Progetto di protocollo sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Repubblica ceca (approvazione) ***
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Decisione del Parlamento europeo del 22 maggio 2013 sulla proposta del Consiglio europeo di non convocare una convenzione per aggiungere al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea un protocollo sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Repubblica ceca (00091/2011 – C7-0386/2011 – 2011/0818(NLE))
– vista la lettera del governo ceco al Consiglio, del 5 settembre 2011, su un progetto di protocollo relativo all'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea («la Carta») alla Repubblica ceca,
– vista la lettera del Presidente del Consiglio europeo al Presidente del Parlamento europeo, del 25 ottobre 2011, su un progetto di protocollo relativo all'applicazione della Carta alla Repubblica ceca,
– vista la richiesta di approvazione relativa alla proposta di non convocare una convenzione, presentata dal Consiglio europeo conformemente all'articolo 48, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea (C7-0386/2011),
– visti l'articolo 6, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e la Carta,
– viste le conclusioni della riunione dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, tenutasi in seno al Consiglio europeo il 29 e 30 ottobre 2009,
– visti l'articolo 74 bis e l'articolo 81, paragrafo 1, del suo regolamento,
– vista la raccomandazione della commissione per gli affari costituzionali (A7-0282/2012),
considerando quanto segue:
A. la Carta è stata elaborata da una convenzione tenutasi dal 17 dicembre 1999 al 2 ottobre 2000 e composta da rappresentanti del Parlamento, degli Stati membri, dei parlamenti nazionali e della Commissione; la Carta è stata proclamata il 7 dicembre 2000 e il suo testo è stato adattato a Strasburgo il 12 dicembre 2007;
B. dal 22 febbraio 2002 al 18 luglio 2003 si è tenuta una seconda convenzione per elaborare il trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, la cui sostanza è stata in gran parte ripresa nel trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009;
C. entrambe le convenzioni sono state convocate per affrontare questioni della massima importanza relative all'ordine costituzionale dell'Unione, tra cui l'adozione di un testo vincolante in cui figurino i principi e i diritti fondamentali riconosciuti dall'Unione;
D. alla luce delle suddette considerazioni, non risulta necessario convocare una convenzione per esaminare la proposta di estendere alla Repubblica ceca il protocollo n. 30 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Polonia e al Regno Unito, in quanto gli eventuali effetti della proposta sarebbero limitati;
1. dà la sua approvazione alla proposta del Consiglio europeo di non convocare una convenzione;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio europeo, al Consiglio e alla Commissione, nonché ai parlamenti nazionali.
Progetto di protocollo sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Repubblica ceca (consultazione)*
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Risoluzione del Parlamento europeo del 22 maggio 2013 sul progetto di protocollo sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Repubblica ceca (articolo 48, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea) (00091/2011 – C7-0385/2011 – 2011/0817(NLE))
– vista la lettera del 5 settembre 2011 del governo ceco al Consiglio, concernente un progetto di protocollo relativo all'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (in appresso «la Carta») alla Repubblica ceca,
– vista la lettera del 25 ottobre 2011 del Presidente del Consiglio europeo al Presidente del Parlamento europeo, concernente il progetto di protocollo sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Repubblica ceca,
– visto l'articolo 48, paragrafo 3, primo comma, del trattato sull'Unione europea (TUE), a norma del quale è stato consultato dal Consiglio europeo (C7-0385/2011),
– visti l'articolo 6, paragrafo 1, TUE e la Carta,
– visto il protocollo n. 30 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Polonia e al Regno Unito, allegato al TUE e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– viste le conclusioni della riunione del 29 e 30 ottobre 2009 dei Capi di Stato e di governo degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio europeo,
– viste le dichiarazioni riguardanti la Carta allegate all'atto finale della Conferenza intergovernativa che ha adottato il trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, in particolare la dichiarazione n. 1, sottoscritta da tutti gli Stati membri, la dichiarazione n. 53 della Repubblica ceca e le dichiarazioni n. 61 e n. 62 della Repubblica di Polonia,
– vista la risoluzione 330 adottata dal senato ceco nella sua 12a seduta, il 6 ottobre 2011,
– visto l'articolo 74 bis del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A7-0174/2013),
considerando quanto segue:
A. I Capi di Stato e di governo, riuniti in sede di Consiglio europeo il 29 e 30 ottobre 2009, hanno convenuto che, al momento della conclusione del prossimo trattato di adesione e conformemente alle loro rispettive norme costituzionali, avrebbero allegato ai trattati un protocollo relativo all'applicazione della Carta alla Repubblica ceca.
B. Il 5 settembre 2011 il governo ceco, con lettera del suo rappresentante permanente, ha sottoposto al Consiglio, ai sensi dell'articolo 48, paragrafo 2, TUE, una proposta di modifica dei trattati concernente l'aggiunta di un protocollo relativo all'applicazione della Carta alla Repubblica ceca.
C. L'11 ottobre 2011 il Consiglio ha trasmesso al Consiglio europeo, ai sensi dell'articolo 48, paragrafo 2, TUE, una proposta di modifica dei trattati concernente l'aggiunta di un protocollo relativo all'applicazione della Carta alla Repubblica ceca.
D. Ai sensi dell'articolo 48, paragrafo 3, primo comma, TUE, il Consiglio europeo ha consultato il Parlamento sull'opportunità di esaminare le modifiche proposte.
E. Ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, TUE, l'Unione europea riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta come aventi lo stesso valore giuridico e lo stesso carattere vincolante dei trattati.
F. I protocolli formano parte integrante dei trattati che accompagnano, e quindi un protocollo addizionale, che stabilisce norme specifiche riguardo all'applicazione di parti del diritto dell'Unione a uno Stato membro, richiede una revisione dei trattati.
G. Ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, TUE, la Carta non estende in alcun modo le competenze dell'Unione definite nei trattati.
H. A norma dell'articolo 51 della Carta, le disposizioni della stessa si applicano alle istituzioni, agli organi, agli uffici e alle agenzie dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà, nonché agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione; tali istituzioni, organi, uffici e agenzie devono quindi rispettare i diritti, osservare i principi e promuovere l'applicazione della Carta secondo le rispettive competenze e nel rispetto dei limiti delle competenze conferite all'Unione dai trattati. Come confermato dalla dichiarazione n. 1 degli Stati membri, la Carta non estende l'ambito di applicazione del diritto dell'Unione al di là delle competenze dell'Unione, né introduce competenze nuove o compiti nuovi per l'Unione né modifica le competenze e i compiti definiti nei trattati.
I. Il paragrafo 2 della dichiarazione n. 53 della Repubblica ceca dispone che la Carta non riduce il campo di applicazione del diritto nazionale e non limita nessuna delle attuali competenze delle autorità nazionali in questo campo, stabilendo così che l'integrità dell'ordinamento giuridico della Repubblica ceca è garantita senza ricorrere a un ulteriore strumento;
J. In base alle risultanze dottrinali e alla giurisprudenza, il protocollo n. 30 non esime la Polonia e il Regno Unito dalle disposizioni vincolanti della Carta, non costituisce una clausola di esenzione («opt-out» ), non modifica la Carta e non altera la posizione giuridica che prevarrebbe se esso non esistesse(1). L'unico effetto di questo protocollo è quello di creare incertezza giuridica non solo in Polonia e nel Regno Unito ma anche in altri Stati membri.
K. Un'importante funzione della Carta è di aumentare la rilevanza dei diritti fondamentali e di renderli più visibili, ma il protocollo n. 30 genera incertezza giuridica e confusione politica, compromettendo in tal modo gli sforzi dell'Unione volti a raggiungere e mantenere un livello uniformemente elevato e uguale di tutela dei diritti.
L. Se mai si dovesse propendere per l'interpretazione che il protocollo n. 30 limita la portata o l'incidenza delle disposizioni della Carta, l'effetto sarebbe di indebolire la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali offerta ai cittadini in Polonia, nel Regno Unito e, in prospettiva, nella Repubblica ceca.
M. Il parlamento ceco ha ratificato il trattato di Lisbona esattamente quale è stato firmato, senza riserve o restrizioni relativamente alla piena adesione della Repubblica ceca alla Carta(2).
N. Il senato ceco, nella citata risoluzione 330 del 6 ottobre 2011, si è opposto all'applicazione del protocollo n. 30 alla Repubblica ceca per il fatto che avrebbe ridotto gli standard di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini cechi; il senato ceco ha inoltre contestato le ambigue circostanze costituzionali in cui la questione è stata inizialmente sollevata dal presidente della Repubblica soltanto dopo il completamento della ratifica del trattato di Lisbona da parte del parlamento.
O. La Corte costituzionale ceca ha respinto due ricorsi, nel 2008 e nel 2009, decretando che il trattato di Lisbona è pienamente conforme alla Costituzione ceca, ma non si può escludere la possibilità che sia presentato ricorso alla medesima Corte contro la proposta di modifica dei trattati.
P. Il Parlamento, in uno spirito di sincera cooperazione, ha il dovere di comunicare al Consiglio europeo il proprio parere su tutte le proposte di modifica dei trattati, a prescindere dalla loro rilevanza, ma non è in alcun modo obbligato a concordare con il Consiglio europeo.
Q. Permangono dubbi in merito alla volontà del parlamento ceco di perfezionare la ratifica del nuovo protocollo volto ad estendere l'applicazione del protocollo n. 30 alla Repubblica ceca; se il Consiglio europeo decide di esaminare la proposta di modifica, altri Stati membri potrebbero scegliere di non avviare le rispettive procedure di ratifica fintantoché la Repubblica ceca non abbia completato la propria.
1. invita il Consiglio europeo a non procedere all'esame della proposta di modifica dei trattati;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione quale posizione del Parlamento al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, al governo e al parlamento della Repubblica ceca nonché ai parlamenti degli altri Stati membri.
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 22 maggio 2013 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile (COM(2011)0276 – C7-0128/2011 – 2011/0130(COD))
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2011)0276),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 81, paragrafo 2, lettere a), e) e f) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0128/2011),
– visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il parere del Comitato delle regioni del 16 febbraio 2012(1),
– visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera dell'8 marzo 2013, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto l'articolo 55 del suo regolamento,
– viste le deliberazioni congiunte della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere a norma dell'articolo 51 del regolamento,
– visti la relazione della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A7-0126/2013),
1. adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;
2. chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;
3. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.
Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 22 maggio 2013 in vista dell'adozione del regolamento (UE) n. .../2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile
(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) n. 606/2013.)
Accordo di cooperazione doganale tra l'Unione europea e il Canada per quanto riguarda le questioni inerenti alla sicurezza della catena logistica ***
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 22 maggio 2013 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione doganale tra l'Unione europea e il Canada per quanto riguarda le questioni inerenti alla sicurezza della catena logistica (11362/2012 – C7-0078/2013 – 2012/0073(NLE))
– visto il progetto di decisione del Consiglio (11362/2012),
– visto il progetto di accordo di cooperazione doganale tra l'Unione europea e il Canada per quanto riguarda le questioni inerenti alla sicurezza della catena logistica (11587/2012),
– vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, primo comma, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C7-0078/2013),
– visti l'articolo 81 e l'articolo 90, paragrafo 7, del suo regolamento,
– vista la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale (A7-0152/2013),
1. dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Canada.
Autorità bancaria europea e vigilanza prudenziale degli enti creditizi ***I
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 22 maggio 2013, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 1093/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) per quanto riguarda l'interazione di detto regolamento con il regolamento (UE) n. …/… che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (COM(2012)0512 – C7-0289/2012 – 2012/0244(COD))(1)
REGOLAMENTO (UE) N. .../2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (UE) n. 1093/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) per quanto riguarda l'interazione di detto regolamento con il regolamento (UE) n. …/… che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,
Considerando quanto segue:
(1) Il 29 giugno 2012 i capi di Stato e di governo della zona euro hanno invitato la Commissione a presentare proposte per un Meccanismo di vigilanza unico (SSM) con la partecipazione della Banca centrale europea (BCE). Nelle sue conclusioni del 29 giugno 2012 il Consiglio europeo ha invitato il presidente del Consiglio europeo a elaborare, in stretta collaborazione con il presidente della Commissione, il presidente dell’Eurogruppo e il presidente della BCE, una tabella di marcia specifica e circoscritta nel tempo per la realizzazione di un’autentica Unione economica e monetaria, che comprenda proposte concrete volte a preservare l’unità e l’integrità del mercato unico dei servizi finanziari. ▌
(2) La previsione di un Meccanismo di vigilanza unico è il primo passo verso la creazione di un’Unione bancaria europea, fondata su un autentico Corpus unico di norme sui servizi finanziari e su un nuovo quadro normativo in materia di garanzia dei depositi e di risoluzione delle crisi bancarie ▌.
(3) Al fine di istituire il Meccanismo di vigilanza unico, il regolamento (UE) n. …/… del Consiglio [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6] attribuisce alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi degli Stati membri la cui moneta è l’euro. Altri Stati membri possono cooperare strettamente con la BCE. ▌
(4) L'attribuzione di compiti di vigilanza alla BCE nel settore bancario per una parte degli Stati membri dell'Unione europea non deve in alcun modo ostacolare il funzionamento del mercato interno dei servizi finanziari. L'Autorità bancaria europea (ABE) deve pertanto mantenere il suo ruolo e conservare tutte gli attuali compiti e prerogative istituzionali: continuare a sviluppare e contribuire all'applicazione coerente di un Corpus unico di norme valido per tutti gli Stati membri e rafforzare la convergenza delle prassi di vigilanza in tutta l'Unione.
(4 bis)È essenziale che l'unione bancaria preveda meccanismi di responsabilità democratica.
(4 ter)Nell'assolvimento dei suoi compiti istituzionali e fatto salvo l'obiettivo di assicurare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi, occorre che l'ABE tenga pienamente conto della loro diversità, delle loro dimensioni e del loro modello di business come pure dei benefici sistemici della diversità del settore bancario europeo.
(4 quater)Al fine di promuovere le migliori prassi di vigilanza nel mercato interno, è indispensabile che il Corpus unico di norme sia accompagnato da un Manuale di vigilanza europeo per gli istituti finanziari, predisposto dall'ABE in consultazione con le autorità competenti. Il Manuale dovrà identificare le migliori prassi adottate nel territorio dell'Unione in fatto di metodologie e processi di vigilanza in modo da assicurare aderenza a una serie di principi internazionali e unionali di base. Il Manuale non dovrà assumere la forma di atto legalmente vincolante e non dovrà limitare l'esercizio di un'attività di vigilanza oculata. Dovrà coprire tutte le materie che rientrano fra le competenze dell'ABE comprese, se e in quanto applicabili, la protezione dei consumatori e la lotta contro il riciclaggio di denaro. Dovrà indicare parametri e metodologie per la valutazione del rischio, identificare i segnali di pre-allarme e definire criteri per l'azione di vigilanza. Il Manuale dovrà essere utilizzato dalle autorità competenti. Il suo impiego dovrà essere considerato come importante elemento ai fini della valutazione della convergenza delle prassi di vigilanza e della verifica inter pares (peer review) di cui al presente regolamento.
(4 quinquies)Le richieste di informazione dell'ABE devono essere debitamente giustificate e motivate. Eventuali obiezioni circa la conformità di una data richiesta di informazioni dell'ABE con le disposizioni del presente regolamento devono essere sollevate secondo le procedure previste. Le obiezioni non devono costituire per il destinatario della richiesta un valido motivo per non fornire le informazioni richieste. E' la Corte di giustizia dell'Unione europea che deve avere la competenza per decidere, in base alle procedure prescritte dal Trattato, se una data richiesta di informazioni dell'ABE è conforme alle disposizioni del presente regolamento.
(4 sexies)La facoltà dell'ABE di richiedere informazioni agli istituti finanziari soggetti alle disposizioni del presente regolamento si applica alle informazioni cui l'istituto finanziario ha accesso legale, compresi i dati informativi detenuti da persone remunerate dall'istituto per lo svolgimento delle relative attività, gli audit realizzati per l'istituto da società di revisione esterne, copie di documenti, libri e registri contabili.
(4 septies)Occorre garantire il mercato unico e la coesione dell'Unione. A tale riguardo, occorre esaminare con attenzione questioni come le modalità di voto e la governance in seno all'ABE e garantire la parità di trattamento sia degli Stati membri partecipanti al Meccanismo di vigilanza unico che degli altri Stati membri.
(4 octies)Considerato che l'ABE, alle cui attività partecipano tutti gli Stati membri con pari diritti, è stata istituita con l'obiettivo di sviluppare e contribuire all'applicazione coerente del Corpus unico di norme nonché per garantire la coerenza delle prassi di vigilanza in seno all'Unione, e stante l'istituzione del Meccanismo di vigilanza unico con un ruolo di primo piano per la BCE, occorre dotare l'ABE di strumenti adeguati che le consentano di svolgere efficacemente i compiti conferitile per quanto riguarda l'integrità del mercato unico.
(5) Considerati i compiti di vigilanza attribuiti alla BCE dal regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell'articolo 127, paragrafo 6], l'ABE deve poter assolvere i suoi compiti █ nei confronti della BCE allo stesso modo che nei confronti di altre autorità di competenti. In particolare, i vigenti meccanismi di risoluzione delle controversie e di intervento in situazioni di emergenza devono, per restare efficaci, essere opportunamente adattati. ▌
(5 bis)Per essere in grado di svolgere i suoi compiti di facilitazione e di coordinamento in situazioni di emergenza, l’ABE deve essere pienamente informata dei relativi sviluppi ed essere invitata dalle competenti autorità di vigilanza a partecipare in qualità di osservatore a tutte le riunioni in materia. Ciò comporta il diritto a parlare o a sottoporre ogni altro contributo.
(6) Per assicurare che gli interessi di tutti gli Stati membri siano adeguatamente presi in considerazione e permettere il corretto funzionamento dell’ABE, al fine di mantenere e rafforzare il mercato interno dei servizi finanziari, occorre adeguare le modalità di voto del consiglio delle autorità di vigilanza ▌.
(7) Occorre che le decisioni in materia di violazione del diritto dell’Unione e di risoluzione delle controversie siano esaminate da un gruppo di esperti indipendente composto dai membri votanti del consiglio delle autorità di vigilanza che non hanno conflitti d'interesse e nominati dallo stesso consiglio. Le proposte di decisione presentate dal gruppo di esperti al consiglio delle autorità di vigilanza devono essere ▌adottate ▌a maggioranza semplice ▌dei membri del consiglio delle autorità di vigilanza rappresentanti gli Stati membri partecipanti all'SSM e a maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti all'SSM.
(7 bis)Le decisioni concernenti l'intervento in situazioni di emergenza devono essere adottate dal consiglio delle autorità di vigilanza a maggioranza semplice, che deve comprendere la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri partecipanti all'SSM e la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti all'SSM.
(7 ter)Le decisioni concernenti gli atti di cui agli articoli 10-16 del regolamento (UE) n. 1093/2010 e le misure e decisioni adottate in base all’articolo 9, paragrafo 5, terzo comma e al capo VI di tale regolamento devono essere adottate dal consiglio delle autorità di vigilanza a maggioranza qualificata, che deve comprendere la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri partecipanti all'SSM e la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti all'SSM.
(8) ▌Occorre che l’ABE elabori per il gruppo di esperti un regolamento interno che ne garantisca l’indipendenza e l’obiettività.
(9) Occorre che la composizione del consiglio di amministrazione sia equilibrata e assicuri che gli Stati membri non partecipanti all'SSM siano adeguatamente rappresentati.
(9 bis)Occorre che le nomine dei membri degli organi e dei comitati interni dell'ABE assicurino un equilibrio geografico tra gli Stati membri.
(10) Per assicurare il corretto funzionamento dell’ABE e l’adeguata rappresentanza di tutti gli Stati membri, occorre che le modalità di voto, la composizione del consiglio di amministrazione e la composizione del gruppo di esperti indipendente siano monitorati e sottoposti a revisione dopo un periodo di tempo adeguato tenendo conto delle esperienze acquisite e degli sviluppi ulteriori.
(10 bis)Nessuno Stato membro o gruppo di Stati membri deve essere discriminato, direttamente o indirettamente, quale sede di servizi finanziari.
(10 ter)L'ABE deve essere dotata delle risorse finanziarie e umane necessarie per assolvere in modo adeguato eventuali compiti aggiuntivi assegnatile a norma del presente regolamento. A tal fine, la procedura di cui agli articoli 63 e 64 del regolamento (UE) n. 1093/2010 relativamente all'elaborazione, esecuzione e controllo del bilancio dell'Autorità deve tenere debitamente conto di tali compiti. L'ABE deve assicurare il soddisfacimento degli standard più elevati di efficienza.
(11) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia assicurare in tutti gli Stati membri una regolamentazione e vigilanza prudenziale altamente efficace e uniforme ▌, garantire l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del mercato interno e mantenere la stabilità del sistema finanziario, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo della portata dell'azione, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. In conformità del principio di proporzionalità enunciato allo stesso articolo, il presente regolamento non va oltre quanto è necessario per conseguire tale obiettivo.
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (UE) n. 1093/2010 è modificato come segue:
-1.
l'articolo 1 è così modificato:
a)
il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:" 2.L’Autorità opera nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell’ambito di applicazione delle direttive 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2002/87/CE, del regolamento (CE) n. 1781/2006, della direttiva 94/19/CE e delle pertinenti sezioni delle direttive 2005/60/CE, 2002/65/CE, 2007/64/CE e 2009/110/CE nella misura in cui tali atti si applicano agli enti creditizi e agli istituti finanziari e alle competenti autorità di vigilanza, nonché delle direttive, dei regolamenti e delle decisioni basati sui predetti atti e di ogni altro atto giuridicamente vincolante dell’Unione che attribuisca compiti all’Autorità. L'Autorità agisce anche in base al regolamento del Consiglio … [che attribuisce compiti specifici alla BCE]."
b)
al paragrafo 5, il secondo comma è sostituito dal seguente:" A tali fini, l'Autorità contribuisce all'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui al paragrafo 2, favorisce la convergenza in materia di vigilanza, fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione ed effettua analisi economiche dei mercati per promuovere il raggiungimento degli obiettivi dell’Autorità."
c)
al paragrafo 5, il quarto comma è sostituito dal seguente:" Nell'esercizio delle sue funzioni l'Autorità agisce in modo indipendente, obiettivo e non discriminatorio, nell'interesse di tutta l'Unione."
-1 bis.
all’articolo 2, paragrafo 2, la lettera f) è sostituita dalla seguente:"
f)
le autorità competenti o le autorità di vigilanza specificate negli atti dell'Unione indicati all'articolo 1, paragrafo 2 del presente regolamento - compresa, per i compiti attribuitile dal regolamento (UE) n. .../... del Consiglio [che attribuisce compiti specifici alla BCE] la Banca centrale europea - del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010.
"
-1 ter.
L'articolo 3 è sostituito dal seguente:" Articolo 3 Responsabilità delle Autorità Le Autorità di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere da a) a d), rispondono al Parlamento europeo e al Consiglio. La BCE risponde al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esercizio dei poteri di vigilanza assegnatile dal regolamento [regolamento del Consiglio ai sensi dell'articolo 127, paragrafo 6 TFUE] secondo le disposizioni del regolamento stesso."
1.
all'articolo 4, paragrafo 2, la lettera i) è sostituita dalla seguente:"
i)
le autorità competenti definite nelle direttive 2006/48/CE, 2006/49/CE - compresa la BCE per i compiti attribuitile dal regolamento (UE) n. …/… del Consiglio* [regolamento del Consiglio ai sensi dell'articolo 127, paragrafo 6, del TFUE] - e nella direttiva 2007/64/CE e a cui si fa riferimento nella direttiva 2009/110/CE.
* GU L … del …, pag. ….
"
1 bis.
l'articolo 8 è così modificato:
a)
il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"
“1.
L’Autorità svolge i seguenti compiti:
a)
contribuisce all’elaborazione di norme e prassi comuni di regolamentazione e vigilanza di elevata qualità, in particolare fornendo pareri alle istituzioni dell’Unione e predisponendo linee guida, raccomandazioni e progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione e altre decisioni, basati sugli atti legislativi di cui all’articolo 1, paragrafo 2;
a bis)
elabora e aggiorna, tenendo fra l'altro conto dell'evoluzione delle prassi e dei modelli di business degli istituti finanziari, un Manuale europeo sulla vigilanza degli istituti finanziari, valido per tutta l'Unione. Il Manuale espone le migliori prassi in vigore in materia di metodologie e processi di vigilanza;
b)
contribuisce all’applicazione uniforme degli atti giuridicamente vincolanti dell’Unione, in particolare contribuendo a una cultura comune della vigilanza, assicurando l’applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, impedendo l’arbitraggio regolamentare, mediando e risolvendo controversie tra autorità competenti, assicurando una vigilanza efficace e coerente sugli istituti finanziari, garantendo il funzionamento uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza e prendendo provvedimenti, anche in situazioni di emergenza;
c)
facilita la delega dei compiti e delle responsabilità tra autorità competenti;
d)
coopera strettamente con il CERS, in particolare fornendogli le informazioni necessarie per l’assolvimento dei suoi compiti e assicurando un follow-up adeguato alle sue segnalazioni e raccomandazioni;
e)
organizza e conduce peer review delle autorità competenti, anche emanando linee guida e raccomandazioni e individuando le migliori prassi, ai fini di una maggiore uniformità dei risultati della vigilanza;
f)
sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nel suo settore di competenza, inclusi all'occorrenza i trend del credito, in particolare, del credito alle famiglie e alle PMI;
g)
svolge analisi economiche dei mercati per coadiuvare l’Autorità nell’espletamento dei propri compiti;
h)
promuove la tutela di depositanti e investitori;
i)
conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 21-26, promuove il funzionamento uniforme e coerente dei collegi delle autorità di vigilanza; la sorveglianza, valutazione e misurazione del rischio sistemico; lo sviluppo e il coordinamento dei piani di ripresa e di risoluzione delle crisi bancarie, fornendo un livello elevato di protezione ai depositanti e agli investitori in tutto il territorio dell'Unione, sviluppando metodi per il fallimento ordinato degli istituti finanziari e valutando l'esigenza di idonei strumenti di finanziamento, al fine di promuovere la cooperazione fra le autorità competenti per la gestione delle crisi degli istituti transfrontalieri che pongono potenziali rischi sistemici;
j)
esegue ogni altro compito specifico stabilito dal presente regolamento o da altri atti legislativi;
k)
pubblica e aggiorna regolarmente sul suo sito web le informazioni relative al suo settore di attività, in particolare - nell'ambito della sua sfera di competenza - sugli istituti finanziari registrati, in modo da rendere le informazioni facilmente accessibili al pubblico;
1 bis.
