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Procedura : 2012/2287(INI)
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Ciclo del documento : A7-0173/2013

Testi presentati :

A7-0173/2013

Discussioni :

PV 12/06/2013 - 18
CRE 12/06/2013 - 18

Votazioni :

PV 13/06/2013 - 7.9
CRE 13/06/2013 - 7.9
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Testi approvati :

P7_TA(2013)0280

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Giovedì 13 giugno 2013 - Strasburgo
Partenariato transatlantico più ampio
P7_TA(2013)0280A7-0173/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 giugno 2013 sul ruolo dell'UE nella promozione di un partenariato transatlantico più ampio (2012/2287(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni transatlantiche, in particolare la sua risoluzione del 1° giugno 2006 sul miglioramento delle relazioni UE-USA nel quadro dell'Accordo di partenariato transatlantico(1), nonché la sua risoluzione del 26 marzo 2009 sulle relazioni transatlantiche in seguito alle elezioni negli USA(2) e la risoluzione del 17 novembre 2011 del 28 novembre 2011 sul vertice UE-USA(3),

–  visto l'esito del vertice UE-USA tenutosi il 28 novembre 2011 a Washington D.C.,

–  viste le dichiarazioni congiunte del 71° Dialogo legislativo transatlantico (DLT) tenutosi nel dicembre 2011 a Jacksonville, del 72° DLT tenutosi nel giugno 2012 a Copenaghen e Strasburgo, e del 73° DLT tenutosi nel novembre 2012 a Washington D.C.,

–  viste le sue risoluzioni del 23 ottobre 2012 sui rapporti economici e commerciali con gli Stati Uniti(4), che sosteneva l'idea di avviare negoziati per un accordo economico globale, e del 23 maggio 2013(5) sul mandato negoziale,

–  vista la dichiarazione del 13 febbraio 2013 del presidente degli USA Barack Obama, del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso in cui annunciano che gli Stati Uniti e l'Unione europea intraprenderanno le procedure interne necessarie all'avvio dei negoziati per un partenariato transatlantico su commercio e investimenti,

–  vista la dichiarazione del vertice del Consiglio Nord Atlantico (NAC) riunitosi a Chicago il 20 maggio 2012,

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2012 sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica estera e di sicurezza comune(6), la sua risoluzione del 22 novembre 2012 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune(7) e la sua risoluzione del 22 novembre 2012 sulla sicurezza e la difesa informatica(8),

–  vista la dichiarazione congiunta del 12 luglio 2012 dell'Unione europea e degli Stati Uniti d'America sulla regione dell'Asia-Pacifico,

–  visto il documento del dipartimento della difesa statunitense, del gennaio 2012, intitolato «Sustaining US Global Leadership: Priorities for 21st century Defense» (sostenere la leadership globale degli USA: priorità per la difesa del 21° secolo), che illustra le modifiche nella strategia militare degli Stati Uniti,

–  visti il secondo discorso inaugurale del presidente degli Stati Uniti Barack Obama del 21 gennaio 2013 e il suo discorso sullo stato dell'Unione del 12 febbraio 2013 e le osservazioni formulate dal vicepresidente degli Stati Uniti Joseph Biden alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2 febbraio 2013,

–  visti i partenariati strategici dell'UE con il Brasile (2007) e il Messico (2008), gli accordi di associazione dell'UE con il Messico, il Cile e l'America centrale, gli accordi commerciali con la Colombia e il Perù, i negoziati in corso con il Canada su un accordo di partenariato strategico e su un accordo economico e commerciale globale e gli attuali negoziati con il Mercosur,

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2012 sulla definizione di una nuova politica di cooperazione allo sviluppo con l'America Latina(9), che sottolinea il sostegno dell'UE al processo di integrazione regionale latinoamericano, rappresentato da CELAC, UNASUR, Mercosur, la Comunità andina, SICA, CARICOM e l'Alleanza del Pacifico,

–  visti i vertici regolari che l'UE e gli USA organizzano con i paesi dell'America Latina, il vertice biennale UE-CELAC e il vertice delle Americhe, entrambi previsti per il 2015,

