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Procedura : 2009/2692(RSP)
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Testi presentati :

RC-B7-0348/2010

Discussioni :

PV 16/06/2010 - 4
CRE 16/06/2010 - 4

Votazioni :

PV 16/06/2010 - 8.12

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P7_TA(2010)0223

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Mercoledì 16 giugno 2010 - Strasburgo Edizione definitiva
EU 2020
P7_TA(2010)0223RC-B7-0348/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 giugno 2010 su EU 2020

Il Parlamento europeo,

–  vista la riunione informale del Consiglio europeo dell’11 febbraio 2010,

–  visti la consultazione pubblica sull'UE 2020 lanciata dalla Commissione e il suo esito (SEC(2010)0116),

–  vista la valutazione della Commissione sulla strategia di Lisbona (SEC(2010)0114),

–  visto il documento del Consiglio europeo intitolato ’Seven steps to deliver on the European strategy for growth and jobs’ (Sette fasi per realizzare la strategia europea per la crescita e l'occupazione),

–  vista la sua risoluzione del 10 marzo 2010 su UE 2020(1),

–  visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, data la persistente gravità della crisi finanziaria, economica e sociale, le aspettative riposte nella nuova strategia UE 2020, che dovrà essere approvata dal Consiglio europeo nel giugno 2010, sono quanto mai elevate,

B.  considerando che numerosi Stati membri sono ancora alle prese con una disoccupazione in crescita, che può arrivare a interessare fino a 28 milioni di persone nell'UE in assenza di un'adeguata risposta politica nel medio termine, generando in tal modo immense difficoltà sul piano sociale e umano; che la crisi ha distrutto milioni di posti di lavoro e ha contribuito ad aggravare la precarietà del lavoro,

C.  considerando che un modello più sostenibile di produzione, distribuzione e consumo è un requisito essenziale di fronte al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità e all'esaurimento delle risorse naturali,

D.  considerando che la comunicazione della Commissione e le dichiarazioni del Consiglio sugli aspetti del contenuto della strategia EU 2020, quali gli obiettivi primari, le proposte faro, le strozzature e gli indicatori, sono state di natura molto generale e che, pertanto, la Commissione deve proporre con urgenza piani più dettagliati per chiarire come tali iniziative saranno attuate per assicurarne la riuscita e presentare detti piani al Parlamento,

E.  considerando che, al fine di conseguire risultati, i compiti e le responsabilità europee devono essere condivise in modo ben concertato tra i livelli di governance europeo, nazionale, regionale e locale, che tutti i livelli di governance devono presentare la qualità e la responsabilità massime possibili e che tutti gli importanti motori del cambiamento – ossia le imprese e le università coinvolte in partenariati con le autorità locali e regionali e la società civile – dovrebbero svolgere un ruolo centrale nel nuovo meccanismo di realizzazione,

F.  considerando che è importante tener conto della crisi demografica e delle sue conseguenze e che le future generazioni non dovrebbero essere sacrificate per salvaguardare i benefici acquisiti delle generazioni che le hanno precedute,

Osservazioni generali

1.  si dichiara deluso per gli elementi principali della nuova strategia EU 2020 decisi dal Consiglio europeo il 26 marzo 2010; esorta il Consiglio europeo a trarre insegnamento dall'attuale crisi e di definire una strategia realmente lungimirante, ambiziosa e coerente;

2.  chiede che la strategia UE 2020 persegua un concetto politico di ampio respiro riguardo al futuro dell'UE in quanto Unione competitiva, sociale e sostenibile, che pone le persone e la tutela dell'ambiente al centro della formulazione delle politiche;

3.  ritiene che gli Stati membri dovrebbero migliorare i propri risultati economici mediante l'introduzione di riforme strutturali al fine di ottimizzare la spesa pubblica, diminuire la burocrazia, responsabilizzare i cittadini, favorire lo spirito imprenditoriale e l'innovazione, rendere la legislazione più favorevole alle PMI e fornire alle persone la possibilità di massimizzare il loro potenziale;

