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Procedura : 2007/2186(INI)
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A6-0463/2007

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CRE 13/12/2007 - 5

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Giovedì 13 dicembre 2007 - Strasburgo
Relazioni economiche e commerciali con la Corea
P6_TA(2007)0629A6-0463/2007

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2007 sulle relazioni economiche e commerciali con la Corea (2007/2186(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Corea, dall'altro(1),

–   visto lo studio "Impatto economico di un potenziale accordo di libero scambio tra l'Unione europea e la Corea del Sud" elaborato da Copenhagen Economics & Prof. J.F. Francois,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Europa globale: competere nel mondo – Un contributo alla strategia per la crescita e l'occupazione dell'UE" (COM(2006)0567),

–   viste le sue risoluzioni del 13 ottobre 2005 sulle prospettive delle relazioni commerciali tra l'Unione europea e la Cina(2) e del 28 settembre 2006 sulle relazioni economiche e commerciali dell'Unione europea con l'India(3),

–   visti i principi guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulle imprese multinazionali e la dichiarazione di principi tripartita dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sulle imprese multinazionali e la politica sociale,

–   viste le statistiche OCSE in materia di occupazione per il 2007,

–   vista la dichiarazione sull'avanzamento delle relazioni tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, la pace e la prosperità, adottata il 4 ottobre 2007 dalla Repubblica di Corea (in prosieguo "Corea") e dalla Repubblica popolare democratica di Corea (in prosieguo "Corea del Nord")

–   visto l'articolo 45 del regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A6-0463/2007),

A.   considerando che il sistema commerciale multilaterale regolamentato fissato dall'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) continua a rappresentare il quadro più adeguato per disciplinare e per favorire un commercio giusto ed equo elaborando norme appropriate e garantendo il rispetto di tali norme,

B.   considerando che l'Unione europea dovrebbe continuare ad accordare priorità al conseguimento di un risultato equilibrato dell'Agenda di Doha per lo sviluppo, che aiuterebbe i paesi in via di sviluppo a partecipare pienamente al sistema commerciale internazionale,

C.   considerando che accordi commerciali bilaterali e interregionali possono comunque completare le norme dell'OMC occupandosi di questioni come le norme sociali e ambientali per le quali attualmente risulta difficile trovare un accordo multilaterale,

D.   considerando che l'accordo con la Corea può anche affrontare questioni inerenti agli investimenti e al commercio dei servizi, ma dovrebbe farlo secondo modalità che garantiscano che l'apertura dei mercati non comprometta né le norme europee né quelle coreane sulla protezione dei servizi pubblici e la diversità culturale né pregiudichi lo spazio politico necessario per porre in atto unilateralmente politiche ambientali, economiche e sociali sostenibili nell'Unione europea e in Corea,

E.   considerando che la Corea è una delle principali economie mondiali con un reddito pro-capite che equivale a quello di uno Stato membro di livello medio dell'Unione europea,

F.   considerando che la povertà rimane un problema irrisolto e sempre più grave in Corea che, secondo le statistiche OCSE, figura fra i tre membri OCSE con il divario in termini di reddito più elevato e in maggiore crescita; che la Corea figura all'ultimo posto tra i paesi OCSE con meno del 5% della spesa derivante dalle entrate fiscali destinata alla sicurezza sociale, rispetto alla media OCSE del 43%,

G.   considerando che la Corea è uno dei quattro partner più importanti dell'Unione europea al di fuori dell'Europa e che l'Unione europea era il più grande investitore estero in Corea nel 2006,

H.   considerando che la Corea ha firmato accordi di libero scambio (ALS) con gli Stati Uniti e una serie di importanti partner commerciali e sta negoziando altri accordi,

I.   considerando che l'accesso al mercato è attualmente sempre più ostacolato da vari tipi di barriere non tariffarie, tra cui la mancata adozione di norme e standard internazionali, che sono in parte responsabili del deficit strutturale dell' Unione europea nelle relazioni commerciali bilaterali,

J.   considerando che alcuni studi dimostrano che un accordo UE-Corea potrebbe comportare vantaggi economici sostanziali per ambedue le parti ma che, in tutti i casi ipotizzati, la Corea trarrebbe due terzi dei vantaggi,

Aspetti generali

1.   ritiene che un esito positivo dell'Agenda di Doha rimanga la priorità commerciale dell'Unione europea e si inquieterebbe se, a causa dei negoziati bilaterali con la Corea o altri partner, l'attenzione dovesse essere distolta dal raggiungimento di questo obiettivo;

