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Procedura : 2009/2575(RSP)
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B6-0191/2009

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Giovedì 23 aprile 2009 - Strasburgo
Deforestazione e degrado forestale
P6_TA(2009)0306B6-0191/2009

Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sui problemi di deforestazione e degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione, del 17 ottobre 2008, relativa ai problemi di deforestazione e degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità (COM(2008)0645),

–   viste le decisioni adottate alla quinta Conferenza ministeriale per la protezione delle foreste europee, svoltasi nel novembre 2007 a Varsavia, Polonia, per quanto riguarda la valutazione degli effetti del cambiamento climatico sullo stato delle foreste e l'attuazione di una politica di silvicoltura sostenibile,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.   considerando che l'Unione europea vuole limitare il riscaldamento globale a 2°C e dimezzare la perdita di biodiversità e che, secondo il rapporto Eliasch, dimezzare la deforestazione entro il 2030 costerà da 17 a 33 miliardi USD all'anno,

B.   considerando che una silvicoltura sostenibile è di fondamentale importanza per combattere la deforestazione e costituisce un aspetto essenziale dello sviluppo economico,

C.   considerando che la deforestazione è responsabile di circa il 20% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra, è una delle principali cause della perdita di biodiversità e rappresenta una seria minaccia per lo sviluppo, in particolare per le condizioni di vita dei poveri,

D.   considerando che la deforestazione procede al ritmo allarmante di 13 milioni di ettari all'anno, in primo luogo nelle foreste tropicali, ma anche in una certa misura in Europa, specialmente nell'Europa centrale e orientale,

E.   considerando che la deforestazione comporta danni ambientali difficilmente reversibili, come l'alterazione prolungata dell'equilibrio idrologico, la steppificazione, la desertificazione e la perdita di biodiversità, i cui costi economici complessivi sono di gran lunga superiori ai costi degli interventi preventivi e di recupero,

F.   considerando che il degrado forestale assume forme diverse ed è difficile da definire, ma ha importanti ripercussioni sul clima, sulla biodiversità e su altri beni e servizi,

G.   considerando che, conformemente alla quarta relazione di valutazione del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, oltre ad una riduzione delle emissioni nei paesi industrializzati, entro il 2020, del 25-40% rispetto al 1990 per limitare il riscaldamento globale a 2°C, è anche necessario che i paesi in via di sviluppo si discostino in misura significativa dall'aumento delle emissioni che corrisponde allo statu quo, compresa la riduzione delle emissioni connesse alla deforestazione,

H.   considerando che riducendo la deforestazione si contribuirà in modo importante non soltanto ad attenuare i cambiamenti climatici, ma anche a favorire l'adattamento a tali cambiamenti,

1.   sottolinea la necessità di una maggiore coerenza tra la conservazione delle foreste, le politiche di gestione sostenibile e le altre politiche interne ed esterne dell'Unione europea; chiede una valutazione quantitativa dell'impatto delle politiche forestali dell'Unione, per quanto concerne l'energia (in particolare i biocarburanti), l'agricoltura, la produzione e il consumo sostenibili, l'approvvigionamento, il commercio e la cooperazione allo sviluppo;

2.   invita la Commissione a presentare al Parlamento e al Consiglio proposte in merito a rigorosi requisiti di sostenibilità per il legname e tutti i prodotti del legno provenienti dalle foreste;

3.   invita la Commissione a pubblicare entro la fine del 2009 uno studio esaustivo che valuti l'impatto che le attività di produzione, consumo e commercio di prodotti alimentari e non alimentari dell'Unione europea hanno sulla deforestazione e sul degrado forestale; chiede che lo studio valuti e precisi gli eventuali apporti negativi dei diversi settori industriali e formuli raccomandazioni per ulteriori politiche e misure di innovazione, allo scopo di ridurre tali effetti;

4.   rimarca la necessità di affrontare con attenzione i problemi relativi alle condizioni idrologiche nell'ambito della silvicoltura e ritiene indispensabile una gestione comune delle risorse idriche e forestali e un'armonizzazione delle corrispondenti politiche Unione europea, per ripristinare e accrescere la capacità di ritenuta idrica degli ecosistemi;

5.   accoglie con favore le politiche in materia di appalti pubblici verdi e la promozione di strumenti quali l'etichettatura ecologica e i regimi di certificazione forestale; chiede la rapida adozione e attuazione delle relative politiche per i prodotti del legno in tutta l'Unione europea; invita gli Stati membri a basare la loro politica in materia di appalti pubblici su elevati standard di sostenibilità e, di conseguenza, a fissare obiettivi realistici in relazione a tali standard;

6.   ritiene che ai paesi in via di sviluppo debba essere fornito un notevole sostegno finanziario per fermare la deforestazione tropicale lorda al più tardi entro il 2020 e che la dimostrazione di un impegno in tal senso sarà decisiva nei negoziati internazionali in vista di un accordo globale sul clima post 2012;

