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Procedura : 2014/2949(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0213/2015

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B8-0213/2015

Discussioni :

PV 10/03/2015 - 22
CRE 10/03/2015 - 22

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PV 11/03/2015 - 9.13
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P8_TA(2015)0065

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Mercoledì 11 marzo 2015 - Strasburgo
Relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Serbia
P8_TA(2015)0065B8-0213/2015

Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2015 sulla relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Serbia (2014/2949(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003, concernenti la prospettiva di adesione dei paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea,

–  vista la decisione 2008/213/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2008, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con la Serbia e che abroga la decisione 2006/56/CE(1),

–  visto il parere della Commissione del 12 ottobre 2011 sulla domanda di adesione della Serbia all'Unione europea (SEC(2011)1208),

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri e la Repubblica di Serbia, entrato in vigore il 1° settembre 2013,

–  visti la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 22 luglio 2010 sulla questione della conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza relativamente al Kosovo, e la risoluzione A/RES/64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 9 settembre 2010, che prende atto del contenuto del parere e plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Belgrado e Pristina,

–  viste la dichiarazione e le raccomandazioni della seconda riunione della commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Serbia del 26-27 novembre 2014,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2013,

–  vista la relazione 2014 della Commissione sui progressi compiuti dalla Serbia dell'8 ottobre 2014 (SWD(2014)0302),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 16 dicembre 2014,

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla relazione 2013 relativa ai progressi compiuti dalla Serbia(2),

–  vista la sua risoluzione del 27 novembre 2014 sulla Serbia: il caso Vojislav Šešelj, accusato di crimini di guerra(3),

–  visto il lavoro svolto da David McAllister come relatore permanente sulla Serbia della commissione per gli affari esteri,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del proprio regolamento,

A.  considerando che il Consiglio europeo del 28 giugno 2013 ha deciso di avviare i negoziati di adesione con la Serbia; che la prima conferenza intergovernativa (CIG) ha avuto luogo il 21 gennaio 2014;

B.  considerando che nella sua relazione del 2014 sui progressi compiti dalla Serbia, la Commissione riferisce sui progressi compiuti dal paese nei confronti dell'integrazione europea, valutando il suo impegno per quanto concerne il rispetto dei criteri di Copenaghen e la condizionalità del processo di stabilizzazione e associazione;

C.  considerando che la Serbia, come ogni paese che aspiri a diventare membro dell'UE, deve essere giudicata in base ai suoi meriti nel soddisfare, attuare e rispettare la stessa serie di criteri, e che la rapidità e la qualità delle riforme necessarie determinano il calendario per l'adesione;

D.  considerando che l'UE ha posto lo Stato di diritto al centro della sua politica di allargamento;

E.  considerando che la Commissione ha sottolineato la necessità di rafforzare la governance economica, lo Stato di diritto e le capacità della pubblica amministrazione in tutti i paesi dei Balcani occidentali;

F.  considerando che la Serbia ha compiuto passi importanti verso la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo, che sono sfociati nel primo accordo sui principi di normalizzazione delle relazioni del 19 aprile 2013; che sono urgentemente necessarie ulteriori misure per affrontare tutte le questioni in sospeso tra i due paesi;

G.  considerando che le relazioni di buon vicinato costituiscono un elemento fondamentale di una integrazione europea positiva di qualsiasi paese e che le questioni bilaterali devono essere affrontate nel processo di adesione in conformità del quadro negoziale, in uno spirito costruttivo e di buon vicinato, tenendo conto degli interessi e dei valori globali dell'UE; che sono stati compiuti passi importanti nel processo di riconciliazione storica tra la Serbia e i suoi vicini;

H.  considerando che l'attuazione del quadro giuridico in materia di tutela delle minoranze deve essere garantito appieno, in particolare per quanto concerne l'istruzione, l'utilizzo della lingua e l'accesso ai media e ai servizi religiosi nelle lingue minoritarie;

I.  considerando che la presidenza in esercizio dell'OSCE da parte della Serbia nel 2015 coincide con un periodo di persistente conflitto nell'Ucraina orientale e con la celebrazione, da parte dell'Organizzazione, del quarantesimo anniversario dell'adozione dell'Atto finale di Helsinki;

