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Procedura : 2013/2158(INI)
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Ciclo del documento : A7-0091/2014

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A7-0091/2014

Discussioni :

PV 25/02/2014 - 4
CRE 25/02/2014 - 4

Votazioni :

PV 25/02/2014 - 5.20
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P7_TA(2014)0129

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Martedì 25 febbraio 2014 - Strasburgo
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: occupazione e aspetti sociali
P7_TA(2014)0129A7-0091/2014
Risoluzione
 Allegato

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2014 (2013/2158(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 9 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli articoli 145, 148, 152 e 153, paragrafo 5, del trattato TFUE,

–  visto l'articolo 28 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti la comunicazione della Commissione, del 13 novembre 2013, intitolata "Analisi annuale della crescita 2014" (COM(2013)0800) e il progetto di relazione comune sull'occupazione allegato alla stessa,

–  vista la sua risoluzione, del 23 ottobre 2013, sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2013(1),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 2 ottobre 2013, intitolata "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria" (COM(2013)0690),

–  viste l'interrogazione orale O-000122/2013 – B7-0524/2013 alla Commissione e la risoluzione a essa collegata del Parlamento, del 21 novembre 2013, sulla comunicazione delle Commissione intitolata "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria (UEM)"(2),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, intitolata "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la sua risoluzione, dell'8 settembre 2010, sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione: Parte II degli orientamenti integrati di Europa 2020(3),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 18 aprile 2012, intitolata "Verso una ripresa fonte di occupazione" (COM(2012)0173),

–  viste l'interrogazione orale O-000120/2012 alla Commissione e la risoluzione ad essa collegata del Parlamento, del 14 giugno 2012, intitolata "Verso una ripresa fonte di occupazione"(4),

–  viste la comunicazione della Commissione, del 23 novembre 2010, intitolata "Un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione: un contributo europeo verso la piena occupazione" (COM(2010)0682), e la relativa risoluzione del Parlamento del 26 ottobre 2011(5),

–  viste la comunicazione della Commissione, del 16 dicembre 2010, intitolata "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale" (COM(2010)0758) e la relativa risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2011(6),

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Iniziativa Opportunità per i giovani" (COM(2011)0933),

–  vista la sua risoluzione, del 20 novembre 2012, sul patto per gli investimenti sociali come risposta alla crisi(7),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, intitolata "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083),

–  viste l'interrogazione orale O-000057/2013 – B7-0207/2013 alla Commissione e la risoluzione a essa collegata del Parlamento, del 12 giugno 2013, sulla comunicazione della Commissione "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020"(8),

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2013 su migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti(9),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A7-0091/2014),

A.  considerando che la recessione nella zona euro si è arrestata, da un punto di vista numerico, nel secondo trimestre del 2013, ma che la crescita annuale nella zona euro resterà debole quest'anno e la disoccupazione è ancora a un livello molto alto; che occorre migliorare sensibilmente la crescita sostenibile affinché si possa parlare di una ripresa duratura e per generare l'impulso necessario ad alleviare le sfide socio-economiche dell'Unione;

B.  considerando che la disoccupazione nell'Unione ha raggiunto la cifra allarmante di 26,6 milioni di persone e la disoccupazione a lungo termine è cresciuta nella maggior parte degli Stati membri e ha raggiunto livelli mai sfiorati nell'UE nel suo insieme; che la flessione dell'occupazione è stata più marcata nei paesi che hanno dovuto attuare una consistente riforma di bilancio;

C.  considerando che i tassi di disoccupazione giovanile hanno raggiunto livelli senza precedenti, con una media del 23% per l'Unione nel suo insieme, e che in alcuni Stati membri il tasso di disoccupazione tra i giovani tra i 16 e i 25 anni è superiore al 50%; che la situazione del mercato del lavoro è particolarmente difficile per i giovani i quali, a prescindere dal loro livello d'istruzione, spesso si ritrovano disoccupati con contratti di lavoro precari o tirocini non retribuiti oppure a emigrare; che nel 2011, la perdita economica connessa al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro è stata stimata in 153 miliardi di euro negli Stati membri, pari all'1,2% del PIL dell'UE; considerando che in alcuni Stati membri l'eccessiva rigidità delle norme sul mercato del lavoro determina una flessibilità insufficiente per assorbire efficacemente gli shock; che l'attuale legislazione del mercato del lavoro può, in alcuni casi, tutelare in modo sproporzionato chi ne fa parte e influisce negativamente sull'inserimento dei giovani nella popolazione attiva;

D.  considerando che si tratta della recessione più profonda e duratura della storia economica degli ultimi 100 anni, che è stata tuttavia evitata la catastrofe e che gli effetti della crisi saranno distribuiti su più anni, o addirittura decenni; che tali effetti comprendono una disoccupazione a lungo termine ancora in aumento, che potrebbe tradursi in disoccupazione strutturale; che la segmentazione del mercato del lavoro continua ad aumentare, mentre i redditi medi delle famiglie sono in calo in molti Stati membri e gli indicatori mostrano una tendenza all'aumento e al peggioramento della povertà e dell'esclusione sociale, compresa la povertà lavorativa, per diversi anni a venire;

E.  considerando che il Fondo monetario internazionale (FMI) ha recentemente osservato che esistono margini per applicare un'imposizione fiscale migliore e più progressiva che potrebbe contribuire a ridurre le disparità nell'Unione; che occorre spostare l'onere fiscale dal lavoro verso altre forme di tassazione sostenibile per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro, ottenendo così entrate aggiuntive e migliorando la legittimità degli sforzi tesi al risanamento;

F.  considerando che gli effetti della crisi hanno provocato una divergenza crescente e senza precedenti in termini di produzione e occupazione tra le regioni centrali e quelle periferiche; che il divario centro-periferia riguardo ai tassi di disoccupazione ha raggiunto 10 punti percentuali nel 2012, rispetto ai soli 3,5 punti percentuali del 2000; che secondo le previsioni tale divergenza dovrebbe raggiungere il suo apice quest'anno;

G.  considerando che è necessario perseguire un risanamento del bilancio differenziato e favorevole alla crescita, al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine dello Stato sociale e delle finanze pubbliche;

H.  considerando che i miglioramenti economici devono intendersi quindi come un incoraggiamento a portare avanti gli sforzi con determinazione per concentrarsi sulla crescita e sull'occupazione, al fine di proseguire i programmi di riforma volti a migliorare la competitività e ad assicurare una ripresa duratura;

I.  considerando che, negli ultimi anni, gli errori nelle previsioni economiche della Commissione relative a crescita e occupazione hanno evidenziato la necessità di dotarsi di migliori modelli di previsione e di una migliore strategia per arrestare la crisi; che il ritmo del risanamento dei bilanci si è rallentato; che la creazione di posti di lavoro nella zona euro è tuttora molto debole; che, secondo Eurostat, l'inflazione nella zona euro è inferiore agli obiettivi della BCE;

J.  considerando che gli sviluppi demografici generano pressioni sui bilanci nazionali e i sistemi pensionistici; che l'aspettativa di vita continua ad aumentare;

K.  considerando che occorre tener conto del coefficiente di aspettativa di vita per garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici;

L.  considerando che l'attenzione alla velocità e all'intensità dell'attuazione delle riforme strutturali è stata asimmetrica tra Stati membri nel corso della crisi, rivelandosi molto più ardua per i paesi periferici rispetto ai paesi centrali; che tutti gli Stati membri dovrebbero sfruttare lo stesso impulso e intraprendere le necessarie riforme strutturali per promuovere una crescita e una creazione di posti di lavoro sostenibili ed equilibrate in tale settore;

