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Procedura : 2014/2078(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0082/2015

Testi presentati :

A8-0082/2015

Discussioni :

PV 28/04/2015 - 16
CRE 28/04/2015 - 16

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PV 29/04/2015 - 10.12
CRE 29/04/2015 - 10.12
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P8_TA(2015)0121

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Mercoledì 29 aprile 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
P8_TA(2015)0121A8-0082/2015
Decisione
 Risoluzione

1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (2014/2078(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0147/2014)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2013,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 27 aprile 2005 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(8), in particolare l'articolo 13,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2012 sugli orientamenti relativi alla procedura di bilancio 2013 – sezioni I, II, IV, V, VI, VII, VIII, IX e X(9),

–  vista la sua risoluzione del 29 marzo 2012 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2013(10),

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0082/2015),

A.  considerando che il Presidente ha adottato i conti dell'Istituzione relativi all'esercizio 2013 il 25 giugno 2014;

B.  considerando che, il 6 novembre 2014, il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse assegnate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti e conformemente ai principi di sana gestione finanziaria;

C.  considerando che la revisione contabile della Corte dei conti indica, per le spese amministrative del 2013, che tutte le istituzioni hanno utilizzato in maniera soddisfacente i sistemi di supervisione e controllo prescritti dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012;

D.  considerando che l'articolo 166, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 prevede che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 201 del 30.6.2014, pag. 1.
(4) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(5) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(6) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(7) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(8) PE 349.540/Bur/ann/def.
(9) GU C 249 E del 30.8.2013, pag. 18.
(10) GU C 257 E del 6.9.2013, pag. 104.


2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (2014/2078(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo,

–  vista la decisione in data 26 febbraio 2015 del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC relativa alle denunce di irregolarità ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0082/2015),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono sotto ogni aspetto significativo un'immagine veritiera e fedele della situazione finanziaria del Parlamento europeo e che non è stato portato alla sua attenzione alcun elemento su cui esprimere riserve;

B.  considerando che la Corte dei conti, a seguito del suo audit, ha constatato che da quest'ultimo non sono emerse carenze gravi rispetto ai temi esaminati per il Parlamento europeo e che i sistemi di supervisione e di controllo, in relazione alle spese amministrative del 2013, sono risultati efficaci;

C.  considerando che, in base alla procedura abituale, è stato inviato un questionario all'amministrazione del Parlamento, le cui risposte sono state per la maggior parte discusse dalla commissione per il controllo dei bilanci, in presenza dei Vicepresidenti competenti per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno; che, per la prima volta, una serie di domande poste dai deputati non ha ricevuto risposta, né per iscritto né oralmente, il che ha impedito al Parlamento di disporre delle informazioni pertinenti e di prendere una decisione informata per quanto concerne determinati aspetti importanti correlati all'approvazione della gestione del Parlamento;

D.  considerando che il controllo è necessario per garantire che l'amministrazione e i responsabili politici del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione; che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche;

E.  considerando che nella relazione della Corte dei conti adottata l'11 luglio 2014 si afferma che, se il Parlamento centralizzasse le sue attività, i risparmi potenziali per il bilancio dell'Unione sarebbero di circa 114 milioni di EUR l'anno;

F.  considerando che il Parlamento è l'unica, tra le istituzioni, a concedere il discarico al proprio Presidente anziché al Segretario generale o a un vicepresidente responsabile;

Conti del Parlamento europeo

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2013 ammontavano complessivamente a 1 750 463 939 EUR, pari al 19,07% della rubrica 5 del Quadro finanziario pluriennale accantonata per le spese amministrative delle istituzioni dell'Unione per il 2013, il che rappresentava nel complesso un aumento dell'1,9% rispetto al bilancio 2012 (1 717 868 121 EUR);

2.  rileva che le entrate totali iscritte nei conti al 31 dicembre 2013 ammontavano a 158 117 371 EUR (2012: 175 541 860 EUR), di cui 25 991 783 EUR di entrate con destinazione specifica (2012: 22 274 843 EUR);

3.  osserva che quattro capitoli hanno rappresentato da soli il 70% della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari);

4.  prende atto delle cifre di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l'esercizio 2013, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

Stanziamenti per il 2013

1 750 463 939

Riporti non automatici dall'esercizio 2012

0

Riporti automatici dall'esercizio 2012

305 457 875

Stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2013

25 991 783

Riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2012

106 900 532

Totale

2 188 814 129

b)  Utilizzo degli stanziamenti nell'esercizio finanziario 2013 (EUR)

Impegni

2 162 476 429

Pagamenti effettuati

1 769 756 705

Stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

384 709 057

Stanziamenti riportati non automaticamente

734 000

Stanziamenti annullati

33 114 755

c)  Entrate (EUR)

Riscosse nel 2013

158 117 371

d)  Totale bilancio al 31 dicembre 2013 (EUR)

1 573 957 198

5.  osserva che nel 2013 è stato impegnato il 99,02% degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, con un tasso di annullamento dello 0,8% e che, come negli esercizi precedenti, si è raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio;

6.  sottolinea, tuttavia, che questa elevata percentuale di esecuzione del bilancio non indica se sono inclusi gli storni volti a trasferire tutti gli stanziamenti disponibili a fine anno alle linee di bilancio previste per gli immobili, segnatamente per effettuare anticipi in conto capitale e ridurre in tal modo i futuri oneri di interessi; chiede pertanto che i dati relativi all'esecuzione del bilancio gli siano comunicati prima dell'avvio della procedura degli storni "di recupero";

7.  rileva, in tale contesto, che un importo di 54 000 000 EUR è stato trasferito dalle voci di bilancio per gli stanziamenti accantonati e da altre fonti in modo da contribuire a finanziare l'ampliamento e l'ammodernamento dell'edificio Konrad Adenauer (KAD), che costituisce il principale progetto immobiliare a Lussemburgo;

8.  considera che ciò comporterà un risparmio stimato di 18 100 000 EUR in oneri finanziari per l'intero periodo di costruzione e di ammortamento del prestito; ricorda, tuttavia, ai propri organi competenti che le operazioni di prefinanziamento o di rimborso riguardo agli edifici dovrebbero rientrare nella strategia di bilancio; invita i propri organi competenti a iscrivere pertanto in bilancio con sufficiente chiarezza la politica immobiliare del Parlamento per le future acquisizioni;

9.  ricorda alla propria amministrazione che il Parlamento ha chiesto a più riprese che la politica immobiliare fosse adeguatamente iscritta in bilancio; si attende che si provveda in tal senso entro l'esercizio 2016;

10.  deplora il sempre maggiore livello dei riporti, che nel 2013 ammontavano a 305 457 875 EUR (2012: 222 900 384 EUR);

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti 2013 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti a tali conti

11.  si compiace del fatto che dall'audit non siano emerse gravi carenze relative ai temi esaminati per il Parlamento;

12.  ricorda che la Corte dei conti svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un singolo gruppo di politiche per tutte le istituzioni dell'Unione;

13.  constata che la Corte dei conti ha rilevato che dai test eseguiti sulle operazioni si evince che il tasso di errore più probabile riscontrato per questo gruppo di politiche è pari all'1%, che pertanto tali politiche non sono inficiate da un livello di errore rilevante e che i sistemi di supervisione e di controllo sono risultati efficaci;

