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Giovedì 21 ottobre 2010 - Strasburgo
Relazioni commerciali dell'UE con l'America latina
P7_TA(2010)0387A7-0277/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 21 ottobre 2010 sulle relazioni commerciali dell'UE con l'America Latina (2010/2026(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue risoluzioni dell'1 dicembre 2005 sulla preparazione della Sesta conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio a Hong Kong(1), del 4 aprile 2006 sulla valutazione del round di Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong(2), dell'1 giugno 2006 su commercio e povertà: definire politiche commerciali per massimizzare il contributo del commercio alla riduzione della povertà(3), del 27 aprile 2006 su una cooperazione rafforzata fra Unione europea e America latina(4), del 12 ottobre 2006 sulle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e il Mercosur in vista della conclusione di un accordo di associazione interregionale(5), del 23 maggio 2007 sugli aiuti al commercio dell'Unione europea(6), del 12 luglio 2007 sull'Accordo TRIPS e l'accesso ai farmaci(7), del 29 novembre 2007 sul commercio e il cambiamento climatico(8), del 24 aprile 2008 sul quinto Vertice ALC-UE di Lima(9), del 24 aprile 2008 su «Verso una riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio»(10), del 20 maggio 2008 sul commercio di materie prime e prodotti di base(11), del 25 marzo 2010 sulle conseguenze della crisi economica e finanziaria mondiale per i paesi in via di sviluppo e la cooperazione allo sviluppo(12) e del 5 maggio 2010 sulla strategia dell'Unione europea per le relazioni con l'America latina(13),

–  viste le risoluzioni dell'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e in particolare quelle del 19 dicembre 2007 sulle sfide e opportunità derivanti dalla globalizzazione per le relazioni economiche e commerciali tra l'Unione europea e i paesi dell'America latina, dell'1 maggio 2008 sulle sfide e opportunità del ciclo di Doha, dell'8 aprile 2009 sul commercio e il cambiamento climatico e del 14 maggio 2010 sulla riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio,

–  viste le dichiarazioni finali delle sessioni della Conferenza parlamentare sull'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) adottate a Ginevra il 18 febbraio 2003, a Cancún il 12 settembre 2003, a Bruxelles il 26 novembre 2004, a Hong Kong il 15 dicembre 2005 e a Ginevra il 2 dicembre 2006 e il 12 settembre 2008,

–  viste le dichiarazioni dei sei Vertici dei Capi di Stato e di governo dell'Unione europea e dell'America latina e dei Caraibi finora svoltisi a Rio de Janeiro (28 e 29 giugno 1999), a Madrid (17 e 18 maggio 2002), a Guadalajara (28 e 29 maggio 2004), a Vienna (12 e 13 maggio 2006), a Lima (16 e 17 maggio 2008) e a Madrid (18 maggio 2010),

–  visti i comunicati congiunti del quinto Vertice UE-Messico (16 maggio 2010), del quarto Vertice UE-Mercosur (17 maggio 2010), del quarto Vertice UE-Cile (17 maggio 2010), del quarto Vertice UE-Cariforum (17 maggio 2010), del quarto Vertice UE-America centrale (19 maggio 2010) e del Vertice UE-Comunità andina (19 maggio 2010),

–  visti l'Accordo di Ginevra sul commercio delle banane tra l'Unione europea e Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù e Venezuela, e l'Accordo sul commercio delle banane tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America,

–  visti l'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra, e l'Associazione per lo sviluppo e l'innovazione tra Cile e UE,

–  visti l'Accordo di partenariato economico, coordinamento politico e cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e gli Stati Uniti del Messico, dall'altra, e il parteneriato strategico tra il Messico e l'Unione europea,

–  vista la conclusione dei negoziati su un accordo di associazione tra l'UE e l'America Centrale,

–  vista la conclusione dei negoziati tra l'UE e la Colombia e il Perù su un accordo commerciale multilaterale,

–  visto il riavvio dei negoziati UE-Mercosur in vista della conclusione di un accordo di associazione ambizioso ed equilibrato tra le due regioni, che porti a un approfondimento delle relazioni e offra a entrambe le parti grandi vantaggi politici ed economici,

–  vista la dichiarazione adottata il 1° aprile 2010 dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sull'Accordo UE-America latina sulle banane e le sue conseguenze per i produttori ACP e UE,

