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Procedura : 2011/0281(COD)
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Ciclo del documento : B7-0080/2013

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B7-0080/2013

Discussioni :

PV 12/03/2013 - 14
CRE 12/03/2013 - 14
PV 13/03/2013 - 6
CRE 13/03/2013 - 6

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PV 13/03/2013 - 8.8
CRE 13/03/2013 - 8.8
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P7_TA(2013)0085

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Mercoledì 13 marzo 2013 - Strasburgo
Regolamento OCM unica (decisione sull'avvio dei negoziati interistituzionali)
P7_TA(2013)0085B7-0080/2013

Decisione del Parlamento europeo del 13 marzo 2013 sull'avvio dei negoziati interistituzionali e sul relativo mandato in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (regolamento OCM unica) (COM(2011)0626/3 – C7-0339/2011 – COM(2012)0535 – C7-0310/2012 – 2011/0281(COD)2013/2529(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–  visti l'articolo 70, paragrafo 2, e l'articolo 70 bis del suo regolamento,

  considerando che la dotazione finanziaria figurante nella proposta legislativa rappresenta solo un'indicazione per l'autorità legislativa e che essa non può essere fissata prima del raggiungimento di un accordo sulla proposta di regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020;

decide di avviare negoziati interistituzionali sulla base del mandato in appresso:

MANDATO

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Visto 3 bis (nuovo)
visto il parere della Corte dei conti1,
1 GU C .../Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Visto 4 bis (nuovo)
visto il parere del Comitato delle Regioni1,
1 GU C 225 del 27.7.2012.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, «La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio» espone le future sfide, gli obiettivi e gli orientamenti della politica agricola comune (PAC) dopo il 2013. Alla luce del dibattito su tale comunicazione, la PAC dovrebbe essere riformata a partire dal 1° gennaio 2014. La riforma dovrà riguardare tutti i principali strumenti della PAC, compreso il regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] del […], recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento OCM unica). Vista la portata della riforma, è opportuno abrogare il regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] e sostituirlo con un nuovo regolamento «OCM unica». Per quanto possibile la riforma dovrebbe armonizzare, razionalizzare e semplificare le disposizioni, in particolare quelle che coprono più di un settore agricolo, anche garantendo che determinati elementi non essenziali delle misure possano essere adottati dalla Commissione mediante atti delegati.
(1)  La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, «La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio» espone le future sfide, gli obiettivi e gli orientamenti della politica agricola comune (PAC) dopo il 2013. Alla luce del dibattito su tale comunicazione, la PAC dovrebbe essere riformata a partire dal 1° gennaio 2014. La riforma dovrà riguardare tutti i principali strumenti della PAC, compreso il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento OCM unica). Vista la portata della riforma, è opportuno abrogare il regolamento (CE) n. 1234/2007 e sostituirlo con un nuovo regolamento «OCM unica». Per quanto possibile la riforma dovrebbe armonizzare, razionalizzare e semplificare le disposizioni, in particolare quelle che coprono più di un settore agricolo, anche garantendo che determinati elementi non essenziali delle misure possano essere adottati dalla Commissione mediante atti delegati. Inoltre, la riforma deve proseguire nella direzione delle riforme precedenti verso una maggiore competitività e un più marcato orientamento al mercato.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)  L'attuazione del presente regolamento dovrebbe essere coerente con gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo del quadro strategico dell'Unione per la sicurezza alimentare (COM(2010)0127), in particolare per quanto concerne la garanzia che le misure della PAC non compromettano la capacità di produzione alimentare e la sicurezza alimentare a lungo termine dei paesi in via di sviluppo nonché la capacità delle relative popolazioni di alimentarsi, rispettando allo stesso tempo gli obiettivi della politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione ai sensi dell'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 1 ter (nuovo)
(1 ter)  La garanzia di sicurezza e di sovranità alimentari dovrebbe essere uno degli obiettivi fondamentali della politica agricola comune negli Stati membri e ciò richiede l'esistenza di strumenti di regolazione e di distribuzione della produzione che permettano ai paesi e alle regioni di sviluppare la propria produzione in modo da soddisfare, nella misura possibile, il proprio fabbisogno. È inoltre fondamentale riequilibrare i rapporti di forze a favore dei produttori all'interno della filiera alimentare.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  È particolarmente importante che la Commissione effettui consultazioni adeguate nel corso del suoi lavori preparatori, anche a livello di esperti. Quando elabora e redige atti delegati la Commissione è tenuta a procedere alla trasmissione simultanea, tempestiva ed appropriata dei relativi documenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(2)   Al fine di garantire il corretto funzionamento del regime istituito dal presente regolamento, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 290 del trattato per permetterle di integrare o modificare alcuni elementi non essenziali del presente regolamento. Occorre definire gli elementi per i quali può essere esercitato tale potere, nonché le condizioni cui deve essere soggetta tale delega. È particolarmente importante che la Commissione effettui consultazioni adeguate nel corso dei suoi lavori preparatori, anche a livello di esperti. Quando elabora e redige atti delegati la Commissione è tenuta a procedere alla trasmissione simultanea, tempestiva e appropriata dei relativi documenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  A norma dell'articolo 43, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (il trattato), il Consiglio adotta le misure relative alla fissazione dei prezzi, dei prelievi, degli aiuti e delle limitazioni quantitative. Per motivi di chiarezza, ogniqualvolta si applica l'articolo 43, paragrafo 3, del trattato, nel presente regolamento occorre menzionare espressamente il fatto che le misure saranno adottate dal Consiglio sulla base di tale disposizione.
soppresso
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Il presente regolamento deve contenere tutti gli elementi essenziali dell'OCM unica. In certi casi la fissazione dei prezzi, dei prelievi, degli aiuti e delle limitazioni quantitative risulta inestricabilmente legata agli elementi essenziali in parola.
(4)  Il presente regolamento deve contenere tutti gli elementi essenziali dell'OCM unica. In generale, la fissazione dei prezzi, dei prelievi, degli aiuti e delle limitazioni quantitative risulta inestricabilmente legata agli elementi essenziali in parola.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)  È opportuno tenere conto degli obiettivi fissati dalla Commissione per la futura politica agricola comune in materia di gestione sostenibile delle risorse naturali, sicurezza alimentare, presenza dell'agricoltura in tutti i territori europei, sviluppo regionale equilibrato, competitività dell'agricoltura europea e semplificazione della PAC.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 5 ter (nuovo)
(5 ter)  La semplificazione delle regole amministrative per l'attuazione della politica agricola comune riveste particolare importanza per gli agricoltori, purché non si traduca in un'eccessiva standardizzazione dei criteri che non tiene conto di determinate caratteristiche locali e regionali.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Il presente regolamento e gli altri atti adottati in virtù dell'articolo 43 del trattato fanno riferimento alla designazione dei prodotti e ai riferimenti alle voci e sottovoci della nomenclatura combinata. Le modifiche della nomenclatura della tariffa doganale comune possono quindi richiedere adeguamenti di tali regolamenti. È necessario che la Commissione sia abilitata ad adottare misure di esecuzione per procedere a tali adeguamenti. A fini di chiarezza e semplicità occorre abrogare il regolamento (CEE) n. 234/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo alla procedura di adeguamento della nomenclatura della tariffa doganale comune utilizzata per i prodotti agricoli, che conferisce attualmente tale competenza e integrare la medesima nel presente regolamento.
(7)  Il presente regolamento fa riferimento alla designazione dei prodotti e ai riferimenti alle voci e sottovoci della nomenclatura combinata. Le modifiche della nomenclatura della tariffa doganale comune possono quindi richiedere adeguamenti del presente regolamento. Alla Commissione dovrebbe essere delegato il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato. A fini di chiarezza e semplicità occorre abrogare il regolamento (CEE) n. 234/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo alla procedura di adeguamento della nomenclatura della tariffa doganale comune utilizzata per i prodotti agricoli, che conferisce attualmente tale competenza e integrare una nuova procedura di adeguamento nel presente regolamento.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Per tener conto delle peculiarità dei settori degli ortofrutticoli freschi e trasformati, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda la fissazione delle campagne di commercializzazione di tali prodotti.
soppresso
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)  L'intervento pubblico sul mercato non deve essere attuato come misura di urgenza se non per stabilizzare un'estrema volatilità dei prezzi dovuta un temporaneo eccesso di domanda sul mercato europeo e non deve essere utilizzato per stabilizzare un eccesso di produzione strutturale.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  A fini di chiarezza e trasparenza, è opportuno conferire una struttura comune alle disposizioni mantenendo peraltro invariata la politica intrinseca a ciascun settore. A tal fine è appropriato operare una distinzione tra i prezzi di riferimento e i prezzi d'intervento e definire questi ultimi, chiarendo in particolare che solo i prezzi di intervento per l'intervento pubblico corrispondono ai prezzi amministrati applicati di cui all'allegato 3, paragrafo 8, prima frase, dell'Accordo sull'agricoltura dell'OMC (ossia il sostegno per la differenza di prezzo). In questo contesto si intende che l'intervento sul mercato può assumere la forma di un intervento pubblico, ma anche altre forme di intervento che non fanno uso di indicazioni di prezzo stabilite ex ante.
(13)  A fini di chiarezza e trasparenza, è opportuno conferire una struttura comune alle disposizioni mantenendo peraltro invariata la politica intrinseca a ciascun settore. A tal fine è appropriato operare una distinzione tra i prezzi di riferimento e i prezzi d'intervento e definire questi ultimi, chiarendo in particolare che solo i prezzi di intervento per l'intervento pubblico corrispondono ai prezzi amministrati applicati di cui all'allegato 3, paragrafo 8, prima frase, dell'Accordo sull'agricoltura dell'OMC (ossia il sostegno per la differenza di prezzo). Giova altresì considerare che l'intervento sul mercato può assumere la forma di un intervento pubblico e di un aiuto all'ammasso privato, ma anche altre forme di intervento che non fanno uso, in tutto o in parte, di indicazioni di prezzo stabilite ex ante.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  A seconda dei diversi settori e alla luce della prassi e dell'esperienza maturata nell'ambito delle previgenti organizzazioni comuni di mercato, è opportuno che il regime di intervento sia disponibile in determinati periodi dell'anno e che, in tali periodi, sia aperto su base permanente oppure in funzione dei prezzi di mercato.
(14)  A seconda dei diversi settori e alla luce della prassi e dell'esperienza maturata nell'ambito delle previgenti organizzazioni comuni di mercato, è opportuno che il regime di intervento pubblico sia disponibile, ogniqualvolta si presenti un'evidente necessità, e che sia aperto, su base permanente oppure in funzione dei prezzi di mercato.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Il presente regolamento deve prevedere la possibilità di smaltire i prodotti acquistati all'intervento. Tali misure dovrebbero essere concepite in modo da evitare turbative di mercato e da assicurare un accesso non discriminatorio alla merce e la parità di trattamento degli acquirenti.
(16)  Il presente regolamento deve prevedere la possibilità di smaltire i prodotti acquistati all'intervento. Tali misure dovrebbero essere concepite in modo da evitare turbative di mercato, da assicurare un accesso non discriminatorio alla merce e la parità di trattamento degli acquirenti e da permettere che i prodotti siano messi a disposizione del programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  Le tabelle utilizzate nell'Unione per classificare le carcasse nei settori delle carni bovina, suina, ovina e caprina sono essenziali ai fini della registrazione dei prezzi e dell'applicazione dei meccanismi d'intervento in tali settori; esse rispondono inoltre all'obiettivo di una migliore trasparenza del mercato.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 16 ter (nuovo)
(16 ter)  Occorre che l'aiuto all'ammasso privato raggiunga i suoi obiettivi di stabilizzazione dei mercati e di contribuzione a un livello di vita equo per la popolazione agricola. Tale strumento dovrebbe quindi essere utilizzato non solo sulla base di indicatori connessi ai prezzi di mercato, ma anche in risposta a condizioni economiche particolarmente difficili sui mercati, soprattutto quelle che hanno un impatto notevole sui margini di utile dei produttori agricoli.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Al fine di normalizzare la presentazione dei diversi prodotti con l'obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato, la rilevazione dei prezzi e l'applicazione dei regimi d'intervento sul mercato sotto forma di intervento pubblico e ammasso privato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato,per quanto riguarda le tabelle utilizzate nell'Unione per la classificazione delle carcasse nei settori delle carni bovine, suine, ovine e caprine.
(22)  Al fine di normalizzare la presentazione dei diversi prodotti con l'obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato, la rilevazione dei prezzi e l'applicazione dei regimi d'intervento sul mercato sotto forma di intervento pubblico e ammasso privato, oltre che per tenere conto delle caratteristiche specifiche trovate nell'Unione e degli sviluppi tecnici nonché dei requisiti settoriali,dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 per adattare e aggiornare le tabelle utilizzate dall'Unione per la classificazione delle carcasse nei settori delle carni bovine, suine, ovine e caprine.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)  Al fine di rafforzare e integrare gli strumenti esistenti di gestione dei mercati e assicurarne il corretto funzionamento, occorre predisporre uno strumento basato sulla gestione privata dell'offerta e sul coordinamento dei vari operatori. Lo strumento dovrebbe offrire ad associazioni riconosciute di organizzazione di produttori che dispongono di dimensioni di mercato adeguate la possibilità di ritirare un prodotto nel corso della campagna di commercializzazione.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 23 ter (nuovo)
(23 ter)  Per evitare che tale strumento abbia effetti contrari agli obiettivi della PAC o nuoccia al corretto funzionamento del mercato interno, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato riguardo alla fissazione di norme relative al funzionamento e all'attivazione dello strumento. Inoltre, al fine di assicurare che tale strumento sia compatibile con la legislazione dell'Unione dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato riguardanti le norme relative al suo finanziamento, anche per quanto concerne i casi in cui essa ritiene opportuna l'erogazione dell'aiuto all'ammasso privato.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  È opportuno incoraggiare il consumo di frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari da parte dei bambini, anche aumentando in maniera permanente la porzione di tali prodotti nelle diete dei bambini nella fase della vita in cui si formano le abitudini alimentari. È pertanto opportuno prevedere un aiuto dell'Unione destinato a finanziare o a cofinanziare la fornitura di tali prodotti agli allievi degli istituti scolastici.
(25)  Al fine di promuovere presso i bambini le abitudini alimentari sane, è opportuno incoraggiarli a consumare frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari da parte dei bambini, anche aumentando in maniera permanente la porzione di tali prodotti nelle diete dei bambini nella fase della vita in cui si formano le abitudini alimentari. È pertanto opportuno prevedere un aiuto dell'Unione destinato a finanziare o a cofinanziare la fornitura di tali prodotti agli allievi degli istituti scolastici, prescolastici e parascolastici. Tali programmi dovrebbero altresì contribuire al conseguimento degli obiettivi della PAC, ivi compresi l'innalzamento dei redditi agricoli, la stabilizzazione dei mercati e la sicurezza dell'approvvigionamento, sia oggi che in futuro.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  Per una sana gestione finanziaria dei programmi è opportuno prevedere disposizioni adeguate per ciascuno di essi. L'aiuto concesso dall'Unione non deve essere utilizzato per sostituire il finanziamento di eventuali programmi nazionali esistenti sulla frutta nelle scuole. Considerati i vincoli di bilancio, gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere in grado di sostituire il loro contributo finanziario a tali programmi con contributi provenienti dal settore privato. Per l'efficacia dei loro programmi di distribuzione di frutta nelle scuole è opportuno disporre che gli Stati membri prevedano misure di accompagnamento e autorizzarli a concedere un aiuto nazionale.
(26)  Per una sana gestione finanziaria dei programmi è opportuno prevedere disposizioni adeguate per ciascuno di essi. L'aiuto concesso dall'Unione non deve essere utilizzato per sostituire il finanziamento di eventuali programmi nazionali esistenti di distribuzione di frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari nelle scuole. Considerati i vincoli di bilancio, gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere in grado di sostituire il loro contributo finanziario agli eventuali programmi nazionalidi distribuzione di frutta e verdura nelle scuole con contributi provenienti dal settore privato. Per l'efficacia dei loro programmi di distribuzione di frutta e verdura nelle scuole è opportuno che gli Stati membri prevedano misure di accompagnamento per le quali siano autorizzati a concedere un aiuto nazionale.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  Per incoraggiare i bambini ad adottare abitudini alimentari sane e garantire un uso efficiente e mirato dei Fondi europei, nonché per sensibilizzare il pubblico al programma, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, nell'ambito del programma di distribuzione di frutta nelle scuole per quanto riguarda i prodotti non ammissibili a beneficiare del programma, il gruppo bersaglio del programma; le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto, comprese le misure di accompagnamento, l'approvazione e la selezione dei richiedenti; i criteri oggettivi per la ripartizione dell'aiuto tra gli Stati membri, la ripartizione indicativa dell'aiuto tra gli Stati membri e il metodo di riassegnazione dell'aiuto tra gli Stati membri in base alle domande ricevute; i costi ammissibili all'aiuto, inclusa la possibilità di fissazione di un massimale globale per tali costi, e infine per quanto riguarda l'obbligo degli Stati membri partecipanti di segnalare che si tratta di un programma sovvenzionato.
(27)  Al fine di assicurare l'efficace attuazione del programma per conseguire gli obiettivi dello stesso e garantire un uso efficiente e mirato dei Fondi europei, nonché di sensibilizzare il pubblico al regime di aiuto, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato riguardo al programma di distribuzione di frutta e verdura nelle scuole per quanto riguarda i prodotti non ammissibili a beneficiare del programma, il gruppo bersaglio del programma i prodotti non ammissibili a beneficiare del programma, il gruppo bersaglio del programma; le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto, comprese le misure di accompagnamento, l'approvazione e la selezione dei richiedenti; i criteri aggiuntivi riguardanti la ripartizione indicativa dell'aiuto tra gli Stati membri e il metodo di riassegnazione dell'aiuto tra gli Stati membri in base alle domande ricevute; i costi ammissibili all'aiuto, inclusa la possibilità di fissazione di un massimale globale per tali costi, il monitoraggio e la valutazione nonché la fissazione delle condizioni alle quali gli Stati membri si attivano per pubblicizzare la loro partecipazione al regime di aiuto e richiamare l'attenzione sul fatto che si tratta di un programma sovvenzionato dall'Unione.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Per tener conto dell'andamento dei consumi dei prodotti lattiero-caseari e delle innovazioni e degli sviluppi sul mercato di tali prodotti, per garantire che i beneficiari e i richiedenti appropriati rispondano alle condizioni di concessione dell'aiuto e per sensibilizzare il pubblico al programma di aiuto alla distribuzione di latte nelle scuole, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda i prodotti ammissibili a beneficiare del programma, le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto e il gruppo bersaglio del programma, le condizioni di concessione dell'aiuto, il deposito di una cauzione a garanzia dell'esecuzione in caso di versamento di un anticipo, il monitoraggio e la valutazione, nonché l'obbligo degli istituti scolastici di segnalare che si tratta di un programma sovvenzionato.
(28)  Al fine di assicurare l'efficacia del programma in relazione al conseguimento degli obiettivi dello stesso e garantire che i beneficiari e i richiedenti appropriati rispondano alle condizioni di concessione dell'aiuto e per sensibilizzare il pubblico al programma di aiuto alla distribuzione di latte nelle scuole, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda i prodotti ammissibili a beneficiare del programma, le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto e il gruppo bersaglio del programma, l'approvazione e la selezione dei richiedenti aiuto; le condizioni di concessione dell'aiuto, il deposito di una cauzione a garanzia dell'esecuzione in caso di versamento di un anticipo, il monitoraggio e la valutazione nonché la fissazione delle condizioni alle quali gli Stati membri si attivano per pubblicizzare la loro partecipazione al regime di aiuto e richiamare l'attenzione sul fatto che si tratta di un programma sovvenzionato dall'Unione.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 28 bis (nuovo)
(28 bis)  È opportuno che la Commissione consideri la possibilità di proporre appositi programmi per favorire il consumo nelle scuole di prodotti diversi dai prodotti ortofrutticoli e dai latticini.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  Solo uno Stato membro si avvale del regime di aiuto per le organizzazioni di produttori di luppolo. Per creare una certa flessibilità e armonizzare l'approccio seguito in questo settore con quello degli altri settori, è opportuno cessare il regime di aiuto e prevedere la possibilità di sostenere le organizzazioni di produttori nell'ambito delle misure di sviluppo rurale.
soppresso
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Per garantire che l'aiuto concesso alle organizzazioni di operatori nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola raggiunga l'obiettivo di migliorare la qualità della produzione di olio di oliva e di olive da tavola e garantire che le organizzazioni di operatori del settore rispettino i loro obblighi, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda le condizioni di riconoscimento delle organizzazioni di operatori ai fini del regime di aiuto, nonché le condizioni di sospensione o revoca del riconoscimento, le misure ammissibili al finanziamento unionale, l'assegnazione del finanziamento unionale a particolari misure, le attività e le spese non ammissibili al finanziamento unionale, nonché la selezione e l'approvazione dei programmi di attività e l'obbligo di costituzione di una cauzione.
(31)  Per garantire che l'aiuto concesso alle organizzazioni di operatori nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola raggiunga l'obiettivo di migliorare la qualità della produzione di olio di oliva e di olive da tavola e garantire che le organizzazioni di produttori del settore o le organizzazioni interprofessionali rispettino i loro obblighi, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda le condizioni di riconoscimento delle organizzazioni di produttori o delle organizzazioni interprofessionali ai fini del regime di aiuto, nonché le condizioni di rifiuto, sospensione o revoca del riconoscimento, i dettagli delle misure ammissibili al finanziamento unionale, l'assegnazione del finanziamento unionale a particolari misure, le attività e le spese non ammissibili al finanziamento unionale, nonché la selezione e l'approvazione dei programmi di attività e l'obbligo di costituzione di una cauzione;
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 32
(32)  Il presente regolamento distingue tra prodotti ortofrutticoli, che comprendono gli ortofrutticoli destinati alla commercializzazione e alla trasformazione, da un lato, e prodotti trasformati a base di ortofrutticoli, dall'altro. Le regole sulle organizzazioni di produttori, sui programmi operativi e sul contributo finanziario dell'Unione si applicano solo ai prodotti ortofrutticoli ed ai prodotti ortofrutticoli destinati esclusivamente alla trasformazione.
(32)  Il presente regolamento distingue tra prodotti ortofrutticoli, che comprendono gli ortofrutticoli destinati alla commercializzazione allo stato fresco e alla trasformazione, da un lato, e prodotti trasformati a base di ortofrutticoli, dall'altro.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 33 bis (nuovo)
(33 bis)  Al fine di garantire una migliore efficacia dei programmi operativi nel settore degli ortofrutticoli, con particolare riferimento alle misure di prevenzione e di gestione delle crisi, occorre che siano attuati da strutture che dispongono di dimensioni di mercato adeguate. È quindi importante che le associazioni di organizzazioni di produttori siano incoraggiate a presentare e gestire, in tutto o in parte, programmi operativi e misure di prevenzione e di gestione della crisi.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  È opportuno che il sostegno a favore della costituzione di associazioni di produttori sia concesso in tutti i settori e in tutti gli Stati membri nell'ambito della politica di sviluppo rurale e che si cessi la concessione del sostegno specifico nel settore degli ortofrutticoli.
(35)  È opportuno che il sostegno a favore della costituzione di associazioni di produttori sia concesso in tutti i settori e in tutti gli Stati membri nell'ambito della politica di sviluppo rurale e che si cessi la concessione del sostegno specifico alla loro costituzione nel settore degli ortofrutticoli. Tale sostegno non deve falsare le condizioni di concorrenza per gli agricoltori e le relative organizzazioni di produttori sul mercato interno.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  Una misura essenziale ammissibile ai programmi di sostegno nazionali dovrebbe essere costituita dalla promozione e dalla commercializzazione dei vini dell'Unione nei paesi terzi. Le attività di ristrutturazione e di riconversione dovrebbero essere proseguite dati i loro effetti strutturali positivi sul settore vitivinicolo. Dovrebbe inoltre essere previsto un sostegno a favore degli investimenti nel settore vitivinicolo intesi a migliorare i risultati economici delle imprese in quanto tali. Il sostegno a favore della distillazione dei sottoprodotti dovrebbe costituire una misura a disposizione degli Stati membri che desiderino avvalersi di tale strumento per garantire la qualità del vino, preservando nel contempo l'ambiente.
(40)  Una misura essenziale ammissibile ai programmi di sostegno nazionali dovrebbe essere costituita dalla promozione e dalla commercializzazione dei vini dell'Unione nell'Unione e nei paesi terzi. Tenuto conto della loro importanza per la competitività del settore vitivinicolo europeo, dovrebbe altresì essere disponibile un sostegno per le attività di ricerca e di sviluppo. Le attività di ristrutturazione e di riconversione dovrebbero essere proseguite dati i loro effetti strutturali positivi sul settore vitivinicolo. Dovrebbe inoltre essere previsto un sostegno a favore degli investimenti nel settore vitivinicolo intesi a migliorare i risultati economici delle imprese in quanto tali. Il sostegno a favore della distillazione dei sottoprodotti dovrebbe costituire una misura a disposizione degli Stati membri che desiderino avvalersi di tale strumento per garantire la qualità del vino, preservando nel contempo l'ambiente.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 42
(42)  Le disposizioni sul sostegno dei viticoltori attraverso l'assegnazione di diritti all'aiuto decise dagli Stati membri sono state rese definitive. Di conseguenza, il solo tipo di sostegno che può essere concesso è quello deciso dagli Stati membri entro il 1° dicembre 2011 in virtù dell'articolo 137 del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] e alle condizioni previste da tale disposizione.
soppresso
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 43
(43)  Per garantire che i programmi di sostegno nel settore vitivinicolo raggiungano i loro obiettivi e si faccia un uso mirato dei Fondi europei, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda le seguenti disposizioni: la responsabilità delle spese sostenute tra la data di ricevimento dei programmi di sostegno, o delle relative modifiche, e la data in cui entrano in applicazione; i criteri di ammissibilità delle misure di sostegno, i tipi di spese e di interventi ammissibili al sostegno, le misure non ammissibili al sostegno e il livello massimo di sostegno per ciascuna misura; le modifiche apportate ai programmi di sostegno dopo la loro entrata in applicazione; i requisiti e i limiti minimi per il versamento di anticipi, compreso l'obbligo di depositare una cauzione in caso di versamento di un anticipo; disposizioni generali e definizioni ai fini dei programmi di sostegno; la prevenzione di abusi relativi alle misure di sostegno e del doppio finanziamento dei progetti; l'obbligo imposto ai produttori di ritirare i sottoprodotti della vinificazione, le eccezioni a tale obbligo intese a evitare eccessivi oneri amministrativi, nonché disposizioni sulla certificazione volontaria dei distillatori; gli adempimenti incombenti agli Stati membri per l'attuazione delle misure di sostegno, nonché le restrizioni necessarie per assicurare coerenza con l'ambito di applicazione delle misure di sostegno; i pagamenti ai beneficiari, compresi i pagamenti effettuati tramite intermediari assicurativi.
(43)  Per garantire che i programmi di sostegno nel settore vitivinicolo raggiungano i loro obiettivi e si faccia un uso mirato dei Fondi europei, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda le seguenti disposizioni: la responsabilità delle spese sostenute tra la data di ricevimento dei programmi di sostegno, o delle relative modifiche, e la data in cui entrano in applicazione; i criteri di ammissibilità delle misure di sostegno, i tipi di spese e di interventi ammissibili al sostegno, le misure non ammissibili al sostegno e il livello massimo di sostegno per ciascuna misura; le modifiche apportate ai programmi di sostegno dopo la loro entrata in applicazione; i requisiti e i limiti minimi per il versamento di anticipi, compreso l'obbligo di depositare una cauzione in caso di versamento di un anticipo; la prevenzione di abusi relativi alle misure di sostegno e del doppio finanziamento dei progetti; l'obbligo imposto ai produttori di ritirare i sottoprodotti della vinificazione, le eccezioni a tale obbligo intese a evitare eccessivi oneri amministrativi, nonché disposizioni sulla certificazione volontaria dei distillatori; gli adempimenti incombenti agli Stati membri per l'attuazione delle misure di sostegno, nonché le restrizioni necessarie per assicurare coerenza con l'ambito di applicazione delle misure di sostegno; i pagamenti ai beneficiari, compresi i pagamenti effettuati tramite intermediari assicurativi.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 44
(44)  L'apicoltura è caratterizzata dalla diversità delle condizioni di produzione e delle rese e dall'eterogeneità degli operatori economici, sia in termini di produzione che di commercializzazione. Inoltre, a causa della propagazione della varroasi in molti Stati membri in questi ultimi anni e dei problemi che questa malattia comporta per la produzione di miele, un intervento dell'Unione rimane necessario tanto più che si tratta di una malattia che non può essere eradicata completamente e va trattata con prodotti autorizzati. In queste circostanze e al fine di promuovere la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura nell'Unione, è opportuno elaborare programmi nazionali triennali per il settore finalizzati al miglioramento delle condizioni generali di produzione e di commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura. Questi programmi nazionali devono essere cofinanziati dall'Unione.
(44)  L'apicoltura è caratterizzata dalla diversità delle condizioni di produzione e delle rese e dall'eterogeneità degli operatori economici, sia in termini di produzione che di commercializzazione. Inoltre, a causa della crescente incidenza di alcuni tipi di aggressioni contro gli alveari, e in particolare della propagazione della varroasi in molti Stati membri in questi ultimi anni e dei problemi che questa malattia comporta per la produzione di miele, un intervento coordinato dell'Unione, nel quadro della politica veterinaria europea, rimane necessario tanto più che si tratta di una malattia che non può essere eradicata completamente e va trattata con prodotti autorizzati. In queste circostanze e al fine di promuovere la salute delle api e la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura nell'Unione, è opportuno elaborare programmi nazionali triennali per il settore finalizzati al miglioramento delle condizioni generali di produzione e di commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura. Questi programmi nazionali devono essere cofinanziati dall'Unione.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 45
(45)  Per garantire che si faccia un uso mirato dei fondi dell'Unione destinati all'apicoltura, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda le misure che possono essere inserite nei programmi per l'apicoltura, le disposizioni sugli obblighi relativi al contenuto dei programmi nazionali, la loro stesura e i relativi studi e le condizioni per l'assegnazione del contributo finanziario dell'Unione a ciascuno Stato membro partecipante.
(45)  Al fine di garantire che si faccia un uso mirato dei fondi dell'Unione destinati all'apicoltura, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda i dettagli delle misure che possono essere inserite nei programmi per l'apicoltura, le disposizioni sugli obblighi relativi al contenuto dei programmi nazionali, la loro stesura e i relativi studi e le condizioni per l'assegnazione del contributo finanziario dell'Unione a ciascuno Stato membro partecipante.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 48 bis (nuovo)
(48 bis)  Una misura essenziale ammissibile ai programmi di sostegno nazionali dovrebbe essere costituita dalla promozione e dalla commercializzazione dei prodotti agricoli dell'Unione all'interno della stessa e nei paesi terzi.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 50
(50)  Per garantire che tutti i prodotti siano di qualità sana, leale e mercantile, e fatto salvo il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, si ritiene appropriato adottare una norma di commercializzazione generale, come prefigurata dalla comunicazione surrichiamata della Commissione, per i prodotti non disciplinati da norme di commercializzazione per settore o per prodotto. È opportuno considerare conformi alla norma di commercializzazione generale i prodotti che sono conformi ad una norma internazionale in vigore, per quanto di ragione.
(50)  Per garantire che tutti i prodotti siano di qualità sana, leale e mercantile, e fatto salvo il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, si ritiene appropriato adottare una norma di commercializzazione generale, come prefigurata dalla comunicazione surrichiamata della Commissione, per i prodotti non disciplinati da norme di commercializzazione per settore o per prodotto. È opportuno considerare conformi alla norma di commercializzazione generale i prodotti che sono conformi a una norma internazionale in vigore, per quanto di ragione. Fatti salvi il diritto dell'Unione e il corretto funzionamento del mercato interno, gli Stati membri dovrebbero tuttavia conservare la capacità di adottare o mantenere disposizioni nazionali relative ai settori o prodotti disciplinati dalla norma generale di commercializzazione ovvero relative ai settori o prodotti disciplinati da norme particolari di commercializzazione per quanto riguarda taluni elementi non espressamente armonizzati dal presente regolamento.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 53 bis (nuovo)
(53 bis)  All'interno delle norme di commercializzazione occorre distinguere chiaramente le norme obbligatorie e i termini riservati facoltativi. I termini riservati facoltativi dovrebbero continuare a contribuire al perseguimento degli obiettivi delle norme di commercializzazione e il loro campo di applicazione dovrebbe essere pertanto limitato ai prodotti elencati nell'allegato I dei trattati.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 53 ter (nuovo)
(53 ter)  Alla luce degli obiettivi del presente regolamento, per motivi di chiarezza i termini riservati facoltativi esistenti dovrebbero essere d'ora in poi disciplinati dal presente regolamento.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Considerando 54
(54)  Dato l'interesse dei consumatori a ricevere informazioni adeguate e trasparenti sui prodotti, è opportuno che sia possibile stabilire il luogo di produzione, caso per caso al livello geografico adeguato, tenendo conto nel contempo delle peculiarità di determinati settori, soprattutto nel caso dei prodotti agricoli trasformati.
(54)  Dato l'interesse dei consumatori a ricevere informazioni adeguate e trasparenti sui prodotti, è opportuno che sia possibile stabilire il luogo di produzione, caso per caso al livello geografico adeguato, senza dimenticare che un'informazione incompleta e non corretta può incidere sul tessuto economico-produttivo dell'area di riferimento e tenendo conto nel contempo delle peculiarità di determinati settori a livello regionale, soprattutto nel caso dei prodotti agricoli trasformati.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Considerando 56
(56)  Appare appropriato prevedere disposizioni particolari per i prodotti importati dai paesi terzi se le disposizioni nazionali in vigore nei paesi terzi giustificano la concessione di deroghe alle norme di commercializzazione, purché sia garantita l'equivalenza con la legislazione dell'Unione.
(56)  Appare appropriato prevedere disposizioni particolari per i prodotti importati dai paesi terzi, da adottare secondo la procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, che definiscano le condizioni necessarie per considerare i prodotti importati come aventi un livello equivalente di conformità ai requisiti dell'Unione in materia di norme di commercializzazione e autorizzino misure in deroga alle norme in base alle quali la commercializzazione di tali prodotti nell'Unione è soggetta al rispetto di tali norme. È altresì opportuno determinare le modalità di applicazione delle norme di commercializzazione applicabili ai prodotti esportati dall'Unione.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Considerando 58
(58)  Per rispondere ai mutamenti della situazione del mercato, tenendo conto della specificità di ciascun settore, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, in particolare gli atti destinati ad adottare e modificare i requisiti connessi alla norma di commercializzazione generale e le regole previste per conformarvisi, nonché gli atti destinati a derogare a tali requisiti e regole.
(58)  Al fine di rispondere ai mutamenti della situazione del mercato, tenendo conto della specificità di ciascun settore, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato per adottare regole dettagliate in materia di norma di commercializzazione generale e modificare i requisiti connessi alla norma di commercializzazione generale e le regole previste per conformarvisi, nonché gli atti destinati a derogare a tali requisiti e regole.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Considerando 61
(61)  Per tener conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, delle peculiarità di determinati prodotti agricoli e delle specificità di ciascun settore, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda la fissazione di una tolleranza nell'ambito di ciascuna norma di commercializzazione, oltre la quale l'intera partita di prodotti si considera non conforme alla norma, le condizioni alle quali i prodotti importati si considerano soddisfare requisiti di livello equivalente a quelli previsti dalle norme di commercializzazione dell'Unione e le condizioni alle quali è possibile derogare alle disposizioni in virtù delle quali i prodotti possono essere commercializzati nell'Unione solo se rispondono a tali norme e infine le disposizioni relative all'applicazione delle norme di commercializzazione ai prodotti esportati dall'Unione.
(61)  Per tener conto delle peculiarità di determinati prodotti agricoli e delle specificità di ciascun settore, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda la fissazione di una tolleranza nell'ambito di ciascuna norma di commercializzazione, oltre la quale l'intera partita di prodotti si considera non conforme alla norma.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Considerando 69
(69)  Per tener conto delle specificità della produzione nella zona geografica delimitata, per garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti e per garantire gli interessi legittimi o gli interessi dei produttori e degli operatori, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda: i principi per la delimitazione della zona geografica e le definizioni, le restrizioni e le deroghe relative alla produzione nella zona geografica delimitata; le condizioni alle quali il disciplinare di produzione può comprendere requisiti supplementari e gli elementi costitutivi del disciplinare di produzione; il tipo di richiedente ammesso a chiedere la protezione di una denominazione di origine o di una indicazione geografica; le procedure da seguire per quanto riguarda le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, comprese le procedure nazionali preliminari, l'esame da parte della Commissione, le procedure di opposizione e la procedura per la modifica, la cancellazione o la conversione di denominazioni di origine protette o di indicazioni geografiche protette; le procedure per le domande transfrontaliere; le procedure per le domande di protezione relative a una zona geografica situata in un paese terzo; il termine a decorrere dal quale si applica la protezione; le procedure connesse alle modifiche del disciplinare e la data di entrata in applicazione della modifica.
(69)  Per tener conto delle specificità della produzione nella zona geografica delimitata, per garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti e per garantire gli interessi legittimi o gli interessi dei produttori e degli operatori, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato per quanto riguarda i dettagli aggiuntivi relativi alla delimitazione della zona geografica, le restrizioni e le deroghe relative alla produzione nella zona geografica delimitata; le condizioni alle quali il disciplinare di produzione può comprendere requisiti supplementari e gli elementi costitutivi del disciplinare di produzione; il tipo di richiedente ammesso a chiedere la protezione di una denominazione di origine o di una indicazione geografica; le procedure da seguire per quanto riguarda le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, comprese le procedure nazionali preliminari, l'esame da parte della Commissione, le procedure di opposizione e la procedura per la modifica, la cancellazione o la conversione di denominazioni di origine protette o di indicazioni geografiche protette; le procedure per le domande transfrontaliere; le procedure per le domande di protezione relative a una zona geografica situata in un paese terzo; il termine a decorrere dal quale si applica la protezione; le procedure connesse alle modifiche del disciplinare e la data di entrata in applicazione della modifica.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Considerando 70
(70)  Per garantire una protezione adeguata e che l'applicazione del presente regolamento non pregiudichi gli operatori economici e le autorità competenti per quanto riguarda le denominazioni di vini che sono state protette anteriormente al 1° agosto 2009, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda l'adozione di restrizioni concernenti la denominazione protetta e per quanto riguarda le disposizioni transitorie relative: alle denominazioni di vini riconosciute dagli Stati membri quali denominazioni di origine o indicazioni geografiche al 1° agosto 2009; la procedura nazionale preliminare; i vini immessi sul mercato o etichettati anteriormente a una data specifica e alle modifiche del disciplinare di produzione.
soppresso
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Considerando 74
(74)  Per garantire la conformità con le pratiche esistenti in materia di etichettatura, con le regole orizzontali in materia di etichettatura e di presentazione e per tener conto delle specificità del settore vitivinicolo, per garantire l'efficacia delle procedure di certificazione, di approvazione e di controllo e la tutela dei legittimi interessi degli operatori e per garantire inoltre che non vi sia alcun pregiudizio per gli operatori economici, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda: le circostanze eccezionali che giustificano l'omissione del riferimento all'espressione «denominazione di origine protetta» oppure «indicazione geografica protetta»; la presentazione e l'impiego di indicazioni in etichetta diverse da quelle previste dal presente regolamento; determinate indicazioni obbligatorie; le indicazioni facoltative e la presentazione; le misure necessarie riguardanti l'etichettatura e la presentazione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica, la cui denominazione di origine o indicazione geografica soddisfano i necessari requisiti; i vini immessi sul mercato ed etichettati anteriormente al 1° agosto 2009 e le deroghe in materia di etichettatura e presentazione.
(74)  Per garantire la conformità con le pratiche esistenti in materia di etichettatura, con le regole orizzontali in materia di etichettatura e di presentazione e per tener conto delle specificità del settore vitivinicolo, per garantire l'efficacia delle procedure di certificazione, di approvazione e di controllo e la tutela dei legittimi interessi degli operatori e per garantire inoltre che non vi sia alcun pregiudizio per gli operatori economici, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda: le circostanze eccezionali che giustificano l'omissione del riferimento all'espressione «denominazione di origine protetta» oppure «indicazione geografica protetta»; la presentazione e l'impiego di indicazioni in etichetta diverse da quelle previste dal presente regolamento; determinate indicazioni obbligatorie; le indicazioni facoltative e la presentazione; le misure necessarie riguardanti l'etichettatura e la presentazione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica, la cui denominazione di origine o indicazione geografica soddisfano i necessari requisiti; i vini immessi sul mercato ed etichettati anteriormente al 1° agosto 2009 e le deroghe in materia di etichettatura dei prodotti esportati e presentazione.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Considerando 77
(77)  Appare appropriato stabilire determinate pratiche enologiche e restrizioni per la produzione di vino, in particolare relative al taglio e all'uso di determinati tipi di mosto di uve, succo di uve e uve fresche originari di paesi terzi. Per conformarsi alle norme internazionali, con riferimento alle pratiche enologiche è necessario che la Commissione si basi, come regola generale, sulle pratiche enologiche raccomandate dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).
(77)  Appare appropriato stabilire determinate pratiche enologiche e restrizioni per la produzione di vino, in particolare relative al taglio e all'uso di determinati tipi di mosto di uve, succo di uve e uve fresche originari di paesi terzi. Per conformarsi alle norme internazionali, è necessario che la Commissione, al momento di proporre pratiche enologiche, si basi, come regola generale, sulle pratiche enologiche raccomandate dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Considerando 82 bis (nuovo)
(82 bis)  Per motivi di ordine economico, sociale e ambientale, oltre che alla luce dell'assetto del territorio delle zone rurali a tradizione viticola, al di là delle esigenze di mantenimento del controllo, della diversità, del prestigio e della qualità dei prodotti vitivinicoli europei occorre mantenere almeno fino al 2030 l'attuale sistema dei diritti di impianto nel settore vitivinicolo.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Considerando 83
(83)  Per garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli obblighi degli zuccherifici e dei produttori di barbabietole da zucchero, continueranno ad essere necessari strumenti specifici anche dopo lo scadere del regime delle quote dello zucchero. È opportuno pertanto stabilire le disposizioni generali che disciplinano gli accordi tra zuccherifici e bieticoltori;
(83)  Per garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli obblighi degli zuccherifici e dei produttori di barbabietole da zucchero, nel settore dello zucchero sono necessari strumenti specifici. È opportuno pertanto stabilire le disposizioni generali che disciplinano gli accordi tra zuccherifici e bieticoltori;
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Considerando 84
(84)  Per tener conto delle peculiarità del settore dello zucchero e degli interessi di tutte le parti, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda tali accordi, in particolare per quanto riguarda l'acquisto, la fornitura, la presa in consegna e il pagamento delle barbabietole.
(84)  Per tener conto delle peculiarità del settore dello zucchero e degli interessi di tutte le parti, è opportuno prevedere un certo numero di normeconcernenti tali accordi, in particolare per quanto riguarda l'acquisto, la fornitura, la presa in consegna e il pagamento delle barbabietole.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Considerando 84 bis (nuovo)
(84 bis)  Per consentire ai produttori di barbabietola di portare a termine il loro adeguamento alla profonda riforma introdotta nel 2006 nel settore dello zucchero e proseguire gli sforzi di competitività avviati sin da allora, occorre prorogare fino alla campagna di commercializzazione 2019/2020 il regime di quote esistente. In tale contesto dovrebbe essere consentito alla Commissione di assegnare quote di produzione agli Stati membri che hanno rinunciato a tutta la propria quota nel 2006.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Considerando 84 ter (nuovo)
(84 ter)  Le forti e ricorrenti tensioni osservate sul mercato europeo dello zucchero rendono necessario un meccanismo che consenta, per tutto il tempo necessario, di introdurre sul mercato interno lo zucchero fuori quota applicando le stesse condizioni valide per lo zucchero di quota . Tale meccanismo dovrebbe permettere, al tempo stesso, importazioni supplementari a dazio zero al fine di assicurare una sufficiente disponibilità di materie prime sul mercato dello zucchero dell'Unione e preservare l'equilibrio strutturale del mercato.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Considerando 84 quater (nuovo)
(84 quater)  In vista della definitiva soppressione del sistema delle quote nel 2020, occorre che la Commissione presenti entro il 1° luglio 2018 una relazione al Parlamento e al Consiglio sulle modalità di uscita dal regime esistente di quote e sul futuro del settore dopo la soppressione delle quote nel 2020, contenente eventuali proposte necessarie per preparare l'insieme del settore al dopo 2020. Entro il 31 dicembre 2014 la Commissione dovrebbe anche presentare una relazione sul funzionamento della catena di approvvigionamento nel settore dello zucchero dell'Unione.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Considerando 85
(85)  Le organizzazioni di produttori e le loro associazioni possono svolgere un ruolo utile ai fini della concentrazione dell'offerta e della promozione delle buone pratiche. Le organizzazioni interprofessionali possono svolgere un ruolo importante facilitando il dialogo fra i diversi soggetti della filiera e promuovendo le buone pratiche e la trasparenza del mercato. Le disposizioni in vigore sulla definizione e sul riconoscimento di tali organizzazioni e delle loro associazioni in alcuni settori devono pertanto essere armonizzate, semplificate ed estese in modo che il riconoscimento possa essere concesso, su richiesta, secondo statuti previsti dal diritto dell'Unione in tutti i settori.
(85)  Le organizzazioni di produttori e le loro associazioni possono svolgere un ruolo utile ai fini della concentrazione dell'offerta, di una migliore commercializzazione, della correzione degli squilibri nella catena del valore e della promozione delle buone pratiche, soprattutto in relazione al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato, in particolare quello della stabilizzazione dei redditi dei produttori, ad esempio mettendo a disposizione dei loro membri strumenti di gestione del rischio, migliorando la commercializzazione, concentrando l'offerta e negoziando i contratti, in modo da rafforzare il potere negoziale dei produttori.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Considerando 85 bis (nuovo)
(85 bis)  Le organizzazioni interprofessionali possono svolgere un ruolo importante facilitando il dialogo fra i diversi soggetti della filiera e promuovendo le buone pratiche nonché la trasparenza del mercato.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Considerando 85 ter (nuovo)
(85 ter)  Le disposizioni vigenti in materia di definizione e riconoscimento delle organizzazioni di produttori, delle loro associazioni e delle organizzazioni interprofessionali in alcuni settori dovrebbero pertanto essere armonizzate, ottimizzate ed estese in modo che il riconoscimento possa essere concesso, su richiesta, secondo statuti definiti conformemente al presente regolamento in tutti i settori. In particolare è fondamentale che i criteri di riconoscimento e gli statuti delle organizzazioni di produttori fissati nell'ambito della regolamentazione comunitaria garantiscano che tali entità siano costituite per iniziativa degli agricoltori, i quali definiscono democraticamente la politica generale delle organizzazioni stesse e adottano le decisioni sul relativo funzionamento interno.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Considerando 87
(87)   Per quanto riguarda i settori delle piante vive e dei prodotti della floricoltura, delle carni bovine, delle carni suine, delle carni ovine e caprine, delle uova e delle carni di pollame è opportuno prevedere la possibilità di adottare misure atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, che possono contribuire a stabilizzare i mercati e ad assicurare un equo tenore di vita alla popolazione agricola interessata.
(87)   È opportuno prevedere la possibilità di adottare misure atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, che possono contribuire a stabilizzare i mercati e ad assicurare un equo tenore di vita alla popolazione agricola interessata.
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Considerando 88
(88)  Per incoraggiare le organizzazioni di produttori, le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali a prendere iniziative atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, ad eccezione delle iniziative concernenti i ritiri dal mercato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda: misure per il miglioramento della qualità nei settori delle piante vive, delle carni bovine, delle carni suine, delle carni ovine e caprine, delle uova e delle carni di pollame; misure dirette a promuovere una migliore organizzazione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione; misure intese ad agevolare la rilevazione dell'andamento dei prezzi di mercato; misure intese a consentire l'elaborazione di previsioni a breve e a lungo termine in base ai mezzi di produzione impiegati.
(88)  Per incoraggiare le organizzazioni di produttori, le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali a prendere iniziative atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, ad eccezione delle iniziative concernenti i ritiri dal mercato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda: misure per il miglioramento della qualità; misure dirette a promuovere una migliore organizzazione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione; misure intese ad agevolare la rilevazione dell'andamento dei prezzi di mercato; misure intese a consentire l'elaborazione di previsioni a breve e a lungo termine in base ai mezzi di produzione impiegati.
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Considerando 90
(90)  In assenza di una legislazione dell'Unione sui contratti scritti formalizzati, gli Stati membri possono, nell'ambito del proprio diritto interno in materia di contratti, rendere obbligatorio l'uso di contratti di questo tipo, purché sia rispettata la normativa dell'Unione e in particolare sia rispettato il corretto funzionamento del mercato interno e dell'organizzazione comune dei mercati. Vista la diversità delle situazioni esistenti nell'Unione, ai fini della sussidiarietà è opportuno che una decisione del genere spetti agli Stati membri. Tuttavia, nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, per garantire che vi siano norme minime adeguate per questo tipo di contratti e per assicurare altresì il corretto funzionamento del mercato interno e dell'organizzazione comune dei mercati, occorre stabilire a livello dell'Unione alcune condizioni di base per l'utilizzazione di tali contratti. Poiché alcune cooperative lattiero-casearie potrebbero avere nei loro statuti disposizioni con effetto analogo, per semplicità è opportuno esentarle dall'obbligo di stipulare contratti. Per garantire l'efficacia di un sistema così concepito, è opportuno prevedere che esso si applichi allo stesso modo quando la raccolta del latte presso gli agricoltori e la consegna ai trasformatori sono effettuate da intermediari.
soppresso
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Considerando 90 bis (nuovo)
(90 bis)  L'uso di contratti formali scritti, stipulati prima della consegna e contenenti elementi di base, non è diffuso. Tuttavia, tali contratti potrebbero contribuire a rafforzare la responsabilità degli operatori, ad esempio nella filiera lattiero-casearia, e ad accrescere la consapevolezza della necessità di tenere meglio conto dei segnali del mercato, di migliorare la trasmissione dei prezzi e di adeguare l'offerta alla domanda nonché di contribuire a evitare determinate pratiche commerciali sleali.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Considerando 90 ter (nuovo)
(90 ter)  In mancanza di una normativa dell'Unione relativa ai citati contratti, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà, nell'ambito dei rispettivi sistemi di diritto contrattuale, di rendere obbligatorio l'uso dei contratti stessi, purché siano rispettati il diritto dell'Unione e, in particolare, il corretto funzionamento del mercato interno e dell'organizzazione comune dei mercati. Stante la diversità delle situazioni esistenti nell'Unione, ai fini della sussidiarietà è opportuno che una decisione del genere spetti agli Stati membri. Occorre che a tutte le consegne in un determinato territorio si applichino pari condizioni. Pertanto, se uno Stato membro decide che nel suo territorio ogni consegna da parte di un agricoltore a un trasformatore deve essere disciplinata da un contratto scritto tra le parti, è opportuno che tale obbligo si applichi anche alle consegne provenienti da altri Stati membri, ma non necessariamente anche alle consegne in altri Stati membri. Conformemente al principio di sussidiarietà dovrebbe essere lasciata agli Stati membri la facoltà di decidere se prevedere che il primo acquirente faccia un'offerta scritta a un agricoltore per concludere il contratto in questione.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Considerando 91
(91)  Per garantire lo sviluppo razionale della produzione e per assicurare così un tenore di vita equo ai produttori di latte, occorre rafforzarne il potere contrattuale nei confronti dei trasformatori, ai fini di una più equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera. Pertanto, per conseguire questi obiettivi della PAC, occorre adottare una disposizione ai sensi dell'articolo 42 e dell'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, che consenta alle organizzazioni di produttori costituite da produttori di latte, o alle loro associazioni, di negoziare con le latterie le condizioni contrattuali, in particolare il prezzo, per la totalità o per una parte della produzione dei loro membri. Per mantenere una concorrenza effettiva sul mercato lattiero-caseario, è opportuno che questa possibilità sia soggetta ad adeguati limiti quantitativi.
soppresso
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Considerando 91 bis (nuovo)
(91 bis)  Per garantire lo sviluppo sostenibile della produzione e un tenore di vita equo agli agricoltori, il loro potere contrattuale nei confronti dei possibili acquirenti dovrebbe essere rafforzato traducendosi in una più equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera. Per conseguire i citati obiettivi della politica agricola comune, occorre adottare un provvedimento a norma dell'articolo 42 secondo la procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, che consenta alle organizzazioni di produttori costituite esclusivamente da agricoltori o dalle loro associazioni di negoziare congiuntamente le condizioni dei possibili contratti, anche per quanto concerne i prezzi, per la totalità o per una parte della produzione dei loro membri con un acquirente, così da evitare l'imposizione, da parte degli acquirenti, di prezzi inferiori ai costi di produzione. Tuttavia, solo le organizzazioni di agricoltori che chiedono e ottengono il riconoscimento dovrebbero poter beneficiare di tale disposizione. Inoltre, detta disposizione non dovrebbe applicarsi alle cooperative. Le organizzazioni di produttori esistenti riconosciute dalla legislazione nazionale dovrebbero diventare ammissibili al riconoscimento de facto ai sensi del presente regolamento.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Considerando 91 ter (nuovo)
(91 ter)  Vista l'importanza delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), in particolare per le regioni rurali vulnerabili, al fine di garantire il valore aggiunto e mantenere la qualità, in particolare, dei formaggi che beneficiano di DOP o IGP, nel quadro della fine del sistema delle quote latte gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di applicare norme per regolamentare l'offerta del formaggio prodotto in una determinata area geografica. Le norme dovrebbero riguardare l'intera produzione del formaggio interessato e dovrebbero essere richieste da un'organizzazione interprofessionale, da un'organizzazione di produttori o da un'associazione quale definita dal regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari. Tale richiesta dovrebbe essere sostenuta da un'ampia maggioranza di produttori di latte che rappresentino un'ampia maggioranza del volume del latte utilizzato per fare formaggio e, nel caso delle organizzazioni interprofessionali e delle associazioni, da un'ampia maggioranza di produttori di formaggio che rappresentino un'ampia maggioranza della produzione di detto formaggio. Inoltre, le norme dovrebbero essere soggette a condizioni rigorose, in particolare al fine di evitare danni al commercio dei prodotti in altri mercati e tutelare i diritti delle minoranze. Gli Stati membri dovrebbero pubblicare e notificare immediatamente alla Commissione le norme adottate, garantire controlli regolari e abrogare le norme in caso di non conformità.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Considerando 91 quater (nuovo)
(91 quater)  In virtù del regolamento (CE) n. 1234/2007 le quote latte arriveranno a scadenza entro un termine relativamente breve dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. Una volta abrogato il regolamento (CE) n. 1234/2007 è necessario continuare ad applicare le corrispondenti disposizioni fino allo scadere del regime in questione.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Considerando 91 quinquies (nuovo)
(91 quinquies)  La decisione di sopprimere le quote latte è stata accompagnata dall'impegno a garantire un «atterraggio morbido» per il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Il regolamento (UE) n. 261/20121 per quanto riguarda i rapporti contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari costituisce un primo passo in tale direzione che occorre completare attraverso altri dispositivi. In tale ottica bisogna autorizzare la Commissione, in caso di grave squilibrio sul mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari, a concedere un aiuto ai produttori di latte che riducono volontariamente la produzione e a imporre un prelievo ai produttori di latte che aumentano la produzione durante lo stesso periodo e nella medesima proporzione.
1 GU L 94 del 30.3.12, pag. 38.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Considerando 93
(93)  Per garantire la precisa definizione degli obiettivi e delle responsabilità delle organizzazioni di produttori, delle associazioni di organizzazioni di produttori, delle organizzazioni interprofessionali e delle organizzazioni di operatori, in modo da contribuire all'efficacia delle loro attività, da tener conto delle specificità di ciascun settore e da assicurare il rispetto della concorrenza e il corretto funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, recanti disposizioni per quanto riguarda: le finalità specifiche che possono, devono o non devono essere perseguite da tali organizzazioni e associazioni, comprese le deroghe a quelle elencate nel presente regolamento; lo statuto delle associazioni, il riconoscimento, la struttura, la personalità giuridica, le modalità di adesione, le dimensioni, le modalità di rendicontazione e le attività di tali organizzazioni e associazioni, gli effetti del riconoscimento, la revoca del riconoscimento e le fusioni; le organizzazioni e le associazioni transnazionali; all'esternalizzazione delle attività e alla messa a disposizione di mezzi tecnici da parte delle organizzazioni e delle associazioni; il volume minimo o il valore minimo di produzione commercializzabile da parte delle organizzazioni e delle associazioni, l'estensione di determinate regole delle organizzazioni ai non aderenti e il pagamento obbligatorio della quota associativa da parte dei non aderenti, con un elenco di norme di produzione più rigorose che possono essere estese, altri requisiti in materia di rappresentatività, di circoscrizione economica, compreso l'esame della loro definizione da parte della Commissione, i periodi minimi durante i quali le regole devono essere in vigore prima di essere estese, le persone o le organizzazioni alle quali possono essere applicate le regole o i contributi obbligatori, e i casi in cui la Commissione può richiedere che l'estensione delle regole o il pagamento di contributi obbligatori sia rifiutato o revocato.
(93)  Per garantire la precisa definizione degli obiettivi e delle responsabilità delle organizzazioni di produttori, delle associazioni di organizzazioni di produttori, delle organizzazioni interprofessionali e delle organizzazioni di operatori, in modo da contribuire all'efficacia delle loro attività, da tener conto delle specificità di ciascun settore e da assicurare il rispetto della concorrenza e il corretto funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, recanti disposizioni per quanto riguarda: le finalità specifiche che possono, devono o non devono essere perseguite da tali organizzazioni e associazioni, e, se necessario, possono essere aggiunte a quelle elencate nel presente regolamento; lo statuto delle associazioni di organizzazioni diverse dalle organizzazioni di produttori, le condizioni specifiche applicabili agli statuti delle organizzazioni di produttori in alcuni settori, la struttura, la personalità giuridica, le modalità di adesione, le dimensioni, le modalità di rendicontazione e le attività di tali organizzazioni e associazioni, alle condizioni del riconoscimento, gli effetti del riconoscimento, la revoca del riconoscimento e le fusioni; le organizzazioni e le associazioni transnazionali, anche per quanto concerne le norme sulla prestazione di assistenza amministrativa nei casi di cooperazione transnazionale; le condizioni dell'esternalizzazione delle attività e la messa a disposizione di mezzi tecnici da parte delle organizzazioni e delle associazioni; il volume minimo o il valore minimo di produzione commercializzabile da parte delle organizzazioni e delle associazioni, l'estensione di determinate regole delle organizzazioni ai non aderenti e il pagamento obbligatorio della quota associativa da parte dei non aderenti, con un elenco di norme di produzione più rigorose che possono essere estese, altri requisiti in materia di rappresentatività, di circoscrizione economica, compreso l'esame della loro definizione da parte della Commissione, i periodi minimi durante i quali le regole devono essere in vigore prima di essere estese, le persone o le organizzazioni alle quali possono essere applicate le regole o i contributi obbligatori, e i casi in cui la Commissione può richiedere che l'estensione delle regole o il pagamento di contributi obbligatori sia rifiutato o revocato; le condizioni specifiche all'attuazione dei sistemi contrattuali e le quantità specifiche che possono formare oggetto di negoziati contrattuali.
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Considerando 94
(94)  Un mercato unico implica un regime di scambi alle frontiere esterne dell'Unione. Tale regime degli scambi, comprendente dazi all'importazione e restituzioni all'esportazione, è destinato a permettere, in linea di massima, di stabilizzare il mercato dell'Unione. Il regime degli scambi dovrebbe basarsi sugli impegni assunti nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round e di accordi bilaterali.
(94)  Un mercato unico implica un regime di scambi alle frontiere esterne dell'Unione. Tale regime degli scambi, comprendente dazi all'importazione e restituzioni all'esportazione, è destinato a permettere, in linea di massima, di stabilizzare il mercato dell'Unione senza turbare i mercati dei paesi in via di sviluppo. Il regime degli scambi dovrebbe basarsi sugli impegni assunti nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round e di accordi bilaterali.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Considerando 94 bis (nuovo)
(94 bis)  È opportuno, tuttavia, che l'attuazione degli accordi internazionali non si discosti dal principio di reciprocità, in particolare a livello tariffario, sanitario, fitosanitario, ambientale e del benessere degli animali; occorre inoltre che avvenga nel rigoroso rispetto dei meccanismi per i prezzi di entrata, dei dazi specifici aggiuntivi e dei prelievi compensativi.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Considerando 96
(96)  Per tener conto dell'andamento degli scambi e del mercato, del fabbisogno dei mercati interessati e, se necessario, per il monitoraggio delle importazioni o delle esportazioni, è opportuno conferire alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda la fissazione dell'elenco dei prodotti dei settori soggetti alla presentazione di un titolo di importazione o di esportazione e dei casi e delle situazioni in cui non è necessaria la presentazione di un titolo di importazione o di esportazione.
(96)  Per tener conto dell'andamento degli scambi e del mercato, del fabbisogno dei mercati interessati e, se necessario, per il monitoraggio delle importazioni o delle esportazioni, dovrebbe essere conferito alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato, per la modifica e l'integrazione dell'elenco dei prodotti dei settori soggetti alla presentazione di un titolo di importazione o di esportazione e dei casi e delle situazioni in cui non è necessaria la presentazione di un titolo di importazione o di esportazione.
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Considerando 100
(100)  Per garantire l'efficienza del regime del prezzo di entrata è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per prevedere l'inclusione di una verifica del valore in dogana con riferimento a un valore diverso dal prezzo unitario.
(100)  Per garantire l'efficienza del regime del prezzo di entrata dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato, per prevedere l'inclusione di una verifica del valore in dogana con riferimento al prezzo unitario oppure, ove necessario, di una verifica del valore in dogana con riferimento al valore forfettario di importazione. Il controllo del valore in dogana non può in nessun caso essere operato mediante un metodo deduttivo che consenta di ridurre o evitare l'imposizione di specifici dazi aggiuntivi.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Considerando 103 bis (nuovo)
(103bis)  Per agevolare lo sviluppo e la crescita della bioeconomia e scongiurare gli effetti negativi che potrebbero altrimenti insorgere sul mercato dell'Unione dei prodotti industriali a base biologica, è opportuno adottare misure per garantire che i produttori di questi ultimi possano usufruire di approvvigionamenti sicuri di materie prime agricole a prezzi globalmente competitivi. In caso di importazione nell'Unione in esenzione dai dazi doganali di materie prime agricole da trasformare in prodotti industriali a base biologica, occorre adottare misure per garantire che le materie prime siano utilizzate per la finalità dichiarata.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Considerando 105
(105)  Il regime dei dazi doganali consente di rinunciare ad ogni altra misura di protezione alle frontiere esterne dell'Unione. In circostanze eccezionali il meccanismo del mercato interno e dei dazi doganali potrebbe rivelarsi inadeguato. In una simile evenienza, per non lasciare il mercato dell'Unione indifeso contro le turbative che rischiano di derivarne, è opportuno che l'Unione possa prendere rapidamente tutte le misure necessarie, che devono essere conformi agli impegni internazionali da essa assunti.
(105)  Il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a ogni altra misura di protezione alle frontiere esterne dell'Unione. In circostanze eccezionali il meccanismo del mercato interno e dei dazi doganali potrebbe rivelarsi inadeguato. In una simile evenienza, per non lasciare il mercato dell'Unione indifeso contro le turbative che rischiano di derivarne, è opportuno che l'Unione possa prendere rapidamente tutte le misure necessarie, che devono essere conformi agli impegni internazionali da essa assunti e alla sua politica di cooperazione allo sviluppo.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Considerando 107
(107)  Per garantire la partecipazione dell'Unione al commercio internazionale di alcuni dei prodotti contemplati dal presente regolamento è opportuno adottare disposizioni che autorizzano la concessione di restituzioni all'esportazione verso i paesi terzi sulla base della differenza tra i prezzi praticati nell'Unione e quelli praticati sul mercato mondiale ed entro i limiti degli impegni assunti dall'Unione in sede di OMC. È opportuno che le esportazioni sovvenzionate siano sottoposte a limiti, espressi in valore e in quantità.
(107)  Per alcuni dei prodotti contemplati dal presente regolamento le restituzioni all'esportazione verso i paesi terzi sulla base della differenza tra i prezzi praticati nell'Unione e quelli praticati sul mercato mondiale ed entro i limiti degli impegni assunti dall'Unione in sede di OMC dovrebbero essere considerate uno strumento di gestione delle crisi, fintantoché il futuro di tale strumento non sia stato deciso nel quadro dell'OMC su base di reciprocità. La rubrica di bilancio per le restituzioni all'esportazione deve pertanto essere fissata temporaneamente a zero. Quando utilizzate, è opportuno che le restituzioni all'esportazione siano sottoposte a limiti, espressi in valore e in quantità, e che non compromettano l'evoluzione dei settori agricoli e delle economie dei paesi in via di sviluppo.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Considerando 120
(120)  Ai sensi dell'articolo 42 del trattato, le disposizioni del capo del trattato relativo alle regole di concorrenza sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli soltanto nella misura determinata dalla legislazione dell'Unione, nel quadro delle disposizioni e conformemente alla procedura di cui all'articolo 43, paragrafi 2 e 3, del trattato.
(120)  Ai sensi dell'articolo 42 del trattato, le disposizioni del capo del trattato relativo alle regole di concorrenza sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli soltanto nella misura determinata dalla legislazione dell'Unione, nel quadro delle disposizioni e conformemente alla procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Considerando 121 bis (nuovo)
(121 bis)  Occorre che le specificità del settore agricolo siano tenute meglio in considerazione nell'attuazione della regolamentazione dell'Unione applicabile in materia di concorrenza, in particolare al fine di garantire che le missioni affidate alle organizzazioni di produttori, alle associazioni di organizzazioni di produttori e alle organizzazioni interprofessionali possano essere correttamente ed effettivamente realizzate.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Considerando 121 ter (nuovo)
(121 ter)  Al fine di assicurare un'applicazione uniforme delle disposizioni del presente regolamento relative al diritto della concorrenza e contribuire in tal modo al funzionamento armonioso del mercato interno, occorre che la Commissione assicuri il coordinamento delle azioni delle varie autorità nazionali garanti della concorrenza. A tale scopo la Commissione dovrebbe pubblicare orientamenti e guide di buone prassi che ispirino l'azione delle varie autorità nazionali garanti della concorrenza nonché degli operatori economici nel settore agricolo e agroalimentare.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Considerando 122
(122)  È opportuno autorizzare un approccio particolare nel caso delle organizzazioni di produttori o delle loro associazioni il cui fine specifico è la produzione o la commercializzazione in comune di prodotti agricoli o l'utilizzazione di impianti comuni, salvo che tale azione comune escluda la concorrenza o pregiudichi la realizzazione degli obiettivi dell'articolo 39 del trattato.
(122)  È opportuno autorizzare un approccio particolare nel caso delle organizzazioni di produttori o delle loro associazioni il cui fine specifico è la produzione o la commercializzazione in comune di prodotti agricoli o l'utilizzazione di impianti comuni, salvo che tale azione comune escluda la concorrenza. Segnatamente è opportuno che gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di tali organizzazioni siano considerati necessari alla realizzazione delle finalità della PAC di cui all'articolo 39 del trattato e che l'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applichi a tali accordi, a meno che la concorrenza non ne sia esclusa. In questo caso occorre applicare i procedimenti di cui all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato1e far sì che in tutti i procedimenti avviati per esclusione della concorrenza l'onere della prova incomba alla parte o all'autorità che asserisce tale infrazione.
1 GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1. A partire dal 1 dicembre 2009, gli articoli 81 e 82 del trattato CE sono diventati, rispettivamente, gli articoli 101 e 102 del trattato.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Considerando 124
(124)  La concessione di aiuti nazionali ostacolerebbe il corretto funzionamento del mercato unico. È pertanto opportuno che ai prodotti agricoli si applichino, in via generale, le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato. In alcune circostanze dovrebbero essere ammesse deroghe. In caso di applicazione di tali deroghe, è opportuno che la Commissione sia in grado di compilare un elenco degli aiuti di Stato esistenti, nuovi o proposti, in modo da rivolgere osservazioni pertinenti e proporre misure appropriate agli Stati membri.
(124)  La concessione di aiuti nazionali ostacolerebbe il corretto funzionamento del mercato interno. È pertanto opportuno che ai prodotti agricoli si applichino, in via generale, le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato. In alcune circostanze dovrebbero essere ammesse deroghe. In caso di applicazione di tali deroghe, è opportuno che la Commissione sia in grado di compilare un elenco degli aiuti di Stato esistenti, nuovi o proposti, in modo da rivolgere osservazioni pertinenti e proporre misure appropriate agli Stati membri.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Considerando 129
(129)  È opportuno autorizzare gli Stati membri a mantenere i pagamenti nazionali per la frutta a guscio, quali previsti attualmente dall'articolo 120 del regolamento (CE) n. 73/2009 per temperare gli effetti del disaccoppiamento del vecchio regime di aiuto dell'Unione per la frutta a guscio. Poiché il succitato regolamento sarà abrogato, per chiarezza è opportuno che tali pagamenti nazionali siano previsti dal presente regolamento.
(129)  È opportuno autorizzare gli Stati membri a mantenere i pagamenti nazionali per la frutta a guscio, quali previsti dall'articolo 120 del regolamento (CE) n. 73/2009 per temperare gli effetti del disaccoppiamento del vecchio regime di aiuto dell'Unione per la frutta a guscio. Poiché il succitato regolamento sarà abrogato, per chiarezza è opportuno che tali pagamenti nazionali siano previsti dal presente regolamento.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Considerando 131 bis (nuovo)
(131 bis)  I dati raccolti dalla rete d'informazione contabile agricola dovrebbero essere presi in considerazione nella formulazione di studi e ricerche con lo scopo di prevenire eventuali crisi nei diversi settori agricoli, dal momento che riflettono lo stato di salute delle aziende agricole. Tali dati dovrebbero fungere da strumento utile per la prevenzione e gestione di crisi.
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Considerando 133
(133)  Per contrastare efficacemente ed effettivamente le minacce di turbativa sui mercati causate da aumenti o cali significativi dei prezzi sui mercati interno o esterno o da qualsiasi altro fattore che si ripercuote sul mercato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda l'adozione delle misure necessarie nel settore interessato, comprese, se necessario, misure per ampliare o modificare la portata, la durata o altri aspetti di altre misure previste dal presente regolamento, oppure per sospendere i dazi all'importazione, in tutto o in parte, anche per determinati quantitativi e/o periodi.
(133)  Per contrastare efficacemente ed effettivamente la turbativa sui mercati causata da aumenti o cali significativi dei prezzi sui mercati interno o esterno o da un consistente aumento dei costi di produzione o da qualsiasi altro fattore che si ripercuote sul mercato, laddove la situazione sembra destinata a perdurare o a peggiorare, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda l'adozione delle misure necessarie nel settore interessato, comprese, se necessario, misure per ampliare o modificare la portata, la durata o altri aspetti di altre misure previste dal presente regolamento, oppure per sospendere i dazi all'importazione, in tutto o in parte, anche per determinati quantitativi e/o periodi.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Considerando 135
(135)  Le imprese, gli Stati membri e/o i paesi terzi possono essere tenuti a presentare comunicazioni ai fini dell'applicazione del presente regolamento, del monitoraggio, dell'analisi e della gestione del mercato dei prodotti agricoli, per garantire la trasparenza del mercato, il corretto funzionamento delle misure della PAC, eseguire verifiche, controlli, monitoraggi, valutazioni e audit delle misure della PAC e ai fini dell'attuazione degli accordi internazionali, compresi gli obblighi di notifica previsti da tali accordi. Per garantire un approccio armonizzato, razionalizzato e semplificato, è opportuno conferire alla Commissione il potere di adottare tutte le misure necessarie in materia di comunicazioni. Nel farlo la Commissione tiene conto dei dati necessari e delle sinergie tra potenziali fonti di dati.
(135)  Le imprese, gli Stati membri e/o i paesi terzi possono essere tenuti a presentare comunicazioni ai fini dell'applicazione del presente regolamento, del monitoraggio, dell'analisi e della gestione del mercato dei prodotti agricoli, per garantire la trasparenza del mercato, il corretto funzionamento delle misure della PAC, eseguire verifiche, controlli, monitoraggi, valutazioni e audit delle misure della PAC e ai fini dell'attuazione degli accordi internazionali, compresi gli obblighi di notifica previsti da tali accordi. Per garantire un approccio armonizzato, razionalizzato e semplificato, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare determinati atti conformemente all'articolo 290 del trattato riguardo alle misure necessarie in materia di comunicazioni. Nel farlo la Commissione tiene conto dei dati necessari e delle sinergie tra potenziali fonti di dati e assicura il rispetto del principio secondo cui i dati personali non possono essere successivamente trattati in modo incompatibile con le finalità originarie per le quali sono stati raccolti, come raccomandato dal Garante europeo della protezione dei dati nel parere del 14 dicembre 20111.
1 GU C 35 del 9.2.2012, pag. 1.
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Considerando 137
(137)  Occorre applicare la legislazione dell'Unione relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, in particolare la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati.
(137)  Occorre applicare la legislazione dell'Unione relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, in particolare la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati1 e il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati2.
1 GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
2 GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Considerando 139
(139)  Per garantire un passaggio ordinato dai regimi previsti dal regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] a quelli previsti dal presente regolamento, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda l'adozione delle misure necessarie, in particolare quelle necessarie per proteggere i diritti acquisiti e le aspettative legittime delle imprese.
(139)  Per garantire un passaggio ordinato dai regimi previsti dal regolamento (CE) n. 1234/2007 a quelli previsti dal presente regolamento, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare determinati atti, in conformità all'articolo 290 del trattato, per quanto riguarda l'adozione delle misure necessarie, in particolare quelle necessarie per proteggere i diritti acquisiti e le aspettative legittime delle imprese.
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Considerando 140
(140)   Il ricorso alla procedura d'urgenza deve essere limitato a casi eccezionali in cui tale ricorso sia necessario per contrastare effettivamente ed efficacemente le minacce di turbativa del mercato o le turbative in atto. La scelta della procedura d'urgenza deve essere giustificata e devono essere specificati i casi in cui occorre seguire tale procedura.
(140)   La procedura d'urgenza deve essere utilizzata per contrastare effettivamente ed efficacemente determinate turbative del mercato nonché parassiti e malattie degli animali e delle piante, la perdita di fiducia dei consumatori in seguito ai rischi per la salute pubblica, per la salute degli animali o per la salute delle piante oppure per risolvere problemi specifici.
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Considerando 143
(143)  La Commissione è tenuta ad adottare atti di esecuzione immediatamente applicabili in casi debitamente giustificati qualora lo richiedano ragioni imperative di urgenza riguardanti l'adozione, la modifica o la revoca di misure di salvaguardia dell'Unione, la sospensione del ricorso al regime di perfezionamento attivo o passivo, se necessario per reagire immediatamente alla situazione del mercato, e la risoluzione di problemi specifici in casi di emergenza, ove tale reazione immediata sia necessaria per affrontare i problemi.
(143)  La Commissione è tenuta ad adottare atti di esecuzione immediatamente applicabili in casi debitamente giustificati qualora lo richiedano ragioni imperative di urgenza riguardanti l'adozione, la modifica o la revoca di misure di salvaguardia dell'Unione, la sospensione del ricorso al regime di perfezionamento attivo o passivo, se necessario per reagire immediatamente alla situazione del mercato.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Considerando 143 bis (nuovo)
(143 bis)  È opportuno adottare misure di salvaguardia, in particolare quando i prodotti agricoli importati da paesi terzi non garantiscono la sicurezza alimentare o la tracciabilità dei prodotti alimentari e non rispettano tutte le condizioni sanitarie, ambientali o di benessere degli animali prescritte per il mercato interno, quando i mercati affrontano situazioni di crisi o vengono rilevate carenze rispetto alle condizioni indicate nei titoli di importazione riguardo ai prezzi, alle quantità o al calendario. Tale controllo del rispetto delle condizioni fissate per l'importazione dei prodotti agricoli va effettuato tramite un sistema integrato di monitoraggio in tempo reale delle importazioni nell'Unione.
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Considerando 146
(146)  A norma del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] una serie di misure settoriali, come le quote latte, le quote dello zucchero e altre misure nel settore dello zucchero, le restrizioni all'impianto di viti, nonché alcuni aiuti di Stato, verranno a scadenza entro un periodo ragionevole successivo all'entrata in vigore del presente regolamento. Dopo l'abrogazione del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] è necessario continuare ad applicare le corrispondenti disposizioni fino allo scadere dei regimi in parola.
soppresso
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Considerando 147
(147)  Per garantire un passaggio ordinato dai regimi previsti dal regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] alle disposizioni previste dal presente regolamento è opportuno abilitare la Commissione ad adottare misure transitorie.
soppresso
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Considerando 149
(149)  Per quanto attiene alle relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, le misure stabilite dal presente regolamento sono giustificate dall'attuale situazione economica del mercato lattiero-caseario e dalla struttura della filiera di approvvigionamento. Occorre pertanto che esse siano applicate per un periodo sufficientemente lungo (sia prima che dopo l'abolizione delle quote latte) perché possano produrre pienamente i loro effetti. Tuttavia, tenuto conto della loro ampia portata, è opportuno che siano di per sé temporanee e soggette a riesame. È opportuno che la Commissione adotti e presenti, entro il 30 giugno 2014 ed entro il 31 dicembre 2018, relazioni sull'andamento del mercato del latte che contemplino, in particolare, i possibili incentivi destinati a incoraggiare gli agricoltori a concludere accordi di produzione in comune,
(149)  Per quanto attiene alle relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, le misure stabilite dal presente regolamento sono giustificate dall'attuale situazione economica del mercato lattiero-caseario e dalla struttura della filiera di approvvigionamento. Occorre pertanto che esse siano applicate per un periodo sufficientemente lungo (sia prima che dopo l'abolizione delle quote latte) perché possano produrre pienamente i loro effetti. Tuttavia, tenuto conto della loro ampia portata, è opportuno che siano di per sé temporanee e soggette a riesame, per valutarne il funzionamento e stabilire se debbano continuare ad applicarsi. È opportuno che la Commissione adotti e presenti, entro il 30 giugno 2014 ed entro il 31 dicembre 2018, relazioni sull'andamento del mercato del latte che contemplino, in particolare, i possibili incentivi destinati a incoraggiare gli agricoltori a concludere accordi di produzione in comune,
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Considerando 150 bis (nuovo)
(150 bis)  L'evoluzione dei mercati internazionali, la crescita della popolazione mondiale e il carattere strategico di un approvvigionamento alimentare a prezzi ragionevoli per la popolazione dell'Unione rivoluzioneranno il contesto in cui si evolve l'agricoltura europea, giustificando la presentazione da parte della Commissione, entro quattro anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, di una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'evoluzione dei mercati e al futuro degli strumenti di gestione dei mercati agricoli. La relazione dovrebbe analizzare la rispondenza degli attuali strumenti di gestione dei mercati al nuovo contesto internazionale e, eventualmente, la possibilità di costituire riserve strategiche. Occorre che essa sia accompagnata da proposte utili ai fini di una strategia a lungo termine per l'Unione, in modo da conseguire le finalità di cui all'articolo 39 del trattato.
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  I prodotti agricoli definiti al paragrafo 1 si suddividono nei seguenti settori, elencati nell'allegato I:
2.  I prodotti agricoli definiti al paragrafo 1 si suddividono nei seguenti settori, elencati nell'allegato I del presente regolamento:
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera j
j) ortofrutticoli trasformati, allegato I, parte X;
j) prodotti ortofrutticoli trasformati, allegato I, parte X;
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera m
m) piante vive, allegato I, parte XIII;
m) piante vive e prodotti della floricoltura, bulbi, radici e affini, fiori recisi e fogliame ornamentale, allegato I, parte XIII;
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera u
u) alcole etilico, allegato I, parte XXI;
u) alcole etilico di origine agricola, allegato I, parte XXI;
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera v
v) apicoltura, allegato I, parte XXII;
v) prodotti dell'apicoltura, allegato I, parte XXII;
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3
3.  Tenendo conto delle peculiarità del settore del riso, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 160 per aggiornare le definizioni nel settore del riso fissate nell'allegato II, parte I.
soppresso
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis. Ai fini del presente regolamento, per «condizioni climatiche avverse» si intendono le avversità meteorologiche assimilabili alle catastrofi naturali, ossia fenomeni quali il gelo, la grandine, il ghiaccio, la pioggia o la siccità qualora causino una distruzione o una riduzione della produzione superiore al 30% rispetto alla produzione media annuale di un determinato agricoltore. Tale produzione media annua è calcolata sulla base dei tre anni precedenti oppure di una media triennale fondata sul quinquennio precedente, escludendo i valori estremi verso l'alto o verso il basso.

Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter. Ai fini del presente regolamento, per «sistemi avanzati di produzione sostenibile», «metodi avanzati di produzione sostenibile» e «misure avanzate per la produzione sostenibile» si intendono pratiche agricole che vanno al di là dei requisiti in materia di ecocondizionalità di cui al titolo VI del regolamento (UE) n. [...] (regolamento orizzontale sulla PAC) e sono in continua evoluzione per migliorare la gestione degli elementi nutritivi naturali, il ciclo dell'acqua e i flussi energetici, al fine di ridurre i danni all'ambiente e lo spreco di risorse non rinnovabili e mantenere ad alto livello le colture, gli animali da allevamento e la biodiversità nei sistemi di produzione.

Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 4
Se necessario in seguito a modifiche della nomenclatura combinata la Commissione può, mediante atti di esecuzione, adattare la designazione dei prodotti e i riferimenti alle voci e sottovoci della nomenclatura combinata nel presente regolamento o in altri atti adottati in virtù dell'articolo 43 del trattato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Se necessario in seguito a modifiche della nomenclatura combinata, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 per adattare la designazione dei prodotti e i riferimenti alle voci e sottovoci della nomenclatura combinata nel presente regolamento.

Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 6 – lettera a
a) dal 1° gennaio al 31 dicembre nel settore delle banane;
a) dal 1° gennaio al 31 dicembre nel settore degli ortofrutticoli freschi, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane;
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 6 – comma 2
Tenendo conto delle peculiarità dei settori degli ortofrutticoli freschi e trasformati, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per la fissazione delle campagne di commercializzazione di tali prodotti.

soppresso
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 7
Articolo 7

Articolo 7

Prezzi di riferimento

Prezzi di riferimento

Sono fissati i seguenti prezzi di riferimento:

1.  Ai fini dell'applicazione della parte II, titolo I, capo I e della parte V, capo I, sono fissati i seguenti prezzi di riferimento:
a) nel settore dei cereali, 101,31 EUR/t riferiti alla fase del commercio all'ingrosso per merci rese al magazzino, non scaricate;
a) nel settore dei cereali, 101,31 EUR/t riferiti alla fase del commercio all'ingrosso per merci rese al magazzino, non scaricate;
b) per il risone, 150 EUR/t per la qualità tipo definita nell'allegato III, lettera A, riferiti alla fase del commercio all'ingrosso per merci rese al magazzino, non scaricate;
b) per il risone, 150 EUR/t per la qualità tipo definita nell'allegato III, lettera A, riferiti alla fase del commercio all'ingrosso per merci rese al magazzino, non scaricate;
c) per lo zucchero sfuso della qualità tipo definita nell'allegato III, lettera B, franco fabbrica:
c) per lo zucchero sfuso della qualità tipo definita nell'allegato III, lettera B, franco fabbrica:
i) per lo zucchero bianco, 404,4 EUR/t;
i) per lo zucchero bianco, 404,4 EUR/t;
ii) per lo zucchero greggio, 335,2 EUR/t;
ii) per lo zucchero greggio, 335,2 EUR/t;
d) nel settore delle carni bovine, 2 224 EUR/t per le carcasse di bovini maschi della classe R3 quale stabilita dalla tabella unionale di classificazione delle carcasse di bovini adulti, a norma dell'articolo 18, paragrafo 8;
d) nel settore delle carni bovine, 2 224 EUR/t per le carcasse di bovini maschi della classe R3 quale stabilita dalla tabella unionale di classificazione delle carcasse di bovini adulti, a norma dell'articolo 9 bis;
e) nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari:
e) nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari:
i) 246,39 EUR/100 kg per il burro;
i) 246,39 EUR/100 kg per il burro;
ii) 169,80 EUR/100 kg per il latte scremato in polvere;
ii) 169,80 EUR/100 kg per il latte scremato in polvere;
f) nel settore delle carni suine, 1 509,39 EUR/t per le carcasse di suino della qualità tipo definita in termini di peso e tenore di carne magra in conformità alla tabella unionale di classificazione delle carcasse di suini a norma dell'articolo 18, paragrafo 8, come segue:
f) nel settore delle carni suine, 1 509,39 EUR/t per le carcasse di suino della qualità tipo definita in termini di peso e tenore di carne magra in conformità alla tabella unionale di classificazione delle carcasse di suini a norma dell'articolo 9 bis, come segue:
i) carcasse di peso pari o superiore a 60 kg e inferiore a 120 kg: classe E;
i) carcasse di peso pari o superiore a 60 kg e inferiore a 120 kg: classe E;
ii) carcasse di peso pari o superiore a 120 kg e inferiore a 180 kg: classe R.
ii) carcasse di peso pari o superiore a 120 kg e inferiore a 180 kg: classe R.
f bis) nel settore dell'olio di oliva:
i) 2 388 EUR/t per l'olio di oliva extra vergine;
ii) 2 295 EUR/t per l'olio di oliva vergine;
iii) 1 524 EUR/t per l'olio di oliva lampante avente due gradi di acidità libera; questo importo è ridotto di 36,70 EUR/t per ciascun grado di acidità in più.
1 bis. I prezzi di riferimento sono riesaminati a intervalli regolari, sulla base di criteri oggettivi, segnatamente le evoluzioni della produzione, dei costi di produzione, in particolare i costi dei mezzi di produzione, e del mercato. Laddove necessario, i prezzi di riferimento sono aggiornati conformemente alla procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato.

Gli intervalli del riesame possono variare a seconda della categoria di prodotti e tengono conto della volatilità caratteristica di ciascuna categoria di prodotti.

Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 9
Origine dei prodotti ammissibili

Origine dei prodotti ammissibili

I prodotti ammissibili all'acquisto di intervento pubblico o al beneficio di un aiuto all'ammasso privato sono prodotti originari dell'Unione. Inoltre, se si tratta prodotti che provengono da colture, esse devono essere state raccolte nell'Unione e se si tratta di prodotti ottenuti dal latte, il latte deve essere stato prodotto nell'Unione.

I prodotti ammissibili all'acquisto di intervento pubblico o al beneficio di un aiuto all'ammasso privato sono prodotti originari dell'Unione. Inoltre, se si tratta prodotti che provengono da colture, esse devono essere state raccolte nell'Unione e se si tratta di prodotti animali, l'intero processo di produzione deve essere stato effettuato nell'Unione.

Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 9 bis (nuovo)
Articolo 9 bis

Tabelle unionali e controlli

1.  Le tabelle unionali di classificazione delle carcasse si applicano, in conformità alle norme stabilite nell'allegato III bis, nei seguenti settori:
a) carni bovine, relativamente alle carcasse di bovini adulti;
b) carni suine, relativamente alle carcasse di suini diversi da quelli utilizzati per la riproduzione.
Nel settore delle carni ovine e caprine gli Stati membri possono applicare una tabella unionale di classificazione delle carcasse di ovini in conformità alle norme stabilite nell'allegato III bis, parte C.

2.  Un comitato di controllo dell'Unione composto di esperti della Commissione e di esperti nominati dagli Stati membri procede, per conto dell'Unione, a controllare in loco la classificazione delle carcasse di bovini adulti e di ovini. Il comitato riferisce alla Commissione e agli Stati membri in merito ai controlli effettuati.
Le spese derivanti dai controlli effettuati sono a carico dell'Unione.

Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 10
Articolo 10

Articolo 10

Prodotti ammissibili all'intervento pubblico

Prodotti ammissibili all'intervento pubblico

L'intervento pubblico si applica ai seguenti prodotti, alle condizioni di cui alla presente sezione e fatti salvi i requisiti e le condizioni stabiliti dalla Commissione mediante atti delegati e/o atti di esecuzione a norma degli articoli 18 e 19:

L'intervento pubblico si applica ai seguenti prodotti, conformemente alle condizioni di cui alla presente sezione ed eventuali requisiti e condizioni supplementari che possono essere stabiliti dalla Commissione mediante atti delegati e/o atti di esecuzione a norma degli articoli 18 e 19:

a) frumento (grano) tenero, orzo e granturco;
a) frumento (grano) tenero e duro, sorgo, orzo e granturco;
b) risone;
b) risone;
c) carni bovine fresche o refrigerate di cui ai codici NC 0201 10 00 e da 0201 20 20 a 0201 20 50;
c) carni bovine fresche o refrigerate di cui ai codici NC 0201 10 00 e da 0201 20 20 a 0201 20 50;
d) burro prodotto direttamente ed esclusivamente con crema pastorizzata ottenuta direttamente ed esclusivamente da latte vaccino in un'impresa riconosciuta dell'Unione ed avente un tenore minimo, in peso, di materia grassa butirrica dell'82% e un tenore massimo, in peso, di acqua del 16%;
d) burro prodotto direttamente ed esclusivamente con crema pastorizzata ottenuta direttamente ed esclusivamente da latte vaccino in un'impresa riconosciuta dell'Unione ed avente un tenore minimo, in peso, di materia grassa butirrica dell'82% e un tenore massimo, in peso, di acqua del 16%;
e) latte scremato in polvere di prima qualità, ottenuto da latte vaccino con il metodo spray in un'impresa riconosciuta dell'Unione, avente un tenore minimo di materia proteica del 34,0%, in peso della materia secca sgrassata.
e) latte scremato in polvere di prima qualità, ottenuto da latte vaccino con il metodo spray in un'impresa riconosciuta dell'Unione, avente un tenore minimo di materia proteica del 34,0%, in peso della materia secca sgrassata.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 11
Articolo 11

Articolo 11

Periodi d'intervento pubblico

Periodi d'intervento pubblico

I periodi d'intervento pubblico sono i seguenti:

L'intervento pubblico per i prodotti di cui all'articolo 10 è disponibile durante tutto l'arco dell'anno.
a) per il frumento (grano) tenero, l'orzo e il granturco, dal 1° novembre al 31 maggio;
b) per il risone, dal 1° aprile al 31 luglio;
c) per le carni bovine, nel corso di tutta la campagna di commercializzazione;
d) per il burro e il latte scremato in polvere, dal 1° marzo al 31 agosto.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 12
Articolo 12

Articolo 12

Apertura e chiusura dell'intervento pubblico

Apertura e chiusura dell'intervento pubblico

1.   Durante i periodi di cui all'articolo 11, l'intervento pubblico:
1.  L'intervento pubblico:
a) è aperto per il frumento tenero, il burro e il latte scremato in polvere;
a) è aperto per il frumento tenero, il burro e il latte scremato in polvere;
b) può essere aperto dalla Commissione, mediante atti di esecuzione, per l'orzo, il granturco e il risone (comprese le varietà o i tipi specifici di risone), qualora lo richieda la situazione del mercato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2;
b) è aperto dalla Commissione, mediante atti di esecuzione, per il frumento duro, il sorgo, l'orzo, il granturco e il risone (comprese le varietà o i tipi specifici di risone) qualora lo richieda la situazione del mercato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2;
c) per le carni bovine può essere aperto dalla Commissione, mediante altri atti di esecuzione, se il prezzo medio di mercato, rilevato durante un periodo rappresentativo fissato a norma dell'articolo 19, lettera a), in uno Stato membro o in una regione di uno Stato membro in base alla tabella unionale di classificazione delle carcasse di cui all'articolo 18, paragrafo 8, è inferiore a 1 560 EUR/t.
c) per le carni bovine è aperto dalla Commissione, mediante altri atti di esecuzione adottati senza applicare l'articolo 162, paragrafi 2 o 3, se il prezzo medio di mercato, rilevato durante un periodo rappresentativo determinato a norma dell'articolo 19, lettera a), in uno Stato membro o in una regione di uno Stato membro in base alla tabella unionale di classificazione delle carcasse di cui all'articolo 9 bis, è inferiore al 90% del prezzo di riferimento di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera d).
2.  La Commissione può chiudere l'intervento pubblico per le carni bovine, mediante atti di esecuzione, qualora durante un periodo rappresentativo fissato a norma dell'articolo 19, lettera a), non sussistano più le condizioni specificate al paragrafo 1, lettera c).
2.  La Commissione chiude l'intervento pubblico per le carni bovine, mediante atti di esecuzione adottati senza applicare l'articolo 162, paragrafi 2 o 3, qualora durante un periodo rappresentativo fissato a norma dell'articolo 19, lettera a), non sussistano più le condizioni specificate al paragrafo 1, lettera c).
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 13
Articolo 13

Articolo 13

Acquisto all'intervento a prezzo fisso o fissato mediante gara

Acquisto all'intervento a prezzo fisso o fissato mediante gara

1.  In caso di apertura dell'intervento pubblico a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), gli acquisti all'intervento si effettuano a prezzo fisso entro i limiti dei quantitativi seguenti, per ciascuno dei periodi di cui all'articolo 11:
1.  In caso di apertura dell'intervento pubblico a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), gli acquisti all'intervento si effettuano al prezzo fisso stabilito all'articolo 14, paragrafo 2, entro i limiti dei quantitativi seguenti, per ciascuno dei periodi di cui all'articolo 11:
a) 3 milioni di t di frumento tenero;
a) 3 milioni di t di frumento tenero;
b) 30 000 t di burro;
b) 70 000 t di burro;
c) 109 000 t di latte scremato in polvere.
c) 109 000 t di latte scremato in polvere.
2.  In caso di apertura dell'intervento pubblico a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, gli acquisti all'intervento si effettuano mediante una procedura di gara destinata a determinare il prezzo massimo di acquisto all'intervento dei seguenti prodotti:
2.  In caso di apertura dell'intervento pubblico a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, gli acquisti all'intervento si effettuano mediante una procedura di gara destinata a determinare il prezzo massimo di acquisto all'intervento dei seguenti prodotti:
a) frumento tenero, burro e latte scremato in polvere per i quantitativi che superano i limiti fissati al paragrafo 1;
a) frumento tenero, burro e latte scremato in polvere per i quantitativi che superano i limiti fissati al paragrafo 1;
b) orzo, granturco, risone e carni bovine.
b) frumento duro, sorgo, orzo, granturco, risone e carni bovine.
In particolari circostanze debitamente giustificate la Commissione può limitare, mediante atti di esecuzione, le procedure di gara a uno Stato membro o a una regione di Stato membro, oppure, fatto salvo l'articolo 14, paragrafo 2, fissare i prezzi di acquisto all'intervento per Stato membro o regione di Stato membro in funzione dei prezzi medi di mercato rilevati. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

In particolari circostanze debitamente giustificate la Commissione può limitare, mediante atti di esecuzione, le procedure di gara a uno Stato membro o a una regione di Stato membro, oppure, fatto salvo l'articolo 14, paragrafo 2, fissare i prezzi di acquisto all'intervento per Stato membro o regione di Stato membro in funzione dei prezzi medi di mercato rilevati. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 14
Articolo 14

Articolo 14

Prezzi di intervento pubblico

Prezzi di intervento pubblico

1.  Per prezzo di intervento pubblico si intende:
1.  Per prezzo di intervento pubblico si intende:
a) il prezzo al quale i prodotti sono acquistati all'intervento pubblico a prezzo fisso, oppure
a) il prezzo al quale i prodotti sono acquistati all'intervento pubblico a prezzo fisso, oppure
b) il prezzo massimo al quale i prodotti ammissibili all'intervento pubblico possono essere acquistati nell'ambito di una procedura di gara.
b) il prezzo massimo al quale i prodotti ammissibili all'intervento pubblico possono essere acquistati nell'ambito di una procedura di gara.
2.  Il prezzo di intervento pubblico:
2.  Il prezzo di intervento pubblico:
a) del frumento tenero, dell'orzo, del granturco, del risone e del latte scremato in polvere è pari ai rispettivi prezzi di riferimento fissati all'articolo 7 in caso di acquisto all'intervento a prezzo fisso e non supera i rispettivi prezzi di riferimento in caso di acquisto mediante gara;
a) del frumento tenero, del frumento duro, del sorgo, dell'orzo, del granturco, del risone e del latte scremato in polvere è pari ai rispettivi prezzi di riferimento fissati all'articolo 7 in caso di acquisto all'intervento a prezzo fisso e non supera i rispettivi prezzi di riferimento in caso di acquisto mediante gara;
b) del burro, è pari al 90% del prezzo di riferimento fissato all'articolo 7 in caso di acquisto all'intervento a prezzo fisso e non supera il 90% del prezzo di riferimento in caso di acquisto mediante gara;
b) del burro, è pari al 90% del prezzo di riferimento fissato all'articolo 7 in caso di acquisto all'intervento a prezzo fisso e non supera il 90% del prezzo di riferimento in caso di acquisto mediante gara;
c) delle carni bovine, non supera il prezzo di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera c).
c) delle carni bovine, non supera il 90% del prezzo di riferimento fissato all'articolo 7, lettera d).
3.  I prezzi di intervento pubblico di cui ai paragrafi 1 e 2 fanno salve eventuali maggiorazioni o riduzioni di prezzo connesse alla qualità del frumento tenero, dell'orzo, del granturco e del risone. Inoltre, tenendo conto della necessità di garantire che la produzione di risone si orienti verso determinate varietà, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per la fissazione di maggiorazioni e di riduzioni del prezzo di intervento pubblico.
3.  I prezzi di intervento pubblico di cui ai paragrafi 1 e 2 fanno salve eventuali maggiorazioni o riduzioni di prezzo connesse alla qualità del frumento tenero, del frumento duro, del sorgo, dell'orzo, del granturco e del risone.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 15
Articolo 15

Articolo 15

Principi generali sullo smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico

Principi generali sullo smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico

Lo smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico si svolge in modo da:

1.  Lo smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico si svolge in modo da:
a) evitare qualsiasi turbativa del mercato,
a) evitare qualsiasi turbativa del mercato,
b) assicurare un accesso non discriminatorio alle merci e la parità di trattamento degli acquirenti e
b) assicurare un accesso non discriminatorio alle merci e la parità di trattamento degli acquirenti e
c) nel rispetto degli obblighi derivanti dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato.
c) nel rispetto degli obblighi derivanti dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato.
I prodotti possono essere smaltiti mettendoli a disposizione del programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione istituito dal regolamento (UE) n. […] qualora tale programma lo preveda. In tal caso, il valore contabile di tali prodotti corrisponde al livello del prezzo fisso di intervento di cui all'articolo 14, paragrafo 2.

2.  I prodotti possono essere smaltiti mettendoli a disposizione del programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione istituito dal regolamento (UE) n. […]. In tal caso, il valore contabile di tali prodotti corrisponde al livello del prezzo fisso di intervento di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
2 bis. Ogni anno la Commissione rende pubbliche le condizioni alle quali i prodotti acquistati all'intervento pubblico sono stati smaltiti nel corso dell'anno precedente.

Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 16 ‐ parte introduttiva
Sono concessi aiuti all'ammasso privato dei seguenti prodotti, alle condizioni precisate nella presente sezione e fatti salvi i requisiti e le condizioni stabiliti dalla Commissione mediante atti delegati e/o atti di esecuzione ai sensi degli articoli da 17 a 19:

Sono concessi aiuti all'ammasso privato dei seguenti prodotti, conformemente alle condizioni precisate nella presente sezione ed eventuali requisiti e condizioni supplementari stabiliti dalla Commissione mediante atti delegati e/o atti di esecuzione ai sensi degli articoli da 17 a 19:

Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 16 – lettera b
b) olio di oliva;
b) olio di oliva e olive da tavola;
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 16 – lettera e bis (nuova)
e bis) formaggi.
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 17
Articolo 17

Articolo 17

Condizioni di concessione dell'aiuto

Condizioni di concessione dell'aiuto

1.  Ove necessario per garantire la trasparenza del mercato, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per la fissazione delle condizioni alle quali la medesima può decidere la concessione di aiuti all'ammasso privato dei prodotti di cui all'articolo 16, tenendo conto dei prezzi medi di mercato rilevati nell'Unione e dei prezzi di riferimento dei rispettivi prodotti, oppure della necessità di rispondere a una situazione di particolare difficoltà del mercato o agli sviluppi economici nel settore in uno o più Stati membri.
1.  Ove necessario per garantire la trasparenza del mercato, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per la fissazione delle condizioni alle quali la medesima può decidere la concessione di aiuti all'ammasso privato dei prodotti di cui all'articolo 16, tenendo conto:
a) dei prezzi medi di mercato rilevati nell'Unione e dei prezzi di riferimento e dei costi di produzione dei rispettivi prodotti, e/o
b) della necessità di rispondere tempestivamente a una situazione di particolare difficoltà del mercato o agli sviluppi economici, aventi un impatto significativo sui margini di profitto dei produttori nel settore in uno o più Stati membri e/o
b bis) della specificità di determinati settori o della natura stagionale della produzione in determinati Stati membri.
2.  La Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, di concedere aiuti all'ammasso privato dei prodotti di cui all'articolo 16, tenendo conto delle condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
2.  La Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, di concedere aiuti all'ammasso privato dei prodotti di cui all'articolo 16, tenendo conto delle condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  La Commissione procede, mediante atti di esecuzione, alla fissazione anticipata o mediante gara dell'aiuto all'ammasso privato di cui all'articolo 16. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  La Commissione procede, mediante atti di esecuzione, alla fissazione anticipata o mediante gara dell'aiuto all'ammasso privato di cui all'articolo 16. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
4.  La Commissione può limitare, mediante atti di esecuzione, la concessione di aiuti all'ammasso privato oppure fissare l'aiuto all'ammasso privato per Stato membro o per regione di Stato membro in base ai prezzi medi di mercato rilevati. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
4.  La Commissione può limitare, mediante atti di esecuzione, la concessione di aiuti all'ammasso privato oppure fissare l'aiuto all'ammasso privato per Stato membro o per regione di Stato membro in base ai prezzi medi di mercato rilevati e ai margini di profitto dei richiedenti. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Parte II – titolo I – capo Isezione 3 bis (nuova)
SEZIONE 3 BIS

Coordinamento delle operazioni di ritiro temporaneo dal mercato

Articolo 17 bis

Coordinamento delle operazioni di ritiro temporaneo dal mercato

1.  Al fine di evitare forti squilibri sui mercati o di ripristinarne il normale funzionamento in caso di grave perturbazione, le associazioni di organizzazioni di produttori appartenenti a uno dei settori di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento e considerate rappresentative ai sensi dell'articolo 110 del presente regolamento possono instaurare e attivare un sistema che istituisca un coordinamento dei ritiri temporanei dal mercato effettuati dai loro membri.
Queste disposizioni si applicano fatta salva la parte IV del presente regolamento e non rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 101, paragrafo 1, del trattato.

2.  Quando un'associazione di organizzazioni di produttori decide di attivare il suddetto sistema, esso si impone a tutti i suoi membri.
3.  Il sistema è finanziato mediante:
a) i contributi finanziari versati dai membri e/o dall'associazione di organizzazioni di produttori stessa e, se del caso,
b) l'aiuto finanziario dell'Unione di cui all'articolo 8, in base alle condizioni stabilite dalla Commissione a norma dell'articolo 18, paragrafo 9 bis, lettera c), che in ogni caso non può essere superiore al 50% del costo globale.
4.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, conformemente all'articolo 160, per garantire che le modalità di funzionamento del sistema siano in linea con gli obiettivi della PAC e non ostacolino il buon funzionamento del mercato interno.
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Parte II – titolo I – capo Isezione 4 – titolo
SEZIONE 4

SEZIONE 4

DISPOSIZIONI COMUNI IN MATERIA DI INTERVENTO PUBBLICO E DI AIUTO ALL'AMMASSO PRIVATO

DISPOSIZIONI COMUNI IN MATERIA DI INTERVENTO PUBBLICO, DI AIUTO ALL'AMMASSO PRIVATO E DI COORDINAMENTO DEI RITIRI TEMPORANEI DAL MERCATO

Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 18
Articolo 18

Articolo 18

Poteri delegati

Poteri delegati

1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 9 del presente articolo.
1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 9 del presente articolo.
2.  Tenendo conto delle peculiarità dei vari settori, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, i requisiti e le condizioni che devono rispettare i prodotti acquistati all'intervento pubblico e immagazzinati in virtù del regime di aiuti all'ammasso privato, oltre ai requisiti stabiliti nel presente regolamento. Tali requisiti e tali condizioni sono intesi a garantire l'ammissibilità e la qualità dei prodotti acquistati e immagazzinati, in termini di gruppi di qualità, classi di qualità, categorie, quantitativi, condizionamento, etichettatura, età massima, conservazione e fase alla quale si applica il prezzo di intervento pubblico o l'aiuto all'ammasso privato.
2.  Tenendo conto delle peculiarità dei vari settori, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, i requisiti e le condizioni che devono rispettare i prodotti acquistati all'intervento pubblico e immagazzinati in virtù del regime di aiuti all'ammasso privato, oltre ai requisiti stabiliti nel presente regolamento. Tali requisiti e tali condizioni sono intesi a garantire l'ammissibilità e la qualità dei prodotti acquistati e immagazzinati, in termini di gruppi di qualità, classi di qualità, categorie, quantitativi, condizionamento, etichettatura, età massima, conservazione e fase alla quale si applica il prezzo di intervento pubblico o l'aiuto all'ammasso privato.
3.  Tenendo conto delle peculiarità dei settori dei cereali e del risone, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le maggiorazioni o le riduzioni di prezzo applicabili per motivi di qualità ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 3, sia per gli acquisti all'intervento che per le vendite di frumento tenero, orzo, granturco e risone.
3.  Tenendo conto delle peculiarità dei settori dei cereali e del risone, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le maggiorazioni o le riduzioni di prezzo applicabili per motivi di qualità ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 3, sia per gli acquisti all'intervento che per le vendite di frumento tenero, frumento duro, sorgo, orzo, granturco e risone.
3 bis. Tenendo conto del particolare carattere stagionale e/o della specificità di determinate produzioni in alcuni Stati membri o regioni, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per stabilire condizioni oggettive diverse e fattori limite che giustificano l'attivazione dell'ammasso privato.