4.  riconosce che, per prevenire le risposte alla crisi dell'euro risultanti in un lungo periodo di stagnazione economica, l'Unione dovrebbe, contemporaneamente, attuare una strategia per accelerare la crescita economica, parallelamente a riforme miranti a ripristinare e migliorare la competitività;

5.  deplora che le conclusioni del Consiglio europeo non tengano conto della necessità che l'attuale fragile processo di ripresa si rifletta appieno in una nuova strategia per il 2020, elaborando un'agenda politica coerente e integrando in modo esaustivo la politica macroeconomica nella strategia per garantire che non sia compromessa dal necessario consolidamento di bilancio;

6.  deplora che il Parlamento europeo, in quanto istituzione che rappresenta i cittadini europei, non sia stato consultato in merito agli indicatori alla base dei programmi nazionali di riforma nell'ambito della strategia UE 2020; sollecita il Consiglio ad approvare gli elementi chiave della strategia UE 2020 alla riunione di giugno ma insiste sul fatto che non dovrebbe adottare decisioni finali sugli strumenti principali, gli obiettivi e gli indicatori della strategia UE 2020 senza aver opportunamente consultato il Parlamento quanto prima possibile; nello stesso spirito, ritiene che anche i parlamenti nazionali, le regioni, gli enti locali, i partner sociali e le ONG debbano essere attivamente coinvolti nella definizione e nell'attuazione della strategia in parola;

Strozzature e obiettivi primari

7.  prende atto dei cinque obiettivi principali concordati dal Consiglio europeo sul tasso di occupazione, la ricerca e lo sviluppo, le emissioni di gas serra, i livelli di istruzione e l'inclusione sociale; sottolinea che questi obiettivi principali dovrebbero essere formulati nel quadro di una strategia di sviluppo omogenea e coerente che combini i programmi delle politiche economiche, sociali e ambientali;

Rilanciare il mercato unico

8.  sottolinea che il mercato unico è uno dei principali motori della crescita europea e che deve essere ancora totalmente completato; sottolinea altresì che il persistere di taluni ostacoli alla libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali rende necessario un ulteriore sforzo da parte di tutte le istituzioni europee, al fine di creare un mercato interno equo, migliore, più competitivo e più efficace;

9.  sottolinea che è importante mantenere il libero scambio e l'accesso al mercato mondiale al centro della definizione delle politiche ed evitare una deriva protezionistica, poiché gli imprenditori e le società innovative possono prosperare in un mercato libero e globale;

10.  pone l'accento sul fatto che sono necessarie iniziative più ambiziose per completare il mercato unico e ottenere una maggiore accettazione pubblica per detto mercato; accoglie pertanto con favore la relazione elaborata da Mario Monti che, come la risoluzione del Parlamento del 20 maggio 2010(2), contiene proposte interessanti per generare consenso e realizzare un mercato unico più forte;

11.  ritiene che, per conseguire un mercato unico efficace, la Commissione debba presentare una serie di priorità politiche chiare adottando un ’atto sul mercato unico’ che dovrebbe includere iniziative sia legislative sia non legislative, preposte a creare un'economia sociale di mercato altamente competitiva;

PMI in un'economia sociale di mercato

12.  sottolinea che l'UE dovrebbe stimolare ed incoraggiare le PMI e l'imprenditorialità, elementi cruciali per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro, che dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi e regolamentari e semplificare le norme affinché le PMI possano crescere rapidamente, commercializzando liberamente i propri prodotti e/o servizi presso i 500 milioni di consumatori che costituiscono il mercato interno dell'Unione europea, e che debba anche ridurre l'onere burocratico; sottolinea analogamente l'importanza di dare piena attuazione alla normativa sulle piccole imprese (’Small Business Act’) attraverso un impegno politico a tutti i livelli;

13.  sottolinea il fatto che le PMI sono la spina dorsale dell'economia sociale di mercato, creano posti di lavoro e svolgono un ruolo essenziale nel rafforzamento di una crescita economica sostenibile e che si debba perciò dare la priorità ad ulteriori sforzi nel campo della riforma, come ad esempio una legislazione favorevole alle PMI, creando un ambiente stimolante per le nuove imprese, incoraggiando l'imprenditorialità e migliorando l'accesso ai finanziamenti; è altresì dell'avviso che la strategia UE 2020 dovrebbe includere obiettivi e iniziative atti a favorire l'aumento dei livelli medi di capitale azionario e di rischio delle società;