7.   riconosce che la mobilitazione di congrui finanziamenti, nel quadro di un accordo globale sul clima, sarà assolutamente fondamentale per dimezzare e infine fermare la deforestazione globale; sostiene, in quest'ottica, la proposta della Commissione di creare un meccanismo mondiale per il carbonio forestale (GFCM) nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, basato su un regime di finanziamento permanente; invita gli Stati membri a sostenere il loro impegno a fermare la deforestazione e il degrado forestale globale destinando buona parte dei proventi della vendita all'asta di quote, nell'ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra (ETS), per ridurre le emissioni provocate dalla deforestazione nei paesi in via di sviluppo e facendo sì che i negoziati si concentrino sulle fonti di finanziamento secondo le indicazioni contenute nella comunicazione della Commissione, del 28 gennaio 2009, dal titolo "Verso un accordo organico sui cambiamenti climatici a Copenaghen" (COM(2009)0039); invita inoltre gli Stati membri ad accogliere il suggerimento della Commissione di aderire alla proposta di finanziamento avanzata dalla Norvegia destinando al GFCM parte dei futuri proventi della vendita all'asta di unità di quantità assegnate;

8.   sostiene che il supporto del GFCM debba basarsi sulle prestazioni ed essere fornito tenendo conto di risultati verificati in termini di riduzione della deforestazione lorda e del degrado forestale, e sottolinea che tale supporto deve altresì fornire ricadute positive in termini di protezione della biodiversità, aumento della resistenza e migliori mezzi di sussistenza nelle aree forestali;

9.   sottolinea la necessità che siano pienamente rispettati i diritti delle popolazioni locali che vivono nelle foreste, compreso quello delle popolazioni indigene di rendere disponibili foreste da loro tradizionalmente utilizzate solo previo il loro libero consenso informato; ritiene essenziale che le comunità locali e le popolazioni indigene siano effettivamente partecipi e pienamente coinvolte a tutti i livelli quando si tratta di valutare, pianificare ed attuare misure di riduzione delle emissioni derivanti dal degrado forestale e dalla deforestazione;

10.   sottolinea che qualunque meccanismo previsto dal programma di collaborazione delle Nazioni unite per la riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione e al degrado forestale nei paesi in via di sviluppo, concluso nell'ambito dell'accordo internazionale sul clima post 2012, debba in primo luogo garantire la protezione delle foreste vergini;

11.   rileva che il processo di deforestazione nell'Europa orientale è un fattore che provoca danni all'ambiente naturale e ha anche ripercussioni sulla qualità della vita;

12.   rileva che i crediti forestali nel mercato del carbonio potrebbero, a medio e lungo termine, far parte di un pacchetto di politiche per contrastare la deforestazione se saranno garantiti accurate metodologie di calcolo del carbonio forestale e meccanismi di controllo affidabili; sottolinea che una decisione definitiva per l'inclusione dei crediti forestali nel sistema ETS dovrebbe essere preceduta da una rigorosa analisi di fattibilità di tutti i potenziali meccanismi di finanziamento e da una valutazione dei risultati della Conferenza delle parti di Copenaghen e delle conclusioni tratte dai progetti pilota;

13.   rammenta che i crediti derivanti da progetti forestali usati per compensare le emissioni di gas a effetto serra nei paesi industrializzati non possono essere conteggiati una seconda volta per raggiungere un'inversione della tendenza al mantenimento dello status quo, obiettivo che i paesi in via di sviluppo dovranno conseguire nell'ambito dell'accordo internazionale sul clima post 2012;

14.   sottolinea che, in un futuro regime climatico, qualsiasi sistema di compensazione volto a ridurre la deforestazione e il degrado forestale dovrà considerare che le foreste non forniscono solo serbatoi naturali di carbonio, ma anche servizi agli ecosistemi e vantaggi sociali;

15.   esorta l'Unione europea a promuovere standard socio-ambientali elevati per la riduzione delle emissioni originate dalla deforestazione e il degrado (REDD); invita l'Unione a promuovere i meccanismi REDD, che vanno oltre l'attuale progetto del meccanismo di sviluppo pulito (CDM) e che affrontano le cause più profonde della deforestazione, quali il malgoverno, la povertà, la corruzione e la mancata applicazione delle leggi, sostenendo riforme politiche e istituzionali a livello sia nazionale che locale;

16.   deplora che la comunicazione, contrariamente al titolo, non esamini il degrado forestale; invita la Commissione a mettere a punto piani d'azione e progetti pilota e ad impegnarsi nella propria politica forestale per fermare non solo la deforestazione, ma anche il degrado forestale (anche nell'Unione europea), sviluppando e istituendo inoltre opportuni sistemi di monitoraggio al fine di ottenere dati adeguati su suolo e biomassa nelle foreste;

17.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

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