4.  Tenendo conto delle peculiarità del settore delle carni bovine, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le disposizioni relative all'obbligo degli organismi pagatori di provvedere al disossamento di tutte le carni bovine dopo la presa in consegna e prima dell'immagazzinamento.
4.  Tenendo conto delle peculiarità del settore delle carni bovine, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le disposizioni relative all'obbligo degli organismi pagatori di provvedere al disossamento di tutte le carni bovine dopo la presa in consegna e prima dell'immagazzinamento.
5.  Tenendo conto della varietà di situazioni esistenti nell'Unione con riguardo all'ammasso delle scorte d'intervento e al fine di garantire un adeguato accesso degli operatori all'intervento pubblico, la Commissione adotta, mediante atti delegati:
5.  Tenendo conto della varietà di situazioni esistenti nell'Unione con riguardo all'ammasso delle scorte d'intervento e al fine di garantire un adeguato accesso degli operatori all'intervento pubblico, la Commissione adotta, mediante atti delegati:
a) i requisiti che devono possedere i luoghi di ammasso all'intervento per accogliere i prodotti acquistati in regime d'intervento, disposizioni sulla loro capienza minima e i requisiti tecnici che consentano di conservare in buone condizioni i prodotti presi in consegna e di smaltirli alla fine del periodo di ammasso;
a) i requisiti che devono possedere i luoghi di ammasso all'intervento per accogliere i prodotti acquistati in regime d'intervento, disposizioni sulla loro capienza minima e i requisiti tecnici che consentano di conservare in buone condizioni i prodotti presi in consegna e di smaltirli alla fine del periodo di ammasso;
b) le norme relative alla vendita di piccoli quantitativi giacenti all'ammasso negli Stati membri, da effettuarsi sotto la responsabilità di questi ultimi e secondo le stesse procedure applicate dall'Unione, nonché norme relative alla vendita diretta di quantitativi che non possono più essere reimballati o che sono danneggiati;
b) le norme relative alla vendita di piccoli quantitativi giacenti all'ammasso negli Stati membri, da effettuarsi sotto la responsabilità di questi ultimi e secondo le stesse procedure applicate dall'Unione, nonché norme relative alla vendita diretta di quantitativi che non possono più essere reimballati o che sono danneggiati;
c) le norme sull'ammasso dei prodotti all'interno e all'esterno dello Stato membro che è responsabile di tali prodotti e del loro trattamento, sotto il profilo dei dazi doganali e di qualsiasi altro importo da concedere o da riscuotere secondo le disposizioni della PAC.
c) le norme sull'ammasso dei prodotti all'interno e all'esterno dello Stato membro che è responsabile di tali prodotti e del loro trattamento, sotto il profilo dei dazi doganali e di qualsiasi altro importo da concedere o da riscuotere secondo le disposizioni della PAC.
c bis) le condizioni di un'eventuale reimmissione sul mercato o dello smaltimento dei prodotti oggetto di contratti di ammasso privato;
6.  Tenendo conto della necessità di garantire che l'ammasso privato produca gli effetti auspicati sul mercato, la Commissione, mediante atti delegati:
6.  Tenendo conto della necessità di garantire che l'ammasso privato produca gli effetti auspicati sul mercato, la Commissione, mediante atti delegati:
a) adotta misure per la riduzione dell'importo dell'aiuto erogabile nei casi in cui il quantitativo ammassato è inferiore al quantitativo contrattuale;
a) adotta misure per la riduzione dell'importo dell'aiuto erogabile nei casi in cui il quantitativo ammassato è inferiore al quantitativo contrattuale;
b) può adottare le condizioni di concessione di un anticipo.
b) può adottare le condizioni di concessione di un anticipo.
7.  Tenendo conto dei diritti e degli obblighi degli operatori che partecipano alle operazioni di intervento pubblico o di ammasso privato, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
7.  Tenendo conto dei diritti e degli obblighi degli operatori che partecipano alle operazioni di intervento pubblico o di ammasso privato, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
a) il ricorso a procedure di gara che garantiscano un accesso non discriminatorio alle merci e la parità di trattamento degli operatori;
a) il ricorso a procedure di gara che garantiscano un accesso non discriminatorio alle merci e la parità di trattamento degli operatori;
b) l'ammissibilità degli operatori;
b) l'ammissibilità degli operatori;
c) l'obbligo di costituire una cauzione a garanzia dell'esecuzione degli obblighi degli operatori.
c) l'obbligo di costituire una cauzione a garanzia dell'esecuzione degli obblighi degli operatori.
7 bis. Tenendo conto dell'evoluzione tecnica e delle esigenze dei settori interessati, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 intesi ad adeguare e aggiornare le disposizioni relative alla classificazione, all'identificazione e alla presentazione delle carcasse di bovini adulti, di suini e di ovini di cui all'allegato III bis.

7 ter. Tenendo conto della necessità di normalizzare la presentazione dei diversi prodotti con l'obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato, la rilevazione dei prezzi e l'applicazione dei regimi d'intervento sul mercato – ovverosia l'intervento pubblico e l'ammasso privato – nei settori delle carni bovine, suine e ovine, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per:

a) stabilire disposizioni relative alla classificazione per categorie, alla classificazione per classi (compresa la classificazione automatizzata), alla presentazione, al tenore stimato di carne magra, all'identificazione, al peso e alla marchiatura delle carcasse;
b) stabilire le regole per il calcolo dei prezzi medi nell'Unione e prescrivere agli operatori l'obbligo di informazione sulle carcasse di bovini, suini e ovini, in particolare per quanto riguarda i prezzi di mercato e i prezzi rappresentativi.
7 quater. Tenendo conto delle particolari caratteristiche esistenti all'interno dell'Unione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati intesi a definire le deroghe alle disposizioni, in particolare:

a) prevedere deroghe che gli Stati membri possono concedere ai macelli che procedono alla macellazione di un numero esiguo di bovini;
b) autorizzare gli Stati membri a non applicare la tabella unionale di classificazione delle carcasse di suini e ad avvalersi di criteri di valutazione complementari, oltre a quelli del peso e del tenore stimato di carne magra.
7 quinquies. Tenendo conto della necessità di garantire che il comitato di controllo dell'Unione persegua i propri obiettivi, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati intesi a definirne le competenze e la composizione.

8.  Tenendo conto della necessità di normalizzare la presentazione dei diversi prodotti con l'obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato, la rilevazione dei prezzi e l'applicazione dei regimi d'intervento sul mercato sotto forma di intervento pubblico e di aiuto all'ammasso privato, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le tabelle unionali di classificazione delle carcasse nei seguenti settori:
a) carni bovine;
b) carni suine;
c) carni ovine e caprine.
9.  Tenendo conto della necessità di garantire la precisione e l'affidabilità della classificazione delle carcasse la Commissione può disporre, mediante atti delegati, la revisione della classificazione delle carcasse negli Stati membri a cura di un comitato istituito dall'Unione, composto da esperti della stessa Commissione e da esperti designati dagli Stati membri. Tali disposizioni possono prevedere che i costi connessi all'attività di revisione siano a carico dell'Unione.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 9 bis (nuovo)
9 bis. Tenendo conto della necessità di garantire un funzionamento appropriato del sistema di coordinamento delle operazioni di ritiro temporaneo dal mercato, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per fissare i requisiti che il sistema deve rispettare, in particolare:

a) le condizioni generali di attivazione e di funzionamento;
b) le condizioni che le associazioni di organizzazioni di produttori devono soddisfare per la sua attuazione;
c) le norme applicabili al suo finanziamento, in particolare le condizioni in base alle quali la Commissione decide che un finanziamento unionale nell'ambito dell'aiuto all'ammasso privato può essere concesso o meno alle associazioni di organizzazioni di produttori;
d) le norme che consentono di evitare che una percentuale eccessiva di prodotti normalmente disponibili sia bloccata dall'attivazione del sistema.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 19
Articolo 19

Articolo 19

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie a garantire un'applicazione uniforme del presente capo nell'insieme dell'Unione. Tali misure possono riguardare, in particolare:

La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie a garantire un'applicazione uniforme del presente capo nell'insieme dell'Unione. Tali misure possono riguardare, in particolare:

a) i periodi rappresentativi, i mercati e i prezzi di mercato necessari per l'applicazione del presente capo;
a) i periodi rappresentativi, i mercati, i prezzi di mercato e l'evoluzione dei margini di profitto necessari per l'applicazione del presente capo;
b) le procedure e le modalità relative alla consegna dei prodotti da acquistare all'intervento pubblico, alle spese di trasporto a carico dell'offerente, alla presa in consegna dei prodotti da parte degli organismi pagatori e al pagamento;
b) le procedure e le modalità relative alla consegna dei prodotti da acquistare all'intervento pubblico, alle spese di trasporto a carico dell'offerente, alla presa in consegna dei prodotti da parte degli organismi pagatori e al pagamento;
c) le diverse operazioni connesse al disossamento delle carni bovine;
c) le diverse operazioni connesse al disossamento delle carni bovine;
d) l'autorizzazione a immagazzinare i prodotti fuori dal territorio dello Stato membro in cui sono stati acquistati all'intervento e immagazzinati;
d) l'autorizzazione a immagazzinare i prodotti fuori dal territorio dello Stato membro in cui sono stati acquistati all'intervento e immagazzinati;
e) le condizioni di vendita o di smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico, con particolare riguardo al prezzo di vendita, alle condizioni di svincolo dall'ammasso e alla successiva utilizzazione o destinazione dei prodotti svincolati, comprese le procedure relative ai prodotti messi a disposizione del programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione, inclusi i trasferimenti tra Stati membri;
e) le condizioni di vendita o di smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento pubblico, con particolare riguardo al prezzo di vendita, alle condizioni di svincolo dall'ammasso e alla successiva utilizzazione o destinazione dei prodotti svincolati, comprese le procedure relative ai prodotti messi a disposizione del programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione, inclusi i trasferimenti tra Stati membri;
f) la stipulazione e il contenuto dei contratti tra l'autorità competente dello Stato membro e il richiedente;
f) la stipulazione e il contenuto dei contratti tra l'autorità competente dello Stato membro e il richiedente;
g) il conferimento e la detenzione all'ammasso privato e lo svincolo dall'ammasso;
g) il conferimento e la detenzione all'ammasso privato e lo svincolo dall'ammasso;
h) la durata dell'ammasso privato e le condizioni alle quali tale durata, specificata nel contratto, può essere abbreviata o prolungata;
h) la durata dell'ammasso privato e le condizioni alle quali tale durata, specificata nel contratto, può essere abbreviata o prolungata;
i) le condizioni di un'eventuale reimmissione sul mercato o dello smaltimento dei prodotti oggetto di contratti di ammasso privato;
j) le norme procedurali da seguire per l'acquisto all'intervento a prezzo fisso o per la concessione dell'aiuto all'ammasso privato a prezzo fisso;
j) le norme procedurali da seguire per l'acquisto all'intervento a prezzo fisso o per la concessione dell'aiuto all'ammasso privato a prezzo fisso;
k) il ricorso a procedure di gara, sia per l'intervento pubblico che per l'ammasso privato, con particolare riguardo:
k) il ricorso a procedure di gara, sia per l'intervento pubblico che per l'ammasso privato, con particolare riguardo:
i) alla presentazione delle offerte e al quantitativo minimo per ciascuna offerta o domanda e
i) alla presentazione delle offerte e al quantitativo minimo per ciascuna offerta o domanda e
ii) alla selezione delle offerte, eseguita in modo da garantire che siano selezionate le offerte più vantaggiose per l'Unione e da permettere nel contempo che non si proceda necessariamente all'aggiudicazione.
ii) alla selezione delle offerte, eseguita in modo da garantire che siano selezionate le offerte più vantaggiose per l'Unione e da permettere nel contempo che non si proceda necessariamente all'aggiudicazione.
k bis) le norme pratiche per la marchiatura delle carcasse classificate;
k ter) l'attuazione delle tabelle unionali di classificazione delle carcasse di bovini, suini e ovini, in particolare per quanto riguarda:
i) la comunicazione dei risultati della classificazione;
ii) i controlli, i rapporti di ispezione e le azioni successive;
k quater) i controlli in loco relativi alla classificazione e alla comunicazione dei prezzi delle carcasse di bovini adulti e di ovini effettuati, per conto dell'Unione, dal comitato di controllo dell'Unione;
k quinquies) le norme pratiche per il calcolo da parte della Commissione del prezzo medio ponderato dell'Unione per le carcasse di bovini, suini e ovini;
k sexies) le procedure per designare addetti qualificati per la classificazione delle carcasse di bovini e ovini adulti da parte degli Stati membri.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 124
Proposta di regolamento
Parte II – titolo I – capo IIsezione 1
Sezione 1

Sezione 1

PROGRAMMI DESTINATI A MIGLIORARE L'ACCESSO AI PRODOTTI ALIMENTARI

PROGRAMMI DESTINATI A MIGLIORARE L'ACCESSO AI PRODOTTI ALIMENTARI E LE ABITUDINI ALIMENTARI DEI BAMBINI

Articolo 20 bis

Gruppo bersaglio

I regimi di aiuto intesi a migliorare l'accesso ai prodotti alimentari e le abitudini alimentari dei bambini sono rivolti agli allievi che frequentano regolarmente istituti di istruzione primaria o secondaria, scuole materne o altri istituti prescolari o parascolari, amministrati o riconosciuti dalle autorità competenti di uno Stato membro.

Emendamento 125
Proposta di regolamento
Parte II – titolo 1 – capo II – sezione 1 – sottosezione 1 – titolo
SOTTOSEZIONE 1

SOTTOSEZIONE 1

PROGRAMMA «FRUTTA NELLE SCUOLE»

PROGRAMMA «FRUTTA E VERDURA NELLE SCUOLE»

Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 21
Articolo 21

Articolo 21

Aiuti per la distribuzione ai bambini di ortofrutticoli, di ortofrutticoli trasformati e di banane e prodotti derivati

Aiuti per la distribuzione ai bambini di ortofrutticoli, di ortofrutticoli trasformati e di banane e prodotti derivati

1.  Alle condizioni determinate dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione ai sensi degli articoli 22 e 23, è concesso un aiuto dell'Unione:
1.  Alle condizioni determinate dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione ai sensi degli articoli 22 e 23, è concesso un aiuto dell'Unione:
a) per la fornitura agli allievi degli istituti scolastici, comprese le scuole materne, altri istituti prescolari, le scuole elementari e secondarie, di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane e
a) per la fornitura agli allievi degli istituti di cui all'articolo 20 bis di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane e
b) per taluni costi correlati inerenti alla logistica e alla distribuzione, all'attrezzatura, alla pubblicità, al monitoraggio, alla valutazione e alle misure di accompagnamento.
b) per taluni costi correlati inerenti alla logistica e alla distribuzione, all'attrezzatura, alla pubblicità, al monitoraggio, alla valutazione e alle misure di accompagnamento.
2.  Gli Stati membri che intendono partecipare al programma elaborano in via preliminare una strategia a livello nazionale o regionale per la sua attuazione. Essi prevedono inoltre le misure di accompagnamento necessarie per dare attuazione al programma.
2.  Gli Stati membri che intendono partecipare al programma elaborano in via preliminare una strategia a livello nazionale o regionale per la sua attuazione. Essi prevedono inoltre le misure di accompagnamento che possono contemplare informazioni su misure relative alle abitudini alimentari sane, alle filiere alimentari locali e alla lotta contro gli sprechi alimentari, necessarie per dare attuazione al programma.
3.  Nell'elaborare le loro strategie gli Stati membri compilano un elenco di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane ammissibili in virtù dei rispettivi programmi. L'elenco non comprende i prodotti esclusi per effetto di misure adottate dalla Commissione mediante atti delegati ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 2, lettera a). Gli Stati membri scelgono i loro prodotti in base a criteri oggettivi che possono includere la stagionalità, la disponibilità dei prodotti o considerazioni ambientali. A tale riguardo, gli Stati membri possono privilegiare i prodotti originari dell'Unione.
3.  Nell'elaborare le loro strategie gli Stati membri compilano un elenco di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane ammissibili in virtù dei rispettivi programmi. L'elenco non comprende i prodotti esclusi per effetto di misure adottate dalla Commissione mediante atti delegati ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 2, lettera a). Gli Stati membri scelgono i loro prodotti in base a criteri oggettivi che possono includere i benefici ambientali e per la salute, la stagionalità, la varietà o la disponibilità dei prodotti, dando priorità alle filiere alimentari locali. A tale riguardo, gli Stati membri privilegiano i prodotti originari dell'Unione.
4.  L'aiuto unionale di cui al paragrafo 1:
4.  L'aiuto unionale di cui al paragrafo 1:
a) non supera l'importo di 150 Mio EUR per anno scolastico,
a) non supera l'importo di 150 Mio EUR per anno scolastico,
b) non supera il 75% dei costi di fornitura e dei costi correlati di cui al paragrafo 1, oppure il 90% di tali costi nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato
b) non supera il 75% dei costi di fornitura e dei costi correlati di cui al paragrafo 1, oppure il 90% di tali costi nelle regioni meno sviluppate, nelle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato e nelle isole minori del Mar Egeo così come definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006
c) e non copre costi diversi da quelli della fornitura e dai costi correlati di cui al paragrafo 1.
c) e non copre costi diversi da quelli della fornitura e dai costi correlati di cui al paragrafo 1.
4 bis. L'aiuto dell'Unione di cui al paragrafo 1 è assegnato a ciascuno Stato membro in base a criteri oggettivi fondati sulla loro percentuale di bambini di età compresa tra i sei e i dieci anni scolarizzati negli istituti di cui all'articolo 20 bis. Tuttavia, gli Stati membri che partecipano al programma ricevono ciascuno almeno 175 000 EUR di aiuto dell'Unione. Gli Stati membri richiedono ogni anno un aiuto dell'Unione in base alla loro strategia. A seguito delle richieste degli Stati membri, la Commissione decide in merito agli stanziamenti definitivi nei limiti della dotazione di bilancio disponibile.

5.  L'aiuto unionale di cui al paragrafo 1 non è utilizzato per sostituire il finanziamento di eventuali programmi nazionali esistenti sulla frutta nelle scuole o di altri programmi di distribuzione nelle scuole che includono la frutta. Tuttavia, se uno Stato membro applica già un programma che potrebbe beneficiare di un aiuto dell'Unione in virtù del presente articolo e intende ampliarlo o renderlo più efficace, anche relativamente al gruppo bersaglio del programma, alla sua durata o ai prodotti ammissibili, l'aiuto dell'Unione può essere concesso a condizione che siano rispettati i limiti previsti al paragrafo 4, lettera b), per quanto riguarda la proporzione dell'aiuto unionale nel finanziamento nazionale totale. In tal caso lo Stato membro precisa nella sua strategia di attuazione in che modo intende ampliare il suo programma o renderlo più efficace.
5.  L'aiuto unionale di cui al paragrafo 1 non è utilizzato per sostituire il finanziamento di eventuali programmi nazionali esistenti sulla frutta e la verdura nelle scuole o di altri programmi di distribuzione nelle scuole che includono la frutta e la verdura. Tuttavia, se uno Stato membro applica già un programma che potrebbe beneficiare di un aiuto dell'Unione in virtù del presente articolo e intende ampliarlo o renderlo più efficace, anche relativamente al gruppo bersaglio del programma, alla sua durata o ai prodotti ammissibili, l'aiuto dell'Unione può essere concesso a condizione che siano rispettati i limiti previsti al paragrafo 4, lettera b), per quanto riguarda la proporzione dell'aiuto unionale nel finanziamento nazionale totale. In tal caso lo Stato membro precisa nella sua strategia di attuazione in che modo intende ampliare il suo programma o renderlo più efficace.
6.  Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale, aiuti nazionali in conformità all'articolo 152.
6.  Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale, aiuti nazionali in conformità all'articolo 152.
7.  Il programma «Frutta nelle scuole» a livello dell'Unione non pregiudica eventuali programmi nazionali distinti volti a promuovere il consumo di frutta nelle scuole che siano compatibili con la normativa dell'Unione.
7.  Il programma «Frutta e verdura nelle scuole» a livello dell'Unione non pregiudica eventuali programmi nazionali distinti volti a promuovere il consumo di frutta e verdura nelle scuole che siano compatibili con la normativa dell'Unione.
8.  A norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. […] sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune, l'Unione può finanziare anche azioni di informazione, monitoraggio e valutazione relative al programma «Frutta nelle scuole», comprese le azioni di sensibilizzazione del pubblico e le attività in rete correlate.
8.  A norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. […] sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune, l'Unione può finanziare anche azioni di informazione, monitoraggio e valutazione relative al programma «Frutta e verdura nelle scuole», comprese le azioni di sensibilizzazione del pubblico e le attività in rete correlate.
8 bis. Gli Stati membri partecipanti rendono pubblica, nei luoghi di distribuzione, la loro adesione al programma di aiuto e segnalano che esso è sovvenzionato dall'Unione europea.

Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 22
Articolo 22

Articolo 22

Poteri delegati

Poteri delegati

1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 4 del presente articolo.
1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, conformemente all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 4 del presente articolo.
2.  Tenendo conto della necessità di incoraggiare i bambini ad adottare abitudini alimentari sane, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
2.  Tenendo conto della necessità di garantire l'efficacia del programma nel conseguimento degli obiettivi in esso previsti, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
a) i prodotti non ammissibili a beneficiare del programma, tenendo conto di aspetti nutrizionali,
a) i prodotti non ammissibili a beneficiare del programma, tenendo conto di aspetti nutrizionali,
b) il gruppo bersaglio del programma,
b) il gruppo bersaglio del programma,
c) le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto, comprese le misure di accompagnamento,
c) le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto, comprese le misure di accompagnamento,
d) l'approvazione e la selezione dei richiedenti.
d) l'approvazione e la selezione dei richiedenti.
3.  Tenendo conto della necessità di garantire un uso efficiente e mirato dei Fondi europei, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
3.  Tenendo conto della necessità di garantire un uso efficiente e mirato dei Fondi europei, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
a) i criteri oggettivi per la ripartizione dell'aiuto tra gli Stati membri, la ripartizione indicativa dell'aiuto tra gli Stati membri e il metodo di riassegnazione dell'aiuto tra gli Stati membri in base alle domande ricevute;
a) i criteri aggiuntivi per la ripartizione indicativa dell'aiuto tra gli Stati membri e il metodo di riassegnazione dell'aiuto tra gli Stati membri in base alle domande di aiuto ricevute;
b) i costi ammissibili all'aiuto, inclusa la possibilità di fissazione di un massimale globale per tali costi;
b) i costi ammissibili all'aiuto, inclusa la possibilità di fissazione di un massimale globale per tali costi;
c) il monitoraggio e la valutazione.
c) il monitoraggio e la valutazione.
4.  Tenendo conto della necessità di sensibilizzare il pubblico al programma la Commissione può, mediante atti delegati, fare obbligo agli Stati membri partecipanti di segnalare che si tratta di un programma sovvenzionato.
4.  Tenendo conto della necessità di sensibilizzare il pubblico al programma, la Commissione può, mediante atti delegati, stabilire le condizioni alle quali gli Stati membri rendono nota la loro partecipazione al programma di aiuto e segnalano che si tratta di un programma sovvenzionato dall'Unione.
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 23
Articolo 23

Articolo 23

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, tutte le misure necessarie connesse alla presente sezione, in particolare:

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie connesse alla presente sottosezione, relative:

a) alla ripartizione definitiva degli aiuti tra gli Stati membri partecipanti nei limiti della dotazione di bilancio disponibile;
a) alla ripartizione definitiva degli aiuti tra gli Stati membri partecipanti nei limiti della dotazione di bilancio disponibile;
b) alle domande di aiuto e ai pagamenti;
b) alle domande di aiuto e ai pagamenti;
c) alle modalità di pubblicizzazione del programma e alle correlate attività di messa in rete.
c) alle modalità di pubblicizzazione del programma e alle correlate attività di messa in rete.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 24
Articolo 24

Articolo 24

Distribuzione di prodotti lattiero-caseari ai bambini

Aiuti per la distribuzione di latte e di prodotti lattiero-caseari ai bambini

1.  È concesso un aiuto dell'Unione per la fornitura di latte e di determinati prodotti del settore lattiero-caseario agli allievi degli istituti scolastici.
1.  Alle condizioni determinate dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione ai sensi degli articoli 25 e 26, è concesso un aiuto dell'Unione per la fornitura, agli allievi degli istituti di cui all'articolo 20 bis, di latte e di prodotti del settore lattiero-caseario di cui ai codici NC 0401, 0403, 0404 90 e 0406 o al codice NC 2202 90.
2.  Gli Stati membri che intendono partecipare al programma elaborano in via preliminare una strategia a livello nazionale o regionale per la sua attuazione.
2.  Gli Stati membri che intendono partecipare al programma elaborano in via preliminare una strategia a livello nazionale o regionale per la sua attuazione. Essi prevedono inoltre le misure di accompagnamento che possono contemplare informazioni su misure relative alle abitudini alimentari sane, alle filiere alimentari locali e alla lotta contro gli sprechi alimentari, necessarie per dare attuazione al programma.
2 bis. Nell'elaborare le loro strategie gli Stati membri compilano un elenco di tipi di latte e prodotti lattiero-caseari in virtù dei rispettivi programmi in conformità alle norme adottate dalla Commissione ai sensi dell'articolo 25.

2 ter. L'aiuto unionale di cui al paragrafo 1 non è utilizzato per sostituire il finanziamento di eventuali programmi nazionali esistenti sul latte e i prodotti lattiero-caseari nelle scuole o di altri programmi di distribuzione nelle scuole che includono il latte o i prodotti lattiero-caseari. Tuttavia, se uno Stato membro applica già un programma che potrebbe beneficiare di un aiuto dell'Unione in virtù del presente articolo e intende ampliarlo o renderlo più efficace, anche relativamente al gruppo bersaglio del programma, alla sua durata o ai prodotti ammissibili, l'aiuto dell'Unione può essere concesso. In tal caso lo Stato membro precisa nella sua strategia di attuazione in che modo intende ampliare il suo programma o renderlo più efficace.

3.  Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale, aiuti nazionali in conformità all'articolo 152.
3.  Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale, aiuti nazionali in conformità all'articolo 152.
3 bis. Il programma dell'Unione a favore del consumo di latte e di prodotti lattiero-caseari nelle scuole non pregiudica eventuali programmi nazionali distinti volti a promuovere il consumo di latte e di prodotti lattiero-caseari nelle scuole che siano compatibili con la normativa dell'Unione.

4.  Il Consiglio adotta misure relative alla fissazione dell'aiuto dell'Unione per tutti i tipi di latte a norma dell'articolo 43, paragrafo 3, del trattato.
5.  L'aiuto dell'Unione di cui al paragrafo 1 è concesso per un quantitativo massimo di 0,25 litri di equivalente latte per allievo e per giorno di scuola.
5.  L'aiuto dell'Unione di cui al paragrafo 1 è concesso per un quantitativo massimo di 0,25 litri di equivalente latte per allievo e per giorno di scuola.
5 bis. Gli Stati membri partecipanti rendono pubblica, nei luoghi di distribuzione, la loro adesione al programma di aiuto e segnalano che esso è sovvenzionato dall'Unione europea.

Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 25
Articolo 25

Articolo 25

Poteri delegati

Poteri delegati

1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 4 del presente articolo.
1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, conformemente all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 4 del presente articolo.
2.  Tenendo conto dell'evoluzione delle abitudini di consumo dei prodotti lattiero-caseari e delle innovazioni e degli sviluppi osservati sul mercato di tali prodotti, e tenendo conto di aspetti nutrizionali la Commissione determina, mediante atti delegati, i prodotti ammissibili al programma e adotta norme sulle strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto e il gruppo bersaglio del programma.
2.  Tenendo conto della necessità di garantire l'efficacia del programma nel conseguimento degli obiettivi in esso previsti, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, norme riguardanti:
a) i prodotti ammissibili a beneficiare del programma, in conformità alle disposizioni di cui all'articolo 24, paragrafo 1 e tenendo conto di aspetti nutrizionali;
b) il gruppo bersaglio del programma,
c) le strategie nazionali o regionali che gli Stati membri devono elaborare per poter beneficiare dell'aiuto, comprese le misure di accompagnamento;
d) l'approvazione e la selezione dei richiedenti,
e) il monitoraggio e la valutazione.
3.  Tenendo conto della necessità di garantire che i beneficiari e i richiedenti siano in possesso dei requisiti che danno diritto all'aiuto, la Commissione stabilisce, mediante atti delegati, le condizioni per la concessione dell'aiuto.
3.  Tenendo conto della necessità di garantire che i beneficiari e i richiedenti siano in possesso dei requisiti che danno diritto all'aiuto, la Commissione stabilisce, mediante atti delegati, le condizioni per la concessione dell'aiuto.
Tenendo conto della necessità di garantire che i richiedenti rispettino gli obblighi loro incombenti la Commissione adotta, mediante atti delegati, misure sulla costituzione di una cauzione di esecuzione in caso di pagamento di un anticipo dell'aiuto.

Tenendo conto della necessità di garantire che i richiedenti rispettino gli obblighi loro incombenti la Commissione adotta, mediante atti delegati, misure sulla costituzione di una cauzione di esecuzione in caso di pagamento di un anticipo dell'aiuto.

4.  Tenendo conto della necessità di sensibilizzare il pubblico al programma di aiuto, la Commissione può, mediante atti delegati, fare obbligo alle scuole di segnalare che si tratta di un programma sovvenzionato.
4.  Tenendo conto della necessità di sensibilizzare il pubblico al programma la Commissione può, mediante atti delegati, stabilire le condizioni alle quali gli Stati membri sono tenuti a rendere nota la loro partecipazione al programma di aiuto e segnalare che si tratta di un programma sovvenzionato dall'Unione.
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 26
Articolo 26

Articolo 26

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, tutte le misure necessarie riguardanti in particolare:

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie connesse alla presente sottosezione riguardanti:

a) le procedure che garantiscono il rispetto del quantitativo massimo ammissibile all'aiuto;
a) le procedure che garantiscono il rispetto del quantitativo massimo ammissibile all'aiuto;
b) l'approvazione dei richiedenti, alle domande di aiuto e ai pagamenti;
b) le domande di aiuto e i pagamenti;
c) le modalità di pubblicizzazione del programma.
c) le modalità di pubblicizzazione del programma;
c bis) la fissazione dell'aiuto per tutti i tipi di latte e di prodotti lattiero-caseari, tenendo conto della necessità di incoraggiare in modo sufficiente l'approvvigionamento di prodotti lattiero-caseari degli istituiti di cui all'articolo20 bis.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 26 bis (nuovo)
Articolo 26 bis

Programma scolastico a favore di olio di oliva e olive da tavola:

Entro il ...*, la Commissione europea prende in considerazione di proporre un programma concernente l'olio di oliva e le olive da tavola, simile a quelli volti a favorire il consumo di prodotti ortofrutticoli e latticini nelle scuole. Gli Stati membri possono decidere, su base volontaria, se partecipare a tale programma e quindi beneficiare di finanziamenti dell'Unione della stessa entità di quelli dei suddetti programmi già in essere.

* Un anno dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 27
Articolo 27

Articolo 27

Aiuto alle organizzazioni di operatori

Programmi di sostegno al settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola

1.  L'Unione finanzia programmi di attività triennali elaborati dalle organizzazioni di operatori definite all'articolo 109 in uno o più dei seguenti campi:
1.  L'Unione finanzia programmi di attività triennali elaborati dalle organizzazioni di produttori riconosciute all'articolo 106 o dalle organizzazioni interprofessionali di cui all'articolo 108 in uno o più dei seguenti campi:
-a) il monitoraggio e la gestione del mercato nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola;
a) il miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura;
a) il miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura;
a bis) il miglioramento della competitività dell'olivicoltura attraverso la modernizzazione e la ristrutturazione;
b) il miglioramento della qualità della produzione di olio di oliva e di olive da tavola;
b) il miglioramento della qualità della produzione di olio di oliva e di olive da tavola;
c) il sistema di tracciabilità, la certificazione e la tutela della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo della qualità degli oli di oliva venduti ai consumatori finali, sotto l'autorità delle amministrazioni nazionali.
c) il sistema di tracciabilità, la certificazione e la tutela della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo della qualità degli oli di oliva venduti ai consumatori finali, sotto l'autorità delle amministrazioni nazionali.
c bis) la diffusione di informazioni sulle misure adottate dalle organizzazioni di produttori o dalle organizzazioni interprofessionali al fine di migliorare la qualità dell'olio d'oliva e delle olive da tavola.
2.  Il finanziamento concesso dall'Unione ai programmi di attività di cui al paragrafo 1 ammonta a:
2.  Il finanziamento concesso dall'Unione ai programmi di attività di cui al paragrafo 1 ammonta a:
a) 11 098 000 EUR all'anno per la Grecia;
a) 11 098 000 EUR all'anno per la Grecia;
b) 576 000 EUR all'anno per la Francia nonché
b) 576 000 EUR all'anno per la Francia nonché
c) 35 991 000 EUR all'anno per l'Italia.
c) 35 991 000 EUR all'anno per l'Italia.
2 bis. Gli Stati membri non elencati al paragrafo 2 possono utilizzare, in tutto o in parte, il limite finanziario di cui all'articolo 14 del regolamento [XXXX/XXXX] del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori ai fini del finanziamento dei programmi di attività di cui al paragrafo 1.

3.  Il finanziamento concesso dall'Unione per i programmi di attività di cui al paragrafo 1 è pari al massimo alla quota degli aiuti trattenuta dagli Stati membri. Tale finanziamento delle spese ammissibili ammonta al:
3.  Il finanziamento concesso dall'Unione per i programmi di attività di cui al paragrafo 1 è pari al massimo alla quota degli aiuti trattenuta dagli Stati membri. Tale finanziamento delle spese ammissibili ammonta al:
a) 75% per le attività nei campi di cui al paragrafo 1, lettera a);
a) 75% per le attività nei campi di cui al paragrafo 1, lettere -a), a) e a bis);
b) 75% per investimenti in attività fisse e 50% per altre attività nel campo di cui al paragrafo 1, lettera b);
b) 75% per investimenti in attività fisse e 50% per altre attività nel campo di cui al paragrafo 1, lettera b);
c) 75% per i programmi di attività realizzati in almeno tre paesi terzi o Stati membri non produttori da organizzazioni di operatori riconosciute di almeno due Stati membri produttori nei campi di cui al paragrafo 1, lettera c), e 50% per le altre attività negli stessi campi.
c) 75% per i programmi di attività realizzati in almeno tre paesi terzi o Stati membri non produttori da organizzazioni di operatori riconosciute di almeno due Stati membri produttori nei settori di cui al paragrafo 1, lettere c) e c bis), e del 50% per le altre attività in questi settori.
Lo Stato membro assicura un finanziamento complementare non superiore al 50% dei costi esclusi dal finanziamento concesso dall'Unione.

Lo Stato membro assicura un finanziamento complementare non superiore al 50% dei costi esclusi dal finanziamento concesso dall'Unione.

Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 28
Articolo 28

Articolo 28

Poteri delegati

Poteri delegati

1.  Tenendo conto della necessità di garantire che l'aiuto di cui all'articolo 27 consegua i suoi obiettivi, ovverosia il miglioramento della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola prodotti, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 160 riguardanti:
1.  Tenendo conto della necessità di garantire che l'aiuto di cui all'articolo 27 consegua i suoi obiettivi, ovverosia il miglioramento della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola prodotti, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 160 riguardanti:
a) le condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di operatori ai fini del regime di aiuto e per la sospensione o la revoca del riconoscimento stesso;
b) le misure ammissibili al finanziamento concesso dall'Unione,
b) i dettagli delle misure ammissibili al finanziamento concesso dall'Unione,
c) l'assegnazione del finanziamento unionale a particolari misure,
c) l'assegnazione del finanziamento unionale a particolari misure,
d) le attività e le spese non ammissibili al finanziamento unionale, nonché
d) le attività e le spese non ammissibili al finanziamento unionale, nonché
e) la selezione e l'approvazione dei programmi di attività.
e) la selezione e l'approvazione dei programmi di attività.
2.  Tenendo conto della necessità di garantire che gli operatori rispettino i loro obblighi, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per disporre l'obbligo di costituzione di una cauzione nel caso in cui sia versato un anticipo dell'aiuto.
2.  Tenendo conto della necessità di garantire che gli operatori rispettino i loro obblighi, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, conformemente all'articolo 160, per disporre l'obbligo di costituzione di una cauzione nel caso in cui sia versato un anticipo dell'aiuto.
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 30
Articolo 30

Articolo 30

Fondi di esercizio

Fondi di esercizio

1.  Le organizzazioni di produttori del settore degli ortofrutticoli possono costituire un fondo di esercizio. Il fondo è finanziato:
1.  Le organizzazioni di produttori e/o le loro associazioni del settore degli ortofrutticoli possono costituire un fondo di esercizio della durata da tre a cinque anni. Il fondo è finanziato:
a) con contributi finanziari degli aderenti o dell'organizzazione stessa;
a) con contributi finanziari
i) degli aderenti dell'organizzazione di produttori e/o dell'organizzazione stessa; o
ii) delle associazioni di organizzazioni di produttori attraverso gli aderenti di tali associazioni.
b) con un aiuto finanziario dell'Unione, che può essere concesso alle organizzazioni di produttori alle condizioni stabilite dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione adottati ai sensi degli articoli 35 e 36.
b) con un aiuto finanziario dell'Unione, che può essere concesso alle organizzazioni di produttori o alle loro associazioni, nel caso in cui queste presentino, gestiscano e attuino un programma operativo o un programma operativo parziale, alle condizioni stabilite dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione adottati ai sensi degli articoli 35 e 36.
2.  I fondi di esercizio sono destinati esclusivamente a finanziare i programmi operativi che sono stati presentati agli Stati membri e da essi approvati.
2.  I fondi di esercizio sono destinati esclusivamente a finanziare i programmi operativi che sono stati presentati agli Stati membri e da essi approvati.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 31
Articolo 31

Articolo 31

Programmi operativi

Programmi operativi

1.  I programmi operativi nel settore degli ortofrutticoli perseguono almeno due degli obiettivi di cui all'articolo 106, lettera c), o i seguenti obiettivi:
1.  I programmi operativi nel settore degli ortofrutticoli perseguono almeno due degli obiettivi di cui all'articolo 106, lettera c), o due dei seguenti obiettivi:
a) pianificazione della produzione;
a) pianificazione della produzione;
b) miglioramento della qualità dei prodotti;
b) miglioramento della qualità dei prodotti, freschi o trasformati;
c) incremento del valore commerciale dei prodotti;
c) incremento del valore commerciale dei prodotti;
d) promozione dei prodotti, freschi o trasformati;
d) promozione dei prodotti, freschi o trasformati;
e) misure ambientali e metodi di produzione rispettosi dell'ambiente, inclusa l'agricoltura biologica;
e) misure ambientali, in particolare nel settore idrico, e metodi di produzione, di lavorazione, di fabbricazione o di trasformazione rispettosi dell'ambiente, inclusa l'agricoltura biologica e la produzione integrata;
f) prevenzione e gestione delle crisi.
f) prevenzione e gestione delle crisi.
I programmi operativi sono presentati per approvazione agli Stati membri.

I programmi operativi sono presentati per approvazione agli Stati membri.

1 bis. Le associazioni di organizzazioni di produttori possono sostituirsi ai loro aderenti per la gestione, il trattamento, l'attuazione e la presentazione dei programmi operativi.

Tali associazioni possono altresì presentare un programma operativo parziale, composto da azioni identificate, ma non realizzate dalle organizzazioni aderenti nel quadro dei loro programmi operativi. Tali programmi operativi parziali sono sottoposti alle stesse regole di altri programmi operativi e sono esaminati simultaneamente ai programmi operativi delle organizzazioni aderenti.

A tal fine, gli Stati membri assicurano che:

a) le azioni dei programmi operativi parziali siano interamente finanziate dai contributi delle organizzazioni aderenti dell'associazione interessata e che i fondi siano prelevati dai fondi operativi di queste organizzazioni aderenti;
b) le azioni e la partecipazione finanziaria corrispondenti siano identificate nel programma operativo di ciascuna organizzazione aderente;
c) non vi sia doppio finanziamento.
2.  La prevenzione e la gestione delle crisi di cui al paragrafo 1, lettera f), consistono nel prevenire e nell'affrontare le crisi sui mercati degli ortofrutticoli e, in tale contesto, comprendono le seguenti misure:
2.  La prevenzione e la gestione delle crisi di cui al paragrafo 1, lettera f), consistono nel prevenire e nell'affrontare le crisi sui mercati degli ortofrutticoli e, in tale contesto, comprendono le seguenti misure:
a) ritiri dal mercato;
a) la previsione e il monitoraggio della produzione e del consumo;
b) raccolta prima della maturazione («raccolta verde») o mancata raccolta degli ortofrutticoli;
b) investimenti che rendano più efficace la gestione dei volumi immessi sul mercato;
c) promozione e comunicazione;
c) iniziative di formazione, scambio di buone pratiche e rafforzamento delle capacità di strutturazione;
d) iniziative di formazione;
d) promozione e comunicazione, a titolo di prevenzione o durante il periodo di crisi;
e) assicurazione del raccolto;
e) sostegno per le spese amministrative di costituzione di fondi di mutualizzazione;
f) sostegno per le spese amministrative di costituzione di fondi di mutualizzazione.
f) aiuti all'estirpazione destinati alla riconversione dei frutteti;
g) ritiri dal mercato anche per i prodotti trasformati dalle organizzazioni di produttori;
h) raccolta prima della maturazione («raccolta verde») o mancata raccolta degli ortofrutticoli;
i) assicurazione del raccolto.
Le misure di prevenzione e gestione delle crisi, compreso il rimborso del capitale e degli interessi di cui al terzo comma, totalizzano al massimo un terzo della spesa prevista a titolo del programma operativo.

Le misure di prevenzione e gestione delle crisi, compreso il rimborso del capitale e degli interessi di cui al quarto comma, totalizzano al massimo il 40% della spesa prevista a titolo del programma operativo.

Le misure di assicurazione del raccolto corrispondono alle azioni che contribuiscono a salvaguardare il reddito dei produttori e a compensare le perdite di mercato subite dalle organizzazioni di produttori e/o dai loro soci aderenti quando questi redditi sono colpiti da calamità naturali, avversità atmosferiche, fitopatie o infestazioni parassitarie. I beneficiari devono dimostrare di aver adottato le necessarie misure di prevenzione dei rischi.

Le organizzazioni di produttori possono contrarre mutui a condizioni commerciali per finanziare le misure di prevenzione e gestione delle crisi. In tal caso, il rimborso del capitale e degli interessi sui mutui contratti può far parte del programma operativo ed essere così ammissibile all'aiuto finanziario dell'Unione di cui all'articolo 32. Le attività specifiche nell'ambito della prevenzione e della gestione delle crisi sono finanziate con questo tipo di mutui oppure direttamente, l'una modalità escludendo l'altra.

Le organizzazioni di produttori possono contrarre mutui a condizioni commerciali per finanziare le misure di prevenzione e gestione delle crisi. In tal caso, il rimborso del capitale e degli interessi sui mutui contratti può far parte del programma operativo ed essere così ammissibile all'aiuto finanziario dell'Unione di cui all'articolo 32. Le attività specifiche nell'ambito della prevenzione e della gestione delle crisi possono essere finanziate con questo tipo di mutui e/o direttamente dalle organizzazioni di produttori.

2 bis. Ai fini della presente sezione, si intende per:

a) «raccolta verde», la raccolta completa o parziale di prodotti non commercializzabili, eseguita su una data superficie, prima dell'inizio normale della raccolta. I prodotti in questione non devono essere già stati danneggiati prima della raccolta verde a causa di ragioni climatiche, fitopatie o in altro modo;
b) «mancata raccolta», il fatto di non raccogliere, in totalità o in parte, una produzione commerciale sulla superficie in questione durante il ciclo normale di produzione. La distruzione dei prodotti a causa di fenomeni climatici o fitopatie non è considerata mancata raccolta.
3.  Gli Stati membri garantiscono che:
3.  Gli Stati membri garantiscono che:
a) i programmi operativi comprendano due o più azioni ambientali, oppure
a) i programmi operativi comprendano due o più azioni ambientali, oppure
b) almeno il 10% della spesa prevista dai programmi operativi riguardi azioni ambientali.
b) almeno il 10% della spesa prevista dai programmi operativi riguardi azioni ambientali.
Le azioni ambientali rispettano i requisiti relativi ai pagamenti agroambientali di cui all'articolo 29, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Le azioni ambientali rispettano i requisiti relativi ai pagamenti agroambientali di cui all'articolo 29, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Qualora almeno l'80% dei soci produttori di un'organizzazione di produttori siano soggetti a uno o più impegni agroambientali identici in virtù dell'articolo 29, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), ciascuno di tali impegni conta come un'azione ambientale ai sensi del primo comma, lettera a).

Qualora almeno l'80% dei soci produttori di un'organizzazione di produttori siano soggetti a uno o più impegni agroambientali identici in virtù dell'articolo 29, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), ciascuno di tali impegni conta come un'azione ambientale ai sensi del primo comma, lettera a).

Il sostegno alle azioni ambientali di cui al primo comma copre le perdite di reddito e i costi addizionali risultanti dall'azione.

Il sostegno alle azioni ambientali di cui al primo comma copre le perdite di reddito e i costi addizionali risultanti dall'azione.

4.  Gli Stati membri garantiscono che gli investimenti che accrescono la pressione ambientale siano autorizzati soltanto a condizione che siano state predisposte idonee misure di protezione dell'ambiente contro tali pressioni.
4.  Gli Stati membri garantiscono che gli investimenti che accrescono la pressione ambientale siano autorizzati soltanto a condizione che siano state predisposte idonee misure di protezione dell'ambiente contro tali pressioni.
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Articolo 32
Articolo 32

Articolo 32

Aiuto finanziario dell'Unione

Aiuto finanziario dell'Unione

1.  L'aiuto finanziario dell'Unione è pari all'importo dei contributi finanziari di cui all'articolo 30, paragrafo 1, lettera a), effettivamente versati ed è limitato al 50% della spesa effettivamente sostenuta.
1.  L'aiuto finanziario dell'Unione è pari all'importo dei contributi finanziari di cui all'articolo 30, paragrafo 1, lettera a), effettivamente versati ed è limitato al 50% della spesa effettivamente sostenuta o al 75% nel caso delle regioni ultraperiferiche.
2.  L'aiuto finanziario dell'Unione è limitato al 4,1% del valore della produzione commercializzata da ciascuna organizzazione di produttori.
2.  L'aiuto finanziario dell'Unione è limitato al 4,1% del valore dei prodotti freschi o trasformati commercializzati da ciascuna organizzazione di produttori e/o dalla loro associazione.
Tale percentuale può tuttavia essere portata al 4,6% del valore della produzione commercializzata a condizione che la porzione eccedente il 4,1% del valore della produzione commercializzata sia utilizzata unicamente per misure di prevenzione e gestione delle crisi.

Tale percentuale può tuttavia essere portata al 4,6% del valore dei prodotti freschi o trasformati commercializzati dall'organizzazione di produttori a condizione che la porzione eccedente il 4,1% del valore dei prodotti freschi o trasformati commercializzati sia utilizzata unicamente per misure di prevenzione e gestione delle crisi.

Nel caso di associazioni di organizzazioni di produttori, tale percentuale può essere aumentata fino al 5% del valore dei prodotti freschi o trasformati commercializzati dall'associazione o dai suoi aderenti, a condizione che la porzione eccedente il 4,1% del valore dei prodotti freschi o trasformati commercializzati sia utilizzata unicamente per misure di prevenzione e gestione delle crisi dall'associazione di organizzazioni di produttori in rappresentanza dei suoi aderenti.

3.  Su richiesta di un'organizzazione di produttori, il limite del 50% di cui al paragrafo 1 è portato al 60% per un programma operativo o parte di esso, se il programma soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
3.  Su richiesta di un'organizzazione di produttori, il limite del 50% di cui al paragrafo 1 è portato al 60% per un programma operativo o parte di esso, se il programma soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
a) è presentato da più organizzazioni di produttori dell'Unione che partecipano, in Stati membri diversi, ad azioni transnazionali;
a) è presentato da più organizzazioni di produttori dell'Unione che partecipano, in Stati membri diversi, ad azioni transnazionali;
b) è presentato da una o più organizzazioni di produttori che partecipano ad azioni svolte a livello interprofessionale;
b) è presentato da una o più organizzazioni di produttori che partecipano ad azioni svolte a livello interprofessionale;
c) riguarda esclusivamente il sostegno specifico alla produzione biologica ai sensi del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio;
c) riguarda esclusivamente il sostegno specifico alla produzione biologica ai sensi del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio;
d) è il primo programma operativo presentato da un'organizzazione di produttori riconosciuta che si è fusa con un'altra organizzazione di produttori riconosciuta;
d) è il primo programma operativo presentato da un'organizzazione di produttori riconosciuta che si è fusa con un'altra organizzazione di produttori riconosciuta;
d bis) è presentato da varie organizzazioni di produttori riconosciute, raggruppate nel quadro di una filiale comune di commercializzazione;
e) è il primo programma operativo presentato da un'associazione di organizzazioni di produttori riconosciuta;
e) è il primo programma operativo presentato da un'associazione di organizzazioni di produttori riconosciuta;
f) è presentato da un'organizzazione di produttori di uno Stato membro in cui le organizzazioni di produttori commercializzano meno del 20% della produzione ortofrutticola;
f) è presentato da un'organizzazione di produttori di uno Stato membro in cui le organizzazioni di produttori commercializzano meno del 20% della produzione ortofrutticola;
g) è presentato da un'organizzazione di produttori di una delle regioni ultraperiferiche dell'Unione di cui all'articolo 349 del trattato;
g) è presentato da un'organizzazione di produttori di una delle regioni ultraperiferiche dell'Unione di cui all'articolo 349 del trattato o delle isole minori del mar Egeo quali definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006.
h) copre unicamente il sostegno specifico ad azioni di promozione del consumo di ortofrutticoli destinate agli allievi degli istituti scolastici.
4.  Il limite del 50% di cui al paragrafo 1 è portato al 100% in caso di ritiri dal mercato di ortofrutticoli in volume non superiore al 5% della produzione commercializzata da ciascuna organizzazione di produttori, sempreché i prodotti ritirati vengano smaltiti nei seguenti modi:
4.  Il limite del 50% di cui al paragrafo 1 è portato al 100% in caso di ritiri dal mercato di ortofrutticoli in volume non superiore al 5% della produzione commercializzata da ciascuna organizzazione di produttori, sempreché i prodotti ritirati vengano smaltiti nei seguenti modi:
a) distribuzione gratuita ad opere di beneficenza o enti caritativi, a ciò autorizzati dagli Stati membri, per attività a favore di persone riconosciute dalla legislazione nazionale come aventi diritto alla pubblica assistenza, in particolare a causa della mancanza dei necessari mezzi di sussistenza;
a) distribuzione gratuita ad opere di beneficenza o enti caritativi, a ciò autorizzati dagli Stati membri, per attività a favore di persone riconosciute dalla legislazione nazionale come aventi diritto alla pubblica assistenza, in particolare a causa della mancanza dei necessari mezzi di sussistenza;
b) distribuzione gratuita ad istituti di pena, scuole, istituti di istruzione pubblica e colonie di vacanze, nonché ad ospedali e ospizi per persone anziane designati dagli Stati membri, i quali prendono tutti i provvedimenti necessari perché i quantitativi così distribuiti si aggiungano a quelli normalmente acquistati da tali collettività.
b) distribuzione gratuita ad istituti di pena, scuole, istituti di istruzione pubblica, istituti di cui all'articolo 20 bis e colonie di vacanze, nonché ad ospedali e ospizi per persone anziane designati dagli Stati membri, i quali prendono tutti i provvedimenti necessari affinché i quantitativi così distribuiti si aggiungano a quelli normalmente acquistati da tali collettività.
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 34
Articolo 34

Articolo 34

Disciplina nazionale e strategia nazionale applicabili ai programmi operativi

Disciplina nazionale e strategia nazionale applicabili ai programmi operativi

1.  Gli Stati membri definiscono una disciplina nazionale per l'elaborazione di condizioni generali relative alle azioni ambientali di cui all'articolo 31, paragrafo 3. Detta disciplina prescrive, in particolare, che tali azioni soddisfino i requisiti pertinenti del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), in particolare quelli di cui all'articolo 6 di detto regolamento relativi alla coerenza.
1.  Gli Stati membri definiscono una disciplina nazionale per l'elaborazione di condizioni generali relative alle azioni ambientali di cui all'articolo 31, paragrafo 3. Detta disciplina prescrive, in particolare, che tali azioni soddisfino i requisiti pertinenti del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), in particolare quelli di cui all'articolo 6 di detto regolamento relativi alla coerenza.
Gli Stati membri trasmettono il progetto di disciplina alla Commissione, che può richiederne la modifica entro tre mesi, mediante atti di esecuzione, qualora constati che il progetto non contribuisce al perseguimento degli obiettivi enunciati nell'articolo 191 del trattato e nel settimo programma di azione dell'Unione in materia di ambiente. Anche gli investimenti in singole aziende sostenuti dai programmi operativi sono compatibili con i suddetti obiettivi.

Gli Stati membri trasmettono il progetto di disciplina alla Commissione, che può adottare atti di esecuzione senza l'applicazione dell'articolo 162, paragrafi 2 o 3, che richiedono modifiche entro tre mesi qualora constati che il progetto non contribuisce al perseguimento degli obiettivi enunciati nell'articolo 191 del trattato e nel settimo programma di azione dell'Unione in materia di ambiente. Anche gli investimenti in singole aziende sostenuti dai programmi operativi sono compatibili con i suddetti obiettivi.

2.  Ogni Stato membro elabora una strategia nazionale in materia di programmi operativi sostenibili sul mercato ortofrutticolo. La strategia include i seguenti elementi:
2.  Ogni Stato membro elabora una strategia nazionale in materia di programmi operativi sostenibili sul mercato ortofrutticolo. La strategia include i seguenti elementi:
a) analisi della situazione in termini di punti di forza e di debolezza e potenziale di sviluppo;
a) analisi della situazione in termini di punti di forza e di debolezza e potenziale di sviluppo;
b) giustificazione delle priorità adottate;
b) giustificazione delle priorità adottate;
c) obiettivi e strumenti dei programmi operativi e indicatori di rendimento;
c) obiettivi e strumenti dei programmi operativi e indicatori di rendimento;
d) valutazione dei programmi operativi;
d) valutazione dei programmi operativi;
e) obblighi di comunicazione a carico delle organizzazioni di produttori.
e) obblighi di comunicazione a carico delle organizzazioni di produttori.
Nella strategia nazionale è incorporata anche la disciplina nazionale di cui al paragrafo 1.

