Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2008/2234(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0182/2009

Testi presentati :

A6-0182/2009

Discussioni :

PV 01/04/2009 - 24
CRE 01/04/2009 - 24

Votazioni :

PV 02/04/2009 - 9.9
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0204

Testi approvati
PDF 159kWORD 74k
Giovedì 2 aprile 2009 - Bruxelles
Problemi e prospettive della cittadinanza europea
P6_TA(2009)0204A6-0182/2009

Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 sui problemi e le prospettive concernenti la cittadinanza europea (2008/2234(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare il Titolo V, intitolato "Cittadinanza",

–   vista la relazione della Commissione del 15 febbraio 2008 intitolata "Quinta relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'Unione (1º maggio 2004 – 30 giugno 2007)" (COM(2008)0085),

–   vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(1) (la direttiva sulla libera circolazione),

–   visto il parere di iniziativa del Comitato delle regioni del 9 ottobre 2008 "Diritti dei cittadini: promozione dei diritti fondamentali e dei diritti derivanti dalla cittadinanza europea"(2),

–   visti l'articolo 45 e l'articolo 112, paragrafo 2, del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e i pareri della commissione per il mercato interno e protezione dei consumatori, della commissione giuridica, della commissione affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0182/2009),

A.   considerando che il mercato comune e l'integrazione economica sono prossimi a un effettivo completamento, nonostante la base giuridica per la cittadinanza dell'Unione sia ancora in fase di sviluppo,

B.   considerando che l'articolo 17 del trattato CE, introdotto dal trattato di Maastricht, afferma che "è cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro" e che tale principio è stato ulteriormente sviluppato dal trattato di Amsterdam, il quale sancisce che "la cittadinanza dell'Unione costituisce un complemento della cittadinanza nazionale e non sostituisce quest'ultima",

C.   considerando che la cittadinanza dell'Unione va pertanto ad aggiungersi alla cittadinanza degli Stati membri e, di conseguenza, la sua concessione è disciplinata da ciascuno Stato membro sulla base delle proprie leggi, che differiscono da uno Stato membro all'altro,

D.   considerando che l'identità di cittadino dell'Unione può fondarsi esclusivamente sull'identità nazionale e che sarebbe opportuno richiamare l'attenzione della Commissione sul fatto che coloro che vivono in condizioni di povertà estrema o hanno un basso livello di scolarizzazione (fra cui i Rom), non hanno accesso a tutte quelle informazioni che potrebbero motivare la loro consapevolezza europea; considerando che la loro crescente esclusione dalle società europee sminuisce il valore sia della loro cittadinanza che della cittadinanza dell'Unione,

E.   considerando tuttavia che, ferma restando la competenza dei singoli Stati membri nel determinare i modi di acquisto e perdita della cittadinanza, il Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 ha approvato "l'obiettivo di offrire ai cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente in maniera prolungata l'opportunità di ottenere la cittadinanza dello Stato membro in cui risiedono",

F.   considerando che tutti i cittadini dell'Unione hanno il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative ed europee nello Stato membro di residenza alle stesse condizioni dei cittadini di quello Stato membro,

G.   considerando che garantire il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali dello Stato di residenza è per i cittadini dell'Unione indispensabile al fine di creare un sentimento di genuina appartenenza al suddetto Stato membro,

H.   considerando che in alcuni Stati membri il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali ed europee, conferito ai cittadini dell'Unione dall'articolo 19 del trattato CE, è attualmente compromesso al punto che i cittadini dell'Unione originari di un altro Stato membro non sono autorizzati a divenire membri dei partiti politici dello Stato membro in cui dovrebbero esercitare tale diritto,

I.   considerando che la possibilità di rivolgersi alla commissione per le petizioni del Parlamento e al Mediatore europeo rappresenta un importanze mezzo di ricorso extragiudiziario di cui dispongono i cittadini dell'Unione,

J.   considerando che l'allargamento dell'Unione europea ha determinato un notevole incremento nel numero di cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del proprio Stato membro di origine,

K.   considerando che l'articolo 20 del trattato CE, sebbene purtroppo circoscritto al caso in cui un cittadino di uno Stato membro si trovi nel territorio di un paese terzo nel quale il suo Stato membro non è rappresentato, conferisce a ciascun cittadino dell'Unione la tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro debitamente rappresentato in detto paese terzo; considerando che tale diritto non può essere esercitato correttamente in assenza di norme pratiche e protocolli chiari e vincolanti che le autorità consolari sono tenute a seguire,

