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Procedura : 2010/2004(BUD)
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Ciclo del documento : A7-0033/2010

Testi presentati :

A7-0033/2010

Discussioni :

PV 24/03/2010 - 16
CRE 24/03/2010 - 16

Votazioni :

PV 25/03/2010 - 6.19
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P7_TA(2010)0086

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Giovedì 25 marzo 2010 - Bruxelles
Priorità per il bilancio 2011 - Sezione III - Commissione
P7_TA(2010)0086A7-0033/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 marzo 2010 sulle priorità per il bilancio 2011- sezione III – Commissione (2010/2004(BUD))

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'Accordo interistituzionale (AII) del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1),

–   vista la programmazione finanziaria aggiornata della Commissione per il 2007-2013, trasmessa in conformità del punto 46 del summenzionato accordo interistituzionale del 17 maggio 2006,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010,

–   visto l'esito della riunione del comitato di concertazione del 18 novembre 2009,

–   vista la relazione della commissione per i bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo(A7–0033/2010),

Aspetti generali relativi al bilancio

1.   osserva che il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013 prevede per il 2011 un livello globale di stanziamenti di impegno (SI) pari a 142,629 milioni di euro, il che rappresenta un incremento potenziale massimo solo dell'ordine dello 0,83% rispetto al bilancio 2010 quale adottato dal Parlamento europeo (141,453 milioni di euro in SI); rileva che il livello degli stanziamenti di pagamento (SP) è fissato a 134,263 milioni di euro, con un incremento del 9,2% rispetto al bilancio 2010 (122,937 milioni di euro in SP); ricorda che tali importi rappresentano solo l«1% circa dell'RNL dell'Unione europea e sono notevolmente inferiori rispetto a quelli previsti dall'attuale decisione relativa alle risorse proprie;

2.   fa notare che nel QFP lo scarto tra SI e SP è di 8,366 milioni di euro; ricorda che, a fronte di una differenza di soli 6,689 milioni di euro nel QFP per il 2010, il bilancio adottato per l'esercizio 2010 evidenzia una differenza di 18,515 milioni di euro dovuta a ulteriori riduzioni nei pagamenti; ribadisca la sua preoccupazione rispetto al crescente divario tra SI e SP, che a lungo termine crea situazioni di deficit, e sottolinea che farà tutto il possibile, attraverso la procedura di bilancio, per mantenere tale scarto a un livello sostenibile e gestibile;

3.   ricorda che, a prescindere dalle riflessioni relative ai massimali del QFP per i rimanenti esercizi (2011–2013), l'autorità di bilancio è stata costretta a rivedere più volte il QFP dal momento che esso non consentiva all'UE di rispondere in modo adeguato e soddisfacente a varie problematiche emerse nel corso degli ultimi anni; ribadisce la convinzione che è assolutamente necessario sottoporre il QFP a un esame e una revisione approfonditi; chiede alla Commissione europea di pubblicare, entro la fine del primo semestre 2010, la sua relazione sul funzionamento dell'AII attuale e sulla revisione intermedia del QFP sulla base delle dichiarazioni 1 e 3 dell'AII del 17 maggio 2006, corredandola di proposte concrete relative all'adeguamento e alla revisione dell'attuale AII;

4.   fa rilevare che il bilancio 2011 è il quarto dei sette esercizi compresi nell'attuale QFP e sottolinea che il punto 37 dell'AII, concernente il ricorso al margine del 5% in relazione alla flessibilità legislativa, assume ora pienamente senso, dal momento che i due rami dell'autorità di bilancio hanno una visione più chiara delle lacune e dei progressi dei programmi esistenti; ricorda che, a prescindere dalle disposizioni dell'AII, la garanzia di un adeguato livello di flessibilità nel bilancio dell'UE costituisce una condizione preliminare per dare esecuzione concreta al bilancio stesso in modo proficuo; auspica che il regolamento che fissa il QFP sia adottato sulla base del COM(2010)0072 def. e che il prossimo AII sia adottato sulla base del COM(2010)0073 def., al fine di consentire una maggiore flessibilità;

5.   richiama l'attenzione sul fatto che il rafforzamento di talune politiche a livello dell'Unione europea a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona dovrebbe logicamente implicare una maggior capacità finanziaria per l'Unione stessa;

6.   invita la Commissione, nel quadro della revisione di metà percorso dei programmi soggetti a codecisione, a presentargli un quadro dettagliato delle implicazioni di bilancio in tutte le rubriche;

7.   valuta positivamente il fatto che, stando alla propria valutazione effettuata nel luglio 2009 dalla Commissione, la maggior parte delle schede di attività che sono servite da base per il progetto preliminare di bilancio per il 2010 conteneva una motivazione chiara e concisa relativa al valore aggiunto UE e comprendeva obiettivi e indicatori SMART, nonché obiettivi e indicatori riferiti ai risultati; sottolinea tuttavia la necessità di migliorare la qualità dei risultati di spesa e di fare un miglior uso dei dati emersi dalle valutazioni; deplora il fatto che le variazioni negli stanziamenti siano state spiegate solo in rari casi ricorrendo ai dati di prestazione; si attende pertanto che la Commissione migliori di conseguenza le sue schede di attività per il 2011;

