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Procedura : 2011/2082(INI)
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A7-0318/2011

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PV 13/10/2011 - 3
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Giovedì 13 ottobre 2011 - Bruxelles
Il futuro dell'IVA
P7_TA(2011)0436A7-0318/2011

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 ottobre 2011 sul futuro dell'IVA (2011/2082(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il Libro verde della Commissione sul futuro dell'IVA (COM(2010)0695),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione (SEC(2010)1455),

  visto lo «Small Business Act per l'Europa» (COM(2008)0394),

–  vista la comunicazione della Commissione «Un'agenda digitale europea» (COM(2010)0245),

–  visto lo studio di fattibilità realizzato da PricewaterhouseCoopers sulle soluzioni alternative per migliorare e semplificare la riscossione dell'IVA ricorrendo a tecnologie moderne e/o a intermediari finanziari,

–  vista la direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto(1),

–  viste le linee guida dell'OCSE sulla neutralità dell'IVA,

–  vista l'edizione 2010 della pubblicazione della Commissione intitolata «Taxation Trends in the EU» (tendenze in materia fiscale all'interno dell'Unione europea),

–  viste le «Tendenze in materia di imposte sui consumi 2010» (Consumption Tax Trends) illustrate dall'OCSE,

–  vista la relazione del Parlamento europeo del 2008 su una strategia coordinata volta a migliorare la lotta contro la frode fiscale,

–  vista la relazione speciale n. 8/2007 della Corte dei conti sulla cooperazione amministrativa in materia di imposta sul valore aggiunto, corredata delle risposte della Commissione(2),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per i trasporti e il turismo (A7-0318/2011),

A.  considerando che l'attuale sistema dell'IVA dell'UE, ormai in vigore da 17 anni, era inteso come soluzione provvisoria in attesa della successiva introduzione di un nuovo sistema; che la nuova iniziativa di cui al Libro verde della Commissione costituisce solo l'inizio di una procedura probabilmente lunga, difficile e complessa, il cui esito positivo dipenderà dalla reale determinazione degli Stati membri a elaborare un sistema «più semplice, solido ed efficiente», che sia più trasparente e basato su una stretta collaborazione e sullo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri, rispettando ad un tempo il principio di sussidiarietà;

B.  considerando che l'obiettivo di un sistema comune dell'IVA è migliorare l'efficienza del funzionamento del mercato interno, strumento fondamentale ai fini del mantenimento della competitività da parte dell'Unione europea;

C.  considerando che nell'Unione europea il 99% delle imprese è costituito da piccole e medie imprese (PMI);

D.  considerando che con lo «Small Business Act» l'Unione europea mira a promuovere la crescita delle PMI avvalendosi delle opportunità e dei benefici offerti dal mercato unico;

E.  considerando che negli Stati membri esistono soglie di esenzione IVA differenti per le PMI, e che queste soglie sono valide per le sole attività nazionali;

F.  considerando che l'OCSE riconosce l'esistenza, a livello globale, di una tendenza a passare dall'imposizione diretta a quella indiretta e quindi il ruolo sempre più importante assunto dai sistemi dell'IVA; che, pur riconoscendo tale tendenza, occorre sottolineare l'importanza della fiscalità diretta per la progressività del sistema fiscale; che l'OCSE rileva altresì notevoli discrepanze a livello di efficienza in materia di IVA tra i suoi paesi membri, indicando un ampio margine di miglioramento in tal senso; che tuttavia ogni misura intesa ad incrementare l'efficacia dell'IVA dovrebbe essere altresì accompagnata da misure di lotta alla frode e che esaminino l'opportunità di porre fine all'esenzione IVA sulle transazioni finanziarie previa analisi delle relative conseguenze, tenendo comunque conto della proposta di direttiva del Consiglio (2007/0267(CNS));

Considerazioni di carattere generale

1.  accoglie favorevolmente il Libro verde della Commissione volto a riesaminare e riformare l'attuale sistema dell'IVA; concorda sull'opportunità di introdurre un sistema globale dell'IVA che riduca i costi operativi per gli utenti e gli oneri amministrativi a carico delle autorità contrastando nel contempo le frodi, fenomeno che danneggia notevolmente tanto le finanze pubbliche quanto i consumatori;

