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Procedura : 2015/2106(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0360/2015

Testi presentati :

A8-0360/2015

Discussioni :

PV 18/01/2016 - 18
CRE 18/01/2016 - 18

Votazioni :

PV 19/01/2016 - 5.6
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0006

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Martedì 19 gennaio 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Bilancio e sfide concernenti la regolamentazione dell'UE in materia di servizi finanziari
P8_TA(2016)0006A8-0360/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2016 sul bilancio e le sfide concernenti la regolamentazione dell'UE in materia di servizi finanziari: impatto e via da seguire per un quadro di regolamentazione finanziaria dell'UE più efficiente ed efficace e per un'Unione dei mercati dei capitali (2015/2106(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il Libro verde della Commissione intitolato "Costruire un'Unione dei mercati dei capitali" (COM(2015)0063) e la risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 al riguardo(1),

–  vista la relazione, del 25 febbraio 2009, del gruppo di esperti ad alto livello sulla vigilanza finanziaria nell'Unione europea, presieduto da Jacques de Larosière,

–  vista la relazione del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, del luglio 2015, sull'impatto e la responsabilità della vigilanza bancaria,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Initial reflections on the obstacles to the development of deep and integrated EU capital markets" (Prime riflessioni sugli ostacoli allo sviluppo di mercati dei capitali approfonditi e integrati nell'UE) (SWD(2015)0013),

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'Unione dei mercati dei capitali, adottate dal Consiglio "Economia e finanza" il 19 giugno 2015,

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 intitolata "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  vista la relazione informale della commissione ECON(2) intitolata "Enhancing the Coherence of EU Financial Services Legislation" (Rafforzare la coerenza della legislazione dell'UE in materia di servizi finanziari), approvata in commissione il 30 gennaio 2014,

–  vista la comunicazione della Commissione del 15 maggio 2014 intitolata "La riforma del settore finanziario europeo" (COM(2014)0279),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Economic Review of the Financial Regulation Agenda" (Analisi economica del programma relativo alla regolamentazione finanziaria) (SWD(2014)0158),

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2014 sul riesame del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF)(3),

–  vista la relazione della Commissione sulla finalità e l'organizzazione del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) (COM(2014)0508),

–  vista la relazione della Commissione sull'operato delle autorità europee di vigilanza (AEV) e del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) (COM(2014)0509),

–  vista la sua risoluzione del 26 febbraio 2014 sul finanziamento a lungo termine dell'economia europea(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 marzo 2014 sul finanziamento a lungo termine dell'economia europea (COM(2014)0168),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 maggio 2015 intitolata "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE" (COM(2015)0215),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 maggio 2015 intitolata "Proposta di accordo interistituzionale 'Legiferare meglio'" (COM(2015)0216),

–  vista la relazione del Comitato europeo per il rischio sistemico del marzo 2015 sul trattamento prudenziale delle esposizioni verso soggetti sovrani(5),

–  vista la relazione finale della commissione parlamentare di standardizzazione bancaria del Regno Unito intitolata "Changing banking for good",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0360/2015),

A.  considerando che la crisi finanziaria del 2007-2008 e le sue estese ripercussioni negative sono state causate, tra l'altro, dalla mancata applicazione di una regolamentazione dei servizi finanziari adeguata e di qualità per mercati e prodotti sempre più complessi; che negli ultimi anni è stato lanciato un ambizioso programma di riforma del settore finanziario dell'UE allo scopo di rafforzare la regolamentazione e la vigilanza finanziarie, ripristinare la stabilità finanziaria, rendere il sistema finanziario più resiliente agli shock, limitare i rischi per i contribuenti e rispondere meglio alle necessità degli investitori e alle esigenze di finanziamento dell'economia reale; che, nonostante il miglioramento delle prospettive di crescita in Europa, non è ancora stata conseguita una piena ripresa;

B.  considerando che tutti i settori finanziari sono stati interessati da profondi cambiamenti ancora in corso, compreso il settore bancario e assicurativo, i mercati azionari, i fondi di investimento e le infrastrutture dei mercati finanziari;

C.  considerando che il recepimento e l'attuazione della riforma della regolamentazione finanziaria sono tuttora in corso e non sono ancora stati ultimati, e che numerose importanti riforme non sono ancora state compiute e molti atti delegati e di esecuzione, in particolare, attendono di essere finalizzati; che la situazione nei settori bancario e assicurativo, così come nei mercati finanziari, è caratterizzata da continui cambiamenti e innovazioni che richiedono una costante valutazione della regolamentazione di tali settori sotto il profilo della proporzionalità e dell'efficacia, nonché, di conseguenza, un suo continuo adeguamento;

D.  considerando che il mercato dei capitali nell'Unione rimane frammentato; che l'Unione dei mercati dei capitali offre potenzialmente un quadro utile per garantire la parità di accesso ai finanziamenti per le PMI in tutta l'UE e promuovere piattaforme innovative per finanziamenti basati sul mercato; che le specifiche carenze di credito alle PMI e alle microimprese derivano anche dall'instabilità economica e dalla mancanza di soluzioni mirate per l'economia reale; che viene spesso citato il contesto basato sul mercato dei capitali degli Stati Uniti, sebbene sia fondamentalmente diverso dal contesto basato sulle banche dell'UE e non dovrebbe essere copiato né utilizzato come modello; che l'Unione dei mercati dei capitali rappresenta un'opportunità per rafforzare i mercati dei capitali nell'UE, integrando il finanziamento da parte delle banche; che negli Stati Uniti, dopo la crisi finanziaria, i prestiti bancari alle imprese si sono sviluppati in misura maggiore rispetto ai finanziamenti basati sui mercati dei capitali;

Bilancio e sfide del quadro attuale

1.  osserva che la comunicazione della Commissione intitolata "La riforma del settore finanziario europeo" traccia un primo bilancio delle riforme del settore finanziario ma non fornisce una valutazione completa né un'analisi quantitativa degli effetti generali e dell'interazione delle singole misure;

