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Procedura : 2009/2733(RSP)
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RC-B7-0104/2009

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PV 22/10/2009 - 12.2
CRE 22/10/2009 - 12.2

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PV 22/10/2009 - 13.2

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P7_TA(2009)0060

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Giovedì 22 ottobre 2009 - Strasburgo Edizione definitiva
Iran
P7_TA(2009)0060RC-B7-0104/2009

Risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2009 sull'Iran

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran, in particolare quelle concernenti i diritti umani,

–   viste le dichiarazioni della Presidenza dell'Unione europea, dell'Alto Rappresentante per la PESC, dei ministri degli Affari esteri dell'Unione europea, dei Capi di Stato e di governo del G8, del Consiglio europeo e del Presidente del Parlamento europeo in merito alla repressione delle manifestazioni durante i disordini del giugno 2009 successivi alle elezioni in Iran,

–   vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 23 settembre 2009, sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran,

–   vista la dichiarazione del suo Presidente del 9 ottobre 2009, che ha ribadito l'impegno del Parlamento a favore dell'abolizione universale della pena di morte e ha denunciato in particolare la condanna alla pena capitale per reati minorili e le imminenti esecuzioni in Iran,

–   vista la dichiarazione della Presidenza del 13 ottobre 2009 sull'esecuzione di Behnoud Shojaee in Iran,

–   vista la dichiarazione della Presidenza dell'Unione europea del 20 settembre 2009, che condanna il fatto che il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad abbia ripetutamente negato l'Olocausto e il diritto dello Stato di Israele di esistere,

–   vista la dichiarazione della Presidenza dell'Unione europea del 18 ottobre 2009, che condanna l'attentato suicida commesso nella provincia iraniana del Sistan-Balucistan, che ha provocato la morte di almeno 42 persone,

–   viste le risoluzioni 62/149 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 18 dicembre 2007 e 63/168 del 18 dicembre 2008, concernente una moratoria dell'applicazione della pena di morte,

–   visti il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR), la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e la Convenzione sui diritti del fanciullo, di cui la Repubblica islamica dell'Iran è parte,

–   visto l'articolo 122 del suo regolamento,

A.   considerando che la situazione generale dei diritti umani in Iran ha continuato a deteriorarsi, soprattutto dalle elezioni presidenziali del giugno 2009,

B.   considerando che l'Iran è il paese con il maggior numero di esecuzioni, dopo la Cina, che il loro numero è quadruplicato da quando il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha assunto il potere nel 2005 e che l'Iran ha la triste caratteristica di essere l'unico paese al mondo in cui vengono ancora giustiziati minori colpevoli di reati; considerando che, in base alle notizie fornite da avvocati specializzati nei diritti umani, in Iran sono detenuti nel braccio della morte almeno 140 minorenni autori di reati,

C.   considerando che Behnoud Shojaee è stato impiccato l'11 ottobre 2009 malgrado i pressanti appelli lanciati a livello nazionale e internazionale per risparmiargli la vita, divenendo la terza persona giustiziata dagli inizi del 2009 per reati commessi quando era minorenne, dopo Delara Darabi e Molla Gol Hassan, e che i minorenni autori di reati, Safar Angooti e Abbas Hosseini, rischiano di essere giustiziati a breve,

D.   considerando che la tortura e il maltrattamento dei prigionieri, la privazione del sonno, la segregazione in isolamento, la detenzione clandestina, l'applicazione di trattamenti crudeli, inumani e degradanti e l'impunità degli agenti dello Stato continuano ad essere prassi diffusa,

E.   considerando che è aumentata la repressione violenta contro gli oppositori politici, i difensori dei diritti umani, i giornalisti, i blogger, gli insegnanti, gli intellettuali, i docenti universitari, gli omosessuali, le donne, gli studenti, i sindacalisti e le persone che appartengono a minoranze religiose, etniche e linguistiche,

F.   considerando che sette leader di religione Baha'i continuano ad essere detenuti unicamente a causa del loro credo religioso,

G.   considerando che il 4 agosto 2009 il Presidente Mahmoud Ahmadinejad è stato ufficialmente confermato per un secondo mandato dopo essere stato dichiarato vincitore delle elezioni del 12 giugno 2009, mentre i candidati avversari, Mir-Hossein Moussavi e Mehdi Karrubi, così come numerosi osservatori, hanno accusato le autorità di falsificazioni su vasta scala dei risultati elettorali,

H.   considerando che nelle settimane e nei mesi successivi alle elezioni decine di migliaia di manifestanti sono scesi nelle strade, che i morti sono stati circa 150 e che i dimostranti arrestati sono stati più di un migliaio,

I.   considerando che continuano i processi di massa che, in base alle notizie, riguardano 140 sostenitori dell'opposizione, fra cui riformatori di spicco e attivisti accusati di reati che vanno dall'insurrezione allo spionaggio e al tentativo di rovesciare i governanti del paese,

J.   considerando che in relazione alle proteste sono state condannate a morte quattro persone in carcere sin dal mese di aprile, ossia da ben prima delle manifestazioni successive alle elezioni,

