emendamento 110
Allegato VI, punto 2, lettera a), punto v)
v) qualsiasi tessuto o traccia di sangue occasionati dall'abbattimento o dalla macellazione o dall'ispezione post mortem o elementi evidentemente contaminati di fabbricati, cortili, utensili, ecc., devono essere accuratamente raccolti ed eliminati con il pollame o gli altri volatili abbattuti;
v) qualsiasi tessuto o traccia di sangue occasionati dall'abbattimento o dall'ispezione post mortem o elementi evidentemente contaminati di fabbricati, cortili, utensili, ecc., devono essere accuratamente raccolti ed eliminati con il pollame o gli altri volatili abbattuti;
Emendamento 111
Allegato IX, punto 2, lettera b), punto iii)
iii) essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
iii) essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
– non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
– le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
Emendamento 112
Allegato IX, punto 2, lettera c), punto iii)
iii) essere collocato in un pollaio o capannone in cui da almeno tre settimane non sia tenuto pollame e nel quale siano state effettuate le operazioni di pulizia e disinfezione;
iii) essere collocato in un pollaio o capannone in cui siano state effettuate le operazioni di pulizia e disinfezione conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
Emendamento 113
Allegato IX, punto 3, lettera b), punto ii)
ii) essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
ii) essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
– non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
– le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
Emendamento 114
Allegato IX, punto 4, lettera b), punto iii)
iii) essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
soppresso
– non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
– le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
Emendamento 115
Allegato IX, punto 4, lettera c), punto iii)
iii) essere collocato in un pollaio o capannone in cui da almeno tre settimane non sia tenuto pollame e nel quale siano state effettuate le operazioni di pulizia e disinfezione;
soppresso
Emendamento 116
Allegato X, alinea
I piani di emergenza devono perlomeno prevedere:
I piani di emergenza devono essere basati su una valutazione scientifica e del rischio, essere dotati di risorse sufficienti e perlomeno prevedere:
Emendamento 117
Allegato X, punto 4 bis (nuovo)
4 bis. l'esecuzione, da parte delle autorità competenti, di una valutazione dell'impatto socio-economico del piano d'emergenza sull'economia rurale in senso lato;
Emendamento 118
Allegato X, punto 13
13. disposizioni per una stretta collaborazione tra le autorità competenti in campo veterinario, ambientale e in quello della salute pubblica;
13. disposizioni per una stretta collaborazione tra le autorità competenti in campo veterinario, ambientale e in quello della salute pubblica, in particolare per assicurare una corretta comunicazione dei rischi agli agricoltori, ai lavoratori del comparto pollame e all'opinione pubblica.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Spese nel settore veterinario *
PDF 214kWORD 56k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore veterinario (COM(2005)0171 – C6-0196/2005 – 2005/0063(CNS))
P6_TA(2005)0456A6-0326/2005

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2005)0171)(1),

–   visto l'articolo 37 del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0196/2005),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per i bilanci (A6-0326/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede l'apertura della procedura di concertazione prevista dalla dichiarazione comune del 4 marzo 1975 qualora il Consiglio intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

5.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

6.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamenti del Parlamento
Emendamento 1
CONSIDERANDO 4
(4)  Alla luce di recenti acquisizioni scientifiche sui rischi che l'influenza aviaria comporta per la salute pubblica e degli animali, a seguito dello sviluppo di nuovi esami di laboratorio e di nuovi vaccini e sulla base degli insegnamenti ricavati nel corso di focolai della malattia scoppiati di recente nella Comunità e in paesi terzi, è opportuno procedere a una profonda revisione delle misure previste dalla direttiva 92/40/CEE.
(4)  Tenendo conto dell'adozione della direttiva 2005/.../CE è opportuno modificare la decisione 90/424/CEE per rendere possibile la concessione di aiuti finanziari anche alle misure di eradicazione attuate dagli Stati membri per combattere i ceppi di virus a bassa patogenicità che possono mutare in virus al alta patogenicità. A causa del rischio di mutazioni, è opportuno fornire lo stesso livello di assistenza finanziaria comunitaria sia per i casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) che per quelli di influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI).
Emendamento 2
CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)
(5 bis) Le conseguenze che un'epidemia di influenza aviaria può comportare impongono che ci si concentri in misura maggiore sulla prevenzione e il monitoraggio, in particolare rilevando le zone a rischio in ciascun paese e attuando un controllo sierologico mensile e sistematico in tali zone, i cui risultati saranno comunicati ai diretti responsabili.
Emendamento 3
CONSIDERANDO 5 TER (nuovo)
(5 ter) È opportuno prendere misure immediate di sostegno allo sviluppo della ricerca sul vaccino per via orale per le singole varianti e sulla sua applicazione, in caso di necessità.
Emendamento 4
ARTICOLO 1, PUNTO -1 (nuovo)
Articolo 1, commi 2 bis, 2 ter e 2 quater (nuovi) (decisione 90/424/CEE)
-1)  All'articolo 1, dopo il paragrafo 2 sono inseriti i commi seguenti:
La Commissione esamina la possibilità di istituire un Fondo europeo per la salute animale, poiché le disponibilità di bilancio saranno probabilmente insufficienti nel caso di una nuova epidemia. Questo fondo potrebbe coprire i costi derivanti da focolai di malattie animali contagiose. Potrebbero contribuire a tale fondo gli allevatori e altre persone interessate nonché le imprese dell'Unione europea.
La Commissione elabora una proposta volta ad armonizzare negli Stati membri la ripartizione, tra il settore agricolo e i governi, dei costi relativi ai focolai di malattie animali contagiose.
I regolamenti del Consiglio (CEE) n. 2759/751, (CEE) n. 2771/752, (CEE) n. 2777/753, (CE) n. 1254/19994, (CE) n. 1255/19995 e (CE) n. 2529/20016, concernenti misure eccezionali di sostegno al mercato sono allineati alla decisione del Consiglio 90/424/CEE, come modificata.
________________
1 Regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine (GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 1).
2 Regolamento (CEE) n. 2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova (GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 49).
3 Regolamento (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame (GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 77).
4 Regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21).
5 Regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48).
6 Regolamento (CE) n. 2529/2001 del Consiglio, del 19 dicembre 2001, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni ovine e caprine (GU L 341 del 22.12.2001, pag. 3).
Emendamento 5
ARTICOLO 1, PUNTO 1, LETTERA B
Articolo 3, paragrafo 2, trattino 1 (decisione 90/424/CEE)
- l'abbattimento degli animali delle specie sensibili, colpiti o contaminati o sospetti di essere colpiti o contaminati e la loro distruzione e, nel caso dell'influenza aviaria, la distruzione delle uova;"
- l'abbattimento degli animali delle specie sensibili, colpiti o contaminati o sospetti di essere colpiti o contaminati e la loro distruzione e, nel caso dell'influenza aviaria, la distruzione delle uova e la perdita di valore qualora siano trovati altri usi per le uova o il pollame e il reddito ricavato sia inferiore al valore normale delle uova o del pollame;
Emendamento 6
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 1 (decisione 90/424/CEE)
1.  Il presente articolo si applica nel caso in cui l'influenza aviaria si manifesti nel territorio di uno Stato membro.
1.  Il presente articolo si applica nel caso in cui l'influenza aviaria si manifesti nel territorio di uno Stato membro; esso riguarda inoltre il sostegno comunitario a misure di prevenzione e di cooperazione e l'assistenza tecnica a favore di paesi terzi.
Emendamento 7
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 2 (decisione 90/424/CEE)
2.  Lo Stato membro interessato ottiene un contributo finanziario della Comunità per l'eradicazione dell'influenza aviaria se sono state applicate in modo completo ed efficace, in ottemperanza della legislazione comunitaria in materia, le misure minime di lotta previste dalla direttiva xxx e se, nel caso della soppressione di animali di specie sensibili colpiti o contaminati o che si suppone che siano stati colpiti o contaminati, i proprietari del bestiame sono stati indennizzati in modo rapido ed adeguato.
2.  Lo Stato membro interessato ottiene un contributo finanziario della Comunità per l'eradicazione dell'influenza aviaria se sono state applicate in modo completo ed efficace, in ottemperanza della legislazione comunitaria in materia, le misure minime di lotta previste dalla direttiva 2005/.../CE e se, nel caso della soppressione di animali di specie sensibili colpiti o contaminati o che si suppone che siano stati colpiti o contaminati, della distruzione di uova e la perdita di valore qualora siano trovati altri usi per le uova o il pollame e il reddito che ne è ricavato sia inferiore al valore normale delle uova o del pollame, i proprietari del bestiame sono stati indennizzati in modo rapido ed adeguato. Questo significa, tra l'altro, che la modulazione dovrebbe essere applicata quando la compensazione è erogata per tipi diversi di uova.
Emendamento 8
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 2 bis (nuovo) (decisione 90/424/CEE)
2 bis. Gli Stati membri beneficiano inoltre dell'assistenza della Comunità per elaborare un sistema di sorveglianza e/o monitoraggio della patologia, comprese le diagnosi di laboratorio, la ricerca su vaccini adeguati, la realizzazione di studi, l'organizzazione di riunioni di esperti, l'adozione di misure di informazione e l'edizione di pubblicazioni nonché qualsiasi misura volta a valutare l'impatto degli spostamenti degli uccelli migratori sulla diffusione di malattie contagiose in Europa nonché a garantire l'osservazione delle loro rotte migratorie.
Emendamento 9
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 3, trattino 1 (decisione 90/424/CEE)
- nel caso dell'influenza aviaria ad alta patogenicità al 50% e nel caso dell'influenza aviaria a bassa patogenicità al 30% delle spese sostenute dallo Stato membro per l'indennizzo dei proprietari per i costi di abbattimento e distruzione degli animali e dei loro prodotti, pulizia e disinfezione dell'azienda e del materiale, distruzione degli alimenti e dei materiali contaminati, qualora questi non possano essere disinfettati,
- nel caso dell'influenza aviaria ad alta patogenicità al 50% e nel caso dell'influenza aviaria a bassa patogenicità parimenti al 50% delle spese sostenute dallo Stato membro per l'indennizzo dei proprietari per i costi di abbattimento e distruzione degli animali e dei loro prodotti, la perdita di valore qualora siano trovati altri usi per le uova o il pollame e il reddito ricavato sia inferiore al valore normale delle uova o del pollame, pulizia e disinfezione dell'azienda e del materiale, distruzione degli alimenti e dei materiali contaminati, qualora questi non possano essere disinfettati,
Emendamento 10
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 3, trattino 2 bis (nuovo) (decisione 90/424/CEE)
- al 100% degli oneri della vaccinazione.
Emendamento 11
ARTICOLO 1, PUNTO 2
Articolo 3 bis, paragrafo 3 bis (nuovo) (decisione 90/424/CEE)
3 bis. La Comunità sostiene inoltre la realizzazione di azioni di cooperazione e assistenza tecnica a favore di paesi terzi, in particolare asiatici, al fine di garantire la prevenzione e il depistaggio nei paesi di origine dell'influenza aviaria.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Euro (quadro giuridico per l'allargamento della zona euro) *
PDF 282kWORD 46k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 974/98, relativo all'introduzione dell'euro (COM(2005)0357 – C6-0374/2005 – 2005/0145(CNS))
P6_TA(2005)0457A6-0329/2005

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2005)0357)(1),

–   consultato dal Consiglio a norma del trattato CE (C6-0374/2005),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0329/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede l'apertura della procedura di concertazione prevista dalla dichiarazione comune del 4 marzo 1975 qualora il Consiglio intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