–  vista la relazione dell'UE con le organizzazioni regionali e subregionali africane della sponda atlantica, in particolare l'Unione africana (UA), la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), la Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale (CEEAC) e la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC),

–  viste le dichiarazioni dei leader del G20, il documento finale del gruppo di lavoro del sistema delle Nazioni Unite sull'agenda di sviluppo delle Nazioni Unite post-2015 («Realizing the Future We Want for All», realizzare il futuro che vogliamo per tutti) e il documento finale della conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile («The future we want», il futuro che vogliamo),

–  viste le sue risoluzioni su, inter alia, la Primavera araba, il Mali, il Medio Oriente, la Siria, l'Iran, l'Afghanistan, il partenariato orientale, la Russia e la Cina,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A7-0173/2013),

A.  considerando che, nell'intero bacino atlantico, la relazione politica ed economica più importante è quella che unisce l'UE e gli USA; che l'inizio di un nuovo mandato della presidenza di Obama deve consolidare tale relazione tramite una nuova ambiziosa agenda;

B.  considerando che il partenariato transatlantico si basa su solidi legami politici, culturali, economici e storici e valori condivisi come la libertà, la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto, e su obiettivi comuni come la prosperità, l'apertura e l'integrazione delle economie, il progresso sociale e l'inclusione, lo sviluppo sostenibile e la risoluzione pacifica dei conflitti;

C.  considerando che la recessione economica globale ha determinato significativi tagli alla spesa per la difesa nell'UE e negli Stati Uniti;

D.  considerando che in un mondo globalizzato, complesso e sempre più multipolare, l'UE e gli USA, nonostante la crisi economica, devono continuare a svolgere un ruolo chiave costruttivo nella politica e nell'economia mondiali e nello sviluppo del contesto internazionale, e affrontare congiuntamente i conflitti regionali e le sfide globali su una base multilaterale, soprattutto nell’ambito delle organizzazioni internazionali; che, a tale scopo, devono garantire anche il coinvolgimento delle nuove potenze chiave, inclusi i due partner strategici latinoamericani dell'UE, il Brasile e il Messico, e del Canada;

E.  considerando che, parallelamente ai cambiamenti nel paesaggio globale causati dalle potenze emergenti asiatiche, i gruppi di riflessione, le organizzazioni internazionali e alcuni governi hanno recentemente sottolineato l'importanza crescente del bacino atlantico nel suo insieme, inclusa la dimensione meridionale, e la necessità di cooperazione tra i paesi di cui si compone, al fine di consentire a tutti loro di affrontare i problemi condivisi nella regione più ampia;

F.  considerando che l'America Latina è una regione che condivide con l'UE e gli USA molti valori, interessi, aspetti storici e legami economici sempre più stretti; che i paesi dell'America Latina hanno creato un elevato numero di organizzazioni regionali o subregionali; che è utile esplorare eventuali settori in cui sviluppare varie modalità di cooperazione triangolare; che la cooperazione può essere ampliata fino a includere i paesi africani del bacino atlantico; che è importante basare la cooperazione nello spazio transatlantico su compromessi tra i vari interessi, e che tutte le parti dovrebbero mantenere il diritto di seguire le proprie priorità nazionali e approcci in materia di sviluppo;

G.  considerando che alcuni paesi, in particolare la Cina e anche altri come l'India, stanno diventando sempre più attivi nell'area del bacino Atlantico, in particolare nell'Atlantico meridionale, dove le loro azioni sono condizionate dall'esigenza di acquisire materie prime e prodotti alimentari;

H.  considerando che il partenariato transatlantico più ampio deve affrontare questioni come lo sviluppo, la sicurezza, l'energia e l'immigrazione, nonché favorire una progressiva convergenza economica e politica;

I.  che, oltre alla più ampia prospettiva atlantica, al momento vi sono altre questioni e conflitti attuali per i quali è essenziale un'azione coordinata da parte dell'UE e degli USA;

J.  considerando che l'aumento del numero e della complessità degli attacchi informatici di alto profilo ha portato alla revisione della legislazione in materia, tanto che gli USA hanno adottato meccanismi di informazione volontari, mentre l'UE ha in programma di adottare misure obbligatorie più rigorose;