14.  rileva che è stato esaminato un campione di 153 operazioni di pagamento, ossia 95 per spese relative al personale, 17 per le spese immobiliari e 41 per spese di altra natura; sottolinea che le spese amministrative e di altra natura sono considerate un settore a basso rischio e invita la Corte dei conti a focalizzare la sua analisi sui settori più soggetti a errori, vale a dire la mancata conformità con le procedure di appalto, le spese immobiliari e l'esecuzione dei contratti;

15.  ricorda che una sede unica per il Parlamento europeo permetterebbe di conseguire grandi risparmi;

Relazione annuale del revisore interno

16.  osserva che, nella riunione della commissione competente con il revisore interno del 26 gennaio 2015, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale firmata il 23 luglio 2014, indicando di aver svolto, nel 2013, le seguenti attività di audit in relazione all'amministrazione del Parlamento:

   incarico di consulenza sulle spese per ricevimenti e di rappresentanza delle commissioni parlamentari e delle delegazioni interparlamentari;
   follow-up trasversale delle azioni in sospeso scaturite dalle relazioni di audit interno – fasi I e II – del 2013;
   audit della consulenza esterna acquisita per lo STOA (Valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche);
   esame periodico del progetto relativo all'edificio Konrad Adenauer (KAD) – fase I: governance del progetto e sistemi di gestione;
   esame del progetto di nuovo Sistema di gestione finanziaria – fase I: portata, governance, risorse e gestione dei rischi del progetto;
   audit della consulenza esterna acquisita per la Direzione generale delle Politiche esterne;
   audit degli Uffici di informazione e del processo di regolarizzazione della spesa a valere sulla cassa anticipi;

17.  sottolinea, nell'ambito dell'esame dell'audit del progetto relativo all'edificio Konrad Adenauer (KAD):

   la necessità di garantire la continua efficienza ed efficacia del partenariato con le autorità lussemburghesi per l'intera durata del progetto;
   la necessità di garantire che l'équipe addetta al progetto KAD disponga di personale sufficiente per l'intera durata del progetto;
   la necessità di definire e precisare ulteriormente le procedure di gestione e controllo finanziari applicabili all'attuazione dell'accordo di locazione concluso con la società immobiliare "SI KAD PE";

18.  chiede che venga elaborata, entro il 20 maggio 2015, una presentazione sintetica (tre pagine) delle principali conclusioni critiche contenute nella relazione annuale del revisore interno;

Audit del quadro di controllo interno del Parlamento

19.  constata che a fine 2013, dopo successivi audit di follow-up, restavano ancora da ultimare 13 delle 452 azioni originariamente approvate nell'ambito del quadro di controllo interno; prende atto dei progressi compiuti riguardo a quattro delle suddette 13 azioni, che hanno permesso di rivalutare il rischio residuo da "significativo" a "moderato";

20.  esorta la dirigenza centrale e periferica ad attuare senza ulteriori indugi le restanti "azioni in sospeso"; chiede alla dirigenza centrale e periferica di attenersi a calendari più rigorosi per le azioni da attuare; invita il revisore interno a tenere informata la commissione per il controllo dei bilanci sui progressi compiuti in merito alle azioni in questione; li esorta inoltre a quantificare i costi sostenuti e i risparmi realizzati con le nuove misure proposte nella presente risoluzione e a includere tali importi nel monitoraggio del discarico 2013;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2012

21.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2012 pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci il 28 ottobre 2014 e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella risoluzione del Parlamento sul discarico per il 2012, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito; deplora che alcune delle raccomandazioni formulate dal PE non abbiano avuto un seguito adeguato;

22.  rileva che, dopo cinque anni di applicazione del nuovo Statuto degli assistenti parlamentari, la valutazione avrebbe dovuto essere preparata entro la fine del 2014, in base all'impegno assunto dal Segretario generale nelle risposte fornite oralmente e per iscritto sul seguito dato alle raccomandazioni del PE sul discarico 2012; chiede che la valutazione sia effettuata congiuntamente ai rappresentanti degli assistenti parlamentari accreditati (APA) della precedente legislatura che continuano a lavorare in seno al PE, che sia presentata entro il 30 giugno 2015 e che la commissione per il controllo dei bilanci sia informata del suo esito; sottolinea che, al 31 dicembre 2013, erano 1 763 gli assistenti parlamentari accreditati al servizio del Parlamento;

23.  rileva che il servizio di ristorazione ha registrato, a fine 2013, un disavanzo di 3 500 000 EUR; è sorpreso che l'aumento del 150% circa dei clienti nel periodo 2002- 2011 non abbia offerto l'occasione di riequilibrare la situazione finanziaria; ribadisce la propria richiesta, vista la seconda revisione dei prezzi (approvata dall'Ufficio di presidenza il 10 giugno 2013), che la politica dei prezzi al Parlamento non si discosti dalla prassi in vigore nelle altre istituzioni; evidenzia, ad esempio, la diversa struttura tariffaria presso i servizi di ristorazione e i bar della Commissione; segnala inoltre che il notevole incremento dei prezzi dei menu offerti non è stato accompagnato da un miglioramento per quanto riguarda la qualità o la varietà, che invece sono considerevolmente peggiorate;

24.  si interroga sul motivo del sovrapprezzo del caffè all'entrata di alcune delle sale di riunione delle commissioni parlamentari, dove costa il 20% in più rispetto al medesimo prodotto che si può trovare nello stesso tipo di macchine oppure presso i bar del Parlamento; segnala che il servizio è fornito dalla stessa impresa incaricata della ristorazione, che gestisce anche le macchine distributrici di caffè Nespresso ubicate nel Parlamento; reputa necessaria una spiegazione riguardo al costo supplementare dell'estensione del contratto stipulato dal Parlamento con l'impresa concessionaria di cui sopra;

25.  ritiene che sia opportuno attribuire una particolare importanza al miglioramento delle possibilità di accesso delle piccole e medie imprese (PMI) a tutti i mercati delle concessioni dell'Unione; è dell'avviso che la concessione assegnata dal Parlamento all'impresa attualmente responsabile della ristorazione nella sede di Bruxelles rappresenti un ostacolo alla libera prestazione di servizi, poiché priva altre PMI di diritti e opportunità commerciali di cui finora hanno avuto poche possibilità di beneficiare; chiede che sia valutata la possibilità di introdurre nei contratti di concessione un certo margine di flessibilità, tale da garantire che altri operatori dispongano di un accesso effettivo e non discriminatorio a determinati servizi specifici; è del parere che ciò favorirà altresì un utilizzo più ottimale delle risorse e consentirà di disporre di servizi di qualità superiore al miglior prezzo;

Discarico 2013 del Parlamento

26.  prende atto dello scambio di opinioni tra i Vicepresidenti competenti per il bilancio, il Segretario generale e la commissione per il controllo dei bilanci, svoltosi il 26 gennaio 2015 alla presenza del membro competente della Corte dei conti e del revisore interno;

27.  ribadisce una volta di più che i propri organi direttivi e la propria amministrazione devono rispondere delle risorse messe a disposizione del Parlamento per tutta la durata del discarico e che è pertanto essenziale che l'intero processo decisionale si svolga nella massima trasparenza, per garantire che i cittadini dell'Unione abbiano un quadro veritiero e preciso del modo in cui il Parlamento adotta le sue decisioni e usa le risorse a sua disposizione;

