Indice 
Testi approvati
Mercoledì 20 gennaio 2010 - Strasburgo
Elezione del Mediatore europeo
 Sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali a Madera e nelle Azzorre *
 Decisione del Parlamento europeo sulla proposta concernente un membro del comitato incaricato di selezionare i giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia e del Tribunale
 Seconda revisione dell'accordo di partenariato ACP-CE (Accordo di Cotonou)

Elezione del Mediatore europeo
PDF 108kWORD 33k
Decisione
Allegato
Decisione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2010 recante elezione del Mediatore europeo

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in particolare il terzo comma dell'articolo 24, e l'articolo 228,

–   visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica e in particolare l'articolo 106a,

–   vista la sua decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del 9 marzo 1994 sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore(1),

–   visto l'articolo 204 del suo regolamento,

–   visto l'appello per la presentazione di candidature(2),

–   vista la votazione svoltasi nella seduta del 20 gennaio 2010,

1.   elegge Nikiforos Diamandouros come Mediatore europeo;

2.   invita Nikiforos Diamandouros a prestare giuramento dinanzi alla Corte di giustizia;

3.   incarica il suo Presidente di pubblicare la decisione allegata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

4.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte di giustizia.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

del 20 gennaio 2010

sull'elezione del Mediatore europeo

IL PARLAMENTO EUROPEO,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in particolare il primo comma dell'articolo 24, e l'articolo 228,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica e in particolare l'articolo 106a,

vista la sua decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del 9 marzo 1994 sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore(3),

visto l'articolo 204 del suo regolamento,

visto l'appello per la presentazione di candidature(4),

vista la votazione svoltasi nella seduta del 20 gennaio 2010,

DECIDE:

di eleggere Nikiforos Diamandouros come Mediatore europeo.

Fatto a Strasburgo, addì 20 gennaio 2010.

Per il Parlamento europeo

Il presidente

Jerzy BUZEK

(1) GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.
(2) GU C 216 del 10.9.2009, pag. 7.
(3) GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.
(4) GU C 216 del 10.9.2009, pag. 7.


Sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali a Madera e nelle Azzorre *
PDF 425kWORD 194k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 20 gennaio 2010 sulla proposta di regolamento del Consiglio recante sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali nelle regioni autonome di Madera e delle Azzorre (COM(2009)0370 – C7-0222/2009 – 2009/0125(CNS))
P7_TA(2010)0002A7-0001/2010

(Procedura legislativa speciale – Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2009)0370),

–   visto l'articolo 299, paragrafo 2, del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C7-0222/2009),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Ripercussioni dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona sulle procedure decisionali interistituzionali in corso" (COM(2009)0665),

–   visto l'articolo 349, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visti gli articoli 55 e 46, paragrafo 2, del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0001/2010),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, ai sensi dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.   invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.   chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 5
5.  Affinché gli investitori dispongano di prospettive a lungo termine e gli operatori economici possano raggiungere un livello d'attività industriale e commerciale tale da stabilizzare il contesto socioeconomico delle regioni interessate, è necessario sospendere integralmente i dazi della tariffa doganale comune applicabili a taluni prodotti per un periodo di dieci anni a decorrere dal 1° gennaio 2010.
(5)  Affinché gli investitori dispongano di prospettive a lungo termine e gli operatori economici possano raggiungere un livello d'attività industriale e commerciale tale da stabilizzare il contesto socioeconomico delle regioni interessate, è necessario sospendere integralmente i dazi della tariffa doganale comune applicabili a taluni prodotti per il periodo dal 1° febbraio 2010 al 31 dicembre 2019.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1
Dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2019 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome di Madera e delle Azzorre, di prodotti finiti per uso agricolo, commerciale o industriale, di cui all'allegato I.
Dal 1° febbraio 2010 al 31 dicembre 2019 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome di Madera e delle Azzorre, di prodotti finiti per uso agricolo, commerciale o industriale, di cui all'allegato I.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Articolo 2
Dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2019 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome di Madera e delle Azzorre, delle materie prime, dei pezzi di ricambio e dei componenti, di cui all'allegato II, destinati a fini agricoli, di trasformazione industriale o di manutenzione in dette regioni autonome.
Dal 1° febbraio 2010 al 31 dicembre 2019 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome di Madera e delle Azzorre, delle materie prime, dei pezzi di ricambio e dei componenti, di cui all'allegato II, destinati a fini agricoli, di trasformazione industriale o di manutenzione in dette regioni autonome.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2010.
Esso si applica a decorrere dal 1° febbraio 2010.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Allegato II – tabella