M.  considerando che tutti gli Stati membri devono migliorare i loro risultati e la loro competitività e che una sfida reale attualmente posta alla zona euro è data dalle sempre più marcate divergenze socio-economiche tra Stati membri; che è nell'interesse di tutti gli Stati membri provvedere affinché l'occupazione e le sfide sociali siano affrontate in modo tempestivo ed efficace per evitare un deterioramento dell'economia;

N.  considerando che nell'Unione europea gli investimenti nell'istruzione, nella formazione, nella ricerca e nell'innovazione, determinanti per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, si attestano ancora a un livello inferiore rispetto ai principali partner economici dell'UE e ai suoi concorrenti globali; che gli investimenti produttivi in tali ambiti sono essenziali per uscire in modo sostenibile dalla crisi;

O.  considerando che il sostegno agli imprenditori deve essere una priorità per gli Stati membri;

P.  considerando che un mix di politiche coerente, che abbini politiche macroeconomiche, politiche strutturali, istituzioni del mercato del lavoro solide, mercati del lavoro non segmentati, contrattazione collettiva e sistemi previdenziali dotati di risorse adeguate, è essenziale per assorbire gli shock ciclici; considerando che anche un sistema basato sul rapido reinserimento nel mercato del lavoro con misure di accompagnamento incentrate sulla flessicurezza è importante per assorbire gli shock ciclici;

Q.  considerando che i livelli di povertà aumentano dal 2007 e che il 24,2% della popolazione dell'Unione è attualmente a rischio di povertà o di esclusione sociale; che la spesa per la protezione sociale è diminuita in quasi tutti gli Stati membri e che il comitato per la protezione sociale (CPS) segnala il crescente numero di persone a rischio di scarsità di reddito, povertà infantile, necessità mediche non soddisfatte, grave privazione materiale ed esclusione sociale;

R.  considerando che l'Unione europea sta mancando quasi tutti gli obiettivi della strategia Europa 2020 e che i progressi compiuti negli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi di Europa 2020 risultano deludenti; che gli impegni stabiliti dai programmi nazionali di riforma per il 2013 sono insufficienti per il raggiungimento della maggior parte degli obiettivi a livello dell'UE;

S.  considerando che è indispensabile favorire la responsabilità, la titolarità e la legittimità democratica di tutte le parti coinvolte nel semestre europeo; che un'adeguata partecipazione del Parlamento europeo è un elemento fondamentale di tale processo; che i parlamenti nazionali sono i rappresentanti e i garanti dei diritti acquisiti e delegati dai cittadini; che l'introduzione del semestre europeo deve avvenire nel pieno rispetto delle prerogative dei parlamenti nazionali;

T.  considerando che non esistono dispositivi per garantire che il Consiglio europeo rispetti la posizione del Parlamento europeo prima della sua adozione annuale delle priorità proposte dalla Commissione nell'analisi annuale della crescita;

U.  considerando che, dal 20 al 22 gennaio 2014, ha tenuto riunioni ad alto livello con parlamentari nazionali nell'ambito della settimana parlamentare europea, per discutere l'analisi annuale della crescita 2014 e i suoi aspetti occupazionali e sociali,

Indicatori sociali

1.  accoglie con favore il fatto che quest'anno, per la prima volta, il progetto di relazione comune sull'occupazione allegato all'analisi annuale della crescita 2014 (AAC) include un quadro di valutazione per l'occupazione e le politiche sociali, contribuendo in tal modo a rafforzare il monitoraggio dell'occupazione e degli sviluppi sociali quale parte della vigilanza macroeconomica nel quadro del semestre europeo; ritiene che ciò debba incidere sugli orientamenti politici del semestre europeo, al fine di rafforzare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria, poiché tale aspetto è non solo auspicabile, ma anche necessario per affrontare la crisi e prevenire gravi disparità socio-economiche nella zona euro, rafforzando in tal modo la sua sostenibilità; esprime profonda preoccupazione per il carattere limitato del ruolo riservato al Parlamento europeo nel quadro del semestre europeo; deplora gli scarsi progressi compiuti dalla Commissione e dal Consiglio per rafforzare il controllo democratico degli orientamenti in materia di politica economica; è del parere che, in virtù dei trattati in vigore, l'articolo 136 TFUE consenta al Consiglio, su raccomandazione della Commissione e con il voto dei soli Stati membri la cui moneta è l'euro, di adottare orientamenti vincolanti in materia di politica economica per i paesi della zona euro nel quadro del semestre europeo; sottolinea che un meccanismo di incentivi rafforzerebbe la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche; chiede che un accordo interistituzionale associ il Parlamento all'elaborazione e approvazione dell'analisi annuale della crescita e delle linee guida in materia di politica economica e occupazionale;

2.  sottolinea che le priorità sociali ed economiche concordate nel quadro della strategia Europa 2020 sono profondamente interconnesse; ritiene che non si possano conseguire la sostenibilità economica e l'equilibrio macroeconomico, nel medio come nel lungo periodo, senza rafforzare e tutelare la dimensione sociale dell'UEM; considera che l'aspetto sociale e l'aspetto economico dell'Unione sono due facce della stessa medaglia e che entrambi svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'Unione;

3.  rileva, tuttavia, che tali indicatori non sono stati resi vincolanti, a differenza di quanto è avvenuto con il quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici; chiede alla Commissione e agli Stati membri di valutare la situazione alla luce dei crescenti squilibri a livello sociale e di occupazione nell'UE;

4.  si rammarica che gli indicatori occupazionali e sociali proposti dalla Commissione siano insufficienti a coprire in modo completo le situazioni occupazionali e sociali presenti negli Stati membri; chiede l'inclusione nel quadro di valutazione di indicatori supplementari, in particolare i livelli di povertà infantile, l'accesso all'assistenza sanitaria, la mancanza di fissa dimora e un indice del lavoro dignitoso, al fine di consentire un'adeguata valutazione della situazione sociale negli Stati membri; ritiene che, previa consultazione del Parlamento, gli indicatori debbano essere rivisti periodicamente; sottolinea che non esistono dispositivi per garantire che il Consiglio europeo rispetti la posizione del Parlamento europeo prima della sua adozione annuale delle priorità proposte dalla Commissione nell'analisi annuale della crescita;

Riunioni dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali dell'eurogruppo

5.  sottolinea l'importanza di tenere, laddove necessario, una riunione dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali dell'eurogruppo prima dei vertici europei; reputa altrettanto essenziale che le riunioni congiunte raggiungano una posizione coerente tra i Consigli EPSCO ed ECOFIN, in modo da garantire che i timori in ambito sociale e occupazionale siano affrontati in modo più completo nelle discussioni e nelle decisioni delle autorità della zona euro al fine di contribuire alle riunioni dei capi di Stato e di governo della zona euro;

L'esigenza di rilanciare la domanda interna e creare posti di lavoro di qualità attraverso investimenti produttivi e una maggiore produttività

Un patto per aumentare gli investimenti e la produttività nell'UE

6.  sottolinea che, mentre le riforme strutturali possono ottenere risultati a medio e lungo termine, l'esigenza di stimolare la domanda interna dell'UE impone alla Commissione e al Consiglio di potenziare gli investimenti per sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro di qualità nel breve periodo, oltre a rafforzare le potenzialità a medio termine; rileva che gli obiettivi principali sono già stati definiti nella strategia Europa 2020 e nel patto per la crescita e l'occupazione concluso nel giugno 2012, ma che i finanziamenti devono essere aumentati; incoraggia pertanto gli Stati membri a predisporre un pacchetto di investimenti per migliorare sensibilmente la congiuntura economica a breve termine e la situazione del mercato del lavoro negli Stati membri, come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione dell'11 settembre 2013 dal titolo "Lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita"(10);

