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Procedura : 2014/2147(INI)
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Ciclo del documento : A8-0170/2015

Testi presentati :

A8-0170/2015

Discussioni :

PV 06/07/2015 - 17
CRE 06/07/2015 - 17

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PV 07/07/2015 - 5.14
CRE 07/07/2015 - 5.14
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P8_TA(2015)0251

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Martedì 7 luglio 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Il settore ortofrutticolo dopo la riforma del 2007
P8_TA(2015)0251A8-0170/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2015 sul settore ortofrutticolo successivamente alla riforma del 2007 (2014/2147(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione della Commissione sull'applicazione delle disposizioni relative alle organizzazioni di produttori, ai fondi di esercizio e ai programmi operativi nel settore ortofrutticolo successivamente alla riforma del 2007 (COM(2014)0112),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 16 giugno 2014 sulla summenzionata relazione della Commissione,

–  visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli(1),

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2014 sul futuro del settore orticolo in Europa – strategie per la crescita(2),

–  visto lo studio intitolato "The EU fruit and vegetables sector: Overview and post 2013 CAP perspective" ("Il settore ortofrutticolo dell'UE: panoramica e prospettive della PAC dopo il 2013"), elaborato sotto l'egida del Parlamento europeo nel 2011,

–  visti i due studi intitolati "Towards new rules for the EU's fruit and vegetables sector" ("Verso nuove regole per il settore ortofrutticolo dell'UE"), effettuati rispettivamente dall'Assemblée des Régions Européennes Légumières et Horticoles (AREFLH) e dall'università di Wageningen per un seminario svolto dal Parlamento europeo il 22 gennaio 2015,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Affrontare le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare tra imprese" (COM(2014)0472),

–  visto lo studio intitolato "Comparative analysis of risk management tools supported by 2014 (US) Farm Bill and the CAP 2014-2020" (Analisi comparativa degli strumenti di gestione dei rischi con il sostegno del Farm Bill statunitense del 2014 e della PAC 2014-2020), svolto sotto l'egida del Parlamento europeo nel 2014,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e il parere della commissione per i bilanci (A8-0170/2015),

A.  considerando che, sin dagli anni Novanta, la politica dell'Unione per il settore ortofrutticolo è stata incentrata sul rafforzamento del ruolo delle organizzazioni di produttori (OP);

B.  considerando che la riforma del 2007 mirava a rafforzare le organizzazioni di produttori (OP) nel settore ortofrutticolo mettendo a loro disposizione una gamma più ampia di strumenti per consentire, fra l'altro, la prevenzione e la gestione dei rischi di mercato, nonché rafforzando e concentrando l'offerta, migliorando la qualità e la competitività, adeguando l'offerta affinché tenesse conto del mercato e fornendo supporto tecnico per una produzione ecologica;

C.  considerando che, diversamente dalle aziende commerciali private, le OP sono soggette a una serie di vincoli quale ad esempio l'uso limitato degli investimenti correlati alla struttura delle entrate o alla necessità di vendere;

D.  considerando l'importanza di sostenere il settore ortofrutticolo in tutto il territorio dell'Unione, vista la sua importanza in termini di valore aggiunto e di occupazione e visti i suoi benefici in termini di salute attraverso regimi dietetici sani ed equilibrati;

E.  considerando che il sostegno dell'Unione alle OP e alle associazioni di organizzazioni di produttori (AOP) è volto a rafforzare la competitività del settore, sostenere l'innovazione, accrescere la produttività, potenziare la promozione, migliorare la posizione contrattuale degli agricoltori e ripristinare l'equilibrio nella filiera alimentare, integrando nel contempo anche gli interessi ambientali nella produzione e nella commercializzazione della frutta e verdura e accordando la debita considerazione alla situazione dei singoli produttori;

F.  considerando che sono stati creati incentivi per incoraggiare le fusioni tra le OP e tra le AOP, nonché la cooperazione transnazionale, al fine di sviluppare il potere contrattuale delle OP all'interno della catena distributiva;

G.  considerando che, a livello dell'UE, la maggior parte dei produttori del settore ortofrutticolo è rappresentata da piccole o medie imprese;

H.  considerando che, stando a uno studio del 2011 sul regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli (F&V) realizzato per il Parlamento europeo, le OP dovrebbero essere incoraggiate poiché "azioni collettive a livello dei produttori e un coordinamento efficace all'interno della catena sembrano essere condizioni preliminari per qualsiasi strategia di successo nel far fronte al calo dei prezzi alla produzione";

I.  considerando che le OP e le AOP del settore ortofrutticolo possono costituire un fondo di esercizio per finanziare i programmi operativi approvati dagli Stati membri;

J.  considerando che i fondi di cui trattasi sono finanziati mediante contributi degli aderenti o dell'organizzazione stessa e mediante l'aiuto finanziario dell'UE e che il cofinanziamento rafforza l'impegno da parte dei beneficiari e contribuisce a garantire che facciano buon uso dell'assistenza e che essa abbia un effetto moltiplicatore;

K.  considerando che il sostegno finanziario nell'ambito della precedente politica agricola comune (PAC) per gli investimenti delle OP di recente istituzione nel settore ortofrutticolo, terminato con la riforma del 2013, è stato di fondamentale importanza, in particolare negli Stati membri dell'Europa centrale, orientale e meridionale, nei territori d'oltremare e nelle isole;