Testo della Commissione

Codice NC

Codice NC

Codice NC

Codice NC

3102

40

10

7318

22

00

8415

90

00

8529

10

39

3105

20

10

7320

20

89

8421

23

00

8529

10

80

4008

29

00

7323

99

99

8421

29

00

8529

10

95

4009

42

00

7324

90

00

8421

31

00

8529

90

65

4010

12

00

7326

90

98

8421

99

00

8529

90

97

4015

90

00

7412

20

00

8440

90

00

8531

90

85

4016

93

00

7415

21

00

8442

40

00

8539

31

90

4016

99

97

7415

29

00

8450

90

00

8543

70

90

5401

10

90

7415

33

00

8451

90

00

8544

20

00

5407

42

00

7419

91

00

8452

90

00

8544

42

90

5407

72

00

7606

11

91

8478

90

00

8544

49

93

5601

21

90

7606

11

93

8481

20

10

9005

90

00

5608

7606

11

99

8481

30

99

9011

90

90

5806

32

90

7616

10

00

8481

40

9014

90

00

5806

32

90

7907

00

8481

80

99

9015

90

00

5901

90

00

8207

90

99

8482

10

90

9024

90

00

5905

00

90

8302

42

00

8482

80

00

9029

20

31

6217

90

00

8302

49

00

8483

40

90

9209

91

00

6406

20

90

8308

90

00

8483

60

80

9209

92

00

7303

00

90

8406

90

90

8484

10

00

9209

94

00

7315

12

00

8409

91

00

8503

00

99

9506

70

90

7315

89

00

8409

99

00

8509

90

00

7318

14

91

8411

99

00

8511

80

00

7318

15

69

8412

90

40

8511

90

00

7318

15

90

8413

30

80

8513

90

00

7318

16

91

8413

70

89

8514

90

00

7318

19

00

8414

90

00

8529

10

31

Emendamento

Codice NC

Codice NC

Codice NC

Codice NC

3102

40

10

7613

00

00

8442

40

00

8509

90

00

3105

20

10

7616

10

00

8443

8511

80

00

4008

29

00

7907

00

8444

00

8511

90

00

4009

42

00

8202

8445

8513

90

00

4010

12

00

8203

8446

8514

4015

90

00

8204

8447

8515

4016

93

00

8205

8448

8517

4016

99

97

8207

8450

8526

5401

10

90

82081

8451

8529

10

31

5407

42

00

8209

00

8452

8529

10

39

5407

72

00

8210

00

00

8453

8529

10

95

5601

21

90

8302

42

00

8456

8529

90

20

5608

8302

49

00

8457

8529

90

65

5806

32

90

8303

00

8458

8529

90

97

5901

90

00

8304

00

00

8459

8531

90

85

5905

00

90

8307

90

00

8460

8537

10

99

6217

90

00

8308

90

00

8461

8539

31

90

6406

20

90

8402

8462

8543

6804

8403

8463

8544

7303

00

90

8404

8464

9005

90

00

7308

8405

8465

9010

7309

00

8406

8466

9011

73102

8407

8467

9012

7315

12

00

8408

8468

9014

90

00

7318

14

91

8409

8469

00

9015

90

00

7318

15

69

8411

8470

9016

00

7315

89

00

8412

90

40

8471

9017

7318

15

90

8413

8472

9018

7318

16

91

8414

8474

9024

7318

19

00

8415

8475

9025

7318

22

00

8416

8477

9026

7320

20

89

8417

8478

9027

7322

8418

8480

9028

7323

99

99

8419

8481

20

10

9029

20

31

7324

90

00

8420

8481

30

99

9030

7326

90

98

8421

8481

40

9031

7412

20

00

8422

8481

80

99

9032

7415

21

00

84233

8482

10

90

9033

00

00

7415

29

00

84244

8482

80

00

9209

91

00

7415

33

00

8425

8483

40

90

9209

92

00

7419

91

00

8426

8483

60

80

9209

94

00

7606

11

91

8427

8484

10

00

9406

00

7606

11

93

8428

8486

9506

70

90

7606

11

99

8437

8501

7610

8438

8503

00

7611

00

00

8439

8504

40

84

7612

8440

8508

8441

__________________

1 Escluso 8208 40 00.

2 Escluso 7310 21.

3 Escluso 8423 10 10.

4 Escluso 8424 81 10.


Decisione del Parlamento europeo sulla proposta concernente un membro del comitato incaricato di selezionare i giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia e del Tribunale
PDF 92kWORD 28k
Decisione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2010 che propone la nomina di Ana Palacio Vallelersundi al comitato di cui all'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (2009/2210(INS))
P7_TA(2010)0003B7-0042/2010

