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Procedura : 2008/2005(INI)
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A6-0255/2008

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PV 08/07/2008 - 12
CRE 08/07/2008 - 12

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PV 09/07/2008 - 5.17
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P6_TA(2008)0354

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Mercoledì 9 luglio 2008 - Strasburgo
Un piano strategico europeo per le tecnologie energetiche
P6_TA(2008)0354A6-0255/2008

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2008 sul piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (2008/2005(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Un piano strategico europeo per le tecnologie energetiche: Verso un futuro a bassa emissione di carbonio" (COM(2007)0723) (comunicazione sul piano SET),

–   viste la valutazione d'impatto completa (SEC(2007)1508), la "Technology map" (SEC(2007)1510) e la "Capacities map" (SEC(2007)1511) che accompagnano la comunicazione sul piano SET,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Due volte 20 per il 2020: L'opportunità del cambiamento climatico per l'Europa" (COM(2008)0030),

–   vista la valutazione d'impatto del pacchetto di misure di attuazione per gli obiettivi dell'Unione europea in materia di cambiamento climatico ed energia rinnovabile per il 2020 (SEC(2008)0085),

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Promuovere la dimostrazione in tempi brevi della produzione sostenibile di energia da combustibili fossili" (COM(2008)0013),

–   visto il documento di lavoro della Commissione dal titolo "Il sostegno dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili" (SEC(2008)0057),

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Una politica energetica per l'Europa" (COM(2007)0001),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Riforme economiche e competitività: i messaggi chiave della relazione 2006 sulla competitività europea" (COM(2006)0697),

–   vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (COM(2008)0019),

–   vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra (COM(2008)0016),

–   vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio e recante modifica delle direttive 85/337/CEE e 96/61/CE del Consiglio e delle direttive 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 (COM(2008)0018),

–   vista la decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)(1),

–   vista la decisione 2006/976/Euratom del Consiglio, del 19 dicembre 2006 , concernente il programma specifico recante attuazione del settimo programma quadro della Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011)(2),

–   vista la decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013)(3),

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio che istituisce l'impresa Comune "Celle a combustibile e idrogeno" (COM(2007)0571),

–   vista la sua risoluzione del 25 settembre 2007 sulla tabella di marcia per le energie rinnovabili in Europa(4),

–   vista la sua risoluzione del 31 gennaio 2008 su un piano d'azione per l'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità(5),

–   vista la sua risoluzione del 13 marzo 2008 sul Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili(6),

–   vista la sua posizione dell'11 marzo 2008 sull'Istituto europeo di innovazione e tecnologia(7),

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles dell'8 e 9 marzo 2007,

–   viste le conclusioni del Consiglio "trasporti, telecomunicazioni ed energia" del 28 febbraio 2008 sul piano strategico europeo per le tecnologie energetiche,

–   viste le conclusioni della Presidenza sul Consiglio europeo di Bruxelles del 13 e 14 marzo 2008,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0255/2008),

A.   considerando che i ripetuti annunci del Parlamento, del Consiglio e della Commissione hanno sottolineato che affrontare il cambiamento climatico, migliorare la sicurezza energetica e garantire un'economia europea competitiva sono altrettanti obiettivi della politica europea in materia di energia e di clima,

B.   considerando che la minaccia posta dal cambiamento climatico continua a crescere e che i colloqui del COP14 a Poznan e del COP15 a Copenaghen avranno un'importanza cruciale per raggiungere un accordo internazionale sul cambiamento climatico destinato a sostituire il regime del protocollo di Kyoto,

C.   considerando che la relazione Stern sull'economia dei cambiamenti climatici (Stern Review on the Economics of Climate Change) riconosce che il costo dell'inazione, ossia dei mancati interventi di attenuazione dei mutamenti climatici, superano di gran lunga il costo dell'azione,

D.   considerando che la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di combustibili fossili potrebbe salire al 65% del consumo totale entro il 2030,

E.   considerando che la Commissione ha stimato che entro il 2020 costerà 70 miliardi di euro all'anno all'Unione europea conseguire i suoi obiettivi in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di energie rinnovabili,

F.   considerando che il miglioramento dell'efficienza energetica costituisce una delle misure con il miglior rapporto costi-benefici per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra,

