Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2013/2953(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

RC-B7-0499/2013

Discussioni :

PV 21/11/2013 - 15.3
CRE 21/11/2013 - 15.3

Votazioni :

PV 21/11/2013 - 16.3
CRE 21/11/2013 - 16.3

Testi approvati :

P7_TA(2013)0518

Testi approvati
PDF 196kWORD 39k
Giovedì 21 novembre 2013 - Strasburgo
Giustizia equa in Bolivia, in particolare i casi di Előd Tóásó e Mario Tadic
P7_TA(2013)0518RC-B7-0499/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2013 sull’equità della giustizia in Bolivia, in particolare i casi di Előd Tóásó e Mario Tadić (2013/2953(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, e in particolare gli articoli 9 e 10,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici, che è stato firmato e ratificato dalla Bolivia, e in particolare i suoi articoli 9, 10, 14, 15 e 16,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, firmata e ratificata dalla Bolivia,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in particolare gli articoli 1, 2, 3, 5, 6 e 7,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 47 e 48,

–  vista la Convenzione americana dei diritti dell'uomo, firmata e ratificata dalla Bolivia,

–  vista la Convenzione interamericana per prevenire e punire la tortura, firmata e ratificata dalla Bolivia,

–  vista la Costituzione e il Codice di procedura penale boliviani,

–  vista la dichiarazione del 23 maggio 2012 da parte della commissione per i diritti umani, le minoranze, gli affari civili e religiosi e della commissione per gli affari esteri dell'Assemblea nazionale ungherese, vista la dichiarazione adottata dalla camera dei rappresentanti boliviana il 12 giugno 2012 in risposta alla dichiarazione ungherese,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Bolivia,

–  visti l'articolo 122, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il 16 aprile 2009, nella città boliviana di Santa Cruz de la Sierra, le forze speciali boliviane hanno arrestato Előd Tóásó, cittadino ungherese, e Mario Tadić, cittadino croato; che altre tre persone, segnatamente Árpád Magyarosi, cittadino rumeno, Michael Martin Dwyer, cittadino irlandese e Eduardo Rózsa-Flores, cittadino ungherese, sono morti nella sparatoria;

B.  considerando che, da allora, Előd Tóásó e Mario Tadić sono trattenuti senza accuse in custodia cautelare, in violazione della legge boliviana che prevede una durata massima di custodia cautelare pari a 36 mesi, periodo che avrebbe dovuto concludersi il 16 aprile 2012;

C.  considerando che si presume che i diritti umani fondamentali di Előd Tóásó e Mario Tadić siano stati violati, sia al loro arresto che durante il procedimento penale;

D.  considerando che il 18 maggio 2010, quando Előd Tóásó e Mario Tadić erano già in carcere, l'articolo 239 del codice di procedura penale boliviano, facente riferimento alla durata della custodia cautelare, è stato modificato per prolungare il periodo massimo da 12 a 36 mesi, con effetto retroattivo;

E.  considerando che il 17 dicembre 2010 sono state formulate pubblicamente le accuse di terrorismo;

F.  considerando che nel parere 63/2011 (Stato plurinazionale della Bolivia), emesso dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, si dà conto delle violazioni ai danni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo perpetrate dalla Bolivia e si ribadisce che Előd Tóásó è stato arrestato senza un mandato ed è imprigionato illegalmente; che il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite ha quindi invitato il governo boliviano a rilasciare immediatamente Előd Tóásó;

1.  invita le autorità boliviane a garantire un processo equo e indipendente nei casi di Előd Tóásó e Mario Tadić;

2.  prende atto della relazione adottata e successivamente ampiamente diffusa dal parlamento boliviano, basata sull’indagine politica effettuata sul caso;

3.  chiede un'indagine indipendente, che coinvolga esperti internazionali, sulla morte di Árpád Magyarosi, Michael Martin Dwyer e Eduardo Rózsa-Flores;

4.  invita il Servizio europeo per l’azione esterna a mantenere il caso all'ordine del giorno nei suoi contatti con il governo boliviano e ad adottare misure e provvedimenti concreti in materia;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al governo e al Congresso della Repubblica di Bolivia, al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Note legali - Informativa sulla privacy