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Procedura : 2006/2246(INI)
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Ciclo del documento : A6-0474/2006

Testi presentati :

A6-0474/2006

Discussioni :

PV 31/01/2007 - 26
CRE 31/01/2007 - 26

Votazioni :

PV 01/02/2007 - 7.4
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Testi approvati :

P6_TA(2007)0014

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Giovedì 1 febbraio 2007 - Bruxelles
Integrazione della sostenibilità nelle politiche di cooperazione allo sviluppo
P6_TA(2007)0014A6-0474/2006

Risoluzione del Parlamento europeo sull'integrazione della sostenibilità nelle politiche di cooperazione allo sviluppo (2006/2246(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 177, 178, 179, 180 e 181 del Trattato CE,

–   viste la nuova strategia dell'UE in materia di sviluppo sostenibile, adottata dal Consiglio europeo di Bruxelles del 15 e 16 giugno 2006, la strategia di sviluppo sostenibile UE precedentemente adottata dal Consiglio europeo di Göteborg nel 2001 nonché la dimensione esterna della strategia aggiunta dal Consiglio europeo di Barcellona del 2002,

–   visto il programma d'attuazione di Johannesburg adottato dal Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (WSSD) nel 2002,

–   vista l'Agenda 21 adottata dalla Conferenza delle Nazioni Unite (ONU) sull'ambiente e lo sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992,

–   visto l'accordo di partenariato siglato a Cotonou il 23 giugno 2000 dai membri del gruppo di Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro(1), in particolare gli articoli 19, 23 e 32,

–   visti la dichiarazione del Millennio adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 2000, gli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) ivi sanciti e la relazione ONU del 2005 dal titolo "Investire nello sviluppo",

–   vista la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, adottata il 2 marzo 2005 in occasione del Forum di alto livello di Parigi,

–   visto il Consenso di Monterey adottato dalla Conferenza ONU sul finanziamento destinato allo sviluppo,

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Gli aiuti dell'UE: dare di più, meglio e più rapidamente" (COM(2006)0087), nonché le conclusioni del Consiglio Affari generali e relazioni esterne basate su di essa in data 11 aprile 2006,

–   vista la dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione sulla politica di sviluppo nell'Unione europea: "il Consenso europeo" (il consenso europeo in materia di sviluppo)(2), firmata il 20 dicembre 2005,

–   viste la strategia UE "L'UE e l'Africa: verso un partenariato strategico", adottata dal Consiglio europeo a Bruxelles il 15-16 dicembre 2005 e la comunicazione della Commissione che propone "Un partenariato UE-Caraibi per la crescita, la stabilità e lo sviluppo" (COM(2006)0086),

–   vista la comunicazione della Commissione sul "Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile: una piattaforma d'azione" (COM(2005)0658),

–   visti la comunicazione della Commissione dal titolo "Valutazione 2005 della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile: bilancio iniziale e orientamenti futuri" (COM(2005)0037), e il suo allegato (SEC(2005)0225)),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Coerenza delle politiche per lo sviluppo - Accelerare i progressi verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio" (COM(2005)0134),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Gestione delle risorse idriche nella politica dei paesi in via di sviluppo e priorità della cooperazione allo sviluppo dell'UE" (COM(2002)0132),

–   vista l'iniziativa UE in materia di acque, lanciata in occasione del WSSD a Johannesburg nel 2002,

–   vista l'iniziativa energetica europea adottata nel corso del WSSD e la comunicazione della Commissione dal titolo "Sull'evoluzione futura dell'iniziativa UE in materia di energia e modalità di creazione di uno strumento per l'energia a favore dei paesi ACP" (COM(2004)0711),

–   visti gli accordi di partenariato economico conclusi tra l'UE e le sei regioni dei paesi ACP che dovranno entrare in vigore nel 2008,

–   visto il programma di lavoro di Doha, adottato dal Consiglio generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) il 2 agosto 2004,

–   vista la relazione sulla 14a sessione della Commissione ONU sullo sviluppo sostenibile del 22 aprile 2005 e 1°-12 maggio 2006,

