Indice 
Testi approvati
Giovedì 23 aprile 2009 - Strasburgo
Discarico 2007: Parlamento europeo
 Discarico 2007: Corte di giustizia
 Discarico 2007: Corte dei conti
 Discarico 2007: Mediatore europeo
 Discarico 2007: Garante europeo della protezione dei dati
 Discarico 2007: Eurojust
 Discarico 2007: Agenzia europea per i medicinali
 Discarico 2007: Agenzia europea per la sicurezza aerea
 Discarico 2007: Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (FRONTEX)
 Discarico 2007: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
 Discarico 2007: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
 Discarico 2007: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
 Discarico 2007: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea
 Discarico 2007: Consiglio
 Gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'Unione europea
 Accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus (rifusione) ***II
 Norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada ***II
 Accesso al mercato internazionale del trasporto merci su strada (rifusione) ***II
 Rendimento energetico nell'edilizia (rifusione) ***I
 Agenzie di rating del credito ***I
 Diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne ***I
 Diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus ***I
 Durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi ***I
 Sistemi di trasporto intelligenti nel settore dei trasporti stradali e interfacce con altri modi di trasporto ***I
 Programma Marco Polo II ***I
 Rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo ***I
 Diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera ***I
 Sicurezza dei pazienti *
 Azione europea nel settore delle malattie rare *
 Discarico 2007: Commissione e Agenzie esecutive
 Discarico 2007: Settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo
 Discarico 2007: Comitato economico e sociale europeo
 Discarico 2007: Comitato delle regioni
 Discarico 2007: Fondazione europea per la formazione professionale
 Discarico 2007: Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione
 Discarico 2007: Accademia europea di polizia
 Discarico 2007: Autorità di vigilanza del GNSS europeo
 Discarico 2007: Agenzia ferroviaria europea
 Discarico 2007: Agenzia europea per la sicurezza marittima
 Discarico 2007: Agenzia europea per la ricostruzione
 Discarico 2007: Agenzia europea dell'ambiente
 Discarico 2007: Autorità europea per la sicurezza alimentare
 Discarico 2007: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
 Discarico 2007: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
 Discarico 2007: Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali
 Discarico 2007: Agenzia comunitaria di controllo della pesca
 Deforestazione e degrado forestale
 Piano d'azione sulla mobilità urbana
 Piano d'azione per sistemi intelligenti di trasporto

Discarico 2007: Parlamento europeo
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione I - Parlamento europeo (C6-0416/2008 – 2008/2276(DEC))
P6_TA(2009)0260A6-0184/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (SEC(2008)2359 – C6-0416/2008)(2),

–   vista la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio per l'esercizio 2007 – Sezione I – Parlamento europeo(3),

–   vista la relazione annuale del revisore interno per il 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate(4),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(5),

–   visti gli articoli 272, paragrafo 10, e 275 del trattato CE e l'articolo 179 bis del trattato Euratom,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6), e in particolare gli articoli 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 13 delle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(7),

–   visto l'articolo 147, paragrafo 1, del regolamento finanziario, a norma del quale tutte le istituzioni sono tenute ad adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 15 marzo 2006 sugli orientamenti relativi alla procedura di bilancio 2007 – Sezioni II, IV, V, VI, VII, VIII (A) e VIII (B) e sul progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento europeo (Sezione I) per la procedura di bilancio 2007(8),

–   visti l'articolo 71, l'articolo 74, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0184/2009),

A.   considerando che l'audit della Corte dei conti indica, per le spese amministrative del 2007, che tutte le istituzioni hanno utilizzato in maniera soddisfacente i sistemi di supervisione e controllo prescritti dal regolamento finanziario e che le operazioni esaminate sono risultate esenti da errori rilevanti(9),

B.   considerando che in data 3 giugno 2008 il Segretario generale ha attestato con ragionevole certezza che il bilancio del Parlamento era stato eseguito in conformità dei principi di sana gestione finanziaria e che il quadro di controllo instaurato forniva le garanzie necessarie quanto alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti,

1.   concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2007,

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento Europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione I – Parlamento europeo (C6-0416/2008 – 2008/2276(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(10),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (SEC(2008)2359 – C6-0416/2008)(11),

–   vista la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio per l'esercizio 2007 – Sezione I – Parlamento europeo(12),

–   vista la relazione annuale del revisore interno per il 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate(13),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(14),

–   visti gli articoli 272, paragrafo 10, e 275 del trattato CE e l'articolo 179 bis del trattato Euratom,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(15), e in particolare gli articoli 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 13 delle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(16),

–   visto l'articolo 147, paragrafo 1, del regolamento finanziario, a norma del quale tutte le istituzioni sono tenute ad adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 15 marzo 2006 sugli orientamenti relativi alla procedura di bilancio 2007 – Sezioni II, IV, V, VI, VII, VIII (A) e VIII (B) e sul progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento europeo (Sezione I) per la procedura di bilancio 2007(17),

–   visti l'articolo 71, l'articolo 74, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0184/2009),

A.   considerando che l'audit della Corte dei conti indica, per le spese amministrative del 2007, che tutte le istituzioni hanno utilizzato in maniera soddisfacente i sistemi di supervisione e controllo prescritti dal regolamento finanziario e che le operazioni esaminate sono risultate esenti da errori rilevanti(18),

B.   considerando che in data 3 giugno 2008 il Segretario generale ha attestato con ragionevole certezza che il bilancio del Parlamento era stato eseguito in conformità dei principi di sana gestione finanziaria e che il quadro di controllo instaurato forniva le garanzie necessarie quanto alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti,

Importanti cambiamenti nella gestione finanziaria del Parlamento durante la legislatura 2004-2009

1.   rammenta che il presente discarico è l'ultimo della legislatura 2004-2009, durante la quale sono stati apportati un elevato numero di cambiamenti alla gestione finanziaria dell'Unione europea in generale e del Parlamento in particolare;

2.   rammenta che durante la legislatura il nuovo regolamento finanziario è entrato pienamente in vigore per essere nuovamente modificato nel 2008, con importanti novità in fatto di gestione finanziaria, in particolare un rafforzamento delle norme sugli appalti e il miglioramento strutturale del circuito di controllo delle procedure finanziarie, che ha accresciuto la responsabilità degli ordinatori e decentrato il controllo finanziario; nota che tali novità, che hanno comportato l'assunzione di personale qualificato e maggiori oneri amministrativi, sono state giudicate dalle direzioni generali del Parlamento efficaci ai fini del miglioramento della sana gestione finanziaria;

3.   nota peraltro che il regolamento finanziario potrebbe necessitare di una revisione ancora più profonda, giacché determinate procedure si sono rivelate troppo macchinose per i servizi del Parlamento; si rammarica che tale situazione abbia determinato un aumento del numero di deroghe (elencate negli allegati alle relazioni annuali di attività);

4.   rammenta che il nuovo regolamento finanziario, che richiede un notevole aumento del personale specializzato, è entrato in vigore contestualmente al nuovo Statuto del personale e al nuovo Regime applicabile agli altri agenti(19), ponendo una serie di vincoli all'amministrazione del Parlamento;

5.   rammenta che nel 2004 hanno aderito all'Unione europea 10 nuovi Stati cui si sono aggiunti nel 2007 la Bulgaria e la Romania, e che questo è stato il motivo principale per portare il numero dei membri del personale da 4 662 al 1° gennaio 2004 (tutte le categorie) a 6 101 al 31 dicembre 2008; saluta pertanto gli sforzi dell'amministrazione del Parlamento che è riuscita a gestire rapidamente questo notevole aumento; nota anche che quasi tutti i posti supplementari sono connessi all'impatto dell'allargamento, per cui l'incremento netto del personale non legato all'allargamento è di appena l'1,2%;

6.   nota che nel 2007, il 99,9% dei pagamenti a titolo dell'indennità di assistenza parlamentare sono risultati in regola e che l'aumento di questo risultato percentuale è attribuibile alle migliorate procedure adottate dall'Ufficio di Presidenza in materia di documentazione come pure ai notevoli sforzi profusi dall'amministrazione e alla crescente sensibilità mostrata dai deputati in tale ambito;

7.   sottolinea il fatto che per la prima volta dall'istituzione del Parlamento, gli Stati membri hanno dato il loro accordo a uno Statuto europeo per i suoi deputati; lo Statuto instaurerà parità di condizioni retributive ed assicurative per tutti i deputati ed eliminerà le notevoli differenze fra le retribuzioni nazionali introducendo un sistema trasparente per tutti i tipi di indennità e di emolumenti;

8.   rammenta che l'approvazione dello Statuto degli assistenti era una delle priorità enunciate nella risoluzione sugli orientamenti di bilancio per il 2007; saluta al riguardo l'approvazione il 19 dicembre 2008 da parte del Consiglio della proposta della Commissione (COM(2008)0786) come modificata dal Parlamento(20); la sua entrata in vigore nel luglio 2009 dovrebbe accrescere notevolmente la trasparenza di utilizzo di questi fondi e garantire la piena tutela occupazionale e previdenziale degli assistenti;

Relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio(21)

9.   nota che nel 2007 il Parlamento ha registrato entrate pari a 144 449 007 EUR (2006: 126 126 604 EUR);

Conti definitivi 2007 (in EUR)

10.   prende atto delle cifre con cui sono stati chiusi i conti del Parlamento europeo per l'esercizio 2007, vale a dire:

a) Stanziamenti disponibili

Stanziamenti per il 2007:

1 397 460 174

Riporti non automatici dall'esercizio 2006:

4 817 000

Report automatici dall'esercizio 2006:

188 746 822,24

Stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2007:

42 522 400,66

Riporti dall'esercizio 2006 corrispondenti a entrate con destinazione specifica:

34 640 774,58

Totale:

1 668 187 171,48

b) Utilizzo degli stanziamenti nell'esercizio 2007

Impegni:

1 594 372 252,26

Pagamenti effettuati:

1 329 131 440,46

Pagamenti pendenti e stanziamenti non impegnati provenienti da entrate con destinazione specifica:

263 564 514,64

Stanziamenti riportati compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

263 564 514,64

Stanziamenti annullati:

31 691 180,38

c) Entrate

riscosse nel 2007:

144 449 007,32

d) Totale bilancio al 31 dicembre 2007

1 788 830 683

11.   nota che gli stanziamenti autorizzati nel bilancio iniziale del Parlamento per il 2007 ammontavano a 1 397 460 174 EUR , corrispondenti a un aumento del 6% rispetto al bilancio 2006 (1 321 600 000 EUR ), e che nel 2007 non è stato presentato un bilancio rettificativo;

12.   rileva che anziché rimborsare le somme inutilizzate agli Stati membri il Parlamento ha deciso - come negli anni precedenti - di procedere a fine anno a uno storno "di recupero" da varie linee di bilancio, per un importo di 25 000 000 EUR (2006: 37 246 425 EUR ) destinato all'acquisto a Vienna di un palazzo che ospiterà Parlamento e Commissione nella "Casa dell'Unione europea"; nota tuttavia che nella sua risoluzione del 24 aprile 2007 sul discarico per l'esercizio finanziario 2005(22) il Parlamento aveva chiesto che a fini di chiarezza le spese per gli immobili fossero iscritte in bilancio anziché essere reperite tramite storni di recupero;

13.   saluta con favore il fatto che, come richiesto in precedenti risoluzioni sul discarico, la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio sia divenuta per la gestione finanziaria del Parlamento una guida chiara e trasparente nel corso dell'esercizio cui si riferisce;

I conti del Parlamento

14.   nota che nella sua certificazione dei conti definitivi, il Contabile del Parlamento ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono un'immagine veritiera e fedele, sotto ogni aspetto significativo, della situazione finanziaria del Parlamento; nota inoltre l'osservazione che non è stata portata alla sua attenzione alcuna questione sulla quale esprimere riserve;

15.   rammenta la decisione del suo Presidente sull'adozione del bilancio per l'esercizio 2007;

16.   osserva che il risultato economico dell'esercizio 2007 ha dato un importo negativo di 209 985 279 EUR , che si spiega principalmente con un aumento delle passività di 256 095 000 EUR corrispondenti a una riserva per le pensioni primarie di determinate categorie di deputati, finanziata direttamente dal Parlamento a norma dell'Allegato III della Regolamentazione riguardante le spese e le indennità dei deputati;

17.   invita il Segretario generale ad indicare quali saranno le probabili disposizioni per le pensioni dei deputati una volta entrato in vigore lo Statuto dei deputati, e come quella riserva sarà trattata ai fini contabili nel bilancio del Parlamento;

18.   nota che gli allegati al bilancio valutano gli immobili di proprietà del Parlamento a 1 015 159 978 EUR al netto degli ammortamenti contro un costo totale di acquisto di 1 650 945 693 EUR ; chiede che il Segretario generale fornisca un prospetto comparativo indicante per ogni immobile di proprietà del Parlamento l'attuale valore di mercato e il costo di acquisto;

Dichiarazione di affidabilità del Segretario generale

19.   saluta con favore la dichiarazione in data 3 giugno 2008 emanata dal Segretario generale nella sua veste di Ordinatore delegato principale concernente le relazioni annuali di attività dell'Ordinatore per il 2007, in cui attesta con ragionevole certezza che il bilancio del Parlamento è stato eseguito in conformità dei principi di sana gestione finanziaria e che il quadro di controllo instaurato forniva le garanzie necessarie quanto alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

20.   nota tuttavia la sua osservazione contenuta nella dichiarazione di affidabilità secondo cui il quadro normativo instaurato per le indennità parlamentari, incluse le spese per l'assistenza parlamentare, è divenuto talmente complesso da presentare gravi difficoltà di applicazione corretta, ciò che lo ha indotto a prendere l'iniziativa di introdurre un nuovo sistema che entrerà in vigore nel luglio 2009;

Relazioni di attività dei Direttori generali

21.   constata con soddisfazione che tutti i Direttori generali hanno potuto rilasciare una dichiarazione di affidabilità senza riserve per l'esecuzione del bilancio dei propri servizi nel 2007;

22.   è consapevole del fatto che le relazioni di attività sono strumenti interni di gestione il cui scopo primario è di dare al Segretario generale un quadro chiaro del funzionamento dell'amministrazione, segnalando puntualmente eventuali debolezze;

23.   rileva che la relazione di attività di ogni Direzione generale allega un elenco di eccezioni, che specifica le deroghe al regolamento finanziario e disposizioni subordinate; esprime preoccupazione per il fatto che il numero complessivo di tali deroghe superi di molto la media annuale dei visti negati anteriormente al 2003 a norma del regolamento finanziario pre-riforma, quando tutte le transazioni dovevano essere vistate dal Controllore finanziario;

Relazione annuale della Corte dei conti per il 2007

24.   nota la conclusione della Corte dei conti secondo cui, per le spese amministrative del 2007, tutte le istituzioni hanno utilizzato in maniera soddisfacente i sistemi di supervisione e controllo prescritti dal regolamento finanziario e le operazioni esaminate sono risultate esenti da errori rilevanti;

25.   prende atto delle conclusioni riguardanti specificamente il Parlamento contenute nella relazione annuale della Corte dei conti per il 2007, e delle risposte del Parlamento, in merito ai fattori di moltiplicazione applicabili alle retribuzioni del personale dopo l'entrata in vigore del nuovo Statuto del personale il 1° maggio 2004 e ai pagamenti effettuati nel 2007 a valere su stanziamenti riportati dal 2006 per l'acquisto di telecamere ad alta definizione da installare nell'edificio D5 nel 2008;

26.   prende atto inoltre della sezione della relazione annuale relativa al follow-up dato alle osservazioni delle precedenti relazioni riguardo a: rimborso forfetario dei costi di alloggio sostenuti dai funzionari in missione; documentazione a supporto dell'utilizzo dell'indennità di assistenza parlamentare, e, in relazione al regime pensionistico integrativo volontario, necessità di norme chiare che definiscano le obbligazioni e le responsabilità del Parlamento e dei beneficiari del regime in caso di deficit;

27.  prende atto delle risposte fornite dal Parlamento nella procedura in contraddittorio con la Corte dei conti;

Follow-up dato dal Segretario generale all'ultima risoluzione di discarico

28.   plaude alle decisioni dell'Ufficio di presidenza del 10 marzo 2008, del 19 maggio 2008 e del 7 luglio 2008 relative alle misure di applicazione dello Statuto dei deputati e indennità di assistenza parlamentare, che rappresentano il seguito dato in maniera diretta alle raccomandazioni formulate in occasione del discarico 2006; plaude altresì all'impegno mostrato dal suo Presidente per l'attuazione di tali decisioni;

29.   rammenta che a norma dell'articolo 147, paragrafo 1, del regolamento finanziario, la Commissione e le altre istituzioni sono tenute ad adottare ogni misura utile per dare seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

30.   ringrazia il Segretario generale per aver presentato le relazioni richieste dall'amministrazione nell'ultima risoluzione di discarico con congruo anticipo rispetto alla data di avvio della procedura di discarico per l'esercizio 2007;

31.   nota la seguente conclusione del servizio giuridico del 29 aprile 2008 (SJ 775/06) riguardo ai paragrafi della risoluzione del Parlamento del 22 aprile 2008 sul discarico per l'esercizio finanziario 2006 concernenti il Fondo pensionistico volontario: "L'Ufficio di Presidenza ha proprie competenze e responsabilità, quali definite nel regolamento del Parlamento. Spetta dunque all'Ufficio di Presidenza decidere se discostarsi dalla volontà espressa dalla Plenaria nella sua risoluzione del 22 aprile 2008 o rispettarla"; ritiene tuttavia che tale conclusione, fondata sul regolamento del Parlamento, non sia pienamente compatibile con il chiaro disposto dell'articolo 147, paragrafo 1 del regolamento finanziario, a sua volta basato sull'articolo 276 del trattato CE;

Audizione del Revisore interno

32.   nota che nella riunione della commissione competente tenuta il 20 febbraio 2009 con la partecipazione del Revisore interno - riunione aperta trasmessa in web-streaming e durante la quale il Revisore ha presentato la sua relazione annuale - il Revisore ha riferito di aver adottato o emesso in forma di bozza nel 2007 18 relazioni su temi quali:

   spese per missioni del personale
   - IT governance
   casse anticipi, inventari e gestione finanziaria presso alcuni Uffici informazione
   partiti politici a livello europeo
   diritti individuali dei membri del personale
   follow-up della revisione del Quadro di controllo interno
   indennità di assistenza parlamentare;

33.   rileva che le seguenti sono tra le conclusioni più significative contenute nella relazione annuale del Revisore interno:

   la struttura di IT governance al Parlamento, secondo le risultanze dell'audit, non ha dato la ragionevole rassicurazione (assurance) che per il medio termine vengano compiute le scelte corrette o che fosse in corso un idoneo processo strategico di pianificazione delle IT;
   le attività di controllo nel campo dei diritti individuali del personale vanno notevolmente rafforzate, la qualità dei dati dei sistemi di gestione informatica migliorata e le procedure e istruzioni necessarie per guidare le attività di gestione e di controllo opportunamente documentate;
   le informazioni e la documentazione presentata dai partiti politici europei non era sempre sufficiente a giustificare le richieste di contributi finanziari o a permettere al servizio ordinatore di verificare l'ammissibilità della richiesta di pagamento;

34.   prende atto e avalla il parere espresso dal Revisore interno in merito a:

   l'importanza di istituire a livello centrale un codice di condotta che disciplini i rapporti con i consulenti esterni (per cui il Segretario generale aveva adottato delle Linee guida nel luglio 2008);
   l'importanza di assicurare che operi a livello centrale un efficiente sistema di gestione del rischio, con una procedura ufficiale per identificare e valutare i rischi, per formulare e riferire sulle relative contromisure, e per dare agli organi di vigilanza e decisione la rassicurazione (assurance) che la gestione del rischio è efficace e che tutte le contromisure, fra cui i controlli interni, sono idonee allo scopo;

Contratti e appalti

35.   rammenta che il Parlamento pubblica informazioni generali sui contratti aggiudicati sul suo sito web (tramite i quick links(23)) e che, come prescritto dal regolamento finanziario, pubblica sul suo sito web i) informazioni precise sui contratti di valore superiore a 60 000 EUR nella Gazzetta ufficiale e ii) un elenco dei contratti di valore compreso fra 25 000 EUR e 60 000 EUR; plaude all'elevato livello di trasparenza raggiunta, ma raccomanda che ai fini di una più agevole accessibilità, il sito web del Parlamento riporti un unico elenco completo e dettagliato di tutti i contratti;

36.   nota che la relazione annuale dell'amministrazione all'autorità di bilancio sui contratti contiene le seguenti informazioni relative ai contratti aggiudicati nel corso del 2007;

Contratti aggiudicati

2007

2006

Contratti di valore pari o superiore a 25 000 EUR

331,5 mln. EUR

(249 contratti)

327,5 mln. EUR

(238 contratti)

Contratti di valore pari o superiore a 50 000 EUR

326,5 mln EUR.

(133 contratti)

322,3 mln. EUR

(112 contratti)

Contratti di valore compreso fra 25 000 EUR e 60 000 EUR

5,2 mln. EUR

(116 contratti)

5,2 mln. EUR

(126 contratti)

37.   prende atto con soddisfazione del dato secondo cui la percentuale di contratti conclusi con procedura aperta è aumentata dal 2006 al 2007 in termini sia di ammontare complessivo che di numero totale di contratti:

Tipo di procedura

2007

2006

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

162 124 519

59 593 905

109 763 269

49%

18%

33%

123 936 713

12 438 031

191 162 868

38%

4%

58%

Totale

331 481 693

100%

327 537 612

100%

38.   nota che l'amministrazione ha ora costituito la base di dati delle ditte soggette ad esclusione come prescritto dall'articolo 95 del regolamento finanziario ed attende ora istruzioni dalla Commissione su come coordinarla con le disposizioni introdotte dalla Commissione con il regolamento(24) e la decisione da essa adottati il 17 dicembre 2008;

39.   nota che, malgrado le modifiche al regolamento finanziario, le sue norme in materia di appalti sono tuttora eccessivamente complesse per le istituzioni minori, specie se le gare riguardano contratti di valore relativamente modesto; invita la Commissione, quando condurrà i lavori preliminari alla redazione di eventuali future proposte di modifica del regolamento finanziario, a tenere intense consultazioni con i Segretari generali e le amministrazioni delle altre istituzioni per assicurarsi che anche le loro istanze vengano pienamente recepite nel testo definitivo;

La gestione all'interno dell'amministrazione del Parlamento
DG Presidenza

40.   saluta l'impegno della DG Presidenza a compiere ulteriori progressi nella gestione finanziaria attraverso un esame approfondito dei vari aspetti dell'esecuzione del bilancio e connesse procedure; nota in particolare gli sforzi intrapresi nel sensibilizzare il personale all'importanza delle operazioni finanziarie;

41.   rammenta la sua richiesta, formulata per la prima volta in occasione del discarico per l'esercizio 2004, di creare un posto di risk manager in possesso di vasta esperienza professionale nel ramo, dotato di autonomia e indipendenza decisionale, con una profonda conoscenza della struttura e della governance dell'organizzazione, nonché dell'autorità necessaria a permettergli di contestare decisioni politiche o amministrative;

42.   giudica essenziale assegnare il risk manager a una struttura amministrativa che possa garantire la piena rispondenza a tali criteri;

43.   sottolinea che la sicurezza è un settore molto sensibile in qualunque parlamento, ma ancor di più in un parlamento multinazionale di alto profilo e frequentemente visitato dai Capi di Stato e di governo di tutto il mondo; invita il Segretario generale a riferire alla commissione competente sull'attuale situazione in tale ambito; ricorda a tale riguardo l'importanza di chiare procedure di comunicazione in caso di serie violazioni della sicurezza all'interno del Parlamento;

44.   rammenta la decisione dell'Ufficio di Presidenza del 29 novembre 2006 che approva la strategia di continuità operativa e di gestione delle crisi proposta dal Segretario generale; sottolinea l'assoluta necessità di applicare infine regole chiare che definiscano la "catena di comando" e la struttura di gestione delle crisi in seno all'amministrazione del Parlamento e si attende che la DG Presidenza compia ogni sforzo in tal senso;

45.   esprime preoccupazione per il crescente numero di episodi di piccola criminalità che si verificano nei locali del Parlamento, soprattutto furto di oggetti personali come borse, computer portatili, telefoni cellulari ecc.; sostiene ogni sforzo compiuto dall'amministrazione per garantire maggiore sicurezza nei locali del Parlamento;

46.   nota che nel 2005 il Parlamento, su indicazione di un consulente esterno, ha acquistato 6 body scanner (scanner corporali) dopo un'analisi del rischio sicurezza; nota che dopo l'acquisto di questi dispositivi il Parlamento ha votato contro l'uso di tali apparecchiature negli aeroporti; chiede pertanto al Segretario generale di valutare la possibilità di vendere i dispositivi in questione; chiede alla sua amministrazione di informare in futuro i deputati prima di procedere ad acquisti di questo tipo e di coinvolgerli nell'adozione della relativa decisione;

DG Politiche interne e DG Politiche esterne

47.   nota che nel 2007 le Unità tematiche delle DG IPOL e EXPO hanno raggiunto la piena operatività con un budget complessivo di 6 519 600 EUR; nota con soddisfazione che il loro compito principale consistente nel fornire assistenza all'attività degli organi parlamentari viene assolto con sempre maggiore efficacia; saluta con favore l'approccio delle Unità tematiche consistente considerare la qualità l'obiettivo principale da perseguire quando si cerca una consulenza esterna, ed invita le Unità a valutare attentamente quali siano i modelli di contratto in grado di assicurare alla commissione richiedente la migliore qualità a livello di consulenza;

DG Comunicazione

48.   nota le crescenti sollecitazioni cui è sottoposta la DG Comunicazione in relazione ai progetti audiovisivi e alla realizzazione del Centro visitatori, che sta entrando nella sua fase finale; nota in proposito le lunghe e complesse procedure legate ai preparativi per il nuovo Centro visitatori, che hanno prodotto 13 procedure di gara e 20 contratti distinti;

49.   invita il Segretario generale a coprire quanto prima i nuovi posti previsti per il 2009 per l'equipe di progetto del Centro visitatori per assicurare che il Centro possa aprire le porte al pubblico all'inizio del 2010;

50.   saluta l'opera preparatoria svolta dalla DG Comunicazione per il varo del progetto Web-TV, che dopo qualche difficoltà nella fase iniziale degli appalti sta ora provando la sua versione test; prende atto che la fase test si è svolta nel periodo settembre 2008 - marzo 2009 e che una campagna promozionale pubblica si svolgerà nel marzo 2009 per informare ed interessare i cittadini; prende atto delle difficoltà legate al varo della prima Web-TV del mondo in grado di trasmettere in più di 20 lingue;

51.   saluta con favore la trasparenza che la Web TV aggiunge all'attività del Parlamento, se si considera che riunioni, audizioni ed altre attività saranno trasmesse in web-streaming permettendo ai cittadini di seguire in diretta tematiche di grande interesse;

52.   prende atto dell'adozione unanime il 22 ottobre 2007 da parte dell'Ufficio di Presidenza della "Strategia e Piano d'azione per le elezioni europee del 2009" che sono entrati nella loro prima fase di attuazione nel 2008 e raggiungeranno il loro apice a ridosso delle elezioni europee;

53.   saluta la crescente partecipazione del Parlamento europeo alla vita sociale e culturale come esemplificato da eventi quali: Lux Prize, Premio del Parlamento europeo per il giornalismo, Premio del Cittadino, Premio europeo Carlo Magno della gioventù, Energy Globe Awards, AGORA e Youth Media Days, tutte iniziative lanciate nel 2007 in aggiunta agli eventi tradizionali;

54.   rileva la soddisfazione degli utenti delle nuove infrastrutture audiovisive dell'edificio JAN di Bruxelles, realizzate fra il 2006 e il 2008 per fornire moderni impianti ai servizi mediatici e interni;

55.   saluta il miglioramento della gestione degli Uffici d'informazione, dove soprattutto la gestione finanziaria sembra migliorata secondo quanto riferito dal Revisore interno durante l'audizione tenuta dalla commissione competente il 20 gennaio 2009; sottolinea l'importanza della nuova "mission statement" degli Uffici d'informazione del Parlamento che hanno migliorato la loro visibilità e la loro accessibilità per i cittadini;

56.   si rammarica che le decisioni relative alla copertura di posti importanti in seno alla DG Comunicazione abbiano richiesto molto tempo, lasciando scoperte alcune posizioni dirigenziali e creando lavoro supplementare per i funzionari in servizio;

DG Personale

57.   saluta l'introduzione da parte della DG Personale dell'applicazione Streamline che permette notevoli incrementi di efficienza e può essere agevolmente utilizzata da tutti i membri del personale;

58.   saluta l'esercizio di screening intrapreso dalla DG Personale; invita la DG Personale a proseguire il suo lavoro sullo screening e ad adottare un approccio analogo all'esercizio di screening della Commissione, che sta producendo importanti miglioramenti nell'allocazione e nell'efficienza delle risorse umane;

59.   nota che le disposizioni transitorie relative al "fattore di moltiplicazione" (Allegato XIII dello Statuto del personale) introdotte dalla riforma sono talmente oscure per non dire contraddittorie(25) da generare interpretazioni divergenti fra le varie Istituzioni con conseguente proliferazione dei procedimenti dinanzi alla Corte di giustizia; sottolinea al riguardo l'importanza della chiarezza e della semplicità di formulazione dei testi giuridici; insiste sulla necessità che il periodo transitorio fra i vecchi parametri retributivi (prima del 2004) e i nuovi (dopo la riforma) sia ridotto al minimo, tenendo presente che il documento esplicativo diffuso dalla Commissione prima della riforma ipotizzava la conclusione del periodo transitorio per il 2006; attende con interesse le risultanze dell'analisi che sarà condotta al riguardo dal gruppo di lavoro creato dal Segretario generale;

60.   rammenta che, proprio nel momento in cui il nuovo regolamento finanziario rendeva necessario un notevole aumento del personale addetto ai servizi finanziari/di bilancio, la capacità dell'Istituzione di attrarre personale finanziario qualificato veniva ridotta per effetto della profonda revisione dello Statuto del personale introdotta nel 2004, con una forte riduzione dei livelli delle retribuzioni e delle altre indennità corrisposte al personale neoassunto;

61.   osserva che almeno una Direzione generale rimarca nella sua relazione di attività l'utilità dei controlli ex post ai fini dell'individuazione di errori o carenze cui porre rimedio; rileva che non tutte le Direzioni generali dispongono attualmente di un addetto ai controlli ex post;

62.   chiede un'analisi condotta da un soggetto esterno indipendente sull'impatto generale della riforma dello Statuto del personale realizzata nel 2004, che esamini i costi e i benefici della riforma e soprattutto identifichi ogni effetto non voluto suscettibile di incidere negativamente sul funzionamento delle Istituzioni; invita al tempo stesso il Segretario generale a commissionare uno studio sui livelli di soddisfazione del personale;

63.   prende atto del quadro fornito dal Segretario generale del numero dei candidati a posti vacanti di livello superiore a quello di Capo unità; è preoccupato per lo scarso numero di candidati (1 o 2) presentatisi per molti di questi posti; chiede l'adozione di misure adeguate che portino ad un aumento del numero di candidati interni per tali posti;

DG Infrastrutture e logistica

64.   si rammarica che, dopo l'acquisto a Strasburgo degli edifici SDM, WIC e IP3, sia stato rinvenuto amianto in quantità molto superiori a quelle inizialmente indicate dall'esperto francese; nota che si è deciso di procedere alla decontaminazione per garantire la protezione a lungo termine di quanti lavorano e si recano in visita negli edifici in questione;

65.   invita il Presidente e il Segretario generale ad assicurare che i lavori di decontaminazione siano eseguiti nel rispetto del protocollo di intervento e delle relazioni degli esperti allegate alla risposta al questionario di discarico nonché sotto la costante supervisione degli esperti, in modo da garantire per tutta la durata dei lavori un livello ottimale di protezione per tutti coloro che transitano o lavorano in tali edifici;

66.   nota che i preventivi finali di costo per l'ampliamento del centro sportivo a Bruxelles saranno definiti a conclusione dell'attuale procedura negoziata; invita il Segretario generale a presentare all'Ufficio di Presidenza e alla commissione per i bilanci il preventivo finale dei costi prima della decisione finale di dare avvio ai lavori; osserva che le attività fin qui svolte non corrispondono né agli interessi dei deputati né a quelli dei contribuenti europei;

DG Traduzione e DG Interpretazione e conferenze

67.   nota con preoccupazione che nella sua relazione di attività la DG Traduzione afferma che il codice di condotta sul multilinguismo viene rispettato solo nel 60% dei casi e che il mancato rispetto del codice presso determinate commissioni raggiunge livelli inaccettabili di gravità; ritiene che la rinuncia al multilinguismo sarebbe un grave danno per la democrazia e per il normale assolvimento delle funzioni dei deputati, ed invita il Segretario generale a garantire che il codice venga applicato come si deve;

68.   sostiene la proposta del Segretario generale di introdurre misure di sensibilizzazione fra gli utenti dei servizi di traduzione ed interpretazione, fra cui le commissioni, le delegazioni e i gruppi politici, e propone che le future proposte comprendano la fatturazione "virtuale" per gli utenti;

69.   rileva che un codice di condotta profondamente modificato è stato approvato dall'Ufficio di Presidenza nella sua riunione del 17 novembre 2008;

70.   si felicita con la DG Traduzione e con la DG Interpretazione e conferenze per gli sforzi profusi, che hanno permesso un rapido adattamento al notevole aumento del numero delle lingue ufficiali, che dalle 11 del 2004 sono passate nel 2009 a 23;

71.   rileva che le condizioni di lavoro degli interpreti sono peggiorate in questa legislatura a causa del crescente carico di lavoro e dell'interpretazione eccessivamente restrittiva delle norme che disciplinano le missioni; invita la DG Interpretazione e conferenza ad esaminare urgentemente la questione in modo da migliorare la motivazione degli interpreti; rileva che tali problemi riguardano il più delle volte le principali combinazioni linguistiche, che hanno un calendario molto più nutrito a causa dell'elevato livello delle richieste;

72.   chiede al Segretario generale di fornire per il 2007 e, se possibile, per il 2008, un quadro riepilogativo delle riunioni che sono state annullate ad uno stadio così tardivo che non è stato possibile riprogrammare l'attività degli interpreti e dell'altro personale di assistenza alla riunione, indicando a quanto sono ammontati i relativi costi e a chi sono stati addebitati;

DG Finanze

73.   prende atto delle attività svolte dal gruppo di lavoro sulla semplificazione; invita il Segretario generale a presentare alla sua commissione competente una breve relazione sui risultati raggiunti dal gruppo di lavoro; si attende che prima di prospettare modifiche alle disposizioni finanziarie la commissione competente sia investita di un parere formale;

74.   insiste sulla necessità che le norme di attuazione dello Statuto dei deputati siano chiare e facilmente applicabili;

75.   invita il Segretario generale ad istituire un servizio da mettere a disposizione di tutti i deputati a decorrere dal luglio 2009, incaricato di fornire consulenza sulla corretta applicazione del nuovo Statuto, sui diritti e doveri dei deputati ivi contemplati e sulla corretta gestione dei contratti degli assistenti;

76.   ritiene che per assolvere il proprio mandato parlamentare i deputati debbano avere il diritto di utilizzare la modalità di trasporto più adatta alla loro agenda di impegni parlamentari, la più comoda, la più rapida e la meno onerosa per il Parlamento;

77.   invita il Segretario generale a mettere a disposizione le necessarie risorse umane e finanziarie per la rapida attuazione del nuovo Statuto degli assistenti;

78.   chiede un'analisi generale condotta da un soggetto indipendente sulla qualità della gestione finanziaria e l'efficacia/efficienza dei contratti con fornitori di servizi esterni in settori quali IT, sicurezza, bar, ristoranti, mense, agenzia viaggi, pulizia, manutenzione edifici, con specifico riguardo a:

   metodo di selezione
   tipologia più adatta di contratto
   rischio di perdita del controllo della gestione a seguito di eccessiva esternalizzazione
   trasparenza dei meccanismi relativi a fatture e compensi
   ricorso alla commissione come elemento di remunerazione
   problema dei monopoli nella prestazione di determinati servizi
   documentazione dei pagamenti a carico del bilancio del Parlamento;

79.   raccomanda al Revisore interno del Parlamento di tener conto dei punti e problemi di cui sopra al momento di condurre l'analisi di rischio su cui si baserà il suo futuro programma di lavoro;

DG Innovazione e supporto tecnologico

80.   rammenta che, come emerso in occasione dell'audizione del 20 gennaio 2009 del Revisore interno dinanzi alla commissione competente, nel 2007 si sono registrati gravi problemi in fatto di governance nel settore IT, che hanno richiesto importanti cambiamenti della politica informatica dell'Istituzione a livello di strutture, prassi operative e gestione; considera della massima urgenza creare tutte le condizioni necessarie per una moderna governance nel settore IT e strumenti di pianificazione atti a ravvicinare il settore IT del Parlamento ai COBIT (Control Objectives for Information and related Technology);

81.   sottolinea che tale obiettivo richiede un'analisi approfondita delle esigenze del Parlamento e strategie atte a ravvicinare fra loro esigenze politiche e strumenti IT, tenendo presente che in un ambiente globale sempre più digitalizzato deve essere l'indirizzo politico a dare l'impulso al raggiungimento degli obiettivi ultimi mentre agli strumenti IT spetta il compito di fornire supporto alle azioni volte a conseguirli; ritiene che tale approccio sarà possibile solo in presenza delle necessarie strutture di governance nel settore IT; invita pertanto l'Ufficio di Presidenza a prendere le opportune decisioni;

Indennità di assistenza parlamentare

82.   plaude all'operato del Segretario generale che, in risposta alle precedenti risoluzioni sul discarico, alle relazioni della Corte dei conti e del Revisore interno, ha ottenuto la documentazione necessaria per procedere alla regolarizzazione praticamente di tutte le richieste di pagamento (99,9% in valore) per il periodo 2004-2007; prende atto della semplificazione procedurale introdotta il 13 dicembre 2006 in virtù della quale i deputati non sono più tenuti a presentare le fatture o le parcelle emesse dai terzi erogatori o dai fornitori di servizi, bensì a conservarle; i deputati sono invece ora tenuti a fornire copia degli "estratti delle spese" e degli "estratti degli importi fatturati" rilasciati dai terzi erogatori e dai fornitori di servizi;

83.   si richiama ai paragrafi 59 e 61 della sua risoluzione di discarico per l'esercizio 2006(26); invita il Segretario generale ad inviare ai deputati che hanno ottemperato alle regole di utilizzo dell'indennità di assistenza parlamentare una lettera dell'amministrazione che lo confermi;

84.   saluta l'impegno assunto dal Segretario generale durante l'audizione tenuta dalla commissione competente il 20 gennaio 2009 di mettere ufficialmente a disposizione dei deputati a partire dal luglio 2009 almeno un agente erogatore per Stato membro, incaricato dal Parlamento di gestire i contratti e connessi adempimenti relativi agli assistenti locali dei deputati, tenuto conto delle altre opzioni previste nelle norme di attuazione;

85.   invita l'Ufficio di Presidenza a garantire la possibilità di concedere agli assistenti locali pari diritti di accesso ai locali del Parlamento nelle tre sedi di lavoro;

Gruppi politici (analisi dei conti e procedure - linea di bilancio 4 0 0 0)

86.   saluta con favore il fatto che i conti dei gruppi politici siano pubblicati sul sito web del Parlamento(27), insieme al loro regolamento finanziario; rileva tuttavia la grande difformità riscontrabile fra le norme finanziarie interne adottate dai vari gruppi politici;

87.   prende atto che, nel 2007, gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4000 sono stati utilizzati nel modo seguente:

 

 

 

 

 

 

(in EUR)

Totale disponibile nel bilancio 2007

 

 

 

75 211 947

Membri non iscritti

 

 

 

 

673 575

Importi disponibili per i gruppi

 

 

 

74 538 372

Gruppo

Stanziamenti concessi dal bilancio del Parlamento

Risorse proprie e stanziamenti riportati dei Gruppi

Spesa nel 2007

Tasso di utilizzo degli stanziamenti disponibili

Massimale dei riporti*

Somme riportate al 2008

PPE

18 197 622

9 449 345

18 572 670

67,18%

9 098 811

9 074 297

PSE

14 165 895

7 265 776

14 827 524

69,19%

7 082 948

6 604 146

ALDE

6 703 291

3 560 145

7 461 720

72,70%

3 351 646

2 801 716

Verdi/ALE

2 690 396

1 434 335

3 167 057

76,78%

1 345 198

957 674

GUE/NGL

2 740 154

994 094

2 835 166

75,92%

1 370 077

899 083

UEN

2 797 063

541 496

2 436 330

72,98%

1 398 532

902 230

IND/DEM

1 502 292

1 044 042

1 821 789

71,55%

751 146

724 546

ITS

1 441 708

10 718

1 130 306

77,82%

720 854

- **

NI

538 048

135 527

450 827

66,93%

269 024

117 207

TOTALE

50 776 469

24 435 478

52 703 387

70,07%

25 388 234

22 508 559

* Conformemente all'articolo 2.1.6 della regolamentazione sull'utilizzazione degli stanziamenti della voce 4000

** Il gruppo, disciolto il 14 novembre 2007, ha rimborsato gli stanziamenti non utilizzati al Parlamento europeo

88.   rileva che nel 2007 i conti di due gruppi politici sono stati oggetto di riserve da parte dei rispettivi revisori contabili esterni;

89.   nota che, nella sua riunione del 7 luglio 2008, nel deliberare in merito alla chiusura dell'esercizio finanziario 2007 per i gruppi politici, l'Ufficio di Presidenza ha, senza discussione

   preso atto ed approvato la documentazione presentata dai gruppi e i conti definitivi consolidati dei deputati non iscritti;
   ha autorizzato il gruppo PPE-DE ad includere nei propri conti per il 2007 determinati costi di personale per gli anni 2005-2007, che sono stati fatturati internamente dal Parlamento europeo dopo il 31 gennaio 2008;
   ha rinviato la sua decisione sui conti finali dell'ex gruppo ITS;

90.   rileva anche che i conti dell'ex gruppo IT disciolto il 14 novembre 2007, sottoposti al presidente della commissione per il controllo dei bilanci il 4 novembre 2008, erano accompagnati da un attestato del revisore contabile i) che esprime le sue riserve dopo aver accertato l'inadeguatezza dei controlli interni, come comprovato dal versamento di emolumenti a un membro del personale, non giustificato da un contratto e ii) che fa riferimento a un procedimento disciplinare nei confronti di un ex dipendente;

91.   nota che il gruppo ITS ha rimborsato nell'aprile 2008 al Parlamento il saldo residuo della sua sovvenzione, pari a 317 310, 23 EUR;

Partiti politici europei

92.   nota che, nella sua riunione del 7 luglio 2008 in sede di decisione sulla chiusura dell'esercizio 2007 per quanto riguarda i partiti politici, l'Ufficio di Presidenza, deliberando senza discussione, ha approvato le relazioni finali sulla realizzazione dei rispettivi programmi di attività e i rendiconti di esercizio dei partiti politici beneficiari di una sovvenzione a carico del bilancio del Parlamento;

93.   prende atto che, nel 2007, gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 0 sono stati utilizzati nel modo seguente:

Esecuzione del bilancio 2007 nel quadro della convenzione (EUR)

Partito

Risorse proprie

Totale sovvenzione PE

Totale entrate

Sovvenzione in % della spesa ammissibile (max. 75%)

PPE

1 150 174,16

3 156 413,79

4 306 587,95

75,00%

PSE

1 033 792,85

2 992 217,56

4 026 010,41

75,00%

ELDR

382 797,45

1 022 343,98

1 405 141,43

74,00%

EFGP

243 733,02

631 750,00

875 483,02

74,05%

GE

179 599,61

524 251,22

703 850,83

75,00%

PDE

52 861,45

152 610,87

205 472,32

75,00%

AEN

53 496,02

159 137,64

212 633,66

74,84%

ADIE

82 775,00

239 410,00

322 185,00

74,46%

EFA

81 354,87

215 197,63

296 552,50

75,00%

EUD

73 951,00

226 279,50

300 230,50

75,00%

Totale

3 334 535,43

9 319 612,19

12 654 147,62

74,81%

94.   rileva che in tutte le relazioni i revisori hanno attestato senza riserve che i conti sottoposti erano conformi alle principali disposizioni statutarie del regolamento (CE) n. 2004/2003(28) e che essi fornivano un quadro fedele e veritiero della situazione finanziaria dei partiti politici alla chiusura dell'esercizio finanziario 2007; osserva al riguardo che la valutazione del Revisore interno del Parlamento in merito alla conformità con le pertinenti disposizioni è alquanto più critica;

95.   dà incarico al suo Segretario generale di pubblicare i conti e le relazioni di audit riguardanti i partiti politici sovvenzionali sul sito web del Parlamento;

96.   invita le sue commissioni competenti ad informarlo del seguito dato alla relazione del Revisore interno pubblicata nell'agosto 2007 sull'attuazione delle norme relative ai contributi ai partiti politici a livello europeo (cui si fa riferimento al paragrafo 55 della risoluzione del Parlamento del 22 aprile 2008 sul discarico per l'esercizio finanziario 2006);

97.   nota che, come nel 2005 e 2006, l'esecuzione finanziaria di due partiti (AEN e PDE) è rimasta notevolmente al di sotto del bilancio di previsione e che l'ordinatore ha ricevuto l'incarico di recuperare per il 2007:

− 81 294,07 EUR dall'AEN;

− 269 153,40 EUR dal PDE; e

− 49 819 EUR dall'ADIE;

98.   rammenta che nella sua riunione dell'8 ottobre 2008 l'Ufficio di Presidenza ha preso atto del proposto codice di condotta per le campagne elettorali dei gruppi politici nel quadro delle elezioni europee;

99.   rammenta che le richieste di finanziamento a carico del bilancio del Parlamento da parte delle fondazioni politiche europee sono state esaminate per la prima volta nel corso del 2008, come disposto dal regolamento (CE) n. 1524/2007(29); incarica le sue commissioni competenti di esaminare l'utilizzo di tali fondi in occasione del discarico per l'esercizio 2008;

Fondo pensionistico volontario

100.   rileva che nella primavera del 2008, il numero totale degli iscritti al regime era di 1 113, di cui 478 deputati europei in attività (61% del numero totale dei deputati), 493 pensionati (di cui 56 persone a carico dei deputati deceduti) e 142 deputati con diritti differiti;

101.   rileva che al 31 dicembre 2007 gli attivi del Fondo erano pari a 214 887 336 EUR; nota che il rendimento sugli investimenti è stato nel 2007 dell'1,2%;

102.   nota, in relazione ai conti della ASBL che gestisce il Fondo pensionistico volontario dei deputati, l'opinione dell'auditor indipendente il quale, senza attenuare tale affermazione, riferisce che il deficit attuariale dell'ASBL era di 30 917 229 EUR al 31 dicembre 2007 (2006: 26 637 836EUR);

103.   nota inoltre l'affermazione dell'auditor indipendente che la responsabilità ultima del versamento delle prestazioni è del Parlamento, come disposto all'articolo 27 dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo approvato dal Parlamento, ai termini del quale "i diritti e le aspettative acquisiti restano invariati";

104.   ritiene che tale interpretazione non sia pienamente conforme all'idea originaria sottesa al Fondo pensionistico volontario, ossia di un'entità autonoma, distinta dalle strutture dell'Istituzione; invita il suo Servizio giuridico a pronunziarsi prima dell'entrata in vigore del nuovo Statuto sulla questione se la responsabilità ultima del Fondo pensionistico volontario sia del Fondo stesso e dei suoi iscritti oppure del Parlamento, tenendo ben presenti gli interessi del contribuente europeo;

105.   prende atto dell'intendimento di negoziare una convenzione fra il Parlamento e il Fondo; puntualizza che in nessun caso, nella situazione economica attuale, il Parlamento erogherà finanziamenti supplementari a carico del bilancio per coprire il deficit del Fondo, come ha fatto in passato, e che, se deve garantire i diritti pensionistici, il Parlamento deve avere il pieno controllo del Fondo e delle sue politiche d'investimento;

106.   rammenta le conclusioni di un'analisi attuariale indipendente del Fondo pensionistico volontario commissionata dal Parlamento(30) secondo cui i) il flusso di cassa in entrata non è sufficiente a coprire la liquidazione delle pensioni fino al 2015 e che in seguito sarà necessario cominciare a realizzare attivi per liquidare le pensioni dovute; e ii) se le proiezioni (assumptions) utilizzate dall'Attuario del Fondo dovessero rivelarsi corrette, alla data di scadenza (termination date) il Fondo risulterà in attivo; nota che il Segretario generale ha commissionato un'analisi attuariale aggiornata che esamini la situazione dopo la recente crisi bancaria e finanziaria;

107.   accoglie con soddisfazione la notizia che, come raccomandato in precedenti risoluzioni sul discarico, la quota contributiva di un terzo versata dai deputati iscritti al Fondo è adesso prelevata da conti esterni privati anziché essere trattenuta automaticamente, a cura dell'amministrazione del Parlamento, dall'indennità per spese generali;

108.   nota tuttavia che agli effetti della pensione primaria di cui all'Allegato III della Regolamentazione riguardante le spese e le indennità dei deputati, i contributi di questi ultimi continuano ad essere prelevati sull'indennità per spese generali;

109.   nota che nella sua riunione del 22 ottobre 2007 l'Ufficio di Presidenza ha deciso di non accogliere la raccomandazione del Mediatore europeo (reclamo 655/2006/(SAB)ID) che il Parlamento dia la possibilità di consultare l'elenco dei deputati iscritti al Fondo pensionistico volontario, nonostante il parere favorevole del Garante europeo per la protezione dei dati; invita l'Ufficio di Presidenza a riconsiderare la sua posizione e a pubblicare l'elenco, conformemente al parere del Servizio giuridico del Parlamento stesso e in accordo con la politica di trasparenza dell'Unione europea, in modo da rendere pubblica l'identità di tutti i beneficiari finali di finanziamenti dell'Unione europea;

Ambiente

110.   rammenta che il 27 novembre 2007 il Presidente e il Segretario generale hanno firmato un accordo per la certificazione ambientale degli edifici del Parlamento e che contestualmente il Segretario generale ha avviato le procedure prescritte per la registrazione del Parlamento nell'elenco degli organismi partecipanti al sistema EMAS (Eco-Management and Audit Scheme o sistema comunitario di ecogestione e audit) in Belgio, Francia e Lussemburgo;

111.   rileva che il Parlamento ha ora le certificazioni EMAS per tutte e tre le sedi di lavoro, e che è l'unica Istituzione dell'Unione europea ad aver ottenuto questo riconoscimento in materia di politica ambientale;

112.   rileva che il 18 giugno 2007 l'Ufficio di Presidenza ha fissato un target di riduzione delle emissioni di carbonio del 30% entro il 2020 - che costituisce il primo (e principale) obiettivo definito nel quadro di EMAS - in aderenza alla decisione del Parlamento del 24 aprile 2007 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2005;

113.   chiede al Segretario generale di informare le sue commissioni competenti, in tempo per il discarico dell'anno prossimo, in merito al seguito dato alle raccomandazioni formulate nella risoluzione del Parlamento del 24 aprile 2007 sul discarico per l'esercizio finanziario 2005) per quanto riguarda le misure ambientali, indicando le cifre esatte delle riduzioni di emissioni di CO2 ottenute grazie ad esse;

Il caso della Cassa dei deputati

114.   constata che il 2007 è stato l'anno in cui è stato risolta la questione della differenza di BEF 4 136 125 fra la situazione di cassa e la contabilità generale, che era stata accertata nel 1982; constata inoltre che è stata poi risolta anche la questione dei conti di garanzia per l'amministratore degli anticipi e il contabile subalterno che erano in servizio all'epoca;

(1) GU L 77 del 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 148 del 13.6.2008, pag. 1.
(4) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(5) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(6) GU L 248 del 16.9.02, pag. 1.
(7) PE 349.540/Bur/ann/fin.
(8) GU C 291 E del 30.11.2006, pag. 311.
(9) GU C 286 del 10.11.2008, punto 11.6.
(10) GU L 77 del 16.3.2007.
(11) GU C 287 del 10.11.08, pag. 1.
(12) GU C 148 del 13.6.2008, pag. 1.
(13) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(14) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(15) GU L 248 del 16.9.02, pag. 1.
(16) PE 349.540/Bur/ann/fin.
(17) GU C 291 E del 30.11.2006, pag. 311.
(18) GU C 286 del 10.11.2008, punto 11.6.
(19) Regolamento (CE, Euratom) n. 723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che modifica lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di dette Comunità (GU L 124 del 27.4.2004, pag. 1).
(20) GU L 55 del 27.2.2009, pag. 1.
(21) Relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio - Sezione I del bilancio dell'UE - Esercizio 2007 (GU C 148, del 13.6.2008, p. 1).
(22) GU L 187 del 15.7.2008, pag. 3.
(23) http://www.europarl.europa.eu/parliament/expert/staticDisplay.do?id=62&language=EN
(24) Regolamento (CE, Euratom) n. 1302/2008 della Commissione, del 17 dicembre 2008, riguardante la base centrale di dati sull'esclusione (GU L 344, del 20.12.2008, p. 12).
(25) Risposta del Parlamento al paragrafo 11.7 della relazione annuale della Corte.
(26)Risoluzione del Parlamento europeo del 22 aprile 2008 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006, sezione I – Parlamento europeo (GU L 88 del 31.3.2009, pag. 3).
(27) htto://www.europarl.europa.eu/groups/accounts_en.htm
(28) Regolamento (CE) n. 2004/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo (GU L 297 del 15.11.2003, pag. 1).
(29) Regolamento (CE) n. 1524/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 2004/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le norme relative allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo (GU L 343 del 27.12.2007, pag. 5).
(30) Final report: liabilities and assets analysis November 2007 - AON Consulting Belgium NV/SA


Discarico 2007: Corte di giustizia
PDF 210kWORD 45k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione IV - Corte di giustizia (C6-0418/2008 – 2008/2278(DEC))
P6_TA(2009)0261A6-0151/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0418/2008)(2),

–   vista la relazione annuale della Corte di giustizia riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007, presentata all'autorità competente per il discarico,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(4),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0151/2009),

1.   concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia per l'esecuzione del bilancio della Corte di giustizia per l'esercizio 2007;

2.   esprime le sue osservazioni nella risoluzione riportata in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione IV – Corte di giustizia (C6-0418/2008 – 2008/2278(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(6),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0418/2008)(7),

–   vista la relazione annuale della Corte di giustizia riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007, presentata all'autorità competente per il discarico,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(8),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(9),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0151/2009),

1.   osserva che nel 2007 la Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) disponeva di stanziamenti d'impegno per un totale di 275 milioni di euro (2006: 252 milioni di euro(11)), con un tasso di utilizzo del 96,84%, che è superiore a quello dell'esercizio precedente;

2.   osserva con soddisfazione l'adozione da parte della CGCE nel luglio 2007 di un codice di condotta che si applica ai membri e agli ex membri della Corte di giustizia, del Tribunale di primo grado e del Tribunale della funzione pubblica(12), comprendente l'obbligo di presentare una dichiarazione degli interessi finanziari al presidente della Corte di giustizia; ribadisce tuttavia la propria richiesta, nell'interesse della trasparenza e nonostante la mancanza ad oggi di un obbligo giuridico, di pubblicare dichiarazioni concrete, ad esempio sul sito web della Corte; propone inoltre la nomina di un controllore indipendente con il compito di render conto pubblicamente ogni anno delle dichiarazioni ricevute, in modo da garantire un monitoraggio e un controllo credibili;

3.   rileva che nel 2007 il numero di funzionari e agenti in servizio (agenti temporanei e agenti contrattuali) è aumentato rispetto all'esercizio precedente del 7,9%, attestandosi a 1 928, principalmente a causa dell'adesione di Bulgaria e Romania;

4.   accoglie con favore il miglioramento relativo all'assunzione di personale qualificato, coperto dallo statuto, tramite concorsi organizzati da EPSO, nonché nell'affrontare alcune difficoltà relative a taluni incarichi (principalmente interpreti ed esperti informatici);

5.   rileva che al punto 11.19 della relazione annuale per il 2007 la Corte dei conti europea ha espresso i seguenti commenti: "la decisione del comitato amministrativo della Corte di giustizia sull'assunzione e l'impiego di personale contrattuale non prevede una procedura di selezione per gli 'agenti contrattuali con mansioni ausiliarie' […] Non esistono quindi procedure di selezione formali stabilite dalla Corte di giustizia per l'assunzione di personale con contratti a breve termine per sostituire persone impossibilitate a svolgere le loro funzioni";

6.   condivide il parere della Corte dei conti secondo il quale, a causa dell'assenza di procedure di selezione specifiche per il personale contrattuale con mansioni ausiliarie (compreso, ad esempio, il ricorso a comitati di selezione), "[…] le disposizioni adottate dalla Corte di giustizia non assicurano, in questi casi, che i requisiti previsti nel "regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee" siano pienamente rispettati e che sia scongiurato il rischio di una selezione non obiettiva"; chiede pertanto che si mettano in atto adeguate procedure di selezione anche per questa categoria di personale contrattuale;

7.   esprime la sua soddisfazione per il fatto che dal 1° ottobre 2007 sono state istituite due unità amministrative separate (un'unita di audit interno e un'unità di verifica) con due capi unità distinti, mettendo fine alla situazione, criticata già negli esercizi precedenti sia dalla Corte dei conti sia dal Parlamento, nella quale il capo del servizio di audit interno era responsabile della verifica ex ante delle operazioni degli ordinatori;

8.   osserva con soddisfazione che il 12 dicembre 2007 il comitato amministrativo della Corte ha modificato le mansioni del revisore interno in modo che il programma di lavoro annuale dell'unità di audit interno sia adottato sulla base di una valutazione dei rischi effettivi ai quali è esposta l'organizzazione;

9.   osserva che è stata introdotta una nuova procedura per cedere le immobilizzazioni nel quadro dell'attuazione, nel 2007, di un nuovo sistema integrato di gestione e controllo finanziario (SAP) che ha sostituito, il 1° gennaio 2008, il sistema di contabilità e gestione finanziaria Sucre-Abac; accoglie con favore il fatto che il nuovo sistema SAP sia stato sviluppato su base interistituzionale dal Consiglio, dalla Corte dei conti e dalla Corte di giustizia, con un sensibile risparmio in bilancio e una maggiore efficienza per le tre istituzioni interessate;

10.   accoglie inoltre con favore la proficua cooperazione interistituzionale con la Corte dei conti in materia di formazione;

11.   accoglie con favore la considerevole riduzione del numero di contratti negoziati rispetto al numero dei contratti aggiudicati mediante appalto, dal 34% nel 2006 al 32% nel 2007 (per un valore superiore a 60 000 EUR, a seguito della modifica delle modalità di esecuzione(13) del regolamento finanziario); incoraggia la Corte a proseguire gli sforzi per ridurre ulteriormente questa percentuale;

12.   osserva che il 2006 è stato il secondo anno di vera e propria attività giudiziaria, del nuovo Tribunale della funzione pubblica, dopo la sua entrata in funzione nel dicembre 2005, e che il suo regolamento interno è entrato in vigore il 1° novembre 2007;

13.   accoglie con favore il quarto anno consecutivo di riduzione della durata dei processi davanti alla Corte di giustizia, nonché l'incremento di quasi il 10% rispetto al 2006 del numero di cause concluse; osserva tuttavia con preoccupazione che l'arretrato di cause pendenti è aumentato per tutte e tre le corti, e in particolare per il Tribunale di primo grado (da 1 029 cause nel 2006 a 1 154 cause nel 2007, con un aumento del 12%);

14.   comprende che l'aumento considerevole del numero di cause pendenti davanti al Tribunale di primo grado è dovuto a un aumento del numero di nuove cause introdotte e alla sempre crescente complessità e diversità dei procedimenti che si trova a giudicare; sostiene pienamente gli sforzi della Corte volti a rivedere la propria organizzazione interna e le proprie procedure di lavoro per migliorare l'efficienza e ridurre l'arretrato;

15.   accoglie con favore la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale di una relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria della Corte nel 2007(14), allegata al bilancio 2007 della Corte, che fornisce indicazioni, tra l'altro, sul tasso di esecuzione degli stanziamenti e fornisce una sintesi degli storni di stanziamenti effettuati nel corso dell'esercizio 2007;

16.   si compiace della prassi instaurata dalla Corte di includere nella propria relazione di attività un capitolo dedicato all'attuazione nel corso dell'esercizio delle precedenti decisioni di discarico del Parlamento e delle relazioni della Corte di conti;

17.   osserva che, nonostante le modifiche al regolamento finanziario, le sue disposizioni sugli appalti risultano ancora eccessivamente onerose per le istituzioni più piccole, come la Corte di giustizia, specialmente nel caso di gare per appalti di importo relativamente modesto; invita la Commissione – nell'effettuare il suo lavoro preparatorio in vista dell'elaborazione di ogni futura proposta di modifica del regolamento finanziario – a consultarsi ampiamente con il Cancelliere della Corte di giustizia e la sua amministrazione, in modo da assicurare che la versione finale tenga pienamente conto anche delle loro preoccupazioni.