1.  accoglie con favore l'inizio formale dei negoziati di adesione che ha avuto luogo il 21 gennaio 2014 nel corso della prima CIG UE-Serbia e l'elevato livello di preparazione e di impegno nel processo di analisi dell'acquis dell'UE dimostrato dal governo serbo;

2.  accoglie con favore lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate, valutate positivamente dagli osservatori internazionali; invita le autorità ad affrontare appieno le raccomandazioni dell'ultima e delle precedenti missioni di osservazione elettorali dell'OSCE/ODIHR;

3.  sottolinea i progressi compiuti e l'importanza insita nel migliorare l'attuazione dell'accordo di stabilizzazione e associazione UE-Serbia (ASA); sottolinea che l'ASA fornisce il quadro generale che consente alla Serbia e all'UE di intensificare la loro cooperazione;

4.  accoglie con favore l'impegno dimostrato dal nuovo governo serbo nei confronti del processo di integrazione europea e invita la Serbia ad affrontare in maniera decisa e diretta le riforme sistemiche e socio-economiche; sottolinea che la completa attuazione della legislazione e delle politiche rimane un indicatore fondamentale di un processo di integrazione di successo; invita la Serbia a migliorare la pianificazione, il coordinamento e il monitoraggio dell'attuazione delle nuove norme e politiche; sottolinea la necessità di migliorare l'inclusività e la trasparenza del processo di adesione; rileva che la Serbia deve compiere ulteriori progressi per quanto concerne la sua riforma prioritaria, lo Stato di diritto;

5.  insiste affinché l'apertura dei capitoli negoziali tenga conto degli sviluppi a livello tecnico, ma anche del contesto politico delle relazioni tra la Serbia e l'UE; sottolinea che il capitolo 23 (sistema giudiziario e diritti fondamentali) e il capitolo 24 (giustizia, libertà e sicurezza) dovrebbero essere affrontati al più presto nel corso dei negoziati; ribadisce la necessità di definire chiaramente il capitolo 35 dell'acquis dell'UE, per quanto concerne le relazioni con il Kosovo; sottolinea che il quadro negoziale fornisce un parametro per stabilire se i progressi in uno dei capitoli registrano un ritardo notevole rispetto al progresso nei negoziati globali, consentendo in questo modo alla Commissione di raccomandare l'apertura o la chiusura ritardata di altri capitoli dei negoziati;

6.  osserva che la relazione della Corte dei conti europea (ECA) pubblicata di recente ha rilevato che i finanziamenti a titolo dello Strumento di assistenza preadesione (IPA), assieme ad altre forme di assistenza, hanno aiutato la Serbia ad attuare riforme sociali ed economiche e a migliorare la gestione delle sue finanze pubbliche; constata, tuttavia, che la riforma del settore giudiziario registra un notevole ritardo; invita la Serbia ad allinearsi all'acquis dell'UE nel settore degli aiuti di Stato; accoglie con favore l'uso efficace e globale dell'assistenza finanziaria e non finanziaria dell'UE, come osservato dall'ECA, e incoraggia le autorità a basarsi sulle pratiche di buona governance e ad affrontare le carenze rimanenti nella concezione, nell'attuazione e nella sostenibilità dei progetti; invita la Commissione a continuare ad assistere la Serbia in maniera efficace e trasparente nel quadro dell'IPA;

7.  esprime preoccupazione per il fatto che la maggior parte delle leggi sono adottate secondo la procedura d'urgenza, che non sempre consente di consultare a sufficienza le parti interessate e la collettività;

8.  osserva che le inondazioni del mese di maggio 2014 in Serbia hanno gravemente colpito la popolazione e hanno avuto un impatto negativo sull'economia; estende il suo cordoglio alle famiglie delle vittime; accoglie con favore il fatto che l'UE e i singoli Stati membri abbiano fornito un impegno immediato e concreto di salvataggio e di soccorso su richiesta della Serbia e abbiano organizzato una conferenza dei donatori nel luglio 2014; sottolinea che la Commissione ha invitato la Serbia ad aderire al meccanismo di protezione civile dell'UE e accoglie con favore il fatto che il 16 ottobre 2014 la Serbia abbia espresso il suo interesse ad agire in tal senso;

