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Procedura : 2012/2838(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0047/2013

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B7-0047/2013

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PV 05/02/2013 - 12
CRE 05/02/2013 - 12

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PV 06/02/2013 - 7.8
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P7_TA(2013)0047

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Mercoledì 6 febbraio 2013 - Strasburgo
Preparazione alla COP 16 della CITES
P7_TA(2013)0047B7-0047/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 febbraio 2013 sugli obiettivi strategici dell’UE per la sedicesima riunione della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), che si terrà dal 3 al 14 marzo 2013 a Bangkok, Thailandia (2012/2838(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sedicesima riunione della Conferenza delle parti (CoP 16) della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), che si terrà dal 3 al 14 marzo 2013 a Bangkok, Thailandia,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sugli obiettivi strategici dell’UE per la sedicesima riunione della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), che si terrà dal 3 al 14 marzo 2013 a Bangkok, Thailandia (O-000201/2012 – B7-0109/2013 e O-000202/2012 – B7-0110/2013),

–  visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la CITES, con 177 parti aderenti, ivi compresi i 27 Stati membri dell'Unione europea, rappresenta il più importante accordo globale esistente relativo alla conservazione di flora e fauna selvatiche volto a prevenire l'eccessivo sfruttamento dovuto al commercio internazionale delle specie floristiche e faunistiche in questione;

B.  considerando che l'obiettivo della CITES consiste nell'assicurare che il commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche non costituisca una minaccia per la sopravvivenza delle specie nell'ambiente naturale;

C.  considerando che è importante dare precedenza alla prosperità a lungo termine rispetto agli interessi economici a breve termine;

D.  considerando che lo sfruttamento delle specie selvatiche, il commercio illegale delle specie di flora e di fauna selvatiche, la distruzione degli habitat, i cambiamenti climatici e il consumo di risorse naturali da parte dell'uomo sono le principali cause dell'impoverimento della biodiversità;

E.  considerando che mappare le foreste intatte ed evitare di costruire strade in determinate aree costituiscono metodi efficaci in termini di costi per preservare la biodiversità e i servizi ecosistemici;

F.  considerando che l'allegato 4 della risoluzione Conf. 9.24 (Rev. CoP15) della CITES fa riferimento alle misure precauzionali da tenere presenti o da attuare in caso di modifica delle appendici;

G.  considerando che la CITES dovrebbe basare le proprie decisioni su dati scientifici;

H.  considerando che le specie protette dalla CITES sono elencate in appendici secondo il loro stato di conservazione e il volume di scambi internazionali: l'appendice I comprende le specie a rischio di estinzione per le quali sono vietati gli scambi commerciali, mentre l'appendice II comprende le specie per le quali è previsto un controllo del commercio finalizzato a evitarne un utilizzo incompatibile con la sopravvivenza delle specie stessa;

I.  considerando che le specie elencate nell'appendice I della CITES sono rigorosamente protette, dal momento che è vietato ogni scambio commerciale di dette specie; che qualsiasi permesso di vendere gli esemplari o i prodotti confiscati (per esempio avorio, ossa di tigre, corni di rinoceronte) comprometterebbe il conseguimento dell'obiettivo della convenzione CITES;

J.  considerando che il processo di revisione periodica ha dimostrato il successo della CITES per quanto concerne talune specie elencate nell'appendice I, le quali possono ora essere trasferite nell'appendice II;

K.  considerando che l'obiettivo 12 di Aichi, stabilito nel piano strategico per la biodiversità 2011-2020 nel quadro della Convenzione sulla diversità biologica, prevede che entro il 2020 sia scongiurata l'estinzione delle specie notoriamente a rischio e sia migliorato e consolidato il loro stato di conservazione, in particolare di quelle maggiormente in diminuzione;

L.  considerando che l'obiettivo 6 di Aichi, stabilito nel piano strategico per la biodiversità per il periodo 2011-2020 nel quadro della Convenzione sulla diversità biologica, prevede che entro il 2020 tutti gli stock ittici e di invertebrati nonché le piante acquatiche siano gestiti e raccolti in maniera sostenibile, legale e secondo approcci basati sugli ecosistemi, di modo che si eviti un eccessivo sfruttamento, siano adottati piani di recupero e misure per tutte le specie in via di estinzione, le attività di pesca non abbiano notevoli impatti negativi sulle specie minacciate e sugli ecosistemi vulnerabili e che gli impatti delle attività di pesca sugli stock, sulle specie e sugli ecosistemi restino entro limiti ecologici sicuri;

