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Procedura : 2006/2234(INI)
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A6-0310/2006

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Martedì 24 ottobre 2006 - Strasburgo
Partenariato strategico tra UE e Sudafrica
P6_TA(2006)0430A6-0310/2006

Risoluzione del Parlamento europeo su un partenariato strategico UE-Sudafrica (2006/2234(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 28 giugno 2006 intitolata "Verso un partenariato strategico UE-Sudafrica" (COM(2006)0347),

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e ai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio per fornire orientamenti alla Commissione relativi alla revisione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e gli Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro, del 28 giugno 2006 (COM(2006)0348),

–   visto l'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (TDCA) tra la Comunità europea e gli Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro(1), firmato nell'ottobre 1999, applicato provvisoriamente e parzialmente dal gennaio 2000 ed entrato in vigore a tutti gli effetti il 1° maggio 2004,

–   visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(2) (l''Accordo di Cotonou"),

–   vista la relazione sul Progetto del Millennio delle Nazioni Unite: "Investire nello sviluppo: piano pratico per realizzare gli Obiettivi di sviluppo del Millennio",

–   vista la dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione sulla politica di sviluppo dell'Unione europea: Il consenso europeo(3),

–   viste le proprie risoluzioni del 17 novembre 2005 su una strategia di sviluppo per l'Africa(4) e del 6 luglio 2006 sul partenariato UE-Caraibi per la crescita, la stabilità e lo sviluppo(5),

–   visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A6-0310/2006),

A.   considerando che il Sudafrica è la principale potenza politica dell'Africa subsahariana, che opera, in particolare, nel quadro dell'Unione africana e del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD), a livello dell'Africa, e nel quadro della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC), a livello regionale, oltre ad essere un attore importante a livello mondiale – anche nei negoziati commerciali multilaterali dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) – che contribuisce in misura sempre crescente al mantenimento della pace e alla risoluzione dei conflitti in Africa,

B.   considerando che il Sudafrica è di gran lunga la più forte economia dell'Africa subsahariana come anche del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), e che a partire dalla quinta riunione ministeriale dell'OMC a Cancun ha esercitato un ruolo guida nel G-20, in qualità di rappresentante dei paesi africani in via di sviluppo, al fine di aumentare il loro margine di manovra nei negoziati su questioni chiave per le loro economie,

C.   considerando che il Sudafrica fa parte del Gruppo Cairns dell'OMC per difendere gli interessi delle economie esportatrici di prodotti agricoli,

D.   considerando che le disuguaglianze di reddito sono un'eredità dell'era dell'apartheid, che la maggioranza della popolazione bianca vive secondo standard paragonabili a quelli dell'Europa occidentale, mentre la maggior parte della popolazione nera vive in condizioni paragonabili a quelle dei paesi meno sviluppati, e che quasi metà della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà,

E.   considerando che la strategia del cosiddetto "black economic empowerment" (i.e., rafforzamento del ruolo dei neri nell'economia) (BEE) posta in atto dal governo sudafricano è stata approvata nel 2004 ed è intesa a correggere le ingiustizie dell'era dell'apartheid aumentando la partecipazione economica della popolazione svantaggiata,

F.   considerando che il tasso di disoccupazione è estremamente alto in Sudafrica e si attesta, secondo le cifre ufficiali, a più del 30%, mentre, secondo le stime non ufficiali, si avvicina al 40%,

G.   considerando che il tasso di disoccupazione rispecchia la persistente discriminazione razziale, visto che la disoccupazione interessa il 50% della popolazione nera, il 27% della popolazione meticcia, il 17% della popolazione asiatica e solamente il 6% della popolazione bianca,

H.   considerando che la situazione dell'immigrazione in Sudafrica è molto particolare, poiché il paese, da un lato, è da decenni il polo di attrazione di un'immigrazione legale (alla ricerca di un lavoro, ad esempio, nelle miniere di oro e di diamanti) e illegale (alla ricerca di migliori condizioni di vita) proveniente dall'intera regione dell'Africa australe e, dall'altro lato, è gravemente colpito dal fenomeno della "fuga dei cervelli", in particolare nel settore medico,

