Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2013/2092(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0338/2013

Testi presentati :

A7-0338/2013

Discussioni :

PV 09/12/2013 - 26
CRE 09/12/2013 - 26

Votazioni :

PV 10/12/2013 - 7.16
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2013)0534

Testi approvati
PDF 156kWORD 61k
Martedì 10 dicembre 2013 - Strasburgo
Politica industriale dell'UE in materia di spazio
P7_TA(2013)0534A7-0338/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 dicembre 2013 sulla politica industriale dell'UE in materia di spazio - Liberare il potenziale di crescita economica nel settore spaziale (2013/2092(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il titolo XIX, articolo 189 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che verte sulla politica di ricerca e sviluppo tecnologico e sulla politica spaziale, e con particolare riferimento all'elaborazione di una politica spaziale europea al fine di favorire il progresso tecnico e scientifico, la competitività industriale e l'attuazione delle politiche dell'Unione europea,

–  vista la comunicazione della Commissione del 28 febbraio 2013 dal titolo "Politica industriale dell'UE in materia di spazio" (COM(2013)0108),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2010 intitolata "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione – Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità" (COM(2010)0614),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 dal titolo "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" (COM(2012)0582),

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 aprile 2011 intitolata "Verso una strategia spaziale dell'Unione europea al servizio dei cittadini" (COM(2011)0152),

–  vista la Comunicazione della Commissione del 14 novembre 2012 intitolata "Istituzione di adeguate relazioni tra l'Unione europea e l'Agenzia spaziale europea" (COM(2012)0671),

–  vista la decisione 2004/578/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, concernente la conclusione dell'accordo quadro tra la Comunità europea e l'Agenzia spaziale europea(1),

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'11 ottobre 2010, del 31 maggio 2011, del 2 dicembre 2011 e del 30 maggio 2013,

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2012 su una strategia spaziale dell'Unione europea al servizio dei cittadini(2),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione per gli affari esteri (A7-0338/2013),

A.  considerando che l'articolo 189 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea conferisce all'Unione un ruolo esplicito nell'elaborazione di una politica spaziale, al fine di promuovere il progresso tecnico e scientifico, la competitività industriale e l'attuazione delle sue politiche;

B.  considerando che di fronte alla crescente concorrenza di nuove nazioni emergenti in campo spaziale come la Cina e l'India, il peso politico degli Stati membri dell'UE in termini nazionali potrebbe non essere più sufficiente ad affrontare le sfide future in questo settore;

C.  considerando che la politica spaziale è un elemento chiave della strategia Europa 2020;

D.  considerando che innumerevoli servizi utilizzati nella vita quotidiana dai cittadini dipendono direttamente o indirettamente dallo spazio, come ad esempio la televisione, l'Internet ad alta velocità, i sistemi di navigazione o il sistema automatico paneuropeo di chiamata d'emergenza eCall;

E.  considerando che l'industria spaziale europea genera un volume d'affari consolidato di 6,5 miliardi di EUR e impiega più di 34 500 persone altamente qualificate; che in questo periodo di difficoltà economiche deve essere meglio messa in evidenza l'importanza del settore spaziale, in quanto settore con un forte potenziale di crescita e di innovazione e con capacità di creare occupazione a elevato valore aggiunto;

F.  considerando che il coordinamento delle misure nel settore della politica spaziale tra l'UE, gli Stati membri e l'ESA continua a essere insufficiente e che ciò ha portato a duplicazioni di strutture e al fatto che non si possano utilizzare effetti sinergici; sottolinea che l'attuazione di un quadro chiaro di governance per lo spazio consentirà di conseguire un notevole incremento nell'efficacia;

G.  considerando che l'ESA, in quanto organizzazione non governativa, non gode di nessuna relazione formale con il Parlamento europeo e che di conseguenza le manca il riscontro immediato dei cittadini, che è al contrario presente in tutti gli altri settori della politica dell'Unione;

H.  considerando che l'industria spaziale costituisce un'industria ad alta intensità di investimento con cicli di sviluppo eccezionalmente lunghi, e che di conseguenza la sicurezza a livello di pianificazione svolge un ruolo decisivo; che tale visibilità sarà ampiamente favorita dall'esistenza di un quadro normativo stabile e di un quadro di governance chiaro;

