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Procedura : 2010/2997(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0157/2011

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B7-0157/2011

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PV 08/03/2011 - 15
CRE 08/03/2011 - 15

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PV 09/03/2011 - 10.2
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P7_TA(2011)0091

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Mercoledì 9 marzo 2011 - Strasburgo
Processo d'integrazione europea del Montenegro
P7_TA(2011)0091B7-0157/2011

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 marzo 2011 sul processo di integrazione europea del Montenegro

Il Parlamento europeo,

–  vista la decisione del Consiglio europeo, del 17 dicembre 2010, di accordare al Montenegro lo status di paese candidato all'adesione all'Unione europea,

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa al parere della Commissione sulla domanda di adesione del Montenegro all'Unione europea (COM(2010)0670),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla strategia di allargamento e le sfide principali per il periodo 2010-2011 (COM(2010)0660),

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra, del 29 marzo 2010(1),

–  visti l'accordo di riammissione CE-Montenegro dell'8 novembre 2007(2) e il regolamento (CE) n. 1244/2009 del Consiglio del 30 novembre 2009, approvato il 1° dicembre 2009, recante modifica del regolamento (CE) n. 539/2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo(3),

–  viste le raccomandazioni del comitato parlamentare di stabilizzazione e associazione UE-Montenegro, del 27 e 28 settembre 2010,

–  visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il Consiglio europeo di Salonicco del 19-20 giugno 2003 ha riaffermato che il futuro dei Balcani occidentali è nell'Unione europea; che tale dichiarazione è stata ribadita dal Consiglio europeo di Bruxelles del 15-16 giugno 2006 e in occasione di vertici successivi,

1.  si compiace del consenso generale sull'integrazione europea e dell'alta priorità attribuita a tale questione dai partiti di governo e dell'opposizione in Montenegro, che hanno portato alla realizzazione di progressi apprezzabili nel processo di riforma sin dall'indipendenza del paese; saluta con favore la nuova dirigenza politica di Podgorica e incoraggia il nuovo governo a portare avanti il processo di integrazione europea del Montenegro e ad accelerare le riforme che conducono all'adempimento dei criteri di Copenaghen;

2.  plaude alla decisione del Consiglio europeo, del 17 dicembre 2010, di accordare al Montenegro lo status di paese candidato all'adesione all'Unione europea; si rammarica tuttavia del fatto che lo status di paese candidato sia stato dissociato dal diritto di avviare negoziati e sottolinea che la decisione di dare inizio ai negoziati non dovrebbe essere indebitamente o irragionevolmente rinviata; si attende l'apertura dei negoziati al più tardi dopo la pubblicazione della relazione annuale 2011 sui progressi del paese da parte della Commissione, a condizione che il Montenegro raggiunga buoni risultati quanto al soddisfacimento dei criteri fissati da quest'ultima;

3.  plaude alla decisione del Consiglio di accordare ai cittadini montenegrini la possibilità di viaggiare senza visto (piena liberalizzazione del regime dei visti) verso l'area Schengen a partire dal 19 dicembre 2009; sottolinea l'importanza di un tale passo ai fini dello sviluppo dei contatti interpersonali, particolarmente nel settore dell'istruzione, della ricerca, del turismo, a fini commerciali e di cooperazione sindacale a livello internazionale; invita i paesi dell'UE che non aderiscono all'accordo Schengen a considerare la possibilità di adottare un analogo regime di liberalizzazione dei visti per i cittadini montenegrini, soprattutto ai fini di una regolare attuazione del regime di liberalizzazione dei visti con i paesi dell'UE che aderiscono all'accordo di Schengen;

4.  si compiace del fatto che il processo di instaurazione del quadro giuridico e costituzionale del paese sia stato quasi completato; richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che il termine per l'armonizzazione del sistema legale esistente con la nuova costituzione è stato prorogato per la quarta volta e invita le autorità ad adottare in tempi brevi la legislazione mancante, in particolare gli emendamenti al quadro giuridico relativo alle elezioni; invita tutti i partiti politici a raggiungere il consenso sul progetto di legge senza ulteriori indugi, conformemente alle raccomandazioni dell'OSCE-ODIHR e della commissione di Venezia, e a migliorare il sistema di verifica dei reclami in materia elettorale dinanzi al comitato elettorale o nei tribunali; invita il parlamento montenegrino ad attuare un urgente e significativo rafforzamento delle proprie capacità relativamente al compito di valutare la conformità delle leggi proposte dal governo rispetto all'acquis e sollecita la Commissione a fornire a tale riguardo l'assistenza tecnica necessaria, nel quadro dello strumento di preadesione; esorta il governo a rendere più trasparente e più accessibile al pubblico il processo legislativo;