9.  si compiace del primo accordo sui principi di normalizzazione delle relazioni raggiunto nell'ambito del dialogo di alto livello tra i primi ministri di Serbia e Kosovo il 19 aprile 2013; plaude all'impegno profuso dalla Serbia nel processo di normalizzazione con il Kosovo e incoraggia fortemente le autorità serbe a svolgere un ruolo costruttivo in tale processo, così come nello sviluppo delle relazioni di buon vicinato, che può essere nell'interesse di entrambi i paesi; osserva che il ritmo dei negoziati globali ha subito rallentamenti a causa, tra l'altro, delle elezioni anticipate svoltesi in Serbia e Kosovo; accoglie con favore la formazione di un nuovo governo in Kosovo, che costituisce un passo importante per la ripresa del dialogo ad alto livello del 9 febbraio 2015 che ha condotto all'accordo di Mitrovica sul sistema giudiziario e, a tale riguardo, plaude anche al ruolo costruttivo del governo serbo nell'incoraggiare i rappresentanti eletti della minoranza serba a partecipare e ad assumersi le proprie responsabilità all'interno del nuovo governo di coalizione a Pristina; invita la Serbia e il Kosovo a portare avanti la piena attuazione di tutti gli accordi già raggiunti, in buona fede e in modo tempestivo, e invita l'UE a effettuare una valutazione per verificare l'impegno con cui le parti assolvono ai propri obblighi; incoraggia le autorità serbe e kosovare a normalizzare ulteriormente le loro relazioni; chiede a entrambe le parti di sforzarsi costantemente per avvicinare le comunità di etnia albanese e serba; sottolinea che il quadro negoziale richiede progressi nel processo di normalizzazione delle relazioni con il Kosovo ai sensi del capitolo 35, da conseguire parallelamente al progresso nei negoziati globali; sottolinea che il capitolo 35 deve essere aperto nelle prime fasi dei negoziati; ritiene che la piena normalizzazione delle relazioni tra la Serbia e il Kosovo faciliterebbe l'adesione della Serbia all'UE;

10.  invita le autorità della Serbia e del Kosovo a intensificare la cooperazione al fine di combattere e smantellare le reti criminali responsabili del controllo e dello sfruttamento dei migranti irregolari come pure del traffico illecito di migranti dal Kosovo verso alcuni Stati membri dell'UE, passando per la Serbia;

11.  invita la Serbia a compiere maggiori sforzi per allineare la sua politica estera e di sicurezza a quella dell'UE, ivi inclusa la politica nei confronti della Russia; si rammarica che la Serbia non si sia allineata, quando è stata invitata a farlo, alle decisioni del Consiglio che hanno introdotto misure restrittive nei confronti della Russia, tenendo presente, tuttavia, i legami economici, sociali e culturali tradizionalmente forti che esistono tra i due paesi; ritiene che la Serbia possa svolgere un ruolo chiave nelle relazioni UE-Russia; accoglie con favore la partecipazione attiva della Serbia nelle operazioni internazionali di mantenimento della pace; osserva che la Serbia ha accolto con tutti gli onori alcune persone interessate dal divieto di visto dell'UE e organizza esercitazioni militari con l'esercito russo;

12.  accoglie con favore la presidenza in esercizio dell'OSCE da parte della Serbia nel 2015 e le sue priorità; rileva che la Serbia, in qualità di presidente in esercizio dell'OSCE, è disposta a sostenere tutti i mezzi atti ad incrementare gli sforzi per risolvere in modo pacifico i conflitti esistenti nell'area OSCE; incoraggia la Serbia ad usufruire di detta presidenza per contribuire a stabilizzare la situazione nell'Ucraina orientale, agendo da mediatore; riconosce inoltre la disponibilità della Serbia a promuovere ulteriormente la cooperazione regionale; invita la Serbia in qualità di attuale presidente in esercizio dell'OSCE a contribuire a ripristinare l'OSCE come piattaforma globale per affrontare le questioni relative alla sicurezza in Europa;