8.   sottolinea che gli altri miglioramenti necessari al riguardo, segnatamente per quanto concerne le DG del settore RELEX e la preadesione, sono fondamentali per garantire che le autorità di bilancio adottino decisioni più informate e per trarre pienamente beneficio dall'introduzione del bilancio per attività e dalla pianificazione e programmazione strategica in seno alla Commissione, tenuto conto in particolare dei nuovi compiti e delle nuove sfide previsti dal trattato di Lisbona;

Le priorità per il bilancio 2011

9.   ricorda che, nel rispetto dei vincoli imposti dal QFP, l'UE ha saputo conferire un certo valore aggiunto europeo agli sforzi nazionali compiuti dagli Stati membri per lottare contro la crisi economica e finanziaria varando un piano europeo di ripresa economica, ma osserva che la situazione economica generale nell'UE non è ancora soddisfacente;

10.   sottolinea la grandissima importanza dei giovani, nel momento attuale così come per il futuro dell'UE, che devono essere oggetto di un'attenzione speciale in sede di definizione delle priorità a medio e lungo termine; fa rilevare che i giovani sono al centro delle strategie sociali ed inclusive e che la loro capacità di innovazione costituisce una risorsa fondamentale su cui l'UE dovrebbe fare affidamento; ricorda che investire nei giovani e nell'istruzione significa investire nel presente e nel futuro, come indicato dalla strategia dell'Unione europea per i giovani e che questo investimento coordinato e multidisciplinare deve essere avviato senza indugio come tematica trasversale da un punto di vista politico;

11.   sottolinea che la politica della gioventù deve avere un'accezione ampia e tener conto della possibilità che le singole persone cambino posizione e status più volte nell'arco della propria vita, muovendosi liberamente tra contesti diversi come l'apprendistato, il mondo accademico o lavorativo e la formazione professionale; ritiene che uno degli obiettivi dovrebbe essere il passaggio dal sistema di istruzione al mercato del lavoro;

12.   ritiene necessario porre al centro dell'azione pubblica in materia di gioventù la predisposizione di strumenti che consentano la promozione dello studio delle lingue e del dialogo interculturale; è del parere che attraverso di essi si potrebbe infatti ottenere una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sui temi europei, finalizzata all'acquisizione di una sempre più radicata identità europea;

13.   rammenta l'importanza dell'innovazione e dell'agenda digitale per lo sviluppo economico e la creazione di occupazione in Europa e sottolinea che un'attenzione particolare andrebbe riservata alle nuove competenze, quali le competenze informatiche e gli aspetti imprenditoriali; sottolinea che le priorità «ricerca», «innovazione» e «agenda del digitale» sono elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile in Europa e ricorda l'importanza di taluni programmi, come l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, che contribuiscono a questo obiettivo;

14.   è convinto che, nel contesto del rallentamento dell'economia mondiale, l'UE dovrebbe concentrarsi sul sostegno attivo alle tecnologie innovative, segnatamente ecologiche, che stanno fornendo un contributo fondamentale al superamento della crisi economica, garantendo l'accesso delle PMI al mercato e facendo dell'UE un'economia sostenibile e competitiva di primo piano; rileva che, al fine di conseguire tale obiettivo, dovrebbe essere garantita un'agevole attuazione dei programmi R&S;

15.   sottolinea a tale riguardo che le PMI svolgono un ruolo decisivo nello sviluppo delle regioni svantaggiate dal punto di vista strutturale, segnatamente delle zone rurali, e quindi nella promozione di tutta l'economia dell'UE; evidenzia quindi la necessità di varare un maggior numero di progetti pilota per le PMI relativi allo sviluppo delle zone rurali;

16.   ricorda in proposito che è altamente probabile che i risultati innovativi della ricerca abbiano un impatto decisivo in termini economici ed è dell'avviso che l'UE dovrebbe essere ora assolutamente pronta a fornire i necessari incentivi finanziari at ogni livello di governo, sia esso nazionale, regionale o locale; ritiene che questo valore aggiunto europeo, sommato agli sforzi nazionali volti a sostenere le attività di ricerca, genererà maggiori ricadute a vantaggio di tutti gli Stati membri;

17.   sottolinea che la mobilità, che è una delle libertà sancite dai trattati e una condizione essenziale per il funzionamento di un vero mercato interno nell'UE, deve essere considerata come uno dei presupposti di tutte le iniziative di sostegno a favore dei giovani; evidenzia pertanto l'importanza di strutturare il bilancio dell'UE anche in funzione dell'accrescimento della mobilità giovanile;