Nell'assolvimento dei suoi compiti in conformità del presente regolamento l'Autorità
a)
fa uso di tutti i poteri di cui dispone e,
b)
fatto salvo l'obiettivo di assicurare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi, tiene pienamente conto delle loro diverse tipologie, dimensioni e modelli di business.
"
b)
al paragrafo 2 è aggiunto il seguente comma:" Nello svolgimento dei compiti ex paragrafo 1 e nell'esercizio dei poteri di cui al presente paragrafo 1, l'Autorità tiene debitamente conto dei principi del “legiferare meglio” nonché dei risultati dell'analisi dei costi e benefici prodotti con l'adeguamento alle disposizioni del presente regolamento."
1 ter.
l'articolo 9 è così modificato:
a)
il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:" 4.L'Autorità istituisce, come parte integrante dell'Autorità stessa, un comitato sull'innovazione finanziaria, che riunisce tutte le competenti autorità di vigilanza […] al fine di pervenire a un approccio coordinato alla regolamentazione e alla vigilanza delle attività finanziarie nuove o innovative e di fornire all'Autorità un contributo consulenziale da sottoporre al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione."
b)
al paragrafo 5, il quarto comma è sostituito dal seguente:" L’Autorità può inoltre valutare la necessità di vietare o limitare determinati tipi di attività finanziaria e, se tale necessità sussiste, informarne la Commissione e le autorità competenti per facilitare l’adozione del provvedimento di divieto o di limitazione."
2.
l'articolo 18 è così modificato:
a)
il paragrafo 1 è sostituito dal seguente: " “1. In caso di sviluppi negativi che possano gravemente compromettere il regolare funzionamento e l’integrità dei mercati finanziari nonché la stabilità generale o parziale del sistema finanziario nell’Unione, l’Autorità facilita attivamente e, ove ritenuto necessario, coordina le misure adottate dalle competenti autorità di vigilanza. Per essere in grado di svolgere tale compito di facilitazione e di coordinamento, l’Autorità è pienamente informata di tutti i relativi sviluppi ed è invitata dalle competenti autorità di vigilanza a partecipare in qualità di osservatore a tutte le riunioni in materia."
b)
il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:" 3.Se il Consiglio ha adottato una decisione ex paragrafo 2 e se l'eccezionalità delle circostanze rende necessaria un'azione coordinata delle autorità nazionali competenti per rispondere a sviluppi negativi che possano seriamente compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità di tutto o parte del sistema finanziario dell'Unione, l’Autorità può, per affrontare tali sviluppi, adottare decisioni individuali per chiedere formalmente alle autorità competenti di prendere le necessarie misure conformemente agli atti legislativi di cui all’articolo 1, paragrafo 2 assicurando che gli istituti finanziari e le autorità competenti rispettino gli obblighi prescritti da detti atti legislativi."
3.
All’articolo 19, paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal seguente ▌:" 1.Fatti salvi i poteri di cui all’articolo 17, se un’autorità competente è in disaccordo con la procedura seguita o con l'azione o inazione di un'altra autorità competente nei casi specificati negli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, l’Autorità può, su richiesta di una o più autorità competenti interessate, prestare loro assistenza per trovare un accordo secondo la procedura di cui ai paragrafi 2-4 del presente articolo."
▌
3 bis.
dopo l’articolo 20 è inserito il seguente articolo:" Articolo 20 bis Convergenza del pilastro 2 L'Autorità promuove nell'ambito dei suoi poteri la convergenza del processo di revisione e valutazione prudenziale (“Pilastro 2”) in conformità con la direttiva .../... EU [CRD4], onde pervenire a solide norme di vigilanza nell'Unione."
3 ter.
l'articolo 21 è così modificato:
a)
il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:" 1.L’Autorità favorisce nell'ambito dei suoi poteri il funzionamento efficiente, efficace e uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza di cui alla direttiva 2006/48/CE e promuove l’applicazione uniforme del diritto dell’Unione fra tutti i collegi. Al fine di pervenire all'uniformazione delle migliori prassi di vigilanza, l'Autorità promuove piani di vigilanza comuni e indagini congiunte prevedendo per il suo personale la possibilità di partecipare alle attività dei collegi, comprese le indagini in loco, effettuate congiuntamente da due o più autorità competenti."
b)
al paragrafo 2, il testo del primo comma è sostituito dal seguente:" 2.L'Autorità assume un ruolo guida nell'assicurare un funzionamento coerente dei collegi delle autorità di vigilanza per gli istituti transfrontalieri di tutta l'Unione, tenendo conto del rischio sistemico posto dagli istituti finanziari di cui all'articolo 23, e convoca all'occorrenza una riunione di collegio."
3 quater.
All'articolo 22, dopo il paragrafo 1 è inserito il seguente paragrafo:" 1 bis.Almeno una volta l'anno l'Autorità esamina l'opportunità di condurre a livello unionale valutazioni della resilienza degli istituti finanziari a norma dell'articolo 32 e informa il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio dei risultati del suo esame. Se vengono effettuate valutazioni, l'Autorità, qualora lo giudichi pertinente o opportuno, ne divulga i risultati per ognuno degli istituti finanziari partecipanti."
3 quinquies.
all’articolo 25, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:" “1.L'Autorità contribuisce e partecipa attivamente allo sviluppo e al coordinamento di piani efficaci, coerenti e aggiornati di risanamento e risoluzione delle crisi per gli istituti finanziari. Inoltre, se previsto dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità presta assistenza all'elaborazione di procedure di emergenza e di misure preventive per ridurre al minimo l’impatto sistemico di eventuali fallimenti."
3 sexies.
all'articolo 27, paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:" 2.L'Autorità fornisce una propria valutazione dell'esigenza di un sistema di meccanismi di finanziamento coerenti, solidi e credibili, dotati di idonei strumenti di finanziamento legati a un piano di gestione coordinata delle crisi."
3 septies.
all’articolo 29, paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:" Per costruire una cultura comune della vigilanza, l'Autorità elabora e aggiorna, tenendo fra l'altro conto dell'evoluzione delle prassi e dei modelli di business degli istituti finanziari, un Manuale europeo sulla vigilanza degli istituti finanziari, valido per tutta l'Unione. Il Manuale europeo di vigilanza espone le migliori prassi in fatto di metodologie e processi di vigilanza."
3 octies.
all’articolo 30, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:" 3.Sulla base di una peer review, l’Autorità può formulare linee guida e raccomandazioni a norma dell’articolo 16. Come previsto dal paragrafo 3 di tale articolo, le autorità competenti si adoperano per attenersi a tali linee guida e raccomandazioni. Nell’elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione o di esecuzione ex articoli 10-15, l’Autorità tiene conto dei risultati della peer review e di ogni altra informazione acquisita nell'esercizio del proprio ufficio, al fine di assicurare la convergenza verso standard e prassi della massima qualità. 3 bis.Ogni volta che la peer review e ogni altra informazione acquisita nell'esercizio del proprio ufficio mostri la necessità di un'iniziativa legislativa per garantire l'ulteriore armonizzazione delle definizioni e delle regole prudenziali, l'Autorità trasmette un apposito parere alla Commissione."
3 nonies.
All'articolo 31, il secondo comma è sostituito dal seguente:"
“L’Autorità promuove risposte coordinate dell’Unione, in particolare:
a)
facilitando lo scambio di informazioni tra le autorità competenti;
b)
determinando l'ambito e, ove opportuno, verificando l’affidabilità delle informazioni che devono essere messe a disposizione di tutte le autorità competenti interessate;
c)
fatto salvo l’articolo 19, svolgendo una mediazione non vincolante su richiesta delle autorità competenti o di propria iniziativa;
d)
informando senza indugio il CERS, il Consiglio e la Commissione di ogni potenziale situazione di emergenza;
e)
adottando tutte le misure opportune in caso di sviluppi che possano compromettere il funzionamento dei mercati finanziari, al fine di coordinare le iniziative adottate dalle competenti autorità;
f)
centralizzando le informazioni ricevute a norma degli articoli 21 e 35 dalle autorità competenti in conseguenza degli obblighi regolamentari di informativa a carico degli istituti. L'Autorità condivide tali informazioni con le altre autorità competenti interessate;
"
3 decies.
l'articolo 32 è così modificato:
a)
il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:" 2.In cooperazione con il CERS, l’Autorità avvia e coordina le valutazioni su scala unionale sulla resilienza degli istituti finanziari agli sviluppi negativi dei mercati. A tale scopo elabora:
a)
metodologie comuni per valutare l'effetto di scenari economici sulla situazione finanziaria di un istituto;
b)
strategie comuni di comunicazione dei risultati delle valutazioni sulla resilienza degli istituti finanziari;
c)
metodologie comuni per valutare gli effetti di particolari prodotti o processi di distribuzione su un istituto, e
d)
metodologie comuni di valutazione degli attivi, per quanto giudicato necessario ai fini degli stress test.
"
b)
dopo il paragrafo 3 sono inseriti i seguenti paragrafi:" 3 bis.Per condurre le valutazioni unionali della resilienza degli istituti finanziari descritte nel presente articolo, l'Autorità può, nel rispetto delle disposizioni e condizioni di cui all'articolo 35, richiedere informazioni direttamente agli istituti. L'Autorità può anche prescrivere alle autorità competenti lo svolgimento di accertamenti specifici e può chiedere loro di condurre ispezioni in loco, eventualmente con la propria partecipazione diretta secondo le disposizioni e condizioni di cui all'articolo 21, per assicurare comparabilità e affidabilità di metodi, prassi e risultati. 3 ter.L'Autorità può prescrivere alle autorità competenti di sottoporre gli istituti finanziari a un audit esterno indipendente delle informazioni di cui al paragrafo 3 bis."
4.
L'articolo 35 ▌ è sostituito dal seguente:" Articolo 35 Raccolta di informazioni
1.
Su richiesta dell’Autorità, le autorità competenti forniscono all’Autorità, in formati predeterminati, tutte le informazioni necessarie per consentirle di svolgere i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento, a condizione che tali autorità abbiano accesso legale alle informazioni in questione ▌. Le informazioni devono essere accurate, coerenti, complete e tempestive.
2.
L'Autorità può anche chiedere che le informazioni le siano fornite con periodicità regolare, in formati predeterminati e su modelli comparabili omologati dall'Autorità. Tali richieste sono presentate, ove possibile, usando modelli di reportistica comuni.
3.
Su richiesta debitamente motivata di un'autorità competente, l'Autorità fornisce qualsiasi informazione necessaria per consentire all'autorità competente di adempiere le sue funzioni, nel rispetto dell'obbligo del segreto professionale previsto dalla normativa settoriale e all'articolo 70.
4.
Prima di richiedere informazioni in base al presente articolo, per evitare la duplicazione degli obblighi di informativa, l’Autorità si avvale delle pertinenti statistiche eventualmente prodotte e divulgate dal Sistema statistico europeo e dal Sistema europeo di banche centrali.
5.
In mancanza di informazioni o quando le autorità competenti non forniscono le informazioni tempestivamente, l’Autorità può presentare una richiesta debitamente giustificata e motivata ad altre autorità di vigilanza, al ministero responsabile delle finanze ove questo disponga di informazioni prudenziali, alla banca centrale nazionale o all’istituto statistico dello Stato membro interessato.
6.
In mancanza di informazioni complete o accurate o qualora queste non siano state messe tempestivamente a disposizione come previsto ai paragrafi 1 e 5, l'Autorità ha facoltà di presentare una richiesta di informazioni debitamente giustificata e motivata direttamente a:
a)
gli istituti finanziari interessati;
b)
le società di partecipazione e/o le succursali dell'istituto finanziario interessato;
c)
le entità operative non regolamentate all'interno di un gruppo o conglomerato finanziario, che abbiano una certa rilevanza per le attività finanziarie degli istituti finanziari interessati.
I destinatari della richiesta trasmettono prontamente e senza indebiti ritardi all'Autorità informazioni chiare, precise e complete. L'Autorità informa le autorità competenti interessate delle richieste a norma del presente paragrafo e del paragrafo 5. Le autorità competenti assistono l'Autorità, su richiesta di quest'ultima, nella raccolta delle informazioni.
7.
L’Autorità può utilizzare informazioni riservate ottenute ai sensi del presente articolo unicamente ai fini dell'assolvimento dei compiti attribuitile dal presente regolamento.
8.
Se i destinatari di una richiesta ex paragrafo 6 non forniscono prontamente informazioni accurate e complete, l'Autorità informa se del caso la BCE e segnala la cosa alle competenti autorità degli Stati membri interessati che, nel rispetto delle disposizioni nazionali di legge, cooperano con l'Autorità per garantire il pieno accesso alle informazioni e a ogni documento, libro o registro contabile cui il destinatario abbia accesso legale per verificare le informazioni in questione.
"
4 bis.
l'articolo 36 è così modificato:
a)
al paragrafo 4, il terzo comma è sostituito dal testo seguente:" Se non dà seguito a una raccomandazione, l’Autorità comunica le sue ragioni al CERS e al Consiglio. Il CERS informa il Parlamento europeo a norma dell'articolo 19, paragrafo 5 del regolamento CERS."
b)
al paragrafo 5, il terzo comma è sostituito dal testo seguente:" L’autorità competente tiene debitamente conto delle argomentazioni del consiglio delle autorità di vigilanza nell’informare il Consiglio e il CERS ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 1092/2010. Le informazioni così fornite dall'autorità competente al Consiglio e al CERS sono trasmesse anche alla Commissione."
4 ter.
l'articolo 37 è così modificato:
a)
all'articolo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:" Il Gruppo delle parti interessate nel settore bancario si riunisce di propria iniziativa ogni volta che ne ravvisa la necessità, e comunque almeno quattro volte all’anno."
b)
al paragrafo 4, il testo del primo comma è sostituito dal seguente:" 4.L’Autorità fornisce tutte le informazioni necessarie nel rispetto del segreto professionale di cui all’articolo 70 e assicura un adeguato supporto di segreteria al Gruppo delle parti interessate. Ai membri del Gruppo che rappresentano organizzazioni senza scopo di lucro è garantito un compenso adeguato, dal quale sono però esclusi i rappresentanti dell'industria. Il compenso corrisponde almeno alle tariffe di rimborso per i funzionari di cui all'Allegato V, sezione 2 dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee. Il Gruppo delle parti interessate può istituire gruppi di lavoro su questioni tecniche. La durata del mandato dei membri del Gruppo è di due anni e mezzo, al termine dei quali si apre una nuova procedura di selezione."
4 quater.
l'articolo 40 è così modificato:
a)
al paragrafo 1, il testo della lettera d è sostituito dal seguente:"
d)
un rappresentante nominato dal consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, senza diritto di voto;
"
b)
dopo il paragrafo 4 è aggiunto il seguente paragrafo:" “4 bis. Nelle discussioni non relative a singoli istituti finanziari (articolo 44, paragrafo 4) il rappresentante della BCE può essere accompagnato da un secondo rappresentante in possesso di competenze sulle funzioni delle banche centrali."
5.
l'articolo 41 è così modificato:
a)
dopo il paragrafo 1 è aggiunto il seguente paragrafo:" 1 bis.Ai fini dell'articolo 17, il consiglio delle autorità di vigilanza convoca un gruppo di esperti indipendente, composto dal presidente del consiglio delle autorità di vigilanza e da altri sei membri che non siano rappresentanti dell'autorità competente presunta autrice della violazione del diritto dell'Unione e che non abbiano alcun interesse nella questione né legami diretti con l'autorità competente interessata. Ciascun membro del gruppo di esperti dispone di un solo voto. Le decisioni del gruppo si considerano adottate se almeno quattro suoi membri votano a favore."
b)
i paragrafi 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:" 2. Ai fini dell'articolo 19 ▌, il consiglio delle autorità di vigilanza convoca un gruppo di esperti indipendente, composto dal presidente del consiglio delle autorità di vigilanza e da altri sei membri che non siano rappresentanti ▌delle autorità competenti coinvolte nella controversia e non abbiano alcun interesse nel conflitto né legami diretti con le autorità competenti interessate. Ciascun membro del gruppo di esperti dispone di un solo voto. Le decisioni del gruppo si considerano adottate se almeno quattro suoi membri votano a favore. 3. Il gruppo di esperti propone una decisione ex articolo 17 o 19 affinché venga adottata in via definitiva dal consiglio delle autorità di vigilanza ▌. 4. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta il regolamento interno del gruppo di esperti di cui ai paragrafi 1 bis e 2."
6.
all’articolo 42 è aggiunto il comma seguente:" Il primo e il secondo comma lasciano impregiudicati i compiti attribuiti alla BCE dal regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6, del TFUE]."
7.
l'articolo 44 è così modificato:
a)
il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:" 1. Le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza sono adottate a maggioranza semplice dei membri. Ogni membro dispone di un solo voto. Per gli atti di cui agli articoli da 10 a 16 e per le misure e decisioni adottate in base all’articolo 9, paragrafo 5, terzo comma, e al capo VI e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza qualificata dei membri, quale definita all’articolo 16, paragrafo 4 del trattato sull’Unione europea e all’articolo 3 del protocollo (n. 36) sulle disposizioni transitorie, che comprende almeno la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri partecipanti, in conformità del regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6 del TFUE] e la maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti. Per quanto riguarda le decisioni adottate ai sensi degli articoli 17 e 19, le decisioni proposte dal gruppo di esperti ▌sono adottate ▌a maggioranza semplice dei membri del consiglio delle autorità di vigilanza rappresentanti gli Stati membri partecipanti, ai sensi del regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6 del TFUE] e a maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti. In deroga al terzo comma, dalla data in cui il numero di Stati membri che non sono Stati membri partecipanti ai sensi del regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6 del TFUE] è pari o inferiore a quattro, le decisioni proposte dal gruppo di esperti ▌sono adottate ▌a maggioranza semplice dei membri del consiglio delle autorità di vigilanza, con il voto di almeno un membro rappresentante di detti Stati membri. Ogni membro dispone di un solo voto. Il consiglio delle autorità di vigilanza si adopera per raggiungere il consenso sulla composizione del gruppo di esperti di cui all’articolo 41, paragrafo 2. In mancanza di consenso, le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza sono adottate a maggioranza dei tre quarti dei membri. Ogni membro dispone di un solo voto. Per quanto riguarda le decisioni adottate ai sensi dell’articolo 18, paragrafi 3 e 4, e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri partecipanti, in conformità del regolamento (UE) n. …/… [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6 del TFUE] e a maggioranza semplice dei membri rappresentanti gli Stati membri non partecipanti."
b)
il paragrafo 4 è sostituito dal seguente: " “4.I membri non votanti e gli osservatori, ad eccezione del presidente, del direttore esecutivo e del rappresentante BCE nominato dal consiglio di vigilanza, non partecipano alle discussioni del consiglio di vigilanza riguardanti singoli istituti finanziari, salvo se diversamente disposto all'articolo 75, paragrafo 3 o negli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2."
c)
è aggiunto il paragrafo seguente:" 4 bis.Il presidente dell'Autorità ha facoltà di indire una votazione in qualsiasi momento. Fatta salva tale prerogativa, il consiglio delle autorità di vigilanza dell'Autorità cerca di pervenire a decisioni condivise, lasciando peraltro impregiudicata l'efficacia delle procedure decisionali dell'Autorità."
8.
All’articolo 45, paragrafo 1, il terzo comma è sostituito dal seguente:" Il mandato dei membri eletti dal consiglio delle autorità di vigilanza è di due anni e mezzo. Tale mandato può essere rinnovato una volta. La composizione del consiglio di amministrazione è equilibrata e proporzionata e riflette l’insieme dell’Unione. Il consiglio di amministrazione comprende almeno due rappresentanti degli Stati membri non partecipanti ai sensi del regolamento [regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6 del TFUE] e che non hanno instaurato una stretta cooperazione con la BCE ai sensi dello stesso regolamento. I mandati si sovrappongono e si applicano opportune modalità di rotazione."
8 bis.
dopo l’articolo 49 è inserito il seguente articolo:" Articolo 49 bis Spese Il presidente rende pubbliche le riunioni tenute e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono rese di pubblico dominio secondo quanto disposto dallo Statuto dei funzionari delle Comunità europee."
8 ter.
dopo l’articolo 52 è inserito il seguente articolo:" Articolo 52 bis Spese Il direttore esecutivo rende pubbliche le riunioni tenute e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono rese di pubblico dominio secondo quanto disposto dallo Statuto dei funzionari delle Comunità europee."
8 quater.
all'articolo 63 è soppresso il paragrafo 7.
8 quinquies.
l'articolo 81, paragrafo 3, è sostituito dal seguente:" 3.Riguardo alla questione della vigilanza diretta di istituzioni o strutture di importanza paneuropea, la Commissione, avuto riguardo agli sviluppi del mercato, alla stabilità del mercato interno e alla coesione dell'Unione, elabora ogni anno una relazione sull'opportunità di affidare all'Autorità ulteriori competenze di vigilanza in questo settore."
8 sexies.
dopo l’articolo 81 è inserito il seguente articolo:" “Articolo 81 bis Revisione delle disposizioni di voto A decorrere dalla data alla quale gli Stati membri che non sono Stati membri partecipanti raggiungono il numero di quattro, la Commissione riesamina e riferisce al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sul funzionamento delle disposizioni di voto descritte agli articoli 41 e 44 tenendo conto delle esperienze acquisite successivamente all'entrata in vigore del presente regolamento."
Articolo 2
Fatto salvo l’articolo 81 del regolamento (UE) n. 1093/2010, entro il 1° gennaio 2016 la Commissione pubblica una relazione sull’applicazione delle disposizioni del presente regolamento in relazione ai seguenti aspetti:
▌
b)
la composizione del consiglio di amministrazione;
c)
la composizione del gruppo di esperti indipendente che prepara le decisioni ai fini degli articoli 17 e 19.
La relazione tiene conto in particolare delle variazioni del numero degli Stati membri la cui moneta è l’euro o le cui autorità competenti hanno instaurato una stretta cooperazione ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. …/2013 [...] ed esamina se alla luce degli sviluppi si rendano necessari ulteriori adeguamenti delle disposizioni per assicurare che l’ABE adotti le sue decisioni nell’interesse della preservazione e del rafforzamento del mercato interno dei servizi finanziari.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
La questione è stata rinviata alla commissione competente per un nuovo esame conformemente all'articolo 57, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento del Parlamento (A7-0393/2012).
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 22 maggio 2013, sulla proposta di regolamento del Consiglio che attribuisce alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (COM(2012)0511 – C7–0314/2012 – 2012/0242(CNS))(1)
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO (UE) n. .../2013 che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 127, paragrafo 6,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo una procedura legislativa speciale,
considerando quanto segue:
(1) Negli ultimi decenni l'Unione ha compiuto progressi considerevoli nella creazione di un mercato interno dei servizi bancari. Di conseguenza, in molti Stati membri una quota significativa del mercato è detenuta da gruppi bancari aventi sede in un altro Stato membro e gli enti creditizi hanno diversificato l'attività sul piano geografico, sia all'interno che all'esterno della zona euro.
(1 bis)L'attuale crisi finanziaria ed economica ha mostrato che l'integrità della moneta unica e del mercato unico potrebbe essere minacciata dalla frammentazione del settore finanziario. È quindi essenziale intensificare l'integrazione della vigilanza bancaria al fine di rafforzare l'Unione europea, ripristinare la stabilità finanziaria e gettare le basi per la ripresa economica.
(2) Per rilanciare la crescita economica nell'Unione e per un adeguato finanziamento dell'economia reale è essenziale mantenere e approfondire il mercato interno dei servizi bancari, sfida che tuttavia si dimostra sempre più impegnativa. La realtà dei fatti indica che l'integrazione dei mercati bancari nell'Unione sta subendo una battuta di arresto.
(3) Nel contempo, l'esperienza maturata con la crisi finanziaria degli ultimi anni insegna che, oltre all'adozione di un quadro regolamentare rafforzato dell'UE, le autorità di vigilanza devono intensificare l'attività di controllo ed essere in grado di vigilare su mercati ed enti estremamente complessi e interconnessi.
(4) Nell'Unione la competenza a vigilare sulle singole banche resta principalmente a livello nazionale. Il coordinamento tra autorità di vigilanza è essenziale, ma la crisi ha dimostrato che il solo coordinamento non è sufficiente, in particolare nel contesto della moneta unica. Per preservare la stabilità finanziaria nell'Unione e aumentare gli effetti positivi sulla crescita e il benessere dell'integrazione dei mercati, occorre aumentare l'integrazione delle competenze di vigilanza. Ciò è particolarmente importante per garantire un controllo efficace e solido di un intero gruppo bancario e della sua salute complessiva e ridurrebbe il rischio di diverse interpretazioni e decisioni contraddittorie a livello del singolo ente.
