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RC-B6-0555/2006

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PV 26/10/2006 - 12.1
CRE 26/10/2006 - 12.1

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Giovedì 26 ottobre 2006 - Strasburgo
Tibet
P6_TA(2006)0465RC-B6-0555/2006

Risoluzione del Parlamento europeo sul Tibet

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Tibet e la situazione dei diritti dell'uomo in Cina,

–   vista la sua risoluzione del 7 settembre 2006 sulle relazioni UE-Cina(1),

–   vista la mancanza di progressi nel dialogo UE-Cina sui diritti dell'uomo,

–   visti i principi di base delle Nazioni Unite sull'uso della forza e delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine, adottati dall'ottavo congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e il trattamento del reo, tenutosi all'Avana, Cuba, tra il 27 agosto e il 7 settembre 1990,

–   vista la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici dell'ONU,

–   vista la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo,

–   visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che il 30 settembre 2006 più di 70 tibetani hanno tentato di attraversare il Passo ghiacciato di Nangpa nella regione himalayana del Tibet, a circa due ore di cammino dal confine del Nepal, per cercare di ottenere lo status di rifugiati in Nepal,

B.   considerando che, in spregio alle norme del diritto internazionale, la polizia armata del Popolo cinese (PAP) ha fatto fuoco su tali cittadini tibetani inermi, tra cui donne e bambini; che le prove video e fotografiche dell'incidente evidenziano che il gruppo tibetano si stava lentamente allontanando dalle forze cinesi che gli ha sparato, non si è avvicinato alle forze cinesi, né rappresentava una minaccia per le forze cinesi,

C.   considerando che durante la sparatoria da parte della PAP è stata uccisa una monaca diciassettenne, Kelsang Namtso; che esistono testimonianze oculari non confermate che si riferiscono a più di un morto; che un gruppo di tibetani, comprendente alcuni bambini, è stato arrestato perché continuava a fuggire,

D.   considerando che la Xinhua, l'agenzia di stampa governativa cinese, ha riportato un incidente nella regione qualificandolo come "autodifesa", nonostante le prove video e fotografiche contrarie; che le autorità cinesi non hanno finora ufficialmente riconosciuto che sia accaduto un incidente sul Passo di Nangpa né che sia stato ucciso qualcuno dalle forze cinesi,

E.   considerando che dal settembre 2002 sono stati ristabiliti i contatti formali tra le autorità cinesi e i rappresentanti del Dalai Lama al fine di ripristinare la reciproca fiducia e confidenza,

F.   considerando che, nonostante tali contatti e l'importanza attribuita a tali riunioni da parte delle autorità centrali cinesi, negli ultimi anni vi sono stati frequenti casi di abusi e violazioni dei diritti dell'uomo perpetrati nei confronti della popolazione tibetana e in particolare contro i monaci tibetani,

1.   condanna l'eccessivo uso della forza da parte della forza di polizia armata del popolo cinese, che ha fatto fuoco su civili tibetani inermi, fra cui bambini;

2.   condanna vivamente l'uccisione di una cittadina inerme che, non avendo ancora 18 anni, è ancora considerata una bambina ai sensi del diritto internazionale;

3.   esprime il proprio sgomento per l'imprigionamento di civili tibetani, nove dei quali sono bambini;

4.   sollecita le autorità cinesi a garantire che i tibetani imprigionati durante l'incidente non siano maltrattati durante la detenzione e che siano rispettati i diritti umani internazionali, nonché gli standard del diritto umanitario;

5.   sollecita le autorità cinesi a rilasciare immediatamente tutti i bambini imprigionati nel corso dell'incidente;

6.   sollecita le autorità cinesi a realizzare un'indagine completa degli eventi accaduti al Passo di Nangpa e a garantire che i responsabili di eventuali crimini siano assicurati alla giustizia;

7.   invita il Consiglio e la Commissione a monitorare strettamente, attraverso le proprie rappresentanze in Nepal, la situazione dei tibetani appartenenti al gruppo che ha raggiunto il Nepal e a esprimere vive proteste al riguardo alle autorità cinesi nell'ambito del dialogo UE-Cina sui diritti dell'uomo;

8.   invita il Consiglio e la Commissione a ribadire la loro posizione secondo cui solo il dialogo tra il governo della Repubblica popolare cinese e i rappresentanti del Dalai Lama può contribuire a una soluzione pacifica e sostenibile del Tibet che entrambe le parti devono accettare;

9.   invita il governo della Repubblica popolare cinese a proseguire il dialogo con i rappresentanti del Dalai Lama, al fine di migliorare il rispetto dei diritti religiosi, culturali, linguistici e politici nella regione autonoma del Tibet;

10.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio,alla Commissione, al Segretario generale dell'ONU, nonché al governo della Repubblica popolare cinese.

(1) Testi approvati, P6_TA(2006)0346.

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