Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2012/2027(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0270/2012

Testi presentati :

A7-0270/2012

Discussioni :

PV 25/10/2012 - 21
CRE 25/10/2012 - 21

Votazioni :

PV 26/10/2012 - 6.5
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2012)0404

Testi approvati
PDF 146kWORD 67k
Venerdì 26 ottobre 2012 - Strasburgo
Strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale
P7_TA(2012)0404A7-0270/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2012 sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale (2012/2027(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le comunicazioni della Commissione intitolate «Un bilancio per la strategia 2020» (COM(2011)0500), «Un quadro per la prossima generazione di strumenti finanziari innovativi: le piattaforme UE di capitale e di debito» («comunicazione sugli strumenti finanziari», COM(2011)0662), «Pacchetto per la crescita: integrazione delle infrastrutture europee» (COM(2011)0676), «Un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti» (COM(2011)0870) e «Una fase pilota per l'iniziativa Prestiti obbligazionari Europa 2020 per il finanziamento di progetti» (COM(2011)0660),

–  viste le proposte della Commissione, in particolare la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011)0398), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio annuale dell'Unione (COM(2010)0815), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1639/2006/CE che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013) e il regolamento (CE) n. 680/2007 che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia (COM(2011)0659), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 (COM(2011)0809), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese 2014 - 2020 (COM(2011)0834), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa (COM(2011)0785), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce «ERASMUS PER TUTTI», il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (COM(2011)0788), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa (COM(2011)0665), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale (COM(2011)0609), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 (COM(2011)0615/2),

–  visti i documenti di lavoro dei servizi della Commissione intitolati «Financial Instruments in Cohesion Policy» (SWD(2012)0036) e «Elements for a Common Strategic Framework 2014 to 2020 - the European Regional Development Fund, the Cohesion Fund, the European Agricultural Fund for Rural Development and the European Maritime and Fisheries Fund» (SWD(2012)0061, «quadro strategico comune per i Fondi strutturali e di coesione»),

–  visti le relazioni speciali della Corte dei conti europea n. 4/2011 sull'audit dello strumento relativo alle garanzie per le PMI e n. 2/2012 sugli strumenti finanziari per le PMI cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale, nonché il parere della Corte dei conti n. 7/2011 sulla proposta di regolamento relativo ai Fondi strutturali e di coesione,

–  viste la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 intitolata «Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva»(1) e la sua risoluzione del 6 luglio 2011 intitolata «Crisi finanziaria, economica e sociale: raccomandazioni sulle misure e le iniziative da adottare»(2),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0270/2012),

A.  considerando che, dall'inizio degli anni 2000, le istituzioni dell'Unione hanno sviluppato una serie di strumenti finanziari innovativi basati su meccanismi che combinano in modo complementare sovvenzioni a titolo del bilancio dell'UE e finanziamenti pubblici e/o privati al fine di incrementare il volume degli investimenti disponibili per realizzare gli obiettivi strategici dell'Unione;

B.  considerando che, conformemente a quanto stabilito al paragrafo 49 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria, «le istituzioni convengono che l'introduzione di meccanismi di cofinanziamento è necessaria per rafforzare l'effetto propulsivo del bilancio dell'Unione europea incentivando maggiormente i finanziamenti. Esse convengono di incoraggiare lo sviluppo di strumenti finanziari pluriennali adeguati che agiscano da catalizzatori degli investimenti pubblici e privati»;

C.  considerando che, secondo le stime, ad oggi circa l'1,3% del bilancio dell'Unione è destinato agli strumenti finanziari innovativi e che, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013, l'Unione ha sviluppato 14 strumenti di questo tipo nel settore delle politiche interne (3 miliardi di euro nella rubrica 1a, pari al 3,4% del bilancio disponibile, e circa 5,9 miliardi di euro a titolo della politica regionale e di coesione) e 11 strumenti nell'ambito delle politiche esterne (1,2 miliardi di euro, pari al 2,2% del bilancio della rubrica 4, senza prendere in considerazione gli strumenti finanziari innovativi sviluppati nel quadro del Fondo europeo di sviluppo);