28.  deplora che il Segretario generale non abbia risposto a una serie di domande poste dai deputati; ribadisce che la supervisione effettiva dell'esecuzione del bilancio del Parlamento ha sempre richiesto una stretta cooperazione tra l'amministrazione del Parlamento e la commissione per il controllo dei bilanci; sollecita, di conseguenza, il Segretario generale a completare il questionario rispondendo per iscritto ai seguenti quesiti:

Quadro strategico di esecuzione per il Parlamento europeo

Documenti strategici

Strategia relativa alle misure di efficienza delle risorse

Deputati al Parlamento europeo

Direzione generale della ComunicazioneStrategia di comunicazione e preparazione della campagna d'informazione per le elezioni del 2014

Assistenti parlamentari accreditati (APA)

Direzione generale delle Infrastrutture e della logisticaServizi di ristorazione

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

   a) Nella presentazione del Quadro strategico di esecuzione (SEF) per il Parlamento europeo effettuata il 3 giugno 2014, il Segretario generale ha indicato che il SEF è basato su una teoria accademica elaborata dalla Stanford School of Engineering di Palo Alto (California). Può il Segretario generale spiegare quale è stato il percorso o la procedura che ha portato il Parlamento a scegliere questa teoria quale base per il SEF? Sono state considerate, studiate e raffrontate altre teorie, elaborate da università o istituti specializzati diversi, in particolare europei, o da altre istituzioni internazionali, prima che il Parlamento optasse per quella di Stanford? Se sì, perché è stata scelta la teoria elaborata dalla Stanford School of Engineering? Come è stata presa la decisione e da chi?
   b) Il Parlamento può utilizzare la teoria di Stanford gratuitamente o è tenuto a versare diritti di qualche tipo? In quest'ultimo caso, a quanto ammontano tali diritti?
   c) Nel quadro dell'elaborazione del SEF il personale del Parlamento ha dovuto seguire formazioni specifiche a Stanford o presso altre istituzioni accademiche? Se sì, quali membri del personale (gradi e funzioni) hanno partecipato a tali formazioni? Quale è stato il costo della formazione per ciascun partecipante? Sono previste altre formazioni in futuro? Se sì, quante e a quale costo?
   d) Si prevede di avviare una discussione interservizi o con il Comitato del personale e i sindacati riguardo al SEF? Quali saranno le modalità e le tempistiche dell'attuazione del SEF e i costi previsti?
   e) Negli ultimi mesi il Segretario generale ha presentato all'Ufficio di presidenza una serie di documenti strategici sul funzionamento del Parlamento, che avranno un'incidenza decisiva non solo sulla vita amministrativa ma anche sull'approccio del PE alla legislazione e alle politiche dell'UE. Tenuto conto dell'importanza di questi documenti per l'organizzazione e l'evoluzione futura del nostro lavoro, perché non è stata predisposta una procedura di discussione e di decisione che prevedesse la partecipazione di tutte le parti interessate, e non solo dell'Ufficio di presidenza del Parlamento?
   f) Prima di proporre e di applicare i nuovi orari per le riunioni, è stata realizzata una valutazione dell'impatto che tali modifiche avranno sull'organizzazione del lavoro dei deputati (limitazione delle fasce orarie per riunioni, riunioni di lavoro, incontri con organizzazioni e cittadini, ecc., al di fuori delle riunioni ufficiali)? Perché i deputati non sono stati consultati su una decisione che riguarda così direttamente l'organizzazione del loro lavoro?
   g) Dal momento che è operativo da svariati mesi, qual è il bilancio sul funzionamento dello sportello unico per la fornitura di servizi parlamentari ai deputati?
   h) L'Evento europeo per i giovani tenutosi nel maggio 2014 nell'ambito della suddetta campagna ha portato 5 000 giovani a Strasburgo. Durante la preparazione di tale evento si è tenuto conto della situazione economica in Europa e del modo in cui i giovani europei potrebbero percepire le spese sostenute per un evento di tale portata?
   i) Il concetto "ACT, REACT, IMPACT" è generalmente considerato un successo? Quali sono gli indicatori di performance per misurare tale successo? Come viene usato il concetto dopo le elezioni? È stata elaborata una relazione di valutazione dopo le campagne legislative e di valore del PE? Si prega di fornire alla commissione per il controllo dei bilanci una copia della valutazione.
   j) Quale valutazione è stata fatta sul programma pluriennale di sovvenzioni 2012-2014 volto ad aumentare la consapevolezza sul ruolo del Parlamento europeo? Tali valutazioni possono essere messe a disposizione della commissione per il controllo dei bilanci?
   k) L'efficacia dello strumento per l'assunzione degli assistenti parlamentari accreditati "APA-PEOPLE", introdotto all'inizio della nuova legislatura, è già stata valutata?
   l) Per quale ragione si è registrato un ritardo di parecchi mesi nell'inserimento di alcuni APA nei pertinenti indirizzari del PE (assistenti dell'8a legislatura, Bruxelles), il che ha impedito che ricevessero informazioni sul loro lavoro? Sono state adottate misure al riguardo?
   m) Vorrebbe sapere per quale motivo nell'edificio SQM i prezzi risultano del 25% superiori a quelli della mensa ASP e si chiede se ciò non ostacola l'obiettivo di ridurre il sovraffollamento della mensa ASP?
   n) Quali misure sono state identificate per aumentare la sicurezza dopo le recenti violazioni, in particolare quella del 7 ottobre 2014 ad opera di manifestanti curdi? Il "Nuovo concetto di sicurezza globale" sarà aggiornato?
   o) Il Parlamento ha acquistato un sistema di riconoscimento elettronico per le targhe delle automobili? Quale è stato il costo? Il sistema è stato installato e utilizzato agli ingressi del garage per controllare se la targa corrisponde alle informazione riportate sul tesserino di accesso?

29.  raccomanda, ai fini di una maggiore trasparenza ed efficacia dell'attività politica e amministrativa del Parlamento europeo, che tutti gli ordini del giorno e i processi verbali delle riunioni, come pure le decisioni assunte dagli organi decisionali del Parlamento, siano comunicati in modo immediato e generale a tutti i deputati e al personale del Parlamento, nonché al pubblico in generale; ricorda l'utilità della vecchia commissione per il regolamento come forum preposto a discutere e migliorare, in modo trasparente e pubblico, non soltanto la procedura normativa, ma anche gli affari interni del Parlamento; raccomanda, in tal senso, l'istituzione di una commissione neutra per il regolamento e gli affari interni per consentire il trattamento di tutte le questioni in parola, le quali saranno successivamente legittimate dalla plenaria del Parlamento;

30.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che il Parlamento abbia destinato 17 800 000 EUR ad attività promozionali che costituivano la campagna elettorale istituzionale nel biennio 2013-2014, e ciononostante l'affluenza alle urne alle elezioni europee del 2014 ha fatto registrare un nuovo calo, attestandosi al 42,54% (rispetto al 43% registrato nel 2009); sollecita l'adozione di una nuova strategia intesa a incrementare l'attrattiva delle elezioni europee negli Stati membri;

31.  sottolinea che è prevista per il giugno 2015 la presentazione della relazione di valutazione esterna ex post della strategia di comunicazione per le elezioni del 2014; chiede che la data di pubblicazione sia comunicata alla commissione per il controllo dei bilanci; si attende che tale relazione includa un'analisi dettagliata dei fondi;