L.   considerando che, sebbene lo stesso articolo 20 del trattato CE imponga agli Stati membri l'obbligo di stabilire "tra loro le disposizioni necessarie e avviare i negoziati internazionali richiesti per garantire detta tutela", di fatto finora è stato adottato un solo atto vincolante, vale a dire la decisione 95/553/CE(3) , entrata in vigore nel 2002, che consta di una sola pagina e che omette completamente di istituire un vero e proprio sistema teso ad assistere e lenire i disagi dei cittadini comunitari che si trovino all'estero in una situazione di crisi,

M.   considerando che una protezione efficace da parte delle autorità consolari e diplomatiche accordata senza distinzione da tutti gli Stati membri a tutti i cittadini dell'Unione europea al di fuori del territorio dell'Unione europea contribuirebbe in modo rilevante, in special modo nelle situazioni di crisi e di sofferenza personale, alla comprensione, da parte di tali cittadini, dei vantaggi di essere parte dell'Unione europea,

1.   plaude al fatto che il trattato di Lisbona garantisce a un milione di cittadini dell'Unione di diversi Stati membri la possibilità di invitare collettivamente la Commissione a presentare proposte legislative, e ritiene che un simile diritto giuridico accrescerà significativamente tra gli europei la consapevolezza della cittadinanza dell'Unione; ricorda che la trasparenza e la partecipazione democratica devono essere raggiunte attraverso varie forme di partenariato fra l'Unione europea e gli Stati membri, le istituzioni regionali e locali, le parti sociali e la società civile; invita la Commissione a elaborare procedure trasparenti e facilmente comprensibili per l'attuazione dell'iniziativa sulla cittadinanza, al fine di assicurare ai cittadini dell'Unione un'effettiva facoltà di iniziativa legislativa immediatamente dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona; pur auspicando che non sia necessario, sottolinea che la Commissione dovrebbe integrare tale diritto di iniziativa nelle proprie politiche a prescindere dallo status definitivo del trattato;

2.   rileva che il diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri non può essere considerato in modo isolato rispetto agli altri diritti e principi fondamentali dell'Unione europea, quali la libertà di movimento dei lavoratori e la libera prestazione di servizi; invita, pertanto, gli Stati membri a eliminare le attuali barriere introdotte in conformità dei trattati di adesione, onde consentire a ciascun cittadino di esercitare tutti i suoi diritti;

3.   raccomanda, alla luce dei principi fondamentali di libera circolazione, non discriminazione e diritti dei cittadini sanciti dal trattato CE, che la Commissione continui a impiegare tutti i mezzi disponibili per ottenere al più presto l'abolizione delle rimanenti disposizioni transitorie imposte ai nuovi Stati membri;

4.   esprime preoccupazione per la scarsa attuazione delle direttive in vigore, specialmente la direttiva sulla libera circolazione, da cui derivano numerosi problemi relativi alla libertà di circolazione e ad altri diritti dei cittadini dell'Unione, e invita tutte le parti a recepire e ad attuare correttamente e pienamente l'acquis comunitario;

5.   invita la Commissione a redigere un elenco degli ostacoli che affrontano i cittadini dell'Unione che intendano avvalersi in modo totale e incondizionato della libera circolazione delle persone e di altri vantaggi consolidati a loro favore e chiede alla Commissione di includere tali risultati in un quadro di valutazione, in modo da garantire che tali ostacoli siano affrontati in modo radicale ed efficace;

6.   alla luce dei risultati dell'Eurobarometro Flash 213 (sondaggio dell'Eurobarometro del 2007), secondo cui soltanto il 31% dei partecipanti si considera ben informato sui propri diritti di cittadino dell'Unione, ritiene urgente adottare un approccio efficace in materia di informazione e comunicazione, al fine di sensibilizzare i cittadini dell'Unione in merito ai loro diritti e doveri e di aiutare gli stessi ad assumere un ruolo attivo nel processo decisionale dell'Unione europea, consentendo l'esercizio effettivo della democrazia partecipativa;