Relazioni bilaterali

1.  si congratula con Barack Obama per la sua rielezione a presidente degli Stati Uniti d'America; lo invita a rivolgersi al Parlamento europeo durante la seduta plenaria a Strasburgo in occasione della sua prossima visita in Europa;

2.  chiede che si tenga al più presto un vertice UE-USA al fine di prendere decisioni su un'agenda comune di obiettivi di breve e lungo termine per quanto riguarda sia le questioni bilaterali che le problematiche globali e regionali;

3.  riconosce che il ribilanciamento geopolitico degli USA nei confronti dell'Asia ha implicazioni di lungo periodo per il partenariato transatlantico; pone in evidenza la necessità di una risposta costruttiva, coerente e strategica da parte dell'UE; ritiene che questa sia anche un'occasione per l'Unione di impegnarsi più attivamente nella regione dell'Asia-Pacifico come attore globale autonomo, ma in stretta cooperazione con gli USA, in modo da approfondire la dimensione strategica del partenariato transatlantico;

4.  accoglie con favore l'annuncio ufficiale di negoziati per un partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP); sottolinea che tale accordo rappresenterà un notevole incentivo per le economie dell'UE e degli USA e darà un nuovo stimolo alla relazione UE-USA; osserva che l'impatto globale di questo partenariato andrà al di là delle sue implicazioni bilaterali, offrendo approcci comuni alle regole e alle norme in materia di commercio mondiale, investimenti e altri ambiti connessi con il commercio; sottolinea che per portare avanti i negoziati in maniera efficiente occorreranno una forte volontà politica e un atteggiamento costruttivo; si attende che il processo relativo al TTIP generi un rinnovato slancio politico nelle relazioni transatlantiche che potrebbe e dovrebbe essere utilizzato per stimolare una più stretta cooperazione in altri settori, inclusa la politica estera;

5.  invita l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza/vicepresidente della Commissione europea (HR/VP), il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri dell'UE a consolidare il loro coordinamento della politica dell'UE nei confronti dell'amministrazione statunitense, in modo da trasmettere un messaggio convincente che indichi che l'UE è un attore internazionale coerente ed efficiente; sottolinea l'importanza di rafforzare altresì la politica di sicurezza e di difesa comune, tenendo conto delle diverse crisi che potrebbero emergere nelle regioni vicine all'UE e della dottrina del «guidare da dietro le quinte» degli USA;

6.  ribadisce il proprio suggerimento di creare un Consiglio politico transatlantico (CPT) che funga da organo per la consultazione e il coordinamento sistematici della politica estera e di sicurezza, guidato dall'Alto rappresentante/vicepresidente e dal segretario di Stato degli Stati Uniti;

7.  sottolinea il contributo del DLT, quale organo costruttivo e basato su contenuti, al consolidamento delle relazioni tra UE e USA attraverso l'apporto di un forum per il dialogo parlamentare, l'individuazione di obiettivi e il coordinamento sulle questioni di interesse comune; accoglie con favore l'apertura di un ufficio di collegamento del Parlamento europeo a Washington e invita il Congresso statunitense a fare altrettanto a Bruxelles; invita a proseguire gli scambi di personale tra le due istituzioni;

8.  condanna fermamente l'attacco terroristico di Boston del 15 aprile 2013; incoraggia entrambe le parti a proseguire la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata e, nel contempo, a rispettare e sostenere i diritti umani e le libertà fondamentali; è molto preoccupato dalle recenti rivelazioni in merito alle operazioni di controllo e raccolta dati condotte dagli Stati Uniti nell'ambito del programma PRISM nonché dalle relative implicazioni in materia di libertà civili dei cittadini dell'UE; esorta la Commissione e il Consiglio a sollevare la questione al prossimo incontro ministeriale JHA UE-USA del 14 giugno; nota con favore il fatto che gli accordi sui dati del codice di prenotazione e sul programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (accordo SWIFT), approvati dal Parlamento europeo, siano già in vigore; invita le parti a intensificare la cooperazione relativa all'accordo sulla riservatezza e la protezione dei dati, con l'obiettivo di concludere i negoziati in modo tale da garantire una trasparenza adeguata nel trattamento dei dati e una sufficiente protezione dei dati personali;