5.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

6.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamenti del Parlamento
Emendamento 1
CONSIDERANDO 3 BIS (nuovo)
(3 bis) È opportuno prevedere un elenco degli Stati membri partecipanti, che potrà essere esteso quando altri Stati membri adotteranno l'euro come moneta nazionale.
Emendamento 2
CONSIDERANDO 5
(5)  Se uno Stato membro non ritiene necessario un periodo di transizione, sul suo territorio le banconote e le monete metalliche in euro avranno corso legale alla data di adozione dell'euro. Lo Stato membro interessato potrà optare tuttavia per un periodo di "abbandono graduale" della durata di un anno, nel corso del quale in nuovi strumenti giuridici si potrà continuare a far riferimento all'unità monetaria nazionale. In tal modo, gli operatori economici dello Stato membro disporranno di un maggiore lasso di tempo per prepararsi all'introduzione dell'euro, il che agevolerà tale passaggio.
(5)  Il periodo di transizione può essere ridotto a zero se uno Stato membro non ritiene necessario un periodo di transizione più lungo. In tal caso sul suo territorio le banconote e le monete metalliche in euro avranno corso legale alla data di adozione dell'euro. Lo Stato membro interessato potrà optare tuttavia per un periodo di "abbandono graduale" della durata di un anno, nel corso del quale in nuovi strumenti giuridici si potrà continuare a far riferimento all'unità monetaria nazionale. In tal modo, gli operatori economici dello Stato membro disporranno di un maggiore lasso di tempo per prepararsi all'introduzione dell'euro, il che agevolerà tale passaggio.
Emendamento 3
CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)
(5 bis) I futuri partecipanti alla zona euro dovrebbero preparare per tempo un piano nazionale per l'introduzione delle banconote e delle monete metalliche in euro e per il ritiro delle vecchie banconote e monete metalliche in moneta nazionale. Dovrebbero inoltre sviluppare una strategia attiva ed equilibrata di comunicazione rivolta ai cittadini, alle imprese, ai clienti e ai fornitori. Nell'ambito del piano suddetto dovrebbero inoltre esaminare l'opportunità di sviluppare una strategia per la doppia indicazione di prezzi e importi in euro e nell'unità monetaria nazionale, la quale potrebbe cominciare molto prima della data di sostituzione del denaro liquido e finire in una data opportuna successiva ad essa, in modo da dare ai cittadini tempo sufficiente per adattarsi alla nuova scala di valori.
Emendamento 4
CONSIDERANDO 6
(6)  Nel periodo di circolazione delle due monete, le banche sono tenute a cambiare gratuitamente le banconote e monete metalliche nell'unità monetaria nazionale in banconote e monete metalliche in euro, fatti salvi determinati massimali.
(6)  Per non più di tre mesi dalla fine del periodo di circolazione delle due monete, le banche sono tenute a cambiare gratuitamente le banconote e monete metalliche nell'unità monetaria nazionale in banconote e monete metalliche in euro, fatti salvi determinati massimali.
Emendamento 5
ARTICOLO 1, PUNTO 1
Articolo 1, lettera (h) (regolamento (CE) n. 974/98)
(h) "periodo di transizione": il lasso di tempo avente inizio all'ora zero della data di adozione dell'euro e avente fine all'ora zero della data di sostituzione del denaro liquido;
(h) "periodo di transizione": il lasso di tempo, non superiore ad un anno, avente inizio all'ora zero della data di adozione dell'euro e avente fine all'ora zero della data di sostituzione del denaro liquido;
Emendamento 6
ARTICOLO 1, PUNTO 8, LETTERA A
Articolo 15, paragrafi 1 e 2 (regolamento (CE) n. 974/98)
(a) ai paragrafi 1 e 2, l'indicazione "dopo la fine del periodo transitorio" è sostituita dall'indicazione "con decorrenza dalla rispettiva data di sostituzione del denaro liquido";
(a) ai paragrafi 1 e 2, l'indicazione "dopo la fine del periodo transitorio" è sostituita dall'indicazione "con decorrenza dalla rispettiva data di sostituzione del denaro liquido"; le parole "negli Stati membri partecipanti che adottano l'euro dopo il 1° gennaio 2002 tale lasso di tempo dura al massimo due mesi" sono aggiunte al paragrafo 1, tra il punto e virgola e le parole "tale lasso di tempo", e alla fine del paragrafo 2;
Emendamento 7
ARTICOLO 1, PUNTO 8, LETTERA B
Articolo 15, paragrafo 3, comma 1 (regolamento (CE) n. 974/98/CE)
Durante il periodo di cui al paragrafo 1, negli Stati membri partecipanti che adottano l'euro dopo il 1 gennaio 2002 le banche cambiano le banconote e le monete metalliche in moneta nazionale in banconote e in monete metalliche in euro senza oneri e senza limitazioni, sino al massimale eventualmente stabilito dalla legge nazionale. Le banche possono chiedere di essere ufficialmente avvertite nel caso che l'importo da cambiare sia superiore al massimale stabilito dalla singola banca, corrispondente a un determinato importo per ogni nucleo familiare.
3.   Per non più di tre mesi dalla fine del periodo di circolazione delle due monete, negli Stati membri partecipanti che adottano l'euro dopo il 1 gennaio 2002 le banche cambiano le banconote e le monete metalliche in moneta nazionale in banconote e in monete metalliche in euro senza oneri e senza limitazioni, sino al massimale eventualmente stabilito dalla legge nazionale. Le banche possono chiedere di essere ufficialmente avvertite nel caso che l'importo da cambiare sia superiore al massimale stabilito dalla singola banca, corrispondente a un determinato importo per ogni nucleo familiare.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Modifica del sistema comune dell'IVA*
PDF 199kWORD 40k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica, in relazione alla durata di applicazione dell'aliquota minima in materia di aliquota normale, la direttiva 77/388/CEE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto (COM(2005)0136 – C6-0113/2005 – 2005/0051(CNS))
P6_TA(2005)0458A6-0323/2005

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2005)0136)(1),

–   visto l'articolo 93 del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0113/2005),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0323/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamenti del Parlamento
Emendamento 1
ARTICOLO 1
Articolo 12, paragrafo 3, lettera a), comma 1 (direttiva 77/388/CEE)
L'aliquota normale dell'imposta sul valore aggiunto è fissata da ciascuno Stato membro in una percentuale della base imponibile che è identica per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi. A partire dal 1 gennaio 2006 fino al 31 dicembre 2010 l'aliquota normale non può essere inferiore al 15%.
L'aliquota normale dell'imposta sul valore aggiunto è fissata da ciascuno Stato membro in una percentuale della base imponibile che è identica per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi. A partire dal 1 gennaio 2006 fino al 31 dicembre 2010 l'aliquota normale non può essere inferiore al 15% né superiore al 25%.
Emendamento 2
ARTICOLO 3 BIS (nuovo)
Articolo 3 bis
La Commissione effettua una valutazione generale dell'impatto macroeconomico delle aliquote IVA implicite e normali e delle relative implicazioni sulle entrate di bilancio degli Stati membri nel periodo fino al 1° gennaio 2007.
Nell'ambito di tale valutazione si focalizza l'attenzione sulla possibilità di garantire agli Stati membri le stesse opportunità di applicare aliquote IVA ridotte su merci e servizi.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Modalità di rimborso dell'IVA a favore dei soggetti stabiliti in un altro Stato membro *
PDF 199kWORD 40k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 77/388/CEE, ai soggetti passivi non stabiliti all'interno del paese, ma in un altro Stato membro (COM(2004)0728 – C6-0251/2005 – 2005/0807(CNS))
P6_TA(2005)0459A6-0324/2005

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2004)0728)(1),

–   visto l'articolo 93 del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0251/2005),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0324/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamenti del Parlamento
Emendamento 1
Articolo 7, paragrafo 1
1.  Lo Stato membro in cui è stata assolta l'imposta sul valore aggiunto comunica al richiedente la propria decisione in merito alla richiesta di rimborso entro tre mesi dalla data di presentazione della stessa.
1.  Lo Stato membro in cui è stata assolta l'imposta sul valore aggiunto comunica al richiedente la propria decisione in merito alla richiesta di rimborso entro tre mesi dalla data di presentazione della stessa. Lo Stato membro di stabilimento informa lo Stato membro di rimborso quando il soggetto passivo presenta la richiesta di rimborso dell'IVA all'autorità fiscale competente.
Emendamento 2
Articolo 7, paragrafo 1, comma 1 bis (nuovo)
Il periodo di tre mesi ha inizio dalla data in cui l'autorità fiscale dello Stato membro di rimborso riceve dall'autorità fiscale dello Stato membro di stabilimento i dati elettronici per il rimborso concernenti il soggetto passivo in questione, il quale ne viene automaticamente informato.
Emendamento 3
Articolo 7, paragrafo 3, comma 2 bis (nuovo)
Il termine per il trasferimento del rimborso è di una settimana a partire dalla scadenza del periodo di decisione di tre mesi.
Emendamento 4
Articolo 7, paragrafo 4, comma 1
4.  In casi specifici, lo Stato membro in cui è stata assolta l'imposta può chiedere informazioni aggiuntive entro tre mesi dalla data di presentazione della richiesta. Trascorso tale periodo, non possono più essere chieste informazioni aggiuntive.
4.  Qualora l'autorità fiscale dello Stato membro di rimborso chieda l'effettuazione di ulteriori accertamenti, il periodo per determinare se il soggetto passivo abbia diritto al rimborso può essere esteso. Tuttavia il periodo compreso tra la data di presentazione della richiesta di rimborso e la data di trasferimento del rimborso non può superare quattro mesi.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Agenzie europee di regolazione
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Risoluzione del Parlamento europeo sul progetto della Commissione di accordo interistituzionale relativo all'inquadramento delle agenzie europee di regolazione
P6_TA(2005)0460B6-0634/2005

Il Parlamento europeo,

–   visto il progetto della Commissione (COM(2005)0059),

–   vista la propria risoluzione del 13 gennaio 2004 sulla comunicazione della Commissione "Inquadramento delle agenzie europee di regolazione"(1),

–   vista la dichiarazione approvata dalla Conferenza intergovernativa di Nizza, relativa all'articolo 10 del trattato che istituisce la Comunità europea e concernente il dovere di cooperazione leale delle istituzioni comunitarie,

–   visto il parere espresso dalla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare l'11 ottobre 2005 in merito alla proposta di modifica del regolamento (CEE) n. 1210/90 sull'istituzione dell'Agenzia europea dell'ambiente e della rete europea di informazione e di osservazione in materia di ambiente, per quanto riguarda il mandato del direttore esecutivo,

–   viste l'interrogazione orale al Consiglio presentata congiuntamente dalla commissione per gli affari costituzionali e dalla commissione per i bilanci e la risposta fornita dal Consiglio nella seduta del 15 novembre 2005,

–   visti l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   richiamandosi alle considerazioni, tuttora sostanzialmente valide, contenute nella sua risoluzione del 13 gennaio 2004 sul fatto che una razionalizzazione ed una semplificazione della struttura delle attuali e future agenzie oltre che indispensabili ai fini della chiarezza, della trasparenza e della certezza giuridica risultano altresì ineludibili nella prospettiva di un'Unione a 25 e più Stati membri, e sul fatto che la creazione di nuove agenzie deve sottostare a criteri quanto mai rigorosi riguardanti anche l'opportunità e la giustificazione delle loro attività,

B.   considerando che nel presentare il suo progetto di accordo interistituzionale la Commissione ha aderito all'invito del Parlamento di concludere, prima dell'adozione di un regolamento quadro, un accordo interistituzionale che definisca con chiarezza gli orientamenti comuni in materia,

C.   considerando che la summenzionata dichiarazione afferma che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione possono concludere accordi interistituzionali allorché risulta necessario, nel quadro del loro dovere di cooperazione leale, agevolare l'applicazione delle disposizioni del trattato,

1.   plaude alla presentazione del progetto da parte della Commissione;

2.   si rammarica che il Consiglio non sia disposto a intavolare negoziati per concludere un accordo sulla base del progetto della Commissione;

3.   invita la Commissione a continuare i suoi sforzi tesi a far cambiare idea al Consiglio;

4.   richiama l'attenzione sul fatto che, in sede di esame di future proposte di creazione di agenzie, si baserà in particolare sui seguenti principi:

   a) l'istituzione di un'agenzia avviene con la procedura legislativa ordinaria, di norma pertanto con la procedura di codecisione; il ricorso alla procedura di cui all'articolo 308 del trattato rimane circoscritto a casi eccezionali in cui le disposizioni del trattato relative alla materia di cui trattasi non costituiscono una base giuridica sufficiente;
   b) qualsiasi proposta relativa all'istituzione di un'agenzia è corredata da un'analisi costi-benefici e da un'accurata valutazione d'impatto che dimostri anche la redditività dell'agenzia rispetto all'espletamento dei rispettivi compiti da parte dei servizi della Commissione;
   c) l'oggettiva autonomia da conferire all'agenzia nell'ambito dei suoi compiti non elimina la responsabilità politica della Commissione in ordine alle sue attività;
   d) il ruolo della Commissione nella scelta e nella nomina dell'organo esecutivo, normalmente il direttore, deve informarsi a tale esigenza di responsabilità e imputabilità politica;
   e) il Parlamento esercita un "controllo ex-ante" sotto forma di audizione del/dei candidato/i alla carica di direttore, un "controllo ex-post" sotto forma di scarico per l'esecuzione del bilancio, nonché un controllo costante sull'attività dell'agenzia attraverso le sue commissioni competenti; sul rinnovo del mandato del direttore è competente a decidere unicamente il consiglio d'amministrazione, sulla base di una valutazione del primo mandato del direttore stesso;
   f) al consiglio d'amministrazione, organo di vigilanza, il Consiglio delega rappresentanti scelti in base alla loro competenza tecnica, che il Parlamento può invitare ad un'audizione prima della loro nomina, qualora lo ritenga opportuno; tali rappresentanti dovrebbero essere designati in numero congruamente proporzionale ai compiti ed alla rilevanza dell'agenzia, tenendo presente che a lungo termine, per motivi di efficienza, si mira ad una riduzione delle dimensioni del consiglio d'amministrazione; fintantoché il numero dei rappresentanti nel consiglio d'amministrazione corrisponde al numero degli Stati membri, il Parlamento dovrebbe poter designare da parte sua due membri del consiglio d'amministrazione;
   g) contro gli atti dell'agenzia aventi effetto giuridico nei confronti di terzi può essere interposto ricorso amministrativo presso la Commissione, la quale può porvi rimedio, essendo inteso che la decisione della Commissione può essere impugnata dinanzi alla Corte di giustizia;

5.   esprime la sua preoccupazione per il costante aumento delle agenzie decentrate (attualmente ventitre contro le cinque del 1995), con il conseguente rischio che la funzione esecutiva della Commissione sia smantellata e frammentata in una pletora di organismi operanti prevalentemente a livello intergovernativo, e si augura pertanto che non si proceda ad ulteriori nuove istituzioni, quantomeno durante la fase di riflessione contestuale al processo di ratifica del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa.

6.   si compiace, alla luce del crescente aggravio per il bilancio della Comunità che costituiscono le agenzie decentrate, che il progetto faccia obbligo alla Commissione di giustificare ogni proposta di creazione di un'agenzia sulla base di una valutazione d'impatto che comprenda non solo l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità ma anche una valutazione ex-ante il più completa possibile dei probabili costi relativi al controllo ed al coordinamento nonché dell'impatto sulle risorse umane e sulle spese amministrative;

7.   rileva che, sebbene le agenzie siano sovvenzionate a carico del bilancio comunitario, sono però i rappresentanti degli Stati membri nei consigli d'amministrazione che adottano decisioni politiche inerenti all'attuazione del diritto comunitario;

8.   si rammarica che la Commissione non sia a quanto pare disposta a fornire per il periodo delle prossime prospettive finanziarie una chiara rassegna delle incidenze finanziarie risultanti dall'esistenza e dallo sviluppo ulteriore delle agenzie esistenti;

9.   chiede l'inserimento nell'accordo interistituzionale del principio di un tasso massimo di aumento delle spese amministrative delle agenzie paragonabile a quanto chiesto per la Commissione;

10.   esige, contrariamente al testo del progetto, che l'accordo interistituzionale si applichi gradualmente alle agenzie già esistenti;

11.   invita la Conferenza dei presidenti di commissione a fare un bilancio della cooperazione tra le commissioni permanenti competenti per le agenzie, la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, per quanto riguarda il controllo dell'attività delle agenzie, e ad aggiornare gli "orientamenti" approvati nel luglio 1998;

12.   invita la sua commissione per gli affari costituzionali a seguire gli ulteriori sviluppi relativi al progetto della Commissione e, ove necessario, a investirne nuovamente il Parlamento;

13.   invita il presidente e il relatore della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i bilanci a prendere informalmente contatto, a livello politico, con rappresentanti del Consiglio e della Commissione per esaminare gli sviluppi in seno al Consiglio riguardo a misure orizzontali concernenti la futura struttura delle agenzie di regolazione;

14.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

(1) GU C 92 E del 16.4.2004, pag. 119.


