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Procedura : 2012/2870(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0162/2013

Testi presentati :

B7-0162/2013

Discussioni :

PV 17/04/2013 - 13
CRE 17/04/2013 - 13

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PV 18/04/2013 - 5.8
CRE 18/04/2013 - 5.8
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P7_TA(2013)0184

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Giovedì 18 aprile 2013 - Strasburgo
Relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Turchia
P7_TA(2013)0184B7-0162/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 aprile 2013 sulla relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Turchia (2012/2870(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione 2012 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia (SWD(2012)0336),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio «Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2012-2013» (COM(2012)0600),

–   viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare la risoluzione del 9 marzo 2011 sulla relazione 2010 sui progressi compiuti dalla Turchia(1), del 29 marzo 2012 sulla relazione 2011 relativa ai progressi compiuti dalla Turchia(2), del 22 maggio 2012 su una prospettiva 2020 per le donne in Turchia(3) del 22 novembre 2012 sull'allargamento: politiche, criteri e interessi strategici dell'UE(4),

–  visto il quadro negoziale per la Turchia del 3 ottobre 2005,

–  viste la decisione 2008/157/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2008, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato per l'adesione con la Repubblica di Turchia(5) («partenariato per l'adesione»), nonché le precedenti decisioni del Consiglio, del 2001, 2003 e 2006, sul partenariato per l'adesione,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 14 dicembre 2010, del 5 dicembre 2011 e dell'11 dicembre 2012,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che i negoziati di adesione con la Turchia sono stati avviati il 3 ottobre 2005 dopo l'approvazione del quadro negoziale da parte del Consiglio, e che l'apertura di tali negoziati costituisce il punto di partenza di un processo di lunga durata e senza limiti di tempo, basato su una rigorosa condizionalità e sull'impegno ad effettuare riforme;

B.  considerando che la Turchia si è impegnata a intraprendere riforme, a intrattenere relazioni di buon vicinato e ad allinearsi progressivamente con le posizioni dell'Unione europea e che tali sforzi andrebbero considerati come un'opportunità per la stessa Turchia di modernizzare, consolidare e migliorare ulteriormente le sue istituzioni democratiche, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

C.  considerando che l'Unione europea deve continuare ad essere il parametro di riferimento per le riforme in Turchia;

D.  considerando che la piena osservanza di tutti i criteri di Copenaghen e la capacità di integrazione dell'Unione europea, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2006, rimangono la base per l'adesione all'UE, che è una comunità fondata su valori condivisi, cooperazione leale e solidarietà reciproca tra tutti i suoi Stati membri;

E.  considerando che il programma costruttivo è stato lanciato nel maggio 2012 per sostenere e integrare i negoziati di adesione, senza sostituirsi a essi, attraverso una cooperazione intensificata in diversi settori di comune interesse:

F.  considerando che, nelle sue conclusioni dell'11 dicembre 2012, il Consiglio ha avallato il nuovo approccio della Commissione che pone lo Stato di diritto al centro della politica di allargamento e ha confermato la centralità, nel processo di negoziazione, del capitolo 23 relativo al sistema giudiziario e ai diritti fondamentali e del capitolo 24 sulla giustizia, la libertà e la sicurezza, capitoli che devono essere affrontati al più presto nel corso dei negoziati per definire chiari parametri di riferimento e concedere un periodo di tempo quanto più lungo possibile per introdurre la legislazione e creare le istituzioni necessarie e conseguire solidi risultati in materia di attuazione;

G.  considerando che, nel suo documento sulla strategia di allargamento 2012, la Commissione ha concluso che, in termini della sua economia, della sua posizione strategica e del suo importante ruolo regionale, la Turchia riveste una grande importanza per l'Unione e che il processo di adesione rimane l'ambito più adeguato per promuovere le riforme connesse all'Unione in tale paese; che la Commissione ha espresso apprensione in merito alla mancanza di progressi, da parte della Turchia, verso il pieno rispetto dei criteri politici;

H.  considerando che la Turchia non ha ancora attuato, per il settimo anno consecutivo, le disposizioni contenute nell'accordo di associazione CE-Turchia e nel relativo protocollo aggiuntivo,

I.  considerando che i capitoli negoziali per i quali si sono conclusi i preparativi tecnici vanno aperti senza indugio in base a procedure consolidate e conformemente al quadro negoziale,

J.  considerando che l'Unione europea e la Turchia hanno sono economicamente interdipendenti e che gli scambi commerciali tra l'UE e la Turchia ammontavano a 120 miliardi EUR nel 2011,

K.  considerando che l'Unione europea è il principale partner commerciale della Turchia e la Turchia è il sesto maggiore partner commerciale dell'Unione europea; che gli investimenti esteri diretti da parte di Stati membri dell'Unione europea in Turchia sono pari al 75%,

L.  considerando che la Commissione ha valutato che, globalmente, il livello di preparazione della Turchia nel settore della politica economica è avanzato e che la sua capacità di definizione e di coordinamento della politica economica è adeguata,

M.  considerando che la Turchia ha il potenziale di svolgere un ruolo centrale nella diversificazione delle risorse energetiche e dei percorsi per il transito di petrolio, gas ed elettricità da paesi vicinanti all'Unione europea; che nell'ambito della creazione di un'economia sostenibile a basse emissioni di carbonio, sussiste un potenziale sia per la Turchia che per l'Unione europea di beneficiare delle abbondanti risorse di energia rinnovabile della Turchia;

N.  considerando che il dialogo e la cooperazione dell'Unione europea con la Turchia in materia di stabilità, democrazia e sicurezza, soprattutto in riferimento al Medio Oriente in senso lato, sono di importanza strategica; che la Turchia ha condannato energicamente e ripetutamente la violenza del regime siriano nei confronti dei civili e sta fornendo essenziale assistenza umanitaria ai siriani che fuggono dalle violenze oltreconfine;