7.   prende atto con rammarico che la Quinta relazione sulla cittadinanza dell'Unione non contiene alcuna proposta concreta relativa all'esercizio da parte dei cittadini dei loro diritti e del dovere degli Stati membri di tutelare tali diritti in pratica; chiede che la Sesta relazione sia in tal senso più proattiva;

8.   esprime il proprio disappunto per il fatto che nella fase di preparazione della Quinta relazione, la Commissione abbia omesso di consultare la società civile e si aspetta che tale consultazione abbia luogo nel quadro dei preparativi della Sesta relazione, conformemente all'impegno assunto dalla Commissione;

9.   invita la Commissione a rivedere il suo programma "Europa per i cittadini" al fine di migliorare la comunicazione con i comuni cittadini dell'Unione europea e di assicurarne un'ampia divulgazione; osserva che, nonostante il sostegno strutturale ai serbatoi di pensiero e agli istituti di ricerca situati a Bruxelles sia importante, tali organismi fanno ben poco per informare persone diverse da quelle già informate; invita la Commissione a riorientare i propri finanziamenti verso organizzazioni della società civile e delle parti sociali regionali e locali con sede al di fuori di Bruxelles e a introdurre, in futuro, programmi simili al programma "Gioventù in azione 2007-2013", che sta riscuotendo grande successo, al fine di aiutare le autorità governative locali e regionali a informare i propri residenti sui loro diritti in quanto cittadini dell'Unione; dal momento che le proposte relative al multilinguismo non dovrebbero essere limitate alle principali lingue ufficiali/degli Stati membri, invita gli Stati membri a divulgare informazioni sulla cittadinanza dell'Unione anche nelle lingue regionali e minoritarie;

10.   è del parere che, considerando, fra l'altro, l'esiguo numero di cittadini comunitari residenti in uno Stato membro diverso da quello di provenienza che si avvalgono del diritto di voto o di eleggibilità alle elezioni europee o locali nel proprio luogo di residenza nonché degli ostacoli di natura pratica che troppo spesso intralciano i potenziali elettori nell'esercizio dei loro diritti, le elezioni europee del 2009 dovrebbero essere considerate come un'opportunità per elaborare e attuare un piano d'azione paneuropeo volto a promuovere l'identità europea dei cittadini dell'Unione e ad aumentare in tali cittadini la consapevolezza dei loro diritti;

11.   chiede una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica e al processo decisionale ai fini dell'integrazione europea; a tale scopo, ritiene necessario far sì che le donne siano le beneficiarie di campagne di sensibilizzazione più incisive, affinché possano esercitare pienamente i loro diritti in quanto cittadini dell'Unione ed essere più attive all'interno dei gruppi politici, della vita politica e nel quadro delle attività delle autorità locali dello Stato membro di residenza;

12.   sottolinea la necessità di lanciare campagne di informazione migliori e più efficaci che promuovano i diritti della cittadinanza dell'Unione fra ai giovani, ad esempio introducendo un "programma sulla cittadinanza" nelle scuole e nelle università, allo scopo di preparare le generazioni più giovani alla cittadinanza attiva;

13.   ritiene che gli Stati membri debbano integrare la dimensione europea nei programmi scolastici delle scuole primarie e secondarie;

14.   invita le università europee ad adottare tutte le misure finanziarie che sono nelle loro possibilità al fine di incrementare la percentuale di studenti che partecipano a scambi nell'ambito del programma Erasmus;

15.   invita la Commissione a proporre ulteriori direttive, consolidate e chiarificate, volte a migliorare la libera circolazione e altri diritti dei cittadini dell'Unione in altri settori, tra cui quelli della mobilità professionale, della portabilità delle pensioni e dei diritti sociali, e del riconoscimento reciproco dei titoli di studio e delle qualifiche professionali;

16.   ricorda che il pieno esercizio del diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio dell'Unione europea sarà possibile unicamente se, tra le altre misure, sarà istituito anche un sistema efficace per il riconoscimento delle qualifiche professionali; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze, a consentire maggiormente ai cittadini dell'Unione in possesso di qualifiche professionali ottenute in uno Stato membro di accedere a una professione analoga in un altro Stato membro e di esercitarla alle stesse condizioni dei cittadini di quest'ultimo Stato membro;

17.   invita gli Stati membri a riesaminare le loro leggi sulla cittadinanza e ad esplorare le possibilità di rendere più agevole per i cittadini non nazionali l'acquisizione della cittadinanza e il godimento dei pieni diritti, superando in tal modo la discriminazione fra cittadini nazionali e non nazionali, in particolare a favore dei cittadini dell'Unione;