M.  considerando che la trasparenza del processo decisionale in seno alle istituzioni internazionali competenti in materia ambientale costituisce un elemento chiave per l'effettivo funzionamento delle stesse; che il documento finale della conferenza di Rio+20, dal titolo «Il futuro che vogliamo», ribadisce che per raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile occorrono, a tutti i livelli, istituzioni che siano efficaci, trasparenti, responsabili e democratiche; e che la promozione della trasparenza fa altresì parte della visione strategica della CITES per il periodo 2008-2013, contenuta nella risoluzione Conf. 14.2 della CITES;

N.  considerando che il regolamento in vigore della CITES non prevede un ricorso abituale a votazioni segrete per questioni diverse dall'elezione di cariche e dalla designazione di paesi ospitanti; considerando che, malgrado tale norma, in occasione dell'ultima CoP si è proceduto a scrutinio segreto per un numero considerevole di votazioni; che al voto segreto si ricorre regolarmente per questioni sensibili e importanti, come ad esempio il commercio di specie marine e di avorio;

O.  considerando che lo smeriglio è estremamente vulnerabile all'eccessivo sfruttamento nell'ambito della pesca;

P.  considerando che gli squali martello sono minacciati di estinzione a livello mondiale a causa del commercio internazionale delle pinne e della cattura accessoria, pratiche che hanno provocato un calo storico del numero di esemplari;

Q.  considerando che un notevole aumento della caccia di frodo agli elefanti sta colpendo attualmente le popolazioni della specie in tutte e quattro le sottoregioni africane e che tale fenomeno è motivo di grave e crescente preoccupazione; che, tra il 2009 e il 2011, le quantità di avorio illegale confiscate hanno altresì raggiunto livelli senza precedenti;

R.  considerando che la caccia da trofeo non sostenibile e non etica è all'origine di una riduzione su larga scala delle specie minacciate elencate nelle appendici I e II della CITES; che la caccia da trofeo sta seriamente compromettendo il conseguimento dell'obiettivo perseguito dalla convenzione CITES;

S.  considerando che un'applicazione inefficace comporta il fatto che le specie a rischio elencate nelle appendici I e II della CITES continuino a essere uccise per profitto;

T.  considerando che circa l'80% della popolazione di rinoceronti in Africa si trova in Sud Africa; che la caccia di frodo a tale specie in tutti gli Stati dell'area di distribuzione sta crescendo rapidamente;

U.  considerando che le tigri e altri grandi felini asiatici che figurano nell'appendice I continuano a essere oggetto di un commercio illegale considerevole, mentre manca una rendicontazione alla CITES in merito alle misure di attuazione e, in particolare, una rendicontazione in merito al rispetto della decisione CITES 14.69, appoggiata dall'UE nel 2007, intesa a eliminare progressivamente l'allevamento di tigri e ad assicurare che queste ultime non siano allevate per il commercio (anche interno) delle loro parti e dei prodotti derivati;

V.  considerando che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia pesante per gli orsi polari (Ursus maritimus); che la caccia e il commercio di parti di tale esemplare costituiscono una minaccia altrettanto grave;

W.  considerando che l'Unione europea rappresenta uno dei principali mercati di importazione per i rettili tenuti come animali domestici, anche per specie elencate nella CITES;

X.  considerando che molte specie di tartarughe sono fortemente sfruttate per i mercati alimentari e per il commercio internazionale di animali domestici;

Y.  considerando che la crescente pressione di pesca esercitata dal commercio internazionale di squame branchiali di razze ha portato a un notevole calo del numero di esemplari di manta gigante (Manta spp.) e di altre specie di razza;

Z.  considerando che gli strumenti internazionali nel settore della pesca e la CITES dovrebbero adoperarsi per raggiungere lo stesso obiettivo, ovvero quello di garantire la conservazione a lungo termine degli stock ittici in alto mare, tenendo conto, tra l'altro, dell'impatto che ha la cattura accessoria sulle specie non bersaglio;

AA.  considerando che la convenzione CITES comprende attualmente disposizioni poco chiare relative all'«introduzione con provenienza dal mare», più specificamente disposizioni sullo «stato di introduzione» quando le specie vengono catturare in alto mare;

AB.  considerando che il gruppo di lavoro CITES sull'introduzione con provenienza dal mare ha proposto una soluzione che rispetta la giurisdizione dello Stato di bandiera, il quale sarebbe responsabile del rilascio della documentazione CITES, pur con talune eccezioni limitate ai pescherecci noleggiati;

AC.  considerando che il corretto funzionamento della convenzione CITES richiederà probabilmente che tutte le parti aumentino in modo considerevole i finanziamenti per gli anni a venire;