G.   considerando che la ricerca e lo sviluppo tecnologico sono fattori chiave per il conseguimento degli obiettivi dalla politica energetica europea,

H.   considerando che una migliore sinergia della futura ricerca europea in materia di tecnologie energetiche non può che stimolare la crescita economica sostenibile, contribuire ai vantaggi comparativi dell'economia europea, migliorare l'occupazione e consentire così la realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona e la lotta contro il cambiamento climatico,

I.   considerando che il settimo programma quadro (PQ 7) assegna alla ricerca energetica soltanto 2,3 miliardi EUR per il periodo di sette anni,

J.   considerando che il volume degli investimenti del settore privato nella ricerca sulle tecnologie energetiche è nell'Unione europea molto limitato rispetto agli sforzi compiuti dai paesi terzi concorrenti, e persino dall'industria europea,

K.   considerando che dal 1980 i bilanci pubblici e privati per la ricerca energetica nell'Unione europea sono calati in misura sensibile e che l'indicatore di innovazione "Livello della spesa per la ricerca tecnologica" dà per l'Europa risultati mediocri, se comparato a livello internazionale,

L.   considerando che l'intervento pubblico a supporto di nuove tecnologie meno inquinanti è necessario, oltre che giustificato, in quanto i relativi costi iniziali di investimento sono superiori a quelli delle tecnologie sostituite e potrebbero pertanto, nella fase di prima commercializzazione, non essere accompagnati da utili commerciali a breve termine o prezzi più bassi per i consumatori,

Necessità di un piano strategico per le tecnologie energetiche

1.   plaude al piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano SET); ritiene che una politica europea sulle tecnologie energetiche e l'adeguatezza della sua base finanziaria, siano fondamentali per conseguire gli obiettivi dell'Unione europea in materia di energia e cambiamento climatico entro il 2020;

2.   sottolinea che l'Unione europea deve centrare i suoi obiettivi da raggiungere entro il 2020 inerenti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili pur mantenendo un'economia competitiva e sostenibile; ritiene che occorra sviluppare e applicare tecnologie energetiche innovative, a basso costo e a basse emissioni di carbonio, l'efficienza energetica e l'energia rinnovabile essenziali per ridurre il costo per l'abbattimento delle emissioni e creare nuovi mercati per l'industria dell'Unione europea, garantendo un impegno globale per affrontare il cambiamento climatico;

3.   ritiene che per conseguire detti obiettivi sia essenziale ridurre il costo dell'energia verde e dare forte impulso all'innovazione nel settore energetico; a tal fine è necessario migliorare il processo di trasferimento tecnologico dai centri di ricerca alle imprese, ridurre i tempi di penetrazione sul mercato, por fine all'attuale inerzia tecnologica e regolamentare e migliorare l'interconnessione delle reti;

4.   ritiene che occorrano altresì nuove tecnologie, in particolare nel campo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, per facilitare la diversificazione delle fonti energetiche, ridurre la domanda di energia e fornire metodi meno inquinanti e più sicuri per utilizzare le risorse autonome a sostegno della sicurezza degli approvvigionamenti energetici; chiede alla Commissione di procedere a una valutazione delle risorse energetiche dell'Unione europea;

5.   ritiene che il piano SET debba sostenere un'ampia gamma di attività che stimolino la discussione pubblica sui vantaggi delle varie nuove tecnologie energetiche, in particolare mediante campagne di educazione e informazione dei consumatori;

6.   ritiene che tecnologie a basse emissioni di carbonio meno costose e più efficaci possano contribuire al raggiungimento di un nuovo accordo internazionale sul cambiamento climatico atto a sostituire il regime del protocollo di Kyoto;

Coordinamento e programmazione strategica

7.   sottolinea la necessità di migliorare il coordinamento delle tecnologie energetiche strategiche a vari livelli e tra diversi partner; sottolinea altresì la necessità di evitare un'eccessiva burocrazia, garantire la semplicità e la chiarezza e assicurare un'ampia partecipazione di tutti i potenziali partner al momento di migliorare il coordinamento, ad esempio attraverso il proposto gruppo direttivo della Comunità europea sulle tecnologie energetiche strategiche e la proposta Alleanza europea per la ricerca energetica, che dovrebbe essere aperta a tutti i centri di ricerca europei indipendentemente dalle loro dimensioni o dalle loro risorse;