14.  sottolinea che le micro imprese possono spesso contribuire a lottare contro la disoccupazione, che la creazione di un'impresa rappresenta spesso un modo per avere successo nonostante l'inerzia sociale, che la condizione fondamentale per lo sviluppo delle PMI è la capacità di raccogliere fondi adeguati per le loro attività e che il mantenimento del meccanismo di garanzia per le PMI, mercati secondari dinamici e un settore bancario che promuove l'attività economica in Europa sono precondizioni per lo sviluppo delle PMI;

Obiettivo in materia di occupazione

15.  ribadisce che un'occupazione di elevata qualità dovrebbe costituire una priorità chiave della strategia UE 2020 e che è essenziale concentrarsi maggiormente sul buon funzionamento dei mercati del lavoro e sulle condizioni sociali per migliorare i risultati in materia di occupazione; chiede pertanto che sia fissata una nuova agenda per promuovere il lavoro dignitoso, garantire i diritti dei lavoratori in tutta l'Europa e migliorare le condizioni di lavoro;

16.  ritiene che la nuova strategia debba porre maggiormente l'accento sul lavoro dignitoso, compresa la lotta al lavoro sommerso, e assicurare che le persone attualmente escluse dal mercato del lavoro possano accedervi;

17.  ritiene che la nuova strategia dovrebbe incoraggiare i mercati del lavoro che migliorano gli incentivi e le condizioni delle persone sul luogo di lavoro, aumentando al contempo gli incentivi per i datori di lavoro che assumono o mantengono personale;

Obiettivo in materia di ricerca

18.  esorta la Commissione e gli Stati membri a mantenere l'obiettivo generale del 3% del PIL da destinare alla R&S; invita gli Stati membri a fare migliore uso della potenziale sinergia tra i fondi della politica di coesione e quelli relativi alla R&S e a garantire che detti strumenti si traducano in un'innovazione che comporti autentici benefici per la società;

19.  sottolinea che i grandi progetti di R&S, gli investimenti fondamentali in infrastrutture energetiche, la nuova competenza dell'UE in materia di politica spaziale e la politica d'innovazione dell'UE richiedono una solida, credibile e sostenibile assistenza finanziaria dell'UE al fine di realizzare gli obiettivi fondamentali dell'Unione per il 2020;

20.  sottolinea che l'Europa deve rafforzare ulteriormente le sue potenzialità in termini di lavoratori qualificati, scienza, ricerca e tecnologia e, quindi, in termini di capacità di innovare, quali aspetti fondamentali della competitività, e che il triangolo della conoscenza deve rimanere al centro della strategia UE 2020;

21.  è del parere che, per rendere più efficiente la ricerca europea, è essenziale razionalizzare ulteriormente le strutture esistenti e creare, tanto nel settore pubblico che in quello privato, un clima di investimenti più favorevole alla ricerca e all'innovazione; invita la Commissione a proporre misure pratiche per migliorare l'accesso ai finanziamenti, in particolare la disponibilità di capitali di rischio;

Obiettivi in materia di clima ed energia

22.  deplora la scarsa ambizione degli obiettivi primari del Consiglio europeo in materia di emissioni di gas serra, energie rinnovabili ed efficienza energetica e il fatto che non siano orientati alla leadership in un mondo che si trova ad affrontare il cambiamento climatico e il grave impoverimento delle risorse naturali, e in cui gli ecosistemi globali sono sull'orlo del collasso; chiede, pertanto, che i seguenti obiettivi vincolanti per l'UE siano adottati immediatamente e simultaneamente:

   a) un obiettivo di riduzione interna del 30% delle emissioni di gas serra e un'ulteriore riduzione sostanziale nel lungo termine, a condizione che gli altri paesi siano pronti ad impegnarsi a prendere anch'essi iniziative adeguate;
   b) obiettivo in materia di miglioramento dell'efficienza delle risorse;
   c) un obiettivo di riduzione del 20% dei consumi energetici e un aumento della quota di energie rinnovabili ad almeno il 20% entro il 2020, eliminando al contempo gli ostacoli tecnici e di altra natura all'ulteriore sviluppo di energie rinnovabili sostenibili, come primo passo verso la creazione, entro il 2050, di un'economia priva di emissioni di CO2, altamente efficiente e basata soprattutto sulle energie rinnovabili;
   d) obiettivi misurabili, volti ad arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici e finalizzati al loro ripristino, ove possibile, entro il 2020;

