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Procedura : 2009/2139(INI)
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A7-0186/2010

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PV 05/07/2010 - 19
CRE 05/07/2010 - 19

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Martedì 6 luglio 2010 - Strasburgo
Relazione annuale della commissione per le petizioni 2009
P7_TA(2010)0261A7-0186/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2010 sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2009 (2009/2139(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle deliberazioni della commissione per le petizioni,

–  visti gli articoli 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea,

–  visti l'articolo 48 e l'articolo 202, paragrafo 8, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A7–0186/2010),

A.  considerando che l'attività della commissione per le petizioni nel 2009 è stata caratterizzata dalla transizione dalla sesta alla settima legislatura, e che la composizione della commissione è cambiata considerevolmente, dal momento che i due terzi dei membri ne fanno parte per la prima volta,

B.  considerando che il 2009 ha segnato la fine del mandato del Mediatore europeo e che la commissione per le petizioni ha partecipato direttamente alle audizioni dei candidati per la posizione,

C.  considerando che il trattato di Lisbona è entrato in vigore l'1 dicembre 2009, ponendo le basi necessarie per una maggiore partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, nel quadro degli sforzi per rafforzare la sua legittimità e la sua responsabilità,

D.  considerando che i cittadini dell'UE sono direttamente rappresentati dal Parlamento, e che il diritto di petizione, come sancito nel trattato, offre loro i mezzi per rivolgersi ai rappresentanti ogniqualvolta ritengano che i propri diritti siano stati violati,

E.  considerando che l'applicazione della legislazione europea ha un impatto diretto sui cittadini, che si trovano nella posizione migliore per valutarne l'efficacia e i punti deboli e per segnalare le lacune da colmare al fine di assicurare il rispetto degli obiettivi dell'Unione,

F.  considerando che i cittadini europei, a livello individuale e collettivo, si rivolgono al Parlamento per ottenere riparazione quando viene violato il diritto comunitario,

G.  considerando che il Parlamento, attraverso la sua commissione per le petizioni, ha l'obbligo di esaminare tali preoccupazioni e di fare il possibile per porre fine a tali violazioni; considerando che, al fine di offrire ai cittadini le soluzioni più rapide e appropriate, la commissione per le petizioni ha continuato ha rafforzare la collaborazione con la Commissione, con le altre commissioni parlamentari, con gli organi, le agenzie e le reti a livello europeo e con gli Stati membri,

H.  considerando che il numero di petizioni ricevute dal Parlamento nel 2009 è stato leggermente superiore a quello registrato nel 2008 (1924 rispetto a 1849), e che si è confermata la crescente tendenza a presentare le petizioni per via elettronica (nel 2009 circa il 65% delle petizioni è stato inoltrato in questo formato rispetto al 60% nel 2008),

I.  considerando che il numero di petizioni irricevibili presentate nel 2009 indica che si dovrebbe porre maggior attenzione nell'informare più efficacemente i cittadini sulle competenze dell'Unione e sul ruolo delle diverse istituzioni,

J.  considerando che, in molti casi, i cittadini fanno appello al Parlamento in merito a decisioni prese dalle competenti autorità amministrative o giudiziarie degli Stati membri e considerando che i cittadini hanno bisogno di meccanismi con cui rivolgersi alle autorità nazionali perché li rappresentino sia a livello legislativo europeo sia nel quadro dell'attuazione degli atti legislativi,

K.  considerando che i cittadini dovrebbero, in particolare, essere informati del fatto che, come riconosciuto dal Mediatore europeo nella decisione del dicembre 2009 che ha chiuso l'indagine in merito al ricorso 822/2009/BU contro la Commissione, i procedimenti giudiziari nazionali sono parte del processo di attuazione della legislazione europea negli Stati membri, e che la commissione per le petizioni non può trattare questioni soggette ai procedimenti giudiziari nazionali o rivedere gli esiti di tali procedimenti,

L.  considerando che i costi elevati dei procedimenti giudiziari, particolarmente in alcuni Stati membri, possono costituire un ostacolo per i cittadini e potrebbero di fatto impedire loro di adire i tribunali nazionali competenti qualora ritengano che le autorità nazionali non abbiano rispettato i loro diritti in virtù del diritto dell'Unione europea,

M.  considerando che il Parlamento si trova davanti a un problema particolare allorché riceve una petizione che accusa le autorità giudiziarie nazionali di aver omesso di richiedere un pronunciamento pregiudiziale della Corte di Giustizia in osservanza dell'articolo 267 TFEU, specialmente là dove la Commissione non agisca contro lo Stato membro in questione in virtù dell'articolo 258,