Preparazione della Conferenza ministeriale dell'OMC
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Risoluzione del Parlamento europeo sulla preparazione della Sesta conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio a Hong Kong
P6_TA(2005)0461RC-B6-0619/2005

Il Parlamento europeo,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 18 ottobre 2005 sull'agenda di Doha per lo sviluppo dell'OMC,

–   vista la sua risoluzione del 12 maggio 2005 sulla valutazione del ciclo di Doha a seguito della decisione del Consiglio generale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) del 1° agosto 2004(1),

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle Conferenze ministeriali dell'OMC, segnatamente quelle del 25 ottobre 2001(2) e del 3 luglio 2003(3),

–   vista la decisione adottata dal Consiglio generale dell'OMC sul programma di lavoro di Doha il 1° agosto 2004,

–   vista la Dichiarazione adottata dalla Conferenza ministeriale dell'OMC, riunita a Doha il 14 novembre 2001,

–   visti i risultati della riunione del novembre 2004 della Conferenza parlamentare sull'OMC, organizzata congiuntamente dall'Unione interparlamentare e dal Parlamento europeo,

–   visto il Trattato che istituisce la Comunità europea e in particolare gli articoli 36, 27 e 133,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che il sistema commerciale multilaterale facente capo all'OMC ha contribuito in modo significativo alla crescita economica, allo sviluppo e all'occupazione negli ultimi 50 anni, ma che i benefici non sono stati gli stessi per tutti, segnatamente per numerosi paesi in via di sviluppo,

B.   considerando che il commercio internazionale può svolgere un ruolo fondamentale nella promozione dello sviluppo economico e nella lotta contro la povertà; considerando che i ministri OMC, riconoscendo la necessità che tutti i popoli possano beneficiare delle accresciute opportunità e dei guadagni di benessere generati dal sistema commerciale multilaterale, hanno cercato di porre le esigenze e gli interessi dei paesi in via di sviluppo, in particolare di quelli meno sviluppati, al centro del programma di lavoro di Doha; rilevando, a tale proposito, il ruolo importante che possono svolgere un accesso potenziato al mercato, norme equilibrate e ben mirate, programmi di assistenza tecnica e di creazione della capacità dotati di finanziamenti a lungo termine,

C.   considerando che il Consiglio generale ha riaffermato, il 1° agosto 2004, le dichiarazioni ministeriali e le decisioni adottate a Doha nonché il pieno impegno di tutti i suoi membri a metterle in atto, e ha istituito un quadro negoziale al fine di completare il programma di lavoro di Doha e di concludere con successo i negoziati ivi avviati,

D.   considerando che l'obiettivo principale dell'agenda di sviluppo di Doha è il progresso economico dei paesi in via di sviluppo; che tale obiettivo dovrebbe essere il filo conduttore di tutti i settori dei negoziati, per poter giungere a risultati reali e sostenibili in termini di sviluppo; considerando che i vantaggi economici netti risultanti dai negoziati devono spettare soprattutto ai paesi meno sviluppati (PMS) al fine di promuovere la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio,

E.   visto il contributo che un esito positivo rappresenterà per l'occupazione, la crescita e la sicurezza in Europa, attraverso le ulteriori opportunità per gli esportatori comunitari in un'economia più prospera e più globalizzata e attraverso i benefici di un mondo più stabile,

In generale

1.   è convinto che sia essenziale che il ciclo di negoziati di Doha riesca a potenziare il sistema commerciale multilaterale in modo da assicurare il progresso e lo sviluppo armonioso dell'economia mondiale; ribadisce il suo forte sostegno all'idea di porre lo sviluppo al centro dei negoziati di Doha e sottolinea che tali negoziati devono essere al servizio della eliminazione della povertà e di una più equa ripartizione dei benefici della globalizzazione; si rammarica per la lentezza dei progressi finora realizzati nei negoziati precedenti la conferenza di Hong Kong;

2.   invita la Commissione e gli altri partner commerciali a rispettare il programma ambizioso dell'agenda di Doha per lo sviluppo, tenendo pienamente conto della dimensione relativa allo sviluppo; è profondamente preoccupato per le gravi conseguenze negative che un insuccesso avrebbe sul sistema commerciale multilaterale; chiede, pertanto, che la Sesta conferenza ministeriale a Hong Kong sia costruttiva e permetta di concludere con buon esito l'agenda di Doha per lo sviluppo nel 2006;

3.   sottolinea che il risultato dell'agenda di Doha per lo sviluppo dev'essere bilanciato e contenere impegni in ogni settore chiave del ciclo di negoziati di Doha;

4.   invita tutte le parti in causa, segnatamente tutti i paesi sviluppati e più avanzati, ad assumersi le proprie responsabilità nella preparazione della riunione di Hong Kong al fine di giungere ad una positiva conclusione del ciclo di negoziati; ritiene che tutte le parti debbano dare un contributo commisurato allo stadio di sviluppo e al loro potere negoziale,

Agricoltura

5.   ricorda che il risultato da raggiungere nella riunione di Hong Kong per quanto riguarda l'agricoltura deve comprendere la progressiva eliminazione di tutte le sovvenzioni all'esportazione, da effettuarsi parallelamente in tutti i paesi sviluppati che sono membri dell'OMC, incluse quelle sotto forma di aiuti alimentari o attraverso le imprese commerciali statali;

6.   sottolinea che una sostanziale riduzione di altri sostegni interni che distorcono il commercio e un sensibile miglioramento dell'accesso ai mercati sono parimenti necessari; ribadisce, a tale riguardo, il proprio sostegno alla riforma della PAC;

7.   sottolinea che , nel contesto dei negoziati commerciali, va rispettata la specificità del carattere multifunzionale dell'agricoltura dell'UE; sottoscrive l'accento posto dall'Unione europea su preoccupazioni non commerciali al fine di preservare la qualità e la sicurezza alimentare, la protezione dell'ambiente, l'occupazione e lo sviluppo rurali;

8.   chiede, nel ciclo in corso, un effettivo riconoscimento delle indicazioni di origine geografica, come fattore di sviluppo regionale e mezzo per mantenere le tradizioni culturali;

9.   insiste sull'importanza di trovare una soluzione riguardo ai prodotti sensibili che rispetti pienamente i principi del ciclo di negoziati per lo sviluppo di Doha; chiede che venga individuata una soluzione efficace per quanto riguarda il cotone; sottolinea, a tale riguardo, che ogni sussidio collegato alle esportazioni di cotone nei paesi sviluppati deve essere eliminato entro il 2010 e chiede soprattutto agli Stati Uniti di seguire l'esempio dell'Unione europea nella riforma del proprio mercato del cotone;

Accesso al mercato per prodotti non agricoli (NAMA)

10.   chiede di accelerare per quanto possibile i negoziati dell'OMC sull'accesso al mercato per prodotti non agricoli (NAMA); ritiene che le barriere commerciali tra i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo, ma anche tra i paesi in via di sviluppo, costituiscano un ostacolo allo sviluppo sostenibile; ritiene che, nell'interesse di una progressiva apertura dei mercati sud-sud, sia indispensabile che i paesi più avanzati si assumano la responsabilità di aprire i propri mercati a favore dei PMS e che andrebbe ugualmente trattato il problema dell'erosione delle preferenze;

11.   insiste affinché la formula utilizzata per i negoziati NAMA rifletta pienamente il principio della "reciprocità non totale" e la situazione di paesi in via di sviluppo dove, in generale, elevate tariffe industriali determinano notevoli entrate di bilancio; sottolinea che la formula deve permettere l'adeguata protezione delle industrie nascenti, la promozione dell'industrializzazione e della diversificazione dell'economia, nonché il mantenimento dell'occupazione, segnatamente per i PMS;

12.   rileva che è di importanza strategica per tutti i partner commerciali, laddove giustificato, eliminare anche le loro barriere non tariffarie, in quanto esse ostacolano l'accesso al mercato e possono ostacolarlo ancora di più una volta diminuite ulteriormente le barriere tariffarie;

Servizi

13.   riconosce la necessità, per la Conferenza ministeriale di Hong Kong, di porre le basi di un accordo ambizioso sul commercio dei servizi, facilitando, da una parte, l'accesso al mercato per i fornitori di servizi dell'Unione europea e tutelando, dall'altra, la capacità di tutti i membri dell'OMC, in conformità degli accordi GATS, di regolamentare i propri settori dei servizi; ritiene che l'UE abbia un forte interesse ad espandere le opportunità di esportazione per i fornitori di servizi; ritiene altresíche occorra realizzare progressi sostanziali in questo campo, mantenendo tuttavia una riserva per quanto riguarda i servizi sanitari, educativi e audiovisivi;

14.   esorta i membri sviluppati ed emergenti dell'OMC a mostrare lo stesso livello di impegno dimostrato nell'offerta rivista dell'UE del gennaio 2005 e a presentare offerte commisurate; ritiene che, data l'assenza di progressi finora nei negoziati di Doha, andrebbe esaminata la possibilità di adottare approcci supplementari ai fini di una ulteriore apertura dei mercati dei servizi, con la dovuta considerazione per gli interessi dei PMS; chiede una maggiore trasparenza nei negoziati GATS;

Questioni collegate allo sviluppo

15.   ritiene fermamente che gli scambi commerciali, corredati di assistenza e alleviamento del debito, siano essenziali per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio 2015; chiede, pertanto, che alla Conferenza ministeriale di Hong Kong vengano conseguiti risultati concreti per quanto concerne gli aspetti del ciclo di Doha legati allo sviluppo; ritiene opportuno che l'applicazione di un trattamento speciale e differenziato formi parte integrante degli accordi dell'OMC;

16.   invita tutti i paesi industrializzati ad aprire i propri mercati, mediante accesso esente da dazi e contingenti per le merci dei PMS, come già avviene nell'Unione europea, in particolare come risultato dell'iniziativa "Tutto tranne le armi"; è pienamente favorevole all'idea di un "ciclo gratuito" per i paesi meno sviluppati e più vulnerabili; sottolinea che ciò costituirebbe uno stimolo importante per il commercio nord-sud;

17.   sottolinea che i PMS saranno in grado di sfruttare l'apertura dei mercati dei paesi più sviluppati solo se tali misure saranno accompagnate da un'assistenza tecnica collegata gli scambi commerciali;

18.   chiede un coerente strumento "di assistenza agli scambi commerciali" per i paesi in via di sviluppo che necessitano di assistenza per costruire la capacità necessaria a realizzare benefici dai miglioramenti in materia di accesso ai mercati e norme commerciali e anche a permettere loro di diversificare i loro prodotti di base, sostituire le risorse doganali con altre risorse fiscali e rispettare gli impegni assunti nel quadro dell'OMC;

19.   chiede che, come questione di emergenza, venga individuata una soluzione permanente, nel settore dei TRIM (misure riguardanti gli investimenti collegati al commercio) e degli ADPIC (diritti di proprietà intellettuale connessi al commercio), per garantire l'accesso ai medicinali di quei paesi che non dispongono di capacità produttiva e sono confrontati a problemi di salute pubblica;

Altre questioni

20.   chiede alla Conferenza ministeriale di Hong Kong di compiere progressi sostanziali in vari altri ambiti; sottolinea l'importanza dell'agevolazione del commercio per aumentare gli scambi di beni e servizi tra i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo; insiste sul chiarimento e lo snellimento significativo della burocrazia connessa alle procedure doganali;

21.   pone in evidenza l'importanza di risultati concreti concernenti la definizione di norme multilaterali più rigorose in materia di antidumping, sussidi e misure di compensazione, tenendo conto delle esigenze dei paesi in via di sviluppo e di quelli meno sviluppati; chiede che vengano realizzati progressi in materia di ADPIC e che vengano intraprese azioni contro la falsificazione e la pirateria; ritiene che il raggiungimento di questi obiettivi rafforzerà il sistema commerciale multilaterale;

22.   sottolinea l'importanza di tener conto delle questioni non commerciali come i problemi sociali, ambientali e culturali nel ciclo di negoziati di Doha; sottolinea che l'assenza di una discussione sull'occupazione e sulle questioni sociali nell'ambito dei negoziati commerciali potrebbe avere un impatto negativo sul sostegno dei cittadini degli Stati membri dell'OMC in merito ai progressi di Hong Kong;

23.   chiede che i negoziati sul commercio e l'ambiente conducano all'istituzione delle opportune metodologie per garantire che tutte le normative commerciali rispettino pienamente le misure commerciali contenute negli accordi ambientali multilaterali;

Riforma e trasparenza dell'OMC

24.   invita la Commissione a tenerlo pienamente informato, prima e durante la Conferenza ministeriale di Hong Kong e durante i negoziati, e ad impegnarsi in un dialogo regolare sugli elementi essenziali del mandato negoziale dell'Unione europea; ricorda il diritto acquisito alla fine dell'Uruguay Round di subordinare la conclusione dei risultati dei successivi cicli al parere conforme del Parlamento europeo;

25.   sottolinea l'importanza di mantenere il sostegno pubblico e politico a favore del sistema commerciale multilaterale dell'OMC; sottolinea l'urgente necessità di informazioni migliori per il pubblico e di una discussione sulla riforma dell'OMC;

26.   ribadisce l'assoluta necessità di una riforma dell'OMC, compreso un miglioramento delle procedure di negoziato, al fine di migliorare l'efficienza e la trasparenza e di raggiungere un livello di consenso tra i membri dell'Organizzazione; sottolinea, analogamente, l'importanza di riformare il sistema di composizione delle controversie dell'OMC;

o
o   o

27.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al Direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio.