(5) In molti casi la solidità di un ente creditizio è ancora strettamente legata allo Stato membro in cui è stabilito. I dubbi sulla sostenibilità del debito pubblico, sulle prospettive di crescita economica e sulla solidità degli enti creditizi hanno alimentato tendenze di mercato che si rinforzano a vicenda, con possibili conseguenze in termini sia di rischi per la solidità di alcuni enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario nella zona euro e nell'Unione nel suo complesso sia di imposizione di pesanti oneri a carico delle finanze pubbliche già in difficoltà degli Stati membri in questione. ▌
(6) L'Autorità bancaria europea (ABE), istituita nel 2011 dal regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea)(5), e il Sistema europeo di vigilanza finanziaria, istituito dall'articolo 2 dello stesso regolamento e dal regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali)(6), e dal regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati)(7), hanno consentito di migliorare notevolmente la cooperazione tra le autorità di vigilanza bancaria nell'Unione. L'ABE contribuisce in modo rilevante alla definizione di un corpus unico di norme sui servizi finanziari nell'Unione ed ha svolto un ruolo determinante nell'attuazione coerente della ricapitalizzazione di grandi enti creditizi dell'Unione decisa nell'ottobre 2011 dal Consiglio europeo, conformemente agli orientamenti e alle condizioni in materia di aiuti di Stato adottati dalla Commissione.
(7) Il Parlamento europeo ha invitato a più riprese ad affidare ad un organo europeo la competenza diretta di alcuni compiti di vigilanza sugli istituti finanziari, a cominciare dalle risoluzioni sulla comunicazione della Commissione «Messa in atto del quadro di azione per i servizi finanziari: piano d'azione», del 13 aprile 2000(8), e sulle norme di vigilanza prudenziale nell'Unione europea, del 21novembre 2002(9).
(8) Nelle sue conclusioni del 29 giugno 2012, il Consiglio europeo ha invitato il Presidente del Consiglio europeo a sviluppare una tabella di marcia per la creazione di un'autentica Unione economica e monetaria. Lo stesso giorno i capi di Stato e di governo della zona euro hanno sottolineato, in occasione del loro vertice, che una volta istituito, per le banche della zona euro, un efficace meccanismo di vigilanza unico con la partecipazione della BCE, il MES potrà, mediante decisione ordinaria, avere facoltà di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari, nel rispetto di adeguate condizioni, tra cui l'osservanza delle norme sugli aiuti di Stato.
(8 bis)Il Consiglio europeo del 19 ottobre 2012 ha concluso che il processo di approfondimento dell'unione economica e monetaria dovrebbe essere basato sul quadro istituzionale e giuridico dell'UE e improntato all'apertura e alla trasparenza nei confronti degli Stati membri che non utilizzano la moneta unica, nonché dal rispetto dell'integrità del mercato unico. Il quadro finanziario integrato disporrà di un meccanismo di vigilanza unico che sarà aperto per quanto possibile a tutti gli Stati membri che desiderino aderirvi.
(9) Occorre pertanto creare un'Unione bancaria europea basata su un corpus unico di norme completo e dettagliato sui servizi finanziari per il mercato unico nel suo complesso e comprendente un meccanismo di vigilanza unico e nuovi quadri di garanzia dei depositi e di risoluzione delle crisi bancarie. Dati gli stretti legami e interconnessioni fra gli Stati membri partecipanti alla moneta unica, è opportuno che l'Unione bancaria si applichi almeno a tutti gli Stati membri della zona euro. Nella prospettiva di mantenere e approfondire il mercato interno, occorre che l'Unione bancaria sia anche aperta, per quanto possibile sul piano istituzionale, alla partecipazione di altri Stati membri.
(10) Come primo passo verso l'Unione bancaria, occorre assicurare, tramite un meccanismo di vigilanza unico, che la politica dell'Unione in materia di vigilanza prudenziale sugli enti creditizi sia attuata con coerenza ed efficacia, che il corpus unico di norme sui servizi finanziari sia applicato in ugual modo agli enti creditizi in tutti gli Stati membri interessati e che tali enti creditizi siano sottoposti a una vigilanza ottimale sotto il profilo qualitativo e libera da considerazioni estranee all'ottica prudenziale. In particolare, il meccanismo di vigilanza unico deve essere coerente con il funzionamento del mercato interno dei servizi finanziari e con la libera circolazione dei capitali. Il meccanismo di vigilanza unico costituisce il punto di partenza per le tappe successive dell'Unione bancaria, a concretamento del principio secondo cui il MES potrà, mediante decisione ordinaria, avere facoltà di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari una volta istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico. Il Consiglio europeo ha preso atto, nelle conclusioni del 13/14 dicembre 2012, che «In un contesto in cui la vigilanza bancaria è trasferita effettivamente ad un meccanismo di vigilanza unico sarà necessario un meccanismo di risoluzione unico, dotato dei poteri atti ad assicurare che qualsiasi banca in uno Stato membro partecipante possa essere assoggettata a risoluzione mediante gli strumenti opportuni» e che «il meccanismo di risoluzione unico dovrebbe basarsi sui contributi dello stesso settore finanziario e comprendere adeguate ed efficaci misure di sostegno.».
(11) In quanto banca centrale della zona euro dotata di ampie competenze in materia macroeconomica e di stabilità finanziaria, la BCE è l'istituzione adatta ad assolvere compiti di vigilanza chiaramente definiti nell'ottica di tutelare la stabilità del sistema finanziario europeo. In molti Stati membri, infatti, la competenza della vigilanza bancaria è già appannaggio della banca centrale. Occorre quindi attribuire alla BCE compiti specifici in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi negli Stati membri partecipanti.
(11 bis)La BCE e le autorità nazionali competenti degli Stati membri non partecipanti dovrebbero concludere un memorandum d'intesa che descriva in termini generali come intendono cooperare nell'esecuzione dei loro compiti di vigilanza ai sensi della normativa dell'Unione in relazione agli enti finanziari definiti nel presente regolamento. Il memorandum d'intesa potrebbe tra l'altro chiarire la consultazione relativa alle decisioni della BCE che si ripercuotono su filiazioni o succursali stabilite in uno Stato membro non partecipante la cui impresa madre è stabilita in uno Stato membro partecipante, come pure la cooperazione in situazioni di emergenza, meccanismi di allerta rapida compresi in conformità delle procedure previste dalla pertinente normativa dell'Unione. Il memorandum dovrebbe essere riesaminato periodicamente.
(12) È opportuno attribuire alla BCE i compiti specifici che sono determinanti ai fini di un'attuazione coerente ed efficace della politica dell'Unione in materia di vigilanza prudenziale sugli enti creditizi, lasciando gli altri compiti alle autorità nazionali. Occorre che la BCE abbia, tra l'altro, poteri di adozione di misure intese a garantire la stabilità macroprudenziale, fatte salve disposizioni specifiche che riflettano il ruolo delle autorità nazionali.
(13) La sicurezza e la solidità delle grandi banche sono essenziali per assicurare la stabilità del sistema finanziario, ma l'esperienza recente insegna che anche banche più piccole possono minacciare la stabilità finanziaria. Occorre pertanto che la BCE possa esercitare i compiti di vigilanza su tutti gli enti creditizi autorizzati e le succursali stabilite negli Stati membri partecipanti.
(13 bis)Nell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti e fatto salvo l'obiettivo di assicurare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi, occorre che la BCE tenga pienamente conto della diversità degli enti creditizi stessi, delle loro dimensioni e del loro modello societario, nonché dei vantaggi sistemici della diversità nel settore bancario europeo.
(13 ter)L'assolvimento dei compiti della BCE dovrebbe contribuire in particolare ad assicurare che gli enti creditizi internalizzino appieno tutti i costi generati dalle loro attività in modo da evitare l'azzardo morale e l'assunzione di rischi eccessivi che ne deriva. Dovrebbe tenere pienamente conto delle pertinenti condizioni macroeconomiche degli Stati membri, segnatamente la stabilità dell'offerta di credito e l'agevolazione delle attività produttive per l'economia nel suo complesso.
(13 quater)Nessuna disposizione del presente regolamento deve essere interpretata in modo da modificare il quadro di regolamentazione contabile applicabile conformemente ad altri atti della normativa dell'Unione e nazionale.
(14) L'autorizzazione preliminare all'accesso all'attività di ente creditizio è una tecnica prudenziale fondamentale per assicurare che tale attività sia svolta soltanto da operatori dotati di una base economica solida, di un'organizzazione atta a gestire i rischi specifici insiti nella raccolta di depositi e nell'erogazione di crediti e di una dirigenza adeguata. È opportuno pertanto attribuire alla BCE il compito di autorizzare gli enti creditizi e la competenza a revocare le autorizzazioni, fatte salve disposizioni specifiche che riflettano il ruolo delle autorità nazionali.
(15) È possibile che, attualmente, uno Stato membro preveda, per l'autorizzazione degli enti creditizi e per i casi di relativa revoca, condizioni supplementari rispetto a quelle stabilite nella normativa dell'Unione. Occorre quindi che la BCE eserciti i suoi compiti in materia di autorizzazione degli enti creditizi e di revoca dell'autorizzazione in caso di non conformità alla normativa nazionale su proposta della pertinente autorità nazionale competente, la quale valuta il soddisfacimento delle condizioni applicabili previste dalla normativa nazionale.
(16) Per assicurare che la proprietà di un ente creditizio rimanga sempre idonea e solida sotto il profilo finanziario, è indispensabile valutare l'idoneità di qualsiasi nuovo proprietario prima che esso acquisti una quota rilevante nell'ente creditizio. La BCE in quanto istituzione dell'Unione è in una posizione favorevole per effettuare la necessaria valutazione senza imporre restrizioni indebite sul mercato interno. È opportuno attribuire alla BCE il compito di valutare l'acquisizione e la cessione di partecipazioni rilevanti negli enti creditizi, tranne nel contesto della risoluzione delle crisi bancarie.
(17) La solidità prudenziale di un ente creditizio presuppone il rispetto delle norme dell'Unione che gli impongono di detenere un dato livello di capitale a copertura dei rischi insiti nella sua attività, di limitare le esposizioni nei confronti di singole controparti, di pubblicare le informazioni relative alla sua situazione finanziaria, di disporre di attività liquide sufficienti a superare le situazioni di stress sui mercati, di limitare la leva finanziaria. La BCE dovrebbe avere il compito di assicurare il rispetto di tali norme, inclusa in La BCE dovrebbe avere il compito di assicurare il rispetto di tali norme, inclusa in particolare la concessione delle approvazioni, autorizzazioni, deroghe o esenzioni previste ai fini delle norme stesse.
(18) Le riserve supplementari di capitale, comprese una riserva di conservazione del capitale, una riserva di capitale anticiclica per assicurare che nei periodi di crescita economica l'ente creditizio accumuli una base di capitale sufficiente a coprire le perdite nei periodi di stress, le riserve degli enti di importanza sistemica a livello globale e di altri enti sistemici e altre misure miranti ad affrontare i rischi sistemici o macroprudenziali, costituiscono strumenti prudenziali fondamentali ▌. Per assicurare il pieno coordinamento, se le autorità nazionali impongono tali misure ciò dovrebbe essere debitamente notificato alla BCE. Inoltre, se necessario, la BCE dovrebbe poter applicare requisiti più elevati e misure più rigorose, fatto salvo uno stretto coordinamento con le autorità nazionali. Le disposizioni del presente regolamento relative alle misure intese ad affrontare i rischi sistemici o macroprudenziali lasciano impregiudicate eventuali procedure di coordinamento previste in altri atti normativi dell'Unione. Le autorità nazionali competenti o designate e la BCE si conformano ad eventuali procedure di coordinamento previste in tali atti dopo aver seguito le procedure di cui al presente regolamento.
(19) La sicurezza e la solidità di un ente creditizio dipendono anche dall'allocazione di adeguato capitale interno, in considerazione dei rischi cui potrebbe trovarsi esposto, e dalla disponibilità di strutture organizzative interne e di dispositivi di governo societario appropriati. È quindi opportuno attribuire alla BCE il compito di applicare requisiti che assicurino la presenza, negli enti creditizi, di dispositivi, processi e meccanismi di governance solidi, compresi processi e strategie per valutare e mantenere l'adeguatezza del capitale interno. È opportuno che la BCE sia altresì competente a imporre, qualora si riscontrino carenze, le misure del caso, compresi obblighi specifici in materia di fondi propri supplementari, divulgazione e liquidità.
(20) I rischi per la sicurezza e la solidità di un ente creditizio possono porsi sia a livello di singolo ente sia a livello di gruppo bancario o di conglomerato finanziario. Meccanismi specifici di vigilanza per attenuare questi rischi sono importanti per assicurare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi. È opportuno incaricare la BCE, oltre che della vigilanza sui singoli enti creditizi, anche della vigilanza su base consolidata, della vigilanza supplementare, della vigilanza sulle società di partecipazione finanziaria e della vigilanza sulle società di partecipazione finanziaria mista, esclusa la vigilanza sulle imprese di assicurazione.
(21) Per preservare la stabilità finanziaria occorre porre rimedio al deterioramento della situazione finanziaria ed economica di un ente in una fase precoce. È opportuno attribuire alla BCE il compito di attuare le misure di intervento precoce previste dalla normativa dell'Unione in materia, che dovrebbe tuttavia coordinare con le pertinenti autorità di risoluzione delle crisi. Fino a quando le autorità nazionali rimarranno competenti per risolvere le crisi degli enti creditizi, occorre inoltre che la BCE si coordini adeguatamente con le autorità nazionali in questione per giungere ad un'intesa circa le competenze rispettive in caso di crisi, in particolare nel contesto della gestione delle crisi dei gruppi transfrontalieri e dei collegi di risoluzione delle crisi che saranno istituiti a tal fine.
(22) Occorre lasciare alle autorità nazionali i compiti di vigilanza non attribuiti alla BCE, in particolare i seguenti compiti: ricevere dagli enti crediti le notifiche in relazione al diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi, esercitare la vigilanza sui soggetti che, benché non rientranti nella definizione di «ente creditizio» ai sensi del diritto dell'Unione, la normativa nazionale sottopone alla stessa vigilanza degli enti creditizi, esercitare la vigilanza sugli enti creditizi dei paesi terzi che aprono una succursale o che prestano servizi transfrontalieri nell'Unione, esercitare la vigilanza sui servizi di pagamento, effettuare le verifiche quotidiane sugli enti creditizi, assolvere nei confronti degli enti creditizi la funzione di autorità competenti in relazione ai mercati degli strumenti finanziari, prevenire l'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e proteggere i consumatori.
(22 bis)È opportuno che la BCE cooperi, se del caso, pienamente con le autorità nazionali responsabili di garantire un'elevata tutela dei consumatori e la lotta contro il riciclaggio di denaro.
(23) È opportuno che la BCE svolga i compiti ad essa attribuiti mirando ad assicurare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi, la stabilità del sistema finanziario dell'Unione e dei singoli Stati membri partecipanti e l'unità e l'integrità del mercato interno, garantendo anche la tutela dei depositanti e migliorando il funzionamento del mercato interno, in linea con il corpus unico di norme sui servizi finanziari dell'Unione. Occorre in particolare che la BCE tenga debitamente conto dei principi di uguaglianza e non discriminazione.
(24) Occorre che l'attribuzione di compiti di vigilanza alla BCE ▌si iscriva coerentemente nel quadro del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) istituito nel 2010 e sia in linea con il relativo obiettivo di fondo di definire un corpus unico di norme e di migliorare la convergenza delle prassi di vigilanza in tutta l'Unione. È importante che le autorità di vigilanza bancaria cooperino tra di loro e con le autorità di vigilanza delle assicurazioni e mercati finanziari per trattare le questioni di interesse comune e per assicurare una vigilanza adeguata sugli enti creditizi attivi anche nei settori assicurativo e mobiliare. Occorre pertanto che la BCE cooperi strettamente con l'Autorità bancaria europea ▌, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali nel quadro del SEVIF. È necessario che la BCE svolga i suoi compiti nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento lasciando impregiudicate le competenze e le funzioni degli altri partecipanti nell'ambito del SEVIF. Occorre inoltre che sia tenuta a cooperare con le pertinenti autorità di risoluzione delle crisi e con i meccanismi che finanziano assistenza finanziaria pubblica diretta o indiretta.
▌
(26) Occorre che la BCE assolva i suoi compiti conformemente alla normativa pertinente dell'Unione, compresi tutto il diritto primario e derivato dell'Unione, le decisioni della Commissione in materia di aiuti di Stato, le regole di concorrenza e sul controllo delle concentrazioni e il corpus unico di norme applicabile a tutti gli Stati membri. L'ABE è incaricata di elaborare progetti di norme tecniche nonché orientamenti e raccomandazioni finalizzati alla convergenza nella vigilanza e alla coerenza dei relativi risultati nell'ambito dell'UE. Poiché non è opportuno che subentri all'ABE nell'assolvimento di tali compiti, la BCE deve esercitare il potere di adottare regolamenti a norma dell'articolo 132 del TFUE, in conformità degli atti dell'Unione adottati dalla Commissione europea su presentazione di progetti da parte dell'ABE e fatto salvo l'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1093/2010.
(26 bis)Laddove necessario, è opportuno che la BCE stipuli memorandum d'intesa con le autorità competenti aventi responsabilità per i mercati degli strumenti finanziari, che descrivano in termini generali come intendono cooperare reciprocamente nell'esecuzione dei loro compiti di vigilanza ai sensi della normativa dell'Unione in relazione agli enti finanziari definiti all'articolo 2. Tali memorandum dovrebbero essere a disposizione del Parlamento europeo, del Consiglio e delle autorità competenti di tutti gli Stati membri.
(26 ter)Nell'assolvimento dei suoi compiti e nell'esercizio dei suoi poteri di vigilanza, la BCE dovrebbe applicare le norme sostanziali concernenti la vigilanza prudenziale degli enti creditizi. Queste norme sono costituite dalla pertinente normativa dell'Unione, in particolare i regolamenti direttamente applicabili o le direttive, ad esempio quelle sui requisiti patrimoniali delle banche e sui conglomerati finanziari. Laddove le norme sostanziali concernenti la vigilanza prudenziale degli enti creditizi siano stabilite in direttive, occorre che la BCE applichi la legislazione nazionale di recepimento. Laddove la normativa pertinente dell'Unione sia costituita da regolamenti e in settori in cui, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, i suddetti regolamenti concedono esplicitamente opzioni per gli Stati membri, occorre che la BCE applichi anche la legislazione nazionale di esercizio delle opzioni. Tali opzioni dovrebbero essere intese nel senso di escludere le opzioni a disposizione esclusivamente delle autorità competenti o designate. Ciò non osta al principio del primato del diritto dell'UE. Ne consegue che la BCE, allorché adotta orientamenti o raccomandazioni o prende decisioni, dovrebbe basarsi sulla pertinente normativa vincolante dell'Unione e agire in conformità di quest'ultima.
(26 quater)Nell'ambito dei compiti conferiti alla BCE, la normativa nazionale conferisce alle autorità nazionali competenti taluni poteri attualmente non richiesti dalla normativa dell'Unione, compresi taluni poteri cautelari e di intervento precoce. La BCE dovrebbe poter chiedere alle autorità nazionali di utilizzare tali poteri al fine di garantire l'attuazione di una vigilanza piena ed effettiva nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico.
(27) Per assicurare che gli enti creditizi, le società di partecipazione finanziaria e le società di partecipazione finanziaria mista applichino le norme e le decisioni in materia di vigilanza, occorre imporre sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di violazione. A norma dell'articolo 132, paragrafo 3, del TFUE e del regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni(10), la BCE ha il potere di infliggere alle imprese ammende o penalità di mora in caso di inosservanza degli obblighi imposti dai regolamenti e dalle decisioni da essa adottati. Inoltre, al fine di consentire alla BCE di svolgere efficacemente i suoi compiti relativi al controllo del rispetto delle disposizioni di vigilanza previste dalla normativa dell'Unione direttamente applicabile, è necessario attribuire alla BCE il potere di imporre sanzioni pecuniarie agli enti creditizi, alle società di partecipazione finanziaria e alle società di partecipazione finanziaria mista in caso di violazione di tali norme. È opportuno che le autorità nazionali possano continuare a infliggere sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi imposti dalla normativa nazionale di recepimento delle direttive dell'Unione. È opportuno che la BCE possa, quando reputa che l'assolvimento dei suoi compiti richieda una sanzione per le violazioni, rimettere a tal fine la questione alle autorità nazionali.
(28) Le autorità di vigilanza nazionali vantano competenze importanti e consolidate nella vigilanza sugli enti creditizi sul rispettivo territorio e nelle relative peculiarità economiche, organizzative e culturali. Hanno assegnato a tali scopi un corpo ingente di personale dedicato e altamente qualificato. Ai fini di una vigilanza europea di elevata qualità, è opportuno che le autorità di vigilanza nazionali siano responsabili dell'assistenza della BCE nella preparazione e nell'attuazione degli atti inerenti all'assolvimento dei suoi compiti di vigilanza, tra cui in particolare la valutazione giornaliera della situazione delle banche e le relative verifiche in loco.
(28 bis)I criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 4 ter, volti a definire l'ambito di attività degli enti meno significativi dovrebbero essere applicati al massimo livello di consolidamento all'interno degli Stati membri partecipanti sulla base di dati consolidati. Qualora la BCE eserciti i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento in relazione a un gruppo di enti creditizi che non è meno significativo su base consolidata, essa dovrebbe esercitare tali compiti su base consolidata in relazione al gruppo di enti creditizi e su base individuale in relazione alle filiazioni e succursali di tale gruppo stabilite negli Stati membri partecipanti.
(28 ter)I criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 4 ter, volti a definire l'ambito di attività degli enti meno significativi dovrebbero essere specificati in un quadro adottato e pubblicato dalla BCE in consultazione con le autorità nazionali competenti. Su tale base, occorre che la BCE abbia la responsabilità di applicare i suddetti criteri e di verificarne, attraverso propri calcoli, il rispetto. La richiesta della BCE di informazioni per effettuare i suoi calcoli non dovrebbe costringere gli enti ad applicare quadri contabili diversi da quelli ad essi applicabili ai sensi di altri atti della normativa dell'Unione e nazionale.
(28 quater)Qualora una banca sia stata considerata significativa o meno significativa, la valutazione non dovrebbe generalmente essere modificata più di una volta ogni 12 mesi, tranne in caso di cambiamenti strutturali nei gruppi bancari, quali fusioni o dismissioni.
(28 quinquies)Nel decidere, in seguito alla notifica di un'autorità nazionale competente, se un ente riveste importanza significativa con riguardo all'economia nazionale e deve quindi essere soggetto alla vigilanza della BCE, quest'ultima dovrebbe tenere conto di tutte le circostanze pertinenti, incluse le considerazioni legate alla parità di condizioni.
(29) Per quanto riguarda la vigilanza di enti creditizi transfrontalieri operanti sia all'interno che all'esterno della zona euro, occorre che la BCE cooperi strettamente con le autorità competenti degli Stati membri non partecipanti. In qualità di autorità competente è necessario che la BCE sia soggetta ai relativi obblighi di cooperazione e di scambio di informazioni imposti dalla normativa UE e partecipi pienamente nei collegi delle autorità di vigilanza. Inoltre, poiché l'esercizio di compiti di vigilanza da parte di un'istituzione europea apporta chiari benefici in termini di stabilità finanziaria e integrazione sostenibile dei mercati, occorre che anche gli Stati membri che non partecipano alla moneta unica abbiano la possibilità di partecipare al nuovo meccanismo. Tuttavia, l'assolvimento efficace dei compiti di vigilanza presuppone necessariamente l'attuazione piena e immediata delle decisioni in materia di vigilanza. Occorre che gli Stati membri che intendono partecipare al nuovo meccanismo si impegnino quindi ad assicurare che le autorità nazionali competenti si conformino alle misure richieste dalla BCE in relazione agli enti creditizi e vi diano attuazione. È opportuno che la BCE possa instaurare una cooperazione stretta con le autorità competenti di uno Stato membro che non partecipa alla moneta unica. È necessario che sia tenuta a instaurare la cooperazione quando sono soddisfatte le condizioni previste nel presente regolamento. ▌
(29 bis)Poiché gli Stati membri partecipanti che non fanno parte della zona euro non sono presenti nel consiglio direttivo finché non hanno aderito all'euro conformemente al trattato e non possono fruire appieno di altri meccanismi previsti per gli Stati membri della zona euro, il presente regolamento prevede ulteriori garanzie da applicare nel processo decisionale. Occorre tuttavia che queste garanzie, in particolare l'articolo 6, paragrafo 5 quinquies, siano usate in casi eccezionali debitamente giustificati e solo fintantoché si applicano le suddette circostanze specifiche. Le garanzie sono dovute alle circostanze specifiche in cui si trovano gli Stati membri partecipanti che non fanno parte della zona euro nel quadro del presente regolamento, in quanto non sono presenti nel consiglio direttivo e non possono fruire appieno di altri meccanismi previsti per gli Stati membri della zona euro. Pertanto, le garanzie non possono e non devono essere intese come un precedente per altri settori della politica dell'UE.
(29 ter)Nessuna disposizione del presente regolamento dovrebbe alterare in alcun modo l'attuale quadro che disciplina la modifica della forma giuridica delle filiazioni o succursali e l'applicazione di tale quadro, né essere interpretata o applicata nel senso che incentiva tale modifica. A tale riguardo, si dovrebbe rispettare pienamente la responsabilità delle autorità competenti degli Stati membri che non partecipano al meccanismo di vigilanza unico, di modo che dette autorità continuino a disporre di sufficienti poteri e strumenti di vigilanza sugli enti creditizi operanti nel loro territorio per poter esercitare tale responsabilità e salvaguardare in modo effettivo la stabilità finanziaria e l'interesse pubblico. Inoltre, al fine di assistere le autorità competenti nell'esercizio delle loro responsabilità occorre che siano fornite tempestivamente alle autorità competenti stesse e ai depositanti informazioni su eventuali modifiche della forma giuridica delle filiazioni o succursali.
(30) Per assolvere i suoi compiti la BCE deve disporre di adeguati poteri di vigilanza. La normativa dell'Unione in materia di vigilanza degli enti creditizi attribuisce determinati poteri alle autorità di vigilanza designate a tal fine dagli Stati membri. Nella misura in cui tali poteri rientrano nell'ambito dei compiti di vigilanza ad essa attribuiti, occorre considerare la BCE l'autorità competente per gli Stati membri partecipanti, ed è necessario dotala dei poteri conferiti alle autorità competenti dalla normativa dell'Unione, ossia i poteri conferiti alle autorità competenti dello Stato membro di origine e dello Stato membro ospitante e alle autorità designate.