L.  prendendo atto dei seguenti elementi:

   a) l'aumento del tasso di organizzazione, con la percentuale del valore complessivo di prodotti ortofrutticoli UE commercializzati da OP e AOP che nel 2010 è salita al 43% (nel 2004 era del 34%);
   b) la maggiore attrattiva delle OP, con la percentuale dei produttori di ortofrutticoli che sono soci di OP in aumento dal 10,4% nel 2004 a 16,5% nel 2010; nonché
   c) la maggiore attrattiva delle AOP, come dimostrato dal rapido aumento del numero di AOP unitamente all'aumento sostanziale del numero e della percentuale di OP aderenti a tali associazioni;

M.  considerando che, per l'Unione nel suo insieme, questi sono valori medi che riflettono situazioni molto divergenti fra gli Stati membri, o persino notevolmente diverse all'interno dello stesso Stato membro; che tali situazioni, le quali riflettono punti di partenza diversi nella spinta verso la creazione di OP, sono imputabili a una serie di motivi quali ad esempio fattori storici basati sul maggiore o minore livello di disponibilità dimostrata dagli agricoltori a costituire delle OP, la struttura delle aziende agricole, le diverse condizioni di mercato e i diversi ostacoli amministrativi, l'inadeguatezza del sostegno attualmente concesso e, non ultimo, il fatto che in numerosi Stati membri il settore in questione è dominato dai piccoli produttori;

N.  considerando che la consultazione pubblica sulle opzioni politiche e sulla relativa valutazione d'impatto, condotta dalla Commissione dal 4 giugno al 9 settembre 2012 nell'ambito della revisione del regime dell'UE per il settore ortofrutticolo, ha rivelato che la maggioranza dei soggetti consultati è a favore della prosecuzione del regime, pur apportando alcune modifiche specifiche;

O.  considerando che le regioni in cui i produttori hanno raggiunto i livelli più alti di competitività, redditività, internazionalizzazione, qualità e sostenibilità ambientale sono quelle in cui il tasso di organizzazione della produzione è più elevato;

P.  considerando che il tasso di organizzazione fra produttori rimane mediamente basso e, in taluni Stati membri, considerevolmente inferiore alla media dell'UE, sebbene questa affermazione di carattere generale sia soggetta a precisazioni in base al grado di modernizzazione della produzione e della commercializzazione di ciascuna zona; che la sospensione e la revoca del riconoscimento delle OP, fattori che generano incertezza fra i produttori, contribuiscono al loro basso tasso di organizzazione;

Q.  considerando che, nonostante l'aiuto finanziario nazionale (regolamento (UE) n. 1308/2013) abbia rappresentato un importante strumento finanziario in termini di concentrazione dell'offerta produttiva, occorre accrescerne l'efficacia;

R.  considerando che il ruolo svolto dalle OP nell'apertura di nuovi mercati, nella promozione del consumo o negli investimenti nel settore dell'innovazione ha effetti molto positivi sul settore ortofrutticolo nel suo insieme;

S.  considerando che nell'UE il settore ortofrutticolo rappresenta il 18% del valore totale della produzione agricola, utilizza solo il 3% della superficie coltivata e vale oltre 50 miliardi di euro;

T.  considerando che la filiera del settore ortofrutticolo vanta un fatturato stimato di oltre 120 miliardi di euro, impiega circa 550 000 dipendenti e agisce come un moltiplicatore economico a livello europeo, stimolando sia la domanda che la creazione di valore aggiunto in altri settori economici;

U.  considerando che fra il 2003 e il 2010 la superficie agricola totale dell'UE destinata alla coltivazione di prodotti ortofrutticoli è scesa del 6%, un segnale che gli agricoltori sono passati ad altre colture o, in molti casi, hanno abbandonato l'attività; che, stando allo studio dell'AREFLH del 2015, il calo è stato più marcato nell'Europa meridionale rispetto all'Europa settentrionale;

V.  considerando che il volume della produzione di prodotti ortofrutticoli è anch'esso diminuito negli ultimi anni, mentre il suo valore tende a rimanere stabile in termini reali e ha raggiunto 48,25 miliardi di euro nel 2012, sebbene non sia stato in grado di offrire prezzi di produzione franco azienda conformi ai costi di produzione e alle retribuzioni;

W.  considerando che il divario dei consumi rappresenta un problema fondamentale per il settore ortofrutticolo, con una perdita di produzione negli ultimi anni; ricordando i dati di Freshfel Europe, secondo cui il consumo di frutta e verdura fresca nell'UE a 28 era pari a 387 grammi al giorno pro capite nel 2012, con un decremento dell'8,7% rispetto alla media del periodo 2007-2011; considerando che tale calo sembra riflettere tendenze a lungo termine verso un aumento del consumo di alimenti trasformati, ma anche l'impatto della crisi economica;

X.  considerando che 22 milioni di bambini sono in sovrappeso nell'Unione europea, mentre gli adolescenti consumano in media solo dal 30 al 50% della dose giornaliera raccomandata di frutta e verdura;

Y.  considerando che l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un consumo giornaliero minimo di 400 grammi di prodotti ortofrutticoli per la prevenzione di malattie croniche come le malattie cardiache, il cancro, il diabete e l'obesità, quest'ultima soprattutto nei bambini; che finora soltanto quattro Stati membri dell'UE hanno messo in pratica tale raccomandazione;

Z.  considerando che nel 2012 l'UE ha registrato un deficit commerciale nel settore dei prodotti ortofrutticoli, in gran parte dovuto al fatto che le importazioni di frutta superano ampiamente le esportazioni a causa dei costi elevati di produzione;