O.  considerando che la Turchia e l'Armenia devono procedere a una normalizzazione delle proprie relazioni, ratificando i protocolli concordati senza condizioni pregiudiziali e aprendo le rispettive frontiere comuni;

P.  considerando che la minaccia di casus belli formulata nel 1995 dalla Grande assemblea nazionale turca nei confronti della Grecia deve essere ritirata; che è importante che la Turchia e la Grecia svolgano un nuovo round di dialogo per migliorare le loro relazioni;

Dialogo costruttivo e visione comune

1.  considera necessario un rinnovato impegno reciproco nel contesto del processo negoziale per mantenere una relazione costruttiva; sottolinea l'importanza di creare le condizioni di un dialogo costruttivo e gettare le fondamenta di una visione comune; osserva che tale dialogo deve essere basato sui valori comuni della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti dell'uomo; loda la Commissione e la Turchia per la messa in atto del programma costruttivo («positive agenda») che dimostra come, in un contesto di impegno reciproco e dotato di chiari obiettivi, la Turchia e l'Unione europea possano portare avanti il dialogo, raggiungere una visione comune e realizzare cambiamenti positivi e riforme necessarie;

2.  sottolinea il ruolo strategico che la Turchia riveste, sul piano politico e geografico, nella politica estera dell'Unione europea e nella sua politica di vicinato; riconosce il ruolo della Turchia quale paese vicinante e importante attore regionale e sollecita l'Unione europea e la Turchia a rafforzare ulteriormente il dialogo politico esistente sulle scelte e gli obiettivi di politica estera; deplora che l'allineamento della Turchia con le dichiarazioni di politica estera e di sicurezza comune abbia continuato ad essere basso nel 2012; incoraggia la Turchia a sviluppare la propria politica estera nel contesto del dialogo con l'Unione europea e in coordinamento con essa; esorta la Turchia e l'Unione europea a cooperare più strettamente per rafforzare le forze della pace e della democrazia nel vicinato meridionale, una regione che riveste importanza decisiva sia per l'Unione europea che per la Turchia;

3.  esprime il proprio sostegno al dialogo e al ripristino delle relazioni tra la Turchia e Israele;

4.  valuta positivamente la decisione del Consiglio di invitare la Commissione a prendere iniziative volte a liberalizzare i visti, in parallelo con la firma dell'accordo di riammissione; esorta la Turchia a sottoscrivere e ad attuare l'accordo di riammissione senza ulteriori ritardi e a garantire, fino all'entrata in vigore di tale accordo, la piena attuazione degli accordi bilaterali esistenti; ricorda che la Turchia è uno dei paesi di transito chiave per l'immigrazione clandestina verso l'Unione europea; prende atto delle iniziative prese dalla Turchia per prevenire l'immigrazione clandestina e sottolinea l'importante necessità che la Turchia intensifichi la cooperazione con l'Unione europea in materia di gestione della migrazione, di lotta contro la tratta di esseri umani e di controlli alle frontiere; torna a sottolineare l'importanza di agevolare l'accesso all'Unione europea di imprenditori, accademici, studenti e rappresentanti della società civile provenienti dalla Turchia; sostiene gli sforzi della Commissione e degli Stati membri volti ad attuare il codice dei visti, armonizzare e semplificare i requisiti in materia e creare centri di facilitazione dei visti in Turchia; ricorda agli Stati membri gli obblighi assunti nell'ambito dell'accordo di associazione, in linea con la sentenza Soysal della Corte di giustizia europea del 19 febbraio 2009(6);

5.  plaude alla recente approvazione del progetto di legge sugli stranieri e la protezione internazionale e auspica che tale legislazione affronti le preoccupazioni esistenti per il persistente e arbitrario rifiuto da parte della Turchia di dare accesso alla procedura d'asilo a profughi, richiedenti asilo e altre persone che possono avere bisogno di protezione e per la pratica di rimpatrio attuata; sottolinea l'importanza di allineare alle norme internazionali le disposizioni in materia di detenzione, che la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha reputato illegittime nella causa Abdolkhani e Karimina contro Turchia;

Conformità con i criteri di Copenaghen

6.  si congratula con la commissione di conciliazione costituzionale turca per il suo impegno a redigere una nuova Costituzione e per il processo inclusivo di consultazione della società civile attuato, che riflette la molteplicità della società turca; esprime la propria preoccupazione per l'apparente lentezza dei progressi realizzati sinora da tale commissione; incoraggia la commissione a proseguire i suoi lavori e a trattare, in modo inclusivo, rappresentativo e collegiale e nel rispetto dei criteri e dei valori dell'Unione europea, questioni fondamentali quali: a) la separazione dei poteri e un adeguato sistema di controlli e contrappesi, b) la definizione dei rapporti tra Stato, società e religione, c) l'introduzione di un sistema di governance inclusivo che garantisca i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali di tutti i cittadini e d) la formulazione di un concetto inclusivo di cittadinanza; invita tutti i partiti politici e gli attori interessati ad adottare un approccio costruttivo per negoziare la nuova Costituzione; ritiene che coinvolgendo la commissione di Venezia e dialogando con essa si otterrebbero risultati positivi a sostegno del processo costituzionale;

7.  sottolinea la necessità di compiere ulteriori progressi per mettere in atto gli emendamenti costituzionali del 2010, in particolare adottando leggi in materia di protezione dei dati personali e di giustizia militare, nonché leggi che introducano misure di «affirmative action» (discriminazione positiva) volte a promuovere la parità di genere; osserva che la presenza e i poteri del ministro della giustizia turco e del suo sottosegretario presso il Consiglio superiore della magistratura causano notevoli preoccupazioni per quanto concerne l'indipendenza del sistema giudiziario; accoglie favorevolmente l'entrata in vigore della legislazione che sancisce il diritto al ricorso individuale alla Corte costituzionale, secondo quanto previsto dagli emendamenti costituzionali del 2010;

