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Procedura : 2013/2175(INI)
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Ciclo del documento : A7-0065/2014

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A7-0065/2014

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PV 26/02/2014 - 9.14
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P7_TA(2014)0161

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Mercoledì 26 febbraio 2014 - Strasburgo
Finanziamento a lungo termine dell’economia europea
P7_TA(2014)0161A7-0065/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 sul finanziamento a lungo termine dell'economia europea (2013/2175(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il Libro verde della Commissione intitolato "Il finanziamento a lungo termine dell'economia europea" (COM(2013)0150),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (COM(2013)0462), presentata dalla Commissione,

–  visti i principi di alto livello dell'OCSE sul finanziamento degli investimenti a lungo termine da parte degli investitori istituzionali,

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Pensare anzitutto in piccolo (Think small first) – uno Small Business Act per l'Europa" (COM(2008)0394), che riconosce il ruolo centrale delle PMI nell'economia dell'UE e mira a rafforzarlo promuovendo altresì il potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro di tali imprese attraverso la mitigazione di una serie di problemi ritenuti d'ostacolo al loro sviluppo,

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti" (COM(2011)0870),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (2014 – 2020) (COM(2011)0834), presentata dalla Commissione,

–  viste la comunicazione della Commissione, del 23 febbraio 2011, intitolata "Riesame dello Small Business Act per l'Europa" (COM(2011)0078) e la risoluzione del Parlamento del 12 maggio 2011 in materia(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per il venture capital(2),

–  vista la direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2003/41/CE e 2009/65/CE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 1095/2010(3),

–  visti i negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0065/2014),

A.  considerando che, secondo la Commissione, le banche commerciali, cui è riconducibile oltre il 75% dell'intermediazione finanziaria, sono una delle principali fonti di finanziamento nell'UE;

B.  considerando che la crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano nell'UE hanno ostacolato in modo significativo il processo di intermediazione finanziaria e la capacità del settore finanziario europeo di far confluire i risparmi verso le esigenze di investimento a lungo termine, alla luce del fragile contesto macroeconomico;

C.  considerando che agli investimenti pubblici spetta un ruolo chiave in termini di incentivazione degli investimenti a lungo termine; che, come mostrato da recenti studi della Commissione(4), le politiche di risanamento delle finanze pubbliche, in particolare quelle coordinate a livello di UE, hanno avuto ripercussioni estremamente negative sugli investimenti a lungo termine a causa degli effetti di ricaduta e dell'esistenza di un moltiplicatore positivo della spesa pubblica;

D.  considerando che i concorrenti internazionali dell'UE, come gli Stati Uniti o il Giappone, hanno mantenuto livelli elevati di investimenti pubblici, mentre le politiche dell'UE hanno portato a livelli di tali investimenti estremamente bassi;

E.  considerando che tra gli investitori sia privati che istituzionali persistono una mancanza di fiducia e un elevato livello di avversione al rischio;

F.  considerando che il contesto caratterizzato da tassi di interesse modesti, prospettive di crescita limitate, almeno per il futuro prevedibile, e da incertezza economica ha portato a una significativa riduzione dell'offerta di finanziamenti a lungo termine e della predisposizione al rischio per progetti a lungo termine;

G.  considerando che le limitate finanze pubbliche a disposizione degli Stati membri hanno ostacolato la capacità del settore pubblico di investire nelle infrastrutture;

H.  considerando che il Parlamento ha richiesto in più di un'occasione (come già avvenuto nel gennaio 2013) un atto legislativo sulla ristrutturazione delle imprese che consenta a queste ultime di effettuare una programmazione a lungo termine;

I.  considerando che l'aumento generalizzato della disoccupazione, e di quella giovanile in particolare, continua a rappresentare una grave minaccia per la convergenza economica e sociale a livello di UE;

Considerazioni

1.  accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di avviare un ampio dibattito sulle soluzioni per promuovere l'offerta di finanziamenti a lungo termine nonché per migliorare e diversificare il sistema di intermediazione finanziaria per gli investimenti a lungo termine nell'UE; sottolinea, ciononostante, che è necessario realizzare urgentemente progressi concreti al fine di riavviare gli investimenti a lungo termine e la creazione di posti di lavoro nell'UE; evidenzia la necessità che la definizione del concetto di "finanziamento a lungo termine" sia equilibrata e includa l'esistenza di passività stabili ai fini di una gestione delle attività a lungo termine senza rischi in termini di eccessi di liquidità;

