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Procedura : 2013/0088(COD)
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Ciclo del documento : A7-0031/2014

Testi presentati :

A7-0031/2014

Discussioni :

PV 24/02/2014 - 18
CRE 24/02/2014 - 18

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PV 25/02/2014 - 5.9
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P7_TA(2014)0118

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Martedì 25 febbraio 2014 - Strasburgo
Marchio comunitario ***I
P7_TA(2014)0118A7-0031/2014
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario (COM(2013)0161 – C7-0087/2013 – 2013/0088(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0161),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 118, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7‑0087/2013),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della commissione giuridica sul ricorso agli atti delegati del 14 ottobre 2013,

–  visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0031/2014),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  chiede alla Commissione di procedere alla codificazione del regolamento una volta conclusasi la procedura legislativa;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 25 febbraio 2014 in vista dell'adozione del regolamento (UE) n. .../2014 del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario
P7_TC1-COD(2013)0088

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 118, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(1),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio(2), codificato nel 2009 con il regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio(3), ha creato un sistema specifico di protezione del marchio per l'Unione europea, che prevede la protezione dei marchi a livello dell'Unione europea in parallelo alla protezione dei marchi disponibile a livello degli Stati membri ai sensi dei sistemi nazionali armonizzati dalla direttiva 89/104/CEE del Consiglio(4), codificata come direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(5).

(2)  A seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, occorre aggiornare la terminologia del regolamento (CE) n. 207/2009. Ciò comporta la sostituzione dell'espressione "marchio comunitario" con l'espressione "marchio dell'Unione europea". In linea con l'orientamento comune sulle agenzie decentrate, concordato nel luglio 2012 dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione, occorre sostituire la denominazione "Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)" con la denominazione "Agenzia dell'Unione europea per i marchi, i disegni e i modelli la proprietà intellettuale" (di seguito "l'Agenzia"). [Em. 1]

(3)  A seguito della comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 sulla strategia europea in materia di diritti di proprietà industriale(6), la Commissione ha svolto un'ampia valutazione del funzionamento complessivo del sistema del marchio in Europa, prendendo in esame sia il livello dell'Unione che quello nazionale e le reciproche interrelazioni.

(4)  Nelle sue conclusioni del 25 maggio 2010 sulla futura revisione del sistema del marchio nell'Unione europea(7) il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare proposte di revisione del regolamento (CE) n. 207/2009 e della direttiva 2008/95/CE.

(5)  L'esperienza acquisita a partire dalla creazione del sistema del marchio comunitario ha dimostrato che le imprese dell'Unione e dei paesi terzi hanno accettato il sistema, che è diventato un'alternativa valida ed efficace alla integra la protezione dei marchi a livello degli Stati membri ed è diventato una sua alternativa valida ed efficace. [Em. 2]

(6)  I marchi nazionali restano tuttavia necessari per le imprese che non intendono far proteggere i loro marchi a livello dell'Unione o che non sono in grado di ottenere tale protezione, mentre niente si oppone all'ottenimento della protezione a livello nazionale. È opportuno lasciare a ogni soggetto la libertà di decidere se chiedere la protezione unicamente mediante il marchio nazionale in uno o più Stati membri o unicamente mediante il marchio dell'Unione europea o mediante entrambi.

(7)  La valutazione del funzionamento complessivo del sistema del marchio comunitario ha confermato che molti aspetti del sistema, compresi i principi fondamentali su cui si basa, hanno resistito alla prova del tempo e continuano a soddisfare le esigenze e le aspettative delle imprese; tuttavia, nella comunicazione "Un mercato unico dei diritti di proprietà intellettuale", del 24 maggio 2011(8), la Commissione ha concluso che vi è la necessità di modernizzare il sistema del marchio nell'Unione rendendolo più efficace, efficiente e coerente nel suo insieme e adeguandolo all'era di internet.

(8)  Parallelamente ai miglioramenti e alle modifiche del sistema del marchio comunitario, occorre armonizzare ulteriormente la normativa e le pratiche nazionali in materia di marchio e allinearle al sistema del marchio dell'Unione nella misura idonea per assicurare per quanto possibile parità di condizioni in materia di registrazione e di protezione dei marchi in tutta l'Unione.

(9)  Al fine di garantire maggiore flessibilità, accrescendo allo stesso tempo la certezza del diritto per quanto attiene ai mezzi di rappresentazione dei marchi, occorre sopprimere il criterio della rappresentazione grafica dalla definizione del marchio dell'Unione europea. Il segno deve poter essere rappresentato nel registro dei marchi dell'Unione europea in qualsiasi forma idonea, e quindi non necessariamente mediante strumenti grafici, purché la rappresentazione il segno sia in grado di essere rappresentato in modo chiaro, preciso, autonomo, facilmente accessibile, durevole e obiettivo. Il segno dovrebbe quindi essere consentito in qualsiasi forma idonea, tenuto conto della tecnologia generalmente disponibile che consenta alle autorità competenti e al pubblico di determinare con precisione e chiarezza l'oggetto esatto della protezione. [Em. 3]

(10)  Le vigenti disposizioni del regolamento (CE) n. 207/2009 non offrono alle denominazioni di origine e alle indicazioni geografiche lo stesso grado di protezione offerto da altri strumenti di diritto dell'Unione. È pertanto necessario chiarire gli impedimenti assoluti alla registrazione relativi alle denominazioni di origine e alle indicazioni geografiche e assicurare la piena uniformità con la normativa dell'Unione in materia di protezione di tali titoli di proprietà intellettuale. Per motivi di uniformità con altri atti normativi dell'Unione, occorre estendere la portata degli impedimenti assoluti anche alle menzioni tradizionali protette per i vini e le specialità tradizionali garantite.

(11)  Occorre che i marchi depositati in scritture o lingue non comprensibili nell'Unione non possano beneficiare di protezione nei casi in cui la registrazione venga rifiutata per motivi assoluti una volta tradotti o trascritti in una delle lingue ufficiali degli Stati membri.

(12)  È opportuno rendere più difficile l'appropriazione illecita di marchi, estendendo la possibilità di opporsi alle domande di marchio dell'Unione europea presentate in malafede.

(13)  Al fine di mantenere una solida protezione dei diritti conferiti dalle denominazioni di origine e dalle indicazioni geografiche protette a livello dell'Unione, è necessario chiarire che tali diritti consentono di fare opposizione alla registrazione di un marchio dell'Unione europea posteriore, indipendentemente dal fatto che costituiscano anche impedimenti di cui l'esaminatore deve tener conto d'ufficio.

(14)  Per garantire la certezza del diritto e il pieno rispetto del principio di priorità, secondo il quale il marchio registrato anteriormente prevale sui marchi registrati posteriormente, è necessario stabilire che l'esercizio dei diritti conferiti da un marchio dell'Unione europea non deve pregiudicare i diritti del titolare acquisiti prima della data di deposito o della data di priorità del marchio dell'Unione europea. Questa disposizione è conforme all'articolo 16, paragrafo 1, dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, del 15 aprile 1994(9).

(15)  Al fine di assicurare certezza del diritto e chiarezza, è necessario chiarire che non solo in caso di somiglianza, ma anche in caso di uso di un segno identico per prodotti o servizi identici occorre concedere la protezione ad un marchio europeo solo se e nella misura in cui risulti compromessa la funzione principale del marchio europeo, che è quella di garantire l'origine commerciale dei prodotti o dei servizi. [Em. 4]

(16)  Può crearsi confusione sull'origine commerciale dei prodotti e servizi quando l'impresa utilizza come nome commerciale un segno identico o simile in maniera tale da creare un collegamento tra l'impresa che porta il nome e i suoi prodotti e servizi. Occorre pertanto che sia considerato contraffazione del marchio dell'Unione europea anche l'uso del segno come nome commerciale o designazione simile, purché l'uso serva a contraddistinguere i prodotti o i servizi sulla base della loro origine commerciale.

(17)  Per garantire la certezza del diritto e il pieno rispetto della normativa dell'Unione in materia, è opportuno che il titolare di un marchio dell'Unione europea abbia il diritto di vietare ai terzi l'uso di un segno in una pubblicità comparativa, quando tale pubblicità è contraria alla direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(10).

(18)  Al fine di rafforzare la protezione dei marchi e di lottare più efficacemente contro la contraffazione, e fatte salve le norme dell'OMC, in particolare l'articolo V del GATT sulla libertà di transito, è opportuno che il titolare del marchio dell'Unione europea abbia il diritto di impedire ai terzi di introdurre nel territorio doganale dell’Unione prodotti non immessi in libera pratica, quando detti prodotti provengono da paesi terzi e recano senza autorizzazione un marchio sostanzialmente identico al marchio dell'Unione europea registrato in relazione a detti prodotti. Ciò dovrebbe avvenire senza pregiudicare il regolare transito dei farmaci generici, conformemente agli obblighi internazionali dell’Unione europea, in particolare quelli contenuti nella "Dichiarazione sull'accordo TRIPS e la salute pubblica" adottata alla Conferenza ministeriale dell'OMC a Doha il 14 novembre 2001. [Em. 115]

(18 bis)  Il titolare di un marchio dell'Unione europea dovrebbe avere il diritto di intraprendere adeguate azioni legali, compreso tra l'altro il diritto di chiedere alle autorità doganali nazionali di intervenire in relazione ai prodotti che asseritamente violano i diritti del titolare, come il blocco e la distruzione a norma il regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(11). [Em. 6]

(18 ter)  L'articolo 28 del regolamento (UE) n. 608/2013 prevede che il titolare del diritto sia responsabile dei danni nei confronti del titolare dei prodotti qualora, tra l'altro, risulti in seguito che i prodotti in questione non hanno violato un diritto di proprietà intellettuale. [Em. 7]

(18 quater)  Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure appropriate per garantire il transito regolare dei farmaci generici. Il titolare di un marchio dell'Unione europea non dovrebbe avere il diritto di impedire a terzi di immettere prodotti, nel contesto di un'attività commerciale, nel territorio doganale dello Stato membro sulla base di somiglianze, apparenti o reali, fra la denominazione comune internazionale (DCI) del principio attivo dei farmaci e un marchio registrato. [Em. 8]

(19)  Al fine di impedire più efficacemente l'ingresso di prodotti contraffatti, in particolare nel quadro di vendite su internet, consegnate in piccole spedizioni quali definite dal regolamento (UE) n. 608/2013, occorre che il titolare di un marchio dell'Unione europea validamente registrato abbia il diritto di vietare l'importazione di tali prodotti nell'Unione, quando lo speditore dei prodotti contraffatti è il solo ad agire a scopi commercialiin ambito commerciale. Qualora siano adottate tali misure, gli Stati membri dovrebbero garantire che le persone fisiche o giuridiche che hanno ordinato i prodotti siano informate del motivo alla base delle misure come pure dei loro poteri legali nei confronti dello speditore. [Em. 9]

(20)  Al fine di consentire ai titolari di marchi dell'Unione europea di lottare più efficacemente contro la contraffazione, occorre che essi abbiano il diritto di vietare l'apposizione di un marchio contraffatto sui prodotti e taluni atti preparatori precedenti l'apposizione.

(21)  Occorre che i diritti esclusivi conferiti dal marchio dell'Unione europea non permettano al titolare di vietare l'uso di segni o indicazioni utilizzati correttamente e conformemente alle consuetudini di lealtà in campo industriale o commerciale. Al fine di creare condizioni di parità per i nomi commerciali e i marchi in caso di controversia, tenendo conto del fatto che ai nomi commerciali è di norma concessa una protezione illimitata rispetto a marchi posteriori, è opportuno considerare che tale uso includa solo l'uso del proprio nome. Occorre che esso includa anche, in generale, l'uso di segni o indicazioni descrittivi o non distintivi. È necessario, inoltre, che il titolare non abbia il diritto di impedire un uso generale corretto e onesto del marchio dell'Unione europea per designare o menzionare i prodotti o servizi come i prodotti o servizi del titolare.

(22)  Al fine di garantire la certezza del diritto e di salvaguardare i diritti conferiti dai marchi legittimamente acquisiti, è opportuno e necessario stabilire, senza violare il principio che il marchio posteriore non può essere fatto valere contro il marchio anteriore, che i titolari di marchio dell'Unione europea non abbiano il diritto di opporsi all'uso di un marchio posteriore quando quest'ultimo è stato acquisito in un momento in cui il marchio anteriore non poteva essere fatto valere contro il marchio posteriore. Nello svolgimento dei controlli, le autorità doganali dovrebbero usare i poteri e le procedure previsti dalla pertinente legislazione dell'Unione in materia di applicazione della normativa doganale dei diritti di proprietà intellettuale. [Em. 10]

(23)  Per ragioni di equità e di certezza del diritto occorre che l'uso del marchio dell'Unione europea in una forma che si differenzia per taluni elementi che non alterano il carattere distintivo del marchio nella forma in cui esso è stato registrato sia sufficiente per preservare i diritti conferiti a prescindere dal fatto che il marchio sia anche registrato nella forma in cui è usato.

(24)  Il regolamento (CE) n. 207/2009 attribuisce alla Commissione il potere di adottare atti di esecuzione del regolamento. Per effetto dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, occorre allineare all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea le competenze conferite alla Commissione dal regolamento (CE) n. 207/2009.

(25)  È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati occorre che la Commissione provveda alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(26)  Per garantire l'efficiente registrazione degli atti giuridici relativi al marchio in quanto oggetto di proprietà, e assicurare la piena trasparenza del registro dei marchi dell'Unione europea, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare taluni obblighi del richiedente con riguardo a specifici marchi e per definire in dettaglio le procedure di iscrizione nel registro del trasferimento dei marchi dell'Unione europea, della creazione e del trasferimento di un diritto reale, dell'esecuzione forzata, dell'inclusione in una procedura di insolvenza, della concessione o del trasferimento di una licenza e della cancellazione e della modifica di dati pertinenti registrati.

(27)  In considerazione del numero estremamente ridotto e del graduale calo delle domande di marchio comunitario presentate presso gli uffici centrali della proprietà intellettuale degli Stati membri ("uffici degli Stati membri"), occorre prevedere che la domanda di marchio dell'Unione europea venga presentata unicamente presso l'Agenzia.

(28)  La protezione garantita dal marchio dell'Unione europea è concessa per determinati prodotti o servizi, la cui natura e il cui numero determinano il grado di protezione accordato al titolare del marchio. È quindi necessario inserire nel regolamento (CE) n. 207/2009 norme relative alla designazione e alla classificazione dei prodotti e dei servizi, e assicurare la certezza del diritto e la buona amministrazione prevedendo che i prodotti e i servizi per i quali si chiede la protezione garantita dal marchio siano identificati dal richiedente con sufficiente chiarezza e precisione per consentire alle autorità competenti e agli operatori economici, sulla base della sola domanda, di determinare l'estensione della protezione richiesta. Occorre che l'uso di termini generali sia interpretato come inclusivo solo di tutti i prodotti e servizi chiaramente coperti dal significato letterale del termine. Occorre dare ai titolari di marchi dell'Unione europea che, in ragione della prassi precedentemente seguita dall'Agenzia, sono registrati per il titolo completo di una classe della classificazione di Nizza la possibilità di adeguare le specifiche dei loro prodotti e servizi, al fine di garantire che il contenuto del registro soddisfi il grado di chiarezza e precisione richiesto, conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.

(29)  Al fine di instaurare un sistema efficace ed efficiente di deposito delle domande di marchio dell'Unione europea, comprese le rivendicazioni di priorità e di preesistenza, occorre attribuire alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare i mezzi e le modalità di deposito della domanda di marchio dell'Unione europea, i dettagli delle condizioni formali della domanda di marchio dell'Unione europea, il contenuto della domanda, il tipo di tassa di deposito da pagare, le procedure di accertamento della reciprocità, nonché di rivendicazione della priorità di una domanda anteriore, della priorità di esposizione e della preesistenza di un marchio nazionale. [Em. 11]

(30)  Il vigente regime in materia di ricerca, sia nel quadro del sistema del marchio dell'Unione europea che dei sistemi nazionali, non è né affidabile né efficace. Occorre pertanto sostituirlo mediante motori di ricerca generalisti, rapidi e potenti, messi gratuitamente a disposizione del pubblico nel quadro della cooperazione tra l'Agenzia e gli uffici degli Stati membri.

(31)  Per assicurare l'efficacia, l'efficienza e la rapidità dell'esame e della registrazione delle domande di marchio dell'Unione europea da parte dell'Agenzia secondo procedure trasparenti, rigorose, corrette ed eque, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare la procedura relativa alla valutazione del rispetto delle prescrizioni relative alla data di deposito e delle condizioni formali della domanda, la procedura di verifica del pagamento delle tasse per classe di prodotto e di esame degli impedimenti assoluti alla registrazione, la pubblicazione della domanda, la procedura di rettifica di errori nelle pubblicazioni delle domande, la procedura relativa alle osservazioni di terzi, la procedura di opposizione, la procedura per la presentazione delle opposizioni e per il loro esame e la procedura relativa alla modifica e alla divisione della domanda, i dati da inserire nel registro all'atto della registrazione del marchio dell'Unione europea, le modalità di pubblicazione della registrazione e il contenuto e le modalità di rilascio dei certificati di registrazione.

(32)  Affinché i marchi dell'Unione europea possano essere rinnovati in modo efficace ed efficiente e le disposizioni sulla modifica e la divisione del marchio dell'Unione europea possano essere applicate senza compromettere la certezza del diritto, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare le modalità la procedura di rinnovo del marchio dell'Unione europea e la procedura di modifica e di divisione del marchio dell'Unione europea. [Em. 12]

(33)  Per permettere al titolare di un marchio dell'Unione europea di rinunciare facilmente al marchio dell'Unione europea, rispettando al tempo stesso i diritti dei terzi iscritti nel registro in relazione a tale marchio, e per assicurare che un marchio dell'Unione europea possa essere dichiarato decaduto o nullo in modo efficace ed efficiente secondo procedure trasparenti, rigorose, corrette ed eque e tenendo conto dei principi stabiliti nel presente regolamento, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare la procedura di rinuncia ad un marchio dell'Unione europea nonché le procedure di decadenza e di nullità.

(34)  Per permettere un esame efficiente, efficace e completo delle decisioni dell'Agenzia da parte delle commissioni di ricorso secondo una procedura trasparente, rigorosa, corretta ed equa che tenga conto dei principi stabiliti nel regolamento (CE) n. 207/2009, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare il contenuto della domanda di ricorso, la procedura di presentazione e di esame del ricorso, la forma e il contenuto delle decisioni della commissione di ricorso e il rimborso della tassa di ricorso.

(35)  Per integrare le vigenti disposizioni in materia di marchi comunitari collettivi e per correggere l'attuale squilibrio tra i sistemi nazionali e il sistema del marchio dell'Unione europea, è necessario aggiungere una serie di disposizioni specifiche al fine di proteggere i marchi europei di certificazione, in modo da consentire ad un istituto o organismo di certificazione di permettere agli aderenti al sistema di certificazione di usare il marchio come segno per i prodotti o i servizi che soddisfano i requisiti di certificazione.

(35 bis)  Al fine di contribuire a migliorare le prestazioni dell'intero sistema di registrazione e garantire che i marchi non siano registrati in presenza di impedimenti assoluti alla registrazione, tra cui, in particolare, i casi in cui il marchio è descrittivo o privo di carattere distintivo o di tale natura tale da ingannare il pubblico, ad esempio circa la natura, la qualità o la provenienza geografica del prodotto o del servizio, i terzi dovrebbero essere in grado di presentare agli uffici centrali per la proprietà industriale degli Stati membri osservazioni scritte che spieghino quali impedimenti assoluti costituiscano un ostacolo alla registrazione. [Em. 13]

(36)  Per consentire un uso efficace ed efficiente dei marchi europei collettivi e di certificazione, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare il termine per la presentazione contenuto formale del regolamento per l'uso dei marchi e del loro contenuto. [Em. 14]

(37)  L'esperienza acquisita nell'applicazione del vigente sistema del marchio comunitario ha consentito di evidenziare le possibilità di miglioramento di taluni aspetti della procedura. Di conseguenza, occorre adottare talune misure per semplificare e accelerare, se opportuno, le procedure e per rafforzare, se necessario, la certezza e la prevedibilità del diritto.

