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Procedura : 2011/2271(INI)
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Ciclo del documento : A7-0014/2012

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A7-0014/2012

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PV 02/02/2012 - 10
CRE 02/02/2012 - 10

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Giovedì 2 febbraio 2012 - Bruxelles
Relazione annuale in materia di fiscalità
P7_TA(2012)0030A7-0014/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 2 febbraio 2012 sulla relazione annuale in materia di fiscalità (2011/2271(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste la comunicazione della Commissione europea intitolata «Doppia imposizione nel mercato unico» (COM(2011)0712) e la proposta di rifusione della direttiva del Consiglio concernente i pagamenti di interessi e di canoni (COM(2011)0714),

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata «Rimuovere gli ostacoli fiscali transfrontalieri per i cittadini dell'UE» (COM(2010)0769),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la comunicazione della Commissione intitolata «Rimuovere gli ostacoli fiscali transfrontalieri per i cittadini dell'UE» (SEC(2010)1576),

–  visto il documento della Commissione in merito alle risposte ricevute durante la consultazione della Commissione sulle convenzioni in materia di doppia imposizione e sul mercato interno: esempio reale di casi di doppia imposizione(1),

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata «Concludere il primo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: orientamenti per le politiche nazionali nel 2011-2012», (COM(2011)0400),

–  vista la lettera comune inviata il 17 agosto 2011 dal presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy e dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo,

–  vista la pubblicazione dell'OCSE del 2011 intitolata «Corporate Loss Utilisation through Aggressive Tax Planning» (Utilizzo delle perdite societarie mediante una pianificazione fiscale aggressiva)(2),

–  visto il documento informativo «How effective and legitimate is the European Semester? Increasing the role of the European Parliament» (In quale misura il semestre europeo è efficace e legittimo? Rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo)(3),

–  vista l'edizione 2011 della pubblicazione della Commissione intitolata «Taxation Trends in the EU» (tendenze in materia fiscale all'interno dell'Unione europea)(4),

–  viste le tendenze per il 2010 in materia di imposte sui consumi illustrate dall'OCSE(5),

–  visto il rapporto Monti del 2010 su una nuova strategia per il mercato unico,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sull'impatto economico della raccomandazione della Commissione sulle procedure di concessione dell'esenzione dalla ritenuta alla fonte e le proposte FISCO (SEC(2009)1371),

–  vista la raccomandazione 2009/784/CE della Commissione sulle procedure di concessione dell'esenzione fiscale,

–  visto il rapporto di Alain Lamassoure sul cittadino e l'applicazione del diritto comunitario dell'8 giugno 2008(6),

–  vista la sua risoluzione del 2 settembre 2008 su una strategia coordinata volta a migliorare la lotta contro la frode fiscale(7),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 dicembre 2007 intitolata «L'applicazione di misure antiabuso nel settore dell'imposizione diretta – all'interno dell'UE e nei confronti dei paesi terzi» (COM(2007)0785),

–  vista la comunicazione della Commissione del 31 maggio 2006 sulla necessità di sviluppare una strategia coordinata al fine di migliorare la lotta contro la frode fiscale (COM(2006)0254),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 dicembre 2006 intitolata «Tassazione in uscita e la necessità di coordinamento delle politiche fiscali degli Stati membri» (COM(2006)0825),

–  vista la relazione elaborata nel 2002 dai consulenti di Eures Channel in merito ai gravi ostacoli alla mobilità dei cittadini dell'UE nelle regioni transfrontaliere(8),

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 maggio 2001 intitolata «Politica fiscale dell'Unione europea – Priorità per gli anni a venire» (COM(2001)0260),

–  vista la proposta di risoluzione B7-0531/2011 presentata a norma dell'articolo 120 del regolamento da Cristina Muscardini e altri deputati,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A7-0014/2012),

A.  considerando che il mercato interno dell'UE, caratterizzato dalla libera circolazione di persone, servizi, merci e capitali, non funziona perfettamente e che vi sono ancora settori in cui è necessario apportare miglioramenti;

B.  considerando che i cittadini e le imprese dell'Unione che lavorano e operano a livello transfrontaliero subiscono impedimenti fiscali che rappresentano un ostacolo considerevole alla crescita e all'occupazione nel mercato interno dell'UE, e che occorre eliminare tali ostacoli per garantire una maggiore competitività europea che generi crescita e occupazione;

C.  considerando che in alcuni Stati membri i costi amministrativi per le medie imprese derivanti dal sistema tributario sono inutilmente onerosi ed elevati;