2.  si compiace del pacchetto di investimenti della Commissione, compresa l'Unione dei mercati dei capitali; sottolinea che è necessario un finanziamento complementare, non bancario, delle imprese e che uno dei principi fondamentali per costruire un'Unione dei mercati dei capitali deve consistere nel concentrarsi maggiormente sugli utenti finali dei mercati dei capitali, vale a dire le imprese e gli investitori; sottolinea che un quadro dei servizi finanziari efficiente ed efficace che assicuri la stabilità finanziaria è una condizione preliminare per aumentare gli investimenti (a lungo termine) e stimolare la crescita in un'economia europea competitiva; sottolinea il legame esistente tra la stabilità economica e la stabilità finanziaria; sottolinea inoltre che politiche economiche affidabili, riforme strutturali efficaci e politiche di bilancio solide creano condizioni favorevoli per la salute e per il potenziale di crescita dell'economia reale negli Stati membri e nell'UE; riconosce l'importante ruolo che i mercati di capitali possono svolgere nel rispondere alle esigenze di finanziamento delle economie degli Stati membri;

3.  riconosce che la crisi finanziaria e del debito in corso ha avuto ripercussioni negative senza precedenti, in particolare sull'economia reale e sul denaro dei contribuenti; riconosce, in tale contesto, la regolamentazione finanziaria concordata dalle istituzioni europee negli ultimi cinque anni, che ha rafforzato l'architettura finanziaria dell'Europa per far fronte a crisi future; si compiace del piano d'azione della Commissione per un'Unione dei mercati dei capitali; valuta positivamente il fatto che la Commissione abbia incluso un livello efficace di protezione dei consumatori e degli investitori tra i principi fondamentali dell'Unione dei mercati dei capitali;

4.  riconosce i risultati ottenuti dalla regolamentazione finanziaria nel rispondere alle ramificazioni della crisi finanziaria; osserva con preoccupazione la crescente complessità, che si riflette in un aumento della regolamentazione e della vigilanza, nella loro maggiore specificità e nella loro articolazione su vari livelli, con requisiti a livello internazionale, europeo e nazionale; osserva che la complessità della regolamentazione riflette anche la complessità dei mercati finanziari, in particolare degli strumenti finanziari, delle infrastrutture di mercato e degli istituti finanziari; sottolinea che una regolamentazione eccessivamente complessa e condizioni preliminari più rigorose possono influire negativamente sugli investimenti; ritiene che occorra rimediare alla complessità della regolamentazione anche per quanto riguarda la sua applicazione agli utenti finali non finanziari dei prodotti finanziari; sottolinea la necessità di una cooperazione normativa a livello internazionale, in un quadro globale caratterizzato da una migliore cooperazione e una maggiore responsabilità;

5.  osserva che un'Unione dei mercati dei capitali sana e solida deve riconoscere le interdipendenze con gli altri settori finanziari, valutare ulteriori fonti di finanziamento per l'economia reale basate sui mercati e appoggiarsi innanzitutto su strutture esistenti ben consolidate; sottolinea la necessità di una visione globale della regolamentazione UE in materia di servizi finanziari, in cui l'Unione dei mercati dei capitali contribuisca a integrare i finanziamenti bancari; chiede che l'Unione dei mercati dei capitali, oltre ad essere orientata al finanziamento delle imprese, rifletta anche la prospettiva dei consumatori e degli investitori; ritiene che, a tal fine, la Commissione dovrebbe collaborare strettamente con il CERS, le AEV e le autorità nazionali competenti per risolvere qualsiasi sfasamento nell'approccio adottato che possa compromettere gli obiettivi dell'Unione dei mercati dei capitali; chiede alla Commissione di utilizzare le migliori pratiche per sviluppare un mercato dei capitali per tutta l'Unione;

6.  ritiene che la legislazione non sia sempre la risposta strategica più appropriata e che sia opportuno tenere in debita considerazione gli approcci non legislativi e basati sul mercato;

7.  invita la Commissione ad adottare un approccio integrato nell'Unione dei mercati dei capitali e a prestare attenzione agli altri programmi strategici, quali lo sviluppo di un mercato unico digitale e le riforme in corso in materia di diritto societario e governo societario; ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe tenere conto degli ultimi sviluppi tecnologici; esprime preoccupazione, al riguardo, per le minacce alla sicurezza informatica e chiede alla Commissione di garantire che tale dimensione sia parte integrante della strategia dell'UE;

8.  ritiene che una regolamentazione UE in materia di servizi finanziari efficiente ed efficace dovrebbe essere coerente, uniforme (anche su base intersettoriale), proporzionata, scevra da duplicazioni e non inutilmente complessa, come pure evitare l'incertezza giuridica, l'arbitraggio regolamentare e costi di transazione elevati; ritiene inoltre che dovrebbe permettere agli intermediari di svolgere la loro funzione di canalizzazione delle risorse finanziarie verso l'economia reale, agevolandone in tal modo il finanziamento, ed essere al servizio dei risparmiatori e degli investitori, come pure far fronte efficacemente ai rischi per la stabilità finanziaria e per i contribuenti, evitando l'insorgere di nuove crisi finanziarie e assicurando una protezione contro i rischi sistemici; è del parere che dovrebbe sostenere l'approfondimento del mercato unico e concentrarsi su obiettivi concreti che possono essere conseguiti meglio a livello europeo, lasciando spazio nel contempo a soluzioni di finanziamento innovative con un'attenzione per la dimensione locale;

9.  esprime preoccupazione per il persistere di problemi legati ai codici IBAN, la cui validità continua a essere negata per la domiciliazione dei costi bancari delle entità domiciliate in Stati membri diversi da quello del beneficiario;

10.  sottolinea la necessità di tracciare un bilancio del quadro dei servizi finanziari utilizzando un approccio sia quantitativo sia qualitativo; osserva che esercizi simili sono in corso in altre giurisdizioni, in particolare negli Stati Uniti; sottolinea che tale esercizio di valutazione dovrebbe contribuire alla creazione di mercati finanziari più efficaci al servizio delle esigenze di finanziamento dell'economia reale, rimediando in particolare a carenze, lacune, disomogeneità, incoerenze e sproporzionalità, non dovrebbe compromettere i risultati finora ottenuti sul piano legislativo, tenendo conto delle richieste formulate nelle clausole di revisione adottate in ciascun atto legislativo specifico e, senza anticipare i risultati, non dovrebbe essere considerato come un esercizio che comporta una deregolamentazione;

