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Procedura : 2011/0058(CNS)
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Ciclo del documento : A7-0080/2012

Testi presentati :

A7-0080/2012

Discussioni :

PV 18/04/2012 - 16
CRE 18/04/2012 - 16

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PV 19/04/2012 - 6.6
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P7_TA(2012)0135

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Giovedì 19 aprile 2012 - Strasburgo
Base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società *
P7_TA(2012)0135A7-0080/2012

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 19 aprile 2012 sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (COM(2011)0121 – C7-0092/2011 – 2011/0058(CNS))

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2011)0121),

–  visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C7-0092/2011),

–  visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–  visti i pareri motivati inviati dal parlamento bulgaro, dalla Camera dei deputati irlandese, dal parlamento maltese, dalla Camera dei deputati dei Paesi Bassi, dalla Dieta polacca, dalla Camera dei deputati rumena, dal Parlamento slovacco, dal parlamento svedese e dalla Camera dei comuni del Regno Unito, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visti gli articoli 55 e 37 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0080/2012),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 1
(1)  Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010. Sono inoltre in conflitto con i requisiti di un'economia sociale di mercato altamente competitiva.
(1)  Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010, con il patto euro plus e con l'integrazione economica, di bilancio e fiscale necessaria per realizzare un'economia sociale di mercato altamente competitiva.
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)  Una maggiore cooperazione tra le autorità fiscali può portare a una significativa riduzione dei costi e degli oneri amministrativi per le imprese impegnate in attività transfrontaliere all'interno dell'Unione.
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 2
(2)  Gli ostacoli fiscali alle attività transfrontaliere sono particolarmente onerosi per le piccole e medie imprese, che generalmente non possiedono le risorse necessarie ad affrontare le inefficienze del mercato.
(2)  Gli ostacoli fiscali possono rivelarsi particolarmente onerosi per le piccole e medie imprese (PMI)impegnate in attività transfrontaliere in quanto generalmente non possiedono le risorse necessarie ad affrontare le inefficienze del mercato.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  È opportuno promuovere una leale concorrenza in materia di aliquote fiscali sia a livello di Stati membri che di regioni, laddove queste ultime dispongono di competenze fiscali e legislative.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)  Il miglioramento del mercato interno rappresenta il principale fattore di incentivo per la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'introduzione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) dovrebbe stimolare la crescita e creare maggiore occupazione nell'Unione grazie alla riduzione dei costi amministrativi e degli oneri burocratici per le società, in particolare le piccole imprese impegnate in attività transfrontaliere.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Il mercato interno comprende tutti gli Stati membri e di conseguenza è opportuno introdurre la CCCTB valida appunto in tutti gli Stati membri. Tuttavia, qualora non fosse possibile giungere a una decisione unanime in Consiglio in merito alla proposta di istituire una CCCTB, sarebbe opportuno avviare immediatamente la procedura per l'adozione di una decisione del Consiglio che autorizzi una cooperazione rafforzata nel settore della CCCTB. Tale cooperazione rafforzata dovrebbe inizialmente riguardare gli Stati membri la cui moneta è l'euro; gli altri Stati membri dovrebbero tuttavia avere la possibilità di parteciparvi in ogni momento, così come previsto dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 4 ter (nuovo)
(4 ter)  Talune forme particolarmente accentuate di concorrenza, ottimizzazione e arbitraggio in ambito fiscale potrebbero portare a un'erosione delle entrate di taluni Stati membri nonché a distorsioni nell'ambito del trattamento fiscale dei capitali, che sono mobili, in rapporto a quello del lavoro, che è meno mobile. Il patto di stabilità e crescita rafforzato e il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica e monetaria impongono agli Stati membri, in particolare a quelli la cui moneta è l'euro, di attenersi a una rigida disciplina di bilancio, applicando nel contempo misure di controllo della spesa nonché generando un gettito fiscale sufficiente. Per i citati motivi, oltre che alla luce del patto euro plus stipulato dai capi di Stato o di governo degli Stati membri la cui moneta è l'euro, secondo cui lo sviluppo di una CCCTB «potrebbe essere una via da seguire - neutra sotto il profilo delle entrate - per assicurare la coerenza dei regimi fiscali nazionali, nel rispetto delle strategie fiscali nazionali, e per contribuire alla sostenibilità di bilancio e alla competitività delle imprese europee», è di vitale importanza che gli Stati membri la cui moneta è l'euro siano in grado di far fronte ai rispettivi impegni di bilancio in vista del mantenimento della stabilità nell'intera area dell'euro; è altresì auspicabile che la CCCTB sia applicata quanto prima al maggior numero possibile di società.
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Considerando 4 quater (nuovo)