7.  sottolinea che la competitività dell'UE sarà rafforzata principalmente attraverso investimenti destinati all'aumento della produttività nei settori dell'istruzione, della ricerca e sviluppo, dell'innovazione continua, dell'ulteriore digitalizzazione e dei servizi di cloud; ritiene che questi siano gli elementi trainanti in grado di fare dell'Unione una destinazione privilegiata per le imprese globali, un esportatore di prodotti e servizi a elevato valore aggiunto e un creatore di posti di lavoro di alta qualità;

8.  è preoccupato per il fatto che oltre 20 Stati membri hanno ridotto la spesa per l'istruzione in termini relativi (in percentuale rispetto al PIL), mettendo pertanto a repentaglio la loro crescita e la loro competitività, e che inoltre essi risentono dello squilibrio fra il fabbisogno di manodopera e le effettive qualifiche della forza lavoro; sottolinea che la riduzione di tali investimenti aumenterà le debolezze strutturali dell'UE, considerato il crescente fabbisogno di lavoratori altamente qualificati e il fatto che in molti Stati membri una percentuale elevata della forza lavoro è attualmente scarsamente qualificata; avverte che, secondo Eurostat, nel 2011 nell'UE a 27, quasi la metà dei minori i cui genitori hanno un basso livello d'istruzione era a rischio di povertà, rispetto al 22% dei minori che hanno genitori con un livello d'istruzione medio e il 7% dei minori che hanno genitori con un livello d'istruzione superiore, e che le differenze più marcate sono state individuate da Eurostat in Romania (dove il 78% dei minori appartiene a nuclei famigliari con un basso livello d'istruzione e il 2% appartiene a nuclei famigliari con un alto livello d'istruzione), nella Repubblica ceca (76% e 5%), in Slovacchia (77% e 7%), Bulgaria (71% e 2%) e Ungheria (68% e 3%);

9.  accoglie con favore il fatto che nell'analisi annuale della crescita 2014 la Commissione inviti gli Stati membri a mantenere o promuovere gli investimenti a lungo termine nell'istruzione, nella ricerca e innovazione, nell'energia e nell'azione di contrasto al cambiamento climatico; ritiene, tuttavia, che ciò non basti per consentire a Stati membri con bilanci già limitati di raggiungere tale obiettivo; chiede alla Commissione di mettere a punto un piano che aiuti tali Stati membri a realizzare i necessari investimenti produttivi, ad esempio nell'istruzione e nella R&S, viste le potenzialità di tali settori nel generare crescita e posti di lavoro;

Fondi europei

10.  osserva che, in tempi di forti ristrettezze di bilancio e di ridotta capacità di prestito del settore privato, i Fondi europei rappresentano una leva fondamentale a disposizione degli Stati membri per stimolare l'economia e contribuire al conseguimento degli obiettivi in materia di crescita e occupazione della strategia Europa 2020;

11.  ritiene che la politica di coesione sia essenziale per contribuire a ridurre le disparità interne in termini di competitività e gli squilibri strutturali; invita la Commissione a riprogrammare con urgenza i finanziamenti strutturali non utilizzati a favore dei programmi per l'occupazione giovanile e le PMI; invita la Commissione a trovare soluzioni specifiche per gli Stati membri con tassi di disoccupazione molto elevati, che saranno costretti a restituire i fondi dell'UE a causa di problemi di co-finanziamento;

12.  invita la Commissione ad applicare il principio di anticipazione ai fondi che risultano essenziali per la ripresa dalla crisi, come il Fondo sociale europeo per il periodo 2014-2020, controllando attentamente gli eventuali effetti indesiderati dell'anticipazione, come il rischio del disimpegno automatico e l'impatto sui profili di pagamento per gli Stati membri che presentano i livelli più alti di disoccupazione e stanno attuando processi di profondo risanamento del bilancio, in particolare riguardo ai programmi per la promozione della crescita economica, l'occupazione e gli investimenti strategici;

13.  ritiene che almeno il 25% dei fondi nazionali di coesione debba essere utilizzato per programmi specifici nell'ambito del Fondo sociale europeo negli Stati membri con i livelli di disoccupazione e povertà più elevati;

Posti di lavoro di qualità e salari dignitosi per aumentare la produttività

14.  invita a creare mercati del lavoro più adattivi e dinamici, in grado di adeguarsi alle perturbazioni della situazione economica senza ricorrere a licenziamenti e ad adeguamenti eccessivi delle retribuzioni; ricorda che il potere d'acquisto di molti lavoratori dell'UE si è sensibilmente eroso, i redditi delle famiglie sono scesi e la domanda interna è calata, tutti fattori che alimentano disoccupazione ed esclusione sociale, in particolare negli Stati membri più duramente colpiti dalla crisi; rileva che ridurre i costi del lavoro che si traducono direttamente in retribuzioni e salari non può essere l'unica strategia per riconquistare competitività; osserva che la comunicazione sull'analisi annuale sulla crescita 2014 sottolinea che i paesi chiave aventi i necessari margini d'intervento potrebbero aumentare i salari come unico modo per accrescere la spesa; chiede che siano formulate raccomandazioni ambiziose nel promuovere una crescita e una creazione di posti di lavoro più equilibrate nella zona euro;

15.  rileva che la Commissione, nel suo progetto di relazione comune sull'occupazione 2014, sottolinea che le riduzioni del costo unitario del lavoro e la moderazione salariale hanno inciso sugli andamenti dei prezzi, in parte a causa dell'incremento simultaneo delle imposte indirette e dei prezzi amministrati;

16.  rileva che retribuzioni e posti di lavoro dignitosi sono importanti non solo per la coesione sociale e l'equità nella società, ma anche per il mantenimento di un'economia solida; invita la Commissione e gli Stati membri, in base alle loro rispettive competenze, a proporre misure che affrontino la disuguaglianza e garantiscano una retribuzione dignitosa; invita gli Stati membri a combattere la povertà dei lavoratori perseguendo politiche del mercato del lavoro volte a garantire un salario di sussistenza a chi lavora;

17.  osserva che le donne stimolano la crescita dell'occupazione in Europa e che pertanto occorre attivarsi maggiormente per sfruttare appieno il potenziale produttivo della forza lavoro femminile attraverso una migliore attuazione delle politiche di promozione della parità di genere e utilizzare più efficacemente i finanziamenti UE destinati a tal fine;

18.  sottolinea l'importanza di esplorare la possibilità di ridurre la pressione sulle retribuzioni mediante sistemi di salario minimo in base alle pratiche nazionali;

19.  sottolinea che la qualità del lavoro è essenziale, in un'economia ad alto coefficiente di conoscenza, per promuovere l'elevata produttività del lavoro e l'innovazione rapida attraverso una forza lavoro qualificata, flessibile e motivata, con norme sanitarie e di sicurezza dignitose, un senso di sicurezza e un orario di lavoro ragionevole;

Riforme per rafforzare la partecipazione al lavoro di qualità

20.  invita gli Stati membri a presentare piani nazionali per l'occupazione generali e per i giovani nei loro programmi nazionali di riforma per il 2014; si rammarica che, nonostante le ripetute richieste del Parlamento, un numero significativo di Stati membri non abbia presentato tali piani nel 2013;