I.   considerando che il governo del Sudafrica ha esposto i suoi obiettivi di politica macroeconomica nell'Iniziativa per una crescita accelerata e comune in Sudafrica (ASGISA), volta a portare la crescita economica al 6% e a dimezzare la disoccupazione e la povertà entro il 2014,

J.   considerando che in Sudafrica si registra il più alto numero di persone contagiate dall'HIV al mondo, con 320.000 vittime dell'AIDS nel 2005, e che la pandemia di AIDS è una tragedia umanitaria che colpisce in maniera particolarmente grave i bambini orfani e vittime di abusi, e che incide anche sull'economia del paese,

K.   considerando che il Sudafrica è un motore per l'economia di tutta l'Africa subsahariana e che lo sviluppo economico di tale paese può influire sulla riduzione della povertà e sulla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) a livello regionale,

L.   considerando che l'elevato tasso di criminalità costituisce un ostacolo per lo sviluppo economico e per il settore del turismo, e che contribuisce a creare un clima sfavorevole agli investimenti diretti esteri,

M.   considerando che l'Unione europea è il principale partner commerciale del Sudafrica, mentre per l'Unione gli scambi commerciali con tale paese sono moderatamente importanti,

N.   considerando che il Sudafrica è un membro a statuto limitato dell'Accordo di Cotonou, che non è ammesso a beneficiare delle preferenze commerciali non reciproche, che non riceve finanziamenti per il tramite del Fondo europeo di sviluppo, ma che partecipa alla cooperazione politica e alle istituzioni ACP-UE,

O.   considerando che l'Unione europea è di gran lunga il più importante donatore per il Sudafrica e che fornisce il 70% circa degli aiuti non rimborsabili totali, pari all'1,3% del bilancio nazionale,

P.   considerando che le relazioni economiche e commerciali come anche la cooperazione nei settori politico, sociale, culturale, ambientale, sanitario ecc. sono coperte dal TDCA, che è inteso a creare una zona di libero scambio sulla base di un calendario asimmetrico e della protezione di settori sensibili,

Q.   considerando che la Commissione ha proposto un nuovo partenariato strategico UE-Sudafrica con tre obiettivi principali: la creazione di un contesto unico, coerente e chiaro che copra tutti i settori della cooperazione, il passaggio dal dialogo politico ad una cooperazione politica strategica e l'intensificazione della cooperazione esistente per il tramite di un TDCA rivisto,

R.   considerando che il TDCA ha consentito all'Unione europea di colmare il divario nella bilancia commerciale con il Sudafrica e ha imposto più oneri a quest'ultimo che all'Unione europea in termini di adeguamenti tariffari, con la conseguenza che l'Unione europea beneficia più del Sudafrica del TDCA attuale,

S.   considerando che prodotti agricoli e di alta tecnologia dell'Unione europea vengono introdotti sui mercati sudafricani con effetti negativi per il settore agricolo e lo sviluppo di prodotti strategici sudafricani a valore aggiunto, quali prodotti farmaceutici, macchinari e veicoli,

T.   considerando che il Sudafrica ha già preso importanti impegni in sede GATS nel settore dei servizi e che è soggetto ad importanti limitazioni nel raggiungimento di livelli accettabili di accesso e nella realizzazione dei servizi universali,

U.   considerando che la Commissione intende rivedere il TDCA per includervi, in particolare, nuove disposizioni sulla liberalizzazione degli scambi e impegni vincolanti in materia di servizi, investimenti, appalti pubblici, proprietà intellettuale, concorrenza, normalizzazione, dogane e norme di origine,

V.   considerando che l'inclusione di disposizioni concernenti gli investimenti e gli appalti pubblici può creare difficoltà per il Sudafrica e per altri paesi dell'Unione doganale dell'Africa australe (SACU),

W.   considerando che la Commissione propone altresì di adeguare il TDCA all'Accordo di Cotonou rivisto per quanto riguarda la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la lotta contro il terrorismo e contro l'impunità, e la prevenzione delle attività mercenarie,

X.   considerando che la Commissione intende proporre al Consiglio congiunto di cooperazione UE-Sudafrica, il 14 novembre 2006, un progetto di piano d'azione UE-Sudafrica sulla messa in atto del partenariato strategico,