(30 bis)La BCE dovrebbe disporre del potere di vigilanza di destituire un membro del consiglio di amministrazione conformemente alle disposizioni del presente regolamento.
(31) Per svolgere efficacemente i suoi compiti di vigilanza, è necessario che la BCE possa richiedere tutte le informazioni necessarie e svolgere indagini e ispezioni in loco, ove appropriato in collaborazione con le autorità nazionali competenti. La BCE e le autorità di vigilanza nazionali devono avere accesso alle stesse informazioni senza che gli enti creditizi siano soggetti al requisito della doppia relazione.
(31 bis)Il segreto professionale dell'avvocato è un principio fondamentale del diritto dell'Unione che protegge la riservatezza delle comunicazioni tra le persone fisiche o giuridiche e i loro consulenti, conformemente alle condizioni stabilite nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.
(31 ter)Se ha la necessità di richiedere informazioni ad una persona stabilita in uno Stato membro non partecipante ma appartenente ad un ente creditizio, una società di partecipazione finanziaria o una società di partecipazione finanziaria mista stabiliti in uno Stato membro partecipante, ovvero alla quale tale ente creditizio, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista abbia esternalizzato funzioni o attività operative, e se tale richiesta non può essere fatta valere né può essere eseguita nello Stato membro non partecipante, la BCE dovrebbe coordinarsi con l'autorità nazionale competente dello Stato membro non partecipante interessato.
(31 quater)Il presente regolamento non pregiudica l'applicazione delle norme stabilite dagli articoli 34 e 42 del protocollo sullo statuto della BCE. Occorre che gli atti adottati dalla BCE ai sensi del presente regolamento non conferiscano diritti o impongano obblighi agli Stati membri non partecipanti, salvo quando tali atti siano conformi alla normativa pertinente dell'Unione, in conformità dei protocolli (n. 4) e (n. 15).
(32) Quando gli enti creditizi esercitano il loro diritto di stabilimento o di libera prestazione di servizi in un altro Stato membro o nel caso in cui diversi soggetti in un gruppo siano stabiliti in Stati membri diversi, la normativa dell'Unione prevede procedure specifiche nonché la ripartizione delle competenze tra gli Stati membri interessati. Nella misura in cui la BCE assume taluni compiti di vigilanza per tutti gli Stati membri partecipanti, occorre che le predette procedure e la predetta ripartizione non si applichino all'esercizio del diritto di stabilimento o di libera prestazione di servizi in un altro Stato membro partecipante.
(32 bis)Quando svolge i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento e quando chiede assistenza alle autorità nazionali competenti, la BCE dovrebbe tenere debitamente conto di un giusto equilibrio tra il coinvolgimento di tutte le autorità nazionali competenti interessate, in linea con le responsabilità in materia di vigilanza su base individuale, subconsolidata e consolidata, stabilite nella legislazione applicabile dell'Unione.
(32 ter)Nessuna disposizione del presente regolamento dovrebbe essere intesa nel senso di conferire alla BCE il potere di infliggere sanzioni a persone fisiche o giuridiche diverse da enti creditizi, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista, fatto salvo il potere della BCE di chiedere alle autorità nazionali di intervenire per assicurare che vengano imposte sanzioni appropriate.
(33) In quanto istituzione stabilita dai trattati, la BCE è un'istituzione dell'Unione nel suo insieme. Nelle sue procedure decisionali, occorre che essa sia soggetta alle norme e ai principi generali dell'Unione in materia di giusto processo e di trasparenza. Occorre rispettare pienamente il diritto dei destinatari delle decisioni della BCE ad essere ascoltati nonché il loro diritto a chiedere un riesame delle decisioni della BCE ai sensi delle norme stabilite nel presente regolamento.
(34) L'attribuzione di compiti di vigilanza implica per la BCE una responsabilità considerevole in termini di salvaguardia della stabilità finanziaria nell'Unione e di esercizio il più possibile efficace e proporzionato dei poteri di vigilanza. È opportuno che il passaggio di poteri di vigilanza dal livello nazionale a quello dell'Unione sia bilanciato da adeguati obblighi in materia di trasparenza e responsabilità. Occorre pertanto che la BCE risponda dell'esecuzione di tali compiti al Parlamento europeo e ▌al Consiglio ▌quali istituzioni democraticamente legittimate a rappresentare i cittadini europei e gli Stati membri dell'UE, anche tramite relazioni periodiche e risposte a interrogazioni e quesiti del Parlamento europeo conformemente al suo regolamento, e dell'Eurogruppo. Gli obblighi di relazione dovrebbero essere vincolati al pertinente segreto professionale.
(34 bis)Occorre che la BCE trasmetta anche ai parlamenti nazionali degli Stati membri partecipanti le relazioni che indirizza al Parlamento europeo e al Consiglio. I parlamenti nazionali degli Stati membri partecipanti dovrebbero essere in grado di indirizzare osservazioni o quesiti alla BCE in merito allo svolgimento dei compiti di vigilanza a essa attribuiti, cui la BCE può rispondere. I regolamenti interni dei suddetti parlamenti nazionali dovrebbero tenere conto delle modalità delle procedure e dei meccanismi pertinenti per indirizzare osservazioni e quesiti alla BCE. In tale contesto andrebbe prestata particolare attenzione a osservazioni o quesiti concernenti la revoca delle autorizzazioni degli enti creditizi in relazione alla quale le autorità nazionali, conformemente alla procedura di cui all'articolo 13, paragrafo 2 bis, hanno intrapreso azioni necessarie per la risoluzione o per il mantenimento della stabilità finanziaria. Il parlamento di uno Stato membro partecipante dovrebbe inoltre essere in grado di invitare il presidente o un rappresentante del consiglio di vigilanza a partecipare a uno scambio di opinioni in relazione alla vigilanza degli enti creditizi in detto Stato membro, insieme con un rappresentante dell'autorità nazionale competente. Tale ruolo dei parlamenti nazionali risulta opportuno alla luce del potenziale impatto delle misure di vigilanza sulle finanze pubbliche, sugli enti creditizi e i rispettivi clienti e dipendenti, nonché sui mercati degli Stati membri partecipanti. Nei casi in cui le autorità di vigilanza nazionali intervengono a norma del presente regolamento, è opportuno che resti d'applicazione il regime di responsabilità previsto dalla normativa nazionale.
(34 ter)Il presente regolamento non pregiudica il diritto del Parlamento europeo di istituire una commissione temporanea d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione, ai sensi dell'articolo 226 del TFUE, né l'esercizio delle sue funzioni di controllo politico quali previste nei trattati, incluso il diritto del Parlamento europeo di prendere posizione o adottare una risoluzione su questioni che ritenga appropriate.
(34 quater)Nella sua azione la BCE dovrebbe rispettare i principi in materia di garanzie procedurali e di trasparenza.
(34 quinquies)I regolamenti di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del TFUE dovrebbero determinare le modalità di accesso ai documenti in possesso della BCE risultanti dall'espletamento dei suoi compiti di vigilanza, conformemente al trattato.
(34 sexies)Così come previsto all'articolo 263 del TFUE, la Corte di giustizia dell'Unione europea esercita un controllo di legittimità anche sugli atti della BCE, diversi da raccomandazioni e pareri, destinati a produrre effetti giuridici nei confronti di terzi.
(34 septies)A norma dell'articolo 340 del TFUE, la BCE dovrebbe risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni. Dovrebbe restare impregiudicata la responsabilità delle autorità nazionali competenti di risarcire i danni cagionati da esse stesse o dai loro agenti nell'esercizio delle loro funzioni conformemente alla legislazione nazionale.
(34 octies)Conformemente all'articolo 342 del TFUE, alla BCE si applica il regolamento n. 1 che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea.
(34 nonies)Nel determinare se il diritto di accesso al fascicolo da parte di persone interessate debba essere limitato, occorre che la BCE rispetti i diritti fondamentali e osservi i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale.
(34 decies)Occorre che la BCE riconosca alle persone fisiche e alle persone giuridiche la possibilità di chiedere un riesame delle decisioni adottate in virtù dei poteri conferitile dal presente regolamento e di cui dette persone sono destinatarie o che le riguardano direttamente e individualmente. La portata del riesame dovrebbe riguardare la conformità procedurale e sostanziale di tali decisioni con il presente regolamento, nel rispetto, nel contempo, del margine di discrezionalità lasciato alla BCE nel decidere sull'opportunità di adottare le decisioni stesse. A tal fine e per ragioni di semplificazione delle procedure, la BCE dovrebbe istituire una commissione amministrativa del riesame incaricata di effettuare tale riesame interno. Per costituire la commissione, occorre che il consiglio direttivo della BCE nomini persone di indubbio prestigio. Nella sua decisione il consiglio direttivo dovrebbe, per quanto possibile, garantire un equilibrio geografico e di genere adeguato fra tutti gli Stati membri. La procedura stabilita per il riesame dovrebbe consentire al consiglio di vigilanza di riconsiderare il precedente progetto di decisione in funzione delle esigenze.
(35) La BCE è competente a esercitare funzioni di politica monetaria ai fini del mantenimento della stabilità dei prezzi ai sensi dell'articolo 127, paragrafo 1, del TFUE. L'assolvimento di compiti di vigilanza mira a tutelare la sicurezza e la solidità degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario. I compiti dovrebbero pertanto essere assolti in maniera nettamente separata per evitare conflitti di interesse e per assicurare che ciascuna funzione sia esercitata conformemente agli obiettivi applicabili. La BCE dovrebbe poter garantire che il consiglio direttivo operi in modo completamente differenziato rispetto alle funzioni di politica monetaria e di vigilanza. Tale differenziazione dovrebbe almeno prevedere riunioni e ordini del giorno rigorosamente separati.
(35 bis)La separazione organizzativa del personale dovrebbe riguardare tutti i servizi necessari per i fini di politica monetaria indipendente e dovrebbe garantire che l'esecuzione dei compiti attribuiti dal presente regolamento sia pienamente soggetta alla responsabilità democratica e alla supervisione previste dal presente regolamento. Il personale coinvolto nello svolgimento dei compiti assegnati alla BCE dal presente regolamento dovrebbe riferire al presidente del consiglio di vigilanza.
(36) Occorre, in particolare, istituire con la BCE un consiglio di vigilanza incaricato di preparare le decisioni in materia di vigilanza, che ricomprenda le competenze specifiche delle autorità di vigilanza nazionali. È opportuno pertanto che il consiglio ▌sia presieduto da un presidente ▌, abbia un vicepresidente ▌e sia ▌composto di rappresentanti della BCE e delle autorità nazionali. Le nomine del consiglio di vigilanza a norma del presente regolamento dovrebbero rispettare i principi di equilibrio di genere, esperienza e qualifica. Tutti i membri del consiglio di vigilanza dovrebbero essere informati in modo tempestivo e completo dei punti all'ordine del giorno delle sue riunioni, in modo da agevolare l'efficacia delle discussioni e il processo di elaborazione del progetto di decisione.
(36 bis)Nello svolgimento dei propri compiti, il consiglio di vigilanza tiene conto di tutti i fatti e di tutte le circostanze pertinenti negli Stati membri partecipanti ed esercita le proprie funzioni nell'interesse dell'Unione nel suo complesso.
(36 ter)Nel pieno rispetto delle disposizioni istituzionali e in materia di voto stabilite dai trattati, il consiglio di vigilanza dovrebbe essere un organo essenziale nell'esecuzione dei compiti di vigilanza da parte della BCE, compiti di cui, sino ad ora, sono rimaste depositarie le autorità nazionali competenti. Per tale motivo, occorre conferire al Consiglio il potere di adottare una decisione di esecuzione al fine di nominare il presidente e il vicepresidente del consiglio di vigilanza. Dopo aver sentito il consiglio di vigilanza, la BCE dovrebbe presentare al Parlamento europeo, per approvazione, una proposta di nomina del presidente e del vicepresidente. Dopo l'approvazione di tale proposta, il Consiglio dovrebbe adottare la suddetta decisione di esecuzione. Il presidente dovrebbe essere scelto in base ad una procedura di selezione aperta, di cui il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero essere tenuti debitamente al corrente.
(36 quater)Ai fini di una rotazione adeguata e, nel contempo, a tutela della sua piena indipendenza, occorre che il presidente sia eletto per un mandato, non rinnovabile, non superiore a cinque anni. Per assicurare il pieno coordinamento con le attività dell'ABE e con le politiche prudenziali dell'Unione, è opportuno che il consiglio di vigilanza possa invitare l'ABE e la Commissione in veste di osservatori. Il presidente dell'autorità europea di risoluzione delle crisi, una volta istituita, dovrebbe partecipare in veste di osservatore alle riunioni del consiglio di vigilanza.
(36 quinquies)È opportuno che il consiglio di vigilanza sia assistito da un comitato direttivo, a composizione più ristretta. Occorre che il comitato direttivo prepari le riunioni del consiglio di vigilanza ed eserciti le sue funzioni unicamente nell'interesse dell'Unione nel suo complesso e cooperi con il consiglio di vigilanza in piena trasparenza.
(36 sexies)Il consiglio direttivo della BCE dovrebbe invitare i rappresentanti degli Stati membri partecipanti che non fanno parte della zona euro quando considera di sollevare obiezioni riguardo ad un progetto di decisione preparato dal consiglio di vigilanza o quando le autorità nazionali competenti interessate comunicano al consiglio direttivo il proprio disaccordo motivato su un progetto di decisione del consiglio di vigilanza, qualora tale decisione sia indirizzata alle autorità nazionali in relazione ad enti creditizi di Stati membri partecipanti che non fanno parte della zona euro.
(36 septies)Per assicurare la separazione tra la politica monetaria e i compiti di vigilanza, è opportuno esigere dalla BCE la creazione di un gruppo di esperti di mediazione. L'istituzione del gruppo di esperti, e in particolare la sua composizione, dovrebbe garantire la risoluzione delle divergenze in modo equilibrato, nell'interesse dell'Unione nel suo insieme.
(37) Occorre che il consiglio di vigilanza, il comitato direttivo e il personale della BCE con incarichi di vigilanza siano vincolati a un segreto professionale appropriato. Un obbligo analogo deve applicarsi allo scambio di informazioni con il personale della BCE estraneo alle attività di vigilanza. Occorre che ciò non impedisca alla BCE di scambiare informazioni, nei limiti e alle condizioni fissati dagli atti normativi dell'Unione in materia, anche con la Commissione europea ai fini dei compiti di cui agli articoli 107 e 108 del TFUE e ai sensi della normativa dell'Unione sul miglioramento della sorveglianza economica e di bilancio.
(38) Per svolgere efficacemente i suoi compiti di vigilanza, occorre che la BCE svolga i compiti di vigilanza ad essa attribuiti in piena indipendenza, in particolare libera da indebite influenze politiche e da qualsiasi ingerenza degli operatori del settore, che potrebbero comprometterne l'indipendenza operativa.
(38 bis)L'uso di periodi di incompatibilità (cooling-off) nelle autorità di vigilanza è importante per garantire l'efficienza e l'indipendenza della vigilanza esercitata da tali autorità. A tal fine e fatta salva l'applicazione di norme nazionali più rigorose, la BCE dovrebbe istituire e mantenere procedure generali e formali, inclusi periodi di riesame proporzionati, per valutare in anticipo e prevenire potenziali conflitti con l'interesse legittimo del meccanismo di vigilanza unico / della BCE nel caso in cui un ex membro del consiglio di vigilanza inizi a svolgere un'attività nel settore bancario un tempo soggetto alla sua vigilanza.
(39) Per assolvere efficacemente i suoi compiti di vigilanza la BCE deve disporre di risorse consone, ottenute con modalità che salvaguardino l'indipendenza della BCE da indebite influenze delle autorità nazionali competenti e dei partecipanti ai mercati e che assicurino la separazione fra politica monetaria e compiti di vigilanza. È opportuno che i costi della vigilanza siano sostenuti ▌dai soggetti che vi sono sottoposti. L'esercizio dei compiti di vigilanza da parte della BCE dovrebbe quindi essere finanziato ▌ imponendo agli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti il pagamento di una commissione▌ annuale. Per coprire le spese sostenute nello svolgimento dei suoi compiti in qualità di autorità di vigilanza dello Stato membro ospitante nei confronti di succursali, la BCE dovrebbe poter imporre il pagamento di commissioni alle succursali stabilite in uno Stato membro partecipante di un ente creditizio stabilito in uno Stato membro non partecipante. Qualora un ente creditizio o una succursale siano sottoposti a vigilanza su base consolidata, le commissioni dovrebbero essere imposte al massimo livello di un ente creditizio all'interno del gruppo interessato stabilito negli Stati membri partecipanti. Dal calcolo delle commissioni dovrebbero essere escluse le filiazioni stabilite in Stati membri non partecipanti.
(39 bis)Se un ente creditizio è incluso nella vigilanza su base consolidata, la commissione dovrebbe essere calcolata al massimo livello di consolidamento negli Stati membri partecipanti e assegnata agli enti creditizi stabiliti in uno Stato membro partecipante e inclusi nella vigilanza su base consolidata sulla base di criteri obiettivi relativi alla loro rilevanza e al loro profilo di rischio, comprese le attività ponderate per il rischio.
(40) Una vigilanza efficace presuppone personale estremamente motivato, adeguatamente formato e imparziale. Al fine di creare un meccanismo di vigilanza realmente integrato occorre precedere ad uno scambio e un distacco adeguato di personale tra tutte le autorità di vigilanza nazionali degli Stati membri partecipanti e tra di esse e la BCE. Per assicurare un controllo tra pari su base continuativa, in particolare nella vigilanza sulle grandi banche, la BCE deve poter chiedere che le squadre di vigilanza nazionali coinvolgano anche personale proveniente dalle autorità competenti di altri Stati membri partecipanti, consentendo l'istituzione di squadre di vigilanza diversificate geograficamente con profili e competenze specifiche. Lo scambio e il distacco di personale contribuiranno a instaurare una cultura comune di vigilanza. La BCE fornirà periodicamente informazioni in merito a quanti membri del personale proveniente dalle autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti sono distaccati presso la BCE ai fini del meccanismo di vigilanza unico.
(41) Date la globalizzazione dei servizi bancari e l'accresciuta importanza degli standard internazionali, occorre che la BCE assolva i suoi compiti nel rispetto di tali standard e attraverso il dialogo e una cooperazione stretta con le autorità di vigilanza al di fuori dell'Unione, senza sovrapporsi alla funzione internazionale dell'ABE. È opportuno che sia abilitata a stabilire contatti e concludere accordi amministrativi con le autorità di vigilanza e le amministrazioni di paesi terzi, nonché con organizzazioni internazionali, in coordinamento con l'ABE e nel pieno rispetto delle funzioni esistenti e delle rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione.
(42) La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(11) e il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati(12), si applicano pienamente al trattamento dei dati personali da parte della BCE ai fini del presente regolamento.
(43) Alla BCE si applica il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)(13). La BCE ha adottato la decisione BCE/2004/11, del 3 giugno 2004, riguardante le condizioni e le modalità delle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode in seno alla Banca centrale europea(14).
(44) Affinché gli enti creditizi siano sottoposti ad una vigilanza ottimale sotto il profilo qualitativo e libera da considerazioni estranee all'ottica prudenziale e per affrontare in modo tempestivo ed efficace le conseguenze negative e che si rafforzano a vicenda degli sviluppi di mercato, occorre che la BCE inizi a esercitare i compiti di vigilanza specifici il più presto possibile. Il trasferimento di tali compiti dalle autorità di vigilanza nazionali alla BCE richiede tuttavia una certa preparazione. È pertanto opportuno prevedere un periodo adeguato di introduzione graduale. ▌
(44 bis)Nell'adottare le modalità operative dettagliate per l'esecuzione dei compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento, la BCE dovrebbe prevedere modalità transitorie che garantiscano la conclusione delle procedure di vigilanza in corso, incluse eventuali decisioni e/o misure adottate o indagini avviate prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.
▌
(45 bis)La Commissione ha affermato, nella comunicazione del 28 novembre 2012, intitolata «Un piano per un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita» che « si potrebbe modificare l'articolo 127, paragrafo 6, del TFUE, per rendere applicabile la procedura legislativa ordinaria e per eliminare alcune delle restrizioni giuridiche che esso impone attualmente sulla configurazione del meccanismo di vigilanza unico (ad es., sancire la possibilità di partecipazione diretta e irrevocabile al meccanismo di vigilanza unico da parte degli Stati membri non appartenenti alla zona euro, al di là del modello della »stretta cooperazione«; concedere agli Stati membri non appartenenti alla zona euro partecipanti al meccanismo di vigilanza unico pieni e uguali poteri nelle decisioni della BCE e andare oltre nella separazione interna della struttura decisionale in materia di politica monetaria e di vigilanza)». Essa ha inoltre affermato che «un punto specifico da affrontare sarebbe il rafforzamento della responsabilità democratica della BCE nella sua veste di autorità di vigilanza delle banche». Si ricorda che il trattato sull'Unione europea prevede che il governo di qualsiasi Stato membro, il Parlamento europeo o la Commissione europea possono sottoporre progetti intesi a modificare i trattati, che possono riguardare ogni aspetto dei trattati.
(46) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, la libertà di impresa, il diritto ad un ricorso effettivo e ad un giudice imparziale e deve essere attuato conformemente a detti diritti e principi.
(47) Dato che gli obiettivi del presente regolamento, ossia l'istituzione di un quadro efficiente ed efficace per l'esercizio di compiti specifici di vigilanza sugli enti creditizi da parte di un organo dell'Unione e l'applicazione uniforme del corpus unico di norme agli enti creditizi, non possono essere raggiunti in modo sufficiente a livello di Stati membri e possono pertanto essere meglio conseguiti a livello dell'Unione a motivo della struttura paneuropea del mercato bancario e dell'impatto dei fallimenti bancari sugli altri Stati membri, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Capo I
Oggetto e definizioni
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
Il presente regolamento attribuisce alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, al fine di contribuire alla sicurezza e alla solidità degli enti creditizi e alla stabilità del sistema finanziario all'interno dell'UE e di ciascuno Stato membro, con pieno riguardo e dovere di diligenza riguardo all'unità e all'integrità del mercato interno, in base alla parità di trattamento degli enti creditizi al fine di impedire l'arbitraggio regolamentare.
Gli enti di cui all'articolo 2 della direttiva 2006/48/CE sono esclusi dai compiti di vigilanza attribuiti alla BCE conformemente all'articolo 4 del presente regolamento. La portata dei compiti di vigilanza della BCE si limita alla regolamentazione prudenziale degli enti creditizi ai sensi del presente regolamento. Il presente regolamento non attribuisce alla BCE compiti di vigilanza di altro tipo, ad esempio compiti relativi alla vigilanza prudenziale delle controparti centrali.
Nell'assolvere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento e fatto salvo l'obiettivo di garantire la sicurezza e la solidità degli enti creditizi, occorre che la BCE tenga in debita considerazione le diverse tipologie, i modelli societari e le dimensioni degli enti creditizi.
Nessuna azione, proposta o politica della BCE discrimina, direttamente o indirettamente, uno Stato membro o un gruppo di Stati membri quale luogo di prestazione di servizi bancari o finanziari in qualsiasi valuta.
Il presente regolamento lascia impregiudicate le competenze delle autorità competenti degli Stati membri partecipanti a svolgere i compiti di vigilanza non attribuiti dal presente regolamento alla BCE, e i relativi poteri.
Il presente regolamento lascia inoltre impregiudicate le competenze delle autorità competenti o designate degli Stati membri partecipanti ad applicare strumenti macroprudenziali non previsti da pertinenti atti legislativi dell'Unione, e i relativi poteri.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento s'intende per:
1)
«Stato membro partecipante»: uno Stato membro la cui moneta è l'euro oppure uno Stato membro la cui moneta non è l'euro che ha instaurato una collaborazione stretta ai sensi dell'articolo 6;
2)
«autorità nazionale competente»: qualsiasi autorità nazionale competente designata dagli Stati membri partecipanti a norma della direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusione)(15), e della direttiva 2006/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusione)(16);
3)
«ente creditizio»: un ente creditizio come definito all'articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/48/CE;
4)
«società di partecipazione finanziaria»: una società di partecipazione finanziaria come definita all'articolo 4, punto 19, della direttiva 2006/48/CE;
5)
«società di partecipazione finanziaria mista»: una società di partecipazione finanziaria mista come definita all'articolo 2, punto 15, della direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario(17);
6)
«conglomerato finanziario»: un conglomerato finanziario come definito all'articolo 2, punto 14, della direttiva 2002/87/CE;
6 bis)
«autorità nazionale designata»: un'autorità designata ai sensi della pertinente normativa dell'Unione.
6 ter)
«partecipazione qualificata»: una partecipazione qualificata come definita all'articolo 4, punto 11, della direttiva 2006/48/CE;
6 quater)
«meccanismo di vigilanza unico»: un sistema europeo di vigilanza finanziaria composto dalla Banca centrale europea e dalle autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti come definito all'articolo 5 del presente regolamento.
Capo II
Cooperazione e compiti
Articolo 3
Cooperazione
1. La BCE coopera strettamente con l'Autorità bancaria europea, con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, con l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e con il Comitato europeo per il rischio sistemico nonché con le altre autorità che fanno parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) istituito dall'articolo 2 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010 e (UE) n. 1095/2010, che garantiscono un livello adeguato di regolamentazione e di vigilanza nell'Unione.
Laddove necessario, la BCE stipula memorandum d'intesa con le autorità competenti degli Stati membri aventi responsabilità per i mercati degli strumenti finanziari. Tali memorandum sono a disposizione del Parlamento europeo, del Consiglio e delle autorità competenti di tutti gli Stati membri.
