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Procedura : 2010/2040(INI)
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Ciclo del documento : A7-0266/2010

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A7-0266/2010

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PV 21/10/2010 - 5
CRE 21/10/2010 - 5

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P7_TA(2010)0386

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Giovedì 21 ottobre 2010 - Strasburgo
Politica marittima integrata
P7_TA(2010)0386A7-0266/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 21 ottobre 2010 sulla politica marittima integrata (PMI) - Valutazione dei progressi realizzati e nuove sfide (2010/2040(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino(1),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Una politica marittima integrata per l'Unione europea» (COM(2007)0575),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Relazione intermedia sulla politica marittima integrata dell'UE» (COM(2009)0540),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la relazione intermedia sulla politica marittima integrata dell'UE (SEC(2009)1343),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Una politica marittima integrata per una migliore governance nel Mediterraneo» (COM(2009)0466),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Sviluppare la dimensione internazionale della politica marittima integrata dell'Unione europea» (COM(2009)0536),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Verso l'integrazione della sorveglianza marittima: un sistema comune per la condivisione delle informazioni sul settore marittimo dell'UE» (COM(2009)0538),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Esame della creazione di un sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (EUROSUR)» (COM(2008)0068),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Europa 2020, Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Programma di lavoro della Commissione per il 2010 - E» ora di agire' (COM(2010)0135),

–  visto il Libro bianco della Commissione: «L'adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo» (COM(2009)0147),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «'Tabella di marcia per la pianificazione dello spazio marittimo: definizione di principi comuni nell'UE» (COM(2008)0791),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Orientamenti per un approccio integrato alla politica marittima: Verso migliori pratiche di governance marittima integrata e di consultazione delle parti interessate» (COM(2008)0395),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «La strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico» (COM(2009)0248),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «L'Unione europea e la regione artica» (COM(2008)0763),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo: «Costruire una infrastruttura europea della conoscenza marina: Tabella di marcia per un'osservazione marina e una rete di dati europee» (SEC(2009)0499),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo: «Infrastruttura dei dati marini, esito di una consultazione pubblica» (SEC(2010)0073),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo: «Non-documento sulla sorveglianza marittima» (SEC(2008)2337),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Una strategia europea per la ricerca marina e marittima: Uno spazio europeo della ricerca per promuovere l'uso sostenibile degli oceani e dei mari» (COM(2008)0534),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo: «Obiettivi strategici e raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018» (COM(2009)0008),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla politica marittima integrata del 16 novembre 2009,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla sorveglianza marittima integrata del 17 novembre 2009,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla politica marittima integrata del 14 giugno 2010,

–  visti la convenzione per la protezione del Mar Mediterraneo dai rischi dell'inquinamento ed i suoi protocolli(2),

–  visto il parere del Comitato delle regioni in merito al pacchetto marittimo e costiero del 17-18 giugno 2009,

–  vista la sua risoluzione del 12 luglio 2007 su una futura politica marittima dell'Unione: una visione europea degli oceani e dei mari(3),

–  vista la sua risoluzione del 20 maggio 2008 su una politica marittima integrata per l'Unione europea(4),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e i pareri della commissione per la pesca e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0266/2010),

A.  considerando che gli oceani e i mari sono realtà estremamente complesse e che subiscono l'influenza di molteplici attività, interessi e politiche; considerando che le competenze necessarie per affrontare le diverse sfide degli affari marittimi e il potere di farvi fronte sono ripartiti tra diversi attori pubblici e privati a vari livelli di governance,

B.  considerando che gli oceani e i mari sono interconnessi e interdipendenti e che, inoltre, lo sfruttamento sempre più intenso degli oceani e dei mari da parte di settori come trasporti, pesca, energia, turismo e ricerca, unitamente al cambiamento climatico, hanno contribuito ad aumentare la pressione sull'ambiente marino,

C.   considerando che il trasporto marittimo e la cantieristica navale contribuiscono in maniera significativa alla prosperità economica dei paesi dell'Unione europea e che tali settori rendono un valido servizio ai consumatori e all'industria a livello europeo e mondiale,