2.  sottolinea che gli investimenti a lungo termine devono essere in linea con le esigenze dell'economia reale in modo da offrire la base necessaria per la continuità e la sostenibilità della crescita economica nonché del benessere sociale indispensabili per realizzare un'Unione europea competitiva, sostenibile, socialmente inclusiva e innovativa;

3.  prende atto della specificità delle circostanze da affrontare ai livelli locale e regionale; auspica quindi una cooperazione efficiente tra le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e gli enti locali e regionali in vista di un'agevolazione dei progetti transnazionali e dell'instaurazione di una cultura degli investimenti a lungo termine in tutta l'Unione;

4.  sottolinea che gli investimenti a lungo termine devono essere in linea con gli obiettivi della strategia per la crescita Europa 2020, con l'aggiornamento del 2012 della politica industriale, con l'iniziativa "Unione dell'innovazione", nonché con lo strumento per collegare l'Europa;

5.  sottolinea che i costi di formazione e istruzione vanno considerati come investimenti a lungo termine;

6.  rileva che la capacità dell'economia di offrire finanziamenti per investimenti a lungo termine dipende dalla domanda pubblica e da quella privata, che sono entrambe molto limitate nell'UE, dalla sua cultura degli investimenti e dalla sua capacità di generare possibilità di finanziamento nonché di attirare e trattenere i capitali degli investimenti diretti nazionali ed esteri;

7.  sottolinea che gli investimenti a lungo termine svolgono un ruolo cruciale nella stabilizzazione dei mercati finanziari grazie al loro orientamento anticiclico che promuove una crescita economica sostenibile;

8.  rileva che le banche dell'UE offrono oltre il 75% dei finanziamenti a lungo termine, con una conseguente situazione di notevole dipendenza da tale fonte di finanziamento, e che invece negli Stati Uniti meno del 20% della totalità dei finanziamenti a lungo termine è fornito dalle banche, con una larga maggioranza che proviene da mercati dei capitali ben sviluppati;

9.  osserva che il sistema finanziario dell'UE diventerà più resiliente in presenza di una più ampia gamma di fonti di finanziamento non bancarie e di strumenti a servizio dei risparmiatori e delle esigenze di finanziamento a lungo termine delle aziende;

10.  constata che, per raggiungere gli obiettivi dell'UE nei settori del clima e dell'energia, occorre indirizzare la gestione dei portafogli verso gli investimenti verdi a lungo termine;

11.  sottolinea che il risanamento delle finanze pubbliche costituisce la priorità per i bilanci pubblici in un'ottica di garanzia e ripristino dell'ottemperanza al Patto di stabilità e crescita e al pacchetto sulla governance economica ("two-pack"); sostiene, di conseguenza, l'iniziativa tesa a incoraggiare gli investimenti privati nei finanziamenti a lungo termine;

Ostacoli alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva

12.  rileva che i finanziamenti pubblici sono limitati in ragione della lenta crescita economica, della gestione inadeguata dei bilanci pubblici e della concessione di aiuti di Stato per salvare gli istituti finanziari;

13.  osserva che alcuni paesi si trovano ad affrontare rilevanti ostacoli nell'accesso ai mercati dei capitali, o addirittura ne sono attualmente esclusi, a causa degli eccessivi livelli di indebitamento accumulati negli ultimi anni, quando sono stati proprio i mercati dei capitali la principale causa della recente crisi; osserva, inoltre, che in molti Stati membri l'accesso al capitale per le PMI è notevolmente ostacolato, dal momento che le banche commerciali sono disposte a concedere crediti soltanto a condizioni impossibili da soddisfare;

14.  rileva che alcuni investitori dei settori bancario e assicurativo devono adattare il proprio modello commerciale a requisiti regolamentari mutevoli e più severi; osserva che tali requisiti dovrebbero in teoria consolidare il finanziamento dell'economia reale e contribuire agli obiettivi generali dell'UE, che puntano a un'economia sostenibile, inclusiva e intelligente;

15.  osserva che gli investitori possono anche essere disincentivati a investire in determinati settori anche a causa del rischio di modifiche della normativa che possono alterare in maniera significativa le condizioni economiche di un progetto;

