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Procedura : 2009/2057(INI)
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Ciclo del documento : A7-0023/2010

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A7-0023/2010

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PV 10/03/2010 - 6
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Mercoledì 10 marzo 2010 - Strasburgo
Relazione annuale 2008 sulla PESC
P7_TA(2010)0060A7-0023/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2010 sulla relazione annuale 2008 del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della politica estera e di sicurezza comune (PESC), presentata al Parlamento europeo in applicazione della parte II, sezione G, punto 43, dell'Accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 (2009/2057(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la relazione annuale 2008 del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della politica estera e di sicurezza comune (PESC), presentata al Parlamento europeo in applicazione della parte II, sezione G, punto 43, dell'Accordo interistituzionale del 17 maggio 2006(1),

–   visto il trattato di Lisbona, che modifica il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare il titolo V del trattato sull'Unione europea, così modificato, intitolato «Disposizioni generali sull'azione esterna dell'Unione e disposizioni specifiche sulla politica estera e di sicurezza comune»,

–   vista la strategia europea in materia di sicurezza (European Security Strategy (ESS)) adottata dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2003 e la relazione del Consiglio sull'attuazione della ESS, adottata in data 11 dicembre 2008,

–   visto il suddetto Accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria,

–   viste le sue risoluzioni relative alle relazioni annuali 2006 e 2007 sulla PESC, rispettivamente del 5 giugno 2008(2) e del 19 febbraio 2009(3),

–   vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2009 sugli aspetti istituzionali per l'istituzione del servizio europeo per l'azione esterna(4),

–   visto l'articolo 119, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per i bilanci (A7-0023/2010),

A.   considerando che il ruolo dell'Unione europea come attore globale si è ampliato negli ultimi decenni e che sono necessari un nuovo approccio ed ulteriori mezzi finanziari se l'UE vuole agire collettivamente e affrontare le sfide globali in modo democratico coerente, pertinente ed efficace,

B.   considerando che, nelle sue relazioni con il resto del mondo, l'Unione europea dovrebbe sviluppare ulteriormente i suoi obiettivi di politica estera, affermare e promuovere i suoi valori e interessi, contribuire alla protezione dei suoi cittadini e far avanzare tali valori in tutto il mondo al fine di contribuire alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, nonché alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, considerando che la promozione dei diritti umani, in particolare l'universalità e l'indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, è al centro dell'azione esterna dell'UE e considerando che la Carta dei diritti fondamentali è ora vincolante per le attività esterne dell'UE,

C.   considerando che il trattato di Lisbona conferisce una nuova dimensione all'azione esterna dell'Unione nel suo complesso, compresa la PESC, che congiuntamente alla personalità giuridica dell'Unione europea e alle pertinenti innovazioni istituzionali, in particolare la creazione della carica di Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («la Vicepresidente/Alto rappresentante») e l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (EEAS), potrebbero costituire un fattore importante per la coerenza, la sistematicità e l'efficacia dell'azione esterna dell'Unione e migliorare significativamente la propria capacità di intervento sulla scena internazionale,

D.   considerando che sono necessari ulteriori sforzi per migliorare la tempestività della risposta dell'UE alle crisi politiche e ai conflitti regionali; considerando che gli attuali meccanismi decisionali e di finanziamento possono ostacolare reazioni complete e tempestive e che occorre individuare modalità intese a limitare ulteriormente e a superare la regola dell'unanimità,

E.   considerando che è essenziale identificare correttamente gli interessi comuni europei, ed agire in conformità di tali interessi, al fine di raggiungere gli obiettivi delle azioni esterne dell'Unione, in particolare quelli della sua politica estera e di sicurezza comune (PESC); considerando che è essenziale garantire che tutte le politiche decise e le azioni intraprese siano anche conformi al diritto internazionale, compresi i principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite,

F.   considerando che la promozione della pace, dei diritti umani e dello stato di diritto in tutto il mondo costituiscono gli obiettivi principali delle politiche esterne dell'UE,

G.   considerando che il trattato di Lisbona conferisce al Vicepresidente/ Alto rappresentante il mandato di assistere il Consiglio e la Commissione nel garantire la coerenza tra i diversi settori dell'azione esterna e tra questi e gli altri ambiti politici dell'Unione,

H.   considerando che a decorrere dalla data di entrata in vigore del trattato di Lisbona, l'Unione europea esercita tutti i diritti e assume tutti gli obblighi della Comunità europea, pur continuando ad esercitare i diritti esistenti e ad assumere gli obblighi dell'UE,

I.   considerando che le nuove sfide in materia di sicurezza esigono che si ponga una maggiore attenzione sul potenziamento, sulla combinazione e sull'equilibrio di diversi strumenti civili e militari in tutto lo spettro della prevenzione dei conflitti, della composizione delle controversie e della gestione delle crisi e della attività di costruzione della pace,

J.   considerando che circa 10 anni dopo l'avvio della politica europea di sicurezza e di difesa (PESD), periodo durante il quale circa 23 missioni sono state dispiegate in aree di crisi, vi è la necessità di potenziare le capacità militari e civili e consolidare le strutture in modo da riflettere adeguatamente il ruolo che la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) svolge a sostegno della PESC e a favore della sicurezza internazionale,

Principi di azione esterna europea

1.   invita la Vicepresidente/Alto rappresentante e i suoi servizi a sviluppare - al fine dell'approfondimento del pensiero strategico collettivo dell'Unione - una coerente strategia dell'UE in materia di politica estera basata sugli obiettivi e i principi di cui all'articolo 21 del TUE; ritiene che tale strategia potrebbe identificare chiaramente gli interessi comuni dell'UE in materia di sicurezza e quindi fungere da quadro di riferimento per il processo decisionale e per la formulazione, il finanziamento, l'attuazione e il monitoraggio dell'azione esterna dell'UE; invita la Vicepresidente/Alto rappresentante ad associare pienamente gli organi competenti del Parlamento europeo a tale impresa; ritiene che il concetto di sicurezza umana, come definito dalla relazione di Madrid elaborata nel 2007 dal Gruppo di studio sulla sicurezza umana, e il concetto di «responsabilità di proteggere», come definito dal documento finale del vertice mondiale del 2005, dovrebbero diventare due dei suoi principi guida;

La relazione annuale 2008 del Consiglio sulla PESC

2.   si compiace per l'ambizione del Consiglio di adottare un approccio più strategico, focalizzato e razionale alle questioni PESC nell'elaborazione della relazione annuale 2008; elogia anche l'introduzione da parte del Consiglio di una struttura più trasparente i cui capitoli principali riguardino le attività passate e, in particolare, le prospettive future nel settore della PESC; nota anche il miglioramento della relazione per quanto riguarda l'elaborazione del contesto regionale delle azioni esterne;