–   vista la comunicazione del Commissario Almunia ai membri della Commissione dal titolo "Indicatori di sviluppo sostenibile per controllare l'attuazione della strategia di sviluppo sostenibile UE" (SEC(2005)0161),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Strategia dell'Unione europea per l'Africa: verso un patto euro-africano per accelerare lo sviluppo dell'Africa " (COM(2005)0489),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Accelerare i progressi verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio – finanziamento dello sviluppo ed efficacia degli aiuti" (COM(2005)0133),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Accelerare i progressi verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio - il contributo dell'Unione europea" (COM(2005)0132),

–   vista la pubblicazione della Conferenza ONU sul commercio e lo sviluppo dal titolo "Sviluppo economico in Africa - ripensare il ruolo degli investimenti esteri diretti" del 2005,

–   vista la relazione economica sull'Africa del 2004 dal titolo "Sbloccare il potenziale commerciale dell'Africa" della commissione economica ONU per l'Africa,

–   vista la relazione 2001 dell'OCSE dal titolo "Orientamenti DAC: strategie per lo sviluppo sostenibile",

–   visto il parere del comitato economico e sociale dal titolo "Valutare la strategia di sviluppo sostenibile UE" del 28 aprile 2004,

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "I cambiamenti climatici nel contesto della cooperazione allo sviluppo" (COM(2003)0085),

–   visto il documento di lavoro della Commissione dal titolo "L'integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche - un bilancio del processo di Cardiff" (COM(2004)0394),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Lotta contro la povertà rurale - politica e approccio della Comunità europea in materia di sviluppo rurale e gestione sostenibile delle risorse naturali nei paesi in via di sviluppo" (COM(2002)0429,

–   vista la relazione di sintesi sulla "Valutazione dei regolamenti in materia ambientale e forestale 2493/2000 e 2494/2000" del novembre 2004, commissionata dall'Unità di valutazione comune all'Ufficio di Cooperazione EuropeAid, Direttorato Generale per lo sviluppo e Direttorato generale relazioni esterne,

–   vista la proposta della Commissione relativa a un "Regolamento del Consiglio concernente un sistema di concessione su base volontaria di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea" (COM(2004)0515),

–   visto il documento di lavoro della Commissione dal titolo "Integrare l'ambiente nella cooperazione economica e allo sviluppo CE" (SEC(2001)0609),

–   visti "Gli orientamenti OCSE per le imprese multinazionali" del 2000,

–   vista la sua risoluzione del 15 gennaio 1999 sulle norme comunitarie applicabili alle imprese europee che operano nei PVS: verso un Codice di condotta europeo(3),

–   vista la sua risoluzione del 1° giugno 2006 sulle piccole e medie imprese nei paesi in via di sviluppo(4),

–   vista la sua risoluzione del 6 aprile 2006 sull'efficacia dell'aiuto e corruzione nei paesi in via di sviluppo(5),

–   viste le sue risoluzioni del 18 gennaio 2006 sugli aspetti ambientali dello sviluppo sostenibile(6) e del 15 giugno 2006 sulla strategia riveduta per lo sviluppo sostenibile(7),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A6-0474/2006),

A.   considerando che lo sviluppo sostenibile come definito nella relazione Brundtland, della Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, del 1987, significa che le esigenze dell'attuale generazione dovrebbero essere soddisfatte senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie; che è necessario, in particolare, salvaguardare la capacità della terra di sostenere la vita in tutta la sua diversità, rispettare i limiti delle risorse naturali del pianeta e promuovere la produzione e il consumo sostenibili, al fine di spezzare il legame fra crescita economica e degrado ambientale,

B.   considerando che il concetto di sviluppo sostenibile è stato un obiettivo fondamentale dell'UE sin dal 1997, quando fu inserito come principio di base nel trattato e, in quanto tale, dovrebbe essere alla base di tutte le politiche e attività dell'UE,

C.   considerando che il concetto di sviluppo sostenibile non considera le questioni sociali, ambientali ed economiche in contraddizione l'una con l'altra ma, anzi, interdipendenti e reciprocamente rafforzantisi,