D.  considerando che l'approccio della PMI rappresenta una chiara risposta alla questione di come raggiungere una maggiore coerenza tra le azioni condotte a titolo delle diverse politiche che interessano i mari e le zone costiere e la necessità di un uso più ecocompatibile delle risorse di tali ecosistemi,

E considerando che la direttiva quadro sulla strategia marina costituisce il pilastro ambientale della politica marittima integrata (PMI); che tale approccio dovrebbe essere meglio collegato alle altre politiche settoriali,

F.  considerando che un'efficace PMI dovrebbe basarsi sull'eccellenza nel settore della ricerca, della tecnologia e dell'innovazione marine e dovrebbe portare ad un approccio «one-stop-shop» nel processo decisionale e quindi a una riduzione della duplicazione dei poteri di regolamentazione, tenendo comunque conto delle specificità regionali e locali,

G.  considerando che tali strutture di governance marittima integrata dovrebbero rafforzare la pianificazione coordinata di attività marittime concorrenti, la gestione strategica delle zone marittime, la qualità delle attività di sorveglianza e l'applicazione delle leggi; che un tale obiettivo necessita di misure atte a identificare con precisione l'insieme di queste strutture nonché a garantirne la visibilità e a migliorarne la cooperazione, e tutto questo in un quadro trasparente e coerente,

H.  considerando che l'Unione europea è la prima potenza marittima mondiale e che essa dovrà contare sulla PMI e sui relativi risultati per agire quale propulsore internazionale al fine di migliorare la pianificazione delle attività marittime, la protezione dell'ambiente e la promozione delle buone pratiche marittime in sedi internazionali,

I.  considerando che le regioni costiere e insulari ultraperiferiche d'Europa svolgono un ruolo particolare in materia di sicurezza e di protezione contro le minacce ambientali e gli atti criminali,

Osservazioni generali

1.  accoglie con favore il pacchetto della Commissione dell'ottobre 2009 sulla politica marittima integrata (PMI) considerandolo un bilancio tempestivo e incoraggiante dell'attuazione del piano d'azione del Libro blu 2007, e riconosce al contempo che le nuove iniziative già adottate e previste sono pienamente coerenti con gli obiettivi del Libro blu e ne costituiscono la logica conseguenza; conferma la validità generale di un approccio integrato agli affari marittimi;

2.  concorda con la Commissione che la nostra «forte tradizione marittima» è uno dei cardini dell'Europa; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a sviluppare ulteriormente le potenzialità offerte dai vari settori marittimi, definendo una strategia ambiziosa di crescita nel settore marittimo («crescita blu»); ritiene che la PMI debba contribuire a instaurare un'Unione competitiva, sociale e durevole; è del parere, a tal proposito, che lo sviluppo di tale politica debba integrare in modo armonioso gli impegni volti a conseguire lo sviluppo economico, alti livelli occupazionali, in particolare rendendo il settore di maggiore attrattiva per i giovani grazie ad azioni di formazione e al lancio del progetto «Erasmus marittimo», e la protezione dell'ambiente; afferma, pertanto, che la PMI dovrebbe essere interconnessa con gli obiettivi e le iniziative della strategia UE 2020;

3.  chiede quindi alla Commissione di proporre, entro il 2013, una strategia globale ed intersettoriale per la crescita sostenibile nelle regioni costiere e marittime, sulla base di un'ampia analisi del potenziale e delle opzioni politiche e di una vasta consultazione dei soggetti interessati; ritiene che uno degli elementi di questa strategia dovrebbe essere un nuovo approccio integrato per rafforzare la leadership mondiale dell'Europa nella ricerca in materia marina e marittima, nello sviluppo tecnologico e nel campo dell'ingegneria marittima in settori come la cantieristica navale, lo sviluppo sostenibile delle risorse marine, la navigazione pulita nonché lo sviluppo dell'energia off-shore e delle relative tecnologie; afferma la necessità di trovare soluzioni a livello internazionale per eliminare pratiche di concorrenza sleale in seno al settore della cantieristica navale;