(38)  Per assicurare il funzionamento corretto, efficace ed efficiente del sistema del marchio dell'Unione europea, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare i requisiti in materia di forma delle decisioni, il procedimento orale e l'istruttoria, le modalità di notifica, la procedura per la constatazione della perdita di un diritto, i mezzi di comunicazione e i moduli utilizzati dalle parti nel procedimento, le modalità di calcolo e la durata dei termini, la procedura di revoca di una decisione o di cancellazione di un'iscrizione nel registro e di correzione di errori palesi nelle decisioni e degli errori imputabili all'Agenzia, le modalità di interruzione del procedimento e la procedura di ripartizione e di fissazione delle spese, i dati da iscrivere nel registro, i dettagli delle ispezioni e della conservazione dei fascicoli, le modalità di pubblicazione nel Bollettino dei marchi dell'Unione europea e nella Gazzetta ufficiale dell'Agenzia, le modalità di cooperazione amministrativa tra l'Agenzia e le autorità degli Stati membri e le modalità di rappresentanza dinanzi l'Agenzia. [Em. 15]

(39)  Per motivi di certezza del diritto e per assicurare maggiore trasparenza, è opportuno definire in modo chiaro tutte le funzioni dell'Agenzia, comprese quelle non connesse alla gestione del sistema del marchio dell'Unione.

(40)  Per promuovere la convergenza delle pratiche e sviluppare strumenti comuni, è necessario creare un quadro appropriato per la cooperazione tra l'Agenzia e gli uffici degli Stati membri, che definisca chiaramente gli ambiti chiave della cooperazione e consenta all'Agenzia di coordinare progetti comuni di interesse europeo e di finanziare tali progetti mediante sovvenzioni fino ad un importo massimo. Occorre che queste attività di cooperazione siano benefiche per le imprese che utilizzano i sistemi dei marchi in Europa nell'Unione. Per gli utilizzatori del sistema dell'Unione prescritto dal presente regolamento (CE) n. 207/2009, occorre che i progetti comuni, in particolare la banca dati utilizzata a fini di ricerca e consultazione, offrano a titolo gratuito strumenti aggiuntivi, inclusivi, ed efficienti e gratuiti per conformarsi agli obblighi specifici derivanti dal carattere unitario del marchio dell'Unione europea. Tuttavia, gli Stati membri non dovrebbero essere obbligatoriamente tenuti ad attuare i risultati di tali progetti comuni. Per quanto sia importante che tutte le parti contribuiscano al successo dei progetti comuni, non da ultimo condividendo le migliori pratiche ed esperienze, un obbligo assoluto che imponga a tutti gli Stati membri di attuare i risultati dei progetti comuni, anche quando, ad esempio, uno Stato membro ritiene di disporre già di uno strumento informatico migliore o analogo, non sarebbe proporzionale né nell'interesse superiore degli utilizzatori. [Em. 16].

(41)  Occorre adeguare alcuni principi in materia di governance dell'Agenzia all'orientamento comune sulle agenzie decentrate dell'UE, adottato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel luglio 2012.

(42)  Per accrescere la certezza del diritto e la trasparenza, è necessario aggiornare alcune disposizioni relative all'organizzazione e al funzionamento dell'Agenzia.

(43)  Nell'interesse di una gestione finanziaria solida, occorre evitare l'accumulo di avanzi di bilancio significativi. Occorre che questa regola non pregiudichi la capacità dell'Agenzia di detenere una riserva finanziaria, pari ad un anno di spese operative, per assicurare la continuità di funzionamento e l'esercizio delle sue funzioni.

(44)  Per permettere un'efficace ed efficiente conversione di una domanda o di una registrazione di un marchio dell'Unione europea in una domanda di marchio nazionale, garantendo al tempo stesso un esame approfondito dei pertinenti requisiti, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare le condizioni formali che la domanda di conversione deve rispettare e le modalità di esame e di pubblicazione.

(44 bis)  La struttura delle tasse è stabilita nel regolamento (CE) n. 2869/951 della Commissione(12). Tale struttura, tuttavia, costituisce un elemento centrale del funzionamento del sistema del marchio dell'Unione europea e, dalla sua creazione, è stata rivista soltanto due volte e solo dopo un intenso dibattito politico. Occorre pertanto che la struttura delle tasse sia disciplinata direttamente nel regolamento (CE) n. 207/2009 e, conseguentemente, che il regolamento (CE) n. 2869/95 sia abrogato e le disposizioni relative alla struttura delle tasse contenute nel regolamento (CE) n. 2868/95(13) della Commissione siano soppresse. [Em. 17]

(45)  Per garantire un metodo efficace ed efficiente di risoluzione delle controversie e assicurarne la coerenza con il regime linguistico di cui al regolamento (CE) n. 207/2009, nonché l'adozione rapida di decisioni su nei casi concernenti questioni semplici e l'organizzazione efficace ed efficiente delle commissioni di ricorso, e per garantire che le tariffe applicate dall'Agenzia siano adeguate e realistiche, nel rispetto dei principi di bilancio fissati dal regolamento (CE) n. 207/2009, occorre delegare dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell conformemente all'articolo 290 del trattato per specificare le sul funzionamento dell'Unione europea riguardo all'indicazione delle informazioni relative alle lingue che possono essere utilizzate dinanzi all'Agenzia, i dei casi in cui le decisioni di opposizione e di cancellazione devono essere prese da un solo membro, le delle modalità di organizzazione delle commissioni di ricorso, l'importo e delle tasse da pagare all'Agenzia e le modalità di pagamento delle tasse. [Em. 18]

(46)  Per garantire l'efficacia e l'efficienza della registrazione dei marchi internazionali nel pieno rispetto delle norme del protocollo relativo all'accordo di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato per specificare la procedura riguardante la registrazione internazionale dei marchi.

(46 bis)  Il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato a norma dell'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(14) e ha espresso un parere in data 11 luglio 2013(15). [Em. 19]

(47)  Occorre pertanto modificare il regolamento (CE) n. 207/2009,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 207/2009 è così modificato:

1)  nel titolo le parole "marchio comunitario" sono sostituite dalle parole "marchio dell'Unione europea";

2)  in tutto il regolamento le parole "marchio comunitario" sono sostituite dalle parole "marchio dell'Unione europea" con le necessarie modifiche grammaticali; [Em. 20. Tale modifica si applica all'intero testo]

3)  in tutto il regolamento le parole "tribunale dei marchi comunitari" sono sostituite dalle parole "tribunale dei marchi dell'Unione europea " con le necessarie modifiche grammaticali; [Em. 21. Tale modifica si applica all'intero testo]

4)  in tutto il regolamento le parole "marchio comunitario collettivo" sono sostituite dalle parole "marchio collettivo dell'Unione europea" con le necessarie modifiche grammaticali; [Em. 22. Tale modifica si applica all'intero testo]

5)  in tutto il regolamento, tranne che nei casi di cui ai precedenti punti 2), 3) e 4), le parole "Comunità", "Comunità europea" e "Comunità europee" sono sostituite dalla parola "Unione" con le necessarie modifiche grammaticali;

6)  in tutto il regolamento, la parola "Ufficio", riferita all'Ufficio di armonizzazione a livello di mercato interno (marchi, disegni e modelli) istituito dall'articolo 2 del regolamento, è sostituita dalla parola "Agenzia" con le necessarie modifiche grammaticali;

7)  in tutto il regolamento la parola "presidente" è sostituita dalla parola "direttore esecutivo" con le necessarie modifiche grammaticali;

8)  l'articolo 2 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 2

Agenzia

1.  È istituita l'Agenzia dell'Unione europea per i marchi, i disegni e i modelli la proprietà intellettuale, di seguito denominata "l'Agenzia". [Em. 23. Tale modifica si applica all'intero testo]

2.  Ogni riferimento nella normativa dell'Unione all'Ufficio di armonizzazione a livello di mercato interno (marchi, disegni e modelli) è letto come riferito all'Agenzia.";

"

9)  l'articolo 4 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 4

Segni atti a costituire un marchio europeo dell'Unione europea

Possono costituire marchi europei dell'Unione europea tutti i segni, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i colori in quanto tali, la forma dei prodotti o del loro imballaggio e i suoni, a condizione che si utilizzi una tecnologia generalmente disponibile e che tali segni siano adatti a:

   a) distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese; e a
   b) essere rappresentati nel registro dei marchi dell'Unione europea in modo da consentire alle autorità competenti e al pubblico di determinare precisamente ed esattamente l'oggetto della protezione garantita al titolare."; [Em. 24]

"

10)  l'articolo 7 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, le lettere j) e k) sono sostituite dalle seguenti:"

"j) i marchi che sono esclusi dalla registrazione e che non possono più essere utilizzati conformemente alla normativa dell'Unione relativa alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche o ad accordi internazionali in materia di cui l'Unione è parte;

   k) i marchi che sono esclusi dalla registrazione conformemente alla normativa dell'Unione relativa alla protezione delle bevande spiritose, delle menzioni tradizionali per i vini e le specialità tradizionali garantite o ad accordi internazionali in materia di cui l'Unione è parte;
   l) i marchi che contengono o consistono in una denominazione varietale precedente registrata ai sensi del regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio. [Em. 25]

_____________

* Regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, concernente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali (GU L 227 dell'1.9.1994, pag. 1).";

"

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il paragrafo 1 si applica anche se le cause di impedimento esistono:

   a) soltanto per una parte dell'Unione;
   b) soltanto se il marchio in lingua o scrittura straniera è tradotto o trascritto in una lingua o in una scrittura ufficiale di uno Stato membro."; [Em. 26]

"

11)  l'articolo 8 è così modificato:

a)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. In seguito all'opposizione del titolare del marchio, il marchio è escluso dalla registrazione se:

   a) l'agente o il rappresentante del titolare del marchio presenta la domanda di registrazione a proprio nome e senza l'autorizzazione del titolare, a meno che l'agente o il rappresentante giustifichi il suo modo di agire; o [Em. 27]
   b) il marchio si presti a essere confuso con un marchio anteriore protetto fuori dall'Unione, purché alla data di presentazione della domanda il marchio anteriore sia ancora in uso effettivo e il richiedente abbia agito in malafede.";

"

b)  al paragrafo 4, la frase introduttiva è sostituita dalla frase seguente:"

"4. In seguito all'opposizione del titolare di un marchio non registrato o di un altro segno utilizzato nella normale prassi commerciale e di portata non puramente locale, il marchio depositato è escluso dalla registrazione se e in quanto, conformemente a una normativa dell'Unione in materia di protezione delle designazioni di origine e delle indicazioni geografiche, o alla legislazione dello Stato membro che disciplina detto segno:";

"

c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:"

"5. In seguito all'opposizione del titolare di un marchio anteriore registrato ai sensi del paragrafo 2, la registrazione del marchio depositato è altresì esclusa se il marchio è identico o simile al marchio anteriore, a prescindere dal fatto che i prodotti o i servizi per i quali si chiede la registrazione siano identici, simili o non simili a quelli per i quali è registrato il marchio anteriore, qualora, nel caso di un marchio dell'Unione europea anteriore, quest'ultimo sia il marchio che gode di notorietà nell'Unione o, nel caso di un marchio nazionale anteriore, quest'ultimo sia un marchio che gode di notorietà nello Stato membro in questione e l'uso senza giusto motivo del marchio depositato possa trarre indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla notorietà del marchio anteriore o recare pregiudizio agli stessi.";

"

12)  l'articolo 9 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 9

Diritti conferiti dal marchio europeo dell'Unione europea

1.  La registrazione del marchio europeo dell'Unione europea conferisce al titolare un diritto esclusivo.

2.  Fatti salvi i diritti dei titolari acquisiti prima della data di deposito o della data di priorità del marchio europeo, il titolare  del marchio europeo  dell'Unione europea ha il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di usare nel commercio  qualsiasi segno in relazione a prodotti o servizi quando:

   a) il segno è identico al marchio europeo ed è usato in relazione a prodotti e servizi identici ai prodotti o ai servizi per i quali il marchio europeo dell'Unione europea è stato registrato, se tale uso compromette o può compromettere la funzione del marchio europeo di garantire ai consumatori l'origine dei prodotti o dei servizi;
   b) fatta salva la lettera a), il segno è identico o simile al marchio europeo dell'Unione europea ed è usato in relazione a prodotti e a servizi identici o simili ai prodotti o ai servizi per i quali il marchio europeo dell'Unione europea è stato registrato, se vi è rischio di confusione da parte del pubblico; il rischio di confusione comprende il rischio di associazione tra segno e marchio;
   c) il segno è identico o simile al marchio europeo dell'Unione europea, a prescindere dal fatto che sia usato per prodotti o servizi identici, simili o non simili a quelli per i quali il marchio europeo dell'Unione europea è stato registrato, se il marchio europeo gode di notorietà nell'Unione e se l'uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla notorietà del marchio europeo dell'Unione europea o reca pregiudizio agli stessi.

3.  Possono essere in particolare vietati, a norma del paragrafo 2:

   a) l'apposizione del segno sui prodotti o sul loro imballaggio;
   b) l'offerta, l'immissione in commercio o lo stoccaggio dei prodotti a tali fini oppure l'offerta o la fornitura di servizi sotto la copertura del segno;
   c) l'importazione o l'esportazione dei prodotti sotto la copertura del segno;
   d) l'uso del segno come nome commerciale o denominazione sociale o come parte di un nome commerciale o di una denominazione sociale;
   e) l'uso del segno nella corrispondenza commerciale o nella pubblicità;
   f) l'uso del segno nella pubblicità comparativa secondo modalità contrarie alla direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*.

4.  Il titolare del marchio europeo dell'Unione europea ha anche il diritto di impedire l'importazione nell'Unione europea dei prodotti di cui al paragrafo 3, lettera c) consegnati in piccole spedizioni, quali definite dal regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio**, quando lo speditore è il solo ad agire a fini commerciali in ambito commerciale e quando tali prodotti, compreso l'imballaggio, recano senza autorizzazione un marchio identico al marchio dell'Unione europea registrato per tali prodotti o che non può essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio dell'Unione europea. Qualora siano adottate tali misure, gli Stati membri garantiscono che le persone fisiche o giuridiche che hanno ordinato i prodotti siano informate del motivo alla base delle misure come pure dei loro poteri legali nei confronti dello speditore.

5.  Fatte salve le norme dell'OMC, in particolare l'articolo V del GATT sulla libertà di transito, il titolare del marchio europeo dell'Unione europea ha inoltre il diritto di impedire a tutti i terzi di introdurre nel territorio doganale dell'Unione, nel quadro di un'attività commerciale, prodotti che non siano stati immessi in libera pratica, quando detti prodotti, compreso l'imballaggio, provengono da paesi terzi e recano senza autorizzazione un marchio identico al marchio europeo dell'Unione europea registrato per tali prodotti o che non può essere distinto nei suoi aspetti essenziali da detto marchio. [Emm. 28 e 116]

___________________

* Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata) (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 21).

** Regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio (GU L 181 del 28.6.2013, pag. 15)";

"

13)  sono inseriti i seguenti articoli:"

"Articolo 9 bis

Violazione dei diritti del titolare mediante la presentazione, l'imballaggio o altri mezzi

Se è probabile che la presentazione, l'imballaggio o altri mezzi sui quali è apposto il marchio siano utilizzati nell'Unione per prodotti o servizi, e che l'uso in relazione a tali prodotti o servizi costituirebbe una violazione dei diritti del titolare a norma dell'articolo 9, paragrafi 2 e 3, il titolare del marchio dell'Unione europea ha il diritto di vietare:

   a) l'apposizione in ambito commerciale di un segno identico o simile al marchio dell'Unione europea sulla presentazione, sull'imballaggio o su altri mezzi sui quali il marchio può essere apposto;
   b) l'offerta, l'immissione in commercio, lo stoccaggio per tali fini, l'importazione o l'esportazione della presentazione, dell'imballaggio o di altri mezzi sui quali il marchio è apposto.

Articolo 9 ter

Data di opponibilità del diritto ai terzi

1.  Il diritto conferito dal marchio dell'Unione europea è opponibile ai terzi solo a decorrere dalla data della pubblicazione della registrazione del marchio.

2.  Può essere richiesto un equo indennizzo per fatti posteriori alla pubblicazione di una domanda di marchio dell'Unione europea che sarebbero vietati dopo la pubblicazione della registrazione del marchio in virtù di detto marchio.

3.  Il tribunale adito non può statuire sul merito fintantoché la registrazione non è stata pubblicata.";

"

14)  l'articolo 12 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 12

Limitazione degli effetti del marchio europeo dell'Unione europea

1.  Il diritto conferito dal marchio europeo dell'Unione europea non consente al titolare di impedire ai terzi l'uso in commercio:

   a) del loro nome o indirizzo personale;
   b) di segni o indicazioni non distintivi o relativi alla specie, alla qualità, alla quantità, alla destinazione, al valore, alla provenienza geografica, all'epoca di fabbricazione del prodotto o di prestazione del servizio o ad altre caratteristiche del prodotto o del servizio;
   c) del marchio per designare o menzionare prodotti o servizi come quelli del titolare del marchio, in particolare se l'uso del marchio:
   i) è necessario per contraddistinguere la destinazione di un prodotto o servizio, in particolare accessori o pezzi di ricambio;
   ii) avviene nell'ambito della pubblicità comparativa nel rispetto di tutti i requisiti di cui alla direttiva 2006/114/CE;
   iii) avviene per portare all'attenzione dei consumatori la rivendita di prodotti autentici che sono stati originariamente venduti dal titolare del marchio o con il suo consenso;
   iv) avviene per proporre un'alternativa legittima ai prodotti o ai servizi del titolare del marchio;
   v) avviene a fini parodistici, di espressione artistica, di critica o commento.

Il primo comma presente paragrafo si applica solo quando l'uso da parte di terzi sia conforme alle consuetudini di lealtà in campo industriale o commerciale.

2.  L'uso da parte di terzi è considerato non conforme alle consuetudini di lealtà in particolare nei seguenti casi:

   a) si tratta di un uso che dà quando dia l'impressione che vi sia un collegamento commerciale tra il terzo e il titolare del marchio;
   b) si tratta di un uso che trae quando tragga indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla notorietà del marchio o reca pregiudizio agli stessi senza giusto motivo.

2 bis.  Il diritto conferito dal marchio non permette al titolare dello stesso di vietare ai terzi l'uso a giusto titolo, per qualsiasi uso non commerciale del marchio.

2 ter.  Il diritto conferito dal marchio d'impresa non permette al titolare dello stesso di vietare ai terzi l'uso nel commercio di un diritto anteriore di portata locale, se tale diritto è riconosciuto dalle leggi dello Stato membro interessato e nel limite del territorio in cui esso è riconosciuto."; [Em. 29]

"

15)  all'articolo 13, il paragrafo 1, le parole "nella Comunità" sono sostituite dalle parole "nello Spazio economico europeo".è sostituito dal seguente:"

"1. Il diritto conferito dal marchio dell'Unione europea non permette al titolare di impedirne l'uso per prodotti immessi in commercio nello Spazio economico europeo con tale marchio dal titolare stesso o con il suo consenso."; [Em. 30]

"

16)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 13 bis

Protezione del diritto del titolare di un marchio registrato posteriormente nelle azioni per contraffazione

1.  Nell'ambito di azioni per contraffazione il titolare di un marchio dell'Unione europea non ha il diritto di vietare l'uso di un marchio dell'Unione europea registrato posteriormente quando il marchio posteriore non può essere dichiarato nullo ai sensi dell'articolo 53, paragrafi 3 e 4, dell'articolo 54, paragrafi 1 e 2, e dell'articolo 57, paragrafo 2.