11.  ritiene che un mercato unico dei servizi finanziari sia utile per le imprese, ma debba in definitiva produrre benefici per i consumatori e gli investitori; insiste sul fatto che persistono numerose barriere e ostacoli all'accesso transfrontaliero, alla commercializzazione e agli investimenti e che occorre analizzarli, affrontarli ed eliminarli, garantendo nel contempo il massimo livello di protezione degli investitori; ricorda che è possibile prevedere con sicurezza che la riduzione degli ostacoli ai flussi di capitali migliorerà le prospettive di crescita a lungo termine solo se si definiscono correttamente incentivi generali per le imprese; sottolinea inoltre l'importanza di un ecosistema locale ben sviluppato che permetta alle imprese più piccole di attrarre capitali per la crescita;

12.  ritiene che la protezione dei consumatori non comporti necessariamente grandi volumi di informazioni e che l'accento andrebbe invece posto sulla qualità e la comprensibilità di queste ultime, al fine di consentire un processo decisionale adeguato (le informazioni devono essere pertinenti, accurate, comparabili, di semplice fruizione, affidabili e opportune); è preoccupato che la molteplicità e la complessità delle informazioni destinate ai consumatori potrebbe in definitiva non soddisfare le reali esigenze di questi ultimi; ritiene che occorra fare in modo di fornire ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno per fare scelte consapevoli e capire i rischi connessi, senza creare oneri inutili per le imprese, in particolare le PMI; incoraggia l'ulteriore digitalizzazione delle informazioni; sottolinea che i consulenti finanziari e i dipendenti che forniscono consulenze negli istituti finanziari dovrebbero ricevere una formazione e disporre del tempo necessario per servire i clienti in modo accurato; osserva l'importanza di poteri di vigilanza effettivi per poter intervenire, se necessario, nella commercializzazione dei prodotti; mette in evidenza la necessità di un'iniziativa europea volta a rafforzare e migliorare l'educazione finanziaria entro la fine del 2016, tenendo conto delle esigenze specifiche di ciascuno Stato membro, anche per garantire la piena conoscenza dei vantaggi e degli svantaggi degli investimenti nei mercati dei capitali; sottolinea altresì che l'educazione finanziaria dovrebbe essere mirata alle PMI, allo scopo di insegnare loro come utilizzare i mercati dei capitali; è convinto dei vantaggi di una maggiore trasparenza, onde consentire alle imprese, agli investitori e ai consumatori di comprendere i costi e i benefici comparativi dei diversi servizi forniti dai partecipanti al mercato, ma osserva altresì che una maggiore trasparenza deve essere accompagnata da un valore aggiunto per i consumatori o le autorità di vigilanza competenti e avere come obiettivo l'utilizzo pratico delle informazioni e dei dati;

13.  sottolinea i vantaggi della diversificazione delle attività, sia in termini di classi che di origine delle attività, per consentire una migliore diversificazione dei rischi e soddisfare le esigenze degli investitori; mette in rilievo che lo scopo della regolamentazione prudenziale non consiste nel favorire determinate classi di attività; chiede un approccio alla regolamentazione basato sul rischio, nell'ambito del quale le stesse regole siano applicate agli stessi rischi, e integrato da altre misure standardizzate; ritiene che sia opportuna una categorizzazione più dettagliata delle classi di attività, in particolare stabilendo categorie come le infrastrutture; riconosce che i progetti infrastrutturali di per sé non sono meno rischiosi e chiede una regolamentazione prudenziale adeguata; sostiene nuove ricerche indipendenti sui rischi e i benefici delle infrastrutture, compresa la comunicazione della metodologia applicata, per poter trarre conclusioni basate sui fatti;

14.  sottolinea la necessità di coerenza nell'approccio basato sul rischio e quindi anche la necessità di ridurre le opportunità di arbitraggio regolamentare; ritiene che occorra spezzare il legame tra i soggetti sovrani e le banche a livello nazionale attraverso una piena e coerente attuazione, sul piano nazionale, della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e delle disposizioni del meccanismo di risoluzione unico (SRM) e del Fondo di risoluzione unico (SRF); prende atto dei contributi del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (BCBS) e del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) sull'esposizione al debito sovrano delle banche, che comprendono un esame dettagliato dei prossimi passi; sottolinea che le politiche dovrebbero prendere esplicitamente in considerazione le interazioni tra i rischi individuali e i rischi endogeni, in particolare quando gli istituti finanziari operano in base agli stessi modelli di rischio standard approvati dalle autorità di regolamentazione;

15.  rileva le conseguenze indesiderate che diversi requisiti in materia di capitale, liquidità e leva finanziaria potrebbero avere sulla trasformazione delle scadenze, la messa a disposizione di finanziamenti a lungo termine e la creazione dei mercati e della liquidità, ricordando nel contempo che tali requisiti sono stati previsti in risposta alla crisi finanziaria; è preoccupato che la sproporzionalità dei requisiti possa mettere in pericolo il modello operativo delle banche di piccole e medie dimensioni e possa pertanto avere conseguenze involontarie sulla struttura settore finanziario; invita la Commissione, in cooperazione con le autorità di vigilanza, a esaminare in via prioritaria tali conseguenze per il settore bancario e quello assicurativo, nonché le loro eventuali complementarità;

16.  esprime preoccupazione per l'interazione tra la legislazione applicabile ai mercati e i requisiti patrimoniali, dal momento che nuove entità sono state incluse come entità regolamentate nella revisione della direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID), mentre il regolamento sui requisiti patrimoniali non è stato adattato per rispecchiare una più vasta gamma di tipi di impresa;

17.  esprime preoccupazione per il fatto che alcune esenzioni valide previste dal regolamento sulle infrastrutture del mercato europeo (EMIR) per le società non finanziarie siano state parzialmente annullate dalla direttiva e dal regolamento sui requisiti patrimoniali relativamente all'applicazione del requisito del rischio di aggiustamento della valutazione del credito; invita la Commissione a svolgere meglio il proprio ruolo, assicurando la coerenza della strategia e dei risultati nelle diverse proposte legislative;