1.   accoglie favorevolmente l'intenzione della Commissione di compiere passi verso un partenariato strategico UE-Sudafrica e di proporre un contesto coerente di lungo termine per la cooperazione;

2.   evidenzia che tale partenariato strategico dovrebbe fornire un quadro unico che consenta di migliorare l'efficacia degli strumenti di cooperazione esistenti nell'interesse della popolazione e dell'economia sudafricane;

3.   sottolinea che il partenariato strategico dovrebbe essere complementare rispetto alla strategia UE-Africa e incorporare le attuali attività riguardanti lo strumento di cooperazione allo sviluppo, gli Accordi di partenariato economico (APE) e altri negoziati in corso;

4.   sottolinea che il piano d'azione dovrebbe avere come obiettivo prioritario la riduzione della povertà, in linea con l'Accordo di Cotonou e in vista della realizzazione degli OSM, e tenere conto degli effetti del partenariato strategico sui paesi della regione e sui negoziati APE;

5.   sottolinea che la gestione della crisi dell'HIV/AIDS, adottando un approccio equilibrato tra la prevenzione (incentrata sulla salute sessuale e riproduttiva), il trattamento e la cura, deve rimanere una priorità politica per il governo sudafricano; accoglie con favore la decisione presa da quest'ultimo a favore di un programma per la fornitura di farmaci antiretrovirali, ma insiste cionondimeno sull'urgente necessità di migliorarne l'attuazione;

6.   si compiace del nuovo approccio che consiste nel passare dal dialogo politico ad una cooperazione politica strategica che individui nel Sudafrica il paese di riferimento (il cosiddetto "anchor country") capace di perseguire obiettivi condivisi per le questioni regionali, africane e globali, tenendo conto che il Sudafrica svolge un ruolo importante quale portavoce dei paesi dell'Africa subsahariana in seno a forum internazionali quali l'OMC e le Nazioni Unite;

7.   invita il Sudafrica a chiarire il rapporto tra SADC, SACU e TDCA, in vista di una più ordinata politica di sviluppo regionale; invita la Commissione a chiarire la politica dell'Unione europea in relazione alla SADC, alla SACU e al TDCA, tenendo conto dei negoziati APE;

8.   suggerisce che il dialogo politico UE-Sudafrica sia ulteriormente sviluppato, organizzando regolari scambi di visite delle delegazioni parlamentari (che sono essenziali per rafforzare la conoscenza reciproca su materie di interesse comune, sui rispettivi sistemi democratici e sulle aree di responsabilità);

9.   sottolinea il ruolo politico specifico che il Sudafrica sta già svolgendo nell'intero continente (ad esempio, in Sudan, Congo, Liberia) e ritiene che tale posizione debba essere riconosciuta e sostenuta dall'Unione europea; sottolinea, in questo contesto, l'importanza dell'Unione africana – di cui il Sudafrica è uno dei paesi fondatori nonché membro attivo – quale possibile portavoce del continente africano in un mondo globalizzato, e auspica pertanto un suo ulteriore sviluppo;

10.   invita a tale riguardo il Sudafrica ad utilizzare la sua influenza politica per giungere ad una soluzione pacifica della crisi nel vicino Zimbabwe;

11.   chiede alla Commissione di tenere presente che il Sudafrica ha stabilito forti legami politici e commerciali con paesi asiatici e latinoamericani nonché con paesi sviluppati, nel contesto di configurazioni internazionali;

12.   sottolinea che il piano d'azione dovrebbe tenere conto delle differenze economiche fra l'Unione europea e il Sudafrica, segnatamente nel settore degli scambi commerciali, come riconosce la stessa OMC per quanto riguarda le economie semisviluppate difendendo un trattamento speciale e differenziato che consenta il mantenimento di talune tariffe doganali e di altre misure commerciali necessarie per proteggere queste economie nascenti;

13.   sottolinea che, nell'ambito del piano d'azione, si dovrebbe porre un accento particolare sulla creazione di incentivi per gli investimenti esteri, elaborando, in associazione con le autorità sudafricane, una strategia innovativa volta a superare i principali ostacoli agli investimenti, quali l'impatto sociale ed economico dell'AIDS, l'elevato tasso di criminalità nonché l'intervento dello Stato nella politica dell'occupazione e nella proprietà;

