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Procedura : 2014/2552(RSP)
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RC-B7-0128/2014

Discussioni :

PV 06/02/2014 - 15.2
CRE 06/02/2014 - 15.2

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PV 06/02/2014 - 16.2
CRE 06/02/2014 - 16.2

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P7_TA(2014)0108

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Giovedì 6 febbraio 2014 - Strasburgo
Diritto all'istruzione nella regione della Transnistria
P7_TA(2014)0108RC-B7-0128/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 febbraio 2014 sulla Transnistria (2014/2552(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di partenariato e di cooperazione tra la Repubblica di Moldova e l'Unione europea, entrato in vigore il 1° luglio 1998,

–  visto il piano d'azione per la Repubblica di Moldova adottato alla riunione del 22 febbraio 2005 dalla settima sessione del Consiglio di cooperazione UE-Moldova,

–  visto l'accordo di associazione siglato dall'Unione europea e dalla Repubblica di Moldova il 29 novembre 2013 in occasione del vertice del Partenariato orientale di Vilnius,

–  vista la sentenza della Grande Sezione della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19 ottobre 2012 nella causa Catan e altri c. Repubblica di Moldova e Russia (n. 43370/04),

–  viste le dichiarazioni dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in occasione del vertice di Istanbul del 1999 e della riunione del suo Consiglio ministeriale del 2002 a Oporto,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione nella Repubblica di Moldova, in particolare quella del 15 settembre 2011 sull'accordo di associazione(1), e le sue risoluzioni sulla situazione nella regione transdnestriana,

–  viste la sua risoluzione del 12 settembre 2013 sulle pressioni esercitate dalla Russia sui paesi del Partenariato orientale (nel contesto del prossimo vertice del Partenariato orientale a Vilnius)(2) e la sua risoluzione del 12 dicembre 2013 sull'esito del vertice di Vilnius e il futuro del Partenariato orientale, in particolare per quanto riguarda l'Ucraina(3),

–  vista la sentenza della Corte costituzionale della Repubblica di Moldova del 5 dicembre 2013, secondo cui la lingua ufficiale del paese è il rumeno e visto che l'istruzione in lingua rumena continua a essere limitata dalle autorità autoproclamate della Transnistria,

–  viste le raccomandazioni formulate in occasione delle riunioni della commissione di cooperazione parlamentare UE-Moldova, in particolare quelle inerenti al diritto all'istruzione nella regione transdnestriana,

–  visti l'articolo 122, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la guerra del 1992 nella regione transdnestriana della Repubblica di Moldova ha portato alla creazione di un regime separatista, illegittimo e autoritario in tale regione; considerando il perdurare della situazione del "conflitto congelato" e delle flagranti e diffuse violazioni dei diritti umani, anche nei settori dell'istruzione e del funzionamento delle scuole;

B.  considerando l'inaccettabilità di qualsiasi interferenza politica nel processo di istruzione; che le parti coinvolte negli sforzi per trovare una soluzione alla questione transdnestriana dovrebbero garantire un accesso libero e non discriminatorio all'istruzione nella regione in oggetto e il corretto funzionamento degli istituti di istruzione, dando priorità assoluta alla sicurezza dei minori e del personale;

C.  considerando che le autorità locali della Gagauzia hanno indetto per il 2 febbraio 2014 un referendum regionale sulla direzione della politica estera del paese; che tale referendum è stato dichiarato illegittimo dal governo centrale e dalle autorità giudiziarie competenti;

D.  considerando che, sebbene i negoziati sulla Transnistria proseguano dal 1992 nell'ambito della cosiddetta formula "5 + 2", non è stata individuata a tutt'oggi una soluzione sostenibile fondata sul pieno rispetto dell'integrità territoriale e della sovranità della Repubblica di Moldova nonostante le ripetute decisioni internazionali summenzionate; considerando la continua presenza di truppe russe;

E.  considerando che i negoziati "5 + 2" sono ripresi nel 2011 e che il gruppo di lavoro sull'istruzione si riunisce da allora;

F.  considerando le crescenti tensioni dovute al perturbamento costante dei negoziati da parte delle autorità autoproclamate della Transnistria; che la nuova tornata negoziale "5 + 2" dovrebbe svolgersi il 27 e 28 febbraio 2014, in base all'accordo interinale raggiunto, e rappresenta una nuova occasione per sbloccare la situazione e conseguire progressi sostanziali;

