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RC-B6-0305/2008

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P6_TA(2008)0308

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Giovedì 19 giugno 2008 - Strasburgo
Crisi del settore della pesca
P6_TA(2008)0308RC-B6-0305/2008

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 giugno 2008 sulla crisi del settore della pesca in seguito all'aumento del prezzo del gasolio

Il Parlamento europeo,

–   visto il regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca(1),

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa al miglioramento della situazione economica dell'industria della pesca (COM(2006)0103),

–   vista la conferenza organizzata dalla Commissione e svoltasi a Bruxelles il 10 e 11 maggio 2006 sulle nuove tecnologie nel settore della pesca,

–   viste le sue risoluzioni del 28 settembre 2006 sul miglioramento della situazione economica nell'industria della pesca(2) e del 12 dicembre 2007 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura(3),

–   visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che la crisi attuale cui è confrontato il settore della pesca nella Comunità è dovuta al costante aumento del prezzo del carburante che, negli ultimi cinque anni, ha subìto un incremento superiore al 300% e, dal gennaio 2008, superiore al 40%,

B.   considerando che i prezzi dei prodotti della pesca sono simili a quelli di vent'anni fa e che, per talune specie, si è verificata, a partire dall'inizio dell'anno, una considerevole riduzione (sino al 25%) a causa della massiccia importazione di prodotti della pesca illegale,

C.   considerando che nel settore della pesca, diversamente da altri settori dell'economia, il prezzo del carburante non può incidere sul prezzo dei suoi prodotti alla prima vendita poiché, nell'attuale situazione, i pescatori non possono fissare i prezzi,

D.   considerando che l'aumento dei prezzi del gasolio sta avendo ripercussioni dirette e indirette sui redditi degli equipaggi, a causa del nesso tra i salari e le entrate provenienti dalla prima vendita delle catture,

E.   considerando che quest'anno i redditi dei pescatori comunitari sono diminuiti, a fronte di un aumento dei costi da essi sostenuti,

F.   considerando che, nonostante i piani di ristrutturazione in vigore e gli adeguamenti successivi del settore, l'incessante aggravarsi della crisi ha reso molte imprese finanziariamente insostenibili, mentre altre aziende del settore della pesca si ritrovano in situazioni ad alto rischio che sono all'origine di manifestazioni di protesta in numerosi Stati membri,

G.   considerando che è necessario un investimento sostanziale, a livello sia europeo che nazionale, in nuove tecnologie per aumentare l'efficienza energetica dei pescherecci e in modalità per ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili,

H.   considerando che taluni Stati membri hanno avviato programmi volti a ridurre il consumo di carburante da parte delle rispettive flotte e che tali innovazioni devono essere sostenute,

I.   considerando che l'Unione europea si è impegnata ad attuare una considerevole riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel quadro del pacchetto "clima ed energia" e che il settore della pesca può contribuire a tale sforzo,

J.   considerando che la soluzione dei problemi attuali cui è confrontato il settore della pesca può essere trovata soltanto se vengono adottate misure forti tanto a livello nazionale quanto a livello europeo a breve, medio e lungo termine,

1.   esprime la sua solidarietà ai pescatori dell'Unione europea e invita la Commissione e il Consiglio a prevedere misure per risolvere la situazione attuale nel settore della pesca;

2.   invita gli Stati membri ad accelerare le procedure per consentire il pagamento di aiuti a norma del regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione, del 24 luglio 2007, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della pesca(4);

3.   ribadisce in tale contesto la sua richiesta alla Commissione di rivedere detto regolamento così da aumentare gli aiuti fino a 100 000 EUR per peschereccio invece che per impresa, in modo che il livello di aiuto si ravvicini a quello concesso ad altri settori economici;

4.   attira l'attenzione degli Stati membri sui nuovi orientamenti comunitari per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura(5), che prevedono sgravi fiscali e riduzioni dei costi sociali per i pescherecci comunitari che operino al di fuori delle acque comunitarie, e chiede che tali misure siano applicate ai pescherecci che ne facciano richiesta;