2.  Nell'ambito di azioni per contraffazione il titolare di un marchio dell'Unione europea non ha il diritto di vietare l'uso di un marchio nazionale registrato posteriormente quando il marchio posteriore non può essere dichiarato nullo ai sensi dell'articolo 8, dell'articolo 9, paragrafi 1 e 2, e dell'articolo 48, paragrafo 3, della direttiva [xxx].

3.  Quando il titolare di un marchio dell'Unione europea non ha il diritto di vietare l'uso di un marchio registrato posteriormente ai sensi del paragrafo 1 o 2, il titolare del marchio registrato posteriormente non ha il diritto di vietare l'uso del marchio dell'Unione europea anteriore nel quadro di un'azione per contraffazione.";

"

17)  all'articolo 15, paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:"

"Ai sensi del paragrafo 1 sono inoltre considerate come uso:

   a) l'utilizzazione del marchio dell'Unione europea in una forma che si differenzia per taluni elementi che non alterano il carattere distintivo del marchio nella forma in cui esso è stato registrato, a prescindere dal fatto che il marchio sia o no registrato nella forma in cui è usato;
   b) l'apposizione del marchio dell'Unione europea sui prodotti o sul loro imballaggio nell'Unione solo ai fini dell'esportazione.";

"

18)  all'articolo 16, paragrafo 1, la frase introduttiva è sostituita dalla frase seguente:"

"1. Salvo disposizione contraria degli articoli da 17 a 24, il marchio dell'Unione europea in quanto oggetto di proprietà è assimilato, nella sua totalità e per l'intero territorio dell'Unione, a un marchio nazionale registrato nello Stato membro in cui, secondo il registro dei marchi dell'Unione europea (di seguito "il registro"):";

"

19)  all'articolo 17, il paragrafo 4 è soppresso;

20)  l'articolo 18 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 18

Trasferimento di un marchio registrato a nome di un agente

1.  Se un marchio dell'Unione europea viene registrato, senza l'autorizzazione del titolare, a nome dell'agente o rappresentante di colui che del marchio è titolare, quest'ultimo ha il diritto di chiedere la cessione del marchio dell'Unione europea a proprio favore, a meno che l'agente o il rappresentante non giustifichi il proprio modo di agire.

2.  Il titolare può presentare domanda di cessione ai sensi del paragrafo 1 ai seguenti soggetti:

   a) l'Agenzia, in luogo della domanda di dichiarazione di nullità ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1, lettera b);
   b) il tribunale dei marchi dell'Unione europea, di cui all'articolo 95, in luogo della domanda riconvenzionale di nullità ai sensi dell'articolo 100, paragrafo 1.";

"

21)  l'articolo 19 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. A richiesta di una delle parti, i diritti di cui al paragrafo 1 o il loro trasferimento sono iscritti nel registro e pubblicati.";

"

b)  è aggiunto il seguente paragrafo :"

"3. L'iscrizione nel registro ai sensi del paragrafo 2 è cancellata o modificata su richiesta di una delle parti.";

"

22)  all'articolo 20 è aggiunto il seguente paragrafo :"

"4. L'iscrizione nel registro ai sensi del paragrafo 3 è cancellata o modificata su richiesta di una delle parti.";

"

23)  all'articolo 22 è aggiunto il seguente paragrafo :"

"6. L'iscrizione nel registro ai sensi del paragrafo 5 è cancellata o modificata su richiesta di una delle parti.";

"

24)  nel titolo II è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 5

Delega di poteri

Articolo 24 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) l'obbligo a carico del richiedente di fornire la traduzione o la trascrizione nella lingua della domanda ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera b);
   b) la procedura di iscrizione nel registro di un trasferimento ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 5;
   c) la procedura di iscrizione nel registro della creazione o del trasferimento di un diritto reale ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 2;
   d) la procedura di iscrizione nel registro dell'esecuzione forzata ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 3;
   e) la procedura di iscrizione nel registro dell'inclusione in una procedura di insolvenza ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 3;
   f) la procedura di iscrizione nel registro della concessione o del trasferimento di una licenza ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 5;
   g) la procedura di cancellazione o di modifica dell'iscrizione nel registro di un diritto reale, dell'esecuzione forzata o della licenza ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, dell'articolo 20, paragrafo 4, e dell'articolo 22, paragrafo 6.";

"

25)  l'articolo 25 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 25

Deposito della domanda

La domanda di marchio dell'Unione europea è depositata presso l'Agenzia.";

"

26)  l'articolo 26 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:"

"d) una rappresentazione del marchio che soddisfa i requisiti di cui all'articolo 4, lettera b).";

"

a bis)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. La domanda di marchio dell'Unione europea comporta il pagamento della tassa di deposito che è costituita da:

   a) una tassa di base;
   b) una tassa per le classi, oltre la prima, nell'elenco delle classi cui appartengono i prodotti o i servizi conformemente all'articolo 28;
   c) se applicabile, la tassa di ricerca di cui all'articolo 38, paragrafo 2.

Il richiedente effettua l'ordine di pagamento della tassa di deposito al più tardi alla data in cui deposita la domanda."; [Em. 31]

"

b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Oltre agli obblighi di cui ai paragrafi 1 e 2, la domanda di marchio dell'Unione europea deve soddisfare le condizioni formali stabilite conformemente all'articolo 35 bis, lettera b). Se dette condizioni prevedono che il marchio sia rappresentato elettronicamente, il direttore esecutivo dell'Agenzia stabilisce il formato e le dimensioni massime del file elettronico con cui il marchio può essere rappresentato.";

"

27)  l'articolo 27 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 27

Data di deposito

La data di deposito della domanda di marchio europeo dell'Unione europea è quella in cui la documentazione contenente gli elementi informativi di cui all'articolo 26, paragrafo 1, è presentata dal richiedente all'Agenzia, sempre che sia stata pagata la l'ordine di pagamento della tassa di deposito, il cui ordine di pagamento sia stato dato al più tardi alla predetta data conferito entro 21 giorni dal deposito della summenzionata documentazione." [Em. 32]

"

28)  l'articolo 28 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 28

Designazione e classificazione dei prodotti e dei servizi

1.  I prodotti e i servizi per i quali è chiesta la registrazione sono classificati secondo il sistema stabilito dall'Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, del 15 giugno 1957 (di seguito "la classificazione di Nizza").

2.  I prodotti e i servizi per i quali è chiesta la protezione garantita dal marchio sono identificati dal richiedente con chiarezza e precisione sufficienti a consentire alle autorità competenti e agli operatori economici di determinare, esclusivamente su tale base, il grado di protezione richiesto. L'elenco dei prodotti e servizi consente di classificare ogni elemento in una sola classe della classificazione di Nizza.

3.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, possono essere utilizzate le indicazioni generali incluse nei titoli delle classi della classificazione di Nizza o altri termini generali, a condizione che siano conformi alle prescrizioni normative di chiarezza e di precisione.

4.  L'Agenzia respinge la domanda contenente indicazioni o termini poco chiari o imprecisi se il richiedente non propone una formulazione accettabile entro un termine fissato dall'Agenzia a tal fine.

5.  Se si utilizzano termini generali, comprese le indicazioni generali dei titoli delle classi della classificazione di Nizza, questi sono interpretati come comprendenti tutti i prodotti o servizi chiaramente coperti dal significato letterale dell'indicazione o del termine. Tali termini o indicazioni non sono interpretati come comprendenti prodotti o servizi che non possono essere intesi come tali.

6.  Se il richiedente chiede la registrazione per più classi, il richiedente raggruppa i prodotti e i servizi sono raggruppati secondo le classi della classificazione di Nizza, numerando ogni gruppo con il numero della classe cui esso appartiene e indicando i gruppi nell'ordine delle classi. [Em. 33]

7.  La classificazione dei prodotti e servizi serve esclusivamente a fini amministrativi. I prodotti e i servizi non sono considerati simili tra loro per il fatto che figurano nella stessa classe della classificazione di Nizza, né sono considerati diversi gli uni dagli altri per il motivo che risultano in classi distinte nel quadro della classificazione di Nizza.

8.  I titolari di marchi dell'Unione europea di cui è stata chiesta la registrazione prima del 22 giugno 2012, registrati unicamente in relazione all'intero titolo di una classe della classificazione di Nizza, possono dichiarare che alla data di deposito la loro intenzione era di ottenere la protezione di altri prodotti o servizi oltre quelli coperti dal significato letterale del titolo della classe, purché i prodotti o i servizi designati in tal modo figurino nell'elenco alfabetico della classe della classificazione di Nizza, nell'edizione in vigore alla data di deposito. [Em. 34]

La dichiarazione è presentata all'Agenzia entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento, e indica in modo chiaro, preciso e specifico i prodotti e i servizi, diversi da quelli espressamente coperti dal significato letterale del titolo della classe, che il titolare aveva in origine intenzione di proteggere. L'Agenzia adotta le misure opportune per modificare conformemente il registro. Questa possibilità lascia impregiudicata l'applicazione dell'articolo 15, dell'articolo 42, paragrafo 2, dell'articolo 51, paragrafo 1, lettera a), e dell'articolo 57, paragrafo 2. [Em. 35]

I marchi dell'Unione europea per i quali la dichiarazione non viene presentata entro il termine di cui al secondo comma si considerano, a decorrere dalla scadenza di detto termine, comprensivi unicamente dei prodotti o dei servizi chiaramente coperti dal significato letterale delle indicazioni che figurano nel titolo della pertinente classe.

8 bis.  Qualora il registro sia modificato, i diritti esclusivi conferiti dal marchio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 9 non vietano a terzi di continuare ad utilizzare un marchio per prodotti o servizi qualora e nella misura in cui:

   a) l'uso del marchio per tali prodotti o servizi sia iniziato prima che il registro fosse modificato, e
   b) l'uso del marchio in relazione a detti prodotti o servizi non abbia violato i diritti del titolare basati sul significato letterale della registrazione dei prodotti e dei servizi iscritti nel registro in quel momento.

Inoltre, la modifica dell'elenco dei prodotti o servizi inseriti nel registro non conferisce al titolare del marchio dell'Unione europea il diritto di opporsi o di chiedere una dichiarazione di nullità di un marchio successivo qualora e nella misura in cui:

   a) il marchio successivo fosse in uso o fosse stata presentata domanda di registrazione del marchio, per prodotti o servizi prima che il registro fosse modificato, e
   b) l'uso del marchio in relazione a detti prodotti o servizi non abbia violato o non avrebbe violato i diritti del titolare basati sul significato letterale della registrazione dei prodotti e dei servizi iscritti nel registro in detto momento."; [Em. 36]

"

29)  all'articolo 29, paragrafo 5, è aggiunta la seguente frase:"

"Se necessario, il direttore esecutivo dell'Agenzia chiede alla Commissione di verificare eventualmente se lo Stato di cui alla prima frase accorda detto trattamento di reciprocità.";[Em. 37]

"

30)  l'articolo 30 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 30

Rivendicazione di priorità

1.  La rivendicazione di priorità è presentata contestualmente alla domanda di marchio europeo dell'Unione europea, indicando la data, il numero e il paese della domanda anteriore. Il richiedente presenta una copia della domanda precedente entro tre mesi dalla data di deposito. Se la domanda precedente è una domanda di marchio europeo, l'Agenzia include d'ufficio una copia della precedente domanda nel fascicolo. [Em. 38]

2.  Il direttore esecutivo dell'Agenzia può stabilire che il richiedente non sia tenuto a presentare a sostegno della rivendicazione di priorità tutte le informazioni e la documentazione supplementari previste dalle disposizioni adottate ai sensi dell'articolo 35 bis, lettera d), purché l'Agenzia possa ottenere le informazioni richieste da altre fonti.";

"

31)  l'articolo 33 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, è aggiunta la seguente frase:"

"La rivendicazione di priorità è presentata contestualmente alla domanda di marchio dell'Unione europea.";

"

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il richiedente che desideri far valere la priorità ai sensi del paragrafo 1 presenta prove idonee della partecipazione all'esposizione e dell'adeguata diffusione di informazioni sui prodotti o sui servizi sotto il marchio richiesto.";

"

32)  all'articolo 34, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. La preesistenza rivendicata per il marchio dell'Unione europea cessa quando il marchio anteriore, per cui sia stata rivendicata la preesistenza, è dichiarato decaduto o nullo. La preesistenza cessa con la decadenza del marchio anteriore, purché la decadenza prenda effetto prima della data di deposito o della data di priorità del marchio dell'Unione europea.";

"

33)  nel titolo III è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 5

Delega di poteri

Articolo 35 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) i mezzi e le modalità di deposito della domanda di marchio dell'Unione europea presso l'Agenzia conformemente all'articolo 25;
   b) i dettagli concernenti il contenuto formale della domanda di marchio europeo dell'Unione europea di cui all'articolo 26, paragrafo 1, il tipo di tasse da pagare per la domanda, di cui all'articolo 26, paragrafo 2, compresi il numero di classi di prodotti e servizi coperte da dette tasse, nonché le condizioni formali della domanda, di cui all'articolo 26, paragrafo 3; [Em. 39]
   c) la procedura di accertamento della reciprocità ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 5;
   d) la procedura e le norme in materia di informazione e di documentazione a sostegno della rivendicazione di priorità della domanda anteriore ai sensi dell'articolo 30;
   e) la procedura e le norme in materia di prove a sostegno della rivendicazione della priorità dell'esposizione ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1;
   f) la procedura per rivendicare la preesistenza di un marchio nazionale ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 1, e dell'articolo 35, paragrafo 1.";

"

34)  all'articolo 36, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) se la domanda di marchio dell'Unione europea soddisfa le condizioni stabilite dal presente regolamento e le condizioni formali di cui all'articolo 26, paragrafo 3.";

"

35)  all'articolo 37, il paragrafo 2 è soppresso;

36)  nel titolo IV, la sezione 2 è soppressa;

37)  l'articolo 39 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Se i requisiti cui deve conformarsi la domanda di marchio dell'Unione europea sono soddisfatti, la domanda viene pubblicata ai fini dell'articolo 42, sempre che non sia stata respinta ai sensi dell'articolo 37. La pubblicazione della domanda lascia impregiudicate le informazioni già messe a disposizione del pubblico in altro modo conformemente al presente regolamento o agli atti delegati adottati ai sensi del predetto regolamento.";

"

b)  è aggiunto il seguente paragrafo :"

"3. L'Agenzia corregge gli errori o sbagli contenuti nella pubblicazione della domanda.";

"

38)  l'articolo 40 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 40

Osservazioni dei terzi

1.  Tutte le persone fisiche o giuridiche, nonché i gruppi o organismi che rappresentano fabbricanti, produttori, prestatori di servizi, commercianti o consumatori possono indirizzare all'Agenzia osservazioni scritte, specificando i motivi per i quali ai sensi degli articoli 5 e 7 il marchio dovrebbe essere escluso d'ufficio dalla registrazione.

Non per questo acquistano la qualità di parti della procedura dinanzi all'Agenzia.

2.  Le osservazioni dei terzi sono presentate prima della scadenza del termine di opposizione o, qualora sia stata fatta opposizione al marchio, prima dell'adozione della decisione finale sull'opposizione.

3.  La presentazione di cui al paragrafo 1 non pregiudica il diritto dell'Agenzia di riaprire l'esame degli impedimenti assoluti di propria iniziativa in qualsiasi momento prima della registrazione, se del caso.

4.  Le osservazioni di cui al paragrafo 1 sono notificate al richiedente che può presentare le proprie deduzioni.";

"

39)  all'articolo 41, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. L'opposizione deve essere redatta per iscritto e motivata. Essa si considera presentata soltanto ad avvenuto pagamento della tassa d'opposizione.

4.  Entro un termine imposto dall'Agenzia, l'opponente può presentare fatti, prove e osservazioni a sostegno dell'opposizione.";

"

40)  all'articolo 42, il paragrafo 2, prima frase, le parole "nel corso dei cinque anni che precedono la pubblicazione" sono sostituite dalle parole "nel corso dei cinque anni che precedono la data di deposito o la data di priorità". è sostituito dal seguente:"

"2. Su istanza del richiedente, il titolare di un marchio dell'Unione europea anteriore che abbia presentato opposizione deve addurre la prova che nel corso dei cinque anni che precedono la data di deposito o la data di priorità della domanda di marchio dell'Unione europea il marchio dell'Unione europea anteriore sia stato seriamente utilizzato nell'Unione per i prodotti o i servizi per cui è stato registrato e sui quali si fonda l'opposizione, o che vi siano legittime ragioni per la mancata utilizzazione, purché a quella data il marchio anteriore fosse registrato da almeno cinque anni. In mancanza di tale prova, l'opposizione è respinta. Se il marchio dell'Unione europea anteriore è stato utilizzato solo per una parte dei prodotti o dei servizi per cui è stato registrato, ai fini dell'esame dell'opposizione si intende registrato solo per tale parte dei prodotti o dei servizi.";[Em. 40]

"

41)  l'articolo 44 è così modificato:

a)  al paragrafo 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) prima che la data di deposito di cui all'articolo 27 sia stata concessa dall'Agenzia e durante il periodo di opposizione di cui all'articolo 41, paragrafo 1.";

"

b)  il paragrafo 3 è soppresso;

42)  l'articolo 45 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 45

Registrazione

1.  Se la domanda soddisfa le disposizioni del presente regolamento e non è stata presentata opposizione entro il termine cui si fa riferimento all'articolo 41, paragrafo 1, o se l'opposizione è stata respinta con decisione definitiva, il marchio è registrato come marchio dell'Unione europea. La registrazione è pubblicata.

2.  L'Agenzia rilascia il certificato di registrazione. Il certificato può essere rilasciato con strumenti elettronici.

3.  Per i prodotti e i servizi coperti dalla registrazione il titolare del marchio dell'Unione europea registrato ha il diritto di apporre accanto al marchio un simbolo indicante che il marchio è registrato nell'Unione solo fintanto che la registrazione è in vigore. La configurazione esatta del simbolo è decisa dal direttore esecutivo dell'Agenzia.