21.  si rammarica che il Consiglio non abbia tenuto conto della richiesta del Parlamento di impostare gli orientamenti per il 2013 secondo un approccio che privilegiasse la qualità dei posti di lavoro; invita la Commissione a includere la qualità del lavoro, la formazione, i sistemi di apprendimento duale, l'accesso all'apprendimento permanente, i diritti fondamentali dei lavoratori e il sostegno alla mobilità nel mercato del lavoro e al lavoro autonomo attraverso una maggiore sicurezza per i lavoratori nelle raccomandazioni per paese basate sull'analisi annuale della crescita 2014;

22.  sottolinea che è opportuno che le riforme del mercato del lavoro privilegino l'aumento della produttività e l'efficienza del lavoro, al fine di migliorare la competitività dell'economia dell'UE e di garantire la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro rispettando rigorosamente, nel contempo, la lettera e lo spirito dell'acquis sociale europeo e i suoi principi; ritiene che le riforme dei mercati del lavoro debbano essere attuate in modo da promuovere la flessibilità interna e la qualità del lavoro;

23.  ritiene che le riforme strutturali del mercato del lavoro debbano introdurre la flessibilità interna per preservare l'occupazione in tempi di perturbazioni economiche e assicurare la qualità del lavoro, la sicurezza nella transizione tra posti di lavoro, regimi di indennità di disoccupazione basati su requisiti di attivazione e collegati a politiche di reinserimento che mantengano gli incentivi al lavoro, garantendo nel contempo un reddito dignitoso, nonché la definizione di accordi contrattuali che contrastino la segmentazione del mercato del lavoro, anticipino la ristrutturazione economica e assicurino l'accesso all'apprendimento permanente; ritiene che solo un equilibrio incentrato sulla flessicurezza possa garantire un mercato del lavoro competitivo;

24.  sottolinea l'importanza, nel contesto attuale, di politiche attive, ampie e inclusive a favore del lavoro; è profondamente preoccupato per il fatto che vari Stati membri, nonostante la disoccupazione in crescita, abbiano ridotto gli stanziamenti di bilancio per finanziare tali politiche del lavoro; invita gli Stati membri ad aumentare la copertura e l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, in stretta collaborazione con le parti sociali;

25.  invita gli Stati membri a elaborare, in collaborazione con il settore privato e le parti sociali in base alle prassi nazionali, e presentare piani occupazionali comprendenti misure specifiche per la creazione di posti di lavoro, in particolare per i comparti che la Commissione ha identificato come settori ad alto potenziale, segnatamente nel campo dell'assistenza sanitaria e sociale, dell'economia a basse emissioni di carbonio ed efficiente nell'uso delle risorse e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; invita la Commissione a sostenere, attraverso tali piani per l'occupazione, la creazione di opportunità di lavoro, in particolare per i disoccupati di lunga durata, i lavoratori anziani disoccupati, le donne e altri gruppi prioritari colpiti con particolare durezza dalla crisi, quali gli immigrati e i disabili;

26.  sottolinea l'importanza di Erasmus+ nonché il significativo contributo che il programma europeo per l'istruzione, la formazione, la gioventù, lo sport e le lingue può apportare al miglioramento della situazione del mercato del lavoro, in particolare di quello giovanile;

27.  sottolinea l'importanza di una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l'impiego al fine di sviluppare e attuare a livello europeo sistemi di apprendimento comparativo basati su elementi concreti e per realizzare iniziative a favore del mercato del lavoro europeo;

Disoccupazione giovanile

28.  è profondamente preoccupato per il fatto che, ancora una volta, i tassi di disoccupazione giovanile continuino a essere molto elevati; rileva che la situazione dei giovani disoccupati è particolarmente preoccupante; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a intervenire urgentemente per inserire i giovani nel mercato del lavoro; chiede agli Stati membri di attuare le misure concordate da tempo o nuove misure a favore della lotta contro la disoccupazione giovanile, in modo da ridurre il numero dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET), tenendo conto dell'aspetto qualitativo di un lavoro dignitoso che rispetti pienamente le norme fondamentali in materia di lavoro;

29.  accoglie con favore l'adozione della garanzia per i giovani da parte del Consiglio, così come l'assegnazione di 6 miliardi di euro all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nell'ambito del prossimo QFP; invita gli Stati membri ad attuare urgentemente regimi di garanzia per i giovani e a utilizzare le risorse disponibili in modo efficiente, dando la priorità a quanti si trovano nelle situazioni più difficili; è preoccupato, tuttavia, per il fatto che taluni governi non hanno messo a disposizione i finanziamenti necessari alla realizzazione di tale obiettivo; invita gli Stati membri a introdurre un sistema adeguato per monitorare l'efficienza delle misure attuate e delle risorse finanziarie impegnate;

30.  si compiace del fatto che i fondi suddetti possano essere utilizzati nei primi due anni del prossimo quadro finanziario; ricorda, tuttavia, che l'importo previsto è totalmente insufficiente per combattere la disoccupazione giovanile in maniera duratura e che esso dovrebbe costituire una prima quota per la lotta a questo fenomeno; sottolinea che, in base ai calcoli dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), la cifra necessaria per realizzare, soltanto nella zona euro, un programma efficace di lotta alla disoccupazione giovanile ammonta a 21 miliardi di euro, mentre la perdita economica imputabile al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro nel 2011 è stata stimata a 153 miliardi di EUR negli Stati membri, cifra che corrisponde all'1,2% del PIL dell'UE; invita la Commissione a dare priorità alla garanzia per i giovani e ad aumentare il bilancio disponibile in occasione della promessa revisione intermedia del QFP;

31.  invita la Commissione e il Consiglio ad assicurare che gli Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi abbiano un margine di bilancio sufficiente per attuare i regimi di garanzia per i giovani;

32.  plaude alla proposta della Commissione relativa a un quadro di qualità per i tirocini, finalizzato ad accrescere l'occupabilità dei giovani e a migliorare le loro condizioni di lavoro; rileva, tuttavia, la mancata imposizione di livelli retributivi adeguati; invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali europee ad attuare un'ambiziosa alleanza per la formazione;

Mobilità dei lavoratori

33.  ritiene che il numero dei lavoratori, in particolare giovani, che stanno lasciando i paesi di origine per altri Stati membri alla ricerca di opportunità di lavoro, rende urgente la necessità di sviluppare misure idonee; rileva che sono in atto modifiche alla legislazione dell'UE al fine di garantire la portabilità dei diritti a pensione e il mantenimento dei benefici lavorativi almeno per tre mesi mentre il beneficiario è alla ricerca di un lavoro in un altro Stato membro; prende atto che il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo sulla portabilità transfrontaliera dei diritti a pensione supplementari;

34.  sottolinea l'importanza del sistema d'istruzione duale in uso in alcuni Stati membri; ritiene che l'istruzione duale possa essere attuata in molti altri Stati membri, pur tenendo conto delle caratteristiche nazionali;

35.  si compiace dell'intenzione della Commissione di potenziare il portale europeo della mobilità professionale (EURES) intensificando e ampliando le sue attività e, in particolare, promuovendo la mobilità dei giovani; chiede di elaborare una strategia specifica a tale scopo, in collaborazione con gli Stati membri; osserva, tuttavia, che la mobilità deve restare volontaria e non deve limitare gli sforzi tesi a creare posti di lavoro e luoghi di formazione in loco onde evitare di accentuare il problema della "fuga dei cervelli", già avvenuta negli Stati membri più colpiti dalla crisi;

Sistemi di tassazione più equi

36.  rileva che la disuguaglianza dei redditi è in crescita tra i diversi Stati membri e al loro interno, in particolare nel Sud dell'UE e nella sua periferia; osserva, inoltre, che in molti paesi la crisi ha intensificato le tendenze a lungo termine di polarizzazione dei salari e di segmentazione del mercato del lavoro;