D.  D considerando che uno degli obiettivi principali della suddetta strategia riveduta di sviluppo sostenibile dell'UE è di promuovere attivamente lo sviluppo sostenibile a livello globale,

E.   considerando che la cooperazione allo sviluppo UE è volta a promuovere lo sviluppo sostenibile economico, ambientale e sociale dei paesi in via di sviluppo nonché, l'agevole e graduale integrazione dei paesi in via di sviluppo nell'economia globale e a contribuire alla campagna per la riduzione della povertà nei paesi in via di sviluppo,

F.   considerando che la prosecuzione di tendenze insostenibili sia nei paesi avanzati che nei paesi in via di sviluppo in vari settori come le risorse agricole, i trasporti, il cambiamento climatico, la pesca, l'esaurimento della biodiversità o il consumo di risorse ha innanzitutto un effetto negativo sui poveri dei paesi in via di sviluppo,

G.   considerando che oltre 1 miliardo di persone, soprattutto nei paesi meno avanzati (PMA), vive in estrema povertà con meno di un dollaro al giorno e che tra 1,5 e 3 miliardi di persone vive al di sotto della soglia di povertà con 2 dollari al giorno,

H.   considerando che due terzi dei poveri del mondo vivono in aree rurali e dipendono per la loro sussistenza dalle risorse naturali(8); che le foreste forniscono sussistenza al 90% dell'oltre un miliardo di persone che vivono in estrema povertà(9)e che oltre un miliardo di persone nel mondo, per lo più comunità povere, dipendono dalla pesca per la fornitura di almeno il 30% delle proteine animali di cui hanno bisogno(10),

I.   considerando che i flussi di aiuto ufficiale allo sviluppo (AUS) verso l'Africa sono ancora sostanzialmente inferiori al picco del 1990 e, secondo le stime, esiste una carenza annuale compreso fra i 20 e i 25 miliardi di dollari USA,

J.   considerando che gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a conseguire l'obiettivo AUS pari allo 0,7% del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2015 e i nuovi Stati membri a portare il loro AUS/RNL allo 0,33% entro il 2015,

K.   considerando che l'eradicazione della povertà può portare solo a modelli sostenibili di consumo e gestione delle risorse nei paesi in via di sviluppo solo se accompagnata da sforzi volti a migliorare i livelli di istruzione, salute e capacità istituzionale; che la lotta alla povertà otterrà risultati positivi solo se le risorse ambientali e naturali saranno gestite in modo sostenibile,

L.   considerando che il rispetto di criteri democratici e la creazione e il rafforzamento di istituzioni statali trasparenti ed efficienti e della capacità amministrativa, in particolare, sono indispensabili per affrontare efficacemente le sfide economiche, sociali e ambientali nei paesi in via di sviluppo,

M.   considerando che la corruzione mina l'efficacia degli aiuti, pregiudicando quindi le politiche di sviluppo e costituendo un grave impedimento allo sviluppo nei paesi partner dell'UE,

N.   considerando che sono necessari nuovi approcci per far funzionare i mercati verso il conseguimento dello sviluppo sostenibile e che il settore privato dovrebbe operare verso la realizzazione di società eque e sostenibili,

O.   considerando che la mancanza di efficaci sistemi giuridici e di diritti di proprietà economica ed intellettuale costituisce un grave ostacolo alla creazione di un clima degli investimenti che possa attivare un sano sviluppo economico e quindi un progresso sociale in vari PMA,

P.   considerando che sane politiche di sviluppo e sostanziali aiuti allo sviluppo sono importanti, ma non comporteranno cambiamenti nello sviluppo sostenibile finché non si traducano effettivamente in una coerente azione di sviluppo nei paesi beneficiari, che deve riconoscere e affrontare in modo sostenibile le opportunità e le minacce ambientali,

Q.   considerando che la suddetta pubblicazione dal titolo "Sviluppo economico in Africa - Ripensare il ruolo degli investimenti esteri diretti" dimostra che collegando gli aiuti alla protezione dell'ambiente si può efficacemente ridurre la povertà,

R.   considerando che il disboscamento illegale provoca danni ambientali, costa ai governi dei paesi in via di sviluppo milioni di dollari in perdita di reddito, favorisce la corruzione, pregiudica lo stato di diritto e il buon governo e finanzia i conflitti armati,