AA.  considerando che lo studio dell'AREFLH del 2015 sottolinea che il mercato dell'UE è relativamente aperto alle importazioni, mentre le esportazioni europee trovano nei partner commerciali notevoli ostacoli tariffari e non tariffari, i quali impediscono la diversificazione delle esportazioni; che, nonostante le importazioni dai paesi terzi esercitino una concorrenza diretta nei confronti dei prodotti simili europei, la loro coltivazione non è soggetta, in taluni casi, alle stesse norme ambientali, sociali e di sicurezza alimentare;

AB.  considerando che nel settore dei prodotti ortofrutticoli le crisi di mercato sono frequenti, poiché anche piccole eccedenze di produzione possono causare drastici cali dei prezzi alla produzione; che i prodotti ortofrutticoli sono in gran parte deperibili e devono pertanto essere venduti rapidamente, cosa che pone gli agricoltori di questo settore in una posizione negoziale strutturalmente debole nei confronti dei principali dettaglianti e trasformatori;

AC.  considerando che la crisi causata dall'embargo russo ha avuto e avrà anche in futuro notevoli ripercussioni negative sul settore dei prodotti ortofrutticoli e che i produttori hanno subito le perdite più ingenti; che va sottolineata l'importanza di OP forti, organizzate in modo tale da essere in grado di affrontare insieme situazioni inaspettate e avverse, con il sostegno di strumenti unionali adeguati e adattati alla gravità di ciascuna crisi o, se del caso, mediante l'attivazione delle misure eccezionali previste dal regolamento (UE) n. 1308/2013;

AD.  considerando che la relazione della Commissione riconosce che gli strumenti di prevenzione delle crisi del regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli sono stati poco utilizzati successivamente alla riforma del 2007 e si sono rivelati insufficienti a mitigare le conseguenze di crisi gravi come quella provocata dal batterio E. coli o quella attuale, generata dall'embargo russo; che nella maggior parte dei casi, a eccezione del ritiro dal mercato, tali strumenti sono difficili da applicare sul piano amministrativo a causa della poca chiarezza delle normative in materia;

AE.  considerando che il programma "Frutta nelle scuole", nel quale sono utilizzate frutta e verdura locali e stagionali, ha riscosso un grande interesse ed è stato un successo;

AF.  considerando che la possibilità di rendere ammissibili all'aiuto finanziario dell'UE il rimborso del capitale e degli interessi sui mutui contratti per finanziare le misure di prevenzione e gestione delle crisi ha rappresentato, nell'ambito dei programmi operativi, un importante strumento per gestire l'incertezza dei mercati;

AG.  considerando che la relazione della Commissione individua come punti deboli del regime attuale applicabile ai prodotti ortofrutticoli la complessità delle norme e la mancanza di certezza giuridica; che il commissario Hogan si è impegnato a migliorare il regime nel corso del primo anno del suo mandato, tenendo conto delle differenze culturali e dei contrasti fra le realtà di mercato dei vari Stati membri, nonché della necessità di rafforzare la competitività e la forza innovativa del settore;

AH.  considerando che lo studio dell'università di Wageningen conclude che le interpretazioni divergenti dei provvedimenti di attuazione dell'UE hanno creato un clima di incertezza giuridica per le amministrazioni nazionali e le OP con un conseguente aumento degli oneri amministrativi e il timore di assumere rischi, il che agisce come deterrente per la creazione di OP;

AI.  considerando che, per il funzionamento del regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli, sono essenziali procedure di audit chiare e prevedibili; che è opportuno evitare la sovrapposizione di audit consecutivi e che gli audit di follow-up non dovrebbero essere condotti prima che la liquidazione dei conti abbia adottato una decisione definitiva su un audit precedente, in modo da assicurare che gli Stati membri non debbano effettuare rettifiche superiori al necessario;

AJ.  considerando che il regolamento (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli tiene già in considerazione una serie di elementi contenuti nella comunicazione della Commissione europea e che è opportuno stabilizzare la regolamentazione vigente nell'Unione europea;

AK.  considerando che la proporzionalità dovrebbe svolgere un ruolo essenziale nella riduzione dell'incertezza giuridica all'interno del regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli, garantendo che le OP nel loro insieme non siano compromesse dalle violazioni dei singoli trasgressori;

AL.  considerando che le OP incontrano spesso difficoltà a trovare e a formare manager dotati delle competenze necessarie per svolgere attività commerciali nel contesto competitivo del settore agroalimentare; che, in base alla relazione della Commissione, i costi sostenuti dalle OP per azioni di formazione e servizi di consulenza sono stati poco elevati;

AM.  considerando che la popolazione agricola dell'UE a 28 sta invecchiando rapidamente e che in media vi è soltanto un agricoltore sotto i 35 anni per ogni nove agricoltori di età superiore ai 55 anni;

1.  accoglie con favore la relazione della Commissione, la quale fornisce un quadro equilibrato dell'evoluzione del regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli successivamente alla riforma del 2007, conferma la validità della struttura organizzativa di base per il settore in questione e individua le aree in cui sono stati compiuti progressi, come l'aumento della concentrazione di OP, il quale migliora il posizionamento del settore nella filiera alimentare, ma fa anche riferimento nel contempo ai problemi perduranti;

2.  ritiene che il sostegno debba compensare le ripercussioni negative – dal punto di vista del mercato – derivanti dai vincoli imposti alle OP;