2.  sottolinea che rendere il regime IVA a prova di frode deve essere una delle priorità fondamentali, date le ingenti perdite subite dagli Stati membri, che ammontano probabilmente a 100 miliardi di EUR; fa presente che occorre prestare attenzione particolare alle frodi «carosello»; rammenta i dettagliati suggerimenti contenuti nella sua risoluzione del 2 settembre 2008 su una strategia coordinata volta a migliorare la lotta contro la frode fiscale(3), che sono tuttora validi e dovrebbero essere attuati senza indugio;

3.  osserva che definizioni quali «benessere sociale» o «principi di ordine sociale», che designano i servizi ammissibili all'esenzione o a riduzioni dell'aliquota IVA, sono molto vaghe poiché vengono stabilite dai giudici nazionali sulla base del diritto degli Stati membri e celano quindi il rischio di una distorsione permanente della concorrenza;

4.  ritiene che l'attuale sistema dell'IVA ponga agli Stati membri una sorta di «dilemma del prigioniero»: l'abolizione dei controlli fiscali alle frontiere avvenuta nel 1993 non è stata compensata da un livello sufficiente di cooperazione tra gli Stati membri; rileva che, di conseguenza, questi ultimi hanno perso somme considerevoli in termini di gettito IVA e di altre entrate fiscali a causa della potenziale rinuncia ad accedere al mercato interno da parte di imprese che operano legalmente e del fatto che l'attuale frammentazione del sistema dell'IVA costituisce terreno fertile per le frodi;

5.  chiede quindi agli Stati membri di continuare a instaurare relazioni basate sulla fiducia, la trasparenza e la cooperazione tra amministrazioni fiscali nazionali nonché di avviare «partenariati fiscali» con le imprese in quanto «sostituti d'imposta» nei confronti delle autorità fiscali;

6.  esorta la Commissione a elaborare una strategia coordinata per migliorare la lotta contro la frode fiscale, poiché la frode in materia di IVA colpisce gli interessi finanziari dell'UE;

Struttura dell'IVA, esenzioni e aliquote ridotte

7.  invita gli Stati membri a passare a un sistema dell'IVA «a base ampia»; sottolinea inoltre che l'attuale clima finanziario presenta sfide importanti e che il passaggio dalla fiscalità diretta a quella indiretta da solo non è sufficiente a garantire la stabilità economica; chiede inoltre perciò che si ricerchino in particolare fonti di gettito alternative e più eque;

8.  sottolinea l'importanza di analizzare attentamente le conseguenze per l'autonomia regionale a livello di Stati membri nel momento in cui si considera di passare dall'imposizione diretta a quella indiretta;

9.  ricorda che una delle principali caratteristiche dell'IVA è il principio di neutralità e che quindi essa non dovrebbe essere fatta gravare per quanto possibile sulle imprese; fa notare che gli Stati membri dovrebbero garantire, in linea di principio, l'imposizione di tutte le operazioni commerciali, per quanto possibile, e un'interpretazione restrittiva delle eventuali esenzioni, vegliando nel contempo a che beni e servizi analoghi siano soggetti al medesimo regime IVA; sottolinea, ad esempio, che tutti i libri, quotidiani e periodici, a prescindere dal formato, dovrebbero essere assoggettati allo stesso regime, il che significa che i libri scaricabili e i libri consultabili in streaming dovrebbero essere assoggettati al medesimo regime IVA imposto a libri, quotidiani e periodici in formato cartaceo e che i diversi servizi di trasporto transfrontaliero dovrebbero essere assoggettati al medesimo regime IVA, qualunque sia il modo di trasporto utilizzato; osserva che, quando le esenzioni non ostacolano in alcun modo il corretto funzionamento del mercato interno, gli Stati membri dovrebbero conservare il diritto di concedere esenzioni basate su criteri sociali e culturali interpretati in senso stretto;

10.  chiede l'armonizzazione delle aliquote IVA ordinarie o ridotte per tutti i trasporti transfrontalieri intra-UE, indipendentemente dal modo di trasporto, e regole armonizzate riguardo alla detraibilità dell'IVA;