32.  osserva che, come emerge dal sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo (EB/EP 82.5), durante la campagna elettorale del 2014 il 23% degli intervistati ha dichiarato di avere un'immagine molto negativa del Parlamento e il 43% un'immagine neutra; sottolinea che l'analisi dei media suggerisce che un'immagine negativa è spesso associata al regime finanziario applicabile ai deputati, ad esempio indennità e salari, e al bilancio del Parlamento in generale; è pertanto convinto che per migliorare la fiducia e il sostegno nei confronti del Parlamento siano necessari miglioramenti strutturali, ad esempio assicurando completa trasparenza e rendicontabilità in relazione alle indennità per spese generali;

33.  prende atto dell'istituzione della nuova Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare, che fornirà una consulenza accademica indipendente rivolta principalmente ai singoli deputati, integrando così l'attività dei dipartimenti tematici, che rispondono alle esigenze degli organi parlamentari;

34.  accoglie con favore la creazione di un servizio per la valutazione d'impatto della legislazione dell'Unione; chiede che tale servizio si concentri sui compromessi negoziati dal Parlamento e sulle modifiche apportate dal Parlamento alle proposte della Commissione; chiede che, entro il 30 ottobre 2015, sia elaborato un piano per una valutazione tempestiva della legislazione e del suo impatto, che questo servizio sia promosso presso i deputati e che sia fornita una presentazione dei costi complessivi; esorta il servizio a tenere scambi regolari con i servizi corrispondenti della Commissione, del Consiglio e dei parlamenti nazionali;

35.  prende atto dell'accordo di cooperazione tra il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni e il Parlamento, che è stato infine firmato il 5 febbraio 2014 e la cui prima fase ha previsto un trasferimento consistente di personale da entrambi i comitati al nuovo Servizio di ricerca parlamentare (EPRS); è del parere che occorra migliorare l'efficacia della cooperazione interistituzionale e ritiene che la messa in comune delle competenze e del potere d'acquisto in settori in cui le istituzioni hanno bisogno di assistenza dello stesso tipo dovrebbe incidere positivamente sui risultati e ridurre i costi generali; auspica che lo sviluppo dell'accordo in parola fra le tre istituzioni contribuisca al raggiungimento degli obiettivi sopra citati, avvenga in modo equilibrato e arrechi vantaggi, equamente distribuiti, alle tre istituzioni; chiede a ciascuna di queste istituzioni di elaborare, trascorso un anno dall'avvio della collaborazione, una valutazione individuale dell'impatto dell'accordo sotto il profilo delle risorse umane, della spesa, delle sinergie, del valore aggiunto e dei contenuti;

36.  prende atto dell'istituzione della Direzione generale della Sicurezza e della protezione; rammenta che l'internalizzazione dei propri servizi di sicurezza ha generato risparmi per 195 000 EUR nel 2013 e dovrebbe permettere di risparmiare oltre 11 milioni di EUR nel periodo 2013-2016; ritiene opportuno negoziare con il governo belga un maggior contributo alla sicurezza del Parlamento in virtù del fatto che il Belgio trae vantaggio economico dalla presenza delle istituzioni europee sul suo territorio; chiede che entro il 30 settembre 2015 sia presentata alla commissione per il controllo dei bilanci una valutazione della qualità dei servizi di sicurezza prima e dopo la creazione della Direzione generale della Sicurezza e della protezione; insiste affinché sia condotto uno studio comparativo sui sistemi di sicurezza delle altre istituzioni;

37.  ribadisce che si deve attribuire la massima priorità al mantenimento della sicurezza presso gli edifici del Parlamento e nelle immediate vicinanze; chiede, in questo contesto, il miglioramento della sicurezza nei parcheggi;

38.  esprime preoccupazione per la mancanza di parità in seno all'amministrazione alla luce del fatto che, al 31 dicembre 2013, le donne rappresentavano il 29% dei capi unità, il 34% dei direttori e il 33% dei direttori generali; chiede che sia predisposto un piano di pari opportunità, con particolare riferimento ai posti dirigenziali, onde porre rimedio quanto prima a questo squilibrio;

39.  chiede che nell'assegnazione dei posti ai livelli dirigenziali dell'amministrazione del Parlamento sia garantito un equilibrio in relazione al paese di origine; si attende che sia elaborata, entro la fine del 2015, una relazione sui progressi realizzati nel conseguimento di questo obiettivo;

40.  chiede che gli sia trasmesso, entro la fine del 2015, un quadro annuale dell'evoluzione del personale e delle spese relative al personale, ripartite per grado e livello dirigenziale; chiede all'amministrazione del Parlamento di indicare se studi analoghi, riguardanti le amministrazioni di assemblee parlamentari internazionali, potrebbero contenere conclusioni importanti per l'attività del Parlamento; osserva che anche il lavoro esternalizzato a specialisti dovrebbe essere incluso nelle relazioni onde promuovere l'etica della trasparenza e soddisfare nel contempo il miglior interesse degli elettori; osserva con preoccupazione che il nutrito numero di membri del personale nell'ufficio del Presidente del Parlamento europeo, costituito da un organico di 35 persone, e che include due autisti e un usciere personale, è altamente discutibile e costituisce un cattivo esempio per la riduzione dei costi e la responsabilità di bilancio all'interno del Parlamento;

41.  constata che le misure di attuazione del codice di condotta dei deputati sono state adottate dall'Ufficio di presidenza il 15 aprile 2013; esprime tuttavia preoccupazione per la mancata attuazione del codice di condotta e per le differenze di interpretazione segnalate da una coalizione di ONG(1), e chiede un rafforzamento della posizione del comitato consultivo, cui deve essere conferito il diritto di iniziativa affinché possa avviare controlli a campione sulle dichiarazioni di interessi fornite dai deputati;

42.  accoglie con favore il fatto che i deputati devono dar prova di maggiore trasparenza riguardo alle attività secondarie che svolgono parallelamente al loro mandato parlamentare; ricorda, tuttavia, che i deputati al Parlamento europeo, analogamente ai deputati ai parlamenti nazionali, non hanno un mandato esclusivo e possono pertanto esercitare altre attività professionali; è del parere che un modello di dichiarazione più dettagliato per i deputati contribuirebbe ad accrescere la trasparenza e ad evitare potenziali conflitti d'interesse; chiede al Segretario generale di istituire una banca dati pubblica, accessibile dal sito web del Parlamento, di tutte le attività secondarie svolte dai singoli deputati;

43.  sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza nelle indennità per spese generali dei deputati; invita l'Ufficio di presidenza ad adoperarsi per definire regole più precise per quanto concerne la contabilizzazione delle spese autorizzate nell'ambito di tale indennità, senza determinare costi aggiuntivi per il Parlamento;

44.  esprime preoccupazione per l'assenza di verifiche ex post sull'uso delle auto di servizio da parte dei deputati e mette in discussione il fatto che al Presidente del Parlamento sono messe a disposizione due auto di servizio;

45.  si compiace del fatto che la riduzione del 5% delle spese di viaggio dei deputati e delle spese di missione del personale abbia permesso di risparmiare 4 milioni di EUR nel 2013; ritiene opportuno perseguire una politica rigorosa di riduzione delle spese di viaggio tramite accordi negoziati con le compagnie aeree; invita il Segretario generale a presentare proposte in tal senso;