D.  considerando che l'attuale crisi economica e finanziaria ha causato un significativo aumento del debito pubblico in Europa; che l'eccessivo indebitamento pubblico e privato negli Stati membri ha innescato l'attuale crisi finanziaria; che, in questo contesto, gli stabilizzatori automatici dello Stato sociale sono più rilevanti che mai al fine di garantire la crescita e la coesione sociale;

E.  considerando che un'imposizione effettiva è di importanza fondamentale affinché le autorità pubbliche, specialmente in Europa, adempiano ai propri compiti e ai propri obblighi, rispettando al contempo le aspettative dei cittadini; che gli Stati con un disavanzo elevato si trovano oggi a dover affrontare la necessità di applicare misure volte ad aumentare le imposte, ma che tali misure non devono essere pregiudizievoli per la crescita;

F.  considerando che un solido risanamento fiscale, accompagnato da una distribuzione più equa e mirata dell'onere fiscale, è necessario per garantire la credibilità finanziaria, che la riduzione del debito necessita di una riduzione delle spese e di un aumento delle imposte, pur continuando a dare priorità alle riforme fiscali orientate alla crescita; e che ciò getterà le basi per una crescita a lungo termine;

Osservazioni generali
Evitare la doppia assenza di imposizione e la frode fiscale e migliorare la trasparenza fiscale

1.  rileva che i sistemi fiscali hanno la funzione principale di finanziare i servizi pubblici, quali l'istruzione, la sanità, il trasporto pubblico e le infrastrutture, di tutelare i beni pubblici, incentivando ad esempio la produzione e il consumo di prodotti ecologici, e di ridurre le disuguaglianze sociali, garantendo una distribuzione più equa del reddito e della ricchezza;

2.  osserva che la fiscalità è ancora una questione che compete alla sovranità nazionale, e in alcuni casi locale, e che occorre dunque rispettare le diverse strutture dei sistemi fiscali degli Stati membri; rileva che bisognerebbe modificare il trattato per trasferire all'UE le competenze decisionali degli Stati membri in materia di politica fiscale; fa notare pertanto che a un maggiore controllo delle procedure di bilancio da parte della Commissione dovrebbe corrispondere un maggiore controllo democratico del Parlamento europeo;

3.  rileva che il miglioramento del mercato unico e l'eventuale armonizzazione fiscale potrebbero essere i fattori chiave per incoraggiare la crescita e la creazione di posti di lavoro; osserva che le politiche fiscali devono puntare a promuovere la competitività europea e ad abbassare i costi per le aziende europee, in particolare per le piccole e le medie imprese;

4.  rileva una mancanza di coordinamento delle politiche fiscali nell'UE che può generare costi e oneri amministrativi considerevoli per i cittadini e le imprese operanti a livello transfrontaliero nell'Unione;

5.  invita gli Stati membri a rendere i sistemi fiscali nazionali più favorevoli alla crescita, attraverso il miglioramento del modello tributario e una transizione verso un'imposizione con effetti meno distorsivi, salvaguardando al contempo l'obiettivo del mercato sociale;

6.  sottolinea che è possibile ricavare proficui insegnamenti per tutti dagli esempi degli Stati membri che presentano un ottimo curriculum in materia di fiscalità e riscossione delle imposte;

7.  sottolinea la necessità di una semplificazione dei regimi IVA tesa a eliminare la doppia imposizione e la burocrazia per i datori di lavoro;

8.  sottolinea che un livello moderato di imposizione è essenziale non solo per il benessere sociale delle famiglie e dei nuclei familiari, ma anche per la competitività e la creazione di posti di lavoro; sottolinea la necessità di una spesa pubblica controllata ed efficiente e di finanze pubbliche stabili;

9.  sottolinea che le proposte della Commissione concernenti la fiscalità devono contribuire alla competitività europea, eliminando le distorsioni della concorrenza derivanti dai diversi regimi fiscali esistenti; sottolinea altresì che le proposte della Commissione non devono contribuire a un aumento degli oneri fiscali;

10.  rileva che gli Stati membri con disavanzi elevati o che hanno subito il peggior calo della crescita del PIL dovranno analizzare attentamente le cause del proprio disavanzo e aumentare il gettito fiscale mediante imposte effettive ed eque e dovranno altresì ridurre le spese, combattere la frode fiscale e aumentare il risparmio pubblico; sottolinea che le riforme fiscali devono dare priorità all'eliminazione delle lacune e all'ampliamento della base imponibile, senza compromettere la capacità degli Stati membri di riscuotere le imposte;