4.  invita la Commissione a prendere provvedimenti dopo la catastrofe della marea nera nel Golfo del Messico e a instaurare una certezza giuridica nel campo dell'estrazione petrolifera offshore in Europa, presentando una strategia d'azione europea coordinata in materia di prevenzione delle catastrofi e di lotta contro gli incidenti provocati dalle piattaforme estrattive e dalle petroliere, a livello internazionale soprattutto nei casi di inquinamento transfrontaliero; chiede alla Commissione di incoraggiare gli Stati membri ad attuare pienamente il quadro giuridico internazionale già in vigore, quale definito dalle convenzioni internazionali dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) in materia, di individuare, parallelamente, tutte le misure possibili atte a prevenire tali disastri e tutte le possibili lacune legislative a livello dell'UE e degli Stati membri e di adattare di conseguenza, al più presto, l'insieme delle azioni e della legislazione UE pertinenti, tenendo conto delle caratteristiche diverse del golfo del Messico e delle regioni costiere e marittime europee;

5.  sollecita la Commissione ad ampliare il mandato dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) in materia di ispezioni di sicurezza degli impianti offshore e di pulizia delle fuoriuscite di petrolio nella revisione del regolamento dell'EMSA;

6.   ritiene urgente, in tale contesto, rivedere la direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, poiché essa non include la responsabilità secondo il principio «chi inquina paga» nel caso dell'estrazione petrolifera offshore;

7.   invita a tale proposito la Commissione a esaminare se il mandato EMSA debba essere ampliato e se i controlli concernenti il rispetto delle norme di sicurezza nelle estrazioni petrolifere offshore e la verifica dei piani d'emergenza debbano essere, in tale contesto, posti sotto la sua responsabilità;

8.  si compiace dello studio della Commissione intitolato «Base di dati sui progetti finanziati dall'UE nelle regioni marittime»(5) e invita la Commissione a fornire nella sua prossima relazione intermedia sulla PMI una panoramica completa e sistematica di tutti i fondi messi a disposizione in tutte le linee di bilancio per le attività connesse ai settori marittimi, alle regioni costiere e ai mari;

9.  chiede alla Commissione di insistere sulla necessità che la PMI riceva un finanziamento adeguato nelle prossime prospettive finanziarie e di considerare tutte le possibilità di finanziamento, tra cui sia la proposta del Comitato delle regioni di un fondo costiero che un coordinamento efficace dei diversi regimi di finanziamento;

10.  appoggia l'intenzione dichiarata della Commissione di finanziare la politica marittima integrata con 50 milioni di euro nei prossimi due anni al fine di sviluppare i precedenti progetti in materia di strategia, governance, sostenibilità e sorveglianza;

Governance marittima

11.  si congratula con gli Stati membri e le regioni che hanno già messo a punto politiche e strutture integrate di governance marittima; invita tutti gli Stati membri le cui strutture amministrative relative alla PMI mostrano ancora una frammentazione elevata a instaurare senza indugio delle strutture uniformi e integrate di governance marittima;

12.  concorda con gli orientamenti della Commissione in materia di governance marittima e con la sua analisi dei promettenti, ma non ancora soddisfacenti, progressi compiuti negli ultimi anni;

13.  invita la Commissione, gli Stati membri e le regioni costiere a intensificare gli sforzi volti alla definizione delle politiche marittime integrate e alla costituzione di adeguate strutture di governance marittima, che consentano di prendere decisioni sulla base delle migliori informazioni disponibili, coinvolgendo tutte le parti interessate e rispettando quindi maggiormente i diversi obiettivi politici;

14.  sottolinea l'esigenza di promuovere strategie di sviluppo locale ad hoc basate su un processo di consultazione dal basso verso l'alto e di scoraggiare un approccio unico valido per tutti; ritiene, pertanto, che la governance marittima integrata sia essenziale per evitare eventuali sovrapposizioni di competenze tra diversi livelli governativi e per rafforzare la cooperazione e il dialogo con le autorità locali e regionali, le comunità costiere, gli attori della società civile e altri soggetti marittimi interessati; caldeggia l'elaborazione e lo sviluppo di piani per le macroregioni marittime dell'Unione europea nel contesto di approcci strategici per le zone marittime regionali;