–  visto il comunicato congiunto della XIV riunione ministeriale fra l'Unione europea e il Gruppo di Rio, svoltasi a Praga dall'11 al 14 maggio 2009,

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2009 intitolata «L'Unione europea e l'America latina: attori globali in partenariato» (COM(2009)0495),

–  visto il documento tematico del 2 giugno 2010 attraverso il quale la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica sulla futura direzione della politica commerciale dell'UE,

–  viste le conclusioni dell'8 dicembre 2009 del Consiglio dell'Unione europea sulle relazioni tra l'Unione europea e l'America latina,

–  vista la sua posizione del 5 giugno 2008 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dall'1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2011 e che modifica i regolamenti (CE) n. 552/97 e (CE) n. 1933/2006 e i regolamenti (CE) nn. 964/2007 e 1100/2006 della Commissione(14),

–  visto il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio del 22 luglio 2008 relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dall'1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2011 e che modifica i regolamenti (CE) n. 552/97 e (CE) n. 1933/2006 e i regolamenti della Commissione (CE) n. 1100/2006 e (CE) n. 964/2007(15),

–  visto l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio,

–  viste le dichiarazioni delle conferenze ministeriali dell'OMC adottate a Doha il 14 novembre 2001 e a Hong Kong il 18 dicembre 2005 e la relazione di sintesi della presidenza adottata a Ginevra il 2 dicembre 2009,

–  vista la relazione del gennaio 2005 del Consiglio consultivo presieduto da Peter Sutherland sul futuro dell'OMC(16),

–  vista la dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite dell'8 settembre 2000 che stabilisce gli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) come criteri congiuntamente stabiliti dalla comunità internazionale per eliminare la povertà,

–  vista la relazione 2009 sugli obiettivi di sviluppo del Millennio e la relazione del 12 febbraio 2010 del Segretario generale delle Nazioni Unite sull'attuazione della dichiarazione del Millennio, intitolata «Mantenere la promessa: una revisione lungimirante per promuovere un programma d'azione concordato per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015»,

–  visti la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il protocollo di Kyoto relativo all'UNFCCC e l'esito della quindicesima conferenza delle parti aderenti all'UNFCCC svoltasi a Copenaghen(17),

–  vista la sedicesima conferenza delle parti aderenti all'UNFCCC, che si terrà in Messico,

–  visti la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, le convenzioni internazionali sui diritti umani, il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR),

–  visti il trattato di Lisbona, in particolare gli articoli 3 e 21, e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  viste le clausole sui diritti umani negli accordi esterni dell'UE,

–  vista l'agenda dell'OIL per un lavoro dignitoso e il patto globale per l'occupazione dell'OIL approvato per consenso globale il 19 giugno 2009 alla Conferenza internazionale del lavoro,

–  vista la Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), adottata nel 1979 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, e il suo Protocollo opzionale,

–  visti la relazione Stiglitz e il documento conclusivo della Conferenza sulla crisi finanziaria ed economica mondiale e il suo impatto sullo sviluppo (24-26 giugno 2009),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A7-0277/2010),

A.  considerando che l'America latina e l'Unione europea non solo condividono valori, storia e cultura, ma formano anche un'associazione strategica,

B.  considerando che negli ultimi trent'anni l'America latina ha intrapreso un notevole processo di diversificazione sul piano delle relazioni internazionali, con l'obiettivo di ridurre il suo livello di dipendenza,

C.  considerando che l'Unione europea ha rafforzato le sue relazioni economiche e commerciali con l'America latina, diventando il suo secondo partner commerciale e il principale partner commerciale per il Mercosur e il Cile; considerando inoltre che, secondo Eurostat, tra il 1999 e il 2008 il volume degli scambi commerciali è raddoppiato, con un aumento delle importazioni dell'Unione europea provenienti dall'America latina a 96,14 miliardi di EUR e delle esportazioni dell'Unione europea verso tale regione a 76,81 miliardi di EUR, e che si è registrato anche un costante aumento degli scambi di servizi; considerando che, a causa degli effetti drammatici della crisi finanziaria ed economica, nel 2009 queste cifre sono scese a 70,11 miliardi di EUR per le importazioni e a 61,57 miliardi di EUR per le esportazioni, ma hanno ripreso a salire nel 2010; considerando altresì che i paesi europei costituiscono la principale fonte di investimenti esteri diretti (IED) in America latina,