18.   ritiene auspicabile favorire lo scambio di esperienze sui sistemi di naturalizzazione in essere nei diversi Stati membri, al fine di pervenire, pur nel rispetto della competenza dei singoli Stati membri nel determinare i modi di acquisto e perdita della cittadinanza, ad un maggiore coordinamento quanto ai criteri ed alle procedure di accesso alla cittadinanza dell'Unione, in maniera tale da limitare le discriminazioni che i diversi regimi giuridici comportano;

19.  19 ritiene che gli apolidi che risiedono stabilmente in uno Stato membro si trovano in una posizione unica nell'Unione europea; esprime preoccupazione per le richieste ingiustificate o non strettamente necessarie imposte loro da alcuni Stati membri per l'ottenimento della cittadinanza; a tale riguardo invita gli Stati membri in questione a trovare sistematicamente soluzioni eque, basate sulle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali; è del parere che gli apolidi che risiedono stabilmente negli Stati membri dovrebbero godere del diritto di voto nelle elezioni locali;

20.   ricorda agli Stati membri, alle autorità locali e agli immigrati che tutti i punti dei principi fondamentali comuni per la politica di integrazione degli immigrati nell'Unione europea (14615/04) adottati dal Consiglio devono essere applicati equamente;

21.  ritiene l'integrazione degli immigrati un prerequisito fondamentale per l'esercizio dei loro diritti nel loro Stato membro di residenza; invita pertanto gli Stati membri a dare rapida e piena attuazione alle raccomandazioni formulate dalla Commissione nella sua Comunicazione del 1° settembre 2005 intitolata "Un'agenda comune per l'integrazione - Quadro per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi nell'Unione europea " (COM(2005)0389);

22.   è del parere che l'Unione europea e gli Stati membri condividano la responsabilità di promuovere l'inclusione dei Rom quali cittadini dell'Unione, allo scopo di consentire loro di beneficiare appieno degli incentivi offerti dall'Unione europea per tutte le iniziative volte a promuovere i loro diritti e l'inclusione delle loro comunità, ad esempio nel settore dell'istruzione, dell'occupazione o della partecipazione civica;

23.   sottolinea che la cittadinanza dell'Unione implica doveri oltre che diritti; richiama in particolare l'attenzione sul dovere di osservare le leggi dello Stato in cui il cittadino dell'Unione interessato risiede e di rispettare la cultura degli altri individui;

24.   sottolinea che i problemi linguistici o di capacità comunicative non dovrebbero essere utilizzati come pretesto per negare l'accesso a diritti sociali cui un individuo potrebbe avere titolo in quanto residente di uno Stato membro, incluso il diritto alle prestazioni sociali concesse da un'autorità nazionale o locale;

25.   invita la Commissione a indagare sul ruolo e la condotta dei servizi nazionali preposti a tutelare il benessere dei minori al fine di garantire il rispetto dei principi di uguaglianza e di non discriminazione tra i cittadini dell'Unione; sottolinea che un genitore dovrebbe poter parlare ai figli nella propria lingua madre e che la nazionalità e la lingua non dovrebbero essere utilizzate come giustificazione per negare ai genitori l'accesso ai propri figli;

26.   rinnova il suo invito agli Stati membri a rispettare il diritto dei cittadini dell'Unione di viaggiare all'interno dell'Unione europea con carta d'identità o passaporto nazionale in corso di validità e a non limitare tali spostamenti per ragioni di sicurezza o per altri motivi, in particolare nel settore dei viaggi aerei e marittimi;

27.  27 invita gli Stati membri e le autorità locali ad adottare ulteriori misure volte a facilitare la circolazione dei cittadini dell'Unione tra gli Stati membri, con particolare riferimento a questioni pratiche quali, tra le tante altre cose, il rilascio dei permessi di soggiorno e di lavoro, il trasferimento dell'immatricolazione dei veicoli, il riconoscimento delle polizze di assicurazione personale o sulla responsabilità civile auto emesse in un altro Stato membro, il trasferimento dei dati medici, la chiarezza delle norme relative al rimborso delle spese mediche che molto spesso non funzionano correttamente nonostante i tentativi di armonizzazione a livello dell'Unione europea; invita la Commissione a raccogliere tutte le informazioni attinenti e a metterle a disposizione dei cittadini dell'Unione europea;

