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Procedura : 2014/2017(INI)
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A7-0250/2014

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PV 02/04/2014 - 18.4
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P7_TA(2014)0259

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Mercoledì 2 aprile 2014 - Bruxelles
69a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
P7_TA(2014)0259A7-0250/2014

Raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio del 2 aprile 2014 sulla 69a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2014/2017(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21 e 34,

–  vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Alexander Graf Lambsdorff, a nome del gruppo ALDE, sulla 69a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (B7-0014/2014),

–  vista la 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–  vista la sua raccomandazione dell'11 giugno 2013 destinata al Consiglio sulla 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(1),

–  viste le priorità dell'Unione europea per la 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, adottate dal Consiglio il 24 giugno 2013(2),

–  viste la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 3 maggio 2011 sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite(3) e la risoluzione del Parlamento europeo dell'11 maggio 2011 sull'UE quale attore globale: il suo ruolo nell'ambito delle organizzazioni multilaterali(4),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sul decimo anniversario della risoluzione 1325(2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardante le donne, la pace e la sicurezza(5),

–  vista la sua risoluzione del 7 luglio 2011 sulle politiche esterne dell'UE a favore della democratizzazione(6);

–  viste la risoluzione 2106 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 24 giugno 2013 sull'intensificazione degli sforzi intesi a porre fine all'impunità dei responsabili di atti di violenza sessuale e le precedenti risoluzioni sul tema(7),

–  vista la sua raccomandazione del 18 aprile 2013 destinata al Consiglio concernente il principio della "responsabilità di proteggere" delle Nazioni Unite(8),

–  vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2013 sulla corruzione nei settori pubblico e privato: l'impatto sui diritti umani nei paesi terzi(9);

–  vista la sua risoluzione del 7 febbraio 2013 sulla 22a sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani(10),

–  visti l'articolo 121, paragrafo 3, e l'articolo 97 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per lo sviluppo (A7-0250/2014),

A.  considerando che l'impegno dell'UE per un multilateralismo efficace centrato sulle Nazioni Unite è parte integrante della politica esterna dell'UE ed è fondato sulla convinzione che un sistema multilaterale efficace sia necessario per raggiungere gli obiettivi comuni e per affrontare le crisi, le sfide e le minacce globali;

B.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri, insieme, sono il principale finanziatore individuale del sistema delle Nazioni Unite (bilancio ordinario, programmi e fondi dell'ONU e bilancio per il mantenimento della pace);

C.  considerando che un partenariato UE-ONU solido e stabile è fondamentale per l'attività delle Nazioni Unite nell'ambito di tutti e tre i pilastri (pace e sicurezza, diritti umani e sviluppo) ed è inoltre un elemento chiave per il ruolo dell'UE come attore a livello globale;

D.  considerando che i diritti umani e la democrazia costituiscono i valori fondanti dell'UE, nonché principi e obiettivi dell'azione esterna europea; che il rispetto, la promozione e la tutela dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani sono le pietre miliari dell'unità e dell'integrità europee;

E.  considerando che le attuali traiettorie delle emissioni condurranno a un riscaldamento di 2 °C entro 20-30 anni e di 4 °C entro il 2100 secondo la relazione della Banca mondiale dal titolo "Turn Down the Heat"; che il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha invitato i capi di Stato a un vertice sul clima, che si terrà a settembre 2014, allo scopo di fissare impegni chiari per le prossime azioni in materia di cambiamento climatico;

F.  considerando che, in quanto principale donatore a livello mondiale, l'UE sostiene sia l'intensificazione degli sforzi per rispettare la scadenza del 2015 in materia di realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio, sia un approccio comune volto all'eliminazione della povertà e allo sviluppo sostenibile;

G.  considerando che il tema prioritario della 58a sessione della Commissione sulla condizione femminile sarà "sfide e risultati raggiunti nell'attuazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze";

H.  considerando che la corruzione nei settori pubblico e privato pone in essere e aggrava disuguaglianze e discriminazioni per quanto riguarda l'equo godimento dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali; che è dimostrato che gli atti di corruzione e le violazioni dei diritti umani implicano abusi di potere, mancanza di assunzione di responsabilità e varie forme di discriminazione;