D.  considerando l'esperienza già maturata dall'Unione nella gestione degli strumenti finanziari innovativi e i numerosi studi e valutazioni di impatto comparativi finora pubblicati;

E.  considerando che, conformemente alla sua risoluzione dell'8 giugno 2011 intitolata «Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva», il quadro di esecuzione degli strumenti finanziari innovativi dovrebbe essere definito secondo la procedura legislativa ordinaria, nell'ottica di garantire un flusso di informazioni continuo e la partecipazione dell'autorità di bilancio per quanto riguarda l'utilizzo di tali strumenti in tutta l'Unione, consentendo al Parlamento di verificare il rispetto delle sue priorità politiche, nonché un controllo rafforzato su tali strumenti da parte della Corte dei conti europea;

Situazione attuale degli strumenti finanziari

1.  ricorda che il ricorso agli strumenti finanziari innovativi a livello europeo è stato concepito quale mezzo per consentire all'Unione di stimolare il volume degli investimenti nell'economia europea reale conformemente ai propri obiettivi, in un contesto in cui la continua diminuzione delle risorse destinate al bilancio dell'UE si contrappone alla costante crescita delle sue ambizioni politiche e, pertanto, delle sue esigenze;

2.  sottolinea che il fine ultimo degli strumenti finanziari innovativi e la loro ragion d'essere risiedono nell'effetto catalizzatore che dovrebbero produrre in caso di mancato funzionamento del mercato o di situazioni di investimento subottimali, consentendo, sulla base di un contributo del bilancio dell'Unione, di mobilitare finanziamenti (pubblici e/o privati) a favore di progetti per i quali il mercato dimostra lacune o imperfezioni; rileva che l'intervento pubblico permette così di ridurre il costo dei rischi, facendosene parzialmente carico, e facilita in tal modo la realizzazione di questi progetti;

3.  osserva che gli strumenti finanziari innovativi finora sviluppati prevedono tipi di intervento estremamente vari, che includono l'acquisizione di partecipazioni in fondi di capitale proprio/di capitale di rischio («equity/venture capital»), meccanismi di garanzia/controgaranzia presso intermediari finanziari (in particolare banche) e strumenti di condivisione del rischio con le istituzioni finanziarie per stimolare l'investimento, l'innovazione e la ricerca;

4.  osserva che questa varietà è giustificata dalla diversità degli ambiti di intervento (sostegno alle PMI, energia, cambiamenti climatici, occupazione e microcredito, ricerca e innovazione, infrastrutture di trasporto, tecnologie dell'informazione);

5.  insiste nel ricordare che il ricorso agli strumenti finanziari innovativi è rigidamente disciplinato sul piano legislativo (occorre l'accordo dell'autorità legislativa) e a livello di bilancio; osserva che l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi non genera oneri finanziari imprevisti a carico del bilancio dell'Unione, in quanto la responsabilità di quest'ultimo è limitata all'importo del contributo dell'Unione impegnato per lo strumento finanziario in questione sulla base delle dotazioni di bilancio annuali, come deciso dall'autorità di bilancio, e non dà luogo a passività potenziali per il bilancio dell'Unione; aggiunge che gli strumenti finanziari innovativi contribuiscono anzi a perseguire una gestione finanziaria sana ed efficace dei fondi pubblici, in quanto il contributo di bilancio corrisposto può generare utili che possono essere reinvestiti («reflow») nello strumento finanziario, permettendo così di rafforzare la sua capacità di intervento e aumentando l'efficacia dell'azione pubblica; sottolinea pertanto che le operazioni finanziate dagli strumenti finanziari innovativi dovrebbero essere opportunamente sottoposte ad audit dalla Corte dei conti dell'UE e che i colegislatori dovrebbero essere pienamente informati dei risultati;

6.  ricorda che esistono tre tipi di situazioni di investimento: 1) situazioni ottimali, in cui il rendimento è chiaramente positivo e consente il finanziamento da parte del mercato; 2) situazioni subottimali, in cui il rendimento, seppur presente, non basta ad assicurare il finanziamento da parte del mercato e giustifica il ricorso a uno strumento finanziario innovativo; 3) situazioni caratterizzate da un rendimento ridotto o nullo, in cui si rende necessario l'intervento dell'Unione sotto forma di sovvenzioni, che possono essere combinate agli strumenti finanziari innovativi se il progetto lo consente;