15.  invita la Commissione a valutare più nel dettaglio, sulla base delle prestazioni, la qualità delle strutture di governance marittima a livello nazionale e regionale e a scambiare le migliori pratiche per raggiungere gli obiettivi della PMI; è dell'avviso che una governance marittima integrata e trasparente garantisca una pianificazione ottimale, crei numerose sinergie e favorisca la nascita di uno spazio marittimo europeo senza barriere;

16.  concorda con la Commissione che la partecipazione delle parti interessate alla definizione delle politiche marittime dovrebbe essere maggiormente radicata nelle strutture di governo; invita a tal fine tutti gli Stati membri costieri che non l'hanno ancora fatto a designare quanto prima punti di contatto nazionali per la PMI, apportando così una risposta positiva alla domanda della Commissione; sottolinea la necessità di attivare al più presto questa rete operativa; sostiene la formazione di una piattaforma trasversale per il dialogo tra le parti interessate sulle questioni marittime; chiede l'introduzione di disposizioni in vista di un partenariato concreto tra la Commissione e le regioni, ribadisce il suo sostegno alla Giornata marittima europea e chiede che si esaminino ulteriormente le disposizioni relative all'informazione dei cittadini dell'UE e alla partecipazione pubblica in ordine a tutti gli aspetti della PMI;

17.  accoglie con favore la rete europea di poli marittimi e chiede alla Commissione, agli Stati membri e alle regioni di sostenere, a tutti i livelli, tali organizzazioni emergenti, in particolare sostenendo la loro capacità d'innovazione, la loro integrazione nelle politiche e nei programmi nazionali e dell'UE, rafforzando le cooperazioni transnazionali, garantendo una maggiore apertura alle piccole e medie imprese e migliorando la loro visibilità;

18.  invita gli Stati membri e la Commissione a intensificare il dialogo a livello internazionale sulla PMI e altre questioni marittime nelle sedi competenti, anche quanto alla ratifica e all'attuazione dell'UNCLOS; propone che sia istituita una riunione sulla PMI a livello ministeriale degli Stati membri dell'Unione per il Mediterraneo (UpM), da tenersi almeno una volta l'anno;

19.  invita l'Unione europea a promuovere in seno all'Unione per il Mediterraneo l'integrazione del progetto di un codice comune di buone prassi nei settori della pesca e dell'acquacoltura nel programma di questa nuova organizzazione internazionale;

20.  invita la Commissione a rafforzare la dimensione internazionale della PMI e attira l'attenzione della Commissione e degli Stati membri sulla necessità che i miglioramenti in materia di condizioni lavorative in mare, di sicurezza e di prestazioni ambientali delle imbarcazioni siano trattati nelle sedi internazionali e ratificati nel quadro di accordi internazionali firmati dagli Stati portuali, di bandiera e costieri se si vuole pervenire a un miglioramento, su scala mondiale, nel campo della navigazione marittima;

21.  invita la Commissione e il Consiglio a sostenere l'integrazione della PMI negli strumenti di leva finanziaria e negli obiettivi della politica estera dell'UE mediante l'adozione di iniziative appropriate incentrate sulla lotta contro problemi quali l'inquinamento, la pesca illegale e la pirateria;

Iniziative e strategie per i bacini marittimi

22.  accoglie con favore le iniziative e le strategie regionali in materia di bacini marittimi nonché le strategie macroregionali connesse al mare finora proposte dalla Commissione; riconosce che l'attuazione dei principi della PMI richiede che essi siano tradotti in strategie mirate e in misure specifiche, adeguate alle specificità di ciascun bacino marittimo e, nel caso del Mediterraneo, alle diverse sub-regioni che vi si affacciano; chiede dialogo e cooperazione ulteriori al fine di migliorare la governance dello spazio marino e delle zone costiere nel quadro di un approccio multilivello nei diversi bacini marittimi, compreso il Mare del Nord, il Mar Baltico, l'Atlantico, il Mar Nero e l'area del Mediterraneo, e invita la Commissione a procedere rapidamente, in collaborazione con gli Stati membri, all'elaborazione e alla presentazione di azioni in tali regioni;