G.  considerando che, secondo un rapporto OSCE del novembre 2012, sarebbero otto le scuole che insegnano in caratteri latini in grado di proseguire l'attività didattica grazie al sostegno del ministero dell'Istruzione, sei delle quali si trovano nel territorio controllato dalla Transnistria e due trasferite nel vicino territorio controllato dalla Moldova, sulla riva sinistra del fiume, il che comporta gravi problemi quotidiani di trasporto per gli alunni; considerando che il rapporto in questione sottolinea che tali scuole versano a tutt'oggi in una situazione urgente e che tra gli aspetti preoccupanti rientrano i contratti di locazione, le condizioni dei locali, la libertà di movimento, il trasporto di merci, la salute, la sicurezza e le ispezioni sanitarie, il calo del numero di alunni, le pressioni o intimidazioni su genitori e docenti, lo status giuridico e la situazione specifica della proprietà della scuola a Rîbnița e delle scuole precedentemente situate a Grigoriopol e Dubăsari;

H.  considerando che, nel dicembre 2013, le autorità autoproclamate della Transnistria hanno riavviato una campagna aggressiva contro gli otto istituti di lingua rumena, intraprendendo azioni tra cui pressioni amministrative e dichiarazioni secondo cui sarebbero state chiuse le scuole che rifiutassero di riconoscere l'autorità del regime separatista;

I.  considerando che numerosi docenti della scuola superiore "Lucian Blaga" di Tiraspol sono stati sottoposti a interrogatori illegali da parte delle milizie separatiste e messi sotto pressione affinché versino le loro imposte alle autorità autoproclamate della Transnistria e non alla Repubblica di Moldova; che nel gennaio 2014 le autorità autoproclamate transdnestriane hanno bloccato illegalmente i conti bancari della scuola per diverse settimane; che il 5 febbraio 2014 il preside, il contabile e l'autista della scuola superiore "Lucian Blaga" sono stati posti in stato di custodia cautelare mentre trasportavano gli stipendi del personale della scuola;

J.  considerando che la riunione del gruppo di lavoro sull'istruzione tenutasi a Chișinău il 27 gennaio 2014 non è riuscita a risolvere le questioni in sospeso riguardo alle scuole di lingua rumena; che è stato raggiunto un accordo interinale sulla conduzione di ispezioni comuni nelle scuole interessate;

K.  considerando che la missione dell'OSCE nella Repubblica di Moldova assicura il monitoraggio del funzionamento delle scuole di lingua rumena sin dalla crisi del 2004, allorché le autorità autoproclamate della Transnistria sono intervenute contro otto scuole della regione gestite dalle autorità centrali della Moldova e che seguono un programma di studi moldovo; che l'OSCE svolge un'opera di mediazione tra le autorità centrali moldove e transdnestriane competenti per l'istruzione al fine di risolvere le questioni in sospeso ed evitare l'insorgere di nuove crisi; che, dal 1° febbraio 2014, le autorità autoproclamate della Transnistria limitano l'accesso della missione dell'OSCE alla regione e vietano del tutto l'accesso al capo della missione;

L.  considerando che la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19 ottobre 2012 nella causa Catan e altri c. Repubblica di Moldova e Russia richiama l'attenzione sulla violazione da parte della Federazione russa dell'articolo 2 del protocollo n. 1 alla Convenzione sulla protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

M.  considerando che la Repubblica di Moldova ha compiuto passi da gigante nell'intensificare le sue relazioni con l'Unione europea e che l'accordo di associazione è un'occasione per l'intero paese, comprese regioni quali la Transnistria e la Gagauzia, di intensificare ulteriormente tali relazioni e di adottare i valori e le norme europee, migliorando nel contempo le sue prospettive economiche;

N.  considerando che quello dell'istruzione è un settore con un grande potenziale di cooperazione futura nonostante le sensibilità che comporta;

1.  deplora fermamente la mancanza di rispetto dei diritti umani nella regione transdnestriana, segnatamente nel settore dell'istruzione;

2.  condanna la politicizzazione della politica dell'istruzione, considerando la libertà di istruzione un diritto fondamentale, e chiede il pieno rispetto di tale diritto nonché la cessazione di qualsiasi forma di pressione esercitata sugli istituti di insegnamento di lingua rumena nella regione transdnestriana;

3.  deplora che il persistere dei suddetti problemi abbia contribuito notevolmente al calo delle iscrizioni di alunni nelle scuole di lingua rumena; critica aspramente il fatto che a tali scuole siano applicate tariffe superiori per i servizi pubblici in Transnistria rispetto ad altri istituti di istruzione e che la situazione di ambiguità riguardo alla proprietà dei locali e ai contratti di locazione lasci nell'incertezza sia le scuole che i loro alunni;

4.  condanna le crescenti pressioni amministrative esercitate dalle autorità autoproclamate della Transnistria, in particolare gli affitti maggiorati, l'abolizione dei contratti di locazione gratuita (che interessa i licei di Corjova e Roghi), le restrizioni sui conti bancari e le vessazioni nei confronti dei docenti (scuola superiore "Lucian Blaga", gennaio 2014), culminati con la custodia cautelare del preside, del contabile e dell'autista della scuola superiore il 5 febbraio 2014;

5.  esorta le autorità autoproclamate della Transnistria a rispettare pienamente il diritto fondamentale all'istruzione nella lingua materna e a dare la massima priorità alla sicurezza dei minori e del personale;