5.   ricorda che, oltre all'aumento del prezzo del petrolio, una delle denunce più ricorrenti della flotta peschereccia dell'Unione europea in relazione al crollo dei prezzi dei suoi prodotti riguarda le massicce importazioni di prodotti ittici acquistati a basso prezzo provenienti dalla pesca illegale, per cui insiste che:

   a) il Consiglio agisca responsabilmente adottando la futura direttiva contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), in modo da rafforzare e migliorare i controlli sulle importazioni provenienti dalla pesca INN;
   b) i controlli sui prodotti della pesca provenienti dai paesi terzi siano intensificati e migliorati al fine di garantire l'applicazione delle stesse norme sia ai prodotti importati che ai prodotti comunitari;
   c) le informazioni sull'origine dei prodotti della pesca siano migliorate ed aumentate e, soprattutto, l'uso obbligatorio di un'etichetta informativa sia garantito e controllato in tutti i casi e le frodi nell'etichettatura dei prodotti siano adeguatamente combattute;

6.   ribadisce la richiesta alla Commissione di presentare al più presto la sua proposta per la revisione dell'organizzazione comune dei mercati dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, tenendo conto delle proposte del Parlamento stesso, al fine di consentire ai pescatori di partecipare maggiormente alla fissazione dei prezzi, garantendo così i redditi nel settore, assicurando la stabilità del mercato, migliorando la commercializzazione dei prodotti ittici ed aumentando il valore aggiunto generato;

7.   chiede che vengano messi in atto i piani di adeguamento della flotta di pesca in tutti gli Stati membri e chiede che vengano messe a disposizione le necessarie risorse finanziarie per ristrutturare su base volontaria le flotte. A tal fine:

   a) chiede alla Commissione di definire criteri prioritari per i segmenti della flotta che più hanno subìto gli effetti di questa crisi;
   b) ritiene essenziale che i programmi operativi nazionali del Fondo europeo per la pesca siano rivisti per prevedere una spesa più mirata;
   c) chiede assistenza per un cambiamento una tantum delle attrezzature di pesca al fine di conseguire un metodo di pesca che preveda un minor uso di carburante;
   e) incoraggia l'acquisto di attrezzature volte a migliorare l'efficienza del carburante;

8.   invita la Commissione a sottoporre proposte relative a un regime di compensazione settennale per la riduzione di CO2 nel settore della pesca, basato sull'attuale prezzo di 25 EUR per tonnellata di CO2;

9.   invita la Commissione a sostenere la messa a punto di un fondo per la ricerca e lo sviluppo specificatamente orientato alla pesca, nel quadro dell'attuale settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, per contribuire a finanziare progetti intesi a studiare fonti alternative di energia e a migliorare l'efficienza energetica nel settore della pesca;

10.   ritiene che la conversione e la diversificazione delle attrezzature di pesca possano contribuire alla riduzione della dipendenza energetica del settore della pesca;

11.   invita la Commissione e gli Stati membri a procedere a vaste consultazioni con il settore della pesca ed altre parti interessate per raccogliere le loro idee sui modi migliori di raggiungere tale obiettivo, riconoscendo che la situazione e, di conseguenza, le soluzioni non saranno necessariamente identiche in tutte le attività di pesca o in tutte le regioni;

12.   sollecita la Commissione a formulare proposte specifiche per alleviare la situazione nelle zone maggiormente dipendenti dalla pesca;

13.   chiede l'attuazione di un dialogo tripartito a livello europeo tra tutti gli attori (amministrazioni pubbliche, sindacati e pescatori) per trattare i problemi strutturali del settore, che non sono semplicemente un riflesso della crisi dei prezzi del petrolio, accordando priorità alle condizioni di lavoro dei pescatori;

14.   chiede che, durante il prossimo Consiglio dei ministri per la pesca che si terrà a giugno 2008, tale questione venga discussa in via prioritaria e che vengano adottate le necessarie misure per risolvere questa crisi;

15.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai rappresentanti delle organizzazioni europee della pesca.

(1) GU L 223 del 15.8.2006, pag. 1.
(2) GU C 306 E del 15.12.2006, pag. 417.
(3) Testi approvati, P6_TA(2007)0606.
(4) GU L 193 del 25.7.2007, pag. 6.
(5) GU C 84 del 3.4.2008, pag. 10.

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