11.  ritiene che il federalismo fiscale debba essere uno strumento utile ad affermare l'autoresponsabilità nella gestione tributaria a livello regionale e che pertanto esso comporti una maggiore efficienza economica;

12.  prende atto delle recenti iniziative della Commissione nel campo della fiscalità, ad esempio sul tema della base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, dell'imposta sulle transazioni finanziarie, del sistema IVA dell'Unione europea, nonché nel settore dell'energia;

13.  plaude all'introduzione del semestre europeo quale possibile generatore di entrate per gli Stati membri, grazie allo scambio delle migliori pratiche per un orientamento fiscale più coordinato e sostenibile;

14.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di collaborare ulteriormente alle rispettive politiche fiscali contro la doppia imposizione, le frodi tributarie e l'evasione fiscale, al fine di aumentare la trasparenza e ridurre le lacune e le incertezze a vantaggio di imprese e cittadini per quanto concerne la riscossione delle imposte, specialmente in relazione alle rispettive procedure amministrative per la presentazione della dichiarazione dei redditi; ritiene altresì che la Commissione e il Consiglio debbano adottare un'iniziativa comune significativa sulle giurisdizioni segrete, che risulterebbe più efficace rispetto agli accordi bilaterali tra i singoli Stati membri e tali giurisdizioni segrete;

15.  sostiene che gli Stati membri dovrebbero badare a ridurre i costi di adempimento fiscale per le PMI, laddove possibile, semplificando le procedure e riducendo gli oneri burocratici; rileva che gli Stati membri hanno basi imponibili diverse per l'imposta sulle società che possono agire, in pratica, da ostacoli commerciali transfrontalieri alla crescita e all'occupazione; sostiene la proposta della Commissione di introdurre nell'Unione europea una base imponibile consolidata, comune e volontaria per l'imposta sulle società (CCCTB);

16.  sottolinea che la CCCTB stimolerebbe la crescita e creerebbe maggiore occupazione in Europa, riducendo i costi amministrativi e gli oneri burocratici per le aziende, in particolare le piccole imprese operanti in diversi paesi dell'Unione;

17.  chiede agli Stati membri di adottare rapidamente le proposte attuali e invita la Commissione a presentare proposte, in linea con quelle presentate dal Parlamento, in materia di tassazione dei redditi da risparmio, fiscalità ecologica e in materia di consumo, prevenzione delle frodi fiscali, buona governance e doppia imposizione;

18.  rileva che l'attuale crisi economica e finanziaria ha causato un significativo aumento del debito pubblico in Europa e che la riduzione di questo enorme debito pubblico richiede sia un contenimento della spesa sia un aumento delle imposte;

19.  sottolinea che gli Stati membri che hanno subito il peggior calo della crescita del PIL sono quelli che hanno dovuto aumentare maggiormente le imposte, mentre in generale gli Stati membri che sono stati in grado di ridurre le imposte sono quelli che sono riusciti a limitare la contrazione del PIL in termini reali a meno del 4%(9);

20.  invita gli Stati membri a rendere i sistemi fiscali nazionali più favorevoli alla crescita, migliorando il modello tributario e orientandosi verso imposte meno distorsive, salvaguardando al contempo l'obiettivo dell'equità sociale;

21.  conclude che il coordinamento delle politiche fiscali potrebbe costituire una componente importante di una strategia di risanamento dei bilanci a livello dell'UE e migliorare l'efficacia delle nuove politiche fiscali degli Stati membri;

Rimuovere gli ostacoli fiscali transfrontalieri per i cittadini dell'UE

22.  osserva che l'eliminazione degli ostacoli fiscali può contribuire in misura significativa ad aumentare le possibilità e la fiducia dei cittadini in relazione al lavoro, alla pensione, agli acquisti e, insieme alle imprese, agli investimenti nell'UE;

23.  valuta positivamente il fatto che la comunicazione sulla rimozione degli ostacoli fiscali transfrontalieri per i cittadini dell'UE individui le questioni più significative presentate dai cittadini dell'Unione in merito agli ostacoli fiscali transfrontalieri e attende con interesse le proposte della Commissione in questo settore;

24.  si compiace della volontà della Commissione di moltiplicare i propri sforzi affinché tutti i cittadini dell'Unione abbiano accesso all'informazione e alla consulenza di cui necessitano in materia di norme fiscali vigenti all'interno dell'UE;