3.  accoglie con favore le misure del regime dell'UE applicabile ai prodotti ortofrutticoli intese ad accentuare l'orientamento al mercato tra i coltivatori dell'Unione, incoraggiare l'innovazione, promuovere il settore ortofrutticolo, accrescere la competitività degli agricoltori nonché migliorare la commercializzazione, la qualità dei prodotti e gli aspetti ambientali della produzione, mediante il sostegno alle OP e alle AOP e il riconoscimento delle organizzazioni intersettoriali e promuovendo altresì la formazione di poli di aggregazione che generino nuovi flussi di reddito da far confluire in nuovi investimenti;

4.  accoglie con favore il fatto che la nuova PAC abbia mantenuto il regime applicabile agli ortofrutticoli, pur riconoscendo che gli strumenti esistenti non sono sempre stati efficaci, come ammesso dalla Commissione nel suo documento di consultazione pubblica sulla revisione del regime dell'Unione applicabile agli ortofrutticoli intitolato "A Review of the EU Regime for the Fruit and Vegetables Sector", e quindi sostiene l'attività del gruppo di Newcastle volta al miglioramento del regime applicabile agli ortofrutticoli, che dovrebbe tenere conto delle peculiarità dello statuto delle cooperative nei diversi Stati membri, in modo da non limitare la creazione di nuove OP, rispettando comunque il fatto che i coltivatori possono scegliere di rimanere al di fuori del sistema delle OP;

5.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi per combattere le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, che si ripercuotono sul rendimento dei produttori, fanno diminuire i redditi e minacciano l'efficienza e la sostenibilità del settore; ritiene che le pratiche commerciali sleali e la pressione esercitata dalle grandi catene di distribuzione sui produttori, associati o meno, costituiscano il principale problema da affrontare per garantire un reddito dignitoso ai produttori di ortofrutticoli; segnala che la loro vulnerabilità è aggravata dal fatto che si tratta di prodotti deperibili; è del parere che i problemi citati, come l'abbandono delle terre o l'invecchiamento della popolazione degli agricoltori attivi, siano destinati a scomparire solo quando i benefici della produzione saranno sufficienti da garantire il futuro della professione e attrarre forza lavoro giovane;

6.  invita la Commissione a definire chiare norme dell'UE che disciplinino i principi di buone prassi nella filiera alimentare, onde garantire un'interpretazione comune delle norme in materia di pratiche commerciali sleali;

7.  invita la Commissione a promuovere misure finalizzate a incoraggiare la commercializzazione diretta dei prodotti delle OP; considera la vendita diretta un'alternativa alla grande distribuzione e ai valori che essa sottende riguardo al rapporto con il cibo, l'agricoltura e l'ambiente; ritiene che i prezzi della vendita diretta si mantengano inferiori a quelli della grande distribuzione proprio per l'eliminazione degli intermediari e dei costi legati alla logistica; è del parere che l'accorciamento della filiera, a tal riguardo, garantisca un giusto compenso agli agricoltori e permetta di combattere le pratiche commerciali sleali;

8.  osserva che molti Stati membri hanno introdotto misure per lottare contro le pratiche commerciali sleali e chiede una risposta coordinata a livello dell'UE per rafforzare il funzionamento del mercato interno dei prodotti agricoli;

9.  sottolinea l'importanza del mantenimento di standard di qualità europei per i prodotti ortofrutticoli freschi al fine di garantire una qualità elevata e omogenea all'interno della filiera, a beneficio del consumatore finale;

10.  esorta la Commissione a chiarire come intende applicare l'articolo 209, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in modo da favorire una maggiore certezza del diritto su come raggiungere gli obiettivi previsti dall'articolo 39 TFUE rispettando rigorosamente, nel contempo, l'articolo 101 TFUE in materia di concorrenza;

11.  rileva che il livello di organizzazione del settore, misurato dalla quota del valore totale della produzione di prodotti ortofrutticoli commercializzata dalle OP, ha registrato negli ultimi anni un costante aumento nell'insieme dell'Unione europea, ma che tale aumento può essere attribuito solo ad alcuni degli Stati membri;

12.  sottolinea che, nonostante tale aumento, il livello di organizzazione fra i produttori rimane mediamente basso e, in taluni Stati membri, notevolmente inferiore alla media dell'UE e che è estremamente importante affrontare questo problema per il futuro regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli, non ultimo al fine di attenuare i notevoli squilibri regionali; evidenzia inoltre che il basso livello di organizzazione non è agevolato dalla complessità delle regole delle OP, che ha determinato la sospensione e la revoca del riconoscimento delle OP in alcuni Stati membri; invita pertanto la Commissione a invertire questa tendenza, semplificando le norme del regime in modo da aumentare l'attrattiva dell'adesione alle OP;

13.   sottolinea la necessità di migliorare il tasso di organizzazione nel settore, tenendo presente che esso è nettamente superiore nelle regioni in cui la produzione e la commercializzazione sono più modernizzate e orientate verso l'esportazione, mentre è più debole nei paesi che per molti anni non hanno avuto l'opportunità di utilizzare i fondi operativi;

14.  reputa che sia indispensabile prendere in considerazione l'istituzione di strumenti di gestione delle crisi e che le esperienze di successo di alcune OP in materia debbano poter essere chiaramente identificabili, in modo da poterle riprodurre ovunque sia possibile; invita, a tale riguardo, la Commissione a facilitare la conoscenza e le competenze di tali OP pilota nel settore;