16.  invita la Commissione a valutare, in cooperazione con il Comitato europeo per il rischio sistemico, i rischi sistemici per i mercati dei capitali e la società nel suo insieme derivanti dall'eccesso di attivi legati al carbonio (carbon asset) "inutilizzabili"; chiede alla Commissione di presentare una relazione su tale valutazione come seguito del suo Libro verde;

17.  osserva che i codici fallimentari attualmente in vigore nell'UE sono frammentari e, in alcuni casi, disincentivano gli investimenti transfrontalieri limitando altresì le possibilità degli investitori di recuperare il proprio capitale in caso di fallimento di un progetto; avverte che va evitata una corsa al ribasso per quanto concerne la protezione degli investitori; riconosce che le disposizioni in materia di fallimento rientrano nell'ambito di competenza degli Stati membri;

Meccanismi di finanziamento alternativi

18.  rileva che le banche commerciali continueranno probabilmente a essere una delle principali fonti di finanziamento e che è essenziale per gli Stati membri trovarne di nuove in grado di integrare i meccanismi consolidati e colmare la carenza di finanziamenti offrendo nel contempo un quadro normativo e di vigilanza adeguato che sia orientato alle esigenze dell'economia reale; si rammarica che nel corso degli ultimi vent'anni le offerte pubbliche nell'UE siano andate diminuendo, ostacolando così la crescita, la creazione di posti di lavoro, l'innovazione e la stabilità; osserva che alle PMI quotate è riconducibile una porzione significativa dei posti di lavoro complessivamente creati nell'UE e deplora le conseguenze negative delle limitazioni cui sono soggette tali imprese in termini di capitale durante la loro fase di crescita;

19.  propone di valutare la possibilità di introdurre una sezione dedicata agli investimenti nel bilancio dell'UE;

20.  accoglie con favore la proposta legislativa della Commissione relativa ai fondi di investimento a lungo termine; rileva che, a giudicare dalle caratteristiche previste per gli stessi, si tratterà di uno strumento che sarà appannaggio degli investitori istituzionali; osserva che anche il regime dell'UE in materia di fondi di investimento alternativi, capitale di rischio e fondi sociali di investimento offre idonei modelli di veicoli di investimento;

21.  pone l'accento sul potenziamento del ruolo dei nuovi strumenti finanziari innovativi in tutti i settori di attività e in tutti i finanziamenti che rientrano nei fondi strutturali e d'investimento europei; sottolinea che la crescente importanza degli strumenti finanziari nella politica di coesione alla luce della limitata disponibilità di prestiti per gli investimenti nell'economia reale; invita la Commissione a garantire la chiarezza giuridica e la trasparenza dei nuovi strumenti finanziari preconfezionati nonché a stabilire più solidi collegamenti con le opzioni di prestito della Banca europea per gli investimenti (BEI);

22.  invita la Commissione a proporre un quadro europeo rafforzato per i fondi di investimento meno liquidi, in modo da far confluire la liquidità a breve termine delle famiglie verso investimenti a lungo termine e offrire una soluzione pensionistica aggiuntiva;

23.  incoraggia le parti interessate a sviluppare ulteriormente l'iniziativa UE-BEI dedicata ai prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti (project bond), al fine di incrementare il finanziamento dei grandi progetti infrastrutturali europei nei settori dei trasporti, dell'energia e delle tecnologie dell'informazione; invita gli Stati membri a sviluppare iniziative nazionali, sostenute da meccanismi di garanzia, in materia di prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti; rammenta che le garanzie pubbliche dovrebbero essere concesse solo se sono rispettate rigorose condizioni tese ad assicurare un'adeguata fornitura di beni pubblici;

24.  ritiene che i partenariati pubblico-privato (PPP) possano rappresentare uno strumento efficace ed efficiente sotto il profilo dei costi per agevolare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato riguardo a determinati investimenti, in particolare nell'ambito dei progetti infrastrutturali; prende atto della forte necessità di competenze di alto livello che consentano di attuare correttamente la selezione, la valutazione, la progettazione, la pianificazione a lungo termine di tali progetti e la definizione di accordi di finanziamento in relazione agli stessi;