13.  incoraggia la Serbia a collaborare ulteriormente con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY), al fine di rafforzare i processi sui crimini di guerra che si celebrano a livello nazionale e di continuare a intensificare i suoi sforzi in materia di cooperazione regionale per porre fine all'impunità e per portare giustizia alle vittime di crimini di guerra e alle loro famiglie; sottolinea che è urgentemente necessario adottare una legislazione e una strategia globali per la protezione dei testimoni e riconoscere alle vittime e alle loro famiglie il diritto al risarcimento; ribadisce il suo sostegno all'iniziativa REKOM;

14.  esorta la Serbia ad esaminare, in uno spirito di riconciliazione e di relazioni di buon vicinato, la propria legge sull'organizzazione e le competenze delle autorità di Stato nell'ambito dei procedimenti per crimini di guerra, in cooperazione con i paesi suoi vicini e con la Commissione;

15.  invita la Serbia a intensificare la cooperazione con i paesi vicini e a rafforzare i suoi sforzi nella ricerca delle persone scomparse, nonché a condividere pienamente tutti i dati pertinenti; esorta le autorità serbe, a tale proposito, ad aprire gli archivi dell'esercito popolare jugoslavo al fine di stabilire la verità sui tragici eventi passati e ottenere informazioni; esorta inoltre le autorità ad aprire gli archivi riguardanti le ex repubbliche jugoslave, agevolando l'accesso trasparente a questi ultimi e ai documenti degli ex servizi segreti (UDBA), anche attraverso la loro fornitura ai rispettivi governi;

16.  accoglie con favore la firma, sotto l'egida della Commissione internazionale per le persone scomparse (ICMP), della dichiarazione sul ruolo dello Stato nell'affrontare la questione delle persone scomparse in conseguenza del conflitto armato e delle violazioni dei diritti umani; sottolinea che è necessario intensificare gli sforzi volti a trovare e identificare le persone scomparse e a localizzare le fosse comuni delle guerre in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, e che occorre garantire il diritto dei familiari delle vittime a conoscere la sorte dei loro familiari scomparsi;

17.  si compiace dell'approccio costruttivo adottato del governo serbo nelle relazioni con i paesi vicini, dato che ciò ha consentito di ottenere progressi sostanziali sia nella cooperazione regionale che nell'instaurazione di relazioni più strette con l'UE; incoraggia la Serbia a collaborare ancora di più con i paesi vicini e ad avviare ulteriori misure finalizzate alla cooperazione transfrontaliera, onde migliorare, tra l'altro, lo sviluppo economico delle regioni di confine e delle aree popolate da minoranze; sottolinea l'importanza della promozione di politiche di scambio e contatto tra i giovani nel quadro della riconciliazione; plaude in generale al rispetto da parte della Serbia dei suoi obblighi internazionali e al fatto che la Serbia abbia ulteriormente sviluppato relazioni bilaterali con il suo vicinato; ribadisce l'importanza cruciale della riconciliazione; incoraggia la Serbia ad attuare pienamente gli accordi bilaterali con i paesi vicini e ad affrontare le sue questioni bilaterali pendenti con un approccio pragmatico; plaude all'incontro tra i primi ministri di Serbia e Albania svoltosi il 10 novembre 2014 a Belgrado; incoraggia la Serbia a sostenere attivamente, apportando un contributo costruttivo in tal senso, i progressi della Bosnia-Erzegovina nei confronti dell'integrazione europea; si compiace altresì del fatto che la Serbia abbia continuato a partecipare attivamente alle iniziative regionali, ad esempio al processo di cooperazione dell'Europa sud-orientale (SEECP);

18.  sottolinea il ruolo fondamentale del parlamento serbo e della società civile nel processo dei negoziati di adesione; accoglie con favore il fatto che il 4 giugno 2014 il parlamento abbia adottato la decisione che disciplina la procedura di esame delle proposte di posizione negoziale durante i negoziati di adesione; accoglie favorevolmente il fatto che il 26 agosto 2014 siano stati adottati gli orientamenti riguardanti l'inclusione delle organizzazioni della società civile nel processo di adozione della regolamentazione e chiede una maggiore partecipazione della società civile al processo di integrazione; invita il governo ad astenersi dalla retorica anti-UE e a condurre dialoghi e consultazioni pubbliche regolari con tutte le parti interessate pertinenti, onde garantire la piena trasparenza dei negoziati e fornire tutte le informazioni per un dibattito costruttivo sul funzionamento dell'UE e sulla sua composizione agevolando la loro ampia partecipazione a tale processo;