Gestione del regime di sovvenzioni per i gruppi di visitatori

46.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la Corte dei conti, nella sua analisi panoramica della gestione finanziaria del bilancio dell'Unione, ha definito un "elemento ad alto rischio" la prassi di pagare in contanti il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori; sottolinea che nel 2013 il 73% delle sovvenzioni è stato pagato in contanti e soltanto il 27% tramite bonifico bancario; è preoccupato per l'elevato rischio per la reputazione del Parlamento e il grave rischio di sicurezza che comporta il pagamento in contanti ai gruppi di visitatori;

47.  sottolinea la necessità e l'importanza di informare i gruppi di visitatori, prima della loro visita, in merito ai mezzi di trasporto sostenibili con cui raggiungere il Parlamento; raccomanda l'introduzione di tassi di rimborso diversi in funzione del mezzo di trasporto scelto e del relativo livello di emissioni;

48.  sottolinea che, per realizzare risparmi a lungo termine nel bilancio dell'Unione, il Parlamento e il Consiglio devono affrontare la questione della necessità di una tabella di marcia in vista dell'istituzione di una sede unica, come sostenuto dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

Direzione generale delle Politiche interne e Direzione generale delle Politiche esterne

49.  richiama l'attenzione sui costi relativi al 2013 delle delegazioni, delle assemblee parlamentari paritetiche, delle delegazioni ad hoc e delle missioni di osservazione elettorale al di fuori dell'Unione, che ammontavano a circa 5 794 360 EUR; chiede che sia elaborata, entro la fine del 2015, una presentazione dei costi per questi settori per il periodo che va dal 2005 al 2015;

50.  rileva con preoccupazione che il costo di una delegazione a un'assemblea parlamentare è ammontato a 493 193 EUR; invita l'Ufficio di presidenza a elaborare principi semplici ma efficaci per una più economica struttura dei costi per le missioni delle delegazioni, tenendo conto in particolare della loro importanza politica, della durata e dei risultati;

Delegazioni interparlamentari

51.  reputa urgente e importante sviluppare e rendere più ricche di contenuti le pagine web delle delegazioni interparlamentari; considera altrettanto fondamentale che, nella misura in cui il bilancio lo consente, le riunioni pubbliche delle delegazioni siano trasmesse in diretta in streaming, al pari delle riunioni delle commissioni parlamentari;

Direzione generale della Comunicazione

52.  deplora che il programma pluriennale di sovvenzioni 2012-2014, inteso a sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo del Parlamento, sia costato circa 14 500 000 EUR; esprime dubbi quanto al fatto che tale programma di sovvenzioni illustri le competenze fondamentali del Parlamento e i compiti che gli derivano dalle sue prerogative in materia legislativa, di bilancio e di discarico; invita la propria amministrazione a fornire alla commissione per il controllo dei bilanci una valutazione esterna su tale programma di sovvenzioni in tempo utile per la procedura di discarico 2014;

53.  chiede che gli sia trasmesso un quadro completo di tutte le sovvenzioni a titolo del bilancio del Parlamento per i progetti di comunicazione, che indichi i relativi importi e i beneficiari;

54.  chiede che gli sia trasmessa una ripartizione delle eventuali spese relative alle organizzazioni "MEP Ranking" e "Vote Watch Europe" a carico del bilancio del Parlamento; si rammarica del fatto che tali organizzazioni valutino le attività dei deputati sulla base di criteri quantitativi, cosa che può dar luogo ad un tipo di incentivi non corretto e generare attività superflue; è del parere che i deputati si trovino di fronte ad una progressiva burocratizzazione e ad una restrizione ancor maggiore della loro libertà di esercizio del mandato;

EuroparlTV

55.  ricorda che la dotazione di EuroparlTV ammontava a 8 000 000 EUR nel 2013 e a 5 000 000 EUR nel 2014 e si compiace del fatto che i risultati di tale servizio siano migliorati grazie all'avvio di una serie di nuove attività e progetti; rileva che tra il 2012 e il 2014 il numero medio di video guardati mensilmente è passato da 53 000 a 400 000;

56.  ricorda che, in seguito alla decisione dell'Ufficio di presidenza del 12 dicembre 2012, è stato avviato uno studio esterno nel 2014 per dare un input sulla futura evoluzione del servizio video web del Parlamento (Europarl TV); rileva che le raccomandazioni dello studio andranno attuate nel corso del primo semestre del 2015;

Premio LUX

57.  constata che la spesa per il Premio LUX nel 2013 ammontava a 448 000 EUR, in linea con i costi del 2012 (434 421 EUR) e ha riguardato:

   la procedura relativa alla selezione ufficiale e al concorso;
   le attività di comunicazione a Bruxelles e a Strasburgo;
   le attività di sensibilizzazione dei deputati e dei partner specializzati del mondo dell'informazione, nonché del pubblico in generale;
   i costi di sottotitolazione in 24 lingue ufficiali;
   la creazione della versione adattata del film vincitore per persone ipoudenti o ipovedenti;
   la partecipazione del Parlamento ai grandi eventi cinematografici europei per promuovere il Premio LUX;

58.  chiede che siano identificate misure di efficienza nel suo bilancio;

59.  chiede che venga effettuato un sondaggio rappresentativo presso i deputati entro la fine del 2015, per rilevare se il Premio LUX è ben conosciuto e, nel caso, in che modo esso è considerato nei rispettivi Stati membri;

Uffici di informazione

60.  rileva con preoccupazione che nel 2013 le spese di missione degli Uffici di informazione ammontavano a 1 839 696 EUR, di cui 1 090 290 EUR per le missioni a Strasburgo; deplora che il costo delle missioni dagli Uffici di informazione a Strasburgo sia cresciuto del 7% circa dal 2012, con un ulteriore aumento del 2% dovuto alla creazione del nuovo Ufficio di informazione in Croazia; chiede che vengano indicate nel dettaglio le principali motivazioni delle missioni del personale degli Uffici di informazione a Strasburgo e a Bruxelles; chiede che gli sia trasmesso un quadro delle missioni effettuate da ciascun Ufficio di informazione negli anni 2005, 2010 e 2015 a fini di comparazione; insiste sulla necessità di privilegiare il ricorso alle videoconferenze, che comporterebbe riduzioni strutturali dei costi a carico del bilancio del Parlamento, oltre ai vantaggi ambientali, senza che l'attività parlamentare ne risenta;

61.  rileva che i siti web di diversi Uffici di informazione negli Stati membri non sono stati aggiornati dalle elezioni; richiama l'attenzione sulle implicazioni che ciò potrebbe avere per la credibilità del Parlamento presso il grande pubblico; insiste affinché sia svolta un'indagine sull'utilizzo dei finanziamenti destinati agli Uffici di informazione che illustri le importanti variazioni dei costi delle connessioni a Internet tra i vari Stati membri;

Logo del Parlamento

62.  osserva che il logo del Parlamento europeo è cambiato; esprime il suo disaccordo per non essere stato, ancora una volta, informato di una decisione in tempi adeguati; chiede ai servizi responsabili di spiegare i motivi che hanno determinato il cambiamento in parola, quale sia stato il processo decisionale e quali siano i costi che tale cambiamento ha comportato;