28.   raccomanda che venga completato lo Spazio europeo di giustizia affinché gli aspetti transfrontalieri della cittadinanza legati alla vita personale e familiare possano essere tutelati in maniera efficace attraverso norme comuni nel settore del diritto privato internazionale; a tale scopo, esorta la Commissione a sviluppare un approccio coerente e a presentare le necessarie proposte legislative;

29.   chiede alla Commissione di mettere a disposizione finanziamenti per formare i funzionari pubblici locali e regionali degli Stati membri che si occupano di immigrazione intracomunitaria nei fondamenti della legislazione comunitaria che si applica nei rispettivi settori, nonché per aiutare le amministrazioni a rispondere alle domande concernenti eventuali differenze e conflitti tra la legislazione nazionale e quella comunitaria; a tale riguardo plaude alla creazione, da parte della Commissione, della rete per la risoluzione di problemi on line SOLVIT e chiede che venga ulteriormente rafforzata e promossa; auspica che gli Stati membri contribuiscano, attraverso un incremento di risorse umane, oltre che finanziarie, al rafforzamento dei centri nazionali SOLVIT; sollecita autorità regionali e locali e gli Stati membri a cooperare per lo scambio di buone prassi e per identificare modi efficaci per affrontare la situazione degli immigrati intracomunitari;

30.   ritiene necessario promuovere meglio Europe Direct presso tutti i cittadini e raccomanda che la Commissione coordini a tal fine una campagna mediatica a livello dell'Unione europea; chiede alla Commissione di controllare la proliferazione di siti web relativi a Europe Direct e SOLVIT e di concentrare le informazioni chiave e i contatti su specifici siti web di riferimento;

31.   invita la Commissione a realizzare una Carta europea dei diritti dei consumatori per mettere a disposizione dei cittadini informazioni di facile accesso sui problemi più comuni da essi incontrati;

32.   accoglie con favore l'iniziativa della Commissione intitolata Piano d'azione su un approccio integrato per l'offerta di servizi di assistenza sul mercato unico a cittadini e imprese ("Action plan on an integrated approach for providing Single Market Assistance Services to citizens and businesses" - SEC(2008)1882) volta a evitare la frammentazione dei punti di contatto e, come sottolineato nella direttiva servizi(4), incoraggia la creazione di punti di singolo contatto per servizi e beni in ciascuno Stato membro;

33.   ricorda agli Stati membri e alle autorità locali che il concetto di cittadinanza dell'Unione include il principio di non discriminazione di tutti i cittadini dell'Unione, e non solo dei cittadini di un particolare Stato membro; esorta la Commissione ad approfondire la sua analisi della situazione dei migranti intracomunitari e a intraprendere le misure opportune al fine di garantire che essi godano effettivamente dei diritti di cittadini dell'Unione;

34.   ricorda che il diritto alla libera circolazione è un pilastro della cittadinanza dell'Unione ed è pertanto fortemente preoccupato per il fatto che nessuno Stato membro abbia ancora correttamente e pienamente attuato la direttiva sulla libera circolazione;

35.   saluta con favore l'iniziativa della Commissione volta a promuovere la conoscenza delle nuove disposizioni stabilite nella direttiva sulla libera circolazione, inclusa la pubblicazione della guida "Come trarre maggior profitto dalla direttiva 2004/38/CE", ma si rammarica del fatto che le 16 000 copie della guida, pubblicata in 19 lingue, rappresentano un quantitativo troppo limitato rispetto al numero totale degli abitanti dell'Unione; invita la Commissione a garantire che tali informazioni siano rese ampiamente disponibili alle autorità locali e regionali, in considerazione del fatto che esse rappresentano la prima fonte di informazione per molti cittadini e che la maggior parte dei problemi e delle violazioni dei diritti dei cittadini dell'Unione si verifica a livello locale;

36.   sottolinea che il diritto di libera circolazione e di libero soggiorno, che è parte integrante della cittadinanza dell'Unione, ha un enorme impatto sulla vita familiare e sulle scelte formative e professionali delle donne; invita pertanto la Commissione a prendere in considerazione le esigenze specifiche delle donne in tale ambito;