11.  ritiene che le aliquote IVA per i beni culturali dovrebbero essere le stesse a prescindere dalle modalità di vendita (online o offline); ritiene che tale allineamento contribuirebbe allo sviluppo del commercio elettronico e offrirebbe ai consumatori gli stessi vantaggi culturali ed educativi favorendo lo sviluppo del settore digitale in piena espansione;

12.  osserva che nel settore dei trasporti si stanno verificando distorsioni di mercato, poiché taluni modi di trasporto, come gli autobus e i treni, sono soggetti a IVA, mentre altri sono esenti; constata che ciò crea condizioni di disparità, considerato che tutti i modi di trasporto competono per la prestazione degli stessi servizi di trasporto transfrontalieri;

13.  sollecita l'elaborazione di una strategia verde in materia di IVA, incentrata sulla riduzione delle aliquote per i prodotti e servizi efficienti sotto il profilo energetico e rispettosi dell'ambiente, per controbilanciare la concorrenza sleale derivante dal fatto che le esternalità non si riflettono nel prezzo di un bene o di un servizio;

14.  sottolinea che, per essere neutrale, l'IVA su beni e servizi utilizzati per attività economiche soggette a imposizione deve essere detraibile; osserva che attualmente le norme sulla deduzione dell'imposta pagata a monte sono complesse e generano problemi per le imprese in ragione delle difficoltà legate all'oggetto della loro attività (ambito di applicazione) o di servizio (esenzioni) ovvero alla natura dei servizi (detraibilità);

15.  rileva, in relazione alle operazioni transfrontaliere intracomunitarie, che l'attuale sistema dell'IVA non risponde più all'impegno di applicare il principio del paese d'origine inizialmente assunto dagli Stati membri, dal momento che manca un sostegno politico tra gli stessi Stati membri ai fini di una cooperazione in materia di applicazione di detto principio;

16.  concorda pertanto con la proposta della Commissione sulla necessità di riconoscere lo status quo e di passare al principio della destinazione; è del parere che un sistema dell'IVA basato sul luogo di consumo, sia per i beni che per i servizi, rappresenti una soluzione promettente che merita un ulteriore approfondimento e che deve essere accompagnata dall'introduzione, da parte degli Stati membri, di sportelli unici efficienti; sottolinea che l'introduzione di sportelli unici per l'IVA a partire dal 1° gennaio 2015 dovrebbe continuare a rimanere una priorità assoluta dell'UE;

17.  invita gli Stati membri, alla luce della tendenza convergente evidenziata dalle aliquote IVA ordinarie, a procedere ad un ulteriore ravvicinamento delle aliquote ordinarie; riconosce che gli Stati membri dovrebbero disporre della flessibilità di stabilire le proprie aliquote IVA sulla base dell'interesse che l'IVA riveste quale strumento di bilancio;

18.  invita la Commissione a elaborare una proposta entro la fine di dicembre 2012 per semplificare l'imposizione transfrontaliera;

19.  sottolinea che le organizzazioni senza scopo di lucro svolgono un ruolo essenziale e molto benefico a favore della democrazia, della crescita e della prosperità in Europa; invita la Commissione a proporre un meccanismo che consenta agli Stati membri che desiderano rafforzare la società civile di introdurre un'esenzione IVA generale per tutte o gran parte delle attività e operazioni svolte da tali organizzazioni; sottolinea che almeno le organizzazioni senza scopo di lucro più piccole dovrebbero rientrare in tale meccanismo;

20.  invita gli Stati membri a stabilire entro gennaio 2012 un elenco di beni e servizi comuni che dovrebbero beneficiare di esenzioni fiscali o di una riduzione dell'aliquota IVA;

21.  invita gli Stati membri a cooperare strettamente con il comitato IVA per raggiungere un accordo su un'interpretazione comune dei termini giuridici applicabili in tale contesto, in mancanza del quale tutti gli altri beni e servizi a livello europeo sarebbero esclusi da tali diritti;

22.  invita la Commissione a presentare, entro la fine del 2013, una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio contenente un elenco vincolante di beni e servizi comuni che possono beneficiare di un'aliquota IVA ridotta o di un'esenzione a norma della direttiva IVA, stilato sulla base delle conclusioni degli Stati membri e del comitato IVA;