19.  elogia il lavoro degli organismi di regolamentazione indipendenti e il loro contributo al miglioramento del quadro giuridico e dell'assunzione di responsabilità delle istituzioni statali; sottolinea che le istituzioni statali devono agire in modo trasparente e rendere conto delle loro azioni; sostiene l'operato delle autorità statali indipendenti quali il difensore civico, il commissario responsabile per le informazioni di importanza pubblica e altre; invita le autorità statali a tutelare l'indipendenza di detti uffici e a cooperare pienamente con loro nell'esercizio dei loro poteri; ritiene che le autorità debbano fornire loro tutte le risorse finanziarie e amministrative necessarie per il loro lavoro; sottolinea che le loro raccomandazioni devono ricevere un seguito adeguato e che deve essere pienamente rispettata la loro indipendenza;

20.  condanna l'immotivata denuncia pubblica del mediatore da parte dei ministri del governo; sottolinea che il ruolo del mediatore è al centro del sistema di pesi e contrappesi su cui il governo si fonda ed esorta le autorità ad assicurare che l'indipendenza e l'integrità del mediatore siano rispettate; esorta le autorità a fornire al mediatore pieno sostegno, sul piano politico e amministrativo, per lo svolgimento del suo lavoro e a salvaguardare il suo diritto di chiedere l'accesso a documenti ufficiali in conformità con la legislazione in materia di pubblica informazione;

21.  sottolinea che la Serbia ha ratificato le principali convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) nonché la Carta sociale europea riveduta; richiama l'attenzione sul fatto che i diritti lavorativi e sindacali permangono limitati, nonostante le garanzie costituzionali, e invita la Serbia a rafforzarli maggiormente; osserva che sono necessarie procedure supplementari che disciplinino i sindacati e il diritto di sciopero onde assicurare chiarezza; rileva che sono in vigore pochi contratti collettivi settoriali, mentre alcuni sono scaduti e necessitano di rinnovo; esprime preoccupazione per la persistente debolezza del dialogo sociale e per il carattere irregolare della consultazione delle parti sociali; chiede che vengano adottate ulteriori misure per rafforzare il dialogo sociale e il ruolo consultivo di questi attori nell'elaborazione della legislazione;

22.  ribadisce l'importanza di promuovere, tutelare e attuare i diritti umani e le libertà fondamentali a tutti i livelli della società serba, senza alcuna discriminazione e in conformità delle norme europee e internazionali; rileva che il 2 ottobre 2014 è stato adottato un piano d'azione per l'attuazione della strategia di lotta contro la discriminazione, in cui si chiede rispetto per le donne, le persone con disabilità, le persone LGBT e per tutte le minoranze, nazionali, etniche o sessuali, e la tutela dei loro diritti; incoraggia le autorità serbe a compiere ulteriori sforzi per garantire pari rappresentanza delle donne nella vita politica e pubblica; nota che la capacità amministrativa in materia di parità di genere rimane debole e sollecita le autorità serbe a intensificare gli sforzi a tal fine; plaude alla decisione del governo della Serbia di autorizzare l'organizzazione della Pride Parade, che ha avuto luogo a Belgrado il 28 settembre 2014 senza incidenti di rilievo, ed elogia il governo per il sostegno accordato alla manifestazione nonché le forze di polizia per averla facilitata;

23.  plaude all'istituzione del Consiglio nazionale per i diritti dei minori e incoraggia tale organismo ad avvalersi appieno del suo mandato per assicurarsi che le priorità relative ai diritti dei minori siano totalmente rispecchiate nei piani d'azione che il governo della Serbia sta elaborando nell'ambito del processo di adesione;