Nella strategia nazionale è incorporata anche la disciplina nazionale di cui al paragrafo 1.

3.  I paragrafi 1 e 2 non si applicano agli Stati membri che non annoverano organizzazioni di produttori riconosciute.
3.  I paragrafi 1 e 2 non si applicano agli Stati membri che non annoverano organizzazioni di produttori riconosciute.
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 34 bis (nuovo)
Articolo 34 bis

Rete nazionale

1.  Gli Stati membri possono istituire una rete ortofrutticola nazionale che riunisce le organizzazioni di produttori, le associazioni di organizzazioni di produttori e le amministrazioni impegnate nell'applicazione della strategia nazionale.
2.  La rete è finanziata con un prelievo massimo dello 0,5% sulla quota dell'Unione destinata al finanziamento dei fondi di esercizio.
3.  La finalità della rete è la gestione della rete, l'analisi di buone pratiche trasferibili e la raccolta delle relative informazioni, l'organizzazione di convegni e seminari per le persone impegnate nella gestione della strategia nazionale, la realizzazione di programmi di monitoraggio e valutazione della strategia nazionale nonché altre attività individuate dalla strategia nazionale.
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 35
Articolo 35

Articolo 35

Poteri delegati

Poteri delegati

Tenendo conto della necessità di garantire un uso efficiente, mirato e duraturo del sostegno alle organizzazioni di produttori nel settore degli ortofrutticoli, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, norme concernenti:

Tenendo conto della necessità di garantire un uso efficiente, mirato e duraturo del sostegno alle organizzazioni di produttori nel settore degli ortofrutticoli, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, norme concernenti:

a) i fondi di esercizio e i programmi operativi, compresi i seguenti aspetti:
a) i fondi di esercizio e i programmi operativi, compresi i seguenti aspetti:
i) gli importi stimati, il finanziamento e l'uso dei fondi di esercizio;
i) gli importi stimati, il finanziamento e l'uso dei fondi di esercizio;
ii) il contenuto, la durata, l'approvazione e la modifica dei programmi operativi;
ii) il contenuto, la durata, l'approvazione e la modifica dei programmi operativi;
iii) l'ammissibilità delle misure, delle azioni o delle spese nell'ambito dei programmi operativi e le norme nazionali complementari in materia;
iii) l'ammissibilità delle misure, delle azioni o delle spese nell'ambito dei programmi operativi, le norme relative agli investimenti nelle singole aziende e le norme nazionali complementari in materia;
iv) il nesso tra programmi operativi e programmi di sviluppo rurale;
iv) il nesso tra programmi operativi e programmi di sviluppo rurale;
(v) i programmi operativi delle associazioni di organizzazioni di produttori;
v) i programmi operativi delle associazioni di organizzazioni di produttori;
v bis) le norme specifiche applicabili nei casi in cui le associazioni di organizzazioni di produttori si sostituiscono, in totalità o in parte, ai loro aderenti per la gestione, il trattamento, l'attuazione e la presentazione dei programmi operativi;
b) la struttura e il contenuto della disciplina nazionale e della strategia nazionale;
b) la struttura e il contenuto della disciplina nazionale e della strategia nazionale;
c) l'aiuto finanziario dell'Unione, compresi i seguenti aspetti:
c) l'aiuto finanziario dell'Unione, compresi i seguenti aspetti:
i) la base per il calcolo dell'aiuto finanziario dell'Unione, in particolare il valore della produzione commercializzata di un'organizzazione di produttori;
i) la base per il calcolo dell'aiuto finanziario dell'Unione, in particolare il valore della produzione commercializzata di un'organizzazione di produttori;
ii) i periodi di riferimento applicabili ai fini del calcolo dell'aiuto;
ii) i periodi di riferimento applicabili ai fini del calcolo dell'aiuto;
iii) le riduzioni dei diritti all'aiuto finanziario in caso di presentazione tardiva delle domande di aiuto;
iii) le riduzioni dei diritti all'aiuto finanziario in caso di presentazione tardiva delle domande di aiuto;
iv) il versamento di anticipi, il deposito e l'incameramento delle cauzioni in caso di pagamento di anticipi;
iv) il versamento di anticipi, il deposito e l'incameramento delle cauzioni in caso di pagamento di anticipi;
iv bis) le norme specifiche applicabili al finanziamento dei programmi operativi delle associazioni di organizzazioni di produttori e, in particolare, quelle relative ai massimali di cui all'articolo 32, paragrafo 2;
d) le misure di prevenzione e gestione delle crisi, compresi i seguenti aspetti:
d) le misure di prevenzione e gestione delle crisi, compresi i seguenti aspetti:
i) la selezione delle misure di prevenzione e gestione delle crisi;
i) la selezione delle misure di prevenzione e gestione delle crisi;
ii) la definizione di ritiro dal mercato;
ii) le condizioni in cui scatta il ritiro dal mercato;
iii) le destinazioni dei prodotti ritirati;
iii) le destinazioni dei prodotti ritirati;
iv) il sostegno massimo per i ritiri dal mercato;
iv) il sostegno massimo per i ritiri dal mercato;
v) la notifica preventiva in caso di ritiro dal mercato;
v) la notifica preventiva in caso di ritiro dal mercato;
vi) il calcolo del volume della produzione commercializzata in caso di ritiro;
vi) il calcolo del volume della produzione commercializzata in caso di ritiro;
vii) l'apposizione dell'emblema dell'Unione europea sulle confezioni di prodotti destinati alla distribuzione gratuita;
vii) l'apposizione dell'emblema dell'Unione europea sulle confezioni di prodotti destinati alla distribuzione gratuita;
viii) le condizioni per i destinatari dei prodotti ritirati dal mercato;
viii) le condizioni per i destinatari dei prodotti ritirati dal mercato;
ix) le definizioni di raccolta verde e di mancata raccolta;
x) le condizioni applicabili alla raccolta verde e alla mancata raccolta;
x) le condizioni applicabili alla raccolta verde e alla mancata raccolta;
xi) gli obiettivi dell'assicurazione del raccolto;
xi) le condizioni di attuazione applicabili all'assicurazione del raccolto;
xii) la definizione di avversità atmosferica;
xiii) le condizioni per la partecipazione alle spese amministrative di costituzione dei fondi di mutualizzazione;
xiii) le condizioni per la partecipazione alle spese amministrative di costituzione dei fondi di mutualizzazione;
e) l'aiuto finanziario nazionale, compresi i seguenti aspetti:
e) l'aiuto finanziario nazionale, compresi i seguenti aspetti:
i) il grado di organizzazione dei produttori;
i) il grado di organizzazione dei produttori;
ii) le modifiche dei programmi operativi;
ii) le modifiche dei programmi operativi;
iii) le riduzioni dei diritti all'aiuto finanziario in caso di presentazione tardiva delle domande di aiuto;
iii) le riduzioni dei diritti all'aiuto finanziario in caso di presentazione tardiva delle domande di aiuto;
iv) il deposito, lo svincolo e l'incameramento delle cauzioni in caso di pagamento di anticipi;
iv) il deposito, lo svincolo e l'incameramento delle cauzioni in caso di pagamento di anticipi;
v) la quota massima di rimborso dell'aiuto finanziario nazionale da parte dell'Unione.
v) la quota massima di rimborso dell'aiuto finanziario nazionale da parte dell'Unione.
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 38
Articolo 38

Articolo 38

Compatibilità e coerenza

Compatibilità e coerenza

1.  I programmi di sostegno sono compatibili con il diritto dell'Unione e coerenti con le attività, le politiche e le priorità dell'Unione.
1.  I programmi di sostegno sono compatibili con il diritto dell'Unione e coerenti con le attività, le politiche e le priorità dell'Unione.
2.  Gli Stati membri sono responsabili dei programmi di sostegno e assicurano che siano coerenti al loro interno, elaborati e applicati secondo criteri oggettivi, tenendo conto della situazione economica dei produttori interessati e della necessità di evitare disparità ingiustificate di trattamento tra i produttori.
2.  Gli Stati membri sono responsabili dei programmi di sostegno e assicurano che siano coerenti al loro interno, elaborati e applicati secondo criteri oggettivi, tenendo conto della situazione economica dei produttori interessati e della necessità di evitare disparità ingiustificate di trattamento tra i produttori.
3.  Non è concesso alcun sostegno:
3.  Non è concesso alcun sostegno:
a) ai progetti di ricerca e alle misure di sostegno di progetti di ricerca, fatto salvo l'articolo 43, paragrafo 3, lettere d) e e);
b) alle misure che sono contenute nei programmi di sviluppo rurale degli Stati membri ai sensi del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
b) alle misure che sono contenute nei programmi di sviluppo rurale degli Stati membri ai sensi del regolamento (UE) n. […] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 39
Articolo 39

Articolo 39

Presentazione dei programmi di sostegno

Presentazione dei programmi di sostegno

1.  Ogni Stato membro produttore menzionato nell'allegato IV presenta alla Commissione un progetto di programma quinquennale di sostegno contenente almeno una delle misure ammissibili di cui all'articolo 40.
1.  Ogni Stato membro produttore menzionato nell'allegato IV presenta alla Commissione un progetto di programma quinquennale di sostegno contenente almeno una delle misure ammissibili di cui all'articolo 40.
1 bis. Le misure di sostegno nel quadro dei programmi di sostegno sono elaborate al livello geografico che lo Stato membro ritiene più adeguato. I programmi di sostegno sono presentati alla Commissione previa consultazione da parte degli Stati membri delle autorità e delle amministrazioni competenti all'opportuno livello territoriale.

1 ter. Ogni Stato membro presenta un solo progetto di programma di sostegno che può tenere conto delle peculiarità regionali.

2.  I programmi di sostegno entrano in applicazione tre mesi dopo la loro presentazione alla Commissione.
2.  I programmi di sostegno entrano in applicazione tre mesi dopo la loro presentazione alla Commissione.
Tuttavia, se la Commissione stabilisce, mediante un atto di esecuzione, che il programma di sostegno presentato non risponde alle disposizioni previste nella presente sezione, ne informa lo Stato membro. In tal caso lo Stato membro presenta alla Commissione un programma di sostegno riveduto. Il programma di sostegno riveduto entra in applicazione due mesi dopo la sua presentazione, a meno che persista un'incompatibilità, nel qual caso si applica il presente comma.

Tuttavia, se la Commissione stabilisce, mediante un atto di esecuzione, che il programma di sostegno presentato non risponde alle disposizioni previste nella presente sezione, ne informa lo Stato membro. In tal caso lo Stato membro presenta alla Commissione un programma di sostegno riveduto. Il programma di sostegno riveduto entra in applicazione due mesi dopo la sua presentazione, a meno che persista un'incompatibilità, nel qual caso si applica il presente comma.

3.  Il paragrafo 2 si applica mutatis mutandis alle modifiche relative ai programmi di sostegno presentate dagli Stati membri.
3.  Il paragrafo 2 si applica mutatis mutandis alle modifiche relative ai programmi di sostegno presentate dagli Stati membri.
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 39 bis (nuovo)
Articolo 39 bis

Contenuto dei programmi di sostegno

I programmi di sostegno contengono i seguenti elementi:

a) una descrizione dettagliata delle misure proposte con la quantificazione dei loro obiettivi;
b) i risultati delle consultazioni tenute;
c) una valutazione dei previsti impatti tecnici, economici, ambientali e sociali;
d) uno scadenzario di attuazione delle misure;
e) una tabella finanziaria generale che indica le risorse da stanziare e la loro ripartizione indicativa tra le misure, nel rispetto dei massimali indicati nell'allegato IV;
f) i criteri e gli indicatori quantitativi da utilizzare a fini di monitoraggio e valutazione e le misure adottate per garantire l'adeguata ed effettiva attuazione dei programmi di sostegno nonché
g) la designazione delle autorità e degli organismi competenti cui è affidata l'attuazione del programma di sostegno.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 40
Articolo 40

Articolo 40

Misure ammissibili

Misure ammissibili

I programmi di sostegno possono contenere esclusivamente una o più delle seguenti misure:

I programmi di sostegno possono contenere esclusivamente una o più delle seguenti misure:

a) sostegno nell'ambito del regime di pagamento unico a norma dell'articolo 42;
b) promozione a norma dell'articolo 43;
b) promozione a norma dell'articolo 43;
c) ristrutturazione e riconversione dei vigneti a norma dell'articolo 44;
c) ristrutturazione e riconversione dei vigneti a norma dell'articolo 44;
d) vendemmia verde a norma dell'articolo 45;
d) vendemmia verde a norma dell'articolo 45;
e) fondi di mutualizzazione a norma dell'articolo 46;
e) fondi di mutualizzazione a norma dell'articolo 46;
f) assicurazione del raccolto a norma dell'articolo 47;
f) assicurazione del raccolto a norma dell'articolo 47;
g) investimenti a norma dell'articolo 48;
g) investimenti a norma dell'articolo 48;
h) distillazione dei sottoprodotti a norma dell'articolo 49.
h) distillazione dei sottoprodotti a norma dell’articolo 49;
h bis) ricerca e sviluppo conformemente all'articolo 43 bis;
h ter) programma di sostegno per i vigneti ai sensi dell'articolo 44 bis.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 42
Articolo 42

soppresso
Regime di pagamento unico e sostegno a favore dei viticoltori

I programmi di sostegno ai viticoltori possono comprendere esclusivamente un sostegno sotto forma di concessione di diritti all'aiuto come deciso dagli Stati membri entro il 1° dicembre 2012 in virtù dell'articolo 137 del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] alle condizioni previste da detto articolo.

Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 43
Articolo 43

Articolo 43

Promozione nei paesi terzi

Promozione

1.  Il sostegno ai sensi del presente articolo riguarda le misure di informazione e promozione dei vini dell'Unione nei paesi terzi, destinate a migliorarne la competitività in tali paesi.
1.  Il sostegno ai sensi del presente articolo riguarda le misure di informazione e promozione dei vini dell'Unione in modo prioritario nei paesi terzi, ma anche sul mercato interno, destinate a migliorarne la competitività.
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 si applicano ai vini a denominazione di origine protetta, ai vini a indicazione geografica protetta e ai vini con indicazione della varietà di uva da vino.
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 si applicano ai vini a denominazione di origine protetta, ai vini a indicazione geografica protetta e ai vini con indicazione della varietà di uva da vino.
3.  Le misure di cui al paragrafo 1 possono essere soltanto:
3.  Le misure di cui al paragrafo 1 possono essere soltanto:
a) azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti dell'Unione, in particolare in termini di qualità, di sicurezza alimentare e di rispetto dell'ambiente;
a) azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti dell'Unione, in particolare in termini di qualità, di sicurezza alimentare e di norme ambientali;
b) la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
b) la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
c) campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell'Unione;
c) campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell'Unione;
d) studi di nuovi mercati, necessari all'ampliamento degli sbocchi di mercato;
d) studi di nuovi mercati, necessari all'ampliamento degli sbocchi di mercato;
e) studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.
e) studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.
4.  Il contributo dell'Unione alle attività di promozione di cui al paragrafo 1 non supera il 50% della spesa ammissibile.
4.  Il contributo dell'Unione alle attività di promozione di cui al paragrafo 1 non supera il 50% della spesa ammissibile.
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 43 bis (nuovo)
Articolo 43 bis

Ricerca e sviluppo

Il sostegno a favore della ricerca e dello sviluppo consente di finanziare progetti di ricerca volti, in particolare, a migliorare la qualità dei prodotti, l'impatto ambientale della produzione e la sicurezza sanitaria nel settore vinicolo.

Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 43 ter (nuovo)
Articolo 43 ter

Scambio di buone pratiche in materia di sistemi avanzati di produzione sostenibile

1.  Il sostegno ai sensi del presente articolo riguarda le misure a sostegno dello scambio di buone pratiche in relazione ai sistemi di produzione e consente, quindi, agli agricoltori di acquisire nuove competenze.
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 si applicano alla viticoltura e ai sistemi avanzati di produzione vinicola che aumentano la copertura del suolo, riducono notevolmente l'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici e incrementano la diversità varietale e vanno al di là dei requisiti in materia di ecocondizionalità di cui al Titolo VI del regolamento (UE) n. […] [regolamento orizzontale sulla PAC].
3.  Le misure di cui al paragrafo 1 possono comprendere:
a) la selezione, la descrizione e la diffusione delle buone pratiche in materia di pratiche avanzate di viticoltura sostenibile;
b) la formazione agricola e il consolidamento delle capacità in relazione ai sistemi agricoli avanzati sostenibili.
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 44
Articolo 44

Articolo 44

Ristrutturazione e riconversione dei vigneti

Ristrutturazione e riconversione dei vigneti

1.  Le misure relative alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti hanno lo scopo di aumentare la competitività dei produttori di vino.
1.  Le misure relative alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti hanno lo scopo di aumentare la competitività dei produttori di vino.
2.  La concessione del sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti è subordinata alla presentazione, da parte degli Stati membri, dell'inventario del rispettivo potenziale produttivo a norma dell'articolo 102, paragrafo 3.
2.  La concessione del sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti è subordinata alla presentazione, da parte degli Stati membri, dell'inventario del rispettivo potenziale produttivo a norma dell'articolo 102, paragrafo 3.
3.  Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può riguardare soltanto una o più delle seguenti attività:
3.  Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può riguardare soltanto una o più delle seguenti attività:
a) la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto;
a) la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto;
b) la diversa collocazione/reimpianto di vigneti;
b) la diversa collocazione/reimpianto di vigneti;
c) il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti.
c) il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti.
c bis) la riduzione dell'impiego dei pesticidi;
c ter) il reimpianto per ragioni sanitarie, quando non è disponibile alcuna soluzione tecnica per salvare la produzione in atto.
Il sostegno non si applica al rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del loro ciclo di vita naturale.

Il sostegno non si applica al rinnovo normale dei vigneti, ossia il reimpianto della stessa varietà sulla stessa parcella e secondo lo stesso modo di viticoltura, quando siano giunti al termine del loro ciclo di vita naturale.

Gli Stati membri possono stabilire disposizioni più specifiche, in particolare riguardo all'età dei vigneti sostituiti.

4.  Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può assumere soltanto le forme seguenti:
4.  Il sostegno al miglioramento dei sistemi di produzione vinicola e alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può assumere soltanto le forme seguenti:
a) compensazione dei produttori per le perdite di reddito conseguenti all'esecuzione della misura;
a) compensazione dei produttori per le perdite di reddito conseguenti all'esecuzione della misura;
b) contributo ai costi di ristrutturazione e di riconversione.
b) contributo ai costi di ristrutturazione e di riconversione.
5.  La compensazione concessa ai produttori per le perdite di reddito di cui al paragrafo 4, lettera a), può ammontare fino al 100% della perdita e assumere una delle seguenti forme:
5.  La compensazione concessa ai produttori per le perdite di reddito di cui al paragrafo 4, lettera a), può ammontare fino al 100% della perdita e assumere una delle seguenti forme:
a) nonostante la parte II, titolo I, capo III, sezione V, sottosezione II, del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799] che istituisce il regime transitorio relativo ai diritti di impianto, l'autorizzazione alla coesistenza di viti vecchie e viti nuove fino al termine del regime transitorio per un periodo massimo non superiore a tre anni;
a) fatta salva la parte II, titolo I, capo III, sezione IV bis, sottosezione II, del regolamento (CE) n. 1234/2007 che istituisce il regime transitorio relativo ai diritti di impianto, l'autorizzazione alla coesistenza di viti vecchie e viti nuove fino al termine del regime transitorio per un periodo massimo non superiore a tre anni;
b) una compensazione finanziaria.
b) una compensazione finanziaria.
6.  Il contributo dell'Unione ai costi effettivi della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti non supera il 50%. Nelle regioni meno sviluppate il contributo dell'Unione ai costi di ristrutturazione e di riconversione non supera il 75%.
6.  Il contributo dell'Unione ai costi effettivi della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti non supera il 50%. Nelle regioni meno sviluppate il contributo dell'Unione ai costi di ristrutturazione e di riconversione non supera il 75%.
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 44 bis (nuovo)
Articolo 44 bis

Programma di sostegno per i vigneti

Le misure del programma di sostegno per i vigneti hanno l'obiettivo di conservare la viticoltura in situazioni in cui la coltivazione è complicata a causa del pendio, dell'inclinazione o del terrazzamento, migliorandone la competitività a lungo termine.

Il sostegno può essere accordato sotto forma di pagamento forfettario per ettaro da stabilirsi dallo Stato membro o differenziato a seconda del grado di pendenza;

Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 45
Articolo 45

Articolo 45

Vendemmia verde

Vendemmia verde

1.  Ai fini del presente articolo, per vendemmia verde si intende la distruzione totale o l'eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa della relativa superficie.
1.  Ai fini del presente articolo, per vendemmia verde si intende la distruzione totale o l'eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa della relativa superficie.
Il fatto di lasciare sulla pianta uva che potrebbe essere commercializzata al termine del normale ciclo di produzione (mancata raccolta) non è considerato vendemmia verde.

2.  Il sostegno a favore della vendemmia verde contribuisce a ripristinare l'equilibrio tra offerta e domanda sul mercato unionale del vino per prevenire crisi di mercato.
2.  Il sostegno a favore della vendemmia verde contribuisce a migliorare la qualità delle uve e a ripristinare l'equilibrio tra offerta e domanda sul mercato unionale del vino per prevenire crisi di mercato.
3.  Il sostegno a favore della vendemmia verde può consistere nell'erogazione di una compensazione sotto forma di pagamento forfettario per ettaro da stabilirsi dallo Stato membro.
3.  Il sostegno a favore della vendemmia verde può consistere nell'erogazione di una compensazione sotto forma di pagamento forfettario per ettaro da stabilirsi dallo Stato membro.
L'importo del pagamento non supera il 50% della somma dei costi diretti della distruzione o eliminazione dei grappoli e della perdita di reddito connessa a tale distruzione o eliminazione.

L'importo del pagamento non supera il 50% della somma dei costi diretti della distruzione o eliminazione dei grappoli e della perdita di reddito connessa a tale distruzione o eliminazione.

4.  Gli Stati membri interessati istituiscono un sistema, basato su criteri oggettivi, per garantire che la misura relativa alla vendemmia verde non comporti una compensazione dei singoli viticoltori superiore al massimale di cui al paragrafo 3, secondo comma.
4.  Gli Stati membri interessati istituiscono un sistema, basato su criteri oggettivi, per garantire che la misura relativa alla vendemmia verde non comporti una compensazione dei singoli viticoltori superiore al massimale di cui al paragrafo 3, secondo comma.
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 47
Articolo 47

Articolo 47

Assicurazione del raccolto

Assicurazione del raccolto

1.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto contribuisce a tutelare i redditi dei produttori colpiti da calamità naturali, avversità atmosferiche, fitopatie o infestazioni parassitarie.
1.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto contribuisce a tutelare i redditi dei produttori e a compensare le perdite di mercato subite dalle organizzazioni di produttori e/o dai loro aderenti colpiti da calamità naturali, avversità atmosferiche, fitopatie o infestazioni parassitarie.
I beneficiari sono tenuti a dimostrare di aver adottato le necessarie misure di prevenzione dei rischi.

2.  Il sostegno a favore dell'assicurazione del raccolto può essere concesso sotto forma di un contributo finanziario dell'Unione non superiore:
2.  Il sostegno a favore dell'assicurazione del raccolto può essere concesso sotto forma di un contributo finanziario dell'Unione non superiore:
a) all'80% del costo dei premi assicurativi versati dai produttori a copertura delle perdite causate da condizioni climatiche avverse assimilabili alle calamità naturali;
a) all'80% del costo dei premi assicurativi versati dai produttori, dalle organizzazioni di produttori e/o dalle cooperative a copertura delle perdite causate da condizioni climatiche avverse assimilabili alle calamità naturali;
b) al 50% del costo dei premi assicurativi versati dai produttori a copertura:
b) al 50% del costo dei premi assicurativi versati dai produttori a copertura:
i) delle perdite dovute alle cause di cui alla lettera a) e di altre perdite causate da condizioni climatiche avverse;
i) delle perdite dovute alle cause di cui alla lettera a) e di altre perdite causate da condizioni climatiche avverse;
ii) delle perdite causate da animali, fitopatie o infestazioni parassitarie.
ii) delle perdite causate da animali, fitopatie o infestazioni parassitarie.
3.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto può essere concesso se i pagamenti dei premi assicurativi non compensano i produttori di un importo superiore al 100% della perdita di reddito subita, tenendo conto di ogni altra compensazione che il produttore abbia eventualmente ottenuto in virtù di altri regimi di sostegno relativi al rischio assicurato.
3.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto può essere concesso se i pagamenti dei premi assicurativi non compensano i produttori di un importo superiore al 100% della perdita di reddito subita, tenendo conto di ogni altra compensazione che il produttore abbia eventualmente ottenuto in virtù di altri regimi di sostegno relativi al rischio assicurato.
4.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto non crea distorsioni di concorrenza sul mercato delle assicurazioni.
4.  Il sostegno per l'assicurazione del raccolto non crea distorsioni di concorrenza sul mercato delle assicurazioni.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Articolo 48
Articolo 48

Articolo 48

Investimenti

Investimenti

1.  Può essere concesso un sostegno per investimenti materiali o immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture di vinificazione e nella commercializzazione del vino, diretti a migliorare il rendimento globale dell'impresa e riguardanti uno o più dei seguenti aspetti:
1.  Può essere concesso un sostegno per investimenti materiali o immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture di vinificazione, nelle distillerie nonché in strutture e strumenti di commercializzazione, compresa la registrazione di marchi collettivi. Questi investimenti sono diretti a migliorare il rendimento globale dell'impresa e il suo adeguamento alle richieste del mercato e ad aumentarne la competitività nel mercato interno e in quello dei paesi terzi e riguardano uno o più dei seguenti aspetti:
a) la produzione o la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli di cui all'allegato VI, parte II;
a) la produzione o la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli di cui all'allegato VI, parte II;
b) lo sviluppo di nuovi prodotti, trattamenti e tecnologie riguardanti i prodotti di cui all'allegato VI, parte II.
b) lo sviluppo di nuovi prodotti, trattamenti e tecnologie riguardanti i prodotti di cui all'allegato VI, parte II.
b bis) lo sviluppo di misure agronomiche di produzione avanzate e sostenibili;
b ter) la trasformazione dei sottoprodotti delle distillerie e gli investimenti che contribuiscono a migliorarne i risparmi energetici e l'efficienza energetica globale.
2.  Il sostegno di cui al paragrafo 1, all'aliquota massima, si applica solo alle microimprese e alle piccole e medie imprese ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese.
2.  Il sostegno di cui al paragrafo 1, all'aliquota massima, si applica solo alle organizzazioni di produttori, alle microimprese e alle piccole e medie imprese ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese.
In deroga al primo comma, l'aliquota massima può applicarsi alle imprese dei territori delle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato e delle isole minori del Mar Egeo, quali definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006. Per le imprese cui non si applica il titolo I, articolo 2, paragrafo 1, dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE, che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato annuo non supera i 200 milioni di EUR, l'intensità massima degli aiuti è dimezzata.

In deroga al primo comma, l'aliquota massima può applicarsi alle imprese dei territori delle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato e delle isole minori del Mar Egeo, quali definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006. Per le imprese cui non si applica il titolo I, articolo 2, paragrafo 1, dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE, che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato annuo non supera i 200 milioni di EUR, l'intensità massima degli aiuti è dimezzata.

Il sostegno non può essere concesso ad imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Il sostegno non può essere concesso ad imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

3.  Sono esclusi dalle spese ammissibili i costi non ammissibili di cui all'articolo 59, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. [COM(2011)0615].
3.  Sono esclusi dalle spese ammissibili i costi non ammissibili di cui all'articolo 59, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. [COM(2011)0615].
4.  Al contributo dell'Unione si applicano le seguenti intensità massime di aiuto per i costi d'investimento ammissibili:
4.  Al contributo dell'Unione si applicano le seguenti intensità massime di aiuto per i costi d'investimento ammissibili:
a) 50% nelle regioni meno sviluppate;
a) 50% nelle regioni meno sviluppate;
b) 40% nelle regioni diverse dalle regioni meno sviluppate;
b) 40% nelle regioni diverse dalle regioni meno sviluppate;
c) 75% nelle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato;
c) 75% nelle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato;
d) 65% nelle isole minori del Mar Egeo quali definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006.
d) 65% nelle isole minori del Mar Egeo quali definite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006.
5.  L'articolo 61 del regolamento (UE) n. [COM(2011)0615] si applica mutatis mutandis al sostegno di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
5.  L'articolo 61 del regolamento (UE) n. [COM(2011)0615] si applica mutatis mutandis al sostegno di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Articolo 49
Articolo 49

Articolo 49

Distillazione dei sottoprodotti

Distillazione dei sottoprodotti

1.  Può essere concesso un sostegno per la distillazione volontaria o obbligatoria dei sottoprodotti della vinificazione effettuata nel rispetto delle condizioni di cui all'allegato VII, parte II, sezione D.
1.  Può essere concesso un sostegno per la distillazione volontaria o obbligatoria dei sottoprodotti della vinificazione effettuata nel rispetto delle condizioni di cui all'allegato VII, parte II, sezione D.
L'importo dell'aiuto è fissato per % vol/hl di alcole ottenuto. Non è versato alcun aiuto per il volume di alcole contenuto nei sottoprodotti da distillare che sia superiore al 10% del volume di alcole contenuto nel vino prodotto.

L'importo dell'aiuto è fissato per % vol/hl di alcole ottenuto. Non è versato alcun aiuto per il volume di alcole contenuto nei sottoprodotti da distillare che sia superiore al 10% del volume di alcole contenuto nel vino prodotto.

1 bis. L'aiuto è versato ai distillatori che effettuano la trasformazione dei prodotti consegnati ai fini della distillazione in alcole greggio con un titolo alcolometrico minimo del 92%.

Gli Stati membri possono subordinare la concessione del sostegno al deposito di una cauzione da parte del beneficiario.

2.  I livelli massimi di aiuto applicabili sono basati sui costi di raccolta e trattamento e sono stabiliti dalla Commissione mediante atti di esecuzione ai sensi dell'articolo 51.
2.  I livelli massimi di aiuto applicabili sono basati sui costi di raccolta e trattamento e sono stabiliti dalla Commissione mediante atti di esecuzione ai sensi dell'articolo 51.
2 bis. L'aiuto comprende un importo forfettario destinato a compensare i costi di raccolta dei prodotti che devono essere trasferiti dal distillatore al produttore, a condizione che quest'ultimo sostenga i relativi costi.

3.  L'alcole derivante dalla distillazione oggetto del sostegno di cui al paragrafo 1 è utilizzato esclusivamente per fini industriali o energetici onde evitare distorsioni di concorrenza.
3.  L'alcole derivante dalla distillazione oggetto del sostegno di cui al paragrafo 1 è utilizzato esclusivamente per fini industriali o energetici onde evitare distorsioni di concorrenza.
3 bis. Onde evitare un doppio sostegno alla distillazione dell'alcole, di cui al paragrafo 3, non si applica la preferenza di cui all'articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE, in base al quale il contributo dei biocarburanti prodotti a partire da rifiuti per raggiungere il coefficiente di consumo finale di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti è considerato equivalente al doppio di quello di altri biocarburanti.

Emendamento 509
Proposta di regolamento
Articolo 49 bis (nuovo)
Articolo 49 bis

Aiuto al mosto concentrato

1.  Può essere concesso un sostegno ai produttori di vino che utilizzano mosto di uve concentrato, compreso il mosto di uve concentrato rettificato, per aumentare il titolo alcolometrico dei prodotti conformemente alle condizioni di cui all’allegato XV bis.
2.  L’importo dell’aiuto è stabilito per titolo alcolometrico volumico potenziale e per ettolitro di mosto utilizzato per l’arricchimento.
3.  I livelli di aiuto massimi applicabili per la presente misura nelle varie aree viticole sono fissati dalla Commissione.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Articolo 50
Articolo 50

Articolo 50

Poteri delegati

Poteri delegati

Tenendo conto della necessità di garantire che i programmi di sostegno conseguano i loro obiettivi e che si faccia un uso mirato dei Fondi europei, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, norme concernenti:

Tenendo conto della necessità di garantire che i programmi di sostegno conseguano i loro obiettivi e che si faccia un uso mirato dei Fondi europei, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, norme concernenti:

a) la responsabilità delle spese sostenute tra la data di ricevimento dei programmi di sostegno, o delle relative modifiche, e la data in cui entrano in applicazione;
a) la responsabilità delle spese sostenute tra la data di ricevimento dei programmi di sostegno, o delle relative modifiche, e la data in cui entrano in applicazione;
b) i criteri di ammissibilità delle misure di sostegno, i tipi di spese e di interventi ammissibili al sostegno, le misure non ammissibili al sostegno e il livello massimo di sostegno per ciascuna misura;
b) i criteri di ammissibilità delle misure di sostegno, i tipi di spese e di interventi ammissibili al sostegno, le misure non ammissibili al sostegno e il livello massimo di sostegno per ciascuna misura;
c) le modifiche apportate ai programmi di sostegno dopo la loro entrata in applicazione;
c) le modifiche apportate ai programmi di sostegno dopo la loro entrata in applicazione;
d) i requisiti e i limiti minimi per il versamento di anticipi, compreso l'obbligo di depositare una cauzione in caso di versamento di un anticipo;
d) i requisiti e i limiti minimi per il versamento di anticipi, compreso l'obbligo di depositare una cauzione in caso di versamento di un anticipo;
e) disposizioni generali e definizioni ai fini della presente sezione;
f) la prevenzione di abusi relativi alle misure di sostegno e del doppio finanziamento dei progetti;
f) la prevenzione di abusi relativi alle misure di sostegno e del doppio finanziamento dei progetti;
g) l'obbligo per i produttori di ritirare i sottoprodotti della vinificazione, le eccezioni a tale obbligo intese a evitare oneri amministrativi supplementari, nonché norme sulla certificazione volontaria dei distillatori;
g) l'obbligo per i produttori di ritirare i sottoprodotti della vinificazione, le eccezioni a tale obbligo intese a evitare oneri amministrativi supplementari, nonché norme sulla certificazione volontaria dei distillatori;
h) gli adempimenti incombenti agli Stati membri per l'attuazione delle misure di sostegno, nonché le restrizioni necessarie per assicurare coerenza con l'ambito di applicazione delle misure di sostegno;
h) gli adempimenti incombenti agli Stati membri per l'attuazione delle misure di sostegno, nonché le restrizioni necessarie per assicurare coerenza con l'ambito di applicazione delle misure di sostegno;
i) i pagamenti ai beneficiari e i pagamenti effettuati tramite intermediari assicurativi nel caso del sostegno per l'assicurazione del raccolto previsto all'articolo 47.
i) i pagamenti ai beneficiari e i pagamenti effettuati tramite intermediari assicurativi nel caso del sostegno per l'assicurazione del raccolto previsto all'articolo 47.
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Articolo 52
Articolo 52

Articolo 52

Programmi nazionali e finanziamento

Programmi nazionali e finanziamento

1.  Gli Stati membri possono elaborare programmi nazionali triennali a favore del settore dell'apicoltura.
1.  Gli Stati membri possono elaborare programmi nazionali triennali a favore del settore dell'apicoltura. Tali programmi devono essere sviluppati in collaborazione con le organizzazioni rappresentative e le cooperative del settore apicolo.
2.  Il contributo dell'Unione al finanziamento dei programmi per l'apicoltura non supera il 50% delle spese sostenute dagli Stati membri.
2.  Il contributo dell'Unione al finanziamento dei programmi per l'apicoltura non supera il 60% delle spese sostenute dagli Stati membri.
3.  Per poter beneficiare del contributo dell'Unione di cui al paragrafo 2, gli Stati membri effettuano uno studio sulla struttura della produzione e della commercializzazione nel settore dell'apicoltura nel loro territorio.
3.  Per poter beneficiare del contributo dell'Unione di cui al paragrafo 2, gli Stati membri istituiscono un sistema affidabile di identificazione che permetta il censimento periodico della popolazione apicola ed effettuano uno studio sulla struttura della produzione e della commercializzazione nel settore dell'apicoltura nel loro territorio.
3 bis. Possono essere incluse nei programmi per l'apicoltura le misure seguenti:

a) assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori;
b) lotta contro gli aggressori e le malattie dell'alveare, in particolare la varroasi;
c) razionalizzazione della transumanza;
d) sostegno ai laboratori di analisi dei prodotti dell'alveare al fine di aiutare gli apicoltori a commercializzare e valorizzare i loro prodotti;
e) monitoraggio della popolazione apicola dell'Unione e sostenimento al ripopolamento;
f) collaborazione con gli organismi specializzati nell'attuazione di programmi di ricerca applicata nei settori dell'apicoltura e dei prodotti dell'apicoltura;
g) monitoraggio del mercato;
h)miglioramento della qualità dei prodotti per una loro maggiore valorizzazione sul mercato;
i) etichettatura obbligatoria indicante il paese d'origine per i prodotti dell'apicoltura importati o prodotti nell'Unione e, per le miscele o i prodotti di origine diversa, etichettatura obbligatoria indicante la percentuale di ciascun paese d'origine.
3 ter. Nel caso di agricoltori che sono anche apicoltori, i programmi apicoli possono comprendere anche:

a) misure di prevenzione, comprese misure dirette a migliorare la salute delle api e a ridurre l'impatto negativo su di esse attraverso l'uso di soluzioni alternative all'impiego dei pesticidi, metodi di controllo biologici e una gestione integrata dei parassiti;
b) misure specifiche volte a incrementare la diversità vegetale nell'azienda, con particolare riguardo per le piante mellifere per l'apicoltura.
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Articolo 53
Articolo 53

Articolo 53

Poteri delegati

Poteri delegati

Tenendo conto della necessità di garantire un utilizzo mirato delle risorse finanziarie dell'Unione a favore dell'apicoltura, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, riguardanti:

Tenendo conto della necessità di garantire un utilizzo mirato delle risorse finanziarie dell'Unione a favore dell'apicoltura, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, riguardanti:

a) le misure che possono essere incluse nei programmi per l'apicoltura;
a) i requisiti supplementari per le misure che possono essere incluse nei programmi per l'apicoltura;
b) le norme per l'elaborazione e il contenuto dei programmi nazionali e gli studi di cui all'articolo 52, paragrafo 3 nonché
b) le norme per l'elaborazione e il contenuto dei programmi nazionali e gli studi di cui all'articolo 52, paragrafo 3 nonché
c) le condizioni per l'assegnazione del contributo finanziario dell'Unione a ciascuno Stato membro partecipante, tra l'altro in base al numero totale di alveari nell'Unione.
c) le condizioni per l'assegnazione del contributo finanziario dell'Unione a ciascuno Stato membro partecipante, tra l'altro in base al numero totale di alveari nell'Unione.
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Parte II – titolo I – capo II – sezione 5 bis (nuova)
Sezione 5 bis

Aiuto nel settore del luppolo

Articolo 54 bis

Aiuti alle organizzazioni di produttori

1.  L'Unione finanzia un pagamento alle organizzazioni di produttori del settore del luppolo riconosciute ai sensi dell'articolo 106, allo scopo di finanziare gli obiettivi di cui all'articolo 106, lettera c), punti i), ii) o iii).
2.  Per quanto riguarda la Germania, il finanziamento annuale dell’Unione per il pagamento alle organizzazioni di produttori di cui al paragrafo 1 ammonta a 2.277.000 EUR.
Articolo 54 ter

Poteri delegati

Al fine di garantire che gli aiuti finanzino gli obiettivi di cui all'articolo 106, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160 riguardanti:

a) le domande di aiuto, comprese disposizioni sui termini e sui documenti di accompagnamento;
b) il diritto all'aiuto, comprese disposizioni sulle superfici ammissibili e sul calcolo degli importi erogabili a ciascuna organizzazione di produttori;
c) le sanzioni da irrogare in caso di pagamento indebito.
Articolo 54 quater

Poteri di esecuzione

La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono le misure necessarie connesse alla presente sezione e riguardanti:

a) il pagamento dell'aiuto;
b) i controlli e le verifiche.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 55
Articolo 55

Articolo 55

Campo di applicazione

Campo di applicazione

Fatte salve eventuali altre disposizioni applicabili ai prodotti agricoli, nonché le disposizioni adottate nei settori veterinario, fitosanitario e alimentare per assicurare che i prodotti siano conformi alle norme igieniche e sanitarie e per proteggere la salute pubblica, la salute degli animali e delle piante, la presente sezione reca le disposizioni applicabili alla norma di commercializzazione generale e alle norme di commercializzazione per settore e/o per prodotto per i prodotti agricoli.

Fatte salve eventuali altre disposizioni applicabili ai prodotti agricoli, nonché le disposizioni adottate nei settori veterinario, fitosanitario e alimentare per assicurare che i prodotti siano conformi alle norme igieniche e sanitarie e per proteggere la salute pubblica, la salute degli animali e delle piante, la presente sezione reca le disposizioni applicabili alla norma di commercializzazione generale e alle norme di commercializzazione per settore e/o per prodotto per i prodotti agricoli. Queste disposizioni sono distinte in norme obbligatorie e menzioni riservate facoltative.

Emendamento 160
Proposta di regolamento
Articolo 56
Articolo 56

Articolo 56

Conformità alla norma di commercializzazione generale

Conformità alla norma di commercializzazione generale

1.  Ai fini del presente regolamento un prodotto è conforme alla «norma di commercializzazione generale» se è di qualità sana, leale e mercantile.
1.  Ai fini del presente regolamento un prodotto è conforme alla «norma di commercializzazione generale» se è di qualità sana, leale e mercantile.
2.  In assenza di norme di commercializzazione adottate ai sensi della sottosezione 3 e delle direttive del Consiglio 2000/36/CE, 2001/112/CE, 2001/113/CE, 2001/114/CE, 2001/110/CE e 2001/111/CE, i prodotti agricoli disponibili per la vendita o la consegna al consumatore finale al dettaglio, ai sensi dell'articolo 3, punto 7, del regolamento (CE) n. 178/2002, possono essere commercializzati solo se sono conformi alla norma di commercializzazione generale.
2.  In assenza di norme di commercializzazione adottate ai sensi della sottosezione 3 e delle direttive del Consiglio 2000/36/CE, 2001/112/CE, 2001/113/CE, 2001/114/CE, 2001/110/CE e 2001/111/CE, i prodotti agricoli disponibili per la vendita o la consegna al consumatore finale al dettaglio, ai sensi dell'articolo 3, punto 7, del regolamento (CE) n. 178/2002, possono essere commercializzati solo se sono conformi alla norma di commercializzazione generale.
3.  Si considera conforme alla norma di commercializzazione generale il prodotto destinato alla commercializzazione e conforme a una norma in vigore adottata da una delle organizzazioni internazionali elencate nell'allegato V.
3.   Fatti salvi eventuali requisiti supplementari dell'Unione di ordine sanitario, commerciale, etico o di altro tipo, si considera conforme alla norma di commercializzazione generale il prodotto destinato alla commercializzazione e conforme a una norma in vigore adottata da una delle organizzazioni internazionali elencate nell'allegato V.
3 bis. Il presente regolamento non impedisce agli Stati membri di adottare o mantenere disposizioni nazionali sugli aspetti di commercializzazione che non sono specificamente armonizzati dal presente regolamento. Inoltre, gli Stati membri possono adottare o mantenere disposizioni nazionali in materia di norme di commercializzazione per i settori o prodotti ai quali si applica la norma di commercializzazione generale, purché tali disposizioni siano conformi al diritto dell'Unione e alle regole sul funzionamento del mercato unico.

Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 57
Articolo 57

Articolo 57

Poteri delegati

Poteri delegati

Tenendo conto della necessità di rispondere ai mutamenti della situazione del mercato e della specificità di ciascun settore, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione e la modifica dei requisiti connessi alla norma di commercializzazione generale di cui all'articolo 56, paragrafo 1, e le regole di conformità di cui all'articolo 56, paragrafo 3, nonché per la deroga a tali requisiti e regole.

1.  Tenendo conto della necessità di rispondere ai mutamenti della situazione del mercato e della specificità di ciascun settore, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione di regole dettagliate connesse alla norma di commercializzazione generale e la modifica dei requisiti connessi alla norma di commercializzazione generale di cui all'articolo 56, paragrafo 1 o per la deroga a tali requisiti.
2.  La Commissione adotta atti delegati a norma dell'articolo 160 volti a stabilire le condizioni di applicazione e controllo della conformità di cui all'articolo 56, paragrafo 3, tenendo conto della necessità di non abbassare il livello della norma generale di commercializzazione al punto di ridurre la qualità dei prodotti europei.
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Articolo 59
Articolo 59

Articolo 59

Fissazione e contenuto

Fissazione e contenuto

1.  Tenendo conto delle aspettative dei consumatori e della necessità di migliorare le condizioni economiche della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e la loro qualità, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, sulle norme di commercializzazione di cui all'articolo 55, in tutte le fasi della commercializzazione, nonché sulle deroghe ed esenzioni a tali norme per adeguarsi alla costante evoluzione delle condizioni del mercato e della domanda dei consumatori, agli sviluppi delle pertinenti norme internazionali, nonché per evitare di ostacolare l'innovazione nella produzione.
1.  Tenendo conto delle aspettative dei consumatori e della necessità di migliorare le condizioni economiche della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e la loro qualità, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, sulle norme di commercializzazione di cui all'articolo 55, in tutte le fasi della commercializzazione, nonché sulle deroghe ed esenzioni a tali norme solamente per una durata limitata e in casi eccezionali, per adeguarsi alla costante evoluzione delle condizioni del mercato e della domanda dei consumatori, agli sviluppi delle pertinenti norme internazionali, nonché per evitare di ostacolare l'innovazione nella produzione.
Deroghe o esenzioni così effettuate non devono indurre costi supplementari che siano sostenuti esclusivamente dai produttori agricoli.

1 bis. Il potere della Commissione di introdurre modifiche a deroghe ed esenzioni dalle norme vigenti non si applica tuttavia all'allegato VII.

2.  Le norme di commercializzazione di cui al paragrafo 1 possono riguardare:
2.  Le norme di commercializzazione di cui al paragrafo 1 possono comprendere uno o più dei seguenti elementi:
a) le definizioni, le designazioni e/o le denominazioni di vendita diverse da quelle stabilite dal presente regolamento e gli elenchi di carcasse e loro parti a cui si applica l'allegato VI;
a) le definizioni, le designazioni e/o le denominazioni di vendita diverse da quelle stabilite dal presente regolamento e gli elenchi di carcasse e loro parti a cui si applica l'allegato VI, ad eccezione dei prodotti del settore vitivinicolo;
b) i criteri di classificazione come classe, peso, calibro, età e categoria;
b) i criteri di classificazione come classe, peso, calibro, età e categoria;
c) le varietà vegetali o le razze animali o il tipo commerciale;
c) le specie, le varietà vegetali o le razze animali o il tipo commerciale;
d) la presentazione, le denominazioni di vendita, l'etichettatura connessa alle norme di commercializzazione obbligatorie, il condizionamento, le regole applicabili ai centri di condizionamento, le indicazioni esterne, l'imballaggio, l'anno di raccolta e l'uso di diciture specifiche;
d) la presentazione, le denominazioni di vendita, l'etichettatura connessa alle norme di commercializzazione obbligatorie, il condizionamento, le regole applicabili ai centri di condizionamento, le indicazioni esterne, l'imballaggio l'anno di raccolta e l'uso di diciture specifiche, ad eccezione dei prodotti vitivinicoli;
e) criteri come l'aspetto, la consistenza, la conformazione, le caratteristiche del prodotto;
e) criteri come l'aspetto, la consistenza, la conformazione, le caratteristiche del prodotto;
f) le sostanze specifiche impiegate nella produzione, o i componenti e i costituenti, compresi i loro requisiti quantitativi, la purezza e l'identificazione;
f) le sostanze specifiche impiegate nella produzione, o i componenti e i costituenti, compresi i loro requisiti quantitativi, la purezza e l'identificazione;
g) la forma di coltivazione/allevamento e il metodo di produzione, comprese le pratiche enologiche e le relative disposizioni amministrative, e il circuito operativo;
g) la forma di coltivazione/allevamento e il metodo di produzione, compresi i sistemi agronomici di produzione avanzati e sostenibili e le relative disposizioni amministrative, e il circuito operativo;
h) il taglio dei mosti e dei vini e le relative definizioni, la miscelazione e le relative restrizioni;
i) il metodo e la temperatura di conservazione;
i) il metodo e la temperatura di conservazione;
j) il luogo di produzione e/o di origine;
j) il luogo di produzione e/o di origine;
k) la frequenza della raccolta, la consegna, la conservazione e il trattamento;
k) la frequenza della raccolta, la consegna, la conservazione e il trattamento;
l) l'identificazione o la registrazione del produttore e/o degli stabilimenti industriali in cui il prodotto è stato preparato o trasformato;
l) l'identificazione o la registrazione del produttore e/o degli stabilimenti industriali in cui il prodotto è stato preparato o trasformato;
m) il tenore di acqua;
m) il tenore di acqua;
n) le restrizioni all'impiego di determinate sostanze e/o al ricorso a determinate pratiche;
n) le restrizioni all'impiego di determinate sostanze e/o al ricorso a determinate pratiche;
o) destinazioni d'uso specifiche;
o) destinazioni d'uso specifiche;
p) i documenti commerciali, i documenti di accompagnamento e i registri da tenere;
p) i documenti commerciali, i documenti di accompagnamento e i registri da tenere;
q) il magazzinaggio e il trasporto;
q) il magazzinaggio e il trasporto;
r) la procedura di certificazione;
r) la procedura di certificazione;
s) le condizioni che disciplinano l'eliminazione, la detenzione, la circolazione e l'uso di prodotti non conformi alle norme di commercializzazione adottate a norma del paragrafo 1 e/o alle definizioni, designazioni e denominazioni di vendita di cui all'articolo 60, nonché l'eliminazione dei sottoprodotti;
s) le condizioni che disciplinano l'eliminazione, la detenzione, la circolazione e l'uso di prodotti non conformi alle norme di commercializzazione adottate a norma del paragrafo 1 e/o alle definizioni, designazioni e denominazioni di vendita di cui all'articolo 60, nonché l'eliminazione dei sottoprodotti;
t) i limiti temporali.
t) i limiti temporali.
3.  Le norme di commercializzazione per settore o per prodotto adottate a norma del paragrafo 1 sono fissate fatte salve le disposizioni del titolo IV del regolamento (UE) n. [COM(2010) 733] sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e tengono conto di quanto segue:
3.  Le norme di commercializzazione per settore o per prodotto adottate a norma del paragrafo 1 sono fissate fatte salve le disposizioni relative alle menzioni riservate facoltative di cui all'articolo 65 bis e all'allegato VII bis e tengono conto di quanto segue:
a) delle caratteristiche specifiche del prodotto considerato;
a) delle caratteristiche specifiche del prodotto considerato;
b) della necessità di assicurare le condizioni atte favorire l'ordinata immissione dei prodotti sul mercato;
b) della necessità di assicurare le condizioni atte favorire l'ordinata immissione dei prodotti sul mercato;
c) dell'interesse dei consumatori a ricevere informazioni adeguate e trasparenti sui prodotti, compreso il luogo di produzione da stabilire caso per caso al livello geografico adeguato;
c) dell'interesse dei produttori a comunicare le caratteristiche dei loro prodotti e dell'interesse dei consumatori a ricevere informazioni adeguate e trasparenti sui prodotti, compreso il luogo di produzione da stabilire caso per caso al livello geografico adeguato, dopo aver effettuato una valutazione d'impatto che tenga conto dei costi e degli oneri amministrativi per gli operatori, come pure dei benefici apportati ai produttori e ai consumatori finali;
d) dei metodi per la determinazione delle caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche dei prodotti;
d) dei metodi per la determinazione delle caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche dei prodotti;
e) delle raccomandazioni standardizzate adottate dalle organizzazioni internazionali.
e) delle raccomandazioni standardizzate adottate dalle organizzazioni internazionali.
e bis) della necessità di preservare le caratteristiche naturali ed essenziali dei prodotti e di evitare che la composizione del prodotto subisca modifiche sostanziali;
e ter) del possibile rischio che i consumatori siano indotti in errore in base alle abitudini che abbiano sviluppato sul prodotto e alle aspettative corrispondenti, considerando se siano disponibili e utilizzabili strumenti di informazione che permettano di escludere tale rischio.
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 59 bis (nuovo)
Articolo 59 bis

Ulteriori condizioni per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli

1.  I prodotti ortofrutticoli destinati alla vendita al consumatore come prodotti freschi possono essere commercializzati soltanto se è indicato il paese di origine.
2.  Salvo disposizioni contrarie previste dalla Commissione, le norme di commercializzazione di cui all'articolo 59, paragrafo 1, ed eventuali norme di commercializzazione applicabili ai settori dei prodotti ortofrutticoli freschi e dei prodotti ortofrutticoli trasformati si applicano a tutte le fasi della commercializzazione, compresa l'importazione e l'esportazione e riguardano qualità, classificazione, peso, dimensioni, imballaggio, condizionamento, magazzinaggio, trasporto, presentazione e commercializzazione.
3.  Il detentore di prodotti ortofrutticoli, freschi o trasformati, per i quali sono state stabilite norme di commercializzazione non può esporre, mettere in vendita, consegnare o commercializzare tali prodotti all'interno dell'Unione secondo modalità non conformi a dette norme ed è responsabile di tale osservanza.
4.  Fatte salve le disposizioni specifiche che possano essere adottate dalla Commissione a norma dell'articolo 160, in particolare riguardo all'applicazione uniforme negli Stati membri delle verifiche di conformità, gli Stati membri controllano in maniera selettiva, sulla base di un'analisi del rischio, la conformità dei prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati alle rispettive norme di commercializzazione. Tali controlli si concentrano nella fase precedente alla partenza dalle regioni di produzione, all'atto del condizionamento o del carico della merce. Per i prodotti provenienti da paesi terzi, il controllo è effettuato prima dell'immissione in libera pratica.
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Articolo 59 ter (nuovo)
Articolo 59 ter

Certificazione del luppolo

1.  I prodotti del settore del luppolo, raccolti od ottenuti nell'Unione, sono soggetti ad una procedura di certificazione.
2.  Il certificato può essere rilasciato soltanto per i prodotti che presentano le caratteristiche qualitative minime valide in una determinata fase di commercializzazione. Nel caso del luppolo in polvere, del luppolo in polvere arricchito di luppolina, dell'estratto di luppolo e dei prodotti miscelati di luppolo, il certificato può essere rilasciato soltanto se il tenore di acido alfa di questi prodotti non è inferiore a quello del luppolo da cui essi sono stati ottenuti.
3.  Nel certificato sono indicati almeno:
a) il luogo o i luoghi di produzione del luppolo;
b) l'anno o gli anni di raccolta; nonché
c) la varietà o le varietà.
4.  I prodotti del settore del luppolo possono essere commercializzati o esportati solo previo rilascio del certificato di cui ai paragrafi 1, 2 e 3.
Nel caso di prodotti importati del settore del luppolo, l'attestato di cui all'articolo 129 bis, è considerato equivalente al certificato.