15.  ricorda che le OP sono strumenti al servizio dei produttori per aiutarli a organizzarsi collettivamente sul mercato in modo da difendere il proprio reddito, e che sono inoltre particolarmente utili nelle zone di produzione che effettuano la spedizione dei prodotti verso zone di consumo, ma che sono poco utilizzate da alcuni produttori o per determinati mercati locali o di nicchia;

16.  sottolinea, in tale contesto, che è importante aumentare il livello generale del sostegno alle OP e fornire incentivi più efficaci sia per fondere le OP esistenti in AOP che per crearne di nuove in ambito sia nazionale che internazionale, invitando nel contempo a monitorare gli investimenti degli aiuti concessi alla creazione di nuove OP onde garantire che tali aiuti siano effettivamente investiti in modo tale da aumentare il reddito dei produttori associati;

17.  deplora il fatto che in alcuni Stati membri il livello di organizzazione in OP sia molto basso e raccomanda agli Stati membri di insistere in via prioritaria sulla promozione delle associazioni di produttori; invita la Commissione ad analizzare le peculiarità degli Stati membri con un basso livello di organizzazione dei produttori;

18.  invita la Commissione, in tale contesto, a ripristinare il sostegno finanziario per gli investimenti diretti alle OP di recente istituzione nel settore ortofrutticolo; ritiene che, senza tale sostegno, sia estremamente difficile per le organizzazioni istituite ottenere il riconoscimento statale necessario per il loro funzionamento; osserva pertanto che il sostegno rappresenta uno degli strumenti più efficaci per lo sviluppo delle organizzazioni e l'aumento del tasso di organizzazione;

19.  invita la Commissione, nell'ambito della semplificazione della PAC, a rafforzare ulteriormente l'efficacia delle organizzazioni di produttori in termini di concentrazione dell'offerta produttiva, soprattutto in riferimento alla centralità del loro ruolo commerciale all'interno della filiera ortofrutticola;

20.  ritiene che sia essenziale prevedere vantaggi per le OP che decidono di accettare giovani soci; sottolinea che le OP possono rappresentare un'opportunità per promuovere il rinnovo generazionale nel settore agricolo;

21.  chiede alla Commissione di garantire un'attuazione rapida e armonizzata delle disposizioni riguardanti, da un lato, i prodotti ortofrutticoli e, dall'altro, le organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali quali definite nel regolamento (UE) n. 1308/2013;

22.  ribadisce la sua viva preoccupazione per il fatto che attualmente solo il 7,5% degli agricoltori dell'UE ha meno di 35 anni e ritiene che OP ben funzionanti e attraenti per i giovani possano contribuire a invertire questa tendenza demografica insostenibile;

23.  evidenzia la necessità di fornire incentivi per innalzare il livello di ricerca e di innovazione nelle OP; ritiene che una maggiore innovazione consentirà alle OP di diventare più competitive e di affrontare i batteri killer che danneggiano l'agricoltura europea;

24.  sottolinea la necessità di aiutare le OP a rafforzare le esportazioni e a partecipare alla ricerca di nuovi mercati esteri;

25.  ritiene necessario rendere più attraenti le organizzazioni di produttori riducendo la burocrazia e potenziando il sostegno concesso a questi gruppi dall'Unione europea, come pure apportando miglioramenti ai meccanismi di gestione delle crisi;

26.  esorta la Commissione, nella sua prossima revisione dell'attuazione della normativa e come parte della sua agenda di "semplificazione", ad accrescere la certezza giuridica per le amministrazioni nazionali, le OP e le AOP e a ridurre l'onere amministrativo loro imposto; sottolinea che la revisione non dovrebbe modificare l'architettura di base del regime applicabile ai prodotti ortofrutticoli o ledere gli interessi o i guadagni dei produttori del settore;

27.  osserva con preoccupazione che le regole delle OP lasciano ampia libertà interpretativa ai revisori della Commissione, il che determina un grado elevato di incertezza e può esporre gli Stati membri al rischio di mancata compensazione e di controllo giurisdizionale; sottolinea altresì che le procedure di audit e le rettifiche finanziarie devono essere svolte in maniera più tempestiva ed entro un termine concordato per l'audit;

28.  chiede alla Commissione di ridurre considerevolmente il periodo di trattamento durante il quale sono eseguiti i controlli di conformità;

29.  chiede alla Commissione, anche ai fini di una maggiore certezza giuridica del sistema, di razionalizzare i controlli e di incentrarli sulla revisione dell'effettiva attuazione di ciascuna azione o misura approvata nell'ambito del programma operativo nonché del costo assegnato alle stesse, definendo chiaramente l'oggetto e il responsabile dei controlli;

30.  chiede alla Commissione di applicare il principio di proporzionalità in relazione alle sanzioni e di assicurare che gli audit siano conclusi entro un termine fissato, in modo da accrescere la certezza giuridica per le OP e i relativi soci;

31.  sottolinea che le condizioni per presentare domanda al fine di beneficiare del regime di assistenza e le motivazioni giustificative sono eccessive e imprecise, nonché soggette a molteplici controlli da parte di una serie di organi amministrativi che spesso non sono coerenti né precisi e fanno sì che alcuni tipi di partner abbandonino il regime e che alcune OP decidano di non presentare programmi operativi; reputa fondamentale, in tale contesto, chiarire la legislazione europea sul riconoscimento delle OP al fine di garantire la certezza giuridica del regime ed evitare l'incertezza fra i produttori;

32.  esorta la Commissione a chiarire le norme relative all'istituzione di (associazioni di) OP transnazionali e, in particolare, le norme relative alla responsabilità e all'affidabilità, al fine di creare certezza giuridica per le amministrazioni nazionali e le OP interessate;