37.  rileva che il Fondo monetario internazionale (FMI) ha recentemente osservato che esistono margini per applicare un'imposizione fiscale migliore e più progressiva che potrebbe contribuire a ridurre le disparità nell'Unione; sottolinea che occorre spostare l'onere fiscale dal lavoro verso altre forme di tassazione sostenibile per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro e generare entrate aggiuntive per migliorare la legittimità degli sforzi tesi al risanamento;

38.  invita gli Stati membri ad adottare misure favorevoli alla creazione di posti di lavoro, quali le riforme delle imposte sul lavoro che offrano incentivi all'occupazione, sostengano il lavoro autonomo volontario e promuovano l'imprenditoria in settori strategici;

39.  rileva l'importanza di ridurre la tassazione sul lavoro, in particolare con riduzioni temporanee accuratamente mirate nell'ambito dei contributi versati agli enti di previdenza sociale o regimi di sovvenzione all'occupazione per i neoassunti, in particolare per i giovani, i lavoratori a basso reddito e scarsamente qualificati, per i disoccupati di lungo periodo e per altri gruppi vulnerabili, garantendo nel contempo la sostenibilità a lungo termine dei regimi pensionistici pubblici;

40.  sottolinea l'importanza di adottare provvedimenti efficaci per combattere il lavoro nero, l'occupazione parasubordinata, la frode fiscale e l'evasione fiscale, soprattutto nell'attuale contesto di risanamento del bilancio, allo scopo di tutelare i lavoratori e i redditi e mantenere la fiducia del pubblico nell'equità e nell'efficacia dei regimi fiscali;

Tendenze sociali e sostenibilità dei sistemi di protezione sociale

La necessità di ridurre la povertà e l'esclusione sociale

41.  è preoccupato dall'aumento della povertà in tutte le fasce di età; rileva che la povertà e l'esclusione sociale tra le persone di età compresa tra i 18 e 64 anni è aumentata in modo significativo in due terzi degli Stati membri negli ultimi anni, soprattutto a causa dei livelli crescenti di disoccupazione o di famiglie con un'intensità di lavoro bassa e di lavoratori poveri; rileva che il rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2012 era molto più elevato (48,8%) per i cittadini dei paesi terzi (tra i 18 e i 64 anni di età) rispetto ai cittadini dell'Unione; invita la Commissione e gli Stati membri a intervenire con urgenza per realizzare l'obiettivo della strategia Europa 2020 relativo alla povertà e all'esclusione sociale; esorta la Commissione e gli Stati membri a intervenire immediatamente per combattere la povertà infantile, dato che nel 2011 il 27% dei minori era a rischio di povertà o di esclusione sociale; chiede alla Commissione di emettere raccomandazioni destinate in particolare agli Stati membri aventi la più alta percentuale di minori a rischio di povertà o esclusione sociale;

42.  accoglie con favore il riconoscimento nell'analisi annuale della crescita 2014 dell'esigenza di affrontare le conseguenze sociali della crisi e garantire la sostenibilità finanziaria della protezione sociale; invita gli Stati membri a rafforzare le reti di sicurezza, a garantire l'efficacia dei sistemi sociali e a investire in misure di prevenzione;

43.  accoglie con favore il Fondo di aiuti europei agli indigenti, che contribuirà a soddisfare i bisogni di base delle persone più colpite dalla povertà; chiede agli Stati membri di utilizzare i finanziamenti in maniera corretta e di destinarli ai più bisognosi;

Pensioni sostenibili

44.  prende atto delle proposte contenute nelle RSI e relative a numerosi Stati membri per quanto riguarda la riforma dei regimi pensionistici; deplora che le raccomandazioni formulate dalla Commissione non contengano alcun riferimento alle raccomandazioni del Parlamento nel Libro verde e nel Libro bianco sulle pensioni; ricorda che le riforme dei regimi pensionistici richiedono una coesione politica e sociale a livello nazionale e sono coronate da successo soltanto se negoziate con le parti sociali;

45.  sottolinea che le necessarie riforme approfondite dei sistemi pensionistici attualmente in corso negli Stati membri devono essere predisposte, concepite e adottate nell'ottica di garantire la sostenibilità di tali sistemi, evitando nel contempo di compromettere i livelli adeguati delle pensioni, nel pieno rispetto delle priorità economiche e sociali della strategia Europa 2020;

46.  sottolinea la necessità di intraprendere le riforme necessarie per garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici; è convinto che, se si vuole efficacemente innalzare l'effettiva età pensionabile, le riforme dei regimi pensionistici devono essere accompagnate da politiche che limitino le possibilità di prepensionamento e altri sistemi di uscita precoce dal mondo del lavoro, sviluppino possibilità di occupazione per i lavoratori più anziani, garantiscano l'accesso all'apprendimento permanente, introducano politiche fiscali positive che offrano incentivi a lavorare più a lungo, e promuovano un invecchiamento sano e attivo; sottolinea l'acuirsi della pressione esercitata dagli sviluppi demografici sui bilanci e i sistemi pensionistici nazionali, ora che i primi scaglioni della generazione del "baby boom" stanno andando in pensione; osserva i progressi e i livelli di ambizione disomogenei tra gli Stati membri nel formulare e attuare le riforme strutturali volte ad aumentare l'occupazione, a eliminare gradualmente i sistemi di prepensionamento e a valutare, a livello di Stati membri e assieme alle parti sociali, la necessità di allineare in modo sostenibile l'età pensionabile stabilita per legge e quella effettiva all'aumento dell'aspettativa di vita; sottolinea che gli Stati membri che non provvedono oggi a mettere in atto riforme graduali potrebbero trovarsi successivamente nella situazione di dover adottare riforme d'urto con significative conseguenze sociali;

47.  è preoccupato per il rischio di pensioni inadeguate per una generazione di giovani europei attualmente disoccupati o con lavori precari, che avranno un'età di pensionamento ancora più elevata e periodi di calcolo delle pensioni più lunghi;

Stabilizzatori sociali europei

48.  rileva che la politica di protezione sociale, in particolare le indennità di disoccupazione, il sostegno al reddito minimo e la progressività dell'imposizione fiscale, hanno contribuito, in un primo momento, a ridurre la gravità della recessione e a stabilizzare i mercati del lavoro e i consumi; sottolinea, tuttavia, che la capacità di questi stabilizzatori economici e sociali fondamentali è stata ridotta in modo preoccupante negli Stati membri in cui tali stabilizzatori erano maggiormente necessari; rileva che i redditi delle famiglie e la domanda interna sono stati, di conseguenza, meno tutelati;

49.  ritiene che l'introduzione di un sistema di bonus-malus crei una situazione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte;

50.  sottolinea che le politiche sociali e le norme sociali sono state utilizzate in taluni casi come fattori di adeguamento in considerazione degli obblighi di risanamento dei bilanci; invita la Commissione a valutare le conseguenze che tali processi hanno avuto per i sistemi previdenziali e i cittadini; invita gli Stati membri a migliorare l'adeguatezza e l'efficacia dei sistemi di protezione sociale e a garantire che questi continuino ad agire come cuscinetto contro la povertà e l'esclusione sociale;

51.  sottolinea che è opportuno che la Commissione europea riconosca l'importanza che rivestono gli assistenti famigliari sia per i servizi di assistenza sia per l'economia e la società in generale, ricordando che i loro interessi sono raramente presi in considerazione nelle politiche che comunque esercitano un impatto su di essi in maniera costante e generalizzata;