23.  invita la Commissione ad accordare particolare attenzione alle specificità delle regioni ultraperiferiche dell'UE, le cui acque territoriali assicurano che l'UE disponga della più grande zona economica esclusiva del mondo; ritiene pertanto che tali territori potrebbero svolgere un ruolo centrale nella dimensione internazionale della PMI e invita la Commissione a includere una dimensione marittima nei suoi accordi internazionali con i gruppi subregionali;

24.  rileva che gran parte delle acque del Mediterraneo e del Mar Nero sia al di fuori delle zone sotto la giurisdizione o i diritti sovrani degli Stati costieri, e che pertanto tali Stati non abbiano poteri prescrittivi ed esecutivi per regolare in maniera integrata le attività umane al di là di tali zone;

25.  chiede quindi agli Stati costieri interessati di risolvere i problemi di delimitazione sulla base dell'UNCLOS e di accordarsi sulle loro zone marittime;

Pianificazione dello spazio marittimo

26.  si rende conto che la stabilità, la prevedibilità e la trasparenza della gestione degli spazi marini sono fondamentali per garantire uno sviluppo ottimale e sostenibile delle attività economiche, una nuova crescita e nuovi posti di lavoro in mare, compreso l'ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili, come l'energia eolica e l'energia del moto ondoso, ferme restando le attività più tradizionali;

27.  è del parere che la gestione su base ecosistemica di usi del mare sempre più intensivi e competitivi richieda una pianificazione coordinata, snella e transfrontaliera dello spazio marittimo come strumento neutro, che abbia le potenzialità per contribuire in modo significativo all'attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina e per favorire la coesistenza armoniosa di diversi usi del mare;

28.  accoglie con favore la tabella di marcia sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM), basata su un approccio ecosistemico e la definizione dei dieci principi di pianificazione e ritiene che tale strumento di politica intersettoriale sia essenziale per l'attuazione della PMI; chiede alla Commissione di presentare nel 2011 un progetto di direttiva sulla PSM o comunque di proporre il tipo di strumento più appropriato per garantire la coerenza tra la PSM e le altre iniziative in corso (gestione integrata delle zone costiere - ICZM, Natura 2000, direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino);

29.  suggerisce di valutare le opportunità di utilizzo congiunto dello spazio marittimo da parte di diversi settori (ad esempio navigazione, energia rinnovabile/eolica e acquacoltura);

30.  ricorda l'estrema importanza della pianificazione dello spazio marittimo europeo e dei suoi usi per le regioni costiere, in particolare per le regioni ultraperiferiche, e rileva la necessità di tutelare le regioni biogeografiche marine più sensibili dal punto di vista ecologico, garantendo al settore della pesca uno sfruttamento sostenibile delle risorse;

Sorveglianza marittima

31.  si attende che un approccio alla sorveglianza marittima ben coordinato e integrato tra pilastri, intersettoriale e transfrontaliero migliori la tutela degli interessi degli Stati membri e dell'Unione europea nonché la prevenzione dell'inquinamento marino e delle attività illecite, mettendo a disposizione delle autorità che operano in mare informazioni in materia di monitoraggio e sorveglianza in vari settori pertinenti di attività e favorendo così una maggiore efficienza;

32.  invita pertanto la Commissione, gli Stati membri, le agenzie dell'UE e in particolare l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA), nonché le organizzazioni competenti ad accelerare i loro sforzi in termini di cooperazione e coordinamento nonché per quanto concerne i necessari adeguamenti legislativi;

33.  chiede alla Commissione di individuare, in cooperazione con gli Stati membri, gli ostacoli allo scambio di dati nella legislazione UE e nazionale e nei mandati delle agenzie, di trarre insegnamento dalle esperienze acquisite nelle iniziative regionali e nazionali, nei progetti di ricerca e nei progetti pilota e dalle operazioni della PESD nei settori della sorveglianza marittima, al fine di presentare nel 2010 una tabella di marcia in materia di sorveglianza marittima integrata e di esplorare aree di cooperazione con paesi terzi, in particolare quelli del bacino del Mediterraneo che hanno ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), nonché con le organizzazioni competenti;