5.  prende atto con soddisfazione del buon funzionamento dello strumento di assistenza preadesione (IPA) in Montenegro; esorta il governo montenegrino e la Commissione a semplificare la procedura amministrativa per i finanziamenti IPA, al fine di renderli più accessibili alle organizzazioni civili più piccole e non centralizzate, ai sindacati e agli altri beneficiari;

6.  ribadisce che lo Stato di diritto riveste la massima importanza per lo sviluppo del paese e per la credibilità delle istituzioni dello Stato agli occhi dei cittadini; si compiace, a tal fine, dell'accresciuta attività in cui si vedono impegnati il governo e il parlamento per preparare e adottare la legislazione pertinente; sottolinea nondimeno l'importanza della partecipazione pubblica all'elaborazione della nuova legislazione e alla sua applicazione efficace, affinché i progressi siano visibili dai cittadini;

7.  si compiace dell'iniziativa del parlamento montenegrino di professionalizzare la funzione di presidente della commissione elettorale statale; chiede, tuttavia, la professionalizzazione degli altri membri di tale organo e il potenziamento delle sue capacità, onde garantire una gestione trasparente, democratica ed efficace dei processi elettorali;

8.  prende atto dei buoni risultati ottenuti nell'adozione di legislazione importante nell'ambito della lotta alla corruzione e si compiace dell'adozione di una nuova strategia e di un piano d'azione, come pure dell'istituzione di una commissione nazionale incaricata della loro attuazione; sottolinea tuttavia che la corruzione è ancora preponderante in numerosi settori, specialmente in quelli dell'edilizia, delle privatizzazioni e degli appalti pubblici, il che rappresenta un grave problema; rileva peraltro che i risultati di indagini, azioni penali e condanne definitive nei casi di corruzione sono tuttora scarsi; pone in rilievo l'importanza di mettere a punto un contesto esaustivo e chiaramente definito nel quale portare avanti la lotta alla corruzione, che comprenda una migliore applicazione della legge sul libero accesso alle informazioni e il coordinamento tra i servizi incaricati di far osservare le leggi, come pure un'unica autorità che vigili sugli obblighi degli organi governativi, assicurandone il rispetto, e che dia seguito alle denunce dei cittadini (mediatore); richiama l'attenzione sulla necessità di applicare efficacemente la legislazione adottata in questo settore, onde conferire alle autorità incaricate dell'applicazione della legge nuovi strumenti per combattere la corruzione; sollecita un cambiamento del quadro legislativo riguardo al finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, onde garantire il controllo indipendente e la trasparenza dei meccanismi di finanziamento;

9.  chiede l'adozione di misure energiche volte a eliminare i casi di conflitto di interessi nella pubblica amministrazione, potenziando la commissione per il conflitto d'interessi e conferendole poteri che le consentano di verificare le dichiarazioni patrimoniali dei funzionari pubblici e di sanzionare le irregolarità; chiede altresì la modifica della legge sulla prevenzione dei conflitti di interesse nell'esercizio di funzioni pubbliche, che consente a parlamentari e ad altri rappresentanti eletti di assumere incarichi in qualità di membri di organi preposti alla gestione o al controllo; ritiene che, in determinati casi, la piena trasparenza e la dichiarazione di interessi da parte dei rappresentanti eletti possano risolvere tale conflitto;

10.  sottolinea che la legge sulla libertà di informazione è applicata con difficoltà, soprattutto quando interessa la diffusione di documenti che potrebbero rivelare casi di corruzione nel settore delle privatizzazioni e degli appalti pubblici; sollecita il governo ad agevolare l'accesso ai dati pertinenti; esorta le autorità dello Stato ad astenersi dall'esercitare pressioni sulle organizzazioni non governative e senza fini di lucro e, in generale, sugli attori della società civile che indagano sui casi di corruzione e di criminalità organizzata e svolgono un ruolo di controllo;