(1) GU L 77 del 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(4) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 77 del 16.3.2007.
(7) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(8) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(9) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) 2005: 232,6 milioni di euro.
(12) GU C 223 del 22.9.2007, pag. 1.
(13) Regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE, Euratom) n. 1065/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1).
(14) GU C 15 del 21.1.2009, pag. 1.


Discarico 2007: Corte dei conti
PDF 207kWORD 44k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione V - Corte dei conti (C6-0419/2008 – 2008/2279(DEC))
P6_TA(2009)0262A6-0152/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0419/2008)(2),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007, presentata all'autorità competente per il discarico,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–   vista la relazione del revisore esterno sulla relazione della Corte dei conti per l'esercizio 2007(4),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(5),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0152/2009),

1.   concede al Segretario generale della Corte dei conti il discarico per l'esecuzione del bilancio della Corte dei conti per l'esercizio 2007;

2.   esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione V – Corte dei conti (C6-0419/2008 – 2008/2279(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(7),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0419/2008)(8),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(9),

–   vista la relazione del revisore esterno sulla relazione della Corte dei conti per l'esercizio 2007(10),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(11),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(12), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0152/2009),

1.   osserva che nel 2007 la Corte dei conti europea aveva stanziamenti d'impegno disponibili per 122 milioni di euro (2006: EUR 114 milioni(13)), con un tasso di utilizzo del 90,21%, inferiore alla media delle altre istituzioni (93,82%);

2.   rammenta che, per quanto riguarda l'esercizio 2007, il bilancio della Corte dei conti è stato certificato da un'impresa esterna, PricewaterhouseCoopers (l'esercizio precedente da KPMG), che ha raggiunto le seguenti conclusioni:

   a) in relazione alla precisione del bilancio per l'esercizio 2007, "a nostro giudizio i prospetti contabili presentano in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria della Corte dei conti europea al 31 dicembre 2007, il risultato economico e i flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, conformemente al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002 [che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee], al regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d'esecuzione del suddetto regolamento del Consiglio, e alle norme contabili della Corte dei conti europea"; e
   b) in relazione alle risorse finanziarie assegnate alla Corte e all'adeguatezza delle procedure di controllo in essere nel corso dell'esercizio 2007, "non vi sono elementi a noi noti che ci inducano a ritenere che per tutti gli aspetti significativi e sulla base dei criteri (individuati), a) le risorse assegnate alla Corte non siano state utilizzate per le finalità previste, e b) le procedure di controllo in essere non forniscano le necessarie garanzie per assicurare il rispetto nelle operazioni finanziarie delle norme e dei regolamenti applicabili";

3.   accoglie con favore il fatto che sia stato sviluppato, su base interistituzionale dal Consiglio, dalla Corte dei conti e dalla Corte di giustizia, un nuovo sistema integrato di gestione e controllo finanziario (SAP), in funzione dal 1° gennaio 2008, che comporta un sensibile risparmio in bilancio e una maggiore efficienza delle tre istituzioni interessate;

4.   si compiace inoltre della proficua cooperazione interistituzionale con la Corte di giustizia in materia di formazione;

5.   osserva che la relazione del 2007 del revisore interno della Corte dei conti è stata ampiamente positiva, avendo stabilito che il progetto dell'edificio K2 è stato gestito in modo efficace e che l'edificio K2 è stato consegnato con alcuni mesi di anticipo sulla programmazione e nel rispetto della dotazione di bilancio prevista; accoglie con favore in questo contesto il fatto che la maggior parte delle raccomandazioni espresse dal revisore interno siano state accettate e integrate in piani di misure correttive;

6.   osserva che nel 2007 due nuovi membri si sono aggiunti alla Corte dei conti a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania; rileva che l'originario principio organizzativo della funzione europea di controllo – un membro per ciascuno Stato – ha portato a un'organizzazione governata da un collegio di 27 membri; è convinto che questa struttura sia ormai al limite e che siano necessari una riforma approfondita e il rafforzamento delle disposizioni dell'Unione europea in materia di revisione contabile esterna; sottolinea che, quanto più forte è la Corte dei conti europea, tanto più forte è l'autorità di discarico e migliore il controllo dell'esecutivo; invita pertanto gli Stati membri ad avviare discussioni sulla riforma della Corte dei conti europea, includendo in tali discussioni il Parlamento europeo;

7.   osserva che nel dicembre 2008 è stata presentata una relazione sulla "revisione tra pari" svolta da un gruppo internazionale; deplora che in tale relazione non sia stata affrontata la questione fondamentale dell'adeguatezza o meno dell'attuale struttura della funzione di revisione contabile esterna dell'Unione;

8.   nota, in relazione alle dichiarazioni di interesse finanziario dei membri, che in conformità al codice etico della Corte i membri di quest'ultima trasmettono una dichiarazione relativa ai propri interessi finanziari e agli altri attivi (ivi compreso azioni, obbligazioni convertibili e certificati di investimento, terreni, proprietà immobiliari e attività professionali del coniuge) al presidente della Corte, che le custodisce in condizioni di riservatezza, e che queste dichiarazioni non sono pubblicate;

9.   ribadisce il proprio invito affinché, per una questione di principio e nell'interesse della trasparenza, i membri di tutte le istituzioni siano obbligati a presentare una dichiarazione di interessi finanziari, la quale deve essere accessibile su Internet tramite un registro pubblico; non concorda sul fatto che la Corte dei conti debba attendere, come quest'ultima ha suggerito, la disponibilità di un formato standardizzato applicabile a tutte le istituzioni dell'Unione europea; propone la nomina di funzionari di controllo indipendenti in ogni istituzione il cui compito sia di stilare una relazione annuale pubblica sulle dichiarazioni ricevute;

10.   chiede pertanto alla Corte dei conti di includere nella prossima relazione di attività un capitolo che fornisca un resoconto dettagliato dell'attuazione nel corso dell'anno delle precedenti decisioni sul discarico del Parlamento, comprese eventualmente le spiegazioni per non aver seguito le raccomandazioni;

11.   rileva che, nonostante gli emendamenti al regolamento finanziario, le norme in materia di appalti sono ancora eccessivamente macchinose per le istituzioni di piccole dimensioni come la Corte dei conti europea, in particolare in relazione agli appalti per importi relativamente modesti; invita la Commissione, nella fase di attività preliminare all'elaborazione di proposte di modifica del regolamento finanziario, a consultare in modo approfondito il Segretario generale della Corte dei conti europea e la sua amministrazione, al fine di garantire che nella bozza finale si tenga pienamente conto delle loro istanze.

(1) GU L 77 del 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(4) GU C 318 del 12.12.2008, pag. 1.
(5) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(6) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(7) GU L 77 del 16.3.2007.
(8) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(9) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(10) GU C 318 del 12.12.2008, pag. 1.
(11) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(12) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(13) 2005: 107,5 milioni EUR.


Discarico 2007: Mediatore europeo
PDF 205kWORD 45k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione VIII - Mediatore europeo (C6-0423/2008 – 2008/2282(DEC))
P6_TA(2009)0263A6-0156/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0423/2008)(2),

–   vista la relazione annuale del Mediatore europeo all'autorità di discarico sulle revisioni contabili interne realizzate nel 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(4),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0156/2009),

1.   concede il discarico al Mediatore europeo per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007;

2.   esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo per la protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione VIII – Mediatore europeo (C6-0423/2008 – 2008/2282(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(6),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0423/2008)(7),

–   vista la relazione annuale del Mediatore europeo all'autorità di discarico sulle revisioni contabili interne realizzate nel 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(8),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(9),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0156/2009),

1.   rileva che nel 2007 gli stanziamenti d'impegno disponibili del Mediatore europeo (il Mediatore) ammontavano complessivamente a 8,2 milioni di euro (2006: 7,7 milioni di euro(11)), con un tasso di utilizzo del 90,48%, inferiore alla media delle altre istituzioni (93,84%);

2.   rileva che, nel periodo 2003 - 2007, gli stanziamenti d'impegno sono incrementati in modo costante da 4,4 milioni di euro a 8,2 milioni di euro (quasi +86%) e i posti da 31 a 57 unità (+84%), mentre le denunce sono aumentate da 2 436 a 3 217 (+32%) e le nuove indagini aperte da 253 a 308 (+22%); rileva altresì che il numero di posti non è aumentato per il secondo anno consecutivo;

3.   osserva che la Corte dei conti ha indicato nella sua relazione annuale che dalla verifica contabile non sono scaturite osservazioni significative sul Mediatore;

4.   rileva che in base alla relazione del revisore interno n. 08/03, la valutazione del revisore interno nel 2007 ha evidenziato che, purché siano attuate appieno le azioni concordate, i sistemi di controllo e di gestione interni dell'istituzione sono efficaci e forniscono la ragionevole certezza di conseguire gli obiettivi di controllo in maniera coerente;

5.   ricorda che la relazione del revisore interno n. 06/04, volta a valutare l'adeguatezza delle procedure di gestione e controllo per stabilire i diritti individuali del personale, non aveva evidenziato aree di rischio significativo nelle procedure di gestione e controllo, confermando però che l'istituzione dovrebbe affrontare una serie di questioni specifiche; ricorda inoltre che, di conseguenza, era stato concordato un piano d'azione tra il revisore interno e l'istituzione, e un termine ultimo di attuazione era stato fissato al 30 settembre 2007; accoglie con favore le conclusioni della revisione di verifica realizzata nel dicembre 2007, che riconoscono la piena attuazione di tutti i punti previsti dal piano d'azione sulla gestione dei diritti individuali;

6.   rileva che la revisione di verifica del piano d'azione stabilito sull'ottemperanza alle norme in materia di appalti pubblici ha evidenziato che, malgrado i progressi compiuti, il Mediatore non aveva ancora attuato appieno le due azioni rimaste in sospeso della relazione di revisione contabile interna n. 06/03; esorta il Mediatore a provvedere con urgenza al completamento di tali azioni, come suggerito dal revisore interno; accoglie con favore il fatto che, sulla base di quanto rilevato, il revisore interno abbia incluso una revisione del processo di aggiudicazione degli appalti pubblici nel suo programma di lavoro per il 2008 e attende i risultati della revisione di verifica in questione;

7.   prende atto delle informazioni fornite dall'ordinatore principale delegato nella relazione d'attività 2007 sul fatto che l'autovalutazione dell'efficacia del quadro di controllo interno dei servizi del Mediatore è stata effettuata nuovamente all'inizio del 2008 e che il quadro globale risultante da tale esercizio evidenzia un livello di attuazione delle norme di controllo interno nel complesso soddisfacente (88% contro l"85% del 2006 e il 74% del 2004);

8.   rileva tuttavia che, in alcuni settori, erano stati reputati necessari miglioramenti in termini di efficacia (identificazione delle funzioni sensibili, miglioramento della pianificazione e della programmazione, indicatori di rendimento); incoraggia il Mediatore a fare tutto quanto necessario per migliorare ulteriormente l'efficienza del quadro di controllo interno dell'istituzione;

9.   rileva con soddisfazione che il nuovo accordo quadro di cooperazione a durata indeterminata tra il Mediatore e il Parlamento, entrato in vigore il 1º aprile 2006, ha iniziato a dare risultati nel 2007; rileva inoltre che tale accordo riguarda la fornitura di alcuni servizi amministrativi, ivi compresi edifici, TI, comunicazioni, consulenza legale, servizi medici, formazione, traduzione e interpretazione;

10.   si congratula con il Mediatore per aver continuato gli sforzi volti a sviluppare legami interistituzionali con altri organi (in particolare l'UPUCE, l'EAS e l'EPSO) e con il centro di traduzione; rileva che il 70% della sua spesa operativa è stata stanziata e spesa sulla base della cooperazione interistituzionale;

11.   osserva con soddisfazione la riuscita attuazione, dal maggio 2007, della riorganizzazione del servizio giuridico, che assicura un efficace monitoraggio e un ritmo sostenuto nella gestione delle indagini e nella preparazione delle decisioni;

12.   osserva che, stando alla propria relazione annuale, il Mediatore deve far fronte a minori difficoltà rispetto agli anni precedenti, per quanto riguarda l'assunzione di avvocati qualificati e un elevato turnover del personale;

13.   accoglie con favore l'adozione da parte del Mediatore, il 14 dicembre 2007, di una decisione sulla dichiarazione di interessi annuale del Mediatore; osserva con soddisfazione che tale dichiarazione è stata pubblicata sul sito Internet del Mediatore;

14.   si congratula con il Mediatore per aver aderito, il 2 giugno 2008, all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)(12) applicando il sistema istituito dal regolamento (CE) n.1073/1999(13); osserva con soddisfazione che, alla stessa data, il Mediatore ha adottato una decisione sui termini e le condizioni delle indagini interne in relazione alla prevenzione della frode, della corruzione e di qualsiasi attività illecita contraria agli interessi delle Comunità;

15.   chiede al Mediatore di includere nella prossima relazione d'attività (esercizio finanziario 2008) un capitolo dettagliato sul seguito dato nel corso dell'anno alle precedenti decisioni sul discarico del Parlamento, fornendo eventualmente spiegazioni del perché non siano state seguite le raccomandazioni;

16.   osserva che, nonostante le modifiche al regolamento finanziario, le sue disposizioni sugli appalti risultano ancora eccessivamente onerose per le istituzioni più piccole, come il Mediatore europeo, specialmente nel caso di gare per appalti di importo relativamente modesto; invita la Commissione, nell'ambito del lavoro preparatorio in vista dell'elaborazione di future proposte di modifica del regolamento finanziario, a consultarsi ampiamente con il Segretario generale del Mediatore europeo e il suo segretariato, in modo da assicurare che la versione finale tenga pienamente conto delle loro preoccupazioni.

(1) GU L 77 del 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(4) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 77 del 16.3.2007.
(7) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(8) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(9) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) 2005: 7,2 milioni di euro.
(12) GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.
(13) Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1).


Discarico 2007: Garante europeo della protezione dei dati
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione IX - Garante europeo della protezione dei dati (C6-0424/2008 – 2008/2283(DEC))
P6_TA(2009)0264A6-0154/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0424/2008)(2),

–   vista la relazione annuale del Garante europeo della protezione dei dati all'autorità di discarico sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(4),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0154/2009),

1.   concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007;

2.   esprime le sue osservazioni nella risoluzione riportata in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che la accompagna al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (C6-0424/2008 – 2008/2283(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(6),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0424/2008)(7),

–   vista la relazione annuale del Garante europeo della protezione dei dati all'autorità di discarico sulle revisioni contabili interne realizzate nel 2007,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(8),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(9),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0154/2009),

1.   rileva che nel 2007 il Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) disponeva di stanziamenti di impegno pari a un totale di 5 milioni di EUR (2006: 4,1 milioni di EUR(11)), un incremento pari a quasi il 20% rispetto al 2006, con un tasso di utilizzo dell"86,14%, inferiore alla media delle altre istituzioni (93,84%);

2.   prende atto dell'incremento dei posti permanenti da 24 nel 2006 a 29 nel 2007 (+21%) assegnati al GEPD; accoglie con favore, a tale riguardo, l'intenzione del GEPD di limitare l'incremento di mansioni e personale, utilizzando l'incremento controllato per garantire che i nuovi dipendenti siano adeguatamente presi in considerazione, integrati e formati;

3.   osserva che la Corte dei conti ha indicato nella sua relazione annuale che dalla verifica contabile non sono scaturite osservazioni significative sul GEPD;

4.   ricorda che, il 7 dicembre 2006, l'accordo di cooperazione amministrativa tra i Segretari generali della Commissione, del Parlamento europeo e del Consiglio, sottoscritto con il GEPD, è stato rinnovato per un ulteriore periodo di tre anni a decorrere dal 16 gennaio 2007;

5.   prende atto che, sulla base del suddetto accordo di cooperazione, la gestione amministrativa di tutte le missioni del GEPD è garantita dall'Ufficio Liquidazione e Pagamenti della Commissione e che le stesse norme interne si applicano al rimborso delle spese di soggiorno sostenute in missione per le sue due categorie, membri e personale;

6.   ricorda che, con decisione del 7 novembre 2006, il GEPD ha deciso di istituire una struttura interna di controllo, in linea con le proprie attività ed esigenze; rileva che una prima valutazione realizzata dai servizi del GEPD ha dimostrato la funzionalità e l'efficienza del suo sistema di controllo interno;

7.   rileva con soddisfazione che la prima relazione di revisione contabile emessa dal servizio di revisione interno è pervenuta nel settembre 2007 ed evidenziava alcuni punti da migliorare; esprime soddisfazione per il fatto che l'attuazione delle raccomandazioni del servizio di revisione interno stabilita dal GEPD sia stata fissata come priorità per il 2008 e che, di conseguenza, all'inizio del 2008 sia stato stilato un piano d'azione; esorta il GEPD ad attuare appieno tale piano d'azione;

8.   accoglie con favore la pubblicazione annuale del GEPD e del garante aggiunto di una dichiarazione dei propri interessi finanziari, in forma analoga a quella compilata annualmente dai membri del Parlamento, contenente informazioni pertinenti su questioni quali le attività professionali dichiarabili e i posti o le attività remunerate;

9.   si congratula con il GEPD per la sua decisione del 12 settembre 2007 di aderire all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)(12) nell'applicare il sistema istituito dal regolamento (CE) n. 1073/1999(13);

10.   chiede al GEPD di includere nella prossima relazione d'attività (esercizio finanziario 2008) un capitolo dettagliato sul seguito dato nel corso dell'anno alle precedenti decisioni sul discarico del Parlamento europeo, spiegando perché non siano state seguite le raccomandazioni;

11.   osserva che, nonostante le modifiche al regolamento finanziario, le sue disposizioni sugli appalti risultano ancora eccessivamente onerose per le istituzioni più piccole, come il GEPD, specialmente nel caso di gare per appalti di importo relativamente modesto; invita la Commissione – nell'effettuare il suo lavoro preparatorio in vista dell'elaborazione di ogni futura proposta di modifica del regolamento finanziario – a consultarsi ampiamente con il Garante europeo della protezione dei dati e il suo segretariato, in modo da assicurare che la versione finale tenga pienamente conto delle loro preoccupazioni.

(1) GU L 77 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(4) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 77 del 16.3.2007.
(7) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(8) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(9) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) 2005: 2,8 milioni EUR.
(12) GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.
(13) Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (GU L 136, del 31.5.1999, pag. 1).


Discarico 2007: Eurojust
PDF 226kWORD 52k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio di Eurojust per l'esercizio 2007 (C6-0436/2008 – 2008/2263(DEC))
P6_TA(2009)0265A6-0161/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte di Eurojust(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   vista la decisione 2002/187/GAI del Consiglio, del 28 febbraio 2002, che istituisce l'Eurojust per rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità(4), in particolare l'articolo 36,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0161/2009),

1.   concede il discarico al direttore amministrativo di Eurojust per l'esecuzione del bilancio di Eurojust per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore amministrativo di Eurojust, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti di Eurojust per l'esercizio 2007 (C6-0436/2008 – 2008/2263(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte di Eurojust(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   vista la decisione 2002/187/GAI del Consiglio, del 28 febbraio 2002, che istituisce l'Eurojust per rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità(9), in particolare l'articolo 36,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0161/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi di Eurojust quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti di Eurojust per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore amministrativo di Eurojust, al Consiglio, alla Commissione e all'ECA, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio di Eurojust per l'esercizio 2007 (C6-0436/2008 – 2008/2263(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi di Eurojust relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte di Eurojust(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   vista la decisione 2002/187/GAI del Consiglio del 28 febbraio 2002, che istituisce l'Eurojust per rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità(14), in particolare l'articolo 36,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0161/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore amministrativo di Eurojust per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio di Eurojust per l'esercizio 2006(16) e che, nella propria risoluzione che accompagna la decisione sul discarico, ha tra l'altro:

–   preso atto dell'osservazione formulata dall'ECA nella sua relazione 2006 che il tasso di riporto è stato del 33% per le spese amministrative e del 30% per le spese operative, con un elevato numero di storni di stanziamenti tra le linee di bilancio, in molti casi con insufficiente documentazione dettagliata di supporto, cosicché non risulta rispettato rigorosamente il principio di specializzazione del bilancio;

–   preso atto inoltre delle risultanze dell'ECA secondo cui le regole in materia di appalti non sono state rigorosamente rispettate e il registro delle immobilizzazioni, comprendente tutti i cespiti e il relativo valore, non è stato redatto e utilizzato per controllare lo stato patrimoniale di Eurojust; ha invitato Eurojust ad attuare rigorosamente le norme sugli appalti, soprattutto per quanto riguarda i contratti quadro;

–   espresso preoccupazione per il fatto che dalla relazione annuale di Eurojust è emerso che vi sono ampi margini per sviluppare i rapporti di Eurojust con l'OLAF, anche tramite la conclusione di un accordo ufficiale di cooperazione;

1.   osserva che, nonostante la dichiarazione di affidabilità dell'ECA sia positiva, le sue osservazioni indicano che permangono problemi strutturali in tema di esecuzione del bilancio, pianificazione degli appalti e programmazione delle assunzioni;

2.   accoglie con soddisfazione la notizia riportata nella relazione annuale di Eurojust per il 2007 secondo cui Eurojust ha introdotto il sistema ABAC di contabilità per competenza (Accrual Based Accounting) a partire dal 1° ottobre 2007;

3.   apprende dalla relazione annuale di Eurojust per il 2007 che a causa della rapida crescita di Eurojust e della conseguente necessità di una nuova sede, Eurojust è in contatto con lo Stato ospitante per acquisire nuovi locali temporanei per uffici; apprende dalla stessa relazione che lo Stato ospitante si è impegnato a mettere a disposizione nuovi locali idonei entro il 2012;

4.   chiede che Eurojust fornisca nella sua relazione annuale per il 2008 informazioni in merito ai progressi dei negoziati sulla nuova sede, agli accordi provvisori e alle loro incidenze finanziarie;

Elevato livello di riporto degli stanziamenti

5.   nota che l'ECA ha riscontrato che dei 18 000 000 EUR impegnati nel 2007, 5 200 000 EUR sono stati oggetto di riporto;

6.   manifesta preoccupazione per le conclusioni della Corte secondo cui l'elevato livello di riporto è contrario al principio di annualità ed è sintomo di debolezze nella programmazione e nel controllo delle attività di Eurojust;

7.   prende atto della risposta di Eurojust secondo cui l'elevato livello di riporti è dovuto a carenza di personale addetto alla gestione dei fondi e alle difficoltà di applicazione del nuovo regime in vigore per gli appalti; osserva che nel 2007 sono stati coperti solo 95 dei 147 posti previsti dall'organigramma;

8.   osserva altresì che Eurojust ha adottato nel 2008 una strategia per la riduzione dei riporti;

Carenze nelle procedure di appalto

9.   riconosce che, a seguito delle raccomandazioni formulate dall'ECA negli anni precedenti, Eurojust ha centralizzato la gestione delle sue procedure di appalto costituendo un'unità specializzata;

10.   si rammarica peraltro che l'ECA continui a riscontrare debolezze in tale ambito, come nei due anni precedenti;

11.   esprime stupore per il fatto che, come rilevato dall'ECA, Eurojust ha prorogato contratti in vigore in modo non conforme alle regole, anche se la scadenza dei contratti in questione era nota da tempo;

12.   sostiene appieno la raccomandazione dell'ECA che l'ordinatore predisponga un efficace piano di gestione delle procedure di appalto;

13.   nota che Eurojust ha elaborato per il 2008 un piano generale per gli appalti ed ha adottato una decisione sulla loro organizzazione e su altre operazioni connesse, e che tutti i contratti segnalati dalla Corte sono stati riaggiudicati in conformità con le regole;

Carenze nella programmazione delle assunzioni

14.   nota che, come osservato dalla Corte, l'organigramma per il 2007 prevedeva 147 posti contro i 112 del 2006 e che a fine 2006 risultavano coperti solo 87 posti;

15.   esprime preoccupazione per il fatto che l'ECA ha riscontrato che Eurojust non ha assunto le 60 persone necessarie per coprire l'organigramma 2007, visto che alla fine di detto esercizio erano stati coperti solo 95 posti;

16.   concorda con l'ECA nel ritenere che presso Eurojust sono osservabili lacune nella programmazione delle assunzioni;

17.   si rammarica che, come riconosciuto da Eurojust, le forti carenze di personale abbiano avuto un'incidenza negativa sull'esecuzione del bilancio;

18.   nota che Eurojust, come si desume dalle sue risposte, si è posto l'obiettivo di coprire i posti in organigramma nel 2008;

19.   osserva che 130 dei 175 posti dell'organigramma previsto per il 2008 erano coperti alla fine dell'anno in questione; accoglie con favore il fatto che Eurojust abbia ridotto il tasso di posti vacanti dal 34% alla fine del 2007 al 25% alla fine del 2008; esorta Eurojust a compiere ulteriori sforzi per assegnare i posti vacanti quanto prima possibile;

20.   apprende dalla relazione annuale di Eurojust per il 2007 che l'organismo:

   ha predisposto un piano pluriennale per il personale che copre il periodo 2007-2010;
   ha adottato in materia una nuova politica che descrive il quadro giuridico, i principi, le procedure di selezione, i ruoli e i soggetti coinvolti in tale esercizio;
   è intenzionato a firmare l'accordo sul mercato del lavoro interagenzia;

Follow-up dell'esercizio di discarico 2006

21.   invita Eurojust a dare seguito alle raccomandazioni dell'ECA, soprattutto in tema di esecuzione del bilancio, appalti e assunzioni e a riferire ampiamente sulle iniziative intraprese nella sua relazione annuale per il 2008;

22.   esprime soddisfazione per la conclusione dell'Accordo pratico sulle modalità di cooperazione fra Eurojust e l'OLAF(17) in data 24 settembre 2008;

o
o   o

23.   rinvia, per le altre osservazioni di carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea(18).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 57.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 142.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 57.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 142.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 57.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 142.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 234.
(17) GU C 314 del 9.12.2008, pag. 3.
(18) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Agenzia europea per i medicinali
PDF 210kWORD 50k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esercizio 2007 (C6-0435/2008 – 2008/2262(DEC))
P6_TA(2009)0266A6-0162/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007, corredate delle risposte dell'Agenzia(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185;

–   visto il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali(4), e in particolare l'articolo 68,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0162/2009),

1.   concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esercizio 2007 (C6-0435/2008 – 2008/2262(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185;

–   visto il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali(9), e in particolare l'articolo 68,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0162/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per i medicinali quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esercizio 2007 (C6-0435/2008 – 2008/2262(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia europea per i medicinali relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali(14), in particolare l'articolo 68,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare(A6-0162/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti europea (ECA) ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie circa l'affidabilità dei conti annuali relativi all'esercizio 2007 e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari;

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2006(16) e che, nella propria risoluzione che accompagna la decisione sul discarico, ha tra l'altro

–   preso atto dell'osservazione formulata dall'ECA nella relazione 2006 secondo cui, per quanto riguarda le spese amministrative, il tasso di utilizzazione degli stanziamenti di impegno è stato inferiore al 60%;

–   rilevato che un numero considerevole di stanziamenti in bilancio per l'anno 2006 era stato riportato al 2007 a causa della natura dei progetti di cui si occupa l'Agenzia;

–   preso atto della decisione presa dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia nel dicembre 2006 di intraprendere, previa consultazione delle competenti autorità nazionali, una revisione della tabella dei diritti;

1.   sottolinea che il bilancio dell'Agenzia è finanziato sia dal bilancio dell'Unione europea sia, in gran parte, dai diritti pagati dall'industria farmaceutica per ottenere o mantenere un'autorizzazione di commercializzazione; tuttavia rileva che il contributo generale della Comunità europea è aumentato del 24,48% fra il 2006 e il 2007 e rappresenta il 24,13% del totale delle entrate 2007; è consapevole in tale contesto dei nuovi compiti che le competono in virtù del regolamento (CE) n. 1901/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo ai medicinali per uso pediatrico(17), e in seguito al rafforzamento della linea di bilancio per i medicinali orfani;

2.   accoglie con favore gli sforzi dell'Agenzia di fornire maggiori pareri scientifici nelle fasi iniziali dello sviluppo di nuovi farmaci, nonché l'introduzione di misure per accelerare la valutazione dei medicinali che sono di fondamentale importanza per la salute pubblica e per accelerare lo sviluppo e l'attuazione di programmi telematici;

3.   ritiene che l'Agenzia fornisca importanti pareri scientifici, raccomandazioni su basi scientifiche, migliori pratiche per la valutazione dei medicinali e la vigilanza in Europa e si compiace dei contributi alla Commissione e agli Stati membri in vista dell'armonizzazione delle norme regolamentari a livello internazionale;

4.   incoraggia l'Agenzia a proseguire la sua azione nel campo dei medicinali orfani; non approva, tuttavia, la riduzione del contributo dei medicinali orfani, dovuta soprattutto ad un cambiamento nella politica di riduzione dei diritti per tali medicinali conseguente alla flessibilità introdotta dal regolamento (CE) n. 297/95, del 10 febbraio 1995 sui diritti spettanti all'Agenzia europea di valutazione dei medicinali(18), che comporta (genera) comunque una riduzione del 26,25% nel 2007 rispetto al 2006;

5.   sottolinea il ruolo dell'Agenzia nel monitoraggio della sicurezza dei farmaci attraverso la rete di farmacovigilanza; chiede, tuttavia, un costante miglioramento del livello di vigilanza;

Carenze nella gestione di bilancio riguardanti il programma telematico

6.   prende atto della critica dell'ECA secondo cui, come nel 2006, l'elevato numero di riporti per oneri amministrativi è dovuto principalmente al programma telematico; prende atto dell'affermazione dell'ECA secondo cui tale situazione è in contrasto con il principio di annualità e che l'Agenzia deve migliorare la pianificazione e il controllo dell'attuazione del programma;

7.   prende nota della raccomandazione dell'ECA secondo cui, in merito al programma telematico, l'Agenzia dovrebbe valutare la possibilità di utilizzare il sistema degli stanziamenti dissociati, che si è rivelato più adatto per la gestione di bilancio di programmi di questo tipo;

8.   invita l'Agenzia a dare immediata attuazione alla raccomandazione dell'ECA in merito all'utilizzo di stanziamenti dissociati per il programma telematico; chiede all'Agenzia di riferire sulle azioni intraprese nella sua relazione annuale di attività per il 2008;

Carenze riguardanti le procedure di appalto

9.   osserva che l'ECA, in merito alle procedure di gara, ha riscontrato che

   in due casi le procedure prescelte non erano sufficientemente giustificate,
   in tre casi i metodi di valutazione riguardo al criterio del prezzo sono risultati inadeguati,
   in un caso di procedura di aggiudicazione congiunta con altre cinque Agenzie, il volume dei servizi da fornire non era stato identificato in maniera adeguata;

10.   prende atto delle risposte dall'Agenzia secondo cui

   a partire dal 17 marzo del 2008 ha adottato una formula per l'oggettiva valutazione dei prezzi come criterio di aggiudicazione;
   nel caso della procedura di aggiudicazione congiunta è stato necessario un riesame della stima originaria a causa dei progressi tecnologici intervenuti tra la definizione dei servizi in questione e l'effettiva pubblicazione del bando di gara;

11.   invita l'Agenzia ad affrontare le debolezze riscontrate nelle summenzionate procedure di appalto e a riferire sulle azioni intraprese nella sua relazione annuale di attività per il 2008;

Progressi nel garantire il rispetto delle norme sui compensi

12.   osserva che l'ECA, nella sua relazione annuale per il 2006, ha riscontrato che le prassi dell'Agenzia violavano le sue norme sui compensi in quanto ai clienti dell'Agenzia veniva addebitato un importo che era diviso in due parti: i costi sostenuti dall'Agenzia e un importo che veniva rimborsato ai relatori degli Stati membri a copertura dei costi da loro sostenuti senza che essi abbiano mai pienamente comprovato i costi effettivi;

13.   rileva che, nella sua relazione annuale per il 2007, l'ECA ha dato seguito a queste risultanze, stabilendo la costituzione, da parte del consiglio di amministrazione dell'Agenzia, di un gruppo di rilevazione e controllo dei costi, il quale alla fine del 2007 ha proposto un'alternativa per la remunerazione dei relatori;

14.   insiste, in linea con le raccomandazioni dell'ECA, affinché l'Agenzia compia ulteriori progressi per risolvere la questione e riferisca nella sua relazione annuale di attività per il 2008 sulle azioni di follow-up intraprese;

o
o   o

15.   rinvia, per le altre osservazioni di carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea(19).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 10.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 27.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 10.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 27.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 10.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 27.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 175.
(17) GU L 378 del 27.12.2006, pag. 1.
(18) GU L 35 del 15.2.1995, pag. 1.
(19) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Agenzia europea per la sicurezza aerea
PDF 205kWORD 49k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007 (C6-0439/2008 – 2008/2266(DEC))
P6_TA(2009)0267A6-0163/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea(4), in particolare l'articolo 60,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0163/2009),

1.   concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007; (C6-0439/2008 – 2008/2266(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea(9), in particolare l'articolo 60,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0163/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007 (C6-0439/2008 – 2008/2266(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea(14), in particolare l'articolo 60,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0163/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2006(16) e che, nella propria risoluzione che accompagna la decisione sul discarico, ha tra l'altro

   rilevato che l'ECA insiste sul fatto che l'Agenzia, in cooperazione con la Commissione, deve rivedere l'attuale regime in materia di tariffe, in modo da garantire che i costi relativi alle attività di certificazione siano giustificati e coperti dai diritti percepiti,
   invitato l'Agenzia e la Commissione a rivedere la struttura tariffaria dell'Agenzia per portare in equilibrio i costi e le entrate per le attività di certificazione,
   preso atto della risposta dell'Agenzia, la quale afferma che il regolamento(17) relativo ai diritti e oneri riscossi, entrato in vigore il 1° giugno 2007, dovrebbe generare entrate sufficienti per coprire i costi delle attività di certificazione,
   ha invitato l'Agenzia a porre in essere un sistema efficace per la gestione dei crediti che includa, possibilmente, interessi sui pagamenti tardivi;

1.   constata che per l'esercizio 2007 l'Agenzia ha ricevuto 72 045 000 EUR di stanziamenti d'impegno e di pagamento a titolo del bilancio 2007;

2.   nota l'osservazione dell'ECA secondo cui l'organigramma del 2007 consisteva di 467 posti temporanei, ma che gli stanziamenti di bilancio per le spese relative al personale non coprono i costi effettivi per questi posti e che, conseguentemente, l'Agenzia ha concordato con la Commissione una riduzione del numero di posti per giungere a un totale di 342, dei quali 333 sono stati coperti alla fine dell'anno;

3.   prende atto della risposta dell'Agenzia, la quale afferma che la riduzione del personale è stata dovuta al fatto che nel corso dei primi due anni di attuazione del suo regolamento relativo ai diritti e oneri riscossi le entrate non erano sufficienti a coprire le spese previste; rileva che l'Agenzia fa riferimento al piano di politica del personale 2008-10, concordato con la Commissione, in cui si riflette la riduzione di personale;

4.   osserva che lo squilibrio tra i costi e le entrate evidenziato nella precedente risoluzione sul discarico ha determinato la necessità di ridurre del 25% il numero previsto degli addetti, ossia da 467 ad un massimo di 342;

5.   si attende che l'Agenzia includa nei suoi conti annuali relativi all'esercizio 2008 informazioni che dicano fino a che punto possa essere raggiunto un equilibrio tra i costi e le entrate per le attività di certificazione attraverso l'attuazione del nuovo regolamento relativo ai diritti e oneri riscossi;

6.   rileva la critica dell'ECA che evidenzia come le modifiche riguardanti il numero di addetti dell'Agenzia non trovano riscontro nella tabella dell'organico, che non è stata modificata in tal senso;

7.   sostiene pienamente la raccomandazione dell'ECA che l'Agenzia verifichi con attenzione la coerenza della sua programmazione della spesa, la quale rappresenta la base delle decisioni dell'autorità di bilancio, in particolare per quanto riguarda le spese per il personale; chiede all'Agenzia di assicurare che la tabella dell'organico corrisponda alla situazione attuale;

8.   prende atto del disaccordo tra l'ECA e l'Agenzia in merito al calcolo di un importo di 14 900 000 EUR con destinazione specifica ricevuto dall'Agenzia nel 2007 per la copertura di futuri oneri di certificazione; prende atto dell'opinione dell'ECA secondo cui l'Agenzia ha erroneamente incluso nel suo calcolo i diritti riscossi ai sensi del precedente regolamento relativo ai diritti e oneri riscossi; rileva che l'Agenzia ha fornito una motivazione per il suo calcolo, indicando che essa vi ha a buon diritto incluso questi diritti secondo il suo regolamento di base;

9.   rileva la critica dell'ECA in merito alle svariate procedure di appalto oggetto di revisione contabile; nota che l'ECA ha riscontrato la mancata trasparenza di una procedura, in cui gli offerenti hanno ricevuto informazioni incomplete sui criteri di aggiudicazione e sulla relativa valutazione; nota l'affermazione dell'ECA secondo cui in tre casi è stata applicata una procedura di gara ristretta laddove il valore complessivo dei servizi superava la soglia oltre la quale è prevista una gara d'appalto con procedura aperta;

10.   chiede che l'Agenzia tenga fede all'impegno, assunto nelle sue risposte, di attenersi strettamente alle norme che disciplinano le procedure di gara prestando particolare attenzione a fornire informazioni precise ai potenziali offerenti;

11.   esorta la Commissione ad assicurare che in futuro l'Agenzia mantenga una rigorosa disciplina finanziaria ed operi sempre nell'ambito delle dotazioni di bilancio concordate;

12.   rinvia, per le altre osservazioni di carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea(18).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 16.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 20.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 16.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 20.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 16.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 20.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 201.
(17) Regolamento (CE) n. 593/2007 della Commissione (GU L 140 dell'1.6.2007, pag. 3).
(18) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (FRONTEX)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0445/2008 – 2008/2272(DEC))
P6_TA(2009)0268A6-0166/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sulla valutazione e sullo sviluppo futuro dell'Agenzia FRONTEX e del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere EUROSUR(4),

–   visto il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea(5), in particolare l'articolo 30,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0166/2009),

1.   concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0445/2008 – 2008/2272(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007(7),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(8),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(9), in particolare l'articolo 185;

–   vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sulla valutazione e sullo sviluppo futuro dell'Agenzia FRONTEX e del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere EUROSUR(10),

–   visto il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea(11), in particolare l'articolo 30,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(12), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0166/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0445/2008 – 2008/2272(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007(13),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Agenzia(14),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(15), in particolare l'articolo 185;

–   vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sulla valutazione e sullo sviluppo futuro dell'Agenzia FRONTEX e del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere EUROSUR(16),

–   visto il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea(17), in particolare l'articolo 30,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(18), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0166/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la gestione del coordinamento operativo alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2006(19) e ha fra l'altro

   preso atto delle osservazioni formulate dall'ECA nella sua relazione per il 2006, secondo cui per l'esercizio 2006 il tasso di impegno è stato dell'85%, il tasso di riporto è stato globalmente superiore al 70% e ha raggiunto quasi l'85% per le spese di funzionamento, gli storni fra capitoli o titoli effettuati nel corso dell'esercizio hanno superato il massimale totale del 10% previsto dal regolamento finanziario, e di conseguenza il principio della specializzazione del bilancio non è stato rispettato in modo rigoroso;
   invitato l'Agenzia a migliorare la propria gestione finanziaria, segnatamente per quanto concerne l'incremento del suo bilancio negli esercizi 2007 e 2008;

C.   considerando che il 2007 è stato il secondo anno di piena operatività dell'Agenzia,

1.   rileva che il bilancio dell'Agenzia per il 2007 (42 100 000 EUR) è più che raddoppiato rispetto al bilancio 2006 (19 200 000 EUR);

2.   prende atto della critica dell'ECA, secondo cui gli impegni riportati al 2008 concernenti accordi di sovvenzionamento per attività operative ammontavano a 18 400 000 EUR e che una quota notevole di questi impegni si basava su stime di costo eccessive;

3.   riconosce il fatto, peraltro sottolineato nelle risposte dell'Agenzia all'ECA, che nel caso dell'Agenzia le stime di costo sono particolarmente complesse in quanto l'Agenzia dipende per la sua attività dall'equipaggiamento fornito dagli Stati membri;

4.   nota che l'Agenzia ha costituito il registro centralizzato degli impianti tecnici (CRATE), avente per oggetto il materiale proveniente dagli Stati membri che può essere utilizzato durante le operazioni; rileva che CRATE è soggetto a un metodo comune di calcolo dei costi, il che dovrebbe permettere un'allocazione più efficiente delle risorse di bilancio;

5.   esprime preoccupazione per l'osservazione dell'ECA secondo cui manca una politica di tesoreria, visto che le elevate giacenze liquide detenute dall'Agenzia restano inutilizzate in conti bancari con remunerazione eccessivamente bassa; nota che secondo i rendiconti finanziari (stato patrimoniale) al 31 dicembre 2007 l'Agenzia deteneva 32 600 000 EUR in giacenze liquide o equivalenti;

6.   nota che l'Agenzia ha risposto che cercherà di negoziare le condizioni applicate dalla banca e di verificare se altre banche offrono condizioni migliori;

7.   sollecita l'Agenzia ad adottare una politica di tesoreria e a riferire sulle iniziative prese e i risultati conseguiti nella sua relazione generale per il 2008;

Seguito dato all'esercizio di discarico 2006

8.   rammenta che l'esercizio 2006 è stato il primo in cui l'Agenzia ha avuto autonomia finanziaria ed è stata soggetta alla procedura di discarico;

9.   si rammarica che nella sua relazione annuale per il 2007 l'ECA abbia riscontrato varie debolezze, che erano già state segnalate nella relazione 2006, e segnatamente:

   un elevato livello di riporti ed annullamenti: quasi il 70% degli stanziamenti disponibili per il 2007 non ha formato oggetto di pagamenti;
   impegni legali assunti senza corrispondenti impegni in bilancio;
   procedure di assunzione che, secondo l'ECA, non sono conformi alle disposizioni, specie rispetto al principio della parità di trattamento, visto che il numero minimo di anni di esperienza richiesti per una data posizione differisce da quello concordato fra le agenzie e la Commissione;

10.   nota che la risposta dell'Agenzia riguardo all'elevato livello di riporti indica che esso si deve in parte a una somma di 7 000 000 EUR messa a disposizione dalla Commissione nel giugno 2007 per operazioni marittime che richiedono la disponibilità di navi e aerei degli Stati membri e che sono caratterizzate da un iter lungo e complesso, ragion per cui è stato possibile contrarre gli impegni solo a fine 2007;

11.   è tuttavia preoccupato per l'elevato livello di riporti riscontrati dall'ECA e invita l'Agenzia a risolvere questo problema, peraltro già sollevato dall'ECA nella sua relazione 2006; rileva che la riserva di 19 900 000 EUR del bilancio 2007 dell'Agenzia è stata svincolata solo nel giugno 2007; prende atto delle risposte dell'Agenzia al riguardo;

12.   invita l'Agenzia a risolvere i problemi ricorrenti nel suo sistema di impegni quali riscontrati dall'ECA;

13.   è lieto di constatare che l'Agenzia ha adottato nel 2008 un piano d'azione per rimediare alle debolezze riscontrate nel suo sistema di impegni; rileva che il piano d'azione comprende fra l'altro la fissazione di scadenze entro le quali gli Stati membri devono trasmettere all'Agenzia stime concernenti il loro cofinanziamento al fine di determinare gli importi finali per le sovvenzioni ed evitare firme a posteriori;

14.   invita l'Agenzia a riferire in merito ai risultati raggiunti mediante il piano d'azione nella sua relazione generale 2008;

15.   ritiene che sussista un legame fra la forma specifica di cooperazione tra l'Agenzia e gli Stati membri, secondo cui gli Stati membri devono mettere a disposizione dell'Agenzia materiale per le sue operazioni, e le debolezze segnalate dall'ECA riguardo alla pianificazione di bilancio, in particolare le stime dei costi, e all'esecuzione di bilancio, in particolare i riporti e il problema delle firme a posteriori;

16.   rammenta che nella sua risoluzione del 18 dicembre 2008 il Parlamento

   a) ha invitato l'Agenzia a presentare una relazione al Parlamento e al Consiglio in cui si precisi l'uso effettivo e la disponibilità reale dei materiali provenienti dagli Stati membri, evidenziando se del caso le difficoltà riscontrate,
   b) ha invitato gli Stati membri, nell'ipotesi che potesse persistere un'insufficiente disponibilità di mezzi, a provvedere rapidamente ad un cambiamento sostanziale di scala del bilancio dell'Agenzia, per consentirle di portare a compimento le proprie missioni, e a esaminare eventualmente gli aspetti giuridici di una futura locazione e/o acquisto dei materiali per tale fine;
   c) ha ricordato che il Parlamento, in quanto ramo dell'autorità finanziaria, aveva già aumentato il bilancio dell'Agenzia successivamente alla sua istituzione e avrebbe vigilato sulla sua corretta esecuzione e sul suo adattamento all'evoluzione delle sue funzioni;

17.   invita l'Agenzia a migliorare la sua gestione finanziaria secondo le indicazioni dell'ECA; nota che nelle sue risposte all'ECA l'Agenzia ha sottolineato la particolare forma di cooperazione che intrattiene con gli Stati membri in virtù della quale l'Agenzia dipende dal materiale fornito dagli Stati membri per le sue operazioni;

18.   è determinato a monitorare strettamente in futuro l'impatto della cooperazione fra l'Agenzia e gli Stati membri relativamente alla sua gestione finanziaria;

19.   si rammarica che l'Agenzia abbia dovuto far ricorso a procedure di assunzione non pienamente conformi alle disposizioni generali di attuazione dello statuto del personale per attrarre specialisti altamente qualificati;

20.   rileva che, in merito alle assunzioni, l'Agenzia respinge le critiche dell'ECA secondo cui non ha rispettato il principio di parità di trattamento in quanto gli anni minimi di esperienza professionale richiesti per una determinata posizione differivano da quelli convenuti tra la Commissione e le agenzie; nota che l'Agenzia giudica la sua prassi conforme alle regole, essendosi trovata nella necessità di attrarre personale altamente specializzato in condizioni difficili; rileva che lo statuto del personale prevede che le agenzie della Comunità debbano adottare le proprie disposizioni generali di attuazione d'intesa con la Commissione; rileva che la Commissione ha già predisposto schemi di decisione per le disposizioni generali di attuazione; nota che la Commissione non ha ancora approvato il progetto di disposizioni generali di attuazione presentato dall'Agenzia; invita l'Agenzia, coerentemente con la raccomandazione del Consiglio, a rispettare rigorosamente i criteri di assunzione previsti dallo statuto del personale onde assicurare parità di trattamento per quanto riguarda gli anni di esperienza richiesti per un dato posto;

21.   invita l'Agenzia a migliorare la sua gestione finanziaria, con specifico riguardo agli incrementi registrati nei suoi bilanci per il 2008 e il 2009;

o
o   o

22.   rinvia, per le altre osservazioni di carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea(20).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 7.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 34.
(3) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(4) Testi approvati, P6_TA(2008)0633.
(5) GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 7.
(8) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 34.
(9) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(10) Testi approvati, P6_TA(2008)0633.
(11) GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1.
(12) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(13) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 7.
(14) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 34.
(15) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(16) Testi approvati, P6_TA(2008)0633.
(17) GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1.
(18) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(19) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 226.
(20) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007 (C6-0441/2008 – 2008/2268(DEC))
P6_TA(2009)0269A6-0170/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 851/2004 del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativo all'istituzione di un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie(4), in particolare l'articolo 23,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0170/2009),

1.   concede il discarico al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007 (C6-0441/2008 – 2008/2268(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 851/2004 del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativo all'istituzione di un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie(9), in particolare l'articolo 23,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0170/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007 (C6-0441/2008 – 2008/2268(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 851/2004 del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativo all'istituzione di un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie(14), in particolare l'articolo 23,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6-0170/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato di aver ottenuto una garanzia ragionevole dell'affidabilità dei conti annuali relativi all'esercizio 2007 nonché della legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2006(16) e constatato, tra l'altro, che nella sua relazione annuale 2006 l'ECA rileva che quasi il 45% degli impegni iscritti nell'esercizio sono stati riportati e che nel secondo semestre 2006 sono stati eseguiti numerosi storni, soprattutto dovuti alla imprecisione delle stime circa il fabbisogno di personale, senza informarne tempestivamente il consiglio di amministrazione del Centro,

1.   rileva che il bilancio del Centro è aumentato da 17 100 000 EUR nel 2006 a 28 900 000 EUR nel 2007;

2.   ritiene che il Centro sia un'importante istituzione per rafforzare e sviluppare la sorveglianza europea delle malattie, nonché per valutare e comunicare i rischi attuali ed emergenti che rappresentano per la salute umana le malattie infettive;

3.   rileva con soddisfazione che nel 2007 il Centro è riuscito a sviluppare un gran numero di prodotti e servizi sull'epidemiologia, la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive e a pubblicare una serie di relazioni scientifiche;

4.   rileva che nel 2006 il tasso di riporto aveva raggiunto quasi il 45% senza importanti miglioramenti nel 2007, in cui era prossimo al 43%, il che denota difficoltà nell'attuazione del bilancio da parte del Centro;

5.   nota inoltre che l'ECA ha osservato che il livello degli emendamenti di bilancio indica carenze nel monitoraggio della sua esecuzione;

6.   è preoccupato per questa situazione di contraddizione con i principi di annualità e specializzazione riscontrata dall'ECA;

7.   rileva che, nonostante l'approccio per attività del programma di lavoro 2007 del Centro, l'ECA ha osservato che gli emendamenti di bilancio non erano accompagnati da una valutazione sugli effetti che avrebbero avuto sul programma di lavoro e sul raggiungimento degli obiettivi;

8.   prende atto con soddisfazione della risposta del Centro, con cui informa che il programma di lavoro è stato aggiornato per far fronte ad eventuali emendamenti di bilancio con decorrenza 2008;

9.   nota la critica dell'ECA riguardante la scarsa affidabilità dell'inventario gestito su foglio elettronico;

10.   esprime soddisfazione per il fatto che il Centro ha nel frattempo introdotto un nuovo sistema di inventario dei beni che sarà adottato per la chiusura dei conti 2008;

11.   esprime preoccupazione per l'osservazione dell'ECA in merito all'esborso di 500 000 EUR per lavori di ristrutturazione dell'edificio affittato per accoglierne la sede e in merito al fatto che, come nel 2006, questi lavori sono stati decisi mediante trattativa privata tra il Centro e il proprietario, senza specificare né la natura dei lavori né le scadenze e le condizioni di pagamento; rileva che, secondo la Corte, questa prassi non è conforme al regolamento finanziario e risulta oltretutto in contraddizione con il principio di economia;

12.   invita il Centro a conformare con urgenza le sue pratiche con il regolamento finanziario e il principio di economia, e a riferire sul seguito dato alle osservazioni della Corte dei conti nella sua relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio per il 2008;

13.   prende atto dei progressi realizzati nell'attuazione del piano di assunzioni del Centro, ma sottolinea che devono essere compiuti ulteriori sforzi per raggiungere l'intero contingente di dipendenti;

Seguito dato ai precedenti esercizi di discarico

14.   nota che, come nel 2006, l'ECA ha riscontrato carenze nell'esecuzione del bilancio, in particolare un elevato livello di riporto degli stanziamenti;

15.   invita il Centro a dare seguito alle raccomandazioni dell'ECA, soprattutto in tema di esecuzione del bilancio, e a riferire sulle iniziative intraprese e sui risultati ottenuti nella sua prossima relazione annuale 2008;

o
o   o

16.   rinvia, per le altre osservazioni di carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea(17).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 48.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 122.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 142 del 30.4.2004, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 48.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 122.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 142 del 30.4.2004, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 48.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 122.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 142 del 30.4.2004, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009,pag. 126.
(17) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
PDF 208kWORD 47k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007 (C6-0431/2008 – 2008/2258(DEC))
P6_TA(2009)0270A6-0175/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Osservatorio(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze(4), in particolare l'articolo 15,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0175/2009),

1.   concede il discarico al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007 (C6-0431/2008 – 2008/2258(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Osservatorio(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze(9), in particolare l'articolo 15,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0175/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007 (C6-0431/2008 – 2008/2258(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte dell'Osservatorio(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze(14), in particolare l'articolo 15,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0175/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio per l'esercizio 2006(16) e che, nella propria risoluzione che accompagna la decisione sul discarico, ha tra l'altro constatato, dai programmi di lavoro dell'Osservatorio per il 2007 e per il periodo 2007-2009, i seguenti obiettivi strategici:

   sviluppare il controllo ex post delle operazioni finanziarie,
   sviluppare una capacità interna di valutazione dei rischi e di revisione contabile interna,
   sviluppare strumenti e procedure per la gestione integrata delle risorse e promuovere le sinergie esterne, segnatamente con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA), anch'essa con sede a Lisbona,
   attuare una politica più articolata ed efficace in materia di risorse umane,
   completare con successo il trasferimento nella nuova sede a Lisbona,

1.   nota l'osservazione dell'ECA secondo cui la linea di bilancio per operazioni IT nel bilancio definitivo adottato nell'ottobre 2007 è aumentata di oltre l'80% rispetto al bilancio iniziale per il 2007 adottato nel dicembre 2006;

2.   prende atto della spiegazione dell'Osservatorio secondo cui la maggiore necessità di apparecchiature informatiche è divenuta nota solamente nel terzo trimestre del 2007, quando sono stati stabiliti il calendario per il trasferimento dell'Osservatorio nei nuovi locali e le nuove esigenze tecniche;

3.   osserva che l'ECA ha riscontrato un disaccordo tra l'Osservatorio e la Norvegia in merito alla partecipazione finanziaria della stessa nei lavori dell'Osservatorio, dovuto ad una differenza tra la stesura originale dell'accordo firmato, quella applicata dall'Osservatorio, e l'accordo pubblicato nella Gazzetta ufficiale, applicato dalla Norvegia; rileva l'osservazione dell'ECA secondo cui, a causa delle differenti formule adottate, il calcolo del contributo effettuato dall'Osservatorio è superiore di circa 80 000 EUR rispetto al calcolo della Norvegia;

4.   è soddisfatto delle informazioni fornite dall'Osservatorio al relatore secondo cui da allora è stato raggiunto un compromesso in base al quale la Norvegia ha effettuato un versamento una tantum di 34 230 EUR , accettando di rinunciare all'eccedenza esistente rispetto alla suo contributo all'Osservatorio, corrispondente all'importo residuo della summenzionata differenza risultante dall'esercizio 2007; inoltre, il metodo di calcolo dell'Osservatorio troverà applicazione nel 2008, mentre dal 2009 in poi sarà applicato il metodo di calcolo della Norvegia;

5.   prende atto che il 1° marzo 2008 il direttore dell'Osservatorio ha assunto il ruolo di coordinatore della rete delle agenzie fino al 28 febbraio 2009;

Seguito dato ai precedenti esercizi di discarico

6.   rileva dalla relazione annuale di attività dell'Osservatorio per il 2007 che esso ha approntato procedure e strumenti per attività ordinarie di supervisione e controllo ex post e ha ulteriormente sviluppato la gestione delle risorse umane, in particolare predisponendo un portale per le risorse umane nella propria intranet, il quale include informazioni sulle norme e le procedure in vigore;

7.   accoglie con favore il fatto che l'Osservatorio opera in stretta collaborazione con l'EMSA, anch'essa con sede a Lisbona, al fine di condividere gli edifici e fare uso comune delle infrastrutture e dei servizi; rileva che il trasferimento nei nuovi locali è previsto per il primo trimestre del 2009;

o
o   o

8.   rinvia, per altre osservazioni a carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sul controllo e la gestione finanziaria delle agenzie dell'Unione europea(17).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 67.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 164.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 67.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 164.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 67.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 164.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 134.
(17) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
PDF 203kWORD 43k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007 (C6-0427/2008 – 2008/2254(DEC))
P6_TA(2009)0271A6-0177/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(4), in particolare l'articolo 12 bis,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0177/2009),

1.   concede il discarico al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007 (C6-0427/2008 – 2008/2254(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(9), in particolare l'articolo 12 bis,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0177/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007 (C6-0427/2008 – 2008/2254(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(14), in particolare l'articolo 12 bis,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0177/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2006(16) e che, nella propria risoluzione che accompagna la decisione sul discarico ha, tra l'altro, richiamato l'attenzione sulle osservazioni formulate dall'ECA in merito all'elevato numero di riporti e cancellazioni, all'assenza di un'adeguata procedura di inventario per l'identificazione, la registrazione e la capitalizzazione dei beni, all'incompleta documentazione riguardante le procedure di controllo interno e ai problemi connessi a una procedura di appalto,

1.   si congratula con il Centro per il fatto che, a differenza di quanto avvenuto nei precedenti esercizi, per l'esercizio 2007 ha ricevuto da parte dell'ECA una dichiarazione di affidabilità pienamente positiva, non soltanto per quanto riguarda i conti ma anche con riferimento alle operazioni sottostanti;

2.   prende atto dell'osservazione dell'ECA secondo cui gli indicatori di rendimento e gli obiettivi erano spesso difficilmente quantificabili, sebbene il programma di lavoro del Centro per il 2007 elencasse obiettivi specifici per ciascuna attività fornendo una minuziosa descrizione degli esiti da garantire; concorda con l'ECA nel ritenere che ciò rende difficoltosa la valutazione dei traguardi raggiunti;

3.   osserva che il Centro sta elaborando una formulazione più precisa degli obiettivi e degli indicatori di rendimento, e che per l'esercizio 2008 ha introdotto il bilancio per attività;

4.   approva le raccomandazioni dell'ECA finalizzate alla definizione da parte del Centro di precisi obiettivi e, in fase di programmazione, alla determinazione di chiari collegamenti tra gli obiettivi e le risorse di bilancio necessarie al loro raggiungimento;

5.   si attende che nella sua relazione per il 2008 il Centro riferisca specificamente sulle azioni di follow-up intraprese con riferimento a tali raccomandazioni;

6.   rinvia, per altre osservazioni a carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sul controllo e la gestione finanziaria delle agenzie dell'Unione europea(17).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 45.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 130.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 45.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 130.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 45.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 130.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 109.
(17) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea
PDF 202kWORD 46k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0434/2008 – 2008/2261(DEC))
P6_TA(2009)0272A6-0178/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(2),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), in particolare l'articolo 185;

–   visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(4), in particolare l'articolo 14,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0178/2009),

1.   concede il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2007;

2.   esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0434/2008 – 2008/2261(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007(6),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(7),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(8), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(9), in particolare l'articolo 14,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(10), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0178/2009),

1.   prende atto dei conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.   approva la chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (C6-0434/2008 – 2008/2261(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2007(11),

–   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2007, accompagnata dalle risposte del Centro(12),

–   vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 (5588/2009 – C6-0060/2009),

–   visto il trattato CE, in particolare l'articolo 276,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13), in particolare l'articolo 185,

–   visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(14), in particolare l'articolo 14,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(15), in particolare l'articolo 94,

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0178/2009),

A.   considerando che la Corte dei conti (ECA) ha dichiarato, con ragionevole certezza, che i conti annuali relativi all'esercizio 2007 sono affidabili e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

B.   considerando che il 22 aprile 2008 il Parlamento ha concesso il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2006(16) e che, nella sua risoluzione che accompagna la decisione sul discarico, ha, tra l'altro

–   preso atto dell'osservazione contenuta nella relazione dell'ECA per il 2006, secondo cui l'eccedenza di bilancio accumulata nel 2006 era di 16,9 milioni di EUR e che nel 2007 il Centro avrebbe rimborsato 9,3 milioni EUR ai suoi clienti; ha convenuto con l'ECA che un tale accumulo di eccedenze indicava che il metodo utilizzato per stabilire i prezzi delle traduzioni non era abbastanza preciso,

–   ha espresso l'auspicio che presto potesse essere trovata una soluzione alla questione del versamento dei contributi pensionistici del datore di lavoro,

1.   prende atto dell'osservazione dell'ECA secondo cui l'audit da essa condotto sulle procedure di appalto ha evidenziato che la valutazione dei criteri di assegnazione non era debitamente documentata, mancando un'analisi costi-benefici delle differenti alternative proposte che giustificasse le scelte finali;

2.   nota che l'ECA ha rilevato che in una delle sei procedure di assunzione oggetto di audit non era stata garantita la trasparenza, avendo riscontrato anomalie nella documentazione;

3.   nota la disponibilità del Centro ad assicurare il necessario seguito sui problemi individuati dall'ECA riguardo alle procedure di appalto e di assunzione e a modificare di conseguenza le sue procedure;

4.   si attende che nella sua relazione di attività per il 2008 il Centro riferisca sulle azioni di seguito intraprese e sui risultati conseguiti;

Seguito dato ai precedenti esercizi di discarico

5.   nota che nel 2007 il Centro ha rimborsato ai suoi clienti 9 300 000 EUR a titolo di riporti dai precedenti esercizi finanziari;

6.   ritiene inaccettabile il fatto che, sebbene tale problema fosse stato evidenziato per diversi anni nelle risoluzioni di discarico, non sia stata ancora trovata una soluzione al conflitto che oppone il Centro alla Commissione riguardo alla quota contributiva datoriale per le pensioni del personale;

7.   nota che il Centro ha costituito una riserva per coprire l'eventualità del relativo esborso e che per il 2007 tale riserva ammonta a 2 228 928 EUR;

8.   insiste sulla necessità che la Commissione e il Centro risolvano rapidamente la disputa relativa ai contributi pensionistici per il personale; esige che il Centro informi l'autorità di discarico sull'esito dei negoziati;

o
o   o

9.   rinvia, per altre osservazioni a carattere orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla propria risoluzione del 23 aprile 2009 sul controllo e la gestione finanziaria delle agenzie dell'Unione europea(17).