4.  Il simbolo del marchio registrato non può essere usato da soggetti diversi dal titolare o senza il suo consenso. Il titolare del marchio non può utilizzare il simbolo del marchio prima della registrazione o dopo la decadenza, la dichiarazione di nullità, la scadenza o la rinuncia al marchio.";

"

43)  nel titolo IV è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 7

Delega di poteri

Articolo 45 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) la procedura di esame del rispetto delle condizioni relative alla data di deposito di cui all'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), e delle condizioni formali di cui all'articolo 26, paragrafo 3, e la procedura di verifica del pagamento delle tasse per classe di prodotto di cui all'articolo 36, paragrafo 1, lettera c);
   b) la procedura per l'esame degli impedimenti assoluti alla registrazione di cui all'articolo 37;
   c) le informazioni da includere nella pubblicazione della domanda di cui all'articolo 39, paragrafo 1;
   d) la procedura per correggere gli errori e gli sbagli contenuti nella pubblicazione della domanda di marchio dell'Unione europea di cui all'articolo 39, paragrafo 3;
   e) la procedura di presentazione delle osservazioni da parte di terzi di cui all'articolo 40;
   f) i dettagli della procedura di presentazione e di esame dell'opposizione di cui agli articoli 41 e 42;
   g) la procedura di modifica della domanda di cui all'articolo 43, paragrafo 2, e la procedura di divisione della domanda di cui all'articolo 44;
   h) i dati da inserire nel registro al momento della registrazione del marchio dell'Unione europea, le modalità di pubblicazione della registrazione di cui all'articolo 45, paragrafo 1, e il contenuto e le modalità di rilascio del certificato di registrazione di cui all'articolo 45, paragrafo 2.";

"

43 bis)  all'articolo 47 è inserito il paragrafo seguente:"

"1 bis. Le tasse che devono essere corrisposte per il rinnovo del marchio dell'Unione europea sono le seguenti:

   a) una tassa di base;
   b) la tassa per le classi di prodotti e servizi successive alla prima per le quali si richiede il rinnovo; e
   c) eventualmente, la sopratassa per il versamento tardivo della tassa di rinnovo o per la presentazione tardiva della domanda di rinnovo, a norma del paragrafo 3."; [Em. 41]

"

44)  all'articolo 49, il paragrafo 3 è soppresso;

45)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 49 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) la procedura di rinnovo del marchio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 47, in particolare il tipo di tasse da pagare; [Em. 42]
   b) la procedura il procedimento di modifica della registrazione del marchio dell'Unione europea di cui all'articolo 48, paragrafo 2;
   c) la procedura di divisione del marchio dell'Unione europea prevista all'articolo 49.";

"

46)  all'articolo 50, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:"

"2. La dichiarazione di rinuncia va fatta per iscritto all'Agenzia dal titolare del marchio. Essa prende effetto soltanto dopo la sua iscrizione nel registro. La validità della dichiarazione di rinuncia al marchio europeo dell'Unione europea dichiarata all'Agenzia dopo il deposito della domanda di decadenza o di nullità del marchio ai sensi dell'articolo 56, paragrafo 1, è subordinata al rigetto definitivo della domanda di decadenza o di nullità o al ritiro della stessa. [Em. 43]

3.  La rinuncia è registrata soltanto con il consenso del titolare di un diritto iscritto nel registro. Se nel registro è iscritta una licenza, la rinuncia vi è iscritta soltanto se il titolare del marchio dimostra di avere informato il licenziatario della sua intenzione di rinunciare; l'iscrizione avviene alla scadenza del termine prescritto ai sensi dell'articolo 57 bis, lettera a) tre mesi dopo la data in cui il titolare del marchio ha dimostrato all'Agenzia di avere informato il licenziatario della propria intenzione di rinunciare al marchio stesso."; [Em. 44]

"

47)  all'articolo 53, paragrafo 1, è aggiunto il comma seguente:"

"Le condizioni di cui al primo comma, lettere a), b) e c), sono soddisfatte alla data di deposito o alla data di priorità del marchio dell'Unione europea.";

"

48)  all'articolo 54, paragrafi 1 e 2, le parole "né opporsi all'uso di quest'ultimo" e "né opporsi all'uso del marchio posteriore" sono soppresse. sono sostituiti dai seguenti:"

"1. Il titolare di un marchio dell'Unione europea che, per cinque anni consecutivi, abbia tollerato l’uso di un marchio dell'Unione europea posteriore nell'Unione, essendo al corrente di tale uso, sulla base del marchio anteriore non può più domandare la nullità del marchio posteriore né opporsi all’uso di quest’ultimo con riferimento ai prodotti o ai servizi per i quali esso è stato utilizzato, a meno che il deposito del marchio dell'Unione europea posteriore non sia stato effettuato in malafede.

2.  Il titolare di un marchio anteriore di cui all'articolo 8, paragrafo 2, o di un altro contrassegno anteriore di cui all'articolo 8, paragrafo 4, che, per cinque anni consecutivi, abbia tollerato l'uso di un marchio dell'Unione europea posteriore nello Stato membro in cui il marchio anteriore ovvero l'altro contrassegno anteriore è tutelato, essendo al corrente di tale uso, sulla base del marchio o dell'altro contrassegno anteriore non può più domandare la nullità né opporsi all’uso del marchio posteriore con riferimento ai prodotti o ai servizi per i quali il marchio posteriore è stato utilizzato, a meno che il deposito del marchio dell'Unione europea posteriore non sia stato effettuato in malafede."; [Em. 45]

"

49)  l'articolo 56 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, lettera c), le parole "dalla legislazione dello Stato membro interessato" sono sostituite dalle parole "dalla normativa dell'Unione o della legislazione dello Stato membro interessato";

b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. La domanda di decadenza o di nullità è inammissibile qualora su una domanda con lo stesso oggetto e la stessa causa sia stata pronunciata una decisione nei confronti delle stesse parti dall'Agenzia o da un tribunale dei marchi dell'Unione europea di cui all'articolo 95 e tale decisione sia passata in giudicato.";

"

50)  all'articolo 57, il paragrafo 2, seconda frase, le parole "data di pubblicazione" sono sostituite dalle parole "data di deposito o alla data di priorità". è sostituito dal seguente:"

"2. Su istanza del titolare del marchio dell'Unione europea il titolare di un marchio dell'Unione europea anteriore, che sia parte nella procedura di nullità, deve addurre la prova che nei cinque anni che precedono la data di domanda di nullità, il marchio dell'Unione europea anteriore è stato seriamente utilizzato nell'Unione per i prodotti o per i servizi per i quali è stato registrato e su cui si fonda la domanda di nullità o che vi sono legittime ragioni per la non utilizzazione dello stesso, purché a tale data il marchio dell'Unione europea anteriore fosse registrato da almeno cinque anni. Inoltre, se il marchio dell'Unione europea anteriore era registrato da almeno cinque anni alla data di deposito o alla data di priorità della domanda di marchio dell'Unione europea, il titolare del marchio dell'Unione europea anteriore deve altresì addurre la prova che le condizioni di cui all'articolo 42, paragrafo 2 erano, a tale data, soddisfatte. In mancanza della prova suddetta la domanda di nullità è respinta. Se il marchio dell'Unione europea anteriore è stato usato solo per una parte dei prodotti o dei servizi per i quali è stato registrato, ai fini dell'esame della domanda di nullità si intende registrato soltanto per tale parte dei prodotti o servizi."; [Em. 46]

"

51)  nel titolo VI è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 6

Delega di poteri

Articolo 57 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) la procedura di rinuncia al marchio dell'Unione europea di cui all'articolo 50, compreso il termine di cui al paragrafo 3 dello stesso articolo; [Em. 47]
   b) la procedura di decadenza e di nullità del marchio dell'Unione europea di cui agli articoli 56 e 57.":

"

52)  all'articolo 58, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Contro le decisioni delle istanze decisionali dell'Agenzia di cui all'articolo 130, lettere a), b), c) e d), può essere presentato ricorso. Sia i termini di ricorso di cui all'articolo 60 che la domanda di ricorso hanno effetto sospensivo.";

"

53)  l'articolo 62 è soppresso;

54)  all'articolo 64, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Le decisioni delle commissioni di ricorso hanno effetto soltanto a decorrere dalla scadenza del termine di cui all'articolo 65, paragrafo 5, oppure, se entro tale termine è stato presentato ricorso dinanzi al Tribunale, a decorrere dal rigetto di quest'ultimo o da eventuali ricorsi promossi dinanzi alla Corte di giustizia contro la decisione del Tribunale.";

"

55)  l'articolo 65 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Avverso le decisioni delle commissioni di ricorso può essere proposto ricorso dinanzi al Tribunale.";

"

b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Il Tribunale è competente sia ad annullare che a riformare la decisione impugnata.";

"

c)  i paragrafi 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:"

"5. Il ricorso deve essere inoltrato al Tribunale entro due mesi dalla notifica della decisione della commissione di ricorso.

6.  L'Agenzia è tenuta a prendere i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza del Tribunale, o in caso di ricorso contro la sentenza, della Corte di giustizia.";

"

56)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 65 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) il contenuto formale del ricorso di cui all'articolo 60 e la procedura per la presentazione e l'esame del ricorso; [Em. 48]
   b) la forma e il contenuto formale delle decisioni della commissione di ricorso di cui all'articolo 64; [Em. 49]
   c) il rimborso della tassa di ricorso di cui all'articolo 60.";

"

57)  l'intestazione del titolo VIII è sostituita dalla seguente:"

"DISPOSIZIONI SPECIFICHE SUI MARCHI DELL'UNIONE EUROPEA COLLETTIVI EUROPEI E SUI MARCHI DELL'UNIONE EUROPEA DI CERTIFICAZIONE";

"

58)  tra l'intestazione del titolo VIII e l'articolo 66 è inserita la seguente sezione:"

"SEZIONE 1

Marchi dell'Unione europea collettivi";

"

59)  all'articolo 66, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Salvo disposizione contraria della presente sezione, i titoli da I a VII e da IX a XIV si applicano ai marchi dell'Unione europea collettivi.";

"

60)  all'articolo 67, il paragrafo 1, le parole "entro il termine prescritto" sono sostituite dalle parole "entro il termine prescritto ai sensi dell'articolo 74 bis". è sostituito dal seguente:"

"1. La domanda di marchio collettivo dell'Unione europea deve essere accompagnata, entro due mesi dalla data di presentazione, da un regolamento d'uso."; [Em. 50]

"

61)  l'articolo 69 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 69

Osservazioni dei terzi

Quando all'Agenzia sono presentate osservazioni scritte su un marchio dell'Unione europea collettivo ai sensi dell'articolo 40, le osservazioni possono essere basate anche sui motivi particolari sulla base dei quali la domanda di marchio dell'Unione europea collettivo può essere respinta ai sensi dell'articolo 68.";

"

61 bis)  all'articolo 71, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Possono inoltre essere presentate osservazioni scritte a norma dell'articolo 69 relative al regolamento d'uso modificato."; [Em. 51]

"

62)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 74 bis

Delega di poteri

La Commissione ha il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163 per specificare il termine di cui all'articolo 67, paragrafo 1, per la presentazione all'Agenzia del regolamento per contenuto formale dei regolamenti che disciplinano l'uso del marchio collettivo e il contenuto del regolamento dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 67, paragrafo 2."; [Em. 52]

"

63)  nel titolo VIII è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 2

Marchi dell'Unione europea di certificazione

Articolo 74 ter

Marchi dell'Unione europea di certificazione

1.  Possono costituire marchi dell'Unione europea di certificazione i marchi dell'Unione europea così designati all'atto del deposito della domanda e idonei a distinguere i prodotti o i servizi certificati dal titolare del marchio in relazione alla provenienza geografica, al materiale, al procedimento di fabbricazione dei prodotti o alla prestazione del servizio, alla qualità, alla precisione o ad altre caratteristiche, da prodotti e servizi non certificati.

2.  Ogni persona giuridica, tra cui istituzioni, autorità e organismi di diritto pubblico, può presentare domanda di marchio europeo di certificazione, purché:

   a) la persona giuridica non eserciti attività che comportano la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi del tipo certificato;
   b) la persona giuridica sia competente a certificare i prodotti o i servizi per i quali il marchio deve essere registrato.

3.  In deroga all'articolo 7, paragrafo 1, lettera c), possono costituire marchi europei di certificazione ai sensi del paragrafo 1 segni o indicazioni che nel commercio possono servire a designare la provenienza geografica dei prodotti o dei servizi. Un marchio di certificazione non autorizza il titolare a vietare ad un terzo l'uso nel commercio di siffatti segni o indicazioni, purché detto uso sia conforme alle consuetudini di lealtà in campo industriale o commerciale; in particolare il marchio di certificazione non può essere opposto ad un terzo abilitato ad utilizzare una denominazione geografica.

4.  Salvo disposizione contraria della presente sezione, i titoli da I a VII e da IX a XIV si applicano ai marchi europei di certificazione."

"

Articolo 74 quater

Regolamento per l'uso del marchio

1.  La domanda di marchio europeo di certificazione deve essere accompagnata, entro il termine prescritto ai sensi dell'articolo 74 duodecies due mesi dalla data di presentazione, da un regolamento d'uso del marchio di certificazione. [Em. 53]

2.  Nel regolamento d'uso si devono indicare le persone abilitate a usare il marchio, le caratteristiche che il marchio deve certificare, le modalità di verifica delle caratteristiche e di sorveglianza dell'uso del marchio e le condizioni di uso del marchio, comprese le sanzioni.

Articolo 74 quinquies

Rigetto della domanda

1.  Oltre che per gli impedimenti alla registrazione di un marchio dell'Unione europea, previsti dagli articoli 36 e 37, la domanda di marchio europeo di certificazione è respinta se non soddisfa alle disposizioni dell'articolo 74 ter o dell'articolo 74 quater, ovvero se il regolamento d'uso è contrario all'ordine pubblico o al buon costume.

2.  La domanda di marchio europeo di certificazione è inoltre respinta se il pubblico rischia di essere indotto in errore circa il carattere o il significato del marchio, in particolare quando questo non sembri un marchio di certificazione.

3.  La domanda non è respinta se il richiedente, mediante una modificazione del regolamento d'uso, soddisfa alle condizioni indicate nei paragrafi 1 e 2.

Articolo 74 sexies

Osservazioni dei terzi

Quando all'Agenzia sono presentate osservazioni scritte su un marchio europeo di certificazione ai sensi dell'articolo 40, le osservazioni possono essere basate anche sui motivi particolari sulla base dei quali la domanda di marchio europeo di certificazione può essere respinta ai sensi dell'articolo 74 quinquies.

Articolo 74 septies

Modifica del regolamento d'uso del marchio

1.  Il titolare del marchio europeo di certificazione sottopone all'Agenzia ogni modifica del regolamento d'uso.

2.  La modifica non è menzionata nel registro se il regolamento d'uso modificato è contrario alle disposizioni dell'articolo 74 quater o comporta uno degli impedimenti di cui all'articolo 74 quinquies.

3.  Possono inoltre essere presentate osservazioni scritte a norma dell'articolo 74 sexies relative al regolamento d'uso modificato si applica l'articolo 74 sexies. [Em. 54]

4.  Ai fini del presente regolamento le modificazioni del regolamento d'uso prendono effetto soltanto a decorrere dalla data di iscrizione della menzione della modifica nel registro.

Articolo 74 octies

Trasferimento

In deroga all'articolo 17, paragrafo 1, il marchio europeo di certificazione può essere trasferito solo alle persone giuridiche che soddisfano i requisiti di cui all'articolo 74 ter, paragrafo 2.

Articolo 74 nonies

Esercizio dell'azione per contraffazione

1.  Solo il titolare di un marchio europeo di certificazione o le persone esplicitamente autorizzate dal titolare a tale scopo possono promuovere l'azione per contraffazione.

2.  Il titolare di un marchio europeo di certificazione può chiedere il risarcimento per conto delle persone abilitate a utilizzare il marchio, se esse hanno subito un danno in conseguenza dell'utilizzazione non autorizzata dello stesso.

Articolo 74 decies

Motivi di decadenza

Oltre alle cause di decadenza previste all'articolo 51, il titolare del marchio europeo di certificazione è dichiarato decaduto dai suoi diritti su domanda presentata all'Agenzia o su domanda riconvenzionale in un'azione per contraffazione, quando una delle seguenti condizioni è soddisfatta:

a)  il titolare non soddisfa più i requisiti di cui all'articolo 74 ter, paragrafo 2;

b)  il titolare non prende misure ragionevoli per prevenire un'utilizzazione del marchio non compatibile con le condizioni previste dal regolamento d'uso, della cui modifica si sia fatta menzione, se del caso, nel registro;

c)  il modo in cui il titolare ha utilizzato il marchio rischia di indurre in errore il pubblico ai sensi dell'articolo 74 quinquies, paragrafo 2;

d)  la modifica del regolamento d'uso è stata iscritta nel registro in contrasto con le disposizioni dell'articolo 74 septies, paragrafo 2, salvo che il titolare del marchio si conformi alle disposizioni del predetto articolo con una nuova modifica del regolamento d'uso.

Articolo 74 undecies

Motivi di nullità

Oltre ai motivi di nullità di cui agli articoli 52 e 53, il marchio europeo di certificazione, se la sua registrazione non è conforme alle disposizioni dell'articolo 74 quinquies, è dichiarato nullo su domanda presentata all'Agenzia o sulla base di una domanda riconvenzionale in un'azione per contraffazione, salvo che il titolare del marchio si conformi all'articolo 74 quinquies procedendo a una modifica del regolamento d'uso.

Articolo 74 duodecies

Delega di poteri

La Commissione ha il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163 per specificare il termine di cui all'articolo 74 quater, paragrafo 1, per la presentazione all'Agenzia del regolamento per contenuto formale dei regolamenti che disciplinano l'uso del marchio collettivo dell'Unione europea di certificazione e il contenuto del regolamento ai sensi dell'articolo 74 quater, paragrafo 2.";[Em. 55]

64)  l'articolo 75 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 75

Forma delle decisioni e delle comunicazioni dell'Agenzia

1.  Le decisioni dell'Agenzia sono motivate. Esse devono essere fondate esclusivamente sui motivi o mezzi di prova in merito ai quali le parti hanno potuto presentare le proprie deduzioni.

2.  Qualsiasi decisione, notificazione o comunicazione dell'Agenzia reca l'indicazione dell'organo o della divisione dell'Agenzia ed i nomi dei funzionari responsabili. Detti documenti devono essere firmati dai funzionari responsabili o, in mancanza di firma, recare il bollo dell'Agenzia apposto o prestampato. Il direttore esecutivo può consentire che si usino altri mezzi per indicare l'organo o la divisione dell'Agenzia e il nome dei funzionari responsabili ovvero un contrassegno diverso dal bollo per le decisioni, le notificazioni e le comunicazioni dell'Agenzia effettuate mediante telecopia od altri mezzi tecnici di comunicazione.";

"

65)  all'articolo 76, paragrafo 1, è aggiunta la seguente frase:"

"Nei procedimenti di nullità ai sensi dell'articolo 52, l'Agenzia limita l'esame ai motivi e agli argomenti presentati dalle parti.";

"

66)  all'articolo 78 è aggiunto il seguente paragrafo :"

"5. Il direttore esecutivo dell'Agenzia determina gli importi delle spese da pagare, compresi gli acconti, per quanto riguarda i costi di istruzione di cui all'articolo 93 bis, lettera b).";

"

67)  l'articolo 79 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 79

Notifica

1.  L'Agenzia notifica, d'ufficio, agli interessati tutte le decisioni e citazioni, nonché le comunicazioni che fanno decorrere un termine o la cui notifica è prevista da altre disposizioni del presente regolamento o da atti delegati ai sensi del presente regolamento o è prescritta dal direttore esecutivo dell'Agenzia.

2.  Il direttore esecutivo può stabilire quali documenti, diversi dalle decisioni soggette a termine per il ricorso e la citazione, vadano notificati con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

3.  La notificazione può essere eseguita con mezzi elettronici. Il direttore esecutivo ne determina le modalità.

4.  Quando la notificazione è effettuata mediante affissione di avviso, il direttore esecutivo stabilisce le modalità di affissione e fissa la data di inizio del periodo di un mese allo scadere del quale il documento si considera notificato.";

"

68)  sono inseriti i seguenti articoli :"

"Articolo 79 bis

Constatazione della perdita di un diritto

L'Agenzia informa l'interessato ai sensi dell'articolo 79 nei casi in cui constati che in base al regolamento o agli atti delegati adottato ai sensi del presente regolamento si è verificata la perdita di un diritto senza che sia stata pronunciata una decisione. L'interessato può chiedere che venga adottata una decisione. L'Agenzia adotta una tale decisione solo se non condivide il parere del richiedente; in caso contrario l'Agenzia rettifica la propria constatazione e ne informa il richiedente.

Articolo 79 ter

Comunicazioni all'Agenzia

Le comunicazioni destinate all'Agenzia possono essere effettuate con mezzi elettronici. Il direttore esecutivo determina la portata e le condizioni tecniche secondo le quali dette comunicazioni possono essere presentate per via elettronica.

Articolo 79 quater

Termini

1.  Il calcolo e la durata dei I termini sono disciplinati da norme adottate conformemente all'articolo 93 bis, lettera f) fissati in anni, mesi, settimane o giorni. Ha inizio il giorno successivo al giorno nel quale l'evento in questione si è svolto. [Em. 56]

2.  Prima dell'inizio di ciascun anno civile il direttore esecutivo dell'Agenzia stabilisce i giorni in cui l'Agenzia non è aperta per il ricevimento dei documenti o in cui la posta ordinaria non è recapitata nella località in cui l'Agenzia ha sede.