(1) Testi approvati, P6_TA(2005)0182.
(2) GU C 112 E del 9.5.2002, pag. 321.
(3) GU C 74 E del 2.3.2004, pag. 861.


Diritti umani in Cambogia, Laos e Vietnam
PDF 133kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani in Cambogia, Laos e Vietnam
P6_TA(2005)0462RC-B6-0622/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la relazione annuale dell'UE sui diritti umani (2005),

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cambogia, il Laos e il Vietnam e, soprattutto, la sua risoluzione del 28 aprile 2005 sui diritti umani nel mondo (2004)(1),

–   visti gli accordi di cooperazione del 1997 tra la Comunità europea, da una parte, e il Regno di Cambogia e la Repubblica democratica popolare del Laos, dall'altra, e l'accordo di cooperazione del 1995 tra l'UE e la Repubblica socialista del Vietnam,

–   visti gli orientamenti generali dell'UE sui difensori dei diritti umani, approvati dal Consiglio europeo il 14 giugno 2004,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   riconoscendo i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni da questi tre paesi in materia di sviluppo economico e sostenendo i loro sforzi di impegnarsi in forum multilaterali con partner regionali e non regionali,

B.   sostenendo le azioni dell'Unione europea, dei suoi Stati membri e di altri membri della comunità internazionale in vista di coadiuvare i loro programmi governativi volti a ridurre la povertà,

C.   rammaricandosi che le riforme economiche e sociali non siano ancora integrate da adeguate riforme a livello politico e di diritti civili,

D.   compiacendosi per la tenuta delle prime riunioni, nel giugno 2005, dei gruppi di lavoro UE-Vietnam e UE-Laos sulla creazione di istituzioni, la riforma amministrativa, la governance e i diritti umani ma considerando altresì che la situazione dei diritti fondamentali resta tuttora una questione preoccupante,

Cambogia

E.   considerando che, il 3 febbraio 2005, l'Assemblea nazionale del Regno di Cambogia ha revocato l'immunità parlamentare a tre membri del Partito Sam Rainsy (SRP), precisamente il suo presidente Sam Rainsy, Chea Poch e Cheam Channy,

F.   considerando che Cheam Channy e il suo vice Khom Piseth sono stati giudicati da un tribunale militare benché il diritto nazionale cambogiano escluda che i civili possano essere tradotti davanti a tribunali militari,

G.   considerando che detto tribunale militare non ha rispettato i diritti della difesa e che Cheam Channy è stato condannato a sette anni di detenzione e, in seguito, privato del suo mandato parlamentare,

H.   considerando che la situazione delle donne in Cambogia è particolarmente preoccupante perché le donne subiscono discriminazioni e incontrano enormi difficoltà in diversi campi, come dichiarato nella sua risoluzione del 13 gennaio 2005 sulla tratta di donne e minori in Cambogia(2),

I.   considerando che la revoca dell'immunità parlamentare dei tre deputati dell'opposizione, i recenti arresti e la detenzione di giornalisti (Mam Sonando, direttore della stazione radio Beehive) e di insegnanti (Rong Chhun, presidente dell'Associazione indipendente degli insegnanti cambogiani) e le accuse formulate contro Chea Mony, presidente del Sindacato libero dei lavoratori, Men Nath, presidente dell'Associazione dei funzionari e Ea Channa, membro del Movimento studentesco per la democrazia, sono fattori sintomatici di un deterioramento generale per quanto riguarda il rispetto delle libertà civili in Cambogia nonché della repressione degli oppositori politici,

J.   considerando che esistono dubbi quanto all'indipendenza e all'imparzialità del sistema giudiziario cambogiano e, di conseguenza, sulla sua capacità di condurre processi contro i leader dei Khmer Rossi nel quadro del tribunale appositamente costituito, senza interferenze politiche,

Laos

K.   considerando che le autorità della Repubblica democratica popolare del Laos, nonostante le forti rimostranze dell'Unione europea, di organizzazioni internazionali e di altri membri della comunità internazionale, continuano ad adottare misure che limitano la libertà di espressione, la libertà di stampa, la libertà di associazione, di riunione e religione,

L.   considerando che i mass media internazionali e le organizzazioni dei diritti umani continuano a riportare abusi contro la popolazione Lao-Hmong, la cui situazione umanitaria resta drammatica,

M.   considerando che i principali leader del Movimento pacifista del 26 ottobre 1999, che hanno chiesto riforme democratiche - Thongpraseuth Keuakoun, Seng-Aloun Phengphanh, Bouavanh Chanmanivong e Keochay - sono tuttora incarcerati, e che un altro dei suoi leader, Khamphouvieng Sisa-At, è deceduto in prigione in seguito a maltrattamenti e privazioni,

N.   considerando che è stato negato il libero accesso al territorio laotiano agli osservatori stranieri, in particolare a quelli di Amnesty International,

Vietnam

O.   accogliendo favorevolmente l'adozione da parte del Vietnam, nel giugno 2005, di un piano direttore e d'azione per lo sviluppo delle relazioni UE-Vietnam in vista del 2010, nonché la sempre maggiore apertura del governo quanto alla discussione delle questioni afferenti i diritti umani,

P.   riconoscendo gli effettivi progressi realizzati dalla Repubblica socialista del Vietnam a livello di diritti economici e sociali, illustrati dagli indicatori sociali e dall'indice di sviluppo umano del PNUS,

Q.   considerando che le autorità vietnamite impongono tuttora restrizioni alla libertà di espressione e alla libertà di stampa, in particolare con la creazione di un corpo di ciberpolizia nel 2004 e con l'incarcerazione di ciberdissidenti come Nguyen Dan Que, Pham Hong Son, Nguyen Vu Binh e Nguyen Khac Toan con l'accusa di spionaggio semplicemente per aver fatto circolare informazioni su Internet,

R.   considerando che le minoranze indigene degli altopiani (centrale e settentrionale), in particolare i Montagnard, sono vittime di discriminazioni e di misure quali la confisca di terre ancestrali e la repressione religiosa,

S.   considerando che, dal 1975, la Chiesa buddista unificata del Vietnam (UBCV) è stata oggetto di persecuzioni sistematiche a causa del suo impegno a favore della libertà religiosa, dei diritti umani e della riforma democratica; considerando che è stata proscritta dal 1981, che i suoi beni sono stati confiscati, che le sue scuole, università, istituzioni sociali e culturali sono state distrutte e che Thich Huyen Quang, patriarca dell'UBCV e il suo vice Thich Quang Do sono stati detenuti arbitrariamente per quasi 25 anni,

T.   considerando che i membri dei comitati locali dell'UBCV, istituiti nel 2005 in nove province del Vietnam centrale e meridionale, sono stati sistematicamente perseguitati dalla polizia per aver fornito aiuto alla popolazione di queste province povere, e considerando che Thich Vien Phuong, monaco dell'UBCV, è stato condannato a pagare una multa equivalente a 43 mesi del salario di base per il semplice fatto di aver filmato un appello a favore dei diritti umani e della democrazia in Vietnam, inviato da Thich Quang Do alla commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite nell'aprile 2005,

U.   prendendo atto della testimonianza del monaco buddista Thich Thien Minh, che recentemente è uscito da un campo di rieducazione dopo 26 anni di detenzione, sulle terribili condizioni a cui sono sottoposti i prigionieri nel campo Z30A a Xuan Loc, in particolare i preti cattolici romani Pham Minh Tri e Nguyen Duc Vinh, detenuti per più di 18 anni, e Ngo Quang Vinh, di 87 anni, membro della setta buddista Hoa Hao,

V.   considerando che, benché una nuova ordinanza sul credo e sulla religione sia stata promulgata nel 2004 per codificare tutti gli aspetti della vita religiosa, numerose restrizioni imposte alla Chiesa buddista unificata del Vietnam e alle chiese protestanti, compresa la Chiesa mennonita, sono tuttora in vigore,

W.   considerando che la commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite ha rivolto raccomandazioni (rif. CCPR/CO/75VNM del 26 luglio 2002) alle autorità vietnamite sulla Strategia di sviluppo del sistema giuridico, piano decennale in parte sovvenzionato da paesi donatori, tra i quali alcuni Stati membri,

Cambogia

1.   manifesta il suo appoggio al Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo in Cambogia e insiste che venga istituito il più rapidamente possibile il Tribunale indipendente sui Khmer Rossi, come concordato con l'ONU nel giugno 2003;

2.   invita le autorità cambogiane a:

   rilasciare immediatamente e senza condizioni Cheam Channy, a conferirgli nuovamente il suo mandato parlamentare e a ripristinare l'immunità parlamentare di Sam Rainsy e dei due altri rappresentanti del suo partito, come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 10 marzo 2005 sulla Cambogia(3), e dall'Unione interparlamentare nella sua risoluzione del 19 ottobre 2005;
   impegnarsi in riforme politiche ed istituzionali in vista di instaurare uno Stato democratico retto dallo Stato di diritto e fondato sul rispetto delle libertà fondamentali;
   mostrare la propria volontà di combattere efficacemente i flagelli endemici della corruzione, della deforestazione massiccia risultante nello sfollamento di persone e dell'industria del turismo sessuale, rifiutare la cultura corrente dell'impunità e tradurre in giustizia tutte le persone implicate in tali attività;

3.   invita il Consiglio e la Commissione a istituire un gruppo di lavoro sulla creazione di istituzioni, la riforma amministrativa, la governance e i diritti umani e a riferirne i risultati al Parlamento europeo;

4.   suggerisce, tra l'altro, che una delegazione ad hoc del Parlamento europeo si rechi in Cambogia il più rapidamente possibile per valutare la situazione dei parlamentari, dei rappresentanti dei mass media e dei leader sindacali incarcerati nel paese e per porre fine alla detenzione di tutti i prigionieri politici;

Laos

5.   invita le autorità laotiane a:

   rilasciare tutti i prigionieri politici e di coscienza, compresi i leader del Movimento del 26 ottobre 1999, i cristiani detenuti per non aver abiurato la propria fede, i Hmong e, in particolare, Thao Moua e Pa Phue Khang, guide impiegate da giornalisti europei in visita e arrestate nel 2003;
   elaborare ed attuare al più presto tutte le riforme necessarie per la democratizzazione del paese, per garantire la pacifica espressione dell'opposizione politica e per assicurare la celere organizzazione di elezioni multipartitiche sotto il monitoraggio internazionale al fine della riconciliazione nazionale;
   attuare programmi che consentano di integrare la popolazione Lao-Hmong e altre minoranze etniche e religiose nella società laotiana, preservando al contempo i loro diritti sociali e politici in modo da migliorare urgentemente i loro diritti umani e le loro condizioni di vita;
   permettere alle agenzie specializzate dell'ONU e a rappresentanti delle organizzazioni umanitarie un accesso senza restrizioni affinché possano rendere visita ai prigionieri politici, alla popolazione Hmong e a tutte le minoranze etniche e religiose nel Laos;
   ratificare senza indugio il Patto internazionale sui diritti civili e politici;

6.   invita la Commissione a monitorare molto attentamente la situazione della comunità Lao-Hmong e i programmi governativi destinati alle minoranze etniche;

Vietnam

7.   invita le autorità vietnamite a:

   perseguire, nella ricorrenza del 30° anniversario della fine della guerra del Vietnam, un dialogo autentico che coinvolga tutti gli strati della popolazione nello sviluppo economico, sociale, intellettuale e politico del Vietnam;
   intraprendere riforme politiche e istituzionali che portino alla democrazia e allo Stato di diritto, iniziando con l'autorizzare un sistema multipartitico e con il garantire a tutte le correnti di opinione il diritto di esprimere i loro punti di vista;
   applicare la Strategia di sviluppo del sistema giuridico in conformità delle raccomandazioni della commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU e delle disposizioni del Patto internazionale sui diritti civili e politici;
   porre fine a tutte le forme di repressione dei membri della Chiesa buddista unificata del Vietnam e riconoscere ufficialmente l'esistenza della stessa e di tutte le altre chiese non riconosciute nel paese;
   rilasciare tutti i prigionieri politici e di coscienza vietnamiti detenuti per aver esercitato legittimamente e pacificamente i propri diritti alla libertà di opinione, di espressione, di stampa e di religione, in particolare Thich Huyen Quang e Thich Quang Do, considerati dalle Nazioni Unite vittime di detenzione arbitraria(4);
   garantire il pieno godimento dei diritti fondamentali racchiusi nella Costituzione vietnamita e nel Patto internazionale sui diritti civili e politici, in particolare autorizzando la creazione di una stampa autenticamente libera;
   assicurare il rimpatrio sicuro, nel quadro dell'accordo Cambogia-Vietnam-Alto Commissariato ONU per i rifugiati, dei Montagnard fuggiti dal Vietnam, e autorizzare l'adeguato monitoraggio della situazione dei rimpatriati da parte dell'UNHCR e delle ONG internazionali;

In generale

8.   appoggia i progetti, che saranno finanziati dalla Commissione, volti a promuovere lo sviluppo del giornalismo e a sostenere i programmi di costruzione di capacità in seno all'Assemblea nazionale laotiana nonché le attività, in Vietnam, che emergono dal gruppo di lavoro sulla creazione di istituzioni, la riforma amministrativa, la governance e i diritti umani;

9.   chiede al Consiglio e alla Commissione di essere pienamente associato all'attività dei gruppi di lavoro UE-Vietnam e UE-Laos sulla creazione di istituzioni, la riforma amministrativa, la governance e i diritti umani;

10.   invita il Consiglio e la Commissione a procedere a una valutazione dettagliata delle politiche condotte in Cambogia, Laos e Vietnam successivamente alla sottoscrizione degli accordi di associazione e di cooperazione, accordando la debita attenzione all'articolo 1 di detti accordi, che reitera che il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali è un elemento essenziale degli accordi, e a informarlo sui risultati;

o
o   o

11.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite nonché ai governi e ai parlamenti del Laos, del Vietnam e della Cambogia.