34.  chiede alla Commissione di individuare le risorse finanziarie aggiuntive necessarie a creare un ambiente comune per la condivisione delle informazioni, nel quadro della sorveglianza marittima integrata, in tempo utile prima delle prossime prospettive finanziarie, a tutto vantaggio dell'UE e dei suoi Stati membri;

35.  invita la Commissione a proporre un quadro giuridico per l'integrazione della sorveglianza marittima, nella prospettiva di un ambiente comune per la condivisione delle informazioni;

36.  ribadisce la sua richiesta di una migliore cooperazione tra gli ispettorati, le guardie costiere e le marine nazionali degli Stati membri e ricorda alla Commissione di svolgere - come richiesto in precedenza dal Parlamento europeo per il 2005 nella direttiva 2005/35/CE - uno studio di fattibilità su un'ulteriore collaborazione o integrazione tra i diversi servizi di guardia costiera, con una maggiore interoperabilità tra i diversi sistemi di vigilanza e in vista dell'istituzione di una guardia costiera europea; ritiene che esista un considerevole potenziale in termini di maggiore coinvolgimento dell'EMSA nella sorveglianza delle zone costiere e di aumento del sostegno offerto agli Stati membri per le attività di contrasto dell'inquinamento marittimo;

Varie

37.  ribadisce la posizione e le richieste espresse nella sua risoluzione sugli obiettivi strategici e le raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018;

38.  chiede alla Commissione, in vista della prossima elaborazione del Libro bianco sul futuro dei trasporti, di tenere conto del ruolo fondamentale attualmente svolto dal trasporto marittimo in ambito commerciale, di promuovere lo sviluppo di porti secondari meno congestionati e di affrontare in maniera adeguata la questione delle misure di sicurezza per il trasporto marittimo all'interno e all'esterno dell'UE, investendo sul miglioramento di sistemi di gestione del rischio multilivello che consentano di individuare e ispezionare i carichi pericolosi;

39.  sottolinea l'importanza di uno spazio marittimo senza frontiere e invita la Commissione e gli Stati membri a:

   valutare e preservare i piccoli porti;
   accrescere la rete di trasporto marittimo a corto raggio al fine di ridurre al minimo le distanze di trasporto via terra;
   sostenere la ricerca e l'innovazione in materia di modalità di carico, di movimentazione delle merci e logistica al fine di trovare soluzioni che riducano i tempi e i costi di trasporto;
   sostenere lo sviluppo delle infrastrutture portuali;

40.  chiede alla Commissione di integrare la politica marittima europea e le politiche relative alla rete idroviaria interna, in modo da sfruttare al massimo il potenziale della navigazione interna e creare modi di trasporto diversificati ed efficienti;

41.  invita la Commissione, gli Stati membri e il settore marittimo a intensificare gli sforzi di ricerca e sviluppo relativi all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili per quanto concerne sia la propulsione delle navi che l'elettricità necessaria a bordo;

42.  sollecita la Commissione a migliorare le condizioni lavorative del personale marittimo mediante misure adeguate, ad applicare nel diritto dell'UE la convenzione sul lavoro marittimo dell'OIL e a proporre un programma di qualificazione e formazione del personale marittimo, prevedendo in particolare l'assunzione di giovani, inclusi quelli provenienti da paesi terzi;

43.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione un'iniziativa per una politica industriale europea coordinata mirante ad aumentare la competitività, sostenendo l'eccellenza della costruzione navale europea, la sicurezza e le prestazioni e la competitività ambientali del trasporto marittimo nello spazio marittimo comune senza frontiere, sfruttando pienamente, a tal fine, la capacità concorrenziale dell'industria cantieristica europea e utilizzando le tecnologie rispettose dell'ambiente e i carburanti alternativi per le navi al fine di promuovere la cosiddetta «navigazione verde»; chiede agli Stati membri di ratificare la convenzione internazionale di Hong Kong (2009) per un riciclaggio delle navi sicuro e contemporaneamente compatibile con l'ambiente;

