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Procedura : 2013/2665(RSP)
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RC-B7-0274/2013

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PV 13/06/2013 - 7.11

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P7_TA(2013)0282

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Giovedì 13 giugno 2013 - Strasburgo
Accordo di partenariato e cooperazione con l'Afghanistan
P7_TA(2013)0282RC-B7-0274/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 giugno 2013 sui negoziati in vista di un accordo di cooperazione UE-Afghanistan sul partenariato e lo sviluppo (2013/2665(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sull'Afghanistan, in particolare la sua risoluzione del 16 dicembre 2010 su una nuova strategia per l'Afghanistan(1), quella del 15 dicembre 2011 sul controllo di bilancio dell'assistenza finanziaria dell'UE per l'Afghanistan(2) e quella del 15 dicembre 2011 sulla situazione delle donne in Afghanistan e in Pakistan(3),

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan, fra le quali la risoluzione 2096 del marzo 2013,

–  viste le conclusioni delle Conferenze internazionali sull'Afghanistan del 2011 e del 2012, fra cui quelle tenutesi a Bonn nel dicembre 2011, a Chicago nel maggio 2012, a Kabul nel giugno 2012 e a Tokyo nel luglio 2012,

–  vista la dichiarazione della Delegazione dell'UE in Afghanistan, rilasciata d'intesa con i capi missione dell'Unione in Afghanistan il 19 novembre 2012, sull'esecuzione delle persone condannate a morte,

–  vista la decisione dei ministri degli Affari esteri dell'UE, del 27 maggio 2013, di prorogare la missione di polizia dell'Unione europea in Afghanistan (EUPOL) fino al 31 dicembre 2014,

–  visto l'articolo 110, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE appoggia la ricostruzione e lo sviluppo dell'Afghanistan dal 2002 e continua a impegnarsi per una transizione pacifica nel paese, per il suo sviluppo inclusivo e sostenibile nonché per la stabilità e la sicurezza dell'intera regione;

B.  considerando che la prestazione di assistenza da parte dell'UE dal 2011 al 2013 è stata destinata a settori chiave della governance (compresa la polizia), all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla protezione sanitaria e sociale;

C.  considerando che l'UE e l'Afghanistan stanno per concludere i negoziati su un accordo di cooperazione sul partenariato e lo sviluppo che conferirà alla cooperazione tra le due parti una nuova dimensione globale, all'interno di un nuovo quadro giuridico;

D.  considerando che il Parlamento ha sollecitato un programma d'azione quinquennale per l'eliminazione della coltivazione dell'oppio mediante il ricorso a uno sviluppo alternativo in Afghanistan;

E.  considerando che l'UE sta sostenendo l'addestramento delle forze di polizia e la creazione di capacità in Afghanistan e che, dal 2007, la missione EUPOL appoggia una forza di polizia civile sostenibile ed efficace che contribuirà all'istituzione di un sistema di giustizia penale sotto guida afghana;

F.  considerando che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), il numero di afghani tossicodipendenti è ancora in aumento, il che comporta un importante impatto sociale sulla popolazione;

G.  considerando che i risultati significativi sono molto limitati malgrado il ruolo attivo svolto dall'UE nel sostenere le misure di lotta agli stupefacenti;

H.  considerando che l'assenza di coordinamento tra i donatori per l'Afghanistan e il governo afghano sta compromettendo l'efficacia dei contributi dell'UE a favore del paese;

I.  considerando che, dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento europeo svolge un ruolo chiave nel dare l'approvazione necessaria ai nuovi accordi di cooperazione;

1.  ribadisce il proprio costante sostegno alla costruzione di uno Stato afghano dotato di istituzioni democratiche più forti, capaci di garantire la sovranità nazionale, l'unità dello Stato, l'integrità territoriale e la prosperità della popolazione afghana; ribadisce inoltre che il futuro pacifico dell'Afghanistan dipende dalla costruzione di uno Stato stabile, sicuro ed economicamente sostenibile, libero dal terrorismo e dagli stupefacenti e basato sullo Stato di diritto, su istituzioni democratiche rafforzate, sul rispetto per la separazione dei poteri, su un parlamento forte e sulla garanzia dei diritti fondamentali; apprezza, in tale contesto, gli importanti contributi della cooperazione allo sviluppo dell'UE e della missione EUPOL in Afghanistan, la cui proroga è accolta favorevolmente;

2.  si compiace degli sforzi e dei progressi compiuti nell'ultimo decennio; ribadisce, tuttavia, la propria preoccupazione quanto alla situazione della sicurezza e al perdurare della violenza nel paese, con conseguenti minacce per la popolazione locale, compresi le donne, i bambini, le forze di sicurezza nazionali e il personale militare e civile internazionale;