Obiettivo in materia di istruzione

23.  prende atto dell'obiettivo primario di migliorare i livelli di istruzione; deplora l'assenza di obiettivi quantificati ed esorta vivamente il Consiglio europeo a fissare l'obiettivo del 100% di istruzione secondaria nonché obiettivi qualitativi e indicatori chiari per l'istruzione primaria e secondaria;

24.  chiede agli Stati membri di fare propri gli ambiziosi obiettivi fissati nella comunicazione della Commissione sulla strategia ’Europa 2020’, in modo tale che, entro il 2020, i tassi di abbandono scolastico siano inferiori al 10% del totale e almeno il 40% della popolazione abbiano completato studi universitari o di livello equivalente;

25.  sottolinea la necessità di politiche solide in materia di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, nel cui ambito le opportunità di formazione andrebbero incoraggiate e dovrebbero essere a disposizione delle persone per tutta la durata della loro vita professionale evidenzia che sarà necessario mantenere il numero di individui attivi sul mercato del lavoro e rafforzare l'inclusione sociale;

Obiettivo in materia di povertà

26.  insiste che la strategia UE 2020 dovrebbe includere l'obiettivo di dimezzare la povertà nell'UE e sottolinea che la maggioranza degli europei che attualmente vivono in stato di povertà, o a rischio di povertà, è costituita da donne, in particolare anziane, migranti, madri single e donne impegnate nell'assistenza dei familiari;

27.  accoglie con favore le proposte del Consiglio europeo sull'inclusione sociale, in particolare e in via prioritaria tramite la riduzione della povertà, e sottolinea la necessità di obiettivi e iniziative chiari; ritiene che questo obiettivo sia uno dei principali obiettivi della strategia UE 2020; chiede una strategia ambiziosa di lungo termine contro la povertà, con obiettivi di vasta portata per la sua riduzione e per l'inclusione sociale, anche tra le donne, i bambini, gli anziani, e per combattere il problema dei lavoratori poveri; sottolinea la necessità di un obiettivo per la riduzione del numero di famiglie disoccupate;

Uguaglianza di genere

28.  deplora che gli obiettivi primari definiti dal Consiglio europeo non comprendano la parità di genere; sollecita un programma per la parità di genere al fine di far cessare le attuali disparità tra uomini e donne e di assicurare la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro e in politica, promuovendo al contempo le opportunità professionali delle donne; sottolinea la necessità di garantire migliori condizioni al fine di conciliare il lavoro con la vita familiare;

Iniziative faro
Iniziativa faro: ’L'Unione dell'innovazione’

29.  ritiene che il successo nella realizzazione della nuova iniziativa faro ’L'Unione dell'innovazione’ sia indispensabile per favorire l'economia basata sulla conoscenza; invita la Commissione ad aumentare la dotazione finanziaria complessiva destinata alla ricerca e all'innovazione nel bilancio comunitario;

30.  sottolinea l'importanza di semplificare il finanziamento della ricerca e dello sviluppo e di ridurre l'onere burocratico affinché le imprese basate sulla conoscenza possano massimizzare la loro efficacia e possano essere incoraggiate nuove opportunità occupazionali;

31.  esorta la Commissione europea a migliorare le condizioni per l'innovazione, ad esempio con l'introduzione del brevetto unico comunitario; afferma che i programmi volti a dare impulso alla competitività e alla definizione di un'economia sostenibile non funzionano correttamente e ritiene che le PMI, le università e le imprese dovrebbero essere incoraggiate a partecipare a programmi europei;