11.  prende atto dei progressi realizzati nella riforma del settore giudiziario, come dimostrato dalle importanti modifiche apportate alla legislazione sui procedimenti penali e ad altre norme sostanziali, che hanno aumentato le risorse umane disponibili e ridotto gli arretrati giudiziari nei tribunali; sottolinea tuttavia la necessità di garantire la responsabilità e l'efficienza della magistratura e dei pubblici ministeri nonché la loro indipendenza da interferenze politiche; sottolinea la necessità di garantire la piena attuazione del codice deontologico; chiede urgentemente che siano apportati cambiamenti al sistema delle nomine di giudici e pubblici ministeri e che si ponga fine alla prassi secondo cui la nomina dei pubblici ministeri e dei membri del Consiglio giudiziario e del Consiglio delle procure avviene unicamente in parlamento, a maggioranza semplice, e in seno al governo; è inoltre preoccupato per la potenzialità di eccessivo accumulo di poteri nella persona del presidente della Corte suprema e in quella del procuratore generale della Repubblica; chiede l'adozione della legge che disciplina l'accesso all'assistenza legale gratuita; chiede l'armonizzazione della giurisprudenza al fine di assicurare un sistema giudiziario trasparente e la fiducia dei cittadini; sottolinea l'importanza di intensificare la cooperazione internazionale, soprattutto con i paesi limitrofi;

12.  invita il Montenegro a migliorare ulteriormente i criteri comuni per la formazione giudiziaria, che saranno applicati dal Centro di formazione giudiziaria, e a stanziare le risorse finanziarie necessarie per raggiungere tale obiettivo;

13.  invita la Commissione a includere nella sua prossima relazione sui progressi del paese una valutazione dell'impatto e dei risultati conseguiti, attraverso lo stanziamento di fondi UE, nell'ambito della riforma del settore giudiziario e della lotta alla corruzione;

14.  sottolinea il fatto che il crimine organizzato, e soprattutto il riciclaggio di denaro sporco e il contrabbando, rimangono un problema malgrado i miglioramenti apportati al quadro giuridico e la relativa applicazione; invita le autorità ad adottare iniziative volte al potenziamento delle capacità di contrasto, in particolare le capacità investigative proattive, nonché a migliorare il coordinamento fra i diversi organi e servizi e la cooperazione con le rispettive autorità limitrofe e internazionali, onde conseguire solidi risultati nella lotta alla criminalità organizzata; si compiace dell'adozione del codice di procedura penale e chiede la sua rapida e corretta applicazione;

15.  plaude ai progressi compiuti nell'attività del parlamento, ma raccomanda di intraprendere ulteriori sforzi onde garantire l'elevata qualità della legislazione adottata e la sua conformità all'acquis; chiede che siano stanziate internamente maggiori risorse di bilancio e umane e che sia accordata una maggiore assistenza dall'Unione europea al parlamento montenegrino, ad esempio tramite gemellaggi con parlamenti degli Stati membri o con il Parlamento europeo, al fine di aumentare le capacità dei deputati e del segretariato parlamentare onde consentire la verifica e il controllo nei confronti del governo, come dichiarato nel parere della Commissione;

16.  chiede ulteriori riforme della pubblica amministrazione, che rimane tuttora carente di risorse e manifestamente politicizzata, e in particolare una revisione della legge sui funzionari e gli impiegati statali volta a istituire un sistema occupazionale globale e basato sul merito, che comprenda norme trasparenti di assunzione e fissi procedure per l'avanzamento di carriera; sottolinea parimenti la necessità di potenziare le risorse umane al livello amministrativo locale e di fornire finanziamenti sufficienti al suo funzionamento, onde garantirne l'efficienza e la trasparenza, aspetto particolarmente importante in vista del processo di decentramento in atto; richiama l'attenzione sulla necessità di rispettare le decisioni legalmente vincolanti dell'autorità per la gestione delle risorse umane; sottolinea la necessità di migliorare il quadro giuridico e istituzionale, in modo da rafforzare la responsabilità e il rispetto dello Stato di diritto nell'ambito della pubblica amministrazione, particolarmente in settori quali l'amministrazione fiscale, gli appalti pubblici, la pianificazione urbana e la concessione di licenze nell'ambito delle amministrazioni locali e delle dogane; si compiace dell'apertura della scuola regionale di pubblica amministrazione (ReSPA) a Danilovgrad;