5.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, che stabiliscono le misure in deroga al paragrafo 4:
a) per soddisfare le esigenze commerciali di taluni paesi terzi, o
b) per prodotti destinati ad utilizzazioni particolari.
Le misure di cui al primo comma:

a) non arrecano danno allo smercio normale dei prodotti per i quali è stato rilasciato il certificato;
b) sono accompagnate da garanzie intese ad evitare qualsiasi confusione con detti prodotti.
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Articolo 60
Articolo 60

Articolo 60

Definizioni, designazioni e/o denominazioni di vendita in determinati settori e/o prodotti

Definizioni, designazioni e/o denominazioni di vendita in determinati settori e/o prodotti

1.  Le definizioni, le designazioni e/o le denominazioni di vendita di cui all'allegato VI si applicano ai settori e ai prodotti seguenti:
1.  Le definizioni, le designazioni e/o le denominazioni di vendita di cui all'allegato VI si applicano ai settori e ai prodotti seguenti:
a) olio di oliva e olive da tavola;
a) olio di oliva e olive da tavola;
b) prodotti vitivinicoli;
b) prodotti vitivinicoli;
c) carni bovine;
c) carni bovine;
d) latte e prodotti lattiero-caseari destinati al consumo umano;
d) latte e prodotti lattiero-caseari destinati al consumo umano;
e) carni di pollame;
e) carni di pollame e uova;
f) grassi da spalmare destinati al consumo umano.
f) grassi da spalmare destinati al consumo umano.
2.  Le definizioni, le designazioni o le denominazioni di vendita figuranti nell'allegato VI possono essere utilizzate nell'Unione solo per la commercializzazione di un prodotto conforme ai corrispondenti requisiti stabiliti nel medesimo allegato.
2.  Le definizioni, le designazioni o le denominazioni di vendita figuranti nell'allegato VI possono essere utilizzate nell'Unione solo per la commercializzazione di un prodotto conforme ai corrispondenti requisiti stabiliti nel medesimo allegato.
3.  Tenendo conto della necessità di adeguamento all'evoluzione della domanda dei consumatori e dei progressi tecnici e per evitare di ostacolare l'innovazione nella produzione, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, modifiche, deroghe o esenzioni alle definizioni e alle denominazioni di vendita di cui all'allegato VI.
3.  Tenendo conto della necessità di adeguamento all'evoluzione della domanda dei consumatori e dei progressi tecnici e per evitare di ostacolare l'innovazione nella produzione, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, modifiche, deroghe o esenzioni alle definizioni e alle denominazioni di vendita di cui all'allegato VI.
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Articolo 61
Articolo 61

Articolo 61

Tolleranza

Tolleranza

Tenendo conto delle peculiarità di ciascun settore, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, una tolleranza nell'ambito di ciascuna norma di commercializzazione, oltre la quale l'intera partita di prodotti si considera non conforme alla norma.

1.  Tenendo conto delle peculiarità di ciascun settore, è conferito alla Commissione il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160, una tolleranza nell'ambito di ciascuna specifica norma di commercializzazione, oltre la quale l'intera partita di prodotti si considera non conforme alla norma.
Questa tolleranza, definita in base a soglie, non modifica le qualità intrinseche del prodotto e si applica soltanto al peso, alle dimensioni e ad altri criteri minori.

2.  Gli Stati membri possono adottare o mantenere norme nazionali supplementari per i prodotti che beneficiano di una norma di commercializzazione dell'Unione, a condizione che tali disposizioni siano coerenti con il diritto dell'Unione, nella fattispecie il principio della libera circolazione delle merci.
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 62
Articolo 62

Articolo 62

Pratiche enologiche e metodi di analisi

Pratiche enologiche e metodi di analisi

1.  Per la produzione e la conservazione dei prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, nell'Unione sono impiegate esclusivamente le pratiche enologiche autorizzate in conformità all'allegato VII e previste dall'articolo 59, paragrafo 2, lettera g), e dall'articolo 65, paragrafi 2 e 3.
1.  Per la produzione e la conservazione dei prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, nell'Unione sono impiegate esclusivamente le pratiche enologiche autorizzate in conformità all'allegato VII e previste dall'articolo 65, paragrafi 2 e 3.
Il disposto del primo comma non si applica:

Il disposto del primo comma non si applica:

a) al succo di uve e al succo di uve concentrato;
a) al succo di uve e al succo di uve concentrato;
b) al mosto di uve e al mosto di uve concentrato destinato alla preparazione di succo di uve.
b) al mosto di uve e al mosto di uve concentrato destinato alla preparazione di succo di uve.
Le pratiche enologiche autorizzate sono impiegate soltanto per consentire una buona vinificazione, una buona conservazione o un buon affinamento dei prodotti.

Le pratiche enologiche autorizzate sono impiegate soltanto per consentire una buona vinificazione, una buona conservazione o un buon affinamento dei prodotti.

I prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, sono ottenuti nell'Unione nel rispetto delle norme stabilite nell'allegato VII.

I prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, sono ottenuti nell'Unione nel rispetto delle norme stabilite nell'allegato VII.

I prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, non sono commercializzati nell'Unione se:

I prodotti elencati nell'allegato VI, parte II, non sono commercializzati nell'Unione se:

a) sono stati sottoposti a pratiche enologiche unionali non autorizzate oppure
a) sono stati sottoposti a pratiche enologiche unionali non autorizzate oppure
b) sono stati sottoposti a pratiche enologiche nazionali non autorizzate oppure
b) sono stati sottoposti a pratiche enologiche nazionali non autorizzate oppure
c) non rispettano le regole stabilite nell'allegato VII.
c) non rispettano le regole stabilite nell'allegato VII.
I prodotti non commercializzabili ai sensi del quinto comma sono distrutti. In deroga a tale regola, gli Stati membri possono consentire che alcuni prodotti, di cui determinano le caratteristiche, siano impiegati nelle distillerie, nelle fabbriche di aceto o a fini industriali, a condizione che tale autorizzazione non incentivi a produrre impiegando pratiche enologiche non consentite.

2.   Nell'autorizzare le pratiche enologiche di cui all'articolo 59, paragrafo 2, lettera g), la Commissione:
2.   All'atto della presentazione di proposte per autorizzare le pratiche enologiche di cui al paragrafo 1, la Commissione:
a) si basa sulle pratiche enologiche e sui metodi di analisi raccomandati e pubblicati dall'OIV e sui risultati dell'uso sperimentale di pratiche enologiche non ancora autorizzate;
a) tiene conto delle pratiche enologiche e dei metodi di analisi raccomandati e pubblicati dall'OIV e dei risultati dell'uso sperimentale di pratiche enologiche non ancora autorizzate;
b) tiene conto della protezione della salute pubblica;
b) tiene conto della protezione della salute pubblica;
c) tiene conto del possibile rischio che i consumatori siano indotti in errore in base alle loro aspettative e abitudini ed esamina se siano disponibili e utilizzabili strumenti di informazione che permettano di escludere tale rischio;
c) tiene conto del possibile rischio che i consumatori siano indotti in errore in base alle abitudini che abbiano sviluppato sul prodotto e alle corrispondenti aspettative ed esamina se siano disponibili e utilizzabili strumenti di informazione che permettano di escludere tale rischio;
d) cura che le caratteristiche naturali ed essenziali del vino siano preservate e che la composizione del prodotto non subisca modifiche sostanziali;
d) cura che le caratteristiche naturali ed essenziali del vino siano preservate e che la composizione del prodotto non subisca modifiche sostanziali;
e) garantisce un livello minimo accettabile di protezione dell'ambiente;
e) garantisce un livello minimo accettabile di protezione dell'ambiente;
f) rispetta le regole generali sulle pratiche enologiche e le regole stabilite nell'allegato VII.
f) rispetta le regole generali sulle pratiche enologiche e le regole stabilite nell'allegato VII.
3.   Ove necessario la Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, i metodi di cui all'articolo 59, paragrafo 3, lettera d), per i prodotti elencati nella parte II dell'allegato VI.Tali metodi si basano sui metodi pertinenti raccomandati e pubblicati dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), a meno che tali metodi siano inefficaci o inadeguati per conseguire il legittimo obiettivo perseguito. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  I metodi di cui all'articolo 59, paragrafo 3, lettera d), per i prodotti elencati nella parte II dell'allegato VI sono adottati conformemente alla procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato. Tali metodi si basano sui metodi pertinenti raccomandati e pubblicati dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), a meno che tali metodi siano inefficaci o inadeguati per conseguire l'obiettivo perseguito dall'Unione.
In attesa dell'adozione di dette regole, i metodi e le regole da utilizzare sono quelli autorizzati dagli Stati membri interessati.

In attesa dell'adozione di dette disposizioni, i metodi e le regole da utilizzare sono quelli autorizzati dagli Stati membri interessati.

Emendamento 168
Proposta di regolamento
Articolo 65
Articolo 65

Articolo 65

Disposizioni nazionali applicabili a determinati prodotti e settori

Disposizioni nazionali applicabili a determinati prodotti e settori

1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 1, gli Stati membri possono adottare o lasciare in vigore disposizioni nazionali che stabiliscono livelli di qualità diversi per i grassi da spalmare. Esse consentono la valutazione dei suddetti livelli di qualità diversi in funzione di criteri relativi, in particolare, alle materie prime utilizzate, alle caratteristiche organolettiche dei prodotti e alla loro stabilità fisica e microbiologica.
1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 1, gli Stati membri possono adottare o lasciare in vigore disposizioni nazionali che stabiliscono livelli di qualità diversi per i grassi da spalmare. Esse consentono la valutazione dei suddetti livelli di qualità diversi in funzione di criteri relativi, in particolare, alle materie prime utilizzate, alle caratteristiche organolettiche dei prodotti e alla loro stabilità fisica e microbiologica.
Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma assicurano che i prodotti degli altri Stati membri conformi ai criteri stabiliti da tali disposizioni nazionali possano utilizzare, secondo modalità non discriminatorie, le diciture che attestano la conformità ai suddetti criteri.

Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma assicurano che i prodotti degli altri Stati membri conformi ai criteri stabiliti da tali disposizioni nazionali possano utilizzare, secondo modalità non discriminatorie, le diciture che attestano la conformità ai suddetti criteri.

2.  Gli Stati membri possono limitare o vietare l'impiego di determinate pratiche enologiche e prevedere norme più restrittive per i vini prodotti sul loro territorio, autorizzate in virtù del diritto dell'Unione, al fine di rafforzare la preservazione delle caratteristiche essenziali dei vini a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, dei vini spumanti e dei vini liquorosi.
2.  Gli Stati membri possono limitare o vietare l'impiego di determinate pratiche enologiche e prevedere norme più restrittive per i vini prodotti sul loro territorio, autorizzate in virtù del diritto dell'Unione, al fine di rafforzare la preservazione delle caratteristiche essenziali dei vini a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, dei vini spumanti e dei vini liquorosi.
3.  Gli Stati membri possono permettere l'uso sperimentale di pratiche enologiche non autorizzate a condizioni stabilite dalla Commissione mediante atti delegati adottati in conformità al paragrafo 4.
3.  Gli Stati membri possono permettere l'uso sperimentale di pratiche enologiche non autorizzate a condizioni stabilite dalla Commissione mediante atti delegati adottati in conformità al paragrafo 4.
4.  Tenendo conto della necessità di garantire un'applicazione corretta e trasparente, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, che precisano le condizioni relative all'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo e le condizioni relative alla detenzione, alla circolazione e all'uso dei prodotti ottenuti con le pratiche sperimentali di cui al paragrafo 3 del presente articolo.
4.  Tenendo conto della necessità di garantire un'applicazione corretta e trasparente, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, che precisano le condizioni relative all'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo e le condizioni relative alla detenzione, alla circolazione e all'uso dei prodotti ottenuti con le pratiche sperimentali di cui al paragrafo 3 del presente articolo.
4 bis. Gli Stati membri possono adottare o mantenere norme in materia di commercializzazione per taluni settori o prodotti, a condizione che tali disposizioni siano coerenti con il diritto dell'Unione.

Emendamento 169
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo I – sezione 1 – sottosezione 3 bis (nuova)
SOTTOSEZIONE 3 BIS

MENZIONI RISERVATE FACOLTATIVE

Articolo 65 bis

Campo di applicazione

È istituito un regime relativo alle menzioni riservate facoltative per aiutare i produttori di prodotti agricoli aventi caratteristiche o proprietà che conferiscono valore aggiunto a comunicare tali caratteristiche o proprietà nel mercato interno, in particolare per promuovere e integrare le norme di commercializzazione specifiche.

Articolo 65 ter

Menzioni riservate facoltative esistenti

1.  Le menzioni riservate facoltative disciplinate dal presente regime alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono elencate nell'allegato VII bis del presente regolamento con gli atti che stabiliscono tali menzioni e le condizioni per il loro uso.
2.  Le menzioni riservate facoltative di cui al paragrafo 1 restano in vigore, fatta salva qualsiasi modifica a norma dell'articolo 65 quater.
Articolo 65 quater

Riserva, modifica e cancellazione delle menzioni riservate facoltative

Per rispondere alle aspettative dei consumatori e tener conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche, della situazione del mercato nonché dell'evoluzione delle norme di commercializzazione e delle norme internazionali, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 160 intesi a:

a) riservare l'uso di una menzione riservata facoltativa supplementare, stabilendone le condizioni di impiego;
b) modificare le condizioni di impiego di una menzione riservata facoltativa, o
c) cancellare una menzione riservata facoltativa.
Articolo 65 quinquies

Menzioni riservate facoltative supplementari

1.  Una menzione può essere una menzione riservata facoltativa solo se soddisfa i criteri seguenti:
a) la menzione si riferisce a una proprietà del prodotto o a una caratteristica di produzione o di trasformazione e si riferisce a una norma di commercializzazione, secondo un approccio settore per settore;
b) l'uso della menzione conferisce valore al prodotto rispetto a prodotti di tipo simile, e
c) il prodotto è stato commercializzato in più Stati membri con l'indicazione, per il consumatore, della caratteristica o della proprietà di cui alla lettera a).
La Commissione tiene conto di ogni pertinente norma internazionale e delle menzioni riservate esistenti per i prodotti o i settori interessati.

2.  Non sono riservate nell'ambito del presente regime le menzioni facoltative che designano qualità tecniche di un prodotto in applicazione di norme di commercializzazione obbligatorie e che non hanno lo scopo di informare i consumatori riguardo a tali qualità del prodotto.
3.  Onde tener conto delle peculiarità di taluni settori nonché delle aspettative dei consumatori, è conferito alla Commissione il potere di adottare, ai sensi dell'articolo 160, atti delegati che stabiliscono le disposizioni dettagliate relative ai requisiti per la creazione di menzioni riservate facoltative supplementari di cui al paragrafo 1.
Articolo 65 sexies

Restrizioni dell'uso delle menzioni riservate facoltative

1.  Una menzione riservata facoltativa può essere usata solo per descrivere prodotti che rispettino le condizioni di impiego applicabili.
2.  Gli Stati membri adottano le misure opportune per garantire che l'etichettatura dei prodotti non ingeneri confusione con le menzioni riservate facoltative.
3.  È conferito alla Commissione il potere di adottare, ai sensi dell'articolo 160, atti delegati che stabiliscono le disposizioni relative all'impiego delle menzioni riservate facoltative.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 66
Articolo 66

Articolo 66

Disposizioni generali

Disposizioni generali

Tenendo conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi e delle peculiarità di determinati prodotti agricoli, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per definire le condizioni alle quali i prodotti importati si considerano soddisfare requisiti di livello equivalente a quelli previsti dalle norme di commercializzazione dell'Unione e le condizioni alle quali è possibile derogare all'articolo 58, nonché per stabilire le disposizioni di applicazione delle norme di commercializzazione ai prodotti esportati fuori dal territorio dell'Unione.

Tenendo conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, delle peculiarità di determinati prodotti agricoli e della necessità di garantire che i consumatori non siano indotti in errore a causa delle abitudini che abbiano sviluppato sui prodotti e delle corrispondenti aspettative, possono essere adottate misure conformemente alla procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, per definire le condizioni alle quali i prodotti importati si considerano soddisfare requisiti di livello equivalente a quelli previsti dalle norme di commercializzazione dell'Unione, nonché per stabilire le disposizioni di applicazione delle norme di commercializzazione ai prodotti esportati fuori dal territorio dell'Unione.

Emendamento 171
Proposta di regolamento
Articolo 67
Articolo 67

Articolo 67

Disposizioni particolari per le importazioni di vino

Disposizioni particolari per le importazioni di vino

1.  Salvo disposizione contraria prevista in accordi conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato, ai prodotti dei codici NC 2009 61, 2009 69 e 2204 importati nell'Unione si applicano le disposizioni in materia di denominazioni di origine e indicazioni geografiche e in materia di etichettatura dei vini di cui alla sezione 2 del presente capo e in materia di definizioni, designazioni e denominazioni di vendita di cui all'articolo 60 del presente regolamento.
1.  Salvo disposizione contraria prevista in accordi conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato, ai prodotti dei codici NC 2009 61, 2009 69 e 2204 importati nell'Unione si applicano le disposizioni in materia di denominazioni di origine e indicazioni geografiche e in materia di etichettatura dei vini di cui alla sezione 2 del presente capo e in materia di definizioni, designazioni e denominazioni di vendita di cui all'articolo 60 del presente regolamento.
2.  Salvo disposizione contraria prevista in accordi conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato, i prodotti di cui al paragrafo 1 del presente articolo sono ottenuti nel rispetto delle pratiche enologiche raccomandate e pubblicate dall'OIV o autorizzate dall'Unione a norma del presente regolamento.
2.  Salvo disposizione contraria prevista in accordi conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato, i prodotti di cui al paragrafo 1 del presente articolo sono ottenuti nel rispetto delle pratiche enologiche autorizzate dall'Unione a norma del presente regolamento.
Le misure in deroga al presente paragrafo sono adottate secondo la procedura legislativa ordinaria di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato.

3.  L'importazione dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta alla presentazione di:
3.  L'importazione dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta alla presentazione di:
a) un certificato che attesta il rispetto delle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 nel paese di origine del prodotto, redatto da un'autorità competente figurante in un elenco pubblicato dalla Commissione;
a) un certificato che attesta il rispetto delle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 nel paese di origine del prodotto, redatto da un'autorità competente figurante in un elenco pubblicato dalla Commissione;
b) un bollettino di analisi rilasciato da un organismo o dipartimento designato dal paese d'origine del prodotto, nella misura in cui il prodotto sia destinato al consumo umano diretto.
b) un bollettino di analisi rilasciato da un organismo o dipartimento designato dal paese d'origine del prodotto, nella misura in cui il prodotto sia destinato al consumo umano diretto.
Emendamento 172
Proposta di regolamento
Articolo 67 bis (nuovo)
Articolo 67 bis

Poteri delegati

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 160 per stabilire:

a) regole per l'interpretazione e l'applicazione delle definizioni e delle denominazioni di vendita di cui all'allegato VI;
b) regole relative alle procedure nazionali sul ritiro e la distruzione dei prodotti vitivinicoli non conformi ai requisiti del presente regolamento.
Emendamento 173
Proposta di regolamento
Articolo 68
Articolo 68

Articolo 68

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie connesse alla presente sezione, in particolare:

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie connesse alla presente sezione:

a) per l'applicazione della norma di commercializzazione generale;
b) per l'applicazione delle definizioni e delle denominazioni di vendita di cui all'allegato VI;
c) per l'elenco dei prodotti del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari di cui all'allegato VI, parte III, punto 5, secondo comma, e dei grassi da spalmare di cui alla parte VI, sesto comma, lettera a), del medesimo allegato in base agli elenchi indicativi, che le sono trasmessi dagli Stati membri, dei prodotti che i medesimi ritengono corrispondere, sul loro territorio, alle succitate disposizioni;
c) per l'elenco dei prodotti del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari di cui all'allegato VI, parte III, punto 5, secondo comma, e dei grassi da spalmare di cui alla parte VI, sesto comma, lettera a), del medesimo allegato in base agli elenchi indicativi, che le sono trasmessi dagli Stati membri, dei prodotti che i medesimi ritengono corrispondere, sul loro territorio, alle succitate disposizioni;
d) per l'applicazione delle norme di commercializzazione per settore o per prodotto, comprese le modalità dettagliate per il prelievo di campioni e i metodi di analisi per determinare la composizione dei prodotti;
d) per l'applicazione delle norme di commercializzazione per settore o per prodotto, comprese le modalità dettagliate per il prelievo di campioni e i metodi di analisi per determinare la composizione dei prodotti;
e) per stabilire se i prodotti sono stati sottoposti a trattamenti in violazione delle pratiche enologiche autorizzate;
e) per stabilire se i prodotti sono stati sottoposti a trattamenti in violazione delle pratiche enologiche autorizzate;
f) per fissare il livello di tolleranza;
f) per fissare il livello di tolleranza;
g) per l'applicazione dell'articolo 66.
g) per l'applicazione dell'articolo 66.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 174
Proposta di regolamento
Articolo 69
Articolo 69

Articolo 69

Campo di applicazione

Campo di applicazione

1.  Le regole in materia di denominazioni di origine, indicazioni geografiche e menzioni tradizionali di cui alla presente sezione si applicano ai prodotti di cui all'allegato VI, parte II, punto 1, punti da 3 a 6 e punti 8, 9, 11, 15 e 16.
1.  Le regole in materia di denominazioni di origine, indicazioni geografiche e menzioni tradizionali di cui alla presente sezione si applicano ai prodotti di cui all'allegato VI, parte II, punto 1, punti da 3 a 6 e punti 8, 9, 11, 15 e 16.
2.  Le regole di cui al paragrafo 1 sono basate:
2.  Le regole di cui al paragrafo 1 sono basate:
a) sulla protezione dei legittimi interessi dei consumatori e dei produttori;
a) sulla protezione dei legittimi interessi dei consumatori e dei produttori;
b) sull'assicurazione del buon funzionamento del mercato interno dei prodotti di cui trattasi nonché
b) sull'assicurazione del buon funzionamento del mercato interno dei prodotti di cui trattasi nonché
c) sulla promozione della produzione di prodotti di qualità, consentendo nel contempo misure nazionali di politica della qualità.
c) sulla promozione della produzione di prodotti nel quadro di regimi di qualità, consentendo nel contempo misure nazionali di politica della qualità.
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Articolo 70
Articolo 70

Articolo 70

Definizioni

Definizioni

1.  Ai fini della presente sezione si intende per:
1.  Ai fini della presente sezione si intende per:
a) «denominazione di origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, di un paese che serve a designare un prodotto di cui all'articolo 69, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
a) «denominazione di origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, di un paese che serve a designare un prodotto di cui all'articolo 69, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i) la qualità e le caratteristiche del prodotto sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico e ai suoi fattori naturali e umani;
i) la qualità e le caratteristiche del prodotto sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico e ai suoi fattori naturali e umani;
ii) le uve da cui è ottenuto il prodotto provengono esclusivamente da tale zona geografica;
ii) le uve da cui è ottenuto il prodotto provengono esclusivamente da tale zona geografica;
iii) la produzione avviene in detta zona geografica e
iii) la produzione avviene in detta zona geografica e
iv) il prodotto è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera;
iv) il prodotto è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera;
b) «indicazione geografica», l'indicazione che si riferisce a una regione, a un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, a un paese, che serve a designare un prodotto di cui all'articolo 69, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
b) «indicazione geografica», l'indicazione che si riferisce a una regione, a un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, a un paese, che serve a designare un prodotto di cui all'articolo 69, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i) possiede qualità, notorietà o altre caratteristiche specifiche attribuibili a tale origine geografica;
i) possiede qualità, notorietà o altre caratteristiche specifiche attribuibili a tale origine geografica;
ii) le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l'85% esclusivamente da tale zona geografica;
ii) le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l'85% esclusivamente da tale zona geografica;
iii) la sua produzione avviene in detta zona geografica e
iii) la sua produzione avviene in detta zona geografica e
iv) è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis.
iv) è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis.
1 bis. Ai fini dell'applicazione della lettera a), punto iii) e della lettera b), punto iii), del paragrafo 1 per «produzione» si intendono tutte le operazioni eseguite, dalla vendemmia dell'uva fino al completamento del processo di vinificazione, esclusi i processi successivi alla produzione.

Ai fini dell'applicazione della lettera b), punto ii), del paragrafo 1, la percentuale di uva, al massimo del 15%, che può provenire da fuori della zona geografica delimitata proviene dallo Stato membro o dal paese terzo in cui è situata la zona geografica delimitata.

In deroga alla lettera a), punto iii), e alla lettera b), punto iii), del paragrafo 1 e purché lo preveda il disciplinare di produzione di cui all'articolo 71, paragrafo 2, un prodotto a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta può essere vinificato:

a) in una zona nelle immediate vicinanze della zona geografica delimitata;
b) in una zona situata nella stessa unità amministrativa o in un'unità amministrativa limitrofa, in conformità alle disposizioni nazionali;
c) per le denominazioni di origine o indicazioni geografiche transfrontaliere, oppure se vige un accordo sulle misure di controllo tra due o più Stati membri o tra uno o più Stati membri e uno o più paesi terzi, in una zona situata nelle immediate vicinanze della zona geografica delimitata in questione.
In deroga alla lettera a), punto iii) e purché lo preveda il disciplinare di produzione di cui all'articolo 71, paragrafo 2, un prodotto può essere vinificato in vino spumante o in vino frizzante a denominazione di origine protetta al di là delle immediate vicinanze della zona geografica delimitata in questione se tale pratica era in uso anteriormente al 1° marzo 1986.

2.  Taluni nomi usati tradizionalmente costituiscono una denominazione di origine se:
2.  Taluni nomi usati tradizionalmente costituiscono una denominazione di origine se:
a) designano un vino;
a) designano un vino;
b) si riferiscono a un nome geografico;
b) si riferiscono a un nome geografico;
c) soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1, lettera a), punti da i) a iv) nonché
c) soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1, lettera a), punti da i) a iv) nonché
d) sono sottoposti alla procedura prevista dalla presente sottosezione per il conferimento della protezione alla denominazione di origine e all'indicazione geografica.
d) sono sottoposti alla procedura prevista alla presente sottosezione per il conferimento della protezione alla denominazione di origine e all'indicazione geografica.
3.  Le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche, comprese quelle che si riferiscono a zone geografiche situate in paesi terzi, possono beneficiare della protezione nell'Unione in conformità alle norme stabilite nella presente sottosezione.
3.  Le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche, comprese quelle che si riferiscono a zone geografiche situate in paesi terzi, possono beneficiare della protezione nell'Unione in conformità alle norme stabilite nella presente sottosezione.
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Articolo 71
Articolo 71

Articolo 71

Domande di protezione

Domande di protezione

1.  Le domande di protezione di nomi in quanto denominazioni di origine o indicazioni geografiche comprendono un fascicolo tecnico contenente:
1.  Le domande di protezione di nomi in quanto denominazioni di origine o indicazioni geografiche comprendono un fascicolo tecnico contenente:
a) il nome di cui è chiesta la protezione;
a) il nome di cui è chiesta la protezione;
b) il nome e l'indirizzo del richiedente;
b) il nome e l'indirizzo del richiedente;
c) un disciplinare di produzione ai sensi del paragrafo 2 nonché
c) un disciplinare di produzione ai sensi del paragrafo 2 nonché
d) un documento unico riepilogativo del disciplinare di produzione di cui al paragrafo 2.
d) un documento unico riepilogativo del disciplinare di produzione di cui al paragrafo 2.
2.  Il disciplinare di produzione permette agli interessati di verificare le condizioni di produzione relative alla denominazione di origine o all'indicazione geografica.
2.  Il disciplinare di produzione permette agli interessati di verificare le condizioni di produzione relative alla denominazione di origine o all'indicazione geografica.
Tale disciplinare comporta almeno:

a) il nome di cui è chiesta la protezione;
b) una descrizione del vino (dei vini) e in particolare
i) per i vini a denominazione di origine, la descrizione delle principali caratteristiche analitiche e organolettiche;
ii) per i vini a indicazione geografica, la descrizione delle principali caratteristiche analitiche e la valutazione o indicazione delle caratteristiche organolettiche;
c) se del caso, le pratiche enologiche specifiche utilizzate nell'elaborazione del vino (dei vini) nonché le relative restrizioni applicabili a detta elaborazione;
d) la delimitazione della relativa zona geografica;
e) le rese massime per ettaro;
f) un'indicazione della varietà o delle varietà di uve da cui il vino (i vini) è (sono) ottenuto(i);
g) gli elementi che evidenziano le condizioni di cui all'articolo 70, paragrafo 1, lettera a), punto i) o, se del caso, all'articolo 70, paragrafo 1, lettera b), pungo i) sono stati rispettate;
h) le condizioni applicabili riguardanti la produzione del prodotto con una DOP o una IGP stabilite nella legislazione unionale o nazionale oppure, se così previsto dagli Stati membri, da un'organizzazione che gestisce la designazione di origine protetta o l'indicazione geografica protetta;
i) il nome e l'indirizzo delle autorità o degli organismi che verificano il rispetto delle disposizioni del disciplinare, e le relative attribuzioni.
Le condizioni di cui al punto h) del secondo comma sono oggettive, non discriminatorie e compatibili con il diritto dell'Unione.

3.  La domanda di protezione relativa a una zona geografica situata in un paese terzo contiene, oltre agli elementi di cui ai paragrafi 1 e 2, gli elementi che comprovano che la denominazione è protetta nel suo paese di origine.
3.  La domanda di protezione relativa a una zona geografica situata in un paese terzo contiene, oltre agli elementi di cui ai paragrafi 1 e 2, gli elementi che comprovano che la denominazione è protetta nel suo paese di origine.
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Articolo 73
Articolo 73

Articolo 73

Procedura nazionale preliminare

Procedura nazionale preliminare

1.  Le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, a norma all'articolo 71, di vini originari dell'Unione, sono esaminate nell'ambito di una procedura nazionale preliminare.
1.  Le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, a norma all'articolo 71, di vini originari dell'Unione, sono esaminate nell'ambito di una procedura nazionale preliminare.
1 bis. La domanda di protezione è presentata nello Stato membro del cui territorio è originaria la denominazione di origine o l'indicazione geografica.

Lo Stato membro esamina la domanda di protezione per verificare se essa sia conforme alle condizioni stabilite dalla presente sottosezione.

Lo Stato membro garantisce l'adeguata pubblicazione a livello nazionale della domanda e prevede un periodo di almeno due mesi dalla data della pubblicazione, nel corso del quale è possibile fare opposizione per iscritto alla protezione proposta. L'opposizione è sotto forma di una dichiarazione debitamente motivata e può essere fatta da ogni persona fisica o giuridica residente o stabilita sul territorio dello Stato membro avente un interesse legittimo.

2.  Lo Stato membro respinge la domanda se considera che la denominazione di origine o l'indicazione geografica non soddisfi le condizioni applicabili, o sia incompatibile con il diritto dell'Unione.
2.  Lo Stato membro respinge la domanda se considera che la denominazione di origine o l'indicazione geografica non soddisfi le condizioni applicabili stabilite nella presente sottosezione, o sia incompatibile con il diritto dell'Unione.
3.  Se ritiene che le condizioni applicabili siano soddisfatte, lo Stato membro mette in atto una procedura nazionale che garantisce l'adeguata pubblicazione del disciplinare di produzione perlomeno in internet.
3.  Se ritiene che le condizioni stabilite nella presente sottosezione siano rispettate, lo Stato membro:
a) garantisce l'adeguata pubblicazione del disciplinare di produzione di cui all'articolo 71, paragrafo 1, lettera d), perlomeno in internet;
b) presenta alla Commissione una domanda di protezione contenente le seguenti informazioni:
i) il nome e l'indirizzo del richiedente;
ii) il documento unico di cui all'articolo 71, paragrafo 1, lettera d);
iii) una dichiarazione con cui afferma che la domanda presentata dal richiedente soddisfa, a suo giudizio, le condizioni richieste; nonché
iv) il riferimento alla pubblicazione di cui alla lettera a).
Le informazioni di cui al primo comma, lettera b), sono presentate in una delle lingue ufficiali dell'Unione o accompagnate da una traduzione certificata in una di tali lingue.

Emendamento 178
Proposta di regolamento
Articolo 79
Articolo 79

Articolo 79

Relazione con i marchi commerciali

Relazione con i marchi commerciali

1.   Se una denominazione di origine o un'indicazione geografica è protetta in virtù del presente regolamento, la registrazione di un marchio commerciale il cui uso rientra nella fattispecie dell'articolo 80, paragrafo 2, e riguarda un prodotto che rientra in una delle categorie elencate nell'allegato VI, parte II, è respinta se la domanda di registrazione del marchio è presentata posteriormente alla data di presentazione della domanda di protezione della denominazione di origine o dell'indicazione geografica alla Commissione e se la denominazione di origine o l'indicazione geografica ottiene successivamente la protezione.
1.  La registrazione di un marchio commerciale che contiene una denominazione di origine protetta o un'indicazione geografica protetta a titolo del presente regolamento, o che è costituito da tale denominazione o indicazione, il cui uso rientra nella fattispecie dell'articolo 80, paragrafo 2, e riguarda un prodotto che rientra in una delle categorie elencate nell'allegato VI, parte II, è respinta se la domanda di registrazione del marchio è inoltrata posteriormente alla data di presentazione della domanda di protezione della denominazione di origine o dell'indicazione geografica alla Commissione e se la denominazione di origine o l'indicazione geografica ottiene successivamente la protezione.
I marchi registrati in violazione del primo comma sono annullati.

I marchi registrati in violazione del primo comma sono annullati.

2.  Fatto salvo l'articolo 78, paragrafo 2, un marchio il cui uso rientra nella fattispecie dell'articolo 80, paragrafo 2, che sia stato richiesto, depositato, registrato o, nei casi in cui ciò sia previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l'uso sul territorio dell'Unione anteriormente alla data di presentazione alla Commissione della domanda di protezione della denominazione di origine o dell'indicazione geografica può continuare ad essere utilizzato e rinnovato nonostante la protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, purché non sussistano i motivi di nullità o decadenza del marchio previsti dalla direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa o dal regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario.
2.  Fatto salvo l'articolo 78, paragrafo 2, un marchio il cui uso rientra nella fattispecie dell'articolo 80, paragrafo 2, che sia stato depositato, registrato o, nei casi in cui ciò sia previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l'uso in buona fede sul territorio dell'Unione anteriormente alla data di presentazione della denominazione di origine o dell'indicazione geografica nel paese d'origine oppure entro il 1° gennaio 1996, può continuare ad essere utilizzato nonostante la protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, purché non sussistano i motivi di nullità o decadenza del marchio previsti dalla direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa o dal regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario.
In tali casi l'uso della denominazione di origine o dell'indicazione geografica è permesso insieme a quello dei relativi marchi.

In tali casi l'uso della denominazione di origine o dell'indicazione geografica è permesso insieme a quello dei relativi marchi.

Emendamento 179
Proposta di regolamento
Articolo 82
Articolo 82

Articolo 82

Modifiche del disciplinare

Modifiche del disciplinare

1.  Ogni richiedente che soddisfi le condizioni previste a norma dell'articolo 86, paragrafo 4, lettera b), può chiedere l'approvazione di una modifica del disciplinare di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta, in particolare per tener conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche o per rivedere la delimitazione della zona geografica. La domanda descrive le modifiche che ne costituiscono l'oggetto e le relative motivazioni.
1.  Ogni richiedente che soddisfi le condizioni previste a norma dell'articolo 72 può chiedere l'approvazione di una modifica del disciplinare di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta, in particolare per tener conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche o per rivedere la delimitazione della zona geografica di cui all'articolo 71, paragrafo 2, secondo comma, lettera d). La domanda descrive le modifiche che ne costituiscono l'oggetto e le relative motivazioni.
In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri o i paesi terzi interessati, o la loro autorità competente, possono chiedere l'approvazione di una modifica del disciplinare di una denominazione di vini protetta preesistente ai sensi dell'articolo 84, paragrafo 1.

1 bis. Se la modifica proposta contiene una o più modifiche del documento unico di cui all'articolo 71, paragrafo 1, lettera d), alla domanda di modifica si applicano, mutatis mutandis, gli articoli da 73 a 76. Tuttavia, se si tratta di modifiche minori, la Commissione adotta atti di esecuzione in cui figura la sua decisione di approvare la domanda senza ricorrere alla procedura prevista dall'articolo 74, paragrafo 2, e dall'articolo 75 e, in caso di approvazione, la Commissione procede alla pubblicazione degli elementi di cui all'articolo 74, paragrafo 3. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

1 ter. Se la modifica proposta non comporta alcuna modifica del documento unico, si applicano le seguenti regole:

a) se la zona geografica è situata in uno Stato membro, quest'ultimo si pronuncia sull'approvazione della modifica e, in caso di parere positivo, pubblica il disciplinare modificato e informa la Commissione delle modifiche approvate e dei relativi motivi;
b) se la zona geografica è situata in un paese terzo, la Commissione si pronuncia mediante atti di esecuzione sull'approvazione della modifica proposta. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 180
Proposta di regolamento
Articolo 84
Articolo 84

Articolo 84

Denominazioni di vini protette preesistenti

Denominazioni di vini protette preesistenti

1.  Le denominazioni di vini protette in virtù degli articoli 51 e 54 del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio e dell'articolo 28 del regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione sono automaticamente protette in virtù del presente regolamento. La Commissione le iscrive nel registro di cui all'articolo 81 del presente regolamento.
1.  Le denominazioni di vini di cui agli articoli 51 e 54 del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio e all'articolo 28 del regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione sono automaticamente protette in virtù del presente regolamento. La Commissione le iscrive nel registro di cui all'articolo 81 del presente regolamento.
2.   Mediante atti di esecuzione la Commissione adotta i provvedimenti formali necessari per eliminare dal registro di cui all'articolo 81 le denominazioni dei vini cui si applica l'articolo 191, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. [COM(2010) 799].
2.   La Commissione può adottare atti di esecuzione per eliminare dal registro di cui all'articolo 81 le denominazioni dei vini cui si applica l'articolo 118 vicies, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1234/2007. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  L'articolo 83 non si applica alle denominazioni di vini protette preesistenti di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
3.  L'articolo 83 non si applica alle denominazioni di vini protette preesistenti di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
Fino al 31 dicembre 2014 la Commissione può decidere di propria iniziativa, mediante atti di esecuzione, la cancellazione della protezione di denominazioni di vini protette preesistenti di cui al paragrafo 1 che non rispettano le condizioni previste dall'articolo 70.

Fino al 31 dicembre 2014 la Commissione può decidere di propria iniziativa, mediante atti di esecuzione, la cancellazione della protezione di denominazioni di vini protette preesistenti di cui al paragrafo 1 che non rispettano le condizioni previste dall'articolo 70.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

4.  Per la Croazia le denominazioni dei vini pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono protette in virtù del presente regolamento, fatto salvo l'esito favorevole della procedura di opposizione. La Commissione le inserisce nel registro di cui all’articolo 81.
4.  Per la Croazia le denominazioni dei vini pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono protette in virtù del presente regolamento, fatto salvo l'esito favorevole della procedura di opposizione. La Commissione le inserisce nel registro di cui all’articolo 81.
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Articolo 86
Articolo 86

Articolo 86

Poteri delegati

Poteri delegati

1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 5 del presente articolo.
1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 5 del presente articolo.
2.  Tenendo conto delle specificità della produzione nella zona geografica delimitata, la Commissione può adottare, mediante atti delegati:
2.  Tenendo conto delle specificità della produzione nella zona geografica delimitata, la Commissione può adottare, mediante atti delegati:
a) i principi per la delimitazione della zona geografica e
a) i dettagli supplementari per la delimitazione della zona geografica e
b) le definizioni, le restrizioni e le deroghe relative alla produzione nella zona geografica delimitata.
b) le restrizioni e le deroghe relative alla produzione nella zona geografica delimitata.
3.  Tenendo conto della necessità di garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le condizioni alle quali il disciplinare di produzione può comprendere requisiti supplementari.
3.  Tenendo conto della necessità di garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, le condizioni alle quali il disciplinare di produzione può comprendere requisiti supplementari.
4.  Tenendo conto della necessità di garantire gli interessi legittimi e gli interessi dei produttori o degli operatori la Commissione può adottare, mediante atti delegati, disposizioni riguardanti:
4.  Tenendo conto della necessità di garantire gli interessi legittimi e gli interessi dei produttori o degli operatori la Commissione può adottare, mediante atti delegati, disposizioni riguardanti:
a) gli elementi del disciplinare di produzione;
b) il tipo di richiedente ammesso a chiedere la protezione di una denominazione di origine o di una indicazione geografica;
b) il tipo di richiedente ammesso a chiedere la protezione di una denominazione di origine o di una indicazione geografica;
c) le condizioni da rispettare per quanto riguarda le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, le procedure nazionali preliminari, l'esame da parte della Commissione, la procedura di opposizione e le procedure per la modifica, la cancellazione o la conversione di denominazioni di origine protette o di indicazioni geografiche protette;
c) le condizioni da rispettare per quanto riguarda le domande di protezione di una denominazione di origine o di un'indicazione geografica, l'esame da parte della Commissione, la procedura di opposizione e le procedure per la modifica, la cancellazione o la conversione di denominazioni di origine protette o di indicazioni geografiche protette;
d) le condizioni applicabili alle domande transfrontaliere;
d) le condizioni applicabili alle domande transfrontaliere;
e) le condizioni per le domande di protezione relative a una zona geografica situata in un paese terzo;
e) le condizioni per le domande di protezione relative a una zona geografica situata in un paese terzo;
f) la data di entrata in applicazione della protezione o della modifica di una protezione;
f) la data di entrata in applicazione della protezione o della modifica di una protezione;
g) le condizioni connesse alle modifiche del disciplinare.
g) le condizioni connesse alle modifiche del disciplinare e le condizioni alle quali una modifica è da considerarsi minore ai sensi dell'articolo 82, paragrafo 1 bis.
5.  Tenendo conto della necessità di garantire una protezione adeguata, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, restrizioni riguardanti la denominazione protetta.
5.  Tenendo conto della necessità di garantire una protezione adeguata, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, restrizioni riguardanti la denominazione protetta.
6.  Tenendo conto della necessità di garantire che le disposizioni della presente sottosezione non pregiudichino gli operatori economici e le autorità competenti riguardo alle denominazioni di vini che sono state protette anteriormente al 1° agosto 2009, oppure la cui domanda di protezione sia stata presentata anteriormente a tale data, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, disposizioni transitorie riguardanti:
a) le denominazioni di vini riconosciute dagli Stati membri quali denominazioni di origine o indicazioni geografiche al 1° agosto 2009 e le denominazioni di vini la cui domanda di protezione sia stata presentata anteriormente a tale data;
b) la procedura nazionale preliminare;
c) i vini immessi sul mercato o etichettati anteriormente a una data specifica nonché
d) le modifiche del disciplinare.
Emendamento 182
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Le menzioni tradizionali sono riconosciute, definite e protette dalla Commissione.

Emendamento 183
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter. Le menzioni tradizionali sono protette esclusivamente nella lingua e per le categorie di prodotti vitivinicoli figuranti nella relativa domanda:

a) contro qualsiasi usurpazione, anche quando la menzione protetta è accompagnata da espressioni quali «genere», «tipo», «metodo», «alla maniera», «imitazione», «gusto», «come» o simili;
b) contro qualsiasi altra indicazione falsa o ingannevole relativa alla natura, alle caratteristiche o alle qualità essenziali del prodotto usata sulla confezione o sull'imballaggio, nella pubblicità o sui documenti relativi;
c) contro qualsiasi altra prassi atta a indurre in errore il consumatore e in particolare idonea a far supporre che il vino fruisca della menzione tradizionale protetta.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater. Se una menzione tradizionale è protetta in virtù del presente regolamento, la registrazione di un marchio il cui uso violerebbe l'articolo 89 quater è valutata a norma della direttiva 2008/95/CE o del regolamento (CE) n. 207/2009.

I marchi registrati in violazione del primo comma sono dichiarati nulli, su richiesta, in conformità alle procedure applicabili previste dalla direttiva 2008/95/CE o dal regolamento (CE) n. 207/2009.

Un marchio corrispondente a una delle situazioni descritte dall'articolo 89 quater del presente regolamento e che sia stato richiesto, registrato o, nei casi in cui ciò sia previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l'uso sul territorio dell'Unione anteriormente al 4 maggio 2002 o anteriormente alla data in cui è stata presentata alla Commissione la domanda di protezione della menzione tradizionale, può continuare a essere utilizzato e rinnovato nonostante la protezione della menzione tradizionale. In tal caso l'uso della menzione tradizionale è consentito insieme a quello del marchio corrispondente.

Un nome non è protetto in quanto menzione tradizionale qualora, a causa della notorietà e della reputazione di un marchio commerciale, la protezione sia suscettibile di indurre in errore il consumatore quanto alla vera identità, alla natura, alle caratteristiche o alla qualità del vino.

Emendamento 185
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 quinquies (nuovo)
1 quinquies. La protezione della menzione per cui è presentata la domanda, omonima o parzialmente omonima di una menzione tradizionale già protetta ai sensi del presente capo, tiene debitamente conto degli usi locali e tradizionali e dei rischi di confusione. Una menzione omonima che induca in errore il consumatore circa la natura, la qualità o la vera origine dei prodotti non è registrata, nemmeno se è esatta.

L'impiego di una menzione omonima protetta è autorizzato esclusivamente in condizioni pratiche tali da assicurare che la menzione omonima protetta successivamente sia sufficientemente differenziata da quella già protetta, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo ai produttori interessati e di non indurre in errore il consumatore.

Emendamento 186
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 sexies (nuovo)
1 sexies. Entro due mesi dalla data di pubblicazione della domanda da parte della Commissione, ogni Stato membro o paese terzo, oppure ogni persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo, può opporsi al riconoscimento proposto presentando un ricorso in opposizione.

Emendamento 187
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 septies (nuovo)
1 septies. Un richiedente può chiedere l'approvazione di una modifica di una menzione tradizionale, della lingua indicata, del vino o dei vini interessati o della sintesi della definizione o delle condizioni d'uso della menzione tradizionale di cui trattasi.

Emendamento 188
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1 octies (nuovo)
1 octies. Su richiesta debitamente motivata di uno Stato membro, di un paese terzo o di una persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo, la Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, la cancellazione della protezione di una menzione tradizionale qualora non risponda più alla definizione di cui all'articolo 89.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 189
Proposta di regolamento
Articolo 89 bis (nuovo)
Articolo 89 bis

Condizioni di utilizzo delle menzioni tradizionali

1.  La menzione da proteggere è espressa:
a) nella lingua o nelle lingue ufficiali, nella lingua regionale o nelle lingue regionali dello Stato membro o del paese terzo di cui è originaria, oppure
b) nella lingua di tale menzione usata in commercio.
2.  La menzione usata in una determinata lingua si riferisce ai prodotti specifici di cui all′articolo 69, paragrafo 1.
3.  La menzione è registrata nell'ortografia originale.
Emendamento 190
Proposta di regolamento
Articolo 89 ter (nuovo)
Articolo 89 ter

Condizioni di validità

1.  Il riconoscimento di una menzione tradizionale è accolto se:
a) la menzione consiste esclusivamente in:
i) un nome tradizionalmente usato in commercio in un′ampia parte del territorio dell'Unione, o del paese terzo interessato, per distinguere le specifiche categorie di prodotti vitivinicoli di cui all′articolo 69, paragrafo 1, oppure
ii) un nome notorio, tradizionalmente usato in commercio nel territorio di almeno uno Stato membro o del paese terzo interessato per distinguere le specifiche categorie di prodotti vitivinicoli di cui all'articolo 69, paragrafo 1;
b) la menzione è conforme ai requisiti seguenti:
i) non è generica;
ii) è definita e disciplinata dalla normativa dello Stato membro, oppure
iii) è soggetta a condizioni d′impiego conformi alle norme applicabili ai produttori di vino del paese terzo di cui trattasi, comprese quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative.
2.  Ai fini del paragrafo 1, lettera a), per uso tradizionale si intende:
a) una durata di almeno cinque anni nel caso di menzioni espresse in una lingua o in lingue di cui all′articolo 89 bis, paragrafo 1, lettera a);
b) una durata di almeno quindici anni nel caso di menzioni espresse in una lingua o in lingue di cui all′articolo 89 bis, paragrafo 1, lettera b).
3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera c), punto i), si intende per «generica» la denominazione di una menzione tradizionale che, pur riferendosi a un metodo di produzione o di invecchiamento specifico, oppure alla qualità, al colore, al tipo di località o a un particolare connesso alla storia di un prodotto vitivinicolo, è divenuta il nome comune del prodotto vitivinicolo in questione nell'Unione.
4.  Le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera b), del presente articolo, non si applicano alle menzioni tradizionali di cui all′articolo 89, lettera b).
Emendamento 191
Proposta di regolamento
Articolo 89 quater (nuovo)
Articolo 89 quater

Richiedenti

1.  Le autorità competenti degli Stati membri o dei paesi terzi o le organizzazioni professionali rappresentative stabilite nei paesi terzi possono presentare alla Commissione una domanda di protezione di menzioni tradizionali ai sensi dell′articolo 89.
2.  Per «organizzazioni professionali rappresentative» si intendono le organizzazioni di produttori o le associazioni di organizzazioni di produttori che hanno adottato le stesse norme e operano in una o più zone viticole a denominazione di origine o indicazione geografica e che raggruppano almeno due terzi dei produttori della(e) zona(e) a denominazione di origine o indicazione geografica nella quale operano e coprono almeno due terzi della produzione di tale(i) zona(e). Un′organizzazione professionale rappresentativa può presentare una domanda di protezione solo per i vini che produce.
Emendamento 192
Proposta di regolamento
Articolo 89 quinquies (nuovo)
Articolo 89 quinquies

Procedura di riconoscimento

La Commissione adotta una decisione di rigetto o di riconoscimento della menzione tradizionale in base alla documentazione di cui dispone. Essa valuta se siano soddisfatte le condizioni di cui agli articoli 89, 89 bis e 89 ter o previste all'articolo 90 bis, paragrafo 3, o all'articolo 90 ter.

La decisione di rigetto è comunicata all′opponente e alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al rappresentante dell′organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese terzo.

Emendamento 193
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 3 – lettera a
a) i richiedenti ammessi a chiedere la protezione di una menzione tradizionale;
soppresso
Emendamento 194
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 3 – lettera c
c) i motivi di opposizione al proposto riconoscimento di una menzione tradizionale;
soppresso
Emendamento 195
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 3 – lettera d
d) la portata della protezione, la relazione con i marchi commerciali, le menzioni tradizionali protette, le denominazioni di origine protette o le indicazioni geografiche protette, gli omonimi o determinate varietà di uve da vino;
soppresso
Emendamento 196
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 3 – lettera e
e) i motivi di cancellazione di una menzione tradizionale;
soppresso
Emendamento 197
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 4
4.  Tenendo conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, la Commissione può, mediante atti delegati, stabilire le condizioni alle quali sui prodotti di paesi terzi possono essere impiegate menzioni tradizionali protette e adottare deroghe all'articolo 89.
4.  Tenendo conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, la Commissione può, mediante atti delegati, in deroga all'articolo 89, stabilire le condizioni alle quali sui prodotti di paesi terzi possono essere impiegate menzioni tradizionali protette.
Emendamento 198
Proposta di regolamento
Articolo 93 – comma 1 bis (nuovo)
Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafo 2 o 3.

Emendamento 199
Proposta di regolamento
Articolo 95
Salvo se altrimenti disposto dal presente regolamento, all'etichettatura e alla presentazione si applicano la direttiva 2008/95/CE, la direttiva 89/396/CEE del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

1.  Salvo se altrimenti disposto dal presente regolamento, all'etichettatura e alla presentazione si applicano la direttiva 2008/95/CE, la direttiva 89/396/CEE del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
L’etichettatura dei prodotti di cui ai punti 1-11, 13, 15 e 16 dell'allegato VI, parte II, può essere completata da indicazioni diverse da quelle previste dal presente regolamento soltanto ove soddisfino i requisiti dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2000/13/CE.