D.  considerando che, sebbene ricca di risorse naturali, l'America latina figura fra le regioni che non hanno potuto ampliare la loro quota nel commercio internazionale e ha perso terreno nei confronti delle economie asiatiche, più competitive e dinamiche,

E.  considerando che numerosi paesi dell'America latina sono stati classificati fra i più vulnerabili del mondo ai cambiamenti climatici e tenendo conto del forte impatto dei processi di desertificazione e deforestazione, e dell'aumento di fenomeni come i cicloni e l'estinzione di specie che interessano in ampia misura l'America latina, come anche degli allarmanti esempi concreti e altamente significativi della minaccia globale posta dai cambiamenti climatici, come lo stato della foresta pluviale amazzonica o il rischio rappresentato dallo scioglimento dei ghiacciai andini,

F.  considerando che, secondo la Commissione economica per l'America latina e i Caraibi (ECLAC), sono stati realizzati considerevoli progressi nella riduzione della povertà, con una diminuzione del tasso di povertà in America latina dal 44,4% nel 2003 al 33% nel 2010, e che la povertà e la migrazione riguardano sempre più le donne; considerando altresì che, secondo l'ECLAC e l'UNICEF, quasi il 63% dei bambini e degli adolescenti dell'America latina soffrono a causa della povertà,

G.  considerando che i diversi livelli di sviluppo spiegano il fatto che il commercio tra determinati paesi dell'UE e della regione America latina e Caraibi (ALC) è asimmetrico quanto al tipo di beni che esportano; considerando altresì che gli scambi commerciali tra le due regioni sono fortemente concentrati e che, più che raddoppiati dal 1990 a questa parte, si sviluppano a un ritmo più lento di quello osservato per ciascuna delle due regioni con altre aree del mondo,

H.  considerando che il vertice UE-ALC tenutosi a Lima nel 2008 ha portato alla definizione degli assi principali del partenariato strategico biregionale, con lo scopo di creare una rete di accordi di associazione tra l'UE e i vari gruppi di integrazione sub-regionali; considerando inoltre che il Vertice UE-ALC tenutosi a Madrid nel maggio del 2010 ha significato un notevole avanzamento rispetto a tale approccio consentendo di sbloccare tutti i negoziati commerciali con l'ALC arenatisi negli ultimi anni,

I.  considerando che la creazione di una rete di accordi globali già in vigore, conclusi o in fase di negoziazione con i diversi gruppi di paesi latinoamericani è intesa a contribuire a intensificare la cooperazione fra i due continenti, rendendo possibili processi di integrazione regionale a più velocità,

J.  considerando che il PIL pro capite nella regione va dai 1.211 dollari USA di Haiti e dai 2.635 dollari USA del Nicaragua agli 11.225 dollari USA del Brasile e ai circa 15.000 dollari USA di Argentina, Cile e Messico,

K.  considerando che, nonostante siano stati compiuti progressi significativi al livello della gestione delle finanze pubbliche, l'onere del debito, spesso ereditato da un'epoca precedente, resta uno degli ostacoli più gravi agli investimenti legati al commercio, allo sviluppo e a finanze statali sane in numerosi paesi dell'America latina,

L.  considerando che in America latina vi è un desiderio generalizzato di aumentare l'importanza economica della regione nell'economia globale e che l'America latina ha ridotto la propria dipendenza dagli Stati Uniti diversificando attivamente le sue relazioni economiche; considerando inoltre che l'Europa dovrebbe agire in modo opportuno per rafforzare, a tal fine, il suo ruolo di partner commerciale di grande rilievo e che l'Europa e l'America latina mantengono l'impegno di continuare a rafforzare le loro relazioni strategiche basate su principi, valori e interessi comuni,

M.  considerando che la nuova politica commerciale dell'UE adattata alla strategia Europa 2020 dovrebbe tenere in considerazione la particolare situazione della regione America latina,

N.  considerando che l'esportazione di prodotti intelligenti e di alta qualità promossa nel quadro della strategia Europa 2020 richiede clienti solvibili; considerando che, nell'interesse di entrambe le parti, gli accordi tra l'America latina e l'UE devono continuare a produrre benefici tangibili per le loro società rispettive,