18.  ritiene che le disposizioni speciali del regolamento esistente per le società non finanziarie debbano essere estese e rese più proporzionate, così da limitare gli oneri amministrativi e non ridurre il capitale di cui dispone l'economia per investimenti futuri; invita la Commissione, in sede di revisione dell'EMIR, a rispondere alle difficoltà di applicazione dei regimi complessi semplificando le procedure, ma a continuare a riconoscere la finalità dell'esenzione per garantire che le società non finanziarie non siano gravate dagli oneri legislativi destinati agli operatori dei mercati finanziari;

19.  chiede alla Commissione, in sede di revisione dell'EMIR, di esaminare gli effetti che un abbassamento della qualità delle garanzie accettate dalle controparti centrali possono avere sulla resilienza di queste ultime e di valutare se determinati partecipanti al mercato, come i fondi pensionistici, debbano essere permanentemente esentati dalla compensazione centrale qualora la loro partecipazione riduca la stabilità dell'intero sistema finanziario a causa dell'accettazione di garanzie non liquide;

20.  è preoccupato per la mancanza di investimenti (a lungo termine) interessanti e adeguati in termini di rischi e di prodotti di risparmio efficaci sotto il profilo dei costi e adatti per i consumatori; ribadisce la necessità che agli investitori e ai consumatori siano offerte diverse possibilità di scelta, dal momento che la fiducia degli investitori è fondamentale per un aumento degli investimenti; sottolinea che occorre promuovere un ambiente che stimoli l'innovazione dei prodotti finanziari, creando una maggiore varietà, producendo benefici per l'economia reale e offrendo maggiori incentivi per gli investimenti, e che possa inoltre contribuire a garantire pensioni adeguate, sicure e sostenibili, ad esempio mediante lo sviluppo di un prodotto pensionistico paneuropeo, concepito in modo semplice e trasparente; chiede alle AEV di analizzare, conformemente al loro mandato, le tendenze di consumo e di riferire in merito, in particolare per quanto riguarda i prodotti al dettaglio;

21.  si compiace della diversità dei modelli aziendali; chiede che tale differenza si rifletta nella regolamentazione e nella vigilanza, tenendo pienamente conto della natura, delle dimensioni, del livello di rischio e della complessità delle entità in esame, purché siano rispettati i principi di concorrenza leale e di un'efficace vigilanza; ricorda che la varietà dei mezzi di finanziamento è un elemento di forza;

22.  ritiene che un'Unione dei mercati dei capitali efficace debba permettere alle imprese europee di tutte le dimensioni e in diverse fasi di crescita di accedere ai mercati dei capitali dell'UE in modo semplice, efficace e a costi contenuti; ritiene che la regolamentazione non dovrebbe complicare la quotazione in borsa né impedire alle società non quotate di farsi quotare; sottolinea la necessità di creare un regime razionalizzato di regolamentazione del mercato primario per agevolare la raccolta di fondi, garantendo nel contempo livelli di protezione adeguati per gli investitori; sottolinea il potenziale del finanziamento innovativo basato sul mercato, in particolare le opportunità rappresentate dalle tecnologie finanziarie, compresi il crowdfunding e i prestiti tra pari, e sottolinea la necessità di semplificare i rispettivi requisiti regolamentari; chiede alla Commissione di lasciare spazio all'emergere di questi nuovi modelli e di studiarli e promuoverli, dando la priorità alla loro dimensione transfrontaliera e garantendo la riduzione degli ostacoli all'ingresso sul mercato; chiede alla Commissione di sostenere gli Stati membri nello sviluppo dei mercati dei capitali attraverso il suo servizio di assistenza per le riforme strutturali;

23.  chiede un'adeguata e chiara ripartizione delle competenze tra il livello europeo e quello nazionale, tenendo presente che le autorità nazionali di vigilanza conoscono meglio le caratteristiche dei mercati locali; sottolinea che occorre garantire l'efficacia del meccanismo di vigilanza unico (MVU), condizioni di parità e la trasparenza, come pure evitare i conflitti di interessi tra le autorità di vigilanza e i soggetti vigilati; è preoccupato per gli effetti che un approccio di vigilanza unico potrebbe avere sulle entità più piccole attive principalmente a livello nazionale nel quadro del meccanismo di vigilanza unico (MVU);

24.  prende atto dei risultati ottenuti nella creazione di un'unione bancaria e sottolinea il suo ruolo cruciale nell'affrontare le interdipendenze tra rischio sovrano e rischio bancario e nel ridurre i rischi sistemici attraverso un'azione congiunta; prende atto del progressivo completamento dell'unione bancaria; sottolinea la necessità di una piena e tempestiva attuazione della legislazione esistente; prende atto delle discussioni su un sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS), in merito al quale il Parlamento si esprimerà in qualità di colegislatore; sottolinea l'obiettivo di evitare l'azzardo morale, assicurando che il principio di responsabilità rimanga il filo conduttore; critica la scarsa sensibilità al rischio nel calcolo dei contributi per l'SRF; riconosce gli sforzi finalizzati a concludere il regolamento sulla riforma strutturale del settore bancario;

25.  sottolinea la necessità di attuare e garantire il rispetto della legislazione adottata, prima di valutare l'opportunità di una sua sostanziale revisione; sottolinea che il rapido recepimento della direttiva 2014/59/UE nel diritto nazionale e l'adeguato finanziamento e l'efficacia dell'SRM sono fondamentali, e ribadisce pertanto che la piena attuazione di tali misure deve essere completata nel quadro legislativo appropriato; sottolinea al riguardo la fondamentale importanza di troncare i legami reciproci diretti tra i bilanci degli Stati e i rischi bancari, che rappresentano una grave minaccia per la stabilità finanziaria; osserva che, a causa dell'assenza di disposizioni da applicare per gli Stati che hanno perso l'accesso ai mercati finanziari in ragione del loro elevato indebitamento, spesso si interviene troppo tardi, con conseguenze negative per la stabilità finanziaria;