7.  ribadisce che il maggiore utilizzo degli strumenti finanziari innovativi deve costituire una strategia volta non a ridurre il bilancio dell'Unione, ma a ottimizzarne l'utilizzo, e valuta positivamente che la Commissione, nella summenzionata comunicazione sugli strumenti finanziari innovativi, riconosca che «un impiego maggiore di strumenti finanziari innovativi non mira comunque a sostituire i finanziamenti con gli strumenti finanziari»;

8.  sottolinea che l'esperienza maturata finora in relazione agli strumenti finanziari innovativi è nel complesso positiva, anche se gli effetti moltiplicatori di tali strumenti variano in modo considerevole a seconda dell'ambito di intervento, degli obiettivi settoriali da conseguire con lo strumento, del tipo di strumento proposto e delle sue modalità di attuazione;

9.  osserva che, nell'ambito delle politiche interne dell'Unione, gli strumenti finanziari innovativi sono attuati a livello europeo (gestione diretta della Commissione o su delega di quest'ultima) oppure a livello nazionale nel quadro della politica regionale e di coesione (gestione condivisa con gli Stati membri);

10.  sottolinea che l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi coinvolge pertanto svariati attori, tra cui la Commissione, in quanto autorità responsabile dell'esecuzione del bilancio dell'UE, il gruppo BEI (Banca europea per gli investimenti e Fondo europeo per gli investimenti), le banche nazionali o locali, commerciali o specializzate nell'investimento o nello sviluppo e gli investitori pubblici o privati; mette in luce che, più in generale, il successo di questi strumenti dipende dalla mobilitazione di intermediari finanziari pubblici, semi-pubblici e privati i cui obiettivi variano in funzione degli ambiti di intervento (istituti di microcredito, fondi di garanzia per le PMI, organizzazioni di sviluppo regionale, fondi di sostegno per la ricerca, ecc.);

11.  osserva in particolare che esistono differenze significative tra gli strumenti finanziari innovativi gestiti in modo centralizzato a livello unionale e quelli attuati sulla base di una gestione condivisa nell'ambito della politica regionale e di coesione o nel quadro delle relazioni esterne;

12.  rileva che, nell'ambito della politica di coesione, gli strumenti finanziari innovativi hanno dato risultati diversi a seconda dello Stato membro coinvolto e del tipo di strumento utilizzato; riconosce che, nel quadro della politica di coesione, l'insufficienza del quadro legislativo degli strumenti finanziari ha comportato ritardi nell'attuazione, difficoltà a raggiungere una massa critica, effetti moltiplicatori di rilievo e una mancanza di controllo e coordinamento; plaude, in tale contesto, alla proposta della Commissione intesa a consolidare il quadro legislativo e a migliorare così l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi nell'ambito della politica di coesione nel prossimo periodo di programmazione (2014-2020);

13.  osserva che, per quanto concerne gli strumenti finanziari innovativi di politica esterna, il numero delle istituzioni finanziarie internazionali coinvolte è elevato, così come l'effetto moltiplicatore generato dal contributo dell'Unione, ma deplora la grande disparità degli strumenti, il cui numero è aumentato in particolare negli ultimi anni (arrivando attualmente a un totale di tredici);

14.  constata che questi strumenti finanziari innovativi sono attuati sulla base di accordi ancora più complessi di quelli relativi alle politiche interne, prevedendo diverse modalità di gestione e attori di natura differente (BERS, organizzazioni internazionali);

15.  osserva che, in tali condizioni, l'intervento del bilancio dell'Unione non gode sempre di sufficiente visibilità tra gli operatori economici e i cittadini;

16.  osserva che, nell'ambito delle politiche esterne, la maggior parte degli strumenti finanziari innovativi permette di reinvestire gli utili sull'investimento, mentre nell'ambito delle politiche interne avviene il contrario;