O.  considerando che nel 2004 i negoziati volti a istituire una zona di libero scambio di 750 milioni di consumatori erano stati bloccati a seguito di una controversia in gran parte legata all'accesso degli esportatori del Mercosur ai mercati agricoli europei,

1.  sottolinea che il trattato di Lisbona definisce la politica commerciale dell'UE come parte integrante e pertinente dell'azione esterna globale dell'Unione e che la politica commerciale può svolgere un ruolo decisivo e positivo nel creare ricchezza, nel promuovere relazioni economiche e politiche fra i popoli e i paesi, nel garantire la pace e nel rispondere agli obiettivi di sviluppo, ambientali e sociali, e che tali politiche devono completarsi a vicenda al fine di raggiungere gli obiettivi fissati nel trattato sull'Unione europea; ritiene che una politica commerciale europea moderna possa svolgere un ruolo importante nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e degli impegni internazionali a favore dei diritti umani, della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale;

2.  si compiace del fatto che le relazioni commerciali con partner dell'America latina siano diventate una priorità per l'Unione europea;

3.  evidenzia che la politica commerciale è uno strumento importante ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di un partenariato strategico biregionale tra l'Unione europea e l'America latina; appoggia a tale riguardo la creazione di un'area euro-latinoamericana di partenariato interregionale basata su un modello compatibile con lo scenario «OMC-Regionalismo»;

4.  osserva che l'obiettivo di un'integrazione più stretta delle aree economiche europea e latinoamericana è di creare una situazione vantaggiosa per entrambe le parti; osserva altresì che relazioni commerciali più intense ed eque dovrebbero favorire le creazione di posti di lavoro più numerosi e migliori in entrambe le regioni e sostenere l'obiettivo di economie più rispettose dell'ambiente e maggiormente efficienti in termini di risorse; osserva in particolare che un aumento degli scambi commerciali non dovrebbe portare alla deforestazione e a un aumento delle emissioni di gas a effetto serra;

5.  invita la Commissione a sostenere attivamente lo sviluppo di meccanismi commerciali equi e il commercio di risorse gestite in modo sostenibile;

6.  accoglie favorevolmente il fatto che la Dichiarazione di Madrid riconosca esplicitamente il principio del diritto sovrano degli Stati di gestire e regolare le proprie risorse naturali, precisando che dovrebbero essere presi in considerazione criteri di sostenibilità;

7.  insiste sul fatto che tutti i paesi hanno il diritto di istituire i meccanismi necessari per difendere la loro sicurezza alimentare e per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dei piccoli e medi produttori alimentari;

8.  ritiene che, per trarre un maggiore beneficio dalle loro relazioni commerciali e distribuire in modo adeguato i profitti degli scambi fra la popolazione, i governi di entrambe le regioni dovrebbero utilizzare tali benefici al fine di migliorare il loro benessere sociale e affiancare alla politica commerciale l'adozione di riforme interne e strutturali adeguate, segnatamente nei settori sociale e fiscale, promuovendo riforme commerciali responsabili e aumentando la capacità istituzionale in materia commerciale;

9.  sottolinea che è necessario promuovere l'attuazione di politiche complementari specifiche per paese, volte ad aumentare le opportunità di scambi commerciali tra soggetti interessati, in conformità degli obiettivi di sviluppo specifici; ritiene che ai fini dello sviluppo sia fondamentale mobilitare lo strumento «Aiuto al commercio» e mettere a frutto l'intensificazione degli scambi commerciali;

10.  accoglie favorevolmente gli sviluppi positivi intervenuti nei paesi latinoamericani, dove le nuove politiche del commercio e delle risorse associate a riforme interne hanno contribuito a ridurre la povertà e le diseguaglianze, come documenta il miglioramento del loro coefficiente Gini, e ritiene che tali sviluppi mostrino a quali condizioni la politica commerciale può avere effetti distributivi del progresso;

11.  accoglie con favore il fatto che in America latina si stanno esplorando nuove forme ambiziose di cooperazione economica, che sono legate a politiche socioeconomiche; invita la Commissione ad appoggiare siffatti approcci all'integrazione Sud-Sud e a evitare, negli accordi commerciali dell'UE, clausole suscettibili di pregiudicare gli effetti positivi dei rispettivi approcci all'integrazione;