32.  ritiene che occorra stabilire obiettivi espliciti per gli strumenti di finanziamento compatibili con le PMI per garantire l'interoperabilità e l'accessibilità digitale e che dovrebbero esplicitamente includere obiettivi dell'UE per l'eco-innovazione;

33.  ritiene che esistano grandi potenzialità non sfruttate per promuovere l'innovazione tramite gli appalti pubblici; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a mettere in evidenza l'importanza degli appalti pubblici innovativi per contribuire a soddisfare gli obiettivi di R&S, il ruolo che svolgono per incoraggiare le PMI basate sulla ricerca e le potenzialità che hanno in termini di fornitura di servizi pubblici di elevata qualità e di rispetto degli obiettivi sul cambiamento climatico;

Iniziativa faro: ’Youth on the move’

34.  sottolinea che anche il Parlamento ha individuato nei giovani una delle grandi priorità del bilancio 2011 e ha chiaramente espresso l'intenzione di sostenere ulteriormente, in termini finanziari, tutti i principali programmi in materia;

35.  sottolinea che, per affrontare il problema di un'elevata disoccupazione giovanile, dovrebbe essere posto un maggiore accento sulla garanzia di formazione e di opportunità di lavoro per tutti i giovani, sulla riduzione delle soglie per il primo impiego dei giovani e sulla creazione di programmi dell'UE che promuovono l'imprenditorialità tra i giovani in tutte le fasi del processo educativo;

36.  reputa che l'istruzione superiore sia uno dei motori principali dello sviluppo economico e sociale, dell'innovazione e della crescita e, pertanto, che sarebbe opportuno porre maggiormente l'accento sul seguito del processo di Bologna e sull'attuazione da parte degli Stati membri dei principi concordati all'interno dello spazio europeo dell'insegnamento superiore;

Iniziativa faro: ’Un'agenda digitale europea’

37.  accoglie con favore le ambiziose proposte recenti della Commissione sull'agenda digitale e sollecita gli Stati membri ad attuare pienamente queste iniziative;

38.  sottolinea l'immenso potenziale del settore TIC per quanto riguarda l'occupazione nonché il suo ruolo per rendere l'Europa un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse ed energetico; sottolinea che la concorrenza nel settore favorisce l'innovazione e evidenzia la necessità di mercati competitivi, aperti a nuovi soggetti per facilitare la diffusione di nuove tecnologie innovative; sottolinea l'importanza di proseguire gli sforzi per garantire un accesso universale e ad alta velocità alla banda larga fissa e mobile, a condizioni eque e a prezzi competitivi per tutti i cittadini e i consumatori, indipendentemente dalla posizione geografica; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere tutti gli strumenti politici disponibili per ottenere l'accesso alla banda larga per tutti i cittadini europei, compresi gli obiettivi nazionali per la copertura a banda larga e ad alta velocità e programmi speciali per aumentare l'alfabetizzazione informatica dei bambini tramite l'uso dei computer nelle scuole;

39.  osserva che l'agenda digitale europea avrà un impatto fondamentalmente sui settori della cultura, dei mezzi di comunicazione e dell'istruzione e che, pertanto, si rivela necessario un approccio integrato piuttosto che uno a comparti; ritiene di vitale importanza che l'attenzione sia dedicata all'impatto dei nuovi media, ad esempio tramite l'impegno a sviluppare le competenze informatiche, e alla questione dei contenuti online rispetto a considerazioni economiche, tecniche e concernenti il mercato interno in tutte le iniziative politiche relative all'azienda digitale;

40.  osserva tuttavia che la libera circolazione dei servizi digitali sia attualmente ostacolata dalla frammentazione delle regole a livello nazionale;

41.  ritiene che anche l'industria creativa svolga un ruolo importante nel contesto digitale nella promozione della diversità culturale all'interno dell'UE;

Iniziativa faro: ’Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse’

42.  ritiene che gli aspetti ambientali della strategia UE 2020 siano generalmente troppo deboli e devono essere rafforzati. sollecita affinché gli obiettivi ambientali chiari e misurabili siano inglobati tra gli obiettivi principali della strategia, ponendo l'accento sulla necessità di arrestare la perdita di biodiversità;