1 bisAi fini del presente regolamento la BCE partecipa al consiglio delle autorità di vigilanza dell'Autorità bancaria europea alle condizioni di cui all'articolo 40 del regolamento (UE) n. 1093/2010.
1 ter.La BCE esercita le sue funzioni nel rispetto del presente regolamento lasciando impregiudicate le competenze e le funzioni dell'ABE, dell'AESFEM, dell'EIOPA e del CERS.
1 quater. La BCE coopera strettamente con le autorità abilitate a risolvere le crisi degli enti creditizi, anche nella preparazione dei piani di risoluzione.
1 quinquies.Fatti salvi gli articoli 1, 4 e 5, la BCE coopera strettamente con qualsiasi meccanismo di assistenza finanziaria pubblica, inclusi il fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e il meccanismo europeo di stabilità (MES), in particolare se tale meccanismo ha concesso o probabilmente concederà assistenza finanziaria diretta o indiretta a un ente creditizio soggetto all'articolo 4 del presente regolamento.
1 sexies.La BCE e le autorità nazionali competenti degli Stati membri non partecipanti concludono un memorandum d'intesa che descrive in termini generali come intendono cooperare nell'esecuzione dei loro compiti di vigilanza ai sensi della normativa dell'Unione in relazione agli enti finanziari definiti nell'articolo 2. Il memorandum è riesaminato periodicamente.
Fatto salvo il primo comma, la BCE conclude un memorandum d'intesa con l'autorità nazionale competente dei singoli Stati membri non partecipanti che siano Stati membri d'origine di almeno un ente di importanza sistemica a livello mondiale, come definito dalla normativa dell'Unione.
Ciascun memorandum è riesaminato periodicamente e pubblicato, fatto salvo l'adeguato trattamento delle informazioni riservate.
Articolo 4
Compiti attribuiti alla BCE
1. Nel quadro dell'articolo 5, conformemente al paragrafo 3 del presente articolo la BCE ha competenza esclusiva nell'assolvimento dei compiti seguenti, a fini di vigilanza prudenziale, nei confronti di tutti gli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti:
a)
rilasciare e revocare l'autorizzazione agli enti creditizi fatte salve le disposizioni dell'articolo 13;
a bis)
nei confronti degli enti creditizi stabiliti in uno Stato membro partecipante che desiderano aprire una succursale o prestare servizi transfrontalieri in uno Stato membro non partecipante, assolvere i compiti che incombono all'autorità competente dello Stato membro di origine in virtù della pertinente normativa dell'Unione;
b)
valutare le domande di acquisizione e cessione di partecipazioni qualificate in enti creditizi, tranne nel caso della risoluzione di una crisi bancaria, e fatte salve le disposizioni dell'articolo 13 bis;
c)
accertare l'osservanza degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, che impongono agli enti creditizi requisiti prudenziali relativamente a requisiti in materia di fondi propri, cartolarizzazione, limitazioni dell'esposizione, liquidità, leva finanziaria, segnalazione e divulgazione al pubblico delle informazioni su tali aspetti;
▌
f)
provvedere al rispetto degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, che impongono agli enti creditizi requisiti che assicurino la presenza ▌ di dispositivi ▌di governance solidi, compresi i requisiti di competenza e onorabilità per i responsabili della gestione degli enti creditizi, di processi di gestione del rischio, di meccanismi di controllo interno, di politiche e prassi remunerative e di processi efficaci di valutazione dell'adeguatezza del capitale interno, compresi i modelli basati sui rating interni;
g)
effettuare le valutazioni prudenziali comprese, se del caso in coordinamento con l'ABE, le prove di stress e la loro eventuale pubblicazione, per accertare se i dispositivi, le strategie, i processi e meccanismi instaurati dagli enti creditizi e i fondi propri da essi detenuti permettano una gestione solida e la copertura dei rischi e, alla luce di tale valutazione prudenziale, imporre agli enti creditizi obblighi specifici in materia di fondi propri supplementari, di pubblicazione e di liquidità, nonché altre misure nei casi espressamente contemplati dalla pertinente normativa dell'Unione per le autorità competenti;
▌
i)
esercitare la vigilanza su base consolidata sulle imprese madri degli enti creditizi stabilite in uno degli Stati membri partecipanti, comprese le società di partecipazione finanziaria e le società di partecipazione finanziaria mista, e partecipare alla vigilanza su base consolidata, anche in collegi delle autorità di vigilanza, fatta salva la partecipazione delle autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti a tali collegi in qualità di osservatori, sulle imprese madri non stabilite in uno degli Stati membri partecipanti;
j)
partecipare alla vigilanza supplementare dei conglomerati finanziari in relazione agli enti creditizi che ne fanno parte e assumere i compiti di coordinatore quando la BCE è nominata coordinatore per un conglomerato finanziario conformemente ai criteri fissati nella pertinente normativa dell'Unione;
k)
svolgere ▌i compiti di vigilanza collegati ai piani di risanamento e all'intervento precoce qualora un ente creditizio o gruppo, nei cui confronti la BCE sia l'autorità di vigilanza su base consolidata, non soddisfi o rischi di violare i requisiti prudenziali applicabili nonché, solo nei casi previsti espressamente dalla pertinente normativa dell'Unione per le autorità competenti, a cambiamenti strutturali richiesti agli enti creditizi per prevenire lo stress finanziario o il fallimento, ad esclusione dei poteri di risoluzione.
▌
2. Nei confronti degli enti creditizi stabiliti in uno Stato membro non partecipante che aprono una succursale o che prestano servizi transfrontalieri in uno Stato membro partecipante, la BCE assolve, nell'ambito del paragrafo 1, i compiti ▌di competenza delle autorità ▌competenti dello Stato membro partecipante in conformità della pertinente normativa dell'Unione.
3. Ai fini dell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento e allo scopo di assicurare standard elevati di vigilanza, la BCE applica tutta la normativa pertinente dell'Unione e, se tale normativa dell'Unione è composta da direttive, la legislazione nazionale di recepimento di tali direttive. Laddove la normativa pertinente dell'Unione sia costituita da regolamenti e al momento tali regolamenti concedano esplicitamente opzioni per gli Stati membri, la BCE applica anche la legislazione nazionale di esercizio delle opzioni.
A tal fine, la BCE adotta orientamenti e raccomandazioni e prende decisioni fatti salvi la pertinente normativa dell'Unione e in particolare qualsiasi atto legislativo e non legislativo, compresi quelli di cui agli articoli 290 e 291 del TFUE, e conformemente agli stessi. In particolare, è soggetta alle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione vincolanti elaborate dall'ABE e adottate dalla Commissione a norma degli articoli da 10 a 15 del regolamento (UE) n. 1093/2010, all'articolo 16 di tale regolamento concernente gli orientamenti e le raccomandazioni e alle disposizioni del regolamento ABE sul manuale di vigilanza europeo predisposto dall'ABE conformemente a tale regolamento. La BCE può inoltre adottare regolamenti solo nella misura in cui ciò sia necessario per organizzare o precisare le modalità di assolvimento di tali compiti.
Prima di adottare un regolamento la BCE effettua consultazioni pubbliche e analizza potenziali costi e benefici, a meno che tali consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto del regolamento in questione, ovvero in relazione alla particolare urgenza della questione, nel qual caso la BCE dà conto dell'urgenza.
Se necessario, la BCE contribuisce, svolgendo qualsiasi ruolo partecipativo, all'elaborazione di progetti di norme tecniche di regolamentazione o di attuazione dell'ABE a norma del regolamento (UE) n. 1093/2010 o richiama l'attenzione di quest'ultima sulla potenziale necessità di presentare alla Commissione progetti di norme che modificano le attuali norme tecniche di regolamentazione o di attuazione.
Articolo 4 bis
Compiti e strumenti macroprudenziali
1.Ove opportuno o qualora lo si ritenga necessario, e fatto salvo il paragrafo 2, le autorità competenti o designate degli Stati membri partecipanti applicano i requisiti in materia di riserve di capitale che gli enti creditizi devono detenere al livello pertinente in conformità della pertinente normativa dell'Unione in aggiunta ai requisiti in materia di fondi propri di cui all'articolo 4, paragrafo 1 quater, tra cui la fissazione di quote della riserva di capitale anticiclica, e ogni altra misura mirante ad affrontare i rischi sistemici o macroprudenziali prevista dalle procedure di cui alle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE e fatte salve le procedure stabilite nelle stesse, nei casi specificati nella pertinente normativa dell'Unione. Dieci giorni lavorativi prima di adottare tale decisione, l'autorità interessata notifica debitamente la propria intenzione alla BCE. Qualora sollevi un'obiezione, la BCE dichiara le sue ragioni per iscritto entro cinque giorni lavorativi. L'autorità interessata tiene debitamente in considerazione le ragioni della BCE prima di procedere con la decisione, se del caso.
2.La BCE può applicare, qualora lo si ritenga necessario, invece delle autorità nazionali competenti o designate dello Stato membro partecipante, requisiti più elevati in materia di riserve di capitale rispetto a quelli applicati dalle autorità nazionali competenti o designate degli Stati membri partecipanti che gli enti creditizi devono detenere al livello pertinente in conformità della pertinente normativa dell'Unione in aggiunta ai requisiti in materia di fondi propri di cui all'articolo 4, paragrafo 1 quater, tra cui la fissazione di quote della riserva di capitale anticiclica, alle condizioni di cui ai paragrafi 3 e 4, e applicare misure più rigorose miranti ad affrontare i rischi sistemici o macroprudenziali al livello degli enti creditizi fatte salve le procedure stabilite nelle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE e nei casi specificati nella pertinente normativa dell'Unione.
3.Un'autorità nazionale competente o designata può proporre alla BCE di agire ai sensi del paragrafo 2 per far fronte alla situazione specifica del sistema finanziario e dell'economia del suo Stato membro.
4.Se intende agire conformemente al paragrafo 2, la BCE coopera strettamente con le autorità designate negli Stati membri interessati al momento di valutare qualsiasi azione. In particolare, notifica la propria intenzione alle autorità nazionali competenti o designate interessate dieci giorni lavorativi prima di adottare tale decisione. Qualora una delle autorità interessate sollevi un'obiezione, dichiara le sue ragioni per iscritto entro cinque giorni lavorativi. La BCE tiene debitamente in considerazione tali ragioni prima di procedere con la decisione, se del caso.
5.Nello svolgimento dei compiti di cui al paragrafo 2, la BCE tiene conto della situazione specifica del sistema finanziario, della situazione economica e del ciclo economico nei singoli Stati membri o in parti di essi.
Articolo 5
Cooperazione con il meccanismo di vigilanza unico
1. La BCE svolge i suoi compiti nel quadro del meccanismo di vigilanza unico composto dalla BCE e dalle autorità nazionali competenti. La BCE è responsabile del funzionamento efficace e coerente del meccanismo di vigilanza unico.
2. Sia la BCE che le autorità nazionali competenti sono soggette al dovere di cooperazione in buona fede e all'obbligo di scambio di informazioni.
Fatto salvo il potere della BCE di ricevere direttamente le informazioni comunicate su base continuativa dagli enti creditizi, o di accedervi direttamente, le autorità nazionali competenti forniscono in particolare alla BCE tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento dei compiti attribuiti alla BCE stessa dal presente regolamento.
▌
4 bis. Ove opportuno e fatte salve la competenza e la responsabilità della BCE in ordine ai compiti attribuitile dal presente regolamento, le autorità nazionali sono competenti ad assistere la BCE, alle condizioni stabilite nel quadro indicato nel paragrafo 4 sexies, nella preparazione e nell'attuazione degli atti inerenti ai compiti di cui all'articolo 4 concernenti tutti gli enti creditizi, compresa l'assistenza nelle attività di verifica. Esse seguono le istruzioni fornite dalla BCE nello svolgimento dei compiti di cui all'articolo 4.
4 terIn relazione ai compiti definiti nell'articolo 4, eccetto il paragrafo 1, lettere a) e b), la BCE ha le responsabilità di cui al paragrafo 4 quater e le autorità nazionali competenti hanno le responsabilità di cui al paragrafo 4 quinquies, nel quadro di cui al paragrafo 4 sexies e fatte salve le procedure ivi indicate, per la vigilanza dei seguenti enti creditizi, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista, o succursali, stabilite in Stati membri partecipanti, di enti creditizi stabiliti in Stati membri non partecipanti:
quelli meno rilevanti su base consolidata, al massimo livello di consolidamento all'interno degli Stati membri partecipanti, ovvero singolarmente, nel caso specifico di succursali, stabilite in Stati membri partecipanti, di enti creditizi stabiliti in Stati membri non partecipanti. La significatività è valutata sulla base dei seguenti criteri:
i)
dimensioni;
ii)
importanza per l'economia dell'UE o di qualsiasi Stato membro partecipante;
iii)
significatività delle attività transfrontaliere.
i)
il valore totale delle sue attività supera i 30 miliardi di EUR; oppure
ii)
il rapporto tra le sue attività totali e il PIL dello Stato membro partecipante dove è stabilito supera il 20%, a meno che il valore totale delle sue attività sia inferiore a 5 miliardi di euro; oppure
iii)
in seguito alla notifica dell'autorità nazionale competente secondo cui tale ente riveste una importanza significativa con riguardo all'economia nazionale, la BCE decide di confermare tale significatività sulla scorta di una sua valutazione approfondita, compreso lo stato patrimoniale, dell'ente creditizio in questione.
Inoltre la BCE può, di propria iniziativa, considerare un ente di importanza significativa quando questo ha stabilito filiazioni in più di uno Stato membro partecipante e le sue attività e passività transfrontaliere rappresentano una parte significativa delle attività o passività totali soggette alle condizioni di cui alla metodologia.
Quelli per i quali è stata richiesta o ricevuta direttamente assistenza finanziaria pubblica dall'EFSF o dal MES non sono considerati meno significativi.
Nonostante i commi precedenti la BCE svolge i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento nei confronti dei tre enti creditizi più significativi in ciascuno Stato membro partecipante, salvo circostanze particolari.
4 quaterRiguardo agli enti creditizi di cui al paragrafo ter, e nel quadro definito nel paragrafo 4 sexies:
a)
la BCE impartisce alle autorità nazionali competenti regolamenti, orientamenti o istruzioni generali in base ai quali sono eseguiti i compiti definiti nell'articolo 4, ad esclusione delle lettere a) e b), e le decisioni di vigilanza sono adottate dalle autorità nazionali competenti.
Tali istruzioni possono riferirsi ai poteri specifici di cui all'articolo 13 ter, paragrafo 2 per gruppi o categorie di enti creditizi al fine di assicurare la coerenza dei risultati della vigilanza nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico;
b)
allorché necessario per garantire l'applicazione coerente di standard di vigilanza elevati la BCE può decidere in qualsiasi momento, di propria iniziativa dopo essersi consultata con le autorità nazionali o su richiesta di un'autorità nazionale competente, di esercitare direttamente tutti i pertinenti poteri per uno o più enti creditizi di cui al paragrafo 4 ter, ivi compreso il caso in cui è stata richiesta o ricevuta indirettamente l'assistenza finanziaria dall'EFSF o dal MES;
c)
la BCE esercita una sorveglianza sul funzionamento del sistema, sulla base delle responsabilità e delle procedure di cui al presente articolo, in particolare al paragrafo 4 sexies, lettera c);
d)
la BCE può avvalersi in qualsiasi momento dei poteri di cui agli articoli da 9 a 12;
e)
la BCE può inoltre richiedere, in casi specifici o in via permanente, informazioni alle autorità nazionali competenti in merito all'assolvimento dei compiti da esse svolti in virtù del presente articolo.
4 quinquies.Fatto salvo il paragrafo 4 quater, le autorità nazionali competenti svolgono i compiti - e ne sono responsabili - di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere a bis), c), f), g), i e k) e adottano tutte le pertinenti decisioni di vigilanza in relazione agli enti creditizi menzionati al paragrafo 4 ter, primo comma, nel quadro di cui al paragrafo 4 sexies e fatte salve le procedure ivi stabilite.
Fatti salvi gli articoli da 9 a 12, le autorità nazionali competenti e designate mantengono il potere, conformemente alla normativa nazionale, di ottenere informazioni dagli enti creditizi, dalle società di partecipazione finanziaria, dalle società di partecipazione finanziaria mista e dalle imprese incluse nella situazione finanziaria consolidata di un ente creditizio e di svolgere ispezioni in loco presso tali enti creditizi, società di partecipazione finanziaria, società di partecipazione finanziaria mista e imprese. Le autorità nazionali competenti informano la BCE, conformemente al quadro di cui al paragrafo 4 sexies, delle misure adottate in virtù del presente paragrafo e coordinano strettamente tali misure con la BCE.
Le autorità nazionali competenti riferiscono periodicamente alla BCE in merito al risultato delle attività svolte in virtù del presente articolo.
4 sexies.La BCE adotta e pubblica, in consultazione con le autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti e sulla base di una proposta del consiglio di vigilanza, un quadro per l'organizzazione delle modalità pratiche di attuazione del presente articolo. Tale quadro comprende almeno quanto segue:
a)
la metodologia specifica di valutazione dei criteri di cui al paragrafo 4 ter, primo, secondo e terzo comma e i criteri in base ai quali il paragrafo 4 ter, quarto comma, cessa di applicarsi a uno specifico ente creditizio e le disposizioni risultanti ai fini dell'applicazione dei paragrafi 4 quater e 4 quinquies. Tali disposizioni e la metodologia di valutazione dei criteri di cui al paragrafo 4, primo, secondo e terzo comma, sono riesaminate per tener conto di eventuali modifiche pertinenti e garantiscono che qualora una banca sia stata considerata significativa o meno significativa, la valutazione sia modificata solo in caso di cambiamenti sostanziali e non transitori delle circostanze, in particolare di quelle inerenti alla situazione della banca che sono pertinenti per tale valutazione;
b)
la definizione delle procedure, compresi i termini, e la possibilità di preparare progetti di decisione da trasmettere per esame alla BCE, per la relazione tra la BCE e le autorità nazionali competenti in merito alla vigilanza degli enti creditizi non considerati meno significativi conformemente al paragrafo 4 ter;
c)
la definizione delle procedure, compresi i termini, per la relazione tra la BCE e le autorità nazionali competenti in merito alla vigilanza degli enti creditizi considerati meno significativi conformemente al paragrafo 4 ter. Tali procedure richiedono in particolare alle autorità nazionali competenti, a seconda dei casi definiti nel quadro, di:
i)
notificare alla BCE qualsiasi procedura di vigilanza concreta;
ii)
valutare ulteriormente, su richiesta della BCE, aspetti specifici della procedura;
iii)
trasmettere alla BCE progetti di decisioni di vigilanza concreta, sul quale la BCE può esprimere le proprie opinioni.
4 septiesOve la BCE sia assistita dalle autorità nazionali competenti o dalle autorità nazionali designate allo scopo di assolvere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, la BCE e le autorità nazionali competenti ottemperano alle disposizioni stabilite nei pertinenti atti dell'Unione in relazione all'attribuzione di responsabilità e alla cooperazione tra autorità competenti di diversi Stati membri.
Articolo 6
Cooperazione stretta con le autorità competenti degli Stati membri ▌partecipantila cui moneta non è l'euro
1. Nei limiti stabiliti dal presente articolo, la BCE assolve i compiti di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 4 bis in relazione agli enti creditizi stabiliti in uno Stato membro la cui moneta non è l'euro, laddove essa e l'autorità nazionale competente dello Stato membro in questione abbiano instaurato una cooperazione stretta a norma del presente articolo.
A tal fine, la BCE può formulare istruzioni per l'autorità nazionale competente dello Stato membro ▌partecipante la cui moneta non è l'euro.
2. La cooperazione stretta tra la BCE e l'autorità nazionale competente di uno Stato membro ▌partecipante la cui moneta non è l'euro è stabilita da una decisione adottata dalla BCE, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
a)
lo Stato membro comunica agli altri Stati membri, alla Commissione, alla BCE e all'ABE la richiesta di instaurare una cooperazione stretta con la BCE relativamente all'esercizio dei compiti di cui all'articolo 4 a all'articolo 4 bis per tutti gli enti creditizi in esso stabiliti, conformemente all'articolo 5;
b)
nella comunicazione lo Stato membro interessato si impegna:
–
ad assicurare che la propria autorità nazionale competente o designata rispetti gli orientamenti o le richieste della BCE;
–
a comunicare tutte le informazioni sugli enti creditizi ivi stabiliti di cui la BCE può aver bisogno per sottoporli ad una valutazione approfondita;
c)
lo Stato membro ha adottato una pertinente normativa nazionale per assicurare che l'autorità nazionale competente sia tenuta a adottare, nei confronti degli enti creditizi, le misure chieste dalla BCE a norma del paragrafo 5.
▌
4. La decisione di cui al paragrafo 2 è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Essa si applica 14 giorni dopo la data di pubblicazione.
5. La BCE, se reputa opportuna l'adozione da parte dell'autorità nazionale competente dello Stato membro interessato di una misura inerente ai compiti di cui al paragrafo 1 nei confronti di un ente creditizio, di una società di partecipazione finanziaria o di una società di partecipazione finanziaria mista, formula istruzioni all'indirizzo di quest'autorità indicando i termini pertinenti.
I termini ▌non possono essere inferiori a 48 ore, a meno che un'adozione più rapida sia indispensabile per scongiurare danni irreparabili. L'autorità ▌competente dello Stato membro interessato prende tutte le misure necessarie nel rispetto dell'obbligo di cui al paragrafo 2, lettera c).
5 bis.La BCE può decidere di avvertire lo Stato membro interessato che, in assenza di azioni correttive decisive, sospenderà o porrà fine alla cooperazione stretta nei seguenti casi:
a)
se, secondo la BCE, lo Stato membro interessato non soddisfa più le condizioni previste al paragrafo 2, lettere a), b) e c); oppure
b)
se, secondo la BCE, l'autorità nazionale competente di uno Stato membro non agisce nel rispetto dell'obbligo di cui al paragrafo 2, lettera c).
Qualora le citate azioni non siano intraprese entro quindici giorni dalla notifica dell'avvertimento, la BCE può sospendere o porre fine alla cooperazione stretta con lo Stato membro in questione.
La decisione è notificata allo Stato membro in questione ed è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La decisione indica la data a decorrere dalla quale si applica, tenendo nella debita considerazione l'efficacia della vigilanza e gli interessi legittimi degli enti creditizi.
5 ter.Lo Stato membro può chiedere alla BCE di porre fine alla cooperazione stretta in qualsiasi momento passati tre anni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della decisione adottata dalla BCE che stabilisce tale cooperazione. La richiesta illustra i motivi della cessazione della cooperazione, comprese, se del caso, le potenziali conseguenze negative significative riguardo alle responsabilità di bilancio dello Stato membro. In tal caso la BCE provvede immediatamente ad adottare una decisione che pone fine alla cooperazione stretta e indica la data a decorrere dalla quale si applica entro un periodo massimo di tre mesi, tenendo nella debita considerazione l'efficacia della vigilanza e gli interessi legittimi degli enti creditizi. La decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
5 quater.Se uno Stato membro partecipante che non fa parte della zona euro notifica alla BCE, conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, il suo disaccordo motivato rispetto a un'obiezione del consiglio direttivo a un progetto di decisione del consiglio di vigilanza, il consiglio direttivo esprime, entro un termine di 30 giorni, il proprio parere sul disaccordo motivato espresso dallo Stato membro e, indicandone le ragioni, conferma o ritira la sua obiezione.
Qualora il consiglio direttivo confermi la sua obiezione, lo Stato membro partecipante che non fa parte della zona euro può notificare alla BCE che non sarà vincolato dalla potenziale decisione relativa all'eventuale progetto modificato di decisione del consiglio di vigilanza.
La BCE prende allora in considerazione l'eventuale sospensione o cessazione della cooperazione stretta con tale Stato membro, tenendo nella debita considerazione l'efficacia della vigilanza, e adotta una decisione in merito.
La BCE tiene conto, in particolare, delle seguenti considerazioni:
–
se la mancanza di tale sospensione o cessazione possa compromettere l'integrità del meccanismo di vigilanza unico o avere conseguenze negative significative per le responsabilità di bilancio degli Stati membri;
–
se tale sospensione o cessazione possa avere conseguenze negative significative per le responsabilità di bilancio nello Stato membro che ha notificato l'obiezione ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3;
–
se sia stato accertato o meno che l'autorità nazionale competente interessata ha adottato misure che, a parere della BCE,
a)
assicurano che gli enti creditizi nello Stato membro che ha notificato l'obiezione ai sensi del precedente comma non sono soggetti a un trattamento più favorevole degli enti creditizi negli altri Stati membri partecipanti;
b)
hanno pari efficacia, rispetto alla decisione del consiglio direttivo ai sensi del precedente comma, nel conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1 del presente regolamento e nel garantire la conformità con la pertinente normativa dell'Unione.
La BCE include tali considerazioni nella sua decisione e le comunica allo Stato membro in questione.
5 quinquies.Se uno Stato membro partecipante che non fa parte della zona euro non concorda con un progetto di decisione del consiglio di vigilanza comunica al consiglio direttivo il suo disaccordo motivato entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento del progetto di decisione. Il consiglio direttivo decide quindi nel merito entro cinque giorni lavorativi, tenendo pienamente conto delle motivazioni, e spiega per iscritto la sua decisione allo Stato membro interessato. Quest'ultimo può chiedere alla BCE di porre fine alla cooperazione stretta con effetto immediato e non sarà vincolato dalla successiva decisione.
5 sexies.Se ha posto fine alla cooperazione stretta con la BCE uno Stato membro non può instaurare una nuova cooperazione stretta prima che siano trascorsi tre anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della decisione della BCE che poneva fine a tale cooperazione.
Articolo 7
Relazioni internazionali
Fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle altre istituzioni e degli altri organismi dell'Unione inclusa l'ABE, la BCE può, relativamente ai compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, stabilire contatti e concludere accordi amministrativi con le autorità di vigilanza, le organizzazioni internazionali e le amministrazioni di paesi terzi, fermo restando un coordinamento appropriato con l'ABE. Tali accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione e gli Stati membri.