Riduzione delle formalità burocratiche

23.  invita gli Stati membri a coordinare e far convergere meglio le pratiche amministrative, puntando sullo scambio delle migliori pratiche, e ad attuare le misure proposte dalla Commissione nel 2009 al fine di ridurre gli oneri amministrativi imposti dalla legislazione dell'UE in materia di IVA, in particolare riducendo la frequenza delle dichiarazioni periodiche IVA, semplificando le attestazioni necessarie ai fini dell'esenzione IVA per le esportazioni, eliminando gli elenchi degli acquisti intra-UE in bianco, incrementando il ricorso a soluzioni di e-government (amministrazione online), in linea con l'agenda digitale europea, soprattutto per quanto concerne la presentazione elettronica delle dichiarazioni e degli elenchi IVA, abolendo il pagamento di interessi e sanzioni per errori formali in materia di IVA, laddove il singolo soggetto giuridico non abbia causato allo Stato membro interessato alcuna perdita di gettito IVA, e ad esaminare l'introduzione di una procedura di rimborso dell'IVA unica e di un numero unico di partita IVA nonché l'adozione di un sistema di registrazione elettronica IVA per tutta l'UE;

24.  accoglie positivamente lo studio sul mercato interno digitale; invita la Commissione a migliorare l'interoperabilità delle firme elettroniche, in modo da creare un quadro giuridico per il riconoscimento di sistemi di certificazione elettronica affidabili, e a valutare la possibilità di rivedere e ampliare la direttiva sulle firme elettroniche ai fini di una riduzione dell'onere amministrativo gravante sulle imprese, in particolare le PMI; sottolinea la necessità del riconoscimento reciproco dell'identificazione elettronica e dell'autenticazione elettronica in tutta l'UE;

25.  si compiace dell'istituzione, a partire dal 2010, del nuovo sistema elettronico di rimborso dell'IVA nell'Unione europea; invita la Commissione a riferire al Parlamento, al più tardi nel luglio 2012, in merito ai risultati e ai punti di forza e di debolezza del nuovo sistema; sottolinea che è necessario un costante riesame delle nuove norme onde assicurare che esse forniscano una protezione adeguata dai tentativi di frode;

26.  esorta la Commissione a presentare una proposta al fine di introdurre, entro un termine di tempo ragionevole, un modello europeo di fattura elettronica (cartaceo e informatico) linguisticamente neutro che potrebbe includere nome e indirizzo completi, data di attribuzione e di chiusura della partita IVA e informazioni sull'IVA di gruppo, in modo da agevolare le operazioni transfrontaliere;

27.  esorta gli Stati membri e la Commissione, in collaborazione con le imprese, ad analizzare attentamente il piano d'azione della Commissione per garantire il conseguimento dell'obiettivo primario dell'agenda «Legiferare meglio», che consiste nel ridurre gli oneri amministrativi del 25% entro il 2012; osserva che le misure contenute nel piano d'azione della Commissione in materia di IVA, aventi l'impatto potenziale più elevato, sono già state adottate dal Consiglio o sono attualmente oggetto di discussione e ritiene che le restanti misure possano ridurre alcuni oneri amministrativi che gravano sulle imprese nell'UE, ma che i benefici potrebbero non essere percepiti in maniera uniforme nell'Unione;

28.  sottolinea l'importanza di aumentare e sostenere l'utilizzo delle soluzioni di e-government, in particolare per la trasmissione elettronica delle dichiarazioni e degli elenchi IVA;

29.  chiede agli Stati membri di concordare a livello UE, nel breve/medio termine, un elenco esaustivo di obblighi standardizzati in materia di IVA che possano essere imposti alle imprese dagli Stati membri; chiede agli Stati membri, in collaborazione con le imprese, di analizzare gli obblighi e le pratiche amministrative in materia di IVA, al fine di individuare le principali difficoltà per le imprese causate dall'attuale regime IVA e condividere idee e migliori prassi per semplificarlo e renderlo più chiaro, nonché per ridurre gli oneri amministrativi e gli ostacoli al commercio;