12.  sottolinea che occorre mobilitare risorse e assistenza tecnica per individuare e finanziare programmi che forniscano alle comunità escluse, che si collocano ai piedi della piramide socioeconomica, nonché alle piccole e medie imprese, opportunità di produzione locali e regionali intese a garantire la sicurezza alimentare e un accesso sostenibile ai mercati;

13.  ritiene che l'assistenza legata al commercio dovrebbe aiutare i produttori a ridurre i costi di transazione che comporta l'osservanza delle norme di regolamentazione e di qualità, e che si dovrebbero elaborare programmi volti ad assistere le imprese nei controlli, i collaudi e le certificazioni ufficiali;

14.  insiste sull'importanza di imporre norme ambientali, di tracciabilità e di sicurezza alimentare per i prodotti agricoli importati nel quadro degli accordi conclusi tra l'UE e i paesi dell'America latina;

15.  ritiene che per l'America latina sia essenziale diversificare i propri scambi commerciali, che sono sostanzialmente basati sulle materie prime, e continuare ad avanzare in direzione del commercio sostenibile di prodotti e servizi di maggior valore aggiunto per poter competere a livello globale; ritiene che i trasporti mondiali legati alle attuali catene di approvvigionamento e la divisione internazionale del lavoro dovrebbero prendere in considerazione le preoccupazioni ambientali;

16.  chiede una più stretta cooperazione tra l'UE e i paesi dell'America latina affinché, in linea con gli impegni assunti nella Dichiarazione di Madrid, coordinino i loro sforzi in vista della rapida conclusione in ambito OMC di un accordo di Doha ambizioso, equo ed esauriente; sottolinea che un sistema commerciale multilaterale aperto e basato su regole eque contribuirà alla ripresa delle economie mondiali dalla crisi economica nonché alla promozione della crescita e dello sviluppo, applicando una riduzione progressiva ed equilibrata delle barriere commerciali tariffarie e non tariffarie in linea con il principio del trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo, contribuendo nel contempo efficacemente alla riduzione della povertà;

17.  deplora le misure protezionistiche che sono state prese durante la crisi finanziaria da alcuni paesi dell'America latina, in particolare dall'Argentina; sollecita la Commissione ad affrontare con i paesi latinoamericani la questione dell'accesso al mercato;

18.  sottolinea che il conseguimento di tutti e otto gli OSM delle Nazioni Unite va considerato come un compito cruciale degli attuali negoziati commerciali multilaterali e bilaterali; sottolinea altresì che il rispetto degli impegni rinnovati nella Dichiarazione di Madrid sugli OSM e l'eradicazione della povertà globale richiederanno un contesto commerciale in cui i paesi in via di sviluppo dell'America latina abbiano un accesso reale ai mercati dei paesi sviluppati e possano preservare e sviluppare proprie industrie manifatturiere e alimentari competitive, un contesto in cui siano applicate pratiche commerciali più eque e regole rigorose in materia di protezione ambientale e dei diritti sociali;

19.  ritiene che l'UE dovrebbe adoperarsi per proporre un'offerta più allettante servendo gli interessi di sviluppo economico dei suoi partner al fine di garantire la propria presenza nella regione, accanto a Stati Uniti e Cina; è del parere che ciò dovrebbe includere offerte complementari, ad esempio in relazione alla creazione di capacità e al trasferimento di tecnologie; sottolinea la necessità di trattare con rispetto i partner e di riconoscere le asimmetrie a livello dei fabbisogni;

20.  ribadisce l'importanza di includere gli standard in materia di diritti dell'uomo, ambientali e sociali in tutti gli accordi commerciali conclusi dall'UE con paesi terzi, compresi quelli latinoamericani, in vista di un'azione esterna coerente che rispecchi gli interessi economici dell'Unione europea e promuova i suoi valori fondamentali;

21.  sottolinea che positivi sviluppi di mercato lungo tutta la catena del valore devono dare luogo a livelli di reddito adeguati e che tutti gli attori di tale catena dovrebbero beneficiare dei margini di profitto;

22.  reputa necessario conferire al partenariato commerciale una dimensione autenticamente europea, aumentando gli scambi dei paesi latinoamericani con tutti i paesi, compresi quelli dell'Europa centrale e orientale; reputa altresì necessario che gli scambi coprano una gamma più ampia di attività economiche;

