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Procedura : 2015/2757(RSP)
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RC-B8-0690/2015

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PV 09/07/2015 - 17.2
CRE 09/07/2015 - 17.2

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PV 09/07/2015 - 18.2

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P8_TA(2015)0278

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Giovedì 9 luglio 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
La Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare il caso dei due attivisti dei diritti dell'uomo detenuti, Yves Makwambala e Fred Bauma
P8_TA(2015)0278RC-B8-0690/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 sulla Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare il caso di due attivisti per i diritti umani, Yves Makwambala e Fred Bauma, detenuti in carcere (2015/2757(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Repubblica democratica del Congo, in particolare quella del 12 settembre 2013(1), e la risoluzione in materia dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE,

–  viste le dichiarazioni rilasciate dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna in merito alla situazione nella Repubblica democratica del Congo, in particolare la dichiarazione del 21 gennaio 2015,

–  viste le dichiarazioni rilasciate dalla delegazione dell'UE nella Repubblica democratica del Congo quanto alla situazione dei diritti umani nel paese, in particolare quella dell'11 febbraio 2015,

–  vista la relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia, adottata dal Consiglio il 22 giugno 2015,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 gennaio 2015 sulla Repubblica democratica del Congo,

–  vista la dichiarazione del 22 gennaio 2015 degli inviati internazionali per la regione dei Grandi Laghi sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo,

–  visto il comunicato stampa congiunto del 12 febbraio 2015 diramato dal relatore speciale dell'Unione africana sui difensori dei diritti umani e dal relatore speciale dell'Unione africana sulle prigioni e le condizioni di detenzione in Africa, concernente la situazione dei diritti umani a seguito degli eventi verificatisi nel contesto della modifica della legge elettorale nella Repubblica democratica del Congo,

–  visto l'accordo di partenariato di Cotonou firmato nel giugno 2000,

–  visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani e gli orientamenti dell'UE sui diritti umani relativamente alla libertà di espressione online e offline,

–  visti la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966,

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, ratificata dalla Repubblica democratica del Congo nel 1982,

–  vista la costituzione della Repubblica democratica del Congo, in particolare gli articoli 22, 23, 24 e 25,

–  visto l'appello "Free Filimbi Activists" per la liberazione degli attivisti del movimento Filimbi, lanciato il 15 giugno 2015 da oltre 200 gruppi di difesa dei diritti umani,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che tra il 19 e il 21 gennaio 2015 sono scoppiate proteste in tutto il paese a causa di un progetto di legge elettorale che avrebbe consentito la proroga del mandato presidenziale, contrariamente a quanto previsto dalla costituzione, e che avrebbe richiesto un censimento potenzialmente molto lungo da effettuarsi prima dello svolgimento delle elezioni nazionali;

B.  considerando che, secondo quanto affermato dalle autorità, durante le proteste sono morte 27 persone, mentre altre fonti parlano di 42 decessi, e che sono state arrestate 350 persone, alcune delle quali sono tuttora in carcere senza aver avuto un processo o sono state fatte sparire forzatamente;

C.  considerando che nel corso delle proteste del gennaio 2015 il governo ha bloccato l'accesso a Internet e ai servizi di messaggistica mobile;

D.  considerando che, in conclusione, nella legge elettorale adottata dal parlamento non è stata inserita la controversa disposizione;

E.  considerando che sin dall'inizio delle proteste le autorità hanno risposto con la repressione degli attivisti dei diritti umani e dei politici di opposizione che avevano dimostrato pacificamente contro la disposizione, tra cui Christopher Ngoyi, Jean-Claude Muyambo, Vano Kiboko e Cyrille Dowe, che si trovano tuttora in carcere per quelle che sembrano essere ragioni di natura politica;

F.  considerando che il 15 marzo 2015, in occasione del lancio del movimento giovanile pro-democrazia Filimbi, l'agenzia di intelligence nazionale (ANR) della Repubblica democratica del Congo ha arrestato e incarcerato senza accuse oltre 30 persone, tra cui partecipanti internazionali, attivisti congolesi, musicisti, uomini d'affari e giornalisti;

G.  considerando che la maggior parte degli attivisti e dei sostenitori sono stati rilasciati e che gli stranieri sono stati espulsi dal paese, mentre Yves Makwambala e Fred Bauma continuano a essere detenuti nel carcere di Makala a Kinshasa e sono accusati di appartenere a un'associazione costituita allo scopo di attaccare persone e cose, di cospirare contro il capo di Stato, di cercare di sovvertire o modificare il "regime costituzionale" e di incitare la popolazione a prendere le armi contro l'autorità statale; che le autorità hanno anche accusato Fred Bauma di aver disturbato la quiete pubblica e Yves Makwambala di aver offeso pubblicamente il capo di Stato mentre stavano esercitando i loro diritti di libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione;