25.  ritiene che gli investitori pubblici a lungo termine (le banche di sviluppo nazionali, regionali o multilaterali e gli istituti finanziari pubblici) rappresentino una valida soluzione per stimolare gli investimenti privati e quindi consentire alle PMI di accedere ai finanziamenti nonché per catalizzare i finanziamenti a lungo termine per le imprese di interesse pubblico generale e di importanza strategica, in particolare quelle potenzialmente in grado di offrire un valore aggiunto per gli obiettivi strategici pubblici in materia di crescita economica, coesione sociale e tutela ambientale; sottolinea l'importanza della rendicontabilità, della trasparenza e della titolarità democratica degli obiettivi di investimento a lungo termine auspicabili e dei meccanismi di agevolazione;

26.  invita la Commissione a esaminare e sviluppare in un documento di follow-up un approccio armonizzato alla valutazione di lungo termine dei progetti di interesse generale sostenuti da risorse pubbliche a livello nazionale e di UE;

27.  invita gli Stati membri a creare idonee reti per la cooperazione e lo scambio di informazioni nonché a creare investitori pubblici a lungo termine nazionali o regionali che possano apprendere dalle migliori prassi delle istituzioni già esistenti; sottolinea, in tale contesto, che le banche di sviluppo nazionali o regionali in questione, che spesso assumono strutture cooperative, durante l'attuale crisi hanno continuato a offrire finanziamenti affidabili alle economie regionali e locali; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il loro sostegno agli istituti finanziari del citato tipo;

28.  invita la Commissione a vagliare soluzioni per sostenere gli Stati membri che necessitano di assistenza finanziaria e tecnica per l'istituzione dei propri investitori pubblici a lungo termine nazionali e regionali, nonché a studiare la possibilità di introdurre un meccanismo di garanzia dell'UE per gli investitori pubblici nazionali a lungo termine;

29.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di esaminare il potenziale in termini di tecniche di aggregazione e messa in comune in quanto soluzione atta ad offrire ai progetti su piccola scala, sia sociali che infrastrutturali di altra natura, migliori possibilità di attirare i necessari investimenti;

30.  osserva la rapida crescita del finanziamento collettivo (crowd funding) e ritiene che possa offrire nuove opportunità; sottolinea tuttavia che è necessario preservare la tutela degli investitori e la trasparenza;

31.  ritiene che gli investitori istituzionali, ad esempio compagnie di assicurazione, fondi pensione, imprese a conduzione familiare, fondi comuni e di dotazione, rappresentino fornitori di finanziamenti a lungo termine idonei e affidabili grazie al più esteso orizzonte temporale dei relativi modelli commerciali; sottolinea che vanno perfezionati e calibrati appositi requisiti di vigilanza e prudenziali relativi a detti investitori istituzionali, al fine di promuovere gli investimenti a lungo termine per un'economia reale intelligente, sostenibile e inclusiva;

32.  sottolinea l'esigenza di migliorare l'accesso ai mercati dei capitali attraverso nuove fonti di finanziamento, ad esempio le offerte pubbliche iniziali, il finanziamento collettivo (crowd-funding), il prestito tra pari (peer-to-peer) e le obbligazioni (garantite), oppure attraverso nuovi segmenti di mercato; invita l'Unione europea a esaminare attentamente le iniziative nazionali di successo e a farne tesoro per individuare ed eliminare gli ostacoli alle offerte pubbliche iniziali; è favorevole all'introduzione della categoria di mercati "mercati di crescita per le PMI" nell'ambito della direttiva sugli strumenti finanziari; invita la Commissione a sostenere lo sviluppo di tali mercati nell'ambito della revisione della direttiva Prospetto; invita altresì la Commissione a valutare un approccio trasversale alle diverse direzioni in vista dell'esame di soluzioni per promuovere i mercati pubblici per le PMI e di possibili modalità di diversificazione del parco investitori nell'ambito delle direttive sul piano d'azione per i servizi finanziari;

33.  auspica un sforzo legislativo volto a garantire una cartolarizzazione di qualità degli attivi prevenendo nel contempo le strutture altamente complesse, l'eccessivo ricorso alla ricartolarizzazione e la suddivisione in più di tre tranche; rileva che esiste un margine di miglioramento in termini di standardizzazione e trasparenza per quanto riguarda i rischi sottostanti; invita la Commissione e la Banca centrale europea a seguire da vicino le attività del gruppo di lavoro sulla cartolarizzazione dell'Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari e del Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) partecipando attivamente alle stesse; prende atto della mancanza di un approccio coerente e chiede quindi di elaborare un quadro normativo generale nonché di definire il concetto di "cartolarizzazione di qualità"; ritiene che la cartolarizzazione di qualità possa risultare utile nell'intermediazione finanziaria degli attivi sia a lungo termine che a breve termine e che possa essere vantaggiosa per mutuatari piccoli e medi;

