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Procedura : 2009/2557(RSP)
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RC-B6-0165/2009

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P6_TA(2009)0213

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Giovedì 2 aprile 2009 - Bruxelles
Coscienza europea e totalitarismo
P6_TA(2009)0213RC-B6-0165/2009

Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo

Il Parlamento europeo,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite,

–   vista la risoluzione 260 (III) A sul genocidio, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948,

–   visti gli articoli 6 e 7 del trattato sull'Unione europea,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(1),

–   vista la risoluzione 1481 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 25 gennaio 2006, relativa alla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi totalitari comunisti,

–   vista la sua dichiarazione del 23 settembre 2008 sulla proclamazione del 23 agosto quale "Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo"(2),

–   viste le sue numerose precedenti risoluzioni sulla democrazia e il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, tra cui la risoluzione del 12 maggio 2005 sul sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, l'8 maggio 1945(3), la risoluzione del 23 ottobre 2008 sulla commemorazione dell'Holodomor(4), e quella del 15 gennaio 2009 su Srebrenica(5),

–   visti i comitati Verità e Giustizia istituiti in varie parti del mondo, che hanno aiutato coloro che sono vissuti sotto numerosi ex regimi autoritari e totalitari a superare le loro divergenze e pervenire alla riconciliazione,

–   viste le dichiarazioni rese dal suo Presidente e dai gruppi politici il 4 luglio 2006, settanta anni dopo il colpo di Stato del Generale Franco in Spagna,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che gli storici concordano sul fatto che non sono possibili interpretazioni assolutamente oggettive dei fatti storici e che non esistono narrazioni storiche oggettive; che, tuttavia, gli storici professionisti utilizzano strumenti scientifici per studiare il passato sforzandosi di essere quanto più possibile imparziali,

B.   considerando che nessun organo o partito politico detiene il monopolio sull'interpretazione della storia e che tali organi e partiti non possono proclamarsi oggettivi,

C.   considerando che le interpretazioni politiche ufficiali dei fatti storici non dovrebbero essere imposte attraverso decisioni a maggioranza dei parlamenti; che un parlamento non può legiferare sul passato,

D.   considerando che un obiettivo fondamentale del processo di integrazione europea è di assicurare in futuro il rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto e che gli articoli 6 e 7 del trattato sull'Unione europea costituiscono idonei meccanismi per il conseguimento di questo obiettivo,

E.   considerando che le interpretazioni distorte della storia possono alimentare politiche esclusiviste fomentando quindi l'odio e il razzismo,

F.   considerando che le memorie del tragico passato dell'Europa devono essere mantenute vive, in modo da onorare la vittime, condannare i colpevoli e porre le basi di una riconciliazione basata sulla verità e la memoria,

G.   considerando che in Europa, nel corso del XX secolo, milioni di persone sono state deportate, incarcerate, torturate e assassinate da regimi totalitari e autoritari; che, tuttavia, occorre riconoscere l'unicità dell'Olocausto,

H.   considerando che l'esperienza storica dominante dell'Europa occidentale è stata il nazismo e che i paesi dell'Europa centrale e orientale hanno vissuto sia l'esperienza del comunismo che del nazismo; che occorre promuovere la comprensione del duplice retaggio dittatoriale di tali paesi,

I.   considerando che, fin dall'inizio, l'integrazione europea è stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha portato all'Olocausto e all'espansione dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell'Europa centrale e orientale, nonché un mezzo per superare profonde divisioni e ostilità in Europa attraverso la cooperazione e l'integrazione, ponendo fine alle guerre e garantendo la democrazia sul continente,

J.   considerando che il processo di integrazione europea ha avuto successo e ha creato a un'Unione europea comprendente paesi dell'Europa centrale e orientale che hanno vissuto sotto regimi comunisti dalla fine della Seconda guerra mondiale ai primi anni "90, e considerando che le precedenti adesioni di Grecia, Spagna e Portogallo, paesi oppressi per lungo tempo da regimi fascisti, hanno contribuito a garantire la democrazia nel Sud dell'Europa,

K.   considerando che l'Europa non sarà unita fino a quando non sarà in grado di creare una visione comune della propria storia, non riconoscerà il nazismo, lo stalinismo e i regimi fascisti e comunisti come retaggio comune e non avvierà un dibattito onesto e approfondito sui crimini da essi perpetrati nel secolo scorso,

L.   considerando che nel 2009 un'Europa riunificata celebrerà il 20° anniversario del crollo delle dittature comuniste nell'Europa centrale e orientale e della caduta del muro di Berlino, il che dovrebbe essere l'occasione sia per una maggiore consapevolezza del passato e il riconoscimento del ruolo delle iniziative civiche democratiche, sia per un impulso a rafforzare il senso di solidarietà e di coesione,