8.  ribadisce il ruolo fondamentale della Grande assemblea nazionale turca quale fulcro del sistema democratico della Turchia e sottolinea l'importanza del sostegno e dell'impegno di tutti i partiti politici a favore del processo di riforma e, in particolare, di mettere a punto un valido quadro giuridico che protegga e valorizzi i diritti fondamentali di tutte le comunità e i cittadini e abbassi la soglia del 10% per la rappresentazione nella Grande assemblea nazionale; elogia il lavoro della commissione d'inchiesta turca sui diritti umani e chiede che la commissione per l'armonizzazione con l'Unione europea abbia un ruolo più centrale nel promuovere l'allineamento della nuova legislazione con l'acquis dell'Unione o con le norme europee nel corso del processo legislativo;

9.  sottolinea il fatto che la riforma del sistema giudiziario turco è essenziale per consolidare la democrazia in tale paese e costituisce un requisito indispensabile per la modernizzazione della Turchia; reputa che tale riforma debba portare a un sistema giudiziario moderno, efficiente, pienamente indipendente e imparziale che garantisca lo Stato di diritto a tutti i cittadini; accoglie con favore il terzo pacchetto di riforma del sistema giudiziario come un passo avanti nel processo di riforma complessiva del sistema giudiziario e dei diritti fondamentali; sottolinea, tuttavia, l'importanza essenziale di continuare il processo di riforma con un quarto pacchetto di riforma del sistema giudiziario volto ad: a) affrontare il problema delle definizioni eccessivamente ampie dei reati e, in particolare, di cosa costituisce un atto di terrorismo ai sensi del codice penale o della legge antiterrorismo, poiché è urgentemente necessario introdurre una chiara distinzione tra la promozione del terrorismo e l'incitamento alla violenza da una parte e l'espressione di idee non violente dall'altra, nel pieno rispetto della giurisprudenza della CEDU, al fine di tutelare la libertà di espressione, la libertà di riunione, comprese le proteste studentesche, e la libertà di associazione; b) affrontando la questione dei periodi di detenzione preliminare eccessivamente lunghi; c) affrontando la necessità di consentire agli avvocati della difesa pieno accesso al fascicolo penale; d) fissando criteri per promuovere la qualità e la coerenza del materiale probatorio nonché e) riesaminando il ruolo e il campo di applicazione dei tribunali speciali; accoglie con favore, a tale proposito, l'adozione del quarto pacchetto di riforma da parte della Grande assemblea nazionale turca e ne attende con interesse la rapida attuazione;

10.  sottolinea l'importanza di assicurare una protezione efficace ai difensori dei diritti umani; richiama l'attenzione, a tal proposito, sul processo a carico di Pinar Selek, durato almeno 15 anni e sfociato, malgrado tre sentenze di assoluzione, in una condanna all'ergastolo emessa il 24 gennaio 2013 dal tribunale penale speciale n. 12 di Istanbul; ritiene che tale processo sia un caso esemplare dei problemi del sistema giudiziario della Turchia;

11.  valuta positivamente le modifiche apportate al codice di procedura penale e alla legge sull'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per consentire l'uso in tribunale di lingue diverse dal turco, e attende vivamente la rapida attuazione delle nuove norme; accoglie con favore l'entrata in vigore, il 19 gennaio 2013, della legge sul pagamento di un indennizzo per i casi di lunga durata dei processi e di esecuzione tardiva o parziale o mancata esecuzione delle sentenze dei tribunali, ed esprime l'auspicio che il rimedio interno ora previsto faccia diminuire il numero di casi pendenti contro la Turchia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU);

12.  esprime preoccupazione per i processi in corso e i lunghi periodi di detenzione preventiva a carico di attivisti, avvocati, giornalisti e parlamentari dell'opposizione, rimarcando che tutto ciò costituisce un'ingerenza in attività politiche legittime e una lesione del diritto di associazione e partecipazione politica; si compiace dell'abolizione, approvata dalla Grande assemblea nazionale turca, dei tribunali speciali istituiti dal governo turco nel 2005, ma si duole del fatto che la loro chiusura non influirà sui procedimenti in corso;

13.  osserva che in una cultura di tolleranza i diritti delle minoranze devono essere pienamente riconosciuti; si attende che siano pienamente rispettate le procedure previste dalla legge nell'appello interposto dal pubblico ministero contro la decisione presa dai giudici nel gennaio 2012 nel procedimento per l'omicidio di Hrant Dink, in parte sulla base dell'argomentazione che l'omicidio è stato commesso da un'organizzazione;

14.  invita il governo turco, al fine di aumentare l'efficienza dei procedimenti giudiziari e di porre rimedio al crescente arretrato di processi, a rendere operative al più presto le corti d'appello regionali, che per legge sarebbero dovute essere in funzione entro giugno 2007, e a concentrare gli sforzi a tal fine sulla formazione dei giudici e dei pubblici ministeri;

15.  nota che la delegazione ad hoc del Parlamento per l'osservazione dei processi contro i giornalisti in Turchia continuerà a monitorare tali processi e seguirà l'andamento delle riforme giudiziarie in corso nel paese in materia di libertà di espressione e dei media;