34.  osserva che la cartolarizzazione è stata uno dei fattori che hanno contribuito alla crisi, dal momento che la responsabilità a lungo termine per il rischio è stata distribuita lungo la catena di cartolarizzazione; invita la Commissione, di conseguenza, a continuare a rafforzare sia il sistema bancario, includendo le banche cooperative e le casse di risparmio pubbliche, sia la capacità delle banche di accedere a rifinanziamenti a lungo termine a copertura dei loro investimenti, per l'appunto, a lungo termine;

35.  accoglie con favore le operazioni di miglioramento del credito del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) nonché il programma quadro per la competitività e l'innovazione volto a generare finanziamenti aggiuntivi per le PMI;

36.  invita la Commissione a ridurre gli oneri amministrativi e normativi superflui, e a tenere conto, in particolare, delle specificità delle PMI e degli imprenditori; si compiace dell'adozione dello Small Business Act per l'Europa e del regolamento sulla competitività delle imprese e delle PMI (COSME) nonché dei programmi di Orizzonte 2020; osserva che la frammentazione dei mercati finanziari ha reso più difficile e oneroso il finanziamento del settore delle PMI;

37.  raccomanda che la BEI istituisca una sezione speciale per il finanziamento delle PMI, con condizioni di prestito ad hoc;

38.  prende atto dell'invito della Commissione a fare ricorso al private equity o al capitale di rischio, così come previsto dalla direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi e dal regolamento sui fondi di capitale di rischio, quali fonti di finanziamento alternative, in particolare per le imprese in fase di avviamento e di crescita; rileva che, attualmente, esiste una forte distorsione fiscale che favorisce il finanziamento tramite debito; ritiene che le società di private equity e di investimento in capitale di rischio possano offrire un prezioso sostegno non finanziario, anche in termini di servizi di consulenza (generale, finanziaria e sulla strategia di mercato) e formazione; invita la Commissione a valutare ulteriormente il ruolo delle citate società nel finanziamento dell'economia dell'UE; chiede alla Commissione di adoperarsi in vista dell'eliminazione di tutti i pregiudizi nei confronti del capitale azionario nelle diverse economie nazionali, nonché nell'economia europea e globale;

Contesto normativo

39.  sottolinea che un ambiente favorevole agli investitori con una forte tendenza al progresso tecnologico è una condizione preliminare per trasformare l'UE in una destinazione interessante per gli investimenti esteri diretti; evidenzia la necessità di incoraggiare la libera circolazione dei capitali sia all'interno dell'UE che tra l'UE e i paesi terzi, in modo che l'Unione possa accedere a pool di capitali globali; in tale contesto rileva, in particolare, l'importanza di garantire che la direttiva sui gestori di fondi in investimento alternativi sia attuata in modo tale da incoraggiare gli investimenti esteri nell'UE;

40.  ritiene importante che gli investitori abbiano la possibilità di scegliere tra una moltitudine di prodotti di investimento interessanti e quindi di diversificare i loro investimenti;

41.  sottolinea la necessità di eliminare l'eccessiva propensione al breve termine nel comportamento degli investitori e di passare a una cultura degli investimenti responsabile che contribuisca agli investimenti a lungo termine nell'UE;

42.  pone l'accento sulla necessità di promuovere l'idea condivisa che la stabilità finanziaria e la crescita non si escludono a vicenda ma, piuttosto, sono interdipendenti e costituiscono un punto di partenza importante per guadagnare e rafforzare la fiducia degli investitori nel lungo termine;

43.  sottolinea l'importanza dell'educazione finanziaria e della comprensione da parte degli investitori nell'ambito dell'instaurazione di una cultura degli investimenti a lungo termine all'interno dell'Unione europea e sottolinea il ruolo che la regolamentazione dell'UE può svolgere in tale contesto;