3.   sottolinea ancora una volta che la portata della relazione non dovrebbe essere limitata semplicemente a una descrizione delle attività della PESC, ma deve offrire la possibilità di stabilire un dialogo con il Parlamento europeo volto a sviluppare un approccio più strategico alla PESC; raccomanda che la relazione annuale della PESC sia trasformata in una relazione annuale che analizzi l'attuazione della strategia UE in materia di politica estera, ne valuti l'efficacia e ne definisca il futuro orientamento; raccomanda, inoltre, che in essa vengano presentati maggiori riferimenti alle esigenze di bilancio e all'impatto finanziario delle azioni esterne;

4.   manifesta fiducia nel valore aggiunto di un approccio più ampio e globale nel quadro delle relazioni annuali della PESC e, in particolare, nei loro capitoli sui gruppi e soci regionali e sulle interconnessioni tra le missioni PESC/PESD e altri strumenti di promozione del ruolo dell'UE quale attore globale; ritiene che tale prospettiva permetterebbe, tra l'altro, di conseguire una migliore visione generale del contributo totale del bilancio dell'UE in una determinata regione;

5.   ribadisce la sua posizione secondo la quale, al fine di rafforzare la legittimità democratica della PESC, gli organi competenti del Parlamento dovrebbe essere consultati in merito all'avvio delle missioni PESD e le decisioni dovrebbero, se del caso, tener conto delle posizioni adottate dal Parlamento e contenere riferimenti in merito alle stesse; ritiene che tale consultazione dovrebbe comprendere informazioni circa la logica sottesa alla scelta del corso di azione e una spiegazione sulle modalità con cui la missione si rapporta alle pertinenti azioni comunitarie e internazionali, sulle sue implicazioni finanziarie e sulla sinergia con altri strumenti comunitari;

Implicazioni del trattato di Lisbona

6.   accoglie con favore l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, che fornisce all'UE gli strumenti per l'ulteriore rafforzamento del suo ruolo e della sua visibilità sulla scena internazionale; sottolinea, a tale riguardo, il ruolo fondamentale che ciascuno Stato membro, il Consiglio e il nuovo Vicepresidente/Alto rappresentante devono svolgere quanto alla trasposizione in fatti concreti e azione sostanziale delle disposizioni scritte del trattato, rafforzando le relazioni dell'UE con i suoi partner strategici e consolidando la propria leadership nelle sedi multilaterali; sottolinea l'importanza della disposizione del trattato in virtù della quale le competenze dell'Unione in materia di PESC abbracceranno ora tutti i settori della politica estera e tutte le questioni relative alla sicurezza dell'Unione, ivi compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune che possa condurre a una difesa comune;

7.   prende atto che il Presidente del Consiglio europeo «assicura, al suo livello e in tale veste, la rappresentanza esterna dell'Unione per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune»; avverte, tuttavia, che ciò deve avvenire senza arrecare pregiudizio ai poteri della Vicepresidente/Alto rappresentante, e nel pieno riconoscimento del ruolo chiave svolto dalla Commissione europea, non soltanto nello stabilire e nel mantenere l'acquis comunitario in termini di relazioni esterne, bensì anche nel garantire la rappresentanza esterna dell'Unione, ad eccezione della PESC;

8.   accoglie con favore il ruolo che deve essere svolto dal Vicepresidente/Alto rappresentante nella guida del Consiglio Affari esteri e il fatto che il suo rappresentante sia chiamato a presiedere il Comitato politico e di sicurezza (CPS); si aspetta che queste nuove funzioni consolidino i contatti interistituzionali e promuovano un dialogo più stabile tra le istituzioni; invita il Vicepresidente/Alto rappresentante a fare tesoro dell'esperienza delle periodiche apparizioni dell'Alto rappresentante e dei Commissari per le relazioni esterne uscenti dinanzi al Parlamento riunito in seduta plenaria e dinanzi alla sua commissione per gli affari esteri, e della pratica di tenere riunioni informali, al fine di instaurare e sviluppare consultazioni regolari, sistematiche e sostanziali con il Parlamento e i suoi organi competenti;

9.   è del parere che la fusione dei pilastri e delle funzioni intergovernativi e comunitari nella singola carica di Vicepresidente/Alto rappresentante, sottoposta al voto collettivo di approvazione del Parlamento europeo, possa aumentare la legittimità democratica delle attività della PESC a patto che venga istituito un continuo dialogo strategico su un piano di parità tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione a tutti i livelli;

10.   sottolinea che gli Stati membri dovrebbero collaborare in uno spirito di reciproca solidarietà politica per il raggiungimento di un livello sempre maggiore di convergenza delle azioni nel campo della PESC;

11.   ribadisce che, al fine di consentire all'Unione europea di svolgere un ruolo attivo nel mondo, il bilancio dell'UE deve stanziare fondi sufficienti; deplora che il bilancio necessario continui ad essere non sufficientemente finanziato ed esprime la sua profonda preoccupazione per le conseguenze di tale sottofinanziamento sulla capacità dell'Unione di condurre una politica estera credibile e proattiva; sottolinea la necessità di dotare l'Unione dei mezzi finanziari necessari ai fini di una risposta coerente ed adeguata alle sfide globali impreviste e, a questo proposito, auspica di essere consultato in merito alle procedure per la concessione di un rapido accesso agli stanziamenti del bilancio dell'Unione destinati al finanziamento urgente di iniziative PESC e di prendervi pienamente parte; invita la Vicepresidente/Alto Rappresentante a sviluppare, allo stesso tempo, una efficace strategia di comunicazione per meglio informare i cittadini europei quanto alle finalità e ai risultati della PESC e, a tale proposito, ribadisce con forza l'importanza della legittimità e del controllo democratici della politica estera e di sicurezza dell'Unione europea;

12.   ribadisce la propria preoccupazione sulla mancanza di trasparenza e informazione per quanto riguarda il finanziamento dei costi comuni delle operazioni UE con implicazioni militari o di difesa, dal momento che il meccanismo Athena non offre, chiaramente, una visione generale di tutte le conseguenze finanziarie delle missioni effettuate nell'ambito della PESC; plaude, pertanto, alla creazione del fondo di avvio ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 3, del TUE, e chiede di essere consultato sulla gestione di tale fondo, conformemente alle prerogative generali del PE in relazione alla PESC e alla PESD quali definite all'articolo 42 del TUE; segnala che una maggiore partecipazione del Parlamento nella definizione, nel controllo e nel monitoraggio della PESC deriva dall'interconnessione tra la PESC e la PESD, conformemente a quanto messo in evidenza all'articolo 42 del TUE, come pure dal maggiore controllo parlamentare su scala europea e nazionale sancito al rispettivo Protocollo n. 1;