26.  ribadisce la necessità di creare condizioni di parità nell'UE, anche per quanto riguarda le banche vigilate nel quadro del meccanismo di vigilanza unico e le banche degli Stati membri non partecipanti, e incoraggia la piena inclusione degli Stati membri non appartenenti alla zona euro nell'Unione bancaria, riconoscendo tuttavia che alcuni elementi permettono attualmente la partecipazione volontaria; invita la Commissione a far sì che il mercato unico continui a evolvere, tenendo conto nel contempo delle specificità nazionali; invita la Commissione ad adottare un approccio forte in materia di regolamentazione e vigilanza del sistema bancario "parallelo" o "sistema bancario ombra", allo scopo di attenuare i rischi sistemici e migliorare la trasparenza; si compiace dei progressi importanti compiuti nella regolamentazione del settore assicurativo europeo attraverso l'applicazione di Solvency II, a decorrere dal 1° gennaio 2016, che dovrà essere valutata ed eventualmente approfondita, tenendo conto del quadro internazionale per le compagnie di assicurazione di importanza sistemica globale;

27.  riconosce la tradizionale dipendenza delle PMI dai finanziamenti bancari in ragione della loro natura specifica, dei loro diversi profili di rischio e della loro varietà in Europa; invita la Commissione, in cooperazione con le AEV, la BCE e le autorità nazionali, a valutare la se il finanziamento delle PMI sia sufficiente, ad analizzare gli ostacoli alla diversificazione dei canali di finanziamento e i benefici di tale diversificazione, e a esaminare le soluzioni per permettere alle banche e alle non banche di aumentare i finanziamenti destinati alle PMI, ampliando la scelta per le imprese tra diversi metodi di finanziamento per le diverse fasi del loro sviluppo; ricorda l'importanza di strumenti come il "fattore di sostegno alle PMI"; suggerisce che le iniziative volte a migliorare il finanziamento delle PMI dovrebbero essere estese alle start up, alle microimprese e alle imprese a media capitalizzazione; sottolinea le potenzialità di soluzioni innovative e perlopiù non sfruttate per il finanziamento delle PMI, come il prestito tra pari (peer-to-peer lending), il finanziamento collettivo (crowdfunding) e il collocamento privato, e sottolinea la necessità di semplificare i rispettivi requisiti regolamentari;

28.  sottolinea l'importanza di una rapida attuazione delle misure già decise che sostengono gli obiettivi dell'Unione dei mercati dei capitali; invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare attivamente la categoria del mercato di crescita per le PMI nella futura regolamentazione dei servizi finanziari;

29.  ritiene che le imprese debbano avere accesso a una varietà adeguata di tipi di mercato nell'UE in funzione delle loro dimensioni, della loro complessità e delle loro ambizioni in termini di finanziamento, e sottolinea la necessità di creare mercati dei capitali paneuropei più integrati, separati ma compatibili con i mercati locali e regionali di cruciale importanza;

30.  valuta positivamente l'imminente revisione della direttiva relativa al prospetto; sottolinea che la revisione dovrebbe mirare a una riduzione dei costi e alla semplificazione delle procedure per le PMI, garantendo nel contempo il giusto equilibrio in termini di tutela degli investitori;

31.  riconosce gli sforzi compiuti per creare un mercato delle cartolarizzazioni più trasparente, che assicuri norme rigorose per il processo di cartolarizzazione, la certezza giuridica e la comparabilità degli strumenti di cartolarizzazione; sottolinea la necessità di creare un registro dei dati; sottolinea che, dato il livello di rischio della cartolarizzazione – in particolare della cartolarizzazione sintetica – osservato durante la crisi, sono necessari requisiti rigorosi per le attività sottostanti di elevata qualità e calibrazioni in funzione del reale profilo di rischio e della sensibilizzazione al rischio di tutti i partecipanti ai mercati della cartolarizzazione, pur riconoscendo le diverse esperienze dell'UE e degli Stati Uniti; ribadisce che i requisiti di mantenimento non devono essere alleggeriti per evitare l'azzardo morale; sottolinea la necessità di valutare l'opportunità di una certificazione indipendente della conformità con i criteri di qualificazione; invita la Commissione a realizzare in via prioritaria una valutazione approfondita dei rischi e dei vantaggi della cartolarizzazione per le PMI, gli investitori e la stabilità finanziaria e della commerciabilità degli strumenti di cartolarizzazione, e a riferire in merito al Parlamento;

32.  ritiene che un approccio volto a una maggiore standardizzazione dei prodotti e delle procedure possa ridurre la complessità ma anche aumentare i rischi di concentrazione; esprime preoccupazione in merito al rischio che gli operatori del mercato vadano tutti nella stessa direzione in caso di stress dei mercati e chiede garanzie e una vigilanza adeguate al livello competente nel quadro dello sviluppo di un mercato delle cartolarizzazioni di qualità;

33.  sottolinea la necessità di razionalizzare il contenuto e la frequenza degli obblighi di comunicazione e gli ambiti interessati, anche fornendo alle entità un unico punto di contatto, al fine di evitare una duplicazione dei requisiti e dei canali di comunicazione; invita la Commissione, le AEV e l'MVU a determinare quali dati siano realmente necessari, ad allineare i modelli, semplificare le procedure e prevedere esenzioni per le PMI; sottolinea che la comunicazione delle informazioni è di massima utilità per le autorità di vigilanza se è possibile interrogare i dati e se questi sono omogenei a livello internazionale; ritiene necessario adottare un approccio proporzionato nello sviluppo della banca dati analitica dei crediti (AnaCredit); è del parere che il campo di applicazione e il livello di dettaglio debbano essere ulteriormente valutati in termini di costi e benefici;

34.  chiede alla Commissione e alle autorità di vigilanza di tenere conto dell'interazione tra gli standard internazionali di rendicontazione finanziaria (International Financial Reporting Standards – IFRS) e i requisiti prudenziali, poiché una maggiore coerenza andrebbe a vantaggio tanto dell'economia quanto della vigilanza prudenziale, e di esaminare l'impatto della contabilità fiscale sui fondi propri; sostiene gli sforzi volti ad armonizzare la definizione dei prestiti in sofferenza;