44.  pone l'accento sul fatto che un quadro normativo coerente e la certezza giuridica sono indispensabili per un mercato unico dei servizi finanziari ben funzionante; ritiene che la riforma attuale e quella futura del sistema di regolamentazione debbano essere oggetto di un'attenta valutazione e che le relative conseguenze vadano monitorate con attenzione; chiede inoltre alla Commissione e agli Stati membri di accelerare la promozione dell'Unione bancaria al fine di ridurre la frammentazione dei mercati finanziari; invita la Commissione a completare il mercato unico dei servizi al fine di dispiegarne l'intero potenziale;

45.  chiede l'attuazione di incentivi volti a incoraggiare l'azionariato di lungo termine, ad esempio diritti di voto supplementari nei consigli di amministrazione, azioni aggiuntive e dividendi più elevati;

46.  invita la Commissione a valutare attentamente gli effetti cumulativi della regolamentazione finanziaria degli investimenti a lungo termine, sia essa già conclusa oppure in corso;

47.  accoglie con favore gli sviluppi nei negoziati in corso sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti; prende atto dell'importanza di tali negoziati nel consolidamento delle politiche e delle misure volte a incrementare gli investimenti tra USA-UE a sostegno della creazione di posti di lavoro, della crescita economica sostenibile e della competitività internazionale;

48.  ritiene che sia opportuno includere una specifica valutazione d'impatto dei finanziamenti a lungo termine in qualunque proposta legislativa volta a regolamentare i corrispondenti servizi finanziari;

49.  sostiene l'appello della Commissione all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali a valutare la possibile calibrazione di talune disposizioni in materia di requisiti patrimoniali nel quadro del regime Solvibilità II, onde scongiurare eventuali ostacoli al finanziamento a lungo termine; chiede alla Commissione di procedere a consultazioni complete sulle calibrazioni proposte per poi modificare la legislazione in vigore;

50.  ribadisce la propria richiesta di assegnare, nell'ambito della proposta di regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, un'idonea ponderazione del rischio alle esposizioni interamente garantite sotto ogni aspetto da ipoteche su progetti infrastrutturali chiave nei settori dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni; ritiene che in futuro la legislazione debba tenere conto delle esigenze degli investitori a lungo termine, valutare il rischio legato agli attivi finanziari includendo la natura e la durata delle passività, e riconoscere l'effetto positivo delle passività stabili;

51.  incoraggia la Commissione a cercare una cooperazione e una convergenza internazionali rafforzate nel settore degli investimenti a lungo termine portando avanti un dialogo globale sia a livello di G20 che di FSB;

52.  ritiene che gli investimenti in attivi a lungo termine necessitino di conoscenze approfondite e di una valutazione dei relativi rischi nel lungo termine; sottolinea, pertanto, che gli investitori devono acquisire ottime competenze e una buona gestione del rischio per salvaguardare gli impegni a lungo termine;

53.  ritiene che sani principi contabili in linea con obiettivi a lungo termine applicabili agli investitori istituzionali, ad esempio il passaggio a un'economia rispettosa del clima, possano migliorare la trasparenza e la coerenza delle informazioni finanziarie, e che essi debbano riflettere sistematicamente l'approccio economico applicato dagli investitori a lungo termine; sottolinea tuttavia che l'attuazione di tali principi contabili non deve dare adito alla creazione di incentivi per strategie procicliche; esorta l'Organismo internazionale di normalizzazione contabile a tenere conto del rischio di prociclicità in sede di riesame delle pratiche di valutazione ai prezzi mercato (mark-to-market ) o in base a modelli matematici (mark-to-model ), nonché a riconoscere l'importanza centrale della prudenza nella revisione del suo quadro concettuale; ritiene che la divulgazione di informazioni non finanziarie chiare e standardizzate relative alle grandi aziende possa aumentare la trasparenza e promuovere un clima più favorevole agli investitori;

54.  incoraggia la Commissione a seguire da vicino le attività del G20 riguardo alle proposte relative alla creazione di un quadro multilaterale per gli investimenti che definisca norme minime e modifichi alcune normative sugli investimenti a lungo termine nonché le regolamentazioni contabili orientate al fair value (valore equo) al fine di far fronte alle fluttuazioni e alla volatilità nel breve termine promuovendo così gli investimenti transfrontalieri;