(4 quater)  Alla luce del fondamentale ruolo svolto dalle PMI nel mercato interno, la Commissione dovrebbe sviluppare e mettere a disposizione delle PMI impegnate in attività transfrontaliere uno strumento in grado di ridurre gli oneri e i costi amministrativi e quindi di creare le condizioni affinché le imprese stesse possano optare volontariamente per il regime della CCCTB.
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta non creano gli stessi ostacoli, il regime (la base imponibile consolidata comune per le società) non incide necessariamente sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società.
(5)  Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta non creano gli stessi ostacoli, la CCCTB non incide necessariamente sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società. Gli Stati membri dovrebbero pertanto mantenere altresì la possibilità di concedere determinati incentivi alle imprese, in particolare sotto forma di crediti d'imposta.
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)  La presente direttiva non ha lo scopo di armonizzare le aliquote dell'imposta sulle società degli Stati membri. Tuttavia, qualora risulti evidente che l'eventuale introduzione di aliquote minime si rivelerebbe proficua ai fini dell'efficienza economica, dell'efficacia e dell'equità delle imposte sulle società, la Commissione dovrebbe valutare l'opportunità di un'armonizzazione in tal senso in sede di riesame dell'applicazione della presente direttiva. Si tratta di un aspetto tanto più importante alla luce del fatto che l'evoluzione delle aliquote applicate dagli Stati membri per l'imposta sulle società indica una chiara incidenza della concorrenza fiscale nel mercato interno. È pertanto utile, nello spirito della relazione intitolata «Una nuova strategia per il mercato unico», del 9 maggio 2010, stabilire se il tipo di concorrenza in oggetto risulti positivo o negativo nell'ottica di una cultura fiscale adatta al mercato interno del XXI secolo. In particolare, occorre valutare attentamente se l'eliminazione della sottostante tensione tra integrazione del mercato e sovranità fiscale costituisca o meno una delle possibili soluzioni in termini di riconciliazione del mercato con la dimensione sociale del mercato interno.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  Il consolidamento rappresenta un elemento essenziale di questo regime, che costituisce l'unico mezzo per superare i principali ostacoli fiscali che le società devono affrontare all'interno dell'Unione. Il consolidamento elimina le formalità connesse ai prezzi di trasferimento e la doppia imposizione all'interno dello stesso gruppo. Inoltre, le perdite subite dai contribuenti sono automaticamente compensate a fronte dei profitti generati da altri membri dello stesso gruppo.
(6)  Il consolidamento rappresenta un elemento essenziale di questo regime, che costituisce l'unico mezzo per superare i principali ostacoli fiscali che le società appartenenti a uno stesso gruppo, impegnate in attività transfrontaliere, devono affrontare all'interno dell'Unione. Il consolidamento elimina le formalità connesse ai prezzi di trasferimento e la doppia imposizione all'interno dello stesso gruppo. Inoltre, le perdite subite dai contribuenti sono automaticamente compensate a fronte dei profitti generati da altri membri dello stesso gruppo.
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)  L'ampiezza della base imponibile, il consolidamento e la discrezionalità degli Stati membri in materia di aliquote nazionali di imposizione delle società rendono l'introduzione della CCCTB un'operazione fiscalmente neutra.
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Considerando 6 ter (nuovo)
(6 ter)  Laddove l'eventuale ricorso alla CCCTB incida sul gettito fiscale degli enti regionali o locali, gli Stati membri avranno la facoltà di adottare misure correttive al riguardo nel rispetto dei loro sistemi costituzionali e secondo modalità compatibili con la presente direttiva.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Considerando 8
(8)  Dato che è destinato in primo luogo a rispondere alle necessità di società transfrontaliere, è opportuno che un regime di questo tipo sia facoltativo e complementare ai vigenti regimi nazionali di imposizione delle società.
(8)  Dato che la presente direttiva è destinata in primo luogo ad arrecare beneficio alle società transfrontaliere, senza comunque escludere le altre, il regime istituito è facoltativo e consente l'adesione a tutte le società ammissibili. Tuttavia, si considera che le Società europee e le Società cooperative europee, che per definizione hanno carattere transnazionaleabbiano optato per applicare la presente direttiva trascorsi due anni dalla data di applicazione della stessa. Tutte le altre società idonee a beneficiare della presente direttiva, ad eccezione delle microimprese, piccole e medie imprese quali definite dalla raccomandazione 2003/361/CE1della Commissione, dovrebbero parimenti applicarla entro cinque anni dalla data di applicazione della direttiva stessa. In sede di valutazione dell'impatto della CCCTB la Commissione dovrebbe esaminare l'opportunità di un'eventuale estensione dell'obbligatorietà della stessa anche alle microimprese, piccole e medie imprese.
1GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.
Emendamento 15
Proposta di direttiva
Considerando 20
(20)  È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate.
(20)  È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso efficace, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate. È opportuno lasciare agli Stati membri la facoltà di introdurre e coordinare tra loro misure aggiuntive volte a ridurre gli effetti negativi provocati da paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dell'Unione europea e non scambiano le necessarie informazioni fiscali.