(1) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 42.
(2) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 116.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 42.
(7) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 116.
(8) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(9) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(10) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(11) GU C 278 del 31.10.2008, pag. 42.
(12) GU C 311 del 5.12.2008, pag. 116.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(15) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(16) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 118.
(17) Testi approvati, P6_TA(2009)0274.


Discarico 2007: Consiglio
PDF 319kWORD 68k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, Sezione II - Consiglio (C6-0417/2008 – 2008/2277(DEC))
P6_TA(2009)0273A6-0150/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(1),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2007 – Volume I (C6-0417/2008)(2),

–   vista la relazione annuale del Consiglio riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007, presentata all'autorità competente per il discarico,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(4),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   vista la decisione n. 190/2003 del Segretario generale del Consiglio/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune relativa al rimborso delle spese di viaggio dei delegati dei membri del Consiglio(6),

–   visto l'Accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, del 17 maggio 2006, sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(7),

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0150/2009),

1.   rinvia la propria decisione sulla concessione al Segretario generale del Consiglio del discarico relativo all'esecuzione del suo bilancio per l'esercizio 2007;

2.   esprime le sue osservazioni nella risoluzione riportata in appresso;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, Sezione II – Consiglio (C6-0417/2008 – 2008/2277(DEC))

Il Parlamento europeo,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007(8),

–   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee per l'esercizio 2007 – Volume I (C6-0417/2008)(9),

–   vista la relazione annuale del Consiglio riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007, presentata all'autorità competente per il discarico,

–   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2007, corredata delle risposte delle istituzioni(10),

–   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE(11),

–   visti l'articolo 272, paragrafo 10 e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE,

–   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(12), e in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,

–   vista la decisione n. 190/2003 del Segretario generale del Consiglio/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune relativa al rimborso delle spese di viaggio dei delegati dei membri del Consiglio(13),

–   visto l'Accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, del 17 maggio 2006, sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(14) (AII),

–   visto l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A6-0150/2009),

A.   considerando che il Consiglio si rifiuta di far pervenire al Parlamento la propria documentazione completa relativa all'esecuzione del bilancio corredata da una completa relazione annuale di attività, e che ha fornito esclusivamente la relazione annuale di attività del proprio auditor interno,

B.   considerando che il Consiglio rifiuta qualsiasi incontro ufficiale con il Parlamento relativo al discarico,

C.   considerando che le conclusioni del Consiglio europeo di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 intendono dare capacità operative al Consiglio nel campo di una rafforzata politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa (PESCD),

D.   considerando che la decisione n. 190/2003 del Consiglio indica molto chiaramente che applica degli stanziamenti nel campo della politica estera e di sicurezza comune (PESC) in conformità alle disposizioni del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, e in particolare che "il Segretario generale/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune […], assistito dal Segretario generale aggiunto, è pienamente responsabile della gestione degli stanziamenti della Sezione II – Consiglio – del bilancio generale delle Comunità europee, e intraprende tutte le misure necessarie per garantirne la sana gestione. Egli realizza gli stanziamenti in conformità alle disposizioni del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee",

E.   considerando la decisione 2004/197/PESC(15) del Consiglio, del 23 febbraio 2004, relativa a un meccanismo per amministrare il finanziamento dei costi comuni delle operazioni dell'Unione europea che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa, denominato ATHENA, e che tale decisione, insieme alla decisione 2004/582/CE dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 28 aprile 2004, relativa ai privilegi e alle immunità accordati ad ATHENA(16), crea un meccanismo per amministrare il finanziamento dei costi comuni delle operazioni dell'Unione europea che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa e gli conferisce privilegi e immunità e conferisce poteri operativi al Consiglio,

F.   considerando la decisione 2000/178/PESC del Consiglio, del 28 febbraio 2000, relativa al regime applicabile agli esperti nazionali in campo militare distaccati presso il Segretariato generale del Consiglio nel periodo interinale(17), e la decisione 2001/80/PESC del Consiglio, del 22 gennaio 2001, che istituisce lo Stato maggiore dell'Unione europea(18), le quali specificano che le spese derivanti dal distacco di esperti militari sono addebitate al bilancio del Consiglio,

G.   considerando che la relazione annuale del Consiglio sugli aspetti principali e sulle scelte fondamentali della PESC, presentata al Parlamento ai sensi del punto 43 dell'AII, si limita alla descrizione delle attività della PESC, come posizioni comuni, azioni congiunte e l'attuazione di decisioni,

1.   osserva che nel 2007 il Consiglio aveva stanziamenti d'impegno disponibili per 650 milioni di euro (2006: 626 milioni di euro), con un tasso di utilizzo dell"81,89%, inferiore a quello del 2006 (91,79%) e inferiore alla media delle altre istituzioni (93,82%);

2.   ribadisce la propria posizione assunta con la risoluzione del 25 aprile 2002 sul discarico relativo all'esercizio finanziario 2000 secondo la quale "[…] in passato il Parlamento e il Consiglio non hanno proceduto alla verifica dell'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio; ritiene che - in considerazione del carattere sempre più operativo delle spese, finanziate a carico del bilancio amministrativo del Consiglio, relative ai settori degli affari esteri, della politica di sicurezza e di difesa nonché della giustizia e degli affari interni - occorra chiarire la portata di tale accordo al fine di distinguere le spese amministrative tradizionali da quelle per operazioni in questi nuovi settori politici"(19);

3.   respinge la posizione del Consiglio secondo la quale la mancata verifica da parte del Parlamento e del Consiglio, in passato, dell'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio sia il risultato di un Gentlemen's Agreement; considera che alla luce del carattere sempre più operativo delle stesse, la spesa del Consiglio debba essere verificata con le stesse modalità valide per le altre istituzioni nell'ambito della procedura di discarico ai sensi dell'articolo 276 del trattato;

4.   ribadisce la propria posizione espressa nel paragrafo 3 della sua risoluzione del 22 aprile 2008 sul discarico per l'esercizio 2006, che recita "deplora che, contrariamente alle altre istituzioni, il Consiglio non presenti una relazione annuale di attività al Parlamento citando il Gentlemen's Agreement del 1970 […] e l'assenza di ogni requisito corrispondente nel regolamento finanziario; invita il Consiglio a riesaminare la decisione di non pubblicare e trasmettere al Parlamento una relazione di attività per essere più responsabile nei confronti del pubblico e dei contribuenti in generale"(20) ; ricorda che tale presa di posizione è anche pienamente coerente con i paragrafi 44 e 45 della sua risoluzione del 19 febbraio 2008 sulla trasparenza nelle questioni finanziarie(21); chiede al Consiglio di rivedere la sua decisione di non pubblicare sul suo sito web la sua relazione annuale d'attività;

5.   ribadisce la propria posizione espressa al paragrafo 12 della risoluzione del 24 aprile 2007 sul discarico per l'esercizio finanziario 2005, riportata di seguito: "invita alla massima trasparenza nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC); chiede al Consiglio di garantire che, a norma dell'articolo 42 dell'accordo interistituzionale […], nel bilancio del Consiglio non risultino spese operative relative alla PESC; si riserva la facoltà di adottare le misure necessarie, laddove opportuno, in caso di violazione dell'accordo"(22);

6.   richiede che il Consiglio indichi l'esatta natura delle spese, articolo per articolo, voce per voce, all'interno del titolo 3 (Spese risultanti dall'esercizio di missioni da parte delle Istituzioni) in modo da consentire al Parlamento di verificare che nessuna delle spese effettuate nell'esecuzione del bilancio del Consiglio sia di natura operativa, in conformità dell'AII;

7.   ribadisce la posizione espressa al paragrafo 58 della sua risoluzione del 23 maggio 2007 sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della PESC, comprese le implicazioni finanziarie per il bilancio generale dell'Unione europea – 2005(23), riportata di seguito: "ritiene che, finora, un'effettiva valutazione delle implicazioni finanziarie per il bilancio dell'Unione europea sia stata ostacolata dalla mancanza di informazioni proattive da parte del Consiglio […]; reputa che, con la firma del nuovo accordo interistituzionale, sia ormai giunto il momento di attuare sia la lettera che lo spirito delle suddette disposizioni ora chiaramente formalizzate";

8.   reputa che la pianificazione, la preparazione e il controllo di un'operazione da parte del personale della PESC nel segretariato del Consiglio siano componenti fondamentali e imprescindibili dell'operazione, e che tali attività siano svolte nel perseguimento della politica e delle operazioni piuttosto che nell'ambito della normale attività lavorativa del segretariato in seno al Consiglio;

9.   si stupisce che una parte considerevole (fino al 66%) della linea di bilancio 2 2 0 2 sia stata trasferita dall'interpretariato ai viaggi PESC/PESD; osserva che nel 2006 l'importo era pari a 12 672 984 EUR, e chiede di essere informato dell'importo della stessa linea di bilancio per il 2007; richiede, ai fini della trasparenza, la creazione di un'apposita linea di bilancio;

10.   chiede trasparenza in relazione alle spese per il coordinatore antiterrorismo dell'Unione europea e da parte dello stesso;

11.   chiede al Consiglio di far pervenire al Parlamento una valutazione ex-post delle singole azioni PESD;

12.   riconferma la posizione adottata al paragrafo 47 della summenzionata risoluzione del 23 maggio 2007, riportata di seguito: "ribadisce il proprio disappunto [...] per il fatto che il Consiglio si è limitato ad informare il Parlamento e a sottoporre un elenco descrittivo delle attività effettuate l'anno precedente nel settore della PESC, come dichiarato dallo stesso Consiglio nella premessa della relazione annuale, anziché consultare realmente tale Istituzione all'inizio di ogni anno sugli aspetti principali e sulle scelte di base da compiere per l'anno in questione comprese le sue implicazioni finanziarie, come previsto dall'articolo 28 del trattato sull'Unione europea e riferire al Parlamento successivamente se e, in caso affermativo, in che modo si è tenuto conto del suo contributo e sottolinea che tale prassi costituisce una violazione de facto della sostanza stessa dell'articolo 21";

13.   osserva che il Consiglio ha adottato una decisione che impedisce i pagamenti residui correlati a giorni retribuiti al momento del pensionamento e che istituisce un sistema obbligatorio volto alla liquidazione completa, entro il 2009, di tutte le ferie annuali non godute accumulate; incoraggia il Consiglio a rispettare il termine che si è autoimposto;

14.   accoglie con favore il fatto che sia stato sviluppato un nuovo sistema integrato di gestione e controllo finanziario (SAP), in funzione dal 1 gennaio 2008 su base interistituzionale dal Consiglio, dalla Corte dei conti e dalla Corte di giustizia, con un sensibile risparmio in bilancio e una maggiore efficienza delle tre istituzioni interessate;

15.   si rammarica che, secondo la relazione annuale di attività del revisore interno del Consiglio, il Consiglio non è stato in grado di colmare le posizioni vacanti nel proprio servizio di audit interno;

16.   considera il fatto che, secondo la predetta relazione annuale di attività, il revisore interno ha raccomandato la completa eliminazione dei "comptes hors budget"; richiede al Consiglio di eliminare completamente e immediatamente tutti i conti di questa natura;

17.   richiede al Consiglio di risolvere il problema relativo alla "vérification des factures", come raccomandato dal revisore interno del Consiglio;

18.   considera che debba essere sottolineato l'invito ripetuto più volte dal Parlamento, e finora sempre ignorato, per una maggiore trasparenza e una più attenta verifica della spesa del Consiglio relativa alla PESC/PESD per mezzo di emendamenti di bilancio volti a iscrivere a riserva alcune linee di bilancio nel bilancio del Consiglio per il 2010.

19.   ricorda che nella sua risoluzione del 4 dicembre 2008 sulla Relazione speciale della Corte dei Conti n.8/2007 relativa alla cooperazione amministrativa nel settore dell'IVA(24), il Parlamento ha invitato il Consiglio ad adottare conclusioni formali sulle risultanze della Corte dei Conti; si rammarica che il Consiglio non abbia dato seguito a tale richiesta; chiede al Consiglio di fornire alla commissione competente del Parlamento informazioni sulle ragioni per cui non ha adottato conclusioni formali e sul seguito che ha dato a detta Relazione speciale;

20.   chiede alla Corte dei conti europea di prestare particolare attenzione, nella sua prossima relazione annuale, all'esecuzione del bilancio del Consiglio;

Ragioni del rinvio della decisione sul discarico

21.   dichiara che le ragioni del rinvio sono le seguenti:

   a) il Consiglio non ha accettato alcun invito ad incontrare ufficialmente e formalmente la commissione competente del Parlamento o il suo relatore per discutere questioni riguardanti la sua esecuzione del bilancio per il 2007;
   b) né la commissione competente né il relatore del Parlamento hanno ricevuto alcuna risposta scritta esauriente, prima della votazione in commissione del progetto di relazione prevista il 16 marzo 2009, che fornisca al Parlamento le informazioni e i documenti richiesti al Consiglio nell'allegato della lettera del 18 febbraio 2009 firmata dal relatore e dai coordinatori della commissione competente;
   c) il Parlamento non ha ricevuto dal Consiglio documenti fondamentali quali la relazione annuale d'attività e l'elenco completo degli storni di bilancio;
   d) questa mancanza di trasparenza e di apertura a un dialogo ufficiale e formale da parte del Consiglio non consente un discarico in condizioni ragionevoli e in particolare impedisce al Parlamento di poter verificare che nessuna delle spese effettuate nell'esecuzione del bilancio del Consiglio sia di natura operativa, in conformità dell'AII;

Ulteriori atti da compiere e documenti da presentare al Parlamento

22.   invita il Segretario generale del Consiglio/Alto rappresentante per la PESC a fornire alla commissione competente del Parlamento, entro il 15 maggio 2009, risposte scritte esaurienti alle seguenti domande e gli altri elementi di seguito indicati:

A. per quanto riguarda i suoi "comptes hors budget" (cfr. raccomandazione del revisore interno R.2 del 2007):

– quanti conti "hors budget" ha avuto il Consiglio nel 2007?

– quando sono stati creati tali conti e a quale scopo?

– qual è la base giuridica utilizzata per tali conti? Qual è l'importo coperto da ciascun conto?

– l'elenco di tutte le transazioni per ciascuno di questi conti per l'esercizio 2007, nonché l'elenco degli ordinatori delegati per linea di bilancio;

B. riguardo alla "vérification des factures" (cfr. raccomandazione del revisore interno R.1 del 2007):

– su quale base il revisore interno è giunto alla conclusione che la verifica ex ante non ha funzionato in maniera soddisfacente?

– tutte le linee di bilancio sono sottoposte a controlli ex ante e/o ex post?

– quante fatture sono state controllate, quale percentuale delle fatture è entrata a far parte del campione e quale percentuale delle fatture presenti nel campione conteneva errori?

– ha predisposto il Consiglio un piano d'azione per risolvere questo problema e, in tal caso, quando sarà attuato?

C. riguardo alla linea di bilancio 2 2 0 2 (spese di interpretazione):

– per quali ragioni l'importo della linea di bilancio 2 2 0 2, destinata all'interpretazione, è stato raddoppiato (dal 2006 al 2007)?

– perché il Consiglio ha la necessità di trasferire fondi da questa linea alle spese di viaggio dei delegati?

– perché nel 2006 il Consiglio ha usato 12 672 000 EUR destinati all'interpretazione per spese di viaggio dei delegati?

– perché nel 2007 non ha aumentato dello stesso importo la linea di bilancio specifica?

– qual è l'importo specifico che il Consiglio ha trasferito, per l'esercizio 2007, da questa linea di bilancio alla linea 2 2 0 0 o ad altre linee?

D. riguardo alla linea di bilancio 2 2 0 0 (spese di viaggio delle delegazioni):

– la base giuridica di questa linea di bilancio è in parte la decisione n. 190/2003 del Segretario generale del Consiglio/Alto rappresentante per la PESC, che non è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale;

– nell'interesse della trasparenza, potrebbe il Consiglio inserire tutte le sue decisioni nel suo sito web e nel suo registro dei riferimenti?

E. per quanto riguarda la linea di bilancio 3 0 0 2 (consulenti speciali nel settore della PESD/PESC):

– quale importo il Consiglio ha trasferito a questa linea di bilancio per l'esercizio 2007 e per quanti consulenti speciali?

23.   invita il Segretario generale del Consiglio/Alto rappresentante per la PESC a fornire alla commissione competente del Parlamento, entro il 15 maggio 2009:

   l'elenco completo degli storni relativi al bilancio 2007 del Consiglio;
   la relazione annuale d'attività del Consiglio per l'esercizio 2007;
   l'elenco delle associazioni che hanno ricevuto fondi per l'esercizio 2007, specificando gli importi ricevuti da ciascuna associazione (linea di bilancio 2 2 3 7 - altre spese di funzionamento).

(1) GU L 77 del 16.3.2007.
(2) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(3) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(4) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) Decisione derivante dal regolamento interno del Consiglio del 22 luglio 2002 (GU L 230 del 28.8.2002, pag. 7).
(7) GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
(8) GU L 77 del 16.3.2007.
(9) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
(10) GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
(11) GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
(12) GU L 248 del 16.09.2002, pag. 1.
(13) Decisione derivante dal regolamento interno del Consiglio del 22 luglio 2002 (GU L 230 del 28.8.2002, pag. 7).
(14) GU C 139 del 14.06.2006, pag. 1.
(15) GU L 63 del 28.2.2004, pag. 68.
(16) GU L 261 del 6.8.2004, pag. 125.
(17) GU L 57 del 2.3.2000, pag. 1.
(18) GU L 27 del 30.1.2001, pag. 7.
(19) GU L 158 del 17.6.2002, pag. 66.
(20) GU L 88 del 31.3.2009, pag. 20.
(21) Testi approvati, P6_TA(2008)0051.
(22) GU L 187 del 15.7.2008, pag. 21.
(23) GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 309.
(24) Testi approvati, P6_TA(2008)0581, par. 21.


Gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'Unione europea
PDF 225kWORD 55k
Risoluzione del Parlamento europeo del 23aprile 2009 sulla gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell'Unione europea (2008/2207(INI))
P6_TA(2009)0274A6-0148/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti la relazione della Commissione al Parlamento europeo del 15 ottobre 2008 sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006 (COM(2008)0629) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna (SEC(2008)2579),

–   vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2008, intitolata "Il futuro delle agenzie europee" (COM(2008)0135),

–   vista la sua risoluzione del 21 ottobre 2008 su una strategia per la futura attuazione degli aspetti istituzionali delle agenzie di regolazione(1),

   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(2),

   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3), e in particolare l'articolo 96,

   vista la relazione speciale n. 5/2008 della Corte dei conti europea, intitolata "Agenzie dell'Unione europea: ottenere risultati",

–   visti l'articolo 71 e l'allegato V del suo regolamento,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i bilanci (A6-0148/2009),

A.   considerando che la presente risoluzione contiene, per ciascun organismo ai sensi dell'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, le osservazioni orizzontali che accompagnano la decisione di discarico in conformità dell'articolo 96 del regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 e dell'articolo 3 dell'allegato V del regolamento del Parlamento,

B.   considerando che, dopo l'adozione della suddetta comunicazione della Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno rilanciato il progetto di definire un quadro comune per le agenzie e istituito un gruppo di lavoro interistituzionale,

Introduzione

1.   osserva che nel 2007 la Corte dei conti europea (ECA) ha sottoposto a revisione 23 agenzie decentrate, 3 agenzie esecutive e l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom, organismo istituito nel quadro del trattato Euratom; prende atto che nel 2007 le sovvenzioni a carico del bilancio comunitario destinate alle agenzie decentrate sono state pari a 452 000 000 EUR; sottolinea che ai bilanci delle agenzie sono stati assegnati più di 1 000 000 000 EUR attraverso altre entrate, ad esempio entrate proprie derivanti da diritti, contribuiti versati dai paesi EFTA e contributi speciali di programmi comunitari;

2.   osserva che il numero di agenzie soggette alla procedura di discarico è aumentato in modo rilevante negli ultimi anni, passando da 8 agenzie nel 2000 a 21 agenzie decentrate e 3 agenzie esecutive nel 2007, senza tener conto di tre agenzie sottoposte a revisione dall'ECA ma non soggette alla procedura di discarico del Parlamento;

3.   sottolinea che l'autorità di bilancio ha autorizzato 3 487,5 posti all'interno degli organigrammi delle agenzie decentrate; prende atto che, in base alla documentazione fornita dall'ECA, sono stati occupati 2 823 posti, oltre ai 961,5 posti ricoperti da agenti contrattuali e esperti nazionali;

4.   accoglie con favore la suddetta relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006;

5.   ribadisce che il diritto comunitario non contempla una definizione di agenzia e appoggia la definizione delle agenzie quali organismi creati dalle Comunità, dotati di personalità giuridica;(4) ricorda le tre categorie di agenzie corrispondenti alla suddetta definizione, ossia le agenzie decentrate, le agenzie esecutive e gli altri organismi;

6.   ribadisce, in tale contesto, che il termine "agenzie decentrate" è inteso nella sua accezione generale per indicare le agenzie tradizionali; è del parere che il termine "agenzie di regolazione", utilizzato sempre più spesso come termine generico, sia fuorviante, poiché non tutte le agenzie decentrate svolgono compiti di regolazione;

7.   ricorda che le agenzie decentrate sono istituite dal legislatore comunitario per svariati motivi, quali la prestazione di determinati servizi, l'impiego di consulenti specializzati e lo svolgimento di compiti di regolamentazione e controllo;

8.   è del parere che la stesura del bilancio degli organismi decentrati e la valutazione dell'esecuzione dei rispettivi bilanci rientrino fra le competenze fondamentali della sua commissione per i bilanci;

9.   esorta l'ECA, per motivi di trasparenza, a considerare le tre categorie di agenzie nella sua prossima relazione annuale;

10.   osserva che l'ECA ha constatato un miglioramento della disciplina finanziaria rispetto all'esercizio 2006 ma che, in materia di selezione del personale e di appalti, in alcune agenzie sussistono debolezze che devono essere affrontate dagli ordinatori;

11.   deplora il fatto che l'ECA abbia nuovamente riscontrato in diverse agenzie gravi problemi per quel che attiene all'attuazione delle regole in materia di appalti e alle disposizioni dello statuto del personale; non è disposto ad accettare che tali carenze perdurino da diversi anni; ritiene che la revisione del regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 non eliminerà tali problemi, e che sia necessaria una radicale riorganizzazione del quadro normativo;

12.   prende atto della dichiarazione della Commissione secondo cui è stato concesso tutto il sostegno necessario alle agenzie che intendono passare al sistema di contabilità per competenza ABAC; rileva che in alcuni casi le agenzie hanno ritenuto insufficiente il sostegno ricevuto;

Pianificazione e esecuzione del bilancio

13.   prende atto che la questione delle agenzie che sovrastimano i loro bisogni di tesoreria è stata affrontata nel regolamento rivisto (CE, Euratom) n. 2343/2002, contenente disposizioni che rafforzano l'obbligo delle agenzie di presentare, nelle loro richieste di pagamenti, stime rigorose degli effettivi bisogni di tesoreria per tutto l'esercizio, al fine di evitare flussi di tesoreria inutili;

14.   esorta la Commissione a prendere in esame un abbattimento tecnico che consenta di ridurre le eccedenze nel caso di bassi tassi di esecuzione e di tassi di posti vacanti elevati e comporti altresì una riduzione delle entrate a destinazione specifica;

15.   sottolinea al riguardo le difficoltà che incontrano le agenzie decentrate nell'assumere personale ed esperti altamente qualificati; invita la Commissione e l'Ufficio europeo di selezione del personale a intensificare i loro sforzi di assistenza;

16.   esorta la Commissione a continuare nella verifica dell'esecuzione del bilancio delle agenzie per il 2008 e il 2009, apportando gli adeguamenti necessari alle proposte di bilancio delle agenzie;

17.   accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione, a partire dal progetto preliminare di bilancio 2009, per tenere sistematicamente conto delle ultime eccedenze conosciute (nel caso del progetto preliminare di bilancio 2009, quelle dell'anno n-2) al momento di calcolare il contributo comunitario; ai fini di un miglioramento della trasparenza e dell'efficienza, invita la Commissione a prevedere, come regola di base, la fornitura di informazioni dettagliate sulle procedure di calcolo e contabili per tutti i tipi di entrate a destinazione specifica a disposizione delle agenzie, in particolare quelle risultanti dalle eccedenze di esercizi precedenti;

18.   accoglie con favore la decisione della Commissione di rispettare la richiesta dell'autorità di bilancio di tenere conto delle entrate a destinazione specifica nella stesura del progetto preliminare di bilancio delle agenzie decentrate per l'esercizio 2009; è del parere che ciò rappresenti indubbiamente un passo in avanti verso una maggiore trasparenza di bilancio;

19.   richiama l'attenzione sul fatto che l'attuale ricorso allo strumento delle entrate a destinazione specifica presenta ancora rischi per la trasparenza del bilancio e per la sana gestione finanziaria dei fondi dell'Unione europea, in quanto le stime di tali entrate restano difficili e i loro diversi tipi, anni di origine e procedure di erogazione non consentono di integrarle in modo chiaro nella pianificazione e gestione del bilancio;

20.   rileva che nel 2007 circa 550 000 000 EUR di risorse provenienti dai programmi comunitari sono stati impegnati da tre agenzie esecutive; in aggiunta agli stanziamenti operativi, 47 000 000 EUR sono stati utilizzati per scopi amministrativi, vale a dire per il funzionamento della rispettiva agenzia esecutiva; sottolinea che in tali agenzie risultavano operativi 119 agenti temporanei e 279 agenti contrattuali;

21.   ribadisce il fatto che gli importi prelevati dalle dotazioni dei programmi operativi sono impiegati per finanziare esclusivamente la gestione amministrativa; invita la sua commissione per il controllo dei bilanci a monitorare attentamente i futuri sviluppi dell'esternalizzazione dei compiti amministrativi della Commissione;

22.   rileva che l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom funziona come un'unità amministrativa della Commissione, come osservabile nella nomenclatura di bilancio e per il fatto che il direttore generale fa parte del personale della Commissione;

Rispetto del regolamento finanziario e dello Statuto del personale

23.   rileva con preoccupazione che numerose agenzie sono sottoposte ripetutamente a critiche per la mancata osservanza di norme come il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, in particolare per quanto attiene alle regole in materia di appalti e di statuto del personale; osserva che ciò è dovuto essenzialmente al fatto che la maggior parte delle norme sono destinate a istituzioni più grandi e che la maggior parte delle piccole agenzie non dispongono della massa critica necessaria per tener conto di queste disposizioni regolamentari;

24.   deplora che la Commissione, nonostante la richiesta espressa dal Parlamento nelle risoluzioni sul discarico 2006 per le agenzie, non abbia proposto una soluzione rapida e pertanto l'invita nuovamente a ricercare una soluzione in tempi brevi, al fine di rafforzare l'efficacia mediante un raggruppamento delle funzioni amministrative delle diverse agenzie;

25.   incoraggia la Commissione ad accrescere il proprio impegno per la necessaria assistenza amministrativa da fornire alle agenzie di dimensioni relativamente ridotte, in particolar modo a quelle di nuova istituzione; tenendo presenti le esperienze negative del passato, esorta la Commissione a emanare nel più breve tempo possibile speciali orientamenti per le agenzie riguardanti l'attuazione del regolamento finanziario in rapporto all'assunzione del personale, agli appalti pubblici, ecc.;

26.   si prefigge, in tale contesto, di valutare con grande attenzione lo studio, richiesto dalla commissione per i bilanci e dalla commissione per il controllo dei bilanci, intitolato "Opportunity and feasibility of establishing common support services for EU agencies" (Creazione di servizi di sostegno comuni per le agenzie dell'Unione europea: opportunità e fattibilità);

Revisione interna

27.   si rallegra per il fatto che il servizio di revisione interna della Commissione, nella sua relazione annuale di attività 2007, abbia eliminato le riserve dell'esercizio precedente, allorché aveva dichiarato di non essere in grado, a causa della mancanza di risorse, di sottoporre a verifica ciascuna delle agenzie decentrate operative una volta l'anno;

28.   accoglie con favore la cooperazione pragmatica tra il revisore interno della Commissione e i revisori interni e le altre persone responsabili della revisione interna nelle agenzie;

29.   ricorda che il Parlamento, nelle sue risoluzioni sul discarico alle agenzie per il 2006, aveva chiesto a queste ultime se e come rispettassero l'obbligo previsto dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 di inviare all'autorità di discarico e alla Commissione una relazione annuale sulle revisioni interne; deplora che, su 21 agenzie soggette alla procedura di discarico per il 2007, soltanto 2 (il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale e l'Agenzia europea per la sicurezza aerea) abbiano inviato al Parlamento tale relazione;

Valutazione dei risultati delle agenzie

30.   rileva che la Commissione ha dato seguito alle risoluzioni sul discarico 2006 per le agenzie e nel settembre 2008 ha portato a termine:

   a) una rassegna della valutazione delle agenzie decentrate, che fornisce un elenco delle agenzie già sottoposte a valutazione e una sintesi delle principali risultanze,
   b) un documento sulla situazione attuale e i piani futuri riguardanti la valutazione delle agenzie decentrate e
   c) un "metastudio sulle agenzie decentrate: analisi trasversale delle risultanze della valutazione", elaborato da un contraente esterno;

31.   è convinto che la valutazione delle agenzie decentrate avviata e sorvegliata dalla Commissione, che deve essere completata entro la fine del 2009, contribuirà alla valutazione dei deficit e delle carenze delle agenzie; si compiace del fatto che la Commissione abbia creato un gruppo di riferimento per avviare lo studio;

32.   ricorda la valutazione orizzontale delle agenzie decentrate da parte della Commissione, prevista nella suddetta comunicazione, i cui risultati dovrebbero essere disponibili entro il 2009-10; invita la Commissione a garantire che la valutazione delle agenzie diventi più trasparente, nell'interesse delle agenzie e delle parti interessate;

Procedure disciplinari

33.   rammenta che il Parlamento, nelle sue risoluzioni sul discarico 2006 riguardanti le agenzie, ha invitato le agenzie a considerare l'istituzione di un consiglio di disciplina interagenzie; osserva che sono stati compiuti progressi, ma che permangono difficoltà, in particolare a causa dei problemi nel reperire personale che abbia il grado richiesto per far parte di tale consiglio; invita le agenzie ad informare l'autorità di discarico sulla possibilità o meno di istituire il consiglio di disciplina interagenzie e, se del caso, a proporre una soluzione alternativa;

Relazione speciale n. 5/2008 dell'ECA

34.   accoglie con favore la tempestiva pubblicazione da parte dell'ECA della relazione speciale succitata e sollecita le agenzie decentrate a colmare le carenze rilevate nella relazione e ad intraprendere azioni in linea con le raccomandazioni dell'ECA;

35.   sottolinea che gli atti di base delle agenzie dell'Unione europea devono contenere una chiara definizione dei loro compiti e delle loro competenze e dare risalto all'impostazione basata sui risultati dell'attività delle agenzie;

36.   sottolinea che le agenzie devono elaborare programmi di lavoro pluriennali in conformità della strategia pluriennale della Comunità nel settore; sottolinea che il programma di lavoro annuale deve stabilire obiettivi chiari, specifici e misurabili, che dovrebbero quindi formare la base di azioni, risorse, impostazioni e calendari, al fine di garantire il conseguimento dei risultati prefissati; sottolinea che il programma di lavoro deve rispettare i limiti del bilancio dell'agenzia quale autorizzato dall'autorità di bilancio;

37.   chiede che i consigli di amministrazione delle agenzie dell'Unione europea pervengano alla massima convergenza tra la pianificazione dei compiti e la pianificazione delle risorse (finanziarie e umane) mediante l'introduzione del bilancio e della gestione per attività (ABB/ABM - (Activity Based Budgeting and Management), e sottolinea che le agenzie sono soggette al principio di sana gestione finanziaria e alla disciplina di bilancio;

38.   rileva che il lavoro di ciascuna agenzia dovrebbe essere accompagnato da una valutazione del rischio allo scopo di ottimizzare le spese e la gestione delle risorse umane;

39.   raccomanda che l'ECA continui a verificare periodicamente la gestione delle agenzie, incentrandosi però sempre di più sull'efficienza interna delle stesse e valutando il grado di attuazione delle sue raccomandazioni;

Dialogo interistituzionale su un quadro comune per le agenzie

40.   ricorda che nella sua suddetta risoluzione ha proposto che il gruppo di lavoro interistituzionale tenga conto fra l'altro della necessità di un'impostazione standard per la presentazione delle attività delle agenzie durante l'esercizio in questione;

41.   si compiace della decisione adottata il 18 dicembre 2008 dalla Conferenza dei presidenti, riguardante la designazione di 5 deputati quali membri della delegazione del Parlamento al gruppo di lavoro interistituzionale sul ruolo delle agenzie di regolazione;

42.   ritiene che la suddetta risoluzione su una strategia per la futura attuazione degli aspetti istituzionali delle agenzie di regolazione rappresenti un mandato per la delegazione del Parlamento in seno al gruppo di lavoro interistituzionale;

43.   insiste sulla necessità di stabilire norme minime comuni riguardo alla futura creazione di agenzie decentrate;

44.   chiede alla Commissione e alle agenzie, nel frattempo, di mettere a disposizione la documentazione finanziaria prodotta dalle agenzie in modo completo, comparabile e aggiornato sul sito web comune lanciato dalla Commissione e dalle agenzie decentrate sull'intranet della Commissione;

45.   invita il gruppo di lavoro interistituzionale, alla luce dell'esercizio di discarico 2007, a considerare

­ le ragioni sottostanti ai problemi di esecuzione del bilancio, in particolare alla mancanza di un'impostazione top-down per quanto concerne i bilanci e il personale delle agenzie,

­ il problema, ricorrente in molte agenzie, del mancato rispetto delle norme in materia di assunzioni e di appalti,

­ le lezioni tratte dall'esperienza specifica dell'Ufficio europeo per la lotta contro la frode in relazione alle agenzie,

­ il modo in cui l'esecuzione delle politiche da parte delle agenzie può essere resa più efficiente sotto il profilo dei costi, per esempio raggruppando le funzioni amministrative di diverse agenzie;

­ in che modo sia possibile rendere più reattivi i vari strumenti e servizi di sostegno della Commissione, allo scopo di rispondere con maggiore prontezza alle necessità delle agenzie;

o
o   o

   46. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle agenzie soggette a questa procedura di discarico, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti europea.

(1) Testi approvati, P6_TA(2008)0495.
(2) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(3) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(4) Si vedano le tesi illustrate in uno studio sul discarico delle agenzie elaborato dall'unità di assistenza per il bilancio del Parlamento europeo, dicembre 2006.


Accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus (rifusione) ***II
PDF 188kWORD 23k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l'accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus (rifusione) (11786/1/2008 – C6-0016/2009 – 2007/0097(COD))
P6_TA(2009)0275A6-0215/2009
RETTIFICHE

(Procedura di codecisione: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la posizione comune del Consiglio (11786/1/2008 – C6-0016/2009)(1),

–   vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2007)0264),

–   visto l'articolo 251, paragrafo 2, del trattato CE,

–   visto l'articolo 62 del suo regolamento,

–   vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0215/2009),

1.   approva la posizione comune quale emendata;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in seconda lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l'accesso al mercato dei servizi di trasporto effettuati con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 561/2006 (rifusione)

P6_TC2-COD(2007)0097


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento in seconda lettura corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (CE) n. ...)

(1) GU C 62 E del 17.3.2009, pag. 25.
(2) Testi approvati del 5.6.2008, P6_TA(2008)0249.


Norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada ***II
PDF 187kWORD 23k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio (11783/1/2008 – C6-0015/2009 – 2007/0098(COD))
P6_TA(2009)0276A6-0210/2009

(Procedura di codecisione: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la posizione comune del Consiglio (11783/1/2008 – C6-0015/2009)(1),

–   vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2007)0263),

–   visto l'articolo 251, paragrafo 2, del trattato CE,

–   visto l'articolo 62 del suo regolamento,

–   vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0210/2009),

1.   approva la posizione comune quale emendata;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in seconda lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio

P6_TC2-COD(2007)0098


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento in seconda lettura corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (CE) n. ...)

(1) GU C 62 E del 17.3.2009, pag. 1.
(2) Testi approvati del 21.5.2008, P6_TA(2008)0217.


Accesso al mercato internazionale del trasporto merci su strada (rifusione) ***II
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l'accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada (rifusione) (11788/1/2008 – C6-0014/2009 – 2007/0099(COD))
P6_TA(2009)0277A6-0211/2009

(Procedura di codecisione: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la posizione comune del Consiglio (11788/1/2008 – C6-0014/2009)(1),

–   vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2007)0265),

–   visto l'articolo 251, paragrafo 2, del trattato CE,

–   visto l'articolo 62 del suo regolamento,

–   vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0211/2009),

1.   approva la posizione comune quale emendata;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in seconda lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l'accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada (rifusione)

P6_TC2-COD(2007)0099


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento in seconda lettura corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (CE) n. ...)

(1) GU C 62 E del 17.3.2009, pag. 46.
(2) Testi approvati del 21.5.2008, P6_TA(2008)0218.


Rendimento energetico nell'edilizia (rifusione) ***I
PDF 556kWORD 269k
Risoluzione
Testo consolidato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell'edilizia (rifusione) (COM(2008)0780 – C6-0413/2008 – 2008/0223(COD))
P6_TA(2009)0278A6-0254/2009

(Procedura di codecisione – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0780),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0413/2008),

–   visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(1),

–   vista la lettera in data 3 febbraio 2009 della commissione giuridica alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia a norma dell'articolo 80 bis, paragrafo 3, del suo regolamento,

–   visti gli articoli 80 bis e 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione giuridica (A6-0254/2009),

A.   considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne le disposizioni rimaste immutate dei testi esistenti, la proposta si limita ad una mera codificazione di tali disposizioni, senza modificazioni sostanziali,

1.   approva la proposta della Commissione quale adattata alle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione e, quale emendata in appresso;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione della direttiva 2009/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell'edilizia (rifusione)

P6_TC1-COD(2008)0223


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

visto il parere del Comitato delle regioni(3),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(4),

considerando quanto segue:

(1)  La direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia(5) è stata modificata(6). Essa deve essere nuovamente sottoposta a modifiche sostanziali ed è quindi opportuno provvedere, per ragioni di chiarezza, alla sua rifusione.

(2)  Le risorse naturali, alla cui utilizzazione accorta e razionale fa riferimento l'articolo 174 del trattato, comprendono i prodotti petroliferi, il gas naturale e i combustibili solidi, che pur costituendo fonti essenziali di energia sono anche le principali sorgenti delle emissioni di biossido di carbonio.

(3)  Poiché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell'Unione europea, la riduzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono un capitolo importante delle misure necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione europea e le emissioni di gas serra. Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia nell'Unione europea consentiranno a quest'ultima di conformarsi al protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e di rispettare il proprio impegno a lungo termine di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2° C, nonché il suo impegno a lungo termine di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas serra di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 e del 30% in caso di accordo internazionale. La riduzione del consumo energetico e il maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili rappresentano inoltre uno strumento importante per promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, gli sviluppi tecnologici, la creazione di nuove opportunità occupazionali e lo sviluppo regionale, in particolare nelle zone rurali.

(4)  La gestione del fabbisogno energetico è un importante strumento che consente alla Comunità di influenzare il mercato mondiale dell'energia e quindi la sicurezza degli approvvigionamenti nel medio e lungo termine.

(5)  Il Consiglio europeo del marzo 2007 ha sottolineato la necessità di aumentare l'efficienza energetica nella Comunità per conseguire l'obiettivo di ridurre del 20% il consumo energetico della Comunità entro il 2020 e ha chiesto che venga data rapida e piena attuazione alle priorità definite nella comunicazione della Commissione dal titolo "Piano d'azione per l'efficienza energetica: Concretizzare le potenzialità". Il piano d'azione ha identificato le principali potenzialità di risparmio energetico efficaci in termini di costi nel settore dell'edilizia. Nella sua risoluzione del 31 gennaio 2008, il Parlamento europeo ha invitato a rafforzare le disposizioni della direttiva 2002/91/CE e, in varie occasioni, da ultimo nella sua risoluzione del 3 febbraio 2009 sulla seconda revisione strategica in materia energetica(7), ha chiesto che fosse reso vincolante l'obiettivo del 20% di efficienza energetica nel 2020. Inoltre, la decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020(8), fissa gli obiettivi nazionali vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2per i quali il rendimento energetico nel settore edilizio rivestirà importanza cruciale e la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso di energia da fonti rinnovabili(9)dispone la promozione del rendimento energetico nel quadro di un obiettivo vincolante per l'energia da fonti rinnovabili che costituisca il 20% del consumo energetico totale dell'Unione europea entro il 2020.

(6)  Il Consiglio europeo del marzo 2007 ha ribadito l'impegno della Comunità nei confronti di uno sviluppo comunitario dell'energia da fonti rinnovabili, approvando l'obiettivo vincolante di una quota del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. La direttiva 2009/28/CE stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili. Essa sottolinea la necessità di inserire un fattore di energia da fonti rinnovabili per soddisfare requisiti minimi di rendimento energetico ai sensi della direttiva 2002/91/CE, al fine di accelerare la definizione di livelli minimi per l'uso di energia da fonti rinnovabili negli edifici.

(7)  L'energia impiegata nel settore residenziale e terziario, composto per la maggior parte di edifici, rappresenta circa il 40% del consumo finale di energia della Comunità. Essendo questo un settore in espansione, i suoi consumi di energia e quindi le sue emissioni di biossido di carbonio sono destinati ad aumentare.

(8)  È necessario predisporre interventi più concreti al fine di realizzare il grande potenziale di risparmio energetico nell'edilizia, tuttora inattuato, e di ridurre l'ampio divario tra le risultanze dei diversi Stati membri in questo settore.

(9)  Misure per l'ulteriore miglioramento del rendimento energetico degli edifici dovrebbero tenere conto delle condizioni climatiche e locali, nonché dell'ambiente termico interno e dell'efficacia sotto il profilo dei costi. Tali misure non dovrebbero pregiudicare altre prescrizioni sull'edilizia quali l'accessibilità, la sicurezza e l'uso cui è destinato l'edificio.

(10)  Il rendimento energetico degli edifici dovrebbe essere calcolato in base ad una metodologia comune, con variabili oggettive che tengono conto delle diversità climatiche a livello nazionale e regionale e che consideri, oltre alle caratteristiche termiche, una serie di altri fattori che svolgono un ruolo di crescente importanza, come il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento, raffreddamento e ventilazione, il riciclo di calore, il controllo per zone, l'impiego di fonti di energia rinnovabili, gli elementi passivi di riscaldamento e raffreddamento, i sistemi di occultamento, la qualità dell'aria interna, un'adeguata misurazione dell'illuminazione naturale, sistemi di isolamento ed illuminazione, sistemi di monitoraggio e controllo e le caratteristiche architettoniche dell'edificio. Tale metodologia comune dovrebbe tener conto del rendimento energetico annuale di un edificio e non essere basata unicamente sul periodo in cui il riscaldamento è necessario. Tale metodologia comune dovrebbe tener conto delle attuali norme europee.

(11)  Gli Stati membri dovrebbero fissare requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici. Tali requisiti andrebbero fissati in modo da conseguire un equilibrio ottimale in funzione dei costi tra gli investimenti necessari e i risparmi energetici realizzati nel ciclo di vita di un edificio. Occorrerebbe prevedere la possibilità per gli Stati membri di sottoporre a revisione periodica i propri requisiti minimi di rendimento energetico per gli edifici alla luce del progresso tecnologico.

(12)  La presente direttiva si applica fatti salvi gli articoli 87 e 88 del Trattato. Pertanto la nozione di incentivo utilizzata nella presente direttiva non dovrebbe essere interpretata come inclusiva di aiuti di Stato.

(13)  La Commissione dovrebbe elaborare un metodo comune che consenta di calcolare livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di rendimento energetico. Tale metodo dovrebbe essere coerente con quello utilizzato nella normativa comunitaria applicabile ai requisiti di rendimento per i prodotti, i componenti e i sistemi tecnici di costruzione che compongono l'edificio. Gli Stati membri dovrebbero avvalersi di tale metodo comune per adottare i con i requisiti minimi di rendimento energetico ▌. I risultati di tale calcolo e i dati a tal fine utilizzati dovrebbero formare oggetto di relazioni periodiche alla Commissione. Tali relazioni dovrebbero consentire alla Commissione di valutare i progressi compiuti dagli Stati membri per stabilire requisiti minimi di rendimento energetico ottimali sotto il profilo dei costi. ▌ Detto metodo ▌ dovrebbe essere applicato dagli Stati membri per la revisione e la definizione dei rispettivi requisiti minimi di rendimento energetico.

(14)  Gli edifici influiscono notevolmente sul consumo energetico a lungo termine. Considerato il lungo ciclo di ristrutturazione degli attuali edifici, i nuovi edifici e gli edifici esistenti che subiscono una importante ristrutturazione dovrebbero essere assoggettati a requisiti minimi di rendimento energetico stabiliti in funzione delle locali condizioni climatiche. Dato che in genere il potenziale dell'applicazione dei sistemi energetici alternativi non è analizzato in profondità, dovrebbero essere presi in considerazione sistemi energetici alternativi per i nuovi edifici e quelli esistenti, a prescindere dalle loro dimensioni, in base al principio che prevede di garantire in primo luogo la riduzione al livello minimo, ottimale sotto il profilo dei costi, del fabbisogno energetico per il riscaldamento ed il raffreddamento.

(15)  A prescindere dalle dimensioni degli edifici, una ristrutturazione importante costituisce un'opportunità per migliorare il rendimento energetico dell'intero edificio mediante misure efficaci sotto il profilo dei costi. La definizione dei requisiti concernenti tali misure garantirà che non si creino ostacoli che potrebbero scoraggiare la realizzazione di importanti lavori di ristrutturazione.

(16)  Gli studi dimostrano che il settore dell'edilizia risente di inefficienze, a causa delle quali i costi per gli utilizzatori finali sono notevolmente maggiori dei costi ottimali. I calcoli dimostrano che i costi di costruzione potrebbero essere ridotti addirittura del 30-35% grazie a una riduzione degli sprechi nella maggior parte dei processi di costruzione e per la maggior parte dei prodotti. Le inefficienze nel settore dell'edilizia rappresentano una grave minaccia per le finalità della presente direttiva, dal momento che i costi indebitamente elevati della costruzione e ristrutturazione peggiorano il rapporto costo-efficacia e riducono quindi il rendimento energetico nel settore. Onde garantire che la presente direttiva sia applicata correttamente, è opportuno che la Commissione analizzi il funzionamento del mercato dell'edilizia e presenti le proprie conclusioni e raccomandazioni al Parlamento europeo e al Consiglio. Gli Stati membri dovrebbero impegnarsi a garantire una politica dei prezzi trasparente nel settore dell'edilizia e della ristrutturazione, adottando altresì opportune misure per eliminare gli ostacoli che impediscono a nuovi concorrenti, nella fattispecie alle PMI, di accedere al mercato e alle agevolazioni e infrastrutture pertinenti.

(17)  Al fine di incrementare il rendimento energetico degli elettrodomestici e degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, è necessario sviluppare e applicare la tecnologia informatica, ponendosi come obiettivo i cosiddetti "edifici intelligenti".

(18)  È necessario istituire misure volte ad aumentare il numero di edifici che non solo rispettano i requisiti minimi vigenti, ma garantiscono anche il rendimento energetico più elevato possibile. A tal fine gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali intesi ad aumentare il numero di edifici a consumo netto di energia nullo e provvedere alla trasmissione regolare di tali piani alla Commissione.

(19)  Al fine di limitare gli oneri di comunicazione degli Stati membri, dovrebbe essere possibile integrare le relazioni prescritte dalla presente direttiva nei piani d'azione in materia di efficienza energetica previsti all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici ║(10). In ogni Stato membro il settore pubblico dovrebbe svolgere un ruolo esemplare in materia di rendimento energetico nell'edilizia; i piani nazionali dovrebbero pertanto fissare obiettivi più ambiziosi per gli edifici occupati da enti pubblici.

(20)  È opportuno incoraggiare gli Stati membri ad adottare misure supplementari rispetto a quelle previste nella presente direttiva per promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici. Tali misure possono comprendere incentivi fiscali e finanziari per le industrie, i proprietari e i locatari, fra cui aliquote IVA ridotte sui lavori di ristrutturazione.

(21)  Gli Stati membri dovrebbero evitare una regolamentazione dei prezzi dell'energia distorsiva per i consumatori che non incentiva il risparmio energetico.

(22)  Ai potenziali acquirenti e locatari di un edificio (o di sue parti) dovrebbero essere forniti, attraverso l'attestato di certificazione energetica, dati corretti sul rendimento energetico dell'edificio e consigli pratici per migliorare tale rendimento. I proprietari e i locatari di edifici commerciali dovrebbero essere tenuti anche a scambiarsi informazioni sul consumo effettivo di energia, onde garantire che siano disponibili tutti i dati del caso per prendere decisioni informate sulle migliorie necessarie. L'attestato dovrebbe recare informazioni riguardanti l'incidenza effettiva degli impianti di riscaldamento e raffreddamento sul fabbisogno energetico dell'edificio, il consumo di energia primaria e le emissioni di biossido di carbonio. I proprietari degli edifici dovrebbero avere la possibilità di richiedere la certificazione o un attestato aggiornato in qualsiasi momento, non solo nel momento in cui gli edifici sono affittati, venduti o ristrutturati.

(23)  Le autorità pubbliche dovrebbero dare l'esempio e attuare le raccomandazioni di cui all'attestato di certificazione energetica entro il suo periodo di validità. Gli Stati membri dovrebbero includere, nei loro piani nazionali, misure volte ad incitare le autorità pubbliche ad adottare tempestivamente i miglioramenti in materia di rendimento energetico e ad attuare le raccomandazioni contenute nell'attestato di certificazione energetica entro il suo periodo di validità. Nel mettere a punto i piani nazionali, gli Stati membri dovrebbero consultare i rappresentanti degli enti locali e regionali.

(24)  In conformità dei requisiti relativi all'installazione di contatori intelligenti di cui alla direttiva 2006/32/CE, proprietari e locatari dovrebbero ricevere informazioni precise e in tempo reale sul consumo energetico degli edifici da essi occupati.

(25)  Gli edifici occupati dalle pubbliche autorità o aperti al pubblico dovrebbero dare l'esempio dimostrando che gli aspetti riguardanti l'ambiente e l'energia sono presi in considerazione; tali edifici dovrebbero pertanto essere sottoposti alla certificazione energetica ad intervalli regolari. I relativi dati sulle prestazioni energetiche andrebbero resi pubblici affiggendo gli attestati in luogo visibile. Se gli Stati membri decidono di includere l'utilizzo dell'energia fra i requisiti per la certificazione energetica, dovrebbe essere possibile adottare un approccio per sito, in base al quale un insieme di edifici vicini tra loro e occupati dallo stesso ente avrebbe contatori in comune.

(26)  La garanzia del riconoscimento reciproco degli attestati di certificazione energetica rilasciati da altri Stati membri è da ritenersi importante per lo sviluppo di un mercato transfrontaliero dei servizi finanziari e di altra natura a sostegno del rendimento energetico. A tal fine, la Commissione dovrebbe stabilire norme minime comuni per il contenuto e la presentazione di attestati e per l'accreditamento di esperti. Ogni attestato di certificazione energetica dovrebbe essere disponibile sia nella lingua del proprietario che del locatario, in modo da formulare raccomandazioni di facile comprensione.

(27)  Negli ultimi anni si osserva una crescente proliferazione degli impianti di condizionamento dell'aria nei paesi europei. Ciò pone gravi problemi di carico massimo, che comportano un aumento del costo dell'energia elettrica e uno squilibrio del bilancio energetico di tutti gli Stati membri. Dovrebbe essere accordata priorità alle strategie che contribuiscono a migliorare il rendimento termico degli edifici durante il periodo estivo. A tal fine, occorrerebbe sviluppare maggiormente le tecniche di raffreddamento passivo, soprattutto quelle che contribuiscono a migliorare le condizioni climatiche interne e il microclima intorno agli edifici.

(28)  L'ispezione regolare, da parte di personale qualificato, degli impianti di riscaldamento e condizionamento contribuisce a garantire la corretta regolazione in base alle specifiche del prodotto e quindi un rendimento ottimale sotto il profilo ambientale, energetico e della sicurezza. È bene sottoporre l'intero impianto di riscaldamento e condizionamento ad una perizia indipendente a intervalli regolari nel suo ciclo di vita, in particolare prima della ║ sostituzione o di interventi di miglioramento. Al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi gravanti sui proprietari e sui locatari di edifici, gli Stati membri dovrebbero garantire che ogni attestato di certificazione energetica comprenda un'ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento e che, per quanto possibile, le ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento si svolgano contemporaneamente.

(29)  Un approccio comune in materia di certificazione energetica degli edifici e ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento, svolte da esperti qualificati e accreditati, la cui indipendenza deve essere garantita in base a criteri obiettivi, contribuirà alla creazione di un contesto omogeneo per le iniziative di risparmio energetico degli Stati membri nel settore edile e introdurrà un elemento di trasparenza sul mercato immobiliare comunitario, a beneficio dei potenziali acquirenti o locatari dell'immobile. Al fine di garantire la qualità della certificazione energetica e dell'ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento in tutta la Comunità, ogni Stato membro dovrebbe istituire un sistema di controllo indipendente.

(30)  Le autorità locali e regionali sono fondamentali per la corretta attuazione della presente direttiva. I loro rappresentanti dovrebbero essere consultati su ogni aspetto della sua attuazione a livello nazionale o regionale. I pianificatori locali e gli ispettori degli edifici dovrebbero ricevere orientamenti e risorse adeguati per svolgere le necessarie operazioni.

(31)  Qualora l'accesso alla professione di installatore o l'esercizio della stessa siano regolamentati, le precondizioni per il riconoscimento delle qualifiche professionali sono definite dalla direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, sul riconoscimento delle qualifiche professionali(11). La presente direttiva si applica pertanto fatta salva la direttiva 2005/36/CE. Anche se la direttiva 2005/36/CE fissa i requisiti per il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, in particolare per gli architetti, è tuttavia necessario assicurarsi che, nei loro piani e progetti, architetti e urbanisti prendano adeguatamente in considerazione tecnologie atte a garantire un rendimento energetico elevato. Gli Stati membri dovrebbero pertanto fornire orientamenti precisi. Ciò dovrebbe avvenire senza pregiudizio delle disposizioni della direttiva 2005/36/CE, in particolare degli articoli 46 e 49.

(32)  Le misure necessarie per l'esecuzione della presente direttiva dovrebbero essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(12).

(33)  In particolare, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare prescrizioni tecniche per adeguare al progresso tecnico determinate parti del quadro generale illustrato nell'allegato I, per definire un metodo comune di calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di rendimento energetico e per fissare una definizione di energia netta zero, tenendo conto delle normali condizioni climatiche regionali e delle modifiche previste in tali condizioni climatiche nel corso del tempo. Tali misure di portata generale e ║ intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, anche completandola con nuovi elementi non essenziali, devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

(34)  Dato che attualmente alle applicazioni per l'illuminazione è imputabile approssimativamente il 14% del consumo energetico nell'Unione europea e che sistemi di illuminazione all'avanguardia possono condurre a un risparmio di energia superiore all"80%, pur mantenendo condizioni di illuminazione conformi agli standard europei (un contributo poco sfruttato per consentire all'Unione europea di conseguire gli obiettivi del 2020), la Commissione dovrebbe prendere misure adeguate ai fini dell'adozione di una direttiva sulla progettazione dell'illuminazione a complemento delle misure e degli obiettivi definiti nella presente direttiva. Un maggiore rendimento energetico derivante da una migliore progettazione dell'illuminazione e dall'uso di fonti di luce energeticamente efficienti in conformità delle disposizioni della direttiva 2009/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia (rifusione)](13)relativa al consumo energetico dei prodotti è considerata un contributo significativo al miglioramento del rendimento energetico nell'edilizia.

(35)  Poiché, a causa della complessità del settore dell'edilizia e dell'incapacità dei mercati immobiliari nazionali di rispondere in modo adeguato alle sfide in materia di rendimento energetico, gli obiettivi di miglioramento del rendimento energetico negli edifici non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a causa delle loro dimensioni e degli effetti dell'azione in questione, essere ║ realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare disposizioni, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(36)  L'obbligo di recepire la presente direttiva nel diritto interno deve essere limitato alle disposizioni che costituiscono modificazioni sostanziali della direttiva precedente. L'obbligo di recepire le disposizioni immutate deriva dalla direttiva precedente.

(37)  La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione della direttiva indicati nell'allegato VI, parte B,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Oggetto

La presente direttiva promuove il miglioramento del rendimento energetico degli edifici nella Comunità, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni per quanto riguarda il clima degli ambienti interni e dei livelli ottimali, sotto il profilo dei costi, del rendimento energetico.

Le disposizioni in essa contenute riguardano:

   a) ▌ una metodologia per il calcolo del rendimento energetico integrato, dei componenti dell'edificio e dei sistemi tecnici per l'edilizia;
   b) l'applicazione di requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici di nuova costruzione e di loro parti;
   c) l'applicazione di requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici esistenti ▌ sottoposti a importanti ristrutturazioni, nonché dei componenti dell'edificio e dei sistemi tecnici per l'edilizia, ove essi siano sottoposti a sostituzione o miglioramento;
   d) i piani e gli obiettivi nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia netta zero;
   e) la certificazione energetica degli edifici o di loro parti;
   f) l'ispezione periodica degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria negli edifici;
   g) i sistemi di controllo indipendenti per gli attestati di certificazione energetica e i rapporti di ispezione;
   h) i requisiti di istruzione, formazione e reciproco riconoscimento tra Stati membri per i certificatori del rendimento energetico degli edifici e per gli ispettori dei sistemi di riscaldamento e condizionamento;
   i) i piani nazionali volti ad eliminare di ostacoli ai sensi della legislazione in materia di costruzione, affitto e conservazione del patrimonio e a creare incentivi finanziari.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:

   1) "edificio": una costruzione provvista di tetto e di muri, per la quale l'energia è utilizzata per il condizionamento del clima degli ambienti interni;
   2) "nuovo edificio": un edificio per il quale la relativa licenza di costruzione è ottenuta dopo l'entrata in vigore della presente direttiva;
   3) "parti di un edificio": gli appartamenti o le unità di un condominio destinate ad un uso distinto;
   4) "edificio a energia netta zero": un edificio in cui, grazie al suo elevato livello di efficienza energetica, il consumo complessivo annuo di energia primaria è pari o inferiore alla produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili in situ;
   5) "sistema tecnico per l'edilizia": apparecchio tecnico per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda, l'illuminazione e la produzione di elettricità, sistemi di misurazione, monitoraggio e controllo, o per una combinazione di tali funzioni;
   6) "rendimento energetico di un edificio": la quantità di energia, calcolata o misurata, necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico primario connesso ad un uso normale dell'edificio, espresso in kWh/mq all'anno compresa, in particolare, l'energia utilizzata per il riscaldamento, la produzione di acqua calda, il raffreddamento, la ventilazione, e l'illuminazione integrata, tenuto conto dei guadagni solari passivi, della protezione solare e dell'illuminazione naturale;
   7) "energia primaria": energia da fonti rinnovabili e non rinnovabili che non ha subito alcun processo di conversione o trasformazione;
   8) "energia da fonti rinnovabili": energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili quali energia eolica, solare, geotermica, aerotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;
   9) "involucro di un edificio": gli elementi integrati di un edificio che ne separano l'interno dall'ambiente esterno ▌;
   10) "componente dell'edificio": una parte singola di un edificio che influisce sul rendimento energetico di quest'ultimo e non rientra nella definizione di sistema tecnico per l'edilizia e che include le finestre, i sistemi di occultamento, le porte esterne, i muri, le fondamenta, la lastra di fondazione, il soffitto, il tetto e i sistemi di isolamento;
   11) "ristrutturazione importante": la ristrutturazione di un edificio quando:
   a) il costo complessivo della ristrutturazione per quanto riguarda l'involucro dell'edificio o i sistemi tecnici per l'edilizia supera il 20% del valore dell'edificio, nel qual caso il valore deve essere basato sugli attuali costi di costruzione nello Stato membro interessato, escluso il valore del terreno sul quale questo è situato, oppure
   b) la ristrutturazione riguarda più del 25% della superficie dell'involucro dell'edificio, con effetto diretto sul rendimento energetico dell'edificio;
   12) "norma europea": una norma adottata dal Comitato europeo di normazione, dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica e dall'Istituto europeo per le norme di telecomunicazione e resa disponibile per uso pubblico;
   13) "attestato del rendimento energetico": un documento riconosciuto dallo Stato membro o da una persona giuridica da esso designata, in cui figura il valore risultante dal calcolo del rendimento energetico di un edificio, o di sue parti, effettuato seguendo una metodologia comune adottata in conformità dell'articolo 3;
   14) "cogenerazione": la produzione simultanea, nell'ambito di un unico processo, di energia termica e di energia elettrica e/o meccanica;
   15) "livello ottimale in funzione dei costi": il livello in cui l'analisi costi/benefici calcolata sul ciclo di vita di un edificio è positiva, tenendo conto almeno dell'attuale valore netto dei costi di investimento, di manutenzione e di funzionamento (compresi i costi energetici), di manutenzione e degli eventuali utili derivanti dalla produzione di energia e degli eventuali costi di smaltimento;
   16) "sistema di condizionamento d'aria": il complesso dei componenti necessari per un sistema di trattamento dell'aria interna, compresa la ventilazione;
   17) "caldaia": il complesso bruciatore-focolare, che permette di trasferire a un liquido il calore prodotto dalla combustione;
   18) "potenza nominale utile": la potenza termica massima, espressa in kW, specificata e garantita dal costruttore come potenza che può essere sviluppata in regime di funzionamento continuo rispettando i rendimenti utili indicati dal costruttore;
   19) "pompa di calore": una macchina, un dispositivo/impianto che trasferisce calore dall'ambiente naturale quali l'aria, l'acqua o la terra verso edifici o applicazioni industriali, invertendo il flusso naturale del calore in modo tale che esso passi da una minore ad una maggiore temperatura. La quantità di energia ambientale catturata da pompe di calore che possa essere considerata energia rinnovabile ai fini della presente direttiva è quella stabilita ai sensi della direttiva 2009/28/CE;
   20) "povertà energetica": la situazione in cui una famiglia deve spendere più del 10% del proprio reddito per le bollette energetiche al fine di riscaldare la propria abitazione in modo accettabile sulla base dei livelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della Sanità;
   21) "sistema di illuminazione": la combinazione di componenti necessarie a fornire un determinato livello di luce;
   22) "sistema di riscaldamento o raffreddamento urbano": la distribuzione di energia termica sotto forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una fonte centrale di produzione verso una pluralità di edifici tramite una rete per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi o di processi o per la produzione di acqua calda;
   23) "progettazione dell'illuminazione": un sistema o un disegno che illustra nel dettaglio la configurazione e la distribuzione degli apparecchi per l'illuminazione, comprese le relative attrezzature di controllo.