(1) Testi approvati, P6_TA(2005)0150.
(2) GU C 247 E del 6.10.2005, pag. 161.
(3) Testi approvati, P6_TA(2005)0081.
(4) Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria, parere 18/2005 del 26 maggio 2005.


Tregua olimipica
PDF 110kWORD 35k
Risoluzione del Parlamento europeo sulla tregua olimpica durante i Giochi olimpici invernali a Torino nel 2006
P6_TA(2005)0463B6-0618/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 1° aprile 2004 sulla tregua olimpica(1),

–   vista la risoluzione approvata all'unanimità dalle Nazioni Unite nel 2003 dal titolo "Per costruire un mondo pacifico e migliore grazie allo sport e all'ideale olimpico",

–   visto l'appello lanciato nella Dichiarazione del Millennio affinché sia rispettata la tregua olimpica,

–   vista la dichiarazione resa congiuntamente nel luglio 2005 dal Comitato internazionale olimpico (CIO), dal comitato organizzativo dei Giochi olimpici invernali a Torino e dalle autorità italiane a favore della tregua olimpica, della sicurezza dei Giochi e di un ampio programma di eventi volti a consentire ai cittadini del mondo intero di meditare sulla tregua olimpica e di promuoverne i valori,

–   visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che i XX Giochi olimpici e paraolimpici invernali si svolgeranno in Europa, a Torino, dal 10 al 26 febbraio 2006,

B.   considerando che l'idea della tregua olimpica (ekecheiria) risale ad un'antica tradizione ellenica, precisamente la cessazione di ogni ostilità durante il periodo dei Giochi olimpici,

C.   considerando che nella nostra epoca la tregua olimpica esprime la volontà dell'umanità di costruire un mondo basato sui principi della competizione leale, dell'umanismo, della fraternità e della tolleranza e costituisce pertanto il ponte tra l'antica tradizione e le grandi sfide del mondo contemporaneo, ossia preservare la pace globale, il dialogo tra le diverse culture, la comprensione e la cooperazione tra i popoli,

D.   considerando che la tregua olimpica è simbolizzata dalla colomba della pace sullo sfondo della tradizionale fiamma olimpica, in cui la colomba rappresenta uno degli ideali del movimento olimpico (utilizzare lo sport per costruire un mondo pacifico e migliore) e la fiamma simbolizza il calore che lo spirito olimpico diffonde in tutto il mondo,

E.   considerando che i Giochi olimpici, i Giochi olimpici invernali e i Giochi paraolimpici, avendo i giovani come pionieri, hanno lo scopo di assicurare la continuità dell'ideale atletico, che essi riflettono lo spirito del patrimonio costituito dalla nostra cultura e dalla nostra civiltà e che la tregua è un modello di rispetto dell'ideale della coesistenza pacifica tra i popoli,

1.   plaude al gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sullo sport al servizio dello sviluppo e della pace, che con il suo lavoro concreto nel mondo intero illustra gli ideali della tregua olimpica;

2.   si compiace dei tentativi fatti dalle Nazioni Unite per ottenere un cessate il fuoco nelle regioni in guerra ed esorta le parti in causa a rispettare una tregua durante l'intero periodo dei Giochi olimpici;

3.   esorta la Commissione a mettere in maggiore risalto il potenziale dello sport nel suo lavoro per lo sviluppo e il mantenimento della pace nonché nella realizzazione degli obiettivi del Millennio;

4.   plaude all'azione della Fondazione internazionale della tregua olimpica e ritiene che l'Unione europea dovrebbe parteciparvi attivamente;

5.   chiede al Consiglio di sollecitare tutti gli Stati membri, i paesi in via di adesione, i paesi candidati e i paesi vicini, nonché tutti i paesi partecipanti ai Giochi olimpici e paraolimpici invernali a Torino a rispettare la tregua olimpica durante i Giochi stessi e a prolungarla anche successivamente;

6.   sollecita il Consiglio e la Commissione a sostenere il CIO nei suoi sforzi volti a promuovere la pace e la concordia tramite lo sport;

7.   ricorda al Consiglio il suo impegno a riconsiderare la questione ogni due anni e a riaffermare il suo sostegno alla tregua olimpica per i Giochi olimpici e paraolimpici a Torino nel 2006;

8.   invita il Consiglio e la Commissione a contribuire al rispetto della tregua durante la durata dei Giochi olimpici invernali a Torino organizzando una manifestazione speciale, che potrebbe svolgersi al Parlamento europeo;

9.   si impegna a fare il possibile per garantire il rispetto della tregua olimpica e far regnare la pace nel mondo;

10.   invita il Consiglio e la Commissione a inviare rappresentanti a Torino alle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi olimpici invernali del 2006;

11.   invita il Consiglio e la Commissione a indurre il CIO e il comitato organizzatore dei giochi di Torino ad accettare che il vessillo dell'Unione europea figuri apertamente sulla segnaletica installata dalla città organizzatrice in occasione dei giochi e sia presente anche negli impianti sportivi in cui si svolgeranno le gare;

12.   ritiene che la tregua olimpica sia più di un appello a una breve sospensione delle ostilità e in tale ottica si compiace delle iniziative educative e interconfessionali a Torino, Gerusalemme e Sarajevo;

13.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e dei paesi partecipanti ai Giochi olimpici e paraolimpici invernali di Torino, nonché al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Comitato olimpico internazionale.

(1) GU C 103 E del 29.4.2004, pag. 816.


Sviluppo e sport
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Risoluzione del Parlamento europeo sullo sviluppo e lo sport
P6_TA(2005)0464B6-0633/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la risoluzione 58/5 adottata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 novembre 2003 intitolata "Lo sport quale strumento per promuovere l'istruzione, la salute, lo sviluppo e la pace",

–   vista la Convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia del 1989,

–   vista la Dichiarazione di Magglingen del 18 febbraio 2003, elaborata dalla conferenza internazionale su sport e sviluppo,

–   vista la relazione sulla conferenza "Next step", che ha avuto luogo il 13 e 14 novembre 2003 ad Amsterdam,

–   visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che il 2005 è l'anno internazionale dello sport e dell'educazione fisica delle Nazioni Unite,

B.   considerando che uno degli obiettivi dell'anno internazionale è quello di creare le condizioni giuste per programmi e progetti di sviluppo che siano maggiormente basati sullo sport,

C.   considerando che i progetti nel campo dell'educazione fisica e dello sport possono aiutare a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio, in particolare per quanto riguarda tematiche come la salute, l'istruzione, la mobilitazione sociale, l'uguaglianza di genere, l'ambiente e la pace tra i popoli,

D.   considerando che lo sport può svolgere un ruolo positivo nell'integrazione e nella coesione sociale, nel dialogo interculturale, nella sensibilizzazione ambientale, nell'integrazione dei bambini in situazioni postbelliche, ad esempio dei bambini soldato,

E.   considerando che i progetti sportivi nel quadro dello sviluppo sono progetti a basso costo ed impatto elevato,

F.   considerando che, secondo la Convenzione sui diritti dell'infanzia, i bambini hanno il diritto di giocare,

G.   considerando che 60 milioni di persone disabili vivono nei paesi in via di sviluppo e che nei paesi in via di sviluppo gli interessi le preoccupazioni di queste persone sono spesso affrontati in modo inadeguato,

H.   considerando che la relazione sullo sviluppo umano elaborata nel 1995 dall'UNDP affermava che uno sviluppo senza un impegno specifico per assicurare alle donne una partecipazione paritaria compromette il processo di sviluppo per tutti,

1.   accoglie favorevolmente l'anno internazionale dello sport e dell'educazione fisica proclamato dalle Nazioni Unite nel 2005, in quanto lo sport e l'educazione fisica costituiscono un metodo eccellente per promuovere l'istruzione, la salute, lo sviluppo e la pace, in particolare per i gruppi vulnerabili della società, come i bambini e i disabili;

2.   mette in evidenza la significativa funzione educativa e sociale dello sport e la sua importanza non solo per lo sviluppo fisico ma anche per la sua capacità di promuovere i valori sociali, come lo spirito di gruppo, la competizione leale, la cooperazione, la tolleranza e la solidarietà;

3.   riconosce il significato sociale delle organizzazioni sportive che, in quanto parte integrante della società civile, raccolgono gente di tutti i ceti sociali, indipendentemente dalla preparazione intellettuale e culturale, dal livello di base fino a quello di elite;

4.   sottolinea che è necessario sviluppare la disponibilità dello sport affinché lo sport sia efficace per lo sviluppo;

5.   sottolinea che i progetti sportivi possono essere uno strumento trasversale atto a creare delle capacità nel campo dell'istruzione, della salute in generale, della prevenzione dell'HIV/Aids e della costruzione della pace nonché a combattere l'esclusione sociale, la violenza, le disparità, il razzismo e la xenofobia;

6.   invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di sostenere programmi e progetti di sviluppo basati sullo sport, attraverso stanziamenti di bilancio mirati;

7.   invita la Commissione a promuovere uno studio sui risultati di progetti che sono stati realizzati da organizzazioni impegnate nello sviluppo e da organizzazioni sportive riguardanti lo sviluppo e lo sport, le potenzialità della politica in questo settore e il possibile ruolo dell'UE, degli Stati membri e/o delle ONG nello sviluppo e nello sport;

8.   invita la Commissione a predisporre programmi per aumentare la conoscenza e l'esperienza degli insegnanti di educazione fisica nel campo dello sviluppo attraverso lo sport;

9.   invita il Consiglio ad integrare esplicitamente lo sport e lo sviluppo nelle politiche nazionali dedicate alla riduzione della povertà e invita il Consiglio e la Commissione a cooperare con le organizzazioni sportive nazionali e internazionali per conseguire tali obiettivi;

10.   riconosce il pieno diritto delle donne di partecipare liberamente allo sport e incoraggia una maggiore partecipazione delle donne nel campo dello sport e dello sviluppo, definisce l'uguaglianza di genere come un obiettivo nello sport per le iniziative di sviluppo e sottolinea che la Conferenza mondiale sulle donne e lo sport ha consentito di compiere importanti progressi a livello mondiale in questo settore;

11.   incoraggia gli organismi sportivi nazionali e internazionali e le organizzazioni collegate allo sport ad elaborare ed attuare iniziative di partenariato e progetti di sviluppo compatibili con l'istruzione fornita a tutti i livelli di scolarizzazione per assicurare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio;

12.   chiede che sia fornita un'attenzione particolare all'accesso dei disabili alle attività sportive e a tutti gli aspetti della vita, data l'importanza ai fini della riabilitazione e dell'integrazione sociale di queste persone, ad esempio mobilitando gli operatori sanitari a livello locale e dotando gli enti locali dei mezzi necessari attraverso il potenziamento delle loro conoscenze specifiche e degli strumenti di sostegno;

13.   chiede una formazione per i giornalisti finalizzata ad eliminare la stereotipizzazione, la discriminazione e il razzismo nelle informazioni sportive;

14.   incoraggia gli organizzatori e gli sponsor delle manifestazioni sportive internazionali ad investire nelle comunità locali dei paesi in via di sviluppo;

15.   accoglie con favore il prossimo Vertice mondiale sull'educazione fisica che avrà luogo il 2 e 3 dicembre 2005 a Magglingen, Svizzera;

16.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio dei Ministri e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Unione africana. .


Orientamenti per l'approvazione della Commissione
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Risoluzione del Parlamento europeo sugli orientamenti per l'approvazione della Commissione (2005/2024(INI))
P6_TA(2005)0465A6-0179/2005

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 213 e 214 del trattato che istituisce la Comunità europea e l'articolo 126 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica(1),

–   visti gli articoli I-26, I-27, I-28, III-348 e III-350 del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa e la dichiarazione 7 sull'articolo 27 della Costituzione per l'Europa allegata all'Atto finale della Conferenza intergovernativa,

–   visto l'articolo 10 dell'Atto del 20 settembre 1976 relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto(2),

–   visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione del 26 maggio 2005(3),

–   vista la sua risoluzione del 18 novembre 2004 sull'approvazione della nuova Commissione(4),

–   visti l'articolo 45 e gli articoli 98 e 99 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A6-0179/2005)

considerando quanto segue:

A.   le audizioni parlamentari dei candidati alla Commissione, introdotte per la prima volta nel 1994 e successivamente sviluppate, hanno acquisito una legittimità che è pienamente riconosciuta non solo dal Parlamento e dalla Commissione, ma anche dal Consiglio e dagli Stati membri,

B.   la responsabilità democratica della Commissione è grandemente rafforzata da una procedura di approvazione parlamentare che è trasparente, equa e coerente e nella quale ogni candidato fornisce al Parlamento tutte le informazioni pertinenti,

C.   alla luce dell'esperienza acquisita e nella prospettiva di una futura riforma costituzionale, risulta ora opportuno riesaminare la procedura con la quale il Parlamento approva la Commissione,

1.   adotta i principi, i criteri e le disposizioni seguenti per sottoporre l'insieme del collegio della Commissione al voto di approvazione del Parlamento.

Criteri di valutazione

a) Il Parlamento valuta i commissari designati in base alla loro competenza generale, al loro impegno europeo e alle garanzie di indipendenza offerte. Valuta la conoscenza del portafoglio in questione e le capacità di comunicazione.

b) Il Parlamento tiene particolarmente conto dell'equilibrio di genere. Può esprimersi sulla distribuzione dei portafogli da parte del Presidente eletto.

c) Il Parlamento ha facoltà di chiedere ogni informazione concernente le attitudini dei candidati che sia pertinente per la sua decisione e si attende un'informazione esaustiva per quanto concerne gli interessi finanziari.

Audizioni

d) Ogni commissario designato è invitato a comparire di fronte alla o alle commissioni parlamentari competenti per un'audizione unica della durata di tre ore. Le audizioni sono pubbliche.

e) Le audizioni sono organizzate congiuntamente dalla Conferenza dei presidenti e dalla Conferenza dei presidenti di commissione. In caso di competenze miste sono prese opportune disposizioni per associare le commissioni interessate.