55.  ritiene che sia assolutamente necessario un contesto fiscale affidabile che consenta di prevenire gli ostacoli agli investimenti a lungo termine; rileva che taluni incentivi e concessioni fiscali possono risultare fondamentali nella promozione degli investimenti; incoraggia la condivisione delle migliori prassi e sottolinea che il mercato interno necessita di trasparenza e di un miglior coordinamento delle politiche fiscali nazionali al fine di agevolare gli investimenti transfrontalieri e di evitare la doppia imposizione nonché la doppia non imposizione; esorta gli Stati membri e la Commissione a valutare la possibilità di concedere agevolazioni fiscali per i rendimenti dei progetti infrastrutturali sostenibili o comunque altri incentivi e sgravi fiscali per promuovere gli investimenti a lungo termine;

56.  invita gli Stati membri, in collaborazione con i rispettivi enti locali e regionali, a riesaminare i loro strumenti di programmazione finanziaria nonché a elaborare e pubblicare piani nazionali per le infrastrutture al fine di fornire agli investitori e alle altre parti interessate informazioni dettagliate, offrendo altresì maggiore certezza e pianificazione preventiva circa i progetti futuri; invita la Commissione a dare agli Stati membri la possibilità di elaborare uno strumento di standardizzazione dei dati relativi ai progetti infrastrutturali e di metterlo a disposizione tramite un magazzino di dati centrale;

57.  ritiene che un quadro normativo settoriale stabile nel lungo periodo sia indispensabile per i concessionari di grandi infrastrutture di trasporto finanziate senza fondi pubblici al fine di permettere, grazie a opportune regole di tariffazione, l'accesso ai finanziamenti necessari e il recupero dei costi a lungo termine garantendo altresì un ritorno sufficiente sugli investimenti;

58.  invita la Commissione a valutare l'impatto degli incentivi fiscali degli Stati membri sui finanziamenti a lungo termine e sulla transizione energetica nonché a identificare le migliori prassi nella differenziazione tra costi di capitale contenuti per gli investimenti verdi ed elevati costi di capitale per gli investimenti in progetti non compatibili con la transizione verso un approvvigionamento energetico sostenibile;

59.  chiede di offrire alle PMI, in quanto spina dorsale della crescita e della creazione di posti di lavoro nell'UE, un accesso prioritario ai fondi di investimento a lungo termine (ELTIF); ritiene che tale accesso debba essere accompagnato da una semplificazione delle procedure per la presentazione delle domande; sottolinea l'importanza di garantire un più agevole accesso al finanziamento lungo l'intero ciclo di vita di un'impresa al fine di creare e mantenere posti di lavoro sostenibili e di qualità;

60.  invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare i fondi pensione ad adottare decisioni di investimento socialmente responsabili in linea con i diritti umani nonché con le norme sociali e ambientali validi sia UE che a livello internazionale, compresi i principi e gli orientamenti pertinenti dell'OCSE e dell'ONU; ricorda che l'intenzione della Commissione di rivedere la direttiva relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali non deve disincentivare il finanziamento sostenibile a lungo termine;

61.  sottolinea la necessità di migliorare la regolamentazione e la vigilanza a livello finanziario in un'ottica di tutela dei lavoratori, dei contribuenti e dell'economia reale da futuri fallimenti di mercato;

62.  invita la Commissione a intensificare le proprie comunicazioni e le relazioni con la BEI per quanto attiene alla progettazione di prestiti e sistemi di garanzia ad hoc; incoraggia la BEI a operare in stretta collaborazione con gli Stati membri e le regioni riguardo alla relativa esecuzione di nuovi strumenti finanziari innovativi nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei, nonché a continuare a sostenerne la strategia di investimento rivolta al settore dell'economia sociale; invita inoltre la BEI a prendere altresì in considerazione l'ipotesi di una maggiore flessibilità in sede di definizione dell'entità di tali prestiti ad hoc e altri sistemi connessi nonché delle regolamentazioni a essi applicabili, in modo da assicurare la massima compatibilità degli stessi con gli strumenti finanziari offerti a titolo dei fondi strutturali e d'investimento europei, in particolare per quanto concerne l'adeguatezza dei finanziamenti a favore di giovani imprenditori e imprese sociali;

o
o   o

63.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 102.
(2) GU L 115 del 25.4.2013, pag. 1.
(3) GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1.
(4) http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/economic_paper/2013/pdf/ecp506_en.pdf

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