17.  rileva che, a seconda delle esigenze, gli strumenti finanziari innovativi si sono sviluppati conformemente a strategie caratterizzate da obiettivi e risorse differenti e in modo non sempre coordinato, dando luogo ad alcuni problemi di sovrapposizione;

18.  constata che l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi richiede tempo, competenze specializzate in materia di investimento, un'attenta preparazione dei progetti e una conoscenza approfondita dei meccanismi di mercato, ma permette potenzialmente di migliorare la gestione e l'esito dei progetti sostenuti mediante la combinazione delle competenze e delle capacità specifiche degli attori interessati; rileva che gli strumenti finanziari innovativi incentivano la condivisione delle risorse finanziarie e umane per raggiungere obiettivi europei comuni e strategici;

Proposte della Commissione per il prossimo quadro finanziario 2014-2020

19.  rileva che, per il periodo 2014-2020, la Commissione propone nell'ambito della politica interna un numero più ridotto di strumenti finanziari innovativi aventi un campo di applicazione più ampio; valuta positivamente questa evoluzione, che dovrebbe migliorare la visibilità per gli attori coinvolti, la massa critica come pure la ripartizione e la diversificazione dei rischi connessi a questi strumenti, sulla base di un approccio di portafoglio;

20.  accoglie con favore la proposta della Commissione di creare piattaforme di capitale e di debito; osserva che tali piattaforme avranno l'obiettivo di semplificare, standardizzare e rendere più coerenti tutti gli strumenti finanziari innovativi attuati per mezzo del bilancio dell'Unione; sottolinea che, affinché le piattaforme siano operative e siano attuate con successo, è opportuno presentare il quadro di applicazione e le altre modalità tecniche in modo tempestivo, in ogni caso prima dell'inizio del prossimo periodo di programmazione (2014-2020);

21.  attira l'attenzione, in questo contesto, sull'imminente creazione di una piattaforma dell'Unione per la cooperazione esterna e lo sviluppo, intesa a migliorare la qualità e l'efficacia dei meccanismi di «blending» (combinazione di sovvenzioni e prestiti) utilizzati nell'ambito di tali politiche, tenendo in debita considerazione i quadri regionali che disciplinano le relazioni dell'Unione con i diversi paesi partner; osserva che la piattaforma è intesa a facilitare tanto la valutazione degli strumenti di politica esterna esistenti quanto la definizione di nuovi strumenti per il periodo 2014-2020;

22.  si compiace che, nell'ambito della politica di coesione, nel prossimo periodo di programmazione l'applicazione degli strumenti finanziari sarà estesa a tutti gli obiettivi tematici e a tutti i fondi QCS, nonché a quei progetti, gruppi di progetti o parti di programmi che generano entrate e profitti e si prestano, pertanto, al ricorso agli strumenti finanziari; sottolinea, tuttavia, che è necessaria una migliore visione di insieme degli strumenti finanziari applicati al fine di mitigare il rischio di un coordinamento inefficace e di una sovrapposizione di programmi diversi;

23.  rileva che saranno messi a disposizione delle autorità nazionali di gestione modelli unificati di strumenti (strumenti «off-the-shelf»); reputa che il loro successo dipenda dalla tempestiva definizione delle modalità tecniche e richieda scambi maggiori a monte tra la Commissione e le amministrazioni locali;

24.  accoglie con favore il fatto che il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 costituirà d'ora in avanti il quadro legislativo di riferimento per la definizione, la strutturazione e l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi, assicurandone così la conformità agli obiettivi e agli interessi dell'Unione;

25.  ritiene che la creazione delle piattaforme summenzionate potrebbe essere accompagnata dal coordinamento centralizzato permanente degli strumenti finanziari innovativi in seno alla Commissione; osserva che è stato creato un gruppo interservizi di esperti sugli strumenti finanziari (FIEG), la cui missione dovrebbe consistere nel rafforzare la capacità istituzionale della Commissione in relazione al monitoraggio degli strumenti finanziari innovativi;

26.  reputa che la creazione di strumenti finanziari innovativi sotto gli auspici dell'Unione contribuirà a mettere la finanza al servizio dell'economia reale per i progetti che presentano un valore aggiunto europeo;