Possono presentarsi tre casi:

- il portafoglio del Commissario designato corrisponde alle competenze di un'unica commissione parlamentare; in questo caso, il Commissario designato viene sentito dinanzi a questa sola commissione;

- il portafoglio del Commissario designato corrisponde, in proporzioni simili, alle competenze di varie commissioni parlamentari; in questo caso, il Commissario designato è sentito congiuntamente da queste commissioni;

- il portafoglio del Commissario designato corrisponde in larga parte alle competenze di una commissione parlamentare e, in modo marginale, a quelle di un'altra o di varie altre commissioni parlamentari; in questo caso, il Commissario designato è sentito dalla commissione principalmente competente, che invita l'altra o le altre commissioni a partecipare all'audizione.

Il Presidente eletto della Commissione è pienamente consultato sulle modalità.

f) Le commissioni parlamentari sottopongono domande scritte ai commissari designati in tempo utile prima delle audizioni. Il numero delle domande scritte di fondo è limitato a cinque per commissione parlamentare competente.

g) Le audizioni si svolgono in circostanze e condizioni tali da assicurare ai commissari designati possibilità identiche ed eque di presentarsi e di esporre le loro opinioni.

h) I commissari designati sono invitati a formulare una dichiarazione orale di apertura di durata non superiore a venti minuti. La gestione delle audizioni dovrebbe mirare a sviluppare un dialogo politico pluralistico tra il commissario designato e i deputati del Parlamento. Prima della fine dell'audizione si dovrebbe consentire ai commissari designati di formulare una breve dichiarazione conclusiva.

Valutazione

i) Una registrazione video delle audizioni, corredata di indice, dovrebbe essere messa a disposizione del pubblico entro ventiquattro ore.

j) Dopo l'audizione le commissioni dovrebbero riunirsi senza indugi per procedere alla valutazione dei singoli commissari designati. Le riunioni si tengono a porte chiuse. Le commissioni sono invitate a dichiarare se i commissari designati sono idonei a far parte del collegio e a svolgere le specifiche funzioni per le quali sono stati designati. Se una commissione non riesce a pervenire a un consenso su tali due punti, il suo presidente, come ultima soluzione, pone in votazione le due decisioni. Le dichiarazioni di valutazione sono rese pubbliche e presentate nel corso di una riunione comune della Conferenza dei presidenti e della Conferenza dei presidenti di commissione, che si tiene a porte chiuse. Dopo uno scambio di opinioni, la Conferenza dei presidenti e la Conferenza dei presidenti di commissione dichiarano chiuse le audizioni, salvo che decidano di chiedere ulteriori informazioni.

k) Il Presidente eletto della Commissione presenta in Aula il collegio dei commissari al completo. La presentazione è seguita da un dibattito, a conclusione del quale qualunque gruppo politico o almeno trentasette deputati possono presentare una proposta di risoluzione. Dopo il voto sulla proposta di risoluzione, il Parlamento vota sull'opportunità o meno di deliberare l'approvazione collettiva del Presidente e degli altri membri della Commissione. Il Parlamento si pronunzia a maggioranza dei voti espressi e per appello nominale, e può aggiornare la votazione alla seduta successiva;

2. adotta le seguenti disposizioni in caso di mutamento, nel corso del mandato, della composizione della Commissione o della distribuzione delle competenze:

a) in caso di vacanza per dimissioni volontarie o d'ufficio ovvero di decesso, il Parlamento invita senza indugio il candidato commissario a partecipare ad un'audizione alle condizioni definite al paragrafo 1;

b) in caso di adesione di un nuovo Stato membro, il Parlamento invita il commissario designato a partecipare a un'audizione alle condizioni definite al paragrafo 1;

c) in caso di rimpasto sostanziale delle competenze, i commissari interessati sono invitati a comparire di fronte alle commissioni parlamentari competenti prima di assumere il nuovo incarico;

3.   al fine di agevolare la preparazione del processo di approvazione della Commissione, invita il Consiglio ad anticipare il periodo delle prossime elezioni del Parlamento europeo dal mese di giugno al mese di maggio 2009;

4.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla commissione competente per il regolamento nella prospettiva di proporre gli emendamenti necessari al regolamento tempestivamente e prima delle prossime elezioni parlamentari;

5.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio europeo e al Consiglio.

(1) Modificati dall'articolo 4 del Protocollo sull'allargamento del trattato di Nizza, quale modificato dall'articolo 45 dell'Atto di adesione del 2003.
(2) GU L 278 dell'8.10.1976, pag. 5. Atto modificato dalla decisione 2002/772/CE, Euratom del Consiglio (GU L 283 del 21.10.2002, pag. 1).
(3) Testi approvati, P6_TA(2005)0194, Allegato.
(4) GU C 201 E del 18.8.2005, pag. 113.


Applicazione delle regole di concorrenza ai trasporti marittimi
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Risoluzione del Parlamento europeo sulle modalità di applicazione delle regole europee di concorrenza ai trasporti marittimi (2005/2033(INI))
P6_TA(2005)0466A6-0314/2005

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 80, 81, 82, 83, 85 e 86 del trattato CE,

–   visto il Libro bianco sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86 relativo all'applicazione delle regole di concorrenza ai trasporti marittimi (COM(2004)0675),

–   visto il Libro bianco "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte" (COM(2001)0370),

–   viste le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 in base alle quali la Commissione è invitata a "accelerare la liberalizzazione in settori quali gas, energia elettrica, acqua, servizi postali e trasporti",

–   visto il regolamento (CEE) n. 954/79 del Consiglio(1) che contiene un quadro per l'applicazione del codice di comportamento per le conferenze marittime, affinché sia compatibile con il trattato CE,

–   visto il regolamento (CEE) n. 4056/86 del Consiglio del 22 dicembre 1986 che determina le modalità di applicazione degli articoli 85 e 86 ( attualmente articoli 81 e 82) del trattato ai trasporti marittimi(2),

–   visto il regolamento (CEE) n. 3577/92 del Consiglio del 7 dicembre 1992 concernente l'applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi fra Stati membri (cabotaggio marittimo)(3),

–   visto il regolamento (CE) n. 823/2000 della Commissione, del 19 aprile 2000, relativo all'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3 del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi)(4),

–   visto il regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato(5),

–   visto il documento di lavoro della Commissione del 13 luglio 2005 sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86,

–   vista la relazione finale "Studio sull'assistenza economica alle compagnie di trasporto marittimo" del Consulente ICF per conto della DG Trasporti ed energia della Commissione, pubblicato nel maggio 2005,

   visto lo studio "L'applicazione delle regole di concorrenza ai trasporti marittimi di linea" effettuato dal consulente Global Insight per conto della Direzione generale Concorrenza della Commissione e pubblicato l'8 novembre 2005,

–   visto il documento di consultazione della Commissione del 27 marzo 2003 sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86,

–   visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo(6) e del Comitato delle regioni(7)sul Libro bianco sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86,

–   visto il codice di comportamento delle conferenze marittime adottato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, 1974,

–   vista la relazione della segreteria dell'OCSE sulla "Politica di concorrenza tra le compagnie di trasporto marittimo di linea" del 16 aprile 2002,

–   vista la lettera dell'European Liner Affair's Association (ELAA) intitolata "Proposta per una nuova struttura regolamentare" del 6 agosto 2004 sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86,

–   vista la relazione dell'Università Erasmus di Rotterdam del 12 novembre 2003 per quanto concerne il contributo dato in sede di elaborazione di commenti formulati al documento di consultazione della Commissione sulla revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0314/2005),

A.   considerando che la marina mercantile europea costituisce un settore in continuo sviluppo che opera in un mercato particolarmente globalizzato e concorrenziale attraverso nuove forme di cooperazione, con fusioni e alleanze che alterano di continuo i dati e le condizioni del mercato dei trasporti marittimi e che si tende verso concentrazioni in determinate grandi compagnie di navigazione,

B.   considerando che il trasporto marittimo ha a tutt'oggi in due grandi categorie: a) il mercato liner, vale a dire i servizi di linea, e b) i servizi di trasporto con navi da carico non regolari (international tramp vessel services), vale a dire le tratte non programmate, la prima delle quali è stata organizzata, sin dal 1875, nel sistema delle conferenze marittime e la seconda realizzata in modo non programmato, laddove i noli sono oggetto di libera trattativa a seconda dell'offerta e della domanda,

C.   rilevando che con il codice di comportamento delle conferenze marittime adottato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo è stato riconosciuto il ruolo stabilizzatore delle conferenze,

D.   considerando che con il regolamento (CEE) n. 4056/86 è stata adottata un'esenzione delle conferenze dalle regole della politica di concorrenza (articoli 81 e 82 del trattato), ma sono stati consentiti i liberi scambi, il che significa che, pur salvaguardando la concorrenza sostanziale da terzi (outsiders), i servizi di trasporto con navi da carico non regolari, come pure i servizi di cabotaggio (trasporti marittimi interni effettuati esclusivamente tra porti dello stesso Stato membro) sono esentati dall'applicazione delle regole comunitarie di concorrenza (regolamento (CE) n. 1/2003),

E.   sottolineando che già stanno apparendo altre forme di cooperazione, come le pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea, i consorzi, per le quali è prevista altresì un'esenzione per categoria (regolamento (CE) n. 823/2000, modificato tra l'altro dal regolamento (CE) n. 611/2005(8)), il cui campo di applicazione è differente, poiché il regolamento non consente la fissazione di tassi di riferimento,

F.   sottolineando che l'esenzione esistente da diciannove anni circa per le conferenze marittime ha svolto un ruolo regolatore importante ai fini dell'evoluzione del commercio internazionale e che parallelamente l'attuale sistema delle conferenze appare molto più "liberale" rispetto al passato, giacché salvaguarda al contempo i vantaggi della fornitura di servizi regolari affidabili competitivi,

G.   sottolineando che nel periodo (1997-2004) il volume del commercio internazionale effettuato attraverso trasporti regolari organizzati in conferenze aveva registrato una considerevole crescita quanto ai grandi sistemi di conferenze, come pure un importante aumento (pur con alcuni alti e bassi) rispetto ai piccoli sistemi,

H.   sottolineando che per quanto riguarda la revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86 la Commissione è giunta alla conclusione che:

   a) non si giustifica più un'esenzione delle conferenze per i servizi marittimi regolari,
   b) per i servizi di trasporto con navi da carico non regolari e i servizi di trasporti marittimi interni, non si giustifica l'esigenza di esonerarli dall'applicazione delle regole di concorrenza,
   c) non si ritiene indispensabile mantenere in vigore disposizioni per gli accordi tecnici e i conflitti di norme di diritto, anzi se ne propone la soppressione,
   I. considerando che l'integralità delle parti interessate è schierata a favore della revisione del sistema esistente in previsione della stabilità dei prezzi, della fornitura di servizi efficaci e di qualità e del mantenimento della competitività delle imprese di trasporto marittimo di linea nonché delle piccole e medie imprese marittime;

J.   considerando che è stato realizzato uno studio del consulente Global Insight sull'iniziativa della Commissione, al fine di valutare le conseguenze dell'esenzione del settore per conferenze di compagnie marittime di cui al regolamento (CEE) n. 4056/86 da sostituire con la proposta ELAA,

In generale

1.   invita la Commissione e tutte le parti interessate a comprendere che la revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86 dovrà avere come finalità quella di formare una marina mercantile europea vitale e competitiva nell'ambito della strategia di Lisbona conformemente alla strategia della politica dei trasporti delineata nel Libro bianco e nei programmi Marco Polo I e Marco Polo II, e che ciò è necessario in particolare tenuto conto della comparsa di nuove potenze marittime, quali la Cina, la Corea del Sud e Taiwan;

2.   invita la Commissione a prendere in seria considerazione le ricadute di un eventuale sistema alternativo sull'insieme del settore dei trasporti marittimi, vale a dire di quanti fanno parte o meno delle conferenze marittime, come pure dei loro competitori (enti indipendenti), dei loro clienti spedizionieri e dei consumatori finali;

3.   rileva che le conclusioni dello studio del consulente Global Insight non forniscono una solida base per abrogare l'esenzione per categoria per le conferenze marittime, dato che le lacune evidenziate dai precedenti studi in materia di campo di applicazione e di dati non sono state veramente affrontate neanche da quest'ultimo studio; invita la Commissione a tenerne conto nella sua nuova proposta e a discuterne con le parti interessate, con il Parlamento europeo ed il Consiglio;

4.   invita la Commissione a tener conto, in caso di revisione del regolamento (CEE) n. 4056/86, dei sistemi giuridici e di funzionamento in vigore in altri paesi (USA, Australia, Giappone, Canada), in quanto un allineamento scorretto del sistema europeo in relazione a questi sistemi potrebbe scatenare tendenze destabilizzatrici di carattere socioeconomico su scala mondiale e tradursi in misure protezionistiche;

5.   sottolinea la probabilità di conseguenze negative derivanti da un generale cambiamento del sistema non tanto per le grandi compagnie marittime di trasporto merci, quanto principalmente per quelle di dimensioni medie e piccole e nota che non esistono dati che inducono a concludere che l'eventuale soppressione delle conferenze marittime porterebbe a un crollo dei prezzi;

6.   rileva che la piena liberalizzazione con soppressione delle esenzioni delle conferenze marittime di cui al regolamento (CEE) n. 4056/86 impone analoghi cambiamenti nel regolamento (CE) n. 823/2000, quale modificato dal regolamento (CE) n. 611/2005, che prevede un'esenzione per categoria per le pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea;

7.   sottolinea che un'eventuale regolamentazione in questo settore dovrà tener conto della natura di regioni con speciali vincoli come quelle descritte all'articolo 299, paragrafo 2 del trattato, che dipendono dal mantenimento di servizi con caratteristiche speciali;

8.   sottolinea, purché siano conformi al diritto comunitario in materia di concorrenza, l'importanza delle sempre più numerose forme di cooperazione, quali gli accordi quadro, che consentono ai trasportatori, siano essi membri di conferenze o meno, di coordinare agevolmente il loro comportamento concorrenziale sul mercato per quanto riguarda tassi di nolo e le altre condizioni di fornitura di servizi;