18.   sottolinea che i trasporti sono un elemento essenziale dell'economia europea, che consente la mobilità delle persone, dei beni e della conoscenza attraverso le frontiere; sottolinea altresì che essi rappresentano un vettore di uguaglianza e di mobilità sociale, in particolare per i giovani, poiché offrono delle opportunità e migliorano gli scambi nei settori della conoscenza e della formazione;

19.   ritiene che il sostegno a favore dell'imprenditorialità e delle PMI sia un elemento portante della politica dell'UE in materia di gioventù e innovazione; è convinto della necessità di confermare il sostegno a tutti i programmi e strumenti volti a favorire l'imprenditorialità anche nelle zone rurali, fornendo assistenza per le fasi di avvio di imprese di nuova creazione e favorendo lo scambio di esperienze tra i giovani imprenditori; ricorda, a tale riguardo, il ruolo svolto dalla legge sulle piccole imprese (Small Business Act) nel facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e agli appalti pubblici e nel promuovere ulteriormente le loro competenze e capacità di innovazione; ricorda che negli ultimi anni ha presentato numerosi progetti pilota e varie azioni preparatorie per sostenere i giovani imprenditori, promuovere i collegamenti tra le PMI e accrescere la mobilità dei lavoratori, e sottolinea che intende seguire da vicino le proposte legislative che dovranno essere presentate una volta ultimati i progetti e le azioni in questione;

20.   ritiene, alla luce dell'importante ruolo che i giovani dovranno svolgere nella ripresa dall'attuale crisi finanziaria ed economica, che la promozione delle pari opportunità e una maggiore facilità nel passaggio dall'istruzione all'integrazione nel mercato del lavoro dovrebbero essere messe in evidenza e rafforzate anche nel quadro del Fondo sociale europeo, dal momento che l'UE non può più permettersi che soprattutto i giovani patiscano la povertà, sistemi di istruzione scadenti e una forte disoccupazione;

21.   ricorda che il 2011 è stato proclamato Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza e il 2010 Anno europeo della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale; fa rilevare che il volontariato svolge una funzione cruciale in una serie di settori diversi e variegati, come l'istruzione, la sanità, l'assistenza sociale e lo sviluppo, e che può permettere alle persone di acquisire nuove abilità e competenze, migliorando in questo modo la loro occupabilità e contribuendo all'integrazione sociale;

22.   sottolinea che il cambiamento climatico ha un impatto sull'ambiente, sull'economia e sulla società dell'Europa; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di un approccio integrato e coordinato sul piano dell'UE volto a sostenere e a rafforzare misure a livello nazionale, regionale e locale; ritiene necessario elaborare risposte strategiche ulteriori e adeguate, e sviluppare una base di conoscenze che sia messa a disposizione anche di altri paesi; riafferma la propria convinzione secondo cui il bilancio dell'UE non rispecchia ancora in modo soddisfacente questo contesto generale volto a mitigare il cambiamento climatico;

23.   ritiene che queste priorità siano espressione della volontà comune di mettere i cittadini europei al primo posto e che esse dovrebbero continuare a occupare un posto di primo piano nell'agenda dell'UE;

24.   mette in evidenza l'importanza della cooperazione transnazionale delle regioni nel quadro delle Euroregioni e la loro rilevanza ai fini dell'approfondimento dell'integrazione europea; chiede quindi che sia previsto un maggior numero di progetti pilota volti a promuovere la cooperazione economica, sociale e culturale transfrontaliera fra le regioni in seno all'UE;

25.   accoglie positivamente il documento di lavoro della Commissione sulla futura strategia «UE 2020»(2), che identifica tre elementi chiave che dovrebbero fungere da motori per il futuro dell'UE e affronta le sfide concrete cui l'UE deve rispondere come base di un ampio dibattito della strategia economica dell'UE; ritiene che tale strategia dovrebbe porre maggiormente l'accento sulla lotta contro la disoccupazione; sottolinea tuttavia, in relazione alle priorità stabilite per il bilancio 2011, che sarà necessario adottare chiare misure proattive per aumentare la portata, segnatamente nell'ambito del cambiamento climatico, dell'ambiente e delle politiche sociali, della strategia UE 2020 e afferma risolutamente che tale strategia non deve trasformarsi nell'ennesimo quadro di valutazione vago e puramente indicativo per gli Stati membri; si rifiuta di ripetere l'esperienza frustrante della strategia di Lisbona, che vede il Consiglio tagliare sistematicamente le linee di bilancio volte a sostenere iniziative coerenti con la strategia concordata;

26.   chiede pertanto che, nel quadro della procedura di bilancio, vengano assunti impegni finanziari chiari e ambiziosi, in linea con le priorità enunciate, per spianare la strada al completamento della strategia UE 2020 e dimostrare la disponibilità dell'UE ad assumere un ruolo guida su queste tematiche fondamentali; si attende che il progetto di bilancio che la Commissione proporrà sia all'altezza di questa ambizione e troverebbe deplorevole che non si colga l'opportunità di far partire la procedura di bilancio in modo commisurato alle sfide che ci attendono;