Definizione di nuovi strumenti finanziari innovativi

27.  sottolinea che, dalla metà degli anni '90, l'investimento pubblico nell'UE è in costante diminuzione e che questa tendenza si è aggravata in seguito all'insorgere della crisi finanziaria nel 2008; osserva inoltre che i promotori di progetti devono far fronte a condizioni di credito più rigorose e a un accesso più difficile al mercato dei capitali; è pertanto convinto che il continuo sviluppo di strumenti finanziari innovativi a livello nazionale e unionale potrebbe aiutare l'UE a garantire un ritorno coordinato a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

28.  sottolinea che, secondo le stime della Commissione, la realizzazione della strategia Europa 2020 e delle sue 7 iniziative faro necessita in totale di investimenti per circa 1 600 miliardi di euro in tutta l'Unione fino al 2020; osserva che questi investimenti riguardano ambiti di natura diversa, che vanno dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali al sostegno di progetti di portata più ridotta ma caratterizzati da un forte potenziale di crescita sul piano locale e regionale, tra cui le azioni a favore della coesione sociale;

29.  ribadisce che gli strumenti finanziari innovativi sono intesi ad agevolare o a consentire i progetti considerati necessari per il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'Unione, per cui devono tenere in maggiore considerazione la scala temporale dei programmi e adattarvisi;

30.  è convinto che gli strumenti finanziari innovativi debbano contribuire al conseguimento di uno o più obiettivi specifici delle politiche dell'Unione, in particolare di quelli delineati nella strategia Europa 2020, e che debbano funzionare in modo non discriminatorio, recare una data di scadenza precisa, rispettare i principi di sana gestione finanziaria ed essere complementari a strumenti tradizionali quali le sovvenzioni, migliorando così la qualità della spesa e contribuendo ai principi guida volti ad assicurare un uso ottimale delle risorse finanziarie;

31.  reputa che gli strumenti finanziari innovativi possano agevolare la costituzione di partenariati pubblico-privato attirando in maggior misura capitali privati a favore di progetti di infrastrutture pubbliche;

32.  sottolinea l'importanza di una valutazione ex ante per individuare le situazioni di carenza di mercato o di investimento subottimale, le esigenze in termini di investimenti, l'eventuale partecipazione del settore privato, le possibilità di economie di scala e le questioni di massa critica nonché per accertare che lo strumento non determini distorsioni della concorrenza a livello di mercato interno e non violi le norme in materia di aiuti di Stato; invita la Commissione a proporre criteri obiettivi, politematici e opportuni per quanto concerne il ruolo e l'applicazione della valutazione ex ante; crede fermamente nel principio dell'elaborazione di politiche basate su elementi concreti e ritiene che tali valutazioni contribuiranno ad assicurare una gestione efficiente ed efficace degli strumenti finanziari innovativi;

33.  reputa indispensabile l'inclusione, nel quadro di un approccio improntato ai risultati, di un numero ragionevole di semplici indicatori qualitativi e/o quantitativi nelle valutazioni ex ante ed ex post di tutti gli strumenti finanziari innovativi, che riguardino tanto i risultati finanziari dello strumento quanto il suo contributo alla realizzazione degli obiettivi dell'UE; ritiene che questa esigenza non debba comportare un eccessivo onere amministrativo per i gestori; sottolinea a tale proposito che la necessaria valutazione ex post di uno strumento finanziario innovativo può determinare un'interruzione nella continuità del suo utilizzo;

34.  osserva tuttavia che il moltiplicarsi degli strumenti finanziari innovativi pone numerose sfide in termini regolamentazione, governance e controllo della loro efficacia e che occorre trovare un giusto equilibrio tra gli obiettivi di trasparenza e controllo, da un lato, e un livello sufficiente di efficacia e di rapidità di attuazione, dall'altro; ritiene che riducendo il numero degli strumenti finanziari sarebbe possibile minimizzare le disparità e assicurare una massa critica sufficiente;

35.  sottolinea pertanto l'importanza di assicurare che il quadro giuridico sia quanto più possibile semplice, chiaro e trasparente, non appesantisca il carico amministrativo degli intermediari e dei beneficiari e riesca ad attrarre investitori pubblici e privati;