I.  considerando che lo sviluppo del principio della "responsabilità di proteggere" costituisce un importante passo in avanti verso l'anticipazione, la prevenzione e la reazione al genocidio, ai crimini di guerra, alla pulizia etnica e ai crimini contro l'umanità; che tale principio dovrebbe essere applicato nella maniera più coerente e uniforme possibile;

J.  considerando che la ratifica degli emendamenti di Kampala da parte degli Stati e l'attivazione della giurisdizione della Corte penale internazionale riguardo al reato di aggressione contribuiranno ulteriormente a porre fine all'impunità per i responsabili di tale reato;

K.  considerando che nei contesti in cui si applica il principio della "responsabilità di proteggere" è essenziale mantenere la separazione tra il mandato degli attori militari e quello degli attori umanitari, al fine di salvaguardare la percezione della neutralità e dell'imparzialità di tutti gli attori umanitari ed evitare di mettere a rischio l'efficace fornitura di aiuti e di assistenza;

1.  rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

Diritti umani, democrazia e Stato di diritto

a.  promuovere attivamente il monitoraggio e l'attuazione specifici della dichiarazione della riunione di alto livello sullo Stato di diritto ai livelli nazionale e internazionale del 24 settembre 2012 nonché l'analisi del livello in cui si possa collegare lo Stato di diritto alle attuali riflessioni sugli obiettivi di sviluppo del millennio dopo il 2015 ;

   b. rafforzare gli sforzi internazionali volti a garantire che tutti i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni delle Nazioni Unite siano considerati universali, indivisibili, interdipendenti e correlati e siano rispettati; promuovere l'integrazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutti gli aspetti del lavoro delle Nazioni Unite;
   c. cercare di rafforzare il processo di revisione periodica universale (RPU) attraverso l'inserimento dei termini delle raccomandazioni nei dialoghi bilaterali e multilaterali con gli Stati membri dell'ONU, in particolare nei dialoghi sui diritti umani; favorire un ambiente tale da consentire alle ONG di offrire il proprio contributo alle diverse fasi del processo RPU;
   d. promuovere un ampio contributo della società civile ai diversi meccanismi ONU per i diritti umani, comprese le diverse fasi del processo di revisione periodica universale; fornire supporto al potenziamento delle capacità degli organi per i diritti umani al fine di contrastare pressioni o eventuali ritorsioni, monitorando nel contempo con attenzione casi che potenzialmente riguardino ONG e società civile
   e. ribadire il suo pieno sostegno alla Corte penale internazionale e continuare a vigilare su qualunque tentativo volto a minare la legittimità, l'universalità e l'integrità del sistema dello Statuto di Roma; sollecitare attivamente gli Stati che non sono parte del sistema ai fini di una rapida firma e ratifica; puntare alla ratifica degli emendamenti di Kampala del 2010 sul crimine di aggressione, anche da parte di tutti gli Stati membri;
   f. partecipare attivamente alla campagna per la ratifica della Convenzione contro la corruzione e della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale delle Nazioni Unite da parte di tutti i membri di questa organizzazione; profondere maggiori sforzi per concludere i negoziati relativi a una convenzione globale sul terrorismo internazionale; sostenere l'istituzione di un relatore speciale delle Nazioni Unite sulla criminalità finanziaria, la corruzione e i diritti umani;
   g. invitare i membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a rendere priorità dominante nelle agende delle istituzioni finanziarie e per lo sviluppo internazionali la piena trasparenza delle rendicontazioni delle società e la lotta alla corruzione, al riciclaggio di denaro, ai paradisi fiscali, ai flussi finanziari illeciti e alle strutture tributarie nocive;
   h. evidenziare che i guadagni in termini di sviluppo non saranno sostenibili senza una buona governance, istituzioni democratiche e responsabili e lo Stato di diritto; garantire pertanto, che nel nuovo quadro trovi posto un impegno chiaro nei confronti della governance democratica;
   i. promuovere la prevenzione delle atrocità e di altre gravi violazioni trasformando l'UNHRC in un meccanismo di prevenzione e allerta precoce, piuttosto che in un organo meramente reattivo, onde evitare un'ulteriore aggravarsi delle violazioni dei diritti umani;
   j. introdurre iniziative tematiche specifiche che promuovano l'assunzione di responsabilità per le violazioni dei diritti umani e intervengano nei confronti delle principali questioni relative ai diritti umani, tra cui l'impegno per l'abolizione della pena di morte e la protezione dei diritti delle persone in situazioni vulnerabili, quali minori, donne, persone LGBTI o popolazioni indigene;
   k. condannare le sistematiche violazioni dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran;