S.   considerando che 2,6 miliardi di persone, vale a dire oltre il 40% della popolazione mondiale, non ha accesso alle strutture igieniche di base e che un miliardo di persone utilizza fonti pericolose di acqua potabile,

T.   considerando che proseguendo l'inquinamento, il degrado e l'esaurimento delle risorse naturali si potrebbe arrivare a situazioni conflittuali in vari paesi in via di sviluppo,

U.   considerando che le economie dei paesi in via di sviluppo sono indebolite dalle oscillazioni dei prezzi dell'energia e soffrono della mancanza di una diversificazione energetica, per cui tali paesi spesso spendono una notevole quota delle loro eccedenze commerciali per le importazioni di energia, il che ha conseguenze negative sulla stabilità dello sviluppo delle loro economie,

V.   considerando che una forte crescita demografica costituisce una delle sfide allo sviluppo sostenibile visto l'abuso di risorse naturali che comporta un grave degrado ambientale,

1.   si compiace del fatto che la suddetta nuova strategia dell'UE in materia di sviluppo sostenibile ribadisca la promozione dello sviluppo sostenibile a livello globale come uno dei suoi obiettivi fondamentali;

2.   si compiace del fatto che il suddetto consenso europeo in materia di sviluppo stabilisca come obiettivo primario e preponderante della cooperazione allo sviluppo dell'UE l'eradicazione della povertà nel contesto dello sviluppo sostenibile;

3.   ritiene che la promozione della crescita economica sostenibile e l'eradicazione della povertà, garantendo ad un tempo la protezione dell'ambiente, figurino fra le sfide più cruciali delle politiche UE in materia di cooperazione allo sviluppo e non possano essere vinte senza la fissazione di obiettivi sociali e ambientali che includano la protezione ambientale e un equo accesso e la condivisione dei benefici delle risorse naturali;

4.   sottolinea che il passaggio verso un accesso più equo alle risorse naturali/energetiche e alla loro distribuzione costituisce una condizione preliminare per lo sviluppo sostenibile e un elemento intrinseco della dignità dell'uomo;

5.   si compiace dell'inserimento, nel regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento allo sviluppo(11), di un programma tematico per la gestione ambientale e sostenibile delle risorse naturali comprendente l'energia a partire dal 2007;

6.   sottolinea la necessità di garantire che le tre componenti dello sviluppo sostenibile, vale a dire la protezione ambientale, l'equità e la coesione sociale nonché la prosperità economica siano adeguatamente integrate ed attuate in tutte le politiche di cooperazione allo sviluppo ed esorta la Commissione a rivedere periodicamente il processo;

7.   chiede un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio dei progressi verso il conseguimento degli obiettivi del suddetto programma di attuazione di Johannesburg e degli OSM, come un rafforzamento degli impegni a favore dello sviluppo sostenibile, la garanzia dell'integrazione degli aspetti economici, sociali, ambientali dello sviluppo sostenibile e la promozione dello stato di diritto e delle istituzioni pubbliche nonché altri aspetti;

8.   ricorda che lo sviluppo sostenibile è una questione trasversale che richiede un rafforzamento della coerenza strategica in tutti i settori al fine di garantirne l'agevole funzionamento;

9.   sottolinea che sono necessari maggiori sforzi per combattere gli attuali sviluppi non sostenibili, soprattutto quelli che danno luogo a emissioni di gas serra, all'esaurimento delle risorse ittiche e alla perdita di biodiversità; per quanto riguarda quest'ultima, esorta tutti i soggetti interessati ad adottare le opportune misure per raggiungere effettivamente l'obiettivo di invertire la perdita di biodiversità entro il 2010;

10.   esorta la Commissione ad intensificare i propri sforzi per integrare le preoccupazioni ambientali come la gestione delle risorse naturali in settori chiave delle politiche di sviluppo;

11.   invita la Commissione ad adeguare la consegna degli aiuti alle strategie nazionali di sviluppo sostenibile dei paesi in cui interviene;