23.  sottolinea il ruolo costruttivo che le imprese con sede nell'UE che operano in America latina sono chiamate a svolgere, applicando standard elevati in materia di protezione sociale, ambiente e gestione della qualità, e offrendo salari dignitosi e la sicurezza del posto di lavoro;

24.  è consapevole del fatto che in passato si sono verificati alcuni casi di comportamenti scorretti da parte di imprese che operano in America latina, con degrado ambientale, sfruttamento della forza lavoro e gravi violazioni dei diritti umani; ricorda che l'Unione europea nel suo insieme e le imprese con sede nell'UE che operano in America latina devono servire da modello di comportamento socio-lavorativo e ambientale, in un contesto di trasparenza e di rispetto dei diritti umani che garantisca la protezione di tutti gli attori; sottolinea che le imprese multinazionali europee sono in ampia misura responsabili dell'immagine dell'UE nella regione e devono promuoverne i valori osservando i principi della responsabilità sociale delle imprese;

25.  riconosce che la conclusione degli accordi OMC sul commercio delle banane ha definitivamente risolto un'annosa controversia con i paesi latinoamericani e i paesi ACP fornitori di banane, ha facilitato l'avanzamento dei negoziati del ciclo di Doha e ha contribuito alla conclusione dei negoziati relativi a vari accordi con i paesi dell'America centrale nonché Colombia e Perù; chiede tuttavia che si tenga conto degli impegni assunti nei confronti dei partner ACP e degli interessi dei produttori dell'Unione europea; chiede, al fine di evitare nuovi contenziosi, che sia garantito un equo trattamento a tutti i partner commerciali in America latina, inclusi quelli che non hanno concluso un accordo commerciale con l'Unione europea;

26.  ricorda che gli accordi adottati a livello di OMC e gli accordi bilaterali in corso di negoziato con determinati paesi dell'America latina hanno un impatto sulle vulnerabili economie delle regioni ultraperiferiche, a causa delle similarità tra i settori agricoli di queste ultime e quelli del continente latinoamericano; appoggia pertanto l'impostazione in base alla quale, nelle relazioni commerciali tra UE e America latina, le filiere strategiche e tradizionali delle regioni ultraperiferiche sono preservate e sono oggetto sia di compensazioni adeguate che di un'attenzione particolare onde evitare di compromettere gli impegni che l'UE ha assunto nel 2009 nei confronti di tali regioni nell'ambito della strategia europea per le regioni ultraperiferiche;

27.  osserva che l'attuazione di tutti gli accordi di associazione deve considerare gli interessi delle persone coinvolte e deve essere oggetto di ratifica parlamentare con riferimento a tutti i loro pilastri, segnatamente dialogo politico, cooperazione e commercio;

28.  prende atto della conclusione positiva dei negoziati relativi all'accordo di associazione tra l'UE e l'America centrale che, come primo esempio di accordo biregionale, dovrebbe contribuire, unitamente ad adeguate politiche di accompagnamento, a promuovere non solo la ricchezza, ma anche l'ulteriore integrazione dei paesi dell'America centrale; prende atto della decisione di Panama di dare inizio al processo di adesione al sottosistema di integrazione economica centroamericana;

29.  sottolinea che i negoziati relativi a un accordo commerciale multilaterale tra l'UE e la Colombia e il Perù si sono conclusi con esito soddisfacente; prende atto della decisione della Bolivia di ritirare il ricorso presentato dinanzi alla Corte di giustizia della Comunità andina in relazione all'accordo commerciale multilaterale; invita pertanto le parti interessate ad operare a favore di un futuro accordo di associazione negoziato con tutti i paesi della Comunità andina;

30.  appoggia la ripresa dei negoziati relativi all'accordo di associazione UE-Mercosur, giacché un accordo di associazione di questo tipo, che riveste la massima importanza e interessa 700 milioni di persone, costituirebbe se fosse concluso rapidamente, l'accordo biregionale più ambizioso al mondo; sottolinea pertanto che il Parlamento europeo dovrebbe essere strettamente associato a tutte le fasi dei negoziati; è consapevole del fatto che le questioni agricole rappresentano probabilmente uno dei temi sensibili dei negoziati; chiede che le importazioni agricole nell'Unione europea possano essere autorizzate solo se rispettano le norme europee in materia di protezione dei consumatori, benessere degli animali e tutela dell'ambiente nonché requisiti sociali minimi; sottolinea che occorre pervenire a un esito equilibrato per entrambe le parti garantendo che i negoziati tengano pienamente conto dei recenti sviluppi dell'economia globale, delle sfide ambientali globali, come il cambiamento climatico, e delle richieste e preoccupazioni espresse dal Parlamento;