Capo III
Poteri della BCE
Articolo 8
Poteri di vigilanza e di indagine
1. Al fine esclusivo di assolvere i compiti ad essa attribuiti dall'articolo 4, paragrafi 1 e 2 e dell'articolo 4 bis, paragrafo 2, la BCE è considerata, ove opportuno, autorità competente o autorità designata negli Stati membri partecipanti come stabilito dalla pertinente normativa dell'Unione ▌.
Al medesimo fine esclusivo, la BCE ha tutti i poteri e obblighi di cui al presente regolamento. Ha inoltre tutti i poteri e gli obblighi che la pertinente normativa dell'Unione conferisce alle autorità competenti e designate, salvo diversamente disposto dal presente regolamento. In particolare, la BCE gode dei poteri elencati nelle sezioni 1 e 2 del presente capo.
Nella misura necessaria ad assolvere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, la BCE può chiedere, mediante istruzioni, alle autorità nazionali in questione di utilizzare i propri poteri, in virtù e in conformità delle condizioni stabilite dalla normativa nazionale, qualora il presente regolamento non attribuisca tali poteri alla BCE. Le autorità nazionali in questione informano la BCE in modo esaustivo in merito all'esercizio di detti poteri.
▌
2 bis.La BCE esercita i poteri di cui al paragrafo 1 conformemente agli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma. Nell'esercizio dei rispettivi poteri di vigilanza e di indagine, la BCE e le autorità nazionali competenti cooperano strettamente.
2 ter.In deroga al paragrafo 1, riguardo agli enti creditizi stabiliti in Stati membri che hanno instaurato una cooperazione stretta conformemente all'articolo 6, la BCE esercita i suoi poteri conformemente all'articolo 6.
SEZIONE 1
Poteri di indagine
Articolo 9
Richieste di informazioni
1. Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 8, paragrafo 1 e ferme restando le condizioni stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione, la BCE può esigere dalle seguenti persone fisiche o giuridiche, fatto salvo l'articolo 4, la comunicazione di tutte le informazioni di cui necessita per assolvere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, comprese informazioni da fornire con frequenza periodica o in formati specifici a fini di vigilanza e a relativi fini statistici:
a)
enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti;
b)
società di partecipazione finanziaria stabilite negli Stati membri partecipanti;
c)
società di partecipazione finanziaria mista stabilite negli Stati membri partecipanti;
d)
società di partecipazione mista stabilite negli Stati membri partecipanti;
e)
persone appartenenti ai soggetti di cui alle lettere da a) a d);
f)
terzi cui i soggetti di cui alle lettere da a) a d) hanno esternalizzato funzioni o attività ▌;
▌
2. I soggetti di cui al paragrafo 1 comunicano le informazioni richieste. Le disposizioni relative al segreto professionale non dispensano queste persone dall'obbligo di comunicare le informazioni. La comunicazione delle informazioni non è considerata una violazione del segreto professionale.
2 bis.Qualora ottenga informazioni direttamente dalle persone fisiche o giuridiche di cui al paragrafo 1 la BCE mette tali informazioni a disposizione delle autorità nazionali competenti interessate.
Articolo 10
Indagini generali
1. Ai fini dell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento e fatte salve altre condizioni stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione, la BCE può svolgere tutte le indagini necessarie riguardo ai soggetti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f) stabiliti o ubicati in uno Stato membro partecipante.
A tal fine la BCE ha il potere di:
a)
chiedere la presentazione di documenti:
b)
esaminare i libri e i registri contabili dei soggetti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f), e fare copie o estratti dei suddetti libri e documenti;
c)
ottenere spiegazioni scritte o orali dai soggetti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f), o dai loro rappresentanti o dal loro personale;
d)
organizzare audizioni per ascoltare altre persone ▌ consenzienti allo scopo di raccogliere informazioni pertinenti all'oggetto dell'indagine.
2. I soggetti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f) si sottopongono alle indagini avviate a seguito di una decisione della BCE.
Quando un soggetto ostacola lo svolgimento dell'indagine, l'autorità nazionale competente dello Stato membro partecipante in cui sono ubicati i locali pertinenti presta, conformemente alla normativa nazionale, l'assistenza necessaria, ▌nei casi di cui agli articoli 11 e 12, anche facilitando alla BCE l'accesso ▌ai locali commerciali delle persone giuridiche di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f), in modo che i predetti diritti possano essere esercitati.
Articolo 11
Ispezioni in loco
1. Ai fini dell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento e fatte salve altre condizioni stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione, la BCE può svolgere, a norma dell'articolo 12 e previa notifica all'autorità nazionale competente interessata, tutte le necessarie ispezioni in loco presso i locali commerciali delle persone giuridiche di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f) e di qualsiasi altra impresa inclusa nella vigilanza su base consolidata esercitata dalla BCE in qualità di autorità di vigilanza su base consolidata a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera i). Se necessario ai fini di un'ispezione corretta ed efficace, la BCE può svolgere l'ispezione in loco senza preavviso alle suddette persone giuridiche.
2. I funzionari della BCE e le altre persone da essa autorizzate a svolgere ispezioni in loco possono accedere a tutti i locali commerciali e ai terreni delle persone giuridiche soggette alla decisione di indagine adottata dalla BCE e possono esercitare tutti i poteri loro conferiti conformemente all'articolo 10, paragrafo 1. ▌
3. Le persone giuridiche di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere da a) a f) sono tenute a sottoporsi alle ispezioni in loco sulla base di una decisione della BCE.
4. I funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzate o incaricate dall'autorità nazionale competente dello Stato membro nel cui territorio deve essere effettuata l'ispezione ▌prestano, sotto la vigilanza e il coordinamento della BCE, attivamente assistenza ▌ai funzionari della BCE e alle altre persone ▌autorizzate da quest'ultima. Essi dispongono a tal fine dei poteri di cui al paragrafo 2. Anche i funzionari dell'autorità nazionale competente dello Stato membro partecipante in questione hanno diritto di partecipare alle ispezioni in loco.
5. Qualora i funzionari della BCE e le altre persone ▌da essa autorizzate o incaricate che li accompagnano constatino che un soggetto si oppone ad un'ispezione ordinata a norma del presente articolo, l'autorità nazionale competente dello Stato membro partecipante interessato presta loro l'assistenza necessaria conformemente alla normativa nazionale. Nella misura necessaria all'espletamento dell'ispezione, tale assistenza include l'apposizione di sigilli su tutti i locali commerciali e ai libri e ai registri contabili. Qualora l'autorità nazionale competente non disponga di tale potere, utilizza le proprie competenze per chiedere l'assistenza necessaria delle altre autorità nazionali.
Articolo 12
Autorizzazione giudiziaria
1. Se l'ispezione in loco di cui all'articolo 11, paragrafi 1 e 2, o l'assistenza di cui all'articolo 11, paragrafo 5, richiede l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria ai sensi della legislazione nazionale, tale autorizzazione viene richiesta.
2. Qualora sia richiesta l'autorizzazione di cui al paragrafo 1, l'autorità giudiziaria nazionale controlla l'autenticità della decisione della BCE e verifica che le misure coercitive previste non siano né arbitrarie né sproporzionate rispetto all'oggetto dell'ispezione. Nel verificare la proporzionalità delle misure coercitive, l'autorità giudiziaria nazionale può chiedere alla BCE di fornire spiegazioni dettagliate, in particolare sui motivi per i quali questa sospetta una violazione degli atti ▌di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, sulla gravità della sospetta violazione e sulla natura del coinvolgimento della persona oggetto delle misure coercitive. Tuttavia, l'autorità giudiziaria nazionale non può mettere in discussione la necessità dell'ispezione né esigere che le siano fornite le informazioni contenute nel fascicolo della BCE. Solo la Corte di giustizia dell'Unione europea esercita il controllo di legittimità sulla decisione della BCE.
SEZIONE 2
Poteri di vigilanza specifici
Articolo 13
Autorizzazione
1. La domanda di autorizzazione all'accesso all'attività dell'ente creditizio che avrà sede in uno Stato membro partecipante è presentata alle autorità nazionali competenti di tale Stato nel rispetto dei requisiti previsti dalla pertinente normativa nazionale.
1 bis. Se il richiedente soddisfa tutte le condizioni di autorizzazione previste dalla pertinente normativa nazionale di detto Stato membro, l'autorità nazionale competente adotta, entro il termine previsto dalla pertinente normativa nazionale, un progetto di decisione con cui propone alla BCE il rilascio dell'autorizzazione. Il progetto di decisione è notificato alla BCE e al richiedente l'autorizzazione. Negli altri casi, l'autorità nazionale competente respinge la domanda di autorizzazione.
1 ter.Il progetto di decisione si ritiene adottato dalla BCE a meno che quest'ultima non sollevi obiezioni entro un termine massimo di 10 giorni lavorativi, prorogabile una sola volta per lo stesso periodo in casi debitamente giustificati. La BCE solleva obiezioni al progetto di decisione solo se le condizioni di autorizzazione stabilite nella pertinente normativa dell'Unione non sono soddisfatte. La BCE espone i motivi del rigetto per iscritto.
1 quater.La decisione adottata a norma dei paragrafi 1 bis e 1 ter è notificata al richiedente l'autorizzazione dall'autorità nazionale competente.
2. Fatto salvo il paragrafo 2 bis, la BCE può revocare l'autorizzazione nei casi previsti dalla pertinente normativa dell'Unione, di propria iniziativa previa consultazione dell'autorità nazionale competente dello Stato membro partecipante in cui l'ente creditizio è stabilito oppure su proposta dell'autorità nazionale competente dello Stato membro partecipante in cui l'ente creditizio è stabilito. Tale consultazione assicura in particolare che, prima di prendere decisioni relative alla revoca, la BCE preveda un periodo di tempo sufficiente affinché le autorità nazionali decidano in merito alle necessarie azioni correttive, comprese eventuali misure di risoluzione, e ne tenga conto.
L'autorità nazionale competente che considera che l'autorizzazione da essa proposta a norma del paragrafo 1 debba essere revocata in virtù della pertinente normativa nazionale trasmette alla BCE una proposta in tal senso. In tal caso, la BCE prende una decisione sulla proposta di revoca tenendo pienamente conto della giustificazione della revoca avanzata dall'autorità nazionale competente.
2 bis.Fino a quando le autorità nazionali rimarranno competenti per risolvere le crisi degli enti creditizi, nei casi in cui ritengano che la revoca dell'autorizzazione pregiudicherebbe l'adeguata attuazione della risoluzione o le azioni necessarie per la stessa ovvero al fine di mantenere la stabilità finanziaria, esse notificano debitamente alla BCE la propria obiezione, illustrando nel dettaglio il danno che la revoca provocherebbe. In questi casi, la BCE si astiene dal procedere alla revoca per un periodo concordato con le autorità nazionali. La BCE può scegliere di prorogare tale periodo se ritiene che siano stati compiuti sufficienti progressi. Se, tuttavia, la BCE stabilisce in una decisione motivata che le autorità nazionali non hanno attuato le opportune azioni necessarie per mantenere la stabilità finanziaria, la revoca delle autorizzazioni si applica immediatamente.
Articolo 13 bis
Valutazione delle acquisizioni di partecipazioni qualificate
1.Fatte salve le deroghe di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), la notifica di acquisizione di una partecipazione qualificata in un ente creditizio stabilito in uno Stato membro partecipante o le informazioni connesse sono presentate alle autorità nazionali competenti dello Stato membro nel quale è stabilito l'ente creditizio conformemente ai requisiti di cui alla pertinente normativa nazionale basata sugli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma.
2.L'autorità nazionale competente valuta l'acquisizione proposta e trasmette alla BCE la notifica e una proposta di decisione di opporsi o di non opporsi all'acquisizione, sulla base dei criteri stabiliti dagli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, al più tardi dieci giorni lavorativi prima della scadenza del pertinente periodo di valutazione stabilito dalla pertinente normativa dell'Unione e assiste la BCE conformemente all'articolo 5.
3.La BCE decide se opporsi all'acquisizione sulla base dei criteri di valutazione stabiliti dalla pertinente normativa dell'Unione e conformemente alla procedura ed entro i periodi di valutazione ivi stabiliti.
Articolo 13 ter
Poteri di vigilanza
1.Ai fini dell'assolvimento dei suoi compiti di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e fatti salvi gli altri poteri ad essa conferiti, la BCE dispone dei poteri di cui al paragrafo 2 di imporre a qualsiasi ente creditizio, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista negli Stati membri partecipanti di adottare per tempo le misure necessarie per affrontare problemi pertinenti in qualsiasi delle seguenti circostanze:
a)
l'ente creditizio non soddisfa i requisiti degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma;
b)
la BCE dispone di prove del fatto che l'ente creditizio rischia di violare i requisiti degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma entro i successivi 12 mesi;
c)
in base alla constatazione, nel quadro di una valutazione prudenziale conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera g), che i dispositivi, le strategie, i processi e i meccanismi attuati dall'ente creditizio e i fondi propri e la liquidità da esso detenuti non permettono una gestione solida e la copertura dei suoi rischi.
2.Nonostante la disposizione di cui all'articolo 8, paragrafo 1, la BCE ha i seguenti poteri:
a)
esigere che gli enti detengano fondi propri superiori ai requisiti patrimoniali stabiliti negli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma legati agli elementi di rischio e ai rischi non coperti dai pertinenti atti dell'Unione;
b)
esigere il rafforzamento dei dispositivi, dei processi, dei meccanismi e delle strategie;
c)
esigere che gli enti presentino un piano mirante a ripristinare la conformità ai requisiti in materia di vigilanza a norma degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma e fissino un termine per la sua attuazione, compresi miglioramenti di tale piano per quanto riguarda l'ambito di applicazione e il termine;
d)
esigere che gli enti applichino una politica di accantonamenti specifica o che riservino alle voci dell'attivo un trattamento specifico con riferimento ai requisiti in materia di fondi propri;
e)
restringere o limitare le attività, le operazioni o la rete degli enti o esigere la cessione di attività che presentano rischi eccessivi per la solidità dell'ente;
f)
esigere la riduzione del rischio connesso alle attività, ai prodotti e ai sistemi degli enti;
g)
esigere che gli enti limitino la componente variabile della remunerazione in percentuale dei ricavi netti quando è incompatibile con il mantenimento di una solida base di capitale;
h)
esigere che gli enti utilizzino l'utile netto per rafforzare i fondi propri;
i)
limitare o vietare le distribuzioni da parte dell'ente agli azionisti, ai soci o ai detentori di strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) se il divieto non costituisce un caso di inadempimento da parte dell'ente;
j)
imporre obblighi di segnalazione supplementari o più frequenti, anche sulle posizioni in materia di fondi propri e di liquidità;
k)
imporre requisiti specifici in materia di liquidità, comprese restrizioni ai disallineamenti di durata tra le attività e le passività;
l)
richiedere informazioni aggiuntive;
m)
destituire in qualsiasi momento membri del consiglio di amministrazione degli enti creditizi che non soddisfano i requisiti previsti dagli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma.
Articolo 14
Poteri delle autorità dello Stato membro ospitante e cooperazione in materia di vigilanza su base consolidata
1. Tra gli Stati membri partecipanti, le procedure previste dalla pertinente normativa dell'Unione per gli enti creditizi che intendono aprire una succursale o esercitare la libera prestazione di servizi svolgendo attività nel territorio di un altro Stato membro, e le relative competenze dello Stato membro di origine e dello Stato membro ospitante, si applicano soltanto ai fini dei compiti che non sono attribuiti alla BCE dall'articolo 4 del presente regolamento.
2. Le disposizioni previste dalla pertinente normativa dell'Unione circa la cooperazione fra autorità competenti di Stati membri diversi nell'esercizio della vigilanza su base consolidata non si applicano quando la BCE è l'unita autorità ▌competente coinvolta.
2 bis.Nell'assolvere il suo compito quale definito agli articoli 4 e 4 bis, la BCE rispetta un giusto equilibrio tra tutti gli Stati membri partecipanti a norma dell'articolo 5, paragrafo 8 e, nelle sue relazioni con gli Stati membri non partecipanti, l'equilibrio tra Stato membro di origine e Stato membro ospitante stabilito nella pertinente normativa dell'Unione.
Articolo 15
Sanzioni amministrative
1. Ai fini dello svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, in caso di violazione dolosa o colposa da parte degli enti creditizi, delle società di partecipazione finanziaria o delle società di partecipazione finanziaria mista, degli obblighi previsti dai pertinenti atti legislativi dell'Unione direttamente applicabili in relazione alle quali le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative pecuniarie conformemente alla pertinente normativa dell'Unione, la BCE può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino al doppio dell'importo dei profitti ricavati o delle perdite evitate grazie alla violazione, quando questi possono essere determinati, o fino al 10% del fatturato complessivo annuo, come definito dalla pertinente normativa dell'Unione, della persona giuridica nell'esercizio finanziario precedente o altre sanzioni pecuniarie eventualmente previste dalla pertinente normativa dell'Unione.
2. Se la persona giuridica è una filiazione di un'impresa madre, il fatturato complessivo annuo di cui al paragrafo 1 è il fatturato complessivo annuo risultante nel conto consolidato dell'impresa madre capogruppo nell'esercizio finanziario precedente.
3. Le sanzioni ▌applicate sono effettive, proporzionate e dissuasive. Nel decidere se irrogare una sanzione e nello stabilire la sanzione appropriata, la BCE agisce conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis.
4. La BCE applica il presente articolo in combinato disposto con gli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, comprese le procedure previste nel regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, se del caso.
5. Nei casi non contemplati dal paragrafo 1, laddove necessario allo svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, la BCE può chiedere alle autorità nazionali competenti di avviare le procedure al fine di intervenire per assicurare che vengano imposte sanzioni appropriate in virtù degli atti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, e di qualsiasi legislazione nazionale pertinente che conferisca specifici poteri attualmente non richiesti dalla normativa dell'Unione. Le sanzioni applicate dalle autorità nazionali competenti sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
Il primo comma si applica in particolare alle sanzioni pecuniarie nei confronti degli enti creditizi, delle società di partecipazione finanziaria o delle società di partecipazione finanziaria mista in caso di violazione della normativa nazionale di recepimento delle pertinenti direttive UE e alle misure e sanzioni amministrative da imporre ai membri del consiglio di amministrazione di un ente creditizio, una società di partecipazione finanziaria o una società di partecipazione finanziaria mista, o ad altri soggetti responsabili, ai sensi della normativa nazionale, di una violazione da parte di un ente creditizio, di una società di partecipazione finanziaria o di una società di partecipazione finanziaria mista.
6. La BCE pubblica le sanzioni di cui al paragrafo 1, ▌impugnate o meno ▌, nei casi e alle ▌condizioni di cui alla pertinente normativa dell'Unione.
7. Fatti salvi i paragrafi da 1 a 6, ai fini dell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, in caso di violazione di suoi regolamenti o decisioni la BCE può imporre sanzioni a norma del regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio.
Capo IV
Principi organizzativi
Articolo 16
Indipendenza
1. Nell'assolvimento dei compiti ad esse attribuiti dal presente regolamento la BCE e le autorità nazionali competenti che operano nel quadro del meccanismo di vigilanza unico agiscono in modo indipendente. I membri del consiglio di vigilanza e il comitato direttivo agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni od organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri o da altri soggetti pubblici o privati.
2. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione, i governi degli Stati membri e qualsiasi altro organo rispettano detta indipendenza.
2 bis.A seguito di un esame della necessità di un codice di condotta da parte del consiglio di vigilanza, il consiglio direttivo elabora e pubblica un codice di condotta per il personale e i dirigenti della BCE coinvolti nella vigilanza bancaria riguardante in particolare i conflitti di interesse.
Articolo 17
Responsabilità e relazioni
1. La BCE risponde al Parlamento europeo e al Consiglio dell'attuazione del presente regolamento in conformità al presente capo.
1 bis. La BCE trasmette annualmente al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e all'Eurogruppo una relazione sull'esecuzione dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, incluse informazioni sullo sviluppo previsto della struttura e l'importo della commissione di vigilanza di cui all'articolo 24.
1 terIl presidente del consiglio di vigilanza della BCE presenta detta relazione pubblicamente al Parlamento europeo e all'Eurogruppo in presenza di rappresentanti degli Stati membri partecipanti la cui moneta non è l'euro.
1 quater.Su sua richiesta, l'Eurogruppo può procedere ad audizioni del presidente del consiglio di vigilanza della BCE riguardo all'esecuzione dei compiti di vigilanza in presenza di rappresentanti degli Stati membri partecipanti la cui moneta non è l'euro.
1 quinquiesSu richiesta del Parlamento europeo, il presidente del consiglio di vigilanza partecipa ad audizioni riguardo all'esecuzione dei suoi compiti di vigilanza dinanzi alle commissioni competenti del Parlamento.
1 sexiesLa BCE risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni o ai quesiti ad essa rivolti dal Parlamento europeo, o dall'Eurogruppo conformemente alle procedure di quest'ultimo, e in presenza di rappresentanti degli Stati membri partecipanti la cui moneta non è l'euro.
1 septies.Allorché esamina l'efficienza operativa della gestione della BCE ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 2 dello statuto della BCE stessa, la Corte dei conti europea tiene altresì conto dei compiti di vigilanza attribuiti alla BCE ai sensi del presente regolamento.
1 octies.Su richiesta, il presidente del consiglio di vigilanza procede a discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente e i vicepresidenti delle competenti commissioni del Parlamento europeo riguardo ai suoi compiti di vigilanza qualora tali discussioni siano richieste per l'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi del trattato. Il Parlamento europeo e la BCE concludono un accordo sulle modalità specifiche di organizzazione di tali discussioni al fine di garantire piena riservatezza conformemente agli obblighi di riservatezza imposti alla BCE in qualità di autorità competente ai sensi della pertinente normativa dell'Unione.
1 nonies.La BCE coopera lealmente alle indagini svolte dal Parlamento, nel rispetto del trattato. La BCE e il Parlamento concludono opportuni accordi sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esecuzione dei compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento. Tali accordi riguardano, tra l'altro, l'accesso alle informazioni, la cooperazione alle indagini e le informazioni sulla procedura di selezione del presidente.
Articolo 17 bis
Parlamenti nazionali
1.Allorché presenta la relazione di cui all'articolo 17, paragrafo 2, la BCE trasmette simultaneamente questa relazione direttamente ai parlamenti nazionali degli Stati membri partecipanti.
I parlamenti nazionali possono inviare alla BCE le loro osservazioni motivate su tale relazione.
2.I parlamenti nazionali degli Stati membri partecipanti, tramite le proprie procedure, possono chiedere alla BCE di rispondere per iscritto a eventuali osservazioni o quesiti da essi sottoposti alla BCE con riferimento alle funzioni che le sono attribuite ai sensi del presente regolamento.
3.Il parlamento nazionale di uno Stato membro partecipante può invitare il presidente o un membro del consiglio di vigilanza a partecipare a uno scambio di opinioni in relazione alla vigilanza degli enti creditizi in detto Stato membro, insieme con un rappresentante dell'autorità nazionale competente.
4.Il presente regolamento lascia impregiudicata la responsabilità delle autorità nazionali competenti nei confronti dei parlamenti nazionali conformemente alla normativa nazionale per lo svolgimento di compiti che non sono attribuiti alla BCE dal presente regolamento e per lo svolgimento di attività da esse eseguite conformemente all'articolo 5.
Articolo 17 ter
Garanzie procedurali per l'adozione di decisioni di vigilanza
1.Prima di prendere decisioni in materia di vigilanza ai sensi dell'articolo 4 e della sezione 2, la BCE concede alle persone interessate dal procedimento l'opportunità di manifestare il proprio punto di vista. La BCE basa le sue decisioni solo sugli addebiti in merito ai quali le parti interessate sono state poste in condizione di essere sentite.
Il primo comma non si applica qualora sia necessario intraprendere un'azione urgente al fine di impedire danni ingenti al sistema finanziario. In tal caso, la BCE può adottare una decisione provvisoria e quanto prima possibile dopo averla adottata dà modo alle persone interessate di essere sentite.
2.Nel corso del procedimento sono pienamente garantiti i diritti della difesa delle persone interessate. Esse hanno diritto d'accesso al fascicolo della BCE, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate.
Le decisioni della BCE sono motivate.
Articolo 17 quater
Segnalazione di violazioni
La BCE garantisce che siano instaurati meccanismi efficaci per segnalare le violazioni da parte di enti creditizi, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista o autorità competenti degli atti giuridici di cui all'articolo 4, paragrafo 3, incluse procedure specifiche per il ricevimento delle segnalazioni di violazioni e la loro verifica. Tali procedure sono coerenti con la pertinente normativa UE e garantiscono che siano rispettati i seguenti principi: un'adeguata protezione […] di quanti segnalano le violazioni, la protezione dei dati personali, un'adeguata protezione del presunto responsabile.
Articolo 17 quinquies
Commissione amministrativa del riesame
1.La BCE istituisce una commissione amministrativa del riesame incaricata di procedere al riesame amministrativo interno delle decisioni adottate dalla BCE nell'esercizio dei poteri attribuitile dal presente regolamento dopo che è stata presentata una richiesta di riesame conformemente al paragrafo 5. La portata del riesame amministrativo interno riguarda la conformità procedurale e sostanziale di una siffatta decisione con il presente regolamento.
2.La commissione amministrativa del riesame è composta da cinque persone di indubbio prestigio, provenienti dagli Stati membri e in possesso di comprovate conoscenze pertinenti e di esperienza professionale, anche nell'ambito della vigilanza, di livello sufficientemente elevato nel settore dei servizi bancari o di altri servizi finanziari; il personale in servizio della BCE nonché quello delle autorità competenti o di altre istituzioni, altri organi e organismi nazionali o dell'Unione coinvolti nei compiti esercitati dalla BCE nel quadro dei poteri conferitile dal presente regolamento è escluso. La commissione amministrativa del riesame dispone di risorse e competenze sufficienti per valutare l'esercizio dei poteri della BCE a norma del presente regolamento. I membri della commissione amministrativa del riesame e due membri supplenti sono nominati dalla BCE per un mandato di cinque anni, che può essere rinnovato una volta, a seguito di un invito pubblico a manifestare interesse pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Essi non sono vincolati da alcuna istruzione.