13.   invita il Consiglio, la Commissione e la Vicepresidente/Alto rappresentante a cogliere l'opportunità offerta dall'istituzione del SEAE per creare una politica estera più coerente ed efficace; si aspetta a tale proposito che la struttura del SEAE, comprese le risorse umane, rispecchi debitamente i valori e gli obiettivi fondamentali della politica estera dell'Unione, quali il rispetto e la promozione dei diritti dell'uomo, sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali, ora vincolante, e le priorità di detta politica, quali la gestione delle crisi e la costruzione della pace; ribadisce che la costituzione e il funzionamento del SEAE devono salvaguardare i diritti di controllo democratico e di bilancio del Parlamento europeo;

14.   rileva che il trattato di Lisbona comporta importanti conseguenze per la PESC, mediante la riorganizzazione delle responsabilità amministrative, e invita pertanto il Consiglio e la Commissione a garantire che le economie di scala in termini di strutture di sostegno determinino una riduzione dei costi amministrativi;

15.   sottolinea la necessità di stabilire una maggiore chiarezza sui criteri per la nomina e la valutazione dei rappresentanti speciali dell'Unione europea (RSUE), tenendo conto altresì della necessità di una adeguata rappresentanza di entrambi i generi; ricorda che il Parlamento non dispone attualmente di possibilità di porre in questione il mandato individuale di un RSUE, dal momento che gli stanziamenti per l'esercizio di tale mandato sono inclusi nell'articolo 19 03 06, che copre tutti i mandati RSUE; chiede pertanto un maggior esame e controllo parlamentare delle nomine e dei mandati dei RSUE; ritiene che i pertinenti RSUE dovrebbero essere progressivamente eliminati e che le loro funzioni dovrebbero essere svolte dai capi delegazione dell'UE dislocati nei vari paesi mentre i RSUE con competenze regionali devono coordinare e fornire un orientamento politico ai capi delegazione dell'UE sotto l'autorità della Vicepresidente/Alto rappresentante nei paesi interessati al fine di garantire un'azione esterna europea coerente e pertinente; indica che il conferimento di «doppi incarichi» è, a tale rispetto, il primo passo – ma non l'unico – da compiere per realizzare economie di scala e dotare la PESC di maggiore efficacia; invita la Vicepresidente/Alto rappresentante ad adottare misure al fine di affidare ai RSUE il compito di coordinare e di fornire un orientamento politico anche per quanto riguarda le missioni PESD di loro competenza;

16.   chiede alla Vicepresidente/Alto rappresentante di impegnarsi a consultare la commissione competente del Parlamento in merito alle sue nomine per i posti dirigenziali in seno al SEAE, compresi i RSUE; decide di invitare alcuni RSUE e capi delegazione a comparire dinanzi alla commissione in occasione della loro nomina;

17.   rileva che il trattato di Lisbona prevede nuove procedure finanziarie per la PESC, rafforza il dialogo tra Consiglio e Parlamento europeo su detta politica PESC, con l'introduzione di due dibattiti annuali da tenersi con la Vicepresidente/Alto rappresentante, e illustra il ruolo e le responsabilità del Parlamento in relazione alla PESD; chiede pertanto una revisione e un ampliamento degli accordi interistituzionali esistenti, con il coinvolgimento della sua commissione per gli affari esteri, al fine di garantire la corretta ed efficace applicazione delle procedure di bilancio, di consultazione e di vigilanza per la PESC e la PESD e di ampliare l'accesso alle informazioni sensibili; richiama a tale proposito in modo particolare l'attenzione sul suddetto accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 e sull'accordo interistituzionale del 20 novembre 2002 tra il Parlamento europeo e il Consiglio relativo all'accesso da parte del Parlamento europeo alle informazioni sensibili del Consiglio nel settore della politica di sicurezza e di difesa(5); esprime la propria determinazione ad esercitare il suo potere di bilancio e il suo controllo democratico per quanto riguarda la PESC, in connessione con tutte le innovazioni istituzionali, comprese le modalità di finanziamento per il SEAE;

18.   osserva che il trattato di Lisbona estende la procedura di approvazione a tutti gli accordi riguardanti settori cui si applica la procedura legislativa ordinaria e rafforza il diritto del Parlamento di essere debitamente informato dalla Commissione in merito all'andamento dei negoziati su accordi internazionali quale previsto dall'articolo 218 del TFUE; ritiene quindi che dovrebbe essere valutata la possibilità di negoziare un nuovo accordo interistituzionale con il Parlamento, così da fornire a quest'ultimo una definizione sostanziale del suo coinvolgimento in ogni fase dei negoziati in vista della conclusione di un accordo internazionale;

19.   sollecita il Consiglio dei ministri degli affari esteri a deliberare a maggioranza qualificata ogniqualvolta il trattato lo prevede;

20.   è del parere che l'articolo 42, paragrafi 2 e 7, del trattato sull'Unione europea, insieme all'articolo 10 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, renda obsolete le funzioni residue dell'Unione dell'Europa occidentale; invita pertanto gli Stati membri dell'Unione europea interessati ad agire a norma dell'articolo XII del trattato di Bruxelles e a comunicare con un preavviso di un anno la loro intenzione di denunciare tale trattato; ricorda che il diritto di controllo parlamentare sulle attività PESC e PESD spetta al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali degli Stati membri dell'Unione europea;

Questioni PESC di natura tematica

21.   continua ad essere preoccupato in relazione alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e al ripetersi delle crisi del gas, come la crisi russo-ucraina del gennaio 2009, che ha evidenziato la sempre crescente dipendenza energetica dell'Unione europea dalle fonti di approvvigionamento e dai canali di transito; sottolinea, inoltre, la necessità di evitare che la dipendenza energetica dell'Unione europea da paesi terzi indebolisca l'indipendenza della sua politica estera; ricorda la necessità urgente di raccogliere le sfide energetiche ponendo in atto una politica estera europea comune in materia di energia; invita a tale proposito la Vicepresidente/Alto rappresentante a seguire con determinazione le raccomandazioni del Parlamento concernenti lo sviluppo di una politica coerente e coordinata, in particolare promuovendo la coesione dell'Unione europea nel dialogo costruttivo con i paesi fornitori di energia, segnatamente la Russia, e i paesi di transito, sostenendo le priorità energetiche dell'Unione europea e difendendo gli interessi comuni degli Stati membri, sviluppando un'efficace attività diplomatica nel settore energetico e adottando meccanismi più efficaci di risposta alle situazioni di crisi e, infine, promuovendo la diversificazione dei fornitori di energia, l'utilizzazione dell'energia in modo sostenibile e lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili; sottolinea che solo un approccio comune dell'Unione europea potrebbe evitare in futuro insufficienze nelle forniture di petrolio e gas destinate agli Stati membri e accrescere la sicurezza energetica dell'Unione europea nel suo complesso;