44.  ritiene essenziale – fondandosi sul riferimento alla coesione territoriale nel trattato sul funzionamento dell'UE e al fine di migliorare l'accessibilità – continuare a rendere la mobilità di passeggeri e merci una parte integrante della politica del mercato interno, promuovendo il trasporto marittimo a corto raggio e il cabotaggio marittimo tra i territori e, nel contempo, assicurando migliori collegamenti tra regioni marittime periferiche, regioni ultraperiferiche e isole, da una parte, e territori continentali e centri economici, dall'altra; sottolinea, nello stesso quadro, che è di importanza cruciale far fronte alle difficoltà che affliggono le zone insulari dell'UE, soprattutto le piccole comunità insulari, per quanto attiene al trasporto di persone e merci, rafforzando i collegamenti marittimi non adeguatamente serviti dal mercato e garantendo per i trasporti di persone gli stessi costi per chilometro, a prescindere dalla loro ubicazione; chiede l'adozione di misure concrete per le regioni ultraperiferiche tenendo conto delle loro specificità;

45.  richiama l'attenzione sull'importanza particolare dell'economia marittima per gli Stati membri con una zona economica esclusiva di ampia estensione e sulla necessità di favorire lo sviluppo di cluster economici marittimi, il cui contributo per la crescita e l'occupazione deve essere incentivato in linea con la strategia UE 2020;

46.  sottolinea che la pesca e l'acquacoltura hanno a buon diritto il loro posto nell'economia marittima e nello sviluppo delle regioni costiere spesso remote di cui la politica marittima integrata dovrà potenziare la crescita;

47.  insiste che nella PMI si tenga conto dei vincoli e delle caratteristiche specifiche della pesca e dell'acquacoltura, per quanto riguarda l'uso dello spazio marittimo, in particolare quanto alla disponibilità degli spazi necessari per svolgere queste attività e alla necessità di preservare gli habitat marini istituendo riserve marine e adottando altre misure a tale scopo, ponendo l'accento su una ricerca meglio pianificata e integrando pienamente le diversità geografiche e climatiche di ciascun bacino marino;

48.  ricorda la particolare vulnerabilità delle regioni costiere e insulari all'impatto dei cambiamenti climatici; sottolinea che la pianificazione di tutti gli sviluppi lungo l'estesa fascia costiera dell'UE, compreso l'entroterra, deve tenere conto delle conseguenze dei cambiamenti climatici; suggerisce di tenere in considerazione la vulnerabilità ai cambiamenti climatici in fase di elaborazione della futura politica regionale per non pregiudicare l'attuazione della PMI;

49.   invita la Commissione a integrare in maniera coerente nel settore marittimo gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e a introdurre strumenti economici fondati sul mercato, ad esempio sistemi di scambio di quote di emissione (ETS); ricorda, in seguito all'esito della 61a sessione del Comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO (27 settembre 2010 - 1° ottobre 2010), e mantenendo la sua richiesta di ulteriori sostanziali progressi in seno all'IMO, l'impegno per iniziative della Commissione presente nella direttiva ETS (2009/29/CE); chiede inoltre alla Commissione di sviluppare una strategia volta a mitigare gli impatti specifici dei cambiamenti climatici sulle regioni costiere e insulari, come seguito del Libro bianco sui cambiamenti climatici;

50.  ribadisce l'urgente necessità di alleviare le pressioni che da terra sono esercitate sull'ambiente marino, come l'inquinamento derivante dagli effluenti industriali e agricoli e la scarsa gestione delle zone costiere, nel contesto di un approccio ecosistemico integrato;

51.  invita gli Stati membri a rispettare gli obblighi imposti dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, a procedere a una valutazione della situazione ambientale dei rispettivi mari entro il 15 luglio 2012, a fissare obiettivi in materia di ambiente e a predisporre programmi di sorveglianza; invita inoltre gli Stati membri a elaborare ambiziosi programmi di misure volti a conseguire un buono stato ecologico delle acque;