3.  Il direttore esecutivo stabilisce la durata del periodo di interruzione in caso di interruzione generale della consegna della posta nello Stato membro in cui l'Agenzia ha sede o in caso di interruzione effettiva del collegamento dell'Agenzia con i mezzi elettronici di comunicazione ammessi.

4.  Se circostanze eccezionali quali catastrofi naturali o scioperi interrompono o perturbano le normali comunicazioni tra le parti nella procedura e l'Agenzia o viceversa, il direttore esecutivo dell'Agenzia può stabilire che, per le parti nella procedura che hanno la loro residenza o la loro sede nello Stato interessato o che hanno designato un rappresentante con indirizzo nello Stato interessato, tutti i termini che altrimenti scadrebbero alla data o dopo la data d'inizio di tali circostanze, secondo quanto da lui stesso determinato, siano prorogati sino ad una data fissata dal direttore esecutivo. Nel determinare la data, egli valuta il momento in cui le circostanze eccezionali hanno fine. Se la circostanza eccezionale riguarda la sede dell'Agenzia, la decisione del direttore esecutivo specifica che essa si applica a tutte le parti nella procedura.

Articolo 79 quinquies

Correzione di errori e di sviste manifeste

L'Agenzia provvede a correggere gli errori linguistici o di trascrizione nonché le sviste manifeste contenuti nelle decisioni dell'Agenzia o gli errori tecnici attribuibili all'Agenzia commessi nella registrazione del marchio o nella pubblicazione della relativa registrazione. L'Agenzia tiene un registro di tali correzioni.";[Em. 57]

"

69)  l'articolo 80 è così modificato:

a)  al il paragrafo 1, prima frase, le parole "una decisione inficiata da un errore procedurale evidente" sono sostituite dalle parole "una decisione inficiata da un errore evidente"; è sostituito dal seguente:"

"1. Qualora l'Agenzia effettui un'iscrizione nel registro o adotti una decisione inficiate da un errore evidente che le sia imputabile, provvede a cancellare tale iscrizione o a revocare tale decisione. Qualora nella procedura vi sia una sola parte e l'iscrizione o l'atto ne ledano i diritti, la cancellazione o la revoca sono disposte anche se l'errore non era evidente alla parte."; [Em. 58]

"

b)  al il paragrafo 2, la seconda frase è sostituita dalla è sostituito dal seguente:"

"2. La cancellazione dell'iscrizione o la revoca della decisione di cui al paragrafo 1 sono disposte, d'ufficio o su istanza di una delle parti nella procedura, dall'organo che ha effettuato l'iscrizione o adottato la decisione. La cancellazione dell'iscrizione nel registro o la revoca della decisione sono disposte entro un anno dalla data di iscrizione nel registro o di adozione della decisione, sentite le parti nella procedura nonché gli eventuali titolari di diritti sul marchio europeo dell'Unione europea in questione che siano iscritti nel registro. L'Agenzia tiene un registro delle cancellazioni e delle revoche."; [Em. 59]

"

c)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Il presente articolo non pregiudica la facoltà delle parti di proporre ricorso ai sensi degli articoli 58 e 65 né la possibilità di correggere gli errori e le sviste manifeste ai sensi dell'articolo 79 quinquies. Qualora sia stato promosso ricorso contro una decisione dell'Agenzia contenente un errore, la procedura di ricorso diviene priva di oggetto a seguito della revoca della decisione da parte dell'Agenzia ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.";

"

70)  l'articolo 82 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il presente articolo non è applicabile ai termini previsti all'articolo 29, paragrafo 1, all'articolo 33, paragrafo 1, all'articolo 36, paragrafo 2, all'articolo 41, paragrafi 1 e 3, all'articolo 47, paragrafo 3, all'articolo 60, all'articolo 65, paragrafo 5, all'articolo 81 e all'articolo 112, nonché ai termini previsti al paragrafo 1 del presente articolo o ai termini previsti all'articolo 34 per rivendicare la preesistenza dopo la presentazione della domanda.";

"

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Se l'Agenzia accoglie la richiesta, le conseguenze dell'inosservanza del termine si considerano non avvenute. Se fra la scadenza del termine non rispettato e la richiesta di prosecuzione del procedimento è stata adottata una decisione, il dipartimento competente a decidere sull'atto omesso riesamina la decisione e, se il compimento dell'atto omesso stesso è sufficiente, prende una decisione diversa. Deve essere confermato per iscritto se la decisione originaria non deve essere modificata.";

"

71)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 82 bis

Interruzione del procedimento

Per l'interruzione o la ripresa del 1. Il procedimento, l'dinanzi all'Agenzia osserva le modalità definite conformemente all'articolo 93 bis, lettera i)." è interrotto nei casi seguenti:

   a) in caso di decesso o incapacità di agire del richiedente o del titolare di un marchio dell'Unione europea, ovvero della persona facoltizzata, in forza del diritto nazionale del richiedente o del titolare del marchio comunitario, a rappresentare l'uno o l'altro. Tuttavia, se questi eventi non hanno effetto sui poteri del rappresentante designato in applicazione dell'articolo 93, la procedura è interrotta soltanto su domanda del rappresentante;
   b) se il richiedente o il titolare di un marchio dell'Unione europea si trovano nell'impossibilità giuridica di proseguire il procedimento dinanzi all'Agenzia a causa di un'azione intentata contro i loro prodotti;
   c) in caso di decesso o di incapacità del rappresentante del richiedente o del titolare di un marchio dell'Unione europea o se egli si trova per motivi giuridici nell'impossibilità di proseguire il procedimento dinanzi all'Agenzia a causa di un'azione intentata contro i suoi prodotti.

2.  Se conosce l'identità della persona facoltizzata a proseguire dinanzi ad essa il procedimento nei casi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), l'Agenzia comunica a questa persona ed eventualmente alle altre parti che il procedimento sarà ripreso alla scadenza di un preciso termine fissato dall'Agenzia.

3.  Nel caso cui al paragrafo 1, lettera c), il procedimento è ripreso quando l'Agenzia è informata della nomina di un nuovo rappresentante del richiedente o quando l'Agenzia ha notificato alle altre parti la nomina di un nuovo rappresentante del titolare di un marchio dell'Unione europea. Se, entro tre mesi a decorrere dall'inizio dell'interruzione del procedimento, non ha ricevuto la nomina di un nuovo rappresentante, l'Agenzia comunica al richiedente o al titolare del marchio dell'Unione europea che:

   a) nei casi in cui si applica l'articolo 92, paragrafo 2, la domanda di marchio dell'Unione europea è considerata ritirata se l'annuncio non è fatto nei due mesi che seguono tale notifica; oppure
   b) nei casi cui non si applica l'articolo 92, paragrafo 2 del regolamento, il procedimento è ripreso con il richiedente o con il titolare del marchio dell'Unione europea a decorrere dal giorno di tale notifica.

4.  i termini in corso nei riguardi del richiedente o del titolare del marchio europeo alla data di interruzione del procedimento, eccettuato il termine di pagamento dei diritti di rinnovo, ricominciano a decorrere per intero dal giorno della ripresa del procedimento."; [Em. 60]

"

72)  l'articolo 83 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 83

Riferimento ai principi generali

In assenza di una disposizione di procedura nel presente regolamento o in atti delegati adottati in virtù del presente regolamento, l'Agenzia prende in considerazione i principi di diritto processuale riconosciuti negli Stati membri.";

"

73)  all'articolo 85, il paragrafo 1, le parole "alle condizioni previste dal regolamento di esecuzione" sono sostituite dalle parole "alle condizioni previste ai sensi dell'articolo 93 bis, lettera i)." è sostituito dal seguente:"

"1. La parte soccombente in una procedura di opposizione, di decadenza, di nullità o di ricorso sopporta l'onere delle tasse versate dall'altra parte nonché, fatte salve le disposizioni dell'articolo 119, paragrafo 6, tutte le spese sostenute dalla medesima, indispensabili ai fini delle procedure, comprese le spese di spostamento e di soggiorno e la retribuzione di un agente, consulente o avvocato, entro i limiti delle tariffe fissate, per ciascuna categoria di spese."; [Em. 61]

"

74)  all'articolo 86, paragrafo 2, la seconda frase è sostituita dalla seguente:"

"Ogni Stato membro designa un'autorità responsabile della verifica dell'autenticità della decisione e ne comunica le coordinate all'Agenzia, alla Corte di giustizia e alla Commissione. La formula esecutiva è apposta alla decisione da detta autorità, con la sola verifica dell'autenticità della decisione.";

"

75)  l'articolo 87 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 87

Registro dei marchi dell'Unione europea

1.  L'Agenzia tiene un registro nel quale sono riportate tutte le indicazioni di cui il presente regolamento o atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento prescrivono la registrazione o la menzione. L'Agenzia dei marchi dell'Unione europea e lo tiene aggiornato il registro. [Em. 62]

2.  Il registro è aperto alla consultazione pubblica. Può essere tenuto elettronicamente.

3.  L'Agenzia mantiene una banca dati elettronica contenente tutti gli elementi relativi alle domande di registrazione dei marchi dell'Unione europea e alle iscrizioni nel registro. Il contenuto della banca dati può essere messo a disposizione del pubblico. Il direttore esecutivo stabilisce le condizioni di accesso alla banca dati e il modo in cui il contenuto di tale banca dati può essere messo a disposizione tramite lettura elettronica, nonché le relative tariffe.";

"

76)  l'articolo 88 è così modificato:

a)  nel titolo le parole "Consultazione pubblica" sono sostituite dalle parole "Consultazione pubblica e conservazione dei fascicoli";

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Quando i fascicoli sono consultati a norma dei paragrafi 2 o 3, possono essere esclusi dalla consultazione determinati documenti. Il direttore esecutivo stabilisce i mezzi di consultazione.

5.  L'Agenzia conserva i fascicoli delle procedure relative alle domande di marchio dell'Unione europea o alle registrazioni dei marchi dell'Unione europea. Il direttore esecutivo stabilisce la forma in cui i fascicoli sono conservati. I fascicoli possono essere conservati in formato elettronico. I documenti originali che costituiscono la base dei fascicoli elettronici sono eliminati dopo un periodo successivo al ricevimento da parte dell'Agenzia stabilito dal direttore esecutivo.";

"

77)  l'articolo 89 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 89

Pubblicazioni periodiche

1.  L'Agenzia pubblica periodicamente:

   a) un Bollettino dei marchi dell'Unione europea contenente le iscrizioni annotate nel registro, nonché tutte le altre indicazioni la cui pubblicazione è prescritta dal presente regolamento o da atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento; [Em. 63]
   b) una Gazzetta ufficiale contenente le comunicazioni e le informazioni di carattere generale emanate dal direttore esecutivo dell'Agenzia nonché ogni altra informazione relativa al presente regolamento o alla sua applicazione.

Le pubblicazioni di cui alle lettere a) e b) possono essere effettuate mediante mezzi elettronici.

2.  Il Bollettino dei marchi dell'Unione europea viene pubblicato secondo modalità e con la frequenza stabilite dal direttore esecutivo.

3.  Il direttore esecutivo può stabilire che taluni elementi siano pubblicati nella Gazzetta ufficiale in tutte le lingue ufficiali dell'Unione.";

"

78)  l'articolo 92 è così modificato:

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Fatto salvo il paragrafo 3, seconda frase, le persone fisiche e giuridiche che non hanno domicilio né sede né una stabile organizzazione industriale o commerciale effettiva e seria nell'Unione devono essere rappresentate dinanzi all'Agenzia, conformemente all'articolo 93, paragrafo 1, in ogni procedimento previsto dal presente regolamento, salvo per quanto concerne il deposito di una domanda di marchio dell'Unione europea.

In deroga al primo comma, le persone fisiche e giuridiche di cui allo stesso comma non devono essere rappresentate dinanzi all'Agenzia nei casi stabiliti ai sensi dell'articolo 93 bis, lettera p)."; [Em. 64]

"

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Se sono soddisfatte le condizioni stabilite ai sensi dell'articolo 93 bis, lettera o), viene nominato un rappresentante comune." [Em. 65]

"

79)  l'articolo 93 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. La rappresentanza delle persone fisiche e giuridiche dinanzi all'Agenzia può essere assunta soltanto:

   a) da avvocati che siano abilitati a esercitare in uno Stato membro e abbiano domicilio professionale nell'Unione, purché possano agire in tale Stato quali mandatari in materia di marchi;
   b) da mandatari abilitati iscritti nell'elenco tenuto dall'Agenzia.

I rappresentanti operanti dinanzi all'Agenzia devono, su richiesta dell'Agenzia, depositarvi una procura firmata, da inserire nel fascicolo.";

"

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Il direttore esecutivo dell'Agenzia può concedere una deroga:

   a) alle disposizioni del paragrafo 2, lettera c), seconda frase, se il richiedente fornisce la prova di aver acquisito in altro modo la qualificazione richiesta;
   b) alle disposizioni del paragrafo 2, lettera a), nel caso di professionisti altamente qualificati, purché siano soddisfatti i requisiti di cui al paragrafo 2, lettere b) e c).";

"

c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:"

"5. Le condizioni alle quali una persona può essere cancellata dall'elenco dei mandatari abilitati sono determinate conformemente all'articolo 93 bis, lettera p)."; [Em. 66]

"

80)  nel titolo IX è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 5

Attribuzione di poteri

Articolo 93 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) i requisiti in materia di forma delle decisioni di cui all'articolo 75;
   b) le modalità della procedura orale e dell'istruttoria di cui agli articoli 77 e 78;
   c) le modalità della notifica di cui all'articolo 79;
   d) la procedura di constatazione della perdita di un diritto di cui all'articolo 79 bis;
   e) le norme in materia di mezzi di comunicazione, compresi i mezzi di comunicazione elettronici di cui all'articolo 79 ter, che devono utilizzare le parti del procedimento dinanzi all'Agenzia e i moduli che deve fornire l'Agenzia;
   f) le disposizioni che regolano il calcolo e la durata dei termini di cui all'articolo 79 quater, paragrafo 1;
   g) la procedura per la correzione degli errori linguistici o di trascrizione e delle sviste manifeste contenuti nelle decisioni dell'Agenzia e degli errori tecnici attribuibili all'Agenzia commessi nella registrazione del marchio o nella pubblicazione della registrazione di cui all'articolo 79 quinquies;
   h) la procedura di revoca di una decisione o di cancellazione di un'iscrizione nel registro di cui all'articolo 80, paragrafo 1;
   i) le modalità di interruzione e di ripresa del procedimento dinanzi all'Agenzia di cui all'articolo 82 bis;
   j) le procedure riguardanti la ripartizione e la fissazione delle spese di cui all'articolo 85, paragrafo 1; [Em. 67]
   k) le indicazioni da iscrivere nel Registro di cui all'articolo 87, paragrafo 1; [Em. 68]
   l) la procedura di consultazione del fascicolo di cui all'articolo 88, ivi comprese le parti del fascicolo escluse dalla consultazione, e le modalità di conservazione dei fascicoli dell'Agenzia di cui all'articolo 88, paragrafo 5; [Em. 69]
   m) le modalità di pubblicazione delle indicazioni e delle iscrizioni di cui all'articolo 89, paragrafo 1, lettera a), nel Bollettino dei marchi dell'Unione europea, compreso il tipo di informazioni e le lingue in cui le indicazioni e le iscrizioni devono essere pubblicate;
   n) la frequenza, la forma e le lingue in cui devono essere effettuate le pubblicazioni ufficiali dell'Agenzia di cui all'articolo 89, paragrafo 1, lettera b);
   o) le modalità dello scambio di informazioni e delle comunicazioni tra l'Agenzia e le autorità degli Stati membri e della consultazione dei fascicoli da parte o per il tramite delle autorità giudiziarie o delle altre autorità competenti degli Stati membri ai sensi dell'articolo 90;
   p) le deroghe all'obbligo di farsi rappresentare dinanzi all'Agenzia ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 2, le condizioni per la nomina di un rappresentante comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 4, le condizioni alle quali i dipendenti di cui all'articolo 92, paragrafo 3, e i mandatari abilitati di cui all'articolo 93, paragrafo 1, devono presentare all'Agenzia una procura firmata per poter esercitare la rappresentanza, il contenuto dell'autorizzazione e le condizioni alle quali una persona può essere cancellata dall'elenco dei mandatari abilitati di cui all'articolo 93, paragrafo 5."; [Em. 70]

"

81)  nel titolo XI, il titolo della sezione 1 è sostituito dal seguente:"

"Applicazione della normativa dell'Unione in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale";

"

82)  l'articolo 94 è così modificato:

a)  il titolo è sostituito dal seguente:"

"Applicazione della normativa dell'Unione in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale";

"

b)  al il paragrafo 1, le parole "il regolamento (CE) n. 44/2001" sono sostituite dalle parole "la normativa dell'Unione in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale."; è sostituito dal seguente:"

"1. Salvo disposizione contraria del presente regolamento, alle procedure concernenti i marchi dell'Unione europea e le domande di marchio dell'Unione europea, nonché alle procedure concernenti le azioni simultanee o successive promosse sulla base di marchi dell'Unione europea e di marchi nazionali si applica la normativa dell'Unione in materia di competenza giurisdizionale nonché di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale."; [Em. 71]

"

c)  è aggiunto il seguente paragrafo :"

"3. I riferimenti al regolamento (CE) n. 44/2001 contenuti nel presente regolamento includono, se del caso, l'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca sulla giurisdizione e il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, concluso il 19 ottobre 2005.";

"

83)  all'articolo 96, lettera c), le parole "articolo 9, paragrafo 3, seconda frase" sono sostituite dalle parole "articolo 9 ter, paragrafo 2";

84)  all'articolo 99, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Nelle azioni di cui all'articolo 96, lettere a) e c), l'eccezione di decadenza o di nullità del marchio dell'Unione europea presentata in una forma diversa da quella della domanda riconvenzionale è ammessa qualora il convenuto invochi la decadenza dei diritti del titolare del marchio dell'Unione europea per scarsa utilizzazione dello stesso all'epoca in cui l'azione in materia di contraffazione è stata promossa.";

"

85)  l'articolo 100 è così modificato:

a)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Il tribunale dei marchi dell'Unione europea presso il quale viene proposta una domanda riconvenzionale di decadenza o di nullità di un marchio dell'Unione europea non procede all'esame della domanda riconvenzionale fintanto che la parte interessata o il tribunale non abbiano informato l'Agenzia della data in cui la domanda riconvenzionale è stata presentata. L'Agenzia inserisce detta informazione nel registro. Se una domanda di decadenza o di nullità del marchio dell'Unione europea è pendente dinanzi all'Agenzia, l'Agenzia informa il tribunale il quale sospende il procedimento fino all'adozione della decisione finale sulla domanda o al ritiro della domanda.";

"

b)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:"

"6. Se un tribunale dei marchi dell'Unione europea ha pronunciato una sentenza, poi passata in giudicato, in merito a una domanda riconvenzionale di decadenza o di nullità di un marchio dell'Unione europea, il tribunale o una qualsiasi delle parti del procedimento nazionale ne trasmette immediatamente copia all'Agenzia. L'Agenzia o ogni altra parte interessata possono chiedere informazioni in merito a tale trasmissione. L'Agenzia iscrive nel registro la menzione della sentenza e adotta tutte le misure necessarie per conformarsi al dispositivo.";

"

86)  all'articolo 102, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il tribunale dei marchi dell'Unione europea può anche applicare misure o ordini ai sensi del diritto applicabile che ritiene opportuni nelle circostanze del caso.";

"

87)  l'articolo 108 è soppresso;

88)  all'articolo 113, il paragrafo 3, le parole "nonché le condizioni formali del regolamento di esecuzione" sono sostituite dalle parole "nonché le condizioni formali stabilite ai sensi dell'articolo 114 bis." è sostituito dal seguente:"