Articolo 3

Adozione di una metodologia comune di calcolo del rendimento integrato degli edifici

1.  La Commissione, dopo aver consultato le parti interessate e in particolare i rappresentanti degli enti locali, regionali e nazionali, elabora, entro il 31 marzo 2010 una metodologia comune di calcolo del rendimento energetico degli edifici in conformità del quadro generale di cui all'allegato I.

Tali misure, di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva completandola, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

2.  Gli Stati membri applicano tale metodologia comune.

3.  Il rendimento energetico degli edifici è espresso in modo trasparente e comprende anche un indicatore della domanda di energia primaria.

Articolo 4

Fissazione di requisiti minimi di rendimento energetico

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che siano istituiti requisiti minimi di rendimento energetico per gli edifici esistenti, i componenti, i sistemi tecnici per l'edilizia e le loro parti, al fine di raggiungere perlomeno livelli ottimali in funzione dei costi, e che tali requisiti siano calcolati conformemente alla metodologia comune di cui all'articolo 3.

Nel fissare tali requisiti, gli Stati membri consultano le autorità pubbliche e altri soggetti interessati e possono distinguere tra gli edifici già esistenti e quelli di nuova costruzione, nonché tra diverse categorie di edifici.

Tali requisiti sono coerenti con le altre normative comunitarie applicabili e tengono conto delle condizioni generali del clima degli ambienti interni e delle condizioni di illuminazione interna ed esterna allo scopo di evitare eventuali effetti negativi quali una ventilazione inadeguata e un'illuminazione naturale inadeguata, nonché delle condizioni locali, dell'uso cui l'edificio è destinato e della sua età.

I requisiti sono riveduti a scadenze regolari che non devono superare i quattro anni e, se necessario, aggiornati in funzione dei progressi tecnici nel settore dell'edilizia.

Il disposto del presente articolo non osta a che gli Stati membri sostengano la costruzione di nuovi edifici, l'esecuzione di ristrutturazioni importanti o il miglioramento di componenti e sistemi tecnici che vanno oltre i requisiti minimi stabiliti dalla presente direttiva.

2.  Gli Stati membri possono decidere di non istituire o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di fabbricati:

   a) edifici ufficialmente protetti come patrimonio designato o in virtù del loro speciale valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di uno specifico requisito minimo di rendimento energetico implicherebbe un'alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto;
   b) edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose;
   c) fabbricati temporanei con un tempo di utilizzo previsto non inferiore a diciotto mesi,, siti industriali, officine ed edifici agricoli non residenziali a basso fabbisogno energetico, nonché edifici agricoli non residenziali utilizzati in un settore disciplinato da un accordo nazionale settoriale sul rendimento energetico;
   d) fabbricati indipendenti con una metratura utile totale inferiore a 50 m2.

3.  A decorrere dal 30 giugno 2012 gli Stati membri concedono incentivi solo per la costruzione o la sostanziale ristrutturazione di edifici o di loro parti, compresi i componenti degli edifici, il cui risultato sia perlomeno conforme ai requisiti minimi di rendimento energetico fissati in base ai risultati del calcolo di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

4.  Gli Stati membri sottopongono a revisione i loro requisiti minimi di rendimento energetico in conformità del paragrafo 1 e provvedono affinché tali requisiti perlomeno conformi ai risultati del calcolo di cui all'articolo 5, paragrafo 2 entro il 30 giugno 2015.

5.  Gli Stati membri prevedono sovvenzioni e consulenza tecnica per gli edifici o i centri storici affinché lancino programmi specifici di adeguamento all'efficienza energetica.

6.  I sistemi per la produzione di energia e le misure di isolamento situati nei centri storici sono oggetto di valutazioni dell'impatto visivo.

Articolo 5

Calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di rendimento energetico

1.  La Commissione, previa consultazione delle parti interessate e in particolare i rappresentanti degli enti locali, regionali e nazionali e sulla base dei principi di cui all'allegato IV, elabora, entro il 31 marzo 2010, un metodo comune per calcolare livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici o di loro parti. Tale metodo comune può riferirsi alle norme europee applicabili e:

   distingue tra edifici di nuova costruzione ed edifici esistenti e tra diverse categorie di edifici;
   rispecchia le diverse condizioni climatiche esistenti nei vari Stati membri e i probabili cambiamenti di tali condizioni per la durata dell'edificio in questione, e
   stabilisce ipotesi o metodi di calcolo comuni per i costi energetici.

La Commissione riesamina e, se necessario, aggiorna il metodo comparativo ogni cinque anni.

Tali misure, di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, completandola, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

2.  Gli Stati membri calcolano livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di rendimento energetico avvalendosi del metodo comune stabilito conformemente al paragrafo 1 e di parametri pertinenti, quali le condizioni climatiche ▌ .

Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutti i dati e le ipotesi utilizzati come base per il calcolo, nonché i risultati del calcolo stesso. I dati comunicati sono inclusi nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE. Tale relazione è trasmessa ogni tre anni alla Commissione. La prima relazione è trasmessa entro il 30 giugno 2011.

3.  La Commissione pubblica una relazione sui progressi compiuti dagli Stati membri nell'attuazione del presente articolo.

Articolo 6

Edifici di nuova costruzione

Gli Stati membri provvedono affinché gli edifici di nuova costruzione soddisfino i requisiti minimi di rendimento energetico fissati conformemente all'articolo 4 e alle disposizioni dell'articolo 9.

Per gli edifici di nuova costruzione gli Stati membri promuovono l'uso di sistemi alternativi ad alta efficienza. Questi sistemi alternativi possono includere, senza peraltro limitarsi ad essi:

   a) i sistemi di fornitura energetica decentrati basati su energie da fonti rinnovabili;
   b) la cogenerazione;
   c) i sistemi di riscaldamento e climatizzazione a distanza (complesso di edifici/condomini), se disponibili, in particolare quelli interamente o parzialmente basati sulle energie rinnovabili;
   d) le pompe di calore;
   e) le apparecchiature TIC per fini di monitoraggio e controllo.

Articolo 7

Edifici esistenti

Gli Stati membri provvedono affinché ║ il rendimento energetico degli edifici che subiscono ristrutturazioni importanti o dei componenti e sistemi tecnici per l'edilizia o loro parti messi a norma o sostituiti sia migliorato al fine di soddisfare almeno i requisiti minimi di rendimento energetico per quanto tecnicamente, funzionalmente ed economicamente fattibile. Gli Stati membri stabiliscono i requisiti minimi di rendimento energetico in conformità dell'articolo 4 tenendo conto del disposto dell'articolo 9. I requisiti sono fissati sia per i sistemi che per i componenti dell'edificio ristrutturati, allorché questi sono messi a norma o sostituiti, sia per l'insieme dell'edificio ristrutturato, nel caso di una ristrutturazione importante.

Gli Stati membri si adoperano affinché, per gli edifici oggetto di importanti ristrutturazioni, siano esaminati e presi in considerazione i seguenti sistemi alternativi ad elevata efficienza:

   a) sistemi di fornitura energetica decentrati basati su energie da fonti rinnovabili;
   b) cogenerazione;
   c) sistemi di riscaldamento e climatizzazione a distanza (complesso di edifici/condomini), se disponibili, in particolare quelli interamente o parzialmente basati sulle energie rinnovabili;
   d) pompe di calore;
   e) apparecchiature TIC per fini di monitoraggio e controllo.

Articolo 8

Sistemi tecnici e componenti per l'edilizia

1.  Gli Stati membri stabiliscono requisiti minimi di rendimento energetico per i componenti e sistemi tecnici per l'edilizia installati e messi in funzione negli edifici e che non sono disciplinati dalla direttiva 2009/…/CE [relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia] e relativi provvedimenti di attuazione. I requisiti riguardano i casi di nuova installazione, sostituzione o messa a norma di dispositivi operativi, sistemi tecnici e componenti per l'edilizia e di loro parti e si applicano nella misura in cui essi sono tecnicamente e funzionalmente fattibili.

I requisiti riguardano in particolare i seguenti componenti:

   a) caldaie, altri generatori o scambiatori di calore di impianti di riscaldamento, compresi i sistemi di riscaldamento e climatizzazione a distanza;
   b) scaldacqua in sistemi di produzione di acqua calda;
   c) unità centrali di condizionamento d'aria o generatori di freddo in impianti di condizionamento d'aria;
   d) sistemi di illuminazione installati;
   e) componenti per l'edilizia.

2.  I requisiti minimi di rendimento energetico fissati in conformità del paragrafo 1 sono conformi alle normative applicabili ai componenti dell'impianto e ai componenti per l'edilizia e sono basati su una corretta installazione di tali componenti e su una regolazione e un controllo adeguati dell'intero sistema. Nel caso dei sistemi tecnici per l'edilizia, detti requisiti garantiscono che essi siano adeguatamente tarati quando vengono messi in funzione, che negli impianti di riscaldamento ad acqua venga raggiunto un corretto equilibrio idraulico e che i componenti utilizzati siano di tipo e dimensioni adeguati tenuto conto dell'uso previsto del sistema tecnico per l'edilizia.

3.  In conformità dell'allegato I della direttiva 2009/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica](14), gli Stati membri provvedono affinché siano installati contatori intelligenti in tutti gli edifici di nuova costruzione e in tutti gli edifici oggetto di importanti ristrutturazioni e ogni volta che un contatore viene sostituito, e promuovono all'occorrenza l'installazione di sistemi di controllo attivo come i sistemi di automazione, controllo e monitoraggio.

Articolo 9

Edifici a consumo netto di energia nullo

1.  Gli Stati membri elaborano piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a consumo netto di energia nullo.

Gli Stati membri provvedono a che entro il 31 dicembre 2018 tutti gli edifici di nuova costruzione raggiungano l'obiettivo minimo di un consumo netto di energia nullo.

Gli Stati membri fissano obiettivi percentuali minimi per gli edifici a consumo netto di energia nullo, da raggiungere entro il 2015 e il 2020, rispettivamente, misurati in percentuale rispetto al numero totale di edifici e per la percentuale rispetto alla metratura utile ▌.

Obiettivi distinti sono fissati per:

   a) gli edifici residenziali di nuova costruzione e ristrutturati;
   b) gli edifici non residenziali di nuova costruzione e ristrutturati;
   c) gli edifici occupati da enti pubblici.

Gli Stati membri fissano ▌ obiettivi distinti per gli edifici nuovi e per quelli già esistenti di cui alla lettera c), che sono almeno tre anni prima dei rispettivi obiettivi fissati nel presente articolo, tenendo conto del ruolo esemplare che gli enti pubblici dovrebbero svolgere in materia di rendimento energetico degli edifici.

2.  Il piano nazionale di cui al paragrafo 1 è predisposto previa consultazione di tutti gli stakeholder interessati, fra cui le autorità locali e regionali e comprende in particolare i seguenti elementi:

   a) obiettivi intermedi corrispondenti alla percentuale ║ nel 2015 e nel 2020 rispettivamente, rispetto al numero totale di edifici e alla metratura utile totale;
   b) informazioni sulle disposizioni nazionali in relazione ai livelli minimi di energia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici oggetto di ristrutturazioni significative, ai sensi della direttiva 2009/28/CE e degli articoli 6 e 7 della presente direttiva;
   c) una sintesi di tutte le politiche e misure adottate per promuovere tali edifici e delle informazioni date in merito;
   d) programmi nazionali, regionali o locali per sostenere misure di promozione di tali edifici, quali incentivi fiscali, strumenti finanziari o aliquote IVA ridotte.

3.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il piano nazionale di cui al paragrafo 1 entro il 30 giugno 2011 e essi trasmettono ogni tre anni alla Commissione una relazione sull'attuazione del piano nazionale. Il piano nazionale e la relazione di attuazione sono inclusi nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE.

4.  Entro due mesi dalla comunicazione del piano nazionale da parte di uno Stato membro ai sensi del paragrafo 3, la Commissione, tenendo pienamente conto del principio di sussidiarietà, può respingere tale piano, o qualsiasi sua parte, adducendo il motivo che esso non rispetta tutti i requisiti di cui al presente articolo. In tale caso lo Stato membro interessato propone modifiche al piano in questione. Entro un mese dal ricevimento di tali proposte, la Commissione accetta il piano emendato o richiede ulteriori modifiche. La Commissione e lo Stato membro interessato adottano tutte le misure ragionevoli per raggiungere un accordo sul piano nazionale entro cinque mesi dalla data della comunicazione iniziale.

5.  La Commissione, sulla base della definizione di cui all'articolo 2, adotta una definizione particolareggiata comune degli edifici a consumo netto di energia nullo entro e non oltre il 31 dicembre 2010.

Tali misure, di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, completandola, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo cui all'articolo 22, paragrafo 2.

6.  Entro il 30 giugno 2012, e successivamente con periodicità triennale, la Commissione pubblica una relazione sui progressi realizzati dagli Stati membri per aumentare il numero di edifici a consumo netto di energia nullo. Sulla base di tale relazione la Commissione elabora un piano d'azione e, se necessario, propone misure intese ad aumentare il numero di tali edifici.

Articolo 10

Incentivi finanziari e barriere di mercato

1.  Entro il 30 giugno 2011 gli Stati membri predispongono piani nazionali corredati di proposte di interventi, per ottemperare agli obblighi contemplati nella presente direttiva mediante la riduzione degli ostacoli giuridici e di mercato attualmente esistenti, lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari e fiscali e il rafforzamento di quelli esistenti, al fine di aumentare l'efficienza energetica degli edifici di nuova costruzione e di quelli già costruiti.

Gli interventi proposti sono adeguati, efficaci, trasparenti e non discriminatori, favoriscono l'attuazione delle raccomandazioni contenute nell'attestato di certificazione energetica, mirano a incoraggiare decisi miglioramenti del rendimento energetico degli edifici che altrimenti non sarebbero stati economicamente fattibili, ed includono interventi a favore delle famiglie a rischio di povertà energetica.

Gli Stati membri pongono a raffronto i rispettivi strumenti finanziari e fiscali con quelli elencati nell'allegato V e, senza pregiudizio per la legislazione nazionale, danno attuazione ad almeno due delle misure contemplate in tale allegato.

2.  Gli Stati membri trasmettono i piani nazionali alla Commissione includendoli nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE e li aggiornano con periodicità triennale.

3.  Entro e non oltre il 30 giugno 2010 la Commissione, dopo una valutazione di impatto, presenta opportune proposte legislative per rafforzare gli attuali strumenti finanziari della Comunità e introdurne di nuovi, allo scopo di favorire l'attuazione delle presente direttiva.

Le proposte considerano i seguenti elementi:

   a) nel contesto della revisione del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale(15) per il prossimo periodo di programmazione, un significativo aumento del massimale della dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale che può essere utilizzato per sostenere l'efficienza energetica, compresi gli investimenti nel teleriscaldamento e nel teleraffreddamento e nelle energie rinnovabili collegate all'edilizia abitativa e una proroga dell'ammissibilità di tali progetti;
   b) uso di altri fondi comunitari per finanziare la ricerca/sviluppo, campagne di informazione o la formazione nel campo dell'efficienza energetica;
   c) istituzione, entro il 2020, di un Fondo per l'efficienza energetica alimentato da contributi a carico del bilancio comunitario, della Banca europea per gli investimenti e degli Stati membri, che funga da leva finanziaria per gli investimenti pubblici e privati nell'aumento dell'efficienza energetica degli edifici, inclusi quelli nel settore dell'impiego delle energie rinnovabili negli edifici o loro componenti. Tale Fondo per l'efficienza energetica è integrato nella programmazione di altri interventi di assistenza strutturale della Comunità. I criteri di allocazione delle risorse del fondo sono definiti in conformità con il regolamento del Consiglio (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione(16)e sono implementati entro e non oltre il 2014;
   d) aliquote ridotte dell'IVA per servizi e prodotti nel campo dell'efficienza energetica, incluso l'impiego delle energie rinnovabili negli edifici o loro componenti.

Articolo 11

Attestato di certificazione energetica

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per l'istituzione di un sistema di certificazione energetica degli edifici. L'attestato di certificazione energetica comprende il rendimento energetico di un edificio e valori di riferimento quali requisiti minimi di rendimento energetico che consentano ai proprietari o locatari dell'edificio, o di sue parti, di valutare ▌ il rendimento energetico dell'edificio stesso e di raffrontarlo facilmente con altri edifici residenziali o non residenziali. Per gli edifici non residenziali esso può includere, ove appropriato, la quantità di energia reale consumata annualmente come indicato all'allegato I.

Quando un edificio viene venduto o affittato prima di essere costruito, il venditore fornisce una precisa valutazione scritta del suo futuro rendimento energetico.

2.  L'attestato comprende raccomandazioni per l'ottimizzazione in termini di costi del rendimento energetico dell'edificio o di sue parti.

Le raccomandazioni che figurano nell'attestato di certificazione energetica riguardano:

   a) le misure attuate in occasione di una ristrutturazione importante dell'involucro di un edificio, inclusi i sistemi di isolamento, o dei sistemi tecnici per l'edilizia; ▌
   b) le misure attuate per singole parti o elementi di un edificio, a prescindere da ristrutturazioni importanti dell'involucro dell'edificio, inclusi i sistemi di isolamento, o dei sistemi tecnici per l'edilizia.

3.  Le raccomandazioni riportate nell'attestato di certificazione energetica devono essere tecnicamente fattibili per l'edificio considerato e recare informazioni chiare, che includano come minimo un'indicazione precisa del potenziale di risparmio energetico calcolato della misura in questione, il valore netto attuale e i costi di investimento per l'edificio o il tipo di edificio specifico. La valutazione dei costi è basata su una serie di condizioni standard, che includono almeno la valutazione del risparmio energetico, i prezzi dell'energia, gli incentivi fiscali e finanziari e i tassi di interesse per gli investimenti necessari per attuare le raccomandazioni.

4.  Gli Stati membri assicurano che le amministrazioni pubbliche e gli altri organismi che concedono finanziamenti per l'acquisto e la ristrutturazione di edifici tengano conto del rendimento energetico e delle raccomandazioni riportate negli attestati di certificazione energetica per determinare il livello e le condizioni degli incentivi finanziari, delle misure fiscali e dei crediti.

5.  L'attestato di certificazione energetica deve precisare se il proprietario o locatario può ottenere informazioni più particolareggiate sulle raccomandazioni formulate nel certificato. Esso reca inoltre informazioni sui provvedimenti da adottare per attuare le raccomandazioni, sugli incentivi fiscali e finanziari e sulle possibilità di finanziamento disponibili.

6.  Le amministrazioni pubbliche, tenendo conto del ruolo di guida che gli enti pubblici dovrebbero svolgere in materia di rendimento energetico degli edifici, danno attuazione alle raccomandazioni riportate nell'attestato di certificazione energetica rilasciato per gli edifici da esse occupati, entro il suo periodo di validità.

7.  La certificazione per gli appartamenti o le unità di un condominio destinate ad un uso distinto può fondarsi:

   a) su una certificazione comune dell'intero edificio per i condomini dotati di un impianto termico comune ovvero
   b) sulla valutazione del rendimento energetico di tale appartamento o unità.

8.  La certificazione delle abitazioni monofamiliari può fondarsi sulla valutazione di un altro edificio rappresentativo che sia simile per struttura, dimensione e rendimento energetico effettivo, sempre che l'esperto che rilascia l'attestato sia in grado di garantire tale corrispondenza.

9.  La validità dell'attestato di rendimento energetico è di dieci anni al massimo.

10.  La Commissione adotta, entro il 30 giugno 2010, orientamenti che precisino gli standard minimi relativi al contenuto, alla lingua e alla presentazione degli attestati di certificazione energetica.

Tale misura intesa a modificare elementi non essenziali della presente direttiva è adottata secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

11.  Ogni Stato membro riconosce gli attestati rilasciati da un altro Stato membro in conformità di tali orientamenti e non limita la libertà di prestare servizi finanziari per motivi legati a un attestato rilasciato da un diverso Stato membro.

12.  Entro il 2011, sulla base delle informazioni pervenute dagli Stati membri e in consultazione con i settori interessati, la Commissione adotta un sistema comune volontario a livello di Unione europea per la certificazione del rendimento energetico degli edifici non residenziali.

Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali di tale direttiva, anche completandola, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Entro il 2012, gli Stati membri nei rispettivi territori il sistema di certificazione volontario a livello di Unione europea di cui al primo comma, che verrà affiancato ai sistemi di certificazione nazionali.

Articolo 12

Rilascio dell'attestato di certificazione energetica

1.  Gli Stati membri provvedono affinché un attestato di certificazione energetica sia rilasciato per gli edifici, o per loro parti, costruiti, venduti o affittati e per gli edifici frequentemente visitati dal pubblico con una metratura utile totale di oltre 250 m2 e per gli edifici occupati da enti pubblici.

2.  Gli Stati membri dispongono che, in caso di costruzione di un edificio o di sue parti, l'attestato di certificazione energetica sia trasmesso al proprietario dal venditore o dall'esperto indipendente di cui all'articolo 17, che rilascia il certificato ║.

3.  Gli Stati membri dispongono che, in caso di vendita di un edificio o di sue parti, l'indicatore numerico di rendimento energetico che figura nell'attestato di certificazione energetica sia riportato in tutti gli annunci di vendita dell'edificio o di sue parti e che l'attestato stesso sia presentato al potenziale acquirente.

L'attestato di certificazione energetica è trasmesso dal venditore all'acquirente al più tardi alla conclusione del contratto di vendita.

4.  Gli Stati membri dispongono che, in caso di locazione di un edificio o di sue parti, l'indicatore numerico di rendimento energetico che figura nell'attestato di certificazione energetica sia riportato in tutti gli annunci di locazione dell'edificio o di sue parti e che l'attestato stesso sia presentato al potenziale locatario.

L'attestato di certificazione energetica è trasmesso dal proprietario al locatario al più tardi alla conclusione del contratto di locazione.

5.  Il proprietario di un edificio può chiedere in qualunque momento a un perito accreditato di produrre, ricalcolare e aggiornare un attestato di certificazione energetica, indipendentemente dal fatto che l'edificio sia in costruzione, in corso di rinnovo, in affitto o venduto.

6.  Gli Stati membri possono escludere le categorie di edifici di cui all'articolo 4, paragrafo2, dall'applicazione dei paragrafi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo.

Articolo 13

Affissione dell'attestato di certificazione energetica

Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che negli edifici occupati da amministrazioni pubbliche o negli edifici con una metratura utile totale di oltre 250 m2 frequentemente visitati dal pubblico l'attestato di certificazione energetica sia affisso in un luogo chiaramente visibile per il pubblico.

Articolo 14

Ispezione degli impianti di riscaldamento

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento dotati di caldaie che utilizzano combustibile liquido o solido non rinnovabile e aventi una potenza nominale utile superiore a 20 kW. Tali ispezioni includono una valutazione del rendimento della caldaia e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno termico dell'edificio. Gli Stati membri possono sospendere tali ispezioni in presenza di un sistema di monitoraggio e controllo elettronico.

2.  Gli Stati membri possono fissare frequenze di ispezione diverse in funzione del tipo e della potenza nominale utile della caldaia dell'impianto di riscaldamento. Tali frequenze sono fissate dagli Stati membri tenendo conto dei costi che comporta l'ispezione dell'impianto di riscaldamento e del risparmio energetico previsto che potrebbe derivarne.

3.  Gli impianti di riscaldamento dotati di caldaie la cui potenza nominale utile è superiore a 100 kW sono ispezionati almeno ogni due anni.

Per le caldaie a gas, questo periodo può essere esteso a quattro anni.

4.  In deroga ai paragrafi 1, 2 e 3 gli Stati membri possono decidere di adottare provvedimenti atti ad assicurare che sia fornita agli utenti una consulenza in merito alla sostituzione delle caldaie, ad altre modifiche dell'impianto di riscaldamento o a soluzioni alternative al fine di valutare l'efficienza e il corretto dimensionamento della caldaia. L'impatto globale di tale approccio deve essere equipollente a quello di cui ai paragrafi 1, 2 e 3.

Gli Stati membri che decidono di applicare le misure di cui al primo comma presentano alla Commissione, al più tardi entro il 30 giugno 2011, una relazione sull'equipollenza tra tali misure e le misure previste ai paragrafi 1, 2 e 3. La relazione suddetta è trasmessa alla Commissione ogni tre anni. Essa può essere inclusa nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE.

Qualora la Commissione ritenga che la relazione da parte degli Stati membri di cui al secondo comma non dimostri l'equivalenza di una misura di cui al primo comma, essa può, entro sei mesi dal ricevimento della relazione, chiedere che lo Stato membro fornisca prove ulteriori o attui specifiche misure supplementari. Qualora, entro un anno dalla presentazione di tale richiesta, la Commissione non sia soddisfatta delle prove fornite o delle misure supplementari attuate, può revocare la deroga.

Articolo 15

Ispezione degli impianti di condizionamento d'aria

1.  Gli Stati membri stabiliscono le misure necessarie affinché gli impianti di condizionamento d'aria e ventilazione, nonché le pompe di calore reversibili la cui potenza nominale utile è superiore a 5 kW vengano periodicamente ispezionati. L'ispezione contempla una valutazione dell'efficienza dell'impianto di condizionamento e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno di raffreddamento dell'edificio. L'ispezione dei sistemi di ventilazione comprende un'analisi dei flussi d'aria.

Gli Stati membri possono sospendere tali ispezioni in presenza di un sistema di controllo elettronico che consenta il monitoraggio a distanza dell'efficienza e della sicurezza dei sistemi.

2.  Gli Stati membri possono fissare frequenze di ispezione diverse in funzione del tipo e della potenza nominale utile dell'impianto di condizionamento d'aria, dell'impianto di ventilazione o della pompa di calore reversibile. Tali frequenze sono fissate dagli Stati membri tenendo conto dei costi di ispezione e del risparmio energetico previsto che potrebbe derivarne.

3.  Nel definire le misure di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri garantiscono, per quanto economicamente e tecnicamente fattibile, che le ispezioni siano eseguite conformemente a quanto previsto per le ispezioni in materia di impianti di riscaldamento ed altri sistemi tecnici di cui all'articolo 14 della presente direttiva e per le ispezioni in materia di perdite di cui al regolamento (CE) n. 842/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, su taluni gas fluorurati ad effetto serra(17).

4.  In deroga ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri possono adottare misure atte ad assicurare che sia fornita agli utenti una consulenza in merito alla sostituzione degli impianti di condizionamento d'aria o ad altre modifiche degli stessi, che possono includere ispezioni per valutare l'efficienza e il corretto dimensionamento dell'impianto di condizionamento d'aria. L'impatto globale di tale approccio deve essere equivalente a quello di cui ai paragrafi 1 e 2.

Gli Stati membri che decidono di applicare le misure di cui al primo comma presentano alla Commissione, entro il 30 giugno 2011, una relazione sull'equivalenza tra tali misure e le misure previste ai paragrafi 1 e 2. La relazione suddetta è trasmessa alla Commissione ogni tre anni. Essa può essere inclusa nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE.

Qualora la Commissione ritenga che la relazione presentata dagli Stati membri di cui al secondo comma non dimostri l'equivalenza di una misura di cui al primo comma, essa può, entro sei mesi dal ricevimento della relazione, chiedere che lo Stato membro fornisca prove ulteriori o attui specifiche misure supplementari. Se, entro un anno dalla presentazione di tale richiesta, la Commissione non sia soddisfatta delle prove fornite o delle misure supplementari attuate, può revocare la deroga.

Articolo 16

Rapporti di ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria

1.  Il presente articolo si applica ai rapporti di ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria.

2.  Un rapporto di ispezione è elaborato a scadenze regolari per ogni impianto ispezionato. Il rapporto comprende i seguenti elementi:

  a) un raffronto del rendimento energetico dell'impianto ispezionato con quello
   i) del migliore impianto disponibile realizzabile; e
   ii) di un impianto di tipo analogo in cui tutti i componenti presentano il livello di rendimento energetico richiesto dalla normativa applicabile;
   b) le raccomandazioni per migliorare, con interventi efficaci rispetto ai costi, il rendimento energetico dell'impianto dell'edificio o di parti dell'edificio.

Le raccomandazioni di cui alla lettera b) devono riferirsi in modo specifico all'impianto considerato e comprendere informazioni chiare sul loro rapporto costo-efficacia. La valutazione del rapporto costo-efficacia deve essere basata su una serie di condizioni standard, quali la valutazione del risparmio energetico, i prezzi dell'energia e i tassi di interesse per gli investimenti.

3.  Il rapporto di ispezione è trasmesso dall'ispettore al proprietario o locatario dell'edificio.

Articolo 17

Esperti indipendenti

1.  Gli Stati membri si assicurano che la certificazione energetica degli edifici e l'ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria vengano effettuate in maniera indipendente da periti qualificati e riconosciuti, operanti come lavoratori autonomi o come dipendenti di enti pubblici o di organismi privati.

Il riconoscimento dei periti è effettuato tenendo conto della loro competenza e indipendenza.

2.  Gli Stati membri garantiscono il reciproco riconoscimento delle qualifiche e dell'accreditamento nazionali.

3.  Entro il 2011 la Commissione fissa linee guida, tra cui raccomandazioni in materia di standard minimi per la formazione regolare dei periti.

Tale misura intesa a modificare elementi non essenziali della presente direttiva è adottata secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

4.  Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico le informazioni concernenti la formazione e l'accreditamento. Gli Stati membri istituiscono un registro di periti qualificati ed accreditati liberamente consultabile.

Articolo 18

Sistema di controllo indipendente

1.  Gli Stati membri provvedono affinché sia istituito un sistema di controllo indipendente in conformità dell'allegato II per gli attestati di certificazione energetica e i rapporti di ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria. Gli Stati membri istituiscono meccanismi di enforcement distinti per le organizzazioni responsabili per l'enforcement dei certificati di rendimento energetico e per i rapporti di ispezione degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d'aria.

2.  Gli Stati membri possono delegare l'attuazione del sistema di controllo indipendente purché gli Stati membri assicurino che il sistema di controllo indipendente sia attuato in conformità dell'allegato II.

3.  Gli Stati membri dispongono che gli attestati di certificazione energetica e i rapporti di ispezione di cui al paragrafo 1 siano registrati o messi a disposizione delle autorità competenti o degli organismi da queste incaricati dell'attuazione del sistema di controllo indipendente che ne facciano richiesta.

Articolo 19

Revisione

La Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 22, valuta la presente direttiva e ne considera la revisione entro il 2015, alla luce dell'esperienza acquisita e dei progressi compiuti nel corso della sua applicazione e, se necessario, presenta proposte concernenti tra l'altro:

   a) metodi per valutare il rendimento energetico degli edifici in funzione del consumo di energia primaria e delle emissioni di biossido di carbonio;
   b) incentivi generali a favore di misure di rendimento energetico negli edifici;
   c) l'istituzione di un obbligo a livello comunitario che preveda l'obbligo del consumo netto di energia nullo per gli edifici esistenti.

Articolo 20

Informazione

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per informare i proprietari e i locatari di edifici o di loro parti sui diversi metodi e sulle diverse prassi che contribuiscono a migliorare il rendimento energetico.

2.  In particolare, gli Stati membri forniscono ai proprietari o locatari di edifici informazioni sugli attestati di rendimento energetico e sui rapporti di ispezione, anche per quanto riguarda le loro finalità e i loro obiettivi, sulle misure atte a migliorare il rendimento energetico degli edifici in modo economicamente conveniente e sulle conseguenze finanziarie che la mancata adozione di tali misure comporterebbe a medio e lungo termine nonché sugli strumenti finanziari all'uopo disponibili. Le campagne di informazione sono intese a incoraggiare i proprietari e i locatari ad attenersi almeno ai requisiti minimi di cui agli articoli 4 e 9.

Su richiesta, la Commissione assiste gli Stati membri nella realizzazione di campagne di informazione ai fini del paragrafo 1 e del primo comma del presente paragrafo, che possono essere oggetto di programmi comunitari.

3.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità locali e regionali siano coinvolte nello sviluppo di programmi di informazione, formazione e sensibilizzazione.

4.  Gli Stati membri garantiscono altresì, in cooperazione con le autorità locali e regionali, consulenza e formazione adeguate per i responsabili dell'attuazione della presente direttiva mediante la pianificazione e l'applicazione effettiva delle norme edilizie. Le iniziative di consulenza e formazione pongono in particolare l'accento sull'importanza di migliorare il rendimento energetico e permettono di valutare la combinazione ottimale di miglioramenti in materia di efficienza energetica, di impiego di energie rinnovabili e di utilizzo di sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento urbano in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree industriali o residenziali.

5.  I proprietari e i locatari di edifici commerciali sono tenuti a scambiarsi informazioni sul consumo effettivo di energia.

6.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione informazioni in materia di:

   a) regimi di sostegno a livello nazionale, regionale e locale per la promozione dell'efficienza energetica e l'uso di energia da fonti rinnovabili negli edifici;
   b) la quota di energia da fonti rinnovabili utilizzata nel settore edilizio a livello nazionale e regionale, comprese le informazioni specifiche sulla eventuale provenienza delle energie rinnovabili da impianti in loco, tele-riscaldamento e -raffreddamento urbani o cogenerazione.

Tali informazioni sono incluse nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE.

7.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per formare un maggior numero di installatori e per garantire una formazione a un livello di competenze più elevato per l'installazione e l'integrazione delle tecnologie energeticamente efficienti e rinnovabili necessarie, per consentir loro di svolgere il ruolo chiave ad essi spettante ai fini del miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici.

8.  Entro il 2010, la Commissione istituisce un sito web contenente le seguenti informazioni:

   a) la versione più recente dei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE;
   b) informazioni sulle misure attualmente in vigore a livello comunitario per migliorare l'efficienza energetica degli edifici, inclusi gli strumenti finanziari o fiscali applicabili e i particolari relativi alle richieste da presentare e agli indirizzi da contattare;
   c) informazioni sui piani d'azione nazionali e sulle misure nazionali, regionali e locali attualmente in vigore in ciascuno Stato membro per migliorare il rendimento energetico degli edifici, inclusi gli strumenti finanziari o fiscali applicabili e i particolari relativi alle richieste da presentare e agli indirizzi da contattare;
   d) esempi di migliori prassi a livello nazionale, regionale e locale sul miglioramento del rendimento energetico degli edifici.

Le informazioni di cui al primo comma sono presentate in un formato facilmente accessibile e comprensibile da parte di locatari, proprietari e imprese di tutti gli Stati membri nonché dalle autorità locali, regionali e nazionali. Esse sono presentate in una forma tale da aiutare le persone e i soggetti di cui sopra ad accedere facilmente all'assistenza messa a loro disposizione per migliorare il rendimento energetico degli edifici e per confrontare gli interventi di assistenza posti in essere nei diversi Stati membri.

Articolo 21

Adeguamento dell'allegato I al progresso tecnico

La Commissione adegua al progresso tecnico i punti 3 e 4 dell'allegato I .

Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Articolo 22

Procedura di comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Articolo 23

Sanzioni

Gli Stati membri stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate in forza della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie a garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2010 e la informano senza indugio di eventuali successive modifiche delle stesse. Gli Stati membri forniscono la prova dell'efficacia delle norme relative alle sanzioni nei piani d'azione in materia di efficienza energetica di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2006/32/CE.

Articolo 24

Recepimento

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2010, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 2 a 18, 20 e 23 e agli allegati I e II della presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola da cui risulti la concordanza tra queste ultime e quelle della presente direttiva.

Gli Stati membri applicano le disposizioni relative agli articoli 2, 3, 9, da 11 a 13, 17, 18, 20 e 23 al più tardi a decorrere dal 31 dicembre 2010.

Gli Stati membri applicano le disposizioni relative agli articoli da 4 a 8, da 14 a 16, e 18 sono applicate al più tardi a decorrere dal 31 dicembre 2010 agli edifici occupati da enti pubblici e a decorrere dal 31 gennaio 2012 agli altri edifici.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l'indicazione che i riferimenti alla direttiva abrogata dalla presente direttiva, contenuti nelle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti, devono essere intesi come riferimenti fatti alla presente direttiva. Le modalità di detto riferimento nonché la forma redazionale di detta indicazione sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 25

Abrogazione

La direttiva 2002/91/CE, modificata dal regolamento indicato nell'allegato III, parte A, è abrogata con effetto dal 1º febbraio 2012, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini per il recepimento nell'ordinamento nazionale e l'applicazione della direttiva indicati nell'allegato VI, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato VI.

Articolo 26

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Articolo 27

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto ║

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO I

Quadro generale per il calcolo del rendimento energetico degli edifici (di cui all' articolo 3)

1.  Il rendimento energetico di un edificio è determinato sulla base della quantità di energia primaria, reale o calcolata, consumata annualmente per soddisfare i vari bisogni connessi con un uso normale dell'edificio e corrisponde al fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffreddamento (energia necessaria per evitare un surriscaldamento) atto a mantenere la temperatura desiderata dell'edificio. I consumi sono eventualmente compensati dall'energia prodotta in loco da fonti di energia rinnovabile.

2.  Il rendimento energetico degli edifici è espresso in modo chiaro e comprende anche un indicatore numerico ▌ del consumo di energia primaria, espresso in kWh/m2 all'anno.

Il metodo di calcolo del rendimento energetico degli edifici tiene conto delle norme europee e della pertinente legislazione comunitaria, compresa la direttiva 2009/28/CE.

In fase di valutazione del rendimento energetico dell'impiego di energia elettrica in un edificio, il fattore di conversione dell'energia finale in energia primaria tiene conto della media annua ponderata del pertinente mix di combustibili usato per la produzione di energia elettrica.

3.  Ai fini della determinazione del metodo di calcolo si deve tener conto almeno dei seguenti aspetti:

  a) le seguenti caratteristiche termiche effettive dell'edificio, comprese le sue divisioni interne
   i) capacità termica;
   ii) isolamento ottenuto con i materiali a minore conducibilità termica disponibili;
   iii) riscaldamento passivo;
   iv) elementi di raffreddamento; e
   v) ponti termici;
   b) impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda, comprese le relative caratteristiche di isolamento;
   c) impianti di condizionamento d'aria, compresi i sistemi di raffreddamento;
   d) ventilazione naturale e meccanica, compresa eventualmente l'ermeticità all'aria;
   e) sistemi di illuminazione incorporati risultanti da una progettazione dell'illuminazione che tenga conto dei livelli di illuminazione adeguati alle attività svolte in un ambiente, della presenza di persone, della disponibilità di un livello adeguato di luce naturale, dell'adozione di gradi di illuminazione che rispettino le diverse attività e del fatto se l'impianto è destinato al settore residenziale o non residenziale ▌;
   f) progettazione, posizione e orientamento degli edifici, compreso il clima esterno;
   g) sistemi solari passivi e protezione solare;
   h) qualità climatica interna, incluso il clima degli ambienti interni progettato;
   i) carichi interni.

4.  Il calcolo deve tener conto, se del caso, dei vantaggi insiti nelle seguenti opzioni:

   a) condizioni locali di esposizione al sole, sistemi solari attivi ed altri impianti di generazione di calore ed elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili;
   b) sistemi di cogenerazione dell'elettricità;
   c) sistemi di riscaldamento e condizionamento a distanza (complesso di edifici/condomini);
   d) illuminazione naturale.

5.  Ai fini del calcolo è necessario classificare adeguatamente gli edifici secondo le seguenti categorie:

   a) abitazioni monofamiliari di diverso tipo;
   b) condomini (di appartamenti);
   c) uffici;
   d) strutture scolastiche;
   e) ospedali;
   f) alberghi e ristoranti;
   g) impianti sportivi;
   h) esercizi commerciali per la vendita all'ingrosso o al dettaglio;
   i) edifici logistici e per la vendita all'ingrosso;
   j) altri tipi di fabbricati impieganti energia.

ALLEGATO II

Sistemi di controllo indipendenti per gli attestati di certificazione energetica e i rapporti di ispezione

1.  Le autorità competenti o gli organismi da queste delegati per l'attuazione del sistema di controllo indipendente selezionano in modo casuale e sottopongono a verifica almeno lo 0,5% di tutti gli attestati di rendimento energetico rilasciati da ciascun perito nel corso di un anno. Qualora un perito indipendente rilasci un numero troppo basso di certificati, le autorità o gli organismi competenti selezionano in modo causale almeno un certificato e lo sottopongono a verifica. La verifica è effettuata ad uno dei tre livelli di seguito indicati (ciascun livello di verifica è applicato almeno per una percentuale statisticamente significativa degli attestati selezionati):

   a) controllo della validità dei dati utilizzati ai fini della certificazione energetica dell'edificio e dei risultati riportati nell'attestato;
   b) controllo dei dati e verifica dei risultati riportati nell'attestato, comprese le raccomandazioni formulate;
   c) controllo esaustivo dei dati utilizzati ai fini della certificazione energetica dell'edificio, verifica esaustiva dei risultati indicati nell'attestato, comprese le raccomandazioni formulate, e visita in loco dell'edificio per verificare la corrispondenza tra le specifiche riportate nell'attestato di certificazione energetica e l'edificio certificato.

2.  Se da tali controlli si evince il mancato rispetto delle norme, le autorità o gli organismi competenti selezionano in modo casuale cinque ulteriori certificati rilasciati dallo stesso perito e li sottopongono a verifica. Le autorità o gli organismi competenti impongono sanzioni al perito qualora i controlli aggiuntivi dimostrino che le norme non sono state rispettate; le violazioni più gravi possono essere perseguite con il ritiro dell'accreditamento del perito.

3.  Le autorità competenti o gli organismi da queste delegati per l'attuazione del sistema di controllo indipendente selezionano in modo casuale e sottopongono a verifica almeno lo 0,1% di tutti i rapporti di ispezione rilasciati da ciascun perito nel corso di un anno. Qualora un perito indipendente presenti un numero troppo basso di relazioni di ispezione, le autorità o gli organismi competenti selezionano in modo causale almeno una relazione di ispezione e la sottopongono a verifica. La verifica è effettuata ad uno dei tre livelli di seguito indicati (ciascun livello di verifica è applicato almeno per una percentuale statisticamente significativa dei rapporti di ispezione selezionati):

   a) controllo della validità dei dati utilizzati per la stesura del rapporto di ispezione relativo al sistema tecnico per l'edilizia e verifica dei risultati riportati nel rapporto medesimo;
   b) controllo dei dati e verifica dei risultati riportati nel rapporto di ispezione, comprese le raccomandazioni formulate;
   c) controllo esaustivo dei dati utilizzati per la stesura del rapporto di ispezione relativo al sistema tecnico per l'edilizia, verifica esaustiva dei risultati riportati nel rapporto di ispezione, comprese le raccomandazioni formulate, e visita in loco dell'edificio per verificare la corrispondenza tra le specifiche riportate nel rapporto di ispezione e il sistema tecnico per l'edilizia sottoposto ad ispezione.

4.  Se da tali controlli si evince il mancato rispetto delle norme, le autorità o gli organismi competenti selezionano in modo casuale cinque ulteriori rapporti di ispezione presentati dallo stesso perito e li sottopongono a verifica. Le autorità o gli organismi competenti impongono sanzioni al perito qualora i controlli aggiuntivi dimostrino che le norme non sono state rispettate; le violazioni più gravi possono essere perseguite con il ritiro dell'accreditamento del perito.

ALLEGATO III

Parte A

Direttiva abrogata e modifica successiva

(di cui all'articolo 25)

Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

(GU L 1 del 4.1.2003, pag. 65)

Regolamento (CE) n. 1137/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio

(GU L 311 del 21.11.2008, pag. 1)

unicamente il punto 9.9 dell'allegato

Parte B

Termini per il recepimento nell'ordinamento nazionale e l'applicazione

(di cui all'articolo 25)

Direttiva

Termine di recepimento

Data di applicazione

2002/91/CE

4 gennaio 2006

4 gennaio 2009 unicamente per gli articoli 7, 8 e 9

ALLEGATO IV

Principi per un metodo comune di calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi

In sede di definizione di una metodologia comune di calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi la Commissione prende in considerazione almeno i seguenti principi:

   definire edifici di riferimento caratterizzati dalla loro funzionalità e posizione geografica, comprese le condizioni climatiche interne ed esterne, e rappresentativi di dette caratteristiche. Gli edifici di riferimento includono edifici residenziali e non residenziali, sia nuovi che già esistenti;
   definire pacchetti tecnici (ad esempio, isolamento dell'involucro dell'edificio o di alcune sue parti, o sistemi tecnici più efficienti dal punto di vista energetico) di misure di efficienza e approvvigionamento energetici da sottoporre a valutazione;
   definire pacchetti tecnici completi volti a realizzare edifici a consumo netto di energia nullo;
   valutare il fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffreddamento, l'energia fornita, l'energia rinnovabile prodotta in loco, l'energia primaria consumata e le emissioni di CO2 degli edifici di riferimento (compresi i pacchetti tecnici definiti e applicati);
   valutare i corrispondenti costi di investimento connessi al settore energetico, i costi dell'energia e altri costi di gestione dei pacchetti tecnici applicati agli edifici di riferimento, sia dalla prospettiva della società che dalla prospettiva del proprietario o dell'investitore;
   valutare i costi relativi alla manodopera regionale/locale, compresi i materiali;

Attraverso il calcolo dei costi del ciclo di vita di un edificio sulla base dei pacchetti tecnici di misure applicati a un edificio di riferimento e il confronto di detti costi con il rendimento energetico e le emissioni di CO2, si ricava l'efficienza in termini di costi dei vari livelli di requisiti minimi di rendimento energetico.

ALLEGATO V

Strumenti finanziari destinati a migliorare il rendimento energetico degli edifici

Fatta salva la legislazione nazionale, gli Stati membri attuano almeno due fra i seguenti strumenti finanziari:

   a) riduzioni IVA per il risparmio energetico, l'alto rendimento energetico e i beni e servizi basati sulle energie rinnovabili;
   b) altre riduzioni fiscali per i beni e servizi basati sul risparmio energetico o gli edifici efficienti sotto il profilo energetico, incluse le riduzioni sulle imposte sul reddito o sugli immobili;
   c) sovvenzioni dirette;
   d) prestiti a tassi d'interesse sovvenzionati o a tasso agevolato;
   e) programmi di aiuti;
   f) programmi di garanzia dei prestiti;
   g) obblighi per o accordi con i fornitori di energia per fornire assistenza finanziaria a tutte le categorie di consumatori.

ALLEGATO VI

Tavola di concordanza

Direttiva 2002/91/CE

Presente direttiva

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 2, frase introduttiva

Articolo 2, frase introduttiva

Articolo 2, punto 1)

Articolo 2, punto 1)

-

Articolo 2, punto 5)

Articolo 2, punto 2)

Articolo 2, punto 6) e allegato I

-

Articolo 2, punti 7), 9), 11) e 12)

Articolo 2, punto 3)

Articolo 2, punto 13)

Articolo 2, punto 4)

Articolo 2, punto 14)

-

Articolo 2, punto 15)

Articolo 2, punto 5)

Articolo 2, punto 16)

Articolo 2, punto 6)

Articolo 2, punto 17)

Articolo 2, punto 7)

Articolo 2, punto 18)

Articolo 2, punto 8)

Articolo 2, punto 19)

Articolo 3

Articolo 20 e allegato I

Articolo 4, paragrafo 1

Articolo 4, paragrafo 1

Articolo 4, paragrafo 2

-

Articolo 4, paragrafo 3

Articolo 4, paragrafo 2

-

Articolo 4, paragrafo 3

-

Articolo 4, paragrafo 4

-

Articolo 5

Articolo 5

Articolo 6, paragrafo 1

-

Articolo 6

Articolo 7

-

Articolo 8

-

Articolo 9

Articolo 7, paragrafo 1

Articolo 11, paragrafo 7, articolo 12, paragrafi 1, 2, 3, 5 e 6

Articolo 7, paragrafo 2

Articolo 11, paragrafi 1 e 2

Articolo 7, paragrafo 3

Articolo 13

-

Articolo 12, paragrafi 4, 7 e 8

Articolo 8, frase introduttiva

Articolo 14, frase introduttiva

Articolo 8, lettera a)

Articolo 14, paragrafi 1 e 3

-

Articolo 14, paragrafo 2

Articolo 8, lettera b)

Articolo 14, paragrafo 4

Articolo 9

Articolo 15, paragrafo 1

-

Articolo 15, paragrafo 2

-

Articolo 16

Articolo 10

Articolo 17

-

Articolo 18

Articolo 11, frase introduttiva

Articolo 19, frase introduttiva

Articolo 11, lettera a)

-

-

Articolo 19, lettera a)

Articolo 11, lettera b)

Articolo 19, lettera b)

Articolo 12

Articolo 20

Articolo 13

Articolo 21

Articolo 14, paragrafo 1

Articolo 22, paragrafo 1

Articolo 14, paragrafo 2

Articolo 22, paragrafo 2

-

Articolo 23

Articolo 15, paragrafo 1

Articolo 24, paragrafi 1 e 2

Articolo 15, paragrafo 2

-

-

Articolo 25

Articolo 16

Articolo 26

Articolo 17

Articolo 27

Allegato

Allegato I

-

Allegati da II a VI

(1)· GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.
(2) Parere del 13 maggio 2009 (non ancora pubblicato nella GU).
(3) Parere del 21 aprile 2009 (non ancora pubblicato nella GU).
(4) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(5) GU L 1 del 4.1.2003, pag. 65.
(6) Cfr. Allegato VI, parte A.
(7) Testi approvati, P6_TA(2009)0038
(8) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.
(9) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
(10) GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.
(11) GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22.
(12) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(13) GU L ... (COD(2008)0151).
(14) GU L ... (COD(2007)0195).
(15) GU L 210 del 31.7.2006, pag. 1.
(16) GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.
(17) GU L 161 del 14.6.2006, pag. 1.


Agenzie di rating del credito ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle agenzie di rating del credito (COM(2008)0704 – C6-0397/2008 – 2008/0217(COD))
P6_TA(2009)0279A6-0191/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   viste la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0704),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0397/2008),

–   visto l'impegno preso dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 23 aprile 2009, di adottare la proposta quale emendata, in conformità dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma, primo trattino, del trattato CE,

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione giuridica (A6-0191/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle agenzie di rating del credito

P6_TC1-COD(2008)0217


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento in prima lettura corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (CE) n. ...)


Diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori (COM(2008)0816 – C6-0476/2008 – 2008/0246(COD))
P6_TA(2009)0280A6-0209/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0816),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 71, paragrafo 1, e l'articolo 80, paragrafo 2, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0476/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione giuridica (A6-0209/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori

P6_TC1-COD(2008)0246


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 71, paragrafo 1, e l'articolo 80, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione ║,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'azione comunitaria nel settore del trasporto marittimo dovrebbe essere rivolta, fra l'altro, a garantire un elevato livello di protezione dei passeggeri, simile a quella offerta da altri modi di trasporto. Inoltre, occorre tenere in debita considerazione le esigenze generali in materia di protezione dei consumatori ║ .

(2)  Poiché il passeggero marittimo è la parte più debole del contratto di trasporto, è opportuno salvaguardare i diritti di tali passeggeri indipendentemente dalla loro nazionalità o dal loro luogo di residenza nella Comunità.

(3)  Il mercato unico dei servizi passeggeri via mare e per vie navigabili interne dovrebbe andare a vantaggio dei cittadini in generale. È pertanto opportuno garantire alle persone con disabilità e a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età o altri motivi, la possibilità di utilizzare i servizi marittimi passeggeri commerciali a condizioni simili a quelle a disposizione degli altri cittadini. Le persone con disabilità e a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione.

(4)  Alla luce dell'articolo 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e al fine di fornire alle persone con disabilità e a mobilità ridotta la possibilità di viaggiare via mare e per vie navigabili interne a condizioni simili a quelle di cui godono gli altri cittadini, si dovrebbero stabilire norme in materia di non discriminazione e assistenza durante il viaggio. Queste persone devono quindi avere accesso al trasporto e non essere escluse a causa della loro disabilità o mancanza di mobilità ▌ . Dovrebbero godere del diritto di assistenza nei porti, ai punti di imbarco/sbarco dove non esistono porti, nonché a bordo delle navi passeggeri. Per favorire l'inclusione sociale, l'assistenza in questione dovrebbe essere fornita alle persone interessate gratuitamente. I vettori dovrebbero fissare norme in materia di accessibilità, basandosi di preferenza sul sistema europeo di normalizzazione.

(5)  Nella progettazione di eventuali nuovi porti e terminal, come pure in occasione di lavori di ristrutturazione profonda, gli organi di gestione dei porti e i vettori che li gestiranno dovrebbero ▌ tener conto delle esigenze delle persone con disabilità e a mobilità ridotta. Analogamente, i vettori dovrebbero ▌ tenere conto di tali esigenze in sede di progettazione e di ammodernamento delle navi passeggeri, in conformità della direttiva 98/18/CE del Consiglio, del 17 marzo 1998, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri(4).

(6)  L'assistenza fornita nei porti situati sul territorio di uno Stato membro al quale si applica il trattato dovrebbe, tra l'altro, permettere alle persone con disabilità e a mobilità ridotta di spostarsi da un determinato punto di arrivo in un porto a una nave passeggeri e dalla nave passeggeri a un determinato punto di partenza dal porto, inclusi l'imbarco e lo sbarco.

(7)  L'assistenza dovrebbe essere finanziata in modo da ripartire i costi equamente fra tutti i passeggeri che utilizzano un determinato vettore ed evitare di scoraggiare il trasporto di persone con disabilità e a mobilità ridotta. Si ritiene che la modalità di finanziamento dell'assistenza più efficace sia un diritto, incluso nel prezzo di base del biglietto, applicato a ogni passeggero che utilizza un determinato vettore. I diritti dovrebbero essere decisi e applicati in modo pienamente trasparente.

(8)  Nell'organizzare l'assistenza alle persone con disabilità e a mobilità ridotta, nonché la formazione del proprio personale, i vettori dovrebbero tenere conto della raccomandazione dell'Organizzazione marittima internazionale sulla progettazione e la gestione di navi da passeggeri al fine di rispondere alle necessità degli anziani e dei disabili(5).

(9)  Le disposizioni relative all'imbarco di persone con disabilità o a mobilità ridotta non dovrebbero pregiudicare le vigenti norme generali in materia di imbarco di passeggeri stabilite a livello internazionale, comunitario o nazionale.

(10)  I passeggeri dovrebbero essere adeguatamente informati in caso di cancellazione o ritardo di un servizio. Tali informazioni dovrebbero aiutare i passeggeri a prendere le misure necessarie ed eventualmente ottenere informazioni circa collegamenti alternativi.

(11)  Si dovrebbero ridurre gli inconvenienti subiti dai passeggeri a causa della cancellazione del loro viaggio o di lunghi ritardi. A tale scopo i passeggeri dovrebbero ricevere la necessaria assistenza e avere la possibilità di cancellare il viaggio e ottenere il rimborso del biglietto o il riavviamento a condizioni soddisfacenti.

(12)  I vettori dovrebbero prevedere un risarcimento dei passeggeri in caso di ritardo o cancellazione di un servizio, in percentuale del prezzo del biglietto, fatto salvo quando il ritardo o la cancellazione è dovuto a circostanze straordinarie, che non avrebbero potuto essere evitate neppure prendendo tutte le misure ragionevoli.

(13)  I vettori dovrebbero collaborare per adottare disposizioni a livello nazionale o europeo per migliorare l'assistenza offerta ai passeggeri ogniqualvolta il loro viaggio viene interrotto, in particolare in caso di ritardi prolungati.

(14)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sui diritti dei passeggeri definiti dalla direttiva 90/314/CEE del Consiglio concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti "tutto compreso"(6). In caso di cancellazione di un viaggio con circuito tutto compreso per motivi diversi dalla cancellazione del servizio di trasporto marittimo il presente regolamento non dovrebbe applicarsi.

(15)  I passeggeri dovrebbero essere correttamente informati dei loro diritti ai sensi del presente regolamento, affinché possano esercitarli in modo efficace. Fra i diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne dovrebbe rientrare l'ottenimento di informazioni relative al servizio prima e durante il viaggio. Tutte le informazioni dovrebbero essere fornite ai passeggeri anche in formati ▌ accessibili alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

(16)  Gli Stati membri dovrebbero verificare e assicurare il rispetto del presente regolamento nonché nominare un apposito organismo incaricato di farlo eseguire. Tale supervisione non incide sui diritti dei passeggeri di ricorrere ai mezzi giudiziari di ricorso conformemente alla legislazione nazionale.

(17)  I passeggeri dovrebbero essere in grado di esercitare i propri diritti mediante procedure di reclamo appropriate applicate dai vettori o, se del caso, mediante trasmissione di reclami all'organismo designato a questo fine dallo Stato membro interessato.

(18)  I reclami in materia di assistenza nei porti o ai punti di imbarco/sbarco devono essere indirizzati all'organismo incaricato dell'esecuzione del presente regolamento designato dallo Stato membro in cui è situato il porto. I reclami in materia di assistenza da parte di un vettore marittimo dovrebbero essere indirizzati all'organismo incaricato dell'esecuzione del presente regolamento designato dallo Stato membro che ha rilasciato la licenza di esercizio al vettore. L'organismo designato per l'esecuzione del presente regolamento dovrebbe avere il potere e la capacità di esaminare singoli reclami e di agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

(19)  La Commissione dovrebbe proporre regole chiare in materia di diritti dei passeggeri relativamente a responsabilità, accessibilità e diritti delle persone con disabilità o delle persone a mobilità ridotta ai punti di trasferimento dei passeggeri tra terra e mare o nel trasporto per vie navigabili interne.

(20)  Gli Stati membri dovrebbero stabilire sanzioni per le infrazioni al presente regolamento e provvedere affinché vengano applicate. Le sanzioni, che possono prevedere il pagamento di un risarcimento al passeggero interessato, dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

(21)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire la garanzia di livelli elevati ed equivalenti di protezione e assistenza ai passeggeri in tutti gli Stati membri e la garanzia per gli operatori economici di condizioni armonizzate all'interno di un mercato unico, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a causa delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(22)  In caso di una futura iniziativa legislativa europea relativa ai diritti dei passeggeri, sarebbe sensato adottare un approccio legislativo orizzontale che copra tutti i mezzi di trasporto, alla luce della necessità di utilizzare il trasporto combinato.