37.   ricorda le disposizioni della direttiva sulla libera circolazione che conferiscono ai cittadini dell'Unione il diritto di risiedere in un altro Stato membro, a condizione che non gravino sul sistema di assistenza sociale; osserva, tuttavia, che gli Stati membri dovrebbero rispettare le sentenze della Corte di giustizia europea(5) che, ai fini della direttiva, hanno fornito un'interpretazione del significato dell'espressione "risorse economiche sufficienti";

38.   invita la Commissione a verificare attentamente che leggi e prassi in vigore presso i singoli Stati membri non violino i diritti conferiti ai cittadini dell'Unione dal trattato CE e dalla direttiva sulla libera circolazione, segnatamente in relazione ai concetti di "risorse sufficienti", "onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante", "gravi motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza" e "motivi imperativi di pubblica sicurezza"; invita inoltre la Commissione ad accertare l'esistenza e il funzionamento di garanzie concrete e procedurali, nonché di meccanismi di tutela giuridica e della possibilità di ricorrere in giudizio contro i provvedimenti di allontanamento; ricorda che ogni limitazione del diritto fondamentale alla libera circolazione deve essere interpretata restrittivamente;

39.   chiede agli Stati membri, nel rendere effettivo il diritto alla libera circolazione, di non gravare i cittadini dell'Unione e i loro familiari di oneri amministrativi ingiustificati in quanto non espressamente previsti dalla direttiva sulla libera circolazione, contrari al diritto comunitario e di ostacolo all'esercizio di una libertà che, indipendente dall'adempimento delle prassi amministrative, è direttamente contemplata dal trattato CE; rammenta agli Stati membri che è loro dovere agevolare l'espletamento delle prassi amministrative legate all'esercizio del diritto alla libera circolazione;

40.   chiede agli Stati membri di non adottare atti legislativi che impongano sanzioni sproporzionate o discriminatorie nei confronti di cittadini dell'Unione, quali, ad esempio, la detenzione in caso di allontanamento dal territorio dello Stato membro ospitante, il riconoscimento di una circostanza aggravante nel fatto che un cittadino dell'Unione che abbia commesso un reato abbia in precedenza soggiornato irregolarmente in un altro Stato membro o l'allontanamento automatico di un cittadino dell'Unione in conseguenza di una condanna penale a suo carico;

41.   accoglie con grande favore l'intenzione della Commissione di introdurre nel programma di Stoccolma misure volte a fronteggiare i problemi che i cittadini dell'Unione incontrano nel corso del loro ciclo di vita nell'Unione europea; chiede alla Commissione di proporre, nel contesto di tale quadro, adeguate misure, anche nel settore del diritto civile, per attuare definitivamente il principio della parità di trattamento non solo riguardo alle merci, ai capitali e ai servizi, ma anche in relazione alle persone, senza discriminazioni, come sancito all'articolo13 del trattato CE, dal momento che la situazione attuale è discriminatoria, costituisce una barriera alla libera circolazione ed è contraria ai comuni valori europei dell'uguaglianza e della non discriminazione;

42.   sottolinea che garantire il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali dello Stato di residenza è una precondizione indispensabile per ogni politica di integrazione efficace;

43.   invita gli Stati membri a garantire che tutti i cittadini dell'Unione residenti in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza ricevano tutte le informazioni necessarie riguardo al loro diritto di voto in occasione delle elezioni locali ed europee;

44.   si rammarica per l'esiguo numero di cittadini dell'Unione residenti in uno Stato membro diverso dal proprio che si avvalgono del diritto di voto o di eleggibilità alle elezioni europee o amministrative nel proprio luogo di residenza; sottolinea gli ostacoli di natura pratica che troppo spesso intralciano i potenziali elettori nell'esercizio dei loro diritti; esorta la Commissione, gli Stati membri e le autorità locali, in vista delle imminenti elezioni europee del 2009, a lanciare efficaci campagne di informazione paneuropee sui diritti elettorali dei cittadini dell'Unione e a dispensare consigli pratici su come esercitarli a livello locale;

45.   invita gli Stati membri a lanciare sui media nazionali e locali, fra cui televisione, radio e Internet, campagne di informazione nelle lingue ufficiali dell'Unione europea per far conoscere ai cittadini dell'Unione i loro diritti di voto e di eleggibilità, nonché le procedure di registrazione, che dovrebbero essere quanto più possibile semplici;