Tortura

l.  ribadire l'importanza della lotta contro la tortura e le altre forme di maltrattamento e l'importanza prioritaria che l'UE attribuisce a tale questione, in particolare per quanto riguarda i minori; rinnovare il mandato del relatore speciale per altri tre anni e assicurare un seguito efficace alle precedenti risoluzioni sulla tortura; dimostrare un impegno comune inteso a eliminare la tortura e offrire sostegno alle vittime, in particolare continuando, o, se del caso, iniziando a contribuire al Fondo volontario delle Nazioni Unite per le vittime della tortura e al Fondo speciale istituito dal protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura;

Pena di morte

m.  continuare a lottare contro il ricorso alla pena di morte e sostenere con vigore la moratoria quale passo in avanti verso l'abolizione; continuare a fare pressioni per l'abolizione in tutto il mondo; sollecitare con forza i paesi che ancora applicano la pena capitale a pubblicare dati chiari e precisi sul numero delle condanne e delle esecuzioni;

Diritti LGBTI

n.  esprimere preoccupazione per il recente aumento di leggi e pratiche discriminatorie e di atti di violenza contro i singoli, fondati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere; esortare a controllare da vicino la situazione in Nigeria e Uganda, dove le nuove leggi minacciano gravemente la libertà delle minoranze sessuali; ribadire il proprio sostegno all'incessante attività dell'Alto commissario per i diritti umani per combattere queste leggi e pratiche discriminatorie e, più in generale, alle iniziative delle Nazioni Unite sulla questione; raccomandare la partecipazione attiva nel combattere questi tentativi di ledere tali diritti;

Droni armati

o.  sostenere gli sforzi per promuovere un uso trasparente e responsabile dei droni armati in linea con il quadro giuridico internazionale vigente; continuare a sostenere le indagini sulle uccisioni mirate; continuare a sostenere le indagini sulle uccisioni mirate e dare un seguito alle raccomandazioni dei relatori speciali delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie e la lotta al terrorismo;

Pace e sicurezza

p.  sostenere missioni di ripristino e consolidamento della pace fornendo, se del caso, un maggiore supporto dell'UE (tecnico, finanziario, materiale o di truppe UE) al fine di dare all'ONU strumenti più efficaci di contenimento dell'escalation;

   q. garantire che i mandati di mantenimento della pace rispondano alle esigenze a lungo termine di consolidamento dello Stato, rafforzamento istituzionale e sostegno alla democrazia, incentrandosi in tal modo su un approccio globale in grado di rivolgersi alle cause dei conflitti e della fragilità degli Stati;
   r. cooperare al rafforzamento del ruolo e delle capacità delle organizzazioni regionali per il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi civili e militari e la risoluzione dei conflitti;
   s. chiedere a tutte le parti coinvolte in un conflitto armato il pieno rispetto dei loro obblighi a norma del diritto internazionale, compreso l'accesso incondizionato agli aiuti umanitari;
   t. provvedere affinché il quadro di sviluppo post-2015 promuova una pace sostenibile affrontando le principali cause di conflitto, al fine di creare le condizioni favorevoli necessarie per lo sviluppo e il rispetto dei diritti;
   u. concentrarsi sull'obiettivo di porre fine al terrorismo, sia al terrorismo di Stato che di altra natura;
   v. provvedere affinché la Conferenza delle Nazioni Unite sulla creazione di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente, che non ha avuto luogo nel 2012, come deciso nella conferenza di revisione del 2010 del TNP, si svolga nel 2014;
   w. appoggiare le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle armi all'uranio impoverito e definire una posizione comune dell'UE che risponda meglio alle ripetute richieste del Parlamento di una moratoria precauzionale globale e per la creazione di un consenso internazionale in merito ai potenziali rischi per la salute delle popolazioni civili, ai complessi oneri della gestione post-bellica e ai costi finanziari associati al loro uso;
   x. assicurare che il processo di revisione 2015 dell'architettura della costruzione della pace delle Nazioni Unite promuova il principio della responsabilità di proteggere e il ruolo delle donne nella costruzione della pace;