8.   è favorevole alla costituzione di un gruppo direttivo di alto livello e all'introduzione di un sistema di informazione sulle tecnologie energetiche trasparente e facilmente accessibile, in particolare per le PMI, e chiede alla Commissione di tenere informato il Parlamento sia sulla costituzione di tale gruppo e sui relativi lavori che sulla strategia di informazione;

9.   prende atto del fatto che gli strumenti sviluppati nell'ambito dei programmi quadro (ERA-NET, reti di eccellenza (NoEs), programmi di formazione per dirigenti (ETP)) potrebbero essere utilizzati a sostegno del futuro sistema europeo di informazione sulle tecnologie energetiche;

10.   sottolinea che una cooperazione coordinata con gli Stati membri è essenziale per raggiungere gli obiettivi prefissati, massimizzare i benefici e ridurre i costi; ritiene che gli strumenti comunitari operanti a livello nazionale, come i Fondi strutturali, possano sostenere la ricerca, lo sviluppo e le capacità di innovazione nei settori menzionati;

11.   sottolinea l'importanza vitale di migliorare il coordinamento con i paesi terzi e di rafforzare la cooperazione internazionale per dare attuazione a una strategia coerente e differenziata nei confronti delle economie sviluppate, in via di sviluppo ed emergenti;

12.   sottolinea la necessità di ampliare la capacità della base di ricerca dell'Unione europea e giudica essenziale al riguardo rafforzare l'istruzione e la formazione onde fornire il livello quantitativo e qualitativo di risorse umane necessario per sfruttare appieno le opportunità che si dischiudono in materia di nuove tecnologie; è persuaso che un approccio integrato fra i programmi specifici del PQ 7 possa risultare utile in tale contesto;

13.   richiama l'attenzione sui potenziali rischi di duplicazioni e moltiplicazioni delle nuove iniziative; chiede alla Commissione di illustrare come le nuove iniziative industriali europee (EII) possano essere integrate nei programmi correnti, compreso il PQ 7 e più specificatamente le piattaforme europee tecnologiche, le iniziative tecnologiche comuni decise nel quadro di PQ 7, il programma quadro per l'innovazione e la competitività (PIC) e in particolare l'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia e le sue comunità per l'informazione e la conoscenza sul cambiamento climatico e l'energia; invita la Commissione a spiegare come le EII sosterranno le sinergie tra la Comunità e il livello nazionale;

14.   ribadisce che il piano SET dovrà creare capacità di ricerca e di innovazione in campo energetico su scala europea; concorda con la Commissione nel ritenere che la soluzione risieda parzialmente nella creazione di strutture di ricerca paneuropee; invita pertanto il Foro per la strategia europea in materia di infrastrutture di ricerca a identificare le necessità europee in fatto di strutture di ricerca nel campo delle tecnologie energetiche innovative, come le tecnologie in materia di energie rinnovabili;

15.   ritiene che le reti transeuropee dell'energia e la semplificazione delle procedure di autorizzazione in tale settore svolgano un ruolo fondamentale nella politica strategica dell'energia dell'Unione europea;

Ricerca e trasferimento tecnologico

16.   sottolinea che il necessario coordinamento deve divenire pluridisciplinare estendendosi ai vari settori scientifici e tecnologici che concorrono alla ricerca e allo sviluppo tecnologico nel campo dell'energia; rimarca al riguardo la necessità di dare impulso alla ricerca nelle scienze di base come la biologia, la tecnologia dell'informazione, la scienza dei materiali e le macrotecnologie;

17.   chiede alla Commissione di prendere in considerazione il potenziale di utilizzazione delle tecnologie energetiche negli Stati membri di più recente adesione e di introdurre meccanismi di sostegno basati sulle politiche UE;

18.   sottolinea la necessità di migliorare il trasferimento di tecnologie dai centri di ricerca alle imprese; insiste al riguardo sul ruolo che l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia dovrebbe svolgere in tale settore;

19.   sollecita il settore privato a investire maggiormente in ricerca ed a assumersi più rischi, essendo questa una condizione preliminare perché l'Unione europea possa porsi all'avanguardia in questo settore;