24.  rileva che sono state adottate misure in attuazione della strategia e del piano d'azione sulla riforma giudiziaria per il periodo 2013-2018; accoglie con favore l'adozione di norme ai fini della valutazione dell'operato dei giudici e dei pubblici ministeri; mette in rilievo l'importanza cruciale di un sistema giudiziario indipendente e sottolinea la necessità di portare a completamento la riforma del sistema giudiziario in modo da garantire la piena indipendenza e imparzialità dei giudici e dei pubblici ministeri; invita le autorità a non ritardare l'adozione del progetto di legge sull'assistenza legale, garantendo nel contempo che i cittadini più vulnerabili non siano esclusi dall'accesso ai servizi di assistenza legale gratuita; sottolinea l'importanza di risolvere la questione dei casi di abuso d'ufficio ed esprime preoccupazione circa la loro massiccia riclassificazione; sottolinea che sono necessarie riforme costituzionali per garantire l'indipendenza del sistema giudiziario;

25.  plaude al forte slancio politico volto a combattere la corruzione e al proseguimento dell'attuazione delle raccomandazioni del gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO); si compiace dell'adozione da parte del parlamento serbo, il 25 novembre 2014, della legge sulla protezione di quanti segnalano illeciti; si compiace del fatto che siano in corso diverse indagini in casi di alto livello e siano stati compiuti sforzi per migliorare il coordinamento; sottolinea che sono necessari sforzi significativi per migliorare e applicare pienamente il quadro giuridico anticorruzione e per sostenere le riforme con risorse adeguate; sottolinea che le indiscrezioni fatte trapelare ai media sulle indagini in corso, in violazione della presunzione di innocenza, sono motivo di grave preoccupazione e dovrebbero essere oggetto di indagine ed essere trattate ed eliminate conformemente alla legge; condanna altresì le pressioni esercitate dai media o dai partiti politici sugli organi anticorruzione indipendenti e ritiene a tale riguardo opportuno rafforzare i poteri e le risorse dell'agenzia anticorruzione; osserva che tali pratiche possono rallentare in modo significativo il progresso dei negoziati di adesione; chiede ulteriori misure per tutelare l'indipendenza e l'integrità del sistema giudiziario e l'accesso alla giustizia;

26.  osserva che nella regione dilagano la corruzione e la criminalità organizzata, che rappresentano altresì un ostacolo allo sviluppo democratico, sociale ed economico della Serbia; ritiene che una strategia regionale e una cooperazione rafforzata tra tutti i paesi della regione siano essenziali per affrontare tali questioni con maggiore efficacia;

27.  rileva con preoccupazione la mancanza di trasparenza nel finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali e quindi gli elevati rischi di corruzione; sottolinea che il finanziamento dei partiti politici deve essere trasparente e in linea con le più rigorose norme internazionali;

28.  accoglie con favore l'adozione della legge sulla pubblica informazione e i media, della legge sui media elettronici e della legge sul servizio pubblico di radiodiffusione e chiede una loro immediata attuazione; sottolinea che, in sede di attuazione del nuovo pacchetto sui media, è opportuno garantire anche la sostenibilità della radiodiffusione pubblica nelle lingue minoritarie, nonché la sostenibilità e la stabilità finanziaria dei servizi pubblici e dei media regionali e locali; manifesta preoccupazione per il deterioramento delle condizioni del pieno esercizio della libertà di espressione in Serbia e sottolinea la necessità di una completa trasparenza in tema di proprietà dei mezzi di comunicazione; manifesta preoccupazione per le pressioni e le minacce nei confronti dei giornalisti, che portano altresì a un aumento dell'autocensura, ed esorta le autorità serbe a intraprendere azioni per assicurare i responsabili alla giustizia; osserva con preoccupazione che le pressioni politiche compromettono l'indipendenza dei media; ribadisce l'importanza della libertà dei media come uno dei valori fondamentali dell'Unione europea; invita le autorità serbe a garantire un ambiente favorevole ai mezzi di comunicazione promuovendo la libertà di espressione e dei media;

29.  invita il governo serbo ad attuare la legge sulla riabilitazione in modo completo e non discriminatorio; suggerisce altresì di modificare ulteriormente la legge in materia di restituzione per rimuovere tutti gli ostacoli procedurali e giuridici alla restituzione in natura;