M.   considerando che è altresì importante ricordare coloro che si sono attivamente opposti al giogo totalitario e che dovrebbero trovare il loro posto nella coscienza degli europei come eroi dell'epoca totalitaria per la loro dedizione, la fedeltà agli ideali, l'onore e il coraggio,

N.   considerando che nell'ottica delle vittime è ininfluente quale regime li abbia privati della libertà oppure torturati o uccisi per un pretesto qualsiasi,

1.   esprime rispetto per tutte le vittime dei regimi totalitari e antidemocratici dell'Europa e rende omaggio a coloro i quali hanno combattuto contro la tirannia e l'oppressione;

2.   rinnova il suo impegno a favore di un'Europa pacifica e prospera, fondata sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani;

3.   sottolinea l'importanza di mantenere vive le memorie del passato, perché non può esservi riconciliazione senza verità e memoria; riconferma la sua posizione unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia;

4.   ricorda che i più recenti atti di genocidio e crimini contro l'umanità in Europa avevano ancora luogo nel luglio 1995 e che è necessaria una vigilanza costante per combattere idee e tendenze non democratiche, xenofobe, autoritarie e totalitarie;

5.   sottolinea che, per rafforzare la consapevolezza europea dei crimini commessi dai regimi totalitari e non democratici, occorre promuovere delle documentazioni e dei resoconti che testimonino del tragico passato europeo, in quanto non può esserci riconciliazione senza memoria;

6.   deplora che, vent'anni dopo il crollo delle dittature comuniste nell'Europa centrale e orientale, in alcuni Stati membri sia ancora indebitamente limitato l'accesso a documenti di importanza personale o necessari per la ricerca scientifica; chiede che in tutti gli Stati membri si compia un autentico sforzo per l'apertura completa degli archivi, compresi quelli degli ex servizi di sicurezza interni, della polizia segreta e delle agenzie di intelligence; ma che si adottino anche provvedimenti volti a garantire che tale processo non sia strumentalizzato a fini politici;

7.   condanna fermamente e inequivocabilmente tutti i crimini contro l'umanità e le massicce violazioni dei diritti umani commesse da tutti i regimi comunisti totalitari e autoritari; esprime simpatia e comprensione nei confronti delle vittime di tali reati e delle loro famiglie, riconoscendone le sofferenze;

8.   dichiara che l'integrazione europea, in quanto modello di pace e di riconciliazione, rappresenta una libera scelta dei popoli europei a impegnarsi per un futuro comune, e che l'Unione europea ha una responsabilità particolare nel promuovere e salvaguardare la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, sia all'interno che all'esterno del suo territorio;

9.   invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi ulteriormente per rafforzare l'insegnamento della storia europea ed evidenziare la conquista storica dell'integrazione europea e il forte contrasto tra il tragico passato e l'ordine sociale pacifico e democratico che caratterizza oggi l'Unione europea;

10.   è convinto che un'opportuna conservazione della memoria storica, una rivalutazione globale della storia europea e il riconoscimento a livello europeo di tutti gli aspetti storici dell'Europa moderna rafforzeranno l'integrazione europea;

11.   invita in tale contesto il Consiglio e la Commissione a sostenere e difendere le attività delle organizzazioni non governative quali "Memorial" nella Federazione russa, attivamente impegnate nella ricerca e raccolta di documenti relativi ai crimini commessi durante il periodo stalinista;

12.   ribadisce il suo vivo sostegno a una giustizia internazionale rafforzata;

13.   chiede l'istituzione di una piattaforma della memoria e della coscienza europee, per sostenere la creazione di reti e cooperazione tra istituti di ricerca nazionali specializzati in storia dei regimi totalitari, nonché di un centro/memoriale paneuropeo di documentazione per le vittime di tutti i regimi totalitari;

14.   chiede il rafforzamento degli attuali strumenti finanziari pertinenti, al fine di sostenere la ricerca storico-scientifica sulle questioni sopra delineate;

15.   chiede che il 23 agosto sia proclamata "Giornata europea di commemorazione" delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, da ricordare con dignità e imparzialità;

16.   è convinto che l'obiettivo finale della divulgazione e della valutazione dei crimini commessi dai regimi comunisti totalitari sia la riconciliazione che può essere raggiunta attraverso l'ammissione di responsabilità, la richiesta di perdono e il rafforzamento di una rinascita morale;

17.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e parlamenti dei paesi candidati, ai governi e parlamenti dei paesi associati all'Unione europea nonché ai governi e parlamenti dei membri del Consiglio d'Europa.

(1) GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.
(2) Testi approvati, P6_TA(2008)0439.
(3) GU C 92 E del 20.4.2006, pag. 392.
(4) Testi approvati, P6_TA(2008)0523.
(5) Testi approvati, P6_TA(2009)0028.

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