K.   considerando che, in base a quanto riferito da organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, decine di reporter, fotografi e blogger hanno lasciato l'Iran o cercano di abbandonare il paese, che a migliaia hanno perso il lavoro, che nelle ultime settimane le autorità hanno chiuso vari quotidiani e che le autorità iraniane trattengono ancora, stando alle notizie, 19 giornalisti e 5 blogger,

1.   esprime seri dubbi circa l'esattezza dei risultati delle elezioni che hanno confermato per un secondo mandato il Presidente Mahmoud Ahmadinejad pur in presenza di forti indicazioni di brogli elettorali su vasta scala, e ritiene che la credibilità del Presidente iraniano sia stata gravemente compromessa;

2.   rende omaggio al coraggio di tutti gli iraniani, uomini e donne, che difendono le loro libertà fondamentali e i principi democratici ed esprimono il desiderio di vivere in una società libera da repressioni e intimidazioni; rende omaggio in modo particolare alle donne iraniane che hanno avuto un ruolo cruciale nelle manifestazioni di giugno successive alle elezioni, segnatamente a Nada Agha Soltan, che è diventata un simbolo della repressione violenta, e a Shadi Sadr, attivista impegnata per i diritti umani, arrestata il 15 luglio 2009 per aver parlato pubblicamente delle violazioni dei diritti umani dei detenuti perpetrate nelle carceri dopo le discusse elezioni presidenziali iraniane;

3.   condanna il ricorso generalizzato ed eccessivo alla forza, agli arresti arbitrari e a quanto pare alla tortura nella repressione delle proteste concernenti le controverse elezioni presidenziali iraniane; invita il governo iraniano a rispettare i diritti civili e politici fondamentali, in particolare il diritto alla libertà di espressione, e chiede la liberazione incondizionata di tutti i dimostranti pacifici e di tutte le persone - studenti, professori universitari, attivisti, giornalisti, difensori dei diritti umani - arrestate nel più ampio contesto dei recenti disordini;

4.   invita le autorità iraniane a garantire al Comitato internazionale della Croce Rossa l'accesso a tutti i prigionieri, senza distinzioni, e a permettere alle organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani di seguire la situazione nel paese;

5.   sollecita le autorità iraniane a eliminare, di diritto e di fatto, tutte le forme di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani e degradanti, a rispettare le procedure previste dalla legge e a porre fine all'impunità per le violazioni dei diritti dell'uomo;

6.   condanna l'attentato dinamitardo suicida verificatosi il 17 ottobre 2009 nella provincia del Sistan-Balucistan, che ha provocato la morte e il ferimento di decine di persone; esprime il timore che questo attentato suicida possa essere legato alla repressione delle minoranze etniche e religiose che vivono nella provincia; condanna l'uso del terrorismo quale mezzo per risolvere controversie politiche;

7.   rinnova il proprio appello alle autorità iraniane affinché onorino l'obbligo del governo di rispettare le minoranze religiose e liberino immediatamente i leader Baha'i Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rasaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm;

8.   invita nuovamente le autorità iraniane ad abolire completamente la pena di morte e a decretare nel frattempo una moratoria delle esecuzioni, come richiesto dalle risoluzioni 62/149 e 63/168 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

9.   condanna fermamente le sentenze capitali e le esecuzioni in Iran, in particolare quelle pronunciate o eseguite contro delinquenti giovanili o minorenni, e protesta con veemenza contro l'esecuzione di Behnoud Shojaee, avvenuta in Iran l'11 ottobre 2009; sollecita le autorità iraniane a rispettare le garanzie giuridiche riconosciute a livello internazionale per quanto riguarda i minori, quali l'ICCPR e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, e in particolare a non giustiziare Safar Angooti e Abbas Hosseini;

10.   raccomanda che l'Alto commissario per i diritti umani nomini un inviato speciale per vigilare sulla situazione dei detenuti politici e accertarsi che le autorità iraniane rispettino le norme internazionali in materia di procedure giudiziarie nonché i loro obblighi giuridici relativamente ai diritti umani;

11.   deplora la sistematica restrizione della libertà d'informazione ottenuta bloccando i siti web, vietando loro di coprire manifestazioni non autorizzate e introducendo nuove restrizioni che impongono ai giornalisti di ottenere un permesso prima di poter riferire in merito a qualsiasi fatto;

12.   invita le autorità iraniane a cessare di perseguire i giornalisti che lavorano per mezzi d'informazione internazionali e sollecita, in particolare, la liberazione immediata di Fariba Pajooh, giovane giornalista irano-canadese e nota blogger, arrestata nella sua casa di Teheran il 24 agosto 2009;

13.  condanna il fatto che il 2 ottobre 2009 sia stato impedito ad Abdolfattah Soltani, attivista impegnato per i diritti umani, di recarsi da Teheran in Germania per ritirare il premio per i diritti umani della città di Norimberga;

14.   invita la Commissione a istituire una delegazione dell'Unione europea a Teheran al fine di promuovere e rafforzare il dialogo con le autorità e la società civile del paese e di intensificare la cooperazione, in particolare per quanto riguarda l'aiuto ai profughi e la lotta contro il traffico di stupefacenti;

15.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, nonché al governo e al parlamento della Repubblica islamica dell'Iran.

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