43.  ritiene che la strategia 2020 dovrebbe essere orientata verso la realizzazione degli obiettivi UE a lungo termine volti a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050, in particolare aumentando l'efficienza energetica e minimizzando gli sprechi per migliorare la posizione concorrenziale dell'Europa e ridurre i costi;

44.  è del parere che il miglioramento dell'efficienza in termini di risorse dovrebbe costituire una priorità nel corso dell'intera strategia e che un'attenzione particolare debba essere prestata agli effetti del prezzo del petrolio in continua crescita e alla limitata offerta di metalli preziosi che sono vitali per l'elettronica in generale e, in particolare, per la produzione di batterie per auto elettriche;

45.  ritiene che l'innovazione debba essere perseguita con determinazione per raggiungere gli obiettivi del miglioramento ambientale, dell'efficienza nell'uso delle risorse e della riduzione dei costi e che la definizione di obiettivi giuridici e l'introduzione di misure di regolamentazione siano il mezzo più efficace per promuovere tale innovazione;

46.  considera opportuno adattare le modalità di ripartizione dei fondi strutturali UE per tenere conto della necessità di promuovere l'innovazione che riduce i costi e migliora l'uso delle risorse;

Iniziativa faro: ’energia pulita ed efficiente’

47.  sottolinea che processi produttivi sostenibili, uniti all'efficienza nell'uso delle risorse, a una politica energetica integrata e all'ulteriore sviluppo delle fondi energetiche rinnovabili, consentiranno all'UE non soltanto di raggiungere i propri obiettivi in materia di energia e cambiamento climatico, ma anche di mantenere una solida base manifatturiera in Europa e di aumentare la competitività, la crescita e l'occupazione;

48.  deplora che nella strategia UE 2020 non sia riscontrabile la minima ambizione per quanto riguarda lo sviluppo di una politica europea realmente comune in materia di energia; sottolinea che, malgrado un mercato interno funzionante sia un obiettivo fondamentale per l'Europa e pur sottolineando la necessità di attuare rapidamente il terzo pacchetto sull'energia, attribuire eccessiva enfasi a questa parte della politica energetica va a scapito degli altri due obiettivi dello ’sviluppo sostenibile’ e della ’sicurezza dell'approvvigionamento’; ricorda che non si può affrontare la questione del mercato interno separatamente da quella della dimensione esterna e che l'Europa necessita di una politica energetica europea comune al fine di esercitare un effetto concreto sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sul cambiamento climatico e sull'accessibilità dei prezzi dell'energia;

49.  sottolinea il fatto che l'efficienza energetica è non solo il mezzo più economico per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la sicurezza energetica, ma potrebbe anche creare un considerevole numero di posti di lavoro entro il 2020; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a porre l'efficienza energetica al primo posto dell'ordine del giorno dell'UE, anche in termini di bilancio; in modo più specifico, chiede di intensificare l'attuazione della legislazione vigente e di presentare una tempestiva e ambiziosa proposta del nuovo Piano d'azione europeo sull'efficienza, che preveda una revisione della direttiva servizi energetici e l'introduzione di un obiettivo vincolante per l'efficienza energetica;

50.  osserva che, per far fronte alla sfida del cambiamento climatico, saranno necessari cospicui investimenti nell'infrastruttura energetica prima del 2020 e oltre tale data, compresi investimenti per modernizzare le reti energetiche europee, un'autentica super rete europea, i corridoi verdi, le interconnessioni, a completamento del progetto Galileo, la tecnologia verde, la sanità elettronica, il programma sulle retri transeuropee di trasporto (RTE-T) e l'accesso libero ed equo alle TIC e alla banda larga; sottolinea altresì che è essenziale completare il mercato interno dell'energia e incoraggiare gli Stati membri a dare rapidamente attuazione al terzo pacchetto sull'energia, al fine di stimolare la crescita economica, promuovere l'apertura dei mercati, migliorare i diritti dei consumatori e rendere più sicuro l'approvvigionamento energetico dell'UE; ritiene essenziale perseguire tali iniziative per stimolare il mercato interno dell'energia e integrare una quota crescente di fonti energetiche rinnovabili nonché per sviluppare nuovi grandi progetti infrastrutturali nei paesi terzi, soprattutto nella regione mediterranea ed eurasiatica; osserva che le fonti energetiche rinnovabili sono le migliori risorse energetiche endogene del continente europeo e sollecita pertanto il perseguimento di misure ambiziose di attuazione degli obblighi degli Stati membri in materia di energie rinnovabili;