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 255, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'articolo 107 bis del suo regolamento,

A.   considerando che Ana Palacio Vallelersundi soddisfa le condizioni stabilite dall'articolo 255, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

1.   propone che Ana Palacio Vallelersundi sia nominata membro del comitato;

2.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al presidente della Corte di giustizia.


Seconda revisione dell'accordo di partenariato ACP-CE (Accordo di Cotonou)
PDF 131kWORD 54k
Risoluzione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2010 sulla seconda revisione dell'accordo di partenariato ACP-CE ("accordo di Cotonou") (2009/2165(INI))
P7_TA(2010)0004A7-0086/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli da 208 a 211 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo di Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(1) e riveduto a Lussemburgo il 25 giugno 2005, quale modificato da ultimo dalla decisione n. 1/2006 del Consiglio dei ministri ACP-CE(2) (in appresso "accordo di Cotonou"),

–   visto l'articolo 95 dell'accordo di Cotonou, recante una clausola di revisione che prevede la possibilità di adattare l'accordo con cadenza quinquennale,

–   vista la lettera di notifica del Consiglio al Presidente del Consiglio dei ministri ACP adottata nella riunione del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 23 febbraio 2009,

–   vista la dichiarazione di Parigi sull'efficacia dell'aiuto del 2 marzo 2005, il cui obiettivo è promuovere un modello inteso a migliorare la trasparenza e il controllo delle risorse a favore dello sviluppo,

–   visti l'articolo 90, paragrafo 5, e l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per lo sviluppo e il parere della commissione per il commercio internazionale (A7-0086/2009),

A.   considerando che gli obiettivi primari dell'accordo di Cotonou sono l'eliminazione della povertà, lo sviluppo sostenibile e la progressiva integrazione dei paesi ACP nell'economia mondiale,

B.   considerando che, dall'ultima revisione dell'accordo di Cotonou avvenuta nel 2005, sulla scena internazionale si sono verificati numerosi eventi – quali l'impennata dei prezzi alimentari e dell'energia, una crisi finanziaria senza precedenti e le conseguenze dei cambiamenti climatici – le cui ripercussioni più gravi riguardano i paesi in via di sviluppo,

C.   considerando il che tutti questi mutamenti della scena internazionale, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere gli obiettivi dell'accordo di Cotonou e di pregiudicare le prospettive di conseguimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) entro il 2015,

D.   considerando che la conclusione degli accordi di partenariato economico (APE) regionali e la loro attuazione hanno minato la coesione del gruppo ACP e il processo d'integrazione regionale in corso; considerando che è necessario mantenere l'unità e la coerenza del gruppo ACP e la stabilità delle istituzioni ACP-UE,

E.   considerando che la seconda revisione dell'accordo di Cotonou giunge in un momento estremamente opportuno per adattarne le disposizione alla luce delle circostanze sopramenzionate; che tuttavia la maggior parte di questi problemi sono trattati solo marginalmente nel mandato di revisione dell'accordo di Cotonou,

F.   considerando che i settori notificati dall'Unione europea o dal gruppo ACP ai fini della loro revisione includono, tra l'altro:

   una dimensione regionale;
   una dimensione politica, compresi le migrazioni e il buon governo in campo fiscale;
   una dimensione istituzionale;
   la promozione degli OSM e la coerenza delle politiche per lo sviluppo;
   l'assistenza umanitaria e d'emergenza, incluso il chiarimento delle procedure applicate nelle situazioni di crisi;
   la programmazione e l'attuazione degli aiuti, compresa la programmazione della dotazione intra-ACP;
   il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare quali questioni trasversali (notificate dal gruppo ACP),

G.   considerando che l'entrata in vigore del trattato di Lisbona modifica l'architettura istituzionale dell'Unione europea e il suo equilibrio in termini di processi decisionali,