2.   ritiene che negoziati bilaterali con importanti partner commerciali o regioni possano integrare proficuamente le norme multilaterali purché comportino accordi ambiziosi, di elevata qualità che vadano ben oltre le riduzioni tariffarie;

3.   ritiene che le dimensioni e la rapida crescita dell'economia coreana facciano di questo paese un candidato idoneo a tale accordo, ma richiama l'attenzione sui problemi significativi, fra cui l'esistenza di considerevoli barriere non tariffarie, che dovranno essere affrontati per poter raggiungere un accordo soddisfacente;

4.   è dell'avviso che un accordo limitato alle riduzioni tariffarie produrrebbe solamente benefici a breve termine e chiede, pertanto, lo smantellamento delle barriere non tariffarie nonché l'apertura del settore dei servizi in Corea;

5.   ritiene che qualsiasi ALS con la Corea debba tener conto dei quattro temi di Singapore (scambi e investimenti, scambi e politica di concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione degli scambi);

6.   giunge alla conclusione che il contenuto reciprocamente vantaggioso dell'accordo è ben più importante della fissazione di un rapido scadenzario, e pertanto, sarebbe preoccupato se scadenze artificiali portassero a un accordo non sufficientemente ampio, ambizioso e ben equilibrato;

Sviluppo sostenibile

7.   ritiene che le riduzioni tariffarie dovrebbero avvenire molto più rapidamente e più drasticamente per i prodotti rispettosi dell'ambiente rispetto ad altri prodotti; chiede alla Commissione e ai negoziatori coreani di elaborare una chiara definizione di tali prodotti; raccomanda fermamente che, nell'ambito di siffatta definizione, si tenga debitamente conto delle condizioni ambientali di produzione dei prodotti;

8.   deplora che non sia stata intrapresa in una fase precedente una valutazione d'impatto sulla sostenibilità (SIA) in considerazione del previsto calendario negoziale; giudica della massima importanza che i risultati della SIA siano pubblicati ben prima della firma di un accordo e che sia concesso un periodo di tempo sufficiente per una piena consultazione del pubblico in modo che i risultati della SIA possano influenzare l'esito dei negoziati; esorta la Commissione a consultare il Parlamento, il Consiglio e la società civile se la SIA indica la necessità di requisiti di attenuazione e a negoziare l'ALS finale di conseguenza;

9.   ritiene che il livello di ambizione della Commissione in merito a un maggiore accesso al mercato dovrebbe essere pienamente controbilanciato da un approccio altrettanto ambizioso nei confronti dello sviluppo sostenibile; chiede, al contempo, che non siano autorizzate deroghe alla regola che l'accesso al mercato interno europeo è subordinato al rispetto delle norme di protezione ambientale;

10.   accoglie con favore l'introduzione di clausole sociali e ambientali più severe nel recente accordo di libero scambio concluso da Stati Uniti e Corea, in seguito alle pressioni esercitate dal Congresso statunitense;

11.   ritiene che i negoziatori dell'Unione europea debbano considerare questo accordo come una base per conseguire ulteriori progressi, segnatamente per quanto concerne la ratifica e l'applicazione delle norme fondamentali dell'OIL, la partecipazione della Corea a un regime post 2012 per lottare contro il cambiamento climatico e il riconoscimento della legislazione e delle norme UE esistenti in materia ambientale;

12.   chiede l'inserimento in ciascun accordo commerciale con la Corea di clausole vincolanti in materia sociale e ambientale;

13.   invita gli Stati membri e la Commissione a sostenere e a promuovere, in sede di negoziati bilaterali con la Corea, i principi direttori dell'OCSE sulla corporate governance e sulla responsabilità sociale delle imprese sia per le imprese coreane che hanno attività in Europa sia per le imprese europee stabilite in Corea;

14.   ritiene che un capitolo ambizioso sullo sviluppo sostenibile debba costituire un elemento essenziale di qualsiasi accordo, ma ricorda che l'obiettivo ultimo resta il rispetto delle norme convenute; ritiene che ciò implichi che tale capitolo sia assoggettato al meccanismo standard di risoluzione delle controversie;

15.   ritiene che un forum sul commercio e lo sviluppo sostenibile, composto di rappresentanti di organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e di ONG, potrebbe assumere un ruolo prezioso nell'assicurare che una maggiore apertura dei mercati sia accompagnata da norme ambientali e sociali più elevate;

16.   propone l'introduzione di un meccanismo che consenta alle organizzazioni riconosciute dei lavoratori e dei datori di lavoro dell' Unione europea o della Corea di presentare richieste d'azione che verrebbero trattate entro un periodo di tempo determinato e potrebbero sfociare in disposizioni di seguito e riesame al fine di mantenere la pressione nei confronti di coloro che violano dei diritti dei lavoratori;