N.  considerando che la procedura delle petizioni, attraverso i suoi meccanismi di lavoro e poiché il diritto di petizione è garantito dal trattato a tutti i cittadini e i residenti dell'UE differisce da altre forme di ricorso di cui dispongono i cittadini a livello comunitario, quale la presentazione di denunce al Mediatore europeo o alla Commissione,

O.  considerando che i cittadini hanno diritto a una riparazione mirata alla soluzione e a un alto livello di trasparenza e di chiarezza da parte di tutte le istituzioni europee, e considerando che il Parlamento ha ripetutamente invitato la Commissione a utilizzare le sue prerogative in quanto custode del trattato per agire contro le violazioni della legislazione europea evidenziate dagli autori delle petizioni, specialmente là dove è il recepimento della legislazione UE a livello nazionale a dar luogo a un'infrazione,

P.  considerando che molte petizioni continuano a manifestare preoccupazione in merito al recepimento e all'attuazione della normativa europea sul mercato interno e sull'ambiente, e considerando i precedenti inviti rivolti dalla commissione per le petizioni alla Commissione affinché garantisca che i controlli esecutivi in quest'area siano rafforzati e resi più efficienti,

Q.  considerando che, sebbene la Commissione possa verificare interamente la conformità con il diritto UE solo quando le autorità nazionali abbiano adottato una decisione definitiva, è importante, soprattutto in merito alle questioni ambientali e in tutti i casi in cui risulti particolarmente rilevante il fattore tempo, verificare già nella fase iniziale che le autorità locali, regionali e nazionali applichino in modo corretto tutti i requisiti procedurali pertinenti ai sensi del diritto UE e procedano, se del caso, alla realizzazione di studi dettagliati sull'applicazione e l'impatto della legislazione vigente, onde conseguire tutti i dati necessari,

R.  considerando l'importanza di prevenire ulteriori irreparabili perdite di biodiversità, in particolare nei siti designati nel quadro di Natura 2000, e l'impegno degli Stati membri di assicurare la protezione delle zone speciali di conservazione ai sensi della direttiva sugli habitat naturali (92/43/CEE) e della direttiva sugli uccelli (79/409/CEE),

S.  considerando che le petizioni evidenziano l'impatto della legislazione europea sulla vita quotidiana dei cittadini UE, e riconoscendo l'esigenza di effettuare tutti i passi necessari per consolidare i progressi ottenuti nel rafforzare i diritti dei cittadini dell'UE,

T.  considerando che, nella sua precedente relazione di attività e nel suo parere sulla relazione annuale della Commissione sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario, la commissione per le petizioni ha chiesto di essere informata regolarmente sullo stato di avanzamento delle procedure di infrazione il cui oggetto è contemplato anche da petizioni,

U.  considerando che gli Stati membri hanno la responsabilità primaria nel recepire e attuare correttamente la legislazione europea, e riconoscendo che molti di loro nel 2009 sono stati sempre più spesso chiamati in causa nell'attività della commissione per le petizioni,

1.  si compiace della regolare transizione nella nuova legislatura e nota che gran parte dell'attività della commissione per le petizioni, a differenza di quella di altre commissioni parlamentari, è stata riportata nella nuova legislatura poiché l'esame di un numero considerevole di petizioni non era stato completato;

2.  accoglie con favore l'entrata in vigore del trattato di Lisbona e confida che il Parlamento sarà strettamente coinvolto nello sviluppo della nuova iniziativa dei cittadini cosicché tale strumento potrà realizzare completamente le sue finalità e assicurare maggior trasparenza e responsabilità nel processo decisionale dell'UE, permettendo ai cittadini di proporre miglioramenti o aggiunte al diritto dell'UE;

3.  accoglie con favore il Libro verde su un'iniziativa dei cittadini europei(1), pubblicato dalla Commissione alla fine del 2009, come primo passo nella realizzazione concreta di tale concetto;

4.  segnala che il Parlamento ha ricevuto petizioni sul modello di una campagna di iniziativa, sostenute da oltre un milione di firme e sottolinea la necessità di far sì che i cittadini siano messi a conoscenza della distinzione tra questo tipo di petizione e l'iniziativa dei cittadini;

5.  ricorda la propria risoluzione sull'iniziativa dei cittadini(2), cui la commissione per le petizioni ha contribuito con un parere; invita la Commissione a stabilire urgentemente modalità di applicazione comprensibili che identifichino chiaramente i ruoli e gli obblighi delle istituzioni che partecipano all'esame e al processo decisionale;