16.  incoraggia la Turchia ad adottare il piano d'azione per i diritti umani, elaborato dal Ministero della giustizia turco in collaborazione con il Consiglio d'Europa e basato sulla giurisprudenza della CEDU, al fine di affrontare le problematiche sollevate nelle sentenze di detta Corte secondo le quali la Turchia ha violato le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e sollecita l'attuazione del suddetto piano d'azione; sostiene il Ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura ai fini della formazione in materia di diritti umani per giudici e procuratori; accoglie con favore l'introduzione, da parte del Consiglio superiore della magistratura, di nuovi criteri di valutazione per giudici e procuratori che premieranno il rispetto delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo;

17.  invita la Turchia a riaffermare il suo impegno a lottare contro l'impunità, ad operare con maggior celerità per aderire allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI) e a conformare pienamente la sua legislazione nazionale a tutti gli obblighi stabiliti dallo Statuto di Roma, inserendovi anche disposizioni che prevedano una pronta e piena collaborazione con la stessa CPI;

18.  ricorda che la libertà di espressione e il pluralismo dei media, anche su Internet, sono valori fondamentali per l'Europa e che una società realmente democratica non può fare a meno di un'autentica libertà di espressione, compreso il diritto di dissenso; pone in rilievo il particolare ruolo dei media del servizio pubblico per il rafforzamento della democrazia e invita le autorità a garantire la loro indipendenza, sostenibilità e conformità alle norme dell'Unione europea; sottolinea ancora una volta l'importanza di abolire la legislazione che prevede sanzioni fiscali amministrative sproporzionatamente elevate per i media, che portano in alcuni casi alla loro chiusura o all'autocensura, e l'urgente necessità di riformare la legislazione concernente Internet; sottolinea l'importanza di affrontare il problema delle restrizioni delle libertà fondamentali nel più ampio contesto dello Stato di diritto, in termini sia di formulazione delle leggi che di loro applicazione; esprime preoccupazione, in particolare, per il ricorso al codice penale e alla legge antiterrorismo al fine di perseguire dichiarazioni non violente che si ritiene sostengano gli obiettivi di un'organizzazione terroristica; sottolinea la necessità di modificare gli articoli 26 e 28 della Costituzione turca, che limitano la libertà di espressione per ragioni di sicurezza nazionale, ordine pubblico e unità nazionale; rinnova pertanto i suoi precedenti inviti al governo turco a completare la revisione del quadro giuridico sulla libertà di espressione e ad adeguarlo senza indugi alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo;

19.  prende atto della preoccupazione del Rappresentante OSCE per la libertà dei media riguardo all'alto numero di processi e di arresti di giornalisti, e invita il governo turco ad assicurare che i processi si svolgano in modo trasparente e garantendo agli imputati condizioni adeguate e i diritti procedurali;

20.  esprime preoccupazione per la presenza, nella legge turca sulla creazione di imprese radiofoniche e televisive e sulle loro trasmissioni, di restrizioni non conformi alla direttiva UE sui servizi di media audiovisivi;

21.  rileva con preoccupazione che la proprietà della maggior parte dei media è concentrata in grandi conglomerati di aziende con una vasta gamma di interessi economici; rinnova l'invito ad adottare una nuova legge sui media che affronti, tra l'altro, le questioni dell'indipendenza, della proprietà e del controllo amministrativo;

22.  incoraggia la Turchia, al fine di eliminare completamente la tortura e i maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza, a istituire il meccanismo nazionale di prevenzione richiesto dal Protocollo facoltativo della Convenzione contro la tortura, ratificato nel 2011;

23.  invita la Turchia a stabilire restrizioni costituzionali solo per i partiti politici che propugnano il ricorso alla violenza come mezzo per sovvertire l'ordine costituzionale, in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia;

24.  appoggia pienamente la nuova impostazione della Commissione consistente nell'avviare i capitoli sul sistema giudiziario e i diritti fondamentali e sulla giustizia e gli affari interni fin dalle prime fasi del processo negoziale e di chiuderli per ultimi; sottolinea che parametri di riferimento ufficiali fornirebbero una chiara tabella di marcia e imprimerebbero un impulso al processo di riforma; invita pertanto il Consiglio a compiere nuovi sforzi per l'apertura dei capitoli 23 e 24;

25.  valuta positivamente la legge turca sul difensore civico e la nomina del primo Difensore civico capo, le cui decisioni dovranno assicurare la credibilità di questa istituzione; sottolinea che il Difensore civico capo deve promuovere la fiducia dei cittadini nella trasparenza e responsabilità dei servizi pubblici; ricorda l'opportunità che il Difensore civico capo e i membri del collegio di tale istituzione siano eletti tra candidati che diano garanzie di terzietà e imparzialità; invita il collegio del Difensore civico ad assicurare che il regolamento sul processo decisionale interno garantisca l'indipendenza e l'imparzialità dell'istituzione;

26.  incoraggia la Turchia a proseguire il processo di supervisione civile delle forze di sicurezza; chiede una modifica della legge sulle amministrazioni provinciali al fine di conferire alle autorità civili un più ampio controllo sulle operazioni militari e sulle attività di ordine pubblico della gendarmeria; sottolinea l'importanza di creare un'agenzia indipendente competente per le denunce nei confronti delle forze dell'ordine, al fine di indagare sulle denunce di violazioni dei diritti umani, maltrattamenti e azioni illegali da parte delle forze dell'ordine turche; reputa necessaria una riforma delle disposizioni di legge relative alla composizione e ai poteri del Consiglio militare supremo;