Questioni settoriali

17.   chiede che la conclusione di un ALS con la Corea che copra gli scambi di merci e servizi sia parte integrante dei negoziati bilaterali nel campo della cooperazione scientifica e tecnica e della proprietà intellettuale, promuova la cooperazione in materia di efficienza energetica, sia intesa a contrastare il cambiamento climatico e abbracci anche altri aspetti esterni della politica energetica, il nucleare e le fonti rinnovabili e il programma Galileo;

18.   ritiene che la divergenza della Corea dalle norme internazionali e dai requisiti in materia di etichettatura costituisca la principale barriera non tariffaria, che presenta particolari problemi per l'industria automobilista, farmaceutica, cosmetica e elettronica; esorta il governo coreano a fornire spiegazioni soddisfacenti per siffatte divergenze o, altrimenti, a impegnarsi ad abolirle durante i negoziati ALS;

19.   sostiene l'obiettivo della Commissione di assistere gli esportatori dell'Unione europea di prodotti farmaceutici e strumenti medici assicurando una maggiore trasparenza nel sistema sanitario coreano, ma insiste sulla necessità che l'accordo non crei ostacoli giuridici o pratici alle imprese coreane che utilizzano le flessibilità illustrate nei paragrafi 4 e 5 della dichiarazione sull'Accordo TRIPS e la salute pubblica, adottata dalla Conferenza ministeriale dell'OMC il 14 novembre 2001 a Doha, per promuovere l'accesso ai medicinali nei paesi in via di sviluppo;

20.   sottolinea la necessità di incorporare un accordo di mutuo riconoscimento (MRA) nell'ALS UE-Corea per eliminare ulteriormente gli ostacoli al commercio causati da inutili doppie procedure attuate dalla Corea che causano ostacoli alle società dell'Unione europea nell'ambito di varie industrie che intendono vendere i loro prodotti alla Corea;

21.   deplora che l'incapacità della Corea di rispettare le norme internazionali faccia sì che gli animali siano soggetti a test non necessari e ridondanti; è dell'avviso che l'accordo dovrebbe mirare a garantire che le alternative convalidate a livello scientifico ai test sugli animali, che sono state approvate da una parte, siano ritenute accettabili dall'altra parte;

22.   è preoccupato per l'eventualità che l'ALS UE-Corea abbia un grave impatto negativo sull'industria automobilistica europea; chiede pertanto che la Commissione esamini una strategia di eliminazione graduale delle tariffe UE all'importazione con salvaguardie; raccomanda che tale graduale soppressione sia collegata con l'abolizione di importanti barriere non tariffarie da parte coreana;

23.   rileva, per quanto concerne l'industria automobilistica, che la Corea ha firmato e ratificato l'accordo della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sulla definizione di norme tecniche e globali per i veicoli a ruote, l'equipaggiamento e le parti che possano essere montate e/o utilizzate per tali veicoli, e si è pertanto impegnata ad applicare le norme standardizzate; invita la Commissione ad insistere per una loro rapida attuazione; nel contempo esorta la Commissione a insistere sulla possibilità di importare in Corea senza necessità di test o omologazione automobili UE che rispettino gli standard UNECE; rifiuta deroghe per le automobili coreane agli standard antinquinamento relativi alle emissioni;

24.   ritiene che, alla luce delle difficili esperienze che l'Unione europea ha fatto con l'industria coreana delle costruzioni navali, si dovrebbe accordare particolare attenzione a tale settore durante i negoziati;

25.   è dell'avviso che la Commissione europea debba altresì tener conto, nell'ambito dei negoziati, delle preoccupazioni del settore agricolo sia coreano sia europeo, segnatamente per quanto riguarda le eventuali conseguenze negative dell'ALS per i prodotti sensibili interessati;

26.   considera che i requisiti in materia di picchi tariffari e di etichettatura eccessiva cui si confronta l'industria delle bevande alcoliche siano una priorità nei negoziati; sollecita l'adozione immediata di misure per lottare contro le barriere non tariffarie che pregiudicano il settore ortofrutticolo e contro le tariffe eccessivamente elevate applicate alle conserve di frutta; ritiene che sia della massima importanza conseguire un esito soddisfacente in merito agli indicatori geografici;

27.   nutre preoccupazioni in merito alle difficoltà incontrate dalle ditte straniere per accedere al mercato coreano dei servizi, segnatamente per quanto concerne le banche, le assicurazioni e l'attività di consulenza giuridica;