30.  plaude alle elezioni dei consigli delle minoranze nazionali del 26 ottobre 2014; sottolinea l'importanza dei consigli delle minoranze nazionali nel loro ruolo di applicazione dei diritti delle minoranze nazionali e invita la Serbia a garantire che il livello dei diritti e delle competenze acquisiti sia preservato in fase di allineamento giuridico alla decisione della Corte costituzionale della Serbia e che il loro finanziamento sia adeguato e accertabile; invita la Serbia a garantire un'attuazione coerente in tutto il paese della legislazione in materia di tutela delle minoranze, in particolare per quanto concerne l'istruzione, l'utilizzo delle lingue e l'accesso ai media e ai servizi religiosi nelle lingue minoritarie, nonché l'adeguata rappresentanza delle minoranze nazionali nella pubblica amministrazione, negli organismi locali e regionali e nel parlamento nazionale; incoraggia l'impegno della Serbia nell'elaborazione di un piano d'azione specifico sulla posizione delle minoranze nazionali nel quadro del piano d'azione per il capitolo 23; incoraggia le autorità serbe ad adottare ulteriori misure volte a migliorare la situazione dei rom, in particolare in materia di istruzione, alloggi e occupazione; esorta il governo ad aumentare la consapevolezza della popolazione rom riguardo ai diritti civili nonché a offrire ai rom pari protezione in termini di sicurezza; sottolinea l'importanza di incoraggiare i rom a partecipare alla vita pubblica; invita le autorità serbe a migliorare la pianificazione, il coordinamento e il monitoraggio dell'attuazione delle politiche e delle azioni di inclusione dei rom a livello nazionale e locale;

31.  sottolinea l'importanza della restituzione delle proprietà confiscate alle chiese e comunità religiose minoritarie sotto il regime comunista; sottolinea il ruolo dello Stato nel creare una politica imparziale nei confronti delle chiese storiche nel paese, ivi comprese quelle appartenenti alle minoranze; sottolinea che la libertà religiosa non può essere garantita in assenza di tale restituzione;

32.  osserva che la diversità culturale della Vojvodina contribuisce altresì all'identità della Serbia e che la tutela e il sostegno delle sue minoranze e il mantenimento e la promozione della diversità delle nazionalità, che ha funzionato bene per secoli, rivestono pertanto particolare importanza; chiede la preservazione del multilinguismo e della diversità culturale; sottolinea, inoltre, che l'autonomia della Vojvodina non dovrebbe essere indebolita e ricorda al governo di presentare senza ulteriori ritardi la legge sulle competenze e sul finanziamento della provincia autonoma della Vojvodina;

33.  invita il governo serbo a predisporre il necessario contesto giuridico che consenta la partecipazione della Serbia ai raggruppamenti europei di cooperazione territoriale (RECT), alla luce dell'importanza di questi ultimi ai fini dell'ulteriore sviluppo della cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri dell'UE e i loro vicini;

34.  accoglie con favore la nuova strategia di riforma della pubblica amministrazione, la creazione di uno specifico ministero della pubblica amministrazione e delle autonomie locali, nonché la maggiore attenzione nei confronti della pianificazione politica e del coordinamento a seguito dell'istituzione del segretariato per le politiche pubbliche, quali passi positivi verso una pubblica amministrazione più efficiente; esprime preoccupazione per la mancanza di trasparenza nell'assunzione dei dipendenti della pubblica amministrazione e di capacità amministrativa e gestionale a livello locale; esorta le autorità a garantire un processo di nomina e promozione dei dipendenti e dei funzionari pubblici trasparente e meritocratico;