Iniziative industriali europee

20.   è fortemente convinto che occorra un maggiore supporto a favore delle tecnologie a basse emissioni di carbonio nella fase dimostrativa e di commercializzazione delle nuove tecnologie decentrate e rinnovabili; plaude pertanto alle proposte EII; sottolinea comunque la necessità di accrescere anche il supporto alla ricerca e sviluppo sulle tecnologie che saranno necessarie nel lungo periodo, ponendo in particolare l'accento sulle tecnologie strategicamente importanti come quelle nel campo dell'energia solare, che nel lungo periodo possono far divenire l'Unione europea indipendente sul piano energetico;

21.   ritiene che le EII dovrebbero concentrarsi sui settori che presentano le più grandi potenzialità di contribuire a raggiungere in modo sostenibile gli obiettivi dell'Unione europea in materia di cambiamento climatico, efficienza energetica ed energie rinnovabili nonché la riduzione dei costi e il rinnovo nel lungo periodo;

22.   chiede che, all'atto di definire le priorità fra le varie EII, si tenga conto del ciclo di vita di ogni tecnologia e dei suoi effetti ambientali in ogni fase del processo di produzione; chiede inoltre che sia prevista la possibilità di trasferire tali tecnologie alle economie in via di sviluppo, al fine di ridurre il ritardo tecnologico di questi paesi;

23.   chiede maggiori trasferimenti di tecnologia con i paesi sviluppati e l'istituzione di una cooperazione scientifica con detti paesi per lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche;

24.   appoggia la proposta della Commissione secondo cui le EII dovrebbero essere sviluppate diversamente per adattarsi ai bisogni di tecnologie specifiche; ritiene che tale adattabilità permetterebbe lo sviluppo di alleanze strategiche tra Stati membri, governi locali e regionali, centri di ricerca e il settore privato ai fini dello sviluppo di particolari tecnologie; chiede a tali organi di collaborare al fine di sviluppare con urgenza proposte particolareggiate in materia di EII;

25.   sostiene con forza le proposte EII concernenti l'energia eolica, l'energia solare e la bioenergia, la cattura, il trasporto e lo stoccaggio del biossido di carbonio, le reti elettriche e la fissione nucleare;

26.   chiede in particolare l'intensificazione della ricerca nel campo dei biocombustibili per accertare in modo inequivocabile la validità della loro produzione in termini di bilancio ambientale;

27.   prende atto dell'importanza di sviluppare su larga scala la conversione di biomassa in gas per produrre idrogeno e combustibili sintetici liquidi per le tecnologie di trasporto sostenibili;

28.   sottolinea che le EII sulla fissione nucleare dovrebbero garantire continuità e ricomprendere attività di R&S sulle tecnologie di terza e quarta generazione;

29.   si rammarica che il piano SET si concentri soprattutto sulle misure orientate all'offerta e trascuri quelle idonee a ridurre la domanda di energia, come i risparmi di energia e l'efficienza energetica;

30.   insiste sulla necessità che l'efficienza energetica occupi un posto di maggior rilievo nel piano SET, dato che si tratta del settore che vanta le più grandi potenzialità per riduzioni delle emissioni efficaci sotto il profilo dei costi nel medio periodo; ciò riguarda in particolare l'edilizia che è responsabile del 40% del consumo totale di energia dell'UE; chiede pertanto alla Commissione di aggiungere le tecnologie per l'efficienza energetica, compresa la cogenerazione e la poligenerazione, ai settori oggetto delle EII; sostiene l'inclusione dell'efficienza energetica quale uno dei settori prioritari coperti dalle EII;

31.   chiede alla Commissione di studiare la possibilità di estendere le proposte EII ad altri settori con grande potenziale in materia di riduzione delle emissioni quali la cogenerazione, l'idrogeno, il settore dell'edilizia e degli alloggi, i sistemi di riscaldamento e di refrigerazione, il miglioramento delle infrastrutture di immagazzinamento e di distribuzione dell'energia e l'interconnessione delle reti;

32.   ritiene che lo sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio di carbonio (CCS) possano svolgere un ruolo nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, purché ne sia assicurata l'efficienza e la sicurezza; invita la Commissione ad agevolare la realizzazione di un massimo di 12 progetti dimostrativi CCS nella loro interezza all'interno delle EII; nota che il sostegno delle tecnologie per il carbone pulito, quali la conversione del carbone in gas, renderà più facile ed economico applicare le CCS con la possibilità di renderle obbligatorie per il futuro;