28.   annette un'elevata priorità all'effettiva applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, anche tramite l'introduzione di adeguate sanzioni nei casi di contraffazione e pirateria; ritiene che dovrebbero essere inclusi meccanismi speciali per la soluzione rapida ed efficace delle controversie, nel contesto delle esistenti norme OMC, in modo che le suddette pratiche e altre pratiche commerciali di concorrenza sleali possano essere trattate adeguatamente; sottolinea che l'attuale negoziato con la Corea sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale non dovrebbe pregiudicare i legittimi obiettivi politici quali l'accesso ai medicinali, andando oltre gli obblighi dell'Accordo TRIPS, ma che dovrebbe invece incoraggiare l'uso delle flessibilità TRIPS;

29.   sollecita la Corea a introdurre diritti di prestazioni pubbliche per i produttori di registrazioni sonore in linea con la Convenzione internazionale sulla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione (Convenzione di Roma) del 1961, il trattato dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi (WPPT) del 1996 e la direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale(4);

30.   esorta la Corea a rispettare pienamente i "trattati Internet" dell'OMPI comprendenti il pieno sostegno giuridico per le misure di protezione tecnologica utilizzate dai proprietari dei diritti d'autore, compreso un divieto per gli atti di circonvenzione; l'attribuzione ai produttori delle registrazioni sonore di diritti esclusivi su tutte le forme di diffusione via Internet; l'istituzione di un'efficace procedura di segnalazione e rimozione; il riconoscimento della protezione per le copie temporanee e una riduzione della deroga per le copie private nell'ambito digitale;

31.   esorta la Corea a rafforzare la lotta contro la pirateria su Internet nei modi seguenti: migliorando gli incentivi per la cooperazione da parte dei gestori di reti telematiche nella lotta contro la pirateria; incoraggiando il Centro per la protezione dei diritti d'autore ad assicurare che i titolari di diritti stranieri siano protetti contro la pirateria delle loro opere; indagando e perseguendo penalmente entità coinvolte con siti Internet, server, servizi di immagazzinaggio e di condivisione di file illegali;

32.   sottolinea che qualsiasi ALS con la Corea dovrebbe comprendere i seguenti punti:

   miglioramento e semplificazione delle norme di origine comunitarie,
   armonizzazione generalizzata di norme e standard internazionali già esistenti anziché introduzione di nuovi standard,
   maggiori obblighi d'informazione e promozione delle migliori prassi nel campo della regolamentazione,
   trasparenza dei meccanismi di sostegno statale ed eliminazione delle barriere non tariffarie esistenti;

Corea del Nord e Kaesong

33.   accoglie con favore il ruolo svolto dal complesso industriale del Kaesong (KIC) nel contribuire alla pace e alla sicurezza della regione; ritiene nondimeno che l'inclusione dei prodotti del complesso industriale del Kaesong in un ALS sollevi seri problemi tecnici e giuridici;

34.   raccomanda che la Commissione esamini seriamente in quale misura le questioni commerciali tra la Corea del Nord e la Corea del Sud possano essere coadiuvate tramite un ALS con l'Unione europea;

35.   sottolinea che qualsiasi accordo dovrebbe comprendere un impegno a non abbassare le norme sul lavoro al fine di attirare investimenti esteri in qualsiasi area del territorio delle parti, comprese le zone di trasformazione per l'esportazione;

Varie

36.   ritiene che, per dimostrare un impegno continuo verso i negoziati multilaterali, la Corea dovrebbe essere pronta a offrire un accesso esente da dazi e da contingenti ai paesi meno sviluppati, seguendo l'esempio dell'iniziativa UE "Tutto fuorché le armi" e nel pieno rispetto delle norme equivalenti in materia di ambiente e lavoro;

Ruolo del Parlamento

37.   ritiene che la legittimità e l'accettazione pubblica di un accordo presuppongano che il Parlamento partecipi da vicino a ogni fase dei negoziati e abbia la possibilità di esprimere il proprio parere sull'accettabilità del testo negoziato; auspica che la Commissione e il Consiglio si adoperino per presentare l'accordo in una forma che richiederebbe il parere conforme del Parlamento ai sensi dell'articolo 300, paragrafo 3, secondo comma del trattato CE;

o
o   o

38.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Repubblica di Corea.

(1) GU L 90 del 30.3.2001, pag. 46.
(2) GU C 233 E, del 28.9.2006, pag. 103.
(3) GU C 306 E, del 15.12.2006, pag. 400.
(4) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 28.

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