35.  chiede di ridurre in misura significativa la distorsione a favore del debito rispetto al capitale per migliorare la resilienza economica e l'allocazione del capitale, come pure per rafforzare l'Unione dei mercati dei capitali, il che renderà i fondi propri più interessanti per gli emittenti e gli investitori; sottolinea che una tassa sulle transazioni avrà ripercussioni sulla liquidità dei mercati, specialmente nel breve termine, contribuendo inoltre a limitare una speculazione eccessiva;

36.  sottolinea la necessità di proseguire gli sforzi, oltre alla regolamentazione e alla vigilanza, per introdurre un cambiamento culturale nel settore finanziario; invita tutti gli operatori del settore finanziario, incluse le banche, gli enti non bancari, le banche centrali nazionali e la BCE, ad adoperarsi per un cambiamento culturale e una cultura del rispetto delle norme in seno alle proprie organizzazioni, che metta al primo posto gli interessi dei consumatori, assicuri un sistema di responsabilità per i principali gestori e una prospettiva a più lungo termine dei partecipanti ai mercati finanziari, e contribuisca alla diversificazione delle fonti di finanziamento; sottolinea i benefici di un approccio al finanziamento basato sul partenariato a lungo termine e di un settore bancario europeo diversificato che assuma un ruolo importante nella prestazione di servizi bancari personalizzati per i consumatori, le microimprese e le piccole e medie imprese, in particolare per quanto riguarda la riduzione delle asimmetrie nell'informazione, grazie anche agli strumenti disponibili attraverso le nuove tecnologie digitali;

37.  chiede la promozione di nuove agenzie di rating, al fine di aumentare la concorrenza in un mercato fortemente concentrato; ricorda che la Commissione dovrebbe pubblicare una relazione sull'opportunità e la fattibilità di sostenere la creazione di un'agenzia di rating pubblica europea per il debito sovrano e/o una fondazione europea di rating del credito per tutti gli altri rating del credito entro la fine del 2016; critica l'elevato livello dei costi sostenuti dalle PMI per ottenere un rating esterno del credito; sottolinea l'esigenza di studiare in modo approfondito come le PMI possano essere valutate in maniera comparabile ed economicamente accessibile, anche attraverso un metodo avanzato basato sui rating interni; invita la Commissione a continuare a impegnarsi per risolvere le asimmetrie informative;

38.  chiede che nell'elaborazione delle politiche si ponga maggiormente l'accento sulla competitività globale dei settori finanziari dell'UE, evitando un livellamento normativo verso il basso e senza compromettere la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori; sottolinea che un'Unione dei mercati dei capitali a livello di UE deve essere considerata nel contesto di un miglioramento della competitività delle imprese europee e dell'economia dell'Unione; sottolinea che un settore finanziario efficace è una condizione necessaria per un'allocazione efficace dei capitali e quindi per la crescita;

39.  sottolinea l'importanza del quadro internazionale per quanto riguarda il suo campo di applicazione, le sue metodologie e le sue implicazioni per il quadro dell'UE; invita gli Stati membri, il Consiglio, la Commissione e le AEV a semplificare la posizione dell'UE, al fine di rafforzare la sua influenza e promuovere la legislazione adottata attraverso un processo democratico; sottolinea la necessità di assicurare la coerenza della nuova regolamentazione con l'acquis europeo e con gli orientamenti internazionali, nonché un'applicazione proporzionata, anche per quanto riguarda il suo campo di applicazione, per evitare inutili divergenze e duplicazioni normative; ritiene che tali elementi siano condizioni indispensabili per conseguire gli obiettivi generali di promuovere la stabilità globale a lungo termine, mantenere l'Europa un polo d'attrazione per gli investitori internazionali ed evitare inutili effetti negativi sulla competitività dei settori finanziari dell'UE; ricorda il principio di leale cooperazione tra l'Unione e gli Stati membri espresso all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea; è del parere che le AEV debbano essere coinvolte nel dibattito sui principi normativi globali nelle sedi deputate all'elaborazione delle norme internazionali; sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente il dialogo regolamentare con gli Stati Uniti; ribadisce, al riguardo, che le questioni relative alla regolamentazione dei servizi finanziari devono essere incluse nei negoziati internazionali, se del caso;

40.  sottolinea che occorrono decisioni di equivalenza al fine di eliminare gli ostacoli relativi all'accesso al mercato e ai rispettivi quadri regolamentari, tenendo presente che tali decisioni unilaterali devono andare a vantaggio delle imprese e dei consumatori europei e che l'equivalenza con altre giurisdizioni può contribuire all'aumento dell'afflusso di capitali e ad attrarre ulteriori investimenti in Europa; sottolinea la necessità di adottare un sistema coerente e uniforme per un riconoscimento razionale e reciproco delle norme uguali o simili;

41.  chiede alla Commissione di proporre un quadro coerente, uniforme, trasparente e pratico per le procedure e le decisioni relative all'equivalenza dei paesi terzi, tenendo conto di un'analisi basata sui risultati e delle norme o degli accordi internazionali; chiede che tutte le decisioni di equivalenza siano adottate mediante atti delegati; ritiene che le AEV dovrebbero svolgere un ruolo adeguato nell'allineamento delle valutazioni dei paesi terzi per le decisioni di equivalenza;

Una migliore regolamentazione dell'UE in materia di servizi finanziari

42.  ritiene che una migliore regolamentazione finanziaria implichi un quadro rigoroso e cominci dall'applicazione dell'acquis esistente da parte degli Stati membri; sottolinea che l'attuazione efficace, efficiente e coerente della legislazione è fondamentale e invita la Commissione a riferire regolarmente al Parlamento in merito allo stato del recepimento e dell'attuazione della legislazione e, se del caso, in merito alle procedure d'infrazione avviate nei confronti degli Stati membri; esorta gli Stati membri a far rispettare in maniera adeguata la legislazione; è del parere che la sovraregolamentazione non agevoli il funzionamento del mercato interno né la concorrenza; è del parere che anche l'adozione discrezionale di norme meno severe per attrarre le imprese non agevoli il funzionamento del mercato interno; chiede alla Commissione di presentare un'analisi approfondita e una relazione su tutte le misure di sovraregolamentazione adottate dagli Stati membri nel quadro della legislazione finanziaria e di trasmetterle al Parlamento entro la fine del 2016;