27.   sottolinea che intende avvalersi di tutti gli strumenti contemplati dall'AII del 17 maggio 2006 per mobilitare risorse per queste priorità e sottolinea che lo sforzo finanziario richiesto potrebbe comportare la necessità di trasferire risorse da altri strumenti o programmi; ritiene che questo esercizio dovrebbe essere basato non solo su un monitoraggio quantitativo dei programmi esistenti, ma anche su un monitoraggio qualitativo, ravvicinato e attento; ritiene che la commissione per i bilanci dovrebbe basarsi sul lavoro effettuato dalle commissioni specializzate del PE a tale riguardo, migliorando in questo modo la qualità della sua spesa e incrementando il valore aggiunto europeo, come è essenziale fare in un contesto difficile per le finanze pubbliche;

28.   ritiene necessario che la presentazione del bilancio dell'UE sia chiara e dettagliata e intende seguire con grande attenzione la programmazione finanziaria e le modifiche introdotte dai recenti importanti accordi di bilancio; plaude al fatto che la Commissione abbia migliorato la presentazione dei suoi documenti di programmazione finanziaria e sollecita maggiore chiarezza in merito alla ripartizione tra spese amministrative e di funzionamento, riconoscendo nel contempo che in alcuni casi questa distinzione potrebbe essere difficile da operare; ricorda che per l'esecuzione dei programmi è necessaria una spesa amministrativa adeguata;

29.   ricorda che il finanziamento di queste priorità attraverso una possibile riassegnazione delle risorse non deve andare a danno di politiche fondamentali dell'UE come la politica di coesione, le politiche strutturali o la politica agricola comune; sottolinea che la politica di coesione, attraverso la sua struttura unica di governance a più livelli e il suo carattere orizzontale, svolge un ruolo contrale nel piano europeo di ripresa economica ed è destinata a rivestire un ruolo importante nella messa in atto della strategia «UE 2020», promuovendo la sussidiarietà per il tramite di un approccio dal basso verso l'alto nonché incoraggiando l'accettazione e mobilitando il sostegno da parte dei cittadini dell'Unione; fa rilevare che tali politiche rispondono ad uno dei principi fondanti dell'UE, segnatamente l'inclusione sociale e la solidarietà tra gli Stati membri e le regioni;

30.   sottolinea che, a suo giudizio, questo prima procedura disciplinata dalle disposizioni del nuovo trattato offre maggiori possibilità di esercitate un pieno controllo parlamentare sul bilancio dell'UE nel suo complesso e osserva che non intende limitare le proprie prerogative di bilancio;

Rubrica 1a

31.   ricorda che varie politiche e misure del piano europeo di ripresa economica rientrano in questa rubrica, insieme a un gran numero di programmi pluriennali (PCI, settimo programma quadro, RTE, ecc.) che nel 2011 giungeranno a maturità; invita la Commissione a presentare una relazione di follow-up sull'attuazione del piano europeo di ripresa economica, che riguardi anche le misure affidate alla BEI;

32.   sottolinea che le priorità per il 2011 nella prospettiva della strategia «UE 2020» saranno finanziate principalmente attraverso questa rubrica e che l'ampliamento delle competenze dell'UE a seguito del trattato di Lisbona (ad esempio per quanto concerne la politica spaziale e il turismo) avrà verosimilmente delle ripercussioni sul bilancio; sottolinea che la politica spaziale che è volta a promuovere il progresso scientifico, tecnologico e ambientale europeo e la competitività industriale necessita di un reale sforzo finanziario concreto da parte dell'UE e degli Stati membri; sottolinea, in particolare, che sono necessarie proposte concrete per quanto riguarda un adeguato finanziamento del GMES;

33.   ritiene che il programma per l'apprendimento permanente, ponendo l'accento sull'istruzione e la formazione professionale, funga da supporto alle iniziative necessarie a favore dei giovani, in particolare con riferimento all'accesso all'autonomia; sottolinea che tale programma dovrebbe coprire le attività previste all'inizio del periodo di programmazione e tener conto degli eventuali nuovi sviluppi, permettendo ad esempio di instaurare chiari collegamenti tra istruzione e mercato del lavoro, poiché entrambi sono fondamentali per lo sviluppo e la ripresa economica; sottolinea altresì la richiesta, già approvata dal Parlamento, di procedere con un programma specifico relativo alla mobilità e inteso a promuovere il primo impiego dei giovani, denominato «Erasmus primo impiego»;

34.   ricorda che, nel quadro del rilancio dell'economia europea, agli investimenti nei trasporti, in particolare quelli relativi alle RTE-T, spetta una funzione fondamentale per promuovere la crescita e l'occupazione, oltre che per sostenere gli interessi economici e ambientali dell'Europa; annette, a tale riguardo, grande importanza agli investimenti a favore della sicurezza di tutti i modi di trasporto;