17.  plaude all'adozione della legge generale sul divieto di discriminazione nell'impiego o nella fornitura di servizi pubblici, che proibisce la discriminazione fondata su qualsiasi motivazione diversa dal merito, quale passo importante verso l'instaurazione del quadro giuridico favorevole alla lotta contro la discriminazione; rileva tuttavia il permanere di possibili carenze nella legge in questione e chiede che vi sia posto rimedio; sottolinea che i gruppi vulnerabili, quali le comunità rom, ashkali ed egiziane e le persone con disabilità, sembrano essere tuttora vittime di discriminazione e che la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere è ancora ampiamente diffusa, anche da parte delle autorità statali; sollecita le autorità montenegrine a rafforzare i meccanismi di attuazione per prevenire, monitorare, sanzionare e perseguire i casi di discriminazione; esprime preoccupazione per il fatto che i diritti dei lavoratori disabili non sono pienamente rispettati e saluta con favore, a tale riguardo, il memorandum relativo alla situazione del mercato del lavoro per i disabili sottoscritto dalla confederazione delle organizzazioni sindacali del Montenegro (CTUM) e dalle ONG;

18.  nutre preoccupazione per il fatto che le donne continuano a essere sottorappresentate nell'ambito dei processi decisionali e nelle posizioni direttive, sia all'interno dell'amministrazione pubblica, ad esempio in parlamento, nei ministeri, nei posti governativi di maggiore responsabilità, sia nella gestione delle società pubbliche; chiede l'adozione di misure volte a integrare rapidamente politiche in materia di uguaglianza di genere, mediante l'attuazione del piano d'azione, e a introdurre il principio della parità di retribuzione;

19.  plaude all'adozione della legge sulla protezione contro le violenze domestiche e invita il governo a procedere alla sua rapida attuazione nonché ad accordare un sostegno finanziario alle organizzazioni che assistono le vittime; invita le autorità a promuovere una campagna di sensibilizzazione per informare le donne dei loro diritti e ad attuare una politica di «tolleranza zero» nei confronti delle violenze domestiche;

20.  sollecita le autorità montenegrine a garantire la piena attuazione di tutte le pertinenti disposizioni giuridiche, fra cui la legge sui diritti e le libertà delle minoranze; ricorda che tutte le minoranze devono essere protette tramite la rigorosa applicazione della legge contro la discriminazione; incoraggia il Montenegro a compiere ulteriori sforzi di sensibilizzazione riguardo a tutte le forme di discriminazione; esorta le autorità montenegrine a continuare a sostenere pienamente l'attuazione del piano d'azione per risolvere il problema dello status degli sfollati;

21.  si compiace del buon livello complessivo delle relazioni interetniche e della tutela dei diritti delle minoranze nel paese e ribadisce che si tratta di una buona base per cominciare a costruire il processo di pacificazione in una regione che è stata un tempo caratterizzata da violenze interetniche e sfollamenti di massa della popolazione; chiede tuttavia una maggiore consultazione dei pareri dei gruppi minoritari da parte delle autorità e in seno alle strutture amministrative, onde favorire la riconciliazione nella regione; richiama a tal fine l'attenzione sulla necessità di chiarire la disposizione costituzionale concernente l'accurata rappresentazione delle minoranze e si compiace delle iniziative adottate al fine di produrre statistiche accurate al riguardo; chiede che la legge sulla cittadinanza e la legge sugli stranieri siano allineate alle norme europee; esorta i leader politici e religiosi da entrambe le parti del confine serbo-montenegrino a contribuire a un clima interetnico e interreligioso positivo mediante la ricerca di soluzioni di compromesso alle questioni controverse, tra cui i siti religiosi contestati;

22.  sottolinea che le comunità rom, ashkali ed egiziane continuano a subire frequentemente problemi di discriminazione; invita le autorità a migliorare le loro condizioni di vita e il loro accesso ai servizi di previdenza sociale, sanità, istruzione e collocamento nonché a fornire loro documenti d'identità, requisito preliminare per l'accesso a qualsiasi servizio pubblico; sottolinea la necessità urgente di migliorare le condizioni di vita nel campo di Konik e di adottare e attuare una strategia sostenibile in vista del miglioramento delle condizioni all'interno del campo e di una sua futura chiusura;