43.  invita gli Stati membri a rispettare le scadenze fissate per il recepimento delle direttive poiché, oltre a essere un obbligo giuridico, tale rispetto è essenziale per evitare inutili ritardi nella piena attuazione della legislazione o la sua applicazione parziale o non uniforme nell'Unione, il che potrebbe comportare condizioni non eque per i diversi attori coinvolti e altri tipi di distorsioni;

44.  sottolinea la necessità di migliorare la qualità e il coordinamento intersettoriale nei progetti della Commissione e delle AEV e nei relativi processi, per quanto riguarda, in particolare, le tempistiche e la definizione delle priorità, evitando sovrapposizioni; sottolinea che ciò dovrebbe permettere di evitare duplicazioni dell'atto di base negli atti delegati, ma anche evitare che decisioni politiche che dovrebbero essere risolte nell'ambito dell'atto di base siano invece lasciate agli atti delegati;

45.  chiede alla Commissione di permettere il coinvolgimento precoce di tutte le parti interessate, anche al livello di gruppi di esperti; esorta la Commissione a garantire una partecipazione equilibrata alle consultazioni, riflettendo la diversità delle parti interessate, nonché agevolando e assicurando migliori condizioni per la partecipazione dei piccoli attori in rappresentanza delle imprese, dei consumatori e della società civile, anche in relazione alle modalità di organizzazione delle consultazioni e di formulazione delle domande;

46.  si compiace degli obiettivi del programma "Legiferare meglio"; riconosce l'esigenza generale di esaminare l'adeguatezza della regolamentazione oggi e in futuro; sottolinea tuttavia che tale adeguatezza non può essere separata dal funzionamento del settore finanziario nel suo complesso; sottolinea il ruolo del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) nell'assicurare una regolamentazione efficiente ed efficace in materia di servizi finanziari che tenga conto del principio di proporzionalità, e nel sostenere l'esercizio di valutazione; chiede che il Parlamento abbia un ruolo più importante nelle decisioni e nelle valutazioni inerenti al REFIT; ricorda che l'attenzione deve essere rivolta al miglioramento della regolamentazione, non alla deregolamentazione; sottolinea che la necessità di garantire la trasparenza, la semplicità, l'accessibilità e l'equità nel mercato interno deve essere parte integrante del programma per un miglioramento della regolamentazione a favore dei consumatori; sottolinea altresì che l'UE non deve creare inutili oneri di conformità nel tentativo di assicurare una maggiore armonizzazione nell'Unione dei mercati dei capitali;

47.  ritiene che le AEV e l'MVU abbiano un ruolo decisivo da svolgere per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento della regolamentazione e della vigilanza; sottolinea il ruolo svolto dalle AEV e dall'MVU nell'assicurare la coerenza e l'uniformità tra i diversi atti legislativi, nel ridurre l'incertezza e l'arbitraggio regolamentare e nel promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra i partecipanti al mercato; sottolinea che le AEV e l'MVU devono disporre di risorse e personale sufficienti per svolgere le funzioni assegnate loro dai colegislatori;

48.  sottolinea che revisione dei regolamenti istitutivi delle AEV deve riflettere le disposizioni in materia di rendicontabilità e trasparenza volte a rafforzare il controllo del Parlamento, come previsto dai regolamenti relativi al meccanismo di vigilanza unico e al meccanismo di risoluzione unico, nonché rafforzare l'indipendenza delle AEV dalla Commissione; ritiene che sia necessario esaminare le possibilità di favorire una maggiore partecipazione delle AEV a livello consultivo durante la fase di livello 1, rispettando nel contempo le prerogative dei colegislatori;

49.  sottolinea la necessità di rispettare l'interazione, la coerenza e l'uniformità tra gli atti di base e gli atti delegati e di esecuzione; sottolinea altresì che le decisioni politiche dovrebbero essere prese dai colegislatori nel quadro dell'atto di base e non negli atti delegati, che "integrano o modificano determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo" (articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea); insiste affinché la Commissione e le AEV, nell'elaborazione degli atti delegati e di esecuzione e degli orientamenti, si attengano ai poteri che sono loro conferiti negli atti di base e rispettino l'accordo dei colegislatori; deplora che le autorità di vigilanza in passato non abbiano sempre rispettato il mandato dei legislatori europei nell'elaborazione di atti di esecuzione; deplora l'insufficiente coordinamento tra la Commissione (atti delegati) e le AEV (norme tecniche) e i possibili conseguenti effetti negativi sulla qualità della conformità, in particolare nel caso in cui i requisiti dettagliati sono adottati soltanto poco prima del termine previsto per l'attuazione dell'atto di base;

50.  invita la Commissione a dissociare completamente gli atti delegati e gli atti di esecuzione e a evitare approcci "per pacchetti" al fine di permettere la tempestiva adozione di tali atti;

51.  invita la Commissione a informare i colegislatori e le parti interessate di ogni modifica dei progetti di norme tecniche di regolamentazione e delle norme tecniche di attuazione presentata dalle AEV;

52.  sottolinea che un esame giuridico preventivo da parte della Commissione non dovrebbe ridurre la trasparenza del processo nei confronti del Parlamento né il diritto di quest'ultimo di essere consultato; chiede che durante il processo di elaborazione le AEV forniscano proattivamente al Parlamento, in maniera regolare, completa e tempestiva, progetti e informazioni provvisori sull'andamento dei lavori e consultino il Parlamento a tale riguardo;

53.  invita la Commissione e le AEV a rispettare appieno i termini per la presentazione stabiliti dai colegislatori e a fornire immediatamente una spiegazione a questi ultimi quando si prevede che un termine non venga rispettato;

54.  ricorda alle AEV che le norme tecniche, gli orientamenti e le raccomandazioni devono rispettare il principio di proporzionalità; invita le AEV ad adottare un approccio prudente per quanto riguarda l'entità e il numero degli orientamenti, in particolare quando l'atto di base non li prevede espressamente; osserva che tale approccio restrittivo è altresì necessario considerate le limitate risorse delle AEV e la necessità di stabilire un ordine di priorità per quanto riguarda le loro funzioni e che i limiti pratici di una vigilanza efficace non devono dipendere da vincoli di bilancio; chiede inoltre che siano garantite risorse sufficienti alle AEV, onde permettere loro di svolgere attività di vigilanza affidabili, indipendenti ed efficaci nel quadro del loro mandato;