25.  osserva che gli Stati membri hanno stabilito che i cittadini devono poter accedere più facilmente alle informazioni di carattere fiscale;

26.  sottolinea l'importanza di assicurare che i cittadini non incontrino ostacoli fiscali all'esercizio delle libertà nel mercato interno;

27.  chiede alla Commissione di condividere le informazioni relative alle migliori pratiche vigenti negli Stati membri dell'UE e in altri paesi dell'OCSE per quanto concerne l'informazione dei cittadini e delle imprese in materia fiscale, e chiede alla Commissione di elaborare strumenti efficienti per semplificare e favorire lo scambio di tali informazioni e delle migliori pratiche in materia di fiscalità, compresa l'istituzione di progetti pilota, al fine di promuovere la competitività europea a lungo termine; sottolinea inoltre che la Commissione dovrebbe assicurare che Eurostat raccolga e verifichi le statistiche relative all'evasione e all'elusione fiscale nell'UE;

28.  riconosce che alcuni Stati membri hanno stabilito procedure semplificate per le domande di rimborso delle imposte nel quadro dei propri accordi in materia di doppia imposizione e che alcuni di essi hanno sviluppato siti Internet con informazioni e moduli in più lingue destinati ai non residenti e ai contribuenti stranieri;

29.  chiede agli Stati membri di sostenere i piani della Commissione intesi a migliorare il coordinamento e la cooperazione con le amministrazioni fiscali degli Stati membri e tra le stesse, al fine di individuare soluzione appropriate per evitare la doppia imposizione e gli ostacoli fiscali transfrontalieri;

30.  rileva che la doppia imposizione è un ostacolo alle attività e agli investimenti transfrontalieri e che occorrono soluzioni coordinate per risolvere questo problema;

31.  chiede alla Commissione di proporre metodi volti a semplificare il rispetto degli obblighi fiscali nelle situazioni transfrontaliere;

32.  valuta positivamente la consultazione pubblica organizzata dalla Commissione in merito alle imposte sui pagamenti transfrontalieri dei dividendi agli investitori di portafoglio e ai singoli investitori dell'UE, in cui si affrontano gli ostacoli fiscali transfrontalieri in materia di successione nell'UE, e attende con interesse le future proposte della Commissione al riguardo;

33.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di individuare metodi intesi a eliminare al più presto gli ostacoli al lavoro transfrontaliero e alla mobilità transnazionale al fine di realizzare quanto prima gli obiettivi della strategia UE 2020, in particolare la crescita economica e l'aumento dell'occupazione;

34.  chiede alla Commissione di seguire attivamente i reclami e di garantire ai cittadini più trasparenza e maggiori informazioni sull'esito dei reclami riguardanti le legislazioni fiscali degli Stati membri e dei procedimenti d'infrazione avviati nel settore fiscale, nonché sul seguito dato loro;

35.  chiede alla Commissione di proseguire il proprio lavoro nel servizio di consulenza Europe Direct e nel servizio di orientamento destinati ai cittadini, nonché di sviluppare ulteriormente il portale Internet di Europe Direct, affinché i cittadini dell'Unione possano trovare le informazioni relative alle ventisette amministrazioni fiscali dell'UE; sottolinea la necessità di fornire tali informazioni in un formato facilmente fruibile;

36.  invita la Commissione a rafforzare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri nel settore della doppia imposizione, anche facendo convergere un maggior numero di progetti e di risorse del programma Fiscalis relativo alla risoluzione dei problemi concreti dei contribuenti;

Eliminare la discriminazione e la doppia imposizione a favore dei cittadini e delle imprese dell'UE

37.  sottolinea l'importanza di risolvere problemi come la doppia imposizione delle imprese e dei cittadini, le incompatibilità tra i diversi sistemi fiscali e la difficoltà ad accedere alle informazioni sulle norme fiscali nazionali;

38.  sottolinea che la creazione di un contesto fiscale chiaro, trasparente e stabile all'interno del mercato unico è nell'interesse delle imprese e dei cittadini, poiché la mancanza di trasparenza sulle norme fiscali limita le attività e gli investimenti transfrontalieri nell'UE;

39.  evidenzia che la doppia imposizione limita la competitività delle imprese che ne sono colpite e ostacola il mercato unico nel suo complesso;