23.  ribadisce l'importanza, ai fini della democrazia, di organizzazioni della società civile attive e indipendenti; si compiace del miglioramento della cooperazione tra il governo e le ONG, soprattutto nella lotta contro la corruzione; chiede un ulteriore rafforzamento delle relazioni tra il governo e le ONG e una più ampia consultazione di queste ultime nell'ambito del processo decisionale, compresa la formulazione di politiche e di leggi, e nel monitoraggio dell'operato delle autorità; pone l'accento sul ruolo decisivo che svolgono gli attori della società civile nel contribuire a rafforzare la cooperazione regionale per quanto riguarda gli aspetti sociali e politici; si compiace del lavoro svolto dal Consiglio nazionale per l'integrazione europea, con il coinvolgimento della società civile, del governo, della magistratura e dell'opposizione, ma chiede il rafforzamento del suo ruolo nello sviluppo dell'integrazione europea;

24.  esorta il governo montenegrino a impegnarsi in una stretta collaborazione e in un regolare dialogo con le ONG, i sindacati e le altre organizzazioni della società civile; valuta positivamente, a tale riguardo, la designazione del Consiglio per la cooperazione fra il governo montenegrino e le ONG; sottolinea l'importanza di rafforzare il quadro istituzionale per la cooperazione fra il governo, le ONG, i sindacati e le altre organizzazioni della società civile;

25.  valuta positivamente i progressi realizzati nell'attuazione delle riforme nel quadro del processo di Bologna e invita a profondere ulteriori sforzi per migliorare la qualità dell'istruzione, sia generale che professionale, affinché i giovani siano dotati delle capacità necessarie per competere con successo sul mercato del lavoro; sollecita una più efficace attuazione della strategia per un'istruzione inclusiva, destinata anche ai bambini provenienti da gruppi vulnerabili;

26.  riconosce le iniziative adottate dal governo montenegrino per garantire la libertà d'espressione nei media, grazie all'adozione della legge sui mezzi d'informazione elettronici e alle modifiche apportate al codice penale; chiede, tuttavia, ulteriori iniziative volte a garantire l'indipendenza e la professionalità dei canali di diffusione dei mezzi d'informazione, tra cui il potenziamento della capacità e dell'indipendenza dell'emittente pubblica; invita le autorità montenegrine a dimostrare il loro impegno al fine di garantire il funzionamento dei mezzi d'informazione al riparo da interferenze politiche e l'indipendenza degli organismi di regolamentazione; richiama l'attenzione sulle eccessive ammende per diffamazione, che continuano a ostacolare la libertà e l'indipendenza del lavoro dei giornalisti, e chiede che le norme e la prassi relative alla diffamazione siano pienamente allineate alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo; sottolinea che i casi segnalati di intimidazione e di violenze fisiche nei confronti di giornalisti e di attivisti della società civile devono essere oggetto di indagini approfondite e, se del caso, di procedimenti giudiziari; sottolinea l'importanza di applicare, da parte dei giornalisti, elevati standard professionali e un codice deontologico;

27.  plaude ai buoni risultati ottenuti dal paese nell'attuazione di riforme economiche, ma sottolinea che la crisi finanziaria ha rivelato potenziali debolezze nel suo modello economico ed evidenziato l'urgenza di ulteriori modifiche strutturali; chiede, in particolare, ulteriori iniziative volte a promuovere il monitoraggio e l'applicazione dei contratti di privatizzazione, a garantire la trasparenza nella concessione di aiuti di Stato e ad adottare una migliore e più semplice regolamentazione del contesto imprenditoriale, e segnatamente ad agevolare il funzionamento delle piccole e medie imprese;

28.  prende atto dei miglioramenti apportati al funzionamento del mercato del lavoro, ma esprime preoccupazione per il livello notevole dell'occupazione informale; è del parere che l'economia informale rappresenti un problema profondamente radicato, la cui risoluzione impone approfondite strategie che devono includere tutti gli aspetti della società; richiama l'attenzione sul fatto che il mercato del lavoro è tuttora caratterizzato dalla disoccupazione strutturale e che, nel contempo, le offerte di posti di lavoro altamente specializzati rimangono non soddisfatte, il che è indice di una mancata corrispondenza tra le competenze richieste e quelle fornite; saluta con favore l'adozione del quadro nazionale delle qualifiche, che contempla i requisiti giuridici per colmare tale divario, e incoraggia il governo montenegrino a procedere alla sua rapida attuazione;