3.  sollecita il governo afghano a prepararsi ad assumere la piena responsabilità della propria sicurezza dopo il ritiro delle forze internazionali; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi a sostegno della costruzione di capacità militari e civili del governo afghano e delle sue forze di sicurezza nazionali, allo scopo di creare una situazione di stabilità e di sicurezza che costituisca la base essenziale dello sviluppo socioeconomico ed evitare che venga a crearsi un vuoto una volta che il paese assumerà la piena responsabilità della propria sicurezza dopo il 2014; sottolinea che il ritiro delle forze internazionali nel 2014 rischia di creare un vuoto economico;

4.  sostiene i negoziati in vista di un accordo di cooperazione sul partenariato e lo sviluppo e sottolinea che tale accordo dovrebbe portare a un approccio più strategico e sostenere le autorità afghane durante e dopo il ritiro delle forze internazionali;

5.  sottolinea l'importanza che questo nuovo accordo preveda un approccio globale e sostenibile alla gestione delle sfide in materia di sicurezza, economia, governance e sviluppo in Afghanistan, le quali sono collegate fra loro;

6.  invita le autorità afghane a commutare tutte le sentenze capitali e a reintrodurre una moratoria delle esecuzioni, nell'ottica di abolire definitivamente la pena di morte;

7.  ritiene deplorevole la mancanza di slancio politico per la conclusione dei negoziati su un accordo di cooperazione sul partenariato e lo sviluppo; invita, pertanto, il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e il governo afghano a concluderli rapidamente;

8.  invita l'UE, nel quadro del nuovo accordo, a proseguire gli sforzi intesi a sostenere i valori democratici, lo Stato di diritto, un sistema di governance affidabile (compresa la lotta alla corruzione), un sistema giudiziario indipendente, i diritti dell'uomo e la creazione di un'autentica società civile;

9.  deplora il fatto che, malgrado l'obbligo del SEAE di informare il Parlamento circa tutte le fasi dei negoziati, quest'ultimo non sia stato adeguatamente informato; rammenta le nuove prerogative in materia di politica estera ad esso attribuite dal trattato di Lisbona, e chiede una piena cooperazione da parte del SEAE e del Consiglio per una questione così importante;

10.  pone l'accento sulla necessità di uno sviluppo socioeconomico e di una diversificazione economica ulteriori; sottolinea, a tale riguardo, il potenziale di promozione della crescita rappresentato dallo sfruttamento delle risorse energetiche e dalla valorizzazione dell'industria estrattiva; evidenzia però la necessità che l'industria estrattiva operi in modo trasparente nonché la necessità di applicare le norme stabilite dall'Iniziativa internazionale per la trasparenza delle industrie estrattive;

11.  osserva che, nonostante negli ultimi dieci anni siano stati compiuti alcuni progressi nel campo della parità di genere e dei diritti fondamentali, in Afghanistan le donne rappresentano tuttora il segmento più vulnerabile della società e continuano a subire minacce, intimidazioni e violenze e ad essere sottoposte a leggi discriminatorie; pone l'accento sulla necessità, da un punto di vista sia giuridico che pratico, di integrare completamente le donne nella società, di assicurare la loro piena partecipazione e di pervenire alla loro reale emancipazione; condanna con fermezza il fatto che molte donne siano vittime di minacce e violenze incessanti e che negli ultimi anni personalità femminili di spicco della vita pubblica afghana siano state assassinate o siano state vittime di tentativi di omicidio, mentre i responsabili non sono stati assicurati alla giustizia;

12.  pone l'accento sulla necessità di fornire un sostegno continuo allo sviluppo delle infrastrutture afghane in molti settori, tra cui scuole, ospedali, reti di trasporto e reti energetiche, agricoltura ed emancipazione delle donne, in linea con gli aiuti allo sviluppo dell'UE previsti anche prima dell'intervento del 2001;

13.  deplora che l'iniziativa anti-narcotici dell'UE non abbia finora raggiunto risultati soddisfacenti; sottolinea che la produzione e il traffico di droga sostengono i gruppi «ribelli» e alimentano la corruzione a vari livelli; sottolinea che l'azione anti-narcotici dovrebbe essere principalmente incentrata sul sostegno alle alternative di reddito per gli agricoltori; evidenzia, a tale proposito, la necessità di una strategia più ampia in materia di sviluppo rurale sostenibile e gestione delle risorse idriche;

14.  ricorda che oltre il 90% dell'eroina presente in Europa proviene dall'Afghanistan e che il suo costo per la sanità pubblica nei paesi europei ammonta a miliardi di dollari; rileva tuttavia che la produzione di oppio rappresenta un grave problema sociale, economico e di sicurezza; si rammarica del fatto che nel 2011 la produzione di oppio sia aumentata del 61% rispetto al 2010 e che abbia rappresentato il 9% del PIL dell'Afghanistan;