52.  esorta gli Stati membri a rispettare gli obblighi in materia di individuazione delle aree protette imposti dall'articolo 13 della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; esorta altresì gli Stati membri a vigilare efficacemente sul rispetto delle misure di protezione;

53.  rileva che dal 1º luglio 2010 sono in vigore nuovi valori limite per quanto concerne il tenore di SO2 nei carburanti per le navi che attraversano la Manica oppure i mari del Nord e Baltico, ossia aree dichiarate zone di controllo delle emissioni di zolfo ai sensi di una decisione dell'IMO; è conseguentemente del parere che tutte le zone costiere d'Europa debbano essere tutelate in modo analogo e che dall'applicazione di nuovi valori limite per il tenore di SO2 soltanto in alcune zone potrebbe derivare una distorsione della concorrenza; ritiene che sarebbero preferibili norme uniformi per tutta l'UE e che occorre evitare a qualsiasi costo un trasferimento modale dal trasporto marino a quello via terra;

54.  osserva che i mari sono diventati una sorta di discarica in cui vengono riversati volumi sempre più ingenti di rifiuti, in gran parte di materiale plastico, oltre che di container marittimi persi; invita la Commissione a promuovere un dibattito, a livello europeo e internazionale, volto a esaminare possibili soluzioni per ridurre il fenomeno in questione;

55.  chiede alla Commissione di elaborare una strategia per un turismo costiero, insulare e marino sostenibile, al fine di rafforzare la sostenibilità e l'attrattiva delle aree in questione per abitanti e turisti, trattandosi di uno degli obiettivi della protezione della natura nelle aree marine, quali il Mare di Wadden, e di elaborare detta strategia facendo pieno ricorso alle nuove disposizioni sul turismo contenute nel trattato di Lisbona e promuovendo iniziative come la rete EDEN;

56.  sottolinea che, considerati l'elevato potenziale di sviluppo e la funzione di importante motore della crescita attribuibili al turismo marittimo e costiero nonché ai settori connessi, le zone litoranee costituiscono la principale meta turistica in Europa e chiede alla Commissione di includere le problematiche citate nella sua strategia per un turismo costiero e marino sostenibile;

57.  sottolinea l'importanza del valore aggiunto della politica marina e marittima per il rafforzamento della cooperazione tra paesi vicini, in particolare tra Stati membri e paesi candidati;

58.  accoglie con favore la strategia di ricerca marina e marittima europea così come gli inviti congiunti nell'ambito del programma quadro di ricerca sugli «Oceani di domani» come segno concreto di un approccio integrato all'attuazione della PMI; propone di inserire le scienze legate al mare tra le aree tematiche prioritarie dell'Ottavo programma quadro per la ricerca, così come la creazione di un Istituto europeo di ricerca marina;

59.  concorda sul fatto che è essenziale costruire una base interdisciplinare di conoscenze scientifiche e tecnologiche sui mari e le coste d'Europa; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare, in collaborazione con gli attori regionali e locali, le basi di dati esistenti e i programmi di osservazione e ad accelerare i loro sforzi per rendere operativa nel più breve tempo possibile la rete europea per l'osservazione e la raccolta di dati sull'ambiente marino (EMODNET);

60.  esorta la Commissione ad aiutare gli Stati membri a lanciare un piano di rilevamento e mappatura dei relitti e dei siti archeologici sommersi – che fanno parte del patrimonio storico e culturale dell'Unione – in modo da facilitare la comprensione e lo studio dei siti stessi contribuendo così alla prevenzione dei saccheggi cui sono esposti e quindi alla relativa preservazione;

61.  accoglie con favore l'Atlante dei mari, recentemente elaborato dalla Commissione, e incoraggia le parti interessate ad avvalersi del Forum marittimo in quanto nuovo strumento di cooperazione e a coinvolgere con maggiore efficienza il pubblico;

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62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
(2) Testi approvati, P7_TA(2010)0128.
(3) GU C 175 E del 10.7.2008, pag. 531.
(4) GU C 279 E del 19.11.2009, pag. 30.
(5) Relazione finale. Contratto quadro FIS/2007/04, contratto specifico n. 4 del dicembre 2009.

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