63.  chiede un riepilogo dettagliato di tutti i costi esterni ed interni imputati al Parlamento e relativi alla Casa della Storia europea, distinti in base alle spese di progettazione (compresa la progettazione preliminare), le spese d'investimento e le spese di gestione (compresa la riserva per i lavori di costruzione e manutenzione, le spese di carattere personale, le spese di esposizione); rileva che la Commissione contribuisce al finanziamento della Casa della Storia europea con una dotazione annuale di 800 000 EUR; osserva che la Casa della Storia europea avrà effetti positivi non soltanto per le istituzioni dell'Unione ma anche per lo Stato belga sotto forma di una nuova attrazione turistica in grado di generare entrate; raccomanda, pertanto, che lo Stato belga sia invitato a sostenere la realizzazione della Casa della Storia europea;

Direzione generale del Personale

64.  prende atto del fatto che, in linea di principio, il personale del Parlamento (funzionari permanenti) può essere assunto soltanto tramite concorso pubblico che circa il 10% dei candidati supera ad un'età media di 34 anni; mostra preoccupazione dato che, nonostante il fatto che l'occupazione giovanile sia una delle più alte priorità dell'Unione, le istituzioni dell'Unione, compreso il Parlamento, mancano totalmente di una politica di stimolo dell'occupazione dei giovani di età inferiore ai 30 anni;

65.  sottolinea la difficoltà di assumere funzionari o agenti provenienti, in particolare, da determinati Stati membri; rileva che le attuali tabelle retributive e il grado d'ingresso offerti dalle istituzioni sono meno interessanti per il nuovo personale; sottolinea che non offrono né stipendi competitivi né prospettive di carriera interessanti per molti cittadini degli Stati membri dell'UE-15, in particolare per quanti stanno raggiungendo l'età del pensionamento; insiste che tale circostanza, associata alla riduzione inevitabile delle dimensioni dell'amministrazione pubblica europea, provocherà in un futuro immediato una riduzione della qualità dei servizi prestati e un rischio di un crescente squilibrio geografico;

66.  chiede un esame delle attività organizzate e finanziate dal Comitato del personale, analizzando in dettaglio il tipo di attività, le spese sostenute e la conformità con la sana gestione finanziaria;

67.  chiede alla DG Personale e ai servizi responsabili di promuovere attivamente la nomina di donne agli incarichi direttivi in seno al Parlamento o di valutare i motivi per la mancanza di parità e proporre misure atte a facilitare l'integrazione delle donne nelle alte cariche dell'amministrazione del Parlamento;

68.  prende atto dell'elevato costo degli "away days" e di eventi simili per il personale nel 2013 (140 730 EUR per 8 eventi); ritiene che, in un'epoca di crisi e di tagli di bilancio generali, i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione debbano essere proporzionati e che tali eventi dovrebbero realizzarsi, nella misura del possibile, nelle stessi sedi delle istituzioni, dato che il valore aggiunto degli stessi non giustifica spese tanto elevate;

Assistenti parlamentari

69.  esprime il proprio sostegno per le misure adottate per organizzare la gestione del termine del contratto di circa 1 700 assistenti parlamentari accreditati (APA) dinanzi alla fine della settima legislatura e all'inizio dell'ottava, e in particolare l'applicazione APA-People; ritiene, tuttavia, che sarebbe stato necessario dotare di più personale amministrativo alcuni servizi implicati nella procedura di assunzione degli APA per renderla più rapida ed efficiente; sottolinea che le risorse umane e tecniche non sono state sufficienti per evitare ritardi nella firma dei contratti di alcuni assistenti, interruzioni di contratti e ritardi nel pagamento delle diarie e di altre indennità e quindi degli stipendi; riconosce, tuttavia, che la procedura è migliorata in modo manifesto rispetto al 2009 e che il Parlamento deve continuare a lavorare per migliorare la rapidità e la fluidità della procedura di assunzione; è preoccupato per il fatto che non si offra una soluzione agli APA che hanno subito una riduzione dei loro diritti dato che è stata diminuita, almeno di un mese, la durata del loro contratto a causa dell'anticipo delle elezioni al Parlamento; insiste che si debba adeguare la legislazione relativa al tempo necessario per l'accesso ai diritti di pensionamento alle vicissitudini del ciclo parlamentare reale;

70.  si rammarica che la relazione sociale del Parlamento corrispondente al 2013 - così come quelle precedenti - includa soltanto in minima parte i dati corrispondenti agli APA nonostante essi rappresentino il 29,4% del personale del Parlamento; chiede la rettifica di questa carenza, data l'importanza fondamentale di tale documento per il miglioramento della gestione delle risorse umane dell'istituzione;

71.  si rammarica per la sentenza del Tribunale della funzione pubblica, del 12 dicembre 2013, nella causa F-129/12 e si rammarica profondamente che il Parlamento sia stato condannato per il fatto di non essere in grado di prestare assistenza a un'assistente parlamentare accreditata nel caso di molestie e di licenziamento irregolare; prende atto della creazione, su decisione dell'Ufficio di presidenza del 14 aprile 2014, del Comitato consultivo per la prevenzione del mobbing sul posto di lavoro, volto ad evitare questo tipo di situazioni per gli APA; mostra preoccupazione, tuttavia, per lo squilibrio nella composizione del Comitato, composto da tre Questori, un rappresentante dell'amministrazione e un rappresentate degli APA; prende atto che, almeno fino a novembre 2014, il Comitato aveva trattato tre casi in cui "i Questori avevano deciso che non sussistevano motivi per azioni ulteriori"; chiede pertanto all'Ufficio di presidenza di rivedere la sua decisione riguardo alla composizione del Comitato in modo che questo possa avere una composizione più equilibrata che includa almeno due rappresentanti degli APA;

72.  prende atto con preoccupazione dell'elevata percentuale di abbandono dei corsi di lingua da parte degli APA, pari al 32% rispetto all'8% per il resto del personale statutario; chiede di modificare i corsi di lingua per garantire che siano più adattati alle circostanze specifiche del lavoro degli APA;

73.  chiede di esaminare le possibili ragioni dell'ampia disparità tra gli APA e il resto del personale per quanto riguarda il ricorso al congedo per malattia;

74.  attira l'attenzione sul fatto che gli APA percepiscono indennità di soggiorno per lo spostamento a Strasburgo del 30-45% più basse rispetto al resto del personale statutario; attira altresì l'attenzione sul fatto che tra gli stessi APA vi siano tre livelli di rimborso di tali spese e che sia contemplata anche la possibilità di non rimborsare la missione a Strasburgo; chiede che l'Ufficio di presidenza adotti le misure necessarie per porre termine a questa disuguaglianza ed equiparare i diritti degli APA a quelli del resto del personale statutario;

75.  esprime preoccupazione per la notevole differenza del numero di assistenti locali al servizio di ciascun deputato, che nel 2013 oscillava tra zero e 43; chiede che sia svolta un'indagine per valutare se le procedure di assunzione siano state rispettate nei casi con un alto numero di assistenti locali nonché i motivi di tali numeri; chiede una valutazione delle procedure di assunzione degli assistenti locali e proposte relative a una loro semplificazione per evitare un numero eccessivo di assistenti locali per deputato; invita a garantire una maggiore trasparenza in merito all'assunzione degli assistenti locali e ai prestatori di servizi; chiede che sia pubblicato su internet un elenco di tutti i prestatori di servizi impiegati dai deputati;

76.  richiama l'attenzione sul fatto che l'articolo 43, lettera d), delle misure di attuazione dello statuto dei deputati, adottato nel luglio 2008, esclude la possibilità per i deputati di assumere come assistenti il proprio coniuge o il partner stabile in un'unione di fatto o genitori, figli, fratelli o sorelle;