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Considerando 21
(21)  È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda tre fattori (lavoro, attività e fatturato), cui è attribuita la medesima ponderazione. Il fattore lavoro deve essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività deve comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. Occorre che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Occorre infine tenere conto del fatturato per garantire un'equa partecipazione dello Stato membro di destinazione. Tali fattori e ponderazioni devono garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.
(21)  È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda tre fattori (lavoro, attività e fatturato). La ponderazione di ognuno dei due fattori lavoro e attività dovrebbe essere del 45%, mentre quella del fatturato dovrebbe essere pari al 10%. Il fattore lavoro dovrebbe essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività dovrebbe comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. È opportuno che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Occorre infine tenere conto del fatturato per garantire un'equa partecipazione dello Stato membro di destinazione. Tali fattori e ponderazioni dovrebbero garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)  È opportuno che le norme comuni per il calcolo della CCCTB non generino costi amministrativi sproporzionati a carico delle società, al fine di non comprometterne la competitività.
Emendamento 18
Proposta di direttiva
Considerando 23
(23)  È opportuno che i gruppi di società possano trattare con un'unica amministrazione tributaria («autorità tributaria principale»), che è quella dello Stato membro nel quale la società madre del gruppo («contribuente principale») è residente a fini fiscali. È necessario che la presente direttiva stabilisca le regole procedurali per la gestione del regime. Occorre inoltre che preveda un meccanismo di decisione preliminare. Gli audit devono essere avviati e coordinati dall'autorità tributaria principale, ma l'avvio di un audit può essere chiesto dalle autorità di qualunque Stato membro in cui un membro del gruppo è soggetto ad imposizione. L'autorità competente dello Stato membro nel quale è residente o stabilito un membro del gruppo può contestare una decisione dell'autorità tributaria principale sulla notifica della scelta di optare per il regime previsto dalla presente direttiva o la rettifica di un accertamento dinanzi al giudice dello Stato membro dell'autorità tributaria principale. È necessario che le controversie tra i contribuenti e le autorità tributarie siano esaminate da un organismo amministrativo competente per i ricorsi di primo grado conformemente alla legge dello Stato membro dell'autorità tributaria principale.
(23)  È opportuno che i gruppi di società possano trattare con un'unica amministrazione tributaria («autorità tributaria principale»), che è un'autorità dello Stato membro nel quale la società madre del gruppo («contribuente principale») è residente a fini fiscali. È opportuno che la presente direttiva stabilisca le regole procedurali per la gestione del regime. Occorre inoltre che preveda un meccanismo di decisione preliminare. Gli audit dovrebbero essere avviati e coordinati dall'autorità tributaria principale, ma l'avvio di un audit può essere chiesto dalle autorità di qualunque Stato membro in cui un membro del gruppo è soggetto a imposizione. L'autorità competente dello Stato membro nel quale è residente o stabilito un membro del gruppo può contestare una decisione dell'autorità tributaria principale sulla notifica della scelta di optare per il regime previsto dalla presente direttiva o la rettifica di un accertamento dinanzi al giudice dello Stato membro dell'autorità tributaria principale. Le controversie tra i contribuenti e le autorità tributarie dovrebbero essere esaminate da un organismo amministrativo competente per i ricorsi di primo grado conformemente al diritto dello Stato membro dell'autorità tributaria principale.
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)  La Commissione dovrebbe aprire un nuovo forum sulla CCCTB, analogo al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, a cui le imprese e gli Stati membri possano rivolgersi per questioni e controversie legate alla CCCTB. Tale forum dovrebbe essere in grado di fornire orientamenti alle società e agli Stati membri.
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Considerando 27 bis (nuovo)
(27 bis)  La presente direttiva comporta un approccio radicalmente innovativo nei confronti di un elemento essenziale della fiscalità delle società. La Commissione dovrebbe pertanto realizzare un'attenta analisi e una valutazione indipendente non appena sia possibile farlo in modo sensato. Dati i tempi di applicazione ed esecuzione che caratterizzano le imposte sulle società, tali analisi e valutazioni non dovrebbero essere realizzate prima che siano trascorsi cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva. L'analisi e la valutazione della Commissione dovrebbero tenere conto, in particolare, dei seguenti aspetti: il carattere facoltativo della CCCTB, la limitazione dell'armonizzazione alla base imponibile, la formula di ripartizione, la cosniderazione della funzionalità del regime per le PMI e l'impatto sul gettito fiscale degli Stati membri.
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Articolo 6 bis (nuovo)
Articolo 6 bis