H.  considerando che il movimento Filimbi è stato concepito quale piattaforma per incoraggiare i giovani congolesi a compiere i loro doveri di cittadini pacificamente e responsabilmente;

I.  considerando che nel marzo e nell'aprile 2015 a Goma, nella zona orientale della Repubblica democratica del Congo, le autorità hanno arrestato e successivamente rilasciato almeno 15 attivisti del movimento giovanile "LUCHA" che stavano dimostrando pacificamente chiedendo il rilascio dei loro colleghi detenuti a Kinshasa; che quattro di tali attivisti sono accusati di istigazione alla disobbedienza all'autorità pubblica;

J.  considerando che il 27 marzo 2015 l'Assemblea nazionale della RDC ha istituito una missione di informazione parlamentare per raccogliere informazioni e riferire in merito agli arresti; che la missione ha concluso nella sua relazione che non vi era alcuna prova che i leader e i membri del movimento Filimbi avessero compiuto o pianificato atti di terrorismo o altri reati violenti, e ha sollecitato una soluzione politica per il loro rilascio immediato;

K.  considerando che, il 15 giugno 2015, 14 organizzazioni internazionali e 220 organizzazioni della RDC per la difesa dei diritti umani hanno chiesto il rilascio immediato e incondizionato dei due attivisti;

L.  considerando che, in tale contesto, una fossa comune contenente verosimilmente 421 corpi è stata scoperta a Maluku, a circa 80 km dal centro di Kinshasa;

M.  considerando che il ministro della Giustizia ha recentemente riconosciuto che il sistema giudiziario nella RDC presenta numerosi problemi legati al clientelismo, al traffico di influenze, alla corruzione, all'impunità e all'iniquità delle decisioni giudiziarie;

N.  considerando che la libertà di stampa è limitata da minacce e attacchi nei confronti dei giornalisti e che molti mezzi di comunicazione sono stati chiusi o censurati in modo illegale;

O.  considerando che le prossime elezioni nazionali sono previste a novembre 2016, e che si prevedono difficoltà sia per la loro organizzazione sia per il loro finanziamento;

P.  considerando che la società civile ha svolto un ruolo importante nella RDC nel quadro della transizione politica del 2003, delle elezioni del 2006 e del 2011, della revisione dei contratti minerari, della sospensione della RDC dall'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive nel 2013, dell'elaborazione della legge elettorale del 2013 e della legislazione contro la violenza sessuale;

Q.  considerando che la reazione del governo nei confronti dell'impegno della società civile è un tentativo di trattare gli attivisti e le organizzazioni di sostegno alla stregua dell'opposizione politica per indebolirli;

R.  considerando che nel giugno 2014 l'UE ha inviato una missione elettorale di monitoraggio che ha evidenziato la necessità di aggiornare le liste elettorali, creare le condizioni per una competizione equa tra i candidati e rafforzare la protezione delle libertà pubbliche, il sistema delle controversie elettorali e la lotta contro l'impunità;

S.  considerando che il programma indicativo nazionale 2014-2020 per la RDC, finanziato con 620 milioni di euro provenienti dall'11º Fondo europeo di sviluppo, individua come priorità il rafforzamento della governance e dello Stato di diritto, ivi incluse le riforme del sistema giudiziario, della polizia e dell'esercito;

1.  deplora la perdita di vite umane, la violenza arbitraria e gli arresti ai danni dei manifestanti durante le proteste del gennaio 2015, nonché la repressione nei confronti degli attivisti e degli oppositori politici, con particolare riferimento agli eventi accaduti in occasione della fase di avvio del movimento Filimbi nel marzo 2015;

2.  invita le autorità della RDC a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Yves Makwambala e Fred Bauma, a ritirare tutte le accuse nei loro confronti e di altri leader del movimento Filimbi nonché di eventuali altri attivisti, prigionieri di coscienza e oppositori politici arbitrariamente arrestati e detenuti esclusivamente per le rispettive opinioni politiche o la partecipazione ad attività pacifiche;

3.  sostiene l'appello lanciato dall'Assemblea nazionale della RDC onde giungere rapidamente a una soluzione politica che consenta ai membri del movimento Filimbi e ad altre associazioni pacifiche della società civile di esercitare la loro libertà di espressione e di associazione senza paura di essere vessati o perseguitati;

4.  esorta le autorità ad accertarsi che i detenuti non siano stati o vengano sottoposti ad atti di tortura o maltrattamenti e a garantire piena protezione e il contatto con le rispettive famiglie e i loro avvocati;