(23)  L'esecuzione del presente regolamento dovrebbe basarsi sul regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori ("regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori")(7). Occorre pertanto modificare di conseguenza tale regolamento.

(24)  La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(8)dovrebbe essere applicata rigorosamente al fine di garantire il rispetto della vita privata dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne, nonché di garantire che l'informazione richiesta serva unicamente a ottemperare agli obblighi di assistenza fissati dal presente regolamento e non sia utilizzata a danno dei passeggeri.

(25)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente, nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Capo I

Disposizioni generali

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce regole che disciplinano:

   1) la non discriminazione fra i passeggeri riguardo alle condizioni di trasporto offerte dai vettori;
   2) la non discriminazione e l'assistenza obbligatoria nei confronti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta;
   3) gli obblighi dei vettori nei confronti dei passeggeri in caso di cancellazione o di ritardo;
   4) le informazioni minime da fornire ai passeggeri;
   5) il trattamento dei reclami;
   6) l'esecuzione dei diritti dei passeggeri.

Articolo 2

Ambito d'applicazione

1.  Il presente regolamento si applica al trasporto commerciale di passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne con navi passeggeri, comprese le crociere, fra o nei porti o in qualsiasi punto di imbarco/sbarco situato sul territorio di uno Stato membro a cui si applica il trattato.

2.  Gli Stati membri possono esonerare servizi coperti dai contratti di servizio pubblico se tali contratti garantiscono ai passeggeri un livello di diritti simile a quello previsto dal presente regolamento.

3.  Gli Stati membri sono autorizzati ad escludere dall'ambito di applicazione del presente regolamento i servizi di trasporto urbano e suburbano, qualora assicurino che gli obiettivi perseguiti dal presente regolamento possono essere raggiunti grazie a disposizioni normative e garantiscono ai passeggeri diritti ad un livello comparabile a quello prescritto dal presente regolamento.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

   a) "persona con disabilità" o "persona a mobilità ridotta": qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell'uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o handicap mentale o psicosociale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un'attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri per rispondere alle esigenze specifiche di detta persona;
   b) "cancellazione": la mancata effettuazione di un servizio originariamente previsto e per il quale sia stato prenotato almeno un posto;
   c) "ritardo": la differenza di tempo tra l'ora di partenza o di arrivo prevista del passeggero secondo l'orario pubblicato e l'ora della sua partenza o del suo arrivo effettivo o previsto;
   d) "vettore": una persona che ha concluso, o per conto della quale sia stato concluso un contratto di trasporto, o il vettore di fatto, indipendentemente dal fatto che il trasporto venga realizzato effettivamente da lui o da un vettore di fatto, eccettuati gli operatori turistici;
   e) "servizio passeggeri marittimo commerciale": un servizio di trasporto marittimo di passeggeri operato da un vettore su una rotta di linea o non di linea e offerto al pubblico a titolo oneroso, sia singolarmente sia come parte di un pacchetto;
   f) "vettore di fatto": la persona diversa dal vettore e dall'operatore turistico, che esegue effettivamente la totalità o parte del trasporto;
   g) "porto": una zona di terra e di mare appositamente predisposta e dotata di attrezzature che le consentono, in via principale, di accogliere naviglio, effettuare operazioni di carico, scarico, deposito di merci, presa in consegna e riconsegna di tali merci per trasporto interno e l'imbarco e lo sbarco delle navi passeggeri;
   h) "punto di imbarco/sbarco": una zona di terra e di mare diversa da un porto, dove avviene regolarmente l'imbarco/sbarco dei passeggeri;
   i) "nave": le imbarcazioni marittime o per la navigazione interna, ad esclusione dei veicoli a cuscino d'aria;
   j) "contratto di trasporto": un contratto di trasporto fra un vettore ▌ e un passeggero per la fornitura di uno o più servizi di trasporto, indipendentemente dal fatto che il biglietto sia stato acquistato presso un vettore, un operatore turistico, un venditore di biglietti o su internet;
   k) "biglietto": un documento in corso di validità che dà diritto al trasporto o un titolo equivalente in forma non cartacea, compresa la forma elettronica, emesso o autorizzato dal vettore o dal suo venditore di biglietti autorizzato;
   l) "venditore di biglietti": qualsiasi intermediario che venda servizi di trasporto marittimo, compresi i servizi venduti come parte del pacchetto, per conto di un vettore o di un operatore turistico;
   m) "operatore turistico": l'organizzatore ▌ , diverso dal vettore, ai sensi dell'articolo 2, punto 2, della direttiva 90/314/CEE;
   n) "prenotazione": un'autorizzazione su carta o in forma elettronica che dà diritto al trasporto in base a piani personalizzati di trasporto precedentemente confermati;
   o) "nave passeggeri": qualsiasi nave che trasporti più di dodici passeggeri;
   p) "autorità portuale" o "ente di gestione del porto": l'organismo al quale la normativa nazionale affida, insieme ad altre attività o in via esclusiva, il compito di amministrare e gestire infrastrutture portuali e coordinare e controllare le attività degli operatori presenti in un porto o sistema portuale. Può comprendere più organismi distinti o essere responsabile di più porti;
   q) "crociera": un'attività di navigazione per passeggeri completata da alloggio e altri servizi, di durata superiore a un giorno (pernottamento), che non costituisce un servizio passeggeri regolare o di linea fra due o più porti, ma con passeggeri che di norma tornano nel porto di imbarco;
   r) "formati accessibili": quelli che permettono a tutti i passeggeri di consultare le stesse informazioni utilizzando testo, Braille, audio, video e/o formati elettronici. Esempi di formati accessibili sono, anche se l'elenco non è esaustivo e può variare con gli sviluppi tecnologici, i pittogrammi, gli annunci vocali e la sottotitolazione;
   s) "passeggero": la persona che viaggia in virtù di un contratto di trasporto, ad eccezione delle persone che accompagnano veicoli, rimorchi o beni trasportati come carichi o beni commerciali;
   t) "arrivo": il momento effettivo in cui l'imbarcazione attracca all'ormeggio di destinazione;
   u) "partenza": il momento effettivo in cui l'imbarcazione lascia l'ormeggio;
   v) "prezzo del biglietto": l'importo pagato per il trasporto e l'alloggio a bordo. Sono esclusi i costi dei pasti, delle altre attività e degli acquisti effettuati a bordo;
   w) "forza maggiore": un evento o una circostanza che non sarebbero stati evitabili neanche con ogni ragionevole misura, come guerre, invasioni, azioni condotte da nemici stranieri, ostilità (con o senza dichiarazione di guerra), guerre civili, ribellioni, rivoluzioni, insurrezioni, potere militare o usurpazione di potere, confische militari o illegali, attività terroristiche, nazionalizzazioni, sanzioni statali, blocchi, embarghi, contenziosi di lavoro, scioperi, serrate, guasti, black-out elettrici o calamità naturali come incendi, inondazioni, terremoti, bufere, uragani. I casi di forza maggiore possono anche essere causati da condizioni estreme di marea, forti venti, onde che superino altezze significative e formazione di ghiaccio.

Articolo 4

Contratto di trasporto e condizioni contrattuali non discriminatorie

1.  I vettori forniscono ai passeggeri una prova della conclusione del contratto di trasporto mediante emissione di uno o più biglietti. Il biglietto fa fede, fino a prova contraria, della conclusione del contratto e garantisce così i diritti previsti dal presente regolamento.

2.  Fatti salvi gli obblighi di servizi pubblico che prevedono tariffe sociali, le condizioni contrattuali e le tariffe applicate dai vettori e altri venditori di biglietti vengono offerte al pubblico senza alcuna discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza dell'acquirente finale o al luogo di stabilimento del vettore o del venditore di biglietti nella Comunità.

Articolo 5

Inammissibilità di deroghe

1.  Gli obblighi stabiliti dal presente regolamento non sono oggetto di restrizioni o rinuncia, in particolare per effetto di clausole derogatorie o restrittive del contratto di trasporto.

2.  I vettori possono offrire al passeggero condizioni contrattuali più favorevoli delle condizioni fissate nel presente regolamento.

Capo II

Diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta

Articolo 6

Divieto di rifiutare il trasporto

1.  I vettori, i venditori di biglietti e gli operatori turistici non rifiutano, per motivi di disabilità o mobilità ridotta:

   a) di accettare una prenotazione, o di emettere un biglietto, per un viaggio a cui si applica il presente regolamento;
   b) di imbarcare una persona con disabilità o a mobilità ridotta in un porto o punto di imbarco/sbarco, purché la persona interessata sia in possesso di un biglietto valido o di una prenotazione.

2.  Le prenotazioni e i biglietti sono offerti alle persone con disabilità e alla persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi.

Articolo 7

Deroghe e condizioni speciali

1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 6, i vettori, i venditori di biglietti o gli operatori turistici possono rifiutare ▌ di accettare una prenotazione per una persona con disabilità o a mobilità ridotta, di emettere un biglietto a suo favore o di imbarcarla, ▌ se la struttura della nave passeggeri rende fisicamente impossibile l'imbarco o il trasporto della persona con disabilità o a mobilità ridotta e se a questa non può essere offerto il normale livello di servizio in modo sicuro, dignitoso e concretamente fattibile.

Qualora una prenotazione non sia accettata per i motivi indicati al primo comma, ▌ i vettori, i venditori di biglietti o gli operatori turistici compiono sforzi ragionevoli per proporre un'alternativa accettabile alla persona in questione.

In caso di prenotazione anticipata, alla persona con disabilità o a mobilità ridotta cui sia stato rifiutato l'imbarco ▌ e all'eventuale accompagnatore in applicazione del paragrafo 2 è offerto il diritto al rimborso o a riavviamento, come previsto dall'allegato I. ▌

2.  ▌ Un vettore, un venditore di biglietti o un operatore turistico può esigere che una persona con disabilità o a mobilità ridotta sia accompagnata da un'altra persona in grado di fornirle l'assistenza richiesta, se ciò è strettamente necessario.

3.  Quando un vettore, un venditore di biglietti o un operatore turistico esercita una deroga a norma dei paragrafi 1 o 2, informa immediatamente la persona con disabilità o a mobilità ridotta delle ragioni ivi sottese. Su richiesta, il vettore, il venditore di biglietti o l'operatore turistico comunicano tali ragioni per iscritto alla persona con disabilità o a mobilità ridotta entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta.

Articolo 8

Accessibilità e informazione

1.  I vettori stabiliscono, sotto il controllo degli organismi nazionali di applicazione e con la partecipazione attiva ▌ delle organizzazioni rappresentative dei porti, delle persone con disabilità e a mobilità ridotta ▌ , norme di accesso non discriminatorie applicabili al trasporto di persone con disabilità e a mobilità ridotta e loro accompagnatori, nonché eventuali restrizioni al loro trasporto o a quello di attrezzature per la mobilità dovute alla struttura delle navi passeggeri, al fine di ottemperare ai pertinenti requisiti di sicurezza. Queste norme definiscono tutte le condizioni di accesso al servizio marittimo in questione, compresa l'accessibilità delle navi gestite e dei servizi offerti a bordo e delle attrezzature di assistenza ivi installate.

2.  Le norme di cui al paragrafo 1 sono messe a disposizione del pubblico da parte dei vettori o dei venditori di biglietti, in forma fisica o su internet, almeno al momento della prenotazione, in formati accessibili, secondo modalità adeguate, e nelle stesse lingue in cui l'informazione viene normalmente fornita a tutti i passeggeri. Nel fornire le informazioni particolare attenzione è prestata alle esigenze delle persone con disabilità o a mobilità ridotta.

3.  Su richiesta i vettori mettono a disposizione in formati accessibili le norme internazionali, comunitarie o nazionali che stabiliscono i requisiti di sicurezza su cui si basano le norme di accesso non discriminatorio.

4.  Gli operatori turistici mettono a disposizione le norme di cui al paragrafo 1 che si applicano alle tratte comprese nei viaggi, nelle vacanze e nei circuiti "tutto compreso" da essi organizzati, venduti o proposti.

5.  I vettori, i loro venditori di biglietti o operatori turistici garantiscono che tutte le informazioni pertinenti relative alle condizioni del trasporto, le informazioni sul viaggio e le informazioni sull'accessibilità dei servizi nonché una conferma scritta della prestazione di assistenza siano disponibili in formati accessibili per le persone con disabilità e a mobilità ridotta, comprese prenotazioni e informazioni online.

Articolo 9

Diritto all'assistenza nei porti

1.  In caso di partenza, transito o arrivo di una persona con disabilità o a mobilità ridotta in un porto, il vettore è responsabile di fornire gratuitamente all'interessato l'assistenza di cui all'allegato II per salire sul servizio in partenza o scendere dal servizio in arrivo per cui ha acquistato un biglietto, senza pregiudizio delle norme di accesso di cui all'articolo 8, paragrafo 1. L'assistenza va adattata alle esigenze individuali della persona con disabilità o della persona a mobilità ridotta.

2.  Il vettore può fornire direttamente l'assistenza o concludere contratti di fornitura di detta assistenza con una o più altre parti. Il vettore può concludere tale contratto o contratti di propria iniziativa o su richiesta, anche di un'autorità portuale, e tenendo conto dei servizi esistenti presso il porto in questione.

Quando un vettore conclude un contratto con una o più altre parti per la fornitura di assistenza, resta responsabile di fornire tale assistenza e di garantire il rispetto delle norme di qualità di cui all'articolo 14, paragrafo 1.

3.  Per finanziare l'assistenza nei porti, i vettori possono, su base non discriminatoria, applicare un diritto specifico a tutti i passeggeri Il diritto specifico è ragionevole, proporzionato ai costi e trasparente.

4.  I vettori mettono a disposizione dell'organismo o degli organismi responsabili dell'esecuzione, designati a norma dell"articolo 27, paragrafo 1, un resoconto annuale verificato dei diritti riscossi e dei costi sostenuti per quanto riguarda l'assistenza alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

5.  A norma dell'articolo 12, l'ente di gestione del porto ha il compito, se necessario, di rendere accessibile il porto alle persone disabili e alle persone a mobilità ridotta.

Articolo 10

Diritto all'assistenza nei punti di imbarco / sbarco

Dove non esistono porti per una destinazione o tratta particolare, l'assistenza viene organizzata dal vettore nel punto di imbarco/sbarco in conformità dell'articolo 9.

Articolo 11

Diritto all'assistenza a bordo delle navi

I vettori forniscono gratuitamente alle persone con disabilità o a mobilità ridotta che partono da un porto a cui si applica il presente regolamento, vi arrivano o vi transitano per lo meno l'assistenza di cui all'allegato III.

Articolo 12

Condizioni alle quali è fornita l'assistenza

I vettori, gli enti di gestione dei porti, i venditori di biglietti e gli operatori turistici cooperano al fine di fornire assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta a norma degli articoli 9, 10 e 11 come segue:

   a) l'assistenza è fornita a condizione che il tipo di assistenza richiesta dalla persona disabile o a mobilità ridotta sia notificato all'atto della prenotazione o con almeno 48 ore di anticipo al vettore, al venditore di biglietti o all'operatore turistico da cui è stato acquistato il biglietto, a meno che il fornitore di assistenza e il passeggero concordino un periodo di notifica più breve, ad eccezione delle crociere, in cui la necessità di assistenza è notificata al momento della prenotazione. Qualora il biglietto consenta viaggi multipli, è sufficiente una sola notifica, purché sia fornita un'adeguata informazione sugli orari dei viaggi successivi;

b)   i vettori, i venditori di biglietti e gli operatori turistici adottano tutte le misure necessarie per chiedere alle persone con disabilità o a mobilità ridotta se abbiano esigenze di assistenza e per ricevere dalle stesse le notifiche relative a tali necessità. Il passeggero riceve la conferma dell'avvenuta notifica delle esigenze di assistenza. Questi obblighi si applicano a tutti i loro punti vendita, comprese le vendite telefoniche o via internet;

   c) se non vengono effettuate notifiche in conformità della lettera a), i vettori, i venditori di biglietti e gli operatori turistici fanno tutto il possibile per garantire che l'assistenza venga fornita in modo tale che la persona con disabilità o a mobilità ridotta possa salire sul servizio in partenza, prendere il servizio in coincidenza o scendere dal servizio in arrivo per cui ha acquistato un biglietto;
   d) fatti salvi i poteri delle altre entità per quanto riguarda zone ubicate al di fuori delle strutture portuali, l'ente di gestione del porto o un'altra persona autorizzata designa i punti di arrivo e di partenza entro i confini portuali, sia all'interno che all'esterno dei terminal a seconda dei casi, presso cui le persone con disabilità o a mobilità ridotta possono annunciare il proprio arrivo e l'assistenza richiesta; tali punti vengono chiaramente segnalati e offrono informazioni di base riguardo al porto e all'assistenza fornita in formati accessibili;
  e) l'assistenza è fornita a condizione che la persona con disabilità o a mobilità ridotta si presenti nel punto designato:
   a un'ora stabilita dal vettore a condizione che non preceda di più di sessanta minuti l'orario di partenza previsto, ║
   qualora non sia stato stabilito un orario, almeno trenta minuti prima dell'orario di imbarco previsto, salvo quanto diversamente concordato fra il passeggero e chi fornisce l'assistenza, o
   nel caso delle crociere, a un'ora stabilita dal vettore che non preceda di più di sessanta minuti l'orario di check-in;
   f) se una persona con disabilità o a mobilità ridotta ha bisogno di un cane da assistenza, tale cane viene sistemato a condizione che venga fornita notifica al vettore, al venditore di biglietti o all'operatore turistico in conformità delle norme nazionali applicabili in materia di trasporto di cani da assistenza riconosciuti a bordo di navi passeggeri, se tali norme esistono.

Articolo 13

Trasmissione delle informazioni a terzi

1.  Quando la fornitura di assistenza è stata data in appalto, se il vettore riceve una notifica di richiesta di assistenza almeno quarantotto ore prima dell'orario di partenza previsto, trasmette le informazioni in questione affinché l'appaltatore le riceva non appena possibile e in ogni caso almeno trentasei ore prima dell'orario di partenza previsto di tale viaggio.

2.  Quando la fornitura di assistenza è stata data in appalto, se il vettore ▌ non riceve una notifica di richiesta di assistenza almeno quarantotto ore prima dell'orario di partenza previsto, trasmette le informazioni all'appaltatore non appena possibile.

Articolo 14

Norme di qualità per l'assistenza

1.  In collaborazione con le organizzazioni che rappresentano i passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta, i vettori fissano le norme di qualità per l'assistenza di cui agli allegati II e III e stabiliscono le risorse necessarie per rispettarle.

2.  Nel fissare dette norme, si tiene pienamente conto delle politiche e dei codici di condotta riconosciuti a livello internazionale riguardanti l'agevolazione del trasporto di persone con disabilità o a mobilità ridotta, in particolare la raccomandazione dell'Organizzazione marittima internazionale sulla progettazione e la gestione di navi da passeggeri al fine di rispondere alle necessità degli anziani e dei disabili.

3.  I vettori pubblicano le proprie norme di qualità in formati accessibili.

Articolo 15

Formazione

I vettori:

   a) assicurano che il proprio personale, compreso il personale alle dipendenze di un subappaltatore, che fornisce un'assistenza diretta alle persone disabili e a mobilità ridotta abbia le conoscenze per soddisfare le necessità di tali persone, a seconda della disabilità o della riduzione di mobilità;
   b) forniscono una formazione incentrata sull'assistenza e sulla sensibilizzazione alla disabilità, come descritto all'allegato IV, a tutto il loro personale ▌ che lavora nel porto a diretto contatto con i viaggiatori;
   c) assicurano che tutti i nuovi dipendenti che entrano in contatto diretto con i passeggeri ricevano una formazione sulla disabilità e che tutto il personale segua al momento opportuno corsi di aggiornamento in materia.

Articolo 16

Risarcimento per sedie a rotelle e attrezzature per la mobilità

1.  A parte i casi in cui il passeggero proprietario dell'attrezzatura è già stato indennizzato a norma del regolamento (CE) n. 392/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativo alla responsabilità dei vettori che trasportano passeggeri via mare in caso di incidente(9),nel caso in cui le sedie a rotelle, le altre attrezzature per la mobilità o parti di esse vengano perse o danneggiate durante la movimentazione nel porto o il trasporto a bordo delle navi, il passeggero cui appartengono è risarcito ▌ , a seconda di chi era responsabile dell'attrezzatura al momento della perdita o del danno.

Se necessario, si fa tutto il possibile per fornire rapidamente attrezzatura di sostituzione adatta alle esigenze del passeggero interessato.

2.  L'importo del risarcimento dovuto ai sensi del presente articolo non ha limiti.

Capo III

Obblighi dei vettori in caso di interruzione del viaggio

Articolo 17

Fornitura di informazioni

1.  In caso di ritardo, il vettore ║ o, se appropriato, l'ente di gestione del porto ne informa i passeggeri ▌ non oltre trenta minuti dopo la partenza prevista o un'ora prima dell'arrivo previsto. Se l'informazione è disponibile, il vettore informa i passeggeri degli orari previsti di partenza e di arrivo.

2.  Se i passeggeri perdono una coincidenza a causa di un ritardo, il vettore di fatto compie sforzi ragionevoli per informare i passeggeri interessati in merito a coincidenze alternative.

3.  Il vettore o l'ente di gestione del porto provvedono a che i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta ricevano le informazioni prescritte dai paragrafi 1 e 2 in formati accessibili.

Articolo 18

Diritto all'assistenza

1.  Quando un vettore prevede ragionevolmente che un servizio marittimo passeggeri subisca un ritardo superiore a sessanta minuti rispetto all'orario previsto di partenza, deve offrire gratuitamente ai passeggeri pasti e bevande in quantità ragionevole in proporzione ai tempi di attesa, se sono disponibili sulla nave o in porto o possono essere ragionevolmente forniti.

2.  In caso di ritardo che renda necessario un soggiorno di una o più notti o un soggiorno supplementare rispetto a quello previsto dal passeggero, ▌ i passeggeri ricevono gratuitamente la sistemazione in albergo o di altro tipo e il trasporto tra il porto e la sistemazione, oltre ai pasti e alle bevande di cui al paragrafo 1. I costi della sistemazione e del trasporto supplementari a carico del vettore non possono essere superiori al doppio del prezzo del biglietto.

3.  Se il servizio marittimo non può più essere proseguito, i vettori organizzano, ove possibile e quanto prima, servizi di trasporto alternativi per i passeggeri.

4.  Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3, il vettore di fatto presta particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e a mobilità ridotta e dei loro accompagnatori.

Articolo 19

Itinerari alternativi e rimborso

1.  Quando un vettore prevede ragionevolmente che un servizio marittimo passeggeri subisca un ritardo superiore a centoventi minuti rispetto all'orario previsto di partenza, il passeggero immediatamente:

   a) riceve l'offerta di servizi di trasporto alternativi a condizioni ragionevoli o, se ciò non è praticabile, viene informato in merito a servizi di trasporto alternativi offerti da altri operatori di trasporti;
   b) si vede offerto il rimborso del prezzo del biglietto se decide di non effettuare il viaggio con il vettore.

Il rimborso di cui alla lettera b) avviene a condizioni identiche a quelle previste per il risarcimento di cui all'articolo 20, paragrafi 3, 4 e 5.

2.  In deroga al paragrafo 1, i passeggeri di una crociera sono riavviati o rimborsati in a norma delle disposizioni della direttiva 90/314/CEE.

Articolo 20

Risarcimento del prezzo del biglietto

1.  Fermo restando il diritto al trasporto, il passeggero può chiedere al vettore un risarcimento in caso di ritardo all'arrivo ▌ . I risarcimenti minimi sono fissati come segue:

   a) il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra sessanta e centodiciannove minuti;
   b) il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a centoventi minuti.
   c) Il 100% del prezzo del biglietto se il vettore non fornisce servizi alternativi o le informazioni di cui all'articolo 19, paragrafo 1, lettera a).

2.  Il paragrafo 1 non si applica ai passeggeri di una crociera. Questi possono pretendere un risarcimento in conformità della direttiva 90/314/CEE.

3.  Il risarcimento è effettuato entro un mese dalla presentazione della relativa domanda. Il risarcimento può essere effettuato mediante buoni e/o altri servizi se le condizioni sono flessibili (per quanto riguarda in particolare il periodo di validità e la destinazione). Il risarcimento è effettuato in denaro su richiesta del passeggero.

4.  Qualora il vettore abbia annunciato con almeno tre giorni di anticipo rispetto all'orario di partenza previsto la cancellazione o il rinvio della traversata o un aumento del tempo di percorrenza, il diritto al risarcimento decade.

Articolo 21

Forza maggiore

Gli obblighi stabiliti agli articoli 18, 19 e 20 non si applicano nei casi di forza maggiore che impediscano la prestazione del servizio di trasporto.

Articolo 22

Ulteriori richieste risarcitorie

Nessuna disposizione del presente regolamento impedisce ai passeggeri di rivolgersi ai tribunali nazionali per ottenere risarcimenti connessi a perdite dovute a cancellazione o ritardo dei servizi di trasporto. Il risarcimento accordato in virtù del presente regolamento può essere dedotto da qualsiasi risarcimento complementare accordato.

Articolo 23

Misure aggiuntive a favore dei passeggeri

Sotto il controllo degli organismi nazionali incaricati dell'applicazione,i vettori collaborano al fine di adottare disposizioni a livello nazionale ed europeo, con la partecipazione degli interessati, delle organizzazioni professionali e delle associazioni dei consumatori, dei passeggeri, dei porti e delle persone con disabilità. Queste misure sono volte a migliorare l'assistenza ai passeggeri, in particolare in caso di ritardi prolungati, interruzione o cancellazione dei servizi.

Capo IV

Informazione dei passeggeri e trattamento dei reclami

Articolo 24

Il diritto all'informazione sul viaggio

Gli enti di gestione dei porti e i vettori forniscono ai passeggeri informazioni adeguate per tutto il viaggio in formati accessibili e nelle lingue abituali. Particolare attenzione viene prestata alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta.

Articolo 25

Informazioni sui diritti dei passeggeri

1.  I vettori provvedono affinché, al più tardi alla partenza, i passeggeri dispongano di informazioni appropriate e comprensibili sui diritti ad essi conferiti dal presente regolamento. Se le informazioni sono state fornite dal vettore o dal vettore di fatto, l'altro non è obbligato a fornire le stesse informazioni. Le informazioni sono fornite in formati accessibili e nelle lingue abituali. Nel fornire le informazioni particolare attenzione viene prestata alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta.

2.  I vettori e gli enti di gestione dei porti garantiscono che le informazioni sui diritti dei passeggeri previste dal presente regolamento siano a disposizione del pubblico sia a bordo delle navi che nei porti. Tali informazioni includono i dati necessari per contattare l'organismo o gli organismi designati dagli Stati membri a norma dell"articolo 27, paragrafo 1.

Articolo 26

Reclami

1.  Le autorità degli Stati membri istituiscono un meccanismo indipendente per il trattamento dei reclami, accessibile a tutti i passeggeri comprese le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, per i diritti e gli obblighi contemplati dal presente regolamento.

2.  I passeggeri possono presentare un reclamo a un vettore entro un mese dal giorno in cui il servizio è stato prestato o avrebbe dovuto essere prestato. Entro venti giorni lavorativi, il destinatario del reclamo fornisce una risposta motivata o, in casi giustificati, informa il passeggero della data entro la quale può aspettarsi una risposta. Il tempo necessario per rispondere non supera i due mesi dal ricevimento del reclamo.

3.  Se non viene data una risposta entro i termini di cui al paragrafo 2, il reclamo si considera accettato.

Capo V

Controllo dell'applicazione e organismi nazionali ad essa preposti

Articolo 27

Organismi nazionali preposti al controllo dell'applicazione

1.  Ogni Stato membro designa un organismo incaricato dell'applicazione del presente regolamento. Ogni organismo adotta le misure necessarie per vigilare sull'introduzione delle norme di accessibilità di cui all'articolo 8 nonché garantire l'osservanza di tali norme e la tutela dei diritti dei passeggeri ▌ . Per quanto riguarda l'organizzazione, le decisioni di finanziamento, la struttura giuridica e il processo decisionale, ogni organismo è indipendente da interessi commerciali.

2.  Gli Stati membri informano la Commissione dell'organismo designato a norma del presente articolo e dello stesso.

3.  Ogni passeggero può presentare un reclamo in merito a presunte infrazioni al presente regolamento all'organismo appropriato di cui al paragrafo 1 ▌ designato da uno Stato membro.

4.  Gli Stati membri che hanno scelto di esonerare taluni servizi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, garantiscono la realizzazione di un meccanismo simile ai fini della tutela dei diritti dei passeggeri.

Articolo 28

Relazione sull'applicazione del presente regolamento

1.  Il 1° giugno di ogni anno gli organismi designati ai sensi dell"articolo 27 pubblicano una relazione sull'attività dell'anno precedente, che contiene fra l'altro:

   a) una descrizione delle azioni adottate per applicare le disposizioni del presente regolamento,
   b) un riferimento alla procedura applicabile alla risoluzione di reclami individuali,
   c) una sintesi delle norme in materia di accessibilità per le persone con disabilità e a mobilità ridotta applicabili nello Stato membro di appartenenza;
   d) dati aggregati sui reclami, compresi l'esito e i tempi di risoluzione degli stessi;
   e) dati sulle sanzioni applicate;
   f) altre questioni rilevanti ai fini di una migliore applicazione del presente regolamento.

2.  Per potere redigere tale relazione gli organismi di esecuzione tengono statistiche sui reclami individuali, per argomento e società interessata. Su richiesta, tali dati vengono messi a disposizione della Commissione o delle autorità investigative nazionali fino a tre anni dopo la data dell'evento.

Articolo 29

Cooperazione tra gli organismi preposti all'applicazione

Gli organismi nazionali di cui all"articolo 27, paragrafo 1, si scambiano informazioni sulle loro rispettive attività e sui principi e sulle pratiche decisionali adottate per assicurare ai passeggeri una protezione coerente in tutta la Comunità. La Commissione li assiste in questo compito.

Articolo 30

Sanzioni

Gli Stati membri stabiliscono il regime sanzionatorio applicabile alle infrazioni delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni previste, che possono comprendere l'ingiunzione a versare un indennizzo al passeggero interessato, devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione e provvedono a notificare immediatamente le eventuali successive modificazioni.

Capo VI

Disposizioni finali

Articolo 31

Relazione

Entro ...(10), la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento e i suoi effetti. Se del caso, la relazione è accompagnata da apposite proposte normative che attuano in modo più dettagliato le disposizioni del presente regolamento o lo modificano.

Articolo 32

Modifica del regolamento (CE) n. 2006/2004

Nell'allegato V del regolamento (CE) n. 2006/2004 è aggiunto il seguente punto ║:"

19.  Regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del ..., [relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori](11)

"

Articolo 33

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal ...(12). Gli articoli 6, 7, 26, 27 e 30 si applicano a decorrere dal ...(13)*.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ║

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO I

Diritto al rimborso o al riavviamento in caso di prenotazione anticipata per le persone con disabilità e a mobilità ridotta

1.  Dove si fa riferimento al presente allegato, alle persone con disabilità e a mobilità ridotta viene offerta la scelta fra:

(a)  - rimborso entro sette giorni, pagato in contanti, mediante trasferimento bancario elettronico, con versamenti o assegni bancari, o, previo accordo firmato dal passeggero, del costo completo del biglietto al prezzo a cui è stato acquistato, per la parte o le parti del viaggio non effettuato, e per la parte o le parti già effettuate se il viaggio non serve più allo scopo originario del passeggero, più, se pertinente,

   un viaggio di ritorno verso il punto di partenza iniziale, non appena possibile; oppure
   (b) il riavviamento verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, non appena possibile; oppure
   (c) il riavviamento verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, ad una data successiva di suo gradimento, a seconda delle disponibilità di biglietti.

2.  Il paragrafo 1, lettera a), si applica anche ai passeggeri i cui viaggi rientrano in un servizio "tutto compreso", ad esclusione del diritto al rimborso qualora tale diritto sussista a norma della direttiva 90/314/CEE║.

3.  Qualora una città o regione sia servita da più porti e un vettore di fatto offra a un passeggero un viaggio per un porto di destinazione diverso da quello prenotato dal passeggero, le spese di trasferimento del passeggero dal porto di arrivo a quello per il quale era stata effettuata la prenotazione o a un'altra destinazione vicina, concordata con il passeggero, sono a carico del vettore di fatto.

ALLEGATO II

Assistenza nei porti

Assistenza e misure necessarie per consentire alle persone con disabilità e a mobilità ridotta di:

   comunicare l'arrivo in un porto e la richiesta di assistenza,
   spostarsi dal punto di ingresso al banco dell'accettazione (se esiste) o alla nave,
   adempiere alle formalità di registrazione del passeggero e dei bagagli, se necessario,
   procedere dal banco dell'accettazione (se esiste) alla nave, espletando i controlli per l'emigrazione, doganali e di sicurezza,
   imbarcarsi sulla nave, avvalendosi dei mezzi necessari;
   procedere dal portellone della nave al posto a sedere o al settore,
   riporre e recuperare il bagaglio a bordo;
   procedere dal posto a sedere al portellone della nave;
   sbarcare dalla nave, mediante elevatori, sedie a rotelle o altra assistenza specifica necessaria;
   ritirare i bagagli (se necessario), completando i controlli per l'immigrazione e doganali,
   procedere dalla sala ritiro bagagli o dal punto di sbarco a un punto di uscita designato,
   recarsi ai servizi igienici in caso di necessità.

Quando una persona a mobilità ridotta è assistita da un accompagnatore, questa persona deve, qualora ne sia richiesta, poter prestare la necessaria assistenza in porto nonché per l'imbarco e lo sbarco.

Gestione di tutte le necessarie attrezzature per la mobilità, comprese le sedie a rotelle elettriche.

Sostituzione temporanea di attrezzatura per la mobilità danneggiata o smarrita, tenendo presente che la sostituzione con ausili comparabili potrebbe non essere fattibile, curando comunque che gli ausili di sostituzione abbiano caratteristiche tecniche e funzionali simili.

Assistenza a terra per cani da assistenza riconosciuti, ove opportuno.

Comunicazione in formato accessibile di informazioni necessarie per le operazioni di imbarco e di sbarco.

ALLEGATO III

Assistenza a bordo delle navi

Trasporto sulla nave degli cani da assistenza riconosciuti, nel rispetto della regolamentazione nazionale.

Oltre agli apparecchi medici, trasporto di al massimo due attrezzature per la mobilità per persona con disabilità o a mobilità ridotta, comprese sedie a rotelle elettriche.

Comunicazione delle informazioni essenziali sull'itinerario in formato accessibile.

Realizzazione di ogni sforzo ragionevole al fine di attribuire, su richiesta, i posti a sedere tenendo conto delle esigenze delle ║ persone con disabilità o a mobilità ridotta, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e limitatamente alla disponibilità.

Se necessario, assistenza alle persone affinché possano raggiungere i servizi igienici.

Qualora una persona con disabilità o a mobilità ridotta sia assistita da una persona di accompagnamento, la società di navigazione effettua ogni sforzo ragionevole per attribuire a tale persona un posto a sedere vicino alla persona con disabilità o a mobilità ridotta.

ALLEGATO IV

Formazione in materia di disabilità

Sensibilizzazione alla disabilità

La formazione del personale che lavora a diretto contatto con i viaggiatori riguarda i seguenti aspetti:

   sensibilizzazione alle disabilità fisiche, sensoriali (uditive e visive), nascoste o di apprendimento e trattamento adeguato dei passeggeri che ne sono colpiti, compresa la capacità di distinguere fra le varie abilità di individui con mobilità, orientamento o comunicazione ridotta;
   barriere incontrate da persone a mobilità ridotta, comprese barriere attitudinali, ambientali/fisiche, organizzative;
   cani da assistenza riconosciuti, loro ruolo ed esigenze;
   capacità di far fronte a situazioni inattese;
   abilità interpersonali e metodi di comunicazione con non udenti e ipoudenti, ipovedenti, persone che soffrono di disturbi del linguaggio o persone con difficoltà di apprendimento;
   generale consapevolezza degli orientamenti dell'IMO riguardo alla progettazione e la gestione di navi da passeggeri al fine di rispondere alle necessità degli anziani e dei disabili;
   capacità di maneggiare con cura sedie a rotelle e altri ausili alla mobilità al fine di evitare danni (per tutto il personale addetto alla movimentazione dei bagagli se del caso).

Formazione incentrata sull'assistenza alla disabilità

La formazione del personale che assiste direttamente persone a mobilità ridotta riguarda i seguenti aspetti:

   come aiutare gli utilizzatori di sedie a rotelle a sedersi sulla sedia a rotelle e ad alzarsi;
   capacità di fornire assistenza alle persone a mobilità ridotta che viaggiano con un cane da assistenza ▌ , compreso il ruolo e le esigenze di tali cani;
   tecniche per scortare passeggeri non vedenti e ipovedenti ▌;
   conoscenza dei tipi di attrezzatura che possono assistere le persone a mobilità ridotta e del modo di utilizzare tali attrezzature;
   utilizzo delle attrezzature di assistenza all'imbarco e allo sbarco e conoscenza delle procedure adeguate di assistenza all'imbarco e allo sbarco che tutelano la sicurezza e la dignità delle persone a mobilità ridotta;
   sufficiente comprensione dell'esigenza di assistenza affidabile e professionale, nonché consapevolezza della possibilità che alcuni passeggeri con disabilità provino sensazioni di vulnerabilità durante il viaggio a causa della loro dipendenza dall'assistenza fornita;
   conoscenza delle tecniche di pronto intervento.

(1) GU C ║
(2) GU C ║
(3) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(4) GU L 144 del 15.5.1998, pag. 1.
(5) IMO - Comitato per la sicurezza marittima, circ. 735, 24 giugno 1996, al momento dell'adozione del presente regolamento.
(6) GU L 158 del 23.06.1990, pag. 59.
(7) GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1.
(8) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
(9) GU L 131 del 28.5.2009, pag. 24.
(10)* Tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento.
(11) GU C ║
(12)* Due anni dopo la pubblicazione del presente regolamento.
(13)** Un anno dopo la pubblicazione del presente regolamento.


Diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Allegato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori (COM(2008)0817 – C6-0469/2008 – 2008/0237(COD))
P6_TA(2009)0281A6-0250/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0817),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 71, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0469/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0250/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori

P6_TC1-COD(2008)0237


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 71, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione ║ ,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'azione comunitaria nel settore del trasporto con autobus dovrebbe essere rivolta, tra l'altro, a garantire un livello elevato di protezione dei passeggeri, simile a quello offerto da altri modi di trasporto, qualunque sia la loro destinazione. Occorre inoltre tenere in debita considerazione le esigenze relative alla protezione dei consumatori in generale.

(2)  Poiché le persone che viaggiano in autobus sono la parte più debole del contratto di trasporto, è opportuno salvaguardare i diritti di questi viaggiatori, indipendentemente dalla loro nazionalità o dal loro luogo di residenza nella Comunità.

(3)  Qualora gli Stati membri assicurino ai passeggeri, mediante misure regolamentari alternative, un livello di diritti comparabile a quello previsto dal presente regolamento, essi dovrebbero poter escludere i servizi di trasporto urbano e suburbano dal campo d'applicazione del regolamento stesso. Tali misure dovrebbero tener conto delle carte dei diritti dei passeggeri delle reti di trasporto pubblico multimodale, che trattano le questioni di cui all'articolo 1 del presente regolamento. È opportuno che la Commissione esamini la possibilità di stabilire un insieme di diritti comuni dei passeggeri quanto ai trasporti urbani, suburbani e regionali che copra tutti i modi di trasporto, e che essa presenti al Parlamento una relazione corredata, se del caso, di una proposta legislativa.

(4)  È opportuno che gli Stati membri incoraggino lo sviluppo di carte dei passeggeri per i servizi di autobus urbani, suburbani e regionali che illustrino gli impegni dei vettori, al fine di accrescere la qualità del servizio e rispondere meglio alle esigenze dei passeggeri.

(5)  Le misure dell'Unione europea volte a migliorare i diritti dei passeggeri per quanto riguarda i trasporti effettuati con autobus dovrebbero tener conto delle caratteristiche specifiche di questo settore, che è costituito essenzialmente da piccole e medie imprese.

(6)  I passeggeri dovrebbero poter fruire di norme sulla responsabilità simili a quelle vigenti in altri modi di trasporto in caso di incidenti che provochino decesso o lesioni.

(7)  I passeggeri dovrebbero avere il diritto di ricevere anticipi di pagamento destinati a coprire le loro esigenze economiche immediate a seguito di un incidente.

(8)  I passeggeri danneggiati a seguito di un sinistro coperto da una garanzia assicurativa dovrebbero comunque rivolgere in via preliminare la richiesta di risarcimento, ai sensi del presente regolamento, al vettore dell'autobus, e solo in caso di mancato adempimento da parte di quest'ultimo possono richiedere l'intervento dell'impresa assicuratrice.

(9)  Le imprese che esercitano l'attività di trasporto con autobus dovrebbero essere responsabili per la perdita o il danneggiamento del bagaglio dei viaggiatori secondo condizioni simili a quelle vigenti in altri modi di trasporto.

(10)  I servizi di trasporto viaggiatori effettuati con autobus dovrebbero andare a beneficio di tutti i cittadini. Di conseguenza, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovuta a disabilità, all'età o ad altri fattori dovrebbero avere opportunità simili a quelle disponibili per gli altri cittadini per quanto concerne la possibilità di usufruire dei servizi di trasporto effettuato con autobus ║. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione.

(11)  Alla luce dell'articolo 9 della convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità e al fine di offrire alle persone con disabilità e a mobilità ridotta la possibilità di effettuare viaggi con autobus a condizioni simili a quelle di cui godono gli altri cittadini, si dovrebbero stabilire norme in materia di non discriminazione e assistenza durante il viaggio. Queste persone dovrebbero quindi avere accesso al trasporto e non essere escluse a causa della loro disabilità o mancanza di mobilità, se non per motivi giustificati di sicurezza previsti dalla legge. Esse dovrebbero godere del diritto di assistenza nelle stazioni degli autobus e a bordo dei veicoli, anche per l'imbarco e lo sbarco. Per favorire l'inclusione sociale, l'assistenza in questione dovrebbe essere fornita alle persone interessate senza oneri aggiuntivi. I vettori dovrebbero fissare norme in materia di accessibilità, basandosi di preferenza sul sistema europeo di normalizzazione.

(12)  È necessario che le imprese che forniscono servizi di trasporto a mezzo autobus impartiscano una formazione specifica al proprio personale in modo che questo sia in grado di assistere correttamente le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta. Tale formazione dovrebbe essere fornita nel quadro della direttiva 2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, sulla qualificazione iniziale e la formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri(4). Gli Stati membri dovrebbero sostenere, per quanto possibile, le imprese che forniscono servizi di trasporto a mezzo autobus nella messa a punto e nella realizzazione di adeguati programmi di formazione.

(13)  Nella progettazione delle nuove stazioni, come pure in occasione di lavori di ristrutturazione, gli organismi di gestione dovrebbero ▌ tenere conto, senza eccezione, delle esigenze delle persone con disabilità e a mobilità ridotta. In ogni caso i gestori delle stazioni degli autobus devono designare i punti nei quali tali persone possono comunicare il loro arrivo e le necessità di ricevere assistenza.

(14)  Analogamente, i vettori dovrebbero tener conto di tali esigenze al momento di decidere le caratteristiche dei veicoli nuovi e l'ammodernamento di quelli esistenti.

(15)  Gli Stati membri dovrebbero migliorare le infrastrutture esistenti qualora ciò sia necessario per consentire ai vettori di garantire l'accesso alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta nonché di prestare loro un'adeguata assistenza.

(16)  Le misure dell'Unione europea volte a migliorare la mobilità senza barriere dovrebbero promuovere, in via prioritaria, l'accesso libero e senza barriere alle stazioni e alle fermate degli autobus.

(17)  Conformemente alle conclusioni del progetto COST 349 su accessibilità degli autobus e dei pullman granturismo, la Commissione dovrebbe proporre azioni per la realizzazione, alle stazioni e alle fermate degli autobus, di infrastrutture accessibili e interoperabili in tutta l'Unione europea.

(18)  Fra i diritti di cui godono i passeggeri che viaggiano su autobus rientra il diritto di ricevere informazioni in merito al servizio prima e durante il viaggio. Tutte le informazioni essenziali fornite ai passeggeri che viaggiano su autobus dovrebbero essere fornite in formati alternativi accessibili alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta.

(19)  Il presente regolamento non dovrebbe avere l'effetto di restringere i diritti dei vettori di chiedere un risarcimento a qualsiasi soggetto, compresi i terzi, in conformità della legislazione applicabile.

(20)  Si dovrebbero limitare i disagi subiti dai viaggiatori a causa della cancellazione del loro viaggio o di un ritardo prolungato. A tale scopo i passeggeri dovrebbero ricevere la necessaria assistenza e le necessarie informazioni. I passeggeri dovrebbero avere la possibilità di cancellare il viaggio e farsi rimborsare il prezzo del biglietto oppure ottenere un ravviamento a condizioni soddisfacenti ovvero informazioni su servizi di trasporto alternativi. Se i vettori omettono di fornire ai passeggeri l'assistenza necessaria, questi dovrebbero avere il diritto di ottenere un risarcimento in denaro.

(21)  I vettori dovrebbero collaborare per adottare disposizioni a livello nazionale o europeo allo scopo di migliorare le cure e l'assistenza offerte ai passeggeri ogni qualvolta il loro viaggio venga interrotto, in particolare in caso di ritardi prolungati.

(22)  Il presente regolamento non deve incidere sui diritti dei viaggiatori sanciti dalla direttiva 90/314/CEE del 13 giugno 1990 del Consiglio concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti "tutto compreso"(5). Il presente regolamento non si applica in caso di cancellazione di un viaggio con circuito tutto compreso per motivi diversi dalla cancellazione del servizio di trasporto con autobus.

(23)  I passeggeri dovrebbero essere pienamente informati dei diritti ad essi conferiti dal presente regolamento, in modo da poterli effettivamente esercitare.

(24)  I passeggeri dovrebbero essere posti in grado di esercitare i propri diritti mediante adeguate procedure di reclamo, organizzate dai vettori o, se del caso, mediante presentazione dei reclami agli organismi designati a questo fine dallo Stato membro interessato.

(25)  Gli Stati membri dovrebbero verificare l'osservanza del presente regolamento da parte dei vettori e designare un apposito organismo incaricato di assicurarne l'effettiva applicazione. Tale vigilanza non pregiudica il diritto dei passeggeri di adire gli organi giurisdizionali, conformemente alle norme procedurali nazionali.

(26)  Gli Stati membri dovrebbero istituire un sistema sanzionatorio per le violazioni del presente regolamento e assicurare l'applicazione di queste sanzioni. Le sanzioni dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

(27)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, segnatamente la garanzia di livelli di protezione e assistenza elevati ed equivalenti in tutti gli Stati membri nel trasporto effettuato per mezzo di autobus non possono essere realizzati in misura sufficiente dai soli Stati membri e possono dunque, a causa della loro significativa dimensione internazionale essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità, enunciato nello stesso articolo.

(28)  Il presente regolamento lascia impregiudicata la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(6).

(29)  L'attuazione del presente regolamento dovrebbe basarsi sul regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europea e del Consiglio del 27 ottobre 2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori ("regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori")(7). È pertanto necessario modificare di conseguenza il suddetto regolamento.

(30)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali ed è conforme ai i principi riconosciuti, segnatamente, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Capo I

Disposizioni generali

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce regole che disciplinano:

   1) la non discriminazione fra i passeggeri in relazione alle condizioni di trasporto offerte dai vettori;
   2) la responsabilità dei vettori nel caso di incidenti che provochino il decesso o lesioni dei passeggeri o la perdita o il danneggiamento del loro bagaglio;
   3) la non discriminazione e l'assistenza obbligatoria nei confronti delle persone con disabilità e a mobilità ridotta che viaggiano in autobus;
   4) gli obblighi dei vettori nei confronti dei passeggeri in caso di cancellazione o di ritardo;
   5) le informazioni minime da fornire ai passeggeri;
   6) il trattamento dei reclami;
   7) l'effettiva applicazione dei diritti dei passeggeri.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento si applica al trasporto di passeggeri effettuato da autolinee mediante servizi regolari.

2.  Gli Stati membri possono escludere dall'applicazione del presente regolamento i servizi di trasporto urbano e suburbano, ▌ disciplinati da contratti di servizio pubblico, qualora tali contratti garantiscano ai passeggeri un livello di diritti simile a quello previsto dal presente regolamento.

3.  Ai servizi occasionali si applica esclusivamente il Capo II.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

   1) "vettore", un'impresa di trasporto autorizzata, nello Stato di stabilimento, a effettuare trasporti con autobus in conformità delle condizioni sull'accesso al mercato stabilite dalla legislazione nazionale e un'impresa di trasporto titolare di una licenza comunitaria in corso di validità rilasciata ai sensi del regolamento (CEE) n. 684/92 del Consiglio, del 16 marzo 1992, relativo alla fissazione di norme comuni per i trasporti internazionali di viaggiatori effettuati con autobus(8) per l'esercizio di attività di trasporto internazionale di passeggeri;
   2) "servizi occasionali", i servizi di cui all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 684/92;
   3) "servizi regolari", i servizi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 684/92;
   4) "contratto di trasporto", il contratto di trasporto stipulato da un vettore ▌ e un passeggero per la fornitura di uno o più servizi di trasporto, indipendentemente dal fatto che il biglietto sia stato acquistato presso un vettore, un operatore turistico o un venditore di biglietti;
   5) "biglietto", un documento in corso di validità che dà diritto al trasporto o un titolo equivalente in forma non cartacea, compresa la forma elettronica, emesso o autorizzato dal vettore o dal suo venditore di biglietti autorizzato;
   6) "venditore di biglietti", qualsiasi operatore turistico o intermediario che venda servizi di trasporto in autobus, anche all'interno di un pacchetto, per conto del vettore ▌;
   7) "operatore turistico" (tour operator), l'organizzatore ▌ ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 ▌ della direttiva 90/314/CEE;
   8) "persona con disabilità" o "persona a mobilità ridotta", qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell'uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale e locomotoria, permanente o temporanea), a causa di una disabilità o handicap mentale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un'attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri per rispondere alle esigenze specifiche di detta persona;
   9) "prenotazione", un'autorizzazione su carta o in forma elettronica che dà diritto al trasporto in base a piani personalizzati di trasporto precedentemente confermati;
   10) "ente di gestione della stazione", l'organismo al quale la normativa di uno Stato membro affida l'organizzazione e la responsabilità della gestione di una stazione di autobus;
   11) "cancellazione", la mancata effettuazione di un servizio specifico originariamente previsto e per il quale sia stato effettivamente prenotato almeno un posto;
   12) "ritardo", la differenza di tempo fra l'ora di partenza o di arrivo prevista del passeggero secondo l'orario pubblicato e l'ora della sua partenza o del suo arrivo effettivo o previsto;
   13) "formati accessibili", la possibilità per i passeggeri di accedere alle stesse informazioni, ad esempio in formato testo, braille, audio, video e/o in formato elettronico.

Articolo 4

Contratto di trasporto e condizioni contrattuali non discriminatorie

1.  Il vettore fornisce ai passeggeri una prova della conclusione del contratto di trasporto mediante emissione di uno o più biglietti. Il biglietto fa fede, fino a prova contraria, della conclusione del contratto e garantisce in tal modo i diritti previsti dal presente regolamento.

2.  Fatti salvi gli obblighi di servizio pubblico che prevedono tariffe sociali, le condizioni contrattuali e le tariffe applicate dai vettori o da altri venditori di biglietti vengono offerte al pubblico senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità e sul luogo di residenza dell'acquirente finale o sul luogo di stabilimento del vettore, dei venditori di biglietti nella Comunità.

Articolo 5

Inammissibilità di deroghe, esclusioni e limitazioni

1.  Gli obblighi stabiliti dal presente regolamento non sono oggetto di alcuna limitazione, esclusione o rinuncia, segnatamente per effetto di clausole derogatorie o restrittive nel contratto di trasporto.

2.  I vettori possono offrire condizioni contrattuali più favorevoli ai passeggeri di quelle sancite dal presente regolamento.

Capo II

Responsabilità delle autolinee nei confronti dei passeggeri e del loro bagaglio

Articolo 6

Responsabilità in caso di decesso e lesioni dei passeggeri

1.  In conformità del presente capo, il vettore è responsabile della perdita o dei danni risultanti dal decesso o dalle lesioni personali ▌ subite dai passeggeri a causa di incidenti verificatisi durante l'effettuazione del servizio di trasporto con autobus e avvenuti mentre il passeggero si trova all'interno del veicolo o al momento di salirvi o discendervi.

2.  La responsabilità extracontrattuale del vettore per i danni non è soggetta ad alcun limite pecuniario, sia esso stabilito da leggi, convenzioni o contratti.

3.  Per tutte le richieste di risarcimento danni fino al limite di 220 000 EURper passeggero, il vettore non può escludere o limitare la propria responsabilità provando di aver esercitato la diligenza prescritta dal paragrafo 4, lettera a), a meno che l'importo totale del risarcimento complessivo richiesto ecceda l'importo per il quale è richiesta l'assicurazione obbligatoria, in conformità della seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli(9), a titolo del diritto nazionale dello Stato membro in cui l'autobus è normalmente basato. In siffatta situazione, la responsabilità è limitata a codesto importo.

4.  Il vettore non è responsabile ai sensi del paragrafo 1:

   a) se l'incidente è stato causato da circostanze estranee all'esercizio dei servizi di trasporto con autobus o che il vettore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare;
   b) nella misura in cui l'incidente sia dovuto a colpa o negligenza del passeggero.

5.  Nessuna disposizione del presente regolamento:

   a) implica che il vettore è l'unica parte responsabile del pagamento dei danni; ovvero
   b) limita il diritto del vettore di esercitare il diritto di regresso contro terzi secondo quanto previsto dall'ordinamento nazionale.

Articolo 7

Risarcimento

1.  In caso di morte del passeggero il risarcimento dei danni a fronte della responsabilità di cui all'articolo 6 comprende:

   a) le spese necessarie conseguenti al decesso del passeggero, in particolare quelle del trasporto della salma e delle esequie;
   b) se la morte non è sopravvenuta immediatamente, il risarcimento dei danni previsto al paragrafo 2.

2.  In caso di lesioni personali o di ogni altro pregiudizio all'incolumità fisica o psichica del passeggero, il risarcimento dei danni comprende:

   a) le spese necessarie, in particolare quelle relative alle cure e al trasporto;
   b) la riparazione del danno causato, sia per l'incapacità lavorativa totale o parziale, sia per l'accrescimento dei bisogni.

3.  Se con la morte del passeggero vengono private del loro sostentamento persone verso le quali egli, in virtù delle disposizioni di legge, aveva o avrebbe avuto un'obbligazione alimentare, queste persone devono essere egualmente indennizzate per tale perdita.

Articolo 8

Pagamenti anticipati

1.  In caso di morte o di lesioni personali ▌ del passeggero causate da un incidente che sia in relazione con la prestazione di servizi di trasporto con autobus, e qualora il passeggero non sia coperto da alcuna altra polizza di assicurazione di viaggio, il vettore effettua, senza indugio e in ogni caso entro quindici giorni dall'identificazione della persona fisica avente diritto al risarcimento, i pagamenti anticipati eventualmente necessari per soddisfare le immediate necessità economiche proporzionalmente al danno subito, sempre che esistano ragionevoli indizi che le cause sono imputabili al vettore.

2.  Senza pregiudizio del paragrafo 1, un pagamento anticipato non è inferiore a 21 000 EUR per passeggero in caso di decesso.

3.  Il pagamento anticipato non costituisce riconoscimento di responsabilità e può essere detratto da qualsiasi ulteriore importo dovuto sulla base del presente regolamento, ma non è rimborsabile, salvo nei casi in cui il danno è dovuto a negligenza o errore del passeggero, quando il beneficiario del pagamento anticipato non risulti la persona avente diritto al risarcimento o quando l'entità del danno effettivamente subito è inferiore all'importo del pagamento anticipato.

Articolo 9

Responsabilità per lo smarrimento e il danneggiamento del bagaglio

1.  Il vettore è responsabile per lo smarrimento o il danneggiamento del bagaglio posto sotto la loro responsabilità. L'indennizzo massimo è fissato a 1 800 EUR per passeggero.

2.  In caso di incidenti verificatisi in relazione con la prestazione di servizio di trasporto con autobus, il vettore è responsabile della perdita totale o parziale o del danno degli effetti personali che il viaggiatore portava sulla sua persona o come colli a mano. L'indennizzo massimo è fissato a 1 300 EUR per passeggero.

3.  Un vettore non è ritenuto responsabile di un danno ai sensi dei paragrafi 1 e 2:

   a) se il danno è stato causato da circostanze estranee all'esercizio dei servizi di trasporto con autobus che il vettore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare;
   b) nella misura in cui il danno sia dovuto a errore o negligenza del passeggero.

Capo III

Diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta

Articolo 10

Divieto di rifiutare il trasporto

1.  I vettori, i venditori di biglietti e gli operatori turistici non rifiutano, per motivi di disabilità o di mobilità ridotta:

   a) di accettare la prenotazione per un servizio di trasporto o di emettere un biglietto per un viaggio ai quali si applica il presente regolamento;
   b) di imbarcare una persona con disabilità o a mobilità ridotta, purché l'interessato sia in possesso di un biglietto valido o di una prenotazione.

2.  Le prenotazioni e i biglietti sono offerti alle persone con disabilità e a mobilità ridotta senza oneri aggiuntivi.

Articolo 11

Deroghe e condizioni speciali

1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 10, i vettori o i venditori di biglietti o gli operatori turistici possono rifiutare, per motivi di disabilità o mobilità ridotta, di accettare una prenotazione o di emettere un biglietto o di imbarcare una persona con disabilità o a mobilità ridotta:

   a) se la struttura del veicolo rende fisicamente o di fatto impossibile l'imbarco o il trasporto della persona con disabilità o a mobilità ridotta;
   b) se il veicolo o le infrastrutture presso il luogo di partenza o di arrivo o lungo il percorso non sono attrezzati in modo tale da garantire la sicurezza del trasporto di persone con disabilità e a mobilità ridotta.

Qualora una prenotazione non sia accettata per i motivi indicati al primo comma, lettere a) o b), il vettore, il venditore di biglietti o l'operatore turistico compie ogni ragionevole sforzo per proporre un'alternativa accettabile alla persona in questione.

2.  Alla persona con disabilità o a mobilità ridotta cui sia stato rifiutato l'imbarco a causa della sua disabilità o mobilità ridotta viene offerto di scegliere tra il diritto al rimborso e ad altri servizi di trasporto ragionevoli fino al luogo di destinazione con durata comparabile.

3.  ▌Il vettore, il venditore di biglietti o l'operatore turistico può esigere che le persone con disabilità o a mobilità ridotta siano accompagnate da un'altra persona in grado di fornire assistenza, se questa è strettamente necessaria, qualora:

   a) si applichino le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera a) o b), oppure
   b) il personale di bordo del veicolo in questione sia costituito unicamente da una persona, che è alla guida del veicolo e che non può fornire alla persona disabile o alla persona con mobilità ridotta l'assistenza specificata all'allegato I.

4.  Se il vettore o il venditore di biglietti o l'operatore turistico si avvalgono della deroga di cui al paragrafo 1, informano immediatamente la persona con disabilità o a mobilità ridotta delle ragioni che lo giustificano o, a richiesta, le comunicano per iscritto tali ragioni entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta.

Articolo 12

Accessibilità e informazione

1.  I vettori istituiscono, in cooperazione con le organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità o a mobilità ridotta e degli organismi responsabili del controllo dell'applicazione di cui all'articolo 27, norme di accesso non discriminatorie applicabili al trasporto di persone con disabilità e a mobilità ridotta e ai loro accompagnatori, allo scopo di soddisfare le prescrizioni di sicurezza applicabili. Queste norme devono fissare tutte le condizioni di accesso al servizio di autotrasporto in questione, compresa l'accessibilità dei veicoli adibiti al trasporto e la loro dotazione di attrezzature a bordo nonché le attrezzature di assistenza installate.

2.  Le norme di cui al paragrafo 1 vengono messe a disposizione del pubblico a cura dei vettori o dei venditori di biglietti almeno al momento della prenotazione, in formati accessibili, e nelle stesse lingue in cui l'informazione viene normalmente fornita a tutti i passeggeri. Particolare attenzione viene prestata alle esigenze delle persone con disabilità o delle persone a mobilità ridotta.

3.  A richiesta, i vettori mettono a disposizione immediatamente le norme internazionali, comunitarie o nazionali che stabiliscono i requisiti di sicurezza su cui si basano le norme di accesso non discriminatorie. Tali norme devono essere fornite in formati accessibili.

4.  Gli operatori turistici mettono a disposizione le norme di cui al paragrafo 1 che si applicano alle tratte comprese nei viaggi, nelle vacanze e nei circuiti "tutto compreso" da essi organizzati, venduti i proposti.