52.  ritiene che i finanziamenti dell'Unione possano contribuire al rafforzamento delle capacità degli assistenti famigliari per quanto riguarda i servizi di assistenza (ad esempio, sostegno emotivo, scambi e informazioni) e di sostegno ("advocacy") e che tali finanziamenti potrebbero altresì sostenere lo scambio di informazioni, la ricerca e il collegamento in rete; ritiene altresì che potrebbero essere esaminate misure legislative, nel rispetto delle competenze nazionali e del principio di solidarietà, le quali potrebbero assumere, a titolo di esempio, la forma di una direttiva sui congedi per assistenza;

53.  sottolinea che, a causa dei cambiamenti demografici, in un prossimo futuro occorreranno assistenti famigliari qualificati, e che è importante garantire la formazione e l'istruzione dei futuri assistenti per evitare il collasso dell'intero sistema assistenziale e di sicurezza sociale; considera inoltre importante assicurare il massimo supporto agli assistenti famigliari (in particolare quelli informali), di cui è necessario riconoscere il contributo;

54.  sottolinea l'importanza dei servizi prestati dalle strutture per malati terminali e dalla medicina palliativa nell'ambito dell'assistenza di lunga degenza; osserva che, grazie alla composizione multi-professionale, alla flessibilità e alla cooperazione con altri settori professionali, gli assistenti famigliari e gli utenti delle équipe mobili di cure palliative, hanno la possibilità di colmare determinate lacune critiche dei sistemi di assistenza di lunga degenza;

La necessità di rafforzare la legittimità democratica e il dialogo sociale

55.  sottolinea che è opportuno che tutte le riforme del mercato del lavoro si basino su un maggiore coordinamento del dialogo sociale;

56.  sottolinea che la Troika ha confermato che la partecipazione di qualità delle parti sociali e un solido dialogo sociale, anche a livello nazionale, sono essenziali per la riuscita di qualunque riforma e che nel quadro delle riforme dell'UEM, in particolare, il ruolo delle parti sociali nel nuovo processo di governance economica, soprattutto nel semestre europeo, andrebbe rafforzato; accoglie con favore la proposta della Commissione di coinvolgere maggiormente le parti sociali nel processo del semestre europeo, anche nel quadro del comitato per il dialogo sociale, prima dell'adozione dell'analisi annuale della crescita;

57.  invita il Consiglio europeo e gli Stati membri a garantire la piena partecipazione dei parlamenti nazionali e regionali, delle parti sociali, delle autorità pubbliche e della società civile nell'attuazione e nel monitoraggio degli orientamenti politici nel quadro della strategia Europa 2020 e del suo processo di governance economica, al fine di assicurarne la titolarità; invita il Consiglio europeo e la Commissione a integrare più efficacemente il monitoraggio e la valutazione degli obiettivi occupazionali, sociali e in materia di istruzione della strategia Europa 2020 nel semestre europeo 2014;

o
o   o

58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P7_TA(2013)0447.
(2) Testi approvati, P7_TA(2013)0515.
(3) GU C 308 E del 20.10.2011, pag. 116.
(4) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 81.
(5) GU C 131 E dell'8.5.2013, pag. 87.
(6) GU C 153 E del 31.5.2013, pag. 57.
(7) Testi approvati, P7_TA(2012)0419.
(8) Testi approvati, P7_TA(2013)0266.
(9) Testi approvati, P7_TA(2013)0036.
(10) Testi approvati, P7_TA(2013)0365.


ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE:

RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE CHE IL CONSIGLIO EUROPEO DEVE ADOTTARE NEI SUOI ORIENTAMENTI POLITICI

Raccomandazione 1: indicatori sociali

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

accoglie con favore il fatto che quest'anno, per la prima volta, il progetto di relazione comune sull'occupazione allegato all'analisi annuale della crescita 2014 (AAC) include un quadro di valutazione per l'occupazione e le politiche sociali, contribuendo in tal modo a rafforzare il monitoraggio dell'occupazione e degli sviluppi sociali quale parte della vigilanza macroeconomica nel quadro del semestre europeo; ritiene che ciò debba incidere sugli orientamenti politici nel quadro del semestre europeo, al fine di rafforzare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria, un aspetto non solo auspicabile, ma anche necessario per affrontare la crisi e prevenire gravi divergenze socioeconomiche nella zona euro, rafforzando in tal modo la sua sostenibilità;

Esprime profonda preoccupazione per il limitato ruolo riservato al Parlamento europeo nel quadro del semestre europeo; deplora gli scarsi progressi compiuti dalla Commissione e dal Consiglio per rafforzare il controllo democratico degli orientamenti in materia di politica economica; è del parere che, in virtù dei trattati in vigore, l'articolo 136 TFUE consenta al Consiglio, su raccomandazione della Commissione e con il voto dei soli Stati membri la cui moneta è l'euro, di adottare orientamenti vincolanti in materia di politica economica per i paesi della zona euro nel quadro del semestre europeo; sottolinea che un meccanismo di incentivi rafforzerebbe la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche; chiede che un accordo interistituzionale associ il Parlamento all'elaborazione e approvazione dell'analisi annuale della crescita e delle linee guida in materia di politica economica e di occupazione;

rileva, tuttavia, che tali indicatori non sono stati resi vincolanti, a differenza di quanto è avvenuto con il quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici; chiede alla Commissione e agli Stati membri di valutare la situazione alla luce dei crescenti squilibri a livello sociale e di occupazione nell'UE;

si rammarica che gli indicatori occupazionali e sociali proposti dalla Commissione siano insufficienti a coprire in modo completo le situazioni occupazionali e sociali presenti negli Stati membri; chiede l'inserimento nel quadro di valutazione di indicatori supplementari, in particolare i livelli di povertà infantile, l'accesso all'assistenza sanitaria, la mancanza di fissa dimora, e un indice del lavoro dignitoso, al fine di consentire un'adeguata valutazione della situazione sociale negli Stati membri; gli indicatori, previa consultazione del Parlamento, dovrebbero essere rivisti periodicamente; considerando che non esistono dispositivi per garantire che il Consiglio europeo rispetti la posizione del Parlamento europeo prima di adottare ogni anno le priorità proposte dalla Commissione nell'analisi annuale della crescita;

Raccomandazione 2: eurogruppo a livello di ministri del Lavoro e degli Affari sociali

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Sottolinea l'importanza di tenere, laddove necessario, una riunione dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali dell'eurogruppo prima dei vertici europei. Le riunioni congiunte dovrebbero raggiungere una posizione coerente tra i Consigli EPSCO ed ECOFIN, in modo da garantire che i timori in ambito sociale e occupazionale siano affrontati in modo più completo nelle discussioni e decisioni delle autorità della zona euro e per contribuire alle riunioni dei capi di Stato e di governo della zona euro;

Raccomandazione 3: un patto per aumentare gli investimenti e la produttività nell'UE

