Risoluzione del Parlamento europeo del 3 febbraio 2011 su «Iniziativa sul vaccino contro la tubercolosi» (TBVI), applicazione concreta della strategia Europa 2020 al fine di contribuire a conseguire l'Obiettivo di sviluppo del millennio n. 6 e l'eradicazione della tubercolosi entro il 2050
Il Parlamento europeo,
– visti gli Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) delle Nazioni Unite, che prevedono di bloccare, entro il 2015, l'espansione della tubercolosi nonché un'inversione di tendenza per quanto riguarda l'incidenza della malattia,
– vista l'Iniziativa sul vaccino contro la tubercolosi (TBVI), un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro – l'unica organizzazione paneuropea di questo tipo, istituita con il sostegno della Commissione – che promuove lo sviluppo urgente di nuovi vaccini e nel contempo favorisce una rete europea integrata apportandovi la propria esperienza,
– vista la strategia di Lisbona volta a istituire una zona europea per la ricerca e l'innovazione, l'Europa dell'innovazione UE 2020 e l'iniziativa PHARE Europa 2020 per l'innovazione,
– visto il programma «stop alla tubercolosi», sotto l'egida dell'OMS, il quale si è fissato l'obiettivo di ridurre entro il 2015 del 50% rispetto al 1990 l'incidenza e la mortalità e di eliminare la tubercolosi entro il 2050,
– vista la relazione dell'OMS «Multidrug and extensively drug-resistant TB (M/XDR-TB): 2010 global report on surveillance and response.WHO/HTM/TB/2010.3» sulla preoccupante diffusione di ceppi resistenti e molto resistenti alle terapie,
– vista la dichiarazione di Berlino rilasciata in occasione del Forum ministeriale europeo dell'OMS del 22 ottobre 2007, intitolata «Tutti contro la tubercolosi» (EUR/07/5061622/5, 74415),
– vista la relazione dell'EASAC (European Academies Science Advisory Council – Consiglio di consulenza scientifica delle Accademie europee), la quale calcola il costo delle sole terapie della tubercolosi nell'Unione europea in 2 miliardi di euro all'anno (EASAC Policy report 10, March 2009 ISBN: 9789-0-85403-746-9),
– vista la riunione del Fondo mondiale per la lotta contro l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria svoltasi nell'ottobre 2010 a New York,
– vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2010 sui sistemi sanitari nell'Africa subsahariana e la sanità mondiale(1),
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che l'accesso alle cure mediche è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e che i governi devono assolvere ai propri obblighi di erogare servizi di sanità pubblica a tutta la popolazione,
B. considerando che i medicinali non possono essere assimilati a prodotti puramente commerciali,
C. considerando che a quattro anni dalla scadenza della realizzazione degli Obiettivi del millennio, nonostante i progressi compiuti, l'incidenza della tubercolosi nel mondo resta preoccupante,
D. considerando che la tubercolosi resta tuttora tra le principali cause di mortalità nel mondo, dato che provoca ogni anno quasi due milioni di decessi,
E. considerando che gli OSM includono anche la riduzione della mortalità infantile e il miglioramento della salute materna,
F. considerando che l'iniziativa TBVI, messa a disposizione dei pazienti di tubercolosi ovunque nel mondo – specialmente nei paesi meno avanzati – è destinata a diventare un'applicazione concreta della strategia 2020 e potrà quindi rafforzare l'indipendenza strategica dell'UE nella lotta contro la tubercolosi e le altre malattie trasmissibili,
G. considerando l'obiettivo di investire il 3% del PIL in ricerca e sviluppo (COM(2010)2020 e COM(2010)0546) nonostante i vincoli di bilancio,
H. considerando che le malattie tropicali, come la malaria, la tubercolosi e la malattia del sonno, mietono ogni anno milioni di vite, soprattutto a causa dell'aumento delle resistenze delle malattie stesse – l'epidemia multiresistente o ultraresistente costituisce un grave problema – o dell'assenza di cure, ovvero fenomeni legati all'abbandono della ricerca, a sua volta dettato da semplici motivi di redditività commerciale,