Responsabilità di proteggere

y.  adoperarsi per stabilire la "responsabilità di proteggere" quale norma internazionale, preservando al contempo il delicato equilibrio tra il ruolo degli Stati interessati e la comunità internazionale e reputando prioritario il principio della prevenzione dei conflitti e del ricorso alle armi soltanto come ultima opzione;

   z. garantire in tal senso che la responsabilità di prevenire e arrestare il genocidio e le atrocità di massa sia in prim'ordine dello stato interessato, sebbene anche la comunità internazionale rivesta un ruolo che sostituisce l'invocazione della sovranità;
   aa. promuovere il concetto chiave secondo cui la prevenzione richiede una suddivisione delle responsabilità e la promozione della collaborazione tra gli Stati interessati e la comunità internazionale;
   ab. assicurare, in collaborazione con tutti i partner internazionali, la piena coerenza e conformità di eventuali ulteriori sviluppi del concetto della "responsabilità di proteggere" al diritto internazionale umanitario;
   ac. lavorare all'inclusione della protezione dei civili nei mandati delle missioni di mantenimento della pace condotte sotto l'egida delle Nazioni Unite;

Donne e bambini

ad.  ribadire il suo impegno a favore dell'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardanti le donne, la pace e la sicurezza(11), che riconoscono l'impatto sproporzionato della guerra sulle donne ma anche il loro ruolo centrale nella gestione dei conflitti, nella loro risoluzione e nella pace sostenibile;

   ae. sostenere e promuovere con vigore la piena attuazione della risoluzione 2016 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla lotta contro l'impunità per gli atti di violenza sessuale perpetrati durante i conflitti, e garantire il consolidamento di ulteriori misure di assunzione di responsabilità, prevenzione e sostegno alle vittime di reati e abusi sessuali;
   af. attribuire priorità all'obiettivo di porre fine ai matrimoni precoci;
   ag. garantire che le donne siano rappresentate in tutte le fasi dei processi di pace, e che siano coinvolte nella diplomazia preventiva, nell'allerta rapida e nel monitoraggio della sicurezza nonché nelle commissioni d'inchiesta nelle situazioni post-conflitto;
   ah. garantire che venga conferita la debita attenzione all'istruzione delle ragazze;
   ai. partecipare attivamente alla 58ª sessione della Commissione sullo status delle donne, al fine di non compromettere l'acquis della piattaforma d'azione di Pechino delle Nazioni Unite, come, ad esempio, l'accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria quale diritto umano fondamentale, ivi compresi i diritti sessuali e riproduttivi; condannare con determinazione il ricorso, come tattica di guerra, alle violenze a sfondo sessuale contro le donne, quali lo stupro di massa, la schiavitù sessuale, la prostituzione forzata, le forme di persecuzione basate sul genere, incluse la mutilazione genitale femminile, la tratta, i matrimoni precoci e forzati, i delitti d'onore e tutte le altre forme di violenza sessuale di analoga gravità; firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;
   aj. invitare gli Stati membri a ratificare il terzo protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, che consentirà ai minori di presentare le loro denunce al Comitato;

Agenda per lo sviluppo post-2015

ak.  riconoscere che sono stati compiuti progressi significativi e sostanziali verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio; sfruttare appieno la fase preparatoria in vista del vertice di settembre 2015 sull'agenda post-2015; garantire la coerenza e il coordinamento tra gli Stati membri dell'Unione europea quanto agli obiettivi e settori prioritari che l'Unione intende promuovere, al fine di evitare l'incoerenza e l'indecifrabilità tipiche di un elenco di obiettivi troppo ampio; sottolineare che occorre dedicare speciale attenzione alle esigenze dei paesi meno sviluppati e dei paesi in stato di conflitto o post-conflitto; garantire che i paesi in via di sviluppo facciano propri tali obiettivi;

