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Procedura : 2010/2560(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0148/2010

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B7-0148/2010

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PV 11/03/2010 - 2
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PV 11/03/2010 - 8.2
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P7_TA(2010)0064

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Giovedì 11 marzo 2010 - Strasburgo
Investire in tecnologie a basse emissioni di carbonio
P7_TA(2010)0064B7-0148/2010

Risoluzione del Parlamento europeo dell«11 marzo 2010 sull'opportunità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)

Il Parlamento europeo,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 28 febbraio 2008,

–   visti la comunicazione della Commissione dal titolo «investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET) (COM(2009)0519) nonché i documenti di lavoro che elaborano le tabelle di marcia tecnologiche 2010-2020 per l'attuazione del piano SET (SEC(2009)1295) e gli investimenti R&S nelle tecnologie prioritarie (SEC(2009)1296),

–   vista la sua risoluzione del 9 luglio 2008 sul piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (2008/2005(INI)(1),

–   vista la decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il Settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007–2013)(2),

–   vista la decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007–2013)(3),

–   visto il regolamento (CE) n. 663/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia(4),

–   vista la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE(5),

–   vista la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra(6),

–   vista la comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2007 su una politica energetica per l'Europa secondo la quale gli obiettivi fondamentali UE per l'energia sono la sostenibilità, la competitività e la sicurezza energetica (COM(2007)0001),

–   vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2010 sui risultati del vertice di Copenaghen sul cambiamento climatico (COP 15)(7),

–   viste le interrogazioni in data 12 febbraio 2010 sulla necessità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET) (O-0015/2010 – B7-0011/2010, O-0016/2010 – B7-0012/2010),

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.   considerando che l'Unione europea può raggiungere il suo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% e del 30% in caso di un accordo internazionale, di ridurre l'uso di energia primaria rispetto ai livelli previsti del 20% e raggiungere una cifra di almeno il 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020 soltanto se aumenta i propri sforzi per sviluppare un portafoglio di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio abbordabili, pulite, efficienti e sostenibili,

B.   considerando che tali tecnologie possono essere parte della soluzione per affrontare adeguatamente le sfide del cambiamento climatico, garantire l'approvvigionamento energetico dell'UE e garantire la competitività delle nostre economie,

C.   considerando che a partire dagli anni Ottanta i finanziamenti pubblici e privati destinati alla ricerca sull'energia hanno registrato un calo e che l'attuale livello delle risorse non corrisponde all'entità delle sfide verso il conseguimento di un sistema energetico sostenibile a basse emissioni di carbonio,

D.   considerando che il finanziamento è una delle grandi sfide nella promozione delle innovazioni nel settore dell'energia nell'UE,

E.   considerando che nel campo delle sei iniziative industriali europee (IIE), la Commissione individua l'esigenza di investimenti pubblici e privati nell'arco dei prossimi 10 anni pari a 6 miliardi di EUR per l'energia eolica, 16 miliardi di EUR per l'energia solare, 2 miliardi di EUR per le reti elettriche, 9 miliardi di EUR per la bioenergia, 13 miliardi di EUR per la cattura e lo stoccaggio del CO2 (CCS), 7 miliardi di EUR per la fissione nucleare e 5 miliardi di EUR per l'iniziativa tecnologica congiunta sulle celle a combustibile e l'idrogeno,

F.   considerando che il piano SET ha l'obiettivo e il potenziale di trasformare l'UE in un'economia innovativa, creando quindi centinaia di migliaia di nuovi posti qualificati nel prossimo decennio e spingendo un settore industriale in rapida crescita,

G.   considerando che il passaggio assolutamente necessario nel paradigma energetico richiede un approccio di condivisione dei rischi in cui tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, devono assumersi una responsabilità condivisa, il che significa che è necessario più sostegno finanziario pubblico ma anche che l'industria, le banche e gli investitori privati si assumano una maggiore responsabilità per la condivisione dei rischi tecnologici e di mercato,

H.   considerando che la ricerca è cronicamente soggetta a scarsi finanziamenti nell'UE,

1.   valuta positivamente il piano SET, che descrive azioni concrete per la ricerca nel settore di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, pulite, sostenibili ed efficienti; sottolinea che esso può trasformare l'UE in un'economia innovativa; evidenzia peraltro che senza questo nuovo approccio l'UE non conseguirà i suoi obiettivi energetici e climatici per il 2020;

2.   riconosce l'esigenza di incrementare sostanzialmente gli investimenti pubblici e privati nello sviluppo di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio sostenibili, al fine di accelerare lo sviluppo, l'impiego efficiente sotto il profilo dei costi, e una rapida e diffusa applicazione di queste tecnologie nell'arco dei prossimi 10 anni;

3.   ritiene fermamente che i finanziamenti necessari per l'attuazione del piano SET possono essere reperiti solo se verranno messe a disposizione risorse pubbliche e private e che il piano SET sia credibile solo se gli verranno riassegnati nuovi fondi a titolo del bilancio UE;

