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Procedura : 2011/2546(RSP)
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RC-B7-0003/2012

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PV 18/01/2012 - 16.2
CRE 18/01/2012 - 16.2
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P7_TA(2012)0002

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Mercoledì 18 gennaio 2012 - Strasburgo
Conclusioni della riunione del Consiglio europeo (8-9 dicembre 2011) su un progetto di accordo internazionale relativo ad un'unione di stabilità fiscale
P7_TA(2012)0002RC-B7-0003/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 gennaio 2012 sulle conclusioni del Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011 su un progetto di accordo internazionale per un'Unione di stabilità fiscale (2011/2546(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni della riunione del Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011,

–  vista la dichiarazione dei capi di Stato o di governo della zona euro del 9 dicembre 2011,

–  visti il pacchetto di misure noto come «six-pack» e le due proposte della Commissione sull'ulteriore rafforzamento della disciplina di bilancio(1),

–  visto lo stato di avanzamento dei negoziati sul progetto di accordo internazionale per un'unione economica rafforzata,

–  visto il testo presentato a nome del Parlamento dai suoi rappresentanti in seno al gruppo di lavoro ad hoc,

–  visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

1.  esprime perplessità circa la necessità di un siffatto accordo intergovernativo, i cui principali obiettivi possono essere, nella maggior parte dei casi, raggiunti in modo migliore e più efficace attraverso misure nel quadro del diritto dell'Unione, in modo da fornire una risposta rapida, ferma e sostenibile all'attuale crisi finanziaria ed economica e alla crisi sociale in molti Stati membri dell'Unione europea; resta tuttavia disponibile a lavorare per una soluzione costruttiva;

2.  ribadisce il proprio sostegno al testo presentato al gruppo di lavoro ad hoc dai deputati nominati dalla Conferenza dei presidenti in rappresentanza del Parlamento; si rammarica del fatto che sinora il progetto di accordo internazionale del 10 gennaio 2012 non rifletta quanto suggerito dal Parlamento europeo; prende atto del sostegno espresso da molti Stati membri ad alcune delle proposte che esso ha formulato nella riunione del 12 gennaio 2012; intende valutare la sua posizione dopo aver ricevuto il progetto definitivo, previsto per il 18 gennaio 2012;

3.  è profondamente convinto del fatto che soltanto avvalendosi del metodo comunitario l'unione monetaria potrà divenire una vera unione economica e fiscale; ricorda che l'UE è un progetto politico, basato su valori comuni, su istituzioni comuni forti e sull'osservanza di regole comuni;

4.  insiste anche, in particolare, sugli aspetti seguenti:

   il nuovo accordo dovrebbe riconoscere esplicitamente il primato del diritto dell'UE sulle disposizioni dell'accordo stesso;
   tutte le misure di attuazione dell'accordo dovrebbero essere adottate in conformità delle procedure pertinenti previste dai trattati UE;
   l'accordo deve essere conforme al diritto dell'Unione, in particolare per quanto riguarda i parametri del patto di stabilità e crescita e, qualora le parti contraenti intendano darsi obiettivi che si discostano dal diritto dell'UE, ciò dovrà avvenire secondo le procedure giuridiche applicabili dell'UE e senza dar luogo all'adozione di due pesi e due misure;
   tutte le parti contraenti dell'accordo, attuali e futuri membri della zona Euro, dovrebbero avere lo stesso diritto di partecipare alle riunioni dei vertici Euro;
   la responsabilità democratica deve essere garantita rafforzando il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, ai rispettivi livelli, in tutti gli aspetti del coordinamento e della governance europei in ambito economico;
   la cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo deve avvenire con modalità conformi ai trattati UE, a norma dell'articolo 9 del protocollo (n. 1) ai trattati;
   il nuovo accordo deve sancire, in forma giuridicamente vincolante, l'impegno delle parti contraenti a compiere tutti i passi necessari per garantire che il contenuto dell'accordo verrà integrato nei trattati al più tardi entro cinque anni;

5.  ribadisce i suoi appelli per un'Unione improntata alla stabilità e alla crescita sostenibile; ritiene che la sola disciplina di bilancio, sebbene sia alla base di una crescita sostenibile, non determinerà di per sé una ripresa e che l'accordo debba inviare chiaramente il segnale che i leader dell'Europa sono pronti a intraprendere azioni altrettanto vigorose su entrambi i fronti; insiste quindi sul fatto che l'accordo deve prevedere un impegno delle parti contraenti a favore di misure atte a promuovere una maggiore convergenza e competitività, come pure proposte relative a un fondo di ammortamento, obbligazioni collegate a progetti («project bonds»), un'imposta sulle transazioni finanziarie disciplinata dal diritto dell'Unione e una tabella di marcia per le obbligazioni di stabilità, garantendo nel contempo la disciplina di bilancio;

6.  sottolinea che le stesse argomentazioni istituzionali, giuridiche e politiche valgono anche per altri accordi multilaterali riguardanti la crisi finanziaria, come ad esempio il meccanismo europeo di stabilità; chiede pertanto di partecipare ai relativi negoziati con le stesse modalità;

7.  si riserva il diritto di avvalersi di tutti gli strumenti politici e giuridici a sua disposizione per difendere il diritto dell'Unione e il ruolo delle sue istituzioni, particolarmente nel caso in cui l'accordo definitivo preveda elementi incompatibili con il diritto dell'Unione;

8.  ricorda alla Commissione che ha il dovere di esercitare pienamente il suo ruolo istituzionale di custode dei trattati;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai capi di Stato e di governo, al Presidente del Consiglio europeo, al Presidente dell'Eurogruppo, alla Commissione e alla Banca centrale europea.

(1) Regolamento sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri (COM(2011)0819), e regolamento sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilanci, (COM(2011)0821).

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