12.   invita l'UE ad assistere i paesi in via di sviluppo in merito alle modalità di sviluppo delle proprie capacità di valutare le conseguenze ambientali delle loro politiche in materia di risorse naturali e di gestione, che potrebbero poi essere attuate come parte dei programmi di cooperazione con tali paesi;

13.   ribadisce l'importanza critica di monitorare l'impronta ecologica mondiale dell'UE, in quanto dimostra l'impegno UE nei confronti della promozione dello sviluppo sostenibile a livello globale;

14.   sottolinea l'importanza di proteggere la biodiversità e suggerisce che questo aspetto sia aggiunto come nuova questione fondamentale all'interno della strategia di sviluppo sostenibile o almeno ottenga speciale evidenziazione nella sezione sulla gestione delle risorse naturali;

15.   chiede alla Commissione di lavorare con i paesi ACP al fine di prevenire lo scarico illegale di residui tossici da parte tanto di operatori locali quanto di operatori internazionali provenienti dall'Unione europea e ivi attivi;

16.   sottolinea l'urgenza di aiutare i paesi in via di sviluppo ad adeguarsi alle sfide del cambiamento climatico e ad adottare i passi necessari verso un maggior sostegno agli investimenti in tecnologie pulite ed efficienti nei paesi in via di sviluppo; riconosce altresì che per l'UE è urgente raggiungere e superare i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni per contribuire a limitare i pericolosi cambiamenti climatici, che avrebbero un impatto gravissimo sui paesi in via di sviluppo e sulle popolazioni più povere;

17.   chiede all'Unione europea di prendere le iniziative necessarie per aiutare i nostri partner in via di sviluppo a onorare gli impegni assunti nei recenti negoziati mondiali legati alla strategia dello sviluppo sostenibile, in particolare per quanto concerne la lotta contro il cambiamento climatico di cui le loro popolazioni sono le prime vittime (Kyoto, Monterrey, Doha, Johannesburg);

18.   incoraggia lo sviluppo e la divulgazione di tecnologie energetiche alternative e sottolinea l'urgenza di rafforzare sostanzialmente la quota globale delle fonti di energia rinnovabile;

19.   invita la Commissione ad avviare progetti con le società europee specializzate nel campo dell'energia rinnovabile che facilitino e rafforzino il trasferimento e l'utilizzo di fonti energetiche eco-compatibili per il singolo e le società nei paesi in via di sviluppo;

20.   sottolinea che le infrastrutture possono essere un elemento essenziale dello sviluppo sostenibile se sono conformi agli orientamenti ambientali e sociali, e chiede alla Commissione di garantire che le valutazioni ambientali strategiche e le valutazioni d'impatto ambientale siano effettuate e messe a disposizione del pubblico per ogni programma e progetto che riceva supporto finanziario dall'UE, soprattutto il partenariato UE-Africa per le infrastrutture proposte dalla Commissione nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo (COM(2006)0376), che fornirà sostegno ai progetti infrastrutturali transfrontalieri e potrebbe contribuire a colmare le lacune nei progetti infrastrutturali regionali e, nel rispetto del suddetto consenso europeo in materia di sviluppo, dovrebbe offrire a tutti gli Stati membri, indipendentemente da un contributo diretto, la possibilità di presentare le corrispondenti proposte di progetti;

21.   sottolinea che va garantita la sostenibilità economica di ogni progetto infrastrutturale, eventualmente in collegamento con riforme nella politica fiscale, e che la sostenibilità ecologica non può essere messa a rischio;

22.   prende atto del gran numero di risorse idriche transfrontaliere condivise esistenti in Africa, nonché della vulnerabilità delle risorse idriche in relazione ai cambiamenti climatici, all'estrazione eccessiva e all'inquinamento; chiede alla Commissione di promuovere una gestione integrata delle risorse idriche nel quadro del partenariato UE-Africa per le infrastrutture, per garantire un approvvigionamento di acqua finalizzato al benessere umano e alla sostenibilità ecologica;

23.   riconosce che i grandi progetti infrastrutturali possono avere effetti ambientali e sociali molto gravi; propone che i criteri indicati dalla Commissione mondiale delle dighe, che includono analisi delle opzioni e la partecipazione pubblica, formino la base del processo decisionale sui grandi progetti di dighe;