9.  constata l'importanza crescente dell'uso dei droni; sottolinea la necessità di una discussione energica sui droni armati e sui loro limiti, trasparenza e controllo; accoglie favorevolmente il dibattito in corso negli USA e si attende che presto possa essere istituito un quadro normativo completo; plaude, in questo contesto, alla decisione annunciata dal presidente Obama nel suo discorso del 23 maggio 2013 di introdurre ufficialmente nuovi limiti all'uso dei droni come armi letali e di impegnare il Congresso a esaminare opzioni per una maggiore vigilanza su tale uso; invita entrambe le parti a procedere a discussioni rigorose sui droni armati, e sottolinea la necessità di adottare misure in vista di una futura regolamentazione internazionale, date le ripercussioni della questione a livello mondiale;

10.  ribadisce il suo parere secondo il quale l'UE deve continuare a sollevare con gli USA, a livello politico e tecnico, la questione di lunga data dell'obbligo di visto per i cittadini di quattro Stati membri dell'UE;

11.  ribadisce la crescente importanza della difesa informatica e accoglie con favore la creazione, al vertice del 2010, del gruppo di lavoro sulla sicurezza informatica e la criminalità informatica; ritiene che l'UE e gli USA debbano accordare una priorità particolare alla loro cooperazione sulla sicurezza informatica, accordando speciale attenzione alla lotta agli attacchi informatici e all'unire i loro sforzi a livello internazionale per lo sviluppo di un quadro internazionale completo e trasparente che definisca le norme minime per le politiche di sicurezza informatica sostenendo, al contempo, le libertà fondamentali;

12.  deplora il fatto che l'UE e gli USA abbiano in programma di applicare diversi livelli di vigilanza sulla sicurezza informatica in un momento in cui la NATO sollecita una cooperazione intensificata; sottolinea che tali incongruenze non solo rappresentano una minaccia per la difesa informatica, ma possono anche causare problemi a livello degli scambi per le aziende le cui attività si estendono a entrambe le giurisdizioni;

13.  plaude al rinnovato impegno del presidente Obama di chiudere Guantánamo enunciato nel suo discorso del 23 maggio 2013; rinnova il suo appello a permettere ai detenuti non accusati di reato di fare ritorno in patria o di recarsi in un altro paese sicuro il più presto possibile e a sottoporre tempestivamente i detenuti di Guantánamo contro i quali esistono sufficienti prove ammissibili a un processo equo e pubblico dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale e, qualora siano condannati, a garantire che siano detenuti negli Stati Uniti conformemente alle norme e ai principi internazionali applicabili;

14.  sottolinea l’importanza della NATO in quanto pietra angolare della sicurezza transatlantica; ribadisce l'invito a rafforzare il partenariato strategico tra l'UE e la NATO;

Agenda atlantica e globale

15.  invita entrambe le parti ad analizzare ambiti e contesti in cui mettere in atto in modo pragmatico una cooperazione transatlantica più ampia, e a esplorare con altri paesi atlantici l'utilità di tale cooperazione estesa; sottolinea che, dal punto di vista dell'UE, tra i possibili ambiti figurano le questioni economiche e sociali, la governance globale, il processo di democratizzazione, i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo, i cambiamenti climatici, la sicurezza e l'energia; invita le parti ad analizzare la possibilità di ricorrere, in vista di questi dialoghi triangolari, alle strutture regionali e subregionali create in America Latina, che l'UE ha tradizionalmente incoraggiato;

16.  suggerisce che le parti partecipino a scambi di pareri regolari per quanto concerne i rispettivi vertici con i paesi latinoamericani in un quadro regionale, segnatamente il vertice biennale UE-CELAC e il vertice delle Americhe tenuto dall'Organizzazione degli Stati americani;

17.  sottolinea che già vi sono numerosi quadri multilaterali dedicati a questioni specifiche dotati di una forte componente triangolare, come l'iniziativa di sicurezza regionale dell'America centrale;

18.  ricorda il ruolo positivo che può svolgere il Canada - con cui entrambi le parti vantano una solida relazione - in una cooperazione transatlantica più ampia;