46.   si compiace dell'iniziativa della Commissione di modificare la direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini(6) introducendo misure che riducano gli oneri a carico dei candidati e degli Stati membri;

47.   chiede che in tutti gli Stati membri siano attuate le necessarie riforme delle procedure elettorali europee, al fine di renderle più simili tra loro e individuare metodi di promozione della cittadinanza europea attiva e chiede che, una volta completate le suddette riforme, siano condotte opportune campagne d'informazione in merito;

48.   osserva che per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro diverso dal proprio esistono notevoli divergenze rispetto ai diritti elettorali esercitabili alle elezioni parlamentari nazionali nei rispettivi Stati membri di origine; deplora il fatto che in tal modo molti cittadini dell'Unione si ritrovano privati di tali diritti sia nello Stato membro di origine sia in quello di adozione; esorta gli Stati membri a collaborare al fine di consentire agli elettori residenti al di fuori del proprio Stato membro di origine di esercitare pienamente i propri diritti elettorali nello Stato membro di residenza, offrendo un adeguato numero di seggi elettorali su tutto il territorio e facilitando le operazioni di registrazione degli elettori; invita inoltre gli Stati membri ad adottare le necessarie disposizioni giuridiche per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini dell'Unione in transito in uno Stato membro diverso dallo Stato membro d'origine in occasione delle proprie elezioni parlamentari nazionali;

49.   ritiene che la nascita ed il diffondersi di partiti politici a livello europeo rappresenti lo strumento più efficace a sostegno del diritto di eleggibilità di un cittadino dell'Unione che si trovi in uno Stato di residenza diverso da quello di cittadinanza; auspica quindi un rafforzamento dei partiti europei, anche attraverso un maggiore sostegno finanziario;

50.   chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di migliorare l'efficacia reale dell'articolo 19 del trattato CE, garantendo che tutti i cittadini dell'Unione abbiamo la facoltà di divenire membri dei partiti politici dello Stato membro in cui risiedono;

51.   è del parere che la cittadinanza dell'Unione garantisca gli stessi diritti a tutti i cittadini dell'Unione, indipendentemente dal fatto di risiedere all'interno dell'Unione stessa o in un paese terzo; esorta la Commissione ad analizzare la situazione dei cittadini dell'Unione residenti al di fuori del territorio dell'Unione europea e ad adottare i provvedimenti necessari per garantire che i loro diritti di cittadinanza divengano effettivi;

52.   ricorda che l'articolo 20 del trattato CE riconosce ai cittadini dell'Unione il diritto di godere, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato, e sottolinea l'importanza di una simile disposizione come punto di principio, nella misura in cui è intesa a riconoscere la dimensione esterna della cittadinanza dell'Unione;

53.   saluta con favore la presentazione, da parte della Commissione, di un piano d'azione per il periodo 2007-2009 nella sua comunicazione del 5 dicembre 2007 dal titolo "Per un'efficace tutela consolare nei paesi terzi: il contributo dell'Unione europea" (COM(2007)0767); invita gli Stati membri e la Commissione a proseguire nell'attuazione delle raccomandazioni del Libro verde della Commissione del 28 novembre 2006 sulla protezione diplomatica e consolare dei cittadini dell'Unione nei paesi terzi (COM(2006)0712) e di quelle contenute nella risoluzione del Parlamento dell"11 dicembre 2007(7) sullo stesso argomento;

54.   invita gli Stati membri che ancora non avessero provveduto in tal senso, a stampare l'articolo 20 del trattato CE all'interno dei rispettivi passaporti nazionali accanto alle informazioni nazionali, come richiesto dalla relazione Barnier e dalle conclusioni del Consiglio del 15 giugno 2006; invita la Commissione a fornire agli uffici preposti al rilascio dei passaporti di ciascuno Stato membro un opuscolo che illustri i diritti di cui sopra e descriva a caratteri generali le misure che sostengono l'articolo 20 del trattato CE; richiede che l'opuscolo venga distribuito ai cittadini al momento del ritiro del passaporto; invita la Commissione a creare una pagina web sul sito "Europa" al fine di pubblicare informazioni pratiche sulla tutela consolare e agevolare l'accesso alle comunicazioni degli Stati membri sui consigli di viaggio, come richiesto dalla Commissione nel piano d'azione del 2007;