4.   chiede ai soggetti interessati, sia pubblici che privati, di assegnare immediatamente risorse aggiuntive all'attuazione delle tabelle di marcia concordate, nell'ambito delle quali la parte preponderante deve provenire dal settore privato con un sostanziale aumento della quota di investimenti pubblici, sia a livello UE che nazionale;

5.   sottolinea che, alla luce della crisi economica, gli investimenti nelle nuove tecnologie con un maggior potenziale in termini occupazionali dovrebbero essere prioritari; sottolinea che ciò porterà alla creazione di mercati, genererà nuovi flussi di reddito e contribuirà allo sviluppo dell'economia e della competitività dell'UE; sottolinea infine che esso rafforzerà inoltre la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'UE e ne ridurrà la dipendenza energetica da una serie limitata di risorse, fornitori e rotte di trasporto dell'energia;

6.   ribadisce la sua richiesta di garantire un adeguato finanziamento a sostegno di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio pulite, sostenibili ed efficienti, il che è pari in totale ad almeno 2 miliardi di EUR all'anno del bilancio UE oltre al VII Programma quadro e al Programma quadro per la competitività e l'innovazione dal 2010 in poi; chiede in tale contesto l'urgente definizione di uno scadenziario di finanziamento da parte della Commissione e degli Stati membri delle risorse che essi impegneranno per garantire che tali fondi comincino ad arrivare a partire dal 2010;

7.   chiede inoltre al Consiglio e alla Commissione di sfruttare il dibattito sulla revisione intermedia delle attuali prospettive finanziarie e il dibattito sulle prossime prospettive finanziarie per allineare meglio gli attuali e i futuri bilanci dell'UE alle priorità strategiche dell'UE, soprattutto per quanto riguarda ricerca, azione in materia di clima e sicurezza dell'approvvigionamento energetico;

8.   ritiene assolutamente necessario utilizzare rapidamente i 300 milioni di quote UE accantonati dalla riserva destinata agli impianti nuovi entranti prevista dal sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) per sostenere la cattura e lo stoccaggio del CO2 e le fonti energetiche rinnovabili innovative; esorta la Banca europea per gli investimenti (BEI) ad allineare i propri criteri di elaborazione dei prestiti sugli impianti rinnovabili innovativi ammissibili al sostegno;

9.   ricorda agli Stati membri che, a partire dal 2013, le entrate dell'asta ETS saranno una fonte indispensabile per finanziare l'attenuazione dei cambiamenti climatici, nonché per impiegare e sviluppare tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio;

10.   chiede di rafforzare il ruolo della BEI nel finanziamento dei progetti connessi all'energia, soprattutto incrementandone l'obiettivo nel settore energetico, rafforzando la sua capacità di offrire garanzie ai prestiti ai progetti energetici e migliorando il coordinamento e la continuità dei finanziamenti destinati ai progetti energetici di ricerca e sviluppo a rischio più elevato;

11.   chiede alla BEI di accordare un'adeguata priorità all'esame di tali progetti i quali miglioreranno concretamente la validità della dimostrazione delle tecnologie sostenibili a basse emissioni di carbonio (ad esempio, lo sviluppo di reti intelligenti e microimpianti a idrogeno);

12.   si compiace delle attuali iniziative quali il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (RSFF), il «Fondo Marguerite» (Fondo azionario europeo 2020 per l'energia, il cambiamento climatico e le Infrastrutture), il capitale di rischio e lo strumento PMI ad alta crescita e innovative (GIF), il cui ruolo nel contribuire al finanziamento delle iniziative del piano SET dovrebbe essere quello di rafforzare e presentare un adeguato processo di valutazione a titolo della revisione intermedia;

13.   invita la Commissione, in stretta cooperazione con la BEI, ad avanzare senza indugio, e comunque entro il 2011, una proposta globale relativa a uno strumento per finanziare l'energia rinnovabile e i progetti di efficienza energetica, nonché lo sviluppo di reti intelligenti;

14.   sottolinea che la capacità della base di ricerca UE deve essere ampliata e che è indispensabile un'ulteriore istruzione e formazione per fornire la quantità e la qualità di risorse umane richieste per sfruttare appieno le nuove opportunità tecnologiche che si stanno aprendo;

15.   sottolinea la necessità di creare le giuste condizioni e un quadro regolamentare stabile e favorevole a sostegno della istituzione di partenariati pubblico-privato, che sono un requisito preliminare per attuare il piano SET e le iniziative industriali europee (IIE);

16.   invita la Commissione a garantire che i produttori di tecnologia possano chiedere direttamente finanziamenti del piano SET, non solo come membri di consorzi con servizi energetici, come per quanto riguarda il programma di ripresa economica e il NER300;

17.   riconosce che le PMI costituiscono una grande forza impulsiva per lo sviluppo di varie tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di sistemi energetici più decentrati, e sottolinea quindi che l'accesso alle sovvenzioni e ai prestiti pubblici, compreso il finanziamento previsto dal piano SET, deve essere concepito in un modo agevole per le PMI; chiede che una quota assai significativa del finanziamento UE disponibile a titolo del piano SET sia stanziata a favore delle PMI;