3.La commissione amministrativa del riesame decide a maggioranza di almeno tre dei suoi cinque membri.
4.I membri della commissione amministrativa del riesame agiscono in modo indipendente e nel pubblico interesse. A tal fine, essi rendono una dichiarazione pubblica d'impegni e una dichiarazione pubblica di interessi con la quale indicano eventuali interessi diretti o indiretti che possano essere ritenuti in contrasto con la loro indipendenza o l'assenza di tali interessi.
5.Qualsiasi persona fisica o giuridica può, nei casi di cui al paragrafo 1, chiedere il riesame di una decisione della BCE ai sensi del presente regolamento, presa nei suoi confronti o che la riguardi direttamente ed individualmente. La richiesta di riesame contro una decisione del consiglio direttivo di cui al paragrafo 7 non è ammissibile.
6.La richiesta di riesame è presentata per iscritto, insieme a una memoria contenente i relativi motivi, alla BCE entro un mese a decorrere dal giorno della notificazione della decisione alla persona che ne chiede il riesame o, in assenza di notifica, dal giorno in cui tale persona ne ha avuto conoscenza.
7.Dopo essersi pronunciata sull'ammissibilità del riesame, la commissione amministrativa del riesame esprime un parere entro un termine adeguato all'urgenza della questione e non oltre due mesi dalla ricezione della richiesta, e rinvia il caso al consiglio di vigilanza affinché prepari un nuovo progetto di decisione. Il consiglio di vigilanza tiene conto del parere della commissione amministrativa del riesame e presenta senza indugio al consiglio direttivo un nuovo progetto di decisione. Il nuovo progetto di decisione abroga la decisione iniziale, la sostituisce con una decisione di contenuto identico oppure la sostituisce con una decisione modificata. Il nuovo progetto di decisione si ritiene adottato a meno che il consiglio direttivo non sollevi obiezioni entro un termine massimo di dieci giorni lavorativi.
8.Una richiesta di riesame conformemente al paragrafo 5 non ha effetto sospensivo. Tuttavia il consiglio direttivo può, su proposta della commissione amministrativa del riesame, sospendere l'esecuzione della decisione impugnata, se ritiene che le circostanze lo richiedano.
9.Il parere espresso dalla commissione amministrativa del riesame, il nuovo progetto di decisione presentato dal consiglio di vigilanza e la decisione adottata dal consiglio direttivo ai sensi del presente articolo sono motivati e notificati alle parti.
10.La BCE adotta una decisione che stabilisce le norme di funzionamento della commissione amministrativa.
11.Il presente articolo non pregiudica il diritto di proporre un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea a norma dei trattati.
Articolo 18
Separazione dalla funzione di politica monetaria
1. Nell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento la BCE persegue soltanto gli obiettivi in esso previsti.
2. La BCE assolve i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento senza recare pregiudizio ai compiti di politica monetaria e a qualsiasi altro compito e separandoli da questi ultimi. I compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento non interferiscono con i compiti della BCE relativi alla politica monetaria, né sono da essi determinati. Inoltre, i compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento non interferiscono con i compiti relativi al Comitato europeo per il rischio sistemico né con qualsiasi altro compito. La BCE informa il Parlamento europeo e il Consiglio di come si è conformata alla presente disposizione. I compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento non incidono sul monitoraggio continuo della solvibilità delle sue controparti di politica monetaria.
Il personale coinvolto nello svolgimento dei compiti attribuiti alla BCE dal presente regolamento è separato dal punto di vista organizzativo, anche per quanto concerne la struttura gerarchica, dal personale impegnato nello svolgimento degli altri compiti assegnati alla BCE.
3. La BCE adotta e pubblica le necessarie norme interne ai fini dei paragrafi 1 e 2, comprese le norme sul segreto professionale e sullo scambio di informazioni tra i due settori funzionali.
3 bis.La BCE garantisce che il consiglio direttivo operi in modo completamente differenziato rispetto alle funzioni di politica monetaria e di vigilanza. Tale differenziazione prevede riunioni e ordini del giorno rigorosamente separati.
3 ter.Al fine di garantire la separazione tra compiti di politica monetaria e compiti di vigilanza la BCE istituisce un gruppo di esperti di mediazione. Questo gruppo di esperti risolve le divergenze dei pareri espressi dalle autorità competenti degli Stati membri partecipanti interessati in ordine a un'obiezione del consiglio direttivo a un progetto di decisione del consiglio di vigilanza. Comprende un membro per Stato membro partecipante, scelto da ciascuno Stato membro tra i membri del consiglio direttivo e del consiglio di vigilanza e decide a maggioranza semplice; ciascun membro dispone di un solo voto. La BCE adotta e rende pubblico il regolamento istitutivo di tale gruppo di esperti di mediazione e il relativo regolamento interno.
Articolo 19
Consiglio di vigilanza
1. È incaricato della pianificazione e dell'esecuzione dei compiti attribuiti alla BCE un organo interno composto di un presidente e un vicepresidente, nominati conformemente al paragrafo 1 ter, e quattro rappresentanti della BCE nominati conformemente al paragrafo 1 quinquies, e un rappresentante dell'autorità nazionale competente della vigilanza sugli enti creditizi di ciascuno Stato membro partecipante (di seguito «consiglio di vigilanza»). Tutti i membri del consiglio di vigilanza agiscono nell'interesse dell'Unione nel suo complesso.
Qualora l'autorità competente non sia una banca centrale, il membro del consiglio di vigilanza di cui al presente paragrafo può decidere di farsi accompagnare da un rappresentante della banca centrale dello Stato membro. Ai fini della procedura di voto di cui al paragrafo 1 sexies, i rappresentanti delle autorità di uno Stato membro sono considerati come un solo membro.
1 bis.Le nomine del consiglio di vigilanza a norma del presente regolamento rispettano i principi di equilibrio di genere, esperienza e qualifica.
1 quater.Dopo aver sentito il consiglio di vigilanza, la BCE presenta al Parlamento europeo, per approvazione, una proposta di nomina del presidente e del vicepresidente. Dopo l'approvazione di tale proposta, il Consiglio adotta una decisione di esecuzione al fine di nominare il presidente e il vicepresidente del consiglio di vigilanza. Il presidente è scelto in base ad una procedura di selezione aperta, di cui il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti debitamente al corrente, tra persone di riconosciuto prestigio e grande esperienza professionale in campo bancario e questioni finanziarie e che non sono membri del consiglio direttivo. Il vicepresidente del consiglio di vigilanza è scelto tra i membri del comitato esecutivo della BCE. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata senza tener conto del voto dei membri del Consiglio che non sono Stati membri partecipanti.
Una volta nominato il presidente è un professionista impiegato a tempo pieno senza alcun incarico presso le autorità nazionali competenti. Il suo mandato ha una durata di cinque anni e non è rinnovabile.
Qualora il presidente del consiglio di vigilanza non sia più in possesso dei requisiti necessari all'esercizio delle sue funzioni o abbia commesso una colpa grave, il Consiglio può, a seguito di una proposta della BCE, approvata dal Parlamento, adottare una decisione di esecuzione per destituire il presidente dal suo incarico. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata senza tener conto del voto dei membri del Consiglio che non sono Stati membri partecipanti.
A seguito delle dimissioni d'ufficio del vicepresidente del consiglio di vigilanza in qualità di membro del comitato esecutivo, pronunciate conformemente allo statuto del SEBC e della BCE, il Consiglio può, su proposta della BCE, approvata dal Parlamento europeo, adottare una decisione di esecuzione al fine di destituire il vicepresidente dal suo incarico. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata senza tener conto del voto dei membri del Consiglio che non sono Stati membri partecipanti.
A tali fini, il Parlamento europeo o il Consiglio può comunicare alla BCE di ritenere riunite le condizioni per la destituzione del presidente o del vicepresidente del consiglio di vigilanza dal suo incarico; la BCE risponde a tale comunicazione.
1 quinquies.I quattro rappresentanti della BCE nominati dal consiglio direttivo non svolgono compiti direttamente connessi alla funzione monetaria della BCE. Tutti i rappresentanti della BCE hanno diritto di voto.
1 sexies.Le decisioni del consiglio di vigilanza sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un solo voto. In caso di parità, il voto del presidente è determinante.
1 septies.In deroga al paragrafo 2 bis ter, il consiglio di vigilanza adotta decisioni relative all'adozione dei regolamenti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, a maggioranza qualificata dei suoi membri, quale definita all'articolo 16, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea e all'articolo 3 del protocollo (n. 36) sulle disposizioni transitorie per i membri che rappresentano le autorità degli Stati membri partecipanti. Ciascuno dei quattro rappresentanti della BCE nominati dal consiglio direttivo dispone di un voto uguale al voto mediano degli altri membri.
1 octies.Fatte salve le disposizioni dell'articolo 5, il consiglio di vigilanza svolge le attività preparatorie relative ai compiti di vigilanza assegnati alla BCE e propone al consiglio direttivo della BCE progetti di decisione completi che sono adottati da quest'ultimo, seguendo una procedura che sarà stabilita dalla BCE. I progetti di decisione saranno trasmessi contemporaneamente alle autorità nazionali competenti degli Stati membri interessati. Un progetto di decisione è considerato adottato qualora il consiglio direttivo non muova obiezioni entro un termine stabilito nella procedura suddetta ma non superiore a un massimo di dieci giorni lavorativi. Tuttavia, se uno Stato membro partecipante che non fa parte della zona euro non concorda con un progetto di decisione del consiglio di vigilanza, si applica la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 5 quinquies. In situazioni di emergenza il suddetto periodo non supera le 48 ore. Se solleva obiezioni riguardo ad un progetto di decisione, il consiglio direttivo ne dà motivazione scritta, in particolare facendo riferimento alle questioni di politica monetaria. Se una decisione è modificata sulla scorta di un'obiezione del consiglio direttivo uno Stato membro partecipante che non fa parte della zona euro può notificare alla BCE il suo disaccordo motivato con l'obiezione e in tal caso si applica la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 5 quater.
1 nonies.Un segretariato sostiene a tempo pieno le attività del consiglio di vigilanza, inclusa la preparazione delle riunioni.
1 decies.Il consiglio di vigilanza istituisce, votando in base alle regole di cui al paragrafo 1 sexies, un comitato direttivo, a composizione più ristretta, costituito di suoi membri e incaricato di assisterlo nelle sue attività, tra l'altro nella preparazione delle riunioni.
Il comitato direttivo del consiglio di vigilanza non dispone di poteri decisionali. Il comitato direttivo è presieduto dal presidente o, in caso di assenza eccezionale di quest'ultimo, dal vicepresidente del consiglio di vigilanza. La composizione del comitato direttivo garantisce un giusto equilibrio e una rotazione tra le autorità nazionali competenti. Il comitato consta di non più di dieci membri inclusi il presidente, il vicepresidente e un rappresentante aggiuntivo della BCE. Il comitato direttivo svolge i suoi compiti preparatori nell'interesse dell'Unione nel suo complesso e coopera con il consiglio di vigilanza in piena trasparenza.
▌
6. Un rappresentante della Commissione europea può, su invito, partecipare alle riunioni del consiglio di vigilanza in veste di osservatore. Gli osservatori non hanno accesso alle informazioni riservate riguardanti singoli istituti.
7. Il consiglio direttivo adotta norme interne che disciplinano in dettaglio il suo rapporto con il consiglio di vigilanza. Anche il consiglio di vigilanza adotta il proprio regolamento interno, votando secondo le di cui al paragrafo 1 sexies. Entrambi gli insiemi di norme sono resi pubblici. Il regolamento interno del consiglio di vigilanza garantisce parità di trattamento di tutti gli Stati membri partecipanti.
Articolo 20
Segreto professionale e scambio di informazioni
1. I membri del consiglio di vigilanza, il personale della BCE e il personale distaccato dagli Stati membri partecipanti con incarichi di vigilanza sono vincolati, anche dopo la cessazione dalle funzioni, al segreto professionale previsto all'articolo 37 dello statuto del SEBC e della BCE e negli atti normativi dell'Unione applicabili.
La BCE garantisce che le persone che forniscono direttamente o indirettamente, su base permanente o occasionale, servizi relativi all'assolvimento di incarichi di vigilanza siano vincolati a obblighi equivalenti in materia di segreto professionale
2. Ai fini dell'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento, la BCE è autorizzata, nei limiti e alle condizioni fissati dalla pertinente normativa dell'Unione, a scambiare informazioni con le autorità e gli organi nazionali o europei nei casi in cui la pertinente normativa dell'Unione consente alle autorità nazionali competenti di divulgare informazioni a detti soggetti o nei casi in cui gli Stati membri possono prevedere la divulgazione ai sensi della pertinente normativa dell'Unione.
▌
Articolo 22
Risorse
La BCE ha la responsabilità di assegnare le risorse finanziarie e umane necessarie all'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento.
Articolo 23
Bilancio e conti annuali
1. Le spese sostenute dalla BCE per l'assolvimento dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento figurano separate all'interno del bilancio della BCE stessa.
2. Nell'ambito della relazione di cui all'articolo 17, la BCE riferisce in dettaglio sul bilancio in ordine ai suoi compiti di vigilanza. I conti annuali della BCE, redatti e pubblicati in conformità dell'articolo 26.2 dello statuto del SEBC e della BCE, riportano le entrate e le uscite connesse ai compiti di vigilanza.
2 bis.In linea con l'articolo 27.1 dello statuto del SEBC e della BCE, la sezione dei conti annuali dedicata alla vigilanza è soggetta a revisione contabile.
Articolo 24
Commissioni di vigilanza
1. La BCE impone il pagamento di una commissione di vigilanza annuale agli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti e alle succursali stabilite in uno Stato membro partecipante da un ente creditizio stabilito in uno Stato membro non partecipante. Le commissioni coprono le spese sostenute dalla BCE in relazione ai compiti attribuitile dagli articoli 4 e 5 del presente regolamento. L'importo delle commissioni non supera le spese relative ai compiti in questione.
2. L'importo della commissione imposta all'ente creditizio o alla succursale è calcolato, conformemente alle modalità definite, e pubblicato preventivamente dalla BCE.
Prima di definire queste modalità, la BCE effettua consultazioni pubbliche aperte e analizza i relativi costi e benefici potenziali, pubblicando i risultati di entrambi.
2 bis.Le commissioni sono calcolate al massimo livello di consolidamento nell'ambito degli Stati membri partecipanti e sono basate su criteri oggettivi in relazione alla rilevanza e al profilo di rischio dell'ente creditizio interessato, comprese le attività ponderate per il rischio.
La base di calcolo della commissione di vigilanza annuale per un dato anno civile è la spesa relativa alla vigilanza degli enti creditizi e delle succursali nell'anno in questione. La BCE può chiedere pagamenti anticipati della commissione di vigilanza annuale, basati su stime ragionevoli. Comunica con l'autorità nazionale competente prima di decidere in merito al livello definitivo della commissione così da assicurare che i costi della vigilanza restino sostenibili e ragionevoli per tutti gli enti creditizi e le succursali in questione. Comunica agli enti creditizi e alle succursali la base di calcolo della vigilanza annuale.
2 ter La BCE riferisce conformemente all'articolo 17.
2 quater.Il presente articolo non pregiudica il diritto delle autorità nazionali competenti di imporre il pagamento di commissioni conformemente alla normativa nazionale e nella misura in cui non siano stati attribuiti compiti di vigilanza alla BCE, o relativamente ai costi di cooperazione con la BCE e di assistenza a questa fornita e allorché agiscono su istruzioni della stessa, conformemente alla pertinente normativa dell'Unione e fatte salve le modalità adottate per l'attuazione del presente regolamento, in particolare degli articoli 5 e 11.
Articolo 25
Personale e scambio di personale
1. La BCE stabilisce, insieme con tutte le autorità nazionali competenti, le modalità necessarie per assicurare un appropriato scambio e distacco di personale tra le autorità nazionali competenti e tra di esse e la BCE.
2. La BCE può in caso disporre che le squadre di vigilanza delle autorità nazionali competenti che, a norma del presente regolamento, intervengono nella vigilanza di un ente creditizio, una società di partecipazione finanziaria o una società di partecipazione finanziaria mista ubicati in uno Stato membro partecipante, coinvolgano anche personale proveniente dalle autorità nazionali competenti di altri Stati membri partecipanti.
2 bis.La BCE istituisce e mantiene procedure generali e formali, tra cui procedure deontologiche e periodi proporzionati per valutare in anticipo e prevenire eventuali conflitti di interessi derivanti dalla successiva assunzione, entro due anni, di membri del consiglio di vigilanza e di membri del personale della BCE coinvolti in attività di vigilanza, e provvede ad opportune informative fatta salva la normativa in materia di protezione dei dati applicabile.
Tali procedure lasciano impregiudicata l'applicazione di norme nazionali più rigorose. Per i membri del consiglio di vigilanza che sono rappresentanti delle autorità nazionali competenti, dette procedure sono istituite ed attuate in cooperazione con tali autorità, fatta salva la normativa nazionale applicabile.
Per i membri del personale della BCE coinvolti in attività di vigilanza, dette procedure determinano le categorie di posti a cui la valutazione in questione si applica, nonché i periodi che sono proporzionati alle funzioni di tali membri del personale nelle attività di vigilanza durante il loro impiego presso la BCE.
2 ter.Le procedure di cui al paragrafo 2 bis prevedono che la BCE valuti se sussistono obiezioni a che i membri del consiglio di vigilanza accettino un'occupazione remunerata presso enti del settore privato per i quali la BCE ha responsabilità in materia di vigilanza, dopo la cessazione dal servizio.
Le procedure di cui al paragrafo 2 bis si applicano di norma nei due anni successivi alla cessazione dal servizio dei membri del consiglio di vigilanza e possono essere adeguate, in base ad una debita motivazione, in proporzione alle funzioni svolte durante il mandato e alla durata dello stesso.
2 quater.La relazione annuale della BCE a norma dell'articolo 17 comprende informazioni particolareggiate, tra cui dati statistici sull'applicazione delle procedure di cui ai paragrafi 2 bis e 2 ter.
Capo V
Disposizioni generali e finali
Articolo 26
Riesame
Entro il 31 dicembre 2015 e, in seguito, ogni tre anni la Commissione pubblica una relazione sull'applicazione del presente regolamento, ponendo un accento particolare sul monitoraggio dell'impatto potenziale sul corretto funzionamento del mercato unico. La relazione valuta tra l'altro:
a)
il funzionamento del meccanismo di vigilanza unico nell'ambito del Sistema europeo di vigilanza finanziaria e l'impatto delle attività di vigilanza della BCE sugli interessi dell'Unione nel suo insieme e sulla coerenza e l'integrità del mercato unico dei servizi finanziari, incluso l'eventuale impatto sulle strutture dei sistemi bancari nazionali nell'UE, e in ordine all'efficacia delle disposizioni in materia di cooperazione e scambio d'informazioni tra il meccanismo di vigilanza unico e le autorità nazionali competenti degli Stati membri non partecipanti;
a bis)
la suddivisione dei compiti tra la BCE e le autorità nazionali competenti nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico, l'efficacia delle modalità organizzative pratiche adottate dalla BCE e l'impatto del meccanismo di vigilanza unico sul funzionamento dei restanti collegi di vigilanza;
a ter)
l'efficacia dei poteri di vigilanza e sanzionatori della BCE e l'adeguatezza dell'attribuzione alla BCE di ulteriori poteri sanzionatori, anche in relazione a soggetti diversi da enti creditizi, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista;
a quater)
l'adeguatezza delle disposizioni stabilite rispettivamente per i compiti e gli strumenti macroprudenziali di cui all'articolo 4 bis e per la concessione e la revoca delle autorizzazioni di cui all'articolo 13;
b)
l'efficacia delle disposizioni sull'indipendenza e sulla responsabilità;
c)
l'interazione tra la BCE e l'Autorità bancaria europea;
d)
l'adeguatezza delle modalità di governance, comprese la composizione e le modalità di voto del consiglio di vigilanza e le relazioni di questo con il consiglio direttivo, nonché la collaborazione nell'ambito del consiglio di vigilanza tra gli Stati membri della zona euro e gli altri Stati membri partecipanti al meccanismo di vigilanza unico;
d bis)
l'interazione tra la BCE e le autorità nazionali competenti degli Stati membri non partecipanti e gli effetti del meccanismo di vigilanza unico su tali Stati membri;
d ter)
l'efficacia dei meccanismi di ricorso avverso le decisioni della BCE;
d quater)
l'efficacia in termini di costi del meccanismo di vigilanza unico;
d quinquies)
il possibile impatto dell'applicazione dell'articolo 6, paragrafi 5 ter, 5 quater e 5 quinquies sul funzionamento e l'integrità del meccanismo di vigilanza unico;
d sexies)
l'efficacia della separazione tra le funzioni di vigilanza e di politica monetaria in seno alla BCE e della separazione delle risorse finanziarie assegnate ai compiti di vigilanza dal bilancio della BCE, tenendo conto di eventuali modifiche delle pertinenti disposizioni giuridiche anche a livello di diritto primario;
d septies)
gli effetti di bilancio che le decisioni di vigilanza prese dal meccanismo di vigilanza unico hanno sugli Stati membri partecipanti e l'impatto degli eventuali sviluppi in relazione ai meccanismi di finanziamento della risoluzione delle crisi;
d octies)
le possibilità di ulteriore sviluppo del meccanismo di vigilanza unico, tenendo conto di eventuali modifiche delle pertinenti disposizioni, anche a livello di diritto primario, e considerando se non sia venuta meno nel presente regolamento la logica sottesa alle disposizioni istituzionali, inclusa la possibilità di allineare completamente i diritti e gli obblighi degli Stati membri della zona euro e degli altri Stati membri partecipanti.
La relazione è trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio. Se del caso, la Commissione formula proposte di accompagnamento.
Articolo 27
Disposizioni transitorie
1. La BCE pubblica il quadro di cui all'articolo 5, paragrafo 7 entro il ...(18) .
2. La BCE assume i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento il 1º marzo 2014 o 12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, se tale data è posteriore, fatte salve le disposizioni e le misure di attuazione di cui ai successivi commi.
Dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la BCE pubblica, mediante regolamenti e decisioni, le modalità operative dettagliate per l'esecuzione dei compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento.
A decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, la BCE trasmette relazioni trimestrali al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione operativa del presente regolamento.
Se sulla base delle relazioni di cui al terzo comma e in seguito all'esame delle stesse in sede di Consiglio e di Parlamento europeo risulta che la BCE non sarà pronta ad esercitare pienamente i suoi compiti il 1º marzo 2014 o 12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, se tale data è posteriore, la BCE può adottare una decisione volta a fissare una data successiva a quella del primo comma per assicurare la continuità durante la transizione dalla vigilanza nazionale al meccanismo di vigilanza unico e, in funzione della disponibilità di personale, l'istituzione di adeguate procedure di segnalazione e modalità di cooperazione con le autorità di vigilanza nazionali ai sensi dell'articolo 5.
▌
3 bis.Nonostante il paragrafo 2 e fatto salvo l'esercizio dei poteri di indagine attribuitile in forza del presente regolamento, a decorrere da [data di entrata in vigore del presente regolamento] la BCE può iniziare a svolgere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento - diversi dall'adozione di decisioni in materia di vigilanza - nei riguardi di enti creditizi, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista e a seguito di una decisione indirizzata ai soggetti interessati e alle autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti in questione
Nonostante il paragrafo 2 se il MES chiede all'unanimità alla BCE di assumere la vigilanza diretta di un ente creditizio, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista quale precondizione per la ricapitalizzazione diretta, la BCE può iniziare immediatamente a svolgere i compiti ad essa attribuiti dal presente regolamento nei riguardi di tale ente creditizio, società di partecipazione finanziaria o società di partecipazione finanziaria mista e a seguito di una decisione indirizzata ai soggetti interessati e alle autorità nazionali competenti degli Stati membri partecipanti in questione.
4. A decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, in vista dell'assunzione delle sue funzioni, la BCE può chiedere alle autorità competenti degli Stati membri partecipanti e ai soggetti di cui all'articolo 9 di fornire tutte le informazioni utili alla BCE per effettuare una valutazione approfondita, compreso lo stato patrimoniale, degli enti creditizi dello Stato membro partecipante. La BCE effettua tale valutazione con riguardo almeno agli enti creditizi non contemplati dall'articolo 5, paragrafo 4. L'ente creditizio e l'autorità competente comunicano le informazioni richieste.
▌
6. Gli enti creditizi autorizzati dagli Stati membri partecipanti alla data di cui all'articolo 28 o, laddove pertinente, alla data indicata ai paragrafi 2 e 3, sono considerati autorizzati a norma dell'articolo 13 e possono continuare a svolgere la loro attività. Le autorità nazionali competenti comunicano alla BCE, anteriormente alla data di applicazione del presente regolamento o, laddove pertinente, anteriormente alla data indicata al paragrafo 2 o al paragrafo 3, l'identità di detti enti creditizi, specificandone in una relazione i trascorsi prudenziali e il profilo di rischio, e forniscono tutte le altre informazioni chieste dalla BCE. Le informazioni sono comunicate nel formato richiesto dalla BCE.
6 bis.Nonostante l'articolo 19, paragrafo 2ter, fino alla prima data menzionata all'articolo 26, per l'adozione dei regolamenti di cui all'articolo 4, paragrafo 3 si applica il voto a maggioranza qualificata e il voto a maggioranza semplice.
Articolo 28
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il quinto giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
La questione è stata rinviata alla commissione competente per un nuovo esame conformemente all'articolo 57, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento del Parlamento (A7-0392/2012).