22.   si compiace della firma dell'accordo sul progetto Nabucco; invita la Commissione e il Consiglio ad adoperarsi per l'efficace applicazione di tale accordo; sottolinea l'importanza di garantire la sicurezza energetica dell'Unione europea mediante la promozione di un corridoio meridionale per la fornitura di greggio all'Europa, anche attraverso l'oleodotto paneuropeo Costanza - Trieste;

23.   ritiene che da una forte concorrenza per l'accesso alle risorse naturali ed energetiche e per il loro controllo derivino potenzialmente importanti minacce e conflitti e, di conseguenza, che l'UE dovrebbe sviluppare ulteriormente politiche di mitigazione, adattamento e conservazione energetica al fine di affrontare i rischi per la sicurezza posti dal degrado ambientale e dal cambiamento climatico; sottolinea, a tale proposito, che l'Unione europea deve continuare a rafforzare la propria leadership nella governance del clima globale e sviluppare ulteriormente un dialogo con altri attori chiave quali le potenze emergenti (Cina, Brasile, Russia e India), gli Stati Uniti e i paesi in via di sviluppo, dato che il cambiamento climatico è diventato un elemento chiave delle relazioni internazionali;

24.   esprime il proprio sostegno a che l'Unione continui a contribuire attivamente ed efficacemente alla soluzione dei problemi globali, segnatamente mediante un rafforzamento del sistema delle Nazioni Unite e accordando una particolare importanza al consolidamento del Consiglio dei diritti umani e all'abolizione della pena di morte;

25.   evidenzia l'importanza che rivestono la prevenzione e la gestione dei conflitti, compresi il risanamento e la ricostruzione successivi a situazioni di crisi; sottolinea che è necessario per l'Unione europea procedere allo sviluppo di strategie preventive, al miglioramento del sistema di allarme rapido e al rafforzamento della cooperazione con le organizzazioni regionali in linea con la Carta delle Nazioni Unite;

26.   sottolinea che la dimensione esterna è determinante per realizzare con successo uno Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia; ribadisce l'importanza di una gestione ordinata dei flussi migratori; accoglie favorevolmente, in tale ottica, l'adozione del Programma di Stoccolma da parte del Consiglio europeo di dicembre 2009; ritiene essenziale garantire la cooperazione tra il paese di origine e quello di transito, e incoraggiare un atteggiamento di solida cooperazione ponendo in atto una politica di condizionalità positiva; evidenzia la necessità di prevenire l'immigrazione illegale promuovendo lo sviluppo locale nei paesi di origine e combattendo le organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani; insiste sul fatto che la dimensione esterna dello Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia deve essere presa pienamente in considerazione nella politica estera europea;

27.   sottolinea la necessità di potenziare le capacità così da assicurare un miglior controllo delle missioni civili e militari dell'Unione e da poter trarre insegnamento dal modo in cui esse sono condotte, al fine di migliorare la pianificazione e la gestione delle missioni future; a tale proposito, sottolinea anche la necessità di un approccio maggiormente strategico per quanto riguarda le missioni PESD; ritiene che le periodiche riunioni congiunte di consultazione siano intese anche a valutare i successi e le carenze delle missioni già concluse onde contribuire a sviluppare un approccio orientato alle necessità future che comprenda tutti gli aspetti (finanze, attuazione, organizzazione amministrativa);

28.   invita la Vicepresidente/Alto rappresentante, il Consiglio e gli Stati membri a garantire un adeguato equilibrio tra capacità di pianificazione civili e militari presso il Segretariato del Consiglio ed a prevedere un'adeguata quantità di personale nei settori della giustizia, dell'amministrazione civile, delle dogane e della mediazione in modo tale da garantire che le missioni PESD possano disporre di competenze adeguate e sufficienti;

29.   chiede, a questo proposito, un'adeguata disponibilità di personale per la componente civile e sollecita gli Stati membri ad utilizzare la grande opportunità fornita dal Servizio europeo per l'azione esterna (EEAS) riunendo le risorse attualmente disponibili al fine di ottenere una capacità di pianificazione della gestione delle crisi coerente, efficace ed efficiente;

30.   invita gli Stati membri a raddoppiare gli sforzi per individuare e dislocare una quantità sufficiente di personale competente, qualificato ed equilibrato sotto il profilo del genere per partecipare a iniziative civili e militari nel quadro della PESD in tutto il mondo, nell'ambito di un quadro coerente e ben coordinato, anche in specifiche aree ad alto rischio, dato che il successo delle missioni PESD dipende in gran parte dalle competenze e dalle conoscenze di un personale ben addestrato; chiede a tale proposito di prevedere una formazione comune del personale preposto alle missioni PESD; appoggia senza riserve gli sforzi già espletati per l'elaborazione di orientamenti e lo scambio di migliori prassi in modo da migliorare la formazione comune del personale; è convinto che una maggiore coerenza e coesione per quanto riguarda il personale sul terreno migliorerà lo svolgersi delle missioni e faciliterà anche il distaccamento di cittadini comunitari, il che, sotto un profilo meramente di bilancio, è preferibile all'impiego di personale internazionale a contratto;

31.   invita il Consiglio europeo e la Commissione a intensificare l'impegno dell'Unione europea nei negoziati multilaterali al fine di ridurre la rilevanza delle armi nucleari;

32.   ribadisce la necessità del disarmo e di maggiori garanzie internazionali in materia di non proliferazione; valuta positivamente, a questo proposito, la dichiarazione congiunta del 4 dicembre 2009, con la quale il Presidente degli Stati Uniti d'America e il Presidente della Federazione Russa si sono impegnati a continuare a cooperare anche dopo lo scadere del trattato sulla riduzione delle armi strategiche (trattato START) e auspica che quanto prima venga firmato ed entri in vigore un nuovo accordo sulle armi strategiche; invita nel contempo l'UE e i suoi Stati membri a intensificare i propri sforzi diplomatici affinché il riesame del trattato di non proliferazione delle armi nucleari previsto nel maggio 2010 sia coronato da successo;

33.   sottolinea l'importanza di integrare pienamente gli obiettivi in materia di pari opportunità, diritti umani e buona governance nella pianificazione e nello svolgimento di tutte le missioni e operazioni PESD, comprese le missioni conoscitive, poiché la consapevolezza e la sensibilità di genere contribuiscono all'efficacia operativa e alla consapevolezza della situazione; accoglie con favore, in questo contesto, la nomina di un consulente di genere per quasi tutte le missioni PESD; si rammarica che non vi siano donne tra gli 11 RSUE; invita la Vicepresidente/Alto rappresentante ad inserire sistematicamente le pari opportunità e l'emancipazione femminile nel dialogo politico dell'UE e nelle discussioni politiche con i paesi partner;

34.   esprime apprezzamento per l'importante ruolo svolto dai difensori dei diritti umani su scala mondiale; plaude vivamente al fatto che il Consiglio Affari esteri, nella sua riunione dell«8 dicembre 2009, si è impegnato a sostenere i difensori dei diritti umani, incontrandoli pubblicamente e assicurando visibilità alle loro attività;