27.  osserva che nel processo «Sledgehammer» i giudici di primo grado hanno condannato 324 imputati a pene detentive da 13 a 20 anni dopo lunghi periodi di detenzione preventiva; sottolinea che le indagini su presunti progetti di colpo di Stato, come i casi «Ergenekon» e «Sledgehammer», e le indagini sull'organizzazione curda Koma Civakên Kurdistan (KCK), devono dimostrare la forza e il funzionamento adeguato, indipendente, imparziale e trasparente delle istituzioni democratiche e del sistema giudiziario turchi, nonché la loro ferma e incondizionata adesione al rispetto dei diritti fondamentali; è preoccupato per le accuse di utilizzazione di elementi di prova incongruenti contro gli imputati nei casi citati; si duole del fatto che preoccupazioni per la portata eccessivamente ampia e le carenze procedurali abbiano gettato ombre su questi casi, ed è preoccupato per gli effetti negativi sulla società;

28.  valuta positivamente la legge che crea l'Istituzione nazionale turca per i diritti umani; chiede che tale legge sia attuata senza indugi al fine di promuovere e sorvegliare l'effettiva applicazione delle norme internazionali in materia di diritti umani; sottolinea l'importanza di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione dell'UE nel campo della promozione dei diritti umani al fine di sostenere attivamente la creazione e l'adeguato funzionamento della nuova Istituzione e di conferire potere alle organizzazioni della società civile;

29.  sottolinea l'importanza che hanno per la democrazia organizzazioni della società civile (OSC) attive e indipendenti; mette in risalto l'importanza del dialogo con le OSC e sottolinea il loro ruolo essenziale nel contribuire a rafforzare la cooperazione regionale sulle questioni sociali e politiche; è perciò preoccupato per il fatto che le OSC continuino a subire multe, procedure di chiusura e ostacoli amministrativi alle loro attività e che la loro consultazione continui a essere l'eccezione e non la regola; si rallegra del miglioramento della cooperazione del governo turco con le ONG, ma sollecita una loro più ampia consultazione nei processi decisionali, compresa la formulazione delle politiche e delle leggi, e nel controllo dell'operato delle autorità;

30.  sottolinea che sono necessari ulteriori progressi in materia di diritti dei lavoratori e diritti sindacali; invita la Turchia a continuare a lavorare ad una nuova legislazione in questo campo per garantire la conformità con l'acquis dell'UE e le convenzioni ILO, in particolare per quanto riguarda il diritto di sciopero e il diritto di contrattazione collettiva; sottolinea l'importanza di aprire il capitolo 19 sulla politica sociale e l'occupazione;

31.  valuta positivamente la legge sulla protezione della famiglia e la prevenzione della violenza contro le donne; plaude al piano d'azione nazionale di lotta contro la violenza nei confronti delle donne (2012-2015) e sottolinea la necessità di applicarlo in modo efficace in tutto il paese; esorta il ministero della Famiglia e delle Politiche sociali a continuare ad adoperarsi per aumentare il numero e la qualità dei centri di accoglienza per donne e minori in pericolo; sottolinea l'importanza di fornire alle donne che sono state vittime di violenza alternative concrete e prospettive di sostentamento autonomo; plaude agli sforzi della Turchia, a tutti i livelli, nella lotta contro i «delitti d'onore», la violenza domestica e il fenomeno dei matrimoni forzati e delle spose bambine, e sottolinea l'importanza di un atteggiamento di tolleranza zero nei confronti della violenza contro le donne e di un costante rafforzamento delle misure di prevenzione; è tuttavia preoccupato per il fatto che, malgrado tali sforzi, la violenza contro le donne resta un fatto normale, e chiede che coloro che vengono meno al dovere di proteggere e assistere le vittime siano identificati e perseguiti; sottolinea l'importanza di lottare contro la povertà tra le donne e di aumentare l'inclusione sociale delle donne; esorta il ministero a continuare a promuovere attivamente i diritti delle donne, la loro istruzione – anche colmando il divario di genere nell'istruzione secondaria – e la loro partecipazione al mercato del lavoro (che permane bassa), alla politica e ai livelli dirigenziali del settore pubblico e di quello privato, se necessario introducendo quote riservate alle donne e rivedendo alcune leggi specifiche che disciplinano il lavoro dipendente in Turchia; incoraggia il governo turco a rivedere la legge sui partiti politici e la legge elettorale per fare in modo che l'inclusione delle donne sia una priorità per i partiti politici; osserva che l'obiettivo della Turchia per il 2023 per quanto riguarda l' occupazione delle donne è del 35%, mentre nella strategia UE 2020 l'obiettivo è del 75%; incoraggia la Turchia a sforzarsi di raggiungere un obiettivo ambizioso di occupazione femminile;

32.  esprime la preoccupazione che il progetto di legge contro le discriminazioni non affronti le discriminazioni basate sull'orientamento e l'identità sessuale; sottolinea l'urgente necessità di una legislazione generale contro le discriminazioni e di istituire un organismo per la lotta alle discriminazioni e per l'uguaglianza, avente il compito di tutelare le persone contro le discriminazioni basate sull'origine etnica, la religione, il genere, l'orientamento sessuale, l'identità sessuale, l'età o la disabilità; esprime preoccupazione per i frequenti attacchi alle persone transgender e per la mancata protezione delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) contro gli atti di violenza; invita la Turchia a combattere l'omofobia e ad adottare un piano d'azione per promuovere la piena parità di diritti, compresi i diritti del lavoro, e la piena accettazione delle persone LGBT; sottolinea la necessità di una legislazione sui reati generati dall'odio che preveda condanne più severe per i reati basati su qualsiasi forma di discriminazione;

33.  esorta le autorità turche ad adottare misure forti ed efficaci per combattere le espressioni di antisemitismo, stabilendo in tal modo un esempio per la regione;