Finanziamento

33.   attende la proposta comunicazione della Commissione sul finanziamento delle nuove tecnologie a basse emissioni di carbonio e delle nuove tecnologie CCS; deplora che tale comunicazione non sia stata pubblicata contestualmente al piano SET;

34.   sottolinea che il piano SET non dovrebbe essere finanziato attraverso la riassegnazione di finanziamenti messi a disposizione del settore energetico nell'ambito del PQ 7 e del PIC;

35.   ritiene che, vista la priorità accordata al cambiamento climatico e alle questioni energetiche, occorrano significative risorse aggiuntive dell'Unione europea a favore delle tecnologie nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, che dovranno essere stanziate per contribuire al conseguimento degli obiettivi dell'Unione europea del 2020;

36.   incoraggia la Commissione a garantire con urgenza un finanziamento e un sostegno adeguati a favore della R&S, della dimostrazione e della commercializzazione delle nuove tecnologie a basse emissioni e senza emissioni di carbonio affinché a partire dal 2009 siano spesi ogni anno almeno 2 miliardi del bilancio dell'Unione europea per sostenere tali tecnologie indipendentemente dal PQ 7 e dal PIC; chiede inoltre alla Commissione di avanzare proposte relative a risorse supplementari nella revisione intermedia del quadro finanziario 2007-2013;

37.   ritiene che sia importante utilizzare meglio e in misura maggiore le risorse, sia finanziarie che umane, per accelerare lo sviluppo e l'applicazione di future tecnologie pulite;

38.   sottolinea che è necessario aumentare la capacità dell'Unione europea in materia di ricerca; chiede pertanto maggiori finanziamenti per le risorse umane e per la formazione nel settore delle tecnologie energetiche; chiede inoltre un maggiore coordinamento degli strumenti finanziari comunitari e nazionali di sostegno alla formazione e alla ricerca, in particolare il PQ 7;

39.   sostiene, in considerazione della necessità di una maggiore complementarità tra i fondi UE, le proposte contenute nella comunicazione della Commissione dal titolo "Regioni europee competitive grazie alla ricerca e all'innovazione" (COM(2007)0474); saluta con favore in tale ambito la guida pratica della Commissione sul coordinamento dei fondi regionali, nazionali, UE e della Banca europea per gli investimenti (BEI) nel campo della R&S e dell'innovazione; concorda con la Commissione che è necessario informare meglio i soggetti interessati in merito alle disposizioni dell'articolo 54, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(8), sul finanziamento degli stessi costi ammissibili da parte di due differenti strumenti comunitari;

40.   invita la Commissione ad illustrare, in sede di presentazione del piano di finanziamento, il valore aggiunto delle azioni comuni dell'Unione europea nei vari settori tecnologici e ad esporre i dati relativi alla sostenibilità dei singoli sviluppi tecnologici;

41.   prende atto della necessità mettere a disposizione risorse a favore del partenariato con l'industria, al fine di incoraggiare gli investimenti del settore privato nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio; sottolinea la necessità di una visione e un quadro finanziario chiari nel lungo periodo, sostenuto da istituzioni finanziarie quali la BEI, al fine di dare ai partner del settore privato sufficienti garanzie ad investire; sottolinea la necessità di associare le PMI, in particolare nell'ambito delle tecnologie per sistemi di approvvigionamento energetico diffusi;

42.   rileva che, nell'ambito della proposta revisione del sistema comunitario di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra dell'Unione europea (ETS), i proventi delle aste potrebbero costituire una considerevole fonte di finanziamento per la riduzione dell'approvvigionamento energetico di sicurezza dell'Unione europea, pur nel raggiungimento dei suoi obiettivi in materia di cambiamento climatico, efficienza energetica ed energie rinnovabili;

o
o   o

43.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1.
(2) GU L 400 del 30.12.2006, pag. 403.
(3) GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15.
(4) Testi approvati, P6_TA(2007)0406.
(5) Testi approvati, P6_TA(2008)0033.
(6) Testi approvati, P6_TA(2008)0096.
(7) Testi approvati, P6_TA(2008)0081.
(8) GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1989/2006 (GU L 411 del 30.12.2006, pag. 6).

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