AD.  considerando che l'Unione europea non contribuisce direttamente alla convenzione CITES; che essa rappresenta tuttavia uno dei suoi principali donatori grazie agli aiuti allo sviluppo;

1.  invita l'Unione europea e gli Stati membri a ricorrere al principio precauzionale quale principio guida per tutte le loro decisioni concernenti i documenti di lavoro e le proposte di inserimento negli elenchi, tenendo conto, in particolare, del principio «chi usa paga», dell'approccio incentrato sull'ecosistema e dei principi tradizionali di conservazione;

2.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a esprimersi con una voce sola e a migliorare la rapidità e l'efficienza dei loro processi decisionali interni in modo da poter raggiungere rapidamente una posizione comune dell'UE per quanto concerne la CoP16 della CITES, nonché a trarre pieno vantaggio dal fatto di poter contare su 27 parti in seno all'UE affinché le decisioni adottate in sede CoP16 tengano conto del principio precauzionale;

3.  esorta l'Unione europea a svolgere un ruolo guida nella protezione delle specie a rischio di estinzione, partecipando attivamente ai negoziati condotti nel quadro della convenzione CITES e promuovendo l'eliminazione delle scappatoie che aggravano la situazione; deplora il fatto che alcuni Stati membri e cittadini dell'Unione europea siano stati accusati di fungere da intermediari nel trasferimento di corni di rinoceronte in Vietnam o in altri paesi dove questi hanno un elevato valore commerciale, stimolando in tal modo la domanda e aumentando il fenomeno della caccia di frodo;

4.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a coinvolgere attivamente i paesi terzi, sia prima che durante la Conferenza, come pure a creare alleanze;

5.  incoraggia le parti della CITES a prendere in considerazione ulteriori possibilità per rafforzare la cooperazione, il coordinamento e le sinergie tra le convenzioni inerenti alla biodiversità a tutti i livelli pertinenti;

Trasparenza del processo decisionale

6.  si oppone fermamente al ricorso a votazioni segrete quale pratica generale in ambito CITES poiché il regolamento della Convenzione prevede ciò soltanto in circostanze eccezionali; sostiene in tale contesto la relativa proposta della Danimarca presentata a nome degli Stati membri dell'UE;

7.  accoglie con favore la proposta della Danimarca presentata a nome degli Stati membri dell'UE di includere nella risoluzione Conf. 11.1 (Rev. CoP15) un nuovo paragrafo sui conflitti d'interesse;

Finanziamenti

8.  esorta la Commissione a garantire la continuità dei finanziamenti attraverso gli aiuti allo sviluppo al fine di conseguire gli obiettivi della CITES; fa riferimento specifico, in tale contesto, al programma MIKE in corso (relativo al monitoraggio dell'abbattimento illegale di elefanti) il quale, previa revisione e valutazione indipendenti della sua efficacia, potrebbe essere oggetto di un impegno rinnovato da parte dell'Unione europea;

9.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri dell'UE a valutare la possibilità di offrire alla convenzione CITES un sostegno finanziario a lungo termine mediante il Fondo europeo di sviluppo;

10.  sostiene la proposta intesa a far sì che la CITES chieda che il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) funga da meccanismo di finanziamento per la CITES stessa come pure che la strategia sulla biodiversità per il GEF 6 possa includere una componente relativa alle specie(1);

Introduzione con provenienza dal mare

11.  plaude alle discussioni e ai progressi registrati in seno al gruppo di lavoro CITES relativamente all'introduzione con provenienza dal mare; sostiene il documento 32 della CoP16 volto a migliorare l'applicazione dell'elenco della CITES relativo alle specie marine catturate in acque non soggette alla giurisdizione di alcuno Stato, ed esorta le parti a concludere i lavori in merito in occasione della riunione CoP 16;

Squali

12.  accoglie con favore la proposta del Brasile, delle Comore, della Croazia, dell'Egitto e della Danimarca a nome degli Stati membri dell'Unione europea, di includere nell'appendice II lo smeriglio (Lamna nasus); esorta l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere tale proposta;

13.  accoglie con favore la proposta del Brasile, della Colombia, della Costa Rica, dell'Ecuador, dell'Honduras, del Messico e della Danimarca a nome degli Stati membri dell'Unione europea, di includere nell'appendice II tre specie di squalo martello (Sphyrna spp); esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere tale proposta;

14.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere la proposta di includere nell'appendice II della CITES lo squalo alalunga (Carcharhinus longimanus), presentata dal Brasile, dalla Colombia e dagli Stati Uniti d'America;