35.   ricorda che il finanziamento di altri elementi essenziali è ancora in sospeso e che si dovrà tenerne conto e prendere decisioni al riguardo nel corso della procedura di bilancio, sebbene non fossero previsti nel QFP per il 2011: attuazione del pacchetto sulla vigilanza finanziaria mediante la creazione di un Sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria (ESFS); finanziamento della disattivazione della centrale nucleare di Kozloduy (75 milioni di euro nel 2011), che nel 2010 era stato finanziato attraverso lo strumento di flessibilità; finanziamento del Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) (10 milioni di euro nel 2011);

36.   esprime la sua profonda preoccupazione per la drastica riduzione degli stanziamenti previsti nel QFP, che rispetto al bilancio 2010 subiscono una pesantissima contrazione, dell'ordine di 1 875 milioni di euro; è consapevole del fatto che il finanziamento del piano europeo di ripresa economica spiega in parte questa situazione, ma resta assolutamente convinto che una revisione di metà percorso ambiziosa e sistematica del QFP rappresenti una condizione sine qua non per l'efficacia del bilancio UE;

Rubrica 1b

37.   ritiene che nel valutare le politiche strutturali e di coesione si dovrebbe appuntare l'attenzione soprattutto sulla loro attuazione, sia in termini quantitativi che sotto il profilo qualitativo; accoglie positivamente il fatto che gli Stati membri abbiano presentato descrizioni dei sistemi operativi e di controllo per quasi tutti i programmi operativi e che a fine 2009 la Commissione abbia approvato l«87% dei programmi; si attende pertanto un notevole aumento dei pagamenti intermedi nel 2010 e nel 2011;

38.   rammenta che il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale è uno degli obiettivi fondamentali dell'UE sanciti dal trattato di Lisbona; ritiene dunque che il potenziamento della politica di coesione dell'UE dovrebbe rimanere una grande priorità per il 2011; sottolinea la necessità di un attento monitoraggio della regola n+2 ed n+3 e sollecita la trasmissione in tempo utile all'autorità di bilancio di informazioni dettagliate e aggiornate, in particolare in relazione agli impegni di bilancio che rischiano di essere soppressi;

39.   osserva che sono stati segnalati numerosi ritardi nella fase di avvio dell'attuale periodo di programmazione e dichiara la sua preoccupazione per il basso tasso di utilizzazione di tutti i fondi strutturali dell'Unione europea registrato negli ultimi anni e che ha determinato un crescente divario tra gli stanziamenti di impegno e gli stanziamenti di pagamento a titolo della presente rubrica; invita la Commissione a lavorare a stretto contatto soprattutto con gli Stati membri che hanno registrato un basso tasso di utilizzazione nel corso del precedente periodo di programmazione, al fine di migliorare questa situazione;

40.   ricorda la dichiarazione congiunta adottata in sede di concertazione lo scorso novembre, con la quale si chiedeva la semplificazione delle procedure di esecuzione e si esortavano gli Stati membri ad avvalersi della possibilità di rivedere i programmi operativi per poter meglio rispondere agli effetti della crisi economica; accoglie positivamente, a questo proposito, l'attuale revisione del regolamento generale sui Fondi strutturali 2007-2013 (regolamento (CE) n. 1083/2006), intesa a semplificare ulteriormente la gestione delle risorse e a introdurre misure che permettano agli Stati membri di fronteggiare gli effetti della crisi economica; chiede che queste disposizioni trovino attuazione negli Stati membri senza altri ritardi; invita la Commissione a valutare il possibile impatto sugli stanziamenti di pagamento delle nuove disposizioni, nonché a valutare l'effetto della proposta di deroga dalla regola di disimpegno automatico (N+2, N+3) sul bilancio;

41.   sottolinea che il miglioramento dell'esecuzione e della qualità della spesa dovrebbe costituire un principio guida per conseguire un uso ottimale delle risorse del bilancio dell'Unione europea; invita la Commissione e gli Stati membri a orientare i loro sforzi in questa direzione e a monitorare attentamente l'attuazione delle politiche sul terreno;

Rubrica 2

42.   esprima la sua preoccupazione per l'esiguità del margine della rubrica 2a, che potrebbe portare all'applicazione della disciplina finanziaria in conformità dell'articolo 11 del regolamento (CE) n. 73/2009, qualora i prezzi delle produzioni agricole dovessero evidenziare una volatilità simile a quella degli ultimi anni; esorta la Commissione a seguire da vicino i mercati agricoli per prevenire una siffatta situazione; sostiene la necessità di un margine adeguato per la rubrica 2a nel bilancio 2011;

43.   ricorda che il secondo elemento del piano europeo di ripresa economica – internet a banda larga nelle zone rurali – è finanziato nel 2010 attraverso la linea di bilancio sullo sviluppo rurale (420 milioni di euro) e che non sono previsti nuovi impegni per il 2011;