6.  accoglie con favore la natura giuridicamente vincolante acquisita dalla Carta dei diritti fondamentali con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona e sottolinea l'importanza della Carta nel rendere i diritti fondamentali più chiari e visibili per tutti i cittadini;

7.  ritiene che sia l'Unione europea sia i suoi Stati membri abbiano l'obbligo di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali inclusi nella Carta, e confida che la Carta contribuirà a sviluppare il concetto di cittadinanza dell'Unione;

8.  confida che saranno prese tutte le misure procedurali necessarie a garantire che gli aspetti istituzionali relativi all'adesione dell'UE alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali siano chiariti al più presto, e sottolinea l'intenzione della commissione per le petizioni di contribuire all'attività del Parlamento in materia;

9.  ricorda di aver precedentemente chiesto che sia eseguito un riesame completo delle procedure di ricorso a disposizione dei cittadini dell'UE da parte dei servizi competenti del Parlamento e della Commissione, e sottolinea l'importanza di proseguire i negoziati sull'accordo quadro rivisto tra il Parlamento europeo e la Commissione onde tenere in piena considerazione l'incremento dei diritti dei cittadini europei, segnatamente con riguardo alle iniziative dei cittadini europei;

10.  si compiace delle misure adottate dalla Commissione per ottimizzare i servizi di assistenza al pubblico esistenti con l'obiettivo di informare i cittadini sui loro diritti UE e, sugli strumenti di ricorso a loro disposizione in caso di violazione, raggruppando le diverse pagine web pertinenti (tra cui pagine di SOLVIT e di ECC-Net) sotto un'unica sezione denominata I Vostri diritti UE, accessibile sulla pagina iniziale del portale Internet dell'Unione europea;

11.  segnala che il Parlamento ha ripetutamente invitato la Commissione a sviluppare un sistema che indichi chiaramente i diversi meccanismi di denuncia a disposizione dei cittadini e ritiene che sia necessario adottare ulteriori misure al riguardo con l'obiettivo ultimo di trasformare la pagina I Vostri diritti UE in uno sportello unico online, semplice da utilizzare per l'utente; attende le valutazioni iniziali in merito all'attuazione del piano d'azione 2008(3), previste per il 2010;

12.  ricorda la propria risoluzione inerente alle attività del Mediatore europeo nel 2008 e incoraggia il Mediatore europeo, da poco rieletto, a proseguire il proprio lavoro per accrescere il livello di apertura e di responsabilità dell'amministrazione europea e per garantire che le decisioni siano prese nel modo più trasparente e più vicino possibile ai cittadini;

13.  riafferma la sua determinazione a sostenere l'Ufficio del Mediatore europeo negli sforzi esplicati per sensibilizzare l'opinione pubblica sul suo ruolo e nella sua missione di individuare i casi di cattiva amministrazione delle istituzioni europee e agire contro gli stessi; ritiene che il Mediatore europeo costituisca una fonte preziosa di informazioni nel quadro di un progetto generale per migliorare l'amministrazione europea;

14.  sottolinea che le petizioni ricevute nel 2009, di cui almeno il 40% è stato ritenuto irricevibile, hanno continuato a riguardare l'ambiente, i diritti fondamentali, la giustizia e il mercato interno; segnala che, in termini di concentrazione geografica, la maggior parte delle petizioni riguardavano l'Unione nel suo insieme, seguita da Germania, Spagna, Italia e Romania, il che dimostra che i cittadini seguono con attenzione le attività comunitarie e si rivolgono all'Unione per sollecitarne l'intervento;

15.  riconosce l'importanza dell'attività dei firmatari delle petizioni e della sua commissione per le petizioni per la protezione dell'ambiente dell'Unione; si compiace dell'iniziativa della commissione che ha commissionato uno studio sull'applicazione della direttiva Habitat in anticipazione dell'anno internazionale per la biodiversità che ritiene rappresenti uno strumento utile per valutare la strategia dell'UE per la biodiversità ad oggi e progettarne una nuova;

16.  osserva che sempre più petizioni riguardano i problemi riscontrati dai cittadini durante l'esercizio del diritto alla libera circolazione; tali petizioni mettono in evidenza l'eccessiva lentezza con cui gli Stati membri ospitanti rilasciano i permessi di soggiorno ai familiari provenienti da paesi terzi nonché le difficoltà riscontrate nell'esercizio del diritto di voto e per ottenere il riconoscimento dei titoli di studio;