5.  I vettori, i venditori di biglietti o gli operatori turistici provvedono affinché tutte le informazioni pertinenti riguardanti le condizioni di trasporto, le informazioni sul viaggio e le informazioni sull'accessibilità dei servizi, comprese le prenotazioni e le informazioni on-line, siano rese disponibili in formati ▌ accessibili per le persone con disabilità e a mobilità ridotta, nonché per le persone che non sono in grado di viaggiare senza assistenza per la loro avanzata o giovane età e i loro accompagnatori.

Articolo 13

Diritto all'assistenza

1.  È responsabilità dei gestori delle stazioni di autobus e dei vettori prestare gratuitamente alle persone con disabilità o a mobilità ridotta un'adeguata assistenza come specificato nell'allegato I, prima, ▌ dopo e, se possibile, durante il viaggio. L'assistenza va adeguata alle esigenze individuali delle persone con disabilità o della persona a mobilità ridotta.

2.  I gestori delle stazioni di autobus e i vettori possono fornire direttamente l'assistenza o possono subappaltare tale fornitura a uno o più soggetti. Possono sottoscrivere tali contratti di propria iniziativa o a richiesta.

Quando subappaltano a uno o più soggetti la fornitura della suddetta assistenza, i gestori delle stazioni di autobus e i vettori rimangono responsabili della fornitura dell'assistenza.

3.  Le disposizioni del presente capo non impediscono ai gestori dei terminali e ai vettori di fornire un'assistenza di livello superiore a quella indicata nell'allegato I né di fornire servizi aggiuntivi rispetto a quelli ivi specificati.

Articolo 14

Diritto di assistenza nelle stazioni di autobus

1.  Al più tardi sei mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, gli Stati membri designano le stazioni di autobus nelle quali dev'essere prestata l'assistenza alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta, tenendo conto della necessità di garantire l'accessibilità dei servizi nel maggior numero possibile di località. Gli Stati membri ne informano la Commissione. La Commissione rende disponibile su internet un elenco delle stazioni di autobus designate.

2.  Il gestore della stazione designato da uno Stato membro a norma del paragrafo 1 è responsabile della prestazione dell'assistenza indicata nella parte a) dell'allegato I, senza oneri aggiuntivi alle persone con disabilità e a mobilità ridotta, purché la persona interessata soddisfi le condizioni indicate all'articolo 16.

3.  Qualora sia richiesto l'uso di un cane da assistenza riconosciuto, l'animale è ammesso a condizione che il vettore o il venditore di biglietti o l'operatore turistico ne abbiano ricevuto notifica in conformità della normativa nazionale applicabile in materia di trasporto di cani da assistenza.

Articolo 15

Diritto all'assistenza a bordo

Il vettore fornisce gratuitamente alle persone con disabilità o a mobilità ridotta, durante l'imbarco e lo sbarco dagli autobus, come minimo, l'assistenza di cui alla parte b) dell'allegato I, purché la persona interessata soddisfi le condizioni di cui all'articolo 16.

Articolo 16

Condizioni alle quali è fornita l'assistenza

1.  I vettori, i gestori delle stazioni di autobus, i venditori di biglietti e gli operatori turistici cooperano al fine di fornire assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta a condizione che al vettore, al gestore della stazione, al venditore di biglietti e all'operatore turistico sia comunicata, con un preavviso di almeno 24 ore, la necessità che tale persona ha di ricevere questa assistenza, a meno che un termine di notifica più breve sia proposto dal fornitore di assistenza o sia concordato tra il fornitore di assistenza e il passeggero.

2.  I vettori, i venditori di biglietti e gli operatori turistici adottano tutte le misure necessarie per fare in modo di ricevere le notifiche di richiesta di assistenza da parte delle persone con disabilità o a mobilità ridotta. Il passeggero riceve una conferma attestante che le sue esigenze di assistenza sono state notificate. Tali obblighi si applicano a tutti i loro punti di vendita, compresa la vendita per telefono e via Internet.

3.  In mancanza della notifica di cui al paragrafo 1, i vettori, i gestori delle stazioni, i venditori di biglietti e gli operatori turistici fanno ogni ragionevole sforzo per assicurare che l'assistenza sia fornita in modo tale che la persona con disabilità o a mobilità ridotta possa salire sul servizio in partenza, prendere il servizio in coincidenza o scendere dal servizio in arrivo per il quale ha acquistato il biglietto.

4.  L'assistenza viene fornita a condizione che la persona interessata si presenti al punto indicato:

   all'ora stabilita in anticipo dal vettore a condizione che non preceda di più di 60 minuti l'orario di partenza stabilito, ovvero
   qualora non sia stato stabilito un orario, almeno 30 minuti prima dell'orario di partenza stabilito, salvo diversamente proposto dal fornitore di assistenza o diversamente concordato tra il fornitore di assistenza e il passeggero.

5.  Il gestore di una stazione designato da uno Stato membro a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, tenuto conto delle condizioni locali e fatte salve le competenze di altri soggetti in relazione alle zone situate all'esterno del perimetro della stazione, designa i punti di arrivo e di partenza all'interno della stazione o in punti che esso controlla direttamente, tanto all'interno quanto all'esterno degli edifici della stazione, in cui le persone con disabilità o a mobilità ridotta possono annunciare il loro arrivo e chiedere assistenza.

6.  I punti designati di cui al paragrafo 5 sono chiaramente segnalati, accessibili e riconoscibili dalle persone con disabilità e a mobilità ridotta e offrono, in formati accessibili, le necessarie informazioni in merito alla stazione, nonché all'assistenza ivi fornita.

Articolo 17

Trasmissione delle informazioni a terzi

1.  Quando la fornitura dell'assistenza è stata ceduta in appalto, il vettore o il venditore di biglietti o l'operatore turistico, se ricevono notifica di richiesta di assistenza con un preavviso di almeno 48 ore sull'orario di partenza stabilito, trasmettono le informazioni pertinenti in modo che l'impresa appaltatrice riceva la notifica con almeno 36 ore di preavviso sull'orario di partenza stabilito per il viaggio.

2.  Quando la fornitura di assistenza è stata ceduta in appalto, se il vettore o il venditore di biglietti o l'operatore turistico non hanno ricevuto una notifica di richiesta di assistenza con un preavviso di almeno 48 ore prima dell'ora di partenza stabilita per il viaggio, trasmettono tale informazione in modo che l'impresa appaltatrice riceva la notifica non appena possibile.

Articolo 18

Formazione

I vettori e i gestori delle stazioni di autobus:

   a) assicurano che il proprio personale, compreso il personale alle dipendenze di un subappaltatore, che fornisce un'assistenza diretta alle persone con disabilità e a mobilità ridotta, abbia le conoscenze per soddisfare le necessità di tali persone, a seconda delle disabilità o dell'handicap motorio;
   b) forniscono una formazione incentrata sull'assistenza e sulla sensibilizzazione alla disabilità, come descritto nell'allegato II, a tutto il personale alle loro dipendenze che lavora a diretto contatto con i passeggeri;
   c) assicurano che, dopo l'assunzione, tutti i nuovi dipendenti ricevano una formazione sulla disabilità e che tutto il personale al momento opportuno corsi di aggiornamento in materia.

Articolo 19

Risarcimento per sedie a rotelle e attrezzature per la mobilità

1.  Quando le sedie a rotelle, le altre attrezzature per la mobilità o parti di esse vengono perse o risultino danneggiate durante la movimentazione nella stazione degli autobus o il trasporto a bordo degli autobus, il passeggero al quale appartengono è risarcito dal vettore o dal gestore della stazione, a seconda di chi era responsabile dell'attrezzatura al momento della perdita o del danno.

Se necessario, deve essere fatto ogni sforzo per fornire rapidamente un'attrezzatura di sostituzione avente caratteristiche tecniche e funzionali analoghe a quelle dell'attrezzatura persa o danneggiata.

2.  Il vettore non è responsabile ai sensi del paragrafo 1:

   a) se la perdita o il danno sono stati causati da circostanze estranee all'esercizio dei servizi di trasporto con autobus e che il vettore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare;
   b) nella misura in cui la perdita o il danno siano dovuti a colpa o negligenza del passeggero.

3.  L'importo del risarcimento dovuto ai sensi del presente articolo è equivalente alla perdita effettivamente subita.

Capo IV

Obblighi dei vettori in caso di interruzione del viaggio

Articolo 20

Responsabilità nel caso di cancellazione e ritardo prolungato

1.  Il vettore è responsabile delle cancellazioni, dell'overbooking e ▌ dei ritardi alla partenza superiori a due ore. Il vettore è responsabile unicamente delle cancellazioni e dei ritardi derivanti da circostanze che può controllare. Tale responsabilità non include i ritardi dovuti a ingorghi nonché a controlli alle frontiere e/o dei veicoli. In tutti i casi in cui il vettore è responsabile:

   a) ai passeggeri coinvolti devono essere offerti servizi di trasporto alternativi senza costi aggiuntivi e a condizioni ragionevoli o, qualora ciò sia impraticabile, devono essere informati dell'esistenza di adeguati servizi di trasporto alternativi forniti da altre imprese di trasporto;
   b) i passeggeri coinvolti devono ottenere il rimborso del prezzo del biglietto, qualora non accettino i servizi di trasporto alternativi di cui alla lettera a);
   c) oltre al rimborso di cui alla lettera b), i passeggeri coinvolti hanno diritto di ricevere un indennizzo pari al 50% del prezzo del biglietto se il vettore non è in grado di fornire servizi alternativi o l'informazione di cui alla lettera a). L'indennizzo viene corrisposto entro un mese dalla presentazione della relativa domanda;
   d) qualora decidano di accettare i servizi di trasporto alternativi offerti, i passeggeri coinvolti hanno diritto di ricevere un indennizzo pari al 50% del prezzo del biglietto senza perdere il loro diritto al trasporto. Il prezzo del biglietto è il prezzo integrale pagato dal passeggero per la parte ritardata del viaggio. L'indennizzo viene corrisposto entro un mese dalla presentazione della relativa domanda;
   e) ai passeggeri coinvolti devono essere offerti pasti e bevande in rapporto con il tempo di attesa, se possono essere ragionevolmente forniti;
   f) ai passeggeri coinvolti devono essere offerti una sistemazione in albergo o una sistemazione di altro tipo e il trasporto fra la stazione e il luogo di sistemazione, qualora si renda necessario un pernottamento prima di poter proseguire il viaggio;
   g) quando l'autobus diventa inutilizzabile, ai passeggeri coinvolti deve essere offerto il trasporto dal luogo in cui si trova il veicolo inutilizzabile verso un idoneo punto di attesa e/o una stazione di autobus da cui il viaggio possa proseguire.

2.  Nei casi diversi da quelli di cui al paragrafo 1, il vettore è responsabile per i ritardi all'arrivo superiori a due ore qualora il ritardo sia dovuto:

   a negligenza e colpa del conducente o
   a un guasto tecnico del veicolo.

   a) i passeggeri coinvolti hanno diritto di ricevere un indennizzo pari al 50% del prezzo del biglietto; il prezzo del biglietto è il prezzo integrale pagato dal passeggero per la parte ritardata del viaggio. L'indennizzo viene corrisposto entro un mese dalla presentazione della relativa domanda;
   b) i passeggeri coinvolti hanno diritto all'assistenza di cui al paragrafo 1, lettere c ter), c quater) e c quinquies) del presente articolo.

3.  Il vettore è esonerato da tale responsabilità qualora la cancellazione o il ritardo possano essere attribuiti ad una delle seguenti cause:

   a) circostanze estranee all'esercizio dei servizi di trasporto con autobus e che il vettore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare;
   b) negligenza del passeggero o
   c) un comportamento di terzi che il vettore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare.

Articolo 21

Fornitura di informazioni

1.  In caso di ritardo il vettore o, se del caso, il gestore della stazione degli autobus informa i passeggeri degli orari probabili di partenza e di arrivo non appena questa informazione sia disponibile, ma non oltre 30 minuti dopo l'orario previsto per la partenza o un'ora prima dell'orario previsto per l'arrivo. Tali informazioni sono fornite anche in formati accessibili alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

2.  Se i passeggeri perdono una coincidenza a causa del ritardo, il vettore fa ogni ragionevole sforzo per informare i passeggeri coinvolti dell'esistenza di coincidenze alternative.

Articolo 22

Ulteriori richieste risarcitorie

Il presente regolamento lascia impregiudicati i diritti del passeggero a un risarcimento supplementare. Il risarcimento concesso ai sensi del presente regolamento può essere detratto da detto risarcimento.

Articolo 23

Misure aggiuntive a favore dei passeggeri

I vettori collaborano al fine di adottare disposizioni a livello nazionale o europeo, con la partecipazione degli interessati, delle associazioni professionali e delle associazioni dei consumatori, dei passeggeri e delle persone con disabilità. Queste misure sono volte a migliorare l'assistenza ai passeggeri, in particolare in caso di ritardo prolungato ed interruzione o cancellazione del viaggio, dando la priorità ai passeggeri con esigenze particolari dovute a disabilità, mobilità ridotta, malattia, età avanzata, gravidanza, e riguardano anche i bambini e gli accompagnatori.

In caso di ritardo prolungato e di interruzione o cancellazione del viaggio, l'assistenza si concentra sulla fornitura ai passeggeri di assistenza medica nonché di alimenti e bevande, ove necessario, di informazioni regolarmente aggiornate e, se del caso, sulla predisposizione di trasporti alternativi e di una sistemazione.

Capo V

Informazione dei passeggeri e trattamento dei reclami

Articolo 24

Il diritto all'informazione sul viaggio

I gestori dei terminali e i vettori forniscono ai passeggeri informazioni adeguate per tutto il viaggio in formati accessibili.

Articolo 25

Informazioni sui diritti dei passeggeri

║ I vettori e i gestori delle stazioni degli autobus provvedono affinché ai passeggeri siano fornite informazioni adeguate e comprensibili in merito ai diritti ad essi conferiti dal presente regolamento, al più tardi al momento della partenza e durante il loro viaggio. Le informazioni sono fornite in formati accessibili. Queste informazioni comprendono i dati necessari per contattare l'organismo designato dallo Stato membro a norma dell'articolo 27, paragrafo 1 per garantire l'osservanza del presente regolamento.

Articolo 26

Reclami

1.  I vettori istituiscono un meccanismo, qualora esso non esista già, per il trattamento dei reclami per i diritti e gli obblighi contemplati dal presente regolamento che sia accessibile a tutti i passeggeri, compresi i passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta.

2.  I passeggeri possono inoltrare un reclamo a un vettore entro un mese dal giorno in cui il servizio è stato prestato o avrebbe dovuto essere prestato. Entro 20 giorni lavorativi il destinatario del reclamo fornisce una risposta motivata o, in casi giustificati, informa il passeggero della data entro la quale può aspettarsi una risposta. Il tempo necessario per rispondere non supera i due mesi dal ricevimento del reclamo.

3.  Se non viene data una risposta entro i termini di cui al paragrafo 2, il reclamo si considera accettato.

4.  I vettori pubblicano ogni anno una relazione in cui figurano il numero e l'oggetto dei reclami ricevuti, il numero medio di giorni che sono stati necessari per rispondervi e le misure correttive adottate.

Capo VI

Controllo dell'applicazione e organismi nazionali di tutela

Articolo 27

Organismi nazionali preposti al controllo dell'applicazione

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili del controllo dell'applicazione del presente regolamento. Ciascun organismo adotta le misure necessarie per garantire la tutela dei diritti dei passeggeri, compresa l'osservanza delle norme in materia di accessibilità di cui all'articolo 12. Per quanto riguarda l'organizzazione, le decisioni di finanziamento, la struttura giuridica e il processo decisionale, ogni organismo è indipendente ▌.

2.  Gli Stati membri informano la Commissione dell'organismo o degli organismi designati a norma del presente articolo e delle loro relative competenze.

3.  Tali organismi cooperano con le organizzazioni che rappresentano i vettori e i consumatori, comprese le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta.

4.  Ogni passeggero può presentare un reclamo in merito a presunte infrazioni al presente regolamento all'organismo appropriato di cui al paragrafo 1.

5.  Gli Stati membri che hanno scelto di esonerare taluni servizi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, garantiscono la realizzazione di un meccanismo simile ai fini della tutela dei diritti dei passeggeri.

Articolo 28

Relazione sull'applicazione del presente regolamento

1.  Il 1° giugno di ogni anno gli organismi designati a norma dell'articolo 27, paragrafo 1, pubblicano una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente che contiene, tra l'altro:

   a) una descrizione delle iniziative prese per applicare le disposizioni del presente regolamento;
   b) un riferimento alla procedura applicabile alla risoluzione di reclami individuali;
   c) una sintesi delle norme in materia di accessibilità delle persone con disabilità e a mobilità ridotta applicabili nello Stato membro di appartenenza;
   d) dati aggregati sui reclami nonché sul loro esito e sui relativi tempi di soluzione;
   e) dati sulle sanzioni applicate;
   f) altre questioni rilevanti ai fini di una migliore applicazione del presente regolamento.

2.  Per poter redigere tali relazioni, gli organismi di tutela tengono statistiche sui reclami individuali, per argomento e impresa interessata. A richiesta, tali dati vengono messi a disposizione della Commissione o delle autorità investigative nazionali fino a tre anni dopo la data dell'evento.

Articolo 29

Cooperazione fra gli organismi nazionali di tutela

Gli organismi nazionali di cui all'articolo 27, paragrafo 1, si scambiano informazioni in merito alle loro rispettive attività, sui principi e sulle prassi decisionali adottati per assicurare ai passeggeri una tutela coerente in tutta la Comunità. La Commissione li assiste in questo compito.

Articolo 30

Sanzioni

Gli Stati membri stabiliscono il regime sanzionatorio applicabile alle infrazioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'effettiva applicazione. Le sanzioni previste, che possono contemplare il pagamento di un indennizzo al passeggero interessato, devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione e le comunicano immediatamente le eventuali successive modificazioni.

Capo VII

Disposizioni finali

Articolo 31

Relazione

Entro ...(10), la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla sua applicazione e i suoi effetti. Se del caso, la relazione è accompagnata da apposite proposte legislative che attuano in modo più dettagliato le disposizioni del presente regolamento o lo modificano.

Articolo 32

Modifica del regolamento (CE) n. 2006/2004

Nell'allegato al regolamento (CE) n. 2006/2004 è aggiunto il seguente punto:"

18.  Regolamento (CE) n. ... del Parlamento e del Consiglio del … relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori ("Regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori")(GU L ...).

"

Articolo 33

Entrata in vigore

1.  Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Esso ha effetto dal ...(11).

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ║ ,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO I

Assistenza fornita alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta

a)  Assistenza nelle stazioni di autobus

L'assistenza e le misure necessarie per consentire alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta di:

   comunicare il proprio arrivo alla stazione e la richiesta di assistenza nei punti designati;
   spostarsi dai punti designati allo sportello della biglietteria, alla sala d'aspetto e alla zona di imbarco.

b)  Assistenza a bordo

L'assistenza e le misure necessarie per consentire alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta di:

   salire a bordo del veicolo, mediante elevatori, sedie a rotelle o altre attrezzature necessarie;
   riporre il bagaglio a bordo;
   recuperare il bagaglio;
   scendere dal veicolo;
   recarsi ai servizi igienici, ove possibile;
   portare a bordo dell'autobus, nella misura del possibile, un cane da assistenza riconosciuto;
   recarsi al posto a sedere;
   ottenere le informazioni essenziali relative al viaggio in formati accessibili;
   salire e scendere durante le pause di un viaggio, se fattibile.

ALLEGATO II

Formazione in materia di disabilità

a)  Sensibilizzazione alla disabilità

La formazione del personale che lavora a diretto contatto con i passeggeri riguarda i seguenti aspetti:

   sensibilizzazione alle disabilità fisiche, sensoriali (uditive e visive), nascoste o di apprendimento, e trattamento adeguato dei passeggeri che ne sono affetti, compresa la capacità di distinguere fra le varie abilità di individui con mobilità, orientamento o comunicazione ridotta;
   barriere incontrate da persone a mobilità ridotta, comprese barriere attitudinali, ambientali/fisiche, organizzative;
   cani da assistenza riconosciuti, loro ruolo ed esigenze;
   capacità di far fronte a situazioni inattese;
   abilità interpersonali e metodi di comunicazione con persone non udenti, ipoudenti, ipovedenti, che soffrono di disturbi del linguaggio o con difficoltà di apprendimento;
   capacità di maneggiare con cura sedie a rotelle e altri ausili alla mobilità al fine di evitare danni (per tutto il personale addetto alla manutenzione dei bagagli, se del caso).

b)  Formazione incentrata sull'assistenza alla disabilità

La formazione del personale che assiste direttamente persone a mobilità ridotta riguarda i seguenti aspetti:

   come aiutare gli utilizzatori di sedie a rotelle a sedersi sulla sedia a rotelle e ad alzarsi;
   capacità di fornire assistenza alle persone a mobilità ridotta che viaggiano con un cani da assistenza riconosciuto, compreso il ruolo e le esigenze di tali cani;
   tecniche per scortare passeggeri non vedenti e ipovedenti e per trattare e trasportare cani da assistenza riconosciuti, tenendo presente che i cani da assistenza sono addestrati a obbedire unicamente ai comandi del padrone e che non dovrebbero essere trattati dal personale in servizio;
   conoscenza dei tipi di attrezzatura che possono assistere le persone a mobilità ridotta e del modo di utilizzare tali attrezzature;
   utilizzo delle attrezzature di assistenza all'imbarco e allo sbarco e conoscenza delle procedure adeguate di assistenza all'imbarco e allo sbarco che tutelano la sicurezza e la dignità delle persone a mobilità ridotta;
   sufficiente comprensione dell'esigenza di fornire un'assistenza affidabile e professionale, nonché consapevolezza della possibilità che alcuni passeggeri con disabilità provino sensazioni di vulnerabilità durante il viaggio a causa della loro dipendenza dall'assistenza fornita;
   conoscenza delle tecniche di pronto intervento.

(1) GU C ...
(2) GU C ║
(3) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(4) GU L 226 del 10.9.2003, pag. 4.
(5) GU L 158 del 23.6.1990, pag. 59.
(6) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
(7) GU L 364 del 9.12.2004, pag.1.
(8) GU L 74 del 20.3.1992, pag. 1.
(9) GU L 8 dell'11.1.1984, pag. 17.
(10)* Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.
(11)* Due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.


Durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/116/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi (COM(2008)0464 – C6-0281/2008 – 2008/0157(COD))
P6_TA(2009)0282A6-0070/2009
RETTIFICHE

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0464),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e gli articoli 47, paragrafo 2, 55 e 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0281/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per la cultura e l'istruzione (A6-0070/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione della direttiva 2009/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/116/CE ║ concernente la durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi

P6_TC1-COD(2008)0157


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2, e gli articoli 55 e 95,

vista la proposta della Commissione ║,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(2),

considerando quanto segue:

(1)  Ai sensi della direttiva 2006/116/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi(3), la durata della protezione per gli artisti, interpreti o esecutori e i produttori di fonogrammi è cinquanta anni.

(2)  Per gli artisti, interpreti o esecutori questo periodo ha inizio con l'esecuzione o, quando la fissazione dell'esecuzione è pubblicata o comunicata al pubblico nei cinquanta anni che seguono l'esecuzione, ▌ dopo la prima pubblicazione o la prima comunicazione al pubblico, a seconda di quale dei due eventi si è verificato prima.

(3)  Per i produttori di fonogrammi il periodo inizia con la fissazione del fonogramma o con la sua pubblicazione nei cinquanta anni che seguono la fissazione o, qualora non sia pubblicato, dalla sua comunicazione al pubblico nei cinquanta anni che seguono la fissazione.

(4)  L'importanza, riconosciuta a livello sociale, del contributo creativo degli artisti, interpreti o esecutori deve riflettersi in un livello di protezione che riconosca i loro apporti artistici e creativi.

(5)  Gli artisti, interpreti o esecutori iniziano in genere la loro carriera in giovane età e l'attuale durata della protezione (cinquanta anni), applicabile alle fissazioni delle esecuzioni ▌, è spesso insufficiente a proteggere le esecuzioni per tutto l'arco della loro vita. Taluni artisti, interpreti o esecutori, pertanto, si trovano a dover far fronte a un calo di reddito negli ultimi anni di vita, senza spesso potersi avvalere dei loro diritti per evitare o limitare usi discutibili delle loro esecuzioni che possono avvenire quando essi sono ancora in vita.

(6)  I ricavi derivanti dai diritti esclusivi di riproduzione e messa a disposizione, come stabilito dalla direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione(4), come pure dall'equo compenso per riproduzioni per uso privato ai sensi della stessa direttiva e dai diritti esclusivi di distribuzione e noleggio ai sensi della direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale(5), devono essere a disposizione degli artisti, interpreti o esecutori almeno per tutto l'arco della loro vita.

(7)  La durata della protezione per le fissazioni di esecuzioni e per i fonogrammi deve pertanto essere estesa a settanta anni dopo il relativo momento d'inizio.

(8)  I diritti sulla fissazione dell'esecuzione devono tornare agli artisti, interpreti o esecutori qualora, ai sensi della convenzione internazionale sulla protezione degli artisti, interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e delle organizzazioni radiofoniche, un produttore di fonogrammi non metta in vendita un numero congruo di copie di un fonogramma che, in assenza di estensione della durata, sarebbe caduto nel pubblico dominio, o non metta a disposizione del pubblico lo stesso fonogramma. Detta opzione deve essere disponibile alla scadenza di un congruo lasso di tempo concesso al produttore di fonogrammi per realizzare queste due azioni di valorizzazione. I diritti del produttore di fonogrammi sul fonogramma in parola devono pertanto scadere per evitare una situazione in cui tali diritti coesistano con quelli che gli artisti, interpreti o esecutori hanno sulla fissazione dell'esecuzione, nella misura in cui questi ultimi diritti non siano più trasferiti o ceduti al produttore di fonogrammi.

(9)  Quando avviano una relazione contrattuale con un produttore di fonogrammi, gli artisti, interpreti o esecutori sono tenuti di norma a trasferire o cedere ai produttori di fonogrammi i loro diritti esclusivi di riproduzione, distribuzione, noleggio e messa a disposizione delle fissazioni delle loro esecuzioni. In contropartita alcuni artisti, interpreti o esecutori ricevono un anticipo sulle royalties e ulteriori pagamenti soltanto quando il produttore di fonogrammi abbia recuperato l'importo dell'anticipo e operato alcune detrazioni previste dal contratto. Altri artisti, interpreti o esecutori trasferiscono o cedono di solito i loro diritti esclusivi dietro corresponsione di un pagamento unico (remunerazione non ricorrente). Si tratta del caso specifico di artisti, interpreti o esecutori che hanno un ruolo meno importante e il cui nome non viene menzionato (artisti non affermati), come pure talvolta di alcuni altri artisti, interpreti o esecutori il cui nome viene menzionato (artisti affermati). ▌

(10)  Per garantire che gli artisti che hanno trasferito i loro diritti esclusivi ai produttori di fonogrammi ▌ beneficino effettivamente di tale estensione, deve essere introdotta una serie di misure ▌ di accompagnamento ▌.

(11)  Una prima misura di accompagnamento ▌ deve stabilire l'obbligo per i produttori di fonogrammi di accantonare, almeno una volta all'anno, un importo pari al 20% dei ricavi dei diritti esclusivi di riproduzione, distribuzione e messa a disposizione dei fonogrammi. I "ricavi" corrispondono ai ricavi derivanti per il produttore di fonogrammi prima della detrazione delle spese.

(12)  I pagamenti devono essere riservati esclusivamente agli artisti, interpreti o esecutori le cui esecuzioni siano fissate su fonogramma e che abbiano trasferito o ceduto i loro diritti esclusivi al produttore di fonogrammi dietro corresponsione di un pagamento unico. I pagamenti accantonati su tale base devono essere distribuiti ai singoli artisti, interpreti o esecutori non affermati almeno una volta all'anno. ▌ La relativa distribuzione è affidata a società di gestione collettiva e possono applicarsi le disposizioni nazionali sulle entrate non distribuibili. Per evitare oneri eccessivi connessi alla raccolta e alla gestione di queste entrate, gli Stati membri possono regolamentare i limiti in cui le micro imprese sono tenute a contribuire qualora siffatti pagamenti risultassero irragionevoli rispetto ai costi della raccolta e della gestione delle entrate in causa.

(13)  Tuttavia, l'articolo 5 della direttiva 2006/115/CE ║ garantisce già agli artisti un diritto irrinunciabile a un'equa remunerazione per il noleggio, tra l'altro, di fonogrammi. Analogamente, nella prassi contrattuale gli artisti, interpreti o esecutori non trasferiscono di solito ai produttori di fonogrammi i loro diritti a una remunerazione equa e unica per la radiodiffusione e comunicazione al pubblico, come stabilito dall'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115/CE e a un equo compenso per riproduzioni per uso privato, come previsto dall'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29/CE. Pertanto, ai fini del calcolo dell'importo globale che un produttore di fonogrammi è tenuto a destinare al pagamento delle remunerazioni supplementari, non si deve tenere conto dei ricavi che il produttore di fonogrammi ha ottenuto dal noleggio di fonogrammi o dalla remunerazione equa e unica per la radiodiffusione e comunicazione al pubblico o dall'equo compenso per copia privata.

(14)  La seconda misura di accompagnamento al fine di riequilibrare i contratti in virtù dei quali gli artisti, interpreti o esecutori trasferiscono i propri diritti esclusivi, in cambio di royalties, al produttore di fonogrammi, sarebbe la proroga della durata di protezione ad un'ulteriore condizione, vale a dire una "nuova piattaforma" per quegli artisti, interpreti o esecutori che abbiano ceduto i suddetti diritti esclusivi ai produttori di fonogrammi in cambio di royalties o remunerazione. Affinché gli artisti, interpreti o esecutori possano beneficiare pienamente della proroga della durata di protezione, gli Stati membri garantiscono che, nell'ambito di accordi tra produttori di fonogrammi ed artisti, interpreti o esecutori, vengano corrisposte a questi ultimi, durante il periodo di proroga, royalties o remunerazione svincolate da pagamenti anticipati o detrazioni previste dal contratto.

(15)  Ai fini della certezza del diritto si deve stabilire che, in assenza di chiare indicazioni del contrario nel contratto, un trasferimento o una cessione contrattuali dei diritti sulla fissazione di un'esecuzione, conclusi prima della data entro la quale gli Stati membri devono adottare le misure di attuazione della presente direttiva, devono continuare a produrre i loro effetti nel periodo di estensione della durata.

(16)  Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di stabilire che talune condizioni contrattuali che prevedono una remunerazione ricorrente possano essere rinegoziate a vantaggio di artisti, interpreti o esecutori e predisporre procedure qualora la rinegoziazione non vada a buon fine.

(17)  Poiché gli obiettivi delle misure di accompagnamento proposte non possono essere sufficientemente conseguiti dagli Stati membri, in quanto misure nazionali in questo ambito porterebbero a una distorsione della concorrenza o inciderebbero sull'ambito di applicazione dei diritti esclusivi di un produttore di fonogrammi, che sono definiti dalla legislazione comunitaria e possono essere quindi conseguiti in maniera migliore a livello comunitario, è opportuno che la Comunità adotti misure in conformità del principio di sussidiarietà, come stabilito dall'articolo 5 del trattato. Conformemente al principio di proporzionalità enunciato nel citato articolo, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi auspicati.

(18)  La presente direttiva non pregiudica le norme e gli accordi nazionali che sono compatibili con le sue disposizioni, ad esempio i contratti collettivi conclusi negli Stati membri tra le organizzazioni che rappresentano gli artisti, interpreti o esecutori e le organizzazioni che rappresentano i produttori.

(19)  In taluni Stati membri le composizioni musicali con testo beneficiano di un periodo unico di protezione, calcolato a decorrere dalla morte del coautore che muore per ultimo, mentre in altri Stati membri si applicano periodi di protezione separati per la musica e il testo. Le composizioni musicali con testo sono in gran prevalenza scritte a più mani. Ad esempio, un'opera è spesso il frutto di un librettista ▌ e di un compositore ▌. Inoltre, in generi musicali come il jazz, il rock e la musica pop, il processo creativo è spesso di natura collaborativa.

(20)  Di conseguenza l'armonizzazione della durata della protezione per le composizioni musicali con testo, in cui parole e musica sono state create per essere utilizzate insieme, è incompleta, il che dà origine ad ostacoli alla libera circolazione delle merci e dei servizi, ad esempio dei servizi di gestione collettiva transfrontalieri. Per garantire la rimozione di tali ostacoli, a tutte queste opere, oggetto di protezione alla data entro la quale gli Stati membri devono recepire la presente direttiva, dovrebbe applicarsi la stessa durata armonizzata di protezione in tutti gli Stati membri.

(21)  Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 2006/116/CE.

(22)  Conformemente al punto 34 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", gli Stati membri sono incoraggiati a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e della Comunità, prospetti indicanti per quanto possibile, la concordanza tra la direttiva e i provvedimenti di recepimento,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Modifiche della direttiva 2006/116/CE

La direttiva 2006/116/CE è modificata come segue:

1)   all'articolo 1 è aggiunto il seguente paragrafo:"

7.  La durata della protezione di una composizione musicale con testo scade settanta anni dopo la morte dell'ultima persona sopravvissuta fra le seguenti persone, a prescindere dal fatto che esse siano o meno riconosciute quali coautori: l'autore del testo e il compositore della composizione musicale, purché entrambi i contributi siano stati specificamente creati per la rispettiva composizione musicale con testo.

"

2)   l'articolo 3 è così modificato:

a) al paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:"

Tuttavia:

b) al paragrafo 2, nella seconda e nella terza frase ║, il numero "cinquanta" è sostituitodal numero "settanta";

   se una fissazione dell'esecuzione con un mezzo diverso dal fonogramma è lecitamente pubblicata o lecitamente comunicata al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono cinquanta anni dopo la data della prima pubblicazione o, se è anteriore, dopo quella della prima comunicazione al pubblico;
   se una fissazione dell'esecuzione in un fonogramma è lecitamente pubblicata o lecitamente comunicata al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono settanta anni dopo la data della prima pubblicazione o, se è anteriore, dopo quella della prima comunicazione al pubblico.

"2 bis. Se, dopo il 50° anno dalla debita pubblicazione del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il 50° anno dalla debita comunicazione al pubblico, il produttore del fonogramma non mette più in vendita un numero congruo di copie del fonogramma o non lo mette a disposizione del pubblico, su filo o senza filo, in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, l'artista, interprete o esecutore può mettere fine al contratto con cui ha trasferito o ceduto i suoi diritti di fissazione dell'esecuzione al produttore di fonogrammi (nel prosieguo: un "contratto di trasferimento o cessione"). Il diritto di porre fine al contratto può essere esercitato se il produttore di fonogrammi, entro un anno dalla notifica dell'artista, interprete o esecutore dell'intenzione di porre fine al contratto, non realizza le due azioni di valorizzazione di cui alla frase che precede. L'artista, interprete o esecutore non può rinunciare a tale facoltà di recedere dal contratto. Qualora un fonogramma contenga la fissazione delle esecuzioni di una pluralità di artisti, interpreti o esecutori, gli artisti, interpreti o esecutori possono mettere fine al contratto di trasferimento o cessione in conformità delle pertinenti disposizioni nazionali. In caso di risoluzione del contratto di trasferimento o cessione in virtù del presente paragrafo, i diritti del produttore di fonogrammi sul fonogramma scadono.

   c) sono inseriti i seguenti paragrafi:

2 ter.  Qualora un contratto di trasferimento o cessione conferisca all'artista, interprete o esecutore il diritto a esigere una remunerazione non ricorrente, l'artista, interprete o esecutore ha il diritto di ottenere una remunerazione annua supplementare da parte del produttore di fonogrammi per ogni anno completo immediatamente dopo il 50° anno dalla debita pubblicazione del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il 50° anno dalla debita comunicazione al pubblico. L'artista, interprete o esecutore non può rinunciare al il diritto a ottenere tale remunerazione annua supplementare.

2 quater.  L'importo complessivo che il produttore di fonogrammi deve destinare ai pagamenti della remunerazione supplementare di cui al paragrafo 2 ter corrisponde al 20% dei ricavi per lui derivanti nel corso dell'anno precedente quello in cui va versata detta remunerazione dalla riproduzione, distribuzione e messa a disposizione dei fonogrammi in oggetto, dopo il 50° anno dalla debita pubblicazione del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il 50° anno dalla debita comunicazione al pubblico.

Gli Stati membri provvedono a che i produttori di fonogrammi siano tenuti, dietro richiesta, a fornire agli artisti, interpreti o esecutori aventi diritto a una remunerazione annua supplementare di cui al paragrafo 2 ter, a seguito di una richiesta di questi ultimi, le informazioni eventualmente necessarie per garantire il pagamento della stessa.

2 quinquies.  Gli Stati membri provvedono a che il diritto a ottenere la remunerazione annua supplementare di cui al paragrafo 2 ter sia amministrato da società di gestione collettiva.

2 sexies.  Qualora un artista, interprete o esecutore abbia diritto a pagamenti ricorrenti, da questi non viene detratto alcun pagamento anticipato né alcuna deduzione concordata contrattualmente dopo il 50° anno dalla debita pubblicazione del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il 50° anno dalla debita comunicazione al pubblico.";

"

3)   all'articolo 10 sono aggiunti i seguenti paragrafi:"

5.  L'articolo 3, paragrafi da 1 a 2 sexies, nella versione fornita dalla direttiva .../.../CE(6), si applica alle fissazioni di esecuzioni e fonogrammi per i quali l'artista, interprete o esecutore, e il produttore di fonogrammi sono ancora protetti in virtù delle presenti disposizioni al ...(7)*, e alle fissazioni di esecuzioni e fonogrammi posti in essere dopo detta data.

6.  l'articolo 1, paragrafo 7, aggiunto dalla direttiva .../.../CE(8), si applica alle composizioni musicali con testo, di cui almeno la composizione musicale o il testo sono protetti in almeno uno Stato membro anteriormente al ...(9)*, e alle composizioni musicali con testo prodotte dopo tale data.

Il primo comma non pregiudica eventuali atti di sfruttamento economico eseguiti anteriormente al ...**. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per proteggere in particolare i diritti acquisiti dei terzi.

"

4)   è inserito il seguente articolo ║:"

Articolo 10 bis

Misure transitorie relative all'attuazione della direttiva .../.../CE*.

1.  In assenza di chiare indicazioni contrattuali del contrario, un contratto di trasferimento o cessione concluso anteriormente al ...**, ▌ continua a essere in vigore oltre la data alla quale, in virtù dell'articolo 3, paragrafi 1 e 2, nella formulazione precedente alle modifiche apportate dalla direttiva*, l'artista, interprete o esecutore ▌ non sarebbe più protetto.

2.  Gli Stati membri possono disporre che i contratti di trasferimento o cessione che autorizzano un esecutore a ricevere pagamenti ricorrenti e che sono conclusi anteriormente al ...(10) possano essere modificati dopo il 50° anno dalla debita pubblicazione del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il 50° anno dalla debita comunicazione al pubblico.

"

Articolo 2

Relazione

La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale entro ...(11)*, una relazione sull'applicazione della presente direttiva, alla luce dello sviluppo del mercato digitale e, se del caso, presenta una proposta di ulteriore modifica della direttiva 2006/116/CE.

Articolo 3

Valutazione

La Commissione procede ad una valutazione della eventuale necessità di una proroga del termine di protezione dei diritti di esecutori e produttori nel settore audiovisivo e riferisce in merito ai risultati di tale valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo entro il 1° gennaio 2010. Se del caso, la Commissione presenta una proposta di ulteriore modifica della direttiva 2006/116/CE.

Articolo 4

Attuazione

1.  Gli Stati membri mettono in vigore entro ...(12) le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni ▌ .

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 5

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 6

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a ║,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Parere del 14 gennaio 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(2) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(3) GU L 372 del 27.12.2006, pag. 12.
(4) GU L 167 del 22.6.2001, pag. 10.
(5) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 28.
(6)* GU L ...
(7)** Due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva di modifica.
(8)* GU L ...
(9)** Due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva di modifica.
(10)* Due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva di modifica.
(11)** Cinque anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva di modifica.
(12)* Due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.


Sistemi di trasporto intelligenti nel settore dei trasporti stradali e interfacce con altri modi di trasporto ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Allegato
Allegato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto (COM(2008)0887 – C6-0512/2008 – 2008/0263(COD))
P6_TA(2009)0283A6-0226/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0887),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 71, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0512/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0226/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione della direttiva 2009/.../CEdel Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto

P6_TC1-COD(2008)0263


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 71, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione ║ ,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'aumento del trasporto stradale, associato alla crescita dell'economia europea e delle esigenze di mobilità dei cittadini, costituisce una delle cause principali dell'incremento della congestione dell'infrastruttura stradale e del consumo energetico, nonché di problemi ambientali e sociali.

(2)  La risposta a queste grandi sfide non può limitarsi a misure tradizionali, ad esempio l'ampliamento dell'infrastruttura esistente per il trasporto stradale. L'innovazione avrà un ruolo di primo piano nella ricerca di soluzioni adeguate per la Comunità.

(3)  I sistemi di trasporto intelligenti (ITS) sono applicazioni avanzate che, senza essere dotate di intelligenza in senso proprio, mirano a fornire servizi innovativi relativamente ai modi di trasporto e alla gestione del traffico e che consentono a vari utenti di essere meglio informati e di fare un uso più sicuro, maggiormente coordinato e più "intelligente" delle reti di trasporto.

(4)  L'applicazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione al settore del trasporto stradale e alle interfacce con altri modi di trasporto (ITS) darà un contributo significativo al miglioramento delle prestazioni ambientali, dell'efficienza, compresa l'efficienza energetica, della sicurezza del trasporto stradale e della mobilità dei passeggeri e delle merci, assicurando allo stesso tempo il funzionamento del mercato interno e aumentando i livelli di competitività e di occupazione.

(5)  Sono stati sviluppati varie applicazioni avanzate e vari meccanismi comunitari per diversi modi di trasporto, come quello ferroviario (ERTMS e STI-ATTM), marittimo e per vie navigabili interne (LRITS, SafeSeaNet, VTMIS, RIS), aereo (SESAR) e su strada, ad esempio per il trasporto di bestiame.

(6)  I progressi realizzati nell'applicazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ad altri modi di trasporto dovrebbero ora tradursi in sviluppi nel settore del trasporto stradale, in particolare al fine di accrescere l'integrazione tra il trasporto stradale e altri modi di trasporto.

(7)  In alcuni Stati membri sono già utilizzate applicazioni nazionali di tali tecnologie nel settore del trasporto stradale, ma la loro diffusione frammentaria e non coordinata rende impossibile qualsiasi continuità geografica dei servizi ITS in tutta la Comunità.

(8)  Per garantire una diffusione coordinata ed effettiva degli ITS nella Comunità occorre introdurre specifiche comuni. In primo luogo, occorre dare la priorità a quattro ambiti principali di sviluppo e di diffusione degli ITS.

(9)  Occorre che le specifiche comuni prendano tra l'altro in considerazione l'esperienza e i risultati già acquisiti in questo settore e ne facciano tesoro, in particolare nel quadro dell'iniziativa "eSafety"(4), lanciata dalla Commissione nell'aprile 2002. Nel quadro di tale iniziativa la Commissione ha creato il forum "eSafety" per promuovere e attuare raccomandazioni a sostegno dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dei sistemi "eSafety".

(10)  È opportuno che i veicoli utilizzati principalmente per il loro interesse storico e che sono stati originariamente immatricolati, omologati e/o messi in servizio prima dell'entrata in vigore della presente direttiva e delle relative misure di attuazione non siano interessati dalle norme e procedure definite dalla direttiva stessa.

(11)  È necessario che gli ITS si basino su sistemi interoperabili basati su standard aperti e pubblici, accessibili su base non discriminatoria a tutti i fornitori e a tutti gli utenti di applicazioni e di servizi.

(12)  Per il futuro è necessario garantire l'interoperabilità delle applicazioni e dei servizi introdotti con la diffusione degli ITS e assicurare, se del caso, la retrocompatibilità delle applicazioni e dei servizi ITS.

(13)  La diffusione e l'utilizzo delle applicazioni e dei servizi ITS comporteranno il trattamento di dati personali. Occorre che il trattamento venga effettuato conformemente alle norme comunitarie, definite tra l'altro dalla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(5) e dalla direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche(6).

(14)  La diffusione e l'utilizzo di applicazioni e di servizi ITS, e in particolare di servizi di informazione sul traffico e sulla mobilità, comporteranno il trattamento e l'utilizzo di dati sulle strade, sul traffico e sulla mobilità contenuti in documenti detenuti da organismi pubblici degli Stati membri. Occorre che il trattamento e l'utilizzo avvengano nel rispetto delle norme comunitarie definite nella direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico(7).

(15)  La direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(8) istituisce un quadro di regole per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli, mentre le direttive 2002/24/CE(9) e 2003/37/CE(10)del Parlamento europeo e del Consiglio riguardano rispettivamente l'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e l'omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate. Le disposizioni di queste direttive, mentre disciplinano le apparecchiature relative agli ITS installate a bordo dei veicoli, non si applicano però alle apparecchiature e al software ITS esterni delle infrastrutture stradali, le quali pertanto restano soggette alle procedure di omologazione nazionali.

(16)  Per quanto riguarda le applicazioni e i servizi ITS per i quali sono necessari servizi accurati e garantiti di sincronizzazione e posizionamento, occorre utilizzare infrastrutture satellitari o ogni altra tecnologia che offra un livello di precisione equivalente, come le comunicazioni specializzate a breve raggio (DSRC)(11).

(17)  Occorre che le principali parti in causa, quali i fornitori di servizi ITS, le associazioni di utenti ITS, gli operatori del trasporto e gli esercenti di impianti, i rappresentanti delle imprese produttrici, le parti sociali, le associazioni professionali e le autorità locali, abbiano la possibilità di consigliare la Commissione sugli aspetti tecnici e commerciali della diffusione degli ITS nella Comunità.

(18)  Le misure necessarie per l'esecuzione della presente direttiva dovrebbero essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(12).

(19)  In particolare, ║ la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare misure per modificare gli allegati e fissare specifiche più dettagliate per lo sviluppo, l'attuazione e l'utilizzo di ITS interoperabili. Tali misure di portata generale e ║ intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, anche completandola con ║ nuovi elementi non essenziali, devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

(20)  Per garantire un approccio coordinato, occorre che la Commissione assicuri coerenza tra i lavori del comitato istituito dalla presente direttiva e i lavori del comitato istituito dalla direttiva 2004/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale nella Comunità(13), del comitato istituito dal regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti stradale(14) e del comitato istituito dalla direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli(15).

(21)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire assicurare la diffusione coordinata e l'uso di ITS interoperabili nella Comunità, non può essere ║ realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato; la presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Oggetto e campo di applicazione

La presente direttiva istituisce un quadro di regole per la diffusione e l'utilizzo coordinati e coerenti di ITS, compresi quelli interoperabili, nella Comunità e per l'elaborazione delle specifiche necessarie a tale scopo.

Essa si applica a tutti gli ITSdestinati ai viaggiatori, ai veicoli e all'infrastruttura, nonché alla loro interazione, nel settore del trasporto stradale, compreso quello urbano, e alle interfacce con altri modi di trasporto.

L'applicazione della presente direttiva e delle misure di cui all'articolo 4 non pregiudica le prescrizioni degli Stati membri in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

   a) "sistemi di trasporto intelligenti (ITS)", sistemi nei quali sono applicati tecnologie dell'informazione e della comunicazione a sostegno del trasporto stradale (in particolare infrastruttura, veicoli e utenti), della gestione del traffico e della mobilità nonché delle interfacce con altri modi di trasporto, inclusa una tariffazione interoperabile con l'emissione di biglietti multimodali;
   b) "interoperabilità", la capacità dei sistemi e dei processi industriali che li sottendono di scambiare dati e di condividere informazioni e conoscenze;
   c) "applicazione ITS", strumento operativo per l'applicazione degli ITS;
   d) "servizio ITS", diffusione di un'applicazione ITS tramite un quadro organizzativo e operativo chiaramente definito allo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza degli utenti, l'efficienza, il comfort e/o a facilitare o supportare le operazioni di trasporto e la mobilità;
   e) "fornitori di servizi ITS", fornitore pubblico o privato di servizi ITS;
   f) "utente ITS", utente di applicazioni o di servizi ITS, tra cui i viaggiatori, gli utenti vulnerabili dei trasporti, gli utenti e gli esercenti dell'infrastruttura di trasporto stradale, i gestori di flotte e gli operatori di servizi di emergenza;
   g) "dispositivo nomade", mezzo di comunicazione o di informazione che il conducente può portare a bordo del veicolo e utilizzare mentre guida, quali telefoni cellulari, sistemi di navigazione o i personal computer da tasca;
   h) "piattaforma", ambiente funzionale, tecnico e operativo che permette la diffusione, la fornitura o l'utilizzo delle applicazioni e dei servizi ITS;
   i) "utenti vulnerabili dei trasporti", gli utenti dei trasporti non motorizzati, quali pedoni e ciclisti, nonché i motociclisti e le persone con disabilità o a mobilità ridotta;
   j) "livello minimo delle applicazioni e dei servizi ITS", il livello di base delle applicazioni e dei servizi ITS che rappresentano elementi indispensabili della Rete transeuropea di trasporto (RTE-T).

Articolo 3

Diffusione degli ITS

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire la diffusione e l'utilizzo coordinati di applicazioni e servizi ITS interoperabili efficaci nella Comunità.

2.  Gli Stati membri garantiscono, ove possibile, la retrocompatibilità delle applicazioni e dei servizi ITS all'interno della Comunità.

3.  In particolare, gli Stati membri:

   a) assicurano che gli utenti e i fornitori di servizi ITS abbiano accesso a dati affidabili e regolarmente aggiornati sul trasporto stradale;
   b) assicurano che dati sul traffico stradale e sulla mobilità, nonché altre informazioni pertinenti possano essere scambiati tra i centri competenti di informazione e di controllo del traffico in diverse regioni o in diversi Stati membri;
   c) applicano gli ITS a tutti i modi di trasporto e alle interfacce tra di essi, assicurando un livello elevato di integrazione fra tutti i modi di trasporto;
   d) adottano le misure necessarie per integrare i sistemi ITS di sicurezza a bordo dei veicoli e nell'infrastruttura stradale, e per sviluppare interfacce uomo-macchina affidabili, in particolare per i dispositivi nomadi;
   e) adottano le misure necessarie per integrare in un'unica piattaforma le varie applicazioni ITS che richiedono lo scambio di informazioni e di comunicazioni tra i veicoli e l'infrastruttura stradale;
   f) evitano di creare frammentazione e discontinuità geografica.

4.  Ai fini delle applicazioni e dei servizi ITS che richiedono servizi di sincronizzazione e posizionamento a livello mondiale, continui, precisi e garantiti, sono utilizzate infrastrutture satellitari o ogni tecnologia che offra livelli equivalenti di precisione, come ad esempio il DSRC.

5.  Quando adottano le misure previste ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri esigono il rispetto dei principi di cui all'allegato I.

6.  Gli Stati membri tengono conto delle caratteristiche morfologiche delle regioni geograficamente isolate e delle distanze da percorrere per raggiungerle derogando, se necessario, al principio dell'efficienza dei costi enunciato nell'allegato I.

Articolo 4

Specifiche

1.  La Commissione definisce le specifiche per la diffusione e l'utilizzo degli ITS ▌ nei seguenti settori prioritari:

   a) uso ottimale dei dati relativi alle strade, al traffico e alla mobilità;
   b) continuità dei servizi ITS di gestione del traffico e del trasporto merci nei corridoi di trasporto europei e nelle conurbazioni;
   c) sicurezza stradale;
   d) integrazione del veicolo nell'infrastruttura di trasporto.

2.  La Commissione definisce le specifiche per la diffusione e l'utilizzo obbligatori del livello minimo delle applicazioni e dei servizi ITS, in particolare nei seguenti settori:

   a) predisposizione di servizi d'informazione sul traffico e la mobilità in tempo reale a livello dell'Unione europea;
   b) dati e procedure per la fornitura gratuita di un livello minimo di servizi universali d'informazione sul traffico;
   c) introduzione armonizzata, in tutto il territorio europeo, del sistema elettronico di chiamata di emergenza (eCall);
   d) misure appropriate relativamente ad aree di parcheggio sicure per gli automezzi pesanti e i veicoli commerciali e a sistemi di parcheggio e prenotazione controllati telematicamente.

3.  In caso di lavori di costruzione o manutenzione nell'ambito della rete stradale transeuropea (TERN) cofinanziati dalla Comunità, la Commissione definisce le specifiche per la diffusione e l'utilizzo necessari degli ITS oltre il livello minimo delle applicazioni e dei servizi ITS.

4.  Le specifiche rispettano i principi enunciati all'allegato I e comprendono almeno gli elementi essenziali di cui all'allegato II.

5.  Per garantire l'interoperabilità e la ripartizione delle responsabilità, la Commissione integra, se del caso, gli elementi essenziali di cui all'allegato II con specifiche per la pianificazione, l'attuazione e l'utilizzo operativo dei servizi ITS e definisce il contenuto dei servizi nonché gli obblighi dei fornitori di servizi.

6.  Le specifiche fissano inoltre le condizioni alle quali gli Stati membri, d'intesa con la Commissione, possono imporre norme supplementari per la fornitura dei servizi in questione su tutto il loro territorio o su parte di esso.

7.  Le misure di cui ai paragrafi da 1 a 6, intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva completandola, sono adottate conformemente alla procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 9, paragrafo 3.

  8 Prima dell'adozione delle specifiche di cui ai paragrafi 5 e 6, la Commissione effettua un'adeguata valutazione d'impatto.

9.  I principi e/o gli elementi essenziali supplementari delle specifiche non previsti dalla presente direttiva sono inseriti nell'allegato I o nell'allegato II secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato.

Articolo 5

Omologazione delle apparecchiature e del software ITS relativi all'infrastruttura stradale

1.  Se lo impongono ragioni di efficienza, in particolare energetica, di sicurezza o di tutela dell'ambiente, le apparecchiature e i software ITS che non rientrano nel campo di applicazione delle direttive 2002/24/CE, 2003/37/CE e 2007/46/CE sono omologati prima della loro messa in servizio.

2.  Le specifiche sulla responsabilità relative alle apparecchiature e al software ITS di cui al paragrafo 1 sono comunicate agli organismi nazionali responsabili dell'omologazione delle apparecchiature e del software ITS disciplinati dalla presente direttiva.

3.  Gli Stati membri notificano alla Commissione gli organismi nazionali responsabili dell'omologazione delle apparecchiature e del software ITS disciplinati dalla presente direttiva, compreso l'accreditamento dei fornitori di software ITS. La Commissione comunica le informazioni agli altri Stati membri.

4.  Tutti gli Stati membri riconoscono le omologazioni emesse dagli organismi nazionali degli altri Stati membri di cui al paragrafo 3.

5.  Le apparecchiature e il software ITS possono essere immessi sul mercato e posti in servizio se, quando siano correttamente installati e sottoposti a manutenzione nonché utilizzati conformemente alla loro destinazione, non pregiudicano la sicurezza e la salute delle persone né l'ambiente, conformemente alla legislazione comunitaria in materia, né, eventualmente, la sicurezza dei beni.

6.  Le apparecchiature e il software ITS sono ritenuti rispondenti alle specifiche adottate in base all'articolo 4 se conformi alle norme nazionali o europee eventualmente esistenti in materia, a norma della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione(16).

Articolo 6

Comitato per le norme e regolamentazioni tecniche

Se uno Stato membro o la Commissione ritengono che le norme di cui all'articolo 5, paragrafo 6 non corrispondono completamente alle specifiche adottate conformemente all'articolo 4, lo Stato membro interessato o la Commissione interpellano il comitato permanente istituito dall'articolo 5 della direttiva 98/34/CE, esponendo i loro motivi. Il comitato esprime un parere d'urgenza.

Sulla scorta del parere del comitato, la Commissione notifica agli Stati membri se le norme in questione devono essere escluse o meno dalle comunicazioni di cui all'articolo 5 della presente direttiva.

Articolo 7

Disposizioni sulla tutela dei dati personali, la sicurezza e l'utilizzo delle informazioni

1.  Gli Stati membri assicurano che la raccolta, la conservazione e il trattamento dei dati personali nel quadro del funzionamento degli ITS avvenga nel rispetto delle norme comunitarie in materia di tutela delle libertà e dei diritti fondamentali delle persone, in particolare le direttive 95/46/CE e 2002/58/CE.

2.  Per garantire la tutela della vita privata, nel quadro del funzionamento di un'applicazione e/o di un servizio ITS è incoraggiato, se del caso, l'utilizzo di dati anonimi.

3.  I dati personali sono utilizzati esclusivamente nella misura in cui il loro trattamento è necessario per il funzionamento di un'applicazione e/o di un servizio ITS.

4.  Nel caso delle categorie particolari di dati di cui all'articolo 8 della direttiva 95/46/CE, il trattamento di tali dati è effettuato soltanto se la persona interessata ha dato il proprio consenso esplicito ed informato a tale trattamento.

5.  ▌ Gli Stati membri assicurano che i dati e le registrazioni ITS siano protetti contro utilizzi impropri, in particolare l'accesso non autorizzato, l'alterazione o la perdita e che non possano essere utilizzati per finalità diverse da quelle indicate nella presente direttiva.

6.  Si applica la direttiva 2003/98/CE ║.

Articolo 8

Programmazione

1.  La Commissione prepara un programma di lavoro annuale sulla base degli elementi essenziali enunciati nell'allegato II adotta il primo di tali programmi ...(17) al più tardi.

2.  La Commissione tiene conto dei risultati del lavoro svolto dai comitati istituiti ai sensi di altri atti comunitari, concernenti diversi ambiti degli ITS, tra cui il gruppo consultivo europeo sugli ITS di cui all'articolo 10.

3.  La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza complessiva e la complementarità della diffusione degli ITS con le altre politiche, le altre azioni e gli altri programmi comunitari pertinenti.

4.  La Commissione coopera attivamente con gli organismi europei e internazionali di normalizzazione in merito alle disposizioni di cui agli allegati I e II.

5.  La Commissione decide in merito a quanto segue secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 9, paragrafo 2, in merito:

   a) all'adozione e alla modifica dei programmi di lavoro annuali;
   b) alla determinazione dei settori prioritari per la cooperazione internazionale.

Il programma di lavoro annuale e i settori prioritari per la cooperazione internazionale sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

6.  Conformemente alla procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 9, paragrafo 3, al più tardi ...(18), la Commissione adotta un programma di lavoro corredato di obiettivi e di scadenze per l'applicazione degli elementi essenziali enunciati nell'allegato II.

Articolo 9

Comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato, denominato comitato europeo sugli ITS ║ , composto di rappresentati degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto del disposto dell'articolo 8 della medesima.

Il termine di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

3.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Articolo 10

Gruppo consultivo europeo sugli ITS

1.  La Commissione istituisce un gruppo consultivo europeo sugli ITS, con compiti di consulenza sugli aspetti tecnici e commerciali della diffusione e dell'utilizzo degli ITS nella Comunità. Il gruppo è composto di rappresentanti ad alto livello dei fornitori di servizi ITS, delle associazioni di utenti, degli operatori del trasporto e degli esercenti di impianti, delle imprese produttrici, delle parti sociali, delle associazioni professionali, delle autorità locali e di altri soggetti pertinenti.

2.  La Commissione garantisce che i membri del gruppo consultivo europeo sugli ITS siano competenti e che all'interno del gruppo i settori industriali e gli utenti interessati dalle misure eventualmente proposte dalla Commissione nel quadro della presente direttiva siano adeguatamente rappresentati.

3.  Il gruppo consultivo europeo sugli ITS è invitato a esprimere un parere tecnico in merito alla definizione delle specifiche di cui all'articolo 4.

4.  I lavori del gruppo consultivo europeo sugli ITS sono condotti in modo trasparente.

Articolo 11

Relazioni

1.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione entro ...(19) una relazione dettagliata sulle attività e sui progetti nazionali riguardanti i settori prioritari di cui all'articolo 4, paragrafo 1, contenente almeno le informazioni di cui all'allegato III.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione entro ...(20)* i piani di azione nazionali in materia di ITS per i successivi cinque anni, contenenti almeno le informazioni di cui all'allegato III.

3.  Successivamente gli Stati membri riferiscono annualmente sui progressi compiuti nell'attuazione dei piani.

4.  La Commissione riferisce ogni sei mesi al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ai progressi realizzati nell'attuazione della presente direttiva; essa correda la sua relazione di un'analisi sul funzionamento delle norme enunciate negli allegati I e II e valuta la necessità di apportare modifiche alla direttiva.

In particolare, la Commissione riferisce ogni sei mesi al Parlamento europeo e al Consiglio in merito alla situazione del finanziamento e presenta, se del caso, una proposta per l'attuazione del livello minimo delle applicazioni e dei servizi ITS.