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

sottolinea che, mentre le riforme strutturali possono ottenere risultati a medio e lungo termine, l'esigenza di stimolare la domanda interna dell'UE impone alla Commissione e al Consiglio di potenziare gli investimenti per sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro di qualità nel breve periodo, oltre a rafforzare le potenzialità a medio termine; rileva che gli obiettivi principali sono già stati definiti nella strategia Europa 2020 e nel patto per la crescita e l'occupazione concluso nel giugno 2012, ma che i finanziamenti devono essere aumentati; incoraggia pertanto gli Stati membri a predisporre un pacchetto di investimenti per migliorare sensibilmente la congiuntura economica a breve termine e la situazione del mercato del lavoro negli Stati membri, come indicato dal Parlamento nella sua risoluzione dell'11 settembre 2013 dal titolo "Lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita" (2013/2045(INI));

accoglie con favore il fatto che nell'analisi annuale della crescita 2014 la Commissione inviti gli Stati membri a mantenere o promuovere gli investimenti a lungo termine nell'istruzione, nella ricerca e innovazione, nell'energia e nell'azione di contrasto al cambiamento climatico; ritiene, tuttavia, che ciò non basti per consentire a Stati membri con bilanci già limitati di raggiungere tale obiettivo;

chiede alla Commissione di mettere a punto un piano che aiuti tali Stati membri a realizzare i necessari investimenti produttivi, ad esempio nell'istruzione e nella ricerca e sviluppo, viste le loro potenzialità nel generare crescita e posti di lavoro;

Raccomandazione 4: posti di lavoro di qualità e salari dignitosi per aumentare la produttività

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Costo unitario del lavoro, costi di produzione e margini di profitto

Invita a creare mercati del lavoro più adattivi e dinamici, in grado di adeguarsi alle perturbazioni della situazione economica senza ricorrere a licenziamenti e ad adeguamenti eccessivi delle retribuzioni; ricorda che il potere d'acquisto di molti lavoratori dell'UE si è sensibilmente eroso, i redditi delle famiglie sono scesi e la domanda interna è calata, tutti fattori che alimentano disoccupazione ed esclusione sociale, in particolare nei paesi più duramente colpiti dalla crisi; rileva che ridurre i costi del lavoro che si traducono direttamente in retribuzioni e salari non può essere l'unica strategia per riconquistare competitività; osserva che la comunicazione sull'analisi annuale sulla crescita 2014 sottolinea che i paesi chiave aventi i necessari margini d'intervento potrebbero aumentare le retribuzioni come unico modo per accrescere la spesa; chiede che tali raccomandazioni siano ambiziose per promuovere una crescita e una creazione di posti di lavoro più equilibrate nella zona euro;

Salari e retribuzione dignitosa

La Commissione deve proporre misure per affrontare le disuguaglianze e garantire una retribuzione dignitosa. Invita gli Stati membri a combattere il problema dei lavoratori poveri perseguendo politiche del mercato del lavoro volte a garantire un salario di sussistenza a chi lavora, un aspetto importante non solo per la coesione sociale e l'equità nella società, ma anche per il mantenimento di un'economia solida.

Qualità dei posti di lavoro

Raccomanda di porre maggiore enfasi nelle RSI 2014 della Commissione sulla qualità del lavoro, che costituisce un elemento essenziale, in un'economia ad alto coefficiente di conoscenza, per promuovere l'elevata produttività del lavoro e l'innovazione rapida attraverso una forza lavoro qualificata, flessibile e motivata, con norme sanitarie e di sicurezza dignitose, un senso di sicurezza e un orario di lavoro ragionevole. Gli orientamenti politici dovrebbero riguardare, in particolare, l'accesso dei lavoratori a un insieme fondamentale di diritti del lavoro, come sancito dai trattati e ferma restando la normativa degli Stati membri.

Contrastare l'esistenza e la proliferazione di condizioni di lavoro precarie e di occupazione parasubordinata e assicurare che le persone con contratti temporanei o a tempo parziale o che svolgono un lavoro autonomo godano di un'adeguata protezione sociale e di accesso alla formazione.

Assicurare l'effettiva attuazione della direttiva che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Raccomandazione 5: riforme per rafforzare la partecipazione al lavoro di qualità

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Piani nazionali per l'occupazione generali e per i giovani

La Commissione dovrebbe rendere obbligatoria la presentazione di piani nazionali per l'occupazione generali e per i giovani nelle RSI 2014.

La Commissione dovrebbe includere la qualità del lavoro, la formazione, l'accesso all'apprendimento permanente, i diritti fondamentali dei lavoratori e il sostegno alla mobilità nel mercato del lavoro e al lavoro autonomo attraverso una maggiore sicurezza per i lavoratori nelle RSI basate sull'analisi annuale della crescita 2014.

Riforme del mercato del lavoro e politiche attive del lavoro

Le riforme del mercato del lavoro dovrebbero essere incentrate sull'aumento della produttività e dell'efficienza del lavoro, al fine di migliorare la competitività dell'economia dell'Unione e di garantire la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro, pur osservando scrupolosamente, alla lettera e nello spirito, l'acquis sociale europeo e i suoi principi. Le riforme nei mercati del lavoro dovrebbero essere attuate in modo da promuovere la qualità del lavoro.

Le riforme strutturali del mercato del lavoro dovrebbero introdurre la flessibilità interna per preservare l'occupazione in tempi di perturbazioni economiche e assicurare la qualità del lavoro, la sicurezza nella transizione tra posti di lavoro, regimi di indennità di disoccupazione basati su requisiti di attivazione e collegati a politiche di reinserimento che mantengano gli incentivi al lavoro garantendo nel contempo un reddito dignitoso, accordi contrattuali per contrastare la segmentazione del mercato del lavoro, prevengano la ristrutturazione economica e assicurino l'accesso all'apprendimento permanente.

Affrontare la scarsa corrispondenza tra domanda e offerta di competenze

Migliorare il monitoraggio delle esigenze in termini di competenze in specifici settori e/o regioni e porre rapidamente rimedio a tale scarsa corrispondenza tra domanda e offerta di competenze.

La Commissione e gli Stati membri dovrebbero cooperare all'elaborazione della panoramica europea delle competenze al fine di ottenere una panoramica completa delle esigenze in termini di competenze nell'UE.

Favorire la cooperazione e le sinergie tra il settore dell'istruzione e della formazione e le imprese per anticipare le esigenze in termini di competenze e per adeguare i sistemi di istruzione e formazione alle esigenze del mercato del lavoro, al fine di dotare la forza lavoro delle competenze necessarie e facilitare la transizione dall'istruzione e dalla formazione al mondo del lavoro; in tale contesto, dovrebbero assumere un ruolo essenziale i sistemi di apprendimento duale;

Promuovere l'accesso alla formazione lungo l'intero arco della vita per tutti i gruppi d'età, non solo mediante l'apprendimento formale, ma anche mediante lo sviluppo di strumenti di apprendimento non formali e informali.

Istituire un sistema di convalida dell'apprendimento non formale e informale entro il 2015 vincolato al quadro europeo delle qualifiche.

Disoccupazione giovanile

Chiede un patto europeo per l'occupazione giovanile che dia attuazione alle misure concordate da tempo e l'impegno di nuove risorse e misure a favore della lotta contro la disoccupazione giovanile, in modo da ridurre il numero di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET), tenendo conto dell'aspetto qualitativo di un lavoro dignitoso che rispetti pienamente le norme fondamentali in materia di lavoro.

Gli Stati membri dovrebbero attuare con urgenza regimi di garanzia per i giovani e utilizzare le risorse disponibili in modo efficiente, dando la priorità a quanti si trovano nelle situazioni più difficili.

Invita la Commissione ad attribuire priorità alla Garanzia per i giovani e ad aumentare il bilancio disponibile in occasione della promessa revisione intermedia del QFP.

La Commissione dovrebbe proporre un quadro di qualità per i tirocini, che includa fra l'altro, i criteri per gli obiettivi di apprendimento e per un lavoro adeguato; invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali europee ad attuare un'ambiziosa alleanza per la formazione.

Lavoratori anziani e disoccupati di lungo periodo

Gli Stati membri dovrebbero sviluppare possibilità di occupazione per i lavoratori più anziani, garantire l'accesso all'apprendimento permanente, introdurre politiche d'incentivi fiscali che incoraggino a lavorare più a lungo e promuovano un invecchiamento sano e attivo.