31.  invita la Commissione ad associare strettamente il Parlamento ai negoziati relativi al necessario aggiornamento degli accordi con il Cile e il Messico;

32.  è decisamente favorevole all'approvazione del piano di lavoro congiunto nel quadro del partenariato strategico UE-Messico e ai negoziati intesi a pervenire ad una modernizzazione ambiziosa delle relazioni commerciali che consenta di realizzare tutto il potenziale dell'accordo di associazione UE-Messico, che dall'entrata in vigore, ha permesso di incrementare i flussi commerciali del 122%;

33.  condivide pienamente la «road map» e il programma di lavoro dell'associazione per lo sviluppo e l'innovazione Cile-UE nonché l'approfondimento, soddisfacente per entrambe le parti a livello di scambi di beni e servizi, dell'accordo di associazione che, dal 2003 a oggi, ha consentito di più che raddoppiare gli scambi commerciali fra il Cile e l'UE;

34.  sottolinea la necessità di intraprendere uno studio d'impatto preliminare sulle conseguenze di un accordo con il Mercosur a motivo del previsto aumento delle importazioni di carni nel territorio europeo – 70% per le carni bovine e 25% per quelle di pollame – che risultano meno costose trattandosi di carni prodotte in base a requisiti sanitari, ambientali e sociali meno rigorosi;

35.  invita la Commissione e i suoi partner dell'America latina a coinvolgere la società civile nella valutazione del rispetto delle norme in materia di lavoro, diritti umani e ambiente inserite negli accordi commerciali, e a promuovere lo svolgimento dei dialoghi periodici con la società civile previsti dagli accordi di associazione;

36.  è profondamente preoccupato per le misure restrittive recentemente adottate dalle autorità argentine nei confronti dei prodotti alimentari importati da paesi terzi, compresa l'Unione europea; ritiene che dette misure costituiscano un reale ostacolo non tariffario incompatibile con gli obblighi OMC; invita quindi le autorità argentine a rimuovere tale onere illegale gravante sui prodotti alimentari, che potrebbe inviare un segnale negativo e rappresentare un serio ostacolo per i negoziati UE-Mercosur in corso;

37.  invita la Commissione a rendere più trasparenti i negoziati commerciali consentendo a tutte le parti sociali dei settori potenzialmente interessati dall'esito degli accordi commerciali di accedere rapidamente ai documenti chiave e ai progetti di accordo, ferma restando l'applicazione delle procedure abituali per quanto concerne i documenti soggetti all'obbligo di riservatezza, e a istituire un processo continuo e formalizzato di consultazione con dette parti sociali;

38.  richiama l'attenzione sull'importante ruolo svolto dall'Unione delle nazioni sudamericane (UNASUD);

39.  invita la Commissione a considerare la possibilità di instaurare una stretta cooperazione fra i due continenti per lo sviluppo di una nuova rete ferroviaria latinoamericana;

40.  prende atto della decisione di istituire la Comunità degli Stati dell'America latina e dei Caraibi (CELAC); evidenzia che l'integrazione regionale è un processo essenziale per aiutare l'America latina ad adeguarsi alle nuove sfide globali;

41.  reputa che i quadri di riferimento per il commercio, l'energia e il cambiamento climatico debbano sostenersi reciprocamente;

42.  invita la Commissione a dare appoggio ai partner latinoamericani impegnati nella creazione di impianti di produzione competitivi e a valore aggiunto; propone la creazione, sia in America latina che negli Stati membri dell'UE, di accademie commerciali regionali intese a rafforzare le capacità delle PMI attraverso sessioni di formazione sui prerequisiti per il commercio di prodotti agricoli, beni e servizi con la regione partner;

43.  sollecita i paesi dell'America latina a compiere seri sforzi per lottare contro il cambiamento climatico e, in particolare, per arrestare la deforestazione;