24.   chiede un aumento della quota degli aiuti allo sviluppo destinati a progetti in materia di sensibilizzazione ambientale e sanitaria;

25.   deplora che la dimensione esterna della strategia UE in materia di sviluppo sostenibile non sia collegata più strettamente a questioni di sanità pubblica come l'HIV/AIDS e la tubercolosi; sottolinea che queste problematiche devono essere affrontate a livello dell'UE e a livello globale;

26.   sottolinea che la partecipazione della società civile, delle ONG e in particolare delle donne al dibattito e al processo decisionale sullo sviluppo sostenibile sono vitali per incrementare la coscienza pubblica al riguardo; sottolinea l'importanza dell'istruzione a fini di scelte ecologiche sostenibili soprattutto tra le popolazioni più indigenti;

27.   chiede alla Commissione di sostenere la costruzione di capacità e la partecipazione delle comunità locali e delle popolazioni indigene nei paesi in via di sviluppo per quanto concerne l'accesso, il controllo e la gestione delle risorse naturali;

28.   sottolinea che una partecipazione rafforzata richiede trasparenza nella trasmissione delle informazioni pertinenti e una migliore accessibilità ai documenti dell'UE;

29.   chiede la creazione di indicatori di sviluppo sostenibili da applicare in relazione alle politiche di cooperazione allo sviluppo dell'UE, nonché meccanismi rafforzati in materia di relazioni e monitoraggio per quanto concerne la biodiversità e la sostenibilità ambientale;

30.   chiede un impegno molto più solido dei vecchi e nuovi Stati membri a conseguire l'obiettivo di versare lo 0,7% di AUS/RNL alla cooperazione allo sviluppo;

31.   sottolinea l'importanza di conseguire la compatibilità tra gli accordi ambientali multilaterali come il Protocollo di Kyoto e il quadro dell'OMC, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo XX dell'Accordo generale sulle Tariffe ed il Commercio (GATT) concernente settori di eccezioni generali compiute per quanto riguarda: (b) le misure necessarie a proteggere la vita dell'uomo, degli animali, dei vegetali o la salute; e (g) le misure relative alla conservazione delle risorse naturali esauribili, se tali misure vengono messe in vigore unitamente a restrizioni sulla produzione o il consumo interni; ribadisce in proposito il ruolo della valutazione d'impatto della sostenibilità ambientale nel contesto delle proposte in materia commerciale;

32.   chiede agli USA, alla Cina e all'India di ratificare il protocollo di Kyoto e di assumersi, congiuntamente all'UE, la responsabilità dello sviluppo sostenibile a livello mondiale;

33.   sottolinea che l'UE dovrebbe riesaminare le conseguenze negative delle sovvenzioni alle esportazioni sui paesi in via di sviluppo, e in particolare sui PMA, ed esplicare maggiori sforzi per abolirle attraverso negoziati commerciali internazionali;

34.   ribadisce l'importanza dell'alleviamento del debito per i PMA i cui governi rispettino i principi dei diritti dell'uomo e di buon governo;

35.   ritiene che la rete europea di sviluppo sostenibile possa servire da punto focale per gli Stati membri al fine di scambiarsi esperienze e condividere le migliori pratiche attraverso ad esempio meccanismi di revisione tra pari;

36.   ritiene che l'istituzione di un organo permanente, consultivo e di monitoraggio sullo sviluppo sostenibile, che comprenda Stati membri e rappresentanti della società civile e controlli l'integrazione del concetto nelle politiche dei programmi UE, con particolare accento sulla cooperazione allo sviluppo, sarebbe di grande importanza ed essenziale per il sostegno al gruppo interservizi interno della Commissione sull'integrazione dell'ambiente nella cooperazione allo sviluppo;

37.   sottolinea che i paesi avanzati dovrebbero essere all'avanguardia nel promuovere il concetto di sviluppo sostenibile;