19.  invita entrambe le parti a studiare altresì la possibilità di una cooperazione più ampia che includa la sponda africana del bacino atlantico, e a identificare inoltre settori e contesti adeguati, tenendo in considerazione le organizzazioni africane pertinenti;

20.  invita l'UE e gli USA a operare in modo coordinato al fine di contribuire a un ordine internazionale stabile di pace e cooperazione, sulla base di un multilateralismo efficace con gli attori emergenti, inclusi quelli della sponda meridionale dell'Atlantico; esorta le parti a continuare a lavorare sul programma di riforma delle Nazioni Unite, coinvolgendo nel contempo gli altri paesi dell'Atlantico e tenendo conto dei loro interessi; sottolinea la necessità di una cooperazione rafforzata tra l'UE e i paesi del continente americano in seno alle Nazioni Unite;

21.  ricorda che la Corte penale internazionale è uno strumento sempre più indispensabile del diritto internazionale e un elemento fondamentale della politica estera dell'Unione per quanto attiene all’obiettivo di porre fine all'impunità ; elogia il lavoro della CPI nel suo decimo anniversario; plaude alla decisione dell'amministrazione Obama di ristabilire una relazione operativa con la Corte e si attende che gli USA compiano ulteriori passi verso una nuova firma e ratifica dello statuto di Roma;

22.  invita l'UE e gli USA a lavorare congiuntamente verso il rafforzamento delle organizzazioni regionali e subregionali del bacino atlantico, dato l'importante ruolo svolto dalle stesse nella promozione dell'integrazione economica e politica;

23.  invita le parti a fornire un nuovo slancio al G20, tra l’altro coinvolgendo simultaneamente su un piede di parità le altre potenze dell'Atlantico che partecipano a tale forum; sottolinea che la rielezione di Obama e il numero elevato di nuovi leader nei paesi chiave del G20 fanno sì che questo sia il momento giusto per incrementare il livello di ambizione e di operatività della prossima riunione del G20, e si attende che la questione sia affrontata nel prossimo vertice bilaterale;

24.  sottolinea che l'eventuale conclusione del partenariato transatlantico su commercio e investimenti creerà la prospettiva di un'ampia area economica che includerebbe l'America settentrionale, l'UE e molti paesi dell'America Latina con i quali le parti hanno negoziato accordi economici;

25.  sottolinea che l'integrazione di due delle maggiori economie di mercato può dare vita a un modello geopolitico per promuovere i valori democratici;

26.  sottolinea che la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani devono essere valori fondamentali per i paesi del bacino atlantico; esorta a una maggiore cooperazione tra i programmi UE e quelli USA che promuovono la democrazia, elezioni libere e regolari e la difesa dei diritti umani;

27.  sottolinea l'importanza del coordinamento al fine di contrastare i rischi per la sicurezza mondiale, come il terrorismo, gli Stati falliti, la tratta di esseri umani, il traffico di armi e stupefacenti, la criminalità organizzata, la pirateria e i problemi di sicurezza informatica, tutte cose che costituiscono minacce attuali nel bacino atlantico; sottolinea la necessità di approfondire la cooperazione globale fra tutti i paesi del bacino atlantico nella lotta contro il traffico di stupefacenti, un fenomeno in crescita nell'Africa occidentale e nel Sahel; valuta positivamente il sostegno delle parti al piano d'azione regionale dell'ECOWAS sugli stupefacenti;

28.  richiama l'attenzione sulla speciale importanza del ruolo che la sicurezza marittima deve svolgere nello spazio atlantico; accoglie con favore gli sforzi compiuti dalle parti, in stretto coordinamento con l'ECOWAS e la CEEAC, per combattere la pirateria e promuovere la sicurezza marittima nel Golfo di Guinea;