I.  considerando che il funzionamento di un sistema europeo di lanciatori può contribuire a garantire un accesso indipendente allo spazio;

J.  considerando che l'Unione europea dipende attualmente da GNSS militari non europei e che Galileo è stato concepito e sviluppato sotto il controllo civile e che è destinato a rimanere tale;

K.  considerando che per il settore spaziale europeo le vendite commerciali hanno un ruolo molto più importante rispetto ai suoi principali concorrenti internazionali;

L.  considerando che i servizi basati sui satelliti svolgono un ruolo rilevante nella fornitura di informazioni ai settori in crescita della società digitale e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell'agenda digitale dell'UE;

M.  considerando che stando alle stime degli esperti il mercato dei servizi di navigazione satellitare e di osservazione della Terra potrebbe raggiungere in dieci anni un volume di 300 miliardi di dollari e che già oggi negli Stati membri occidentali dell'UE tra il 6% e il 7% del PIL dipende dalla navigazione satellitare;

N.  considerando che il coordinamento internazionale degli utilizzi dello spettro acquista sempre maggio importanza a causa della crescente domanda di possibilità di comunicazione senza fili e delle proprietà fisiche della propagazione delle onde, nonché della relativa scarsità di frequenze radio;

Orientare la politica spaziale in senso europeo

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla politica industriale dell'Unione in materia di spazio; ritiene che la Commissione si debba concentrare su alcune delle misure per la politica industriale in materia di spazio menzionate nella comunicazione, per conseguire un effettivo sviluppo del potenziale di crescita nel settore spaziale;

2.  sottolinea che tutti gli attori coinvolti nella governance delle future politiche spaziali dell'Unione europea, comprese la Commissione, l'Agenzia del GNSS europeo, l'ESA, le agenzie nazionali e le agenzie specializzate, come EUMETSAT, devono essere interconnessi e operare a lungo termine;

3.  ritiene che le agenzie nazionali potrebbero avanzare proposte concrete in questa direzione affinché la Commissione possa integrare il contributo degli Stati membri e definire la visione dell'UE;

4.  sottolinea che la Commissione deve, quanto prima possibile, presentare una chiara tabella di marcia per GMES/Copernicus e per lo sviluppo e il dispiegamento di diversi satelliti Sentinel insieme al quadro giuridico e operativo proposto per questo complesso sistema;

5.  sostiene la Commissione nella propria intenzione di adottare misure per l'istituzione di un quadro normativo dell'UE coerente per il settore spaziale; raccomanda la creazione di un vero mercato interno dell'UE dei prodotti e dei servizi spaziali; reputa importante che la politica sia formulata e sviluppata senza che la sua attuazione influisca negativamente sulle condizioni commerciali di mercato o provochi una loro distorsione; osserva che la neutralità e la trasparenza della concorrenza sono due assunti importanti per lo sviluppo della politica spaziale europea;

6.  rileva che finora non vi è ancora nessun approccio orizzontale da parte della Commissione teso a integrare la politica spaziale e i suoi obiettivi nei diversi settori politici dell'Unione; esorta la Commissione ad agire in questo senso tenendo conto in futuro della politica spaziale in settori politici come le telecomunicazioni, i trasporti, l'ambiente, l'agricoltura, la sicurezza o la cultura;

7.  accoglie con favore la dichiarazione della Commissione secondo cui le telecomunicazioni, la navigazione e l'osservazione della Terra basate sullo spazio forniscono all'UE conoscenze di importanza strategica su cui fondare le sue relazioni esterne nell'ambito degli aiuti allo sviluppo e degli aiuti umanitari;

8.  esorta la Commissione a trattare in via prioritaria le seguenti tematiche: questioni istituzionali; Galileo e Copernicus; l'industria spaziale come generatrice di crescita e di occupazione; valutazione di impatto delle attività connesse allo spazio; accesso indipendente allo spazio; il ruolo della R&S; comunicazione via satellite; sorveglianza e localizzazione spaziali; e detriti spaziali;