Avorio di elefanti e corni di rinoceronte

15.  accoglie positivamente il ritiro della proposta della Tanzania di trasferire la sua popolazione di elefanti africani (Loxodonta africana) dall'appendice I all'appendice II nonché quella di una vendita unica e straordinaria delle riserve tanzaniane di avorio d'elefante;

16.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a respingere qualsiasi proposta di trasferimento dell'elefante africano o del commercio di avorio proveniente da tale specie fino a quando non sarà effettuata una valutazione sull'impatto della vendita unica e straordinaria, realizzata nel novembre del 2008 dal Botswana, dalla Namibia, dal Sud Africa e dallo Zimbabwe, e non sarà accertato che tale vendita non ha avuto effetti negativi sulle popolazioni di elefanti di tali paesi o di quelli vicini;

17.  incoraggia le parti della CITES, tenendo presente l'attuale crisi dovuta alla caccia di frodo all'elefante, ad adottare un approccio precauzionale e a prendere le decisioni in base al loro potenziale impatto sulla conservazione degli elefanti e all'attuazione del piano d'azione per l'elefante africano nel momento in cui valuteranno il meccanismo decisionale per un futuro commercio di avorio di elefante dopo la conclusione del periodo di riposo di nove anni, a decorrenza dal novembre del 2008, data in cui è stata realizzata la vendita unica e straordinaria da parte del Botswana, della Namibia, del Sud Africa e dello Zimbabwe; invita pertanto l'Unione europea e gli Stati membri ad appoggiare la proposta di modifica della decisione 14.77 relativa a un meccanismo decisionale per un futuro commercio di avorio di elefante, presentata da Benin, Burkina Faso, Repubblica centrafricana, Costa d'Avorio, Kenya, Liberia, Nigeria e Togo;

18.  esorta le parti della CITES ad appoggiare l'adozione della risoluzione sul piano d'azione per l'elefante africano, quale presentata da Nigeria e Ruanda, e l'attuazione di detto piano, quale soluzione più efficiente per la conservazione degli elefanti in tutta l'Africa;

19.  invita l'Unione europea, gli Stati membri e tutte le parti della CITES a sostenere la proposta del Kenya di introdurre una quota zero temporanea sulle esportazioni dei trofei di rinoceronte dal Sud Africa e dallo Swaziland e invita le parti della CITES a studiare misure su come ridurre la domanda di corni di rinoceronte;

20.  invita le parti a ridurre i contingenti di esportazione nazionali annuali per quanto concerne la caccia da trofeo che interessa le specie minacciate elencate nelle appendici I e II della CITES;

21.  invita tutte le parti in cui si fa consumo dei corni di rinoceronte, e in particolare il Vietnam, ad adottare provvedimenti urgenti intesi a fermare le importazioni illegali di corni di rinoceronte, a comminare sanzioni severe a coloro che violano la legge, nonché ad adottare misure per informare i consumatori circa l'impatto del loro consumo sulle popolazioni selvatiche di rinoceronti; invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE ad affrontare tali questioni in occasione dei negoziati commerciali con le relative parti;

Grandi felini

22.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a chiedere una sospensione del commercio con le parti che non hanno rispettato la decisione 14.69 della CITES relativa alle tigri e con quelle che incoraggiano l'allevamento di tali esemplari per commerciare le loro parti e i prodotti derivati;

23.  esorta le parti della CITES a fermare la caccia da trofeo non sostenibile e non etica, la quale è all'origine di un calo su vasta scala della popolazione di leone africano;

24.  deplora il fatto che non sia stata presentata alcuna proposta volta a trasferire il leone (Panthera leo) dall'appendice II all'appendice I della CITES;

Rettili

25.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri ad appoggiare una serie di proposte volte ad aggiungere svariate specie di tartarughe e di testuggini dell'America settentrionale e dell'Asia nell'appendice II della CITES e a trasferire sette specie nell'appendice I;

26.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri, per quanto riguarda le proposte alternative relative a tre specie di tartarughe scatola di acqua dolce (Cuora galbinifrons, Mauremys annamensis e Geoemyda japonica), a sostenere le proposte più incisive presentate dagli Stati dell'area di distribuzione (Vietnam e Giappone), in linea con quanto raccomandato dagli esperti riunitisi in occasione di un seminario CITES svoltosi a Singapore;

27.  invita l'Unione europea e gli Stati membri ad appoggiare la proposta di inserire il geco diurno della Nuova Zelanda (Naultinus spp.) e il crotalo del Mangshan (Protobothrops mangshanensis) nell'appendice II della CITES, presentata dagli unici Stati dell'area di distribuzione, rispettivamente la Nuova Zelanda e la Cina;

28.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere un progetto di decisione sul commercio e sulla gestione della conservazione dei serpenti, presentato dalla Svizzera;