38.   sottolinea che lo sviluppo sostenibile va di pari passo ad istituzioni sostenibili, per cui sono necessarie misure vincolanti come il collegamento dell'alleviamento del debito al rispetto dei diritti dell'uomo e del buon governo; ritiene che ciò potrebbe avviare una dinamica donatore-donatore e costituire una cooperazione allo sviluppo basata sui principi di parità, partenariato e proprietà;

39.   sottolinea l'importanza di rafforzare le piccole e medie imprese (PMI) quali strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo ambientale, sociale ed economico nei paesi in via di sviluppo; chiede quindi maggiori sforzi unitamente alle autorità dei paesi interlocutori nel concepire politiche, programmi e progetti che favoriscano lo sviluppo delle PMI, operando in conformità con i principi di sviluppo sostenibile e ribadisce la sua proposta di sostenere e finanziare gli enti regionali che promuovono le PMI;

40.   invita gli Stati membri dell'OCSE ad aiutare i paesi in via di sviluppo rafforzando l'accesso ai necessari flussi e mercati di investimento e attraverso più efficaci programmi di cooperazione allo sviluppo;

41.   chiede che l'accento posto sul PIL per misurare il progresso della società sia equilibrato da una pari preoccupazione sugli aspetti qualitativi della crescita, in quanto costituisce un requisito preliminare per lo sviluppo sostenibile;

42.   sottolinea la necessità di misure complementari come misure fiscali e appalti pubblici sostenibili nonché la riduzione e la progressiva eliminazione delle sovvenzioni che distorcono gli scambi e danneggiano l'ambiente;

43.   esorta il settore privato dei paesi in via di sviluppo e dei paesi avanzati ad adattare, impegnandosi a rispettarli, i codici di condotta societari che delineano pubblicamente il loro contributo all'obiettivo dello sviluppo sostenibile;

44.   invita la Commissione a monitorare periodicamente e a riferire sull'efficacia del Codice di condotta delle imprese europee che operano nei paesi in via di sviluppo, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione dei requisiti di sviluppo sostenibile;

45.   si compiace dell'approccio della Commissione nei confronti della promozione di questioni di responsabilità societaria in materia sociale a livello internazionale; sollecita comunque la Commissione ad attribuirvi maggiore importanza, elaborando norme più vincolanti per le imprese europee che operano nei paesi in via di sviluppo, soprattutto per quanto riguarda gli standard lavorativi fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e la tutela dell'ambiente;

46.   ricorda alla Commissione l'esigenza di basare i suoi programmi di sviluppo sulla trasparenza e la responsabilità, in quanto la corruzione nei paesi in via di sviluppo spesso rafforza negativamente tendenze insostenibili, ad esempio in settori come il disboscamento illegale; sottolinea inoltre la necessità di sostenere la formazione di sentinelle anticorruzione indipendenti nei paesi in via di sviluppo destinando sufficienti risorse a tali progetti;

47.   chiede alla Commissione di lavorare insieme agli Stati membri per individuare e tradurre in giustizia i responsabili dell'importazione di legname e prodotti in legno di origine illegale, sostenendo gli Stati ACP nelle azioni volte a porre termine al commercio e alla commercializzazione di tali beni;

48.   ribadisce l'importanza degli investimenti esteri diretti nei paesi in via di sviluppo ed incoraggia la Commissione e gli Stati membri a concepire le proprie politiche di sviluppo in modo da migliorare l'attuale stato delle istituzioni economiche e il clima degli investimenti nei paesi in via di sviluppo;

49.   ritiene che gli enti locali dei paesi in via di sviluppo non siano sempre in grado di sostenere i volumi di finanziamento necessari per investimenti di grandi dimensioni per la costruzione e la manutenzione di reti di infrastrutture, ad esempio per l'approvvigionamento d'acqua o il risanamento, e che di conseguenza soltanto l'apporto complementare di capitali privati mediante un partenariato pubblico-privato permetterà di ottenere il volume di finanziamenti necessario;

50.   ribadisce il suo invito alla Commissione a sostenere fermamente il regime di concessione di licenze FLEGT e gli accordi di partenariato volontari (APV); ritiene che particolare importanza dovrebbe essere attribuita a convincere i paesi interlocutori a firmare gli APV e ad aderire al regime di concessione delle licenze, evitando nel contempo la possibilità che interlocutori eludano il regime esportando verso paesi terzi qualora non siano in atto regimi di concessione;