29.  sottolinea l'importanza di diversificare, nell'approvvigionamento di energia, i fornitori, le fonti e le vie di trasporto; sottolinea la crescente rilevanza dei paesi del bacino atlantico per quanto riguarda la produzione e le riserve di energia nonché le materie prime, tutti fattori che offrono considerevoli opportunità di diversificazione; suggerisce che il Consiglio per l'energia UE-USA, unitamente agli altri paesi del bacino atlantico, studi la possibilità di lavorare insieme alle questioni della sicurezza e sostenibilità energetiche, ivi comprese le tecnologie delle energie rinnovabili; suggerisce analogamente di studiare la possibilità di una più stretta collaborazione in materia di utilizzo efficiente e riciclaggio delle materie prime;

30.  si compiace dell'accento posto dal Presidente Obama, nel suo discorso inaugurale, sul rinnovamento della capacità degli Stati Uniti di gestire le crisi all'estero, e auspica che la cooperazione già avviata da UE e USA in Africa orientale nella gestione delle crisi, e sempre più anche nella loro prevenzione, sia estesa anche alla sponda atlantica di questo continente; invita a tale proposito entrambe le parti ad avvalersi appieno e in maniera costruttiva dell'accordo quadro del 2011 sulla partecipazione degli USA alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); invita gli Stati membri dell'UE a impegnarsi seriamente in progetti congiunti di messa in comune e condivisione, al fine di poter assolvere autonomamente le missioni di cui all'articolo 43 del trattato di Lisbona;

31.  invita l'UE e gli USA a continuare a rafforzare il dialogo e la cooperazione tra loro nel campo dello sviluppo, al fine di migliorare la qualità e l'efficacia del loro aiuto allo sviluppo; esorta entrambe le parti a continuare a promuovere l'obiettivo di realizzare entro il 2015 gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM); si compiace del fatto che le parti abbiano istituito un gruppo di riflessione incaricato di lavorare a un'agenda post-2015 per quanto riguarda gli OSM; esorta le parti ad attuare uno stretto coordinamento con i paesi della sponda atlantica in relazione a tali obiettivi, data la loro particolare importanza per questo gruppo di paesi; invita l'UE e gli USA, in questo processo di riflessione, ad affrontare la questione di come collegare tra loro gli OSM post-2015 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

32.  plaude al rinnovato impegno del Presidente Obama per la lotta contro il cambiamento climatico; esorta le parti a concordare il prima possibile, e comunque entro il 2015, impegni vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra in linea con il mantenimento del cambiamento climatico al di sotto dei 2°C di rialzo termico; si attende che la questione sia affrontata nel prossimo vertice bilaterale; mette in risalto la necessità di coinvolgere i paesi dell'Atlantico in questo sforzo, specialmente in considerazione dell'impatto pernicioso che i cambiamenti climatici hanno, in tali paesi e in tutto il mondo, sulla produzione alimentare, la biodiversità, la desertificazione e gli eventi meteorologici estremi; reputa essenziale che l'UE e gli USA facciano da battistrada a un accordo mondiale sulla regolamentazione delle emissioni del trasporto aereo nel quadro dell'assemblea generale dell'ICAO; riafferma la necessità di una stretta cooperazione transatlantica nel settore dello sfruttamento del gas di scisto;

33.  chiede all'UE e agli USA di adottare nelle sedi internazionali, in particolare alle Nazioni Unite, una strategia comune per la riduzione degli stock di armi di distruzione di massa e di armi convenzionali, e di coinvolgere in questi sforzi i paesi atlantici; auspica che USA e Russia compiano ulteriori progressi in materia di disarmo nucleare; accoglie con grande favore la recente approvazione del Trattato sul commercio delle armi da parte dell'Assemblea generale dell'ONU ed esorta gli Stati membri dell'UE e gli Stati Uniti a firmarlo prontamente;

34.  incoraggia i gruppi di riflessione e i ricercatori a proseguire nello studio di una più ampia cooperazione transatlantica, che contribuisca anche a promuovere l'idea di una comunità atlantica più vasta;

35.  sottolinea che gli scambi culturali effettuati mediante programmi nel campo dell'istruzione sono fondamentali per sviluppare i valori comuni e quindi per stringere legami tra i partner del bacino atlantico;