"3. L'Agenzia controlla se la trasformazione richiesta soddisfa le condizioni del presente regolamento, in particolare dell'articolo 112, paragrafi 1, 2, 4, 5 e 6 e del paragrafo 1 del presente articolo, nonché le condizioni formali stabilite ai sensi dell'articolo 114 bis. Se tali condizioni sono soddisfatte, l'Agenzia trasmette l'istanza di trasformazione ai servizi centrali per la proprietà industriale degli Stati membri in essa menzionati."; [Em. 72]

"

89)  all'articolo 114, il paragrafo 2, le parole "dal regolamento di esecuzione" sono sostituite dalle parole "dagli atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento". è sostituito dal seguente:"

"2. Una domanda di marchio dell'Unione europea o un marchio dell'Unione europea trasmessi conformemente all'articolo 113 non possono, per quanto concerne la loro forma, essere assoggettati dalla legge nazionale a condizioni diverse da quelle previste dal presente regolamento o dagli atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento, né a condizioni supplementari."; [Em. 73]

"

90)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 114 bis

Delega di poteri

La Commissione ha il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare le condizioni formali che l'istanza di trasformazione di una domanda di marchio dell'Unione europea deve rispettare, nonché le modalità di esame e di pubblicazione.";

"

91)  all'articolo 116, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Fatto salvo il paragrafo 1, l'Agenzia può avvalersi di esperti nazionali distaccati o di altro personale non impiegato dall'Agenzia. Il consiglio direttivo adotta una decisione in cui stabilisce le norme relative al distacco di esperti nazionali all'Agenzia.";

"

92)  Alll'articolo 117, le parole "all'Ufficio" sono sostituite dalle parole "all'Agenzia e al suo personale".è sostituito dal seguente:"

"Il protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea si applica all'Agenzia e al suo personale."; [Em. 74]

"

93)  l'articolo 119 è così modificato:

a)  al paragrafo 6, secondo comma, la seconda frase è sostituita dalla seguente:"

"La traduzione viene presentata entro il periodo stabilito ai sensi dell'articolo 144 bis, lettera b).";

"

b)  è aggiunto il seguente paragrafo :"

"8. Il direttore esecutivo stabilisce le modalità di autenticazione delle traduzioni.";

"

94)  all'articolo 120, il paragrafo 1, le parole "dal regolamento di esecuzione" sono sostituite dalle parole "dagli atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento." è sostituito dal seguente:"

"1. La domanda di marchio dell'Unione europea di cui all'articolo 26, paragrafo 1, è pubblicata in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea, così come tutte le altre informazioni la cui pubblicazione è prescritta dal presente regolamento o dagli atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento."; [Em. 75]

"

95)  l'articolo 122 è soppresso;

96)  l'articolo 123 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 123

Trasparenza

1.  Il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio* si applica ai documenti in possesso dell'Agenzia.

2.  Il consiglio direttivo adotta le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.

3.  Le decisioni adottate dall'Agenzia in applicazione dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono costituire oggetto di denuncia presso il Mediatore o di un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alle condizioni previste rispettivamente agli articoli 228 e 263 del trattato.

4.  Il trattamento di dati personali da parte dell'Agenzia è soggetto al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio**.

___________________

* Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

** Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).";

"

97)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 123 bis

Norme di sicurezza per la protezione delle informazioni classificate e delle informazioni sensibili non classificate

L'Agenzia applica i principi di sicurezza contenuti nelle norme di sicurezza della Commissione per la protezione delle informazioni classificate dell'Unione europea (ICUE) e delle informazioni sensibili non classificate stabilite nell'allegato della decisione 2001/844/CE, CECA, Euratom della Commissione*. L'applicazione dei principi di sicurezza comporta, tra l'altro, disposizioni relative allo scambio, al trattamento e all'archiviazione delle informazioni classificate.

_____________________

* Decisione 2001/844/CE, CECA, Eurtamo della Commissione, del 29 novembre 2001, che modifica il regolamento interno della Commissione (GU L 317 del 3.12.2001, pag. 1.)";

"

98)  nel titolo XII è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 1 bis

Compiti dell'Agenzia e cooperazione per promuovere la convergenza

Articolo 123 ter

Compiti dell'Agenzia

1.  All'Agenzia sono attribuiti i seguenti compiti:

   a) l'amministrazione e la promozione del sistema del marchio dell'Unione europea istituito dal presente regolamento;
   b) l'amministrazione e la promozione del sistema dei disegni europei istituito dal regolamento (CE) n. 6/2002*;
   c) la promozione della convergenza delle pratiche e degli strumenti in materia di marchi, disegni e modelli in collaborazione con gli uffici centrali della proprietà industriale degli Stati membri, incluso l'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale;
   d) i compiti di cui al regolamento (UE) n. 386/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio**;
   d bis) i compiti che le conferisce la direttiva 2012/28/UE del Parlamento europeo e del Consiglio***. [Em. 76]

2.  L'Agenzia coopera con le istituzioni, le autorità, gli organismi, gli uffici della proprietà industriale, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative in relazione ai compiti di cui al paragrafo 1.

3.  L'Agenzia può fornire un servizio volontario di mediazione e arbitrato al fine di aiutare le parti a raggiungere una composizione amichevole. [Em. 77]

Articolo 123 quater

Cooperazione per promuovere la convergenza delle pratiche e degli strumenti

1.  L'Agenzia, gli uffici della proprietà industriale degli Stati membri e l'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale cooperano tra di loro per promuovere la convergenza delle pratiche e degli strumenti in materia di marchi, disegni e modelli.

La cooperazione riguarda, tra l'altro, i seguenti settori di attività: [Em. 78]

   a) lo sviluppo di criteri comuni di esame;
   b) la creazione di banche dati e portali comuni o collegati a fini di consultazione, ricerca e classificazione in tutta l'Unione;
   c) la fornitura e lo scambio continui di dati e di informazioni, ivi compresa l'alimentazione delle banche dati e dei portali di cui alla lettera b);
   d) l'attuazione di norme e pratiche comuni per garantire l'interoperabilità tra le procedure e i sistemi in tutta l'Unione e per migliorarne l'uniformità, l'efficienza e l'efficacia;
   e) la condivisione di informazioni sui diritti di proprietà industriale e sulle procedure in materia, compreso il sostegno reciproco ai servizi di assistenza e ai centri di informazione;
   f) lo scambio di competenze e di assistenza tecnica in relazione ai settori di cui alle lettere da a) a e).

2.  L'Agenzia definisce, elabora e coordina progetti comuni di interesse europeo per l'Unione e gli Stati membri per quanto riguarda i settori di cui al paragrafo 1. La definizione dei progetti contiene stabilisce gli obblighi e le responsabilità specifiche di ogni ufficio della proprietà industriale partecipante degli Stati membri partecipante e dell'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale. In tutte le fasi dei progetti comuni, l'Agenzia consulta i rappresentanti degli utilizzatori. [Em. 79]

3.  Gli uffici centrali della proprietà industriale degli Stati membri e l'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale partecipano in maniera effettiva ai progetti comuni di cui al paragrafo 2 al fine di assicurarne lo sviluppo, il funzionamento, l'interoperabilità e l'aggiornamento.

Tuttavia, se il risultato di tali progetti porta allo sviluppo di strumenti che uno Stato membro ritiene, con decisione motivata, siano equivalenti a quelli già esistenti nello stesso Stato membro, la partecipazione al progetto di cooperazione non comporta l'obbligo di applicare il risultato in detto Stato membro. [Em. 80]

4.  L'Agenzia fornisce sostegno finanziario ai progetti comuni di interesse per l'Unione e per gli Stati membri di cui al paragrafo 2 nella misura in cui tale sostegno è necessario per assicurare l'effettiva partecipazione ai progetti degli uffici della proprietà industriale degli Stati membri e dell'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale ai sensi del paragrafo 3. Il sostegno finanziario può assumere la forma di sovvenzioni. L'importo complessivo del finanziamento non supera il 10% 20% delle entrate annue dell'Agenzia e copre l'importo minimo per ciascuno Stato membro a fini strettamente connessi alla partecipazione a progetti comuni. I beneficiari di sovvenzioni sono gli uffici centrali della proprietà industriale degli Stati membri e l'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale. Le sovvenzioni possono essere concesse senza pubblicazione di un invito a presentare proposte ai sensi delle disposizioni finanziarie applicabili all'Agenzia e conformemente ai principi delle procedure di concessione di sovvenzioni contenuti nel regolamento finanziario (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio**** e nel regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione*****. [Em. 81]

__________________________

* Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari (GU L 3 del 5.1.2002, pag. 1).

** Regolamento (UE) n. 386/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2012, che attribuisce all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) compiti inerenti al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui la convocazione di rappresentanti del settore pubblico e privato in un Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (GU L 129 del 16.5.2012, pag. 1).

*** Direttiva 2012/28/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, su taluni utilizzi consentiti di opere orfane (GU L 299 del 27.10.2012, pag. 5).

**** Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

***** Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).";

"

99)  nel titolo XII, le sezioni 2 e 3 sono sostituite dalle seguenti:"

"SEZIONE 2

Consiglio direttivo

Articolo 124

Funzioni del consiglio direttivo

1.  Fatte salve le funzioni attribuite dalla sezione 5 al comitato del bilancio, il consiglio direttivo ha le funzioni definite in appresso:

   a) il consiglio direttivo adotta il programma di lavoro annuale dell'Agenzia per l'anno successivo, sulla base del progetto presentato dal direttore esecutivo, conformemente all'articolo 128, paragrafo 4, lettera c), e sentito il parere della Commissione, e una volta adottato lo trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione;
   b) sulla base del progetto presentato dal direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 128, paragrafo 4, lettera d), e tenendo conto del parere della Commissione, il consiglio direttivo adotta il programma strategico pluriennale dell'Agenzia, comprensivo della strategia dell'Agenzia per la cooperazione internazionale, dopo uno scambio di opinioni tra il direttore esecutivo e la commissione competente del Parlamento europeo, e una volta adottato lo trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione;
   c) sulla base del progetto presentato dal direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 128, paragrafo 4, lettera f), il consiglio direttivo adotta la relazione annuale, e una volta adottata la trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti;
   d) sulla base del progetto presentato dal direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 128, paragrafo 4, lettera g), il consiglio direttivo adotta il piano pluriennale in materia di politica del personale;
   e) il consiglio direttivo adotta le norme in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse nell'Agenzia;
   f) ai sensi del paragrafo 2, esercita, in relazione al personale dell'Agenzia, i poteri di autorità con potere di nomina demandati dallo statuto dei funzionari all'autorità che ha il potere di nomina e dal regime applicabile agli altri agenti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione ("poteri dell'autorità con potere di nomina"); [Em. 83]
   g) il consiglio direttivo adotta adeguate modalità per garantire l'attuazione dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti conformemente all'articolo 110 dello statuto dei funzionari;
   h) il consiglio direttivo nomina e può rimuovere dall'incarico il direttore esecutivo e i vicedirettori esecutivi ai sensi dell'articolo 129, e nomina il presidente delle commissioni di ricorso e i presidenti e i membri delle singole commissioni di ricorso ai sensi dell'articolo 136;
   i) il consiglio direttivo assicura un seguito adeguato alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit interne o esterne e dalle valutazioni di cui all'articolo 165 bis, nonché dalle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);
   i bis) il consiglio direttivo definisce ed elabora progetti comuni di interesse per l'Unione e gli Stati membri in conformità con l'articolo 123 quater; [Em. 82]
   j) il consiglio direttivo viene consultato prima dell'adozione delle direttive concernenti l'esame effettuato presso l'Agenzia e negli altri casi previsti dal presente regolamento;
   k) il consiglio direttivo può presentare pareri e chiedere informazioni al direttore esecutivo e alla Commissione, qualora lo ritenga necessario.

2.  Il consiglio direttivo adotta, conformemente all'articolo 110 dello statuto dei funzionari e all'articolo 142 del regime applicabile agli altri agenti, una decisione basata sull'articolo 2, paragrafo 1, dello statuto dei funzionari e sull'articolo 6 del regime applicabile agli altri agenti, con cui delega al direttore esecutivo i poteri pertinenti di autorità con potere di nomina e definisce le condizioni nelle quali tali poteri possono essere sospesi.

Il direttore esecutivo è autorizzato a subdelegare tali poteri.

Se circostanze eccezionali lo richiedono, il consiglio direttivo può, mediante decisione, sospendere temporaneamente i poteri di autorità con potere di nomina delegati al direttore esecutivo, nonché i poteri subdelegati da quest'ultimo, per esercitarli esso stesso o delegarli, per un periodo di tempo limitato, a uno dei suoi membri o a un membro del personale diverso dal direttore esecutivo. [Em. 84]

Articolo 125

Composizione del consiglio direttivo

1.  Il consiglio direttivo è composto da un rappresentante per ciascuno degli Stati membri e, da due rappresentanti della Commissione e da un rappresentante del Parlamento europeo, nonché dai rispettivi supplenti. [Em. 85]

2.  I membri del consiglio direttivo possono farsi assistere da consulenti o esperti, fatte salve le disposizioni del regolamento interno.

3.  La durata del mandato è di quattro anni. Il mandato può essere prorogato.

Articolo 126

Presidente del consiglio direttivo

1.  Il consiglio direttivo elegge fra i propri membri un presidente e un vicepresidente. Il vicepresidente sostituisce di diritto il presidente in caso di impedimento.

2.  Il mandato del presidente e del vicepresidente dura quattro anni. Il mandato è rinnovabile una volta. Se però essi cessano di far parte del consiglio direttivo nel corso del loro mandato, questo cessa automaticamente alla stessa data.

Articolo 127

Riunioni

1.  Il consiglio direttivo si riunisce su convocazione del suo presidente.

2.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni salvo decisione contraria del consiglio direttivo.

3.  Il consiglio direttivo tiene una riunione ordinaria una volta due volte all'anno. Esso si riunisce inoltre su iniziativa del suo presidente o su richiesta della Commissione, del Parlamento europeo o di un terzo degli Stati membri. [Em. 87]

4.  Il consiglio direttivo adotta il proprio regolamento interno.

5.  Il consiglio direttivo adotta le proprie decisioni a maggioranza assoluta dei membri. Tuttavia, per le decisioni che il consiglio direttivo è competente a prendere ai sensi dell'articolo 124, paragrafo 1, lettere a) e b), dell'articolo 126, paragrafo 1, e dell'articolo 129, paragrafi 2 e 43, è necessaria la maggioranza di due terzi dei membri. In entrambi i casi ciascun membro dispone di un solo voto. [Em. 88]

6.  Il consiglio direttivo può invitare osservatori a partecipare alle sue riunioni.

7.  L'Agenzia provvede al segretariato del consiglio direttivo.

SEZIONE 2 bis

Comitato esecutivo

Articolo 127 bis

Istituzione

Il consiglio direttivo può istituire un comitato esecutivo.

Articolo 127 ter

Funzioni e organizzazione

1.  Il comitato esecutivo assiste il consiglio direttivo.

2.  Il comitato esecutivo svolge le seguenti funzioni:

   a) prepara le decisioni che dovranno essere adottate dal consiglio direttivo;
   b) assieme al consiglio direttivo, assicura un seguito adeguato alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle diverse relazioni di audit interno ed esterno e valutazioni e dalle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);
   c) fatte salve le funzioni del direttore esecutivo, definite nell'articolo 128, assiste e consiglia il direttore esecutivo nell'attuazione delle decisioni del consiglio direttivo, al fine di rafforzare il controllo della gestione amministrativa.

3.  Se necessario, per motivi di urgenza, il comitato esecutivo può prendere talune decisioni provvisorie per conto del consiglio direttivo, in particolare su questioni di gestione amministrativa, tra cui la sospensione della delega dei poteri di autorità con potere di nomina.

4.  Il comitato esecutivo è composto dal presidente del consiglio direttivo, da un rappresentante della Commissione nel consiglio direttivo e da altri tre membri nominati dal consiglio direttivo tra i suoi membri. Il presidente del consiglio direttivo è anche presidente del comitato esecutivo. Il direttore esecutivo partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto.

5.  La durata del mandato dei membri del consiglio direttivo è di quattro anni. La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo coincide con la durata del loro mandato come membri del consiglio direttivo.

6.  Il comitato esecutivo tiene una riunione ordinaria almeno una volta ogni tre mesi. Si riunisce inoltre su iniziativa del presidente o su richiesta dei suoi membri.

7.  Il comitato esecutivo si conforma al regolamento interno stabilito dal consiglio direttivo. [Em. 86]

SEZIONE 3

Direttore esecutivo

Articolo 128

Funzioni del direttore esecutivo

1.  L'Agenzia è diretta dal direttore esecutivo. Il direttore esecutivo risponde al consiglio direttivo.

2.  Fatte salve le competenze della Commissione, del consiglio direttivo e del comitato del bilancio, il direttore esecutivo esercita le sue funzioni in piena indipendenza e non sollecita né accetta istruzioni da governi o altri organismi.

3.  Il direttore esecutivo è il rappresentante legale dell'Agenzia.

4.  Il direttore esecutivo svolge in particolare le seguenti funzioni:

   a) prende tutti i provvedimenti opportuni per il funzionamento dell'Agenzia, in particolare adotta norme amministrative interne e provvede alla pubblicazione di comunicazioni;
   b) attua le decisioni adottate dal consiglio direttivo;
   c) elabora il progetto di programma di lavoro annuale indicante la stima delle risorse umane e finanziarie per ogni attività e lo sottopone al consiglio direttivo, previa consultazione della Commissione;
   d) prepara il progetto di programma strategico pluriennale, comprendente la strategia di cooperazione internazionale dell'Agenzia, e lo presenta al consiglio direttivo, previa consultazione della Commissione e a seguito di uno scambio di opinioni con la commissione competente del Parlamento europeo;
   e) mette in atto il programma di lavoro annuale e il programma strategico pluriennale e riferisce sulla loro attuazione al consiglio direttivo;
   f) elabora la relazione annuale sull'attività dell'Agenzia e la presenta al consiglio direttivo per l'approvazione;
   g) elabora il progetto di piano pluriennale in materia di politica del personale e lo presenta al consiglio direttivo, previa consultazione della Commissione;
   h) elabora un piano di azione tenendo conto delle conclusioni delle relazioni e delle valutazioni di audit interne o esterne e delle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), e riferisce sui progressi due volte l'anno alla Commissione e al consiglio direttivo;
   i) tutela gli interessi finanziari dell'Unione mediante l'applicazione di misure di prevenzione contro le frodi, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita, attraverso controlli effettivi e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, il recupero delle somme indebitamente corrisposte nonché, se del caso, mediante l'applicazione di sanzioni amministrative e finanziarie effettive, proporzionate e dissuasive;
   j) elabora la strategia antifrode dell'Agenzia e la presenta al comitato del bilancio per l'approvazione;
   k) al fine di garantire l'applicazione uniforme del regolamento, può trasmettere alla commissione di ricorso allargata questioni di diritto, in particolare se le commissioni di ricorso hanno emesso decisioni divergenti al riguardo;
   l) compila lo stato di previsione delle entrate e delle spese e dà esecuzione al bilancio dell'Agenzia;
   l bis) fatti salvi gli articoli 125 e 136 esercita, in relazione al personale dell'Agenzia, i poteri demandati dallo statuto dei funzionari all'autorità che ha il potere di nomina e dal regime applicabile agli altri agenti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione ("poteri dell'autorità con potere di nomina"); [Em. 91]
   m) esercita i poteri nei confronti del personale che gli sono attribuiti dal consiglio direttivo ai sensi dell'articolo 124, paragrafo 1, lettera f); [Em. 89]
   m bis) può sottoporre alla Commissione una proposta di modifica del presente regolamento, degli atti delegati adottati a norma del presente regolamento e di ogni altra regola applicabile ai marchi dell'Unione europea previa consultazione del consiglio direttivo e, per quanto riguarda le tasse e le disposizioni in materia di bilancio stabilite dal presente regolamento, del comitato del bilancio; [Em. 90]
   n) esercita i poteri che gli sono conferiti dall'articolo 26, paragrafo 3, dall'articolo 29, paragrafo 5, dall'articolo 30, paragrafo 2, dall'articolo 45, paragrafo 3, dall'articolo 75, paragrafo 2, dall'articolo 78, paragrafo 5, dall'articolo 79, dall'articolo 79 ter, dall'articolo 79 quater, dall'articolo 87, paragrafo 3, dall'articolo 88, dall'articolo 89, dall'articolo 93, paragrafo 4, dall'articolo 119, paragrafo 8, e dall'articolo 144, conformemente ai criteri stabiliti dal presente regolamento e dagli atti delegati adottati ai sensi del presente regolamento;
   o) può delegare le sue funzioni.