1.   ritiene che la seconda revisione dell'accordo di Cotonou debba costituire un'occasione per adeguare l'accordo alla luce delle crisi recenti e in corso, tra cui il cambiamento climatico, l'impennata dei prezzi alimentari e del petrolio, la crisi finanziaria e la povertà estrema in Africa; è convinto che quella di affrontare le cause profonde di tali crisi non sia un'opzione ma una necessità;

2.   deplora il fatto che - ancora una volta - il Parlamento europeo, l'Assemblea parlamentare paritetica (APP) ACP-UE e i parlamenti nazionali degli Stati ACP, nonché le organizzazioni della società civile e gli attori non statali, non siano stati coinvolti nel processo decisionale che ha portato all'individuazione dei settori e degli articoli dell'accordo di Cotonou da sottoporre a revisione e alla definizione dei mandati negoziali adottati dal Consiglio dell'Unione europea e dal Consiglio dei ministri ACP;

3.   invita a rafforzare il ruolo dei parlamenti nazionali nel processo di revisione in corso e nelle revisioni future al fine di migliorare la legittimità democratica e la "titolarità democratica";

4.   sottolinea che il mancato coinvolgimento di cui s'è detto nuoce alla trasparenza e alla credibilità del processo di revisione e allontana ulteriormente le popolazioni dell'Unione europea e dei paesi ACP dai loro governi e dalle loro istituzioni;

5.   sottolinea quanto sia importante, al fine di dar vita a un vero accordo di partenariato, che i paesi ACP siano considerati partner negoziali paritari dell'Unione europea;

6.   pone in risalto la necessità di consolidare la dimensione politica dell'accordo di Cotonou, in particolare per quanto concerne l'impegno delle parti ad attuare gli obblighi derivanti dallo statuto di Roma della Corte penale internazionale;

7.   invita la Commissione, l'Unione europea e il Consiglio ACP a tener conto dei principi e dei risultati della "International Aid Transparency Initiative" (l'iniziativa per la trasparenza degli aiuti internazionali);

8.   si rammarica che la Commissione, l'Unione europea e il Consiglio ACP non abbiano efficacemente consultato gli attori non statali nei mesi precedenti la firma dell'accordo di Cotonou rivisto e non abbiano assicurato che si sarebbe tenuto conto delle loro opinioni; invita le autorità dell'Unione europea e ACP ad avviare un dibattito sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020 e a coinvolgere in tale processo gli attori non statali;

9.   ritiene che la coerenza delle politiche per lo sviluppo, in particolare la coerenza tra le politiche in materia di commercio, di sviluppo, di agricoltura e di pesca, dovrebbe essere un principio guida della cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea e debba essere esplicitamente trattata nell'accordo rivisto; incoraggia l'Assemblea parlamentare paritetica a ricorrere in maggior misura all'articolo 12 dell'accordo di Cotonou al fine di mantenere la coerenza tra le politiche dell'Unione europea e dei paesi ACP;

10.   invita la Commissione, in relazione all'articolo 12 dell'accordo di Cotonou, a informare sistematicamente il segretariato degli Stati ACP e l'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE in merito a ogni misura europea che potrebbe incidere sugli interessi degli Stati ACP; invita in tale prospettiva la Commissione a ricorrere più efficacemente a consultazioni interservizi tra le sue Direzioni generali nonché a valutazioni d'impatto delle politiche capaci di migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo;

11.   considera necessario - tenuto conto, da un lato, dell'entrata in vigore degli APE solo per alcuni paesi ACP e, dall'altro, della caducità di diverse disposizioni dell'articolo 37 dell'accordo di Cotonou - rivedere la parte dell'accordo ACP-UE relativa agli accordi commerciali al fine di integrare nell'accordo le disposizioni concernenti tutti i regimi commerciali ACP-UE esistenti (il sistema di preferenze generalizzate (SPG), lo SPG plus, gli APE interinali, gli APE con i paesi del Forum caraibico degli Stati ACP (Cariforum)) e di garantire il mantenimento di vari principi e impegni che non dovrebbero scomparire dall'accordo, ossia:

   la coerenza tra tutti i quadri commerciali che regolano le relazioni tra paesi ACP e paesi dell'Unione europea, da un lato, e gli obiettivi di sviluppo che sono l'essenza della cooperazione ACP-UE, dall'altro;
   la garanzia che tutti i paesi ACP beneficeranno di un quadro commerciale almeno equivalente alla loro situazione precedente, in particolare per i paesi che non fanno parte dei Paesi meno sviluppati (PMS) e non sono firmatari di un APE;
   la garanzia che, per tutti i paesi ACP, il nuovo quadro commerciale terrà conto dei settori sensibili, in particolare di quello della produzione agroalimentare, nella definizione dei periodi transitori e della copertura finale dei prodotti, e permetterà di migliorare l'accesso dei paesi ACP al mercato, in particolare mediante un riesame delle regole d'origine;