77.  è preoccupato del ritardo nell'adozione delle norme interne sulle denunce di fatti sospetti; invita a procedere alla loro attuazione senza ulteriori indugi;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica

Politica immobiliare del Parlamento

78.  constata che, nei suoi tre luoghi di lavoro, il Parlamento occupa 1,1 milioni di m2 ed è proprietario dell'81% di tale superficie; considera della massima importanza stabilire misure adeguate per garantire la sostenibilità degli edifici del Parlamento a fronte dell'aumento dei costi di manutenzione;

79.  chiede la conclusione di un accordo di cooperazione tra il Parlamento e la Commissione sulla gestione congiunta delle Case d'Europa allo scopo, da un lato, di definire un quadro per una programmazione pluriennale di prospezioni immobiliari ai fini dell'acquisto o della locazione di immobili e, d'altro lato, di semplificare le procedure amministrative e finanziarie per la gestione quotidiana;

80.  constata che la Casa d'Europa a Sofia è pienamente operativa dal luglio 2013; rileva che i difetti e la mancata conformità della struttura dell'edificio sono stati imputati al venditore prima della firma dell'atto di acquisto;

Direzione generale dell'Interpretazione e delle Conferenze e Direzione generale della Traduzione

81.  rileva con soddisfazione che l'attuazione della decisione dell'Ufficio di presidenza sul multilinguismo efficiente nell'uso delle risorse ha permesso di risparmiare, nel 2013, 15 milioni di EUR e 10 milioni di EUR rispettivamente nei servizi di interpretazione e di traduzione, senza pregiudicare il principio del multilinguismo o inficiare la qualità dell'attività parlamentare; ribadisce che la cooperazione interistituzionale è indispensabile per lo scambio delle migliori prassi che favoriscono l'efficacia e consentono di realizzare economie;

Direzione generale delle Finanze

Fondo di vitalizio volontario

82.  osserva che a fine 2013 il deficit attuariale stimato del Fondo di vitalizio volontario, calcolato sulla base degli attivi del fondo, era aumentato a 197,5 milioni di EUR; sottolinea che le passività future stimate sono distribuite su un periodo di vari decenni;

83.  constata che in ultima analisi non è possibile valutare se il Fondo è gestito in modo efficiente e regolare e raccomanda di commissionare una valutazione esterna;

84.  osserva, tuttavia, che tale situazione solleva preoccupazioni circa il possibile esaurimento del fondo e che il Parlamento garantisce il pagamento dei diritti pensionistici se e quando il fondo non sarà in grado di far fronte ai propri obblighi;

85.  prende atto che la Corte di giustizia ha sancito nel 2013 la validità della decisione di aumentare da 60 a 63 anni l'età pensionabile degli affiliati al fondo di vitalizio volontario, onde evitare l'esaurimento anticipato del capitale e allinearla al nuovo statuto dei deputati del Parlamento europeo;

Servizi forniti ai deputati

86.  chiede di pubblicare sulla pagina web dei deputati al Parlamento europeo il nome dei prestatori di servizi e dei servizi prestati al deputato a fianco ai dati relativi agli APA e agli assistenti locali;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'Assistenza tecnologica

87.  prende atto del processo di internalizzazione del personale presso la Direzione generale dell'Innovazione e dell'Assistenza tecnologica, nonché della promessa riduzione dei costi e del maggiore livello di competenza del personale informatico; rammenta che il maggiore livello di competenza per le innovazioni a carattere permanente era stata anche la motivazione per esternalizzare il settore alcuni anni or sono; invita il Segretario generale a cooperare con l'Ufficio europeo per la selezione del personale per trovare il modo di accelerare le procedure di assunzione e di attrarre i migliori esperti nel campo delle tecnologie e della sicurezza informatica;

88.  ricorda che sono state compromesse le caselle postali personali e riservate di un certo numero di deputati, assistenti parlamentari e funzionari in seguito all'attacco di tipo man-in-the-middle ai danni del Parlamento da parte di un hacker che ha intercettato le comunicazioni fra smartphone privati e la rete WiFi pubblica del Parlamento;

89.  constata che è stato effettuato un audit sulla sicurezza delle TIC da parte di un soggetto terzo indipendente, che ha interessato tutti i sistemi di telecomunicazioni e TIC del Parlamento, allo scopo di tracciare una chiara tabella di marcia verso una più solida politica di sicurezza delle TIC nel 2015; rileva che l'audit sulla sicurezza delle TIC era atteso nel dicembre 2014; ribadisce che, in considerazione delle recenti notevoli minacce alla scurezza, esso dovrebbe essere prioritario e chiede che la commissione per il controllo dei bilanci sia informata dei risultati non appena la relazione sarà adottata in via definitiva;

90.  prende atto delle misure immediate e a medio termine adottate dall'Ufficio di presidenza il 9 dicembre 2013 per rafforzare le norme di sicurezza del Parlamento riguardo all'uso di dispositivi mobili;

91.  insiste sulla necessità che il Parlamento intensifichi la collaborazione con la Direzione generale dell'Informatica della Commissione allo scopo di identificare soluzioni idonee per sostituire in maniera adeguata i vecchi strumenti e infrastrutture TIC, che vadano nella direzione di soluzioni aperte, interoperabili e non legate a un particolare distributore, e ciò al fine di conseguire un ambiente informatico efficiente sotto il profilo dei costi e di elevata qualità per il Parlamento;

92.  si compiace per l'avvio già da alcuni anni dell'utilissima e riuscita applicazione at4am per la presentazione di emendamenti; ritiene che sia necessario procedere a un miglioramento e a un'attualizzazione della stessa soprattutto in aspetti molti utili come l'autocorrezione e il back up;

93.  sollecita affinché, ai fini della trasparenza e della parità di accesso ai documenti, tutti i deputati, e non soltanto i deputati titolari o sostituti della commissione per le petizioni, possano accedere attraverso l'applicazione ePetition a tutte le petizioni presentate dai cittadini a detta ;

Un Parlamento ecocompatibile

94.  è a conoscenza del concetto di nuovo ambiente di lavoro (New World of Work), dell'accreditamento e del processo EMAS e del programma "paperless", comprese le applicazioni "e-Committee" e "e-Meeting"; chiede il rafforzamento di tale programma mediante applicazioni disponibili per smartphone e tablet;

95.  richiama l'attenzione sul fatto che le teleconferenze e il telelavoro possono contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile, riducendo i costi amministrativi e di trasferta;

96.  rileva che nel 2012 le emissioni di gas a effetto serra imputabili alle trasferte del proprio personale tra Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo sono diminuite del 34% rispetto al 2006; invita l'Ufficio di presidenza a garantire la massima trasparenza e a tener anche conto delle emissioni provocate dai viaggi dei deputati tra i rispettivi paesi di origine e Bruxelles e Strasburgo; plaude alle misure atte a compensare le emissioni che non possono essere ridotte e sono inevitabili; raccomanda l'attuazione mediante progetti di ulteriori politiche di compensazione secondo il meccanismo di sviluppo pulito (CDM) "Gold standard" riconosciuto dall'ONU;

97.  invita il Segretario generale a elaborare un piano per ridurre il numero di bauli disponibili per le trasferte parlamentari; propone di utilizzare bauli di dimensioni ridotte o di attuare un sistema di condivisione degli stessi, riducendone così i costi in termini finanziari e di impronta di carbonio;