33.  chiede che i compiti delle organizzazioni interprofessionali siano ampliati soprattutto nei settori generici della comunicazione e dell'informazione e nel settore dell'educazione, segnatamente alimentare, del cittadino consumatore;

34.  sottolinea il ruolo delle organizzazioni interprofessionali nel migliorare il dialogo all'interno di una filiera;

35.  è preoccupato per il fatto che le OP di dimensioni maggiori (circa il 18% di tutte le OP, con un fatturato superiore a 20 milioni di euro) sono destinatarie di circa il 70% dell'aiuto finanziario dell'UE;

36.  ritiene che ridurre la complessità, anche nelle norme relative alla creazione di nuove OP in un contesto nazionale e internazionale, debba essere il primo passo per aumentarne l'attrattiva per gli agricoltori, senza che ciò comporti una svalutazione della struttura delle OP a scapito della loro capacità di operare in modo efficace nel mercato; chiede alla Commissione di identificare misure aggiuntive per aumentare l'attrattiva delle OP, in particolare negli Stati membri con un basso livello di organizzazione;

37.  invita la Commissione ad applicare scrupolosamente il principio di proporzionalità, assicurando che gli errori individuali non debbano essere compensati dalla totalità dei soci di una OP;

38.  ritiene che la semplificazione della procedura di riconoscimento non debba avvenire a detrimento delle normative nazionali che certificano le condizioni imposte alle OP di prodotti ortofrutticoli, come quelle applicate alle cooperative;

39.  invita la Commissione, in sede di revisione del regime applicabile agli ortofrutticoli, a ridurre l'onere amministrativo per le OP abolendo le valutazioni intermedie svolte dalle autorità nazionali; osserva che tali valutazioni spesso duplicano le domande rivolte alle autorità nazionali nella relazione annuale e non apportano alcun vantaggio evidente; invita inoltre la Commissione, nel quadro del suo obiettivo di snellire la burocrazia, a ridurre la quantità di informazioni richieste alle autorità nazionali e alle OP nelle relazioni annuali, nonché ad assicurare che siano raccolti solo i dati effettivamente utilizzati dalla Commissione per monitorare l'efficacia del regime;

40.  esorta la Commissione a riesaminare il regolamento delegato (UE) n. 499/2014, dell'11 marzo 2014, che ha introdotto controlli più complessi sulle OP, comprese sanzioni sproporzionate in caso di inosservanza dei complessi criteri di riconoscimento; sottolinea la necessità di proporzionalità in relazione alle sanzioni, se l'obiettivo è incoraggiare i nuovi coltivatori ad aderire al regime ed evitare che i soci esistenti riconsiderino la loro partecipazione;

41.  ritiene che la competitività delle OP dipenda ampiamente dalla loro gestione; esorta la Commissione a sviluppare le azioni esistenti o a metterne a punto di nuove, comprese misure di formazione e iniziative finalizzate allo scambio di buone pratiche che possano migliorare la gestione delle OP e la loro posizione concorrenziale nella filiera alimentare, nonché a garantire un ruolo rafforzato per i comportamenti orientati al mercato all'interno delle OP; sottolinea che le OP dovrebbero essere gestite da persone con competenze di marketing e capaci di affrontare situazioni di crisi nel settore agricolo;

42.  raccomanda alla Commissione di concentrarsi sui modelli di produzione e di distribuzione integrati nel quadro delle OP e invita le autorità locali e regionali a fornire un supporto logistico e di vendita dei prodotti delle OP nelle regioni;

43.  invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per consentire alle organizzazioni di produttori di svolgere appieno il loro ruolo di strumenti finalizzati a migliorare i redditi dei produttori;

44.  invita la Commissione a considerare la possibilità di estendere le disposizioni relative al finanziamento di misure di prevenzione e gestione delle crisi (ammissibilità all'aiuto finanziario del rimborso del capitale e degli interessi sui mutui contratti) anche per il raggiungimento degli altri obiettivi perseguiti dai programmi operativi delle organizzazioni di produttori e delle relative associazioni;

45.  esorta la Commissione a sviluppare azioni che prevedano il trasferimento di "know how" amministrativo e strutturale riguardante le modalità con cui sono organizzate le OP, dagli Stati membri con un livello elevato di OP agli Stati membri con un livello basso di OP;

46.  osserva che occorre perseguire rigorosamente e incessantemente pratiche rispettose dell'ambiente e che occorre, dunque, incoraggiare la continuità del loro finanziamento da un programma operativo all'altro, nonché ampliare il campo di intervento per includervi i produttori i cui appezzamenti sono attigui a quelli utilizzati dai soci di un'organizzazione di produttori;

47.  ritiene che le AOP possano svolgere un ruolo importante per aumentare il potere contrattuale degli agricoltori e sollecita la Commissione a rafforzare gli incentivi per la costituzione di AOP a livello sia nazionale che europeo e il potenziamento della loro capacità di agire a livello giuridico e a contemplare la possibilità di farvi rientrare anche i produttori che non sono soci di OP, in modo da prevedere un ruolo più importante per loro in futuro; sottolinea che le AOP sono in grado non soltanto di realizzare un'effettiva concentrazione e valorizzazione dell'offerta ma anche di manifestare una maggiore efficienza nella gestione degli interventi, grazie al ruolo di coordinamento che esse sono chiamate a svolgere sul piano operativo;