15.  osserva che tra il 2009 e il 2011 gli Stati Uniti e la comunità internazionale hanno investito 1,1 miliardi di dollari USA in misure di lotta agli stupefacenti senza ottenere risultati significativi sulla produzione o il traffico di droga; rammenta che il Parlamento ha ripetutamente chiesto l'istituzione di un programma quinquennale per l'eliminazione dell'oppio che preveda scadenze e parametri di riferimento specifici, da attuarsi attraverso un apposito ufficio dotato di bilancio e personale propri sulla base della cooperazione tra l'UE, gli Stati Uniti e la Federazione russa, la quale costituisce la principale vittima dell'eroina proveniente dall'Afghanistan nonché il primo mercato mondiale dell'oppio;

16.  ricorda che tra il 2002 e la fine del 2011 l'UE ha stanziato in totale circa 2,5 miliardi di EUR a favore dell'assistenza all'Afghanistan, di cui 493 milioni di EUR per l'assistenza umanitaria; deplora i ridotti risultati ottenuti nonostante le enormi iniezioni di aiuti stranieri; invita la Corte dei conti a elaborare una relazione speciale sull'efficacia dell'assistenza prestata dall'UE all'Afghanistan negli ultimi dieci anni, analoga a quella sulla missione EULEX in Kosovo;

17.  esprime la massima preoccupazione per l'inefficienza del sostegno finanziario internazionale e delle strutture di governo afghane, come pure per la mancanza di trasparenza e per i limitati meccanismi di responsabilità dei donatori;

18.  condanna la perdita, lungo la catena di distribuzione, di una percentuale significativa di fondi europei e di altri fondi internazionali destinati agli aiuti, e richiama l'attenzione sulle quattro cause principali di tale fenomeno: sprechi, costi di intermediazione e sicurezza troppo elevati, sovrafatturazione e corruzione;

19.  ribadisce l'importanza fondamentale di coordinare l'assistenza dell'UE sulla base di un approccio congiunto che coinvolga gli Stati membri e gli attori internazionali nel quadro di una strategia comune; si compiace del consenso strategico tra il governo afghano e la comunità internazionale su un partenariato rinnovato e duraturo per il prossimo decennio, come indicato nelle conclusioni della Conferenza di Tokyo sull'Afghanistan e nel Quadro di Tokyo sulla reciproca responsabilità;

20.  pone l'accento sull'importanza di un approccio globale e inclusivo, guidato e deciso dagli afghani, alla riconciliazione in Afghanistan, per tutti coloro che rinunciano alla violenza e rispettano la Costituzione – comprese le disposizioni sui diritti umani, in particolare quelle relative ai diritti delle donne – e che sono disposti a costruire insieme un Afghanistan pacifico; sottolinea altresì che il processo di pace dovrebbe coinvolgere l'opposizione politica, la società civile in generale e le donne in particolare, ed essere quanto più inclusivo possibile; chiede che il ruolo dell'Alto Consiglio per la pace in questo settore sia rafforzato e maggiormente incentrato sul processo di pace effettivo;

21.  ricorda gli impegni assunti dal governo dell'Afghanistan in occasione delle conferenze internazionali sull'Afghanistan tenutesi a Kabul e a Tokyo di rafforzare e migliorare il processo elettorale nel paese, tra cui la riforma elettorale a lungo termine, al fine di garantire che le future elezioni siano conformi agli standard internazionali; accoglie con favore l'annuncio delle date in cui si terranno le elezioni presidenziali e dei consigli provinciali del 2014, come pure i preparativi dell'Afghanistan in vista di tali elezioni; sottolinea la necessità di mobilitare la partecipazione, che può dipendere dalla situazione della sicurezza, in particolare nelle province meridionali e orientali; ricorda alle autorità afghane la necessità di una supervisione, da parte di osservatori nazionali e internazionali, delle liste elettorali nazionali nonché dell'organizzazione e del monitoraggio del processo di voto alle prossime elezioni; invita l'UE a fornire sostegno, su richiesta delle autorità afghane, per l'organizzazione delle prossime elezioni;

22.  pone l'accento sulla necessità di una cooperazione regionale finalizzata alla promozione della stabilità e della sicurezza in tutta la regione; sottolinea altresì la necessità di una maggiore cooperazione con la Russia, il Pakistan, i paesi dell'Asia centrale, l'India e l'Iran nell'ambito di un quadro regionale, al fine di affrontare le sfide rappresentate dai problemi di sicurezza, dal traffico transfrontaliero di persone e merci e dalla lotta contro la produzione illegale e il traffico di stupefacenti;

23.  invita il SEAE a migliorare la propria cooperazione con il Parlamento per quanto concerne l'assistenza dell'UE all'Afghanistan, compreso l'avanzamento dei negoziati; si aspetta di ricevere informazioni complete sulle condizioni di negoziazione e relazioni periodiche una volta che l'accordo sarà stato adottato;

24.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al Servizio europeo per l'azione esterna, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento dell'Afghanistan, al Consiglio d'Europa e all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

(1) GU C 169 E del 15.6.2012, pag. 108.
(2) Testi approvati, P7_TA(2011)0578.
(3) Testi approvati, P7_TA(2011)0591.

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