Altre specie

29.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri dell'UE a sostenere un progetto di decisione presentato dall'Etiopia, dal Kenya e dall'Uganda, volto a studiare il commercio legale e illegale di ghepardi;

30.  accoglie con favore gli sforzi intrapresi dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) in seguito all'impulso dato durante la CoP 15 della CITES nel 2010;

31.  deplora il fatto che non sia stata presentata alcuna proposta per la classificazione del tonno rosso (Thunnus thynnus) nell'appendice I della CITES;

32.  deplora il fatto che non sia stata presentata nessuna proposta per la classificazione delle specie di Corallium e di Paracorallium nell'appendice II della CITES;

33.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere quanto segue:

   l'inserimento della manta gigante (Manta spp) nell'appendice II della CITES, proposto dal Brasile, dalla Colombia e dall'Ecuador; l'inserimento di altre specie di razza nell'appendice II, proposto dalla Colombia e dall'Ecuador;
   il trasferimento degli orsi polari (Ursus maritimus) dall'appendice II all'appendice I della CITES, proposto dagli Stati Uniti d'America e sostenuto dalla Federazione russa;
   il trasferimento del manato africano (Trichesurus senegalensis) dall'appendice II all'appendice I della CITES, proposto dal Benin, dal Senegal e dalla Sierra Leone;
   il trasferimento del pesce sega d'acqua dolce (Pristis microdon) dall'appendice II all'appendice I della CITES, proposto dall'Australia;
   l'inserimento di varie specie di palissandro (Dalbergia spp.) e di ebano (Diospyros spp.) nell'appendice II della CITES, proposto dal Madagascar, dal Belize, dalla Thailandia e dal Vietnam;
   l'inserimento di varie specie scambiate a livello internazionale quali piante ornamentali (Adenia firingalavensis, Adenia subsessifolia, Cyphostemma laza, Operculicarya decaryi, Senna meridionalis, Uncarina stellulifera e Uncarina grandidieri) nell'appendice II della CITES, proposto dall'unico Stato dell'area distribuzione, il Madagascar;

34.  invita l'Unione europea e gli Stati membri a opporsi a quanto segue, ovvero:

o
o   o

   alla proposta di modifica della dichiarazione sulla visione strategica della CITES, che prevede che quest'ultima contribuisca a perseguire altri obiettivi convenuti a livello globale piuttosto che quello attuale, volto a contribuire a ridurre in modo significativo il tasso di perdita di biodiversità;
   alla cessione o alla vendita degli esemplari elencati nelle appendici I, II e III della CITES che sono stati oggetto di un commercio illegale e confiscati, proposte dall'Indonesia;
   al trasferimento di tre specie di coccodrillo (Crocodylus acutus, C. porosus, e C. siamensis) dall'appendice I all'appendice II della CITES, proposto dalla Colombia e dalla Thailandia;
   al trasferimento del tetraone di prateria di Attwater (Tympanuchus cupido attwateri) dall'appendice I all'appendice II, chiesto dal comitato per gli animali, poiché, sebbene l'ultima confisca di una spedizione illegale risalga al 1998, nel 2012 le popolazioni selvatiche di tale sottospecie hanno subito un calo del 58%, registrando solo 46 volatili allo stato selvatico;
   alla cancellazione del gallo grigio (Gallus sonnerati) e del fagiano insanguinato (Ithaginis cruentus) dall'appendice II della CITES, chiesta dal comitato per gli animali, dal momento che le popolazioni selvatiche di entrambe le specie sono gradualmente in calo, il commercio internazionale del gallo grigio sul mercato degli animali domestici è considerevole, alcune sottospecie del fagiano insanguinato sono distribuite in aree limitate e le relative popolazioni sono molto ridotte, e la Cina, in quanto Stato dell'area di distribuzione, si è opposta alla cancellazione dei fagiani insanguinati dall'appendice;
   alla cancellazione del picchio imperiale (Campephilus imperialis) dall'appendice I, poiché, sebbene tale specie sia considerata «probabilmente estinta», continuano a sentirsi regolarmente voci aneddotiche di possibili avvistamenti;
   alla cancellazione delle rane ornitorinco (Rheobatrachus silusand e Rheobatrachus vitellinus) dall'appendice II della CITES, proposta dall'Australia, perché la specie potrebbe non essersi ancora estinta e sono attualmente in corso studi sul campo per individuare le popolazioni rimanenti;

35.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché alle parti della CITES e al Segretariato della CITIES.

(1) http://www.cites.org/eng/cop/16/doc/E-CoP16-08-04.pdf

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