5.  Il direttore esecutivo è assistito da uno o più vicedirettori esecutivi. In caso di assenza o di impedimento del direttore esecutivo, il vicedirettore esecutivo o uno dei vicedirettori esecutivi lo sostituisce in conformità della procedura fissata dal consiglio direttivo.

Articolo 129

Nomina e rimozione dall'incarico del direttore esecutivo e proroga del suo incarico

1.  Il direttore esecutivo è assunto come agente temporaneo dell'Agenzia ai sensi dell'articolo 2, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti.

2.  Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio direttivo, sulla base di un elenco di almeno tre candidati proposto dalla da un comitato di preselezione del consiglio direttivo composto da rappresentanti degli Stati membri, della Commissione e del Parlamento europeo, seguendo una procedura di selezione aperta e trasparente e previa pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o altrove di un invito a manifestare interesse. Prima della nomina, il candidato selezionato dal consiglio direttivo può essere invitato a fare una dichiarazione dinanzi alle commissioni competenti del Parlamento europeo e a rispondere alle domande dei membri delle commissioni. Per la conclusione del contratto con il direttore esecutivo, l'Agenzia è rappresentata dal presidente del consiglio direttivo.

Il direttore esecutivo può essere rimosso dall'incarico solo su decisione del consiglio direttivo su proposta della Commissione europea, previa elaborazione di una relazione di valutazione da parte della Commissione su richiesta del Consiglio direttivo o del Parlamento europeo.

3.  Il mandato del direttore esecutivo è di cinque anni Entro la fine di tale periodo, la Commissione il consiglio direttivo effettua una valutazione che tiene conto della valutazione dell'operato del direttore esecutivo, nonché dei compiti e delle sfide futuri dell'Agenzia. Il consiglio direttivo può prorogare una sola volta per un massimo di cinque anni il mandato del direttore esecutivo. Il consiglio direttivo, nell'adottare le sue decisioni sulla proroga del mandato del direttore esecutivo, tiene conto della relazione di valutazione della Commissione sulla prestazione del direttore esecutivo, nonché delle mansioni e delle sfide future dell'Agenzia.

4.  Agendo su proposta della Commissione, la quale tiene conto della valutazione di cui al paragrafo 3, il consiglio direttivo può prorogare il mandato del direttore esecutivo una sola volta, per non più di cinque anni.

5.  Un direttore esecutivo il cui mandato sia stato prorogato non può partecipare a un'altra procedura di selezione per lo stesso posto alla fine del periodo complessivo.

6.  I vicedirettori esecutivi sono nominati o rimossi dall'incarico secondo quanto previsto dal paragrafo 2, previa consultazione del direttore esecutivo e, se del caso, del futuro direttore esecutivo. Il mandato del vicedirettore esecutivo è di cinque anni. Può essere prorogato una sola volta per un massimo di cinque anni dal consiglio direttivo, che delibera su proposta della Commissione, come previsto al paragrafo 3, previa consultazione del direttore esecutivo." [Em. 92]

"

100)  l'articolo 130 è così modificato:

a)  la lettera c) è sostituita dalla seguente:"

"c) il dipartimento incaricato della tenuta del registro;";

"

b)  è aggiunta la seguente lettera:"

"f) ogni altra unità o persona nominata a tale scopo dal direttore esecutivo.";

"

101)  all'articolo 132, paragrafo 2, la terza frase è sostituita dalla seguente:"

"In casi particolari previsti dall'articolo 144 bis, lettera c), le decisioni sono prese da un solo membro.";

"

102)  l'articolo 133 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 133

Dipartimento incaricato della tenuta del registro

1.  Il dipartimento incaricato della tenuta del registro è competente a prendere decisioni relative alle menzioni nel registro.

2.  Il dipartimento ha altresì competenza per tenere l'elenco dei mandatari abilitati di cui all'articolo 93, paragrafo 2.

3.  Le decisioni del dipartimento sono prese da uno dei suoi membri.";

"

103)  l'articolo 134 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. La divisione di annullamento è competente a prendere decisioni riguardanti:

   a) le domande di dichiarazione di decadenza o nullità di un marchio dell'Unione europea;
   b) la domanda di cessione della registrazione di un marchio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 18.";

"

b)  al paragrafo 2, la seconda frase è sostituita dalla seguente:"

"In alcuni casi particolari previsti dall'articolo 144 bis, lettera c), le decisioni sono prese da un solo membro.";

"

104)  è inserito il seguente articolo:"

"Articolo 134 bis

Competenze generali

Le decisioni imposte dal presente regolamento non di competenza degli esaminatori, delle divisioni di opposizione, delle divisioni di annullamento o del dipartimento incaricato della tenuta del registro sono adottate dai funzionari o dall'unità designati a tale scopo dal direttore esecutivo.";

"

105)  l'articolo 135 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Le commissioni di ricorso sono competenti a deliberare sui ricorsi contro le decisioni adottate ai sensi degli articoli da 131 a 134 bis.";

"

b)  al paragrafo 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente:"

"a) dall'organo delle commissioni di ricorso di cui all'articolo 136, paragrafo 4, lettera a); o";

"

c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. La commissione allargata è anche competente a formulare pareri motivati sulle questioni di diritto che le sono trasmesse dal direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 128, paragrafo 4, lettera k).";

"

d)  al paragrafo 5, l'ultima frase è soppressa;

106)  l'articolo 136 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 136

Indipendenza dei membri delle commissioni di ricorso

1.  Il presidente delle commissioni di ricorso e i presidenti delle singole commissioni sono nominati per un periodo di cinque anni secondo la procedura prevista all'articolo 129 per la nomina del direttore esecutivo. Durante il periodo in cui sono in carica essi non possono essere rimossi dalle loro funzioni se non per motivi gravi e a condizione che la Corte di giustizia, adita dall'istituzione che li ha nominati, prenda una decisione in tal senso.

2.  Il mandato del presidente delle commissioni di ricorso è rinnovabile una volta per un ulteriore periodo di cinque anni o fino al pensionamento, se l'età del pensionamento viene raggiunta nel corso del mandato, previa valutazione positiva del suo operato da parte del consiglio direttivo.

3.  Il mandato dei presidenti delle singole commissioni è rinnovabile per ulteriori periodi di cinque anni o fino al pensionamento, se l'età del pensionamento viene raggiunta nel corso del nuovo mandato, previa valutazione positiva del loro operato da parte del consiglio direttivo e parere favorevole del presidente delle commissioni di ricorso.

4.  Il presidente delle commissioni di ricorso ha le seguenti funzioni di gestione e di organizzazione:

   a) presiede l'organo delle commissioni di ricorso competente a stabilire il regolamento delle commissioni e a organizzarne i lavori;
   b) assicura che le decisioni prese vengano eseguite;
   c) attribuisce le cause a una commissione sulla base dei criteri obiettivi fissati dall'organo delle commissioni di ricorso;
   d) comunica al direttore esecutivo il fabbisogno di spesa delle commissioni, onde predisporne le previsioni di spesa.

Il presidente delle commissioni di ricorso presiede la commissione allargata.

5.  I membri delle commissioni di ricorso sono nominati dal consiglio direttivo per un periodo di cinque anni. Il mandato è rinnovabile per ulteriori periodi di cinque anni o fino al loro pensionamento, se l'età del pensionamento viene raggiunta nel corso del nuovo mandato, previa valutazione positiva del loro operato da parte del consiglio direttivo e previo parere positivo del presidente delle commissioni di ricorso.

6.  I membri delle commissioni di ricorso non possono essere rimossi dalle loro funzioni se non per motivi gravi e a condizione che la Corte di giustizia, adita dal consiglio direttivo che agisce su proposta del presidente delle commissioni di ricorso, sentito il presidente della commissione alla quale il membro appartiene, prenda una decisione in tal senso.

7.  Il presidente delle commissioni di ricorso, i presidenti delle singole commissioni e i membri delle commissioni di ricorso sono indipendenti. Nelle loro decisioni non sono vincolati da alcuna istruzione.

8.  Le decisioni adottate dalla commissione allargata sui ricorsi o i pareri sulle questioni di diritto trasmesse dal direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 135 sono vincolanti per gli organi decisionali dell'Agenzia di cui all'articolo 130.

9.  Il presidente delle commissioni di ricorso nonché i presidenti e i membri delle singole commissioni di ricorso non possono essere esaminatori, né membri delle divisioni di opposizione o del dipartimento incaricato della tenuta del registro o delle divisioni di annullamento.

Articolo 136 bis

Centro di mediazione e arbitrato

1.  L'Agenzia può creare un centro di mediazione e arbitrato indipendente dalle istanze decisionali di cui all'articolo 130. Il centro ha sede nei locali dell'Agenzia.

2.  Qualunque persona fisica o giuridica può fare ricorso ai servizi del centro al fine di risolvere di comune accordo controversie che rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento e della direttiva …

3.  L'Agenzia può avviare un procedimento di arbitrato anche di propria iniziativa, al fine di dare alle parti la possibilità di raggiungere un accordo comune.

4.  Il Centro è guidato da un direttore, il quale è responsabile delle attività del Centro.

5.  Il direttore è nominato dal consiglio direttivo.

6.  Il Centro stabilisce le regole delle procedure di mediazione e arbitrato e le proprie regole di lavoro. Le regole che disciplinano le procedure di mediazione e arbitrato e le regole di lavoro del centro devono essere confermate dal consiglio direttivo.

7.  Il Centro elabora un elenco dei mediatori e degli arbitri che aiutano le parti nella composizione delle controversie. Essi devono essere indipendenti e disporre di competenze ed esperienza in materia. L'elenco deve essere approvato dal consiglio direttivo.

8.  Gli esaminatori e i membri delle divisioni dell'istituto o delle commissioni di ricorso non possono partecipare alla mediazione o all'arbitrato di una causa in merito alla quale:

   a) siano stati precedentemente coinvolti nelle procedure soggette a mediazione o arbitrato;
   b) abbiano un interesse personale; o
   c) siano stati precedentemente coinvolti in qualità di rappresentanti di una delle parti.

9.  Le persone chiamate a testimoniare in qualità di membri di un gruppo di arbitrato o di mediazione non possono essere coinvolte nelle procedure di opposizione, cancellazione o ricorso che hanno dato inizio alla procedura di mediazione o arbitrato."; [Em. 93]

"

107)  l'articolo 138 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 138

Comitato del bilancio

1.  Il comitato del bilancio ha le funzioni che gli sono attribuite dalla presente sezione.

2.  Gli articoli 125 e 126 e l'articolo 127, paragrafi 1, 2, 3, 4, 6 e 7, si applicano al comitato del bilancio.

3.  Il comitato del bilancio adotta le decisioni a maggioranza assoluta dei suoi membri. Tuttavia, per le decisioni che il comitato del bilancio è competente a prendere ai sensi dell'articolo 140, paragrafo 3, e dell'articolo 143, è necessaria la maggioranza di due terzi dei membri. In entrambi i casi, ciascun membro dispone di un solo voto."

"

108)  All'articolo 139 è aggiunto il seguente paragrafo :"

"4. Ogni due anni l'Agenzia trasmette alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla sua situazione finanziaria. La Commissione esamina la situazione finanziaria dell'Agenzia sulla base della relazione. [Em. 94]

4 bis.  L'Agenzia garantisce un fondo di riserva pari ad un anno di spese operative per assicurare la propria continuità di funzionamento.";[Em. 95]

"

109)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 141 bis

Lotta contro la frode

1.  Per facilitare la lotta contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita a norma del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio*, l'Agenzia aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), e adotta le opportune disposizioni, applicabili a tutto il personale dell'Agenzia, utilizzando il modello che figura nell'allegato dell'accordo.

2.  La Corte dei conti ha il potere di revisione contabile, esercitabile sulla base di documenti e sul posto, su tutti i beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti cui l'Agenzia ha concesso finanziamenti dell'Unione.

3.  L'OLAF può svolgere indagini, compresi controlli e verifiche sul posto, in conformità alle disposizioni e alle procedure di cui al regolamento (CE) n. 1073/1999 e al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio**, al fine di stabilire se vi sia stata frode, corruzione e altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione in relazione a una sovvenzione o di un contratto finanziato dall'Agenzia.

4.  Fatti salvi i paragrafi 1, 2 e 3, gli accordi di cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, i contratti, le convenzioni di sovvenzione e le decisioni di sovvenzione dell'Agenzia contengono disposizioni che autorizzano espressamente la Corte dei conti europea e l'OLAF a svolgere i controlli e le verifiche in base alle rispettive competenze.

5.  Il comitato del bilancio adotta una strategia antifrode, che sia proporzionata ai rischi di frode, tenuto conto del rapporto costi/benefici delle misure da attuare.

_________________

* Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1).

** Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).";

"

110)  l'articolo 144 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 144

Tasse

1.  Oltre alle tasse previste all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 36, paragrafo 1, lettera c), all'articolo 41, paragrafo 3, all'articolo 44, paragrafo 4, all'articolo 47, paragrafi 1 e 3, all'articolo 49, paragrafo 4, all'articolo 56, paragrafo 2, all'articolo 60, all'articolo 81, paragrafo 3, all'articolo 82, paragrafo 1, all'articolo 113, paragrafo 1, e all'articolo 147, paragrafo 5, sono applicate tasse nei seguenti casi:

   a) rilascio di una copia del certificato di iscrizione;
   b) iscrizione nel registro di una licenza o di altri diritti su un marchio dell'Unione europea;
   c) iscrizione nel registro di una licenza o di altri diritti su una domanda di marchio dell'Unione europea;
   d) cancellazione dell'iscrizione nel registro di una licenza o di altri diritti;
   e) modifica di un marchio dell'Unione europea registrato;
   f) rilascio di un estratto del registro;
   g) ispezione pubblica di un fascicolo;
   h) rilascio di una copia dei documenti dei fascicoli;
   i) rilascio di una copia certificata conforme della domanda;
   j) comunicazione di informazioni contenute in un fascicolo;
   k) riesame della fissazione delle spese procedurali da rimborsare.

2.  L'importo delle tasse di cui al paragrafo 1 deve essere determinato fissato ai livelli di cui all'allegato -I in modo che le entrate corrispondenti siano di regola sufficienti a equilibrare il bilancio dell'Agenzia impedendo allo stesso tempo l'accumulo di avanzi significativi. Fatto salvo l'articolo 139, paragrafo 4, in caso di ricorrenza di avanzi significativi, la Commissione procede al riesame del livello delle tasse. Se il riesame non porta ad una riduzione o ad una modifica del livello delle tasse avente l'effetto di ridurre l'ulteriore accumulo di avanzi significativi, l'avanzo significativo accumulato dopo il riesame è trasferito al bilancio dell'Unione. [Em. 96]

3.  Il direttore esecutivo stabilisce l'importo applicato a tutti i servizi forniti dall'Agenzia diversi da quelli di cui al paragrafo 1 e per le pubblicazioni effettuate dall'Agenzia secondo i criteri fissati dagli atti delegati adottati conformemente all'articolo 144 bis, lettera d). L'importo delle tariffe non supera l'importo necessario per coprire i costi dello specifico servizio fornito dall'Agenzia.

4.  Il direttore esecutivo può prendere le seguenti misure, attenendosi ai criteri fissati dagli atti delegati adottati conformemente all'articolo 144 bis, lettera d):

   a) può decidere quali metodi di pagamento diversi da quelli di cui all'articolo 144 bis, lettera d), possono essere utilizzati, in particolare mediante deposito su conti correnti detenuti presso l'Agenzia.
   b) può fissare gli importi al di sotto dei quali una somma eccessiva pagata per coprire una tassa o una tariffa non viene rimborsata;
   c) può rinunciare all'azione di recupero forzato di una somma dovuta quando questa è esigua o quando il recupero è troppo incerto.

Quando si possono usare i mezzi di pagamento di cui alla lettera a), il direttore esecutivo fissa la data alla quale i predetti pagamenti sono da considerare effettuati all'Agenzia.";

"

111)  è inserita la seguente sezione:"

"SEZIONE 6

Delega di poteri

Articolo 144 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per fissare:

   a) i criteri specifici di uso delle lingue di cui all'articolo 119;
   b) i casi in cui le decisioni di opposizione e di cancellazione sono prese da un solo membro a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, e dell'articolo 134, paragrafo 2;
   c) le modalità di organizzazione delle commissioni di ricorso, compresa l'istituzione e il ruolo dell'organo delle commissioni di ricorso di cui all'articolo 135, paragrafo 3, lettera a), la composizione della commissione allargata e le regole per adirla di cui all'articolo 135, paragrafo 4, e i casi in cui le decisioni sono prese da un solo membro conformemente all'articolo 135, paragrafi 2 e 5; [Em. 97]
   d) il sistema di tasse e tariffe da pagare all'Agenzia ai sensi dell'articolo 144, compreso l'importo delle tasse, i metodi di pagamento, la valuta, il termine di pagamento delle tasse e delle tariffe, la data in cui si considera che il pagamento è stato effettuato, le conseguenze del mancato pagamento o del ritardo di pagamento, il pagamento di importi inferiori o superiori al dovuto, i servizi gratuiti e i criteri secondo i quali il direttore esecutivo può esercitare i poteri di cui all'articolo 144, paragrafi 3 e 4.";[Em. 98]

"

112)  Alll'articolo 145, le parole "i relativi regolamenti di esecuzione" sono sostituite dalle parole "gli atti delegati adottati a norma del presente regolamento".è sostituito dal seguente:"

"Articolo 145

Disposizioni applicabili

Salvo disposizione contraria del presente titolo, il presente regolamento e gli atti delegati adottati a norma del presente regolamento si applicano alle domande di registrazione internazionale ai sensi del protocollo relativo all'intesa di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi, adottata a Madrid il 27 giugno 1989 (di seguito denominati rispettivamente "domande internazionali" e "protocollo di Madrid"), basate su una domanda di marchio dell'Unione europea o su un marchio dell'Unione europea, nonché alle iscrizioni nel registro internazionale tenuto all'Ufficio internazionale dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (di seguito denominati rispettivamente "registrazioni internazionali" e "Ufficio internazionale") di marchi che designano l'Unione europea."; [Em. 99]

"

113)  all'articolo 147, i paragrafi 4, 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:"

"4. Il deposito di una domanda internazionale è soggetto al pagamento di una tassa all'Agenzia. Se la registrazione internazionale deve basarsi su un marchio dell'Unione europea una volta che questo sarà stato registrato, la tassa è dovuta alla data di registrazione del marchio dell'Unione europea. La domanda non si considera depositata fino all'avvenuto pagamento della tassa prescritta.

5.  La domanda internazionale soddisfa le condizioni formali prescritte dall'articolo 161 bis, lettera a).

6.  L'Agenzia esamina se la domanda internazionale soddisfa le condizioni stabilite all'articolo 146 e ai paragrafi 1, 3 e 5 del presente articolo.