17.  reitera i precedenti appelli alla Commissione a presentare proposte concrete per estendere la tutela dei consumatori contro pratiche commerciali sleali nei confronti delle piccole imprese, come previsto dalla risoluzione sulle pratiche sleali delle società di compilazione degli annuari(4), dato che la commissione continua a ricevere petizioni da parte di vittime di raggiri di questo genere;

18.  riconosce il ruolo centrale svolto dalla Commissione nell'attività della commissione per le petizioni, che si affida all'esperienza della Commissione nel valutare le petizioni, nell'identificare violazioni della legislazione comunitaria e per ottenere riparazione; riconosce inoltre l'impegno della Commissione per migliorare complessivamente i suoi tempi di risposta alle richieste di indagine della commissione per le petizioni affinché i casi riferiti dai cittadini possano essere risolti quanto più velocemente possibile;

19.  incoraggia la Commissione europea a intervenire in una fase precoce ogni qualvolta le petizioni segnalino la possibilità di danni a zone che godono di protezione speciale, ricordando alle competenti autorità nazionali i loro impegni per garantire l'integrità dei siti classificati come Natura 2000 nel quadro della direttiva 92/43/CEE (Habitat) e, se necessario, a prendere misure preventive per garantire il rispetto della legislazione europea;

20.  dà il benvenuto ai Commissari recentemente eletti – specialmente al Commissario competente per le Relazioni interistituzionali e l'amministrazione – ed è fiducioso che coopereranno con la commissione per le petizioni quanto più strettamente ed efficacemente possibile, rispettandola come uno dei canali più importanti tra i cittadini e le istituzioni europee;

21.  si rammarica che la Commissione non abbia dato seguito ai ripetuti inviti della commissione per le petizioni a fornire aggiornamenti ufficiali e regolari sull'evoluzione delle procedure di infrazione relative alle petizioni ancora all'esame; osserva che la pubblicazione mensile delle decisioni della Commissione sulle procedure di infrazione - in conformità con gli articoli 258 e 260 del Trattato - pur encomiabile in termini di trasparenza, non rappresenta una risposta adeguata a tali richieste;

22.  ritiene che seguire i comunicati stampa della Commissione per reperire le procedure di infrazione corrispondenti ad alcune petizioni rappresenti per la commissione per le petizioni un inutile spreco di tempo e di risorse, in particolar modo quando si tratta di violazioni orizzontali e chiede che la Commissione informi la commissione per le petizioni di qualsiasi procedura di infrazione pertinente;

23.  ribadisce la propria convinzione che i cittadini UE debbano beneficiare dello stesso livello di trasparenza da parte della Commissione, sia che presentino una denuncia formale, sia che inoltrino una petizione al Parlamento, e invita ancora una volta la Commissione a considerare con maggiore riguardo la procedura delle petizioni, e il suo ruolo nel portare alla luce violazioni della legislazione europea in merito alle quali avviare le relative procedure di infrazione;

24.  ricorda che, in molti casi, le petizioni mettono in luce problemi legati al recepimento e all'attuazione della legislazione comunitaria e riconosce che avviare una procedura di infrazione non apporta necessariamente soluzioni immediate ai problemi del cittadino, vista la durata media di tale procedura;

25.  accoglie con favore l'impegno della Commissione a sviluppare strumenti alternativi per promuovere una migliore attuazione della legislazione europea nonché l'atteggiamento positivo di alcuni Stati membri che adottano le misure necessarie per correggere le infrazioni nelle fase iniziali del processo di attuazione;

26.  si compiace della crescente partecipazione degli Stati membri alle attività della commissione per le petizioni e della presenza dei loro rappresentanti alle riunioni; reputa necessario rafforzare tale cooperazione dal momento che le autorità nazionali hanno la competenza primaria dell'applicazione della legislazione europea una volta trasposta nell'ordinamento giuridico nazionale;

27.  sottolinea che una più stretta cooperazione con gli Stati membri è estremamente importante per le attività della commissione per le petizioni; ritiene che una soluzione possibile sarebbe di intensificare la cooperazione con i parlamenti nazionali, soprattutto nel contesto del trattato di Lisbona;

28.  incoraggia gli Stati membri a prepararsi a svolgere un ruolo più trasparente e proattivo per dare risposta alle petizioni relative all'attuazione e all'applicazione del diritto europeo;

