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Procedura : 2014/2079(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0116/2015

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A8-0116/2015

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PV 28/04/2015 - 16
CRE 28/04/2015 - 16

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Mercoledì 29 aprile 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio
P8_TA(2015)0122A8-0116/2015
Decisione
 Risoluzione

1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2014/2079(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0148/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0116/2015),

1.  rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2014/2079(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  vista la decisione del 26 febbraio 2015 del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC sulle norme interne relative alla divulgazione nell'interesse generale ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0116/2015),

A.  considerando che tutte le istituzioni dell'Unione dovrebbero essere trasparenti e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi loro affidati in qualità di istituzioni dell'Unione;

B.  considerando che, in assenza di risposte alle domande del Parlamento e in mancanza di informazioni sufficienti, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione con cognizione di causa sulla concessione del discarico;

1.  prende atto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, ha concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

2.  prende atto che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2013, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti a audit per quanto concerne il Consiglio europeo e il Consiglio;

3.  rileva che, nel 2013, il Consiglio europeo e il Consiglio disponevano di un bilancio globale pari a 535 511 300 EUR (533 920 000 EUR nel 2012), con un tasso di esecuzione dell'86,7%; si rammarica della diminuzione del tasso di utilizzo nel 2013, rispetto al 91,8% del 2012;

4.  è preoccupato per il fatto che il tasso di sottoutilizzo continui ad essere elevato e si riferisca a quasi tutte le categorie; reitera la propria richiesta affinché vengano sviluppati indicatori chiave di performance che consentano di migliorare la pianificazione del bilancio dei prossimi esercizi;

5.  rileva che 71 376 244 EUR di stanziamenti d'impegno sono stati cancellati nel 2013 a causa del sottoutilizzo e di un uso ridotto delle infrastrutture;

6.  constata con stupore che l'importo di 5 milioni di EUR stanziato per l'acquisizione dell'edificio "Europa" è stato riportato al 2014 per il pagamento effettivo; ritiene che questa operazione, in aggiunta al riporto di altri stanziamenti, sia contraria ai principi di annualità e di sana gestione finanziaria del regolamento finanziario;

7.  ribadisce che il bilancio del Consiglio europeo e quello del Consiglio dovrebbero essere separati al fine di contribuire alla trasparenza della gestione finanziaria delle istituzioni e a una maggiore assunzione di responsabilità da parte di entrambe le istituzioni;

8.  reitera la sua richiesta al Consiglio europeo e al Consiglio di trasmettere al Parlamento la loro relazione annuale di attività comprendente un quadro generale dettagliato di tutte le risorse umane a disposizione delle due istituzioni, suddivise per categoria, grado, genere, nazionalità e formazione professionale; osserva che tale tabella dovrebbe figurare automaticamente nella relazione annuale di attività delle istituzioni;

9.  si compiace della creazione di un comitato di audit presso il Segretariato generale del Consiglio e dell'adozione di una nuova Carta del servizio di audit interno; invita il Consiglio a tenere informato il Parlamento dei benefici e dei risultati di questi cambiamenti;

10.  si rammarica che nel 2013 vi sia stata una diminuzione nell'attuazione delle osservazioni del servizio di audit interno; concorda con il Consiglio circa l'importanza di una tempestiva attuazione delle raccomandazioni del servizio di audit(1); si attende che questa procedura sia applicata senza indugio;

11.  è preoccupato per il ritardo nell'attuazione delle raccomandazioni di audit da parte del servizio di traduzione;

12.  rileva con preoccupazione le enormi disparità esistenti tra le diverse istituzioni dell'Unione per quanto riguarda i costi di traduzione; chiede pertanto al Gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione di individuare le cause di tali disparità e di proporre soluzioni volte a correggere tale squilibrio e armonizzare i costi di traduzione nel massimo rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva che, a tal fine, il Gruppo di lavoro dovrebbe dare nuovo impulso alla collaborazione tra le istituzioni per condividere le migliori prassi e i migliori risultati, nonché individuare gli ambiti in cui è possibile rafforzare la cooperazione o gli accordi tra le istituzioni; fa notare che il Gruppo di lavoro dovrebbe inoltre puntare alla creazione di una metodologia unificata di presentazione dei costi della traduzione per tutte le istituzioni al fine di semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi; osserva che il Gruppo di lavoro dovrebbe presentare i risultati entro la fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni di partecipare attivamente ai lavori del Gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda in tal senso l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo nelle istituzioni dell'Unione per garantire la parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

13.  ritiene che, in un periodo di crisi e di tagli di bilancio in generale, sia necessario ridurre i costi delle "giornate esterne" (away days) del personale delle istituzioni dell'Unione e che tali giornate dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle sedi proprie delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

14.  esprime preoccupazione per la scarsa presenza femminile nelle posizioni di responsabilità delle istituzioni dell'Unione; chiede al Consiglio di mettere a punto un piano in materia di pari opportunità, in particolare per quanto riguarda le posizioni dirigenziali, con l'obiettivo di correggere quanto prima tale squilibrio;

15.  deplora che la redazione di un manuale per la gestione dei progetti immobiliari sia stata rinviata;