I disoccupati di lungo periodo dovrebbero essere sostenuti creando posti di lavoro e adottando approcci integrati di inclusione attiva, compresi incentivi positivi all'attivazione come l'orientamento personalizzato e i programmi di reinserimento nel mondo del lavoro, sistemi previdenziali adeguati e l'accesso a servizi di qualità che aiutino questa categoria a ricreare un legame con il mercato del lavoro e ad accedere a posti di lavoro di qualità.

Donne

La Commissione dovrebbe porre maggiore enfasi sull'aumento significativo della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che costituisce un elemento essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo principale della strategia Europa 2020 riguardo al tasso di occupazione. Chiede misure quali assistenza e servizi per l'infanzia a costi accessibili, adeguati regimi di congedo di maternità, paternità e parentale e flessibilità negli orari di lavoro e sul luogo di lavoro.

Gli Stati membri dovrebbero rispettare e promuovere la parità di genere nel quadro delle rispettive politiche nazionali e dei programmi nazionali di riforma.

Altri gruppi prioritari

Gli Stati membri dovrebbero includere nei programmi nazionali di riforma misure essenziali in materia di occupazione e inclusione sociale adottate dalla strategia europea per le persone con disabilità. Ricorda alla Commissione che tali misure fanno parte delle sue raccomandazioni per paese per il 2014.

Chiede l'inclusione dell'integrazione delle minoranze nelle priorità dell'analisi annuale della crescita 2014, in quanto la loro partecipazione è essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo principale della strategia Europa 2020 riguardo al tasso di occupazione. Invita la Commissione e gli Stati membri a occuparsi del basso livello di partecipazione al mercato del lavoro delle persone appartenenti a minoranze, come ad esempio i Rom.

Raccomandazione 6: rafforzamento della mobilità volontaria dei lavoratori

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

ritiene che, dato il numero di lavoratori, in particolare tra i giovani, che lasciano i paesi di origine per altri Stati membri alla ricerca di opportunità di lavoro, vi sia la necessità urgente di sviluppare misure idonee; sono in atto modifiche alla legislazione dell'UE al fine di garantire la portabilità dei diritti a pensione e il mantenimento dei benefici lavorativi almeno per tre mesi mentre il beneficiario è alla ricerca di un lavoro in un altro Stato membro; il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo sulla portabilità transfrontaliera dei diritti a pensione supplementari;

Raccomandazione 7: verso sistemi di tassazione più equi

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Rileva che il Fondo monetario internazionale (FMI) ha recentemente osservato che esistono margini per applicare un'imposizione fiscale migliore e più progressiva che potrebbe contribuire a ridurre le disparità nell'Unione; sottolinea che occorre spostare l'onere fiscale dal lavoro verso altre forme di tassazione sostenibile per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro e generare entrate aggiuntive per migliorare la legittimità degli sforzi tesi al risanamento;

Raccomandazione 8: la povertà e l'esclusione devono essere ridotte

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Gli Stati membri dovrebbero rafforzare le reti di sicurezza e garantire l'efficacia dei sistemi sociali oltre a investire in misure di prevenzione.

Esorta la Commissione a considerare l'impatto dei programmi di adeguamento economico sui progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 negli Stati membri che si trovano ad affrontare difficoltà finanziarie e a consentire l'introduzione di modifiche volte ad allineare i programmi di adeguamento agli obiettivi della strategia Europa 2020.

Raccomandazione 9: pensioni sostenibili

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Sottolinea la necessità di intraprendere le riforme necessarie per garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici; è convinto che, per riuscire a innalzare l'età pensionabile ed effettiva, le riforme dei regimi pensionistici devono essere accompagnate da politiche che limitino le possibilità di prepensionamento e altri sistemi di uscita precoce dal mondo del lavoro, sviluppino possibilità di occupazione per i lavoratori più anziani, garantiscano l'accesso all'apprendimento permanente, introducano politiche fiscali positive che offrano incentivi a lavorare più a lungo, e promuovano un invecchiamento sano e attivo;

sottolinea l'acuirsi della pressione esercitata dagli sviluppi demografici sui bilanci e i sistemi pensionistici nazionali, ora che i primi scaglioni della generazione del "baby boom" stanno andando in pensione; osserva i progressi e i livelli di ambizione disomogenei tra gli Stati membri nel formulare e attuare le riforme strutturali volte ad aumentare l'occupazione, a eliminare gradualmente i sistemi di prepensionamento e a valutare, a livello di Stati membri e con le parti sociali, la necessità di allineare in modo sostenibile l'età pensionabile stabilita per legge e quella effettiva all'aumento dell'aspettativa di vita; sottolinea che gli Stati membri che non provvedono oggi a mettere in atto riforme graduali potrebbero trovarsi successivamente nella situazione di dover adottare riforme d'urto con significative conseguenze sociali.

Raccomandazione 10: stabilizzatori sociali europei

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

Rileva che la politica di protezione sociale, in particolare le indennità di disoccupazione, il sostegno al reddito minimo e la progressività dell'imposizione fiscale, hanno contribuito, in un primo momento, a ridurre la gravità della recessione e a stabilizzare i mercati del lavoro e i consumi; sottolinea, tuttavia, che la capacità di questi stabilizzatori economici e sociali fondamentali è stata ridotta in modo preoccupante negli Stati membri in cui tali stabilizzatori erano maggiormente necessari; rileva che i redditi delle famiglie e la domanda interna sono stati, di conseguenza, meno tutelati;

sottolinea che le politiche sociali e le norme sociali sono state utilizzate in taluni casi come fattori di adeguamento in considerazione degli obblighi di risanamento dei bilanci; invita la Commissione a valutare le conseguenze che tali processi hanno avuto per i sistemi previdenziali nazionali e i cittadini; invita gli Stati membri a migliorare l'adeguatezza e l'efficacia dei sistemi di protezione sociale e a garantire che questi continuino ad agire come cuscinetto contro la povertà e l'esclusione sociale;

Raccomandazione 11: la legittimità democratica e il dialogo sociale devono essere rafforzati

Il Parlamento europeo ritiene che gli orientamenti politici annuali che il Consiglio europeo adotterà in base all'analisi annuale della crescita debbano avere i seguenti obiettivi:

È opportuno che tutte le riforme del mercato del lavoro si basino su un maggiore coordinamento del dialogo sociale.

Rafforzare la partecipazione di qualità delle parti sociali e rafforzare il dialogo sociale, anche a livello nazionale, sono elementi essenziali per la riuscita di qualunque riforma e in particolare nel quadro delle riforme dell'UEM e del ruolo delle parti sociali nel nuovo processo di governance economica, soprattutto nel semestre europeo.

Attuare la proposta della Commissione di coinvolgere maggiormente le parti sociali nel processo del semestre europeo, anche nel quadro del comitato per il dialogo sociale, prima dell'adozione dell'analisi annuale della crescita.

Il Consiglio europeo e gli Stati membri dovrebbero garantire la piena partecipazione dei parlamenti nazionali e regionali, delle parti sociali, delle autorità pubbliche e della società civile nell'attuazione e nel monitoraggio degli orientamenti politici nel quadro della strategia Europa 2020 e del processo di governance economica, al fine di assicurarne la titolarità.

Il Consiglio europeo e la Commissione dovrebbero rafforzare l'integrazione del monitoraggio e della valutazione degli obiettivi occupazionali, sociali e in materia di istruzione della strategia Europa 2020 nel semestre europeo 2014.

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