Articolo 12

Attuazione

1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il ...(21). Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 13

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 14

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a ║

Per il Consiglio Per il Parlamento europeo

Il presidente Il presidente

ALLEGATO I

PRINCIPI PER LA DIFFUSIONE DEGLI ITS DI CUI ALL'ARTICOLO 3

La scelta e la diffusione delle applicazioni e dei servizi ITS si basano su una valutazione delle esigenze, nel rispetto dei seguenti principi:

   a) efficacia la capacità di contribuire concretamente alla soluzione dei principali problemi del trasporto stradale in Europa (ad esempio riduzione della congestione e delle emissioni, miglioramento dell'efficienza energetica, potenziamento della sicurezza e risoluzione delle questioni concernenti gli utenti vulnerabili dei trasporti);
   b) efficienza dei costi – il rapporto tra costi e mezzi impiegati per raggiungere gli obiettivi;
   c) continuità geografica la capacità di assicurare servizi continui in tutta la Comunità e lungo le sue frontiere esterne, in particolare sulla RTE-T;
   d) interoperabilità la capacità dei sistemi di scambiare dati e di permettere la condivisione di informazioni e di conoscenze;
   e) grado di maturità il livello di sviluppo;
   f) intermodalità – il trasferimento del traffico merci dalla strada al trasporto marittimo a corto raggio, al trasporto ferroviario e per vie d'acqua interne o a una combinazione di modi di trasporto in cui i percorsi stradali sono i più efficienti possibile.

ALLEGATO II

ELEMENTI ESSENZIALI DELLE SPECIFICHE DI CUI ALL'ARTICOLO 4

(1)  Uso ottimale dei dati relativi alle strade, al traffico e alla mobilità

Le specifiche per l'uso ottimale dei dati relativi alle strade, al traffico e alla mobilità comprendono i seguenti elementi:

  (a) la definizione dei requisiti necessari affinché gli utenti ITS dispongano in tempo reale e al di là delle frontiere di informazioni precise sul traffico e sulla mobilità, in particolare:
   la disponibilità di dati pubblici in tempo reale sulle strade e sul traffico utilizzati dai fornitori di servizi ITS per le informazioni in tempo reale sul traffico e sulla mobilità;
   l'agevolazione dello scambio elettronico transfrontaliero tra le autorità pubbliche e le principali parti in causa e i pertinenti fornitori di servizi ITS;
   l'aggiornamento tempestivo, da parte delle autorità pubbliche interessate e delle principali parti in causa, dei dati pubblici sulle strade e sul traffico utilizzati per le informazioni in tempo reale sul traffico e la mobilità;
   l'aggiornamento tempestivo, da parte dei fornitori di servizi ITS, delle informazioni in tempo reale sul traffico e sulla mobilità;
  (b) la definizione dei requisiti necessari affinché le autorità pubbliche interessate raccolgano i dati sulle strade e sul traffico (ivi compresi, ad esempio, i piani sul traffico, la normativa stradale e gli itinerari raccomandati, in particolare per gli automezzi pesanti) e li comunichino ai fornitori di servizi ITS, in particolare:
   l'accesso dei fornitori di servizi ITS ai dati pubblici sulle strade e sul traffico (ivi compresi, ad esempio, i piani sul traffico, la normativa stradale e gli itinerari raccomandati) raccolti dalle autorità pubbliche interessate;
   l'agevolazione dello scambio elettronico tra le autorità pubbliche interessate e i fornitori di servizi ITS;
   l'aggiornamento tempestivo, da parte delle autorità pubbliche interessate, dei dati pubblici sulle strade e sul traffico (ad esempio i piani sul traffico, la normativa stradale e gli itinerari raccomandati);
   l'aggiornamento tempestivo, da parte dei fornitori di servizi ITS, dei servizi e delle applicazioni ITS che utilizzano questi dati;
  (c) la definizione dei requisiti necessari affinché i dati pubblici sulle strade e sul traffico utilizzati per le carte digitali siano accurati e accessibili ai fabbricanti di carte digitali e ai fornitori di servizi di cartografia digitale, in particolare:
   l'accesso dei fabbricanti di carte digitali e dei fornitori di servizi di cartografia digitale ai dati pubblici sulle strade e sul traffico, per la realizzazione delle carte digitali;
   l'agevolazione dello scambio elettronico tra le autorità pubbliche interessate e le principali parti in causa e i fabbricanti e fornitori privati di carte digitali;
   l'aggiornamento tempestivo dei dati pubblici sulle strade e sul traffico da parte delle autorità pubbliche interessate e delle parti in causa;
   l'aggiornamento tempestivo delle carte digitali da parte dei fabbricanti di carte digitali e dei fornitori di servizi di cartografia digitale;
  (d) la definizione di requisiti minimi per la fornitura gratuita di "messaggi universali sul traffico" a tutti gli utenti della strada, nonché per il loro contenuto minimo, in particolare:
   l'utilizzo di un elenco standard di fatti relativi alla sicurezza stradale ("messaggi universali sul traffico"), che dovrebbero essere comunicati gratuitamente agli utenti ITS;
   la compatibilità dei "messaggi universali sul traffico" e la loro integrazione nei servizi ITS per informazioni in tempo reale sul traffico e la mobilità.

(2)  Continuità dei servizi ITS di gestione del traffico e del trasporto merci nei corridoi di trasporto europei e nelle conurbazioni

Le specifiche per la continuità e l'interoperabilità dei servizi di gestione del traffico e del trasporto merci nei corridoi di trasporto europei e nelle conurbazioni comprendono i seguenti elementi:

  (a) la definizione di requisiti minimi/obbligatori per la continuità dei servizi ITS per il trasporto merci e passeggeri nei corridoi di trasporto e per i vari modi di trasporto, in particolare:
   l'agevolazione dello scambio elettronico di dati e di informazioni sul traffico al di là delle frontiere, tra regioni o zone urbane e interurbane, tra i centri di informazione/di controllo del traffico interessati;
   l'utilizzo di flussi di informazioni o di interfacce di traffico standardizzati tra i centri di informazione/di controllo del traffico interessati.
  (b) la definizione delle misure necessarie per l'utilizzo di tecnologie ITS innovative ║ dispositivi di identificazione a radiofrequenza (Radio Frequency Identification Devices (RFID), comunicazioni specializzate a breve raggio (DSRC) o Galileo/EGNOS) nella realizzazione di applicazioni ITS (in particolare la localizzazione e il tracciamento delle merci durante il trasporto e tra un modo di trasporto e l'altro) per la logistica del trasporto merci (eFreight), in particolare:
   l'accesso degli sviluppatori di applicazioni ITS alle pertinenti tecnologie ITS e il relativo uso;
   l'integrazione dei risultati della localizzazione (mediante, ad esempio, dispositivi RFID, DSRC e/o Galileo/EGNOS) negli strumenti e nei centri di gestione del traffico;
  (c) la definizione delle misure necessarie per sviluppare un'architettura ITS per la mobilità urbana, tra cui un approccio integrato e multimodale alla pianificazione della mobilità, alla domanda di trasporto e alla gestione del traffico, in particolare:
   l'accesso dei centri di controllo urbani ai dati riguardanti i trasporti pubblici, la pianificazione della mobilità, la domanda di trasporto, i dati sul traffico e sui parcheggi;
   l'agevolazione dello scambio elettronico di dati tra i diversi centri di controllo urbani per i trasporti pubblici o privati e per tutti i modi di trasporto possibili;
   l'integrazione di tutti i dati e di tutte le informazioni pertinenti in un'architettura unica;
   (d) la definizione delle misure necessarie per assicurare servizi ITS continui all'interno della Comunità e lungo le sue frontiere esterne.

(3)  Sicurezza stradale

Le specifiche per le applicazioni ITS per la sicurezza stradale comprendono i seguenti elementi:

  (a) la definizione delle misure necessarie per l'introduzione armonizzata del servizio elettronico paneuropeo di chiamata di emergenza (eCall), in particolare:
   la disponibilità a bordo dei necessari dati ITS da scambiare;
   la disponibilità nei centri di infrastruttura stradale (punti di accesso al servizio pubblico) delle apparecchiature necessarie per ricevere i dati trasmessi dai veicoli;
   l'agevolazione degli scambi elettronici di dati tra i veicoli e i centri di infrastruttura stradale (punti di accesso al servizio pubblico).
   (b) la definizione delle misure necessarie per garantire la sicurezza degli utenti della strada per quanto riguarda l'IUM installata a bordo e l'utilizzo di dispositivi nomadi, nonché la sicurezza dei mezzi di comunicazione a bordo;
   (c) la definizione delle misure finalizzate a garantire la sicurezza degli utenti vulnerabili dei trasporti mediante il ricorso a sistemi di gestione della mobilità per i fornitori di servizi e gli utenti in relazione alla diffusione di sistemi avanzati di assistenza alla guida (Advanced Driving Assistance Systems - ADAS) e all'interfaccia uomo-macchina (Human machine interface);
   (d) la definizione delle misure necessarie per garantire la sicurezza e il comfort degli utenti della strada vulnerabili per tutte le applicazioni ITS;
  (e) la definizione delle misure necessarie per fornire aree di parcheggio sicure per gli automezzi pesanti e i veicoli commerciali e sistemi di parcheggio e di prenotazione basati su ITS, in particolare:
   la disponibilità di un numero sufficiente di aree di parcheggio;
   l'accesso degli utenti alle informazioni sui parcheggi stradali;
   la facilitazione dello scambio elettronico di dati tra i siti di parcheggio, i centri e i veicoli;
   l'integrazione di pertinenti tecnologie ITS sia nei veicoli che nelle aree di parcheggio che consentano l'aggiornamento delle informazioni sulla disponibilità di posti di parcheggio ai fini di prenotazione.

(4)  Integrazione del veicolo nell'infrastruttura di trasporto

Le specifiche ITS per l'integrazione del veicolo nell'infrastruttura di trasporto comprendono i seguenti elementi:

  (a) la definizione delle misure necessarie per integrare diverse applicazioni ITS in una piattaforma di bordo aperta, basate in particolare su:
   la definizione di requisiti funzionali delle applicazioni ITS esistenti o previste;
   la definizione di un'architettura di sistema aperto che garantisca l'interoperabilità/l'interconnessione con i sistemi e gli impianti infrastrutturali;
   l'integrazione "plug and play" di future nuove applicazioni ITS o di versioni aggiornate nella piattaforma di bordo aperta;
   l'uso di procedure di standardizzazione per l'adozione dell'architettura e delle specifiche relative alla piattaforma di bordo aperta;
  (b) la definizione delle misure necessarie per proseguire lo sviluppo e l'attuazione di sistemi cooperativi (infrastruttura del veicolo), in particolare:
   l'agevolazione dello scambio di dati e di informazioni tra i veicoli, tra il veicolo e l'infrastruttura e tra le infrastrutture;
   l'accesso delle rispettive parti (veicolo o infrastruttura stradale) ai dati e alle informazioni pertinenti da scambiare;
   l'utilizzo di un formato standard di messaggio per lo scambio di dati tra il veicolo e l'infrastruttura;
   la definizione di un'infrastruttura di comunicazione per ogni tipo di scambio ║ di dati e informazioni tra veicoli ║ , tra veicolo e infrastruttura e tra infrastrutture;
   la definizione di un quadro normativo relativo all'IUM che affronti le questioni legate alla responsabilità e consenta di adattare in modo più affidabile al comportamento umano le caratteristiche funzionali degli ITS in materia di sicurezza;
   l'uso di una procedura di standardizzazione per l'adozione delle rispettive architetture.

ALLEGATO III

ORIENTAMENTI RELATIVI AL CONTENUTO DELLA RELAZIONE SULLE AZIONI NAZIONALI IN MATERIA DI ITS DI CUI ALL'ARTICOLO 11

(1)  La relazione riguardante i settori prioritari di cui all'articolo 4, paragrafo 1, trasmessa dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 11 coprono il livello nazionale. Se necessario, possono tuttavia essere estesi al livello regionale e/o al livello locale prescelto.

(2)  La relazione da trasmettere ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 1, contiene almeno le seguenti informazioni:

   (a) la vigente strategia nazionale in materia di ITS;
   (b) gli obiettivi e la loro giustificazione;
   (c) una breve descrizione della situazione della diffusione degli ITS e delle condizioni quadro;
   (d) i settori prioritari per le azioni in corso e le relative misure;
   (e) un'indicazione del modo in cui la strategia e le azioni o le misure sostengano la diffusione coordinata e interoperabile delle applicazioni ITS e la continuità dei servizi nella Comunità (cfr. articolo 4, paragrafo 1).

(3)  La relazione da trasmettere ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, contiene almeno le seguenti informazioni:

   (a) la strategia nazionale in materia di ITS, compresi gli obiettivi;
   (b) una descrizione dettagliata della diffusione degli ITS e delle condizioni quadro;
   (c) i settori prioritari previsti per le azioni e le relative misure, tra cui un'indicazione del modo in cui esse affrontano i settori prioritari di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
  (d) i dettagli dell'attuazione delle azioni in corso e previste, in particolare:
   gli strumenti,
   le risorse,
   la consultazione e le parti in causa attive,
   le grandi tappe,
   la sorveglianza.

(1) Parere del 13 maggio 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(2) GU C ║
(3) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(4) http://www.esafetysupport.org/download/European_Commission/048-esafety.pdf.
(5) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
(6) GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37.
(7) GU L 345 del 31.12.2003, pag. 90.
(8) GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1.
(9) GU L 124 del 9.05.2002, pag. 1.
(10) GU L 171 del 9.7.2003, pag. 1.
(11) Cfr. il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio ║ (GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1) e il regolamento (CE) n. 683/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio ║ (GU L 196 del 24.7.2008, pag. 1).
(12) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(13) GU L 166 del 30.4.2004, pag. 124.
(14) GU L 370 del 31.12.1985, pag. 8.
(15) GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1.
(16) GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.
(17)* GU: Tre mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva.
(18)* Sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva.
(19)* GU: Sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva.
(20)** GU: Due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.
(21)* Dodici mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva.


Programma Marco Polo II ***I
PDF 187kWORD 22k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1692/2006 che istituisce il secondo programma "Marco Polo" relativo alla concessione di contributi finanziari comunitari per migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci ("Marco Polo II") (COM(2008)0847 – C6-0482/2008 – 2008/0239(COD))
P6_TA(2009)0284A6-0217/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0847),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e gli articoli 71, paragrafo 1 e 80, paragrafo 2 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0482/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per i bilanci (A6-0217/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1692/2006 che istituisce il secondo programma "Marco Polo" relativo alla concessione di contributi finanziari comunitari per migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci ("Marco Polo II")

P6_TC1-COD(2008)0239


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento in prima lettura corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (CE) n. 923/2009)


Rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo ***I
PDF 460kWORD 131k
Risoluzione
Testo consolidato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo (COM(2008)0852 – C6-0509/2008 – 2008/0247(COD))
P6_TA(2009)0285A6-0220/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0852),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 71, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0509/2008),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A6-0220/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo

P6_TC1-COD(2008)0247


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 71, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione ║ ,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  Nell'ambito della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione e della strategia per lo sviluppo sostenibile della Comunità, la realizzazione di un mercato ferroviario interno, in particolare per il trasporto merci, è un elemento essenziale per conseguire l'obiettivo di una mobilità sostenibile.

(2)  La direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria e all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria ║(4) rappresenta una tappa importante nella realizzazione del mercato ferroviario interno.

(3)  Per essere competitivi rispetto agli altri modi di trasporto, i servizi ferroviari nazionali e internazionali di trasporto merci, aperti alla concorrenza dal 1° gennaio 2007, dovrebbero poter beneficiare di un'infrastruttura ferroviaria di buona qualità, che garantisca in particolare la fornitura di servizi di trasporto merci in buone condizioni per quanto riguarda la velocità commerciale e i tempi di percorrenza e dovrebbe essere affidabile, nel senso che il servizio da essi fornito corrisponda effettivamente agli impegni contrattuali sottoscritti con gli operatori ferroviari.

(4)  Se da un lato la liberalizzazione del trasporto merci per ferrovia ha permesso l'accesso alla rete di nuovi operatori, dall'altro i meccanismi di mercato non sono sufficienti per organizzare, disciplinare e rendere sicuro il traffico. Ottimizzare e garantire l'affidabilità di quest'ultimo presuppone in particolare un rafforzamento delle procedure di cooperazione e di assegnazione delle linee ferroviarie tra i gestori dell'infrastruttura.

(5)  Il Consiglio, riunitosi il 7 ║ aprile 2008, è giunto alla conclusione che occorre favorire l'uso efficace delle infrastrutture e, ove necessario, migliorare le capacità di infrastruttura ferroviaria con misure adottate a livello europeo e nazionale, in particolare mediante l'adozione di testi legislativi.

(6)  Viste queste premesse, la realizzazione di una rete ferroviaria per un trasporto merci competitivo sulla quale i treni merci potranno circolare in buone condizioni e transitare agevolmente da una rete nazionale all'altra permetterebbe di migliore le condizioni di utilizzo dell'infrastruttura.

(7)  Per realizzare una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo, le iniziative già adottate in materia di infrastruttura ferroviaria dimostrano che la creazione di corridoi internazionali rispondenti alle esigenze specifiche di uno o più segmenti del trasporto merci chiaramente identificati, rappresenta il metodo più adatto.

(8)  La costituzione della rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo dovrebbe essere coerente con la rete transeuropea di trasporto ("TEN-T") e i corridoi del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario ("ERTMS"). A tal fine, è necessario garantire lo sviluppo coordinato ▌ delle reti, e in particolare, l'integrazione dei corridoi internazionali per il trasporto merci per ferrovia nella rete TEN-T esistente e nei corridoi ERTMS. Inoltre, occorre stabilire a livello comunitario regole armonizzate relative a tali corridoi merci. Ove opportuno, la creazione dei corridoi in oggetto dovrebbe essere sostenuta finanziariamente nell'ambito dei programmi TEN-T, ricerca e Marco Polo, nonché di altre politiche o fondi comunitari quali il Fondo di coesione.

(9)  La creazione di un corridoio per il trasporto merci deve tener conto della particolare importanza che riveste il progetto di ampliamento della rete TEN-T per i paesi destinatari dalla Politica europea di vicinato, allo scopo di garantire una migliore interconnessione con le infrastrutture ferroviarie di paesi terzi europei.

(10)  Nell'ambito di un corridoio merci è opportuno assicurare un buon coordinamento fra gli Stati membri e i gestori dell'infrastruttura interessati, accordare un'agevolazione migliore e sufficiente al traffico merci, istituire un numero sufficiente di collegamenti efficaci con gli altri modi di trasporto al fine di sviluppare una rete per il trasporto merci efficiente ed integrata, e stabilire condizioni propizie allo sviluppo della concorrenza tra i fornitori di trasporto merci per ferrovia.

(11)  La creazione di un corridoio merci dovrebbe essere basata su proposte formulate dagli Stati membri in consultazione con i gestori dell'infrastruttura. In una seconda fase dovrebbe essere approvata a livello europeo secondo una procedura trasparente e chiaramente definita. I criteri per la creazione di corridoi merci dovrebbero essere definiti in un modo adeguato alle esigenze specifiche degli Stati membri e dei gestori dell'infrastruttura che lasci loro un margine di decisione e di gestione sufficiente ▌.

(12)  Per incentivare il coordinamento fra gli Stati membri e i gestori dell'infrastruttura e le imprese ferroviarie, ogni corridoio dovrebbe essere sostenuto da un organo di gestione, composto dai diversi gestori dell'infrastruttura interessati dal corridoio in oggetto.

(13)  Per rispondere alle esigenze del mercato, le modalità di creazione di un corridoio merci dovrebbero essere presentate in un piano di attuazione che dovrebbe comprendere l'identificazione e il calendario della realizzazione delle azioni suscettibili di migliorare le prestazioni del trasporto merci per ferrovia. Inoltre, per garantire che le azioni previste o attuate per la creazione di un corridoio merci rispondano alle esigenze o alle aspettative del mercato, tutte le imprese ferroviarie che ne fruiscono dovrebbero essere consultate periodicamente, secondo procedure adeguate definite dall'organo di gestione.

(14)  Per assicurare la coerenza e la continuità delle capacità di infrastruttura disponibili lungo il corridoio merci, occorre coordinare e pianificare gli investimenti a favore del corridoio fra gli Stati membri, i gestori dell'infrastruttura e le imprese ferroviarie interessati come pure, eventualmente, fra gli Stati membri e i paesi terzi europei, secondo una logica che risponda alle esigenze del corridoio. Il programma di realizzazione dovrebbe essere pubblicato per informare le imprese ferroviarie che possono operare lungo il corridoio. Gli investimenti dovrebbero includere progetti di intervento relativi allo sviluppo di sistemi interoperabili e all'aumento della capacità dei treni.

(15)  Per le stesse ragioni anche i lavori pesanti di manutenzione, che molto spesso hanno profonde ripercussioni sulle capacità dell'infrastruttura ferroviaria, dovrebbero essere coordinati a livello di corridoio ed essere oggetto di una pubblicazione aggiornata.

(16)  Per favorire lo sviluppo del trasporto merci per ferrovia nella Comunità è altresì necessario predisporre infrastrutture e sistemi destinati allo sviluppo di servizi di trasporto intermodale per il traffico merci.

(17)  Gli Stati membri interessati e le autorità nazionali di sicurezza competenti lungo il corridoio merci possono concludere accordi sul riconoscimento reciproco dei veicoli, da un lato, e delle qualifiche dei macchinisti, dall'altro. Le autorità di sicurezza degli Stati membri interessati dal corridoio merci dovrebbero cooperare per assicurare l'attuazione degli accordi summenzionati.

(18)  Per agevolare le domande di capacità di infrastruttura per i servizi internazionali di trasporto merci per ferrovia, è opportuno istituire uno sportello unico per ogni corridoio merci. A tal fine è opportuno basarsi sulle iniziative esistenti, in particolare quelle avviate da RailNetEurope, un organismo che costituisce uno strumento di coordinamento dei gestori dell'infrastruttura e fornisce determinati servizi agli operatori del trasporto merci internazionale.

(19)  Tenuto conto delle differenze fra i calendari di programmazione degli orari per i vari tipi di traffico, è auspicabile che le domande di capacità di infrastruttura per il traffico passeggeri siano compatibili con le domande relative al traffico merci, tenendo conto in particolare della rispettiva rilevanza socioeconomica. I diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura dovrebbero variare in funzione della qualità e dell'affidabilità della linea ferroviaria assegnata.

(20)  I treni che effettuano il trasporto di merci particolarmente sensibili ai tempi di trasporto e alla puntualità, così come definite dall'organo di gestione,dovrebbero poter beneficiare di una priorità sufficiente in caso di perturbazione del traffico.

(21)  Per assicurare lo sviluppo della concorrenza fra fornitori di servizi di trasporto merci per ferrovia lungo il corridoio merci, i candidati diversi dalle imprese ferroviarie o dalle loro associazioni dovrebbero essere in grado di domandare capacità di infrastruttura.

(22)  Per ottimizzare la gestione del corridoio merci e assicurare una maggiore fluidità e migliori prestazioni dei servizi internazionali di trasporto merci per ferrovia, occorre provvedere a un buon coordinamento fra gli organi di controllo del traffico ferroviario ripartiti sulle varie reti del corridoio merci. Per assicurare un utilizzo più efficiente delle infrastrutture ferroviarie, è necessario coordinare la gestione di queste infrastrutture e dei terminal strategici situati lungo il corridoio.

(23)  Per agevolare l'accesso alle informazioni sull'utilizzo delle principali infrastrutture del corridoio merci e assicurare un accesso non discriminatorio, è auspicabile mettere a disposizione di tutti i fornitori di servizi di trasporto merci internazionale per ferrovia un prospetto informativo che raccoglie tutte le informazioni pertinenti.

(24)  Per misurare secondo criteri obiettivi i benefici delle azioni volte a creare il corridoio merci e assicurare un controllo efficace delle azioni, occorre adottare e pubblicare regolarmente degli indicatori di prestazioni del servizio lungo il corridoio in questione. È opportuno che la definizione di "indicatori di prestazioni" sia elaborata in consultazione con i soggetti interessati che forniscono e utilizzano servizi ferroviari di trasporto merci.

(25)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ossia la realizzazione di una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo composta da corridoi merci, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle sue dimensioni o dei suoi effetti, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito all'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità sancito dallo stesso articolo.

(26)  Per il coordinamento degli investimenti e la gestione delle capacità e del traffico occorrono regole eque, fondate su una cooperazione fra i gestori dell'infrastruttura che devono fornire un servizio di qualità agli operatori del trasporto merci nel contesto di un corridoio ferroviario internazionale.

(27)  Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento devono essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(5).

(28)  In particolare, occorre conferire alla Commissione il potere di stabilire le condizioni e i criteri necessari per l'attuazione del presente regolamento. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali del presente regolamento, completandolo con ║ nuovi elementi non essenziali, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

(29)  L'obiettivo del presente regolamento è quello di migliorare l'efficienza del trasporto merci per ferrovia rispetto ad altri modi di trasporto, sebbene un siffatto obiettivo debba essere perseguito anche attraverso azioni politiche e il coinvolgimento finanziario degli Stati membri e dell'Unione europea. Il coordinamento dovrebbe essere garantito al massimo livello tra gli Stati membri al fine di assicurare il più efficiente funzionamento possibile dei corridoi merci. L'impegno finanziario nel settore delle infrastrutture e delle attrezzature tecniche, quali l'ERTMS, dovrebbe mirare ad accrescere la capacità e l'efficienza del trasporto merci per ferrovia, in parallelo agli obiettivi del presente regolamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

ASPETTI GENERALI

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento stabilisce le regole per la realizzazione e l'organizzazione della rete ferroviaria europea lungo corridoi ferroviari internazionali per favorire un trasporto merci competitivo (║ "corridoi merci"). Stabilisce le regole per la selezione e l'organizzazione dei corridoi merci e determinati principi cooperativi concernenti la pianificazione degli investimenti, la gestione delle capacità e del traffico.

2.  Il presente regolamento si applica alla gestione e all'utilizzo di infrastrutture ferroviarie adibite ai servizi ferroviari nazionali e internazionali. Sono escluse:

   a) le reti locali e regionali autonome adibite ai servizi di trasporto passeggeri che circolano su un'infrastruttura ferroviaria, salvo qualora detti servizi siano espletati su una tratta di un corridoio merci;
   b) le reti adibite unicamente alla prestazione di servizi passeggeri urbani e suburbani;
   c) le reti regionali adibite unicamente alla prestazione di servizi merci regionali da un'impresa ferroviaria esclusa dall'ambito di applicazione della direttiva 91/440/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie(6), finché non vi siano richieste di utilizzo della capacità della rete da parte di un altro richiedente;
   d) le infrastrutture ferroviarie private adibite unicamente alle operazioni merci del proprietario.

Articolo 2

Definizioni

1.  Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 2 della direttiva 2001/14/CE.

2.  Oltre alle definizioni di cui al paragrafo 1, si intende per:

   a) "corridoio merci", l'insieme delle linee ferroviarie stabilite sul territorio degli Stati membri e, ove opportuno, di paesi terzi europei che collegano due o più terminal strategici compresi un asse principale, linee alternative e linee di collegamento, così come le infrastrutture ferroviarie e le relative attrezzature nei terminal merci, gli scali di smistamento e di formazione nonché i binari di raccordo a questi ultimi, tra cui tutti i servizi ferroviari di cui all'allegato II della direttiva 2001/14/CE;
   b) "piano di attuazione", il documento che presenta la strategia, le azioni e i mezzi che le parti interessate intendono attuare per sviluppare nel corso di un determinato periodo le attività necessarie e sufficienti per realizzare il corridoio merci;
   c) "lavori pesanti di manutenzione", gli interventi o le riparazioni dell'infrastruttura ferroviaria e delle relative attrezzature che, pianificati con almeno un anno di anticipo, sono necessari alla circolazione dei treni lungo il corridoio merci che richiedono una riserva di capacità di infrastruttura di cui all'articolo 28 della direttiva 2001/14/CE;
   d) "terminal", l'impianto situato lungo il corridoio merci appositamente attrezzato per permettere di effettuare operazioni di carico e/o scarico dai treni merci e l'integrazione dei servizi ferroviari di merci con i servizi stradali, marittimi, fluviali e aerei, oppure la formazione o la modifica della composizione dei treni merci;
   e) "terminal strategico", il terminal del corridoio merci, aperto a tutti i candidati e che già svolge o si prevede che svolga in futuro un ruolo importante nel trasporto merci per ferrovia lungo il corridoio merci;
   f) "sportello unico", l'organismo comune istituito da ciascun gestore dell'infrastruttura del corridoio merci che fornisce ai candidati la possibilità di domandare una linea ferroviaria per un percorso che attraversa almeno una frontiera.

CAPO II

PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLA RETE FERROVIARIA EUROPEA PER UN TRASPORTO MERCI COMPETITIVO

Articolo 3

Selezione dei corridoi merci

1.   ║ Il corridoio merci collega almeno due Stati membri,e permette l'esercizio di servizi ferroviari nazionali e internazionali di trasporto merci ▌. Il corridoio presenta le seguenti caratteristiche:

   a) fa parte della rete TEN-T o è quanto meno compatibile con essa, ovvero, se del caso, con i corridoi ERTMS. Ove opportuno, possono rientrare nel corridoio alcune sezioni non incluse nella rete TEN-T, con un volume elevato o potenzialmente elevato di traffico merci;
   b) permette uno sviluppo significativo del traffico merci per ferrovia e tiene conto dei grandi flussi di scambi e di trasporto merci;
   c) è giustificato sulla base di un'analisi socioeconomica che comprende gli impatti sugli elementi del sistema di trasporto in cui l'assegnazione delle capacità di infrastruttura del corridoio merci incide significativamente sui traffici merci e passeggeri. Viene inclusa l'analisi degli effetti principali in termini di costi esterni;
   d) permette una migliore interconnessione tra gli Stati membri di confine e i paesi terzi europei;
   e) si fonda su un piano di attuazione.

2.  Gli Stati membri interessati decidono la realizzazione o la modifica di un corridoio merci dopo aver comunicato alla Commissione le loro intenzioni, corredandole di una proposta elaborata in collaborazione con i gestori dell'infrastruttura interessati e tenendo conto delle iniziative e dei pareri delle imprese ferroviarie che utilizzano il corridoio, o sono interessate a farlo, nonché dei criteri di cui all'allegato. Le imprese ferroviarie interessate possono partecipare a tale processo qualora siano interessate da ingenti investimenti.

3.  I corridoi merci sono istituiti secondo le seguenti modalità:

   a) al massimo entro il ...(7), il territorio di ciascuno Stato membro che conta almeno due collegamenti ferroviari diretti con altri Stati membri deve accogliere almeno una proposta di corridoio merci;
   b) al massimo entro il ...(8)*, il territorio di ciascuno Stato membro deve annoverare almeno ▌ un corridoio merci.

4.  La Commissione prende atto delle proposte di realizzazione di corridoi merci di cui al paragrafo 2 ed esamina la loro conformità ai criteri di valutazione di cui all'allegato. Essa può formulare le obiezioni o le proposte di modifica che ritiene opportune.

5.  Il corridoio merci può comprendere elementi delle reti ferroviarie di paesi terzi europei. Ove opportuno, questi elementi devono essere compatibili con la politica per la rete TEN-T.

6.  In caso di difficoltà fra due o più Stati membri relativamente alla realizzazione o modifica di un corridoio merci che riguarda l'infrastruttura ferroviaria situata sul loro territorio, la Commissione, su domanda di uno degli Stati membri interessati, consulta in materia il comitato di cui all'articolo 18. Il parere del comitato è comunicato agli Stati membri interessati. Gli Stati membri interessati tengono conto di questo parere per trovare una soluzione.

7.  Le misure intese a modificare ║ elementi non essenziali del presente regolamento adeguando l'allegato sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 18, paragrafo 3.

Articolo 4

Gestione dei corridoi merci

1.  Gli Stati membri interessati da un corridoio merci cooperano per assicurare lo sviluppo del corridoio conformemente al piano di attuazione. Definiscono gli obiettivi generali del corridoio merci e assicurano che il piano di attuazione sia concepito per conseguirli.

2.  Per ciascun corridoio merci i gestori dell'infrastruttura interessati ║ istituiscono un organo di gestione incaricato di definire il piano di attuazione del corridoio merci, guidarne la realizzazione e aggiornarlo. Le imprese ferroviarie interessate o le associazioni di imprese ferroviarie che utilizzano il corridoio regolarmente possono partecipare su base regolare a tale organo con funzione consultiva. L'organo di gestione informa periodicamente delle proprie attività gli Stati membri interessati e, se necessario, la Commissione e i coordinatori europei dei progetti prioritari della rete TEN-T integrati dal corridoio merci, di cui all'articolo 17bis della decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti(9).

3.  Gli Stati membri interessati possono istituire un comitato esecutivo incaricato di autorizzare il piano di attuazione del corridoio definito dall'organo di gestione e di supervisionarne la realizzazione. In tal caso, i singoli membri del comitato esecutivo ricevono mandato dalle autorità competenti degli Stati membri.

4.  L'organo di gestione è un soggetto giuridico indipendente. Può essere costituito da un gruppo europeo di interesse economico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio(10) e usufruire dello statuto di un gruppo di questo tipo.

5.  I membri dell'organo di gestione designano il direttore, il cui mandato ha una durata di almeno tre anni.

6.  È istituito un gruppo di lavoro composto dai gestori e proprietari dei terminal strategici del corridoio merci, inclusi i porti marittimi e fluviali, di cui all'articolo 9. Il gruppo di lavoro può emettere un parere sulle proposte presentate dall'organo di gestione che hanno conseguenze dirette sugli investimenti e la gestione dei terminal strategici. L'organo di gestione non può adottare decisioni contrarie a tale parere.

Articolo 5

Misure di attuazione del corridoio merci

1.  Il piano di attuazione, approvato e adeguato su base regolare dall'organo di gestione, comprende almeno:

   a) una descrizione delle caratteristiche del corridoio merci, incluse le eventuali strozzature, e il programma di attuazione delle misure necessarie per facilitare la sua realizzazione ▌;
   b) gli elementi essenziali dello studio di mercato di cui al paragrafo 2;
   c) gli obiettivi dell'organo di gestione e il suo programma di miglioramento delle prestazioni del corridoio merci, in conformità delle disposizioni di cui all'articolo 16.

2.  Viene eseguito e aggiornato periodicamente uno studio di mercato riguardante l'evoluzione del traffico registrata e prevista lungo il corridoio merci e gli elementi del sistema di trasporto connessi a quest'ultimo, allo scopo di sviluppare o di adattare, se necessario, il suo piano di attuazione. Lo studio esamina l'evoluzione dei vari tipi di traffico e comprende gli elementi principali dell'analisi socioeconomica di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), nonché i possibili scenari per quanto concerne i costi e i benefici e l'impatto finanziario a lungo termine.

3.  È definito un programma di realizzazione e miglioramento delle prestazioni del corridoio merci che comprende in particolare gli obiettivi comuni, le scelte tecniche e il calendario degli interventi necessari sull'infrastruttura ferroviaria e le relative attrezzature per attuare le misure di cui agli articoli da 7 a 16. Tali misure evitano o riducono al minimo le restrizioni che potrebbero ripercuotersi sulla capacità ferroviaria.

Articolo 6

Consultazione dei richiedenti

1.  Per favorire la partecipazione adeguata dei richiedenti ║ che possono utilizzare il corridoio merci, l'organo di gestione instaura determinati meccanismi di consultazione.

2.  I richiedenti che intendono utilizzare il corridoio merci, inclusi gli operatori del trasporto merci per ferrovia, gli operatori del trasporto passeggeri, i caricatori, gli spedizionieri e i loro organi rappresentativi, sono consultati dall'organo di gestione prima dell'approvazione del piano di attuazione e in occasione del relativo aggiornamento. In caso di disaccordo fra l'organo di gestione e i richiedenti, questi ultimi possono rivolgersi agli organismi di regolamentazione di cui all'articolo 17.

CAPO III

INVESTIMENTI NEL CORRIDOIO MERCI

Articolo 7

Programmazione degli investimenti

1.  L'organo di gestione elabora e approva:

   a) un piano comune di investimenti nell'infrastruttura per il corridoio merci a lungo termine, vale a dire per un periodo di almeno dieci anni;
   b) se opportuno, un piano comune di investimenti a medio termine (almeno due anni) a favore del corridoio merci.

I piani di investimento stabiliscono l'elenco dei progetti previsti per l'estensione, il rinnovo o la risistemazione delle infrastrutture ferroviarie e delle loro attrezzature esistenti lungo il corridoio, delle relative esigenze finanziarie e delle fonti di finanziamento.

2.  I piani di investimento di cui al paragrafo 1 comprendono una strategia relativa alla realizzazione di sistemi interoperabili lungo il corridoio merci che soddisfa i requisiti essenziali e le specifiche tecniche di interoperabilità applicabili alle reti ferroviarie di cui alla direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario (rifusione)(11). Questa strategia, che si basa sull'analisi del rapporto fra i costi e i benefici dell'installazione dei sistemi in questione, deve essere coerente con i piani nazionali ed europei di installazione dei sistemi interoperabili, in particolare con il piano di installazione dell'ERTMS, nonché con le interconnessioni transfrontaliere e i sistemi interoperabili con i paesi terzi europei, ove opportuno.

3.  Se necessario, i piani di investimento citano il contributo comunitario previsto a titolo del programma TEN-T o di qualsiasi altra politica, fondo o programma, e ne giustificano la coerenza di strategia con questi ultimi.

4.  I piani di investimento di cui al paragrafo 1 comprendono ▌ una strategia relativa all'aumento della capacità dei treni merci in circolazione lungo il corridoio merci, vale a dire, l'eliminazione delle strozzature individuate, il miglioramento dell'infrastruttura esistente e la costruzione di nuove infrastrutture. La strategia può includere misure volte ad aumentare la lunghezza, lo scartamento dei binari, il profilo di carico, la gestione della velocità, il carico trasportato o il carico per asse autorizzati per i treni che circolano lungo il corridoio.

5.  I piani di investimento di cui al paragrafo 1 sono pubblicati nella relazione di cui all'articolo 15 e aggiornati periodicamente. Fanno parte del piano di attuazione del corridoio merci.

Articolo 8

Coordinamento dei lavori

I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci coordinano, secondo modalità e un calendario idonei e in conformità dei rispettivi impegni contrattuali di cui all'articolo 6 della direttiva 2001/14/CE, la loro programmazione di tutti i lavori sull'infrastruttura e sulle relative attrezzature che potrebbero limitare la capacità disponibile sulla rete.

Articolo 9

Terminal strategici

1.  In sintonia con il gruppo di lavoro di cui all'articolo 4, paragrafo 6, l'organo di gestione adotta una strategia integrata relativa allo sviluppo di terminal strategici affinché siano in grado di rispondere alle esigenze del trasporto merci per ferrovia che circola lungo il corridoio merci, in particolare quali hub intermodali lungo il corridoio merci. Tale strategia include la cooperazione con le autorità regionali, locali e nazionali, l'acquisizione di terreni per la costruzione di terminal per il trasporto di merci per ferrovia e l'accesso a fondi per sostenere tali sviluppi. L'organo di gestione assicura che sia costruito un numero sufficiente di terminal in punti strategici, sulla base del volume di traffico previsto.

2.  L'organo di gestione adotta le misure adeguate per realizzare tale strategia e la riesamina periodicamente.

CAPO IV

GESTIONE DEL CORRIDOIO MERCI

Articolo 10

Sportello unico per le domande di linee internazionali

1.  L'organo di gestione istituisce uno sportello unico per rispondere alle domande di linee ferroviarie per un treno merci che attraversa almeno una frontiera lungo il corridoio merci o che utilizza diverse reti.

2.  I singoli gestori dell'infrastruttura di un corridoio merci possono essere designati a gestire il punto d'accesso dello sportello unico per la presentazione delle domande di linee ferroviarie internazionali.

3.  Gli organi di controllo interessati di cui all'articolo 17 ║ assicurano che le attività dello sportello unico siano esercitate in condizioni trasparenti e non discriminatorie.

Articolo 11

Categorie standard di linee ferroviarie nei corridoi merci

1.  L'organo di gestione definisce e aggiorna periodicamente diverse categorie standard di linee ferroviarie per il traffico merci, valide lungo l'intero corridoio merci. Almeno una di queste categorie ║ comprende una linea ferroviaria con tempi di trasporto efficienti e la garanzia di puntualità (traffico merci rapido).

2.  I criteri di definizione delle categorie standard di traffico merci sono adottati dall'organo di gestione previa consultazione dei richiedenti che potrebbero utilizzare il corridoio merci.

Articolo 12

Linee assegnate ai treni merci

1.  Oltre ai casi menzionati all'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE, i gestori dell'infrastruttura interessatimantengono una riserva di capacità, sulla base della valutazione delle esigenze del mercato in termini di riserva di capacità. I gestori dell'infrastruttura pubblicano l'orario di servizio della linea ferroviaria necessario per soddisfare le esigenze del traffico merci rapido internazionale per l'esercizio successivo prima dell'esercizio annuale di definizione dell'orario di servizio di cui all'articolo 18 della direttiva 2001/14/CE e basandosi sul traffico merci constatato e sullo studio di mercato di cui all'articolo 5, paragrafo 2 del presente regolamento.

2.  I gestori dell'infrastruttura mantengono, a seguito della valutazione preliminare della necessità di costituire una riserva di capacità per domande ad hoc, una siffatta riserva, garantendo nel contempo un livello adeguato di qualità della linea ferroviaria assegnata in termini di tempi di percorrenza e di orario adattato al traffico merci rapido, nell'ambito dell'orario di servizio definitivo per permettere di rispondere in modo rapido e appropriato alle richieste ad hoc di capacità di cui all'articolo 23 della direttiva 2001/14/CE. ▌

3.  Fatti salvi i casi di forza maggiore, una linea ferroviaria assegnata a un'operazione di traffico merci rapido a norma del presente articolo non può essere annullata meno di un mese prima dell'orario di servizio se il candidato interessato non fornisce il proprio consenso a favore di tale annullamento. Il candidato può deferire la questione all'organismo di regolamentazione. Come indicato all'articolo 27 della direttiva 2001/14/CE, nel prospetto informativo della rete, il gestore dell'infrastruttura può specificare le condizioni in base alle quali terrà conto dei precedenti livelli di utilizzo delle linee ferroviarie nella determinazione delle priorità nella procedura di assegnazione.

4.  I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci e il gruppo di lavoro di cui all'articolo 4, paragrafo 6, istituiscono determinate procedure per assicurare il coordinamento ottimale dell'assegnazione delle capacità a norma del presente articolo, tenendo conto dell'accesso ai terminal strategici di cui all'articolo 9.

5.  I gestori dell'infrastruttura includono nelle condizioni di uso una tariffa per le linee assegnate ma che alla fine non sono utilizzate. Il livello di tale tariffa è adeguato, efficace e tale da avere un effetto dissuasivo.

Articolo 13

Richiedenti autorizzati

In deroga all'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2001/14/CE, i richiedenti diversi dalle imprese ferroviarie e dalle loro associazioni internazionali possono richiedere linee ferroviarie per il trasporto merci quando queste ultime riguardano diverse sezioni del corridoio merci.

Articolo 14

Gestione del traffico

1.  A seguito di una proposta dell'organo di gestione del corridoio merci e nel rispetto dei principi e programmi di cui al paragrafo 2, i gestori dell'infrastruttura del corridoio merci stabiliscono e pubblicano le regole di priorità fra i diversi tipi di linee ferroviarie, in particolare quelle assegnate ai treni in ritardo, in caso di perturbazione della circolazione in ogni troncone del corridoio merci nel prospetto informativo della rete di cui all'articolo 3 e all'allegato I della direttiva 2001/14/CE.

2.  Le regole di priorità di cui al paragrafo 1 ║ devono prevedere quanto meno, fatta eccezione per le ore di punta, in relazione alle quali il presente paragrafo non è applicabile, che la linea ferroviaria assegnata a un treno merci rapido che rispetta le disposizioni iniziali previste dalla linea ferroviariasia rispettata nella misura del possibile o quanto meno riduca al minimo i ritardi globali, ponendo l'accento in particolare sul traffico merci rapido. L'organo di gestione, insieme con i richiedenti, elabora e pubblica:

   a) i principi di regolamentazione dei treni intesi a garantire che i treni merci rapidi ricevano il miglior trattamento possibile per quanto riguarda l'assegnazione della capacità ridotta;
   b) i piani di emergenza in caso di perturbazione sul corridoio, basati su tali principi.

Ogni Stato membro, attraverso il gestore dell'infrastruttura, definisce le ore di punta nel prospetto informativo della rete. Le ore di punta riguardano solo i giorni lavorativi e sono limitate ad un massimo di 3 ore la mattina e di 3 ore il pomeriggio. Per la definizione delle ore di punta si tiene conto del traffico passeggeri regionale e su lunghe distanze.

3.  I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci attuano delle procedure di coordinamento della gestione del traffico lungo il corridoio merci.

4.  I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci e il gruppo di lavoro di cui all'articolo 4, paragrafo 6, istituiscono determinate procedure per assicurare il coordinamento ottimale fra l'esercizio dell'infrastruttura ferroviaria e quello dei terminal strategici di cui all'articolo 9.

Articolo 15

Informazioni sulle condizioni di utilizzo del corridoio merci

L'organo di gestione stabilisce e pubblica una relazione che contiene:

   a) tutte le informazioni contenute nei prospetti informativi delle reti nazionali che riguardano il corridoio merci, elaborati conformemente alla procedura di cui all'articolo 3 della direttiva 2001/14/CE;
   b) l'elenco e le caratteristiche dei terminal strategici e tutte le informazioni riguardanti le condizioni e modalità di accesso agli stessi.

Articolo 16

Qualità del servizio lungo il corridoio merci

1.  I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci assicurano la coerenza fra i sistemi di prestazioni in vigore lungo il corridoio merci di cui all'articolo 11 della direttiva 2001/14/CE. Tale coerenza è verificata dagli organismi di regolamentazione, che cooperano tra loro ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1 del presente regolamento.

2.  Per misurare la qualità del servizio e la capacità dei servizi nazionali e internazionali di trasporto merci per ferrovia lungo il corridoio merci, l'organo di gestione consulta i richiedenti che si prevede utilizzeranno i corridoi e gli utenti dei servizi del trasporto merci per ferrovia sugli indicatori di prestazioni del corridoio merci. Dopo tale consultazione, l'organo di gestione li definisce e li pubblica almeno una volta all'anno.

Articolo 17

Organismi di regolamentazione

1.  Gli organismi di regolamentazione di cui all'articolo 30 della direttiva 2001/14/CE competenti per il corridoio merci cooperano per monitorare le attività internazionali dei gestori dell'infrastruttura e dei richiedenti lungo il corridoio merci. Si consultano e scambiano informazioni. Ove opportuno, richiedono le informazioni necessarie ai gestori dell'infrastruttura dello Stato membro per il quale sono competenti. I gestori dell'infrastruttura e gli altri terzi coinvolti nell'assegnazione delle capacità internazionali sono tenuti a fornire agli organismi di regolamentazione interessati tutte le informazioni necessarie sulle linee ferroviarie internazionali e le capacità di cui sono responsabili.

2.  In caso di reclamo da parte di un richiedente in materia di servizi internazionali di trasporto merci per ferrovia o nell'ambito di un'indagine d'ufficio, l'organismo di regolamentazione interessato consulta l'organismo di regolamentazione degli altri Stati membri sul cui territorio passa il corridoio merci in questione e richiede le informazioni necessarie prima di prendere una decisione. Gli altri organismi di regolamentazione forniscono tutte le informazioni che essi stessi hanno il diritto di chiedere in virtù della legislazione nazionale. Ove opportuno, l'organismo di regolamentazione che ha ricevuto il reclamo o che ha avviato l'indagine d'ufficio trasferisce il fascicolo all'organismo di regolamentazione competente per adottare le misure pertinenti relativamente alle parti interessate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafi 5 e 6, della direttiva 2001/14/CE.

CAPO V

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 18

Comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto dell'articolo 8 della stessa.

3.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Articolo 19

Deroga

Ove opportuno, uno Stato membro può derogare alle disposizioni del presente regolamento. A tal fine trasmette alla Commissione una domanda motivata di deroga. La Commissione adotta una decisione in proposito, secondo la procedura di consultazione di cui all'articolo 18, paragrafo 2, tenendo conto della situazione geografica e dello sviluppo dei servizi ferroviari di trasporto merci nello Stato membro che ha presentato la domanda di deroga.

Articolo 20

Controllo dell'applicazione

A partire dalla realizzazione del corridoio merci, ogni due anni gli Stati membri interessati trasmettono alla Commissione una relazione che illustra i risultati della cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1. La Commissione analizza tale relazione e ne informa il comitato di cui all'articolo 18.

Articolo 21

Relazione

La Commissione esamina periodicamente l'applicazione del presente regolamento. Essa elabora una relazione destinata al Parlamento europeo e al Consiglio, per la prima volta entro ...(12) e successivamente ogni tre anni.

Articolo 22

Revisione

Se, in caso di revisione degli orientamenti per la rete TEN-T secondo le modalità di cui all'articolo 18, paragrafo 3, della decisione n. 1692/96/CE, la Commissione conclude che è opportuno adattare il presente regolamento agli orientamenti in questione, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta tesa a modificare il presente regolamento di conseguenza. Analogamente, alcune decisioni adottate nel quadro del presente regolamento possono comportare la necessità di rivedere gli orientamenti per la rete TEN-T.

Articolo 23

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ║

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

Criteri di valutazione delle proposte di realizzazione di un corridoio merci

La selezione dei corridoi merci di cui all'articolo 3 e l'aggiornamento della rete ferroviaria per un trasporto merci competitivo sono effettuati secondo i criteri seguenti:

   a) deve esistere una lettera di intenti degli Stati membri interessati che conferma la volontà di istituire il corridoio merci;
   b) quando l'itinerario del corridoio merci coincide con una sezione (o parte di sezione) di uno o più progetti prioritari della rete TEN-T(13), quest'ultima è integrata nel corridoio merci, tranne quando è dedicata ai servizi di trasporto passeggeri;
   c) il corridoio merci di cui è proposta l'istituzione attraversa il territorio di almeno tre Stati membri o di almeno due Stati membri se la distanza fra i nodi ferroviari serviti dal corridoio proposto è superiore a 500 chilometri;
   d) la fattibilità economica e i benefici socioeconomici del corridoio merci;
   e) la coerenza di tutti i corridoi merci proposti dagli Stati membri per realizzare una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo;
   f) la coerenza con le reti ferroviarie europee esistenti, fra cui i corridoi ERTMS e i corridoi definiti da RailNetEurope;
   g) la presenza di una buona interconnessione con gli altri modi di trasporto, soprattutto grazie a una rete adeguata di terminal strategici, anche relativamente ai porti marittimi e le zone interne;
   h) l'approccio proposto per attuare le disposizioni di cui agli articoli da 4 a 16.

(1) GU C ║
(2) GU C ║
(3) Posizione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009.
(4) GU L 75 del 15.3.2001, pag. 29.
(5) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(6) GU L 237 del 24.8.1991, pag. 25.
(7)* GU: dodici mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.
(8)** GU: trentasei mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.
(9) GU L 228 del 9.9.1996, pag. 1.
(10) GU L 199 del 31.7.1985, pag. 1.
(11) GU L 191 del 18.7.2008, pag. 1.
(12)* GU: cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento.
(13) Cfr. l'allegato III della decisione n. 1692/96/CE.


Diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera (COM(2008)0414 – C6-0257/2008 – 2008/0142(COD))
P6_TA(2009)0286A6-0233/2009

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0414),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0257/2008),

–   visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–   visti gli articoli 51 e 35 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0233/2009),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 23 aprile 2009 in vista dell'adozione della direttiva 2009/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera

P6_TC1-COD(2008)0142


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,

vista la proposta della Commissione ║,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

sentito il garante europeo della protezione dei dati(3),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(4),

considerando quanto segue:

(1)  Secondo l'articolo 152, paragrafo 1, del trattato CE ║ nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività della Comunità deve essere garantito un livello elevato di protezione della salute umana. Conseguentemente occorre garantire un elevato livello di tutela della salute umana anche nel caso in cui la Comunità agisca a norma di altre disposizioni del trattato.

(2)  Dal momento che sono soddisfatte le condizioni per il ricorso all'articolo 95 del trattato in quanto base giuridica, la Comunità si affida a questa base anche nel caso in cui la protezione della sanità pubblica sia un elemento determinante delle scelte operate; a questo proposito l'articolo 95, paragrafo 3, del trattato CE, dispone esplicitamente che ▌ sia garantito un elevato livello di protezione della salute umana, tenuto conto, in particolare, degli eventuali nuovi sviluppi fondati su riscontri scientifici.

(3)  Il 9 giugno 2005 il Parlamento europeo ha adottato, con 554 voti favorevoli e 12 contrari, una risoluzione sulla mobilità dei pazienti e sugli sviluppi delle cure sanitarie nell'Unione europea(5), in cui ha chiesto certezza del diritto e chiarezza sui diritti e le procedure per i pazienti, gli operatori sanitari e gli Stati membri.

(4)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi giuridici generali sanciti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea(6)("la Carta"). Il diritto di accedere all'assistenza sanitaria e il diritto di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali costituiscono diritti fondamentali riconosciuti dall'articolo 35 della Carta ║. Nello specifico la presente direttiva deve essere attuata e applicata in conformità ai seguenti diritti: rispetto della vita privata e della vita familiare, protezione dei dati di carattere personale, uguaglianza davanti alla legge, non discriminazione e diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, secondo quanto previsto in base ai principi giuridici generali e contenuto negli articoli 7, 8, 20, 21 e 47 della Carta.

(5)  I sistemi sanitari della Comunità, che sono uno degli elementi centrali dell'alto livello di protezione sociale europeo, contribuiscono alla coesione e alla giustizia sociali e allo sviluppo sostenibile ║. Essi fanno parte dell'ampia gamma di servizi di interesse generale.

(6)  La presente direttiva rispetta e non pregiudica la facoltà di ciascuno Stato membro di decidere il tipo di assistenza sanitaria che ritiene opportuno. Nessuna disposizione della presente direttiva dovrebbe essere interpretata in modo tale da compromettere le fondamentali scelte etiche degli Stati membri.

(7)  Come sancito in varie occasioni dalla Corte di giustizia, pur riconoscendone la nature specifica, tutti i tipi di cure sanitarie rientrano nell'ambito di applicazione del trattato ║.

(8)  Su alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria transfrontaliera, in particolare il rimborso delle cure sanitarie prestate in uno Stato membro diverso da quello in cui il destinatario delle cure è residente, la Corte di giustizia si è già pronunciata. ▌ É importante affrontare questi temi in uno specifico atto legislativo comunitario, così da pervenire a una più generale ed efficace applicazione dei principi elaborati dalla Corte di giustizia attraverso singole pronunce.

(9)  Il Consiglio ║, nelle conclusioni dell'1 e 2 giugno 2006(7)sui valori e principi comuni dei sistemi sanitari dell'Unione europea ("Conclusioni del Consiglio dell'1 e 2 giugno 2006"), ha adottato una dichiarazione sui valori e principi comuni e ha riconosciuto come particolarmente valida un'iniziativa sulle cure sanitarie transfrontaliere che offra ai cittadini europei chiarezza sui loro diritti allorché si spostano da uno Stato membro all'altro, per assicurare la certezza del diritto.

(10)  La presente direttiva mira a istituire un quadro generale per la prestazione di assistenza sanitaria transfrontaliera sicura, efficiente e di qualità nella Comunità in relazione alla mobilità dei pazienti ▌ nonché a un livello di protezione elevato della salute, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri riguardanti la definizione delle prestazioni sociali di carattere sanitario, l'organizzazione e la fornitura di cure sanitarie, dell'assistenza medica, come pure delle prestazioni di sicurezza sociale, in particolare di quelle per malattia.

(11)  La presente direttiva concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera si applica a tutti i tipi di cure sanitarie; come ha confermato la Corte di giustizia, né la loro natura particolare né la modalità della loro organizzazione o del loro finanziamento li esclude dall'ambito di applicazione del principio fondamentale della libera circolazione. Per quanto riguarda le cure di lungo periodo, la presente direttiva non si applica all'assistenza e al sostegno fornito alle famiglie o ai singoli che, nell'arco di un lungo periodo di tempo, si trovano in condizioni particolare necessità di assistenza, sostegno o cure nella misura in cui ciò comporti determinati trattamenti o sostegno specialistici forniti da un sistema di sicurezza sociale, compresi in particolare i servizi di assistenza a lungo termine ritenuti necessari per permettere alla persona che necessiti cure di condurre una vita il più possibile completa e indipendente. La presente direttiva non si applica, ad esempio, alle residenze per anziani o all'assistenza fornita ad anziani o a bambini da assistenti sociali, personale volontario o operatori diversi dagli operatori sanitari.

(12)  La presente direttiva non si applica ai trapianti di organi. In considerazione della loro specifica natura, essi saranno disciplinati da una direttiva distinta.

(13)  Ai fini della presente direttiva il concetto di "assistenza sanitaria transfrontaliera" comprende esclusivamente il ricorso all'assistenza sanitaria in uno Stato diverso da quello in cui il paziente risulta persona assicurata. Si tratta della cosiddetta "mobilità del paziente".

(14)  Come riconosciuto dagli Stati membri nelle conclusioni del Consiglio dell'1 e 2 giugno 2006, esiste una serie di principi operativi condivisi dai sistemi sanitari di tutta la Comunità – principi che comprendono la qualità, la sicurezza, l'assistenza basata sulle prove e l'etica, il coinvolgimento del paziente, il risarcimento e la riservatezza dei dati personali, anche in relazione al loro trattamento. I pazienti, gli operatori sanitari e le autorità responsabili dei sistemi sanitari devono poter contare sul rispetto di questi principi condivisi e sull'esistenza di strutture che diano ad essi attuazione in tutta la Comunità. È quindi opportuno stabilire che spetti alle autorità dello Stato membro sul cui territorio viene prestata l'assistenza sanitaria garantire il rispetto dei principi operativi. Ciò è necessario se si vuole che i pazienti abbiano fiducia nell'assistenza sanitaria transfrontaliera, condizione questa indispensabile per realizzare la mobilità dei pazienti e ▌ conseguire un elevato livello di protezione della salute. Nonostante tali principi comuni è tuttavia accettato che gli Stati membri adottino decisioni diverse in base a motivi etici per quanto riguarda la disponibilità di alcuni trattamenti nonché le effettive condizioni di accesso. La presente direttiva lascia impregiudicata la diversità di valori etici.

(15)  Dato che non è possibile sapere in anticipo se il paziente cui un dato fornitore di assistenza sanitaria presterà cure sanitarie provenga da un altro Stato membro o dal suo stesso Stato membro, è necessario che i requisiti volti a garantire la prestazione dell'assistenza sanitaria secondo principi comuni e ║ chiari standard di qualità e di sicurezza si applichino a tutti i tipi di cure sanitarie; ciò al fine di assicurare la libertà della prestazione e della fruizione di cure sanitarie transfrontaliere, che costituisce l'obiettivo della presente direttiva. Le autorità degli Stati membri devono rispettare i superiori valori comuni di universalità, accesso a un'assistenza di qualità, equità e solidarietà – valori che le istituzioni comunitarie e tutti gli Stati membri hanno già ampiamente riconosciuto come condivisi dai sistemi sanitari in tutta Europa. Gli Stati membri devono inoltre garantire il rispetto di tali valori anche in relazione ai pazienti e ai cittadini di altri Stati membri e devono assicurare un trattamento equo di tutti i pazienti in base al loro bisogno di assistenza sanitaria e non al regime di sicurezza sociale dello Stato membro cui appartengono. Nel far questo gli Stati membri devono rispettare i principi della libera circolazione delle persone nel mercato interno, della non discriminazione, fra l'altro, in base alla nazionalità ▌, nonché la necessità e la proporzionalità di eventuali restrizioni della libera circolazione. La presente direttiva non impone tuttavia in alcun modo ai fornitori di assistenza sanitaria di accettare pazienti di altri Stati membri per trattamenti programmati o di accordare loro una priorità a danno di altri pazienti che presentino analoghi bisogni sanitari, danno che può configurarsi ad esempio in un allungamento dei tempi di attesa. Per consentire ai pazienti di compiere una scelta informata quando chiedono assistenza sanitaria in un altro Stato membro, gli Stati membri dovrebbero garantire che i pazienti ottengano su richiesta le pertinenti informazioni sugli standard sanitari e di qualità applicati nello Stato membro di cura nonché sulle caratteristiche dell'assistenza sanitaria fornita da uno specifico prestatore. Tali informazioni dovrebbero inoltre essere messe a disposizione in formati facilmente accessibili ai disabili.