   al. porre in luce il fatto che gli sforzi globali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio dovrebbero essere potenziati nel tempo rimanente sino alla scadenza del 2015, e incentrati sui settori nei quali il processo segna maggiormente il passo;
   am. garantire che, nel nuovo quadro unico e integrato, l'eliminazione della povertà continui a essere una priorità, unitamente alla lotta alle disuguaglianze, alla promozione dello sviluppo sostenibile, alla sicurezza alimentare e alla parità di genere;
   an. adoperarsi a favore dell'adozione di un quadro unico integrato e di vasto respiro, per gli obiettivi di sviluppo del millennio dopo il 2015, con parametri di riferimento chiari che includano le principali problematiche dello sviluppo e della sostenibilità; accertarsi che tale quadro sia di natura universale e globale e promuova la prosperità, i diritti umani e il benessere per tutti;
   ao. perseguire un'impostazione fondata sui diritti umani e garantire che gli stessi, nella loro universalità, siano il nucleo del quadro post-2015;
   ap. chiedere un approccio internazionale coerente e globale al finanziamento oltre il 2015, che affronti in modo prevedibile tutte le dimensioni dello sviluppo sostenibile e, in linea con le conclusioni del Consiglio di dicembre 2013, promuovere ulteriormente in seno al sistema delle Nazioni Unite una riflessione sulle fonti alternative di finanziamento e su altri mezzi di attuazione dell'assistenza, segnatamente gli investimenti privati e le misure non finanziarie;
   aq. garantire che i nuovi e ambiziosi obiettivi siano sostenuti da un finanziamento per lo sviluppo ugualmente ambizioso e innovativo;
   ar. poiché momento che le problematiche dell'ambiente e dello sviluppo tendono a essere affrontate separatamente a livello globale, trovare nuove soluzioni per comporre tale frattura e creare collegamenti, anche sul piano istituzionale, tra questi due ambiti strettamente interconnessi;
   as. rammentare l'impegno assunto dai paesi sviluppati, alla 16a conferenza delle parti del 2010 a Cancún, di offrire 100 miliardi annui di USD in "finanziamenti nuovi e aggiuntivi" entro il 2020, per rispondere alle necessità determinate dai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo; sottolineare che tale finanziamento deve garantire una ripartizione equilibrata tra l'adattamento e l'attenuazione;

Altri temi

La vita privata nell'era digitale

at.  ingaggiare tutte le misure legislative e amministrative necessarie per attuare pienamente le raccomandazioni contenute nella risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(12), garantendo in tal modo che i cittadini abbiano gli stessi diritti sia offline sia online, in particolare per quanto concerne il riesame di procedure, pratiche e leggi, nonché la creazione di meccanismi di controllo indipendenti ed efficaci, sottolineando l'importanza della tutela dei dati personali;

   au. al fine di ribadire l'impegno globale dell'Unione europea sul tema, promuovere attivamente un seguito specifico della risoluzione da parte di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite;

Trattato sul commercio di armi

av.  promuovere attivamente la firma e la ratifica rapide del trattato sul commercio delle armi da parte di tutti i membri delle Nazioni Unite, compresi tutti gli Stati membri dell'Unione europea, così da consentire alla comunità internazionale di affrontare efficacemente le ripercussioni negative dell'assenza di trasparenza e di un commercio non adeguatamente regolamentato di armi e munizioni convenzionali e tecnologie pericolose, che fomentano i conflitti armati nel mondo e sono utilizzate per violare i diritti umani; collaborare con altri Stati e con organizzazioni regionali, internazionali e della società civile interessati, per promuovere un'ulteriore ampliamento del campo di applicazione del trattato sul commercio delle armi;

L'Unione europea nel contesto delle Nazioni Unite

aw.  sostenere attivamente una riforma globale del sistema delle Nazioni Unite, segnatamente del Consiglio di sicurezza, al fine di rafforzarne la legittimità, la rappresentazione regionale, l'assunzione di responsabilità e l'efficacia; adoperarsi per l'obiettivo a lungo termine di un seggio dell'Unione europea in seno a un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite allargato;