I. considerando che la tubercolosi costituisce un esempio lampante delle disparità tra i popoli, in quanto malattia praticamente debellata nei paesi industrializzati,
J. considerando che in caso di infezione congiunta HIV/AIDS la tubercolosi è una patologia assai grave,
K. considerando che attualmente non viene condotta una sufficiente ricerca sulle malattie più trascurate che riguardano soltanto i paesi in via di sviluppo (PVS),
L. considerando che il successo dei fondi «verticali» concernenti malattie specifiche, come l'AIDS, la malaria o la tubercolosi, non deve essere sinonimo di salasso delle risorse delle infrastrutture sanitarie di base, cosiddette «orizzontali»,
M. considerando che, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, i servizi sanitari sono ampiamente insufficienti per rispondere alle esigenze della popolazione,
N. considerando che il problema dell'accesso alla sanità riguarda sia l'accesso alle cure (per mancanza di strutture e di personale sanitario, oltre che per l'assenza di sistemi sanitari pubblici) che l'accesso all'assistenza,
1. sottolinea che soltanto un programma di vaccinazione comprendente una campagna di vaccinazione su ampia scala potrà avere un impatto positivo sulla realizzazione dell'Obiettivo del millennio n. 6, prevista dopo il 2015, e soprattutto ai fini dell'eradicazione della tubercolosi entro il 2050;
2. è del parere che, nella lotta alla tubercolosi, i vaccini, associati a migliori test di individuazione dell'infezione – affidabili, economici e sicuri – e a metodi diagnostici e trattamenti maggiormente efficaci, rappresentino uno strumento essenziale che rende necessario un radicale cambio di orientamento della ricerca e un finanziamento maggiore e sostenibile;
3. invita la Commissione europea a valutare soluzioni di finanziamento innovative, quali ad esempio l'istituzione di una garanzia finanziaria degli Stati membri e/o dell'UE, che consenta di ottenere finanziamenti per la TBVI presso la Banca europea per gli investimenti al fine di garantire il finanziamento della ricerca sulle malattie trascurate e poco redditizie nei paesi in via di sviluppo;
4. ricorda che la ricerca farmaceutica dovrebbe concentrare maggiormente i propri sforzi sulle malattie mortali come la tubercolosi;
5. sottolinea che, per rispondere alle esigenze delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, sarebbe opportuno adottare un approccio integrato comprendente i programmi verticali volti a combattere malattie come l'AIDS/HIV, la malaria o la tubercolosi e il consolidamento dei sistemi sanitari di base;
6. chiede alla Commissione e agli Stati membri di rispettare i propri impegni di finanziamento e di mettere tutto in opera affinché anche le persone più povere dei paesi in via di sviluppo possano beneficiare dei fondi destinati alle cure mediche; ricorda l'urgente necessità di disporre di servizi sanitari pubblici nelle aree più remote;
7. ritiene che la vaccinazione contro la tubercolosi dovrebbe avvenire prioritariamente nei dispensari e nelle cliniche dei paesi in via di sviluppo, e chiede quindi il ripristino dei servizi sanitari pubblici; è altresì del parere che gli aiuti europei debbano innanzitutto coadiuvare gli sforzi profusi a livello nazionale dai PVS per potenziare le risorse umane nonché le capacità istituzionali e delle infrastrutture;
8. sottolinea che l'accesso all'acqua potabile e a un'alimentazione equilibrata costituisce un elemento indispensabile per la salute delle popolazioni; insiste quindi sulla dimensione trasversale della sanità e sul fatto che il miglioramento delle condizioni di vita contribuisce all'aumento dell'aspettativa di vita nonché alla lotta contro la povertà e la tubercolosi;
9. invita l'Unione europea e i paesi in via di sviluppo a favorire il libero accesso alla sanità;
10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri, ai responsabili della fondazione TBVI e all'OMS.