(16)  Peraltro i pazienti provenienti da altri Stati membri devono godere dello stesso tipo di prestazioni dei cittadini dello Stato membro nel quale vengono erogate le cure e, in base ai principi generali di parità e non discriminazione, riconosciuti nell'articolo 21 della Carta, non devono essere oggetto di discriminazioni fondate sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. Gli Stati membri possono operare distinzioni nelle cure prestate a diversi gruppi di pazienti soltanto se sono in grado di dimostrare che questa prassi sia giustificata da motivi legittimi di natura medica, come ad esempio nel caso di misure specifiche destinate alle donne o per alcuni gruppi di età (ad esempio, vaccinazioni gratuite per bambini ed anziani). Peraltro, dal momento che la presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta ║, deve essere attuata e applicata nel rispetto dei principi di uguaglianza davanti alla legge e di non discriminazione conformemente ai principi giuridici generali, contenuti negli articoli 20 e 21 della Carta. La presente direttiva si applica fatte salve le disposizioni della direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(8), della direttiva 2004/113/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura(9), della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro(10), e della direttiva 2009/.../CE del Consiglio sull'attuazione del principio di pari trattamento tra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale(11), e altre direttive recanti attuazione dell'articolo 13 del trattato ║. In vista di questo la presente direttiva dispone che i pazienti godano dello stesso trattamento dei cittadini dello Stato membro nel quale sono fornite le cure, ivi compresa la protezione dalla discriminazione garantita dalla normativa comunitaria, nonché dalla legislazione dello Stato membro nel quale sono fornite le cure.

(17)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che, in applicazione della presente direttiva, i pazienti non siano incoraggiati contro la loro volontà a ricevere trattamenti al di fuori del proprio Stato membro di affiliazione.

(18)  Occorre attuare misure specifiche per garantire alle donne un accesso equo ai sistemi sanitari pubblici e all'assistenza per loro specifica, in particolare l'assistenza sanitaria ginecologica e riproduttiva.

(19)  In ogni caso le eventuali misure adottate dagli Stati membri per garantire la prestazione dell'assistenza sanitaria in base a chiari standard di qualità e di sicurezza non dovrebbero costituire nuove barriere alla libera circolazione dei professionisti della sanità, sancita dal trattato ║ e disciplinata, in particolare, dalla direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali(12).

(20)  E" opportuno che si compiano sforzi sistematici e continui al fine di garantire il miglioramento degli standard di qualità e sicurezza, in linea con le Conclusioni del Consiglio europeo dell'1 e 2 giugno 2006, e tenendo conto dei progressi della scienza medica internazionale e delle buone prassi mediche generalmente riconosciute, nonché della nuova tecnologia sanitaria.

(21)  Secondo le ricerche, nel 10% dei casi l'assistenza sanitaria sarebbe causa di danni. È quindi essenziale garantire che gli Stati membri dispongano di sistemi (fra i quali la fornitura di servizi postoperatori) per affrontare i presunti casi di danni derivanti dall'assistenza sanitaria quali definiti dallo Stato membro di cura, così da evitare che la mancanza di fiducia in questi meccanismi costituisca un ostacolo al ricorso all'assistenza sanitaria transfrontaliera. La copertura danni e il risarcimento a carico del sistema dello Stato membro di cura dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di estendere la copertura offerta dal proprio sistema nazionale ai pazienti del proprio Stato membro che si avvalgono di un'assistenza sanitaria in un altro Stato membro quando il ricorso alle cure in un altro Stato membro sia più opportuno per il paziente stesso, soprattutto nel caso in cui esse rappresentino per lui una vera necessità.

(22)  Gli Stati membri dovrebbero garantire l'esistenza di meccanismi volti a garantire la tutela dei pazienti e il risarcimento di danni nell'ambito dell'assistenza sanitaria fornita sul loro territorio e che tali meccanismi siano appropriati alla natura o alla portata del rischio. Spetta però a ciascuno Stato membro determinare la natura e/o le modalità di tali meccanismi.

(23)  La protezione dei dati di carattere personale è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Carta ║. La continuità dell'assistenza sanitaria transfrontaliera è subordinata al trasferimento di dati personali concernenti la salute del paziente, che dovrebbero poter circolare liberamente da uno Stato membro all'altro; nello stesso tempo però andrebbero protetti i diritti fondamentali della persona. La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(13) riconosce il diritto di accesso del singolo ai propri dati personali relativi alla salute, quali quelli contenuti nella cartella clinica del paziente, che attengono, ad esempio, alla diagnosi, ai risultati degli esami, al parere dei medici curanti e ad eventuali terapie o interventi praticati. Tali disposizioni si applicano anche all'assistenza sanitaria transfrontaliera oggetto della presente direttiva. Il paziente dovrebbe essere in grado di bloccare il rilascio dei suoi dati in qualsiasi momento e di ricevere conferma che i suoi dati siano stati cancellati.

(24)  In relazione all'assistenza sanitaria prestata in un altro Stato membro, la Corte di giustizia ha in varie sentenze riconosciuto il diritto al rimborso dei costi cui deve provvedere il regime obbligatorio di sicurezza sociale presso il quale il paziente è assicurato. La Corte di giustizia ha statuito che le disposizioni del trattato ▌ comprendono la libertà, da parte dei destinatari delle cure sanitarie, comprese le persone che devono ricevere cure mediche, di recarsi in un altro Stato membro per fruire di tali cure. ▌ Il diritto comunitario non lede la competenza degli Stati membri di organizzare i rispettivi sistemi sanitari e di sicurezza sociale ▌.

(25)  Conformemente ai principi sanciti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e senza con ciò compromettere l'equilibrio finanziario dei sistemi sanitari e di sicurezza sociale degli Stati membri, è opportuno garantire una maggiore certezza del diritto in ordine al rimborso dei costi dell'assistenza sanitaria ai pazienti, come pure ai professionisti della sanità, ai fornitori di assistenza sanitaria e agli istituti della sicurezza sociale.

(26)  La direttiva non tratta le questioni inerenti all'assunzione dei costi dell'assistenza sanitaria che si renda necessaria per ragioni mediche nel corso di un soggiorno temporaneo delle persone assicurate in un altro Stato membro prestazioni in natura per malattia e non pregiudica neppure i diritti del paziente di essere autorizzati a ricevere in un altro Stato membro delle cure se sono soddisfatte le condizioni di cui ai regolamenti sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, in particolare dall'articolo 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità(14) e l'articolo 20 del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale(15).

(27)  ▌ Ai pazienti dovrebbe essere garantito un livello di copertura dei costi dell'assistenza sanitaria e dei prodotti ad essa inerenti quando è prestata in uno Stato membro diverso dallo Stato membro di affiliazione perlomeno corrispondente a quello che sarebbe stato loro riconosciuto per una cura identica o con lo stesso grado di efficacia prestata, o nel caso di prodotti, acquistati, nello Stato membro di iscrizione. In tal modo viene pienamente rispettata la competenza degli Stati membri in merito alla determinazione dell'entità dell'assicurazione malattia concessa ai propri cittadini e si evita qualsiasi incidenza rilevante sul finanziamento dei sistemi sanitari nazionali. La legislazione nazionale degli Stati membri può comunque prevedere il rimborso dei costi delle cure alle tariffe vigenti nello Stato membro di cura ove ne consegua un evidente beneficio per il paziente. Questo può verificarsi in particolare nel caso di cure sanitarie prestate tramite le reti di riferimento europee, di cui all'articolo 17 della presente direttiva.

(28)  Per il paziente quindi i due sistemi sono coerenti, e si applica la presente direttiva o il regolamento (CEE) n. 1408/71. In ogni caso, ad un assicurato che chieda l'autorizzazione di ricevere in un altro Stato membro cure sanitarie adattate alle sue condizioni di salute dovrebbe essere sempre concessa l'autorizzazione conformemente alle condizioni di cui ai regolamenti (CEE) n. 1408/71 e (CE) n. 883/2004 qualora le cure in questione non possano essere prestate entro termini giustificabili da un punto di vista clinico, tenendo presente lo stato di salute e il probabile decorso della malattia. Il paziente non dovrebbe essere privato dei diritti più vantaggiosi garantiti da tali regolamenti qualora le condizioni siano soddisfatte.

(29)  Il paziente può scegliere il meccanismo che preferisce, ma in nessun caso, se l'applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 è più vantaggiosa per il paziente, questo dovrebbe essere privato dei diritti da esso garantiti.

(30)  Il paziente non dovrebbe comunque trarre alcun vantaggio economico dall'assistenza sanitaria prestata o dai prodotti acquistati in un altro Stato membro e di conseguenza l'assunzione dei costi dovrebbe limitarsi unicamente ai costi effettivi ▌. Gli Stati membri possono decidere di coprire gli altri costi connessi, come ad esempio il trattamento terapeutico, a condizione che il costo totale non superi l'importo rimborsabile nello Stato membro di affiliazione.

(31)  La presente direttiva non mira neppure a far nascere alcun diritto al rimborso per cure o per l'acquisto di prodotti in un altro Stato membro ove dette cure o detti prodotti non siano compresi tra le prestazioni previste dalla legislazione dello Stato membro di affiliazione del paziente. Allo stesso tempo la presente direttiva non impedisce agli Stati membri di estendere il proprio regime di prestazioni in natura all'assistenza sanitaria prestata e ai prodotti acquistati in un altro Stato membro a norma della medesima. La presente direttiva riconosce che il diritto alle cure mediche non è sempre stabilito dagli Stati membri a livello nazionale e che questi ultimi possono organizzare i propri sistemi di assistenza sanitaria e sicurezza sociale in modo tale da poter stabilire il diritto alle cure mediche a livello regionale o locale.

(32)  Qualora siano disponibili più metodi di trattamento di una determinata malattia o lesione, il paziente dovrebbe avere il diritto al rimborso di tutti i metodi di trattamento che siano sufficientemente dimostrati e riconosciuti dalla scienza medica a livello internazionale, anche se non sono disponibili nello Stato Membro di affiliazione del paziente.

(33)  La direttiva non prevede neppure il trasferimento tra Stati membri dei diritti di sicurezza sociale né altra forma di coordinamento tra i regimi di sicurezza sociale. Le disposizioni in tema di autorizzazione preventiva e di rimborso delle cure sanitarie prestate in un altro Stato membro mirano unicamente a rendere effettiva la libertà di prestazione di cure sanitarie sia per i pazienti sia per i fornitori di assistenza sanitaria e ad eliminare nello Stato membro di affiliazione del paziente gli ostacoli ingiustificati all'esercizio di questa libertà fondamentale. Pertanto la presente direttiva rispetta pienamente le differenze tra i sistemi sanitari nazionali e le responsabilità degli Stati membri relative all'organizzazione e prestazione di servizi sanitari e assistenza medica.

(34)  La presente direttiva prevede inoltre che un paziente abbia il diritto di ricevere, nello Stato membro di cura ogni medicinale o dispositivo medico del quale sia in esso autorizzata l'immissione in commercio, anche se detto medicinale o dispositivo medico non è autorizzato all'immissione in commercio nel suo Stato membro di affiliazione allorché ▌ sia elemento indispensabile di detto specifico trattamento efficace per il paziente in un altro Stato membro.

(35)  Per la fruizione dell'assistenza sanitaria e il relativo rimborso gli Stati membri possono mantenere – anche per i pazienti che ricorrono all'assistenza sanitaria in un altro Stato membro – condizioni e formalità di carattere generale e criteri di ammissibilità, come l'obbligo di rivolgersi a un medico di medicina generale prima di consultare uno specialista o prima di accedere a cure ospedaliere, purché tali condizioni siano necessarie, adeguate allo scopo e non siano discrezionali né discriminatorie. È quindi opportuno stabilire che queste condizioni e formalità di carattere generale siano applicate in modo obiettivo, trasparente e non discriminatorio, siano preventivamente note, si fondino essenzialmente su valutazioni d'ordine medico e non impongano a carico dei pazienti che intendono avvalersi dell'assistenza sanitaria in un altro Stato membro alcun onere aggiuntivo rispetto a quelli imposti ai pazienti che vengono curati nel proprio Stato membro di affiliazione; infine è opportuno che le decisioni vengano adottate con la massima tempestività possibile. Tutto questo fatti salvi i diritti degli Stati membri a definire criteri o condizioni per l'autorizzazione preventiva nel caso di pazienti che chiedano cure sanitarie nello Stato membro d'iscrizione.

(36)  È opportuno considerare cure non ospedaliere ogni assistenza sanitaria che non si configuri come cure ospedaliere a norma della presente direttiva. Considerata la giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di libera circolazione dei servizi, è opportuno non istituire l'obbligo di un'autorizzazione preventiva per il rimborso da parte del sistema obbligatorio di sicurezza sociale dello Stato membro di affiliazione delle cure non ospedaliere erogate in un altro Stato membro. Se e in quanto il rimborso di tali cure resti nei limiti della copertura garantita dal regime di assicurazione malattia dello Stato membro di affiliazione, l'assenza di autorizzazione preventiva non pregiudica l'equilibrio finanziario dei sistemi di sicurezza sociale.

(37)  Manca una definizione di che cosa si intenda per cure ospedaliere nei vari sistemi sanitari della Comunità e interpretazioni discordi potrebbero costituire un ostacolo all'esercizio della libertà dei pazienti di fruire di servizi sanitari. Per superare tale ostacolo occorre una definizione comunitaria di cure ospedaliere. Per cure ospedaliere si intendono di solito quelle che richiedono il ricovero del paziente per la notte. Può tuttavia anche essere opportuno sottoporre alla stessa disciplina delle cure ospedaliere anche determinati altri tipi di cure che richiedano l'utilizzo di un'infrastruttura sanitaria e di apparecchiature mediche altamente specializzate e costose (ad esempio scanner ad alta tecnologia usati a fini diagnostici) oppure comportino un rischio particolare per il paziente o la popolazione (ad esempio, terapie di malattie contagiose gravi). ▌

(38)  Dai dati disponibili emerge che i sistemi sanitari degli Stati membri e la sostenibilità finanziaria dei loro sistemi di sicurezza sociale non saranno compromessi se i principi della libera circolazione concernenti la fruizione di assistenza sanitaria in un altro Stato membro saranno applicati nei limiti della copertura garantita dal regime obbligatorio di assicurazione malattia dello Stato membro di affiliazione. La Corte di giustizia ha tuttavia riconosciuto che non si può escludere che un rischio di grave alterazione dell'equilibrio finanziario del sistema previdenziale oppure l'obiettivo di mantenere un servizio medico-ospedaliero equilibrato ed accessibile possa costituire un motivo imperativo di interesse generale atto a giustificare un ostacolo al principio della libera prestazione dei servizi. La Corte di giustizia ha anche affermato che il numero di infrastrutture ospedaliere, la loro ripartizione geografica, la loro organizzazione e le attrezzature di cui sono dotate, o ancora la natura dei servizi medici che sono in grado di fornire, devono poter fare oggetto di una programmazione. La presente direttiva dovrebbe prevedere un sistema di autorizzazione preventiva per la copertura dei costi delle cure ospedaliere ricevute in un altro Stato membro nel caso in cui siano rispettate le seguenti condizioni: se le cure fossero state prestate sul suo territorio, sarebbero state a carico dal sistema di sicurezza sociale e il conseguente flusso di pazienti in uscita determinato dall'attuazione della direttiva compromette o potrebbe compromettere gravemente l'equilibrio finanziario del regime di sicurezza sociale e/o il flusso di pazienti in uscita compromette o potrebbe compromettere gravemente la programmazione e la razionalizzazione che il settore ospedaliero effettua per evitare l'eccesso di capacità degli ospedali, lo squilibrio nell'offerta di cure ospedaliere, gli sprechi e la dispersione a livello logistico e finanziario, il mantenimento di un servizio medico-ospedaliero equilibrato e aperto a tutti oppure il mantenimento delle strutture sanitarie o delle competenze mediche sul territorio dello Stato membro interessato. Poiché la valutazione del preciso impatto di un flusso di pazienti in uscita previsto comporta postulati e calcoli complicati, la presente direttiva prevede la possibilità di un sistema di autorizzazione preliminare se vi sono motivi sufficienti per prevedere che il sistema di sicurezza sociale risulti seriamente compromesso. Questo dovrebbe coprire anche i casi di autorizzazioni preliminari già esistenti che sono conformi alle condizioni di cui all'articolo 8.

(39)  In ogni caso, se uno Stato membro decidesse di istituire un sistema di autorizzazione preventiva per farsi carico dei costi delle cure ospedaliere o specializzate prestate in altri Stati membri a norma della presente direttiva, anche i costi di dette cure dovrebbero essere rimborsati dallo Stato membro di affiliazione in misura corrispondente ai costi che il sistema avrebbe coperto se una cura identica o con lo stesso grado di efficacia per il paziente fosse stata prestata nello Stato membro di affiliazione, senza che tale copertura superi il costo effettivo dell'assistenza sanitaria ricevuta. Ove però ricorrano le condizioni di cui all'articolo 22, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1408/71, il rilascio dell'autorizzazione e l'erogazione delle prestazioni dovrebbe avvenire a norma del regolamento. Questa disciplina si applica in particolare ai casi in cui l'autorizzazione sia rilasciata al termine di un riesame della domanda in sede amministrativa o giurisdizionale e l'interessato abbia fruito delle cure in un altro Stato membro. In tal caso non si dovrebbero applicare gli articoli 6, 7, 8 e 9 della presente direttiva. Ciò è in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia, che ha stabilito che i pazienti cui sia stata negata autorizzazione con un diniego successivamente giudicato infondato sono legittimati ad ottenere il rimborso integrale dei costi delle cure ricevute in un altro Stato membro, in base alle disposizioni della legislazione dello Stato membro di cura.

(40)  L'autorizzazione preventiva dovrebbe poter essere rifiutata unicamente nel contesto di una procedura equa e trasparente. Le regole definite dagli Stati membri per la presentazione di una richiesta di autorizzazione nonché le ragioni possibili di un rifiuto della stessa dovrebbero essere comunicate in anticipo. I casi di rifiuto dovrebbero essere limitati a quanto necessario ed essere proporzionati agli obiettivi che presiedono alla messa in atto di un sistema di autorizzazione preventiva.

(41)  I pazienti affetti da patologie potenzialmente letali che sono in lista d'attesa per terapie nel proprio Stato membro di affiliazione e che abbiano urgente necessità di assistenza possono essere esentati dall'autorizzazione preventiva, in quanto si tratta di una procedura che potrebbe impedire ai pazienti in questione di fruire di cure tempestive in un altro Stato membro.

(42)  Le procedure in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera istituite dagli Stati membri dovrebbero offrire ai pazienti garanzie di obiettività, non discriminazione e trasparenza, in modo da assicurare che le decisioni delle autorità nazionali vengano assunte con tempestività e nel rispetto dei principi generali cui si è fatto riferimento e delle circostanze proprie di ogni singolo caso. Ciò vale anche per il rimborso erogato per i costi di assistenza sanitaria sostenuti in un altro Stato membro successivamente al rientro in patria del paziente. È opportuno che le decisioni in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera siano di norma adottate entro quindici giorni di calendario. Detto termine dovrebbe però essere ridotto ove lo giustifichi l'urgenza delle cure in questione. In ogni caso queste disposizioni generali dovrebbero lasciare impregiudicate le procedure di riconoscimento e le norme concernenti la prestazione dei servizi di cui alla direttiva 2005/36/CE.

(43)  È necessaria un'informazione adeguata su tutti gli aspetti essenziali dell'assistenza sanitaria transfrontaliera in modo che i pazienti possano concretamente esercitare i loro diritti all'assistenza sanitaria transfrontaliera. Il meccanismo più efficiente per fornire tali informazioni consiste nell'istituzione all'interno di ogni Stato membro di punti di contatto centrali cui i pazienti possano rivolgersi e che siano in grado di fornire informazioni sull'assistenza sanitaria transfrontaliera tenendo conto anche del sistema sanitario dello Stato membro in questione. Dato che i problemi relativi a singoli aspetti dell'assistenza sanitaria transfrontaliera richiederanno anche un collegamento tra le autorità dei vari Stati membri, tali punti di contatto centrali dovrebbero anche dar vita a una rete che consenta di affrontare questi temi nel modo più efficiente. Tali punti di contatto dovrebbero cooperare tra loro e consentire ai pazienti di compiere scelte informate per quanto concerne l'assistenza sanitaria transfrontaliera. Dovrebbero fornire inoltre informazioni sulle opzioni disponibili per affrontare eventuali problemi connessi all'assistenza sanitaria transfrontaliera, in particolare sui meccanismi di composizione stragiudiziale delle controversie transfrontaliere. In fase di sviluppo delle modalità per la fornitura di informazioni sull'assistenza sanitaria transnazionale, gli Stati membri dovrebbero tenere conto della necessità di fornire informazioni in forma accessibile e delle potenziali fonti di assistenza supplementare per i pazienti vulnerabili, i disabili e le persone con esigenze complesse.

(44)  Quando sono prestate cure sanitarie ad un paziente in uno Stato membro che non è il paese in cui il paziente è assicurato, è essenziale che il paziente conosca in anticipo quali norme saranno applicabili. Un livello equivalente di trasparenza occorre ▌ nel caso in cui siano prestate cure transfrontaliere, quali la telemedicina. In questi casi alle cure sanitarie si applicano le norme della legislazione dello Stato in cui vengono prestate le cure, conformemente ai principi generali di cui all'articolo 5, della presente direttiva, dal momento che, conformemente alle disposizioni dell'articolo 152, paragrafo 5, del trattato l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e assistenza medica spetta agli Stati membri. In tal modo il paziente potrà fare una scelta informata e si eviteranno malintesi e incomprensioni, facendo sì che si instauri un elevato livello di fiducia fra paziente ed operatore sanitario.

(45)  Dovrebbero essere gli Stati membri a decidere la struttura e il numero dei punti di contatto nazionali, che potrebbero anche essere inglobati in centri informativi esistenti o integrare le attività di questi ultimi, purché risulti chiaro che essi costituiscono anche punti di contatto nazionali per l'assistenza sanitaria transfrontaliera. I punti di contatto nazionali dovrebbero disporre di mezzi adeguati per fornire informazioni sui principali aspetti dell'assistenza sanitaria transfrontaliera e offrire assistenza pratica ai pazienti che ne avessero bisogno. Gli Stati membri dovrebbero garantire la partecipazione di organismi che rappresentino i professionisti della sanità in tali attività.. L'esistenza di punti di contatto nazionali non dovrebbe impedire agli Stati membri di istituire, a livello regionale o locale, altri punti di contatto collegati, in base all'organizzazione specifica dei rispettivi sistemi sanitari. I punti di contatto nazionali dovrebbero essere atti a fornire ai pazienti informazioni utili sull'assistenza sanitaria transfrontaliera e ad assisterli. Ciò non dovrebbe includere la consulenza giuridica.

(46)  ▌ La cooperazione tra i fornitori, i fruitori e le autorità di regolamentazione dei vari Stati membri a livello nazionale, regionale o locale è necessaria così da garantire la sicurezza, la qualità e l'efficienza di questa forma di assistenza. Ciò vale soprattutto per la cooperazione nelle regioni frontaliere, dove la prestazione transfrontaliera dell'assistenza sanitaria può rappresentare la forma di organizzazione più efficiente dell'assistenza sanitaria per le popolazioni interessate, ma richiede la cooperazione tra i sistemi sanitari di vari Stati membri per essere fornita su basi continuative. La cooperazione potrebbe riguardare: la programmazione congiunta, l'adeguamento o il riconoscimento reciproco di procedure e standard, l'interoperabilità dei rispettivi sistemi nazionali basati sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e meccanismi pratici in grado di garantire la continuità delle cure o facilitare la prestazione transfrontaliera – temporanea o occasionale – di assistenza sanitaria da parte dei professionisti della sanità. ▌

(47)  La Commissione dovrebbe favorire la cooperazione tra gli Stati membri nei settori descritti al capo IV della presente direttiva e, secondo quanto contemplato dall'articolo 152, paragrafo 2, del trattato CE, può prendere – in stretto contatto con gli Stati membri – ogni iniziativa utile ad agevolare e promuovere detta cooperazione. Occorre prestare particolare attenzione al possibile ricorso al Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT).

(48)  Nel caso di medicinali autorizzati nello Stato membro di affiliazione del paziente in forza della direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano(16), compresa la futura direttiva in materia di medicinali falsificati e farmacovigilanza, e prescritti a un determinato paziente in un altro Stato membro, le relative prescrizioni dovrebbero in linea di massima poter essere riconosciute in ambito medico o nelle farmacie e utilizzate nello Stato membro del paziente. La soppressione di ostacoli normativi e amministrativi a tale riconoscimento non pregiudica la necessità del consenso del medico curante del paziente o del farmacista nei singoli casi, ove ciò trovi la sua giustificazione nella protezione della salute umana e risulti necessario e proporzionato rispetto a tale obiettivo. Il riconoscimento da parte del medico non dovrebbe pregiudicare neppure la decisione dello Stato membro di affiliazione in merito all'inclusione di quei medicinali tra le prestazioni accordate dal sistema di sicurezza sociale cui il paziente è affiliato, né la validità delle disposizioni nazionali in materia di determinazione dei pressi e di pagamento. L'attuazione del principio del riconoscimento sarà agevolata dall'adozione delle misure necessarie a tutelare la sicurezza del paziente e ad evitare un cattivo uso o la confusione dei medicinali.

(49)  Le reti di riferimento europee dovrebbero fornire assistenza sanitaria a tutti i pazienti le cui patologie richiedono una concentrazione particolare di risorse o di competenze per la prestazione di un'assistenza di qualità, economicamente efficiente e a costi ragionevoli; esse potrebbero fungere anche da punti nevralgici per la formazione e la ricerca in campo medico, la diffusione delle informazioni e la valutazione. L'individuazione e lo sviluppo delle reti di riferimento europeo dovrebbero avvenire in base a un meccanismo che punti a realizzare un accesso paritario a livello europeo, da parte di tutti i pazienti e dei professionisti della sanità, a un comune patrimonio di competenze di alto livello in un dato ambito medico.

(50)  L'evoluzione tecnologica nella prestazione transfrontaliera di cure sanitarie mediante il ricorso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione può rendere poco chiaro l'esercizio delle competenze di sorveglianza da parte degli Stati membri; ciò può quindi ostacolare la libera circolazione delle cure sanitarie e da questa modalità di prestazione possono derivare ulteriori rischi per la protezione della salute. Nella prestazione transfrontaliera di cure sanitarie che si avvale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, vengono impiegati in tutta la Comunità formati e standard tra loro profondamente diversi e incompatibili e ciò ostacola questa modalità di prestazione dell'assistenza sanitaria transfrontaliera e determina rischi per la protezione della salute. È dunque necessaria un'armonizzazione comunitaria in questi settori e per questo occorre conferire alla Commissione il potere di adottare le misure di esecuzione che consentano di stabilire e aggiornare con sufficiente rapidità le competenze e gli standard nel settore, in linea con i progressi costanti delle tecnologie e tecniche in questione.

(51)  L'interoperabilità delle soluzioni di sanità elettronica dovrebbe essere realizzata nel rispetto delle norme nazionali in materia di fornitura di servizi sanitari adottate per la tutela del paziente, compresa la legislazione sulle farmacie internet, in particolare i divieti nazionali relativi agli ordini per corrispondenza di medicinali soggetti ad obbligo di prescrizione conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia e alla direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 1997 riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza(17).

(52)  Per un monitoraggio, una programmazione e una gestione efficienti dell'assistenza sanitaria in generale e di quella transfrontaliera in particolare occorrono le tradizionali statistiche e dati complementari sull'assistenza sanitaria transfrontaliera, la cui produzione dovrebbe essere, per quanto possibile, integrata negli attuali sistemi di raccolta dati in modo da consentire un monitoraggio adeguato e una programmazione che tengano conto dell'assistenza sanitaria transfrontaliera. Detti sistemi comprendono adeguate strutture comunitarie, quali il sistema statistico comunitario, il regolamento (CE) n. 1338/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alle statistiche comunitarie in materia di sanità pubblica e di salute e sicurezza sul luogo di lavoro(18), il sistema di informazione sanitaria istituito nel quadro del programma di cui alla decisione n. 1786/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, che adotta un programma d'azione comunitario nell'ambito della sanità pubblica (2003-2008)(19) e altre attività di monitoraggio, come quelle condotte dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie istituito dal regolamento (CE) n. 851/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie(20).

(53)  I progressi costanti della scienza medica e delle tecnologie sanitarie rappresentano al tempo stesso una sfida e un'opportunità per i sistemi sanitari degli Stati membri. Tuttavia, la valutazione delle ▌ tecnologie sanitarie nonché la possibile restrizione dell'accesso a nuove tecnologie mediante talune decisioni di organismi amministrativi sollevano una serie di questioni fondamentali di carattere sociale che richiedono il contributo di un vasto gruppo di parti interessate nonché l'attuazione di un modello di amministrazione sostenibile. Di conseguenza, qualsiasi forma di cooperazione dovrebbe coinvolgere non solo le autorità competenti di tutti gli Stati membri, bensì anche tutte le parti interessate, compresi i professionisti della sanità, i rappresentanti dei pazienti e l'industria. Inoltre, tale cooperazione dovrebbe fondarsi su principi sostenibili di buona amministrazione quale la trasparenza, l'apertura, l'obiettività e l'imparzialità delle procedure.

(54)  Le misure necessarie all'attuazione della presente direttiva devono essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(21).

(55)  In particolare la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare, in collaborazione con gli esperti e le parti interessate competenti, un elenco di condizioni e criteri specifici che le reti di riferimento europee devono soddisfare e le procedure per l'istituzione di reti di riferimento europee. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, completandola con nuovi elementi non essenziali, devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

(56)  Poiché l'obiettivo della presente direttiva, ovvero l'istituzione di un quadro generale per la prestazione di cure sanitarie transfrontaliere efficienti, sicuri e di qualità nell'Unione europea, non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a motivo delle dimensioni dell'azione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(57)  Lo Stato membro di affiliazione e lo Stato membro di cura dovrebbero assicurare, mediante previa cooperazione bilaterale e in consultazione con il paziente, che in uno dei due Stati membri siano messi a disposizione un post-trattamento e un sostegno adeguati dopo le cure mediche autorizzate e che al paziente siano fornite chiare informazioni circa le opzioni e i costi del post-trattamento. A tal fine, lo Stato membro dovrebbe adottare misure volte ad assicurare chei dati necessari di natura medica e sociale siano trasferiti tenendo in debito conto la riservatezza dei dati del paziente, e che i professionisti in campo medico e sociale di entrambi i paesi possano consultarsi l'un l'altro per garantire al paziente la massima qualità delle cure e del post-trattamento (compreso il sostegno sul piano sociale).

(58)  Agevolando la libera circolazione dei pazienti all'interno dell'Unione europea, la presente direttiva contribuisce a determinare una concorrenza tra i prestatori di servizi sanitari. Tale concorrenza è in grado di contribuire ad un aumento della qualità dell'assistenza sanitaria per tutti e alla creazione di centri di eccellenza,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Capo I

Disposizioni generali

Articolo 1

Obiettivo

La presente direttiva stabilisce norme relative all'accesso ad un'assistenza sanitaria sicura e di qualità in un altro Stato membro e istituisce meccanismi di cooperazione tra gli Stati membri in materia di assistenza sanitaria, nel pieno rispetto delle competenze nazionali relative all'organizzazione e alla prestazione dell'assistenza sanitaria.

Nell'applicazione della presente direttiva gli Stati membri tengono conto dei principi relativi ad un'assistenza di buona qualità e all'uguaglianza.

Articolo 2

Ambito di applicazione

La presente direttiva si applica alla prestazione di assistenza sanitaria transfrontaliera, indipendentemente dalle relative modalità di organizzazione, di prestazione e di finanziamento o dalla sua natura pubblica o privata. Essa non pregiudica l'attuale quadro giuridico di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, come previsto dal regolamento (CEE) n. 1408/71 e dal successivo regolamento (CE) n. 883/2004.

La presente direttiva non si applica ai servizi sanitari mirati principalmente all'assistenza di lunga durata, ivi compresi i servizi prestati su un lungo periodo allo scopo di sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine.

La presente direttiva non si applica ai trapianti di organi.

Articolo 3

Rapporto con altre disposizioni comunitarie

1.  La presente direttiva si applica lasciando impregiudicati:

   a) la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali;
   b) la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno ("direttiva sul commercio elettronico")(22);
   c) la direttiva 95/46/CE relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche)(23);
   d) il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali(24) e la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano;
   e) la direttiva 2001/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative all'applicazione della buona pratica clinica nell'esecuzione della sperimentazione clinica di medicinali ad uso umano(25);
   f) la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(26);
   g) la direttiva 2000/43/CE ║ che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica;
   h) la direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura;
   i) la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;
   j) la direttiva 2009/.../CE recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;
   k) i regolamenti sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, in particolare l'articolo 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità e dal regolamento (CE) n. 883/2004 ║ relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale;
   l) il regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT)(27);
   m) la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, che stabilisce norme di qualità e di sicurezza per la raccolta, il controllo, la lavorazione, la conservazione e la distribuzione del sangue umano e dei suoi componenti(28);
   n) la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, sulla definizione di norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani(29);
   o) la direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa dell'assicurazione sulla vita(30), per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

2.  La presente direttiva non tratta le questioni inerenti all'assunzione dei costi dell'assistenza sanitaria che si renda necessaria per ragioni mediche nel corso di un soggiorno temporaneo delle persone assicurate in un altro Stato membro. La presente direttiva non pregiudica neppure i diritti dei pazienti di essere autorizzati a ricevere cure in un altro Stato membro se sono soddisfatte le condizioni di cui ai regolamenti sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, in particolare l'articolo 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71 e l'articolo 20 del regolamento (CE) n. 883/2004.

3.   Gli Stati membri applicano le disposizioni della presente direttiva nel rispetto ║ del trattato ║.

Articolo 4

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

   a) "assistenza sanitaria": servizi e prodotti sanitari, come prodotti farmaceutici e dispositivi medici, forniti o prescritti da professionisti della sanità a pazienti, al fine di valutare, mantenere o ristabilire il loro stato di salute o di prevenire l'insorgenza di patologie, indipendentemente dalle loro modalità di organizzazione, di prestazione e di finanziamento a livello nazionale o dalla loro natura pubblica o privata;
   b) "dati sanitari": qualsiasi informazione attinente alla salute fisica o mentale di un soggetto o alla prestazione di servizi sanitari a tale paziente, che può includere: informazioni sulla registrazione del soggetto ai fini della prestazione di servizi sanitari; informazioni sui pagamenti o l'ammissibilità all'assistenza sanitaria riguardo al soggetto; un numero, simbolo o elemento specifico attribuito ad un soggetto per identificarlo in modo univoco a fini sanitari; qualsiasi informazione sul soggetto raccolta nel corso della prestazione di servizi sanitari allo stesso; informazioni derivanti da prove o esami effettuati su una parte del corpo o una sua sostanza; l'identificazione di una persona (professionista della sanità) in qualità di fornitore dell'assistenza sanitaria al paziente;
   c) "assistenza sanitaria transfrontaliera": assistenza sanitaria prestata in uno Stato membro diverso da quello nel quale il paziente è persona assicurata ▌;
   d) "professionista della sanità": medico, infermiere responsabile dell'assistenza generale, odontoiatra, ostetrica o farmacista ai sensi della direttiva 2005/36/CE o altro professionista che eserciti attività nel settore dell'assistenza sanitaria, l'accesso alle quali sia riservato a una professione regolamentata secondo la definizione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2005/36/CE, o una persona che eserciti legalmente attività nel settore dell'assistenza sanitaria nello Stato membro di cura;
   e) "fornitore di assistenza sanitaria": qualsiasi professionista della sanità secondo la definizione di cui alla lettera d) o qualsiasi persona ▌ giuridica che fornisca legalmente assistenza sanitaria nel territorio di uno Stato membro;
   f) "paziente": qualsiasi persona fisica la quale fruisca o intenda fruire di assistenza sanitaria in uno Stato membro;
   g) "persona assicurata": una persona assicurata ai sensi degli definizione di cui all'articolo 1, paragrafo c), del regolamento (CE) n. 883/2004 o secondo la definizione di cui alle condizioni delle polizze dei regimi privati di assicurazione malattia;

h)  "Stato membro di affiliazione": Stato membro nel quale il paziente è persona assicurata o Stato membro in cui il paziente risiede, se non è uguale al precedente.

Qualora, a causa rispettivamente dell'applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 e del regolamento (CE) n. 883/2004, l'organismo di assicurazione malattia nello Stato membro di residenza del paziente sia responsabile per l'erogazione delle prestazioni in base alla legislazione di tale Stato, tale Stato membro è considerato come lo Stato membro di affiliazione ai fini della presente direttiva;

i)  "Stato membro di cura": Stato membro nel cui territorio viene effettivamente prestata l'assistenza sanitaria transfrontaliera;

   j) "dispositivo medico": un dispositivo medico ai sensi della direttiva 93/42/CEE, del Consiglio del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi medici(31), della direttiva 90/385/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1990, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi(32) o della direttiva 98/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1998, relativa ai dispositivi medico-diagnostici in vitro(33);
   k) "prodotti utilizzati nell'assistenza sanitaria": prodotti, quali i dispositivi medici e i medicinali, che sono utilizzati per preservare o migliorare lo stato di salute di una persona;
   l) "medicinale": medicinale ai sensi della direttiva 2001/83/CE;
   m) "prescrizione": prescrizione medica ai sensi della direttiva 2001/83/CE, comprese quelle rilasciate e trasmesse per via elettronica (prescrizioni elettroniche);
   n) "tecnologie sanitarie": un prodotto medicinale, un dispositivo medico o procedure mediche o chirurgiche come pure le misure per la prevenzione, la diagnosi o la cura delle malattie utilizzate nel settore dell'assistenza sanitaria;
   o) "danno": quale definito nell'ambito dell'assistenza sanitaria transfrontaliera con riferimento al quadro giuridico esistente nello Stato membro di cura e restando sottinteso che tale definizione può variare da uno Stato membro all'altro;
   p) "cartella clinica del paziente" o "anamnesi medica": l'insieme dei documenti contenenti dati, valutazioni e informazioni di qualsiasi tipo sullo stato e sull'evoluzione clinica di un paziente nell'intero processo di cura.

Capo II

Autorità degli Stati membri responsabili del rispetto dei principi comuni in materia di assistenza sanitaria

Articolo 5

Competenze delle autorità dello Stato membro di cura

1.  Gli Stati membri in cui sono prestate le cure sono responsabili dell'organizzazione e della fornitura dell'assistenza sanitaria. In questo contesto e tenuto conto dei principi di universalità, accesso a un'assistenza di qualità, uguaglianza e solidarietà, essi definiscono standard chiari di qualità ▌ per l'assistenza sanitaria fornita sul loro territorio e garantiscono l'osservanza della vigente normativa comunitaria in materia di standard di sicurezza e che:

   a) quando l'assistenza sanitaria è fornita in uno Stato membro diverso da quello in cui il paziente è assicurato, detta assistenza sia fornita conformemente alla normativa in vigore nello Stato membro di cura;
   b) l'assistenza sanitaria di cui alla lettera a) sia fornita in base a standard e orientamenti di qualità definiti dallo Stato membro di cura;
   c) ai pazienti e ai fornitori di assistenza sanitaria di altri Stati membri siano fornite informazioni dal punto di contatto nazionale dello Stato membro di cura, tra l'altro per via elettronica, in merito a standard e orientamenti di qualità, comprese le disposizioni sulla vigilanza e sulla disponibilità, la qualità e la sicurezza, le opzioni di cura, i prezzi, i risultati dell'assistenza sanitaria prestata, l'accessibilità per le persone con disabilità e i dati sullo status di iscrizione dei fornitori di assistenza sanitaria, sulla loro copertura assicurativa o su altri mezzi di tutela personale o collettiva per la loro responsabilità professionale;
   d) i fornitori di assistenza sanitaria forniscano tutte le informazioni pertinenti che consentano ai pazienti di compiere una scelta informata ▌;
   e) i pazienti dispongano dei mezzi per effettuare denunce e del diritto di chiedere risarcimenti del danno eventualmente subito a causa dell'assistenza sanitaria ricevuta e che siano previsti meccanismi per riconoscere gli strumenti di tutela;
   f) per le cure fornite sul loro territorio esistano sistemi di assicurazione di responsabilità professionale o garanzia o analoghi meccanismi ▌ commisurati alla natura e alla portata del rischio;
   g) il diritto fondamentale alla vita privata con riguardo al trattamento dei dati personali sia protetto conformemente alle misure nazionali che attuano le norme comunitarie relative alla tutela dei dati personali, in particolare le direttive 95/46/CE e 2002/58/CE;
   h) i pazienti di altri Stati membri saranno trattati in modo non discriminatorio rispetto ai pazienti dello Stato membro di cura, ivi compresa la protezione dalla discriminazione diretta e indiretta in base alla razza, alla religione o alle convinzioni personali, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale, conformemente alla normativa comunitaria e alla legislazione nazionale in vigore nello Stato membro di cura. La presente direttiva non impone tuttavia ai fornitori di assistenza sanitaria in uno Stato membro di fornire assistenza sanitaria ad una persona assicurata proveniente da un altro Stato membro o di dare priorità alla fornitura di assistenza sanitaria ad una persona assicurata proveniente da un altro Stato membro a scapito di una persona che presenta analoghe esigenze sanitarie ed è una persona assicurata dello Stato membro di cura;
   i) i pazienti che hanno fruito di cure abbiano diritto ad una nota scritta o elettronica di tali cure e di tutte le raccomandazioni mediche per la continuità terapeutica.

2.  Le autorità pubbliche dello Stato membro di cura controllano regolarmente l'accessibilità, la qualità e la situazione finanziaria dei loro sistemi sanitari sulla base dei dati raccolti a norma dell'articolo 21.

3.  Al fine di garantire nel miglior modo la sicurezza dei pazienti, gli Stati membri di cura e gli Stati membri di affiliazione fanno sì che:

   a) i pazienti dispongano di un mezzo per effettuare denunce, e che ad essi siano riconosciuti strumenti di tutela e risarcimenti del danno eventualmente subito a causa dell'assistenza sanitaria ricevuta;
   b) gli standard di qualità e sicurezza dello Stato membro di cura siano resi pubblici in un linguaggio e in un formato chiari e accessibili per i cittadini;
   c) sia contemplato un diritto alla continuità delle cure segnatamente attraverso la trasmissione di dati medici pertinenti concernenti il paziente, nel debito rispetto delle disposizioni del paragrafo 1, lettera g) e a norma dell'articolo 15, e i pazienti che hanno ricevuto un trattamento abbiano diritto ad una cartella clinica, scritta o elettronica, in cui siano registrati il trattamento in questione e qualsiasi parere medico ai fini della continuità delle cure;
   d) in caso di complicazioni risultanti da un'assistenza sanitaria prestata all'estero o qualora risulti necessario un proseguimento delle cure mediche particolare, lo Stato membro di affiliazione garantisca una copertura dei costi equivalente a quella prevista per l'assistenza sanitaria ricevuta nel suo territorio;
   e) vi sia, fra loro, uno scambio di informazioni immediato e sistematico riguardo ai fornitori di assistenza sanitaria o agli operatori sanitari ogniqualvolta una misura di regolamentazione si oppone alla loro registrazione o al loro diritto a prestare servizi.

4.  La Commissione, secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 22, paragrafo 2, adotta le misure necessarie per raggiungere un livello di sicurezza comune dei dati sanitari a livello nazionale, tenendo conto delle norme tecniche esistenti in questo settore.

5.   Se e in quanto ciò sia necessario per agevolare la prestazione dell'assistenza sanitaria transfrontaliera, la Commissione, basandosi su un livello di protezione elevato della salute, in collaborazione con gli Stati membri può elaborare orientamenti per facilitare l'attuazione del paragrafo 1.

6.  Ai fini del presente articolo, gli Stati membri istituiscono un meccanismo trasparente per il calcolo dei costi dell'assistenza sanitaria prestata. Il meccanismo di calcolo è basato su criteri obiettivi, non discriminatori e preventivamente noti ed è applicato al pertinente livello amministrativo qualora lo Stato membro di cura sia dotato di un sistema sanitario decentrato.

7.  In considerazione della grande importanza, soprattutto per i pazienti, di salvaguardare la qualità e la sicurezza alle cure transfrontaliere, le organizzazioni che prendono parte all'elaborazione di standard e orientamenti di cui ai paragrafi 1 e 5 coinvolgono almeno le organizzazioni dei pazienti (in particolare quelle di carattere transfrontaliero).

Capo III

ASSISTENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA

Articolo 6

Competenze delle autorità dello Stato membro di affiliazione

1.  Fatto salvo quanto disposto dalla presente direttiva, in particolare dagli articoli 7, 8 e 9, lo Stato membro di affiliazione garantisce che alle persone assicurate che si recano in un altro Stato membro per avvalersi dell'assistenza sanitaria o che intendono avvalersi dell'assistenza sanitaria in un altro Stato membro non sia impedita la fruizione dell'assistenza sanitaria ivi erogata qualora le cure in questione siano comprese tra le prestazioni – previste dalla legislazione, dai regolamenti amministrativi, dagli orientamenti e dai codici di condotta delle professioni mediche dello Stato membro di affiliazione – cui la persona assicurata ha diritto. Lo Stato membro di affiliazione, fatto salvo il regolamento (CEE) n. 1408/71 e, a partire dalla sua data di applicazione, il regolamento (CE) n. 883/2004, rimborsa allo Stato membro di cura o alla persona assicurata i costi che sarebbero stati coperti dal suo sistema obbligatorio di sicurezza sociale se una assistenza sanitaria con lo stesso grado di efficacia fosse stata erogata sul suo territorio. Se uno Stato membro di affiliazione respinge il rimborso di un simile trattamento, quello Stato membro deve fornire una giustificazione medica per la sua decisione. In ogni caso, spetta allo Stato membro di affiliazione determinare quale assistenza sanitaria sia pagata indipendentemente da dove viene prestata.

I pazienti affetti da malattie rare dovrebbero avere il diritto di accesso all'assistenza sanitaria in un altro Stato membro e di ottenere il rimborso, anche se il trattamento in questione non è tra le prestazioni previste dalla legislazione dello Stato membro di affiliazione.

2.  I costi relativi all'assistenza sanitaria erogata in un altro Stato membro sono rimborsati o pagati direttamente dallo Stato membro di affiliazione conformemente a quanto previsto dalla presente direttiva in misura corrispondente ai costi che il sistema avrebbe coperto nel caso della medesima patologia nelle stesse condizioni di cui al paragrafo 1, nello Stato membro di affiliazione, senza che tale copertura superi il costo effettivo dell'assistenza sanitaria ricevuta.

3.  I costi supplementari in cui può incorrere una persona con disabilità che riceve cure sanitarie in un altro Stato membro a causa di una o più disabilità sono rimborsati dallo Stato membro di affiliazione conformemente alla legislazione nazionale e a condizione che detti costi siano sufficientemente documentati. Gli Stati membri possono decidere di coprire altri costi collegati, come ad esempio il trattamento terapeutico e le spese di alloggio e di viaggio.

4.  Lo Stato membro di affiliazione può, in ordine alla prestazione dell'assistenza sanitaria e all'assunzione a proprio carico dei relativi costi, applicare al paziente che ricorre all'assistenza sanitaria in un altro Stato membro le stesse condizioni, criteri di ammissibilità e formalità di natura normativa ed amministrativa, stabiliti a livello locale, nazionale o regionale, che imporrebbe per la prestazione di detta assistenza sanitaria sul suo territorio, purché tali condizioni e formalità non siano discriminatorie e non ostacolino la libera circolazione dei pazienti, dei servizi e delle merci, come prodotti farmaceutici e i dispositivi medici, e siano conosciute in anticipo. Può essere previsto l'obbligo di sottoporre la persona assicurata a una valutazione, ai fini dell'applicazione di tali condizioni, criteri o formalità, da un professionista della sanità o un amministratore sanitario che fornisce servizi per il sistema obbligatorio di sicurezza sociale dello Stato membro di affiliazione, qualora detta valutazione sia obbligatoria anche ai fini dell'accesso ai servizi sanitari nello Stato membro di affiliazione.

5.  Ai fini del presente articolo, gli Stati membri dispongono di un meccanismo trasparente per il calcolo dei costi dell'assistenza sanitaria prestata in un altro Stato membro che il sistema obbligatorio di sicurezza sociale o un altro sistema pubblico obbligatorio deve assumersi. Il meccanismo è fondato su criteri obiettivi, non discriminatori e preventivamente noti, e i costi rimborsati in base a questo meccanismo non sono inferiori a quelli che sarebbero stati coperti se tale assistenza sanitaria identica o analoga fosse stata prestata nel territorio dello Stato membro di affiliazione. Detto meccanismo è altresì applicato al pertinente livello amministrativo qualora lo Stato membro di affiliazione sia dotato di un sistema sanitario decentrato.

6.  Ai pazienti che si avvalgono dell'assistenza sanitaria di uno Stato membro diverso dal proprio Stato membro di affiliazione o che cercano di avvalersi dell'assistenza sanitaria in un altro Stato membro è garantito l'accesso alla propria cartella clinica, nel rispetto delle misure nazionali che attuano le norme comunitarie relative alla tutela dei dati personali, in particolare le direttive 95/46/CE e 2002/58/CE. Nel caso in cui le cartelle cliniche siano disponibili in forma elettronica, i pazienti devono vedersi garantito il diritto di ottenere una copia di tali documenti o il diritto di accedervi a distanza. I dati sono trasmessi solo con l'esplicita autorizzazione scritta del paziente o dei suoi familiari.

7.  Le disposizioni del presente capo non pregiudicano la conclusione di accordi contrattuali transfrontalieri per l'assistenza sanitaria prevista.

Articolo 7

Cure non ospedaliere

Lo Stato membro di affiliazione non subordina all'autorizzazione preventiva il rimborso dei costi delle cure non ospedaliere prestate in un altro Stato membro o dell'acquisto in un altro Stato membro di prodotti inerenti all'assistenza sanitaria qualora il suo sistema di sicurezza sociale si sarebbe fatto carico dei costi di queste cure se esse fossero state prestate sul suo territorio o dei suddetti prodotti se essi fossero stati acquistati sul suo territorio.

Articolo 8

Cure ospedaliere ▌

1.  Ai fini del rimborso delle cure sanitarie prestate in un altro Stato membro a norma della presente direttiva, la definizione di cure ospedaliere, come stabilita dallo Stato membro di affiliazione, si limita a:

   a) l'assistenza sanitaria che richiede il ricovero del paziente per almeno una notte; o
   b) un'assistenza sanitaria altamente specializzata e/o che richiede l'utilizzo di un'infrastruttura sanitaria o di apparecchiature mediche ▌ costose; o
   c) un'assistenza sanitaria che comporta un rischio particolare per il paziente o la popolazione.

2.   Lo Stato membro di affiliazione può prevedere un sistema di autorizzazione preventiva per il rimborso da parte del suo sistema di sicurezza sociale dei costi delle cure ospedaliere prestate in un altro Stato membro purché siano rispettate le seguenti condizioni:

   a) se l'assistenza sanitaria fosse stata fornita sul suo territorio, sarebbe stata presa a carico dal sistema di sicurezza sociale dello Stato membro; nonché
  b) l'assenza di autorizzazione preventiva potrebbe compromettere gravemente o essere suscettibile di compromettere:
   i) l'equilibrio finanziario del sistema di sicurezza sociale dello Stato membro; e/o
   ii) la programmazione e la razionalizzazione che il settore ospedaliero effettua per evitare l'eccesso di capacità degli ospedali, lo squilibrio nell'offerta di cure ospedaliere, gli sprechi e la dispersione a livello logistico e finanziario, il mantenimento di un servizio medico-ospedaliero equilibrato e aperto a tutti, oppure il mantenimento delle strutture sanitarie o delle competenze mediche sul territorio dello Stato membro interessato.

Un tale sistema non pregiudica il regolamento (CEE) n. 1408/71 e, a partire dalla sua data di applicazione, il regolamento (CE) n. 883/2004.

3.  Il sistema di autorizzazione preventiva si applica fermo restando l'articolo 3, paragrafo 2 ed è proporzionato e limitato a quanto necessario, si basa su criteri chiari e trasparenti, e non deve costituire uno strumento di discriminazione arbitraria né un ostacolo alla libera circolazione dei pazienti.

4.  Laddove sia stata richiesta e accordata un'autorizzazione preventiva, lo Stato membro di affiliazione assicura che i pazienti siano tenuti a pagare anticipatamente soltanto gli eventuali costi che avrebbero dovuto sostenere con tale modalità se le cure fossero state fornite nell'ambito del sistema sanitario del suo Stato membro di affiliazione. Per tutti gli altri costi, gli Stati membri prevedono il trasferimento diretto dei fondi tra gli enti erogatori e i fornitori di cure.

5.  Devono essere resi disponibili a livello locale/regionale sistemi di domanda di autorizzazione preventiva che siano accessibili e trasparenti per i pazienti. Le norme che regolano la domanda e il rifiuto dell'autorizzazione preventiva devono essere disponibili in anticipo rispetto alla domanda, in modo che quest'ultima possa essere effettuata in modo equo e trasparente.

6.  Ai pazienti che intendono avvalersi dell'assistenza sanitaria in un altro Stato membro è garantito il diritto di richiedere un'autorizzazione preventiva nello Stato membro di affiliazione.

7.  Lo Stato membro di affiliazione mette a disposizione del pubblico le informazioni sul sistema di autorizzazione preventiva approvato a norma del paragrafo 3, ivi comprese le procedure di ricorso in caso di negata autorizzazione.

8.  Nel caso di eventuali richieste di autorizzazione da parte di una persona assicurata al fine di ricevere cure sanitarie in un altro Stato membro, lo Stato membro di affiliazione accerta se sono osservate le condizioni fissate dal regolamento (CE) n. 883/2004 e in questo caso rilascia l'autorizzazione preventiva conformemente a detto regolamento.

9.  I pazienti con patologie rare non sono soggetti all'autorizzazione preventiva.

Articolo 9

Garanzie procedurali relative all'assistenza sanitaria transfrontaliera

1.  Lo Stato membro di affiliazione garantisce che le procedure amministrative relative all'assistenza sanitaria transfrontaliera connesse all'autorizzazione preventiva di cui all'articolo 8, paragrafo 2, il rimborso dei costi per l'assistenza sanitaria sostenuti in un altro Stato membro e le altre condizioni e formalità di cui all'articolo 6, paragrafo 4, si fondino su criteri obiettivi, non discriminatori e resi preventivamente pubblici, i quali siano altresì necessari e proporzionati all'obiettivo da conseguire. In ogni caso ad un assicurato sarà sempre concessa l'autorizzazione conformemente ai regolamenti sul coordinamento della sicurezza sociale di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera k), della presente direttiva quando sono rispettate le condizioni dell'articolo 22, paragrafo 1, lettera c) e articolo 22, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 1408/71.

2.  Qualsiasi sistema procedurale di questo tipo è di facile accesso e tale da garantire la trattazione obiettiva e imparziale delle domande entro i termini ragionevoli preventivamente stabiliti e resi pubblici dagli Stati membri.

3.   Gli Stati membri di affiliazione assicurano che ai pazienti che hanno ottenuto un'autorizzazione preventiva per l'assistenza sanitaria transfrontaliera sia solo richiesto di effettuare pagamenti anticipati o supplementari ai sistemi sanitari e/o agli operatori nello Stato membro di cura, nella misura in cui tali pagamenti sarebbero richiesti nello Stato membro di affiliazione.

4.  Gli Stati membri, nello stabilire i termini entro i quali devono essere evase le domande di assistenza sanitaria transfrontalierae nell'esaminare tali domande, tengano conto:

   a) della particolare patologia;
   b) delle circostanze individuali;
   c) dell'intensità del dolore del paziente;
   d) della natura della disabilità del paziente;
   e) della capacità del paziente di esercitare un'attività professionale.

5.  I sistemi di domanda di autorizzazione preventiva sono resi disponibili al livello adeguato all'amministrazione del servizio sanitario dello Stato membro e devono essere accessibili e trasparenti per i pazienti. Le norme che regolano la domanda e il rifiuto dell'autorizzazione preventiva devono essere disponibili in anticipo rispetto alla domanda, in modo che quest'ultima possa essere effettuata in modo equo e trasparente.

6.  Gli Stati membri garantiscono che eventuali decisioni amministrative o mediche e relative all'assistenza sanitaria transfrontaliera siano soggette, su una base caso per caso, a un parere medico o a un controllo amministrativo e possano anche essere impugnate con ricorso giurisdizionale, che preveda anche provvedimenti provvisori.

7.  La Commissione effettua uno studio di fattibilità per la creazione di una camera di compensazione al fine di facilitare i rimborsi transfrontalieri delle spese ai sensi della presente direttiva, di sistemi sanitari e aree di valuta, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva e riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio e, se del caso, presenta una proposta legislativa.

Articolo 10

Notifica preventiva

Gli Stati membri possono offrire ai pazienti un sistema volontario di notifica preventiva, grazie al quale, a fronte di tale notifica, il paziente riceve una conferma scritta con l'indicazione dell'importo massimo che sarà corrisposto. La conferma scritta può essere presentata all'ospedale dove sono somministrate le cure, che sono quindi rimborsate direttamente a tale ospedale dallo Stato membro di affiliazione.

Articolo 11

Mediatore europeo dei pazienti

La Commissione presenta una proposta legislativa volta a istituire un mediatore europeo dei pazienti entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva. Il Mediatore europeo dei pazienti esamina le loro denunce in materia di autorizzazione preventiva, rimborso delle spese o danni e, se del caso, svolge la sua funzione di mediazione al riguardo. Si ricorre al Mediatore europeo dei pazienti solo una volta esperite tutte le opzioni di denuncia nell'ambito dello Stato membro interessato.

Articolo 12

Informazione del paziente in merito alla fruizione dell'assistenza sanitaria in un altro Stato membro

1.  Gli Stati membri di affiliazione garantiscono l'esistenza di meccanismi di facile accesso, anche per via elettronica, i quali consentano di fornire tempestivamente ai pazienti che le richiedano le informazioni in merito all'assistenza sanitaria in un altro Stato membro e alle condizioni applicabili, comprese le informazioni sulle prestazioni cui il paziente ha diritto, sulle procedure per accedervi e sui mezzi di ricorso e tutela qualora al paziente vengano negate tali prestazioni, fra l'altro in relazione all'eventuale danno causato dall'assistenza sanitaria ricevuta in un altro Stato membro. Tali informazioni sono pubblicate in formati facilmente accessibili alle persone con disabilità. Gli Stati membri consultano le parti interessate, comprese le organizzazioni dei pazienti, per assicurarsi che le informazioni siano chiare ed accessibili. Nelle informazioni sulle cure transfrontaliere si opera una chiara distinzione tra i diritti che i pazienti hanno in virtù della presente direttiva e i diritti risultanti dai regolamenti sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera k).

2. Oltre alle informazioni delineate al paragrafo 1, lo Stato membro rende facilmente accessibili per via elettronica informazioni sui professionisti della sanità e sui fornitori di assistenza sanitaria in esso registrati, includendovi il nome, il numero di registrazione, l'indirizzo presso il quale il professionista della sanità esercita la sua professione ed eventuali restrizioni a tale esercizio.

Articolo 13

Norme applicabili all'assistenza sanitaria fornita in un altro Stato membro

1.  Quando l'assistenza sanitaria è fornita in uno Stato membro diverso da quello in cui il paziente è assicurato, ▌ detta assistenza sanitaria è fornita conformemente alla legislazione in vigore nello Stato membro in cui vengono prestate le cure, conformemente all'articolo 5.

2.  Questo articolo non si applica al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Articolo 14

Punti di contatto nazionali per l'assistenza sanitaria transfrontaliera

1.  Gli Stati membri designano i punti di contatto nazionali per l'assistenza sanitaria transfrontaliera e ne comunicano il nome e le coordinate alla Commissione. Gli Stati membri garantiscono che le organizzazioni di pazienti, i fondi di assicurazione malattia e i fornitori di assistenza sanitaria siano inclusi nei punti di contatto nazionali. I punti di contatto nazionali sono istituiti in modo efficiente e trasparente.

L'informazione sull'esistenza dei punti di contatto nazionali è divulgata in tutti gli Stati membri in modo che i pazienti abbiano facilmente accesso all'informazione.

2.  I punti di contatto nazionali per l'assistenza sanitaria transfrontaliera possono anche essere inglobati nei centri informativi esistenti negli Stati membri.

3.  Il punto di contatto nazionale nello Stato membro di affiliazione ▌ diffonde e fornisce ai pazienti e ai professionisti della sanità, se del caso su un sito web, informazioni concernenti le cure sanitarie che possono essere ricevute in un altro Stato membro e i termini e le condizioni applicabili, in particolare i diritti connessi all'assistenza sanitaria transfrontaliera di cui all'articolo 6. I punti di contatto nazionali aiutano i pazienti a proteggere i loro diritti e a chiedere un risarcimento adeguato in caso di pregiudizio causato dal ricorso a cure sanitarie in un altro Stato membro ▌.

4.  Il punto di contatto nazionale dello Stato membro di cura diffonde e fornisce ai pazienti, se del caso su un sito web, informazioni concernenti le questioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera c) e sulla protezione dei dati personali, il livello di accessibilità alle strutture sanitarie per le persone con disabilità, le procedure di denuncia e gli strumenti di tutela disponibili in relazione all'assistenza sanitaria prestata nello Stato membro di cura. Il punto di contatto nazionale, in particolare, informa i pazienti e i professionisti della sanità, se