55.   esorta la Commissione ad attivare un numero telefonico europeo gratuito, che compaia sul passaporto accanto all'articolo 20 del trattato CE, grazie al quale in situazioni d'emergenza i cittadini dell'Unione possano accedere alle informazioni nella propria lingua riguardanti i consolati degli Stati membri, in modo da garantire loro la necessaria assistenza;

56.   invita la Commissione e il Consiglio ad adottare ulteriori direttive e misure volte a rafforzare l'acquis comunitario nel settore della tutela diplomatica e consolare e a emanare norme legalmente vincolanti per l'attuazione dell'articolo 20 del trattato CE;

57.   invita l'Unione ad intraprendere ulteriori misure volte a tutelare i suoi cittadini nei paesi terzi, compresa l'adozione di provvedimenti finalizzati ad impedire che i cittadini dell'Unione siano sottoposti alla pena di morte;

58.   invita gli Stati membri ad adempire correttamente agli obblighi derivanti dall'articolo 20 del trattato CE e pertanto a stabilire tra loro le disposizioni necessarie e ad avviare i negoziati internazionali richiesti per garantire la tutela dei cittadini dell'Unione all'esterno dell'Unione europea, rivolgendo una particolare attenzione all'approvazione di protocolli d'azione vincolanti che i servizi consolari nei paesi terzi sono tenuti a rispettare nelle situazioni di emergenza, crisi umanitaria o di sicurezza;

59.   si compiace per la recente adozione da parte del Consiglio delle linee direttrici relative all'attuazione del concetto di Stato guida in materia consolare(8) per la nomina di uno Stato guida in caso di gravi crisi e chiede un'interpretazione più ampia dell'articolo 20 del trattato CE per quanto concerne la protezione attualmente offerta dalle autorità consolari e diplomatiche ai cittadini dell'Unione;

60.   invita la Commissione a continuare i negoziati sull'esenzione dal visto per i viaggi nei paesi terzi da parte di tutti gli Stati membri e dei cittadini dell'Unione; sottolinea l'ingiustizia secondo cui alcuni cittadini dell'Unione sono soggetti all'obbligo di visto, mentre altri hanno la possibilità di viaggiare nell'ambito di programmi nazionali di esenzione dall'obbligo di visto;

61.   ritiene che il riconoscimento del diritto di petizione come un diritto fondamentale dei cittadini dell'Unione imporrebbe, quantomeno, alla Commissione di fornire motivazioni sufficienti per non seguire una raccomandazione del Parlamento;

62.   invita il Consiglio e la Commissione a sviluppare una più stretta collaborazione con la commissione per le petizioni del Parlamento e con il Mediatore europeo al fine di assicurare a ciascun cittadino dell'Unione un più efficace esercizio dei propri diritti;

63.   si compiace dell'istituzione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e dell'adozione della decisione 2007/252/CE del Consiglio, del 19 aprile 2007, che istituisce il programma specifico "Diritti fondamentali e cittadinanza" per il periodo 2007-2013 come parte del programma generale "Diritti fondamentali e giustizia"(9) volto a promuovere lo sviluppo di una società europea fondata sul rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti derivati dalla cittadinanza dell'Unione;

64.   invita i parlamenti nazionali a partecipare sempre più attivamente alla realizzazione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia; la cooperazione fra i parlamenti nazionali e le istituzioni comunitarie dovrebbe agevolare l'adeguamento della legislazione e delle pratiche nazionali in fase di recepimento del diritto comunitario e intensificare i contatti con i cittadini, sensibilizzandoli sui diritti connessi allo status di cittadino dell'Unione;

65.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.
(2) GU C 325 del 19.12.2008, pag. 76.
(3) Decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 19 dicembre 1995, riguardante la tutela dei cittadini dell'Unione europea da parte delle rappresentanze diplomatiche e consolari (GU L 314 del 28.12.1995, pag. 73).
(4) Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).
(5) Tra le altre, le cause C-424/98, Commissione/Repubblica italiana, e C-184/99, Grzelczyk.
(6) GU L 329 del 30.12.1993, pag. 34.
(7) GU C 323 E del 18.12.2008, pag. 120.
(8) GU C 317 del 12.12.2008, pag. 6.
(9) GU L 110 del 27.4.2007, pag. 33.

Note legali - Informativa sulla privacy