40.  plaude alla comunicazione della Commissione intitolata «Doppia imposizione nel mercato unico» intesa a individuare una strategia e le soluzioni dell'UE ai problemi della doppia imposizione transfrontaliera;

41.  ritiene che il trattato sull'Unione europea obblighi gli Stati membri a risolvere il problema della doppia imposizione, a norma dell'articolo 4, paragrafo 3, e dell'articolo 26 del TFUE relativo al mercato interno;

42.  conclude che le convenzioni bilaterali in materia fiscale stipulate tra gli Stati membri non risolvono tutti i problemi di discriminazione e doppia imposizione per i cittadini e le imprese;

43.  plaude all'idea della Commissione di creare un gruppo di lavoro sui problemi della doppia imposizione, coinvolgendo le amministrazioni tributarie degli Stati membri e, se del caso, le associazioni dei consumatori; chiede alla Commissione di potenziare il gruppo di lavoro dell'UE sulla fiscalità delle imprese, ossia il forum congiunto sui prezzi di trasferimento (FCPT), e di confrontarsi con la comunità imprenditoriale e i difensori dei diritti dei consumatori;

44.  chiede alla Commissione di aprire un nuovo forum sull'IVA, simile al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, in cui le imprese possano discutere delle questioni legate all'IVA e delle controversie tra gli Stati membri;

45.  esorta gli Stati membri a perfezionare le procedure che consentono alle piccole e medie imprese di recuperare più rapidamente l'IVA versata, accorciando in tal modo il periodo di rimborso;

46.  chiede alla Commissione di proporre un meccanismo di risoluzione delle controversie vincolante, come suggerito nel rapporto Monti, al fine di affrontare il problema della doppia imposizione riscontrato dai privati e dalle imprese;

47.  rileva che gli ostacoli amministrativi e l'incertezza giuridica ostacolano la libera circolazione dei cittadini dell'UE che si spostano in auto all'interno del mercato unico; chiede quindi agli Stati membri di abolire la doppia imposizione dell'immatricolazione degli autoveicoli;

48.  invita gli Stati membri a modernizzare e aggiornare le norme di compensazione transfrontaliera per le aziende e a semplificare e modernizzare le norme in materia di fatturazione elettronica, con il fine ultimo di creare un modello unico di «fattura elettronica europea»;

Evitare la doppia assenza di imposizione e la frode fiscale e migliorare la trasparenza fiscale

49.  rileva che l'evasione e la mancanza di trasparenza fiscale minacciano le entrate pubbliche e costano miliardi di euro;

50.  sottolinea la necessità di raggiungere un adeguato equilibrio tra l'interesse pubblico a lottare contro gli abusi, evitando limitazioni sproporzionate imposte alle attività transfrontaliere nell'UE, e un migliore coordinamento nell'applicazione di misure antiabuso in relazione ai paesi terzi; deplora il fatto che alcuni Stati membri abbiano stipulato accordi con paesi terzi che permettono il perpetuarsi dell'evasione e del segreto fiscale;

51.  chiede agli Stati membri di:

   creare e attuare sistemi fiscali efficaci che impediscano l'erosione indebita della loro base imponibile dovuta all'assenza di imposizione e all'abuso involontari;
   applicare misure antiabuso mirate alle costruzioni di puro artificio finalizzate a eludere la normativa nazionale o quella dell'Unione in essa recepita;
   proseguire lo scambio di informazioni relative a regimi di pianificazione fiscale aggressivi per le perdite delle imprese, alla loro individuazione e alle strategie di risposta, nonché di valutare l'efficacia delle strategie messe in atto e di pubblicare le relative informazioni;
   di valutare l'introduzione di programmi che favoriscano il rispetto degli obblighi delle imprese nonché l'attuazione o la revisione di iniziative destinate ai regimi di imposizione fiscale aggressivi;
   portare finalmente a termine la revisione della direttiva sulla tassazione del risparmio, intesa a far rispettare lo scambio automatico d'informazioni, che è rimasta bloccata per un certo periodo in Consiglio, al fine di garantire una fiscalità equa e adeguata del risparmio a livello dell'UE; sottolinea che tutte le giurisdizioni interessate dovrebbero mettere in atto una cooperazione amministrativa non lesiva dei diritti procedurali e del diritto alla privacy dei contribuenti, offrendo uno scambio automatico di informazioni esteso alle società e alle fondazioni e non limitato ai singoli cittadini;
   notificare e rendere pubbliche le decisioni fiscali delle autorità nazionali riguardanti le società che operano a livello transfrontaliero;
   offrire incentivi fiscali alle PMI, quali esenzioni e riduzioni fiscali, per promuovere l'imprenditorialità, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro;
   promuovere riforme tese a limitare le possibilità di evasione fiscale attraverso l'istituzione di efficienti meccanismi di riscossione delle entrate che snelliscano quanto più possibile il rapporto tra contribuente e amministrazione tributaria e massimizzino l'uso delle moderne tecnologie e si concentrino sull'e-governance nella registrazione e nel monitoraggio dell'attività economica;