44.   ricorda che la soppressione della distinzione tra spese obbligatorie e spese non obbligatorie modificherà profondamente il tradizionale dialogo interistituzionale e conferma che intende vagliare attentamente tutti gli stanziamenti, nelle varie fasi della procedura, vista la difficoltà di prevedere l'evoluzione dei mercati agricoli; invita dunque la Commissione a presentare non appena possibile la sua lettera rettificativa sull'agricoltura in modo da permettere al comitato di concertazione di prendere decisioni costruttive ed efficaci;

45.   sottolinea che il continuo processo di senilizzazione esistente nel comparto agricolo richiede uno sforzo finalizzato al ricambio generazionale, nella prospettiva del mantenimento di un'agricoltura competitiva e capace di affrontare le nuove sfide ambientali post Copenaghen;

46.   prevede che nel 2010 e nel 2011 la lotta contro il cambiamento climatico continuerà ad essere una delle priorità dell'agenda politica dell'UE «post Copenaghen» e ricorda che, in un'ottica più ampia, lo sviluppo sostenibile è una responsabilità permanente nei confronti delle future generazioni; invita la Commissione a presentare un piano d'azione e un calendario chiari per l'esecuzione degli stanziamenti assegnati al programma d'azione dell'UE sul cambiamento climatico; sottolinea che il settore dei trasporti rappresenta un grande potenziale nella lotta contro il cambiamento climatico e invita la Commissione a dare la priorità alle misure intese alla decarbonizzazione di tutti i modi di trasporto; ricorda che lo sblocco degli stanziamenti inscritti nella riserva della linea di bilancio in questione dipenderà dalle proposte della Commissione;

47.   ricorda che l'obiettivo primario della PAC è garantire la stabilizzazione dei mercati, fornire sicurezza e assicurare prezzi ragionevoli, tanto ai consumatori quanto ai produttori, e invita pertanto la Commissione a predisporre, nel bilancio 2011, le risorse necessarie per far fronte alle nuove necessità derivanti dalla crisi economica;

48.   invita la Commissione a riferire in merito all'esecuzione delle misure contro la crisi del settore lattiero-caseario introdotte nel bilancio 2010 e a presentare, per il futuro, una strategia permanente congiuntamente a proposte concrete per gestire la volatilità dei prezzi nel settore lattiero e sui mercati di altre materie prime;

Rubrica 3a

49.   ribadisce che intende mantenere un livello di finanziamento commisurato alla creazione, nell'Unione europea, di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e sottolinea l'importanza della piena ed efficace applicazione e valutazione degli strumenti esistenti in questo settore; ritiene necessario, a tale fine, riconsiderare l'adeguatezza degli strumenti finanziari e dei mezzi disponibili in questo settore alla luce degli obiettivi del programma di Stoccolma, ad esempio per quanto attiene alla migrazione, al controllo e alla gestione delle frontiere, alla protezione dei dati e alla lotta contro il terrorismo; ricorda, in questo contesto, che molti programmi relativi al settore in parola saranno presto sottoposti alla revisione di metà percorso, il che potrebbe anche rendere necessario rivedere le risorse finanziarie ad essi assegnate;

50.   ritiene fondamentale, all'interno della promozione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, il rafforzamento della politica di immigrazione e di sostegno all'integrazione degli immigrati; ritiene che, in questa direzione, l'azione volta all'armonizzazione delle politiche di immigrazione dei singoli Stati membri debba essere considerata una priorità politica dell'azione UE, in un'ottica di concreto bilanciamento tra istanze di sicurezza e tutela dei diritti fondamentali dell'uomo;

51.   intende procedere a una disamina approfondita della gestione finanziaria delle attività di sviluppo dei grandi sistemi di reti di dati, analizzando in particolare la transizione da SIS I a SIS II, che ha subito numerosi rinvii e ripetute battute d'arresto, prima di decidere se mantenere il livello di finanziamenti previsto e si riserva il diritto di mantenere iscritti nella riserva gli stanziamenti connessi alla migrazione a SIS II in attesa dell'esito di nuove analisi e nuovi test;

52.   intende seguire con particolare attenzione l'attuazione delle modifiche, tra cui la piena integrazione di EUROPOL nella sfera comunitaria e l'istituzione dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo nonché verificare il fabbisogno finanziario dell'Agenzia FRONTEX;

Rubrica 3b

53.   ricorda che questa rubrica copre una vasta gamma di misure a favore della gioventù, attuate attraverso programmi pluriennali come i programmi Gioventù in azione, Cultura, Europa per i cittadini, Erasmus Mundus e varie manifestazioni annuali, comprese le Olimpiadi speciali(3); intende dunque sostenere i programmi dell'UE in tale ambito che sono direttamente attinenti alle priorità del bilancio 2011, nonché seguire attentamente la loro attuazione, sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo; deplora tuttavia il fatto che il massimale di questa rubrica per il 2011 sia superiore di soli 15 milioni di euro al bilancio adottato per il 2010;