12.   rileva che, nelle loro lettere di notifica, le parti dell'accordo di Cotonou chiedono esplicitamente la revisione delle disposizioni di carattere commerciale; sottolinea che è necessario aggiungere nuove disposizioni in nuovi settori, quali l'aiuto al commercio ("Aid for Trade"), in modo da garantire la dimensione dello sviluppo nei settori dell'accordo inerenti al commercio;

13.   accoglie favorevolmente la richiesta, da parte dei paesi ACP, di nuove disposizioni sulla cooperazione nei seguenti settori: commercio e sviluppo, commercio e finanza, commercio equo; prende atto della loro richiesta sul commercio di armi;

14.   invita la Banca europea per gli investimenti (BEI) a riesaminare la sua politica della Banca europea per gli investimenti (BEI) relativa ai centri finanziari offshore, sulla base di criteri più rigorosi dell'elenco dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) per la definizione delle giurisdizioni vietate e controllate, nonché a garantirne l'attuazione e a fornire relazioni annuali sui progressi conseguiti;

15.   reputa che, al fine di garantire l'adempimento degli obblighi della BEI in materia di sviluppo, siano necessarie modifiche strutturali della sua organizzazione e della sua governance nel contesto dell'attuale revisione dell'accordo di Cotonou nonché nel contesto della revisione di medio periodo del mandato di prestiti esterni della BEI, attualmente in corso, e del rinnovo di tale mandato;

16.   invita la Commissione e i governi ACP a includere nell'accordo di Cotonou, come questione prioritaria, la lotta contro gli abusi dei paradisi fiscali, contro l'evasione fiscale e contro la fuga illegale di capitali; chiede pertanto un meccanismo internazionale vincolante in virtù del quale tutte le società transnazionali siano tenute a rivelare automaticamente i profitti realizzati e le imposte pagate in ciascun paese in cui operano;

17.   invita i negoziatori ad affrontare l'aspetto fiscale dello sviluppo e a creare nei paesi ACP dei sistemi fiscali efficaci e praticabili, al fine di garantire una fonte sostenibile di finanziamento allo sviluppo mirante nel lungo termine a sostituire la dipendenza dagli aiuti esteri; invita in proposito i negoziatori a includere nell'articolo 9, paragrafo 3, dell'accordo ACP-UE, relativo alla buona gestione degli affari pubblici, il principio del buon governo in campo fiscale;

18.   chiede l'inclusione del Fondo europeo di sviluppo (FES) nelle competenze di bilancio del Parlamento europeo, così da consentire un più stretto controllo democratico, dal momento che il Fondo costituisce la principale risorsa per il finanziamento della politica di cooperazione allo sviluppo nel quadro dell'accordo di Cotonou;

19.   chiede che sia definita e concordata un nuova architettura finanziaria mondiale, che consenta ai paesi in via di sviluppo di essere rappresentati attraverso le rispettive organizzazioni regionali e di affrontare le loro legittime preoccupazioni in materia di sviluppo sostenibile in base alla loro situazione specifica;

20.   sottolinea l'importanza della promozione dello strumento del microcredito per consentire gli investimenti e lo sviluppo della piccola imprenditoria;

21.   invita la Commissione e i governi dei paesi ACP a intervenire sulle cause strutturali del cambiamento climatico introducendo una valutazione automatica dei rischi dei cambiamenti climatici nelle strategie e nei piani nazionali in materia di sviluppo nonché nei documenti strategici nazionali e regionali;

22.   ritiene che le energie rinnovabili siano essenziali per lo sviluppo economico e sociale dei paesi ACP, poiché essi sono dotati di abbondanti risorse di tali energie (energia solare, eolica, geotermica e biomasse); esorta i negoziatori a prestare un'attenzione particolare alla riduzione della dipendenza dei paesi ACP dai combustibili fossili e alla diminuzione della loro vulnerabilità agli aumenti dei prezzi, dando priorità alle energie rinnovabili nell'accordo di Cotonou;