1 bis. Se uno o più degli ingredienti elencati nell’allegato III bis della direttiva 2000/13/CE sono presenti in uno dei prodotti di cui all’allegato VI, parte II, del presente regolamento, devono figurare sull'etichetta, preceduti dalla parola «contiene».

Per i solfiti si possono usare i seguenti termini: «solfiti», «sulfiti», «anidride solforosa» o «biossido di zolfo».

1 ter. L'elenco degli ingredienti di cui al paragrafo 1 bis può essere integrato dall'uso di un pittogramma. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 160 per stabilire l'uso di detti pittogrammi.

Emendamento 200
Proposta di regolamento
Articolo 96 – paragrafo 2
2.  In deroga al paragrafo 1, lettera a), il riferimento alla categoria di prodotti vitivinicoli può essere omesso per i vini sulla cui etichetta figura il nome di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta.
2.  In deroga al paragrafo 1, lettera a), il riferimento alla categoria di prodotti vitivinicoli può essere omesso per i vini sulla cui etichetta figura il nome di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta e per il vino spumante di qualità sulla cui etichetta figura il termine «Sekt».
Emendamento 201
Proposta di regolamento
Articolo 96 – paragrafo 3 – lettera a
a) se sull'etichetta figura una menzione tradizionale di cui all'articolo 89, lettera a);
a) se sull'etichetta figura una menzione tradizionale di cui all'articolo 89, paragrafo 1, lettera a), in conformità della legislazione dello Stato membro o del disciplinare di produzione di cui all'articolo 71, paragrafo 2, del presente regolamento;
Emendamento 202
Proposta di regolamento
Articolo 99 – paragrafo 2 - parte introduttiva
2.  Tenendo conto della necessità di garantire la conformità con le regole orizzontali in materia di etichettatura e di presentazione e di considerare le specificità del settore vitivinicolo, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, definizioni, regole e restrizioni riguardanti:
2.  Tenendo conto della necessità di garantire la conformità con le regole orizzontali in materia di etichettatura e di presentazione e di considerare le specificità del settore vitivinicolo, la Commissione può adottare, mediante atti delegati, regole e restrizioni riguardanti:
Emendamento 203
Proposta di regolamento
Articolo 99 – paragrafo 6
6.  Alla luce della necessità di tener conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, la Commissione può, mediante atti delegati, adottare deroghe alla presente sezione per quanto riguarda gli scambi tra l'Unione e alcuni paesi terzi.
6.  Alla luce della necessità di tener conto delle specificità degli scambi commerciali tra l'Unione e alcuni paesi terzi, la Commissione può, mediante atti delegati, adottare deroghe alla presente sezione per quanto riguarda le esportazioni verso alcuni paesi terzi.
Emendamento 204
Proposta di regolamento
Articolo 100 bis (nuovo)
Articolo 100 bis

Durata

Eccezion fatta per l'articolo 101, paragrafi 1, 2 ter, 2 quinquies e 2 sexies e per l'articolo 101 bis, la presente sezione si applica fino al termine della campagna di commercializzazione 2019/2020.

Emendamento 205
Proposta di regolamento
Parte II – titolo I – capo IIsezione 1 – sottosezione 1 (nuova)
SOTTOSEZIONE 1

MISURE SPECIFICHE

Emendamento 206
Proposta di regolamento
Articolo 101
Articolo 101

Articolo 101

Accordi nel settore dello zucchero

Accordi nel settore dello zucchero

1.  Le condizioni di acquisto delle barbabietole da zucchero e della canna da zucchero, inclusi i contratti di fornitura prima della semina, sono disciplinate da accordi interprofessionali scritti stipulati tra i produttori di barbabietole da zucchero e di canna da zucchero dell'Unione e le imprese produttrici di zucchero dell'Unione.
1.  Le condizioni di acquisto delle barbabietole da zucchero e della canna da zucchero o, in loro nome, le organizzazioni di cui sono membri, inclusi i contratti di fornitura prima della semina, sono disciplinate da accordi interprofessionali scritti stipulati tra i produttori di barbabietole da zucchero e di canna da zucchero dell'Unione e le imprese produttrici di zucchero dell'Unione o, in loro nome, dalle organizzazioni di cui sono membri.
2.  Tenendo conto delle peculiarità del settore dello zucchero, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 160 per quanto riguarda le condizioni degli accordi di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
2 bis. Nei contratti di fornitura si distingue tra barbabietole a seconda che siano destinate a produrre quantitativi di:

a) zucchero di quota; oppure
b) zucchero fuori quota.
2 ter. Ogni impresa produttrice di zucchero comunica allo Stato membro nel cui territorio produce zucchero le seguenti informazioni:

a) i quantitativi di barbabietole di cui al paragrafo 2 bis, lettera a), per i quali ha stipulato contratti di fornitura prima della semina, nonché il tenore di zucchero su cui si basano i contratti;
b) la resa corrispondente stimata.
Gli Stati membri possono esigere informazioni supplementari.

2 quater. Le imprese produttrici di zucchero che non abbiano stipulato, prima della semina, contratti di fornitura al prezzo minimo della barbabietola di quota, come previsto dall'articolo 101 octies, per un quantitativo di barbabietole corrispondente allo zucchero per il quale detengono una quota, adeguato, se del caso, applicando il coefficiente di ritiro preventivo fissato ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 2, primo comma, sono tenute a pagare almeno il prezzo minimo della barbabietola di quota per tutte le barbabietole da esse trasformate in zucchero.

2 quinquies. Previa autorizzazione dello Stato membro interessato, gli accordi interprofessionali possono derogare ai paragrafi 2 bis, 2 ter e 2 quater.

2 sexies. In assenza di accordi interprofessionali, lo Stato membro interessato può adottare le misure necessarie compatibili con il presente regolamento per tutelare gli interessi delle parti in causa.

Emendamento 207
Proposta di regolamento
Articolo 101 bis (nuovo)
Articolo 101 bis

Comunicazione dei prezzi di mercato dello zucchero

La Commissione può, mediante atti di esecuzione, istituire un sistema di informazione sui prezzi praticati sul mercato dello zucchero, compreso un dispositivo per la pubblicazione del livello dei prezzi su questo mercato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Il sistema di cui al primo comma si basa sulle informazioni fornite dalle imprese produttrici di zucchero bianco o da altri operatori commerciali del settore dello zucchero. Queste informazioni sono trattate in modo riservato.

La Commissione provvede affinché le informazioni pubblicate non permettano di identificare i prezzi praticati dalle singole imprese o dai singoli operatori.

Emendamento 208
Proposta di regolamento
Articolo 101 ter (nuovo)
Articolo 101 ter

Tassa sulla produzione

1.  È riscossa una tassa sulla produzione delle quote di zucchero, di isoglucosio e di sciroppo di inulina detenute dalle imprese che producono tali prodotti di cui all'articolo 101 nonies, paragrafo 2, nonché sui quantitativi fuori quota di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera e).
2.  La tassa sulla produzione è fissata a 12,00 EUR per tonnellata di zucchero di quota e sciroppo di inulina di quota. Per l'isoglucosio la tassa sulla produzione è pari al 50% della tassa applicabile allo zucchero.
3.  Lo Stato membro addebita l'intero importo della tassa sulla produzione, versato a norma del paragrafo 1, alle imprese stabilite nel suo territorio in proporzione alla quota da esse detenuta nel corso della rispettiva campagna di commercializzazione.
Le imprese effettuano i pagamenti entro la fine di febbraio della pertinente campagna di commercializzazione.

4.  Le imprese dell'Unione produttrici di zucchero e di sciroppo di inulina hanno la facoltà di addebitare il 50% della relativa tassa sulla produzione ai produttori di barbabietole da zucchero o di canna da zucchero o ai fornitori di cicoria.
Emendamento 209
Proposta di regolamento
Articolo 101 quater (nuovo)
Articolo 101 quater

Restituzione alla produzione

1.  I prodotti del settore dello zucchero elencati all'allegato I, parte III, lettere da b) a e), possono beneficiare, fino al termine della campagna di commercializzazione 2019/2020, di una restituzione alla produzione qualora non sia disponibile zucchero eccedente o zucchero importato, isoglucosio eccedente o sciroppo di inulina eccedente ad un prezzo corrispondente al prezzo del mercato mondiale per la fabbricazione dei prodotti di cui all'articolo 101 quaterdecies, paragrafo 2, lettere b) e c).
2.  La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a fissare le restituzioni alla produzione di cui al paragrafo 1 di cui al paragrafo 1. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 162, paragrafo 2..
3.  Per tener conto delle peculiarità del mercato dello zucchero fuori quota nell'Unione, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati adottati in base alla procedura d'esame prevista all'articolo 160 per definire le condizioni per la concessione della restituzione alla produzione di cui alla presente sezione.
Emendamento 210
Proposta di regolamento
Articolo 101 quinquies (nuovo)
Articolo 101 quinquies

Ritiro di zucchero dal mercato

1.  Tenuto conto della necessità di evitare le situazioni di repentino crollo dei prezzi sul mercato interno e rimediare alle situazioni di sovrapproduzione determinate sulla base del bilancio previsionale di approvvigionamento, e tenuto conto degli impegni dell'Unione che scaturiscono da accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato, la Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, di ritirare dal mercato, per una determinata campagna di commercializzazione, i quantitativi di zucchero, di isoglucosio o di sciroppo di inulina di quota che superano la soglia calcolata ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo.
In tal caso, le importazioni di zucchero bianco e zucchero greggio provenienti da tutte le fonti e non riservate alla produzione di uno dei prodotti di cui all'articolo 101 quaterdecies, paragrafo 2, sono ritirate dal mercato nella stessa percentuale per la campagna di commercializzazione considerata.

2.  La soglia di ritiro di cui al paragrafo 1 è calcolata, per ogni impresa detentrice di una quota, moltiplicando la rispettiva quota per un coefficiente. La Commissione può adottare atti di esecuzione per fissare tale coefficiente entro il 28 febbraio della campagna precedente, in base alle tendenze prevedibili del mercato.
In base alle tendenze aggiornate del mercato, la Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione entro il 31 ottobre della campagna di commercializzazione considerata, di adeguare o, qualora non sia stato fissato ai sensi del primo comma, di fissare un coefficiente.

3.  Le imprese detentrici di quote hanno l'obbligo di immagazzinare a proprie spese, fino all'inizio della campagna successiva, lo zucchero di quota che supera la soglia calcolata ai sensi del paragrafo 2. I quantitativi di zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina ritirati dal mercato nel corso di una data campagna di commercializzazione si considerano i primi quantitativi di quota della campagna successiva.
In deroga al primo comma, tenendo conto delle tendenze prevedibili del mercato dello zucchero, la Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, di considerare, per la campagna di commercializzazione in corso e/o per la campagna successiva, tutto o parte dello zucchero, dell’isoglucosio o dello sciroppo d'inulina ritirato come:

a) zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina eccedente atto a diventare zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina industriale, oppure
b) una quota di produzione temporanea, parte della quale può essere riservata all'esportazione nel rispetto degli impegni assunti dall'Unione nel quadro di accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato.
4.  Se l’offerta di zucchero nell’Unione è inadeguata, la Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, che un certo quantitativo di zucchero, di isoglucosio o di sciroppo di inulina ritirato dal mercato possa essere venduto sul mercato dell’Unione prima della fine del periodo di ritiro.
5.  Qualora lo zucchero ritirato dal mercato sia considerato la prima produzione di zucchero della campagna successiva, i bieticoltori percepiscono il prezzo minimo fissato per tale campagna.
Qualora lo zucchero ritirato dal mercato diventi zucchero industriale o sia esportato a norma del paragrafo 3, lettere a) e b), del presente articolo, non si applicano le disposizioni dell'articolo 101 octies sul prezzo minimo.

Qualora lo zucchero ritirato dal mercato sia venduto sul mercato dell'Unione prima della fine del periodo di ritiro a norma del paragrafo 4, i bieticoltori percepiscono il prezzo minimo della campagna di commercializzazione in corso.

6.  Gli atti di esecuzione di cui al presente articolo sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 211
Proposta di regolamento
Articolo 101 quinquies bis (nuovo)
Articolo 101 quinquies bis

Meccanismo temporaneo di gestione del mercato

Fatti salvi gli accordi conclusi in conformità all'articolo 218 del trattato e fino al termine del sistema di quote, la Commissione può attivare, mediante atti di esecuzione, un meccanismo temporaneo di gestione del mercato destinato a risolvere gravi squilibri del mercato che innesca le seguenti misure:

– l'introduzione di zucchero fuori quota sul mercato interno, applicando le stesse condizioni previste per lo zucchero di quota, come descritto all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera e); nonché
– in particolare quando i dati della Commissione per lo zucchero greggio d'importazione e per lo zucchero bianco raggiungano un livello inferiore a 3 milioni di tonnellate per la campagna di commercializzazione, la sospensione dei dazi all'importazione, come descritto all'articolo 130 ter.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 212
Proposta di regolamento
Articolo 101 sexies (nuovo)
Articolo 101 sexies

Poteri delegati

Per tener conto delle peculiarità del settore dello zucchero e garantire che gli interessi di tutte le parti siano debitamente presi in considerazione, nonché alla luce dell'esigenza di prevenire alterazioni del mercato, la Commissione può adottare, mediante atti delegati conformemente all'articolo 160, norme concernenti:

a) i contratti di fornitura e le condizioni di acquisto di cui all'articolo 101, paragrafo 1;
b) i criteri che le imprese produttrici di zucchero sono tenute ad applicare quando ripartiscono fra i venditori i quantitativi di barbabietole che devono formare oggetto dei contratti di fornitura prima della semina ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 2 ter;
c) il meccanismo temporaneo di gestione del mercato di cui all'articolo 101 quinquies bis sulla base del bilancio previsionale di approvvigionamento, comprese la condizioni per l'immissione di zucchero fuori quota sul mercato interno applicando le stesse condizioni previste per lo zucchero di quota di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera e).
Emendamento 213
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo IIsezione 1 – sottosezione 1 bis (nuova)
SOTTOSEZIONE 1 bis

REGIME DI REGOLAZIONE DELLA PRODUZIONE

Emendamento 214
Proposta di regolamento
Articolo 101 septies (nuovo)
Articolo 101 septies

Quote nel settore dello zucchero

1.  Un regime di quote o di contingentamento è applicabile allo zucchero, all'isoglucosio e allo sciroppo di inulina.
2.  In riferimento ai regimi di quote di cui al paragrafo 1 del presente articolo, se un produttore supera la quota in questione e non utilizza i quantitativi eccedenti previsti dall'articolo 101 terdecies, un prelievo sulle eccedenze viene riscosso su tali quantitativi secondo le condizioni stabilite agli articoli da 101 terdecies a 101 sexdecies.
Emendamento 215
Proposta di regolamento
Articolo 101 octies (nuovo)
Articolo 101 octies

Prezzo minimo della barbabietola

1.  Fino al termine della campagna di commercializzazione 2019/2020, il prezzo minimo della barbabietola di quota è pari a 26,29 EUR/t.
2.  Il prezzo minimo di cui al paragrafo 1 si applica alla barbabietola da zucchero di qualità tipo definita nell'allegato III, parte B.
3.  Le imprese produttrici di zucchero, che acquistano barbabietole di quota atte ad essere trasformate in zucchero di quota e destinate alla produzione di zucchero di quota, sono tenute a pagare almeno il prezzo minimo, adeguato applicando le maggiorazioni o le riduzioni corrispondenti alle differenze di qualità rispetto alla qualità tipo.
Per adeguare il prezzo nel caso in cui l'effettiva qualità della barbabietola si discosti dalla qualità tipo, le maggiorazioni e le riduzioni di cui al primo comma si applicano conformemente alle norme adottate dalla Commissione mediante atti delegati ai sensi dell'articolo 101 septdecies, paragrafo 5.

4.  Per i quantitativi di barbabietole da zucchero corrispondenti ai quantitativi di zucchero industriale o di zucchero eccedente soggetti al prelievo sulle eccedenze di cui all'articolo 101 sexdecies, le imprese produttrici di zucchero interessate adeguano il prezzo di acquisto in modo da farlo corrispondere almeno al prezzo minimo delle barbabietole di quota.
Emendamento 216
Proposta di regolamento
Articolo 101 nonies (nuovo)
Articolo 101 nonies

Ripartizione delle quote

1.  Le quote nazionali e regionali di produzione di zucchero, isoglucosio e sciroppo di insulina sono fissate nell'allegato III ter.
In deroga al primo comma, la Commissione, mediante atti di esecuzione adottati senza applicazione dell'articolo 162, paragrafo 2 o 3, e su richiesta degli Stati membri interessati, può assegnare quote di produzione a Stati membri che rinunciano alla propria quota piena, in conformità al regolamento (CE) n. 320/2006 del Consiglio. Ai fini del presente comma, nella valutazione di una richiesta di uno Stato membro, la Commissione non terrà conto delle quote assegnate a imprese situate nelle regione ultraperiferiche dell'Unione.

2.  Gli Stati membri assegnano una quota a ogni impresa produttrice di zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina stabilita nel loro territorio e riconosciuta a norma dell'articolo 101 decies.
Per ciascuna impresa la quota attribuita è pari alla quota assegnata all'impresa a norma del regolamento (UE) n. 513/2010 per la campagna di commercializzazione 2010/2011.

3.  In caso di assegnazione di una quota ad un'impresa produttrice di zucchero che possiede più stabilimenti, gli Stati membri adottano le misure che ritengono necessarie per tenere adeguatamente conto degli interessi dei produttori di barbabietole e di canna da zucchero.
Emendamento 217
Proposta di regolamento
Articolo 101 decies (nuovo)
Articolo 101 decies

Imprese riconosciute

1.  A richiesta, gli Stati membri riconoscono le imprese produttrici di zucchero, di isoglucosio o di sciroppo di inulina ovvero le imprese che trasformano detti prodotti in uno dei prodotti elencati all'articolo 101 quaterdecies, paragrafo 2, a condizione che queste:
a) comprovino la propria capacità professionale di produzione;
b) accettino di fornire tutte le informazioni necessarie e di sottoporsi ai controlli di cui al presente regolamento;
c) non siano oggetto di un provvedimento di sospensione o revoca dell'accreditamento.
2.  Le imprese riconosciute forniscono le seguenti informazioni allo Stato membro nel cui territorio ha luogo il raccolto delle barbabietole o delle canne oppure la raffinazione:
a) i quantitativi di barbabietole o di canne per i quali è stato concluso un contratto di fornitura, nonché le corrispondenti rese stimate di barbabietola o di canna e di zucchero per ettaro;
b) dati relativi alle consegne previste ed effettive di barbabietola da zucchero, di canna da zucchero e di zucchero greggio, dati relativi alla produzione di zucchero e dichiarazioni relative alle scorte di zucchero;
c) i quantitativi di zucchero bianco venduto, con indicazione del relativo prezzo e delle condizioni di vendita corrispondenti.
Emendamento 218
Proposta di regolamento
Articolo 101 undecies (nuovo)
Articolo 101 undecies

Adeguamento delle quote nazionali

La Commissione può, avvalendosi di atti delegati adottati in virtù dell'articolo 160, adeguare le quote figuranti nell'allegato III ter a seguito di decisioni prese dagli Stati membri in base all'articolo 101 duodecies.

Emendamento 219
Proposta di regolamento
Articolo 101 duodecies (nuovo)
Articolo 101 duodecies

Riassegnazione della quota nazionale e riduzione delle quote

1.  Uno Stato membro può ridurre fino al 10% la quota di zucchero o isoglucosio assegnata ad un'impresa stabilita nel proprio territorio. Nella rassegnazione della quota, gli Stati membri applicano criteri obiettivi e non discriminatori.
2.  Gli Stati membri possono effettuare trasferimenti di quote tra le imprese alle condizioni stabilite nell'allegato III quater e prendendo in considerazione gli interessi di tutte le parti in causa, in particolare dei produttori di barbabietole e di canne da zucchero.
3.  Lo Stato membro assegna i quantitativi detratti ai sensi dei paragrafi 1 e 2 ad una o più imprese stabilite nel suo territorio, che detengano o non detengano quote.
Emendamento 220
Proposta di regolamento
Articolo 101 terdecies (nuovo)
Articolo 101 terdecies

Produzione fuori quota

1.  Lo zucchero, l'isoglucosio o lo sciroppo di inulina prodotti nel corso di una data campagna di commercializzazione in eccesso rispetto alla quota di cui all'articolo 101 nonies possono essere:
a) utilizzati per la trasformazione di alcuni prodotti di cui all'articolo 101 quaterdecies;
b) riportati alla produzione di quota della campagna successiva, conformemente all'articolo 101 quindecies;
c) utilizzati ai fini del regime speciale di approvvigionamento delle regioni ultraperiferiche, conformemente al capo III del regolamento [ex (CE) n. 247/2006] del Parlamento europeo e del Consiglio;
d) esportati entro il limite quantitativo fissato dalla Commissione, mediante atti di esecuzione, nel rispetto degli impegni scaturiti dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato; oppure
e) introdotti sul mercato interno, in conformità al meccanismo di cui all'articolo 101 quinquies bis, applicando le stesse condizioni previste per lo zucchero di quota, in modo da adeguare l'approvvigionamento alla domanda, nei quantitativi e nelle modalità determinate dalla Commissione mediante atti delegati adottati in conformità all'articolo 101 septdecies, paragrafo 6 e all'articolo 101 sexies, lettera c), nonché sulla base del bilancio previsionale di approvvigionamento.
Le misure contemplate dal presente articolo vengono attuate prima di attivare qualsiasi misura di prevenzione delle turbative del mercato di cui all'articolo 154, paragrafo 1.

Gli altri quantitativi prodotti in eccesso sono soggetti al prelievo sulle eccedenze di cui all'articolo 101 sexdecies.

2.  Gli atti di esecuzione di cui al presente articolo sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 221
Proposta di regolamento
Articolo 101 quaterdecies (nuovo)
Articolo 101 quaterdecies

Zucchero industriale

1.  Lo zucchero industriale, l'isoglucosio industriale e lo sciroppo di inulina industriale sono riservati alla produzione di uno dei prodotti elencati nel paragrafo 2 qualora:
a) siano oggetto di un contratto di fornitura concluso prima della fine della campagna di commercializzazione tra un produttore ed un utilizzatore entrambi riconosciuti a norma dell'articolo 101 decies; nonché
b) siano stati consegnati all'utilizzatore entro il 30 novembre della campagna di commercializzazione successiva.
2.  Per tener conto dell'evoluzione tecnica, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati adottati conformemente all'articolo 160, riguardo a un elenco dei prodotti per la fabbricazione dei quali possono essere utilizzati zucchero industriale, isoglucosio industriale o sciroppo di inulina industriale.
L'elenco comprende in particolare:

a) bioetanolo, alcole, rum, lieviti vivi e quantitativi di sciroppo da spalmare e sciroppo da trasformare in Rinse appelstroop;
b) alcuni prodotti industriali che non contengono zucchero, ma nella cui trasformazione sono utilizzati zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina;
c) alcuni prodotti dell'industria chimica o farmaceutica che contengono zucchero, isoglucosio o sciroppo di inulina.
Emendamento 222
Proposta di regolamento
Articolo 101 quindecies (nuovo)
Articolo 101 quindecies

Riporto di zucchero eccedente

1.  Ogni impresa può decidere di riportare alla produzione della campagna di commercializzazione successiva tutta o parte della produzione eccedentaria di zucchero, di isoglucosio o di sciroppo di inulina di quota. Fatto salvo il disposto del paragrafo 3, tale decisione è irrevocabile.
2.  Le imprese che prendono la decisione di cui al paragrafo 1:
a) informano lo Stato membro interessato prima di una data da stabilirsi da parte dello stesso:
– tra il 1° febbraio e il 15 agosto della campagna di commercializzazione in corso per i quantitativi di zucchero di canna riportati;
– tra il 1° febbraio e il 31 agosto della campagna di commercializzazione in corso per gli altri quantitativi di zucchero o di sciroppo di inulina riportati;
b) si impegnano a immagazzinare detti quantitativi a proprie spese fino alla fine della campagna di commercializzazione in corso.
3.  Se la produzione definitiva di un'impresa nella campagna di commercializzazione considerata è inferiore a quella stimata alla data della decisione di cui al paragrafo 1, entro il 31 ottobre della campagna di commercializzazione successiva il quantitativo riportato può essere adeguato con efficacia retroattiva.
4.  I quantitativi riportati si considerano i primi quantitativi prodotti della quota della campagna di commercializzazione successiva.
5.  Lo zucchero immagazzinato conformemente al presente articolo durante una campagna di commercializzazione non può essere oggetto di altre misure di ammasso di cui agli articoli 16 o 101 quinquies.
Emendamento 223
Proposta di regolamento
Articolo 101 sexdecies (nuovo)
Articolo 101 sexdecies

Prelievo sulle eccedenze

1.  I seguenti quantitativi sono soggetti a un prelievo sulle eccedenze:
a) lo zucchero eccedente, l'isoglucosio eccedente e lo sciroppo di inulina eccedente prodotti in qualsiasi campagna di commercializzazione, esclusi i quantitativi riportati alla quota di produzione della campagna di commercializzazione successiva ed immagazzinati a norma dell'articolo 101 quindecies o i quantitativi di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettere c), d) e e);
b) lo zucchero industriale, l'isoglucosio industriale e lo sciroppo di inulina industriale di cui non sia stata comprovata, entro una data stabilita dalla Commissione mediante atti di esecuzione adottati in virtù della procedura di esame prevista all'articolo 162, paragrafo 2, l'utilizzo in uno dei prodotti di cui all'articolo 101 quaterdecies, paragrafo 2;
c) lo zucchero, l'isoglucosio e lo sciroppo di inulina ritirati dal mercato a norma dell'articolo 101 quindecies e per i quali non siano adempiuti gli obblighi di cui all'articolo 101 quinquies, paragrafo 3.
2.  La Commissione adotta atti di esecuzione per fissare il prelievo sulle eccedenze a un livello abbastanza elevato per evitare l'accumulo dei quantitativi di cui al paragrafo 1. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  Lo Stato membro addebita il prelievo sulle eccedenze di cui al paragrafo 1 alle imprese stabilite nel suo territorio in proporzione ai quantitativi di cui al paragrafo 1 da esse prodotti, determinati per dette imprese per la relativa campagna di commercializzazione.
Emendamento 224
Proposta di regolamento
Articolo 101 septdecies (nuovo)
Articolo 101 septdecies

Poteri delegati

1.  È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure elencate ai paragrafi da 2 a 6 del presente articolo.
2.  Per garantire che le imprese di cui all'articolo 101 decies adempiano i propri obblighi, alla Commissione è conferito il potere di adottare, mediante atti delegati conformemente all'articolo 160, norme riguardanti la concessione e la revoca del riconoscimento di tali imprese, nonché i criteri per l'applicazione di sanzioni amministrative.
3.  Per tener conto delle peculiarità del settore dello zucchero e garantire che gli interessi di tutte le parti siano debitamente presi in considerazione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati riguardo a ulteriori definizioni, anche per quanto riguarda la produzione di zucchero, isoglucosio e sciroppo di inulina, la produzione di un'impresa e le condizioni applicabili alle vendite alle regioni ultraperiferiche
4.  Affinché i bieticoltori siano direttamente coinvolti nelle decisioni di riporto di determinati quantitativi di produzione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati riguardo a norme concernenti il riporto di zucchero.
5.  Tenuto conto della necessità di adeguare il prezzo minimo della barbabietola da zucchero quando la sua qualità reale differisce dalla qualità tipo, e per tener conto delle peculiarità del settore dello zucchero e garantire che gli interessi di tutte le parti siano debitamente presi in considerazione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160, riguardo alle modalità relative alle maggiorazioni e riduzioni previste all'articolo 101 octies, paragrafo 3.
Emendamento 225
Proposta di regolamento
Articolo 101 octodecies (nuovo)
Articolo 10 octodecies

Poteri di esecuzione

In relazione alle imprese di cui all'articolo 101 decies, la Commissione può adottare atti di esecuzione per stabilire norme riguardanti:

a) le domande di riconoscimento delle imprese, i documenti che devono essere conservati dalle imprese riconosciute, le informazioni che queste devono fornire;
b) il sistema di controlli a cui gli Stati membri sono tenuti a sottoporre le imprese riconosciute;
c) le comunicazioni degli Stati membri alla Commissione e alle imprese riconosciute;
d) le consegne di materie prime alle imprese, compresi i contratti di fornitura e le bolle di consegna;
e) l'equivalenza relativamente allo zucchero di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera a);
f) il regime speciale di approvvigionamento delle regioni ultraperiferiche;
g) le esportazioni di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera d);
h) la collaborazione degli Stati membri all'esecuzione di controlli efficaci;
i) la modifica delle date di cui all'articolo 101 quindecies;
j) la determinazione dei quantitativi eccedenti, le comunicazioni e il pagamento del prelievo sulle eccedenze di cui all'articolo 101 sexdecies;
k) l'immissione automatica di zucchero fuori quota sul mercato interno di cui all'articolo 101 terdecies, paragrafo 1, lettera e);
l) l'adozione di un elenco di raffinerie a tempo pieno in conformità all'allegato II, parte I bis, punto 12.
Tali atti di esecuzione sono adottati conformemente alla procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 226
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo IIsezione 2 – sottosezione 1 (nuova)
SOTTOSEZIONE 1

MONITORAGGIO DELLA PRODUZIONE E DELLA COMMERCIALIZZAZIONE

Emendamento 227
Proposta di regolamento
Articolo 102 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri tengono uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo.
1.  Gli Stati membri tengono uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo, che deve essere integrato nei sistemi di identificazione delle parcelle, previsto nel sistema integrato di gestione e di controllo della politica agricola comune.
Emendamento 228
Proposta di regolamento
Articolo 102 – paragrafo 5
5.  Dopo il 1° gennaio 2016 la Commissione può decidere, mediante un atto di esecuzione, che i paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo cessano di applicarsi. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
soppresso
Emendamento 229
Proposta di regolamento
Articolo 102 bis (nuovo)
Articolo 102 bis

Autorità nazionali competenti nel settore vitivinicolo

1.  Fatte salve eventuali altre disposizioni del presente regolamento relative alla designazione delle autorità nazionali competenti, gli Stati membri designano una o più autorità incaricate di controllare l'osservanza delle norme dell'Unione nel settore vitivinicolo. Essi designano in particolare i laboratori autorizzati a eseguire analisi ufficiali nel settore vitivinicolo. I laboratori designati soddisfano i requisiti generali per il funzionamento dei laboratori di prova contenuti nella norma ISO/IEC 17025.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il nome e l'indirizzo delle autorità e dei laboratori di cui al paragrafo 1. La Commissione rende pubbliche tali informazioni e le aggiorna periodicamente.
Emendamento 230
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo IIsezione 2 – sottosezione 1 bis (nuova)
SOTTOSEZIONE 1 bis

REGIME DI CONTENIMENTO DELLA PRODUZIONE

Emendamento 231
Proposta di regolamento
Articolo 103 bis (nuovo)
Articolo 103 bis

Durata

La presente sottosezione si applica fino al termine della campagna di commercializzazione 2029/2030.

Emendamento 232
Proposta di regolamento
Articolo 103 ter (nuovo)
Articolo 103 ter

Divieto di impianto di viti

1.  Fatto salvo il disposto dell'articolo 63 e in particolare del paragrafo 4 del medesimo articolo, è vietato l'impianto di varietà di uve da vino classificabili a norma dell'articolo 63, paragrafo 2.
2.  È inoltre vietato il sovrainnesto di varietà di uve da vino classificabili a norma dell'articolo 63, paragrafo 2, su varietà diverse dalle varietà di uve da vino di cui al medesimo articolo.
3.  In deroga alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2, l'impianto e il sovrainnesto sono ammessi se accompagnati:
a) da diritti di nuovo impianto, ai sensi dell'articolo 103 quater;
b) da diritti di reimpianto, ai sensi dell'articolo 103 quinquies;
c) da diritti di impianto attinti da una riserva, ai sensi degli articoli 103 sexies e 103 septies.
4.  I diritti di impianto di cui al paragrafo 3 sono espressi in ettari.
Emendamento 233
Proposta di regolamento
Articolo 103 quater (nuovo)
Articolo 103 quater

Diritti di nuovo impianto

1.  Gli Stati membri possono concedere diritti di nuovo impianto ai produttori per le superfici:
a) destinate a nuovi impianti realizzati nell'ambito di misure di ricomposizione fondiaria o di esproprio per motivi di pubblica utilità, adottate in applicazione del diritto nazionale;
b) destinate a scopi di sperimentazione;
c) destinate alla coltura di piante madri per marze; oppure
d) il cui vino o i cui prodotti vitivinicoli sono destinati esclusivamente al consumo familiare dei viticoltori.
2.  I diritti di nuovo impianto sono:
a) attivati dal produttore a cui sono concessi;
b) utilizzati entro la fine della seconda campagna viticola successiva a quella in cui sono stati concessi;
c) utilizzati per gli scopi per i quali sono stati concessi.
Emendamento 234
Proposta di regolamento
Articolo 103 quinquies (nuovo)
Articolo 103 quinquies

Diritti di reimpianto

1.  Gli Stati membri concedono diritti di reimpianto ai produttori che hanno estirpato una superficie vitata.
Tuttavia, le superfici che beneficiano di un premio di estirpazione in conformità della parte II, titolo I, capo III, sezione IV bis, sottosezione III, del regolamento (CE) n. 1234/2007 non generano diritti di reimpianto.

2.  Gli Stati membri possono concedere diritti di reimpianto ai produttori che si impegnano a estirpare una superficie vitata. In questi casi, l'estirpazione della superficie oggetto dell'impegno è effettuata entro la fine del terzo anno successivo a quello in cui sono state impiantate nuove viti che avevano beneficiato dei diritti di reimpianto.
3.  I diritti di reimpianto concessi corrispondono ad una superficie equivalente estirpata in coltura pura.
4.  I diritti di reimpianto sono esercitati nell'azienda per la quale sono stati concessi. Gli Stati membri possono stabilire che siano esercitati solo sulle superfici in cui ha avuto luogo l'estirpazione.
5.  In deroga al paragrafo 4, gli Stati membri possono decidere che i diritti di reimpianto possono essere parzialmente o totalmente trasferiti ad un'altra azienda sul territorio del medesimo Stato membro nei seguenti casi:
a) una parte dell'azienda interessata è trasferita a quest'altra azienda;
b) le superfici di quest'altra azienda sono destinate:
i) alla produzione di vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta, oppure
ii) alla coltura di piante madri per marze.
Gli Stati membri provvedono affinché l'applicazione della deroga di cui al primo comma non comporti un aumento globale del potenziale produttivo nel loro territorio, in particolare se i trasferimenti si effettuano da superfici non irrigue a superfici irrigue.

6.  I paragrafi da 1 a 5 si applicano mutatis mutandis ai diritti simili ai diritti di reimpianto acquisiti nell'ambito di disposizioni legislative unionali o nazionali preesistenti.
7.  I diritti di reimpianto concessi a norma dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1493/1999 sono utilizzati nel corso dei periodi ivi previsti.
Emendamento 235
Proposta di regolamento
Articolo 103 sexies (nuovo)
Articolo 103 sexies

Riserva nazionale e regionale di diritti di impianto

1.  Per migliorare la gestione del potenziale produttivo, gli Stati membri istituiscono una riserva nazionale o riserve regionali di diritti di impianto.
2.  Gli Stati membri che hanno istituito una riserva nazionale o riserve regionali di diritti di impianto a norma del regolamento (CE) n. 1493/1999 possono mantenerle fintantoché applicano il regime transitorio dei diritti di impianto in conformità della presente sottosezione.
3.  Se non sono utilizzati entro i periodi prescritti, i seguenti diritti di impianto sono assegnati alla riserva nazionale o alle riserve regionali:
a) i diritti di nuovo impianto;
b) i diritti di reimpianto;
c) i diritti di impianto concessi a partire dalla riserva.
4.  I produttori possono trasferire i diritti di reimpianto alla riserva nazionale o alle riserve regionali. Gli Stati membri stabiliscono le condizioni di tale trasferimento, se del caso dietro corrispettivo versato ai produttori a partire da risorse nazionali, tenendo conto degli interessi legittimi delle parti.
5.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono decidere di non attuare il sistema delle riserve, purché siano in grado di stabilire che dispongono di un sistema alternativo efficace per la gestione dei diritti di impianto nel proprio territorio. Tale sistema alternativo può derogare alle disposizioni pertinenti della presente sottosezione.
Il disposto del primo comma si applica anche agli Stati membri che pongono fine al funzionamento della riserva nazionale o delle riserve regionali previste dal regolamento (CE) n. 1493/1999.

Emendamento 236
Proposta di regolamento
Articolo 103 septies (nuovo)
Articolo 103 septies

Concessione di diritti di impianto a partire dalla riserva

1.  Gli Stati membri possono concedere i diritti a partire da una riserva:
a) a titolo gratuito, ai produttori di età non superiore a quarant'anni dotati di sufficienti capacità e competenze professionali, che si insediano per la prima volta in qualità di capo dell'azienda;
b) dietro corrispettivo da versare alle casse nazionali o regionali, a seconda dei casi, ai produttori che intendono utilizzare i diritti per piantare vigneti la cui produzione abbia sicuri sbocchi sul mercato.
Gli Stati membri definiscono i criteri per determinare l'importo del corrispettivo di cui al primo comma, lettera b), che può variare in funzione del futuro prodotto finale dei vigneti in causa e del periodo transitorio residuo di applicazione del divieto di nuovi impianti previsto dall'articolo 103 ter, paragrafi 1 e 2.

2.  Nell'utilizzazione di diritti di impianto concessi a partire da una riserva, gli Stati membri si accertano che:
a) l'ubicazione nonché le varietà e le tecniche colturali impiegate garantiscano che la produzione futura risponda alla domanda del mercato;
b) le rese siano rappresentative delle rese medie della regione, in particolare se i diritti di impianto provenienti da superfici non irrigue sono utilizzati in superfici irrigue.
3.  I diritti di impianto concessi a partire da una riserva che non siano stati utilizzati entro la fine della seconda campagna viticola successiva a quella in cui sono stati concessi sono incamerati e riversati nella riserva.
4.  I diritti di impianto che si trovano in una riserva e che non sono assegnati entro la fine della quinta campagna viticola successiva a quella in cui sono stati versati nella riserva si estinguono.
5.  Lo Stato membro in cui esistono riserve regionali può emanare norme per trasferire diritti di impianto tra le riserve regionali. Lo Stato membro in cui coesistono riserve regionali e nazionali può autorizzare trasferimenti anche tra tali riserve.
Ai trasferimenti può essere applicato un coefficiente di riduzione.

Emendamento 237
Proposta di regolamento
Articolo 103 octies (nuovo)
Articolo 103 octies

Norma de minimis

La presente sottosezione non si applica agli Stati membri in cui il regime comunitario dei diritti di impianto non si applicava al 31 dicembre 2007.

Emendamento 238
Proposta di regolamento
Articolo 103 nonies (nuovo)
Articolo 103 nonies

Disposizioni nazionali più restrittive

Gli Stati membri possono adottare norme nazionali più restrittive per la concessione di diritti di nuovo impianto o di reimpianto. Essi possono esigere che le rispettive domande e le informazioni da fornire siano completate da informazioni complementari necessarie per controllare l'andamento del potenziale produttivo.

Emendamento 239
Proposta di regolamento
Articolo 103 decies (nuovo)
Articolo 103 decies

Poteri delegati

1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo all'adozione delle misure elencate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.
2.  Tenendo conto della necessità di evitare un aumento del potenziale produttivo, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati allo scopo di:
a) compilare un elenco di casi in cui l'estirpazione non genera diritti di reimpianto;
b) adottare norme relative ai trasferimenti di diritti di impianto tra le riserve;
c) vietare la commercializzazione del vino o dei prodotti vitivinicoli destinati esclusivamente al consumo familiare dei viticoltori.
3.  Data la necessità di garantire la parità di trattamento dei produttori che procedono all'estirpazione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per la definizione di norme che assicurino l'efficacia dell'estirpazione quando sono concessi diritti di reimpianto.
4.  Data la necessità di tutelare i fondi dell'Unione nonché l'identità, la provenienza e la qualità dei vini dell'Unione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati allo scopo di:
a) provvedere alla costituzione di una banca dati analitica di dati isotopici che consenta di rilevare più facilmente le frodi e che sia alimentata con campioni raccolti dagli Stati membri, nonché introdurre norme relative alle banche dati degli Stati membri;
b) adottare norme sugli organismi di controllo e sull'assistenza reciproca tra di essi;
c) adottare norme sulla condivisione dei risultati dei vari Stati membri;
d) adottare norme sull'applicazione delle sanzioni in caso di circostanze eccezionali.
Emendamento 240
Proposta di regolamento
Articolo 103 undecies (nuovo)
Articolo 103 undecies

Poteri di esecuzione

La Commissione può adottare tutti gli atti di esecuzione necessari in relazione alla presente sottosezione, anche allo scopo di definire norme riguardanti:

a) la concessione dei diritti di nuovo impianto, compresi gli obblighi di registrazione e di comunicazione;
b) il trasferimento dei diritti di reimpianto, compreso un coefficiente di riduzione;
c) i documenti che devono essere conservati dagli Stati membri e le comunicazioni alla Commissione, compresa l'eventuale scelta di un sistema di riserva;
d) la concessione dei diritti di impianto a partire dalla riserva;
e) i controlli che incombono agli Stati membri e le informazioni da trasmettere alla Commissione in merito a tali controlli.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 241
Proposta di regolamento
Articolo 104
Articolo 104

soppresso
Relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.  Qualora uno Stato membro decida che ogni consegna di latte crudo da parte di un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo deve formare oggetto di un contratto scritto fra le parti, detto contratto soddisfa le condizioni definite nel paragrafo 2.
Nel caso di cui al primo comma lo Stato membro interessato decide inoltre che, se la consegna di latte crudo è effettuata attraverso uno o più collettori, ogni fase della consegna deve formare oggetto di un contratto di questo tipo tra le parti. A tal fine si intende per «collettore» un'impresa che trasporta latte crudo da un agricoltore o da un altro collettore ad un trasformatore di latte crudo o ad un altro collettore, in ciascun caso con trasferimento della proprietà del latte crudo.

2.  Il contratto:
a) è concluso prima della consegna,
b) è stipulato per iscritto e
c) comprende, fra l'altro, i seguenti elementi:
i) il prezzo da pagare alla consegna, che:
– è fisso ed è stabilito nel contratto, e/o
– varia solo in funzione di fattori stabiliti nel contratto, quali in particolare l'evoluzione della situazione del mercato, valutata sulla base di indicatori di mercato, il volume consegnato e la qualità o la composizione del latte crudo consegnato,
ii) il volume che può o deve essere consegnato e il calendario delle consegne e
iii) la durata del contratto, che può essere indeterminata, con clausole di risoluzione.
3.  In deroga al paragrafo 1, non è necessaria la conclusione di un contratto se il trasformatore di latte crudo cui l'agricoltore consegna il latte crudo è una cooperativa della quale l'agricoltore è membro, il cui statuto contiene disposizioni aventi effetti analoghi a quelli indicati al paragrafo 2, lettere a), b) e c).
4.  Tutti gli elementi dei contratti di consegna di latte crudo conclusi da agricoltori, collettori o trasformatori di latte crudo, compresi gli elementi di cui al paragrafo 2, lettera c), sono liberamente negoziati tra le parti.
5.  Per garantire l'applicazione uniforme del presente articolo, la Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 242
Proposta di regolamento
Articolo 104 bis (nuovo)
Articolo 104 bis

Relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.  Qualora uno Stato membro decida che ogni consegna di latte crudo nel proprio territorio da parte di un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo deve formare oggetto di un contratto scritto fra le parti e/o decida che i primi acquirenti devono presentare un'offerta scritta per un contratto per la consegna del latte crudo da parte degli agricoltori, detto contratto e/o detta offerta soddisfa le condizioni definite nel paragrafo 2.
Qualora uno Stato membro decida che le consegne di latte crudo da parte di un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo devono formare oggetto di un contratto scritto fra le parti, esso decide inoltre quale fase o quali fasi della consegna devono formare oggetto di un contratto di questo tipo tra le parti se la consegna di latte crudo viene effettuata da uno o più collettori. Ai fini del presente articolo si intende per «collettore» un'impresa che trasporta latte crudo da un agricoltore o da un altro collettore ad un trasformatore di latte crudo o ad un altro collettore, in ciascun caso con trasferimento della proprietà del latte crudo.

2.  Il contratto e/o l'offerta di contratto:
a) è stipulato/a prima della consegna;
b) è stipulato/a per iscritto e
c) comprende, fra l'altro, i seguenti elementi:
i) il prezzo da pagare alla consegna, che:
– è fisso ed è stabilito nel contratto, e/o
– è calcolato combinando vari fattori stabiliti nel contratto, che possono comprendere indicatori di mercato che riflettono cambiamenti nelle condizioni di mercato, il volume consegnato e la qualità o la composizione del latte crudo consegnato;
ii) il volume di latte crudo che può e/o deve essere consegnato e il calendario delle consegne;
iii) la durata del contratto, che può essere determinata o indeterminata, con clausole di risoluzione;
iv) le precisazioni riguardanti i periodi e le procedure di pagamento;
v) le modalità per la raccolta o la consegna del latte crudo; nonché
vi) le norme applicabili in caso di forza maggiore.
3.  In deroga al paragrafo 1, non è necessario mettere a punto un contratto e/o un'offerta di contratto se l'agricoltore consegna il latte crudo a una cooperativa della quale l'agricoltore è membro, se gli statuti di tale cooperativa o le regole e decisioni previste in o derivate da tali statuti contengono disposizioni aventi effetti analoghi a quelli indicati al paragrafo 2, lettere a), b) e c).
4.  Tutti gli elementi dei contratti per la consegna di latte crudo conclusi da agricoltori, collettori o trasformatori di latte crudo, compresi gli elementi di cui al paragrafo 2, lettera c), sono liberamente negoziati tra le parti.
In deroga al primo comma,

i) qualora uno Stato membro decida di rendere obbligatori contratti scritti per la consegna di latte crudo ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, può stabilire una durata minima applicabile soltanto ai contratti scritti tra un agricoltore e il primo acquirente di latte crudo. Tale durata minima è di almeno sei mesi e non compromette il corretto funzionamento del mercato interno; e/o
ii) qualora uno Stato membro decida che il primo acquirente di latte crudo deve presentare un'offerta scritta per un contratto all'agricoltore ai sensi del paragrafo 1, esso può prevedere che l'offerta comprenda una durata minima per il contratto, come previsto dalla legislazione nazionale a tal fine. Tale durata minima è di almeno sei mesi e non compromette il corretto funzionamento del mercato interno.
Il secondo comma non pregiudica il diritto del produttore di rifiutare tale durata minima, purché il rifiuto avvenga per iscritto. In tal caso le parti sono libere di negoziare tutti gli elementi del contratto, compresi gli elementi di cui al paragrafo 2, lettera c).

5.  Gli Stati membri che si avvalgono delle opzioni di cui al presente articolo informano la Commissione della misura in cui sono applicate.
6.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono le misure necessarie per l'applicazione uniforme del paragrafo 2, lettere a) e b), e del paragrafo 3 del presente articolo e le misure relative alle notifiche da effettuare da parte degli Stati membri a norma del presente articolo.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 243
Proposta di regolamento
Articolo 105
Articolo 105

soppresso
Trattative contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.  I contratti di consegna di latte crudo da un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo o ad un collettore, ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 1, secondo comma, possono essere negoziati da un'organizzazione di produttori del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, riconosciuta ai sensi dell'articolo 106, a nome degli agricoltori soci, per la totalità o per una parte della loro produzione in comune.
2.  La trattativa condotta dall'organizzazione di produttori può avere luogo:
a) indipendentemente dal fatto che ci sia o no trasferimento di proprietà del latte crudo dagli agricoltori all'organizzazione di produttori;
b) indipendentemente dal fatto che il prezzo negoziato sia o no lo stesso per la produzione in comune di alcuni o di tutti gli agricoltori soci;
c) purché il volume totale del latte crudo oggetto delle trattative contrattuali condotte da una particolare organizzazione di produttori non superi:
i) il 3,5% della produzione totale dell'Unione né
ii) il 33% della produzione nazionale totale di un particolare Stato membro in cui l'organizzazione di produttori conduce tali trattative né
iii) il 33% della produzione nazionale totale cumulativa di tutti gli Stati membri in cui l'organizzazione di produttori conduce tali trattative;
d) purché gli agricoltori interessati non siano soci di un'altra organizzazione di produttori che negozia ugualmente contratti di questo tipo a loro nome e
e) purché l'organizzazione di produttori informi le competenti autorità dello Stato membro o degli Stati membri in cui opera.
3.  Ai fini del presente articolo i riferimenti alle organizzazioni di produttori valgono anche per le associazioni di organizzazioni di produttori. Tenendo conto della necessità di assicurare un adeguato controllo di queste associazioni, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, riguardanti le condizioni di riconoscimento di tali associazioni.
4.  In deroga al paragrafo 2, lettera c), punti ii) e iii), anche se non è superata la soglia del 33% l'autorità della concorrenza di cui al secondo comma può decidere, in casi particolari, qualora lo ritenga necessario per evitare l'esclusione della concorrenza o per impedire che siano gravemente danneggiate le PMI di trasformatori di latte crudo operanti nel proprio territorio, che la trattativa da parte dell'organizzazione di produttori non può avere luogo.
Per le trattative riguardanti la produzione di più di uno Stato membro, la decisione di cui al primo comma è presa dalla Commissione mediante un atto di esecuzione adottato secondo la procedura del comitato consultivo di cui all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1/2003. Negli altri casi la decisione è presa dall'autorità nazionale della concorrenza dello Stato membro la cui produzione è oggetto delle trattative.

Le decisioni di cui al primo e al secondo comma si applicano a partire dalla data di notifica delle stesse alle imprese interessate.

5.  Ai fini del presente articolo:
a) per «autorità nazionale della concorrenza» si intende l'autorità di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1/2003;
b) per «PMI» si intende una microimpresa, una piccola impresa o una media impresa ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione.
Emendamento 244
Proposta di regolamento
Articolo 105 bis (nuovo)
Articolo 105 bis

Trattative contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.  Un'organizzazione di produttori del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari riconosciuta ai sensi degli articoli 106 e 106 bis può negoziare a nome degli agricoltori aderenti, per la totalità o una parte della loro produzione congiunta, i contratti per la consegna di latte crudo da parte di un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo o ad un collettore ai sensi dell'articolo 104 bis, paragrafo 1, secondo comma.
2.  Le trattative condotte dall'organizzazione di produttori possono avere luogo:
a) indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà del latte crudo dagli agricoltori all'organizzazione di produttori;
b) indipendentemente dal fatto che il prezzo negoziato sia o no lo stesso per la produzione congiunta di alcuni o di tutti gli agricoltori aderenti,
c) purché, per una determinata organizzazione di produttori:
i) il volume del latte crudo oggetto di tali trattative non sia superiore al 3,5% della produzione totale dell'Unione; e
ii) il volume del latte crudo oggetto di tali trattative prodotto in un particolare Stato membro non sia superiore al 33% della produzione nazionale totale di tale Stato membro; e
iii) il volume del latte crudo oggetto di tali trattative consegnato in un particolare Stato membro non sia superiore al 33% della produzione nazionale totale di detto Stato membro;
d) purché gli agricoltori interessati non siano membri di un'altra organizzazione di produttori che negozia ugualmente contratti di questo tipo a loro nome; gli Stati membri, tuttavia, possono derogare a tale condizione in casi debitamente giustificati, laddove gli agricoltori detengano due unità di produzione distinte situate in aree geografiche diverse;
e) purché il latte crudo non sia interessato da un obbligo di consegna derivante dalla partecipazione di un agricoltore a una cooperativa, conformemente alle condizioni stabilite dallo statuto della cooperativa o dalle regole e dalle decisioni previste in o derivate da tali statuti; nonché
f) purché l'organizzazione di produttori informi le competenti autorità dello Stato membro o degli Stati membri in cui opera circa il volume di latte crudo oggetto di tali trattative.
3.  In deroga alle condizioni stabilite al paragrafo 2, lettera c), punti ii) e iii), un'organizzazione di produttori può negoziare ai sensi del paragrafo 1, purché, con riguardo a detta organizzazione di produttori, il volume del latte crudo oggetto di trattative prodotto o consegnato in uno Stato membro che ha una produzione totale annua di latte inferiore alle 500 000 tonnellate non sia superiore al 45% della produzione totale nazionale di tale Stato membro.
4.  Ai fini del presente articolo i riferimenti alle organizzazioni di produttori valgono anche per le associazioni di organizzazioni di produttori.
5.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, lettera c), e del paragrafo 3, la Commissione pubblica, nei modi che ritiene appropriati, le cifre relative alla produzione di latte crudo nell'Unione e negli Stati membri, utilizzando i dati più recenti disponibili.
6.  In deroga al paragrafo 2, lettera c), e al paragrafo 3, anche se non sono superate le soglie ivi stabilite, l'autorità nazionale garante della concorrenza di cui al secondo comma del presente paragrafo può decidere, in casi particolari, che una particolare trattativa da parte dell'organizzazione di produttori dovrebbe essere riaperta o non dovrebbe affatto avere luogo qualora detta autorità lo ritenga necessario per evitare l'esclusione della concorrenza o per impedire che siano gravemente danneggiate PMI di trasformatori di latte crudo operanti nel proprio territorio.
Per le trattative riguardanti più di uno Stato membro, la decisione di cui al primo comma è presa dalla Commissione mediante un atto di esecuzione adottato senza l'applicazione dell'articolo 162, paragrafi 2 o 3. Negli altri casi tale decisione è presa dall'autorità nazionale garante della concorrenza dello Stato membro oggetto delle trattative.