35.   invita il Consiglio ad integrare gli aspetti relativi ai diritti umani e alla buona governance nei mandati dei RSUE e a creare posti di consulenza in materia in seno ai RSUE;

Principali priorità per aree geografiche

36.   raccomanda il rafforzamento del dialogo politico dell'UE con le regioni e i paesi terzi, in particolare con i partner strategici, per coordinare con essi le posizioni in seno alle organizzazioni internazionali e sostenere e promuovere la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani; ribadisce al riguardo l'importanza del ruolo che la diplomazia parlamentare svolge come strumento supplementare nelle relazioni dell'Unione con detti paesi e regioni; ritiene pertanto che la Vicepresidente/Alto rappresentante e i suoi servizi, compresi i rappresentanti speciali dell'UE (RSUE), debbano impegnarsi insieme al Parlamento per definire strategie comuni nei confronti dei paesi e delle regioni partner e debbano essere disponibili ad assistere il Parlamento oralmente e per iscritto riguardo a specifiche questioni e per le visite;

37.   invita il Consiglio, gli Stati membri e la Vicepresidente/Alto rappresentate a ricercare attivamente soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali e a rafforzare i meccanismi dell'UE in materia di prevenzione dei conflitti;

Organizzazioni internazionali

38.   pone l'accento sul ruolo centrale delle Nazioni Unite in quanto principali garanti della pace e della sicurezza internazionali e massimo contesto per la cooperazione multilaterale; ritiene che il rafforzamento della governance mondiale, delle istituzioni internazionali e del rispetto del diritto internazionale rivesta un'enorme importanza per un effettivo multilateralismo e debba rappresentare pertanto una priorità strategica primaria per l'Unione; ritiene che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri debbano continuare ad adoperarsi per approfondire la cooperazione e il coordinamento con i partner strategici che esercitano un'influenza a livello mondiale, in particolare in seno alle Nazioni Unite; sottolinea a questo proposito la pressante necessità di affrontare questioni globali che sono fonte comune di inquietudine per l'UE e la stabilità mondiale, come il terrorismo, la criminalità organizzata, la sicurezza energetica, il cambiamento climatico, il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio e l'eliminazione della povertà, la gestione delle crisi, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa e il disarmo, la gestione dei flussi migratori e la promozione dei diritti umani e delle libertà civili;

39.   ritiene essenziale che le competenti delegazioni dell'UE presso le sedi dell'ONU a New York e a Ginevra siano dotate di personale e di mezzi adeguati per poter applicare concretamente, in modo credibile ed efficace, i nuovi meccanismi istituzionali previsti dal trattato di Lisbona; rileva perciò con preoccupazione che un'impostazione di neutralità di bilancio va in senso contrario a questa urgente necessità di stabilire in modo rapido ed efficiente la presenza dell'UE alle Nazioni Unite durante la fase iniziale dell'attuazione del trattato di Lisbona;

40.   ritiene che l'OSCE costituisca un contesto importante per ripristinare la fiducia e rafforzare la cooperazione tra i paesi dell'Europa, dell'Asia centrale e del Nord America su una serie di questioni fra cui la non proliferazione, il disarmo, la cooperazione economica e la difesa e la promozione dei diritti umani e dello stato di diritto; appoggia quindi il potenziamento dell'OSCE, anche nel senso dell'apertura di una discussione sull'idea di conferire a tale organizzazione una personalità giuridica;

41.   ritiene che l'UE e la NATO debbano sviluppare un partenariato più intenso ed efficace, fatti salvi gli obblighi internazionali dell'UE ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, tenendo conto del progressivo sviluppo della politica estera, di sicurezza e di difesa dell'UE e rispettando l'autonomia decisionale delle due organizzazioni; raccomanda a tal fine una revisione dei cosiddetti accordi «Berlin Plus» e lo sviluppo di un dialogo più strategico sugli interessi strategici comuni e sulla «pianificazione di contingenza»; chiede urgentemente che si agevoli una più ampia cooperazione pratica sul terreno a livello militare o civile, segnatamente quando entrambe le organizzazioni sono presenti sullo stesso teatro di missioni; deplora, al riguardo, i perduranti contrasti tra Turchia e Cipro che compromettono sempre più l'efficacia e la credibilità dell'UE e della NATO;

Relazioni transatlantiche

42.   ribadisce la propria fedeltà al partenariato transatlantico come importante elemento e uno dei pilastri principali dell'azione esterna dell'UE; sollecita la Vicepresidente/Alto rappresentante a garantire che l'UE agisca come partner coerente, attivo, paritario ma autonomo degli Stati Uniti nel rafforzamento della sicurezza e della stabilità globale, nella promozione della pace e del rispetto dei diritti umani e del raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, nonché nell'adozione di un approccio unitario a sfide globali quali la proliferazione nucleare, il terrorismo, il cambiamento climatico e la sicurezza energetica; è dell'avviso che il trattato di Lisbona dischiuda un'opportunità favorevole per migliorare e rinnovare il quadro delle relazioni UE-USA; incoraggia la Vicepresidente/Alto rappresentante a lavorare al rafforzamento dei meccanismi istituzionali UE-USA in accordo con le risoluzioni del Parlamento; sottolinea che occorre intensificare l'attività del Consiglio economico transatlantico perseguendo l'obiettivo della realizzazione di un vero mercato transatlantico integrato e che tale mercato dovrebbe costituire la base di un partenariato transatlantico rafforzato; appoggia fortemente il dialogo transatlantico dei legislatori nel suo ampio sforzo volto a creare efficaci relazioni a livello di legislatori tra il PE e il Congresso USA;

43.   invita entrambi i partner, UE e USA, a incoraggiare la Cina, l'India, la Russia, il Brasile e le altre potenze emergenti a condividere la responsabilità dell'ordine mondiale e della prevenzione e composizione pacifica dei conflitti in conformità del diritto internazionale; insiste sul fatto che l'UE e gli Usa dovrebbero sostenere pienamente lo sviluppo economico e sociale di tali paesi sulla base di una cooperazione equa, mentre questi ultimi dovrebbero a loro volta accettare le proprie responsabilità mondiali, in particolare con riferimento alla lotta contro il cambiamento climatico e allo sviluppo sostenibile;

Balcani occidentali

44.   sottolinea che i paesi dei Balcani occidentali sono parte del processo di allargamento; ritiene che la stabilità nei Balcani occidentali, fondata sullo Stato di diritto, debba restare una priorità essenziale dell'azione esterna dell'UE, e attribuisce pertanto la massima importanza agli sforzi volti ad avvicinare i paesi di questa regione all'Unione europea, puntando all'obiettivo comune dell'integrazione europea, promuovendo le riforme e incrementando la cooperazione regionale e la riconciliazione interetnica al fine di rispettare i criteri di Copenaghen e preparare la loro adesione; raccomanda di convocare una conferenza internazionale sul futuro dei Balcani occidentali, che riunisca i paesi della regione e i soggetti interessati sul piano regionale e mondiale, per identificare e affrontare le sfide cui attualmente la regione si confronta;