Conferenze marittime

9.   perviene alla conclusione che, sulla base della giurisprudenza del Tribunale delle Comunità europee (cause riunite T-191/98, T-212/98 a 214/98, Atlantic Container Line AB e a./Commissione(9), "causa TACA") secondo cui la gestione dell'offerta di navi è permessa solo nell'eventualità in cui non crei una domanda artificiale in una con aumenti di noli, il potere delle conferenze di stabilire l'entità dei noli è considerevolmente limitato, una volta che si siano adempiuti, sia pur parzialmente, i quattro criteri cumulati di cui all'articolo 81, paragrafo 3 del trattato;

10.   sottolinea che il regolamento (CEE) n. 4056/86, pur approvando il sistema delle conferenze chiuse, autorizza anche le transazioni libere, il che significa che fondamentalmente la concorrenza di terzi è assicurata e che le conferenze marittime non sono autorizzate a praticare altre restrizioni alla concorrenza;

11.   appoggia l'intenzione della Commissione di procedere alla revisione - e non all'abrogazione - del regolamento (CEE) n. 4056/86, onde provvedere alla sua compatibilità con le regole di concorrenza, in particolare escludendo la possibilità della fissazione diretta dei noli, autorizzando invece la fissazione di un tasso di riferimento tramite conferenze o di un indice dei prezzi nel contesto di un sistema di sostituzione, in conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia, nonché provvedendo a che i diritti accessori del nolo e le spese connesse siano calcolati in modo trasparente e in seguito a dialogo con gli spedizionieri, e sottolinea che qualsiasi revisione deve garantire la stabilità dei noli, l'elevata qualità dei servizi e la sana concorrenza per le imprese di ogni dimensione;

12.   è del parere che la proposta ELAA contenga spunti interessanti tra cui segnatamente la determinazione di un indice dei prezzi e la creazione di organi di dibattito aperti ai trasportatori, agli spedizionieri e agli altri operatori del settore, di cui si dovrebbe tenere conto in modo compatibile con le regole della concorrenza in proposte della Commissione per un regolamento modificativo e che questo debba essere in vigore per un periodo limitato di cinque anni, per poi procedere ad una valutazione; ritiene che la Commissione dovrebbe completare tali punti con le condizioni fissate all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato;

13.   ritiene che, a prescindere dalla soluzione adottata, si debba prevedere un periodo transitorio onde consentire a tutti gli operatori (trasportatori, spedizionieri e altri operatori del settore) di adattarsi al nuovo contesto normativo;

14.   invita la Commissione, entro le sue competenze e sulla base di imprese ai sensi del Codice di condotta per le conferenze delle linee marittime a discutere con le altre parti in causa prima di proporre modifiche o di abrogare il regolamento (CEE) n. 4056/86; ritiene che tali discussioni dovrebbero tendere a trovare il migliore metodo di adattamento degli Stati membri (che hanno ancora impegni bilaterali in base al Codice di condotta) al nuovo statuto giuridico al fine di evitare conseguenze negative;

Servizi di trasporto marittimo con navi da carico non regolari e servizi di cabotaggio

15.   rileva che il settore dei servizi di trasporto con navi da carico non regolari continua ad essere nella sua stragrande maggioranza non regolamentato e che funziona sulla base delle regole della sana concorrenza; sostiene la proposta della Commissione di far rientrare tali servizi nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1/2003;

16.   ritiene sia utile ai fini della certezza e trasparenza giuridica che la Commissione adotti in un unico procedimento linee direttrici quanto alla compatibilità degli accordi collettivi di cooperazione (bulk pools) come pure di servizi specializzati (specialized trades) con le regole di concorrenza, ma solo quando saranno pubblicate le proposte ed effettuate consultazioni con i settori interessati;

17.   rileva che il settore dei servizi di cabotaggio è già stato liberalizzato in base al regolamento (CEE) n. 3577/92; reputa che, poiché tali servizi sono eseguiti tra porti dello stesso Stato membro, non sia interessato il commercio intracomunitario tra Stati membri (articoli 81 e 82 del trattato) e che di conseguenza non vi sia la necessità né l'obbligo giuridico di includere tale settore nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1/2003;

Accordi puramente tecnici

18.   invita la Commissione a non procedere alla presentazione di una proposta di soppressione dell'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 4056/86 sul valore giuridico degli accordi tecnici, poiché ritiene che un semplice quadro giuridico che disciplina gli accordi tecnici contribuirebbe alla certezza del diritto e ad orientare meglio i fornitori di servizi;

Conflitto di norme di diritto

19.   invita la Commissione a non procedere alla presentazione di una proposta di abrogazione dell'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 4056/86 che prevede l'effettuazione di consultazioni in caso di conflitti tra il diritto comunitario e il diritto di paesi terzi, stante in particolare l'intenzione della Commissione di procedere alla revisione del diritto della concorrenza in materia di trasporti marittimi;

o
o   o

20.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 121 del 17.5.1979, pag. 1.
(2) GU L 378 del 31.12.1986, pag. 4.
(3) GU L 364 del 12.12.1992, pag. 7.
(4) GU L 100 del 20.4.2000, pag. 24.
(5) GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.
(6) GU C 157 del 28.6.2005, pag. 130.
(7) GU C 231 del 20.9.2005, pag. 38.
(8) Regolamento (CE) n. 611/2005 della Commissione, del 20 aprile 2005, recante modifica del regolamento (CE) n. 823/2000 relativo all'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate fra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi) (GU L 101 del 21.4.2005, pag. 10).
(9) Racc. 2003, pag. II-3275.


Comunicazioni elettroniche
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Risoluzione del Parlamento europeo sulla regolamentazione e i mercati europei delle comunicazioni elettroniche, 2004 (2005/2052(INI))
P6_TA(2005)0467A6-0305/2005

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "La regolamentazione e i mercati europei delle comunicazioni elettroniche, 2004" (COM(2004)0759),

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 22 e 23 marzo 2005,

–   visto il rapporto del gruppo ad alto livello sulla strategia di Lisbona del novembre 2004,

–   vista la sua risoluzione del 18 novembre 2003 sull'ottava relazione della Commissione sull'attuazione del quadro normativo per le telecomunicazioni(1),

–   vista la sua risoluzione del 12 febbraio 2003 sulla completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione(2),

–   vista la direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime (direttiva accesso)(3),

–   vista la direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni)(4),

–   vista la direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro)(5),

–   vista la direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale)(6),

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000,

–   vista la decisione della Commissione del 29 luglio 2002 che istituisce il gruppo dei "Regolatori europei per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica"(7),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione giuridica (A6-0305/2005),

A.   considerando che le procedure di recepimento e di attuazione variano tra i vari Stati membri e tale eterogeneità pregiudica la realizzazione di un vero mercato unico delle comunicazioni elettroniche,

B.   considerando che la Commissione svolge un ruolo centrale nel contesto dell'attuazione e della corretta applicazione del quadro regolamentare,

C.   considerando che la Commissione può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non applicano la pertinente normativa o la applicano in maniera scorretta,

D.   considerando che, secondo la procedura di cui all'articolo 7 della direttiva quadro, la Commissione valuta le misure che le autorità nazionali di regolamentazione (ANR) intendono intraprendere,

E.   considerando che tale normativa offre al regolatore uno strumento flessibile, tale da consentire di intervenire sul mercato laddove il libero gioco della concorrenza rischi di essere compromesso,

F.   considerando che queste caratteristiche della regolamentazione sono preziose per consentire il corretto intervento del regolatore su un mercato in evoluzione, caratterizzato dall'innovazione tecnologica recente che permetterà l'offerta di nuovi servizi ai consumatori,

G.   considerando che questo modello regolamentare permette di adeguare l'applicazione dei rimedi sulla base del principio di proporzionalità e consente di ridurre progressivamente gli oneri regolatori quando i trend competitivi del mercato lo giustifichino,

H.   considerando che le ANR decidono di intervenire sui mercati in tutta indipendenza e che i loro interventi si ispirano al criterio di proporzionalità rispetto agli scopi perseguiti,

I.   considerando la lunghezza delle procedure di ricorso contro le decisioni dell'ANR e che in alcuni Stati membri si osserva la sistematica sospensione delle decisioni delle ANR nella attesa dell'esito del ricorso,

J.   considerando che i ritardi nell'attuazione e nelle analisi di mercato sono di grave ostacolo per la creazione di un mercato unico delle comunicazioni elettroniche, creano condizioni operative eterogenee tra le imprese dei diversi Stati membri e incertezze in termini di impianto regolamentare da applicarsi nel periodo transitorio,

K.   considerando che un quadro normativo chiaro crea le condizioni affinché gli operatori siano incoraggiati a effettuare ulteriori investimenti, il che costituisce un fattore imprescindibile perché l'industria europea delle comunicazioni elettroniche assuma un ruolo di leadership nel contesto internazionale,

L.   considerando che, interpretando e applicando la regolamentazione in materia di infrastrutture delle comunicazioni elettroniche, la Commissione può contribuire in misura sostanziale a garantire e promuovere il pluralismo dei mezzi di comunicazione,

M.   considerando che, malgrado i provvedimenti adottati dalle ANR per ridurre le eccessive tariffe di roaming, nell'Unione europea le tariffe per le comunicazioni da o verso l'estero si mantengono comunque su livelli troppo elevati, e considerando i rischi esistenti di accordi anticompetitivi e di abuso di posizioni dominanti,

N.   considerando che un mercato unico correttamente regolamentato può garantire condizioni di servizio e di prezzo eque a tutti i consumatori, offrendo loro la trasparenza e la sicurezza necessarie,

O.   considerando che il quadro giuridico contribuisce a determinare l'affermarsi e il perdurare del pluralismo dei mezzi di comunicazione,

P.   considerando che, nel Libro bianco sui servizi d'interesse generale (COM(2004)0374), la Commissione afferma che l'obiettivo di creare un mercato interno aperto e concorrenziale è compatibile con quello dello sviluppo dei servizi d'interesse generale, e che è pertanto indispensabile garantire ai consumatori condizioni di prezzo e di servizio eque, onde realizzare un mercato interno delle telecomunicazioni che abbracci l'intero territorio europeo, al fine di ridurre il divario digitale, come è obiettivo prioritario dell'Unione europea,

1.   condivide con la Commissione le preoccupazioni evidenziate nella sua succitata comunicazione; dà pieno appoggio alla Commissione nel suo ruolo di centro d'impulso dell'attività regolamentare, tanto con riferimento alla corretta interpretazione della nuova normativa, quanto al fine di garantire, attraverso un'attività di monitoraggio rapido e costante, un'applicazione armonizzata e coerente agli obiettivi della normativa relativa alle comunicazioni elettroniche;

Quadro istituzionale

2.   sottolinea l'opportunità di aprire un dibattito istituzionale che miri a un rafforzamento e a un chiarimento tanto del modello istituzionale europeo nel settore delle comunicazioni elettroniche quanto del quadro normativo ad esso relativo, ed individui le migliori soluzioni per raggiungere tale obiettivo;

Commissione

3.   chiede dunque che il ruolo della Commissione venga rafforzato e ribadisce che essa ha il ruolo centrale di custode della norma comunitaria, mentre il gruppo dei regolatori europei (ERG) dovrebbe continuare ad essere un organo consultivo e di supporto alla Commissione, conformemente alla decisione 2002/627/CE, ai fini di un'applicazione costantemente coerente del quadro normativo in conformità dell'articolo 7, paragrafo 2 della direttiva quadro;

4.   dà pieno supporto alle attività della Commissione sia in materia di ricorsi contro gli Stati membri inadempienti che in materia di analisi delle notifiche provenienti dalle ANR relative all'articolo 7 della direttiva quadro; invita la Commissione a vigilare attivamente affinché iniziative relative ai mercati nazionali non pregiudichino la realizzazione del mercato unico delle comunicazioni elettroniche;

ERG

5.   ribadisce che la composizione e i compiti dell'ERG e del gruppo dei regolatori indipendenti (IRG) si sovrappongono in misura considerevole e che è quindi necessario evitare qualsiasi duplicazione degli sforzi o impiego non giustificato delle limitate risorse amministrative; raccomanda quindi che si concordi una progressiva fusione dell'ERG e dell'IRG;

6.   insiste sulla necessità che l'ERG si limiti a esercitare le sue competenze consultive, coinvolgendo tutte le parti interessate nel modo più esaustivo e trasparente possibile e svolgendo le attività che gli siano state esplicitamente assegnate in base al quadro regolamentare;

Parlamento

7.   chiede alla Commissione di presentare al Parlamento, non appena adottata, la sua relazione annuale sullo stato dell'attuazione del quadro regolamentare, così come ogni altra relazione relativa all'analisi del funzionamento del mercato delle comunicazioni elettroniche, in modo tale da coinvolgere tempestivamente il Parlamento nell'attività di monitoraggio;

8.   accoglie con favore il rapido incremento del tasso di penetrazione della banda larga; chiede che la Commissione lo informi sulle sue attività di monitoraggio dello sviluppo del settore della banda larga e sulle misure adottate in tale ambito;

Stati membri e ANR

9.   deplora che alcuni Stati membri non abbiano ancora pienamente recepito il quadro regolamentare o non lo abbiano applicato correttamente, e invita tali Stati membri a conformarsi immediatamente alle norme comunitarie relative alle comunicazioni elettroniche;

10.   sollecita gli Stati membri a sostenere adeguatamente le attività delle ANR, le cui scarse risorse non consentono loro di svolgere i compiti loro assegnati in tempi rapidi; chiede inoltre agli Stati membri di porre in atto le misure necessarie ad accelerare i tempi relativi alle procedure di ricorso contro le decisioni dell'ANR;

11.   impegna gli Stati membri a garantire l'assoluta indipendenza delle ANR e chiede alla Commissione di vigilare a riguardo e di informarne il Parlamento;

12.   incoraggia le ANR e la Commissione ad effettuare valutazioni di impatto e analisi comparative migliori concernenti gli obblighi proposti e la loro efficacia ed efficienza per i mercati;