9.  appoggia la tesi della Commissione secondo cui molti componenti dei sistemi spaziali hanno un duplice uso o sono di natura militare e, di conseguenza, sono soggetti alla direttiva 2009/43/CE del 6 maggio 2009 che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa(3), quale modificata dalla direttiva 2012/47/UE del 14 dicembre 2012 concernente l'elenco di prodotti per la difesa, al regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso(4), o alla posizione comune concernente le esportazioni di armi; accoglie con favore la proposta di cui alla comunicazione di presentare una relazione formale al Parlamento sul sistema di controllo delle esportazioni di beni a duplice uso prima della fine del 2013; invita la Commissione, gli Stati membri e il gruppo "Esportazioni di armi convenzionali" (COARM) del Consiglio dell'UE a chiarire quale quadro normativo dovrebbe applicarsi a ciascuna categoria di beni e tecnologie;

Questioni istituzionali

10.  riconosce i successi conseguiti dall'ESA per l'Europa negli ultimi decenni nel settore spaziale e incoraggia gli Stati membri che non fanno parte dell'ESA a prendere in considerazione l'adesione e una cooperazione maggiore; rileva, tuttavia, che i modi per conseguire una maggiore efficienza operativa nonché un coordinamento e una responsabilità a livello politico possono essere conseguiti a lungo termine attraverso un ravvicinamento dell'ESA all'UE nella cooperazione, segnatamente in modo tale da evitare duplicazioni delle attività e sovrapposizioni; esorta la Commissione a verificare nei minimi dettagli se l'ESA in futuro non possa ad esempio essere integrata come organizzazione intergovernativa nelle strutture di governance dell'Unione, fintantoché la trasformazione dell'ESA in agenzia europea non venga considerata opportuna;

11.  sostiene che, nel frattempo, l'Unione europea, in stretta collaborazione con l'ESA, dovrebbe coordinare la politica e i programmi spaziali degli Stati membri più di quanto abbia fatto sinora, per conseguire un vero approccio europeo, garantendo al contempo che siano rispettati gli interessi dell'ESA e dei suoi Stati membri; rileva che solo tramite un approccio europeo l'industria spaziale può essere messa nella condizione di diventare, nonché di rimanere, competitiva;

12.  esorta la Commissione, gli Stati membri e l'ESA a istituire una forma di gruppo di coordinamento i cui membri coordinino in riunioni regolari le strategie e le misure nel settore spaziale, al fine di evitare duplicazioni e sviluppare un approccio comune per le questioni e i consessi internazionali;

13.  osserva che qualsiasi incremento nell'impiego delle risorse spaziali per scopi militari non deve ridurre né limitare gli usi civili e le eventuali applicazioni future in ambito civile; invita gli Stati membri e il vicepresidente/alto rappresentante a procedere a una revisione dell'ormai obsoleto trattato sullo spazio extraatmosferico del 1967 oppure a creare un nuovo quadro normativo che tenga conto dei progressi tecnologici a partire dagli anni '60;

Galileo e Copernicus (GMES)

14.  sottolinea che il completamento di Galileo e il proseguimento di Copernicus come ammiraglie della politica spaziale europea devono godere della massima priorità, affinché nel 2014 i primi servizi di Galileo possano essere effettivamente attivati per i cittadini;

15.  sottolinea il fatto che EGNOS è il primo programma operativo europeo di GNSS; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e attuare l'uso di EGNOS in diversi settori, come i trasporti;

16.  deplora i ritardi registrati in passato nella costruzione del programma europeo di navigazione satellitare Galileo; accoglie con favore il fatto che nel frattempo siano stati mandati in orbita intorno alla Terra 4 satelliti; sottolinea che i vantaggi e i benefici di Galileo nello specifico e di un'industria spaziale europea in generale debbano essere comunicati in modo migliore alla società ed esorta la Commissione a organizzare manifestazioni a elevata visibilità nelle capitali dell'UE in occasione dei futuri lanci di satelliti Galileo per promuovere Galileo e le sue possibili applicazioni;

17.  sottolinea che l'EU deve informare l'opinione pubblica, attirare futuri ingegneri, diffondere le informazioni sulla navigazione satellitare europea e proporre una serie di incentivi per tutti gli utenti affinché usino tecnologie abilitate da Galileo ed EGNOS;

