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Procedura : 2012/2911(RSP)
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RC-B7-0561/2012

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PV 13/12/2012 - 11.6

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P7_TA(2012)0506

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Giovedì 13 dicembre 2012 - Strasburgo
Decisione del governo israeliano di espandere gli insediamenti in Cisgiordania
P7_TA(2012)0506RC-B7-0561/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2012 sulla decisione del governo israeliano di espandere gli insediamenti in Cisgiordania (2012/2911(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Carta delle Nazioni Unite,

–  viste le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare le risoluzioni 181 (1947) e 194 (1948) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e le risoluzioni 242 (1967), 338 (1973), 1397 (2002), 1515 (2003) e 1850 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–   visti gli accordi di Oslo («Dichiarazione dei principi riguardanti progetti di autogoverno ad interim») del 13 settembre 1993,

–  visto l'accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza, del 28 settembre 1995,

–  viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, in particolare quelle relative all'espansione degli insediamenti rilasciate in data 8 giugno 2012 e 2 dicembre 2012,

–  vista la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di concedere alla Palestina lo status di osservatore non membro, adottata il 29 novembre 2012,

–  viste le conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente del 10 dicembre 2012 e del 14 maggio 2012,

–  visto l'articolo 110, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il 2 dicembre 2012 il governo israeliano ha annunciato l'intenzione di costruire 3 000 nuove unità abitative negli insediamenti della Cisgiordania e di Gerusalemme est; che, se attuati, questi progetti comprometterebbero la praticabilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, in particolare nell'Area E1, dove la costruzione di insediamenti dividerebbe in due la Cisgiordania, rendendo impossibile la creazione di uno Stato palestinese capace di esistenza autonoma, contiguo e sovrano;

B.  considerando che il 2 dicembre 2012 il governo israeliano ha annunciato la trattenuta di 100 milioni di dollari USA di entrate fiscali palestinesi; che i trasferimenti fiscali mensili sono un elemento fondamentale del bilancio dell'Autorità palestinese; che il ministro delle Finanze israeliano Yuval Steinitz ha dichiarato che le entrate fiscali sono state trattenute per ripianare i debiti palestinesi nei confronti della società elettrica israeliana;

C.  considerando che l'UE ha ripetutamente confermato il proprio sostegno alla soluzione fondata su due Stati – lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma – che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza;

D.  considerando che gli accordi di Oslo del 1993 hanno suddiviso il territorio della Cisgiordania in tre zone, le Aree A, B e C; che l'Area C, soggetta al controllo civile e di sicurezza israeliano, costituisce il 62% del territorio ed è l'unica porzione continua, oltre a comprendere la maggior parte delle terre fertili e ricche di risorse della Cisgiordania; che l'accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza del 1995 prevedeva il graduale passaggio dell'Area C alla giurisdizione palestinese;

E.  considerando che il 29 novembre 2012 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso a grande maggioranza, con 138 voti favorevoli, 9 contrari e 41 astensioni, di concedere alla Palestina lo status di osservatore non membro presso le Nazioni Unite;

1.  esprime vivissima preoccupazione per l'intenzione annunciata dal governo israeliano di costruire circa 3 000 nuove unità abitative in Cisgiordania e a Gerusalemme est;

2.  sottolinea nuovamente che tale espansione può rappresentare uno sviluppo destinato a compromettere la prospettiva di una Palestina capace di esistenza autonoma, con Gerusalemme quale capitale in comune con Israele;

3.  mette in luce che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est sono considerati illegali a norma del diritto internazionale; chiede il congelamento immediato, completo e permanente di tutte le costruzioni di insediamenti e le attività di espansione ad opera di Israele e invita a porre fine allo sfratto delle famiglie palestinesi dalle loro case come pure alla demolizione delle abitazioni palestinesi;

4.  condanna le dichiarazioni rilasciate dal leader politico di Hamas, Khaled Meshal, che ha respinto il riconoscimento dello Stato di Israele e ha chiaramente rifiutato la presenza israeliana a Gerusalemme, e invita Hamas a riconoscere il diritto di Israele a esistere;

5.  si rammarica profondamente della decisione del governo israeliano di trattenere 100 milioni di dollari USA di entrate fiscali palestinesi, pregiudicando così il bilancio dell'Autorità palestinese, e chiede l'immediato trasferimento di tali fondi; incoraggia le parti in causa a ricorrere alla mediazione dell'UE per risolvere tutte le controversie finanziarie esistenti;

6.  ribadisce il proprio fermo sostegno alla soluzione fondata su due Stati, sulla base dei confini del 1967 e con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati, che prevede la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, di uno Stato di Israele sicuro a fianco di uno Stato palestinese indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma; sottolinea ancora una volta che i mezzi pacifici e non violenti sono l'unico modo per conseguire una pace giusta e duratura fra israeliani e palestinesi e chiede, in tale contesto, la ripresa di negoziati di pace diretti fra le due parti; invita tutte le parti ad astenersi da azioni unilaterali che possono pregiudicare od ostacolare gli sforzi di pace e le prospettive di un accordo di pace negoziato;

7.  chiede nuovamente la piena ed effettiva attuazione dell'intera legislazione dell'Unione e di tutti gli accordi bilaterali UE-Israele in vigore da parte dell'UE e dei suoi Stati membri, e sottolinea che tutte le disposizioni dell'accordo di associazione UE-Israele relative al rispetto dei diritti umani dei palestinesi devono essere rispettate; ribadisce l'impegno dell'UE ad assicurare la piena, efficace e continua attuazione della legislazione dell'Unione europea e degli accordi bilaterali in vigore che si applicano ai prodotti degli insediamenti;

8.  rinnova, nello stesso spirito, il suo appello a favore della riconciliazione palestinese quale mezzo per riunificare i palestinesi che vivono in Cisgiordania, a Gerusalemme est e nella Striscia di Gaza e che sono parte di uno stesso popolo palestinese;

9.  esorta l'Autorità palestinese e il governo israeliano a rilanciare il processo di pace in Medio Oriente; sottolinea inoltre l'importanza di proteggere la popolazione palestinese e di tutelarne i diritti nell'Area C e a Gerusalemme est, il che costituisce un elemento essenziale per mantenere viva la praticabilità della soluzione fondata su due Stati;

10.  esorta ancora una volta l'UE e gli Stati membri a svolgere un ruolo politico più attivo, anche in seno al Quartetto, nell'ambito degli sforzi volti a conseguire una pace giusta e duratura fra israeliani e palestinesi; sostiene il vicepresidente/alto rappresentante nel suo impegno a creare una prospettiva credibile per rilanciare il processo di pace;

11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al rappresentante speciale dell'UE per il processo di pace in Medio Oriente, al presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ai governi e ai parlamenti dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, alla Knesset e al governo di Israele, al presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese.

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