45.   prende atto con soddisfazione della situazione sempre più pacifica e stabile che si osserva in Kosovo e degli sforzi volti a costruire una società multietnica, di cui è prova lo svolgimento calmo e ordinato delle elezioni locali del 15 novembre 2009; è consapevole del fatto che non tutti gli Stati membri hanno riconosciuto l'indipendenza del Kosovo; si rallegra del fatto che la missione EULEX per lo stato di diritto in Kosovo, che è la più grande missione civile della PSDC mai varata dall'UE, stia lavorando nella pienezza della sua capacità operativa sulla base dello status neutrale adottato dalle Nazioni Unite; sottolinea l'importanza della missione nel promuovere la riconciliazione interetnica, lo stato di diritto, l'ordine pubblico e la sicurezza in tutto il Kosovo, assistendo le locali istituzioni, autorità giudiziarie e autorità preposte all'applicazione della legge nei loro progressi verso la sostenibilità e la trasparenza delle responsabilità; a tale riguardo valuta positivamente la decisione di aprire un nuovo ufficio EULEX nel nord; rileva tuttavia la necessità di aumentare il numero dei pubblici ministeri che lavorano in seno a EULEX e invita gli Stati membri a fornire personale aggiuntivo;

46.   esorta il Consiglio a continuare ad adoperarsi, col sostegno della comunità internazionale, per portare avanti un dialogo con i leader politici in Bosnia-Erzegovina, al fine di aiutare questo paese e le sue popolazioni a proseguire sulla via dell'integrazione europea; prende atto degli sforzi diplomatici congiunti della Presidenza dell'UE, della Commissione europea e dell'Amministrazione statunitense, e raccomanda lo svolgimento di ulteriori negoziati che tengano conto dei precedenti accordi conclusi tra i politici in Bosnia-Erzegovina; ricorda la necessità di coinvolgere più strettamente i parlamentari e la società civile nel sostegno a un paese capace di esistenza autonoma;

Partenariato orientale, cooperazione del Mar Nero

47.   continua a sostenere lo sviluppo del partenariato orientale con i vicini dell'Unione europea, attraverso la loro integrazione economica nel mercato interno e l'intensificazione della cooperazione politica, economica e culturale; sottolinea l'importanza di offrire a questo partenariato progetti credibili e incentivi tangibili - a medio e lungo termine - per le riforme, che rafforzerebbero l'adesione delle società dei paesi partner al processo di modernizzazione e integrazione con l'UE; in particolare richiama l'attenzione sulla necessità di rimuovere progressivamente - pur mantenendo la sicurezza per tutti i cittadini dell'UE - tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle persone (compreso eventualmente l'obbligo del visto) e di aumentare la cooperazione su tutti gli aspetti della sicurezza, in particolare quella energetica; ribadisce la propria opinione che il partenariato dev'essere dotato di adeguate risorse finanziarie;sottolinea la necessità di assicurare la complementarità del partenariato con le iniziative regionali, in particolare la Sinergia del Mar Nero;

48.   ribadisce l'importanza per l'UE di una cooperazione regionale più efficace nei paesi orientali limitrofi e che, in questo spirito, l'Unione europea sosterrà l'attuazione di progetti orientati ai risultati nel quadro sia del partenariato orientale che della Sinergia del Mar Nero, in piena complementarità;

49.   invita la Vice Presidente/Alto Rappresentante ad intensificare gli sforzi per attuare progetti nel quadro della Sinergia del Mar Nero; sollecita, inoltre, la Vicepresidente/Alto rappresentante a elaborare nuove idee per una efficace strategia di cooperazione del Mar Nero;

50.   accoglie favorevolmente la posizione filoeuropea del nuovo governo della Repubblica di Moldavia e auspica un'accelerazione delle riforme interne del paese, al fine di raggiungere l'integrazione economica, l'associazione politica e il ravvicinamento istituzionale tra la Repubblica di Moldavia e l'UE; incoraggia la Vicepresidente/Alto rappresentante a cercare soluzioni multilaterali per sbloccare la situazione della Transnistria;

51.   prende atto dello svolgimento e dell'esito delle elezioni presidenziali in Ucraina; invita tutte le parti a contribuire alla necessaria stabilità politica, economica e sociale in Ucraina potenziando gli sforzi di riforma; incoraggia il paese a giungere ad una maggiore interoperabilità con l'Unione europea, consolidando in tal modo le sue prospettive europee;

Russia

52.   invita la Vicepresidente/Alto rappresentante ad assicurare che l'approccio dell'UE nei confronti della Russia, compresi i negoziati per un nuovo accordo di partenariato e cooperazione, sia coerente e guidato dalla fedeltà ai valori della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, compreso il diritto internazionale; sottolinea nel contempo la necessità di intensificare il partenariato con la Russia, basato sul mutuo rispetto e sulla reciprocità, per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo, la sicurezza e l'approvvigionamento energetici, i cambiamenti climatici, il disarmo, la prevenzione dei conflitti e la non proliferazione nucleare, nonché l'Iran, l'Afghanistan e il Medio Oriente, avendo come obiettivo il rafforzamento della sicurezza e della stabilità mondiali; ritiene che la cooperazione su tali aspetti dovrebbe costituire la base per il nuovo accordo UE-Russia ed auspica quindi rapidi progressi nei negoziati in corso su un nuovo accordo di vasta portata che dovrebbe migliorare in modo sostanziale le relazioni UE-Russia; invita la Vicepresidente/Alto rappresentante a coordinare le azioni, agevolare le consultazioni e migliorare la comunicazione tra gli Stati membri per quanto riguarda le questioni bilaterali di interesse comune con la Federazione russa; sottolinea la necessità che gli Stati membri coordinino le proprie relazioni con la Federazione russa in base agli interessi generali dell'Unione e in modo da riflettere e promuovere tali interessi adeguatamente e coerentemente;

Caucaso meridionale

53.   sollecita il Consiglio a insistere per la piena attuazione dell'accordo di cessate il fuoco tra la Federazione russa e la Georgia e invita l'UE a difendere il principio dell'integrità territoriale della Georgia e il rispetto delle minoranze; valuta positivamente il rinnovo del mandato della missione di monitoraggio dell'UE e sollecita il Consiglio a garantire che ai componenti della missione sia accordato pieno accesso a tutte le zone interessate dal conflitto, comprese le regioni separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale, e a utilizzare a tal fine gli strumenti finanziari dell'UE per assistere le popolazioni nell'intera zona in conflitto; invita l'UE, in riferimento al rapporto della missione d'inchiesta internazionale indipendente sul conflitto in Georgia, a trarre insegnamenti dal passato per mettere a punto meccanismi efficaci di prevenzione dei conflitti che comprendano la promozione dei contatti tra le popolazioni;