51.  sottolinea la necessità che l'Unione europea investa più efficacemente nelle infrastrutture di trasporto esistenti, quali le TEN-T, per promuovere la creazione di posti di lavoro, migliorare la coesione sociale e territoriale e creare un sistema di trasporti sostenibile e interoperabile; chiede un'interazione tra modi di trasporto e l'utilizzo intelligente della logistica, dal momento che per decarbonizzare il settore dei trasporti e renderlo sostenibile occorreranno innovazione, nuove tecnologie e risorse finanziarie;

Iniziativa faro: ’Una politica industriale per l'era della globalizzazione’

52.  è fortemente favorevole a una politica industriale atta a creare le condizioni migliori per mantenere e sviluppare una base industriale solida, competitiva e diversificata in Europa; accoglie con favore ed evidenzia il fatto che una tale politica copra l'intero comparto industriale e persegua principalmente l'obiettivo di creare le condizioni quadro adeguate;

53.  chiede una trasformazione dell'industria europea per mezzo di una politica industriale europea sostenibile che punti alla creazione di posti di lavori sostenibili e al miglioramento dell'efficienza e dell'impiego delle risorse; ritiene che lo sviluppo sostenibile dell'industria europea richieda un dialogo intenso con i dipendenti e i lavoratori; ribadisce che tale transizione richiederà misure volte ad aiutare la transizione dei lavoratori verso una nuova economia sostenibile sul piano ambientale;

54.  afferma che la strategia UE 2020 dovrebbe indicare i costi e i vantaggi del passaggio a un'economica sostenibile ed efficiente sotto il profilo energetico e osserva che uno degli obiettivi dell'Unione e degli Stati membri consiste nell'agevolare l'adeguamento dell'industria ai cambiamenti strutturali;

55.  ribadisce la sua richiesta di assicurare un adeguato finanziamento a sostegno di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio pulite, sostenibili ed efficienti, che consista in una spesa totale di almeno 2 miliardi di euro all'anno dal bilancio UE oltre al VII Programma quadro e al Programma quadro per la competitività e l'innovazione dal 2010 in poi; chiede, in tale contesto, che la Commissione e gli Stati membri definiscano con urgenza un calendario per gli impegni di finanziamento per garantire che i fondi per le varie iniziative del Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano SET) e per le altre iniziative complementari comincino a fluire dal 2010;

Iniziativa faro: ’Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro’

56.  ritiene importante che la diminuzione della competitività europea sia considerata a livello globale e che, tenendo conto della scarsità di forza lavoro prevista a lungo termine, è anche importante guardare oltre la crisi e studiare soluzioni europee che offrano possibilità di migrazione delle conoscenze e di prevenzione della ’fuga dei cervelli’ europei;

57.  ritiene che far fronte alla disoccupazione giovanile e promuovere un'effettiva corrispondenza tra le competenze e le esigenze del mercato dovrebbero essere punti centrali della politica e che, a tal fine, sia necessario facilitare la mobilità transfrontaliera per studenti e ricercatori nel quadro di scambi e tirocini e migliorare la forza di attrazione internazionale degli istituti europei di insegnamento superiore; ritiene che l'impegno dell'Europa in materia di istruzione dovrebbe trovare un'espressione pratica nella strategia UE 2020 e accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di includere nella strategia obiettivi quantitativi per l'istruzione;

58.  esorta gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione, congiuntamente al Parlamento, ad adottare, entro la fine dell'anno, una strategia ambiziosa in materia di posti di lavoro verdi, che ponga le condizioni quadro per approfittare delle potenzialità sotto il profilo occupazionale di un'economia più sostenibile basata sulle competenze e l'innovazione e garantisca che la transizione verso tale economia sia sostenuta dalla formazione, dall'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e dalla sicurezza sociale per tutti;