18.  è convinto che l'obiettivo della piena capacità operativa (FOC), basata su una costellazione di 27 satelliti più un numero sufficiente di satelliti di riserva e su infrastrutture di terra adeguate, sia indispensabile per realizzare il valore aggiunto di Galileo in particolare in termini di alta precisione e servizio ininterrotto, e per poterne trarre così numerosi vantaggi sul piano economico e sociale;

19.  si rammarica del fatto che non tutta l'UE sia in questo momento coperta dal sistema EGNOS e chiede che la copertura del sistema EGNOS sia estesa all'Europa meridionale, orientale e sudorientale, al fine di rendere possibile il suo utilizzo in tutta l'Europa;

20.  invita la Commissione e gli Stati membri a informare il Parlamento in merito ai piani per utilizzare il programma Copernico e il servizio pubblico regolamentato del programma Galileo a sostegno delle missioni e delle operazioni in materia di PSDC;

Il ruolo dell'industria spaziale come motore di crescita e strumento di occupazione

21.  rileva che le PMI (non solo le PMI, ma comunque le PMI in particolare) necessitano di una sorta di finanziamento rapido da parte degli organismi pubblici, al fine di avere a disposizione sufficienti strumenti finanziari per investimenti di lungo termine in ricerca e sviluppo; è convinto che tramite un finanziamento pubblico e la presenza di acquirenti pubblici di prodotti e servizi dell'industria spaziale si possano stimolare le innovazioni, generando di conseguenza crescita e creando posti di lavoro;

22.  ribadisce che l'Unione europea non deve perdere l'opportunità di sviluppare il mercato a valle della navigazione satellitare e sottolinea l'importanza di predisporre un piano d'azione per l'Agenzia del GNSS europeo al fine di espandere il relativo mercato, un presupposto fondamentale per il futuro dell'economia europea;

23.  ricorda che le nuove applicazioni della navigazione satellitare possono incrementare la sicurezza, l'efficienza e l'affidabilità in settori quali l'aviazione, il settore marittimo, stradale e agricolo, la sicurezza stradale, la riscossione dei pedaggi, la gestione del traffico e dei parcheggi, la gestione delle flotte, le chiamate d'emergenza, la tracciatura e la localizzazione delle merci, le prenotazioni on line, la sicurezza delle spedizioni, i tachigrafi digitali, il trasporto di animali e il suolo sostenibile;

24.  prende atto del fatto che, come riportato nella comunicazione, il 60% dei dispositivi elettronici a bordo dei satelliti europei è attualmente di provenienza statunitense; chiede l'avvio di un'iniziativa sulle modalità di protezione dei dati sensibili o personali in questo contesto e di impiego dell'attuale processo di appalti pubblici al fine di garantire, per quanto possibile, che l'acquisto di infrastrutture spaziali da parte degli Stati membri venga utilizzato come ulteriore motore di crescita del settore;

25.  esorta la Commissione, l'ESA, l'AED e gli Stati membri a individuare le tecnologie strategiche nell'ambito del processo congiunto per giungere alla non dipendenza dell'Europa e a sviluppare alternative che siano meno dipendenti da paesi terzi; ricorda il rischio che gli Stati Uniti possano, in caso di disaccordo, chiudere o bloccare l'infrastruttura spaziale europea;

26.  esorta la Commissione e gli Stati membri a creare incentivi per l'industria europea quanto allo sviluppo a livello europeo di componenti per il settore spaziale, per contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni da paesi terzi;

27.  rileva che le imprese non appartenenti al settore spaziale possono trarre benefici dai prodotti risultanti dalla ricerca spaziale; esorta pertanto tutti i coinvolti a sviluppare uno scambio tra gli attori interni ed esterni all'industria spaziale e a lavorare in partenariato allo sviluppo delle tecnologie in grado di portare a innovazioni di punta a vantaggio della società; sottolinea che è opportuno diffondere meglio i benefici concreti che apporta l'industria spaziale nella vita quotidiana degli europei;

28.  sottolinea che in particolare il settore economico dei servizi spaziali e della robotica apre numerose opportunità di mercato soprattutto alle piccole e medie imprese (PMI);