54.   sollecita la Vicepresidente/Alto rappresentante ad intensificare l'impegno profuso dall'UE nell'adoperarsi per una efficace prevenzione bellica e una soluzione pacifica, conforme al diritto internazionale, dei conflitti nel Nagorno-Karabakh e nella Transnistria, e soprattutto di quello fra la Russia e la Georgia e le sue regioni separatiste dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia, rilanciando i colloqui di Ginevra; sottolinea il rischio potenziale che si riaccendano conflitti sopiti nella regione; a questo proposito, raccomanda l'avvio di una Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione nel Caucaso meridionale, che comprenda i paesi interessati e le parti interessate regionali e mondiali, al fine di elaborare un patto di stabilità per il Caucaso meridionale; accoglie con favore il recente riavvicinamento tra i governi della Turchia e dell'Armenia, e sollecita la ratifica degli accordi da parte dei rispettivi parlamenti;

Medio Oriente

55.   sottolinea la necessità che i negoziati del processo di pace siano condotti entro un periodo di tempo delimitato e in un clima di reciproca fiducia; ritiene che i negoziati debbano puntare alla creazione di uno Stato palestinese nei confini del 1967, indipendente, democratico e capace di esistenza autonoma, che viva in pace e sicurezza accanto allo Stato d'Israele entro frontiere internazionalmente riconosciute in conformità di tutte le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite;

56.   invita l'UE, in conformità con le conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2009, ad assumere un ruolo politico più forte nel quadro degli sforzi in corso a livello internazionale per rilanciare il processo di pace, un ruolo commisurato all'impegno finanziario che l'UE si è assunta per sostenere la ripresa economica palestinese e porre rimedio alla drammatica crisi umanitaria di Gaza; invita la Vicepresidente/Alto rappresentante a studiare tutti i modi possibili di promuovere una pace duratura nella regione;

57.   valuta positivamente la decisione del Consiglio di prorogare fino al dicembre 2010 il mandato della missione di polizia dell'UE per i territori palestinesi (EUPOL COPPS); ritiene che occorra un sostegno più vigoroso allo sviluppo dello stato di diritto e delle capacità di controllo del territorio e chiede di intensificare gli sforzi al riguardo; prende atto della decisione del Consiglio di prorogare il mandato della missione UE di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (EUBAM Rafah), e rileva la determinazione e la prontezza da esso dimostrate nel riattivare la missione; ritiene che tale determinazione debba tradursi in iniziative concrete per ripristinare la libertà di circolazione nei territori palestinesi e per riattivare l'accordo sulla circolazione e l'accesso, negoziato nel 2005 e sottoscritto dalle parti;

Unione per il Mediterraneo

58.   considera importante intensificare il dialogo politico a tutti i livelli tra i membri dell'Unione per il Mediterraneo al fine di superare tensioni che hanno ritardato l'istituzione del Segretariato con sede a Barcellona e la promozione di progetti concreti di reciproco interesse sul piano sociale, economico ed ecologico; auspica che l'Unione per il Mediterraneo possa contribuire positivamente alla risoluzione dei conflitti nel Medio Oriente, al riavvicinamento tra la Turchia e Cipro e allo sviluppo democratico degli Stati arabi;

59.  ritiene che l'Unione per il Mediterraneo potrebbe contribuire a un allentamento delle tensioni in Medio Oriente promuovendo progetti concreti di cooperazione per l'intera regione; sottolinea allo stesso tempo che le misure di promozione della fiducia tra palestinesi e israeliani onde giungere a una pace giusta e duratura in Medio Oriente rivestono la massima importanza per facilitare il corretto funzionamento di questa nuova istituzione;

60.   sottolinea che dal punto di vista dell'UE, la copresidenza dev'essere compatibile con la rappresentanza esterna dell'UE in conformità del trattato di Lisbona; ricorda che il trattato di Lisbona fornisce all'UE l'opportunità di garantire la coerenza e la continuità della sua rappresentanza nelle nuove istituzioni dell'Unione per il Mediterraneo;

Asia

61.   prende atto del fatto che l'Afghanistan post-elezioni sta ora entrando in un periodo decisivo e critico, poiché la formazione di un nuovo governo a Kabul offre l'opportunità di formulare un nuovo ordine del giorno ed un nuovo contratto con il popolo afgano;

62.   valuta positivamente il Piano d'azione del Consiglio per un rafforzamento dell'azione dell'UE in Afghanistan e in Pakistan, adottato durante il Consiglio Affari generali e relazioni esterne dell'ottobre 2009, e la sua dichiarazione di rinnovata disponibilità a dare il proprio contributo per far fronte ai problemi della regione, in cooperazione con i paesi interessati e con i partner internazionali, ma sottolinea che il Piano resterà sulla carta se non vi sarà un chiaro impegno degli Stati membri dell'UE per contribuire alla sua attuazione; invita il Consiglio, la Commissione e la Presidenza a compiere uno sforzo concertato per attuare il Piano senza ritardi; sollecita il Consiglio a compiere ulteriori passi per il completamento dell'assegnazione del personale di EUPOL alle rispettive destinazioni, al fine di creare dispositivi civili di mantenimento dell'ordine che siano sostenibili ed efficaci, tali da migliorare la situazione della sicurezza;

63.   riconosce che il Pakistan continua a dover affrontare problemi gravissimi e approva il fermo sostegno dell'UE a un governo del Pakistan forte, laico e civile; sottolinea il ruolo chiave che il Pakistan svolge nella regione e ribadisce che un Pakistan stabile, democratico e prospero ha un'importanza centrale anche per questioni di rilievo mondiale quali la lotta al terrorismo, la non proliferazione nucleare, la lotta al narcotraffico e i diritti umani, e incoraggia fortemente questo paese ad adottare un'ampia strategia di lotta al terrorismo e di azione nei confronti delle sue cause profonde;

64.   approva l'impegno dell'UE a sostenere la democrazia in un Iraq unificato e federale; sottolinea il proprio appoggio a un forte e costante impegno dell'UE per lo sviluppo dello stato di diritto in Iraq; valuta positivamente la proroga di un anno del mandato di EUJUST LEX e le attività pilota svolte da questa missione in territorio iracheno; resta in viva attesa delle ulteriori attività programmate in tale contesto, secondo quanto promesso dal Consiglio; chiede una maggiore interazione istituzionale, in particolare sulle questioni economiche, con le autorità del governo regionale curdo; invita la Commissione ad accelerare la messa in funzione delle proprie sedi a Baghdad;