6.  invita le autorità a garantire che i minori e i genitori siano tutelati dalle conseguenze negative dell'attuale situazione politica e a individuare soluzioni che siano nel migliore interesse dei minori e dei genitori direttamente interessati;

7.  prende atto dell'accordo sulla conduzione di ispezioni comuni nelle scuole di lingua rumena nel periodo 10-20 marzo 2013;

8.  condanna la mancata partecipazione costruttiva delle autorità autoproclamate della Transnistria ai negoziati nell'ambito della formula "5 + 2", che spiega gli scarsi progressi conseguiti dalla ripresa dei colloqui;

9.  sottolinea il deciso impegno dell'Unione europea a favore dell'integrità territoriale della Repubblica di Moldova e chiede una maggiore partecipazione dell'Unione agli sforzi per trovare una soluzione a questo conflitto che interessa una regione nelle sue immediate vicinanze, tra cui il rafforzamento dello status dell'Unione in qualità di parte negoziale; esprime il proprio sostegno a favore del dialogo, che è il solo strumento per risolvere questioni così delicate e importanti e garantire soluzioni a lungo termine;

10.  esprime la convinzione che la prosperità e la stabilità della Repubblica di Moldova, all'interno di frontiere internazionalmente riconosciute, e dell'intera regione possa essere conseguita soltanto attraverso una soluzione pacifica del conflitto transdnestriano;

11.  invita l'OSCE a proseguire l'opera di monitoraggio e di agevolazione dei negoziati, nonché a difendere il diritto all'istruzione degli studenti delle scuole di lingua rumena nella Transnistria; invita inoltre le autorità autoproclamate della Transnistria a collaborare con la missione dell'OSCE nella Repubblica di Moldova e a garantirle l'accesso al suo territorio;

12.  chiede all'alto rappresentante di sollevare la questione del diritto all'istruzione nell'ambito della prossima tornata negoziale "5 + 2" prevista per il febbraio 2014 e di prestare maggiore attenzione a tali negoziati, nonché a interagire a tutti i livelli, anche durante i suoi vertici bilaterali, con tutte le parti in causa, al fine di conseguire più celermente una soluzione pacifica globale al conflitto transdnestriano;

13.  invita la Federazione russa a dare piena attuazione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui la Russia ha violato il diritto all'istruzione per quanto riguarda le scuole moldove di lingua rumena nella regione della Transnistria;

14.  . rileva che la presenza di truppe russe tende a creare un clima che pregiudica il rispetto e la promozione dei diritti umani nella regione; invita la Federazione russa a cessare senza indugio il proprio sostegno alle autorità autoproclamate della Transnistria e a onorare gli impegni assunti nel 1996 in sede di Consiglio d'Europa e di cui tengono conto le decisioni dell'OSCE (Istanbul 1999 e Oporto 2002) per quanto riguarda il ritiro delle truppe e degli armamenti russi dal territorio della Moldova; chiede inoltre la sostituzione delle truppe in questione con una missione civile di mantenimento della pace;

15.  invita le autorità locali, tra cui quelle della Gagauzia, alla moderazione e al pieno rispetto della costituzione della Repubblica di Moldova, inclusa la tutela delle minoranze; incoraggia il dialogo con le autorità centrali moldove onde evitare decisioni unilaterali;

16.  chiede al Consiglio e agli Stati membri di adottare una procedura celere in vista dell'adozione, nel corso della prossima estate, della liberalizzazione dei visti con la Repubblica di Moldova, dal momento che ciò avrà ricadute positive su tutti i cittadini, anche nell'ambito dell'istruzione;

17.  invita la Commissione ad accelerare le procedure tecniche in vista della firma e dell'applicazione provvisoria dell'accordo di associazione, tra cui l'accordo di libero scambio approfondito e globale (DCFTA);

18.  è convinto che il progresso sociale, il miglioramento dei diritti umani e l'ammodernamento dell'economia della Transnistria possano essere promossi anche dall'attuazione delle disposizioni degli accordi di associazione, tra cui il DCFTA, da parte delle autorità autoproclamate della Transnistria;

19.  invita la Commissione ad avvalersi di strumenti, quali lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, per sostenere direttamente la popolazione transdnestriana, elaborando programmi di supporto alla società civile, all'accesso all'informazione, all'istruzione e ai media liberi, tutti diritti che sono negati dalle autorità autoproclamate della Transnistria;

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al governo e al parlamento della Repubblica di Moldova, al governo della Romania, al governo dell'Ucraina, al governo della Federazione russa, al governo degli Stati Uniti, al Segretario generale dell'OSCE e al Segretario generale del Consiglio d'Europa.

(1) GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 108.
(2) Testi approvati, P7_TA(2013)0383.
(3) Testi approvati, P7_TA(2013)0595.

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