29.  sottolinea che i sistemi robotici autonomi e intelligenti sono tecnologie chiave per il proseguimento dell'esplorazione dello spazio; sottolinea, in questo contesto, l'utilizzo efficiente dei fondi europei di "Orizzonte 2020", in particolare per le attività vicine al mercato;

30.  sottolinea che un'adeguata disponibilità di addetti altamente qualificati è fondamentale per un'industria spaziale europea concorrenziale; invita quindi tutti gli attori coinvolti affinché approfondiscano la cooperazione tra le università e l'industria e incoraggino i giovani talenti, soprattutto femminili, a impegnarsi in questo settore (ad esempio mediante programmi nazionali e regimi di formazione, nonché concorsi per ricercatori europei e non); rileva inoltre che l'acquisizione di talenti da paesi terzi (anche attirando nuovamente talenti europei) è imprescindibile;

Accesso allo spazio

31.  sottolinea l'importanza dell'accesso allo spazio per tutti gli Stati membri e delle vendite commerciali per l'industria spaziale europea; rileva nel contempo che l'accesso ai mercati istituzionali dei paesi terzi continua a essere parzialmente chiuso all'industria europea; sottolinea l'importanza di condizioni di parità per l'industria europea a livello internazionale; esorta, quindi, la Commissione a promuovere la reciprocità e a garantire pari opportunità e condizioni di concorrenza leale nell'ambito degli accordi commerciali (ad esempio TTIP);

32.  sottolinea l'importanza dello sviluppo e della gestione di lanciatori europei per un accesso indipendente allo spazio; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri, in cooperazione con l'ESA, a cercare di fare sì che si mantenga e venga ampliato a lungo termine un sistema europeo di lanciatori, nonché un servizio per i lanci;

33.  ritiene che l'industria spaziale europea debba ricorrere all'infrastruttura spaziale europea già esistente, che è stata parzialmente finanziata da fondi pubblici europei;

Il ruolo della ricerca e dello sviluppo

34.  accoglie, inoltre, con favore il fatto che nell'ambito del nuovo programma quadro per la ricerca (Orizzonte 2020) si preveda di investire EUR 1,5 miliardi per la ricerca e l'innovazione nel settore spaziale; sollecita inoltre la Commissione a dedicare nell'ambito di Orizzonte 2020 una parte del bilancio alla ricerca e allo sviluppo di applicazioni di comunicazione satellitare;

35.  ritiene che sia necessario un maggiore coordinamento tra l'UE, l'ESA e gli Stati membri, in particolare nel settore delle attività di ricerca; esorta i tre attori a mettere a punto una "tabella di marcia della ricerca" comune per il periodo fino al 2020 e a definire le priorità e gli obiettivi della politica spaziale che devono essere raggiunti congiuntamente, per garantire sicurezza a livello di pianificazione agli attori coinvolti, in particolare nell'economia; sottolinea l'importanza della cooperazione nella ricerca con i paesi terzi;

36.  sottolinea che lo sviluppo delle applicazioni e dei servizi GNSS è essenziale al fine di garantire che gli investimenti infrastrutturali di Galileo siano sfruttati a pieno e che il sistema Galileo sia sviluppato al massimo della sua capacità; evidenzia la necessità di assicurare un livello adeguato di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo GNSS nonché per la relativa attuazione; si rammarica del fatto che la riduzione dei fondi destinati alla ricerca e all'innovazione per le applicazioni basate su sistemi EGNOS e Galileo stia notevolmente ritardando il progresso tecnologico e la crescita della capacità industriale, nonché l'attuazione di misure efficaci dal punto di vista ambientale nell'UE ed esorta pertanto la Commissione a introdurre meccanismi che consentano alle PMI di accedere più facilmente ai finanziamenti;

37.  rileva che lo sviluppo di applicazioni innovative in Europa è frenato da diversi ostacoli; in questo contesto ricorda alla Commissione che vi è un mercato inesplorato legato allo sfruttamento commerciale dei dati spaziali creati dai programmi satellitari e di osservazione della Terra; esorta la Commissione a condurre uno studio teso a identificare tali ostacoli (come ad esempio: la responsabilità per i danni provocati dagli oggetti/detriti spaziali; l'incertezza relativamente alla disponibilità di servizi; le preoccupazioni in materia di sicurezza o di tutela dei dati; la mancata consapevolezza circa il potenziale; la mancanza di interoperabilità) e di presentare eventuali proposte concernenti modalità relative all'apertura di tali mercati;