   ax. garantire la coerenza e l'efficacia dell'Unione europea in qualità di soggetto globale per condurre un'azione rapida e di vasta portata e trasmettere un messaggio "con una sola voce", migliorando il coordinamento delle posizioni degli Stati membri e la cooperazione tra il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri; a questo proposito, incoraggiare il SEAE, in particolare attraverso le delegazioni dell'Unione a Ginevra e a New York, ad adoperarsi per potenziare la coerenza dell'Unione europea;
   ay. sostenere il ruolo dei parlamenti e delle assemblee regionali nel sistema delle Nazioni Unite e il parlamentarismo globale;
   az. continuare l'efficace cooperazione nel sostegno al multilateralismo e alla governance globale e sottolineare l'importanza del partenariato strategico tra l'Unione europea e il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), che ha celebrato il suo decimo anniversario nel febbraio 2014;
   ba. rafforzare la consapevolezza del fatto che il 2015 sarà proclamato Anno europeo dello sviluppo, il che offrirà un'opportunità senza precedenti per migliorare la consapevolezza, da parte dell'opinione pubblica in Europa, delle sfide globali e dell'importanza di nuovi obiettivi di sviluppo da concordare;

Cambiamenti climatici

bb.  puntualizzare che le sfide globali permangono e se ne prevede l'incremento, e che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale minacciano di invertire i progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio; potenziare, pertanto, l'azione sui cambiamenti climatici in occasione del vertice delle Nazioni Unite sul clima che si terrà nel 2014, al fine di costruire una solida base per la riuscita dei negoziati e per alimentare progressi continui verso la riduzione delle emissioni e il rafforzamento delle strategie di adattamento nel quadro della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) del 2015; fungere da esempio e adottare un quadro politico in materia di clima ambizioso, vincolante e provvisto di obiettivi, in tempo utile per il vertice, al fine di esercitare un'influenza positiva sui negoziati;

   bc. partecipare attivamente al dibattito sul concetto di profughi ambientali o del clima e su una sua eventuale definizione giuridica nel quadro del diritto internazionale o degli accordi internazionali giuridicamente vincolanti;
   bd. ribadire, in occasione della terza conferenza internazionale nel settembre 2014, il sostegno dell'Unione europea ai piccoli paesi insulari in via di sviluppo;

Siria

be.  adoperarsi per giungere a una soluzione politica sostenibile per la Siria, che fermi la violenza e promuova una transizione democratica atta a soddisfare le legittime aspirazioni del popolo siriano; sostenere la piena attuazione delle conclusioni della conferenza di Ginevra I e, ricordando l'importanza della conferenza di Ginevra II quale consesso unico per lo svolgimento di negoziati diretti per la pace e la transizione democratica tra le parti coinvolte nel conflitto, favorire il proseguimento del processo di Ginevra II;

   bf. adoperarsi per favorire la partecipazione di tutti i soggetti globali e regionali interessati alla conferenza di Ginevra II, riconoscendo che molti soggetti differenti svolgono un ruolo decisivo nell'ambito della crisi siriana;
   bg. convocare una conferenza internazionale sulla crisi dei profughi siriani incentrata sulle azioni umanitarie, dando priorità all'assistenza ai paesi ospitanti nella regione e rafforzando la partecipazione dell'Unione europea alle attività diplomatiche finalizzate a porre fine al conflitto;
   bh. adoperarsi senza indugi per la rapida attuazione della risoluzione 2139 (2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione umanitaria in Siria in modo da agevolare finalmente l'accesso sicuro, incondizionato e immediato a tutti coloro che ne hanno bisogno, anche a livello transfrontaliero e tra le varie linee di conflitto; assicurare che la rimozione, il trasferimento e la distruzione delle armi chimiche dalla Siria avvengano in modo completamente trasparente;
   bi. promuovere la cooperazione internazionale per quanto concerne la distruzione delle armi chimiche della Siria e chiedere la piena attuazione della decisione del consiglio esecutivo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, del 27 settembre 2013;
   bj. sostenere tutti gli sforzi intesi a garantire l'assunzione di responsabilità per la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in Siria e promuovere attivamente il deferimento della situazione siriana alla Corte penale internazionale da parte del Consiglio di sicurezza;