Questioni e conflitti attuali

36.  invita le parti a dare importanza prioritaria a uno stretto coordinamento nel sostegno alla transizione democratica nell'Africa del nord e in Medio Oriente, sulla base di una strategia globale di aiuti e incentivi legati condizionalmente alle riforme democratiche; esorta le parti a coordinarsi il più strettamente possibile per quanto riguarda il sostegno all'opposizione in Siria e a mantenere la pressione su Russia e Cina al fine di trovare con urgenza una soluzione politica alla tragica crisi in corso in quel paese; sostiene la richiesta di una conferenza di pace sulla Siria a Ginevra; sottolinea la necessità di una risposta comune all'instabilità politica in Egitto e alla crisi economica che incombe su questo paese; incoraggia la cooperazione al fine di sostenere programmi di democratizzazione nella regione;

37.  sottolinea la necessità del coordinamento tra l'UE, i suoi Stati membri, gli USA, l'UA, l'ECOWAS, l'ONU e gli altri attori a sostegno dell'attuazione della tabella di marcia per la transizione in Mali, nonché la necessità di supporto finanziario e logistico alla Missione internazionale di sostegno al Mali sotto guida africana (AFISMA), la quale si tiene pronta a trasferire la sua autorità alla Missione di stabilizzazione multidimensionale integrata in Mali delle Nazioni Unite (MINUSMA), conformemente alla risoluzione 2100 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottata il 25 aprile 2013;

38.  si rammarica dello stallo del processo di pace in Medio Oriente; considera positivo che il Presidente Obama, durante la sua prima visita all'estero dopo la rielezione, si sia recato in Israele, presso l'Autorità palestinese e in Giordania, e che il processo di pace in Medio Oriente sia tornato ad essere una priorità fondamentale, come dimostrano gli sforzi che sta attualmente compiendo il Segretario di Stato John Kerry; apprezza l'impegno del Presidente Obama per una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; invita gli USA a premere per un congelamento della costruzione di insediamenti e a collaborare con l'UE per la ripresa dei negoziati diretti israelo-palestinesi; condivide il punto di vista del Presidente Obama sulla prosecuzione della costruzione di insediamenti da parte di Israele e sull'importanza di garantire la sicurezza di Israele;

39.  esorta le due parti a continuare a lavorare per una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana, al fine di raggiungere rapidamente un accomodamento negoziato, globale e a lungo termine, che farebbe aumentare la fiducia internazionale nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano, nel rispetto dei legittimi diritti dell'Iran riguardo all'uso pacifico dell'energia nucleare in conformità con il TNP; invita l'UE e gli USA a valutare, nel contesto dei negoziati del Gruppo E3+3 (detto anche P5 +1) con l'Iran, la possibilità di una revoca delle sanzioni, coordinata e soggetta a condizioni, in cambio di iniziative del governo iraniano reciprocamente concordate e verificabili atte a risolvere tutte le questioni in sospeso relative al suo programma nucleare, nel pieno rispetto delle disposizioni del TNP, delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché delle esigenze poste dalla stessa AIEA; invita entrambe le parti ad adottare nelle relazioni con l'Iran un'impostazione più ampia, che investa la situazione dei diritti umani nonché il quadro più ampio della sicurezza regionale, coinvolgendo ove opportuno la società civile e le ONG iraniane;

40.  esorta le parti a sviluppare congiuntamente un approccio globale nei confronti dell'Afghanistan per il periodo successivo al 2014, in coordinamento col governo afghano; sottolinea che forze militari e di polizia afghane adeguatamente formate ed equipaggiate, unitamente a politiche per lo sviluppo umano e socioeconomico, per il buon governo e per lo Stato di diritto, saranno fondamentali per la pace, la stabilità e la sicurezza nel paese, ma che sarà necessario anche un impegno molto più forte dei paesi vicini all'Afghanistan per tali obiettivi; sottolinea altresì la necessità di un processo politico democratico e inclusivo nel paese; riconosce il ruolo fondamentale svolto dalla NATO nel coordinare sul piano della sicurezza la risposta alla minaccia terroristica in Afghanistan, comprese la ricostruzione e la riabilitazione, e riconosce il ruolo potenziale della NATO nel periodo successivo al 2014;