51.   sottolinea l'importanza di rafforzare il dialogo sociale con le imprese locali dei paesi in via di sviluppo, al fine di favorire la cooperazione e le responsabilità comuni per ottenere un consumo e una produzione sostenibili nonché di sostenere gli scambi sud-sud e nord-sud di conoscenze in materia;

52.   invita la Commissione a porre un accento particolare, durante i negoziati per gli Accordi di partenariato economico, sulle strategie che favoriscano una maggiore diversificazione delle esportazioni dai paesi ACP e a sostenere modelli di crescita e di sviluppo sostenibili sotto il profilo ambientale e socialmente equi;

53.   ribadisce che per i paesi in via di sviluppo l'accesso alle fonti energetiche costituisce una priorità fondamentale; chiede a tale riguardo che l'accesso all'energia sia favorito attraverso l'iniziativa EU in materia di energia e aumentando il profilo dell'efficacia energetica nei programmi di sviluppo;

54.   sottolinea che, in un contesto di crescita urbana anarchica, la questione delle risorse idriche e del risanamento in ambiente urbano rappresenta un elemento chiave dello sviluppo, in quanto è possibile costruire una capacità comunale di buone prassi in materia di governance democratica locale;

55.   chiede ai paesi in via di sviluppo, ai fini di uno sfruttamento sostenibile delle loro risorse idriche, di decentralizzare la gestione dell'acqua a livello locale, al fine di associare gli utenti e i decisori alla definizione di politiche idriche il più possibile vicine alle necessità dei cittadini;

56.   chiede che i poteri locali dell'Unione europea siano incoraggiati a destinare parte dei canoni riscossi dagli utenti per la fornitura dei servizi d'acqua e di risanamento a azioni di cooperazione decentralizzate, al fine di finanziare progetti intesi a migliorare l'accesso alle risorse idriche nei paesi in via di sviluppo;

57.   chiede che l'Unione europea contribuisca a sviluppare strategie che incoraggino un modo di sviluppo economico e agricolo compatibile con il mantenimento o il ripristino di un elevato livello di qualità dell'acqua, dalle acque sotterranee fino all'acqua fornita al consumatore finale;

58.  ritiene necessario integrare il concetto di sviluppo sostenibile nel processo di ricerca e innovazione;

59.   invita tutte le parti a stabilire concreti obiettivi di sviluppo sostenibile a breve e a lungo termine e a monitorare i progressi compiuti nella realizzazione di tali obiettivi;

60.   ritiene che nell'ambito della coerenza strategica in materia di sviluppo e per quanto riguarda l'immigrazione, gli Stati membri troveranno un accordo per far fronte alla sfida dell'immigrazione; ricorda a questo proposito che occorre riservare particolare attenzione alle rimesse dall'estero e a un'eventuale trasformazione delle politiche che provocano una fuga dei cervelli in processi che ne favoriscono l'acquisto; sottolinea che l'UE non dovrebbe a lungo termine provocare effetti di fuga dei cervelli ai paesi in via di sviluppo;

61.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati.

(1) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(2) GU C 46 del 24.2.2006, pag. 1.
(3) GU C 104 del 14.04.1999, pag. 180.
(4) GU C 298 E dell'8.12.2006, pag. 171.
(5).GU C 293 E del 2.12.2006, pag. 316.
(6) GU C 287 E del 24.11.2006, pag. 185.
(7) Testi approvati, P6_TA(2006)0272.
(8) WWF (2004) Aiuto dell'UE: riduzione della povertà mediante lo sviluppo sostenibile: perché l'aiuto dell'UE dovrebbe affrontare in modo adeguato il legame tra povertà e ambiente?
(9) Banca mondiale (2002) Una strategia forestale rivista per il Gruppo della Banca mondiale 31.10.2002.
(10) FAO (2002) Lo stato della pesca e dell'acquacoltura a livello mondiale. FAO, Roma, Italia.
(11) GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41.

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