Sud Sudan

bk.  esortare tutte le parti a rispettare l'accordo sulla cessazione delle ostilità sottoscritto il 23 gennaio 2014, ivi comprese le disposizioni che impongono alle parti in conflitto di astenersi dagli attacchi contro i civili e di garantire l'accesso sicuro degli operatori umanitari alle zone del Sud Sudan teatro di conflitti; sottolineare che tale accordo è solo il primo passo verso la pace e la riconciliazione alla luce della situazione del Sud Sudan, caratterizzata fra l'altro dalla lotta politica per la leadership nel paese, che ha provocato l'aumento degli scontri etnici e l'esodo di oltre 650 000 persone;

   bl. sostenere l'agenda di consolidamento dello Stato per il Sud Sudan e un vero e proprio processo di riconciliazione e di pace generale per garantirgli stabilità duratura; offrire assistenza per affrontare il problema della corruzione, che ostacola le prospettive di creare una democrazia libera ed equa in condizioni di stabilità, sviluppo sostenibile e crescita economica;
   bm. condannare le violazioni e gli abusi dei diritti umani commessi su larga scala; accogliere e sostenere gli sforzi del rappresentante speciale dell'Unione europea per il Corno d'Africa, Alezander Rondos, della rappresentante speciale delle Nazioni Unite Hilde Johnson e dell'Unione africana, nonché il rafforzamento delle capacità d'indagine in materia di diritti umani della missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan;
   bn. condannare gli attacchi sugli operatori umanitari e sulle infrastrutture umanitarie, le interferenze nelle attività di aiuto e il saccheggio su larga scala degli approvvigionamenti verificatisi nel Sud Sudan, che ostacolano gravemente gli sforzi per raggiungere le popolazioni civili bisognose;
   bo. chiedere che sia istituita una commissione d'inchiesta internazionale e indipendente per indagare su tutte le presunte violazioni delle norme internazionali sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate dall'inizio del conflitto; insistere che i responsabili debbano rispondere dei propri atti;

Repubblica centrafricana

bp.  garantire un buon livello di cooperazione e complementarità degli sforzi internazionali necessari per stabilizzare la Repubblica centrafricana e adoperarsi per l'adozione di un approccio globale a questa crisi multiforme; sostenere il processo di transizione politica e contribuire alla creazione di istituzioni democratiche funzionanti, in grado di lottare contro le violazioni dei diritti dell'uomo, proteggere i cittadini, porre fine alle violenze e placare le tensioni confessionali nel paese; continuare a fornire il necessario sostegno finanziario al fine di creare uno sviluppo economico sostenibile; porsi alla testa delle iniziative intese a reagire a questa crisi umanitaria senza precedenti fornendo adeguata assistenza finanziaria;

   bq. sostenere gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale, in particolare dall'Unione africana, le Nazioni Unite e la Francia, e dalle autorità della Repubblica centrafricana per stabilizzare il paese; attuare rapidamente la decisione dell'Unione europea del 20 gennaio 2014 che istituisce EUFOR RCA e accelerare le procedure finalizzate allo spiegamento delle forze sul campo;

Conflitto israelo-palestinese

br.  sostenere il processo negoziale in corso e gli attuali tentativi di trovare soluzioni al conflitto, adoperandosi al contempo per il processo di riconciliazione palestinese, al fine di riunire i palestinesi che vivono in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella striscia di Gaza;

   bs. assicurarsi che l'Assemblea delle Nazioni Unite fornisca, in collaborazione con l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America, tutti gli strumenti necessari a garantire che la soluzione a due Stati sulla base dei confini del 1967, che prevede Gerusalemme quale capitale di entrambi, lo Stato di Israele all'interno di confini sicuri e riconosciuti e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma, che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, sia una soluzione sostenibile ed efficace;

o
o   o

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Vicepresidente/Alto rappresentante, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, al Consiglio e, per conoscenza, alla Commissione.

(1) Testi approvati, P7_TA(2013)0234.
(2) Documento n. 11521/13 del Consiglio dell'Unione europea.
(3) Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/65/276.
(4) GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 66.
(5) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 56.
(6) GU C 33 E del 5.2.2013, pag. 165.
(7) Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite S/RES/2106(2013).
(8) Testi approvati, P7_TA(2013)0180.
(9) Testi approvati, P7_TA(2013)0394.
(10) Testi approvati, P7_TA(2013)0055.
(11) Risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite S/RES/1325(2000), S/RES/1820(2008), S/RES/1888(2009), S/RES/1889 (2009), S/RES/1960(2010), S/RES/2106(2013) e S/RES/2122(2013).
(12) Risoluzione A/C.3/68/L.45/Rev.1. dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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