55.  invita le AEV ad avvalersi del loro diritto di chiedere informazioni su come gli atti di base sono applicati dagli Stati membri e a effettuare più regolarmente revisioni tra pari delle autorità nazionali competenti per migliorare la convergenza della vigilanza negli Stati membri;

56.  invita la Commissione e le AEV a pubblicare regolarmente sui loro siti Internet le versioni consolidate degli atti normativi dell'UE in materia di servizi finanziari, inclusa una sintesi che possa essere consultata e compresa dalle imprese, dai consumatori, dalle organizzazioni della società civile e a da altri; ritiene che la creazione di un registro comune che comprenda anche riferimenti all'attuazione a livello nazionale sia un'opzione che merita di essere esaminata;

La via da seguire

57.  invita la Commissione e le AEV a verificare regolarmente (almeno una volta all'anno) la coerenza e l'uniformità, anche su base intersettoriale, di ogni progetto di atto legislativo, nonché l'attuazione della legislazione adottata, comprese le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione, e a destinare risorse a tale attività;

58.  invita la Commissione e le AEV a verificare regolarmente (almeno una volta all'anno) la proporzionalità e l'efficacia di ogni progetto di atto legislativo, in particolare per quanto riguarda i requisiti applicabili ai partecipanti al mercato di piccole e medie dimensioni, e a destinare risorse a tale attività; invita la Commissione a pubblicare un Libro verde che esamini nuove soluzioni per promuovere la proporzionalità nella regolamentazione finanziaria;

59.  sottolinea che l'impatto delle singole misure legislative è diverso dal loro impatto cumulativo; invita i servizi della Commissione, in cooperazione con le AEV, l'MVU e il CERS a effettuare ogni cinque anni una valutazione globale, sul piano quantitativo e qualitativo, dell'impatto cumulativo della regolamentazione dell'UE in materia di servizi finanziari sui mercati finanziari e i relativi operatori a livello di Unione e dei singoli Stati membri, al fine di identificare carenze e lacune, valutare i risultati e l'efficacia della regolamentazione in materia di servizi finanziari e assicurare che non ostacoli la concorrenza leale né lo sviluppo dell'economia, e a riferire in merito al Parlamento; sottolinea l'importanza di valutazioni d'impatto dettagliate e di analisi costi-benefici di ogni futura legislazione, al fine di dimostrare il valore aggiunto della legislazione, in particolare per quanto concerne la crescita economica e la creazione di occupazione; sottolinea che le valutazioni d'impatto e le analisi costi-benefici dovrebbero includere valutazioni approfondite dell'impatto delle misure di livello 2, che rappresentano una parte importante del quadro di regolamentazione finanziaria dell'UE; ricorda che quantificare l'impatto delle misure legislative potrebbe essere difficile, in particolare dal momento che i benefici sono difficili da misurare, ma che occorre, tuttavia, continuare a utilizzare metodi quantitativi;

60.  invita i servizi della Commissione a completare la prima valutazione entro la fine del 2016 e a presentare una relazione sull'impatto generale, in capitoli distinti e basandosi anche su ricerche indipendenti, sui seguenti aspetti:

   gli effetti sui diversi settori finanziari, compresa un'adeguata ripartizione dei partecipanti al mercato, suddivisi per dimensione, complessità e modello operativo, e sulle entità non finanziarie,
   eventuali carenze e lacune, considerando il possibile sviluppo di nuove minacce e rischi, nonché sovrapposizioni e conseguenze indesiderate,
   gli effetti economici reali e previsti, nonché la competitività del settore finanziario europeo nel mondo,
   le possibilità di benefici per l'economia reale, compresi le PMI, i consumatori e l'occupazione,
   la necessità di migliorare ulteriormente i canali di finanziamento esistenti e di estendere i canali di finanziamento complementari, inclusi gli effetti sull'accesso ai finanziamenti per le PMI e le imprese a media capitalizzazione,
   gli effetti del finanziamento a lungo termine sulla domanda e l'offerta,
   gli effetti sull'allocazione e la diversificazione delle attività e dei rischi e sullo sviluppo di capitale di base di classe 1 rispetto alle attività totali degli istituti finanziari,
   l'efficacia e l'adeguatezza del quadro per gli investitori al dettaglio, gli investitori istituzionali e i consumatori, compreso il quadro sulla trasparenza,
   l'efficacia di eliminare gli ostacoli al mercato unico, limitando l'arbitraggio regolamentare e favorendo la concorrenza,
   l'effetto generale sulla stabilità finanziaria e l'azzardo morale, compresa una valutazione dei possibili costi e rischi della mancata regolamentazione, tenendo conto dell'efficace attuazione delle raccomandazioni del G20, e il livello di interconnessione delle imprese finanziarie,
   gli effetti sulla stabilità finanziaria della contabilità al valore equo degli IFRS rispetto alle norme contabili prudenziali,
   l'efficacia e l'adeguatezza del quadro per la vigilanza macroprudenziale nell'UE,
   la capacità delle AEV di svolgere le funzioni loro assegnate dall'attuale quadro legislativo e le azioni che potrebbero essere necessarie per migliorare tale quadro, in particolare il finanziamento delle AEV nell'immediato futuro,
   le interdipendenze con le norme internazionali e gli effetti sulla competitività globale delle imprese europee, tenendo conto di un confronto tra l'UE e altre giurisdizioni importanti per quanto riguarda la regolamentazione esistente e il suo livello di attuazione;

61.  invita la Commissione a presentare le sue conclusioni al Parlamento e al Consiglio e a proporre misure se del caso;

o
o   o

62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P8_TA(2015)0268.
(2) http://www.europarl.europa.eu/document/activities/cont/201402/20140210ATT79138/20140210ATT79138EN.pdf
(3) Testi approvati, P7_TA(2014)0202.
(4) Testi approvati, P7_TA(2014)0161.
(5) http://www.esrb.europa.eu/pub/pdf/other/esrbreportregulatorytreatmentsovereignexposures032015.en.pdf?29664e3495a886d806863aac942fcdae

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