52.  invita la Commissione a:

   individuare i settori in cui è possibile introdurre miglioramenti in materia di legislazione dell'UE e di cooperazione amministrativa tra Stati membri, al fine di ridurre la frode fiscale;
   fornire maggiori risorse umane e di bilancio alla DG TAXUD per sviluppare politiche e proposte a livello dell'UE in materia di doppia assenza di imposizione, evasione e frode fiscale;
   affrontare la concorrenza fiscale dannosa e la doppia assenza di imposizione per le grandi società che trasferiscono artificiosamente gli utili al fine di ridurre al minimo l'aliquota di tassazione effettiva; notificare e rendere pubbliche le decisioni fiscali delle autorità nazionali riguardanti le società che operano a livello transfrontaliero;
   affrontare le frodi fiscali con maggiore rigore, perseguendole penalmente;

53.  esorta gli Stati membri ad attribuire la massima priorità alla lotta contro l'utilizzo dei paradisi fiscali per fini illeciti e chiede alla Commissione, in collaborazione con il Parlamento, di tenere conto innanzitutto della definizione dell'OCSE e dell'elenco dei paradisi fiscali o delle giurisdizioni segrete, al fine di elaborare una definizione e un elenco dell'UE; chiede un'unica definizione concordata a livello europeo, in attesa di trovare un accordo su una definizione a livello mondiale;

54.  riconosce che il forum mondiale dell'OCSE sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a scopi fiscali è il principale forum internazionale che mira alla lotta all'evasione fiscale e dunque ne sostiene fermamente l'operato; ne rileva le carenze in quanto forum dai minimi comuni denominatori; riconosce inoltre le iniziative ben impostate a livello nazionale, UE e mondiale, tese a fornire una soluzione fattibile a questo problema persistente;

55.  chiede alla Commissione un'azione più rapida nell'ambito dell'evasione e della frode fiscale;

56.  chiede agli Stati membri di stipulare accordi per lo scambio di informazioni in materia di lotta alla frode e fiscalità con Andorra, Monaco e San Marino nonché un nuovo accordo con la Svizzera e di aggiornarli in seguito regolarmente;

57.  conclude che l'assenza di cooperazione e di coordinamento tra i sistemi fiscali degli Stati membri può risultare in un'involontaria non imposizione e dare adito a elusione, abuso e frode fiscale;

58.  chiede alla Commissione di analizzare le implicazioni fiscali dell'attuazione del semestre europeo e di pubblicare una relazione nel corso del 2012;

59.  chiede che alla Corte dei conti europea e all'Ufficio europeo per la lotta antifrode siano fornite adeguate risorse umane e di bilancio per mettere a punto meccanismi efficienti di controllo e di monitoraggio delle procedure di bilancio a livello dell'UE;

60.  invita la Commissione a individuare e attribuire priorità alle misure politiche aventi implicazioni fiscali per i programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri e per i programmi nazionali di riforma;

o
o   o

61.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai parlamenti nazionali.

(1) http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/common/consultations/tax/summary_report_consultation_double_tax_conventions_en.pdf
(2) http://www.oecd.org/document/61/0,3746,en_2649_33767_48570813_1_1_1_1,00.html
(3) http://www.bruegel.org/publications/publication-detail/publication/599-how-effective-and-legitimate-is-the-european-semester-increasing-the-role-of-the-european-parliament/
(4) http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/gen_info/economic_analysis/tax_structures/index_en.htm
(5) http://www.oecd-ilibrary.org/taxation/consumption-tax-trends-2010_ctt-2010-en
(6) http://www.alainlamassoure.eu/liens/817.pdf
(7) GU C 295 E del 4.12.2009, pag. 13.
(8) http://www.eureschannel.org/en/dossiers/WEBrapport_obst_E.pdf
(9) Pubblicazione della Commissione intitolata «Taxation Trends in the EU» (tendenze in materia fiscale all'interno dell'Unione europea), edizione 2011.

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