34.  plaude alla continuazione dell'attuazione delle norme che modificano la legge del 2008 sulle fondazioni ed estendono la portata del ripristino dei diritti di proprietà delle comunità non musulmane; invita le autorità competenti ad aiutare la comunità siriaca a risolvere le difficoltà che incontra in materia di proprietà e registrazione dei terreni; chiede che si trovi una soluzione per le numerose proprietà della Chiesa cattolica romana tuttora confiscate dallo Stato; osserva che i progressi nell'estensione dei diritti della minoranza alevita sono particolarmente lenti; ricorda l'urgente necessità di portare avanti riforme di vitale importanza e sostanziali nel campo della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, in particolare consentendo alle comunità religiose di ottenere la personalità giuridica, eliminando tutte le restrizioni relative alla formazione, alle nomine e alla successione del clero, riconoscendo i luoghi di culto aleviti e conformandosi alle pertinenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e alle raccomandazioni della Commissione di Venezia; invita la Turchia a garantire che il monastero di San Gabriele non sia privato delle sue terre e sia protetto nella sua integralità; ritiene che una composizione più ampia della Direzione generale per gli Affari religiosi, tale da includere i rappresentanti delle minoranze religiose, sarebbe un fatto positivo in quanto promuoverebbe un concetto inclusivo di società; invita la Turchia a eliminare il riferimento alla religione dalle carte d'identità nazionali e a garantire che l'insegnamento religioso rispetti la diversità e pluralità religiosa della società turca;

35.  ricorda che l'istruzione svolge un ruolo fondamentale nel processo di costruzione di una società inclusiva e diversificata, basata sul rispetto delle comunità e delle minoranze religiose; esorta il governo turco a prestare particolare attenzione ai materiali didattici in uso nelle scuole, che dovrebbero riflettere il pluralismo etnico e religioso e la pluralità dei credi presenti nella società turca, eliminare discriminazioni e pregiudizi e promuovere la piena accettazione di tutte le comunità e le minoranze religiose, e sottolinea la necessità di materiali didattici imparziali;

36.  accoglie con favore il dialogo politico diretto avviato di recente dal governo turco con Abdullah Öcalan; ritiene che si sia aperta una prospettiva negoziale che potrebbe sfociare in un accordo storico per la risoluzione pacifica e democratica del conflitto curdo; incoraggia pertanto le parti in conflitto a trasformare quanto prima i dialoghi in negoziati strutturati; sottolinea il ruolo costruttivo che tutti i partiti politici, i media e la società civile devono svolgere in Turchia ai fini dell'esito positivo del processo di pace e plaude al sostegno trasversale di tutti i partiti e della società civile per questa iniziativa; rileva che la Turchia ha continuato a dar prova di resistenza di fronte agli attentati terroristici del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK); considera fondamentale un dialogo politico concreto e sincero e invita la Turchia a intraprendere nuovi sforzi per una soluzione politica alla questione curda; chiede a tutte le forze politiche di garantire una piattaforma politica appropriata per la questione curda e di discutere il problema in modo costruttivo, agevolando una reale apertura alle richieste di riconoscimento dei diritti fondamentali in un processo costituzionale che rifletta il pluralismo in Turchia e nel quale tutti i cittadini possano immedesimarsi e vedere pienamente riconosciuti i propri diritti; chiede a tutte le forze politiche di lavorare insieme verso l'obiettivo di un rafforzamento del dialogo politico e un processo di ulteriore inclusione politica, culturale e socioeconomica e partecipazione dei cittadini di origine curda, al fine di garantire il loro diritto alla libertà di espressione, di associazione e di riunione e favorire l'integrazione pacifica dei cittadini di origine curda nella società turca; accoglie con favore la nuova legge che offre la possibilità di utilizzare la lingua materna nei processi e il dibattito positivo sull'utilizzo della lingua curda nell'istruzione; ricorda che una soluzione politica può essere perseguita soltanto sulla base di un dibattito realmente democratico sulla questione curda ed esprime preoccupazione dinanzi al gran numero di processi intentati a scrittori e giornalisti che si occupano della questione curda e all'arresto di numerosi politici, sindaci e membri di consigli comunali, sindacalisti, avvocati, attivisti e difensori dei diritti umani curdi in connessione con il processo nei confronti dell'Unione delle comunità curde (KCK); sottolinea l'importanza di promuovere un dibattito sulla questione curda in seno alle istituzioni democratiche, in particolare nell'ambito della Grande assemblea nazionale turca;

37.  accoglie con favore le iniziative volte a riaprire l'orfanotrofio greco di Büyükada come centro internazionale delle culture e sottolinea l'importanza di rimuovere tutti gli ostacoli alla tempestiva riapertura del seminario di Halki; accoglie con favore, attendendone una rapida attuazione, la dichiarazione del governo turco di voler riaprire una scuola per la minoranza greca sull'isola di Gökçeada (Imbros), che costituisce un passo positivo verso la conservazione del carattere biculturale delle isole turche di Gökçeada (Imbros) e Bozcaada (Tenedos), in linea con la risoluzione n.1625(2008) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; rileva tuttavia la necessità di ulteriori iniziative volte ad affrontare i problemi incontrati dai membri della minoranza greca, in particolare in materia di diritti di proprietà;

38.  condanna fermamente l'attacco terroristico del 1° febbraio 2013 all'ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara e porge le proprie condoglianze alla famiglia del cittadino turco deceduto; ricorda che, sebbene occorra adottare ulteriori misure per contrastare le azioni terroristiche e quindi garantire la sicurezza dello Stato e della sua popolazione, queste non dovrebbero pregiudicare i diritti dell'uomo e dei cittadini;

39.  invita le autorità turche a far piena luce sul massacro di Uludere, nella provincia di Sirnak, del 28 dicembre 2011, in modo che i responsabili siano assicurati alla giustizia;