98.  chiede ai servizi responsabili di sviluppare un concetto sostenibile e coerente che consenta il pieno utilizzo fino all'importo massimo della linea di bilancio 239 per la compensazione delle emissioni di CO2 al fine di compensare le emissioni inevitabili di CO2 dell'istituzione mediante progetti conformi al CDM "Gold standard" riconosciuto dall'ONU;

99.  chiede che il sistema di climatizzazione sia incentrato sull'efficienza energetica al fine di garantire il minor impatto ecologico possibile;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

100.  rileva che, su un totale di 264 contratti aggiudicati nel 2013, 120 si basavano su procedure aperte o ristrette, per un valore di 465 milioni di EUR, e 144 su procedure negoziate, per un valore complessivo di 152 milioni di EUR; osserva che, sebbene il numero totale dei contratti aggiudicati mediante procedura negoziata fosse del 37% inferiore nel 2013 (144 rispetto a 241 nel 2012), non vi sono stati mutamenti particolarmente significativi in termini di valore delle procedure negoziate;

101.  evidenzia in tale contesto la necessità di attuare il concetto di appalti pubblici verdi per tutti i contratti e i bandi di gara; chiede che siano fissati obiettivi vincolanti crescenti e ambiziosi per i contratti verdi, segnatamente nei settori del vitto e della ristorazione, dei veicoli e del trasporto, delle installazioni sanitarie e idriche, della carta, della gestione dei rifiuti, delle apparecchiature informatiche e per il trattamento di immagini, dell'illuminazione, della pulizia e del mobilio;

102.  constata che i contratti aggiudicati nel 2013 erano per lo più contratti di servizi (61%), per un valore totale di 374 milioni di EUR, e che tre direzioni generali hanno aggiudicato 14 contratti di valore superiore a 10 milioni di EUR; sottolinea la necessità di garantire che i contratti di elevato valore siano in particolare soggetti ad adeguati sistemi di controllo per monitorare costantemente l'esecuzione degli ordini;

103.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2013 e nel 2012, per tipo di contratto, è la seguente:

Tipo di contratto

2013

2012

Numero di contratti

Percentuale

Numero di contratti

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

189

48

19

8

72%

18%

7%

3%

242

62

36

4

70%

18%

12%

1%

Totale

264

100%

344

100%

Tipo di contratto

2013

2012

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

374 147 951

91 377 603

15 512 763

136 289 339

61%

15%

2%

22%

493 930 204

145 592 868

48 386 872

180 358 035

57%

17%

5%

21%

Totale

617 327 656

100%

868 267 979

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2013, pag. 7)

104.  rileva che la composizione dei contratti aggiudicati nel 2013 e nel 2012, per tipo di procedura, è la seguente:

Tipo di procedura

2013

2012

Numero di contratti

Percentuale

Numero di contratti

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

106

14

144

-

-

40%

5%

55%

-

-

98

5

241

-

-

28%

2%

70%

0%

0%

Totale

264

100%

344

100%

Tipo di procedura

2013

2012

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

382 045 667

83 288 252

151 993 737

-

-

62%

13%

25%

-

-

381 116 879

245 156 318

241 994 782

-

-

44%

28%

28%

0%

0%

Totale

724 297 066

100%

603 218 807

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2013, pag. 9)

Procedure negoziate a carattere eccezionale

105.  rileva che le procedure negoziate a carattere eccezionale hanno rappresentato il 39% delle procedure negoziate avviate nel 2013; è preoccupato per il fatto che nel 2013 il Parlamento è ricorso a questo tipo di procedura negoziata per l'aggiudicazione di 56 contratti e chiede che sia indicato non solo il numero totale dei contratti in questione ma anche il loro valore cumulato;

106.  è del parere che gli ordinatori debbano motivare in maniera esaustiva e trasparente il ricorso a una procedura negoziata a carattere eccezionale; invita l'Unità finanziaria centrale a integrare le informazioni nella relazione annuale sui contratti aggiudicati destinata all'autorità di discarico;

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

107.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0, destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti, sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2013

2012

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo (2011)

PPE

21 680

4 399

18 437

85,04%

7 642

21 128

2 024

18 974

89,81%

4 178

S&D

15 388

6 849

17 649

114,69%

4 588

14 908

6 313

14 520

97,40%

6 702

ALDE

6 719

2 172

7 142

106,30%

1 749

6 673

2 281

6 855

102,72%

2 100

Verts/ALE

4 366

1 787

4 778

109,44%

1 375

4 319

1 460

4 002

92,65%

1 778

GUE/NGL

2 658

1 076

3 317

124,79%

416

2 563

1 094

2 602

101,52%

1 055

ECR

4 046

1 602

4 598

113,64%

1 050

3 765

1 219

3 407

90,51%

1 577

EFD

2 614

939

2 422

92,65%

1 132

2 538

881

2 494

98,29%

925

Deputati non iscritti

1 316

367

931

70,74%

441

1 362

413

963

70,73%

367

Totale

58 786

19 193

59 274

100,83%

18 394

57 255

15 687

53 817

94,00%

18 680

* tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

108.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(2):

Partito

Acronimo

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % spesa ammissibile (max. 85%)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

1 439

6 464

9 729

85%

192

Partito dei socialisti europei

PSE

1 283

4 985

6 841

85%

118

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

518

2 232

3 009

85%

33

Partito Verde Europeo

PVE

461

1 563

2 151

78%

-36

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

307

1 403

1 970

85%

45

Partito della Sinistra europea

EL

233

948

1 180

68%

-258

Partito Democratico Europeo

PDE

91

437

528

85%

0

Democratici UE

EUD

48

197

245

85%

12

Alleanza libera europea

EFA

93

439

592

85%

12

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

61

305

366

85%

8

Alleanza europea per la libertà

EAF

68

384

452

85%

1

Alleanza europea dei movimenti nazionalisti

AEMN

53

350

403

85%

-38

Movimento per un'Europa della libertà e della democrazia

MELD

107

594

833

85%

0

Totale

4 762

20 301

28 299

83%

89

(*) tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR

109.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(3):

Fondazione

Acronimo

Partito di affiliazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85%)

Centre d'études européennes

CES

PPE

772

3 985

4 757

85%

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

491

2 762

3 253

85%

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

214

1 108

1 322

85%

Fondazione verde europea

GEF

PVE

158

881

1 039

85%

Transform Europe

TE

EL

130

538

668

85%

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

50

219

269

85%

Centro Maurits Coppieters

CMC

EFA

50

227

277

85%

New Direction - Foundation for European Reform

ND

AERC

183

645

828

85%

Fondazione europea per la libertà

EFF

EAF

39

210

249

85%

Organizzazione per la cooperazione interstatale europea

OEIC

EUD

20

123

143

85%

Fondazione politica cristiana europea

ECPF

ECPM

31

170

201

85%

Fondazione per un'Europa della libertà e della democrazia

FELD

MELD

60

280

340

85%

Identités & Traditions europénnes

ITE

AEMN

31

177

208

85%

Totale

-

2 229

11 325

13 554

85%

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

(1) ALTER-EU, "Mind the Gap" (http://www.alter-eu.org/sites/default/files/documents/Mind%20the%20Gap%20briefing.pdf)
(2) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR) punto 12.
(3) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR) punto12.

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