29.  ritiene che, alla luce del trattato di Lisbona, la commissione per le petizioni del Parlamento europeo dovrebbe forgiare rapporti di lavoro più stretti con le commissioni omologhe dei parlamenti regionali e nazionali degli Stati membri, al fine di promuovere la reciproca comprensione delle petizioni su questioni europee e per garantire la risposta più veloce ai cittadini al livello più adeguato;

30.  richiama l'attenzione sulle conclusioni contenute nella propria risoluzione sull'impatto dell'urbanizzazione estensiva in Spagna e chiede alle autorità spagnole di continuare a fornire valutazioni delle misure adottate, come hanno fatto finora;

31.  sottolinea il crescente numero di firmatari che si rivolge al Parlamento per ottenere riparazione relativamente a questioni che non rientrano nelle aree di competenza dell'UE, quali il calcolo delle pensioni, l'esecuzione delle sentenze dei tribunali nazionali e la passività delle amministrazioni nazionali; la commissione per le petizioni ha fatto del suo meglio per reindirizzare tali denunce alle autorità nazionali competenti;

32.  reputa che, se da un lato è opportuno incoraggiare un ampio utilizzo di Internet poiché facilita la comunicazione con i cittadini, dall'altro è necessario trovare una soluzione per evitare che la commissione sia sommersa da «false petizioni»; una possibile soluzione potrebbe consistere nel rivedere la procedura di registrazione al Parlamento e incoraggia il personale responsabile a inoltrare le petizioni in questione all'unità Posta del cittadino e non alla commissione per le petizioni;

33.  pone l'accento sulla necessità di continuare a lavorare per accrescere il livello di trasparenza nella gestione delle petizioni: a livello interno migliorando costantemente il trattamento elettronico delle petizioni che offre ai deputati un accesso diretto ai fascicoli delle petizioni e, a livello esterno, creando un portale interattivo per le petizioni, facile da usare per l'utente, che permetta al Parlamento di raggiungere il cittadino in modo più efficace e che renda più chiare al pubblico le procedure di voto e le competenze della commissione;

34.  incoraggia la creazione di un portale che proponga un modello interattivo plurifase per le petizioni che informi i cittadini sui risultati che si possono ottenere presentando una petizione al Parlamento e sulle competenze del Parlamento e potrebbe inoltre includere link verso altri mezzi di riparazione alternativi a livello nazionale ed europeo; chiede una descrizione quanto più dettagliata possibile delle competenze dell'Unione europea nei vari settori, per eliminare confusioni tra le competenze dell'Unione e le competenze nazionali;

35.  riconosce che l'attuazione di una tale iniziativa implica un costo, tuttavia esorta i servizi amministrativi interessati a collaborare con la commissione per le petizioni per trovare le soluzioni più appropriate, tenendo conto che siffatto portale sarebbe di capitale importanza non solo per migliorare i contatti tra il Parlamento e i cittadini dell'UE, ma anche per ridurre il numero di petizioni irricevibili;

36.  sottolinea che fintantoché non si trovi una soluzione soddisfacente alla questione delle risorse, è necessario migliorare immediatamente l'attuale sito web;

37.  si compiace dell'approvazione del nuovo regolamento del Parlamento e della revisione delle disposizioni relative alla gestione delle petizioni; incoraggia l'attività del segretariato e dei rappresentanti dei gruppi politici sulla revisione della guida per i deputati al regolamento e alle procedure interne della commissione per le petizioni, dato che tale documento non solo sarà d'aiuto ai deputati nel loro lavoro, ma aumenterà anche ulteriormente la trasparenza della procedura delle petizioni;

38.  reitera il proprio invito ai servizi amministrativi competenti affinché adottino le misure necessarie per creare un registro elettronico attraverso il quale i cittadini possano sottoscrivere oppure ritirare il proprio sostegno a una petizione, in conformità con l'articolo 202;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi degli Stati membri, alle loro commissioni per le petizioni nonché ai loro mediatori o organi analoghi competenti.

(1) COM(2009)0622 dell'11.11.2009.
(2) Risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2009 recante richiesta alla Commissione di presentare una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio per l'attuazione del diritto di iniziativa dei cittadini (Testi approvati del 7.5.2009, P6_TA(2009)0389).
(3) Piano d'azione per un approccio integrato per fornire servizi di assistenza del mercato unico ai cittadini e alle imprese (Documento di lavoro della Commissione SEC(2008)1882).
(4) Risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2008 sulle pratiche sleali delle società di compilazione degli annuari (GU C 45 E del 23.2.2010, pag.17).

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