Iniziativa faro: ’Piattaforma europea contro la povertà’

59.  accoglie con favore la proposta della Commissione in merito a una piattaforma contro la povertà ma sottolinea che la lotta contro detto fenomeno deve essere rafforzata; ritiene, a tale proposito, che la strategia UE 2020 dovrebbe includere esplicitamente obiettivi ambiziosi volti a ridurre le disuguaglianze, più specificamente il divario tra ricchi e poveri; ritiene pertanto che la povertà debba essere misurata in termini di ’povertà relativa’, per contribuire a identificare coloro che sono a rischio di esclusione;

60.  ritiene che la scelta di indicatori per la povertà e l'inclusione sociale dovrebbe rispecchiare la necessità di ridurre la povertà tramite il coinvolgimento delle persone, in particolare delle donne, nel mercato del lavoro; chiede pertanto che siano sviluppati nuovi strumenti per valutare il legame tra l'esclusione dal mercato del lavoro e la povertà a livello personale; sottolinea l'importanza cruciale dei servizi sociali ai fini del perseguimento dell'inclusione sociale;

Politica di coesione

61.  è dell'avviso che una politica di coesione forte e dotata dei giusti finanziamenti, che abbracci tutte le regioni europee, dovrebbe essere pienamente in linea con la strategia UE 2020 e che una tale politica, con il suo approccio orizzontale, sia una precondizione per l'effettivo raggiungimento degli obiettivi dell'UE 2020, nonché per raggiungere la coesione sociale, economica e territoriale; esorta quindi a un'ulteriore semplificazione delle disposizioni di esecuzione relative alla politica di coesione nell'interesse di una sua più facile attuazione, responsabilità e di un approccio più reattivo alle sfide future e al rischio di crisi economiche;

62.  ritiene che la crisi mondiale debba essere utilizzata quale opportunità per creare nuovamente l'economia sociale di mercato europea quale modello di società fondato sulla sostenibilità, la solidarietà, la conoscenza, una netta riduzione della povertà e la creazione di posti di lavoro e che la strategia UE 2020 dovrebbe sviluppare le potenzialità in termini di occupazione della transizione verso un'economia sostenibile;

Politica agricola comune

63.  sottolinea che la riforma della PAC entro il 2013 e una strategia sostenibile in materia di silvicoltura dovrebbero essere considerate nel quadro della strategia UE 2020; è convinto che, se il quadro delle politiche del settore è valido e vi sono adeguate risorse di bilancio, l'agricoltura e la silvicoltura possono svolgere un ruolo importante in una strategia europea complessiva volta ad assicurare la ripresa economica, nel contempo contribuendo alla sicurezza alimentare dell'UE e del mondo, preservando il paesaggio rurale di cui è fatto il 90% del territorio dell'UE, assicurando la protezione dei posti di lavoro nelle aree rurali, garantendo benefici ambientali e fornendo un contributo importante alla ricerca di risorse alternative;

Azione esterna dell'Unione europea

64.  sottolinea che l'attenzione dedicata alla dimensione esterna della strategia UE 2020 dovrebbe essere maggiore; esorta vivamente la Commissione ad adottare un approccio più ampio e globale nella sua azione esterna, in linea con il principio UE di coerenza delle politiche per lo sviluppo; esorta la Commissione ad utilizzare la sua strategia commerciale per l'UE 2020 per promuovere i valori fondamentali dell'Unione, quali i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto e le libertà fondamentali e la salvaguardia dell'ambiente;

65.  sottolinea che la Commissione dovrebbe plasmare la sua strategia commerciale per l'UE 2020 al fine di trasformare la politica commerciale dell'Unione europea in un reale veicolo di creazione di posti di lavoro e di sviluppo sostenibile a livello mondiale e che dovrebbe prevedere tempestivamente un dialogo aperto con il Parlamento e la società civile sulle priorità dell'Unione europea per l'era post-Doha, in particolare in materia di norme sociali e ambientali e riforma dell'OMC;

o
o   o

66.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P7_TA(2010)0053.
(2) Testi approvati, P7_TA(2010)0186.

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