54.   sottolinea che i tagli sistematici apportati ai programmi in questione dall'altro ramo dell'autorità di bilancio sono ingiustificati e hanno un effetto controproducente sulla creazione di una «Europa dei cittadini»;

Rubrica 4

55.   ricorda le pressioni costanti e pressoché insostenibili cui è soggetto il finanziamento dell'azione dell'UE come attore globale, con uno spazio di manovra stretto entro margini finanziari esigui, la necessità di rispondere a crisi impreviste e sempre più frequenti in paesi terzi e la volontà di affermare le priorità e le responsabilità dell'UE sulla scena mondiale; sottolinea la necessità di dotare l'Unione dei mezzi finanziari necessari per una risposta coerente ed adeguata alle sfide globali impreviste e sottolinea in particolare che il bilancio della PESC programmato per il 2011 potrebbe rivelarsi insufficiente; si rammarica del fatto che ogni eventuale aumento al di là della dotazione annua programmata eserciterebbe un'ulteriore pressione sulla rubrica 4;

56.   richiama l'attenzione sulla necessità di rivedere l'accordo interistituzionale del 2006 sulla disciplina di bilancio per quanto concerne le prerogative del Parlamento in relazione al bilancio PESC/PESD ai sensi del trattato di Lisbona, incluse l'esigenza di nuove norme sull'uso flessibile del bilancio PESC per missioni civili PESD e la piena trasparenza sulle operazioni di gestione militare delle crisi, in particolare per quanto concerne l'utilizzo del fondo iniziale;

57.   osserva che, a seguito di un bilancio rettificativo relativo al 2010, il 2011 sarà il primo anno in cui il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sarà pienamente operativo; intende dotare il SEAE delle risorse amministrative necessarie perché esso assolva il proprio mandato, segnatamente per quanto riguarda le capacità in materia di gestione delle crisi civili, ma ricorda che, ai sensi del trattato e in assoluta conformità con l'intenzione comune di coinvolgere maggiormente il PE nella formulazione e gestione delle relazioni esterne dell'UE, eserciterà pienamente le proprie competenze di bilancio e controllo di bilancio sul SEAE; ricorda che deve essere garantita la piena trasparenza di bilancio per quanto riguarda l'organigramma del Servizio ; sottolinea che, grazie all'eliminazione di inutili doppioni, il nuovo Servizio dovrebbe comportare economie di scala; ricorda nel contempo che le delegazioni dell'Unione europea presso le organizzazioni multilaterali devono disporre di un organico adeguato;

58.   esprime la propria preoccupazione per la scarsità di informazioni in merito al finanziamento dell'impegno dell'UE a sostenere i paesi in via di sviluppo nella lotta contro il cambiamento climatico e ricorda che tale impegno non era previsto nel QFP; sottolinea energicamente che il finanziamento di queste misure dovrebbe aggiungersi alle attuali risorse dell'APS;

59.   ribadisce la sua ferma volontà di fornire alla popolazione di Haiti la massima assistenza possibile dopo il devastante terremoto che ha colpito tale paese; chiede alla Commissione di presentare un piano di assistenza il più possibile ambizioso per Haiti, sulla base di una valutazione accurata delle necessità; ricorda che tale piano non dovrebbe mettere a repentaglio gli impegni esistenti nei confronti di altri paesi in via di sviluppo e meno sviluppati e dovrebbe basarsi su nuove fonti di finanziamento; in tale contesto, ricorda la posizione del Parlamento europeo volta a stabilire una forza permanente di protezione civile dell'UE ed invita ancora una volta la Commissione a formulare proposte concrete in materia;

60.   richiama l'attenzione sul fatto che l'UE sta mobilitando tutte le sue risorse, oltre ai programmi esistenti, per sostenere gli sforzi di pacificazione e ricostruzione nelle zone di conflitto, nella fattispecie in Georgia, Afghanistan, Medio Oriente e Africa sub-sahariana, e ritiene inaccettabile abbandonare le priorità attuali per far posto a nuove priorità;

61.   ricorda l'importanza di finanziamenti adeguati per la stabilizzazione della regione dei Balcani occidentali e la sua graduale integrazione nell'Unione europea;

62.   sottolinea che il Partenariato orientale, che è una delle componenti della politica di vicinato, riveste grande importanza per l'UE e rinnova il proprio sostegno al quadro proposto; ritiene altrettanto importante assicurare un'adeguata dotazione finanziaria che rispecchi gli impegni dell'UE nei confronti dei suoi vicini meridionali;

63.   ricorda che durante la concertazione sul bilancio 2010 non è stata trattata la questione del finanziamento delle misure di accompagnamento nel settore delle banane alla luce dell'accordo di Ginevra sul commercio delle banane; si dichiara fortemente contrario alla proposta di utilizzare i margini della rubrica 4 per questi finanziamenti (dell'ordine di 25 milioni di euro l'anno) non previsti nel QFP e ritiene che questo punto meriti un'adeguata soluzione finanziaria pluriennale;