Le decisioni di cui al presente paragrafo non si applicano fino a quando non saranno state notificate alle imprese interessate.

7.  Ai fini del presente articolo:
a) per «autorità nazionale garante della concorrenza» si intende l'autorità di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1/2003;
b) per «PMI» si intende una microimpresa, una piccola impresa o una media impresa ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese.
8.  Gli Stati membri in cui si svolgono le trattative a norma del presente articolo informano la Commissione in merito all'applicazione del paragrafo 2, lettera f) e del paragrafo 6.
9.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo alla definizione di regole supplementari concernenti il calcolo dei volumi di latte crudo oggetto delle trattative di cui ai paragrafi 2 e 3.
10.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono le modalità specifiche necessarie per l'informazione di cui al paragrafo 2, lettera f) del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 245
Proposta di regolamento
Articolo 105 ter (nuovo)
Articolo 105 ter

Regolamentazione dell'offerta per i formaggi a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta

1.  Su richiesta di un'organizzazione di produttori riconosciuta ai sensi degli articoli 106 e 106 bis, un'organizzazione interprofessionale riconosciuta ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 1, e dell'articolo 108 bis, o un gruppo di operatori di cui all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 510/2006, gli Stati membri possono stabilire, per un periodo di tempo limitato, norme vincolanti per la regolamentazione dell'offerta di formaggio che beneficia di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), del regolamento (CE) n. 510/2006.
2.  Le norme di cui al paragrafo 1 soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 4 e sono soggette all'esistenza di un accordo preventivo tra le parti della zona geografica di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c) del regolamento (CE) n. 510/2006. Tale accordo è concluso tra almeno due terzi dei produttori di latte o dei loro rappresentanti che rappresentino almeno due terzi del latte crudo utilizzato per la produzione del formaggio di cui al paragrafo 1 e, se del caso, almeno due terzi dei produttori di tale formaggio che rappresentino almeno due terzi della produzione di tale formaggio nell'area geografica di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 510/2006.
3.  Ai fini del paragrafo 1, per quanto riguarda il formaggio che beneficia di una indicazione geografica protetta, l'area geografica di provenienza del latte crudo indicata nel disciplinare di produzione del formaggio deve essere la stessa area geografica di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 510/2006 relativa a tale formaggio.
4.  Le norme di cui al paragrafo 1:
a) riguardano unicamente la regolamentazione dell'offerta del prodotto in questione e sono intese ad adeguare l'offerta di tale formaggio alla domanda;
b) hanno effetto solo sul prodotto in questione;
c) possono essere rese vincolanti per un massimo di tre anni ed essere rinnovate dopo questo periodo a seguito di una nuova richiesta di cui al paragrafo 1;
d) non danneggiano il commercio di prodotti diversi da quelli interessati dalle norme di cui al paragrafo 1;
e) non riguardano le transazioni che hanno luogo dopo la prima commercializzazione del formaggio in questione;
f) non consentono la fissazione di prezzi, nemmeno a titolo orientativo o di raccomandazione;
g) non rendono indisponibile una percentuale eccessiva del prodotto interessato che altrimenti sarebbe disponibile;
h) non creano discriminazioni, non rappresentano un ostacolo per l'accesso di nuovi operatori sul mercato né recano pregiudizio ai piccoli produttori;
i) contribuiscono al mantenimento della qualità e/o allo sviluppo del prodotto interessato;
j) non pregiudicano l'articolo 105 bis.
5.  Le norme di cui al paragrafo 1 sono pubblicate in una pubblicazione ufficiale dello Stato membro in questione.
6.  Gli Stati membri effettuano controlli al fine di garantire che le condizioni di cui al paragrafo 4 siano rispettate e, laddove le autorità nazionali competenti accertino che tali condizioni non sono state rispettate, abrogano le norme di cui al paragrafo 1.
7.  Gli Stati membri notificano immediatamente alla Commissione le norme di cui al paragrafo 1 che hanno adottato. La Commissione informa gli Stati membri in merito ad ogni notifica di tali norme.
8.  La Commissione può adottare in qualsiasi momento atti di esecuzione che richiedano a uno Stato membro di abrogare le norme stabilite da tale Stato membro ai sensi del paragrafo 1, se la Commissione ritiene che tali norme non siano conformi alle condizioni di cui al paragrafo 4, impediscano o distorcano la concorrenza in una parte sostanziale del mercato interno o pregiudichino il libero scambio, o che sia compromesso il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 39 TFUE.
Tali atti di esecuzione sono adottati senza l'applicazione della procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 246
Proposta di regolamento
Articolo 106
Articolo 106

Articolo 106

Organizzazioni di produttori

Organizzazioni di produttori

Gli Stati membri riconoscono, su richiesta, le organizzazioni di produttori che:

Gli Stati membri riconoscono, su richiesta, le organizzazioni di produttori che:

a) sono costituite da produttori di qualsiasi settore elencato all'articolo 1, paragrafo 2;
a) sono costituite e controllate da agricoltori di qualsiasi settore elencato all'articolo 1, paragrafo 2;
b) sono costituite su iniziativa dei produttori;
b) sono costituite su iniziativa degli agricoltori;
c) perseguono una finalità specifica, che può includere almeno uno dei seguenti obiettivi:
c) perseguono una finalità specifica, che include almeno uno degli obiettivi di cui ai punti i), ii) o iii) e può includere uno o più dei seguenti altri obiettivi:
i) assicurare che la produzione sia pianificata e adeguata alla domanda, in particolare in termini di qualità e quantità;
i) assicurare che la produzione sia pianificata e adeguata alla domanda, in particolare in termini di qualità e quantità;
ii) concentrare l'offerta ed immettere sul mercato la produzione dei propri aderenti;
ii) concentrare l'offerta ed immettere sul mercato la produzione dei propri aderenti, in particolare attraverso vendite dirette;
iii) ottimizzare i costi di produzione e stabilizzare i prezzi alla produzione;
iii) ottimizzare i costi di produzione e stabilizzare i prezzi alla produzione, con particolare riferimento alla compensazione ricevuta per i costi di investimento in settori quali l'ambiente e il benessere degli animali, e contribuire a prezzi ragionevoli per i consumatori;
iv) svolgere ricerche sui metodi di produzione sostenibili e sull'andamento del mercato;
iv) svolgere ricerche e sviluppare iniziative sui metodi di produzione sostenibili, sulle pratiche innovative, sulla competitività economica e sull'andamento del mercato;
v) promuovere e fornire assistenza tecnica per il ricorso a pratiche colturali e tecniche di produzione rispettose dell'ambiente;
v) promuovere e fornire assistenza tecnica per il ricorso a pratiche colturali e tecniche di produzione rispettose dell'ambiente e a pratiche e tecniche corrette per quanto riguarda il benessere animale;
v bis) promuovere e fornire assistenza tecnica per il ricorso agli standard di produzione, il miglioramento della qualità dei prodotti e lo sviluppo di prodotti con denominazione d'origine protetta, con indicazione geografica protetta o coperti da un'etichetta di qualità nazionale;
v ter) fissare regole di produzione più restrittive rispetto alla normativa unionale o nazionale;
vi) provvedere alla gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti, in particolare per tutelare la qualità delle acque, dei suoli e del paesaggio e per preservare o favorire la biodiversità e
vi) provvedere alla gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti, in particolare per tutelare la qualità delle acque, dei suoli e del paesaggio e per preservare o favorire la biodiversità;
vii) contribuire a un uso sostenibile delle risorse naturali e a mitigare i cambiamenti climatici;
vii) contribuire a un uso sostenibile delle risorse naturali e a mitigare i cambiamenti climatici;
vii bis) sviluppare iniziative nel settore della promozione e della commercializzazione;
vii ter) gestire i fondi di mutualizzazione di cui all'articolo 37 del regolamento (UE) n. [...] sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
vii quater) attuare strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, anche attraverso operazioni di stoccaggio privato, di trasformazione, di promozione, di vendite promozionali e, quale ultima ratio, di ritiro dal mercato;
vii quinquies) fornire l'assistenza tecnica necessaria all'utilizzazione dei mercati a termine e dei sistemi assicurativi;
vii sexies) negoziare, per conto proprio o per conto dei loro aderenti a seconda dei casi, contratti per la fornitura di fattori produttivi con operatori dei settori a monte;
vii septies) negoziare, per conto proprio o per conto dei loro aderenti a seconda dei casi, contratti per la consegna di prodotti agricoli e agroalimentari con operatori dei settori a valle;
d) non detengono una posizione dominante su un dato mercato, tranne qualora ciò sia necessario ai fini dell'articolo 39 del trattato.
d bis) commercializzano i prodotti esclusi dal codice NC ex 22.08 di cui all'allegato I del trattato, purché la quota dei prodotti venduti che non figurano all'allegato I non superi il 49% della quantità totale commercializzata, senza che ciò comporti la perdita del riconoscimento ufficiale come organizzazione di produttori nel settore agricolo riconosciuto.
Emendamento 247
Proposta di regolamento
Articolo 106 bis (nuovo)
Articolo 106 bis

Statuto delle organizzazioni di produttori

1.  Lo statuto di un'organizzazione di produttori impone ai suoi aderenti, in particolare, i seguenti obblighi:
a) applicare, in materia di conoscenza della produzione, di produzione, di commercializzazione e di tutela ambientale, le regole adottate dall'organizzazione di produttori;
b) aderire, per quanto riguarda la produzione di un determinato prodotto di una data azienda, ad una sola organizzazione di produttori, fatte salve eventuali deroghe accordate dallo Stato membro interessato in casi debitamente giustificati in cui i produttori associati possiedono due unità di produzione distinte situate in aree geografiche diverse;
c) fornire le informazioni richieste dall'organizzazione di produttori a fini statistici e riguardanti, in particolare, le superfici, la produzione, le rese e le vendite dirette.
2.  Lo statuto di un'organizzazione di produttori contiene altresì disposizioni concernenti:
a) le modalità di determinazione, adozione e modifica delle regole di cui al paragrafo 1;
b) l'imposizione agli aderenti di contributi finanziari necessari al finanziamento dell'organizzazione di produttori;
c) le regole atte a consentire ai produttori aderenti il controllo democratico della loro organizzazione e delle decisioni da essa prese;
d) le sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi statutari, in particolare di mancato pagamento dei contributi finanziari o delle regole fissate dall'organizzazione di produttori;
e) le regole relative all'ammissione di nuovi aderenti, in particolare il periodo minimo di adesione, che non può essere inferiore a un anno;
f) le regole contabili e di bilancio necessarie per il funzionamento dell'organizzazione.
3.  Le organizzazioni di produttori, nell'ambito delle loro competenze, sono considerate agire a nome e per conto dei loro aderenti nelle questioni economiche, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà dei prodotti interessati dai produttori all'organizzazione di produttori.
Emendamento 248
Proposta di regolamento
Articolo 106 ter (nuovo)
Articolo 106 ter

Riconoscimento delle organizzazioni di produttori

1.  Gli Stati membri riconoscono come organizzazione di produttori qualsiasi persona giuridica o una sua parte chiaramente definita che ne faccia richiesta, a condizione che:
a) soddisfi le condizioni di cui all'articolo 106, primo comma, lettere b) e c);
b) abbia un numero minimo di membri e/o riunisca un volume minimo di produzione commercializzabile nella regione in cui opera, da stabilirsi a cura del rispettivo Stato membro;
c) offra sufficienti garanzie circa il corretto svolgimento della propria attività, sia in termini di durata che di efficienza, di fornitura di assistenza ai propri aderenti mediante risorse umane, materiali e tecniche e di concentrazione dell'offerta;
d) abbia uno statuto conforme alle lettere a), b) e c) del presente paragrafo.
2.  Gli Stati membri possono stabilire che le organizzazioni di produttori che sono state riconosciute prima del 1° gennaio 2014 in base al diritto nazionale e che soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo debbano essere riconosciute in quanto organizzazioni di produttori ai sensi dell'articolo 106.
3.  Le organizzazioni di produttori che sono state riconosciute prima del 1° gennaio 2014 in base al diritto nazionale e che non soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo possono continuare a esercitare la loro attività secondo la legislazione nazionale fino al 1° gennaio 2015.
4.  Gli Stati membri:
a) decidono in merito alla concessione del riconoscimento ad un'organizzazione di produttori entro quattro mesi dalla presentazione della domanda corredata di tutte le prove giustificative pertinenti; tale domanda è presentata presso lo Stato membro in cui l'organizzazione ha sede;
b) svolgono, a intervalli da essi stabiliti, controlli atti a verificare che le organizzazioni di produttori riconosciute rispettino le disposizioni del presente capo;
c) in caso di inadempienza o irregolarità nell'applicazione delle misure previste dal presente capo, comminano a tali organizzazioni e associazioni le sanzioni applicabili da essi stabilite e decidono, laddove necessario, se il riconoscimento debba essere revocato;
d) notificano alla Commissione, una volta all'anno e non più tardi del 31 marzo, ogni decisione in merito alla concessione, al rifiuto o alla revoca di riconoscimenti presa nel corso dell'anno civile precedente.
Emendamento 249
Proposta di regolamento
Articolo 106 quater (nuovo)
Articolo 106 quater

Esternalizzazione

Gli Stati membri possono consentire a un'organizzazione di produttori riconosciuta o a un'associazione di organizzazioni di produttori riconosciuta, ivi compreso alle consociate, di esternalizzare una qualsiasi delle proprie attività, eccezion fatta per la produzione, purché siano fornite allo Stato membro interessato prove sufficienti del fatto che ciò rappresenta una scelta adeguata per raggiungere gli obiettivi dell'organizzazione di produttori o dell'associazione di organizzazioni di produttori interessata e che l'organizzazione di produttori o l'associazione di organizzazioni di produttori rimane tuttavia responsabile dell'esecuzione dell'attività esternalizzata e della gestione, del controllo e della supervisione complessivi dell'accordo commerciale finalizzato all'esecuzione di tale attività. In particolare, l'organizzazione o l'associazione mantiene la facoltà di impartire istruzioni vincolanti al proprio agente relativamente alle attività affidategli.

Emendamento 250
Proposta di regolamento
Articolo 107
Articolo 107

Articolo 107

Associazioni di organizzazioni di produttori

Associazioni di organizzazioni di produttori

Gli Stati membri riconoscono, su richiesta, le associazioni di organizzazioni di produttori dei settori elencati all'articolo 1, paragrafo 2, costituite per iniziativa di organizzazioni di produttori riconosciute.

Gli Stati membri possono riconoscere le associazioni di organizzazioni di produttori di un settore specifico elencato all'articolo 1, paragrafo 2, costituite per iniziativa di organizzazioni di produttori riconosciute.

Fatte salve le disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, le associazioni di organizzazioni di produttori possono svolgere qualsiasi attività o funzione di un'organizzazione di produttori.

Fatte salve le disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, le associazioni di organizzazioni di produttori possono svolgere qualsiasi attività o funzione di un'organizzazione di produttori.

Emendamento 251
Proposta di regolamento
Articolo 108
Articolo 108

Articolo 108

Organizzazioni interprofessionali

Organizzazioni interprofessionali

1.  Gli Stati membri riconoscono, su richiesta, le organizzazioni interprofessionali dei settori elencati all'articolo 1, paragrafo 2, che:
1.  Gli Stati membri possono riconoscere le organizzazioni interprofessionali dei settori elencati all'articolo 1, paragrafo 2, che hanno richiesto formalmente il riconoscimento e che:
a) sono costituite da rappresentanti delle attività economiche connesse alla produzione, al commercio e/o alla trasformazione di prodotti di uno o più settori;
a) sono costituite da rappresentanti delle attività economiche connesse alla produzione e ad almeno una delle seguenti fasi della catena di approvvigionamento: trasformazione o commercio, compresa la distribuzione, di prodotti di uno o più settori;
b) sono costituite per iniziativa di tutte o di alcune delle organizzazioni o delle associazioni che le compongono;
b) sono costituite per iniziativa di tutte o di alcune delle organizzazioni o delle associazioni che le compongono;
b bis) riguardano prodotti o gruppi di prodotti non contemplati da un'organizzazione interprofessionale precedentemente riconosciuta;
c) perseguono una finalità specifica, che può includere almeno uno dei seguenti obiettivi:
c) perseguono una finalità specifica, tenendo conto degli interessi dei loro aderenti e dei consumatori, che può includere segnatamente uno dei seguenti obiettivi:
i) migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato, anche mediante la pubblicazione di dati statistici sui prezzi, sui volumi e sulla durata dei contratti precedentemente conclusi e mediante la realizzazione di analisi sui possibili sviluppi futuri del mercato a livello regionale o nazionale;
i) migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato, anche mediante la pubblicazione di dati statistici sui costi di produzione, sui prezzi, corredati, se del caso, di relativi indicatori, sui volumi e sulla durata dei contratti precedentemente conclusi e mediante la realizzazione di analisi sui possibili sviluppi futuri del mercato a livello regionale, nazionale o internazionale;
i bis) agevolare la conoscenza preventiva del potenziale di produzione e rilevare i prezzi di mercato;
ii) contribuire ad un migliore coordinamento delle modalità di immissione dei prodotti sul mercato, in particolare attraverso ricerche e studi di mercato;
ii) contribuire ad un migliore coordinamento delle modalità di immissione dei prodotti sul mercato, in particolare attraverso ricerche e studi di mercato;
ii bis) esplorare i potenziali mercati di esportazione;
iii) redigere contratti tipo compatibili con la normativa dell'Unione;
iii) ferme restando le disposizioni previste agli articoli 104 bis e 113 bis, redigere contratti tipo compatibili con la normativa dell'Unione per la vendita di prodotti agricoli ad acquirenti e/o la fornitura di prodotti trasformati a distributori e rivenditori al minuto, tenendo conto della necessità di ottenere condizioni concorrenziali eque e di evitare distorsioni del mercato;
iv) valorizzare in modo ottimale il potenziale dei prodotti;
iv) valorizzare in modo ottimale il potenziale dei prodotti, anche a livello di sbocchi di mercato, e sviluppare iniziative volte a rafforzare la competitività economica e l'innovazione;
v) fornire le informazioni e svolgere le ricerche necessarie per razionalizzare, migliorare e orientare la produzione verso prodotti più adatti al fabbisogno del mercato e ai gusti e alle aspettative dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità dei prodotti, come le particolari caratteristiche dei prodotti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, e alla protezione dell'ambiente;
v) fornire le informazioni e svolgere le ricerche necessarie per innovare, razionalizzare, migliorare e orientare la produzione e, se del caso, la trasformazione e/o la commercializzazione verso prodotti più adatti al fabbisogno del mercato e ai gusti e alle aspettative dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità dei prodotti, come le particolari caratteristiche dei prodotti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, e alla protezione dell'ambiente;
vi) ricercare metodi atti a limitare l'impiego di prodotti zoosanitari o fitosanitari e di altri fattori di produzione e garantire la qualità dei prodotti e la salvaguardia del suolo e delle acque;
vi) limitare l'impiego di prodotti zoosanitari o fitosanitari, gestire meglio altri fattori di produzione, garantire la qualità dei prodotti e la salvaguardia del suolo e delle acque, rafforzare la sicurezza alimentare, in particolare attraverso la tracciabilità dei prodotti, e migliorare la salute e il benessere degli animali;
vii) mettere a punto metodi e strumenti per migliorare la qualità dei prodotti in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione;
vii) mettere a punto metodi e strumenti per migliorare la qualità dei prodotti in tutte le fasi della produzione e, se del caso, della trasformazione e/o della commercializzazione;
vii bis) definire qualità minime e norme minime in materia di imballaggio e presentazione;
viii) valorizzare il potenziale dell'agricoltura biologica e proteggere e promuovere tale agricoltura, nonché le denominazioni di origine, i marchi di qualità e le indicazioni geografiche;
viii) intraprendere tutte le azioni possibili per difendere, proteggere e promuovere l'agricoltura biologica e le denominazioni d'origine, i marchi di qualità e le indicazioni geografiche;
ix) promuovere ed eseguire la ricerca sulla produzione integrata e sostenibile o su altri metodi di produzione rispettosi dell'ambiente;
ix) promuovere ed eseguire la ricerca sulla produzione integrata e sostenibile o su altri metodi di produzione rispettosi dell'ambiente;
x) incoraggiare il consumo sano dei prodotti e informare dei danni provocati da abitudini di consumo pericolose;
x) incoraggiare il consumo moderato e responsabile dei prodotti sul mercato interno e/o informare dei danni provocati da abitudini di consumo pericolose;
x bis) promuovere il consumo e/o fornire informazioni per quanto concerne i prodotti sul mercato interno ed esterno;
xi) realizzare azioni promozionali, in particolare nei paesi terzi.
xi bis) attuare azioni collettive volte a prevenire e gestire i rischi e le incertezze di ordine sanitario, fitosanitario e ambientale connessi alla produzione e, se del caso, alla trasformazione e/o alla commercializzazione e/o alla distribuzione dei prodotti agricoli e alimentari;
xi ter) contribuire alla gestione dei sottoprodotti e alla riduzione e gestione dei rifiuti.
2.  Per le organizzazioni interprofessionali nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola e nel settore del tabacco, la finalità specifica di cui al paragrafo 1, lettera c), può comprendere anche almeno uno dei seguenti obiettivi:
2.  Per le organizzazioni interprofessionali nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola e nel settore del tabacco, la finalità specifica di cui al paragrafo 1, lettera c), può comprendere anche almeno uno dei seguenti obiettivi:
a) concentrare e coordinare l'offerta e la commercializzazione della produzione dei propri aderenti;
a) concentrare e coordinare l'offerta e la commercializzazione della produzione dei propri aderenti;
b) adattare in comune la produzione e la trasformazione alle esigenze del mercato e migliorare il prodotto;
b) adattare in comune la produzione e la trasformazione alle esigenze del mercato e migliorare il prodotto;
c) promuovere la razionalizzazione e il miglioramento della produzione e della trasformazione.
c) promuovere la razionalizzazione e il miglioramento della produzione e della trasformazione.
Emendamento 252
Proposta di regolamento
Articolo 108 bis (nuovo)
Articolo 108 bis

Riconoscimento delle organizzazioni interprofessionali

1.  Gli Stati membri possono riconoscere le organizzazioni interprofessionali che lo richiedono, a condizione che queste:
a) soddisfino le condizioni di cui all'articolo 108;
b) svolgano le proprie attività in una o più regioni del territorio di cui trattasi;
c) costituiscano una quota significativa delle attività economiche di cui all'articolo 108, paragrafo 1, lettera a);
d) non siano attive nella produzione, trasformazione e/o nel commercio, ad eccezione dei casi previsti all'articolo 108, paragrafo 2.
2.  Gli Stati membri possono decidere che le organizzazioni interprofessionali che sono state riconosciute prima del 1° gennaio 2014 in base al diritto nazionale e che soddisfano le condizioni del paragrafo 1 debbano essere riconosciute in quanto organizzazioni interprofessionali ai sensi dell'articolo 108.
3.  Le organizzazioni interprofessionali che sono state riconosciute prima del 1° gennaio 2014 in base al diritto nazionale e che non soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo possono continuare a esercitare la loro attività secondo la legislazione nazionale fino al 1° gennaio 2015.
4.  Quando riconoscono un'organizzazione interprofessionale conformemente al paragrafo 1 e/o al paragrafo 2, gli Stati membri:
a) decidono in merito alla concessione del riconoscimento entro quattro mesi dalla presentazione della domanda corredata di tutte le prove giustificative pertinenti; tale domanda è presentata presso lo Stato membro in cui l'organizzazione ha sede;
b) svolgono, a intervalli da essi stabiliti, controlli atti a verificare che le organizzazioni interprofessionali riconosciute rispettino le condizioni che disciplinano il loro riconoscimento;
c) in caso di inadempienza o irregolarità nell'applicazione delle misure previste dal presente regolamento, comminano a tali organizzazioni le sanzioni applicabili da essi stabilite e decidono, laddove necessario, se il riconoscimento debba essere revocato;
d) revocano il riconoscimento se i requisiti e le condizioni previsti dal presente articolo per il riconoscimento non sono più soddisfatti;
e) notificano alla Commissione, una volta all'anno ed entro il 31 marzo, ogni decisione in merito alla concessione, al rifiuto o alla revoca di riconoscimenti presa nel corso dell'anno civile precedente.
Emendamento 253
Proposta di regolamento
Articolo 109
Articolo 109

soppresso
Organizzazioni di operatori

Ai fini del presente regolamento, le organizzazioni di operatori del settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola comprendono le organizzazioni di produttori riconosciute, le organizzazioni interprofessionali riconosciute o le organizzazioni riconosciute di altri operatori o le loro associazioni.

Emendamento 254
Proposta di regolamento
Articolo 109 bis (nuovo)
Articolo 109 bis

Ruolo dei gruppi

1.  Per migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato dei prodotti che beneficiano di una denominazione di origine protetta o di un'indicazione geografica protetta a norma del regolamento (CE) n. XXXXXXX sui regimi di qualità dei prodotti agricoli, gli Stati membri produttori possono fissare norme di commercializzazione atte a disciplinare l'offerta, segnatamente dando attuazione alle decisioni prese dai gruppi di cui all'articolo 42 del regolamento (CE) n. XXXXXXX sui regimi di qualità dei prodotti agricoli.
2.  Tali norme sono proporzionate all'obiettivo perseguito e:
a) riguardano unicamente la regolamentazione dell'offerta e sono intese ad adeguare l'offerta del prodotto alla domanda;
b) non sono rese obbligatorie per più di cinque anni, rinnovabili, di commercializzazione;
c) non riguardano le transazioni che hanno luogo dopo la prima commercializzazione del prodotto in questione;
d) non consentono la fissazione di prezzi, nemmeno a titolo orientativo o di raccomandazione;
e) non rendono indisponibile una percentuale eccessiva del prodotto interessato che altrimenti sarebbe disponibile;
f) non hanno l'effetto di impedire a un operatore di iniziare la produzione del prodotto interessato.
3.  Le regole di cui al paragrafo 1 sono portate a conoscenza degli operatori tramite una pubblicazione ufficiale integrale a cura dello Stato membro interessato.
4.  Le decisioni e le misure adottate dagli Stati membri nell'anno n conformemente alle disposizioni del presente articolo sono comunicate alla Commissione prima del 1° marzo dell'anno n+1.
5.  La Commissione può chiedere a uno Stato membro di revocare la sua decisione se constata che quest'ultima esclude la concorrenza in una parte sostanziale del mercato interno, compromette la libera circolazione delle merci o contravviene agli obiettivi dell'articolo 39 del trattato.
Emendamento 255
Proposta di regolamento
Articolo 110
Articolo 110

Articolo 110

Estensione delle regole

Estensione delle regole

1.  Qualora un'organizzazione di produttori riconosciuta, un'associazione riconosciuta di organizzazioni di produttori o un'organizzazione interprofessionale riconosciuta, operante in una determinata circoscrizione economica o in più circoscrizioni economiche determinate di uno Stato membro, sia considerata rappresentativa della produzione o del commercio o della trasformazione di un dato prodotto, lo Stato membro interessato può, su richiesta di tale organizzazione, disporre che alcuni degli accordi, decisioni o pratiche concordate convenuti nell'ambito dell'organizzazione richiedente siano resi obbligatori, per un periodo limitato, nei confronti degli altri operatori attivi, individualmente o in gruppo, nella o nelle medesime circoscrizioni economiche e non aderenti all'organizzazione o associazione.
1.  Qualora un'organizzazione di produttori riconosciuta, un'associazione riconosciuta di organizzazioni di produttori o un'organizzazione interprofessionale riconosciuta, operante in una determinata circoscrizione economica o in più circoscrizioni economiche determinate di uno Stato membro, sia considerata rappresentativa della produzione o del commercio o della trasformazione di un dato prodotto, lo Stato membro interessato può, su richiesta di tale organizzazione, disporre che alcuni degli accordi, decisioni o pratiche concordate convenuti nell'ambito dell'organizzazione richiedente siano resi obbligatori, per un periodo limitato, nei confronti degli altri operatori attivi, individualmente o in gruppo, nella o nelle medesime circoscrizioni economiche e non aderenti all'organizzazione o associazione.
2.  Per «circoscrizione economica» si intende una zona geografica costituita da regioni di produzione limitrofe o vicine nelle quali le condizioni di produzione e di commercializzazione sono omogenee.
2.  Per «circoscrizione economica» si intende una zona geografica costituita da regioni di produzione limitrofe o vicine nelle quali le condizioni di produzione e di commercializzazione sono omogenee.
3.  Un'organizzazione o associazione è considerata rappresentativa se, nella circoscrizione economica o nelle circoscrizioni economiche considerate di uno Stato membro:
3.  Un'organizzazione o associazione è considerata rappresentativa se, nella circoscrizione economica o nelle circoscrizioni economiche considerate di uno Stato membro:
a) totalizza, in percentuale del volume della produzione, o del commercio, o della trasformazione dei prodotti in parola:
a) totalizza, in percentuale del volume della produzione, o del commercio, o della trasformazione dei prodotti in parola:
i) almeno il 60% nel caso di organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo, oppure
i) almeno il 60% nel caso di organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo, oppure
ii) almeno due terzi, negli altri casi e
ii) almeno due terzi, negli altri casi e
b) raggruppa, nel caso delle organizzazioni di produttori, oltre il 50% dei produttori considerati.
b) raggruppa, nel caso delle organizzazioni di produttori, oltre il 50% dei produttori considerati, e
b bis)rappresenta, nel caso delle organizzazioni interprofessionali, una percentuale significativa delle attività economiche di cui all'articolo 108, paragrafo 1, lettera a) alle condizioni stabilite dallo Stato membro.
Qualora la richiesta di estensione delle regole agli altri operatori riguardi più circoscrizioni economiche, l'organizzazione o l'associazione dimostra di avere il livello minimo di rappresentatività definito al primo comma per ciascuno dei comparti raggruppati in ognuna delle circoscrizioni economiche in parola.

Qualora la richiesta di estensione delle regole agli altri operatori riguardi più circoscrizioni economiche, l'organizzazione o l'associazione dimostra di avere il livello minimo di rappresentatività definito al primo comma per ciascuno dei comparti raggruppati in ognuna delle circoscrizioni economiche in parola.

4.  Le regole delle quali può essere chiesta l'estensione agli altri operatori a norma del paragrafo 1 hanno una delle seguenti finalità:
4.  Le regole delle quali può essere chiesta l'estensione agli altri operatori a norma del paragrafo 1 riguardano una delle attività rispondenti agli obiettivi definiti all'articolo 106, lettera c), o all'articolo 108, paragrafo 1, lettera c).
a) conoscenza della produzione e del mercato;
b) regole di produzione più restrittive rispetto alla normativa unionale o nazionale;
c) stesura di contratti tipo compatibili con la normativa unionale;
d) regole di commercializzazione;
e) regole di tutela ambientale;
f) azioni di promozione e di valorizzazione del potenziale dei prodotti;
g) azioni di tutela dell'agricoltura biologica nonché delle denominazioni di origine, dei marchi di qualità e delle indicazioni geografiche;
h) ricerca intesa a conferire valore aggiunto ai prodotti, in particolare tramite nuovi impieghi che non mettano in pericolo la salute pubblica;
i) studi volti a migliorare la qualità dei prodotti;
j) ricerca, in particolare su metodi di coltivazione che consentano di ridurre l'impiego di prodotti zoosanitari o fitosanitari e assicurino la preservazione del suolo e dell'ambiente;
k) definizione di qualità minime e di norme minime in materia di imballaggio e presentazione;
l) uso di sementi certificate e controllo della qualità dei prodotti.
Tali regole non danneggiano altri operatori dello Stato membro interessato o dell'Unione e non hanno nessuno degli effetti elencati all'articolo 145, paragrafo 4, né sono per altri aspetti incompatibili con la vigente normativa unionale e nazionale.

Tali regole non danneggiano altri operatori dello Stato membro interessato o dell'Unione e non hanno nessuno degli effetti elencati all'articolo 145, paragrafo 4, né sono per altri aspetti incompatibili con la vigente normativa unionale e nazionale.

4 bis. Quando esiste un'organizzazione interprofessionale riconosciuta per uno o più prodotti, gli Stati membri non estendono le decisioni e le pratiche delle organizzazioni di produttori rientranti nel campo di applicazione di tale organizzazione interprofessionale.

4 ter. L'estensione delle regole di cui al paragrafo 1 è portata a conoscenza degli operatori tramite una pubblicazione ufficiale integrale a cura dello Stato membro interessato.

4 quater. Gli Stati membri informano la Commissione, una volta all'anno e al più tardi il 31 marzo, di ogni decisione adottata conformemente al presente articolo.

Emendamento 256
Proposta di regolamento
Articolo 111
Articolo 111

Articolo 111

Contributi finanziari dei produttori non aderenti

Contributi finanziari dei produttori non aderenti

Qualora le regole di un'organizzazione di produttori riconosciuta, di un'associazione riconosciuta di organizzazioni di produttori o di un'organizzazione interprofessionale riconosciuta, siano estese a norma dell'articolo 110 e qualora le attività disciplinate da tali regole siano di interesse economico generale per le persone le cui attività sono legate ai prodotti in questione, lo Stato membro che ha concesso il riconoscimento può decidere che i singoli operatori o i gruppi che non sono membri dell'organizzazione, ma beneficiano di dette attività, siano tenuti a versare all'organizzazione un importo pari alla totalità o ad una parte dei contributi finanziari versati dai membri, nella misura in cui detti contributi siano destinati a coprire spese direttamente occasionate dall'esecuzione delle attività in parola.

Qualora le regole di un'organizzazione di produttori riconosciuta, di un'associazione riconosciuta di organizzazioni di produttori o di un'organizzazione interprofessionale riconosciuta, siano estese a norma dell'articolo 110 e qualora le attività disciplinate da tali regole siano di interesse economico generale per gli operatori economici le cui attività sono legate ai prodotti in questione, lo Stato membro che ha concesso il riconoscimento può decidere, dopo aver consultato tutti i soggetti interessati, che i singoli operatori economici o i gruppi che non sono membri dell'organizzazione, ma beneficiano di dette attività, siano tenuti a versare all'organizzazione un importo pari alla totalità o ad una parte dei contributi finanziari versati dai membri, nella misura in cui detti contributi siano destinati a coprire spese occasionate dall'esecuzione delle attività in parola.

Emendamento 257
Proposta di regolamento
Articolo 112
Articolo 112

Articolo 112

Misure atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato

Misure atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato

Tenendo conto della necessità di incoraggiare le attività delle organizzazioni di cui agli articoli da 106 a 108 atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, ad eccezione di quelle concernenti il ritiro dal mercato, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, nei settori delle piante vive, delle carni bovine, delle carni suine, delle carni ovine e caprine, delle uova e delle carni di pollame riguardo a misure intese a:

Tenendo conto della necessità di incoraggiare le attività delle organizzazioni di cui agli articoli da 106 a 108 atte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato, ad eccezione di quelle concernenti il ritiro dal mercato, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, nei settori elencati all'articolo 1, paragrafo 2, riguardo a misure intese a:

a) migliorare la qualità;
a) migliorare la qualità;
b) promuovere una migliore organizzazione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione;
b) promuovere una migliore organizzazione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione;
c) agevolare la rilevazione dell'andamento dei prezzi di mercato;
c) agevolare la rilevazione dell'andamento dei prezzi di mercato;
d) consentire l'elaborazione di previsioni a breve e a lungo termine in base ai mezzi di produzione impiegati.
d) consentire l'elaborazione di previsioni a breve e a lungo termine in base ai mezzi di produzione impiegati.
Emendamento 258
Proposta di regolamento
Articolo 113
Articolo 113

Articolo 113

Regole di commercializzazione destinate a migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune dei vini

Regole di commercializzazione destinate a migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune dei vini

1.  Per migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune dei vini, comprese le uve, i mosti e i vini da cui sono ottenuti, gli Stati membri produttori possono stabilire regole di commercializzazione intese a regolare l'offerta, in particolare tramite decisioni adottate dalle organizzazioni interprofessionali riconosciute a norma dell'articolo 108.
1.  Per migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune dei vini, comprese le uve, i mosti e i vini da cui sono ottenuti, gli Stati membri produttori possono stabilire regole di commercializzazione intese a regolare l'offerta, in particolare tramite decisioni adottate dalle organizzazioni interprofessionali riconosciute a norma dell'articolo 108.
Tali regole sono proporzionate all'obiettivo perseguito e:

Tali regole sono proporzionate all'obiettivo perseguito e:

a) non riguardano le operazioni che hanno luogo dopo la prima commercializzazione del prodotto;
a) non riguardano le operazioni che hanno luogo dopo la prima commercializzazione del prodotto;
b) non permettono la fissazione di prezzi, nemmeno orientativi o raccomandati;
b) non permettono la fissazione di prezzi, nemmeno orientativi o raccomandati;
c) non rendono indisponibile una percentuale eccessiva del raccolto di un'annata che sarebbe altrimenti disponibile;
c) non rendono indisponibile una percentuale eccessiva del raccolto di un'annata che sarebbe altrimenti disponibile;
d) non prevedono la possibilità di rifiutare il rilascio degli attestati nazionali e unionali necessari per la circolazione e la commercializzazione dei vini, se la commercializzazione è conforme alle regole summenzionate.
d) non prevedono la possibilità di rifiutare il rilascio degli attestati nazionali e unionali necessari per la circolazione e la commercializzazione dei vini, se la commercializzazione è conforme alle regole summenzionate.
1 bis. Le regole di cui al paragrafo 1 sono portate a conoscenza degli operatori tramite una pubblicazione ufficiale integrale a cura dello Stato membro interessato.

1 ter. Gli Stati membri informano la Commissione, una volta all'anno e al più tardi il 31 marzo, di ogni decisione adottata conformemente al presente articolo.

Emendamento 259
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo IIIsezione 3 bis (nuova)
SEZIONE 3 bis

REGIMI CONTRATTUALI

Articolo 113 bis

Relazioni contrattuali

1.  Fatti salvi gli articoli 104 bis e 105 bis riguardanti il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari e l'articolo 101 riguardante il settore dello zucchero, qualora uno Stato membro decida che, sul suo territorio, ogni consegna di prodotti agricoli che rientrano in uno dei settori elencati all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento, da un produttore a un trasformatore o distributore deve formare oggetto di un contratto scritto fra le parti e/o decida che i primi acquirenti devono fare un'offerta scritta di contratto per la consegna di prodotti agricoli da parte del produttore, detto contratto e/o detta offerta di contratto soddisfano le condizioni definite al paragrafo 2.
Qualora uno Stato membro decida che le consegne dei prodotti interessati da parte di un produttore a un trasformatore devono formare oggetto di un contratto scritto fra le parti, esso decide inoltre quale fase o quali fasi della consegna devono formare oggetto di un contratto di questo tipo se la consegna dei prodotti interessati viene effettuata attraverso uno o più intermediari.

Nel caso previsto al secondo comma, lo Stato membro provvede affinché i contratti siano rispettati nei settori di cui trattasi e stabilisce un meccanismo di mediazione da applicare ai casi in cui non sia stato raggiunto il reciproco accordo per la conclusione di un contratto, assicurando in tal modo relazioni contrattuali eque.

2.  Il contratto e/o l'offerta di contratto:
a) è stipulato/a prima della consegna;
b) è stipulato/a per iscritto e
c) comprende, fra l'altro, i seguenti elementi:
i) il prezzo da pagare alla consegna, che:
– è fisso ed è stabilito nel contratto, e/o
– è calcolato combinando vari fattori stabiliti nel contratto, che possono comprendere indicatori di mercato che riflettono cambiamenti nelle condizioni di mercato, le quantità consegnate e la qualità o la composizione dei prodotti agricoli consegnati;
ii) la quantità e la qualità dei prodotti interessati che può e/o deve essere consegnata e il calendario delle consegne;
iii) la durata del contratto, che può essere determinata o indeterminata, con clausole di risoluzione;
iv) le precisazioni riguardanti le scadenze e le procedure di pagamento;
v) le modalità per la raccolta o la consegna dei prodotti agricoli e
vi) le norme applicabili in caso di forza maggiore.
3.  In deroga al paragrafo 1, non è necessario mettere a punto un contratto e/o un'offerta di contratto se il produttore consegna i prodotti interessati a un acquirente che è una cooperativa della quale il produttore è membro, se gli statuti di tale cooperativa o le regole e decisioni previste in o derivate da tali statuti contengono disposizioni aventi effetti analoghi a quelli indicati al paragrafo 2, lettere a), b) e c).
4.  Tutti gli elementi dei contratti per la consegna di prodotti agricoli conclusi da produttori, collettori, trasformatori o distributori, compresi gli elementi di cui al paragrafo 2, lettera c), sono liberamente negoziati tra le parti.
In deroga al primo comma,

i) qualora uno Stato membro decida di rendere obbligatori contratti scritti per la consegna di prodotti agricoli ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, può stabilire una durata minima applicabile soltanto ai contratti scritti tra un produttore e il primo acquirente dei prodotti agricoli. Tale durata minima è di almeno sei mesi e non compromette il corretto funzionamento del mercato interno; e/o
ii) qualora uno Stato membro decida che il primo acquirente di prodotti agricoli deve presentare un'offerta scritta per un contratto al produttore ai sensi del paragrafo 1, esso può prevedere che l'offerta comprenda una durata minima del contratto, come previsto dalla legislazione nazionale a tal fine. Tale durata minima è di almeno sei mesi e non compromette il corretto funzionamento del mercato interno.
Il secondo comma non pregiudica il diritto del produttore di rifiutare tale durata minima, purché il rifiuto avvenga per iscritto. In tal caso le parti sono libere di negoziare tutti gli elementi del contratto, compresi gli elementi di cui al paragrafo 2, lettera c).

5.  Gli Stati membri che si avvalgono delle opzioni di cui al presente articolo informano la Commissione della misura in cui sono applicate.
6.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono le misure necessarie per l'applicazione uniforme del paragrafo 2, lettere a) e b), e del paragrafo 3 del presente articolo e le misure relative alle notifiche da effettuare da parte degli Stati membri a norma del presente articolo.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 260
Proposta di regolamento
Articolo 113 ter (nuovo)
Articolo 113 ter

Trattative contrattuali

1.  Un'organizzazione di produttori in uno dei settori di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento, riconosciuta ai sensi dell'articolo 106, può negoziare a nome dei produttori che ne sono membri, per la totalità o per una parte della loro produzione in comune, contratti di fornitura di prodotti agricoli da un produttore a un trasformatore, a un intermediario o a un distributore.
2.  Le trattative condotte dall'organizzazione di produttori possono avere luogo:
a) indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà dei prodotti interessati dagli agricoltori all'organizzazione di produttori;
b) indipendentemente dal fatto che il prezzo negoziato sia o meno lo stesso per la produzione in comune di tutti i produttori aderenti all'organizzazione di produttori o solo di alcuni di essi;
c) a condizione che gli agricoltori interessati non siano membri di un'altra organizzazione di produttori che negozia ugualmente contratti di questo tipo a loro nome; gli Stati membri possono tuttavia derogare a tale condizione in casi debitamente giustificati, laddove i produttori detengano due unità di produzione distinte situate in aree geografiche diverse;
d) a condizione che i prodotti in questione non siano interessati da un obbligo di consegna derivante dall'affiliazione di un agricoltore a una cooperativa in conformità delle condizioni stabilite dallo statuto della cooperativa o delle regole e delle decisioni stabilite o derivate da tali statuti; e
e) a condizione che l'organizzazione di produttori informi le competenti autorità dello Stato membro o degli Stati membri in cui opera circa il volume dei prodotti agricoli oggetto di tali trattative.
3.  Ai fini del presente articolo, i riferimenti alle organizzazioni di produttori comprendono anche le associazioni di organizzazioni di produttori.
4.  Per le trattative riguardanti più di uno Stato membro, la Commissione prende una decisione mediante un atto di esecuzione adottato senza l'applicazione dell'articolo 162, paragrafi 2 o 3. Negli altri casi tale decisione è adottata dall'autorità nazionale garante della concorrenza dello Stato membro interessato dalle trattative.
Le decisioni di cui al presente paragrafo si applicano a partire dalla data di notifica delle stesse alle imprese interessate.

Emendamento 261
Proposta di regolamento
Articolo 114
Articolo 114

Articolo 114

Poteri delegati

Poteri delegati

Tenendo conto della necessità di garantire la precisa definizione degli obiettivi e delle responsabilità delle organizzazioni di produttori, delle organizzazioni di operatori nel settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola e delle organizzazioni interprofessionali, in modo da contribuire all'efficacia delle attività di tali organizzazioni, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, riguardanti le organizzazioni di produttori, le associazioni di organizzazioni di produttori, le organizzazioni interprofessionali e le organizzazioni di operatori in merito:

Tenendo conto della necessità di garantire la precisa definizione degli obiettivi e delle responsabilità delle organizzazioni di produttori e delle organizzazioni interprofessionali, in modo da contribuire all'efficacia delle attività di tali organizzazioni senza imporre indebiti oneri,alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo alle organizzazioni di produttori, alle associazioni di organizzazioni di produttori, alle organizzazioni interprofessionali e alle organizzazioni di operatori in merito:

-a) alle regole specifiche applicabili in uno o più dei settori figuranti all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento;
a) alle finalità specifiche che possono, devono o non devono essere perseguite da tali organizzazioni e associazioni, comprese le deroghe a quelle stabilite agli articoli da 106 a 109;
a) alle finalità specifiche che possono, devono o non devono essere perseguite da tali organizzazioni e associazioni e, se del caso, aggiungersi a quelle stabilite agli articoli da 106 a 109;
a bis) alle raccomandazioni orizzontali riguardanti gli accordi interprofessionali conclusi dalle organizzazioni in conformità dell'articolo 108;
b) allo statuto delle associazioni, al riconoscimento, alla struttura, alla personalità giuridica, alle modalità di adesione, alle dimensioni, alle modalità di rendicontazione e alle attività di tali organizzazioni e associazioni, al requisito di cui all'articolo 106, lettera d), in merito al riconoscimento di un'organizzazione di produttori che non detiene una posizione dominante su un dato mercato, tranne qualora ciò sia necessario ai fini dell'articolo 39 del trattato, agli effetti del riconoscimento, alla revoca del riconoscimento e alle fusioni;
b) allo statuto delle organizzazioni diverse dalle organizzazioni di produttori, alle condizioni specifiche applicabili agli statuti delle organizzazioni di produttori in alcuni settori, alla struttura, alla personalità giuridica, alle modalità di adesione, alle dimensioni, alle modalità di rendicontazione e alle attività di tali organizzazioni e associazioni, agli effetti delle fusioni;
b bis) alle condizioni per il riconoscimento, la revoca e la sospensione del riconoscimento, agli effetti del riconoscimento, della revoca e della sospensione del riconoscimento, nonché ai requisiti che tali organizzazioni e associazioni devono rispettare per l'adozione di misure correttive in caso di mancato rispetto dei criteri di riconoscimento;
c) alle organizzazioni e alle associazioni transnazionali, comprese le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del presente articolo;
c) alle organizzazioni e alle associazioni transnazionali, comprese le disposizioni di cui alle lettere a), b) e b bis) del presente articolo;
c bis) alle regole relative all'instaurazione di un'assistenza amministrativa e alle condizioni alle quali può essere prestata dalle autorità competenti interessate in caso di cooperazione transnazionale;
d) all'esternalizzazione delle attività e alla messa a disposizione di mezzi tecnici da parte delle organizzazioni e delle associazioni;
d) alle condizioni dell'esternalizzazione delle attività e alla messa a disposizione di mezzi tecnici da parte delle organizzazioni e delle associazioni;
e) al volume minimo o al valore minimo di produzione commercializzabile da parte delle organizzazioni e delle associazioni;
e) al volume minimo o al valore minimo di produzione commercializzabile da parte delle organizzazioni e delle associazioni;
f) all'estensione di determinate regole delle organizzazioni, prevista dall'articolo 110, ai non aderenti e al pagamento obbligatorio, previsto dall'articolo 111, della quota associativa da parte dei non aderenti, con un elenco di norme di produzione più rigorose che possono essere estese in virtù dell'articolo 110, paragrafo 4, primo comma, lettera b), ad altri requisiti in materia di rappresentatività, alle circoscrizioni economiche, compreso l'esame della loro definizione da parte della Commissione, ai periodi minimi durante i quali le regole devono essere in vigore prima di essere estese, alle persone o alle organizzazioni alle quali possono essere applicate le regole o i contributi obbligatori, e ai casi in cui la Commissione può richiedere che l'estensione delle regole o il pagamento di contributi obbligatori sia rifiutato o revocato.
f) all'estensione di determinate regole delle organizzazioni, prevista dall'articolo 110, ai non aderenti e al pagamento obbligatorio, previsto dall'articolo 111, della quota associativa da parte dei non aderenti, ad altri requisiti in materia di rappresentatività, alle circoscrizioni economiche, compreso l'esame della loro definizione da parte della Commissione, ai periodi minimi durante i quali le regole devono essere in vigore prima di essere estese, alle persone o alle organizzazioni alle quali possono essere applicate le regole o i contributi obbligatori, e ai casi in cui la Commissione può richiedere, per un periodo determinato, che l'estensione delle regole o il pagamento di contributi obbligatori sia rifiutato o revocato;
f bis) alle condizioni specifiche per l'attuazione di sistemi contrattuali nei settori di cui all'articolo 113 bis, paragrafo 1, in particolare le soglie che definiscono i volumi di produzione che possono costituire oggetto di trattative collettive;
f ter) alle condizioni che consentono ai produttori riconosciuti di ottenere accordi collettivi orizzontali e verticali con i concorrenti e i partner della catena alimentare affinché i prezzi siano comprensivi dei costi sostenuti per gli investimenti a favore della produzione sostenibile.
Emendamento 262
Proposta di regolamento
Articolo 115
Articolo 115

Articolo 115

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

Competenze di esecuzione secondo la procedura di esame

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie riguardanti il presente capo, in particolare relative alle procedure e alle modalità tecniche di attuazione delle misure di cui agli articoli 110 e 112. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie riguardanti il presente capo, in particolare per quanto concerne:

a) l'applicazione delle condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori e delle organizzazioni interprofessionali previste agli articoli 106 ter e 108 bis;
b) le notifiche degli Stati membri alla Commissione a norma dell'articolo 105 bis, paragrafo 8, dell'articolo 105 ter, paragrafo 7, dell'articolo 106 ter, paragrafo 4, lettera d), e dell'articolo 108 bis, paragrafo 4, lettera e);
c) le procedure in materia di assistenza amministrativa in caso di cooperazione transnazionale;
d) le procedure e le modalità tecniche di attuazione delle misure di cui agli articoli 110 e 112, in particolare l'attuazione del concetto di «circoscrizione economica» di cui all'articolo 110, paragrafo 2.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 263
Proposta di regolamento
Articolo 116
Articolo 116

Articolo 116

Altre competenze di esecuzione

Altre competenze di esecuzione

La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, decisioni individuali riguardanti:

1.  La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, decisioni individuali riguardanti:
a) il riconoscimento di organizzazioni che svolgono attività in più d'uno Stato membro, secondo le disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, lettera c);
a) il riconoscimento, il rigetto o la revoca del riconoscimento di organizzazioni che svolgono attività in più d'uno Stato membro, secondo le disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, lettera c);
b) il rigetto o la revoca del riconoscimento di organizzazioni interprofessionali, la revoca dell'estensione delle regole o dei contributi obbligatori, l'approvazione o l'adozione di decisioni di modifica delle circoscrizioni economiche comunicate dagli Stati membri in virtù delle disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, lettera f).
b) l'estensione delle regole o dei contributi obbligatori delle organizzazioni di cui alla lettera a) e la loro revoca.
1 bis. La Commissione può adottare atti di esecuzione recanti la sua decisione in merito all'approvazione o alla modifica delle circoscrizioni economiche comunicate dagli Stati membri in virtù delle disposizioni adottate a norma dell'articolo 114, lettera f).

Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 264
Proposta di regolamento
Parte II – titolo II – capo III – sezione 4 bis (nuova)
SEZIONE 4 BIS

TRASPARENZA E INFORMAZIONI RELATIVE AL MERCATO

Articolo 116 bis

Strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari

1.  Per informare gli operatori economici e l'insieme dei poteri pubblici circa la formazione dei prezzi lungo tutta la catena di approvvigionamento alimentare e per facilitare l'osservazione e la registrazione degli sviluppi del mercato, la Commissione riferisce periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito alle attività dello Strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari e ai risultati degli studi di quest'ultimo, provvedendo alla pubblicazione di tali risultati.
2.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, e in relazione alle attività degli istituti di statistica e degli osservatori dei prezzi nazionali, lo Strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari raccoglie, senza creare oneri aggiuntivi a carico degli agricoltori, le informazioni e i dati statistici necessari all'elaborazione di analisi e studi concernenti in particolare:
a) la produzione e l'approvvigionamento;
b) i meccanismi di formazione dei prezzi e, per quanto possibile, i margini di profitto in tutta la catena di approvvigionamento alimentare dell'Unione e degli Stati membri;
c) l'andamento dei prezzi e, per quanto possibile, i margini di profitto a tutti i livelli della catena di approvvigionamento alimentare dell'Unione e degli Stati membri e in tutti i settori agricoli e agroalimentari, in particolare quelli degli ortofrutticoli, del latte e dei prodotti lattiero-caseari e della carne;
d) le previsioni di mercato a breve e medio termine.
Ai fini del presente paragrafo, lo Strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari prende in esame soprattutto le esportazioni e le importazioni, i prezzi franco azienda, i prezzi al consumo, i margini di profitto, i costi di produzione, trasformazione e distribuzione in tutte le fasi della catena di approvvigionamento alimentare dell'Unione e degli Stati membri.