23.   sollecita la Commissione e i paesi ACP a promuovere uno sviluppo equo e sostenibile che incorpori la dimensione sociale, attraverso il sostegno a nuove forme d'impresa, anche no profit e/o costituite attraverso programmi di microcredito, secondo principi etici ed economici, come nei modelli dell'economia sociale di mercato;

24.   deplora il fatto che l'agricoltura resti tuttora un settore trascurato nella cooperazione ACP-UE, sebbene la maggior parte della popolazione dei paesi ACP viva in zone rurali e la lotta contro la povertà sia un obiettivo primario dell'accordo di Cotonou;

25.   chiede alla Commissione di affrontare in modo sistematico e coerente, nell'attuazione della politica dell'Unione europea per lo sviluppo, le questioni attinenti alla sicurezza alimentare, dando maggior rilievo alla sicurezza alimentare nel dialogo sulle politiche di sviluppo nazionali e regionali e promuovendo i mercati agricoli regionali nei paesi in via di sviluppo;

26.   esorta i paesi ACP e la Commissione a concentrarsi sullo sviluppo dell'agricoltura per garantire la sicurezza alimentare, e chiede che l'agricoltura e lo sviluppo rurale assumano un rilievo prioritario nell'accordo e nei documenti strategici nazionali e regionali; sottolinea che gli agricoltori dei paesi ACP necessitano di sostegno e di una remunerazione dignitosa ai fini della produzione destinata ai mercati locali, e hanno bisogno di infrastrutture in grado di sostenere il commercio e la circolazione delle merci;

27.   chiede alla Commissione di consultare regolarmente e coinvolgere in modo efficace nella politica agricola le organizzazioni delle donne e dei consumatori; reputa che le associazioni delle donne debbano essere attivamente coinvolte nei processi decisionali, dato il ruolo cardine che svolgono in seno alla società;

28.   esprime profonda preoccupazione per il fenomeno che attualmente si osserva (specialmente in Africa) dell'acquisizione di terreni agricoli da parte di investitori stranieri che godono dell'appoggio dei governi, poiché, se non correttamente gestito, esso rischia di pregiudicare la sicurezza alimentare locale e di determinare gravi ed estese conseguenze nei paesi ACP;

29.   sollecita i negoziatori ad evitare gli effetti negativi dell'acquisizione di terreni agricoli (quali l'espropriazione dei piccoli agricoltori e l'utilizzo non sostenibile della terra e dell'acqua) riconoscendo il diritto della popolazione alla proprietà dei terreni agricoli e delle altre risorse naturali vitali e adottando principi guida in tal senso;

30.   esorta vivamente i paesi ACP ad istituire politiche - basate sul rispetto dei diritti umani, sui principi democratici, sullo stato di diritto, su un sano sviluppo economico e sul lavoro dignitoso - che consentano di contrastare la fuga dei cervelli e di far sì che i paesi ACP stessi possano utilizzare la loro forza lavoro qualificata ai fini del proprio sviluppo;

31.   invita la Commissione e i paesi ACP a includere nell'articolo 13 dell'accordo ACP-UE, sulle migrazioni, il principio della migrazione circolare e la sua facilitazione mediante il rilascio di visti circolari; sottolinea che tale articolo insiste sul rispetto dei diritti dell'uomo e sul trattamento equo dei cittadini dei paesi ACP, ma che l'ambito di applicazione di tali principi è gravemente compromesso da accordi bilaterali di riammissione - conclusi con paesi di transito in un contesto di esternalizzazione da parte dell'Europa della gestione dei flussi migratori - che non garantiscono il rispetto dei diritti dei migranti e possono condurre a riammissioni "a cascata" che mettono a repentaglio la loro sicurezza e la loro vita;

32.   chiede che si tengano negoziati per rafforzare il principio delle clausole sui diritti umani non negoziabili e delle sanzioni in caso di mancato rispetto di tali clausole, con riferimento fra l'altro alle discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale e alle discriminazioni nei confronti delle persone che vivono con l'HIV/AIDS;