44.  incoraggia un sostegno da parte dell'UE all'organizzazione di fiere commerciali UE-America latina nei vari paesi europei e latinoamericani, quale occasione per stabilire contatti e concludere accordi di partenariato, in particolare per quanto concerne le PMI;

45.  ritiene che la prossima riforma del sistema delle preferenze generalizzate (SPG) debba renderlo più efficiente e stabile onde garantire che i produttori dell'America latina ne raccolgano i potenziali benefici; è del parere che i negoziati relativi ad accordi commerciali con paesi che già beneficiano del regime SPG + debbano consentire un certo grado di asimmetria che tenga conto, in larga misura, del livello delle preferenze di cui fruiscono nel quadro di tale regime; sottolinea che tutti i paesi sono liberi di non avviare i negoziati e possono quindi continuare a beneficiare del regime SPG + fintantoché soddisfano le pertinenti condizioni;

46.  prende atto della creazione da parte dell'UE di un nuovo Fondo di investimenti per l'America latina, il cui obiettivo principale dovrebbe essere di fungere da leva per mobilitare ulteriori finanziamenti destinati a diversificare gli investimenti in America latina al fine di promuovere i progressi in aree prioritarie quali sistemi di trasporto pubblico e di mobilità efficaci, risparmio energetico, energie rinnovabili, istruzione e ricerca;

47.  si compiace della decisione di creare una fondazione UE-ALC che sarà utile, anche sul piano commerciale, per rafforzare il partenariato biregionale, favorirne la visibilità e realizzarne tutto il potenziale;

48.  ritiene che la formulazione dei capitoli sulla protezione degli investimenti debba contribuire a garantire la certezza giuridica necessaria per lo sviluppo di questi ultimi senza incidere sulla capacità dei governi di rispondere alle esigenze ambientali, sanitarie e sociali delle loro popolazioni;

49.  riconosce l'importanza dell'audit del debito estero dell'Ecuador effettuato da una commissione internazionale e incoraggia gli altri paesi a intraprendere processi analoghi; invita la Commissione e il Consiglio a risolvere celermente il problema del debito estero di alcuni paesi latinoamericani e caraibici, sia bilateralmente che nell'ambito delle istituzioni finanziarie internazionali;

50.  invita l'Unione europea ad appoggiare il nuovo concetto di sostegno alla tutela dell'ambiente, che consiste nel compensare la perdita di potenziali entrate commerciali, e a cofinanziare la creazione del Fondo fiduciario Yasuni-ITT sotto gli auspici del PNUS quale proposto dal governo ecuadoriano, fondo che è destinato a compensare il popolo ecuadoriano per il fatto di rinunciare a estrarre petrolio dai giacimenti situati nel parco nazionale Yasuni;

51.  ribadisce che l'UE deve sostenere attivamente e concretamente i paesi in via di sviluppo che ricorrono alle cosiddette flessibilità incluse nell'accordo TRIPS per poter fornire farmaci a prezzi accessibili nell'ambito dei programmi nazionali di assistenza sanitaria pubblica;

52.  invita la Commissione ad attuare le raccomandazioni della presente relazione nella sua nuova strategia commerciale dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il futuro degli scambi commerciali UE-ALC;

53.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 285 E del 22.11.2006, pag. 126.
(2) GU C 293 E del 2.12.2006, pag. 155.
(3) GU C 298 E dell'8.12.2006, pag. 261.
(4) GU C 296 E del 6.12.2006, pag. 123.
(5) GU C 308 E del 16.12.2006, pag. 182.
(6) GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 291.
(7) GU C 175 E del 10.7.2008, pag. 591.
(8) GU C 297 E del 20.11.2008, pag. 193.
(9) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 64.
(10) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 77.
(11) GU C 279 E del 19.11.2009, pag. 5.
(12) Testi approvati, P7_TA(2010)0089.
(13) Testi approvati, P7_TA(2010)0141.
(14) GU C 285 E del 26.11.2009, pag. 126.
(15) GU L 211 del 6.8.2008, pag. 1.
(16) «Il futuro dell'OMC - Affrontare le sfide istituzionali del nuovo Millennio», relazione del Consiglio consultivo destinata al Direttore generale Supachai Panitchpakdi (OMC, gennaio 2005).
(17) Progetto di decisione UNFCCC -/CP.15, accordo di Copenaghen, FCCC/CP/2009/L.7.

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