Società europee e Società cooperative europee

A decorrere dal ...* le Società europee e le Società cooperative europee ammissibili di cui alle lettere a) e b) dell'allegato I sono automaticamente considerate società aderenti al regime previsto dalla presente direttiva

*Data corrispondente al primo giorno del mese successivo allo scadere del secondo anno di applicazione della presente direttiva.
Emendamento 22
Proposta di direttiva
Articolo 6 ter (nuovo)
Articolo 6 ter

Applicazione ad altre società considerate ammissibili

A decorrere dal ...*, la presente direttiva si applica alle società ammissibili diverse da microimprese, piccole e medie imprese quali definite dalla raccomandazione 2003/361/CE (PMI).

*Data corrispondente al primo giorno del mese successivo allo scadere del quinto anno di applicazione della presente direttiva.
Emendamento 23
Proposta di direttiva
Articolo 12 – comma 1
Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività.

Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività. Anche i costi correnti relativi alla protezione ambientale e alla riduzione delle emissioni di carbonio sono considerati spese deducibili.

Emendamento 24
Proposta di direttiva
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera j
(j) le imposte elencate all'allegato III, ad eccezione delle accise sui prodotti energetici, l'alcole e le bevande alcoliche e i tabacchi lavorati.
j) le imposte elencate all'allegato III.
Emendamento 25
Proposta di direttiva
Articolo 30 – lettera c
(c) le riserve tecniche delle imprese di assicurazione costituite conformemente alla direttiva 91/674/CEE sono deducibili ad eccezione delle riserve di perequazione. Uno Stato membro può prevedere la deduzione delle riserve di perequazione. Nel caso di un gruppo, la deduzione delle riserve di perequazione è applicata alla percentuale assegnata ai membri del gruppo residenti o situati in tale Stato membro. Gli importi dedotti sono riesaminati e aggiustati alla fine di ciascun esercizio fiscale. Nel calcolare la base imponibile negli anni futuri si tiene conto degli importi già dedotti.
c) le riserve tecniche delle imprese di assicurazione costituite conformemente alla direttiva 91/674/CEE sono deducibili ad eccezione delle riserve di perequazione. Uno Stato membro che, a norma dell'articolo 62 della direttiva 91/674/CEE, abbia optato per l'introduzione nel proprio diritto commerciale di un obbligo di costituzione di riserve di perequazione, deve altresì consentirne la deduzione a fini fiscali. Nel caso di un gruppo, la deduzione delle riserve di perequazione è applicata alla percentuale assegnata ai membri del gruppo residenti o situati in tale Stato membro. Gli importi dedotti sono riesaminati e aggiustati alla fine di ciascun esercizio fiscale. Nel calcolare la base imponibile negli anni futuri si tiene conto degli importi già dedotti.
Emendamento 26
Proposta di direttiva
Articolo 48
Qualora un contribuente, prima di optare per il regime previsto dalla presente direttiva, abbia sostenute perdite che potevano essere riportate a norma della legislazione nazionale applicabile, ma non erano ancora state compensate a fronte dei profitti tassabili, tale perdite possono essere dedotte dalla base imponibile nella misura in cui previsto da tale legislazione nazionale.

Qualora un contribuente, prima di optare per il regime previsto dalla presente direttiva, abbia sostenuto perdite che potevano essere riportate a norma della legislazione nazionale applicabile, ma non erano ancora state compensate a fronte dei profitti tassabili, tali perdite possono essere dedotte dalla quota della base imponibile soggetta a imposizione nello Stato membro il cui diritto nazionale trovava precedentemente applicazione,entro i limiti previsti da tale diritto nazionale.