48.  ritiene necessario incoraggiare le organizzazioni interprofessionali al fine di garantire una migliore organizzazione della filiera ortofrutticola; è del parere che esse possano svolgere un ruolo importante in termini di creazione e di condivisione di valore aggiunto tra i diversi anelli della filiera, nonché con riferimento alla qualità, alla valorizzazione sostenibile della produzione e alla gestione del mercato e delle crisi;

49.  ritiene che le AOP possano svolgere un ruolo importante nell'anticipazione e nella gestione delle crisi a breve termine; sottolinea i benefici derivanti dalla possibilità di consentire, su base volontaria, l'adesione a tali associazioni da parte dei produttori che non sono soci di OP, in modo da rendere ancor più efficaci le azioni collettive dei produttori;

50.  sottolinea l'importanza di garantire che la struttura ed il funzionamento delle OP e delle AOP siano basati su principi di indipendenza e democrazia, in modo da accrescere la fiducia reciproca tra produttori e combattere le pratiche commerciali sleali e i comportamenti opportunistici;

51.  è fermamente convinto che i metodi impiegati dai paesi terzi per la produzione di merci destinate all'esportazione verso l'UE debbano fornire ai consumatori europei le stesse garanzie, in termini di salute, sicurezza alimentare, benessere animale, sviluppo sostenibile e norme sociali minime, che sono richieste ai produttori dell'UE; ritiene che ciò comporti il fatto che l'UE, negli accordi firmati con i paesi terzi, deve attenersi a un criterio di reale reciprocità in termini di accesso al mercato e di rispetto delle regole di produzione in vigore per i produttori dell'UE;

52.  pone l'accento sulla necessità di semplificare per i produttori l'accesso ai mercati dei paesi terzi; invita la Commissione a intensificare gli sforzi per sostenere gli esportatori di prodotti ortofrutticoli a superare il numero crescente di ostacoli non tariffari, quali ad esempio talune norme fitosanitarie vigenti nei paesi terzi, che rendono difficili, se non impossibili, le esportazioni dell'UE;

53.  ritiene che, al fine di conseguire una concorrenza più equa con le importazioni verso il mercato unionale e la reciprocità nei requisiti fitosanitari, l'UE debba rafforzare il regime di controlli delle importazioni per equipararlo a quello applicato dalla maggior parte dei suoi partner commerciali;

54.  accoglie con favore le nuove regolamentazioni orizzontali concernenti la promozione dei prodotti agricoli approvate di recente, nonché l'obiettivo di aumentare i fondi destinati alla ricerca di nuovi mercati principalmente nei paesi terzi ed esorta la Commissione a continuare a lavorare per migliorare lo strumento di promozione negli anni a venire;

55.  sollecita la Commissione a intensificare gli sforzi nei negoziati commerciali con i paesi terzi per conseguire l'eliminazione degli ostacoli tariffari e fitosanitari imposti alle produzioni europee, consentendo così l'apertura di nuovi mercati per i prodotti ortofrutticoli dell'Unione;

56.  esorta la Commissione a identificare le ragioni del livello minimo di utilizzo degli strumenti di prevenzione e di gestione delle crisi (soltanto il 16% delle OP ha utilizzato questa risorsa, che rappresentava soltanto il 2,8% del totale degli aiuti), essendo tali strumenti idonei unicamente a far fronte alle crisi stagionali meno profonde, e a esaminare come la situazione possa essere migliorata, tenendo in considerazione gli esempi di buone pratiche e l'esperienza maturata dalle OP esistenti;

57.  chiede alla Commissione di ricorrere sempre alla preferenza per i prodotti locali come prima misura di gestione delle crisi, in modo da promuovere e tutelare il mercato unico europeo e il consumo dei prodotti europei; propone che la Commissione si occupi da vicino degli strumenti di gestione del rischio, che rappresentano misure assolutamente necessarie per garantire la produzione agricola delle OP;

58.  sollecita la Commissione a concepire un meccanismo più coordinato per il ritiro dal mercato nelle situazioni di crisi, in modo da evitare che le crisi del mercato si trasformino in turbative gravi e protratte, causando notevoli perdite di reddito ai produttori di prodotti ortofrutticoli;

59.  sottolinea che il ricorso ai meccanismi di ritiro si è rivelato limitato e ritiene che occorra rivedere le misure di gestione delle crisi aumentando la quota di sostegno finanziario dell'UE, adeguando i prezzi del ritiro, tenendo conto dei costi di produzione, aumentando i volumi che possono essere ritirati e migliorando il sostegno, in termini di trasporto e imballaggio, alla distribuzione gratuita di frutta e verdura con l'obiettivo di offrire la flessibilità necessaria ad adeguare il sostegno alle caratteristiche e alla gravità di ciascuna crisi;

60.  chiede alla Commissione di valutare la possibilità di rendere i contributi ai fondi comuni ammissibili come strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, onde fornire una migliore protezione agli agricoltori nell'eventualità di crisi del mercato che provochino cali sostanziali del reddito, ma ritiene che tali fondi non debbano mai essere imputati dalla Commissione alla voce di bilancio riservata all'agricoltura e allo sviluppo rurale quando la crisi sia generata da questioni estranee al settore, come nel caso dell'embargo russo; è del parere che, in tali casi, la Commissione debba ricercare altre voci di bilancio da destinare all'attenuazione degli effetti negativi sul settore dei prodotti ortofrutticoli;