65.   esprime forte preoccupazione per gli sviluppi politici in Iran e per i gravissimi brogli elettorali che si sarebbero verificati durante le elezioni presidenziali del giugno 2009, che hanno provocato il più grande movimento di protesta nei 30 anni di storia della Repubblica islamica, con dimostrazioni e violente repressioni ancora in atto da parte delle forze di sicurezza; è molto preoccupato non solo per gli arresti, le torture e gli omicidi di oppositori politici, ma anche per il protrarsi della situazione di stallo nei negoziati sul programma nucleare dell'Iran e chiede al governo iraniano di avviare seri negoziati sulla questione nucleare; si rammarica del fatto che la visita della delegazione iraniana al Parlamento europeo nel gennaio 2010 sia stata annullata dalle autorità iraniane ed esprime solidarietà con i cittadini iraniani che, rischiando la propria vita, continuano a chiedere pubblicamente il rispetto dei diritti umani e maggiori libertà democratiche in Iran; condanna i tentativi dell'Iran di bloccare la libertà di informazione disturbando le trasmissioni straniere e oscurando i siti Internet; invita il Consiglio e la Commissione a valutare la possibilità di imporre sanzioni contro singoli membri dell'amministrazione e dei servizi di sicurezza, responsabili delle diffuse violazioni dei diritti umani e ad elaborare misure a sostegno dei partecipati al «Movimento verde» che sono oggetto di persecuzioni e/o costretti all'esilio;

66.   prende atto della costante crescita delle relazioni economiche UE-Cina e del fatto che i contatti fra le due popolazioni sono aumentati in dimensione e ampiezza; al tempo stesso è gravemente preoccupato per la mancanza di volontà da parte delle autorità cinesi di affrontare la questione delle numerose violazioni dei diritti umani e di assicurare che la popolazione possa fruire dei diritti e delle libertà fondamentali;

67.   esprime l'aspettativa che venga sviluppata una relazione strategica tra UE e Cina e afferma il proprio desiderio di esplorare vie per rafforzare le relazioni su questioni di reciproco interesse che vadano al di là dei settori economico e commerciale;

68.   plaude agli sforzi intrapresi da Taipei e da Pechino per migliorare le relazioni tra le due sponde, che contribuiscono a rafforzare la stabilità e la sicurezza nell'Asia orientale e incoraggia entrambe la parti a potenziare ulteriormente il dialogo, la cooperazione pratica e lo sviluppo della fiducia; plaude alla dichiarazione del Consiglio dell«8 maggio 2009, in cui esso ribadisce il suo sostegno all'adesione di Taiwan all'OMS; sostiene fortemente la partecipazione di Taiwan in qualità di osservatore alle organizzazioni e attività internazionali quali ICAO e UNFCCC, in cui la partecipazione di Taiwan è importante per gli interessi dell'UE e quelli globali;

69.   ribadisce il suo fermo sostegno al rafforzamento della relazione strategica tra l'Unione europea e l'India e alla ricerca di ulteriori modi per migliorare tale relazione nelle aree di reciproco interesse nei settori economico, politico, della sicurezza e del commercio;

70.   riconosce il crescente ruolo che l'ASEAN sta assumendo come forza per la stabilità regionale e la prosperità; ritiene che l'Unione europea e l'ASEAN, entrambe impegnate sul fronte dell'integrazione regionale, abbiano consistenti possibilità di cooperazione; sottolinea che sono necessarie misure volte a intensificare le relazioni economiche e commerciali tra l'Unione europea e l'ASEAN al fine di contribuire al rafforzamento delle relazioni globali tra le due regioni e di favorire ulteriori progressi nella cooperazione politica e di sicurezza, nella promozione della democrazia e dei diritti umani e un ulteriore miglioramento nell'ambito dell'energia e dell'ambiente, nel campo socioculturale e nel settore della cooperazione allo sviluppo;

Africa

71.   prende atto con soddisfazione del fatto che EUNAVFOR Atalanta continua a dare un utile contributo alla sicurezza marittima al largo delle coste della Somalia, proteggendo le navi noleggiate dal Programma alimentare mondiale (PAM) per consegnare aiuti alla Somalia, le navi che consegnano carichi d'importanza cruciale per l'operazione dell'Unione africana di sostegno alla pace in Somalia ed altre navi vulnerabili; accoglie con favore la decisione del Consiglio di prolungare la durata dell'operazione sino al 12 dicembre 2010; esprime il proprio appoggio all'avvio di un'operazione di gestione della crisi per contribuire all'addestramento delle Forze di sicurezza nazionale del governo federale transitorio della Somalia; sottolinea la necessità di integrare le forze di sicurezza addestrate nelle strutture dello Stato e nelle strutture di comando in modo tale che, una volta rientrate, esse non si rivoltino contro il governo che dovrebbero proteggere;

America latina

72.   ricorda ancora una volta la proposta formulata nella sua risoluzione del 15 novembre 2001 su una partnership globale e una strategia comune per le relazioni tra l'Unione europea e l'America latina(6) - successivamente ripetuta nelle risoluzioni del 27 aprile 2006(7) e del 24 aprile 2008(8), approvate rispettivamente in vista dei vertici UE-ALC (Unione europea - America Latina e Caraibi) di Vienna e di Lima - di redigere una Carta euro-latinoamericana per la pace e la sicurezza che, partendo dalla Carta delle Nazioni Unite, consenta di svolgere congiuntamente azioni e iniziative politiche, strategiche e in materia di sicurezza; invita il Consiglio e la Commissione ad attivarsi, compiendo passi che portino alla realizzazione di questo ambizioso obiettivo, e a sostenere questa proposta al prossimo Vertice UE-ALC, che si svolgerà a Madrid nel maggio 2010;

73.   ritiene che i negoziati sull'accordo di associazione con i paesi dell'America centrale e i progressi verso una ripresa sull'accordo di associazione con il Mercosur costituiscano delle priorità; constata che sono stati conclusi i negoziati con i paesi della Comunità andina; intende adoperarsi per condurre a termine con la debita accuratezza la procedura di ratifica parlamentare su tali accordi onde assicurare che esercitino un impatto positivo su tutti gli aspetti di reciproco interesse;

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74.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della NATO, al Presidente dell'Assemblea parlamentare della NATO, al Presidente in carica dell'OSCE, al Presidente dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE, al Presidente dell'Assemblea parlamentare UEO, al Presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa e al Presidente dell'Assembla parlamentare del Consiglio d'Europa.

(1) GU C 139, del 14.6.2006, pag. 1.
(2) Testi approvati, P6_TA(2008)0254.
(3) Testi approvati, P6_TA(2009)0074.
(4) Testi approvati, P7_TA(2009)0057.
(5) GU C 298 del 30.11.2002, pag. 1.
(6) GU C 140 E del 13.6.2002, pag. 569.
(7) GU C 296 E del 6.12.2006, pag. 123.
(8) Testi approvati, P6_TA(2008)0177.

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