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 22 maggio 2013 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici (rifusione) (COM(2011)0764 – C7-0425/2011 – 2011/0358(COD))
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2011)0764),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0425/2011),
– visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 28 marzo 2012(1),
– visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(2),
– vista la lettera del 6 novembre 2012 della commissione giuridica alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, del suo regolamento,
– visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 27 marzo 2013, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visti gli articoli 87 e 55 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0375/2012),
A. considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne le disposizioni rimaste immutate dei testi esistenti, la proposta si limita alla codificazione di tali disposizioni, senza modificazioni sostanziali,
1. adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;
2. chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;
3. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.
Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 22 maggio 2013 in vista dell'adozione della direttiva 2013/.../UE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici (rifusione)
– visto l'articolo 167 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– vista la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali adottata il 20 ottobre 2005 dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco),
– visto il protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri, allegato al trattato di Amsterdam che modifica il trattato sull'Unione europea, i trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi,
– vista la direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi)(1),
– vista la direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa(2),
– vista la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (direttiva sul commercio elettronico)(3),
– vista la direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale)(4), quale modificata dalla direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009(5),
– vista la direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio(6),
– vista la decisione n. 1718/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, relativa all'attuazione di un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo (MEDIA 2007)(7),
– vista la comunicazione interpretativa della Commissione relativa a taluni aspetti delle disposizioni della direttiva «Televisione senza frontiere» riguardanti la pubblicità televisiva(8),
– vista la raccomandazione 2006/952/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativa alla tutela dei minori e della dignità umana e al diritto di rettifica relativamente alla competitività dell'industria europea dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea(9),
– viste le conclusioni del Consiglio sulla tutela dei minori nel mondo digitale(10),
– vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa, presentata dalla Commissione (COM(2011)0785),
– vista la comunicazione della Commissione del 1° dicembre 2008 intitolata «Verso una società dell'informazione accessibile» (COM(2008)0804),
– vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata «Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010)2020),
– vista la comunicazione della Commissione del 26 agosto 2010 intitolata «Un'agenda digitale europea» (COM(2010)0245/2),
– vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2008 sull'alfabetizzazione mediatica nell'ambiente digitale(11),
– vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sul servizio pubblico di radiodiffusione nell'era digitale: il futuro del sistema duale(12),
– vista la sua risoluzione del 16 novembre 2011 sul cinema europeo nell'era digitale(13),
– vista la sua risoluzione del 22 maggio 2012 su una strategia per rafforzare i diritti dei consumatori vulnerabili(14),
– vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2012 sulla distribuzione online di opere audiovisive nell'Unione europea(15),
– vista la sua risoluzione del 20 novembre 2012 sulla tutela dei minori nel mondo digitale(16),
– vista la raccomandazione della Commissione 2009/625/CE, del 20 agosto 2009, sull'alfabetizzazione mediatica nell'ambiente digitale per un'industria audiovisiva e dei contenuti più competitiva e per una società della conoscenza inclusiva(17),
– vista la prima relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 24 settembre 2012, relativa all'applicazione degli articoli 13, 16 e 17 della direttiva 2010/13/UE per il periodo 2009-2010, Promozione delle opere europee nei servizi di media audiovisivi programmati o a richiesta (COM(2012)0522),
– vista la comunicazione della Commissione del 26 settembre 2012 intitolata «Valorizzare i settori culturali e creativi per favorire la crescita e l'occupazione nell'UE» (COM(2012)0537),
– vista la prima relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 4 maggio 2012, sull'applicazione della direttiva 2010/13/UE «Direttiva sui servizi di media audiovisivi», Servizi di media audiovisivi e dispositivi connessi: passato e futuro (COM(2012)0203),
– visto l'articolo 48 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione giuridica e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A7-0055/2013),
A. considerando che la direttiva sui servizi di media audiovisivi («direttiva SMA») costituisce la colonna portante della regolamentazione unionale in materia di mezzi di comunicazione;
B. considerando che i servizi di media audiovisivi sono in egual misura servizi culturali e servizi economici;
C. considerando che la direttiva SMA si basa sul principio della neutralità tecnologica e riguarda pertanto tutti i servizi con contenuti audiovisivi, a prescindere dalla tecnologia utilizzata per la loro fornitura, garantendo condizioni di parità a tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi;
D. considerando che la direttiva SMA assicura la libera circolazione dei servizi di media audiovisivi configurandosi come uno strumento del mercato interno e rispetta il diritto alla libertà di espressione e all'accesso all'informazione, oltre a tutelare obiettivi di interesse pubblico quali il diritto d'autore, la libertà dei media, la libertà di informazione e la libertà di espressione;
E. considerando che la direttiva SMA si propone di tenere conto della natura culturale dei servizi di media audiovisivi, che in quanto portatori di identità e di valori rivestono una particolare importanza per la società e la democrazia, nonché di preservare lo sviluppo culturale indipendente degli Stati membri salvaguardando nel contempo la diversità culturale nell'Unione, in particolare attraverso un'armonizzazione minima e la promozione delle opere audiovisive europee;
F. considerando che, in virtù della convergenza tecnologica, in futuro i consumatori distingueranno sempre meno tra servizi lineari e non lineari;
G. considerando la necessità di conseguire condizioni di parità, dal momento che i consumatori non riescono più a distinguere i diversi livelli di regolamentazione per i servizi lineari e non lineari, il che può comportare distorsioni della concorrenza;
H. considerando che i mercati dei servizi di media audiovisivi continuano a essere interessati da cambiamenti tecnologici significativi e dall'evoluzione delle pratiche e dei modelli commerciali, che influenzano le modalità di fornitura dei contenuti e di accesso agli stessi da parte degli utenti;
I. considerando che l'accessibilità dei servizi di media audiovisivi è essenziale per garantire il diritto alla partecipazione e all'integrazione nella vita socioculturale dell'UE delle persone con disabilità e degli anziani, in particolare tramite lo sviluppo di nuove piattaforme per la fornitura di contenuti come l'IPTV e la televisione connessa;
J. considerando che occorre prestare particolare attenzione all'alfabetizzazione mediatica in virtù degli sviluppi tecnologici sempre più rapidi nonché della convergenza delle piattaforme mediatiche;
K. considerando che l'evoluzione tecnologica in corso ha reso il tema della tutela dei minori ancora più urgente e complesso;
L. considerando che alcuni Stati membri non hanno recepito in modo tempestivo la direttiva SMA, oppure non l'hanno applicata pienamente o correttamente;
M. considerando che nella maggior parte degli Stati membri le norme di recepimento dell'articolo 13 della direttiva SMA, riguardante la promozione di opere europee tramite i servizi a richiesta, non sono sufficientemente prescrittive e non consentono quindi di raggiungere l'obiettivo della diversità culturale sancito dalla direttiva;
N. considerando che non è pertanto possibile eseguire né una valutazione completa dell'applicazione della direttiva SMA né un'analisi esaustiva della sua efficacia;
O. considerando che l'ampliamento dei mercati dei servizi di media audiovisivi mediante lo sviluppo di servizi ibridi comporta nuove sfide in molti ambiti, tra cui la concorrenza, i diritti di proprietà intellettuale, la nascita di nuove forme di comunicazione commerciale audiovisiva e l'evoluzione di quelle esistenti nonché la pubblicità in sovrimpressione, che compromette l'integrità del programma oltre a mettere in discussione l'adeguatezza e l'efficacia della direttiva SMA come pure la sua relazione con altri strumenti del diritto dell'UE;
P. considerando che le disposizioni di cui all'articolo 15 della direttiva SMA garantiscono un giusto equilibrio tra gli interessi di tutte le parti interessate, assicurando il rispetto del diritto del pubblico di accedere alle informazioni, da un lato, e del diritto di proprietà e della libertà d'impresa, dall'altro;
Situazione attuale
1. ricorda alla Commissione il suo impegno a favore del programma per una normativa intelligente, nonché l'importanza di effettuare controlli ex post tempestivi e pertinenti sulla legislazione dell'UE al fine di gestire la qualità della normativa lungo l'intero ciclo di realizzazione di una politica;
2. rileva a tale proposito che, a norma dell'articolo 33 della direttiva SMA, la Commissione era tenuta a presentare la relazione sull'applicazione della direttiva entro il 19 dicembre 2011;
3. osserva che la Commissione ha presentato la relazione sull'applicazione con notevole ritardo, il 4 maggio 2012;
4. constata inoltre che gli Stati membri hanno attuato la direttiva SMA secondo modalità sensibilmente diverse;
5. sottolinea che la direttiva SMA rimane lo strumento adeguato per regolamentare il coordinamento a livello dell'UE delle normative nazionali relative a tutti i media audiovisivi e per salvaguardare i principi sanciti dalla Convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
6. rileva in particolare che il principio del «paese d'origine», se applicato correttamente, assicura alle emittenti un elevato grado di chiarezza e certezza in merito alle loro modalità operative;
7. deplora che la relazione sull'applicazione della Commissione non valuti la necessità di un possibile adeguamento della direttiva SMA alla luce di queste informazioni, come previsto dall'articolo 33;
8. invita la Commissione a promuovere un'attuazione uniforme e completa della direttiva SMA negli Stati membri e in particolare ad assicurare che si tenga debitamente conto, in fase di recepimento nel diritto nazionale, delle definizioni specifiche contenute nei considerando della direttiva in esame;
9. sostiene con decisione un approccio tecnologicamente neutro, in considerazione dell'evoluzione dei modelli di visione e di distribuzione, al fine di agevolare una maggiore possibilità di scelta per i consumatori; sollecita, a tale riguardo, una valutazione d'impatto esaustiva della situazione attuale del mercato e del quadro regolamentare;
10. prende atto dell'intenzione della Commissione di pubblicare a breve un documento programmatico sulla convergenza in relazione alla televisione connessa e ai dispositivi connessi, che avvierà una consultazione pubblica su tutte le questioni poste da questi nuovi sviluppi;
11. invita la Commissione, in caso di revisione della direttiva SMA, a valutare se e in quale misura i punti oscuri o le inesattezze delle definizioni abbiano generato difficoltà di attuazione negli Stati membri, così da poter risolvere tali problemi nel contesto della revisione;
12. osserva, relativamente alla diffusione di contenuti audiovisivi «over the top», che è necessario specificare cosa si intende per «parti interessate», facendovi come minimo rientrare le società televisive pubbliche e private, i fornitori di servizi Internet, i consumatori e i professionisti creativi;
13. invita la Commissione a continuare ad adoperarsi affinché i servizi di media audiovisivi, data la loro duplice natura di servizi culturali ed economici, restino esclusi da qualsiasi accordo di liberalizzazione concluso nel quadro dei negoziati relativi all'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS);
Accessibilità
14. sottolinea che la relazione sull'applicazione elaborata dalla Commissione non affronta in modo sostanziale la questione dell'accessibilità di cui all'articolo 7 della direttiva SMA, e si rammarica della mancata analisi dell'efficacia delle norme di attuazione degli Stati membri a tale proposito;
15. osserva che in molti Stati membri l'infrastruttura necessaria per fornire tali servizi non è ancora disponibile e che occorrerà del tempo prima che alcuni di essi riescano a soddisfare tali requisiti; esorta gli Stati membri interessati ad affrontare quanto prima la questione in esame, onde consentire l'attuazione pratica dell'articolo 7;
16. invita la Commissione a ovviare a tale mancanza fornendo regolarmente una panoramica delle misure adottate dagli Stati membri come pure una valutazione della loro efficacia, così da assicurare che i servizi di media audiovisivi siano resi sempre più accessibili;
17. sottolinea che, in un ambiente sempre più digitale, i servizi di media pubblici svolgono un ruolo cruciale nel garantire che i cittadini possano accedere all'informazione online, e riconosce a tale proposito che la fornitura di servizi Internet da parte dei servizi di media pubblici contribuisce direttamente alla loro missione;
18. reputa che la concentrazione della proprietà dei media possa minare la libertà di informazione, in particolare il diritto a ricevere informazioni;
19. ritiene pertanto che occorra raggiungere un idoneo equilibrio fra gli obiettivi della direttiva SMA e la necessità di tutelare la libertà di distribuzione dei contenuti e accesso agli stessi, onde evitare i rischi di concentrazione e di perdita di diversità;
20. prende atto dei diversi modelli commerciali esistenti per finanziare i contenuti e sottolinea l'importanza della sostenibilità economica dell'accesso per i vari consumatori;
21. ravvisa la necessità di ampliare l'accessibilità dei programmi, in particolare di quelli trasmessi tramite servizi a richiesta, attraverso l'ulteriore sviluppo, tra l'altro, dell'audiodescrizione, della sottotitolazione di parlato/audio, del linguaggio dei segni e della navigazione tra menu, segnatamente delle guide elettroniche ai programmi (EPG);
22. riconosce inoltre che gli Stati membri dovrebbero incoraggiare i fornitori di servizi di media e i produttori di dispositivi di sostegno soggetti alla loro giurisdizione a rendere più accessibili i loro servizi, in particolare per gli anziani e le persone con disabilità, tra cui quelle con problemi uditivi e quelle ipovedenti;
23. si rallegra dell'impegno personale assunto dal commissario Barnier in relazione ai negoziati in corso per un trattato sulle limitazioni e le deroghe al diritto d'autore per le persone ipovedenti e le persone con disabilità a leggere i caratteri di stampa;
24. invita la Commissione a garantire alle persone ipovedenti la generale disponibilità dei sussidi per l'accesso ai prodotti e ai servizi audiovisivi;
25. ritiene che l'articolo 7 della direttiva SMA vada pertanto riformulato in termini più fermi e vincolanti, così da imporre ai fornitori di servizi di media di garantire che i loro servizi siano resi accessibili alle persone con disabilità;
26. sottolinea, tuttavia, che il mercato dei servizi non lineari è ancora in una fase relativamente iniziale di sviluppo e che eventuali nuovi obblighi imposti ai fornitori devono tenerne conto;
Diritti esclusivi e brevi estratti di cronaca
27. invita la Commissione a valutare, nella sua prossima relazione sull'applicazione della direttiva SMA, se gli Stati membri abbiano attuato la direttiva in modo da mantenere l'attuale e necessario equilibrio tra la salvaguardia del principio della libertà di accesso alle informazioni, soprattutto per quanto riguarda gli eventi di grande interesse per la società, da un lato, e la protezione dei titolari dei diritti, dall'altro;
28. accoglie con favore l'approccio adottato dalla Commissione e dalla Corte di giustizia europea in relazione all'interpretazione dell'articolo 14 della direttiva SMA; chiede che l'espressione «eventi che sono considerati di particolare rilevanza per la società» continui a essere interpretata in senso lato, in modo che siano inclusi anche gli eventi sportivi e di intrattenimento che rivestono interesse generale, e incoraggia gli Stati membri a predisporre elenchi di tali eventi;
29. invita la Commissione a includere nella sua prossima relazione una valutazione delle modalità con cui gli Stati membri hanno attuato l'articolo 15 della direttiva SMA, considerando in particolare il modo in cui garantiscono che gli eventi di grande interesse pubblico, trasmessi in esclusiva da un'emittente soggetta alla loro giurisdizione, siano utilizzati ai fini della realizzazione di brevi estratti di cronaca nei programmi di informazione generale;
30. auspica che gli Stati membri, applicando l'articolo 15 della direttiva, promuovano una gran varietà riguardo al numero di eventi di grande interesse pubblico che sono trasmessi nei programmi di informazione generale mediante brevi estratti di cronaca;
Promozione di opere audiovisive europee
31. sottolinea che benché la maggior parte degli Stati membri rispetti le norme relative alla promozione delle opere europee, si continua ad accordare priorità alle opere nazionali e la percentuale di opere televisive indipendenti è in calo;
32. si rammarica che i dati forniti siano insufficienti per trarre conclusioni in merito alla promozione delle opere europee da parte dei fornitori di servizi a richiesta;
33. chiede, a tale proposito, che l'obbligo di riferire in merito alle opere europee preveda almeno una ripartizione per categoria (produzioni cinematografiche, produzioni televisive classificabili come fiction e non-fiction, spettacoli o format di intrattenimento) e per mezzo di diffusione ed esorta gli Stati membri a fornire dati pertinenti in materia;
34. sottolinea l'assenza di relazioni dettagliate ai sensi dell'articolo 13 della direttiva SMA in merito al doppio obbligo di promuovere la produzione di opere europee e l'accesso alle stesse nei servizi a richiesta e chiede alla Commissione di chiarire tale punto, tenendo conto anche del fatto che tali servizi sono ancora in fase embrionale e che è difficile trarre conclusioni circa l'efficacia dei criteri di promozione applicati ai servizi a richiesta;
35. invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad agire tempestivamente per garantire l'efficace attuazione dell'articolo 13 della direttiva SMA;
36. chiede agli Stati membri di adottare misure efficaci intese a promuovere maggiori sinergie tra le autorità di regolamentazione, i fornitori dei servizi di media audiovisivi e la Commissione, affinché i film dell'UE possano raggiungere una platea più ampia sia all'interno sia all'esterno dell'Unione attraverso i servizi lineari e non lineari;
37. raccomanda di rafforzare il ruolo dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo in quanto istanza appropriata per la raccolta di dati sulla promozione delle opere audiovisive europee;
Opere indipendenti
38. sottolinea l'importanza di applicare in modo soddisfacente l'articolo 17 della direttiva SMA per quanto concerne il tempo medio di trasmissione riservato alle opere europee realizzate da produttori indipendenti ed evidenzia l'autonomia degli Stati membri a tale proposito; esorta gli Stati membri e le emittenti ad andare oltre il livello minimo del 10% suggerito nella direttiva;
Tutela dei minori
39. prende atto delle iniziative di autoregolamentazione e dei codici di condotta concepiti per limitare l'esposizione di bambini e minori alla pubblicità e alla commercializzazione di cibi, come quelli avviati nel quadro della piattaforma d'azione della Commissione per l'alimentazione, l'attività fisica e la salute;
40. riconosce gli sforzi compiuti dal settore della pubblicità e dalle aziende che aderiscono all'«EU Pledge» allo scopo di venire incontro alla richiesta della direttiva SMA di elaborare codici di condotta in relazione alle comunicazioni commerciali che accompagnano i programmi per bambini o vi sono incluse e che riguardano cibi o bevande ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale;
41. sottolinea che le iniziative di coregolamentazione e autoregolamentazione, specialmente nel campo della pubblicità rivolta ai minori, anche alla luce della nuova strategia della Commissione in materia di responsabilità sociale delle imprese (RSI) definita come «la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società», rappresentano un passo avanti rispetto alla situazione precedente perché permettono di reagire con maggiore prontezza agli sviluppi nel mondo in rapida evoluzione dei media;
42. osserva tuttavia che l'efficacia di simili iniziative potrebbe non essere sempre sufficiente in tutti gli Stati membri e che esse vanno considerate complementari alle disposizioni giuridiche ai fini del conseguimento degli obiettivi della direttiva SMA, specialmente in un contesto online;
43. sottolinea che è essenziale, a questo proposito, trovare il giusto equilibrio tra misure volontarie e norme obbligatorie;
44. evidenzia pertanto la necessità di sottoporre tali iniziative a regolari controlli onde garantirne l'applicazione, congiuntamente ai futuri obblighi giuridicamente vincolanti che potrebbero essere necessari per assicurare l'effettiva tutela dei minori;
45. invita la Commissione, in caso di revisione della direttiva SMA, ad attribuire a questi strumenti di regolamentazione relativamente recenti un ruolo di maggior rilievo in relazione alla tutela dei minori nell'ambito dei media e alla regolamentazione della pubblicità; sottolinea che questo non deve tuttavia escludere la regolamentazione o la vigilanza da parte degli enti pubblici;
46. esorta gli Stati membri a continuare a incoraggiare i fornitori di servizi di media audiovisivi affinché elaborino codici di condotta concernenti le comunicazioni commerciali audiovisive inappropriate nei programmi destinati ai bambini;
47. invita la Commissione a riflettere sulle modalità con cui poter estendere le disposizioni di base della direttiva SMA applicabili ai servizi non lineari ad altri contenuti e servizi online che non rientrano attualmente nel suo campo di applicazione, nonché sui provvedimenti che occorre adottare per creare condizioni di parità per tutti gli operatori; chiede alla Commissione di presentare al Parlamento europeo i risultati di tali riflessioni entro il 31 dicembre 2013;
48. riconosce i risultati positivi conseguiti dagli Stati membri nel fornire protezione dai contenuti che incitano all'odio per motivi di razza, sesso, nazionalità e religione;
49. sottolinea la necessità di uno studio comparativo paneuropeo per permettere di capire meglio come stia evolvendo il comportamento di bambini, adolescenti e adulti rispetto al consumo dei media; ritiene che un simile studio sarebbe utile ai responsabili politici che si occupano del settore audiovisivo a livello di UE e negli Stati membri;
Pubblicità
50. osserva che in taluni Stati membri il limite orario di 12 minuti per gli spot pubblicitari è stato oltrepassato;
51. esorta gli Stati membri in questione a dare una piena, corretta e tempestiva attuazione alle disposizioni della direttiva SMA a tale riguardo;
52. ribadisce che il tempo dedicato agli spot televisivi pubblicitari e di televendita non deve oltrepassare il limite dei 12 minuti per ogni ora di trasmissione;
53. è preoccupato che il limite dei 12 minuti sia regolarmente superato in taluni Stati membri;
54. sollecita la Commissione, all'atto di monitorare la conformità alle norme vigenti che stabiliscono le disposizioni qualitative e quantitative in materia di pubblicità, a considerare le sfide future, come ad esempio la televisione connessa, con riferimento alla competitività e al finanziamento sostenibile dei servizi di media audiovisivi;
55. insiste, in particolare, sulla necessità di monitorare i formati commerciali realizzati al fine di aggirare tale restrizione, specialmente la pubblicità occulta, che può generare confusione nei consumatori;
56. chiede alla Commissione di fornire al più presto i chiarimenti necessari sulle questioni che ha individuato nel settore delle comunicazioni commerciali per quanto riguarda le sponsorizzazioni, l'autopromozione e l'inserimento di prodotti («product placement»);
57. invita la Commissione ad analizzare l'efficacia delle normative vigenti e a monitorare il rispetto delle norme in materia di pubblicità destinata a bambini e minori;
58. chiede inoltre l'istituzione di un divieto della pubblicità pregiudizievole, quale descritta all'articolo 9 della direttiva SMA, durante i programmi rivolti ai giovani e ai bambini; raccomanda, quale base per future riforme del quadro legislativo, l'analisi delle migliori pratiche seguite da taluni paesi in quest'ambito;
59. si rammarica che il necessario aggiornamento della comunicazione interpretativa relativa a taluni aspetti delle disposizioni sulla pubblicità televisiva non sia stato ancora emanato;
60. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di aggiornare nel 2013 la sua comunicazione interpretativa relativa a taluni aspetti delle disposizioni sulla pubblicità televisiva;
Alfabetizzazione mediatica
61. prende atto dei risultati presentati dalla Commissione per quanto riguarda il livello di alfabetizzazione mediatica negli Stati membri;
62. osserva che si è verificata un'espansione significativa dell'accesso ai canali e della scelta di servizi audiovisivi;
63. sottolinea che, al fine di conseguire un autentico mercato unico digitale in Europa, sono necessari ulteriori sforzi volti al miglioramento dell'alfabetizzazione mediatica dei cittadini e invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'alfabetizzazione mediatica per tutti i cittadini dell'UE, in particolare bambini e minori, mediante iniziative e azioni coordinate, allo scopo di accrescere la comprensione critica dei servizi di media audiovisivi e stimolare il dibattito pubblico nonché la partecipazione civica, incoraggiando al contempo la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, in particolare dell'industria dei media;
64. incoraggia in particolare gli Stati membri affinché includano l'alfabetizzazione mediatica e le competenze informatiche, specialmente in relazione ai media digitali, nei rispettivi programmi scolastici;
Sfide future
65. si rammarica che la Commissione abbia svolto solo in parte la sua attività di relazione conformemente all'obbligo di cui all'articolo 33 della direttiva SMA e invita a eseguire una valutazione intermedia prima della prossima relazione sull'applicazione della Commissione;
66. invita gli Stati membri a rafforzare la cooperazione e il coordinamento nell'ambito del comitato di contatto, istituito ai sensi dell'articolo 29 della direttiva SMA, al fine di aumentare l'efficienza e la coerenza dell'attuazione;
67. esorta la Commissione a monitorare da vicino lo sviluppo dei servizi ibridi nell'UE, in particolare della televisione connessa, a definire nel suo Libro verde sulla televisione connessa le varie questioni che essi sollevano e ad approfondire tali questioni attraverso una consultazione pubblica;
68. chiede alla Commissione di tenere in considerazione, al momento del lancio delle consultazioni pubbliche sulla televisione connessa o ibrida, i seguenti aspetti: la normalizzazione, la neutralità tecnologica, la sfida dei servizi personalizzati (in particolare per le persone con disabilità), i problemi legati alla sicurezza del multi-cloud, l'accessibilità agli utenti, la protezione dei minori e la dignità umana;
69. invita la Commissione a occuparsi, in particolare, delle incertezze circa l'uso del concetto di «servizi di media audiovisivi a richiesta» e, tenendo conto sia della necessità di maggiore coerenza degli atti giuridici dell'UE riguardanti i servizi audiovisivi a richiesta sia degli sviluppi prevedibili in relazione alla convergenza dei media, a stabilire una definizione più chiara di tale concetto allo scopo di realizzare con maggiore efficacia gli obiettivi di regolamentazione della direttiva SMA;
70. è convinto che, considerate le pratiche commerciali dei fornitori di servizi di media e degli operatori delle piattaforme nonché le potenzialità di sviluppo delle tecnologie in questione, sia necessario migliorare e uniformare il livello di protezione dei dati in tutta l'UE, continuando al contempo a garantire che l'anonimato nell'utilizzo dei servizi di media audiovisivi costituisca la norma;
o o o
71. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.