Emendamento 27
Proposta di direttiva
Articolo 73 – comma 1 – lettera a
a) ad un'imposta sui profitti delle società, nel quadro del regime generale di tale paese terzo, con un'aliquota inferiore al 40% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri, oppure;
a) ad un'imposta sui profitti delle società, nel quadro del regime generale di tale paese terzo, con un'aliquota inferiore al 70% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri, oppure;
Emendamento 28
Proposta di direttiva
Articolo 80 – comma 1
Le operazioni artificiali svolte con l'esclusiva finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Le operazioni artificiali svolte principalmente con la finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Emendamento 29
Proposta di direttiva
Articolo 82 – paragrafo 1 – lettera b
b) nell'ambito del regime generale di tale paese terzo i profitti sono tassabili con un'aliquota inferiore al 40 % dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri o l'entità è soggetta ad un regime speciale che prevede un livello di tassazione sostanzialmente inferiore a quello del regime generale;
b) nell'ambito del regime generale di tale paese terzo i profitti sono tassabili con un'aliquota inferiore al 70 % dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri o l'entità è soggetta ad un regime speciale che prevede un livello di tassazione sostanzialmente inferiore a quello del regime generale;
Emendamento 30
Proposta di direttiva
Articolo 86 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, nella quale si dà pari peso ai fattori del fatturato, del lavoro e delle attività, si presenta come segue:
1.  La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, comprensiva dei fattori del fatturato, del lavoro e delle attività, si presenta come segue:
Emendamento 31
Proposta di direttiva
Articolo 86 – paragrafo 1 – formula
20120419-P7_TA(2012)0135_IT-p0000001.fig
20120419-P7_TA(2012)0135_IT-p0000003.fig
Emendamento 32
Proposta di direttiva
Articolo 110 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Il modello uniforme della dichiarazione dei redditi è elaborato dalla Commissione in collaborazione con le amministrazioni fiscali degli Stati membri.

Emendamento 33
Proposta di direttiva
Articolo 122 – paragrafo 1 – comma 1
L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente.

L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente nello Stato membro in cui ha sede il membro del gruppo.

Emendamento 34
Proposta di direttiva
Articolo 123 bis (nuovo)
Articolo 123 bis

Forum sulla CCCTB

La Commissione apre un nuovo forum sulla CCCTB al quale le società e gli Stati membri possono rivolgersi per questioni e controversie legate alla CCCTB nonché per ottenere orientamenti. Tale forum fornisce orientamenti alle società e agli Stati membri.

Emendamento 35
Proposta di direttiva
Articolo 130
Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio.

Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio. Qualsiasi valutazione futura dello strumento deve essere comunicata ai membri della commissione competente del Parlamento europeo.

Emendamento 36
Proposta di direttiva
Articolo 132 bis (nuovo)
Articolo 132 bis

PMI transfrontaliere

Entro...* la Commissione mette a disposizione uno strumento che consenta alle PMI impegnate in attività transfrontaliere di optare per il regime della CCCTB su base volontaria.

*Data corrispondente al primo giorno del mese successivo al secondo anniversario dell'entrata in vigore della presente direttiva.
Emendamento 37
Proposta di direttiva
Articolo 133
La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione include in particolare un'analisi dell«impatto del meccanismo, di cui al capo XVI della presente direttiva, sulla distribuzione delle basi imponibili tra gli Stati membri.

La Commissione riesamina, entro...*, l'applicazione della presente direttiva e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione include, tra l'altro, un'analisi, basata su una valutazione indipendente, dei seguenti aspetti:

a) l«impatto del meccanismo, di cui al capo XVI, sulla distribuzione delle basi imponibili tra gli Stati membri nonché sul gettito fiscale di questi ultimi;
b) l'utilizzo e l'applicabilità della presente direttiva da parte delle PMI;
c) i vantaggi e gli svantaggi di rendere obbligatorio il regime per le PMI;
d) le implicazioni socio-economiche della presente direttiva, anche per quanto concerne l'impatto sulle attività globali delle società nonché sulla competitività delle società ammissibili e non;
e) l'impatto sulla corretta ed equa riscossione delle imposte negli Stati membri;
f) i vantaggi e gli svantaggi dell'introduzione di aliquote fiscali minime.
Ove necessario la Commissione presenta una proposta di modifica della presente direttiva entro il 2020. Entro...** la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle potenziali conseguenze della presente direttiva sul mercato interno, con particolare riferimento alle possibili distorsioni della concorrenza tra le società soggette al regime previsto dalla direttiva stessa e quelle che non soddisfano i criteri in materia di consolidamento.

* Data corrispondente al primo giorno del mese successivo ai cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.
** Data corrispondente al primo giorno del mese successivo ai due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.
Emendamento 38
Proposta di direttiva
Allegato III – titolo 5 - riga 4
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