33.   esprime profonda preoccupazione per la limitata disponibilità di strutture in grado di offrire cure mediche specialistiche, nonostante il crescente numero sia di casi urgenti sia di persone affette da malattie croniche; pone in rilievo la necessità che le infrastrutture sanitarie e i sistemi sanitari pubblici siano potenziati attraverso le strategie di sviluppo;

34.   ricorda che la capacità dei sistemi sanitari pubblici dei paesi ACP di fornire assistenza sanitaria alla popolazione, anche per il ristabilimento delle vittime di crisi umanitarie, conflitti, situazioni post-conflitto o calamità naturali, costituisce uno dei loro compiti principali nonché un'esigenza permanente e immediata, e pertanto deve essere promossa dalla cooperazione ACP-UE;

35.   teme che una maggiore regionalizzazione delle relazioni ACP-UE possa rappresentare una minaccia per la coerenza e la forza del gruppo ACP e possa intralciare il funzionamento delle istituzioni paritetiche ACP-UE nel quadro dell'accordo di Cotonou;

36.   ritiene opportuno che la seconda revisione comprenda anche un aggiornamento del testo dell'accordo in modo che esso rifletta esplicitamente la creazione delle nuove istituzioni APE (quali i Consigli congiunti APE, i comitati per il commercio e lo sviluppo e le commissioni parlamentari) e garantisca sinergie e complementarità con le istituzioni di Cotonou;

37.   sottolinea l'importanza della dimensione parlamentare dell'accordo di Cotonou, che trova espressione nell'APP (Assemblea parlamentare paritetica) ACP-UE; esprime il suo fermo impegno affinché l'APP svolga appieno il suo ruolo nel garantire la partecipazione parlamentare alle azioni e ai processi nel quadro dell'accordo di Cotonou; afferma vigorosamente la propria irriducibile opposizione a qualsiasi tentativo di ridurre il ruolo dell'APP, in particolare mediante proposte che incidano sui suoi metodi di lavoro e sulla frequenza delle sue sedute, questioni che l'APP deve essere lasciata libera di decidere da sé;

38.   chiede, al fine di rafforzare il carattere parlamentare, rappresentativo e democratico dell'APP, che in futuro tutti i paesi ACP siano effettivamente rappresentati in seno a tale assemblea da parlamentari e non da rappresentanti dei governi, come talvolta accade, e chiede di conseguenza che si riveda in tal senso l'articolo 17 dell'accordo ACP-UE;

39.   crede fermamente nel ruolo chiave che i parlamenti nazionali degli Stati ACP possono svolgere in tutti gli aspetti delle azioni di cooperazione allo sviluppo, tra cui la programmazione, l'attuazione, il controllo e la valutazione; chiede che la revisione dell'accordo di Cotonou riconosca formalmente tali parlamenti quali partecipanti alla cooperazione finanziata dal FES;

40.   chiede un rafforzamento e un adeguamento dell'APP ACP-UE ed insiste affinché nell'accordo di Cotonou siano introdotte disposizioni che consentano all'APP e ai parlamenti degli Stati ACP di esercitare un controllo su i documenti strategici nazionali e regionali, sugli accordi di partenariato economico ACP-CE e sul FES; chiede che s'instauri una reale sinergia tra le nuove commissioni parlamentari istituite dagli APE, da un lato, e l'APP, dall'altro;

41.   guarda con favore a future sinergie tra le commissioni parlamentari istituite dagli APE e l'APP ACP-UE, tramite strumenti quali presentazioni da parte dei presidenti delle commissioni e dei relatori, la partecipazione di membri delle commissioni parlamentari APE all'APP, l'organizzazione, ove possibile, di riunioni parallele, e così via, strumenti che apporteranno all'APP competenze specifiche e consentiranno un arricchimento sotto forma di scambi e di cooperazione;

42.   rammenta che le commissioni parlamentari istituite dagli APE sono state create su iniziativa del Parlamento europeo al fine di assicurare un'adeguata partecipazione dei parlamentari che si occupano in particolare di questioni di commercio e sviluppo al monitoraggio dell'applicazione di complessi accordi tecnici in ambito commerciale;

43.   invita la Commissione e gli Stati ACP ad attenersi, nel predisporre i documenti strategici nazionali e regionali da finanziare nel quadro del decimo FES, alla definizione di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) data dal Comitato per gli aiuti allo sviluppo (CAS) dell'OCSE;

44.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi ACP.

(1) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(2) GU L 247 del 9.9.2006, pag. 22.

Note legali - Informativa sulla privacy