35.  incoraggia le autorità serbe a intraprendere riforme economiche strutturali tali da sostenere la crescita, migliorare il contesto dell'imprenditoria e degli investimenti in tutta la Serbia, assicurare uno sviluppo sociale ed economico equilibrato in tutte le regioni, combattere gli elevati livelli di disoccupazione e povertà, realizzare il risanamento delle finanze pubbliche e combattere la corruzione, che continua a essere la principale minaccia all'ambiente imprenditoriale; osserva con preoccupazione l'elevato tasso di disoccupazione giovanile ed esorta il governo ad affrontare la questione offrendo adeguate opportunità ai giovani e un'istruzione orientata alle esigenze del mercato del lavoro; sottolinea la necessità di garantire un sistema di istruzione accessibile che comporti opportunità di lavoro e formazione per i giovani e la possibilità di aderire a programmi di studio europei quali Erasmus; accoglie con favore l'adozione della legge sul lavoro, della legge sulla bancarotta, della legge sulle privatizzazioni e della legge sulla pianificazione e l'edilizia, che rappresentano il quadro legislativo per le riforme strutturali e per il miglioramento del clima imprenditoriale;

36.  invita a migliorare il contesto imprenditoriale attuando le riforme strutturali previste in questo settore, rafforzando il sistema giuridico e garantendo l'applicazione uniforme della legge; ribadisce la pressante esigenza di abolire gli ostacoli amministrativi frapposti all'imprenditorialità, in particolare riguardo alle piccole e medie imprese, e segnala l'importanza della necessaria ristrutturazione delle aziende pubbliche nel rispetto dei diritti dei lavoratori, sottolineando il ruolo di rilievo dell'occupazione nel settore pubblico per i cittadini serbi e per il loro benessere e dei servizi pubblici essenziali su cui essi fanno affidamento;

37.  prende atto del lavoro intrapreso per emendare il codice penale; rileva tuttavia che persiste incertezza giuridica nel settore privato a seguito delle modifiche adottate; ribadisce la propria preoccupazione nei confronti delle disposizioni del nuovo articolo 234 sull'abuso di posizione di responsabilità, che lascia ancora spazio a un'interpretazione arbitraria; osserva che la maggior parte dei precedenti casi di abuso d'ufficio sembra essere stata oggetto di massiccia riclassificazione in "abuso di posizione di responsabilità", senza adeguata valutazione, e chiede pertanto un esame indipendente e accurato dei casi riclassificati, in modo da poter interrompere immediatamente i procedimenti giudiziari iniqui di lunga data;

38.  si congratula con la Serbia per l'organizzazione del vertice Cina-Europa centrale e orientale a Belgrado; accoglie con favore i piani volti a rafforzare la cooperazione e auspica che ciò sia conforme alle norme europee; prende atto degli accordi iniziali relativi a progetti concernenti l'energia e le infrastrutture conclusi durante il vertice e ricorda alla Serbia e agli altri paesi della regione la necessità che i progetti tengano conto degli obiettivi a lungo termine delle politiche dell'UE;

39.  rileva che i preparativi nel settore dell'energia hanno registrato moderati progressi; sottolinea che la Serbia deve intensificare gli sforzi per allinearsi all'acquis nel settore dell'energia, in particolare per conseguire gli obiettivi in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili e vietare gli aiuti di Stato al settore della lignite, e deve attuare il frazionamento nel settore del gas e la ristrutturazione della società pubblica del gas in via prioritaria; invita la Commissione a sostenere il governo serbo negli sforzi volti a ridurre la dipendenza del paese dalle importazioni energetiche incrementando la diversità delle fonti energetiche; incoraggia la Serbia ad avviare una revisione della strategia energetica che ha proposto; invita il governo a intensificare gli sforzi nel settore delle energie rinnovabili, in particolare per quanto riguarda la direttiva sulle energie rinnovabili, trattandosi di un passo necessario verso il raggiungimento della sicurezza energetica e la realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020 per le energie rinnovabili;

40.  deplora i progressi estremamente ridotti nei settori dell'ambiente e del cambiamento climatico e chiede alle autorità serbe di adottare rapidamente una politica e una strategia climatiche nazionali di ampio respiro in linea con gli obiettivi dell'UE;

41.  esprime preoccupazione per il fatto che le istituzioni accademiche, insieme alle autorità statali e ai funzionari pubblici, non abbiano affrontato la questione delle accuse di plagio nelle università;

42.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché al governo e al parlamento della Serbia.

(1)GU L 80 del 19.3.2008, pag. 46.
(2)Testi approvati, P7_TA(2014)0039.
(3)Testi approvati, P8_TA(2014)0065.

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