3.  Le informazioni rese pubbliche attraverso le attività dello Strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari sono trattate in modo riservato. La Commissione assicura che non consentano l'identificazione dei singoli operatori.
Emendamento 265
Proposta di regolamento
Articolo 117 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
Sono soggetti all'obbligo di titolo i seguenti prodotti: cereali, riso, zucchero, lino, canapa, semi, piante vive, olio d'oliva, ortofrutticoli, ortofrutticoli trasformati, banane, carni bovine, carni suine, carni ovine e caprine, carni di pollame, uova, latte e prodotti lattiero-caseari, vino, alcole etilico di origine agricola.

Emendamento 350
Proposta di regolamento
Articolo 117 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis. I prodotti importati dall'Unione rispettano gli stessi requisiti di produzione e commercializzazione – segnatamente per quanto riguarda la sicurezza alimentare e le normative ambientali, sociali e in materia di benessere animale – di quelli prodotti nell'Unione e i relativi titoli di importazione possono essere rilasciati solo a tali condizioni.

Emendamento 267
Proposta di regolamento
Articolo 118 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Tenendo conto dell'andamento degli scambi e del mercato, del fabbisogno dei mercati interessati e ai fini del monitoraggio delle importazioni e delle esportazioni dei prodotti di cui trattasi è conferito alla Commissione il potere di stabilire, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160:
1.  Tenendo conto della necessità di monitorare le importazioni dei prodotti, di assicurare un'adeguata gestione del mercato e di ridurre gli oneri amministrativi, è conferito alla Commissione il potere di stabilire, mediante atti delegati in conformità all'articolo 160:
Emendamento 268
Proposta di regolamento
Articolo 118 – paragrafo 1 – lettera a
a) l'elenco dei prodotti agricoli per i quali è necessaria la presentazione di un titolo di importazione o di esportazione;
a) la modifica e l'integrazione dell'elenco dei prodotti agricoli per i quali è necessaria la presentazione di un titolo di importazione o di esportazione;
Emendamento 269
Proposta di regolamento
Articolo 118 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Tenendo conto della necessità di definire gli elementi principali del regime dei titoli, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 160 allo scopo di:
2.  Tenendo conto della necessità di precisare le norme relative al regime dei titoli, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 allo scopo di:
Emendamento 270
Proposta di regolamento
Articolo 119 – comma 1 – parte introduttiva
La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie riguardanti la presente sezione, comprese le norme per:

La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie riguardanti il presente capo, comprese le norme per:

Emendamento 271
Proposta di regolamento
Articolo 120 – comma 1 bis (nuovo)
Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 272
Proposta di regolamento
Articolo 120 bis (nuovo)
Articolo 120 bis

Dazi all'importazione

Salvo disposizione contraria del presente regolamento, ai prodotti di cui all'articolo 1 si applicano le aliquote dei dazi all'importazione della tariffa doganale comune.

Emendamento 273
Proposta di regolamento
Articolo 121 – titolo
Attuazione di accordi internazionali

Attuazione di accordi internazionali e di altri accordi

Emendamento 274
Proposta di regolamento
Articolo 121
La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure per l'attuazione degli accordi internazionali conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato o in forza di qualsiasi altro atto adottato a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, del trattato o a norma della tariffa doganale comune per quanto riguarda il calcolo dei dazi di importazione dei prodotti agricoli. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2

La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure per l'attuazione degli accordi internazionali conclusi in virtù dell'articolo 218 del trattato o a norma della tariffa doganale comune per quanto riguarda il metodo di calcolo dei dazi di importazione dei prodotti agricoli. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 275
Proposta di regolamento
Articolo 121 bis (nuovo)
Articolo 121 bis

Calcolo dei dazi all'importazione dei cereali

1.  In deroga all'articolo 121, il dazio all'importazione per i prodotti di cui ai codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 (frumento (grano) tenero di alta qualità), 1002 00 00, 1005 10 90, 1005 90 00 e 1007 00 90, escluso l'ibrido destinato alla semina, è pari al prezzo d'intervento applicabile a tali prodotti all'atto dell'importazione e maggiorato del 55%, deduzione fatta del prezzo cif all'importazione applicabile alla spedizione in causa. Tale dazio, tuttavia, non può essere superiore all'aliquota convenzionale del dazio determinata in base alla nomenclatura combinata.
2.  La Commissione adotta atti di esecuzione contenenti il suo calcolo dei dazi all'importazione di cui al paragrafo 1. La Commissione basa tale calcolo sui prezzi rappresentativi cif all'importazione per i prodotti di cui al paragrafo 1, che sono determinati periodicamente.
3.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo ai requisiti minimi per il frumento (grano) tenero di alta qualità.
4.  La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono quanto segue:
i) le quotazioni dei prezzi da prendere in considerazione;
ii) ove opportuno, la facoltà, in casi determinati, di accordare agli operatori la possibilità di conoscere, prima dell'arrivo delle spedizioni in questione, il dazio che sarà applicato.
5.  Gli atti di esecuzione di cui ai paragrafi 2 e 4 sono adottati senza l'applicazione della procedura stabilita all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.
Emendamento 276
Proposta di regolamento
Articolo 121 ter (nuovo)
Articolo 121 ter

Calcolo dei dazi all'importazione del riso semigreggio

1.  In deroga all'articolo 121, il dazio all'importazione del riso semigreggio di cui al codice NC 1006 20 è fissato dalla Commissione, mediante atti di esecuzione, in conformità dell'allegato VII ter, punto 1, entro i dieci giorni successivi alla scadenza del periodo di riferimento di cui trattasi.
La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a fissare la nuova aliquota applicabile qualora i calcoli effettuati a norma di tale allegato ne richiedano la modifica. Gli atti di esecuzione in questione sono adottati senza l'applicazione della procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3. Fino alla fissazione della nuova aliquota si applica il dazio precedentemente fissato.

2.  Per il calcolo degli importi di cui all'allegato VII bis, punto 1, si tiene conto dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati titoli d'importazione per il riso semigreggio di cui al codice NC 1006 20 durante il periodo di riferimento corrispondente, esclusi i titoli d'importazione di riso Basmati di cui all'articolo 121 quater.
3.  Il quantitativo di riferimento annuo è di 449 678 tonnellate. Il quantitativo di riferimento parziale per ciascuna campagna di commercializzazione corrisponde alla metà del quantitativo annuo.
Emendamento 277
Proposta di regolamento
Articolo 121 quater (nuovo)
Articolo 121 quater

Calcolo dei dazi all'importazione del riso Basmati semigreggio

In deroga all'articolo 121, le varietà di riso Basmati semigreggio di cui ai codici NC 1006 20 17 e 1006 20 98, specificate nell'allegato VII quater, beneficiano di un dazio zero all'importazione. La Commissione adotta atti di esecuzione recanti le condizioni di applicazione del dazio zero. Tali atti di esecuzione sono adottati senza l'applicazione della procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 278
Proposta di regolamento
Articolo 121 quinquies (nuovo)
Articolo 121 quinquies

Calcolo dei dazi all'importazione del riso semilavorato e lavorato

1.  In deroga all'articolo 121, la Commissione adotta atti di esecuzione intesi a fissare il dazio all'importazione del riso semilavorato o lavorato di cui al codice NC 1006 30, in conformità dell'allegato VII ter, punto 2, entro i dieci giorni successivi alla scadenza del periodo di riferimento di cui trattasi. Tali atti di esecuzione sono adottati senza l'applicazione della procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.
La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a fissare la nuova aliquota applicabile qualora i calcoli effettuati a norma di tale allegato ne richiedano la modifica. Fino alla fissazione della nuova aliquota si applica il dazio precedentemente fissato. Tali atti di esecuzione sono adottati senza l'applicazione della procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

2.  Per il calcolo degli importi di cui all'allegato VII ter, punto 2, si tiene conto dei quantitativi per i quali i titoli di importazione per il riso semilavorato o lavorato di cui al codice NC 1006 30 sono stati rilasciati nel periodo di riferimento corrispondente.
Emendamento 279
Proposta di regolamento
Articolo 121 sexies (nuovo)
Articolo 121 sexies

Calcolo dei dazi all'importazione delle rotture di riso

In deroga all'articolo 121, il dazio all'importazione delle rotture di riso di cui al codice NC 1006 40 00 è di 65 EUR per tonnellata.

Emendamento 280
Proposta di regolamento
Articolo 122 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Se il prezzo di entrata dichiarato della partita in questione è superiore al valore forfettario all'importazione, maggiorato di un margine stabilito dalla Commissione che non può superare il valore forfettario di oltre il 10 %, è richiesto il deposito di una cauzione pari al dazio all'importazione determinato sulla base del valore forfettario all'importazione. La Commissione calcola tale valore ogni giorno lavorativo e per ciascuna origine, prodotto e periodo; tale valore è pari alla media ponderata dei prezzi rappresentativi di tali prodotti sui mercati di importazione rappresentativi degli Stati membri o, se opportuno, su altri mercati, previa deduzione di un importo globale di 5 EUR/100 kg e dei dazi doganali ad valorem.

Inoltre l'interessato fornisce informazioni in merito alle condizioni di commercializzazione e di trasporto del prodotto presentando copie dei documenti che attestino la consegna tra gli operatori e i costi sostenuti dall'importazione alla vendita del prodotto. In ogni caso, i documenti specificano la varietà o la tipologia commerciale del prodotto, conformemente alle disposizioni in materia di presentazione ed etichettatura previste dalle norme di commercializzazione applicabili dell'UE, nonché la categoria commerciale dei prodotti e il loro peso.

Emendamento 281
Proposta di regolamento
Articolo 122 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter. Il valore in dogana delle merci deperibili importate per le quali l'applicazione del dazio della tariffa doganale comune dipende dal prezzo di entrata del lotto importato in conto consegna può essere determinato direttamente a norma dell'articolo 30, paragrafo 2, lettera c), del codice doganale ed è pari al valore forfettario all'importazione.

Emendamento 282
Proposta di regolamento
Articolo 122 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater. Se necessario, il prezzo di entrata di una partita può anche essere determinato utilizzando un valore forfettario all'importazione, calcolato per prodotto e per origine in base alla media ponderata dei prezzi dei prodotti interessati sui mercati di importazione rappresentativi degli Stati membri o, se opportuno, su altri mercati.

Emendamento 283
Proposta di regolamento
Articolo 122 – paragrafo 2
2.  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 248 DAC, i controlli da effettuarsi dalle autorità doganali per stabilire se è necessaria la costituzione di una cauzione comprendono il controllo del valore in dogana rispetto al prezzo unitario dei prodotti considerati, come previsto dall'articolo 30, paragrafo 2, lettera c), del codice doganale.
soppresso
Emendamento 284
Proposta di regolamento
Articolo 122 – paragrafo 3
3.  Tenendo conto della necessità di garantire l'efficienza del sistema, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per disporre che i controlli di cui al paragrafo 2 del presente articolo, compiuti dalle autorità doganali in aggiunta o in alternativa al controllo del valore in dogana rispetto al prezzo unitario, comprendano un controllo del valore in dogana rispetto a un altro valore.
soppresso
La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le regole per il calcolo dell'altro valore di cui al primo comma del presente paragrafo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 285
Proposta di regolamento
Articolo 123 – paragrafo 1
1.  La Commissione può stabilire, mediante atti di esecuzione, i prodotti dei settori dei cereali, del riso, dello zucchero, degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati, delle carni bovine, del latte e dei prodotti lattiero-caseari, delle carni suine, delle carni ovine e caprine, delle uova, delle carni di pollame e delle banane, nonché i succhi di uve e i mosti di uve, alla cui importazione, se soggetta all'aliquota del dazio della tariffa doganale comune, si applica un dazio addizionale per evitare o neutralizzare eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato dell'Unione conseguenti a tali importazioni nei seguenti casi:
1.  La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a stabilire i prodotti dei settori dei cereali, del riso, dello zucchero, degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati, delle carni bovine, del latte e dei prodotti lattiero-caseari, delle carni suine, delle carni ovine e caprine, delle uova, delle carni di pollame e delle banane, nonché i succhi di uve e i mosti di uve, alla cui importazione, se soggetta all'aliquota del dazio della tariffa doganale comune, si applica un dazio addizionale per evitare o neutralizzare eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato dell'Unione conseguenti a tali importazioni nei seguenti casi:
Emendamento 286
Proposta di regolamento
Articolo 123 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 onde garantire che i prodotti importati rispettino le norme minime dell'Unione in materia di qualità e di ambiente.

Emendamento 287
Proposta di regolamento
Articolo 124 – comma 1 bis (nuovo)
Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 288
Proposta di regolamento
Articolo 125 – paragrafo 1
1.  I contingenti tariffari di importazione di prodotti agricoli ai fini della loro immissione in libera pratica nell'Unione (o in parte di essa) o i contingenti tariffari di importazione di prodotti agricoli dell'Unione nei paesi terzi che devono essere gestiti in tutto o in parte dall'Unione, istituiti in forza di accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato o in forza di qualsiasi altro atto adottato a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, sono aperti e/o gestiti dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione adottati conformemente agli articoli 126, 127 e 128.
1.  I contingenti tariffari di importazione di prodotti agricoli ai fini della loro immissione in libera pratica nell'Unione o i contingenti tariffari di importazione di prodotti agricoli dell'Unione nei paesi terzi che devono essere gestiti in tutto o in parte dall'Unione, istituiti in forza di accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato o in forza di qualsiasi altro atto adottato a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, sono aperti e/o gestiti dalla Commissione mediante atti delegati e atti di esecuzione adottati conformemente agli articoli 126, 127 e 128.
Emendamento 289
Proposta di regolamento
Articolo 125 – paragrafo 3 – lettera a
a) nel caso dei contingenti tariffari di importazione, tiene adeguatamente conto del fabbisogno di approvvigionamento del mercato dell'Unione e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio, oppure
a) nel caso dei contingenti tariffari di importazione, tiene adeguatamente conto del fabbisogno di approvvigionamento del mercato dell'Unione nonché della necessità di salvaguardarne l'equilibrio e di sviluppare nuovi mercati a valle nella produzione di prodotti industriali, garantendo la certezza e la continuità delle forniture a prezzi competitivi su scala mondiale, oppure
Emendamento 290
Proposta di regolamento
Articolo 125 bis (nuovo)
Articolo 125 bis

Disposizioni specifiche

Nel caso dei contingenti tariffari di importazione in Spagna di 2 000 000 di tonnellate di granturco e di 300 000 tonnellate di sorgo e dei contingenti tariffari di importazione in Portogallo di 500 000 tonnellate di granturco, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo alle disposizioni necessarie alla realizzazione delle importazioni dei contingenti tariffari nonché, eventualmente, al magazzinaggio da parte degli organismi pubblici dei quantitativi importati dagli organismi pagatori degli Stati membri in questione e al loro smercio sul mercato di tali Stati membri.

Emendamento 291
Proposta di regolamento
Articolo 126 – paragrafo 1 – lettera a
a) determinare le condizioni e i requisiti di ammissibilità che un operatore è tenuto a soddisfare per presentare una domanda di accesso al contingente tariffario di importazione; tali condizioni possono comprendere un'esperienza minima negli scambi con i paesi terzi e territori assimilati, oppure nell'attività di trasformazione, espressa in termini di quantità minima e periodo minimo in un dato settore di mercato; tali condizioni possono comprendere norme specifiche che tengano conto delle esigenze e delle prassi in vigore in un dato settore e degli usi e delle necessità delle industrie di trasformazione;
soppressa
Emendamento 292
Proposta di regolamento
Articolo 127 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e
e) l'uso di titoli e, ove necessario, disposizioni specifiche riguardanti in particolare le condizioni di presentazione delle domande di titolo di importazione e di concessione dell'autorizzazione nell'ambito del contingente tariffario;
e) l'uso di titoli e, ove necessario, disposizioni specifiche riguardanti in particolare le procedure applicabili per la presentazione delle domande di titolo di importazione nonché per la concessione di autorizzazioni nell'ambito del contingente tariffario;
Emendamento 293
Proposta di regolamento
Articolo 127 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e bis (nuova)
e bis) le condizioni e i requisiti di ammissibilità che un operatore è tenuto a soddisfare quando presenta una domanda di accesso al contingente tariffario di importazione; tali condizioni possono comprendere un'esperienza minima negli scambi con i paesi terzi e territori assimilati, oppure nell'attività di trasformazione, espressa in termini di quantità minima e periodo minimo in un dato settore di mercato; tali condizioni possono comprendere norme specifiche che tengano conto delle esigenze e delle prassi in vigore in un dato settore e degli usi e delle necessità delle industrie di trasformazione.
Emendamento 294
Proposta di regolamento
Articolo 128 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 295
Proposta di regolamento
Articolo 129 bis (nuovo)
Articolo 129 bis

Importazioni di luppolo

1.  I prodotti del settore del luppolo provenienti dai paesi terzi possono essere importati soltanto se presentano caratteristiche qualitative almeno equivalenti a quelle stabilite per gli stessi prodotti raccolti nell'Unione oppure ottenuti da tali prodotti.
2.  I prodotti accompagnati da un attestato rilasciato dalle autorità del paese d'origine e riconosciuto equivalente al certificato di cui all'articolo 59 ter sono considerati prodotti aventi le caratteristiche di cui al paragrafo 1.
Nel caso del luppolo in polvere, del luppolo in polvere arricchito di luppolina, dell'estratto di luppolo e dei prodotti miscelati di luppolo, l'attestato può essere riconosciuto equivalente al certificato soltanto se il tenore di acido alfa in questi prodotti non è inferiore a quello del luppolo da cui essi sono stati ottenuti.

3.  Per ridurre al minimo gli oneri amministrativi, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo alle condizioni alle quali non si applicano gli obblighi connessi all'attestato di equivalenza e all'etichettatura dell'imballaggio.
4.  La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a stabilire le disposizioni relative al presente articolo, comprese quelle concernenti il riconoscimento degli attestati di equivalenza e i controlli sulle importazioni di luppolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 296
Proposta di regolamento
Articolo 130 bis (nuovo)
Articolo 130 bis

Importazione di zucchero greggio destinato alla raffinazione: esclusiva di tre mesi per le raffinerie a tempo pieno

1.  Fino al termine della campagna di commercializzazione 2019/2020, alle raffinerie a tempo pieno è concessa una capacità d'importazione esclusiva di 2 500 000 tonnellate per campagna di commercializzazione, espresse in zucchero bianco.
2.  L'unico impianto di lavorazione della barbabietola da zucchero funzionante nel 2005 in Portogallo è considerato una raffineria a tempo pieno.
3.  I titoli d'importazione dello zucchero destinato alla raffinazione sono rilasciati unicamente a raffinerie a tempo pieno a condizione che i quantitativi in questione non superino quelli di cui al paragrafo 1. I titoli possono essere trasferiti solo tra raffinerie a tempo pieno e sono validi fino alla fine della campagna di commercializzazione per la quale sono stati rilasciati.
Il presente paragrafo si applica per i primi tre mesi di ciascuna campagna di commercializzazione.

4.  Considerata la necessità di garantire che lo zucchero importato destinato alla raffinazione sia raffinato a norma della presente sottosezione, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo:
a) a determinate definizioni ai fini del funzionamento del regime di importazione di cui al paragrafo 1;
b) alle condizioni e ai requisiti di ammissibilità che un operatore è tenuto a soddisfare per presentare una domanda di titolo di importazione, compresa la costituzione di una cauzione;
c) alle norme sulle sanzioni amministrative da applicare.
5.  La Commissione può adottare atti di esecuzione intesi a stabilire le norme necessarie in relazione alle prove giustificative e ai documenti da fornire per quanto riguarda i requisiti e gli obblighi applicabili agli importatori, in particolare alle raffinerie a tempo pieno. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 297
Proposta di regolamento
Articolo 130 ter (nuovo)
Articolo 130 ter

Sospensione dei dazi all'importazione nel settore dello zucchero

In conformità del meccanismo di cui all'articolo 101 quinquies bis e fino al termine della campagna di commercializzazione 2019/2020, la Commissione può adottare atti di esecuzione intesi a sospendere, in tutto o in parte, l'applicazione dei dazi all'importazione per determinati quantitativi dei prodotti seguenti, al fine di garantire l'approvvigionamento necessario per il mercato europeo dello zucchero:

a) zucchero di cui al codice NC 1701;
b) isoglucosio di cui ai codici NC 1702 30 10, 1702 40 10, 1702 60 10 e 1702 90 30.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 298
Proposta di regolamento
Articolo 133
Articolo 133

Articolo 133

Campo di applicazione

Campo di applicazione

1.  Nella misura necessaria per consentire l'esportazione sulla base delle quotazioni o dei prezzi praticati sul mercato mondiale ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 218 del trattato, la differenza tra queste quotazioni o prezzi e i prezzi nell'Unione può essere coperta da una restituzione all'esportazione per:
1.  Nella misura necessaria per consentire l'esportazione sulla base delle quotazioni o dei prezzi praticati sul mercato mondiale quando le condizioni del mercato interno rientrano tra quelle descritte all'articolo 154, paragrafo 1, ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 218 del trattato, nonché in conformità dell'articolo 3, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea, la differenza tra queste quotazioni o prezzi e i prezzi nell'Unione può essere coperta da una restituzione all'esportazione per:
a) i prodotti dei settori seguenti da esportare come tali:
a) i prodotti dei settori seguenti da esportare come tali:
i) cereali;
i) cereali;
ii) riso;
ii) riso;
iii) zucchero, per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato I, parte III, lettere b), c), d) e g);
iii) zucchero, per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato I, parte III, lettere b), c), d) e g);
iv) carni bovine;
iv) carni bovine;
v) latte e prodotti lattiero-caseari;
v) latte e prodotti lattiero-caseari;
vi) carni suine;
vi) carni suine;
vii) uova;
vii) uova;
viii) carni di pollame;
viii) carni di pollame;
b) i prodotti di cui alla lettera a), punti i), ii), iii), v) e vii), del presente paragrafo, da esportare sotto forma di prodotti trasformati in conformità al regolamento (CE) n. 1216/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, sul regime di scambi per talune merci ottenute dalla trasformazione di prodotti agricoli e sotto forma di prodotti contenenti zucchero elencati nell'allegato I, Parte X, lettera b).
b) i prodotti di cui alla lettera a), punti i), ii), iii), v), vi) e vii), del presente paragrafo, da esportare sotto forma di prodotti trasformati in conformità al regolamento (CE) n. 1216/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, sul regime di scambi per talune merci ottenute dalla trasformazione di prodotti agricoli, inclusi i prodotti esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato, ai sensi del regolamento (UE) n. 578/2010 della Commissione, del 29 giugno 2010, e sotto forma di prodotti contenenti zucchero elencati nell'allegato I, Parte X, lettera b).
2.  La restituzione all'esportazione di prodotti trasformati non può essere superiore a quella applicata agli stessi prodotti esportati come tali.
2.  La restituzione all'esportazione di prodotti trasformati non può essere superiore a quella applicata agli stessi prodotti esportati come tali.
2 bis. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 154, paragrafo 1, e dell'articolo 159, la restituzione a disposizione per i prodotti di cui al paragrafo 1 è pari a 0 EUR.

3.  La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie per l'applicazione del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie per l'applicazione del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 299
Proposta di regolamento
Articolo 135
Articolo 135

Articolo 135

Fissazione delle restituzioni all'esportazione

Fissazione delle restituzioni all'esportazione

1.  Agli stessi prodotti si applicano le stesse restituzioni all'esportazione in tutta l'Unione. Esse possono essere differenziate secondo le destinazioni, allorché ciò sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati, o dagli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato.
1.  Agli stessi prodotti si applicano le stesse restituzioni all'esportazione in tutta l'Unione. Esse possono essere differenziate secondo le destinazioni, allorché ciò sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati, o dagli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato.
2.  Le condizioni per la fissazione delle restituzioni all'esportazione sono adottate dal Consiglio in conformità all'articolo 43, paragrafo 3, del trattato.
2.  La Commissione adotta atti di esecuzione intesi a fissare le restituzioni per un periodo limitato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Le restituzioni possono essere fissate mediante gara per i cereali, il riso, lo zucchero, il latte e i prodotti lattiero-caseari.

2 bis. Le restituzioni per un determinato prodotto sono fissate tenendo conto di uno o più dei seguenti aspetti:

a) la situazione attuale e le prospettive di evoluzione per quanto riguarda:
i) i prezzi del prodotto in questione e la sua disponibilità sul mercato dell'Unione;
ii) i prezzi di tale prodotto sul mercato mondiale;
b) gli obiettivi dell'organizzazione comune dei mercati, che consistono nel garantire l'equilibrio e lo sviluppo naturale dei prezzi e degli scambi su tali mercati;
c) l'esigenza di evitare turbative tali da provocare uno squilibrio prolungato tra la domanda e l'offerta sul mercato dell'Unione;
d) gli aspetti economici delle esportazioni considerate;
e) i limiti che derivano dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 218 del trattato;
f) la necessità di stabilire un equilibrio tra l'utilizzazione dei prodotti di base dell'Unione nella produzione di merci trasformate destinate all'esportazione verso paesi terzi e l'utilizzazione di prodotti di paesi terzi importati in regime di perfezionamento;
g) le spese di commercializzazione e le spese di trasporto più favorevoli dai mercati dell'Unione fino ai porti o altri luoghi di esportazione dell'Unione, nonché le spese d'inoltro ai paesi di destinazione;
h) la domanda sul mercato dell'Unione;
i) con riguardo ai settori delle carni suine, delle uova e delle carni di pollame, la differenza tra i prezzi nell'Unione e i prezzi sul mercato mondiale del quantitativo di cereali da foraggio necessario per produrre nell'Unione i prodotti di tali settori.
Emendamento 300
Proposta di regolamento
Articolo 141
Articolo 141

Articolo 141

Altre competenze di esecuzione

Altre competenze di esecuzione

Mediante atti di esecuzione la Commissione può fissare coefficienti per adeguare le restituzioni all'esportazione in conformità alle disposizioni adottate a norma dell'articolo 139, paragrafo 6.

La Commissione può adottare atti di esecuzione intesi a fissare coefficienti per adeguare le restituzioni all'esportazione in conformità alle disposizioni adottate a norma dell'articolo 139, paragrafo 6.

Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.

Emendamento 301
Proposta di regolamento
Articolo 143
Articolo 143

Articolo 143

Applicazione degli articoli da 101 a 106 del trattato

Applicazione degli articoli da 101 a 106 del trattato

Salvo diversa disposizione del presente regolamento, gli articoli da 101 a 106 del trattato e le relative disposizioni di applicazione si applicano, fatti salvi gli articoli 144 e 145 del presente regolamento, agli accordi, alle decisioni e alle pratiche di cui all'articolo 101, paragrafo 1, e all'articolo 102 del trattato che si riferiscono alla produzione o al commercio di prodotti agricoli.

Salvo diversa disposizione del presente regolamento, conformemente all'articolo 42 del trattato, gli articoli da 101 a 106 del trattato e le relative disposizioni di applicazione si applicano, fatti salvi gli articoli da 143 bis a 145 del presente regolamento, agli accordi, alle decisioni e alle pratiche di cui all'articolo 101, paragrafo 1, e all'articolo 102 del trattato che si riferiscono alla produzione o al commercio di prodotti agricoli.

Per migliorare il funzionamento del mercato interno e garantire l'applicazione uniforme delle norme sulla concorrenza dell'Unione nel settore agricolo e agroalimentare, la Commissione coordina l'azione delle varie autorità nazionali garanti della concorrenza. A tale scopo pubblica in particolare orientamenti e guide di buone prassi che consentano di fornire assistenza alle varie autorità nazionali garanti della concorrenza e agli operatori economici nel settore agricolo e agroalimentare.

Emendamento 302
Proposta di regolamento
Articolo 143 bis (nuovo)
Articolo 143 bis

Mercato rilevante

1.  La definizione del mercato rilevante permette di individuare e definire l'ambito entro il quale vi è concorrenza tra le imprese e si basa su due dimensioni cumulative:
a) il mercato rilevante del prodotto: ai fini del presente capo, per «mercato del prodotto» si intende il mercato che comprende tutti i prodotti considerati intercambiabili o sostituibili dal consumatore a motivo delle loro caratteristiche, del loro prezzo e dell'utilizzo cui sono destinati;
b) il mercato geografico rilevante: ai fini del presente capo, per «mercato geografico» si intende il mercato comprendente il territorio nel quale le imprese in causa forniscono i prodotti di cui trattasi, nel quale le condizioni di concorrenza sono sufficientemente omogenee e che può essere distinto dalle zone geografiche contigue segnatamente perché in queste ultime le condizioni di concorrenza sono sensibilmente diverse.
2.  Ai fini della determinazione del mercato rilevante, si applicano i seguenti principi:
a) il mercato rilevante del prodotto è considerato in primo luogo, per i prodotti grezzi, come il mercato dei prodotti di una determinata specie di piante o animali; l'eventuale considerazione di una scala di livello inferiore è debitamente giustificata;
b) il mercato geografico rilevante è considerato in primo luogo come il mercato dell'Unione; l'eventuale considerazione di una scala di livello inferiore è debitamente giustificata.
Emendamento 303
Proposta di regolamento
Articolo 143 ter (nuovo)
Articolo 143 ter

Posizione dominante

1.  Ai fini del presente capo, per «posizione dominante» si intende una situazione di potenza economica grazie alla quale l'impresa che la detiene è in grado di ostacolare la persistenza di una concorrenza effettiva sul mercato di cui trattasi e ha la possibilità di tenere comportamenti alquanto indipendenti nei confronti dei concorrenti, dei clienti e, in ultima analisi, dei consumatori.
2.  Lo stato di posizione dominante non è considerato raggiunto fino a quando le quote di mercato detenute su un mercato rilevante da un'impresa o da più imprese legate da un accordo orizzontale, nel settore agricolo e agroalimentare, non raggiungono il livello delle quote di mercato detenute dall'impresa più importante dello stesso mercato rilevante e che si trova immediatamente a valle nella catena di approvvigionamento.
Emendamento 304
Proposta di regolamento
Articolo 144
Articolo 144

Articolo 144

Deroghe per gli obiettivi della PAC e gli agricoltori e le loro associazioni

Deroghe per gli obiettivi della PAC e gli agricoltori e le loro organizzazioni o associazioni di organizzazioni

1.  L'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche di cui all'articolo 143, del presente regolamento che sono necessari per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato.
1.  L'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche concordate di cui all'articolo 143 del presente regolamento che sono necessari per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato.
In particolare, l'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche di agricoltori, associazioni di agricoltori o associazioni di dette associazioni, o di organizzazioni di produttori riconosciute in virtù dell'articolo 106 del presente regolamento, o di associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute in virtù dell'articolo 107 del presente regolamento nella misura in cui, senza che ne derivi l'obbligo di praticare prezzi identici, riguardano la produzione o la vendita di prodotti agricoli o l'utilizzazione di impianti comuni per lo stoccaggio, la manipolazione o la trasformazione di prodotti agricoli, a meno che la concorrenza sia in questo modo eliminata o siano compromessi gli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato.

In particolare, sono considerati necessari per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di agricoltori, o di organizzazioni di produttori riconosciute in virtù dell'articolo 106 del presente regolamento, o di associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute in virtù dell'articolo 107 del presente regolamento, nella misura in cui riguardano la produzione o la vendita di prodotti agricoli o l'utilizzazione di impianti comuni per lo stoccaggio, la manipolazione o la trasformazione di prodotti agricoli.

Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di cui al presente paragrafo sono considerati conformi alle condizioni stabilite all'articolo 101, paragrafo 3, del trattato.

Il presente paragrafo non si applica se la concorrenza è esclusa.

1 bis. Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di cui al paragrafo 1 non comportano l'obbligo di applicare prezzi identici, con l'eccezione dei contratti di cui agli articoli 104 bis, 105 bis, 113 bis e 113 ter.

1 ter. Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di agricoltori, organizzazioni di produttori o associazioni di organizzazioni di produttori di cui all'articolo 143 rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1/2003.

2.  Dopo aver consultato gli Stati membri e sentite le imprese o associazioni di imprese interessate e qualsiasi altra persona fisica o giuridica che ritenga appropriate, la Commissione ha competenza esclusiva, fatto salvo il controllo della Corte di giustizia, a determinare mediante atti di esecuzione, attraverso l'adozione di una decisione che deve essere pubblicata, quali accordi, decisioni e pratiche soddisfano le condizioni specificate al paragrafo 1.
La Commissione procede a tale determinazione di propria iniziativa o su richiesta di un'autorità competente di uno Stato membro ovvero di un'impresa o di un'associazione di imprese interessata.

3.  La pubblicazione della decisione di cui al paragrafo 2, primo comma, riporta i nomi delle parti interessate e il contenuto principale della decisione. Essa tiene conto del legittimo interesse delle imprese alla protezione dei propri segreti aziendali.
Emendamento 305
Proposta di regolamento
Articolo 145
Articolo 145

Articolo 145

Accordi e pratiche concordate di organizzazioni interprofessionali riconosciute

Accordi e pratiche concordate di organizzazioni interprofessionali riconosciute

1.  L'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche concordate delle organizzazioni interprofessionali riconosciute in virtù dell'articolo 108 del presente regolamento, la cui finalità è lo svolgimento delle attività elencate all'articolo 108, paragrafo 1, lettera c), del presente regolamento, e, per i settori dell'olio di oliva e delle olive da tavola e del tabacco, all'articolo 108, paragrafo 2, del presente regolamento.
1.  L'articolo 101, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche concordate delle organizzazioni interprofessionali riconosciute in virtù dell'articolo 108 del presente regolamento, la cui finalità è lo svolgimento delle attività elencate all'articolo 108, paragrafo 1, lettera c), del presente regolamento, e, per i settori dell'olio di oliva e delle olive da tavola e del tabacco, all'articolo 108, paragrafo 2, del presente regolamento.
2.  Il paragrafo 1 si applica soltanto a condizione che:
2.  Il paragrafo 1 si applica soltanto a condizione che:
a) gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate siano stati notificati alla Commissione;
a) gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate siano stati notificati alla Commissione;
b) entro i due mesi successivi al ricevimento di tutte le informazioni richieste, la Commissione, mediante atti di esecuzione, non abbia accertato l'incompatibilità degli accordi, delle decisioni o delle pratiche concordate con la normativa dell'Unione.
b) entro i due mesi successivi al ricevimento della notifica richiesta, la Commissione non abbia accertato che detti accordi rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 4. Qualora accerti che gli accordi in questione rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 4, la Commissione adotta atti di esecuzione recanti le sue conclusioni. Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafi 2 o 3.
3.  Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate non possono avere effetto prima che sia trascorso il periodo di cui al paragrafo 2, lettera b).
3.  Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate non possono avere effetto prima che sia trascorso il periodo di cui al paragrafo 2, lettera b).
3 bis. Fatti salvi i paragrafi 2 e 3, in situazioni di crisi gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di cui al paragrafo 1 entrano in vigore e sono notificati alla Commissione dal momento della loro adozione.

Al più tardi 21 giorni dopo la data di notifica, la Commissione adotta, se del caso, atti di esecuzione recanti la sua decisione secondo cui i suddetti accordi rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 4. Tali atti di esecuzione sono adottati senza applicare la procedura di cui all'articolo 162, paragrafo 2 o 3.

4.  Sono dichiarati in ogni caso incompatibili con la normativa dell'Unione gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate che:
4.  Sono dichiarati in ogni caso incompatibili con la normativa dell'Unione gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate che:
a) possono causare una qualsiasi forma di compartimentazione dei mercati all'interno dell'Unione;
a) possono causare una qualsiasi forma di compartimentazione dei mercati all'interno dell'Unione;
b) possono nuocere al buon funzionamento dell'organizzazione dei mercati;
b) possono nuocere al buon funzionamento dell'organizzazione dei mercati;
c) possono creare distorsioni di concorrenza non indispensabili per raggiungere gli obiettivi della PAC perseguiti dall'attività dell'organizzazione interprofessionale;
c) possono creare distorsioni di concorrenza non indispensabili per raggiungere gli obiettivi della PAC perseguiti dall'attività dell'organizzazione interprofessionale;
d) comportano la fissazione di prezzi o di quote;
d) comportano la fissazione di prezzi;
e) possono creare discriminazione o eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.
e) possono creare discriminazione o eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.
5.  Se, alla scadenza del periodo di due mesi di cui al paragrafo 2, lettera b), constata che non ricorrono le condizioni per l'applicazione del paragrafo 1, la Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, una decisione con cui dichiara che l'articolo 101, paragrafo 1, del trattato si applica all'accordo, alla decisione o alla pratica concordata in questione.
5.  Se, alla scadenza del periodo di due mesi di cui al paragrafo 2, lettera b), constata che non ricorrono le condizioni per l'applicazione del paragrafo 1, la Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, una decisione con cui dichiara che l'articolo 101, paragrafo 1, del trattato si applica all'accordo, alla decisione o alla pratica concordata in questione.
La decisione della Commissione si applica a partire dalla data di notifica della stessa all'organizzazione interprofessionale interessata, tranne qualora quest'ultima abbia fornito informazioni errate o si sia indebitamente valsa dell'esenzione di cui al paragrafo 1.

La decisione della Commissione si applica a partire dalla data di notifica della stessa all'organizzazione interprofessionale interessata, tranne qualora quest'ultima abbia fornito informazioni errate o si sia indebitamente valsa dell'esenzione di cui al paragrafo 1.

6.  In caso di accordi pluriennali, la notifica del primo anno è valida per gli anni successivi dell'accordo. Tuttavia, in questo caso, la Commissione, di propria iniziativa o su richiesta di un altro Stato membro, può in qualsiasi momento esprimere un parere di incompatibilità.
6.  In caso di accordi pluriennali, la notifica del primo anno è valida per gli anni successivi dell'accordo.
6 bis. La Commissione può adottare atti di esecuzione recanti le misure necessarie per l'applicazione uniforme del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 306
Proposta di regolamento
Articolo 152 – comma 2
Gli Stati membri possono finanziare tali pagamenti tramite un prelievo imposto al settore interessato dalla misura o tramite qualsiasi altro contributo del settore privato.

Gli Stati membri possono finanziare tali pagamenti per mezzo del proprio bilancio nazionale, tramite un prelievo imposto al settore interessato dalla misura o tramite qualsiasi altro contributo del settore privato.

Emendamento 307
Proposta di regolamento
Articolo 152 – comma 3
Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale di cui all'articolo 21, pagamenti nazionali per finanziare le misure di accompagnamento necessarie ai fini dell'efficacia del programma di distribuzione di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e di banane e prodotti derivati agli allievi degli istituti scolastici previsti dall'articolo 21, paragrafo 2.

Gli Stati membri possono concedere, a integrazione dell'aiuto unionale di cui all'articolo 21, pagamenti nazionali per finanziare le misure di accompagnamento necessarie ai fini dell'efficacia del programma di distribuzione di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e di banane e prodotti derivati agli allievi degli istituti scolastici previsti dall'articolo 21, paragrafo 2. L'importo totale del cofinanziamento non supera il 100% dei costi realmente sostenuti.

Emendamento 308
Proposta di regolamento
Articolo 153 bis (nuovo)
Articolo 153 bis

Promozione commerciale nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

Uno Stato membro può imporre ai suoi produttori di latte un prelievo a finalità promozionale sui quantitativi di latte o di equivalente latte commercializzati, destinato a finanziare misure relative alla promozione del consumo nell'Unione, all'ampliamento dei mercati del latte e dei prodotti lattiero-caseari e al miglioramento della qualità.

Emendamento 309
Proposta di regolamento
Articolo 154
Articolo 154

Articolo 154

Misure per contrastare le turbative del mercato

Misure per contrastare le turbative del mercato

1.  Tenendo conto della necessità di contrastare efficacemente ed effettivamente le minacce di turbativa del mercato causate da aumenti o cali significativi dei prezzi sui mercati interno o esterno o da qualsiasi altro fattore che si ripercuote sul mercato, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo 160, per l'adozione delle misure necessarie nel settore interessato, nel rispetto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi in forza dell'articolo 218 del trattato.
1.  Tenendo conto della necessità di contrastare efficacemente ed effettivamente la turbativa del mercato causata da aumenti o cali significativi dei prezzi sui mercati interno o esterno, da un consistente aumento dei costi di produzione quali definiti all'articolo 7, paragrafo 2, o da qualsiasi altro fattore che si ripercuote sul mercato, laddove tale situazione sembri destinata a perdurare o a peggiorare,alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo all'adozione delle misure necessarie nel settore interessato, nel rispetto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi in forza dell'articolo 218 del trattato e a condizione che le altre misure previste dal presente regolamento appaiano insufficienti.
Qualora lo richiedano ragioni imperative di urgenza in caso di minaccia di turbative del mercato di cui al primo comma, agli atti delegati adottati a norma del presente paragrafo si applica la procedura di cui all'articolo 161 del presente regolamento.

Qualora lo richiedano ragioni imperative di urgenza in caso di turbative del mercato di cui al primo comma, agli atti delegati adottati a norma del presente paragrafo si applica la procedura di cui all'articolo 161 del presente regolamento.

Nella misura necessaria e per il periodo necessario tali misure possono ampliare o modificare la portata, la durata o altri aspetti di altre misure previste dal presente regolamento, oppure sospendere i dazi all'importazione, in tutto o in parte, anche per determinati quantitativi e/o periodi, a seconda dei casi.

Nella misura necessaria e per il periodo necessario tali misure possono ampliare o modificare la portata, la durata o altri aspetti di altre misure previste dal presente regolamento, oppure sospendere i dazi all'importazione, in tutto o in parte, anche per determinati quantitativi e/o periodi, a seconda dei casi, oppure assegnare fondi nell'ottica di attivare le restituzioni all'esportazione di cui alla parte III, capo VI, o di fornire sostegno specifico ai produttori per attenuare gli effetti di una grave turbativa del mercato.

2.  Le misure di cui al paragrafo 1 non si applicano ai prodotti elencati nell'allegato I, parte XXIV, sezione 2.
2.  Fatto salvo l'articolo 133, paragrafo1, le misure di cui al paragrafo 1 si applicano a tutti i prodotti elencati nell'allegato I.
3.  La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie per l'applicazione del paragrafo 1 del presente articolo. Tali disposizioni possono riguardare, in particolare, le procedure e i criteri tecnici. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
3.  La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure necessarie per l'applicazione del paragrafo 1 del presente articolo. Tali disposizioni possono riguardare, in particolare, le procedure e i criteri tecnici. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 310
Proposta di regolamento
Articolo 155
Articolo 155

Articolo 155

Misure connesse a malattie degli animali e alla perdita di fiducia dei consumatori in seguito ai rischi per la salute pubblica, per la salute degli animali o per la salute delle piante

Misure connesse a parassiti, a malattie degli animali e delle piante e alla perdita di fiducia dei consumatori in seguito ai rischi per la salute pubblica, per la salute degli animali o per la salute delle piante

1.  La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, misure eccezionali di sostegno:
1.  La Commissione può stabilire, mediante atti delegati adottati secondo la procedura d'urgenza di cui all'articolo 161, misure eccezionali di sostegno a favore del mercato colpito:
a) a favore del mercato colpito, per tener conto delle limitazioni agli scambi intraunionali e agli scambi con i paesi terzi riconducibili all'applicazione di misure destinate a combattere la propagazione di malattie degli animali e
a) per tener conto delle limitazioni agli scambi intraunionali e agli scambi con i paesi terzi riconducibili all'applicazione di misure destinate a combattere la propagazione di parassiti e malattie degli animali e delle piante e
b) per tener conto di gravi turbative del mercato direttamente imputabili ad una perdita di fiducia dei consumatori a causa dell'esistenza di rischi per la salute pubblica, per la salute degli animali o per la salute delle piante.
b) per tener conto di gravi turbative del mercato direttamente imputabili ad una perdita di fiducia dei consumatori a causa dell'esistenza di rischi per la salute pubblica, per la salute degli animali o per la salute delle piante.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

2.  Le misure di cui al paragrafo 1 si applicano ai seguenti settori:
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 si applicano ai seguenti settori:
a) carni bovine;
a) carni bovine;
b) latte e prodotti lattiero-caseari;
b) latte e prodotti lattiero-caseari;
c) carni suine;
c) carni suine;
d) carni ovine e caprine;
d) carni ovine e caprine;
e) uova;
e) uova;
f) carni di pollame.
f) carni di pollame.
Le misure di cui al paragrafo 1, lettera b), connesse a una perdita di fiducia dei consumatori a causa di rischi per la salute pubblica o la salute delle piante, si applicano anche a tutti gli altri prodotti agricoli tranne quelli elencati nell'allegato I, parte XXIV, sezione 2.

Le misure di cui al paragrafo 1, lettera b), connesse a una perdita di fiducia dei consumatori a causa di rischi per la salute pubblica o la salute delle piante, si applicano anche a tutti gli altri prodotti agricoli.

2 bis. La Commissione può, mediante atti delegati adottati secondo la procedura d'urgenza di cui all'articolo 161, estendere l'elenco dei prodotti specificati al paragrafo 2.

3.  Le misure di cui al paragrafo 1 sono adottate su richiesta degli Stati membri interessati.
3.  Le misure di cui al paragrafo 1 sono adottate su richiesta degli Stati membri interessati.
4.  Le misure di cui al paragrafo 1, lettera a), sono subordinate all'adozione, da parte degli Stati membri interessati, di misure veterinarie e sanitarie atte a debellare rapidamente le epizoozie e soltanto nei limiti e per il periodo strettamente necessari al sostegno del mercato in questione.
4.  Le misure di cui al paragrafo 1, lettera a), sono subordinate all'adozione, da parte degli Stati membri interessati, di pertinenti misure fitosanitarie o veterinarie e sanitarie atte a debellare rapidamente i parassiti o le epizoozie e soltanto nei limiti e per il periodo strettamente necessari al sostegno del mercato in questione.
5.  L'Unione partecipa nella misura del 50% al finanziamento delle spese sostenute dagli Stati membri per le misure previste al paragrafo 1.
5.  L'Unione partecipa nella misura del 50% e del 75% al finanziamento delle spese sostenute dagli Stati membri per le misure previste al paragrafo 1, lettere a) e b), rispettivamente. Tali misure possono includere agevolazioni fiscali o prestiti agevolati concessi agli agricoltori da finanziare ai sensi del regolamento [sullo sviluppo rurale].
Tuttavia, con riguardo ai settori delle carni bovine, del latte e dei prodotti lattiero-caseari, delle carni suine e delle carni ovine e caprine, in caso di lotta contro l'afta epizootica l'Unione contribuisce al finanziamento del 60% delle spese.

Tuttavia, con riguardo ai settori delle carni bovine, del latte e dei prodotti lattiero-caseari, delle carni suine e delle carni ovine e caprine, in caso di lotta contro l'afta epizootica l'Unione contribuisce al finanziamento del 60% delle spese.

6.  Gli Stati membri provvedono affinché, nel caso in cui i produttori contribuiscano alle spese sostenute dagli Stati membri, ciò non determini una distorsione della concorrenza tra produttori di Stati membri diversi.
6.  Gli Stati membri provvedono affinché, nel caso in cui i produttori contribuiscano alle spese sostenute dagli Stati membri, ciò non determini una distorsione della concorrenza tra produttori di Stati membri diversi.
Emendamento 311
Proposta di regolamento
Articolo 156
Articolo 156

Articolo 156

Misure necessarie per risolvere problemi specifici

Misure necessarie per risolvere problemi specifici

1.  La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le misure di emergenza necessarie e giustificabili per risolvere problemi specifici. Tali misure possono derogare alle disposizioni del presente regolamento, ma soltanto nella misura strettamente necessaria e per il periodo strettamente necessario. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
1.  La Commissione stabilisce, mediante atti delegati adottati secondo la procedura d'urgenza di cui all'articolo 161, le misure di emergenza necessarie e giustificabili per risolvere problemi specifici. Tali misure possono derogare alle disposizioni del presente regolamento, ma soltanto nella misura strettamente necessaria e per il periodo strettamente necessario.
2.  Per motivi di urgenza debitamente giustificati la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili, secondo la procedura di cui all'articolo 162, paragrafo 3, per risolvere problemi specifici.
2.  Per motivi di estrema urgenza debitamente giustificati la Commissione adotta atti delegati secondo la procedura di cui all'articolo 161, per risolvere problemi specifici.
Emendamento 312
Proposta di regolamento
Articolo 156 bis (nuovo)
Articolo 156 bis

Misure destinate a risolvere gravi squilibri nel mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.  Dal 1° aprile 2015, in caso di grave squilibrio nel mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari, la Commissione può adottare atti di esecuzione intesi a concedere, per un periodo di almeno tre mesi prorogabili, un aiuto ai produttori di latte che riducano volontariamente la loro produzione di almeno il 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Al momento della concessione di tale aiuto, la Commissione adotta inoltre atti di esecuzione intesi a imporre, per un periodo di almeno tre mesi prorogabili, un prelievo ai produttori di latte che aumentino la loro produzione di almeno il 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

2.  Nell'attuazione della misura di cui al paragrafo 1, la Commissione tiene conto dell'andamento dei costi di produzione, soprattutto dei mezzi di produzione.
3.  La fornitura gratuita di latte a enti caritativi, quali definiti all'articolo 29, paragrafo 3, lettera b), del COM(2012)0617 sotto la denominazione «organizzazioni partner», può essere considerata una riduzione della produzione, alle condizioni previste dalla Commissione a norma del paragrafo 4.
4.  I prodotti delle imprese che hanno attuato il sistema di cui al paragrafo 1, primo comma, beneficiano in maniera prioritaria delle misure di intervento sul mercato previste alla parte II, titolo I, applicate nel mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari.
5.  Tenendo conto della necessità di garantire un funzionamento efficace e appropriato del presente meccanismo, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo:
a) ai criteri di ammissibilità agli aiuti;
b) alle condizioni specifiche di attivazione del presente meccanismo;
c) alle condizioni alle quali la distribuzione gratuita di latte agli enti caritativi di cui al paragrafo 2 può essere considerata una riduzione della produzione;
d) alle condizioni di rimborso dell'aiuto in caso di mancato rispetto degli impegni in materia di riduzione della produzione, come pure agli eventuali interessi dovuti ai sensi delle norme pertinenti in vigore.
6.  La Commissione può adottare atti di esecuzione intesi a fissare l'importo degli aiuti e del prelievo di cui al paragrafo 1.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.

Emendamento 313
Proposta di regolamento
Articolo 156 bis (nuovo)
Articolo 156 bis

Programmi operativi nel settore del latte di montagna

Per garantire lo sviluppo razionale dell'agricoltura di montagna e per assicurare così un tenore di vita equo ai produttori di latte nelle zone montane, a partire dal 30 aprile 2014 nelle zone montane le organizzazioni di produttori riconosciute, tenendo conto delle peculiarità di queste zone, possono presentare programmi operativi per migliorare i margini di profitto di questi produttori. L'aiuto finanziario dell'Unione è limitato al 4,1% del valore della produzione commercializzata da ciascuna organizzazione di produttori. Tale percentuale può tuttavia essere portata al 4,6% del valore della produzione commercializzata a condizione che la porzione eccedente il 4,1% del valore della produzione commercializzata sia utilizzata unicamente per misure di prevenzione e gestione delle crisi.

Emendamento 314
Proposta di regolamento
Articolo 156 ter (nuovo)
Articolo 156 ter

Misure destinate a contrastare le turbative del mercato nel settore degli ortofrutticoli

1.  Considerata la natura particolare e deperibile degli ortofrutticoli, è istituito un meccanismo che consenta di rispondere alle gravi turbative del mercato che possono derivare da significative riduzioni dei prezzi sul mercato interno provocate da problemi di ordine sanitario o da altre cause che comportino una brusca riduzione della domanda.
2.  Tale meccanismo è esclusivo per il prodotto o i prodotti in questione, ha carattere limitato nel tempo, è rivedibile, si attiva automaticamente ed è accessibile alla totalità dei produttori del settore.
3.  Esso comprende le misure elencate all'articolo 31, paragrafo 2, lettere g), h) e d), del presente regolamento, che non dipendono però dalla gestione dei fondi operativi utilizzati dalle organizzazioni di produttori di ortofrutticoli riconosciute.
4.  L'Unione finanzia il 100% delle spese relative alle misure di cui al presente articolo.
5.  La gestione delle operazioni di gestione di gravi crisi si basa sui meccanismi stabiliti per le misure di gestione delle crisi nell'ambito dei programmi operativi. I produttori interessati che non appartengano a un'organizzazione di produttori concludono accordi al fine di coordinare le operazioni di gestione delle crisi e concordano una determinata percentuale a copertura delle spese di gestione.
6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 160 riguardo all'applicazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2.
7.  Su richiesta degli Stati membri, la Commissione può adottare atti di esecuzione recanti misure eccezionali destinate a combattere le turbative del mercato nel settore degli ortofrutticoli. La Commissione assicura che il pubblico sia informato al momento dell'introduzione di tali misure e rende noti i prodotti e le zone interessati dall'aiuto in questione come pure il suo importo. L'importo dell'aiuto viene adeguato nel caso della distribuzione gratuita. Il termine del periodo di crisi viene altresì determinato, mediante atto di esecuzione, una volta cessata la grave turbativa del mercato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 162, paragrafo 2.
Emendamento 315
Proposta di regolamento
Parte V – capo I – sezione 3 bis (nuova)
SEZIONE 3 BIS

ACCORDI, DECISIONI E PRATICHE CONCORDATE DURANTE I PERIODI DI GRAVE SQUILIBRIO SUI MERCATI

Emendamento 316
Proposta di regolamento
Articolo 156 quater (nuovo)