40.  accoglie con favore il pacchetto di incentivi volti a rafforzare gli investimenti e lo sviluppo economico nelle regioni meno sviluppate della Turchia, compreso il sud-est del paese, e la prosecuzione del progetto per l'Anatolia sud-orientale; prende atto della sentenza della Corte d'appello amministrativa (Danistay) relativa all'annullamento del permesso di costruire la diga di Ilisu, in base a studi di impatto ambientale e al diritto applicabile; invita il governo turco a conservare questo patrimonio archeologico e ambientale privilegiando progetti più contenuti, ecologicamente e socialmente sostenibili;

41.  ribadisce la necessità di rafforzare la coesione tra le regioni turche e tra le zone rurali e urbane, al fine di creare opportunità per la popolazione in generale e promuovere l'integrazione economica e sociale; sottolinea il ruolo specifico dell'istruzione e la necessità di risolvere le sostanziali disparità persistenti a livello regionale per quanto riguarda la qualità dell'istruzione e il tasso di iscrizione scolastica; chiede che si metta in moto l'apertura del capitolo 22 sulla politica regionale;

42.  accoglie con favore l'istituzione di un difensore civico per i diritti dei minori e l'adozione, da parte della Turchia, di una strategia sui diritti dei minori; esprime preoccupazione per il tasso di povertà infantile sproporzionatamente elevato e per il tasso del lavoro minorile, soprattutto nelle zone rurali; sottolinea la necessità di una strategia globale per lottare contro la povertà e il lavoro infantili, in particolare nell'ambito del lavoro stagionale nel settore agricolo, e di continuare a promuovere l'accesso all'istruzione sia per i bambini che per le bambine; esprime preoccupazione per la diminuzione nel numero dei tribunali minorili attivi e sollecita la Turchia a fornire alternative alle misure detentive per i minori; chiede al governo turco di continuare a migliorare le condizioni di detenzione nei centri minorili; ricorda l'importanza di un monitoraggio indipendente e di meccanismi di protezione per tutelare i diritti e prevenire gli abusi;

43.  si compiace del miglioramento del contesto economico generale in Turchia, in particolare grazie all'entrata in vigore del nuovo Codice di commercio turco e al costante sostegno fornito alle piccole e medie imprese dall'Organizzazione per lo sviluppo delle PMI (KOSGEB); chiede un rafforzamento del partenariato tra le imprese turche e quelle dell'UE;

44.  rammenta alla Turchia che le decine di migliaia di cittadini e residenti dell'Unione europea vittime della frode nell'ambito dei cosiddetti «Fondi verdi» sono ancora in attesa di risarcimento e invita le autorità ad adottare tutte le misure necessarie al fine di accelerare il processo;

Instaurare relazioni di buon vicinato

45.  prende atto della costante intensificazione degli sforzi da parte della Turchia e della Grecia per migliorare le loro relazioni bilaterali, anche attraverso incontri bilaterali; si rammarica, tuttavia, che la minaccia di casus belli formulata dalla Grande assemblea nazionale turca contro la Grecia non sia ancora stata ritirata; ribadisce che la Turchia deve impegnarsi in modo inequivocabile a intrattenere rapporti di buon vicinato e a risolvere pacificamente le controversie in conformità della Carta delle Nazioni Unite, avvalendosi, se necessario, della giurisdizione della Corte internazionale di giustizia; sollecita il governo turco a porre fine alle ripetute violazioni dello spazio aereo greco e ai voli militari turchi sulle isole greche;

46.  ritiene che la Turchia abbia perso un'importante opportunità di avviare un processo di sviluppo e di normalizzazione delle relazioni con Cipro in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell'Unione europea; ricorda che l'Unione europea si fonda sui principi della cooperazione leale e della solidarietà reciproca tra tutti i suoi Stati membri e sul rispetto del quadro istituzionale; sottolinea che è necessario e urgente compiere progressi verso la normalizzazione delle relazioni tra la Turchia e la Repubblica di Cipro al fine di imprimere un nuovo slancio ai negoziati di adesione UE-Turchia;

47.  si rammarica che la Turchia abbia rifiutato di convocare la settantesima riunione della commissione parlamentare mista, che avrebbe dovuto tenersi nella seconda metà del 2012, perdendo così un'altra occasione per rafforzare il dialogo interparlamentare tra l'UE e la Turchia;

48.  sottolinea che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) è stata firmata dall'UE, dai suoi 27 Stati membri e da tutti gli altri paesi candidati all'adesione e fa parte dell'acquis comunitario; invita pertanto il governo della Turchia a firmarla e ratificarla senza ulteriori indugi; ricorda la piena legittimità della zona economica esclusiva della Repubblica di Cipro, in conformità dell'UNCLOS;

49.  ribadisce il suo fermo sostegno a favore della riunificazione di Cipro, sulla base di una soluzione equa e praticabile per entrambe le comunità; sottolinea l'urgente necessità che le due comunità addivengano ad un accordo su come procedere con le trattative per la conciliazione di fondo, affinché il processo negoziale, sotto l'egida del Segretario generale delle Nazioni Unite, possa presto ritrovare slancio; invita la Turchia ad avviare il ritiro delle sue forze da Cipro e a trasferire la zona chiusa di Famagosta alle Nazioni Unite come previsto dalla risoluzione 550(1984) del Consiglio di sicurezza dell'ONU; chiede alla Repubblica di Cipro di aprire il porto di Famagosta, sotto il controllo doganale dell'Unione europea, al fine di promuovere un clima favorevole a una soluzione positiva dei negoziati sulla riunificazione in corso e di consentire ai turco-ciprioti di commerciare direttamente in modo legale e accettabile per tutti;