16.  rileva che alcune raccomandazioni dell'audit interno relative al progetto dell'edificio "Europa" non sono ancora state attuate; invita nuovamente il Consiglio a fornire una spiegazione scritta esaustiva che indichi in modo dettagliato l'importo totale degli stanziamenti utilizzati per l'acquisto dell'edificio;

17.  chiede che la politica immobiliare dell'istituzione sia allegata alla sua relazione annuale di attività, in particolare data l'importanza di assicurare che i costi di tale politica siano debitamente razionalizzati e non risultino eccessivi;

18.  prende atto della crescita zero (0,3%) (1,6 milioni di EUR) del bilancio del Consiglio per il 2013; ritiene che questa tendenza sia positiva e si attende che essa continui anche nei prossimi esercizi;

19.  invita il Consiglio a cooperare con le altre istituzioni per definire una metodologia unificata di presentazione dei costi della traduzione, onde semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi;

20.  è preoccupato per il ritardo nell'adozione delle norme interne in materia di "whistleblowing"; invita il Consiglio a procedere senza ulteriori indugi all'attuazione di tali norme;

21.  invita il Consiglio a includere nelle sue relazioni annuali di attività, nel rispetto delle vigenti norme in materia di riservatezza e protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi chiusi dall'OLAF in cui l'indagine ha riguardato l'istituzione o uno dei membri del suo personale;

Motivi del rinvio della decisione sulla concessione del discarico

22.  ribadisce che il Consiglio dovrebbe dar prova di trasparenza e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi affidatigli in quanto istituzione dell'Unione; sottolinea che ciò implica una partecipazione piena e in buona fede del Consiglio alla procedura annuale di discarico, al pari delle altre istituzioni; ritiene, a tal proposito, che un controllo efficace dell'esecuzione del bilancio dell'Unione richieda una cooperazione tra il Parlamento e il Consiglio nel quadro di un accordo operativo; deplora le difficoltà riscontrate finora nelle procedure di discarico; prende atto tuttavia dell'interesse mostrato dall'attuale Presidenza dell'Unione ai fini della conciliazione delle diverse posizioni, nonché della lettera che il Segretario generale del Consiglio ha presentato in risposta ai quesiti formulati dalla commissione per il controllo dei bilanci, in cui si dichiara disposto a sostenere attivamente misure concrete per definire un "modus vivendi", come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 23 ottobre 2014(2); insiste sulla necessità di migliorare la capacità di dialogo tra le due istituzioni per trovare quanto prima una soluzione che consenta di garantire il rispetto del mandato conferito dal trattato e la responsabilità nei confronti dei cittadini;

23.  ribadisce che un controllo di bilancio efficace può essere attuato solo mediante una cooperazione tra Parlamento e Consiglio, che deve prevedere innanzitutto riunioni ufficiali tra i rappresentanti del Consiglio e la commissione per il controllo dei bilanci, la risposta da parte del Consiglio alle domande formulate dai membri della commissione sulla base di un questionario scritto e la presentazione, su richiesta, di documenti che servano da materiale di supporto per il controllo di bilancio;

24.  ribadisce che, senza la cooperazione del Consiglio come indicato sopra, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione informata sulla concessione del discarico;

25.  concorda con il parere espresso dalla Commissione nella sua lettera del 23 gennaio 2014 indirizzata al Parlamento, secondo cui è auspicabile che quest'ultimo continui a concedere, rinviare o rifiutare il discarico alle altre istituzioni, incluso il Consiglio, come avvenuto fino ad ora;

26.  appoggia pienamente il parere espresso dalla Commissione nella sua lettera, secondo cui tutte le istituzioni devono partecipare pienamente al seguito da dare alle osservazioni formulate dal Parlamento nell'esercizio di discarico e cooperare per garantire il buon funzionamento della procedura di discarico, nel pieno rispetto delle pertinenti disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del diritto derivato applicabile;

27.  informa il Consiglio del fatto che, nella sua lettera, la Commissione ha affermato che non intende vigilare sull'esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni e che rispondere alle domande indirizzate a un'altra istituzione costituirebbe una violazione dell'autonomia di tale istituzione nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio; ricorda che il Parlamento concede il discarico alle altre istituzioni dopo aver esaminato i documenti forniti e le risposte date alle domande; si rammarica che il Parlamento continui a incontrare difficoltà ad ottenere risposte dal Consiglio;

28.  reputa democratico che il Parlamento eserciti il suo potere di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in linea con l'attuale interpretazione e prassi, in particolare per concedere il discarico a ogni titolo di bilancio singolarmente, al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione; sostiene pertanto che la concessione o meno del discarico rappresenta un dovere del Parlamento nei confronti dei cittadini dell'Unione;

29.  è del parere che il quadro giuridico dell'Unione relativo al discarico debba essere rivisto al fine di chiarire l'iter del discarico stesso;

30.  si rammarica che non tutte le istituzioni europee rispettino le stesse norme in materia di trasparenza e ritiene che il Consiglio dovrebbe realizzare miglioramenti in questo senso.

(1) Sintesi della Relazione annuale di attività 2013 del revisore interno del Segretariato generale del Consiglio, pagina 2.
(2) GU L 334 del 21.11.2014, pag. 95.

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