13.   chiede agli Stati membri di conformarsi ai principi di trasparenza e proporzionalità, nel rispetto delle esigenze dell'interesse pubblico, e di giustificare l'entità dei diritti amministrativi a carico degli operatori in materia di autorizzazione dei servizi; sollecita la Commissione a procedere rapidamente a verifiche in tale settore;

14.   sottolinea l'importanza di un'idonea assegnazione di frequenze per i servizi di interesse pubblico, di procedure aperte, trasparenti e non discriminatorie nonché di un'adeguata flessibilità nel campo dell'assegnazione delle frequenze radio e per la concessione delle licenze;

15.   raccomanda agli Stati membri, alla Commissione e alle ANR di tenere conto della necessità che il quadro regolamentare attragga e tuteli gli investimenti; ribadisce la necessità di favorire gli investimenti in infrastrutture, con particolare riguardo alla larga banda, alla telefonia mobile di terza generazione e agli altri mercati emergenti, tenendo conto dei servizi di interesse economico generale;

16.   sottolinea la necessità di salvaguardare i servizi regolamentati, anche in presenza di un'evoluzione delle tecnologie, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle reti; ritiene quindi importante mantenere la possibilità di permettere a operatori alternativi di accedere alle nuove infrastrutture a condizioni eque e ragionevoli;

17.   ricorda che l'intervento regolatorio deve concentrarsi sull'eliminazione delle distorsioni che impediscono un'equa concorrenza, tenendo in particolare considerazione la necessità di favorire lo sviluppo dei mercati emergenti e la parità di opportunità tra i soggetti presenti sul mercato;

18.   ricorda che lo sviluppo della telefonia mobile di terza generazione è talora ostacolato da prescrizioni nazionali e locali in termini di autorizzazione per l'installazione di infrastrutture e da criteri rigorosi di concessione delle licenze; sollecita pertanto le autorità competenti a ovviare a questa situazione e ad eliminare gli ostacoli al pieno sviluppo delle comunicazioni 3G;

19.   chiede agli Stati membri di vegliare affinché la localizzazione delle installazioni destinate a supportare la rete di telefonia mobile sia concepita nel rispetto della salute e dell'ambiente e sia definita secondo procedure urbanistiche trasparenti; invita la Commissione a monitorare tali attività e a riferire regolarmente in merito al Parlamento europeo; insiste sulla necessità che i dati sui livelli di radiazione siano resi pubblici;

20.   accoglie con favore i codici volontari volti a tutelare gli utenti da comunicazioni commerciali non richieste e chiede la trasposizione a livello dell'UE delle norme sul consenso esplicito (opt-in);

21.   sottolinea l'importanza della riservatezza dei dati in relazione al crescente numero di richieste di conservazione dei dati, prendendo atto della cooperazione di lunga data degli operatori di comunicazione elettronica con le autorità preposte all'applicazione della legge nell'ambito di un quadro giuridico definito chiaramente e caso per caso; riconosce che gli obblighi di conservazione dei dati arrecherebbero pregiudizio alle libertà civili e darebbero luogo a costi significativi per gli operatori; conclude che l'introduzione di qualsiasi norma in materia di conservazione dei dati dovrebbe avvenire mediante codecisione con il Parlamento europeo;

Industria e consumatori

22.   sottolinea che il settore delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione (TIC) è un settore trainante nel contesto economico europeo che contribuisce significativamente alla crescita e alla creazione di posti di lavoro;

23.   ricorda che la normativa europea relativa alle comunicazioni elettroniche mira a promuovere la concorrenza tra le imprese, garantendo al tempo stesso un alto livello di protezione dei consumatori;

24.   invita la Commissione, onde tutelare i diritti degli utenti, a redigere e presentare al Parlamento europeo, su base regolare, uno studio che analizzi quanto meno i parametri seguenti: trasparenza della fatturazione, garanzie in materia di contratti ed evoluzione dei prezzi e mercati di banda larga e telefonia fissa e mobile;

25.   accoglie con favore l'aumento di accessi disaggregati alla rete locale, ma sottolinea che vi deve essere un ulteriore sviluppo onde assicurare mercati competitivi per gli utenti;

26.   chiede ai fornitori dei servizi di telecomunicazione di tener conto degli interessi degli utenti disabili per quanto concerne la scelta, il prezzo, i benefici in termini di qualità dei servizi di telecomunicazione e di accessibilità, e chiama le autorità di regolamentazione a consultare i rappresentanti dei disabili quando valutano la prestazione del servizio;

27.   invita i prestatori di servizi di terza generazione a definire il rapporto prezzo-servizio in modo tale da consentire al maggior numero di persone di accedere ai servizi a banda larga nel maggior numero possibile di luoghi, ponendo fine in questo modo ai limiti geografici relativi alla banda larga;

28.   ribadisce pertanto l'indispensabilità che gli operatori attuino pratiche trasparenti in materia di prezzi, e che il consumatore sia pienamente e chiaramente informato riguardo ai servizi offerti e ai prezzi degli stessi, soprattutto in termini di costi; per quanto concerne i servizi di roaming internazionale, segue con attenzione le procedure recentemente avviate dalla Commissione in relazione alle norme del trattato sull'abuso di posizioni dominanti (articolo 82) e alla comunicazione degli addebiti; invita la Commissione e gli Stati membri ad analizzare le modifiche strutturali necessarie per garantire tariffe di roaming appropriate e trasparenti; esorta inoltre il Consiglio a incaricare la Commissione di proporre un piano d'azione e un calendario che consentano ai consumatori di beneficiare del roaming internazionale su tutto il territorio europeo, al miglior costo e in tempi il più possibile brevi, assicurando la continuità di servizio;

29.   reitera la sua richiesta alla Commissione e alle ANR di compiere sforzi perché vengano fatti ulteriori progressi nel campo della portabilità del numero, tanto per la telefonia fissa che per la mobile, e nel campo delle tariffe di terminazione di chiamata sulle reti;

30.   segnala che un sistema funzionante di portabilità del numero mobile è fondamentale per una sana competizione tra operatori mobili e sottolinea pertanto la necessità di fissare le tariffe per il trasferimento dei numeri a un livello basso o a zero in tutti gli Stati membri e di ridurre in taluni Stati membri i tempi richiesti per il trasferimento;

31.   invita la Commissione ad adottare misure volte a ridurre le tariffe di terminazione dei contratti di telefonia mobile, che permangono ad un livello elevato in numerosi Stati membri e dovrebbero essere legate ai costi effettivi;

32.   ricorda che nel Libro Bianco sui servizi di interesse generale, la Commissione dichiara che l'obiettivo di creare un mercato interno aperto e concorrenziale è compatibile con quello di sviluppare servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità e a prezzi abbordabili e che i criteri di regolamentazione devono pertanto tener conto di ciò;

33.   attende le conclusioni dello studio condotto sui modi in cui gli Stati membri interpretano gli obiettivi di interesse generale al momento di imporre gli obblighi di trasmissione;

34.   saluta favorevolmente l'iniziativa della Commissione sulla trasparenza nel settore del roaming internazionale che fornirà ai consumatori informazioni utili sulle tariffe al dettaglio applicate dai diversi operatori di telefonia mobile nei diversi paesi dell'UE e invita in particolare i prestatori di servizi a ridurre i prezzi del roaming, per evitare che tariffe elevate limitino la cooperazione economica e sociale tra gli Stati membri; invita la Commissione a portare avanti nuove iniziative per ridurre gli elevati costi del traffico internazionale di telefonia mobile, in modo da realizzare quanto prima un vero mercato interno per i consumatori, con tariffe di roaming sostenibili nel settore della telefonia mobile;

35.   ricorda che tutti i cittadini europei devono avere accesso ai servizi della società dell'informazione e che a tale proposito occorre ridurre il divario digitale attraverso una regolamentazione favorevole ai consumatori, soprattutto per quanto riguarda le persone con disabilità e gli anziani; ritiene che la promozione di standard aperti a livello europeo per l'interoperabilità dei servizi, le piattaforme di trasmissione e le apparecchiature terminali fornirà un contributo indispensabile al riguardo;

36.   invita la Commissione ad analizzare come procedere per trasformare i vari mercati nazionali in un mercato interno senza frontiere, dotato di norme e regolamentazioni comuni, consentendo così ai soggetti del settore di operare e competere fra loro in un mercato unico;

o
o   o

37.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e parlamenti degli Stati membri, al gruppo dei regolatori europei e alle autorità nazionali di regolamentazione competenti.

(1) GU C 87 E del 7.4.2004, pag. 65.
(2) GU C43 E del 19.2.2004, pag. 260.
(3) GU L 108 del 24.4.2002, pag. 7.
(4) GU L 108 del 24.4.2002, pag. 21.
(5) GU L 108 del 24.4.2002, pag. 33.
(6) GU L 108 del 24.4.2002, pag. 51.
(7) GU L 200 del 30.7.2002, pag. 38.


IVA sui servizi ad alta intensità di lavoro
PDF 111kWORD 36k
Risoluzione del Parlamento europeo sulla scadenza della direttiva 1999/85/CE concernente aliquote IVA ridotte sui servizi ad alta intensità di lavoro
P6_TA(2005)0468B6-0630/2005

Il Parlamento europeo,

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Vienna dell'11 e 12 dicembre 1998 in cui si invitava la Commissione "a consentire agli Stati membri che lo desiderino di sperimentare aliquote IVA ridotte sui servizi ad alto impiego di manodopera non esposti a concorrenza transfrontaliera" al fine di promuovere l'occupazione,

–   vista la direttiva 1999/85/CE del Consiglio, del 22 ottobre 1999, che modifica la direttiva 77/388/CEE, con riguardo alla possibilità di introdurre a titolo sperimentale un'aliquota IVA ridotta sui servizi ad alta intensità di lavoro(1),

–   vista la relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'applicazione a titolo sperimentale di un'aliquota IVA ridotta su taluni servizi ad alta intensità di lavoro (COM(2003)0309),

–   vista la sua posizione del 15 gennaio 2004 sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE con riguardo alla possibilità di autorizzare gli Stati membri ad applicare un' aliquota IVA ridotta su taluni servizi ad alta intensità di lavoro(2),

–   vista la sua posizione del 4 dicembre 2003 sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda le aliquote ridotte dell'imposta sul valore aggiunto(3),

–   vista la sua posizione del 14 dicembre 2004 sulla proposta di direttiva del Consiglio che adegua la direttiva 77/388/CEE in seguito all'adesione della Repubblica Ceca, dell'Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia(4),

–   visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che l'esperimento relativo ad una formula di aliquote IVA ridotte era rigorosamente limitato nel tempo e riguardava solo i servizi descritti nel nuovo allegato K aggiunto alla direttiva 77/388/CEE(5) e che queste disposizioni scadono il 31 dicembre 2005,

B.   considerando che la direttiva 1999/85/CE prevede che gli Stati membri partecipanti debbano redigere una valutazione dettagliata del suo impatto in termini di creazione di posti di lavoro e di efficienza e che la Commissione è tenuta a presentare una relazione di valutazione globale,

C.   considerando che questa misura è stata introdotta a titolo temporaneo nel 1999 e che tra i suoi obiettivi rientravano la promozione dell'occupazione e la riduzione dell'economia sommersa; considerando che veniva chiaramente indicato che la misura avrebbe avuto termine dopo tre anni e che da allora è già stata prorogata,

D.   considerando che la Commissione ha anche presentato una proposta di direttiva che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda le aliquote ridotte dall'imposta sul valore aggiunto (COM(2003)0397) al fine di dare agli Stati membri pari possibilità di applicare aliquote ridotte in alcuni settori e razionalizzare le svariate deroghe attualmente in vigore in alcuni Stati membri, proposta che è attualmente bloccata in sede di Consiglio,

E.   considerando che sarebbe difficile interrompere bruscamente l'applicazione di misure cui le imprese sono abituate,

F.   considerando che gli Stati membri dovrebbero disporre di pari possibilità di applicare aliquote IVA ridotte in alcuni settori e portare avanti le loro politiche sociali e culturali attraverso un sistema flessibile di imposizione fiscale indiretta,

G.   considerando che le disposizioni sull'applicazione delle aliquote IVA ridotte sono facoltative e non prescrittive, si basano sul principio della libera scelta e non comportano gravi distorsioni transfrontaliere,

1.   esorta il Consiglio a prorogare l'esperimento fino al termine del 2006, quando la Commissione è tenuta a presentare una valutazione globale basata sui dati raccolti durante l'intero periodo di sperimentazione; propone che questa nuova valutazione tenga conto della creazione netta di posti di lavoro nonché del meccanismo cui è dovuta, al fine di disporre di una visione globale dell'impatto economico;

2.   ritiene che l'esperimento non sia durato abbastanza per essere valutato accuratamente e che la valutazione presentata nel 2003 si basasse su dati insufficienti;

3.   chiede che si tenga conto dell'allarmante situazione concernente la scadenza delle disposizioni in questione e il passaggio immediato ad aliquote IVA standard, che potrebbe comportare un aumento dei prezzi e avere un impatto negativo sull'occupazione in determinati settori, e invita la Commissione e il Consiglio ad adottare le misure adeguate per evitare una situazione di incertezza giuridica a partire dal 1° gennaio 2006;

4.   è favorevole a che, in seguito alla valutazione, i settori in cui si registrano risultati soddisfacenti vengano inseriti nell'allegato H della direttiva 77/388/CEE, rendendo così tali deroghe permanenti, e invita la Commissione a presentare una proposta contenente un piano in materia di soppressione graduale delle deroghe per i settori che non hanno registrato risultati positivi;

5.   invita il Consiglio ad approvare senza indugio la proposta di direttiva cui si riferisce la sua summenzionata posizione del 14 dicembre 2004 così da consentire ai nuovi Stati membri, qualora lo desiderino, di applicare aliquote ridotte ad alcuni settori ad alta intensità di lavoro, ponendo fine all'attuale situazione discriminante;

6.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 277 del 28.10.1999, pag. 34.
(2) GU C 92 E del 16.4.2004, pag. 382.
(3) GU C 89 E del 14.4.2004, pag. 138.
(4) GU C 226 E del 15.9.2005, pag. 49.
(5) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.

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