Rubrica 5

64.   intende valutare attentamente la situazione di questa rubrica, nello spirito di un'utilizzazione efficace ed efficiente dei fondi UE, una volta che gli siano state trasmesse maggiori informazioni sulle richieste effettive della Commissione, sui tassi di crescita su cui si basano e sul margine di manovra complessivo all'interno del massimale del QFP;

65.   sottolinea la necessità di un atteggiamento trasparente e prudente in relazione a vari aspetti che hanno significative ripercussioni di bilancio, come le esigenze di organico, le pensioni, una politica immobiliare efficiente sotto il profilo dei costi e dell'energia, la politica di esternalizzazione, il rapporto tra funzioni amministrative e operative e gli orientamenti in proposito;

66.   sottolinea che, per quanto riguarda le retribuzioni e le pensioni, l'aumento approvato dal Consiglio nel dicembre 2009 è stato dell«1,85%, ossia pari soltanto a metà della percentuale risultante dall'applicazione della »méthode« e che, in base all'esito della causa proposta dalla Commissione e dal Parlamento europeo, la differenza potrebbe ammontare a circa 135 milioni di euro, con effetto retroattivo, per l'insieme delle istituzioni;

67.   ricorda che per il 2010 la Commissione ha formulato una previsione di crescita solo dell'ordine dello 0,9%, che non include però una serie di ambiti amministrativi finanziati al di fuori della rubrica in esame, come le linee di bilancio relative all'assistenza tecnica e amministrativa (ex linee BA), le agenzie esecutive (agenzie di ricerca esterne) e le spese amministrative per le agenzie decentrate e la ricerca diretta e indiretta; chiede alla Commissione di pronunciarsi in merito ai criteri da applicare per definire la spesa amministrativa complessiva e di continuare a fornire una descrizione chiara degli ambiti che esulano dalla rubrica 5; chiede che tutte le spese amministrative siano incluse nella rubrica 5;

68.   invita la Commissione a presentare una versione aggiornata della «relazione di screening» in vista di un'analisi chiara e di un follow-up delle esigenze in termini di organico;

Agenzie decentrate

69.   incoraggia la Commissione a proseguire la politica seguita negli ultimi esercizi di bilancio per quanto riguarda il finanziamento delle agenzie decentrate, in particolare tendendo conto delle eccedenze risultanti dall'esecuzione del bilancio al momento di decidere sulle sovvenzioni da proporre; ribadisce, tuttavia, che quelle agenzie che dipendono in certa misura da entrate derivanti da diritti dovrebbero ancora poter ricorrere ampiamente allo strumento delle entrate con destinazione specifica onde disporre della flessibilità di bilancio di cui hanno bisogno; plaude alla presentazione trasparente delle sovvenzioni annue richieste in un documento di lavoro sugli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che deve accompagnare il progetto di bilancio della Commissione;

70. auspica che il gruppo di lavoro interistituzionale sulle agenzie decentrate riprenda rapidamente la sua attività e rinnova l'auspicio che tale gruppo riesca a pervenire a conclusioni concrete che permettano alle istituzioni di definire un approccio comune per la costituzione, la gestione e il finanziamento delle agenzie decentrate, così come per quanto riguarda la loro collocazione all'interno del paesaggio istituzionale dell'Unione;
La procedura di adozione del bilancio per l'esercizio 2011

71.   sottolinea che la procedura per l'adozione del bilancio 2011 sarà la prima che si svolgerà interamente secondo le nuove regole definite dal trattato di Lisbona; ricorda che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concordato misure transitorie applicabili alla procedura di bilancio dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona(4), che dovrebbero applicarsi fino a quanto non entreranno in vigore gli atti giuridici necessari (nuovo regolamento sul QFP, revisione del regolamento finanziario ed eventuale ulteriore accordo interistituzionale);

72.   ritiene necessario, per garantire il regolare svolgimento della procedura di bilancio 2010, che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione concordino i principi e le modalità concernenti l'organizzazione, la preparazione e il funzionamento del comitato di conciliazione, come previsto al paragrafo 7 della dichiarazione comune citata in precedenza; sottolinea che tali principi devono essere conformi ai principi definiti nella sua risoluzione sugli aspetti finanziari del trattato di Lisbona(5) e nella sua risoluzione sugli orientamenti transitori riguardanti le procedure in materia di bilancio in vista dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona(6); incarica la sua commissione per i bilanci di negoziare tali principi con il Consiglio e la Commissione;

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73.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e alla Corte dei conti.

(1) GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
(2) COM(2009)0647 def.
(3) Questo specifico programma rientra nella rubrica 1a.
(4) Cfr. Allegato 5 alla risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2009 sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010 quale modificato dal Consiglio (tutte le sezioni).
(5) Risoluzione del 7 maggio 2009.
(6) Risoluzione del 12 novembre 2009.

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