18.   si compiace dell'accento sul finanziamento dei progetti di dimostrazione (su ampia scala); sottolinea però l'esigenza di mettere a disposizione fondi anche per la ricerca rischiosa di base a medio e lungo termine e la ricerca applicata;

19.   invita l'Alleanza europea per la ricerca nel settore dell'energia (EERA) a lanciare e attuare programmi congiunti per eseguire il piano SET sviluppando forti legami con le IIE e a espandere le proprie attività; sottolinea che se si vuole che l'EERA si faccia pienamente carico di questo ruolo, dovranno essere stanziati fondi sufficienti a titolo dei bilanci dell'UE e nazionali;

20.   esprime la propria preoccupazione per il fatto che il Consiglio europeo della ricerca (CER) non sta pianificando alcun programma specifico connesso all'energia, dimostrando quindi la mancanza di adeguati investimenti nella ricerca di base;

21.   si compiace dell'iniziativa dell'Istituto europeo per la tecnologia e l'innovazione (IET) volta a lanciare specifiche Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) in materia di energia sostenibile e di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi;

22.   si compiace della proposta che prevede di aggiungere alle attuali sei IIE la nuova iniziativa sulle città intelligenti che si concentra sull'efficienza energetica nelle città europee (in particolare tra quelle che hanno firmato il Patto dei sindaci), allo scopo di creare le condizioni per far partire l'adozione di massa delle tecnologie a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, nonché reti di distribuzione intelligenti nelle zone urbane; esorta la Commissione e gli Stati membri ad attuare rapidamente tale nuova iniziativa, che stimola l'economia e promuove la coesione sociale, coinvolgendo pienamente gli enti locali e regionali, che hanno un ruolo cruciale da svolgere nella promozione e l'utilizzo delle tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio;

23.   ricorda alla Commissione i suoi obblighi di notifica previsti dal regolamento sul Programma energetico per la ripresa e il suo impegno ad avanzare proposte ulteriori che consentano il finanziamento dei progetti nei settori dell'efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabile, qualora rimangano fondi dopo gli inviti a presentare proposte; auspica che 116,19 milioni di EUR dell'importo non impegnato siano disponibili per tali progetti;

24.   invita la Commissione e gli Stati membri a esplorare e divulgare ulteriormente approcci innovativi nei confronti della pianificazione e dello sviluppo urbani, soprattutto la pianificazione urbana integrata che risponde alle esigenze di una maggiore inclusione sociale, coesione territoriale e forte impiego di energia sostenibile e trasporti puliti, al fine di costruire sistemi urbani resistenti;

25.   esorta la Commissione ad avanzare iniziative complementari per sfruttare il grande potenziale di altre sedi tecnologiche menzionate nella sua comunicazione dal titolo «investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)», del 7 ottobre 2009, nonché dei gradienti di salinità e dell'energia geotermica; sottolinea la necessità di mettere a disposizione ulteriori risorse a titolo del bilancio UE per finanziarle;

26.   si compiace della scelta delle sei IIE e dell'elaborazione delle tabelle di marcia tecnologiche per il 2010–2020 che forniscono concreti obiettivi per rendere ogni tecnologia sostenibile a basse emissioni di carbonio competitiva sul piano dei costi, e invita la Commissione a lanciare IIE mature, garantendo che la loro struttura di governance sia leggera, non burocratica e trasparente e che una caratteristica fondamentale comune sia il contatto regolare con il gruppo direttivo del piano SET e la BEI;

27.   invita il gruppo direttivo del piano SET a riferire al Parlamento europeo una volta all'anno e a prevedere una più ampia struttura di perizia creando gruppi tecnici di lavoro nei settori di interesse, al fine di coinvolgere un più ampio numero di soggetti nella discussione e nel processo decisionale;

28.   invita la Commissione a promuovere la cooperazione internazionale con altri partner strategici fondamentali nei paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo nel campo dello sviluppo, l'impiego e la diffusione di tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, soprattutto attraverso fondi come il GEEREF, che si concentra sui progetti su scala ridotta;

29.   si compiace dei passi volti a favorire la cooperazione nel settore delle tecnologie energetiche, come quello avviato dalla recente istituzione del Consiglio energetico UE-USA; chiede in tale contesto al Consiglio energetico di sfruttare le sinergie per attuare il piano SET;

30.   invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere lo scambio globale di emissioni di carbonio per creare un ambiente competitivo stabile ed equo per lo sviluppo e l'impiego di tecnologie sostenibili a basse emissioni di carbonio;

31.   invita la Commissione a monitorare l'effettiva applicazione del piano SET, di introdurre a tal fine un sistema valutativo di accompagnamento, a valutare eventuali ostacoli incontrati nella attuazione delle tabelle di marcia e ad informare il Parlamento regolarmente in merito ai progressi compiuti nell'attuazione del piano SET e delle sue tabelle di marcia;

32.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e parlamenti degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P6_TA(2008)0354.
(2) GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1.
(3) GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15.
(4) GU L 200 del 31.7.2009, pag. 31.
(5) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
(6) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 63.
(7) Testi approvati, P7_TA(2010)0019.

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