36.  ritiene in particolare che occorra migliorare le norme in materia di comunicazione (reporting) affinché siano chiare e, per quanto possibile, uniformi al fine di consentire un equilibrio ragionevole tra l'affidabilità dell'informazione e l'attrattività degli strumenti; invita la Commissione a istituire opportuni sistemi di gestione e controllo per garantire l'applicazione delle norme vigenti in materia di audit;

37.  chiede alla Commissione di presentare al Parlamento europeo un'unica relazione annuale distinta e riassuntiva in merito agli strumenti finanziari innovativi, nella quale siano indicati gli utilizzi e i risultati degli stessi suddivisi per tipo di fondo, obiettivo tematico e Stato membro;

38.  esorta la Commissione, alla luce della mancanza di visibilità insita in questi strumenti finanziari, ad adottare misure volte a garantire un'adeguata comunicazione in merito a questo tipo di intervento del bilancio dell'UE, rivolgendosi non solo ai potenziali investitori ma anche ai cittadini europei; sottolinea l'importanza di un'ampia campagna di informazione a livello europeo sui nuovi strumenti finanziari al fine di consentire l'accesso a tutti gli investitori, indipendentemente dalle dimensioni dell'istituzione che rappresentano;

39.  sottolinea che l'effetto di leva e l'effetto moltiplicatore variano in modo significativo a seconda dell'ambito di intervento; reputa che il legislatore europeo non debba fissare obiettivi troppo uniformi al riguardo dato che, per loro natura, tali effetti dipendono in ampia misura dalle circostanze economiche e dai settori di intervento interessati;

40.  sottolinea che il campo d'azione degli strumenti finanziari innovativi deve ancora essere largamente precisato ed è soggetto a rapide evoluzioni; osserva che la capacità di creazione o di flessibilità e adattabilità al contesto deve pertanto essere quanto più elevata possibile; propone quindi che la dotazione annua di ciascuno strumento possa essere adeguata dall'autorità di bilancio se così facendo si facilita il raggiungimento degli obiettivi per i quali tale strumento è stato creato;

41.  ribadisce che il reinvestimento degli interessi e delle altre entrate generate da un dato strumento nello strumento stesso («reflow») deve essere il principio alla base di tutti gli strumenti finanziari innovativi e che qualsiasi eccezione deve essere debitamente giustificata; valuta positivamente, in tal senso, il progresso registrato dal nuovo regolamento finanziario, che entrerà in vigore il prossimo anno;

42.  ritiene che sia fondamentale sviluppare il know-how e la capacità tecnica delle autorità di gestione, degli intermediari finanziari, delle banche e delle amministrazioni locali in materia di utilizzo e gestione degli strumenti finanziari innovativi; invita a rafforzare lo scambio di competenze tra tutti questi attori, in particolare quelli che hanno una conoscenza del mercato nazionale risalente a prima dell'adozione, da parte della Commissione, dell'atto di esecuzione inteso a definire gli strumenti standardizzati messi a disposizione degli Stati membri; ritiene indispensabile che tale scambio sia effettuato tempestivamente per superare gli ostacoli culturali, garantire la titolarità degli strumenti finanziari innovativi e assicurarne l'esito positivo;

43.  ritiene che si debba riconoscere il ruolo svolto da diversi istituti bancari nazionali e regionali, considerato che dispongono dell'esperienza e del know-how necessari per affrontare le specificità locali e regionali nello sviluppo e nell'applicazione degli strumenti finanziari;

44.  ritiene che il carattere innovativo degli strumenti finanziari presupponga l'istituzione di un quadro per il coordinamento delle istituzioni finanziarie pubbliche a cui sarà delegata l'esecuzione del bilancio per l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi, al quale parteciperebbero rappresentanti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo;

45.  valuta positivamente il rapido accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio sull'istituzione di una fase pilota per il 2012-2013 in relazione ai prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti («project bond») nel settore dei trasporti, dell'energia e delle tecnologie dell'informazione(3); si dichiara disposto, sulla base di una valutazione completa e indipendente della fase pilota, a esaminare le misure da adottare in futuro per rafforzare l'efficienza delle spese dell'Unione e per aumentare i volumi degli investimenti nei progetti prioritari;