29.  sottolinea l'importanza, ai fini dello sviluppo del Montenegro, di migliorare l'infrastruttura dei trasporti e di garantire la connettività tra il suo sistema di trasporti e quelli dei paesi vicini; chiede un maggiore sviluppo del sistema ferroviario e la modernizzazione di quello esistente, che rappresenta una valida ed ecologica alternativa al trasporto su strada e che potrebbe assorbire una parte sostanziale del trasporto di merci e passeggeri;

30.  sottolinea che il Montenegro ha ratificato le otto principali convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sui diritti dei lavoratori nonché la Carta sociale europea riveduta; evidenzia che, sebbene i principali diritti lavorativi e sindacali siano contemplati nel codice del lavoro, esistono ancora restrizioni; esorta il Montenegro a consolidare ulteriormente i diritti in ambito lavorativo e sindacale; pone l'accento sull'importante ruolo del dialogo sociale e incoraggia il governo montenegrino a dar prova di maggiore ambizione rafforzando ulteriormente il Consiglio sociale; sottolinea l'importanza di migliorare la trasparenza e l'efficacia di quest'ultimo;

31.  si compiace del fatto che la costituzione definisca il Montenegro come uno Stato rispettoso dell'ambiente; prende atto del ruolo importante svolto dal turismo nell'economia e del suo potenziale in termini di contributo allo sviluppo del paese; rileva tuttavia i rischi per l'ambiente derivanti dal turismo e invita il governo a prendere ulteriori misure intese a proteggere la natura, quale ad esempio la rapida applicazione della legge sull'ambiente e dei regolamenti non ancora applicati, e a profondere gli ulteriori sforzi necessari a evitare una possibile devastazione delle coste del mare Adriatico; richiama in particolare l'attenzione sulla necessità di una gestione dei rifiuti efficace, soprattutto a livello locale, onde garantirne lo smaltimento in sicurezza; valuta positivamente le misure volte a sviluppare un'economia a ridotte emissioni di carbonio mettendo a punto l'enorme potenziale del paese in materia di energia idroelettrica e prodotta da altre fonti rinnovabili, che contribuirà a soddisfare il fabbisogno interno e costituirà addirittura una risorsa per l'esportazione nonché una fonte di guadagno in valuta straniera per le casse del paese; avverte, tuttavia, che le dighe di grandi dimensioni hanno spesso un notevole impatto negativo sull'ambiente e chiede che, prima della loro approvazione o autorizzazione, siano svolte adeguate e trasparenti valutazioni ambientali anche riguardo alle «alternative migliori sotto il profilo ambientale», con la partecipazione della collettività e della società civile, in linea con l'acquis dell'UE;

32.  sollecita le autorità montenegrine, in particolare il ministro dell'Economia, a pubblicare sul relativo sito web tutti gli allegati e i documenti annessi al recente accordo relativo all'istallazione di un cavo sotterraneo per il trasporto di energia fra il Montenegro e l'Italia; chiede che siano rese pubbliche tutte le implicazioni dell'accordo, compreso l'impatto ambientale;

33.  osserva con soddisfazione che il Montenegro si impegna strenuamente a favore della cooperazione regionale ed è un partner regionale costruttivo; elogia il Montenegro per le buone relazioni che intrattiene con i paesi vicini e per il ruolo stabilizzatore che svolge complessivamente nella regione; osserva che il paese è un membro attivo della maggior parte delle organizzazioni regionali e che ha concluso una serie di accordi con i paesi vicini nei settori della giustizia e della polizia; si compiace degli accordi di riammissione recentemente ratificati con la Croazia e la Serbia, come pure dell'accordo di estradizione recentemente concluso con la Serbia e la Croazia; invita il paese a risolvere rapidamente la controversia sui confini con la Croazia, tramite la Corte internazionale di giustizia;

34.  sottolinea che il parlamento montenegrino è stato il primo della regione ad approvare la risoluzione sul genocidio di Srebrenica e si compiace di tale passo, nel quale ravvisa un importante contributo alla riconciliazione nella regione;

35.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al governo e al parlamento del Montenegro.

(1) GU L 108 del 29.4.2010, pag. 1.
(2) GU L 334 del 19.12.2007, pag. 25.
(3) GU L 336 del 18.12.2009, pag. 1.

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