30.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare l'istituzione di una soglia di esenzione IVA per le PMI estesa a tutta l'UE, in maniera tale da ridurre oneri e costi facilitando un più ampio accesso al mercato interno;

31.  invita la Commissione ad analizzare attentamente la possibilità di ridurre ulteriormente la burocrazia legata all'IVA per le organizzazioni senza scopo di lucro; sottolinea la necessità di un regime IVA più flessibile per gli Stati membri che desiderano adottare misure più ambiziose per ridurre l'onere amministrativo gravante su tali organizzazioni;

Efficienza nella riscossione dell'IVA

32.  concorda con la Commissione sulla necessità di migliorare l'efficienza nella riscossione dell'IVA in modo da ridurre il divario IVA e limitare le possibilità di frode nonché tutelare gli operatori in buona fede dalle frodi relative all'imposta sul valore aggiunto; sottolinea che la lotta alla frode fiscale nell'Unione europea rappresenta una priorità e chiede una maggiore cooperazione tra Stati membri, Europol, Eurojust e OLAF in tale ambito e sollecita altresì una chiarificazione di concetti e definizioni, quali «luogo di consumo» e «luogo di stabilimento»;

33.  sottolinea la necessità di migliorare il perseguimento transfrontaliero delle frodi intracomunitarie all'IVA negli Stati membri nonché di migliorare la responsabilizzazione e la sensibilizzazione ai rischi in tale settore;

34.  mette in rilievo quanto sia importante – al fine di avviare indagini transfrontaliere efficaci su tali frodi e di perseguirle legalmente in modo efficace – che il diritto dell'UE disponga di una definizione ampia e uniforme di sistema di frode all'IVA o di frode a carosello (la forma di frode all'IVA più diffusa) e che vi siano sanzioni amministrative armonizzate;

35.  rileva che non sono disponibili stime precise circa la portata della frode a carosello nel settore dell'IVA; sollecita l'approntamento di uno strumento di valutazione preciso per le frodi all'IVA, che consenta anche di effettuare confronti pertinenti in tale ambito tra gli Stati membri dell'UE;

36.  pone l'accento sull'importanza di una cooperazione più intensa e rapida tra gli Stati membri, di un migliore monitoraggio degli scambi d'informazioni e di maggiori contatti diretti tra gli uffici delle imposte locali per mezzo di un portale comune d'informazione online, così da assicurare che gli Stati membri si forniscano vicendevolmente un'assistenza efficace; sollecita un rafforzamento della cooperazione tra autorità giudiziarie degli Stati membri, Eurojust, Europol e OLAF;

37.  esorta la Commissione a proporre una semplificazione e un consolidamento della legislazione comunitaria antifrode e, nel quadro di tale processo, a intervenire sui punti deboli della cooperazione tra la Commissione stessa e gli Stati membri;

38.  esorta la Commissione ad assicurare il funzionamento della rete EUROFISC, di recente istituzione (novembre 2010), quale valore aggiunto pratico alle indagini transfrontaliere degli Stati membri sulle frodi all'IVA, a riferire regolarmente al Parlamento su tale funzionamento e a rendere pubbliche le relazioni presentate al PE in tale contesto;

39.  sottolinea che le possibilità di frode all'IVA possono essere notevolmente ridotte mediante un maggiore uso delle nuove tecnologie e attraverso soluzioni innovative; sollecita la Commissione a rafforzare ulteriormente il Sistema di scambio di informazioni sull'IVA (VIES: VAT Information Exchange System), abbreviando i tempi per la raccolta e l'acquisizione dei dati e accordando un maggiore accesso diretto agli stessi;

40.  è tuttavia del parere che il dibattito sui metodi di riscossione dell'IVA sia secondario rispetto all'eliminazione delle lacune e dei problemi sottostanti legati alle norme e alle procedure in vigore e che, in questa fase, occorrerebbe riservare massima priorità alla mancanza di armonizzazione e all'esigenza di uniformare le procedure e ridurre le barriere linguistiche, diminuendo la vulnerabilità del sistema alle frodi;

41.  evidenzia la necessità di un apposito organo di interpretazione europeo al quale gli Stati membri possano rivolgersi per ottenere risposte vincolanti ai fini di una metodologia fiscale comune e di un'equa applicazione delle norme in materia di IVA;