46.  chiede pertanto con urgenza di dare attuazione all'iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti e di valutare accuratamente l'opportunità di una nuova iniziativa distinta per l'emissione di obbligazioni europee per le infrastrutture, con la partecipazione diretta dell'UE al capitale dei progetti infrastrutturali d'interesse comune aventi forte valore aggiunto europeo tramite l'emissione pubblica di «project bond» da parte dell'Unione;

47.  ritiene che l'Unione europea invierebbe un potente segnale agli investitori pubblici e privati nonché ai mercati finanziari partecipando direttamente, da sola o insieme agli Stati membri, alla capitalizzazione dei progetti infrastrutturali (caratterizzati da una redditività degli investimenti a lungo termine); ritiene che questa partecipazione dell'UE in qualità d'investitore dovrebbe assicurare il rispetto dei suoi obiettivi politici di lungo termine e rappresenterebbe una garanzia di realizzazione del progetto, producendo un forte effetto catalizzatore e un altrettanto forte effetto leva;

48.  valuta inoltre positivamente l'accordo raggiunto durante il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012 in merito all'incremento del capitale della BEI di 10 miliardi di euro, che permetterà al gruppo BEI di aumentare di circa 60 miliardi di euro la propria capacità di prestito all'interno dell'Unione nei prossimi anni e di svolgere quindi un positivo ruolo anticiclico negli sforzi concertati volti a rilanciare l'economia europea; ricorda che è ampiamente riconosciuto che i prestiti della BEI hanno un effetto moltiplicatore pari a tre; insiste pertanto affinché questo nuovo impegno non pregiudichi il rafforzamento e il miglioramento paralleli degli strumenti congiunti BEI - bilancio dell'Unione in materia di condivisione del rischio o di partecipazione azionaria, che permettono di sostenere altri tipi di progetti e di azioni rispetto a quelli interessati dai prestiti della BEI e hanno un effetto moltiplicatore superiore ai prestiti della BEI;

49.  attira l'attenzione sul fatto che, indipendentemente dalla misura in cui gli strumenti finanziari innovativi raggiungono i propri obiettivi, essi potranno avere piena efficacia solo se il contesto giuridico e normativo generale sarà propizio al loro sviluppo, ad esempio per quanto concerne il trattamento degli investimenti a lungo termine nel quadro delle norme prudenziali attualmente oggetto di riforma (Basilea III, solvibilità II...);

50.  confida nell'impatto più che positivo sull'economia europea di un maggiore utilizzo degli strumenti finanziari innovativi, ma teme che tale impatto positivo sarà di fatto limitato ai progetti con rendimenti a breve e medio termine; esprime la preoccupazione che investimenti in progetti altrettanto necessari per raggiungere gli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva possano non essere realizzati a causa dei rischi troppo elevati che tali progetti comportano per gli investitori e della mancanza di fondi pubblici; chiede pertanto alla Commissione di presentare al più presto proposte intese a facilitare la mobilitazione del risparmio attualmente sottoutilizzato a favore di progetti a medio e lungo termine che generano una crescita sostenibile nell'Unione;

51.  ritiene che, in caso di massa critica sufficiente di un dato strumento finanziario innovativo, sarebbe possibile conseguire una buona attrattività per il mercato dei capitali privati in virtù di una diminuzione del rischio posto dalle dimensioni significative del portafoglio di progetti e della possibile fluidità degli scambi sui mercati;

52.  sottolinea la necessità di assicurare che l'eventuale comparsa di «un'economia mista finanziaria» non crei prodotti derivati complessi, cartolarizzabili o sviati dal loro obiettivo originario a partire dagli strumenti finanziari innovativi;

o
o   o

53.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P7_TA(2011)0266.
(2) Testi approvati, P7_TA(2011)0331.
(3) Testi approvati del 5.7.2012, P7_TA(2012)0296.

Note legali - Informativa sulla privacy