Comunicazioni satellitari

38.  sottolinea che la comunicazione satellitare assume un ruolo rilevante nell'industria spaziale europea, poiché le commesse di questo settore garantiscono alle navette e ai lanciatori uno sfruttamento duraturo, contribuendo così all'obiettivo di un accesso indipendente allo spazio per l'UE; fa riferimento in questo contesto anche al ruolo delle capacità di carico utile indipendenti che nascono con il lancio di satelliti commerciali (cosiddetti "hosted payloads" o "carichi utili ospitati") e che possono essere utilizzate per la prova nello spazio di nuovi prodotti e tecnologie, contribuendo in questo modo a ridurre i costi e il tempo necessari per poter offrire nuovi servizi;

39.  sottolinea che la comunicazione satellitare costituisce un'efficiente opportunità di fornire servizi multimediali anche a chi nell'economia o nella società finora non poteva essere raggiunto dalle tecnologie terrestri;

40.  evidenzia che le reti satellitari contribuiscono a soddisfare gli obiettivi dell'agenda digitale dell'UE al fine di raggiungere la totale copertura dell'UE con connessioni a banda larga, in particolare nelle zone remote; sollecita pertanto la Commissione, in virtù della neutralità tecnologica, ad attribuire all'Internet satellitare il giusto peso nella combinazione di tecnologie previste per lo sviluppo dei servizi a banda larga, come ad esempio nell'ambito della politica di coesione dell'UE;

41.  rileva che la comunicazione satellitare nelle situazioni di crisi, come ad esempio le catastrofi naturali, o per il mantenimento della sicurezza interna acquisisce un'importante funzione logistica sempre maggiore, poiché le sue connessioni dati e di comunicazione sono irrinunciabili in situazioni in cui non vi sono infrastrutture terrestri o quando queste sono state distrutte;

42.  esorta pertanto la Commissione ad analizzare la disponibilità attuale nonché la necessità futura di frequenze radio per la comunicazione satellitare e durante la prossima conferenza mondiale sulle radiocomunicazioni di cercare di far sì che gli interessi dell'UE e gli interessi del settore della comunicazione satellitare siano adeguatamente difesi nell'attribuzione delle frequenze radio mondiali e regionali;

43.  ritiene che il potenziale d'innovazione nel settore della comunicazione satellitare non sia ancora stato sfruttato; fa riferimento alle possibilità delle tecnologie più recenti come ad esempio i "Laser Communication Terminals" (LCT) o anche gli "High Throughput Satellites" (HTS) per far fronte alla necessità di uno scambio di dati sempre più intenso a velocità di scambio sempre più elevate;

44.  sottolinea che l'Europa può mantenere il proprio vantaggio tecnologico nelle comunicazioni satellitari solo se si proseguiranno gli sforzi di ricerca in questo settore a livello europeo;

Detriti spaziali

45.  sottolinea che le infrastrutture spaziali costituiscono il fondamento di vari servizi utilizzati quotidianamente dall'economia e dalla società; rileva che l'avaria di tali infrastrutture, ad esempio a causa di collisioni tra satelliti e altri oggetti o detriti spaziali, potrebbe minare la sicurezza degli operatori economici e dei cittadini;

46.  rileva che i detriti spaziali costituiscono un problema sempre più rilevante; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a lavorare a una governance mondiale per lo spazio; invita nel contempo la Commissione e gli Stati membri a promuovere la firma del "codice di condotta per lo spazio" elaborato dall'UE da parte di paesi terzi mediante tutti i canali diplomatici;

47.  esorta la Commissione a sostenere l'istituzione il prima possibile a livello europeo di un programma di sostegno al servizio di sorveglianza dello spazio e di localizzazione proposto all'inizio di quest'anno, al fine di garantire una maggiore indipendenza dalle istituzioni negli Stati Uniti di segnalazione delle collisioni;

o
o   o

48.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 261 del 6.8.2004, pag. 63.
(2) GU C 227 E del 6.8.2013, pag. 16.
(3) GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1.
(4) GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.

Note legali - Informativa sulla privacy