61.  ritiene che ai produttori non debba essere addebitato il costo delle crisi provocate da circostanze estranee al settore agricolo, come l'embargo russo sulle esportazioni dell'Unione europea, che ha colpito duramente numerosi produttori europei di ortofrutticoli arrivando addirittura a peggiorare le situazioni di crisi del mercato, come quella sperimentata dal settore della frutta con nocciolo; chiede che, in tali circostanze, le misure unionali di sostegno siano prorogate per il tempo necessario fino al completo ripristino della normale situazione del mercato;

62.  sottolinea che, grazie ai loro programmi operativi, le OP possono offrire un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi ambientali e al miglioramento delle norme di sicurezza alimentare; accoglie con favore gli obiettivi ambientali del regime, ma invita la Commissione a consentire alle OP di adattare i programmi operativi in base al loro livello di maturità, nonché di orientare i loro fondi verso una gamma più ampia di misure volte ad aumentare la competitività globale del settore; sottolinea che una maggiore attenzione a misure finalizzate all'innovazione e al valore aggiunto ha il maggiore potenziale di migliorare i redditi dei produttori e accrescere pertanto l'attrattiva dell'adesione alle OP;

63.  esorta la Commissione a rafforzare il regime di aiuti esistente per la distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole, data l'importanza di promuovere un'alimentazione sana ed equilibrata fin dalla tenera età, avvicinando nel contempo i giovani consumatori ai produttori locali;

64.  ritiene indispensabile migliorare l'efficacia delle vigenti norme dell'UE in materia di protezione delle piante dall'introduzione di organismi nocivi provenienti dall'esterno dell'Unione; segnala che, con il moltiplicarsi degli scambi, la presenza nell'UE di siffatti organismi diventa sempre più diffusa, e che ciò avviene molto spesso a scapito del settore ortofrutticolo;

65.  ritiene che le organizzazioni di produttori, come accade in altri settori (quali ad esempio la coltivazione delle olive), possano assumere una funzione di garanzia e coordinamento della complementarietà e della coerenza tra i vari regimi di sostegno dell'UE, assicurando così una maggiore trasparenza del sistema per evitare i casi di doppio finanziamento;

66.  esorta la Commissione a formulare orientamenti o norme in materia di politica agricola che chiariscano le condizioni in base alle quali alle OP può essere temporaneamente concessa una deroga all'articolo 101, paragrafo 1, TFUE in virtù dell'articolo 222 del Regolamento (UE) n. 1308/2013, che offre alle OP la possibilità di adottare misure al fine di stabilizzare il settore durante i periodi di grave squilibrio dei mercati;

67.  sottolinea l'importanza delle filiere corte e invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare lo sviluppo dei mercati locali per la distribuzione di frutta e verdura;

68.  sollecita la Commissione a intensificare la ricerca e il monitoraggio in relazione alle minacce che incombono sulla produzione di frutta e verdura nell'Unione mediante specie invasive, quale ad esempio il moscerino dei piccoli frutti;

69.  deplora le seguenti carenze individuate nella definizione di alcune strategie nazionali: una quantità di obiettivi troppo elevata, la mancanza di precisi traguardi predefiniti per i vari obiettivi e, in particolare, l'efficacia operativa molto scarsa degli strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, in relazione soprattutto a misure di assicurazione del raccolto, attività di promozione, comunicazione e ritiro dei prodotti, innanzitutto perché essi devono essere finanziati a scapito di altre misure strutturali e gli aiuti ai ritiri sono in molti casi insufficienti, ma anche a causa della notevole quantità di burocrazia coinvolta; deplora il fatto che tali strumenti possono far fronte unicamente a singole crisi del mercato, ma sono insufficienti per gestire crisi di grandi dimensioni come quella attuale, causata dall'embargo russo;

70.  ritiene necessario stabilire misure preventive per aiutare le OP a comprendere e calcolare correttamente, nonché utilizzare, determinati indicatori di rendimento predefiniti e sottolinea che in molti casi vi è un numero eccessivo di indicatori di rendimento, cosa che rende la procedura estremamente difficile sia per le OP che per l'amministrazione; ritiene che, in tale contesto, sarebbe molto più utile disporre di indicatori in quantità minore, ma più significativi;

71.  ritiene che incoraggiare sane abitudini alimentari vada di pari passo con una maggiore comprensione dell'agricoltura e delle modalità di produzione alimentare e sostiene, in tale contesto, l'obiettivo di rafforzare la dimensione educativa dei programmi "frutta, verdura e latte nelle scuole"; chiede inoltre l'adozione, quanto prima, del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 1308/2013 e del regolamento (UE) n. 1306/2013 per quanto riguarda il programma di sostegno della distribuzione di frutta, verdura, banane e latte negli istituti scolastici; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza della partecipazione delle OP al programma a favore del consumo di frutta nelle scuole come modalità per incoraggiare una filiera corta e il consumo da parte dei bambini di frutta e verdura locali e stagionali;

72.  ritiene che la chiave per analizzare la situazione del settore della produzione ortofrutticola risieda nell'evoluzione del reddito degli agricoltori del settore e chiede quindi alla Commissione di intraprendere uno studio incentrato su questo punto, per poter stabilire se le misure adottate, come ad esempio il rafforzamento delle OP, siano state realmente efficaci;

73.  chiede alla Commissione di elaborare un piano urgente di inserimento lavorativo dei giovani nel settore agricolo per evitare l'invecchiamento della professione e il conseguente abbandono delle terre e della produzione;

74.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.
(2) Testi approvati, P7_TA(2014)0205.

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