42.  ricorda che, mentre gli operatori internazionali sono spesso preparati ad affrontare i problemi derivanti dalla gestione di attività a livello globale, le amministrazioni tributarie non dispongono dello stesso livello di competenze; sottolinea pertanto che la cooperazione deve essere concepita in modo tale da permettere di distinguere gli onesti dagli evasori e da rendere il sistema comprensibile a entrambe le parti;

43.  ritiene che, tra i modelli attualmente allo studio della Commissione, quello del deposito di dati «limitato»(4) (con un file di audit standard), abbinato al modello del soggetto passivo certificato, sia il più promettente; i modelli citati, infatti, sono già utilizzati con successo in alcuni Stati membri e hanno dimostrato di poter migliorare l'efficienza della riscossione dell'IVA;

Processo giuridico

44.  ritiene che il mondo delle imprese necessiti di norme chiare in materia di IVA in grado di incrementare la certezza giuridica e le possibilità di interpretazione uniforme da parte degli Stati membri; è altresì del parere che le attuali direttive del Consiglio contengano disposizioni ambigue che aumentano le possibilità di interpretazioni non univoche mentre il complesso sistema IVA che ne risulta ostacola le attività transfrontaliere e comporta oneri amministrativi superflui; ritiene che le norme IVA non dovrebbero pregiudicare le politiche dell'UE in altri settori, come la sostenibilità;

45.  invita pertanto gli Stati membri a incrementare il livello di armonizzazione

   facendo ricorso, per quanto possibile, a regolamenti, anziché a direttive, in quanto strumenti che generano un'immediata armonizzazione e certezza giuridica;
   consentendo alla Commissione, in alternativa, di emanare un «Codice unico sull'IVA nell'UE», sotto forma di decisioni di attuazione, con il consenso della maggioranza degli Stati membri(5) e quindi con una modifica del ruolo del comitato IVA;
   istituendo a livello UE un processo di razionalizzazione e coordinamento delle procedure nazionali di attuazione che attribuisca alla Commissione un ruolo più incisivo;
   coinvolgendo, in generale, le parti interessate e le imprese nel processo di elaborazione e attuazione delle norme sull'IVA, sul piano sia nazionale che dell'UE, con la partecipazione, in particolare, di esperti esterni ai lavori del comitato IVA a livello di Unione;

46.  ritiene che le imprese abbiano bisogno di norme UE chiare e univoche in materia di IVA, che favoriscano le attività transfrontaliere e riducano gli oneri amministrativi, e quindi i costi, per le imprese; invita gli Stati membri e la Commissione a migliorare la qualità e la chiarezza:

o
o   o

   realizzando valutazioni di impatto complete e di elevata qualità, con il coinvolgimento delle imprese dell'UE, al fine di sostenere le proposte legislative;
   mantenendo i contatti con le imprese a livello nazionale in fase negoziale e di attuazione;
   ricorrendo a regolamenti del Consiglio per sostenere le direttive del Consiglio negli ambiti in cui ciò servirebbe a conferire maggiore chiarezza;
   fornendo tempestivamente informazioni e orientamenti ottimali e accessibili sulle norme nazionali, anche a livello UE, soprattutto nei settori in cui il regime non è uniforme;
   valutando le opportunità di utilizzare la tecnologia per divulgare informazioni in tutta l'UE e condividendo idee, approcci e migliori pratiche nell'ambito del forum europeo o del comitato IVA;
   coinvolgendo le imprese, eventualmente come esperti esterni, in taluni aspetti del lavoro del comitato IVA a livello UE;
   in generale, rafforzando la partecipazione delle imprese al processo, beneficiando così della esperienza da esse acquisita in qualità di «esattori non retribuiti» che eseguono quotidianamente operazioni intra-UE;

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
(2) GU C 20 del 25.1.2008, pag. 1.
(3) GU C 295 E del 4.12.2009, pag. 13.
(4) Quale definito/raccomandato dalle linee guida dell'OCSE.
(5) Come proposto dalla Commissione nel documento COM(1997)0325 del 25.6.1997.

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