50.  ritiene che il Comitato per le persone scomparse sia uno dei progetti più sensibili e importanti a Cipro, e riconosce che il suo lavoro interessa in pari misura la vita di migliaia di persone di entrambi i lati dell'isola; incoraggia la Turchia e tutte le altre parti a intensificare ulteriormente il proprio sostegno al Comitato per le persone scomparse a Cipro; è del parere che siano necessari il dialogo e un'intesa comune su questioni come il pieno accesso a tutti gli archivi rilevanti e alle zone militari; chiede un'attenzione particolare al lavoro svolto dal Comitato per le persone scomparse;

51.  invita la Turchia, in linea con i principi del diritto internazionale, a rinunciare a eventuali nuovi insediamenti di cittadini turchi a Cipro, dal momento che ciò continuerebbe a modificare l'equilibrio demografico e a ridurre la lealtà dei suoi cittadini nei confronti di un futuro Stato comune basato su un passato comune;

52.  sottolinea l'importanza di un approccio d'insieme coerente alla sicurezza nel Mediterraneo orientale e invita la Turchia a consentire il dialogo politico tra l'Unione europea e la NATO sollevando il suo veto a una cooperazione UE-NATO che comprenda Cipro; invita pertanto la Repubblica di Cipro a revocare il suo veto alla partecipazione della Turchia all'Agenzia europea per la difesa;

53.  esorta la Turchia e l'Armenia a procedere a una normalizzazione delle loro relazioni, ratificando senza condizioni pregiudiziali i protocolli relativi all'instaurazione di relazioni diplomatiche, aprendo le frontiere comuni e migliorando attivamente le loro relazioni, con particolare riferimento alla cooperazione transfrontaliera e all'integrazione economica;

Approfondire la cooperazione UE-Turchia

54.  deplora il rifiuto della Turchia di adempiere al proprio obbligo di attuare, integralmente e in modo non discriminatorio, il protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione CE-Turchia nei confronti di tutti gli Stati membri; ricorda che tale rifiuto continua a incidere profondamente sul progresso dei negoziati;

55.  ribadisce la sua più ferma condanna delle violenze terroristiche perpetrate dal PKK, che figura nell'elenco dell'Unione europea delle organizzazioni terroristiche, e da ogni altra organizzazione terroristica; a tale riguardo, esprime la sua piena solidarietà alla Turchia e ai familiari delle numerose vittime del terrorismo; invita gli Stati membri, in stretta collaborazione con il coordinatore antiterrorismo dell'Unione europea e con Europol, a intensificare la cooperazione con la Turchia nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata quale fonte di finanziamento del terrorismo; chiede alla Turchia di adottare una normativa sulla protezione dei dati in modo da poter concludere un accordo di cooperazione con Europol e sviluppare ulteriormente la cooperazione in materia giudiziaria con Eurojust e con gli Stati membri dell'Unione europea; ritiene che l'assegnazione di un ufficiale di polizia di collegamento turco presso Europol contribuirebbe a migliorare la cooperazione bilaterale; accoglie con favore l'adozione di norme relative al finanziamento del terrorismo, in linea con le raccomandazioni della task force «Azione finanziaria» (FATF);

56.  appoggia l'impegno della Turchia nei confronti delle forze democratiche in Siria e la fornitura di assistenza umanitaria al crescente numero di profughi siriani fuggiti dal paese; riconosce che le ripercussioni del rapido deterioramento della situazione in Siria sulla sicurezza e la stabilità della regione si stanno moltiplicando; invita la Commissione, gli Stati membri e la comunità internazionale a continuare a sostenere gli sforzi profusi dalla Turchia per far fronte alla dimensione umanitaria crescente della crisi siriana; sottolinea l'importanza di una visione comune tra l'Unione europea e la Turchia su come fornire l'assistenza umanitaria ai cittadini siriani sfollati attualmente sul territorio turco o in attesa ai confini della Turchia; sottolinea che, oltre l'assistenza umanitaria, l'UE e la Turchia dovrebbero cercare attivamente di sviluppare una visione strategica comune onde esercitare una maggiore influenza per far cessare la grave crisi in Siria;

57.  accoglie con favore la decisione di rafforzare la cooperazione tra l'Unione europea e la Turchia su una serie di importanti tematiche energetiche e invita la Turchia a impegnarsi in questa cooperazione; ritiene che, alla luce del ruolo strategico della Turchia e delle considerevoli risorse energetiche rinnovabili, occorra cominciare a considerare l'opportunità di avviare i negoziati sul capitolo 15 relativo all'energia, al fine di promuovere il dialogo strategico tra l'Unione europea e la Turchia in materia di energia; sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione rafforzata sulla strategia per i corridoi energetici dell'UE verso l'UE; ritiene che sia il rafforzamento della cooperazione UE-Turchia in materia di energia sia gli eventuali negoziati sul capitolo 15 dovrebbero altresì incoraggiare lo sviluppo del potenziale delle energie rinnovabili e delle infrastrutture transfrontaliere di trasmissione di energia elettrica;

58.  ritiene che la Turchia sia un partner di rilievo nella regione del Mar Nero, di importanza strategica per l'UE; incoraggia la Turchia a sostenere ulteriormente l'attuazione delle politiche e dei programmi dell'UE in questa regione e a contribuirvi attivamente;

59.  invita la Commissione a mantenere il sostegno alle organizzazioni della società civile e alle attività interpersonali finanziando adeguatamente il Dialogo della società civile, lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) e i programmi di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, comprese le attività connesse alla cultura e ai media;

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60.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, al Segretario generale del Consiglio d’Europa, al Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia.

(1) GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 98.
(2) Testi approvati, P7_TA(2012)0116.
(3) Testi approvati, P7_TA(2012)0212.
(4) Testi approvati, P7_TA(2012)0453.
(5) GU L 51 del 26.2.2008, pag. 4.
(6) Causa 228/06 Mehmet Soysal e Ibrahim Savatli/Bundesrepublik Deutschland, Racc. [2009] pag. I-01031.

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