5.  ritiene che i detenuti trattenuti dall'ANR senza accuse per oltre 48 ore, negando loro l'accesso all'assistenza legale e senza condurli dinanzi a una autorità giudiziaria competente, abbiano subito una palese violazione dei diritti garantiti dalla costituzione della RDC;

6.  chiede l'avvio di un'indagine completa, approfondita e trasparente da parte del governo della RDC insieme ai partner internazionali per quanto concerne gli eventi svoltisi nel gennaio e marzo 2015, e di individuare eventuali azioni illecite o casi in cui sia stato negato l'esercizio dei propri diritti o delle proprie libertà; insiste affinché sia assicurato alla giustizia qualsiasi funzionario sospettato di essere responsabile della violazione di diritti o libertà garantiti dai testi nazionali e internazionali;

7.  è profondamente preoccupato per i continui tentativi di limitare la libertà di espressione, di riunione e di associazione pacifiche, nonché per l'aumento della violazione di tali libertà da parte delle autorità, poiché il giusto clima politico è indispensabile affinché l'anno prossimo si realizzi un ciclo elettorale positivo nella RDC;

8.  esprime in particolare rammarico per il fatto che tali violazioni siano rivolte specificamente ai leader dell'opposizione e ai movimenti giovanili;

9.  invita le autorità della RDC a garantire il rispetto immediato e incondizionato delle libertà citate, specialmente nel periodo elettorale, come garantito dalla costituzione del paese e dal diritto internazionale in materia di diritti umani;

10.  ricorda che il rispetto nei confronti della diversità politica e dell'opposizione, un dibattito politico aperto e pacifico, il pieno esercizio delle libertà di espressione previste dalla costituzione, di riunione pacifica, di associazione e di informazione sono indispensabili per garantire elezioni democratiche che siano credibili, inclusive, pacifiche e tempestive; insiste sul fatto che tali garanzie sono di fondamentale importanza in una regione particolarmente instabile come quella dei Grandi Laghi e dipendono dall'attuazione positiva dell'accordo di pace, sicurezza e cooperazione di Addis Abeba; sostiene, a questo proposito, gli sforzi degli inviati internazionali nella regione dei Grandi Laghi;

11.  incoraggia il parlamento, il senato e il Presidente della RDC, Joseph Kabila, ad attuare tutte le misure necessarie per consolidare la democrazia e garantire una vera partecipazione di tutte le forze politiche, della società civile e dei movimenti pro-democrazia che esprimono la volontà della nazione nella governance del paese, sulla base di norme costituzionali e giuridiche, nonché elezioni libere ed eque;

12.  incoraggia lo sviluppo di piattaforme come quella del movimento Filimbi che consente alle forze pro-democratiche di essere ascoltate e favorisce la partecipazione dei giovani in un processo elettorale dal quale sono stati ingiustamente esclusi;

13.  ricorda l'impegno assunto dall'RDC nel quadro dell'accordo di Cotonou per rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i principi in materia di diritti umani, tra cui la libertà di espressione, la libertà dei media, il buon governo e la trasparenza nelle cariche politiche; sollecita il governo della RDC a rispettare tali disposizioni in conformità agli articoli 11, lettera b), 96 e 97 dell'accordo di Cotonou e, qualora ciò non abbia luogo, chiede alla Commissione di avviare la pertinente procedura ai sensi degli articoli 8, 9 e 96 dell'accordo di Cotonou;

14.  insiste sul fatto che la natura e l'ammontare di un ulteriore sostegno dell'UE nei confronti del processo elettorale nella RDC devono essere subordinati ai progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni della missione di osservazione elettorale dell'UE del 2011 e della missione di monitoraggio nel 2014, nel rispetto del calendario elettorale e nella presentazione di un bilancio credibile;

15.  sollecita la delegazione dell'UE a seguire gli sviluppi e a impiegare tutti i mezzi e gli strumenti appropriati, tra cui lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, per sostenere i difensori dei diritti umani e i movimenti per la democrazia;

16.  esorta le autorità giudiziarie della RDC a far valere la loro indipendenza da qualsiasi strumentalizzazione politica e a garantire la protezione dei diritti riconosciuti dagli strumenti giuridici, come l'accesso alla giustizia e il diritto a un processo equo;

17.  sollecita le autorità della RDC a non sminuire il significato delle fosse comuni nei pressi di Kinshasa e ribadisce l'appello dell'UE e delle Nazioni Unite affinché sia avviata un'indagine urgente, trasparente e credibile per rassicurare le famiglie delle persone scomparse e porre fine alle varie accuse;

18.  denuncia la chiusura illegale e la censura abusiva dei media, nonché l'interruzione temporanea delle telecomunicazioni,

19.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, ai governi dei paesi della regione dei Grandi Laghi, al Presidente, al primo ministro e al parlamento della RDC, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1) Testi approvati, P7_TA(2013)0388.

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