14.   sollecita la Commissione a non insistere nell'aggiungere nuovi elementi nel TDCA rivisto, cosa che ostacolerebbe lo sviluppo economico del Sudafrica o la lotta per la riduzione della povertà, a non interferire nelle decisioni del Sudafrica riguardanti la partecipazione del settore privato nella fornitura di servizi di base e a trarre insegnamento dal fallimento dei negoziati SACU-USA in materia di libero scambio, in cui gli Stati Uniti hanno cercato di imporre ai paesi SACU condizioni inaccettabili;

15.   suggerisce che il bilancio dell'Unione europea preveda stanziamenti intesi ad agevolare il difficile processo di integrazione commerciale nella regione dell'Africa australe;

16.   suggerisce che il piano d'azione e il bilancio dell'Unione europea prevedano un sostegno per una strategia sudafricana di sicurezza energetica efficace, che tenga conto del cambiamento climatico e del suo impatto sociale e ambientale sulla popolazione povera del Sudafrica e della regione, e che metta l'accento, tra l'altro, sullo sviluppo di fonti di energia rinnovabili, segnatamente piccole centrali idroelettriche, energia eolica e biomassa;

17.   sottolinea che il piano d'azione dovrebbe avere un approccio partecipativo e inclusivo di tutte le parti interessate, e concentrarsi sul sostegno alle priorità sudafricane, fra cui la lotta al dilagare dell'HIV, le misure del governo per la ripresa economica e la lotta contro la disuguaglianza economica, promuovendo la coesione sociale e garantendo che i benefici economici siano ripartiti al di fuori dell'emergente élite finanziaria, in linea con l'ASGISA e la strategia BEE;

18.   suggerisce che alle richieste sudafricane di assistenza tecnica intese a realizzare gli obiettivi di sviluppo del paese nonché a contribuire allo sviluppo sociale ed economico della regione sia data la priorità, al fine di incoraggiare altri leader africani ad assumersi le proprie responsabilità nell'elaborazione e nell'attuazione di un modello di sviluppo economico sostenibile per il continente;

19.   propone inoltre di sviluppare un'area di cooperazione nel settore dell'istruzione e della formazione, che includa scambi di studenti e di insegnanti, e una finestra per il Sudafrica (South Africa window) nel programma Erasmus Mundus;

20.   prende atto dei benefici considerevoli che il Sudafrica ha derivato dai prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti e chiede che per il periodo 2007-2013 venga mantenuto un livello di sostegno quanto meno equivalente, tenendo conto, nel contempo, delle esigenze delle microimprese e delle piccole e medie imprese;

21.   insiste sul fatto che l'assistenza allo sviluppo dovrebbe essere concessa localmente e che si dovrebbe fare ricorso ad esperti esterni e a beni d'importazione solo quando non sono disponibili nella regione consulenze o beni comparabili;

22.   sottolinea il ruolo di pioniere che il Sudafrica potrebbe svolgere nel settore della politica dell'immigrazione, per la regione dell'Africa australe e per l'intero continente africano, grazie alla sua esperienza unica in questo campo; sottolinea pertanto che il Sudafrica deve urgentemente rafforzare il suo impegno in vista dell'adozione di una politica dell'immigrazione coerente ed efficace; invita il Consiglio e la Commissione a promuovere questi sforzi mediante uno scambio di esperienze e a porre l'accento su questo ruolo particolare del Sudafrica nei programmi in materia di migrazione quali AENEAS e il relativo programma di follow-up;

23.   sollecita la Commissione a mantenere un dialogo costante con il governo sudafricano e ad includere il parlamento, le amministrazioni locali e la società civile nel dibattito sul partenariato strategico, il piano d'azione e la relativa messa in atto;

24.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'Unione europea, al governo nazionale e all'Assemblea nazionale della Repubblica del Sudafrica.

(1) GU L 311 del 4.12.1999, pag. 3.
(2) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. Accordo modificato dall'accordo che modifica l'accordo di partenariato (OJ L 209, 11.8.2005, pag. 27).
(3) GU C 46 del 24.2.2006, pag. 1.
(4) Testi approvati, P6_TA(2005)0445.
(5) Testi approvati, P6_TA(2006)0304.

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