7.  L'Agenzia trasmette quanto prima la domanda internazionale all'Ufficio internazionale."; [Em. 100]

"

114)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 148 bis

Notifica della nullità della domanda di base o della registrazione

Entro Per cinque anni dalla data della registrazione internazionale l'Agenzia informa l'Ufficio internazionale dei di tutti i fatti e delle le decisioni che incidono sulla validità della domanda di marchio europeo dell'Unione europea o della registrazione del marchio europeo dell'Unione europea sulla quale era basata la registrazione internazionale." [Em. 101]

"

115)  All'articolo 149 è aggiunta la seguente frase:"

"La domanda soddisfa le condizioni formali prescritte dall'articolo 161 bis, lettera c)."; [Em. 102]

"

116)  all'articolo 154, il paragrafo 4 è soppresso;

117)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 154 bis

Marchi collettivi e marchi di certificazione

Quando la registrazione internazionale è basata su una domanda di base o su una registrazione di base relative ad un marchio collettivo, ad un marchio di certificazione o ad un marchio di garanzia, l'la registrazione internazionale che designa l'Unione europea deve essere trattata come un marchio collettivo dell'Unione europea. Il titolare della registrazione internazionale presenta il regolamento che disciplina l'utilizzazione del marchio, così come previsto all'articolo 67, direttamente all'Agenzia si attiene alle procedure previste ai sensi dell'articolo 161 bis, lettera f), entro due mesi dalla data in cui l'Ufficio internazionale notifica la registrazione internazionale all'Agenzia.";[Em. 103]

"

118)  l'articolo 155 è soppresso.

119)  l'articolo 156 è così modificato:

a)  al il paragrafo 2, le parole "sei mesi" sono sostituite dalle parole "un mese";è sostituito dal seguente:"

"2. L'opposizione è proposta entro un termine di tre mesi che inizia a decorrere un mese dopo la data di pubblicazione di cui all'articolo 152, paragrafo 1. L'opposizione si considera presentata soltanto ad avvenuto pagamento della tassa di opposizione."; [Em. 104]

"

b)  il paragrafo 4 è soppresso;

120)  sono aggiunti i seguenti articoli :"

"Articolo 158 bis

Effetti giuridici della registrazione del trasferimento

L'iscrizione nel registro internazionale di una modifica della titolarità della registrazione internazionale ha lo stesso effetto dell'iscrizione di un trasferimento nel registro ai sensi dell'articolo 17.

Articolo 158 ter

Effetti giuridici della registrazione di licenze e di altri diritti

L'iscrizione nel registro internazionale di una licenza o di una restrizione del diritto del titolare di disporre della registrazione internazionale ha lo stesso effetto della registrazione di una licenza, di un diritto reale, di un'esecuzione forzata o di una procedura d'insolvenza nel registro ai sensi rispettivamente degli articoli 19, 20, 21 e 22.

Articolo 158 quater

Esame delle domande di registrazione di trasferimenti, di licenze o di restrizioni del diritto di disporre del titolare

Nei casi specificati conformemente all'articolo 161 bis, lettera h), L'Agenzia trasmette all'Ufficio internazionale le domande di registrazione di una modifica della titolarità, di licenza o di restrizione del diritto di disporre del titolare, di modifica o di cancellazione di una licenza o di soppressione della restrizione del diritto di disporre del titolare presentate presso l'Agenzia."; [Em. 105]

"

121)  l'articolo 159 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) in una designazione di uno Stato membro che sia parte contraente del protocollo di Madrid se alla data della domanda di conversione era possibile designare direttamente tale Stato membro in base al protocollo di Madrid. Sono d'applicazione gli articoli 112, 113 e 114.";

"

b)  al il paragrafo 2, l'espressione "o dell'intesa di Madrid" è soppressa.è sostituito dal seguente:"

"2. La domanda di marchio nazionale o la designazione di uno Stato membro parte contraente del protocollo di Madrid risultante dalla conversione della designazione dell'Unione europea operata tramite una registrazione internazionale beneficia, nello Stato membro interessato, della data di registrazione internazionale ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4 del protocollo di Madrid oppure della data di estensione all'Unione europea ai sensi dell'articolo 3 ter, paragrafo 2 del protocollo di Madrid, se quest'ultima è intervenuta posteriormente alla registrazione internazionale, ovvero della data di priorità di tale registrazione e, se del caso, della preesistenza di un marchio di tale Stato rivendicato ai sensi dell'articolo 153."; [Em. 106]

"

122)  nel titolo XIII è aggiunta la seguente sezione:"

"SEZIONE 4

Attribuzione di poteri

Articolo 161 bis

Delega di poteri

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 163, per specificare:

   a) le condizioni formali della domanda internazionale di cui all'articolo 147, paragrafo 5, la procedura di esame della domanda internazionale a norma dell'articolo 147, paragrafo 6, e le modalità di trasmissione della domanda internazionale all'Ufficio internazionale a norma dell'articolo 147, paragrafo 4; [Em. 107]
   b) le modalità di notifica previste all'articolo 148 bis;
   c) le condizioni formali della domanda di estensione territoriale di cui all'articolo 149, paragrafo 2, la procedura di esame di tali condizioni e le modalità di trasmissione della domanda di estensione territoriale all'Ufficio internazionale; [Em. 108]
   d) la procedura di presentazione della domanda di rivendicazione della preesistenza ai sensi dell'articolo 153;
   e) la procedura di esame degli impedimenti assoluti alla registrazione di cui all'articolo 154 e di presentazione e di esame delle opposizioni a norma dell'articolo 156, e le relative comunicazioni da trasmettere all'Ufficio internazionale;
   f) la procedura relativa alle registrazioni internazionali di cui all'articolo 154 bis;
   g) i casi in cui l'Agenzia invia una notifica all'Ufficio internazionale sulla declaratoria di inefficacia di una registrazione internazionale a norma dell'articolo 158 e le informazioni che la notifica deve contenere;
   h) le modalità di trasmissione delle domande di cui all'articolo 158 quater all'Ufficio internazionale;
   i) le condizioni che deve soddisfare la domanda di conversione ai sensi dell'articolo 159, paragrafo 1;
   j) le condizioni formali della domanda di trasformazione di cui all'articolo 161 e la procedura di trasformazione;
   k) le modalità di comunicazione tra l'Agenzia e l'Ufficio internazionale, comprese le comunicazioni da effettuare ai sensi dell'articolo 147, paragrafo 4, dell'articolo 148 bis, dell'articolo 153, paragrafo 2, e dell'articolo 158 quater."; [Em. 109]

"

123)  l'articolo 162 è soppresso;

124)  l'articolo 163 è soppresso;

125)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 163 bis

Esercizio della delega

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.  La delega di potere di cui agli articoli 24 bis, 35 bis, 45 bis, 49 bis, 57 bis, 65 bis, 74 bis, 74 duodecies, 93 bis, 114 bis, 144 bis e 161 bis è conferita a tempo indeterminato.

3.  La delega di potere di cui al paragrafo 2 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. Una decisione di revoca pone fine alla delega di poteri specificata nella decisione. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

5.  L'atto delegato adottato ai sensi degli articoli 24 bis, 35 bis, 45 bis, 49 bis, 57 bis, 65 bis, 74 bis, 74 duodecies, 93 bis, 114 bis, 144 bis e 161 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due quattro mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";[Em. 110]

"

126)  l'articolo 164 è soppresso.

127)  è inserito il seguente articolo :"

"Articolo 165 bis

Valutazione e revisione

1.  Entro il 2019, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione ordina una valutazione sullvaluta l'attuazione del presente regolamento. [Em. 112]

2.  La valutazione esamina il quadro giuridico in materia di cooperazione tra l'Agenzia e gli uffici centrali della proprietà industriale degli Stati membri e l'Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale, con particolare attenzione al meccanismo di finanziamento. La valutazione esamina inoltre l'impatto, l'efficacia e l'efficienza dell'Agenzia e dei suoi metodi di lavoro. La valutazione esamina in particolare l'eventuale necessità di modificare il mandato dell'Agenzia, e le conseguenze finanziarie di tale modifica.

3.  La Commissione trasmette la relazione di valutazione, accompagnata dalle sue conclusioni al riguardo, al Parlamento europeo, al Consiglio e al consiglio direttivo. I risultati della valutazione sono resi pubblici.

4.  Una valutazione su due comprende una valutazione dei risultati ottenuti dall'Agenzia, tenendo conto degli obiettivi, del mandato e dei compiti. Qualora la Commissione ritenga che l'esistenza dell'Agenzia non sia più giustificata rispetto agli obiettivi, al mandato e ai compiti ad essa assegnati, può proporre l'abrogazione del presente regolamento."

"

127 bis)  è aggiunto il seguente allegato:"

"Allegato –I

Importo delle tasse

Le tasse da corrispondere all'Agenzia in virtù del presente regolamento e del regolamento (CE) n. 2868/95 sono fissate come segue:

1.  Tassa di base per il deposito della domanda relativa ad un marchio individuale [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera a)]

925 EUR

1 bis.  Tassa di ricerca per una domanda di marchio dell'Unione europea [articolo 38, paragrafo 2; regola 4, lettera c)]

Un importo di 12 EUR moltiplicato per il numero di uffici centrali della proprietà industriale cui si fa riferimento al paragrafo 2 dell'articolo 38 del regolamento; questo importo e le successive modifiche sono pubblicati dall'Agenzia sulla Gazzetta ufficiale dell'Agenzia

1 ter.  Tassa di base per il deposito della domanda relativa ad un marchio individuale per via elettronica [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera a)]

775 EUR

1 quater.  Tassa di base per il deposito della domanda relativa ad un marchio individuale per via elettronica, utilizzando la banca dati online sulla classificazione [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera a)]

725 EUR

2.  Tassa per la seconda classe di prodotti e servizi relativa ad un marchio individuale [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera b)]

50 EUR

2 bis.  Tassa per la terza classe di prodotti e servizi relativa ad un marchio individuale [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera b)]

75 EUR

2 ter.  Tassa per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa ad un marchio individuale [articolo 26, paragrafo 2; regola 4, lettera b)]

150 EUR

3.  Tassa di base per il deposito della domanda relativa a un marchio collettivo [articolo 26, paragrafo 2, e articolo 66, paragrafo 3; regola 4, lettera a), e regola 42]

1 000 EUR

3 bis.  Tassa di base per il deposito della domanda relativa a un marchio collettivo per via elettronica, utilizzando la banca dati online sulla classificazione [articolo 26, paragrafo 2, e articolo 66, paragrafo 3; regola 4, lettera a), e regola 42]

950 EUR

4.  Tassa per la seconda classe di prodotti e servizi relativa a un marchio collettivo [articolo 26, paragrafo 2, e articolo 66, paragrafo 3; regola 4, lettera b), e regola 42]

50 EUR

4 bis.  Tassa per la terza classe di prodotti e servizi relativa a un marchio collettivo [articolo 26, paragrafo 2, e articolo 66, paragrafo 3; regola 4, lettera b), e regola 42]

75 EUR

4 ter.  Tassa per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa a un marchio collettivo [articolo 26, paragrafo 2, e articolo 66, paragrafo 3; regola 4, lettera b), e regola 42]

150 EUR

5.  Tassa di opposizione [articolo 1, paragrafo 3; regola 17, paragrafo 1]

350 EUR

7.  Tassa di base per la registrazione relativa a un marchio individuale [articolo 45]

0 EUR

8.  Tassa per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa ad un marchio individuale [articolo 45]

0 EUR

9.  Tassa di base per la registrazione relativa a un marchio collettivo [articolo 45 e articolo 66, paragrafo 3]

0 EUR

10.  Tassa per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa a un marchio collettivo [articolo 45 e articolo 64, paragrafo 3]

0 EUR

11.  Soprattassa per pagamento tardivo della tassa di registrazione [articolo 162, paragrafo 2, punto 2]

0 EUR

12.  Tassa di base per il rinnovo della registrazione relativa ad un marchio individuale [articolo 47, paragrafo 1; regola 30, paragrafo 2, lettera a)]

1 150 EUR

12 bis.  Tassa di base per il rinnovo della registrazione relativa ad un marchio individuale per via elettronica [articolo 47, paragrafo 1; regola 30, paragrafo 2, lettera a)]

1 000 EUR

13.  Tassa per il rinnovo della registrazione per la seconda classe di prodotti e servizi, relativa ad un marchio individuale [articolo 47, paragrafo 1; regola 30, paragrafo 2, lettera b)]

100 EUR

13 bis.  Tassa per il rinnovo della registrazione per la terza classe di prodotti e servizi, relativa ad un marchio individuale [articolo 47, paragrafo 1; regola 30, paragrafo 2, lettera b)]

150 EUR

13 ter.  Tassa per il rinnovo della registrazione per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa ad un marchio individuale [articolo 47, paragrafo 1; regola 30, paragrafo 2, lettera b)]

300 EUR

14.  Tassa di base per il rinnovo della registrazione relativa a un marchio collettivo [articolo 47, paragrafo 1, e articolo 66, paragrafo 3; regola 30, paragrafo 2, lettera a), e regola 42]

1 275 EUR

15.  Tassa per il rinnovo della registrazione per la seconda classe di prodotti e servizi relativa a un marchio collettivo [articolo 47, paragrafo 1, e articolo 66, paragrafo 3; regola 30, paragrafo 2, lettera b), e regola 42]

100 EUR

15 bis.  Tassa per il rinnovo della registrazione per la terza classe di prodotti e servizi relativa a un marchio collettivo [articolo 47, paragrafo 1, e articolo 66, paragrafo 3; regola 30, paragrafo 2, lettera b), e regola 42]

150 EUR

15 ter.  Tassa per il rinnovo della registrazione per ciascuna classe di prodotti e servizi oltre la terza, relativa a un marchio collettivo [articolo 47, paragrafo 1, e articolo 66, paragrafo 3; regola 30, paragrafo 2, lettera b), e regola 42]

300 EUR

16.  Soprattassa per pagamento tardivo della tassa di rinnovo o per presentazione tardiva della domanda di rinnovo [articolo 47, paragrafo 3; regola 30, paragrafo 2, lettera c)]

25% della tassa di rinnovo pagata in ritardo, ma senza superare complessivamente 1 150 EUR

17.  Tassa di domanda di decadenza o di nullità [articolo 56, paragrafo 2; regola 39, paragrafo 1]

EUR 700

18.  Tassa di ricorso [articolo 60; regola 49, paragrafo 3]

EUR 800

19.  Tassa per la domanda di restitutio in integrum [articolo 81, paragrafo 3]

EUR 200

20.  Tassa per la domanda di trasformazione di una domanda di marchio dell'Unione europea o di un marchio dell'Unione europea [articolo 113, paragrafo 1, e articolo 159, paragrafo 1; regola 45, paragrafo 2, e regola 123, paragrafo 2]

a) in una domanda di marchio nazionale;

b) in una designazione di uno Stato membro in virtù dell'Intesa di Madrid

EUR 200

21.  Tassa di prosecuzione del procedimento [articolo 82, paragrafo 1]

EUR 400

22.  Tassa per la dichiarazione di divisione di una registrazione di un marchio dell'Unione europea [articolo 49, paragrafo 4] o di una domanda di marchio dell'Unione europea [articolo 44, paragrafo 4]

EUR 250

23.  Tassa per la domanda di registrazione di una licenza o di un altro diritto su un marchio dell'Unione europea registrato [articolo 162, paragrafo 2, lettera c); regola 33, paragrafo 2] o su una domanda di marchio dell'Unione europea [articolo 157, paragrafo 2, lettera d); regola 33, paragrafo 4]:

a)  concessione di una licenza

b)  cessione di una licenza

c)  costituzione di un diritto reale

d)  cessione di un diritto reale

e)  atti di esecuzione forzata

200 EUR per registrazione ma, in caso di presentazione di più richieste in una stessa domanda o allo stesso tempo, senza superare complessiva-mente 1 000 EUR

24.  Tassa di cancellazione dell'iscrizione di una licenza o di altri diritti [articolo 162, paragrafo 2, lettera e); regola 35, paragrafo 3]

200 EUR per cancellazione ma, in caso di presentazione di più richieste in una stessa domanda o allo stesso tempo, senza superare complessiva-mente 1 000 EUR

25.  Tassa per la modifica di un marchio dell'Unione europea registrato [articolo 162, paragrafo 2, lettera f); regola 25, paragrafo 2]

200 EUR

26.  Tassa per il rilascio di una copia della domanda di marchio dell'Unione europea [articolo 162, paragrafo 2, lettera j); regola 89, paragrafo 5], di una copia del certificato di registrazione [articolo 162, paragrafo 2, lettera b); regola 24, paragrafo 2] o di un estratto del registro [articolo 162, paragrafo 2, lettera g); regola 84, paragrafo 6]

a)  estratto o copia non autenticati

b)  estratto o copia autenticati

10 EUR

30 EUR

27.  Tassa di consultazione del fascicolo [articolo 162, paragrafo 2, lettera h); regola 89, paragrafo 1]

30 EUR

28.  Tassa per la comunicazione di informazioni contenute nel fascicolo [articolo 162, paragrafo 2, lettera i); regola 89, paragrafo 5]

a)  copia non autenticata

b)  copia autenticata

Supplemento per pagina, se in numero superiore a 10

10 EUR

30 EUR

1 EUR

29.  Tassa per la comunicazione di informazioni contenute nel fascicolo [articolo 162, paragrafo 2, lettera k); regola 90]

10 EUR

30.  Tassa per il riesame della determinazione delle spese procedurali da rimborsare [articolo 162, paragrafo 2, lettera l); regola 94, paragrafo 4]

100 EUR

31.  Tassa per il deposito di una domanda internazionale all'Agenzia [articolo 147, paragrafo 5]

300 EUR

[Em. 111]

Articolo 1 bis

Il regolamento (CE) n. 2868/95 è così modificato:

   (1) la regola 4 è soppressa;
   (2) alla regola 30, il paragrafo 2 è soppresso. [Em. 113]

Articolo 1 ter

Il regolamento (CE) n. 2869/95 è abrogato.

I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e devono essere letti secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato(16).” [Em. 114]

"

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore [specificare la data: il novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea].

L'articolo 1, paragrafo 9, l'articolo 10, lettera b), gli articoli 21, 22, 23, 25, 26, 27, 29, 30, 31, 34, 37, 38, 41, 44, 46, 57, 58, 59, 60, 61, 63, 64, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 75, 76, 77, 78, 79, 88, 89, 93, 94, l'articolo 99 per quanto riguarda l'articolo 128, paragrafo 4, lettera n), l'articolo 101, l'articolo 103, lettera b), l'articolo 105, lettera d), gli articoli 112, 113, 114, 115, 117, 120, 123 e 124 si applicano a decorrere [specificare la data: dal primo giorno del primo mese successivo ad un periodo di 18 mesi a decorrere dalla data specificata al primo comma].

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a …, il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Posizione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014.
(2)Regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario (GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1).
(3)Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (GU L 78 del 24.3.2009, pag. 1).
(4)Direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1).
(5)Direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU L 299 dell'8.11.2008, pag. 25).
(6)COM(2008)0465.
(7)GU C 140 del 29.5.2010, pag. 22.
(8)COM(2011)0287.
(9)GU L 336 del 23.12.1994, pag. 214.
(10)Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 21).
(11) Regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio (GU L 181 del 29.6.2013, pag. 15).
(12) Regolamento (CE) n. 2869/95 della Commissione, del 13 dicembre 1995, relativo alle tasse da pagare all'Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno (Marchi, disegni e modelli) (GU L 303 del 15.12.1995, pag. 33).
(13) Regolamento (CE) n. 2868/95 della Commissione, del 13 dicembre 1995, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario (GU L 303 del 15.12.1995, pag. 1).
(14) Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
(15) GU C 32 del 4.2.2014, pag. 23..
(16) La tavola di concordanza sarà elaborata dopo la conclusione di un accordo interistituzionale sul presente regolamento.

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