41.  mette in rilievo l'importanza del partenariato orientale per l'UE; sottolinea la necessità di far avvicinare maggiormente i paesi di questa regione vicina, sul piano politico e su quello economico, all'UE e ai valori comuni dei partner transatlantici; invita l'UE e gli Stati Uniti a coordinarsi attivamente a tale riguardo e sottolinea la necessità di azioni concertate per promuovere le riforme democratiche, consolidare le istituzioni democratiche e promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti; apprezza il costante sostegno degli USA al processo di allargamento nei Balcani occidentali e incoraggia entrambe le parti a mantenere un approccio coordinato verso i paesi di tale regione;

42.  esorta entrambe le parti a coordinare meglio le loro politiche per quanto riguarda l'impegno critico nei confronti della Russia; sottolinea l'importanza della cooperazione con la Russia sulle sfide globali, tra cui il disarmo e la non proliferazione; invita l'UE e gli USA a contribuire al processo di modernizzazione in Russia, ponendo un particolare accento sul consolidamento della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto e sulla promozione di una crescita economica diversificata e socialmente equa; mette in risalto l'importanza di promuovere i contatti tra le persone; a questo proposito, si rammarica delle nuove leggi restrittive sulle ONG e della crescente pressione esercitata dalle autorità russe sugli uffici delle ONG con sede in Russia; sottolinea che il mantenimento degli impegni assunti dalla Russia all'atto dell'adesione all'OMC costituisce una componente importante dell'agenda di modernizzazione del paese; invita entrambe le parti a impegnarsi in discussioni costruttive con la Russia in merito ai «conflitti congelati»; valuta positivamente l'approvazione della lista Magnitsky da parte del Congresso degli Stati Uniti e ricorda la propria risoluzione dell'ottobre 2012;

43.  prende atto dello spostamento dell'attenzione internazionale verso l'Asia orientale, dovuto alla crescita politica ed economica della regione Asia-Pacifico; si compiace del fatto che recentemente si sia instaurata una consultazione più stretta tra UE e USA riguardo a tale regione, e ritiene ciò che possa portare a una più stretta cooperazione UE-USA per quanto concerne l'Asia; rileva, in particolare, la necessità di una risposta coordinata ai problemi che potrebbero perturbare la pace nella regione, soprattutto riguardo al conflitto nel Mar cinese sudorientale, che sta alimentando il nazionalismo aggressivo in alcuni paesi asiatici e costituisce una minaccia per la sicurezza marittima;

44.  condanna fermamente l'escalation della retorica di guerra da parte della Corea del Nord e le minacce dirette da essa formulate contro gli Stati Uniti in risposta alla recente risoluzione 2087 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha approvato sanzioni più dure; invita Pyongyang a rispettare le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedono la cessazione dei suoi programmi in materia di armi nucleari e missili balistici; esorta entrambe le suddette parti a mantenere la calma e a ricercare la pace attraverso i canali diplomatici; esorta l'UE, gli USA e la Corea del Sud a mantenere uno stretto dialogo con la Cina al fine di contenere il regime di Pyongyang;

45.  invita l'UE e gli USA a intraprendere uno sforzo coordinato per far sì che la nuova leadership cinese s'impegni ad affrontare in modo più attivo le questioni dell'agenda globale e i conflitti esistenti; si compiace del fatto che l'UE e la Cina hanno concordato di intrattenere un dialogo regolare sulla politica di difesa e di sicurezza e di mantenere regolari contatti tra i rappresentanti speciali e gli inviati speciali; ribadisce l'importanza di mantenere un dialogo aperto con la Cina sul buon governo e il rispetto dei diritti umani;

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46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al governo e al Congresso degli Stati Uniti d'America.

(1) GU C 298 E dell'8.12.2006, pag. 226.
(2) GU C 117 E del 6.5.2010, pag. 198.
(3) Testi approvati, P7_TA(2011)0510.
(4) Testi approvati, P7_TA(2012)0388.
(5) Testi approvati, P7_TA(2013)0227.
(6) Testi approvati, P7_TA(2012)0334.
(7) Testi approvati, P7_TA(2012)0455.
(8) Testi approvati, P7_TA(2012)0457.
(9) Testi approvati, P7_TA(2012)0235.

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