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Procedura : 2015/2893(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0167/2016

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B8-0167/2016

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PV 04/02/2016 - 8.5
CRE 04/02/2016 - 8.5
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P8_TA(2016)0047

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Giovedì 4 febbraio 2016 - Strasburgo
Processo di integrazione europea del Kosovo
P8_TA(2016)0047B8-0167/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 febbraio 2016 sulla relazione 2015 sul Kosovo (2015/2893(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Salonicco, del 19 e 20 giugno 2003, concernenti la prospettiva di adesione dei paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea,

–  vista la decisione del Consiglio del 22 ottobre 2012 che autorizza la Commissione ad avviare negoziati su un accordo quadro con il Kosovo relativo alla partecipazione ai programmi dell'Unione,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2013 relative all'adozione della decisione che autorizza l'avvio di negoziati su un accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'Unione europea e il Kosovo,

–  visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni, firmato il 19 aprile 2013 dai Primi ministri Hashim Thaçi e Ivica Dačić, e il piano d'azione per la sua attuazione del 22 maggio 2013,

–  vista la decisione 2014/349/PESC del Consiglio, del 12 giugno 2014, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo, EULEX Kosovo,

–  viste la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'UE e il Kosovo, il 27 ottobre 2015, e la sua ratifica da parte dell'Assemblea del Kosovo il 2 novembre 2015,

–  viste le relazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite sulle attività in corso della missione delle Nazioni Unite per l'amministrazione temporanea del Kosovo (UNMIK) e sui relativi sviluppi, compresa la più recente di tali relazioni risalente al 3 novembre 2015,

–  vista la proroga al 28 febbraio 2017 del mandato del rappresentante speciale dell'UE per il Kosovo, Samuel Žbogar,

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 novembre 2015 sulla strategia di allargamento dell'UE (COM(2015)0611),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 15 dicembre 2015 sull'allargamento e i processi di stabilizzazione e di associazione,

–  viste le conclusioni delle riunioni del Consiglio "Affari generali" del 7 dicembre 2009, del 14 dicembre 2010 e del 5 dicembre 2011, nelle quali si sottolinea e ribadisce rispettivamente che anche il Kosovo, fatta salva la posizione degli Stati membri relativa al suo status, dovrebbe beneficiare della prospettiva di una possibile liberalizzazione del regime dei visti una volta soddisfatte tutte le condizioni,

–  visti l'avvio del dialogo sul regime dei visti nel gennaio 2012, la tabella di marcia per la liberalizzazione del regime dei visti del giugno 2012 e la seconda relazione della Commissione, del 24 luglio 2014, sui progressi del Kosovo nella realizzazione delle condizioni previste dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti (COM(2014)0488) e la missione di esperti della Commissione del luglio 2015,

–  visti la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 22 luglio 2010 sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo e la risoluzione 64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 9 settembre 2010, in cui si prende atto del contenuto del parere della GIG e plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo,

–  viste le dichiarazioni comuni delle riunioni interparlamentari Parlamento europeo-Kosovo del 28-29 maggio 2008, del 6-7 aprile 2009, del 22-23 giugno 2010, del 20 maggio 2011, del 14-15 marzo 2012, del 30-31 ottobre 2013 e del 29-30 aprile 2015,

–  vista la relazione 2015 della Commissione sui progressi compiuti dal Kosovo del 10 novembre 2015 (SWD(2015)0215),

–  viste le sue precedenti risoluzioni,

–  visto il lavoro svolto da Ulrike Lunacek in qualità di relatore permanente della commissione per gli affari esteri sul Kosovo,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che 110 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite, tra cui 23 dei 28 Stati membri dell'UE, riconoscono l'indipendenza del Kosovo;

B.  considerando che l'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo (ASA) è stato firmato il 27 ottobre 2015 e ratificato dall'Assemblea del Kosovo il 2 novembre 2015; che il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione il 21 gennaio 2016;

C.  considerando che i (potenziali) paesi candidati saranno giudicati in base ai loro meriti e che la rapidità e la qualità delle necessarie riforme determineranno il calendario di adesione;

D.  considerando che l'UE ha più volte ribadito la sua disponibilità a coadiuvare lo sviluppo economico e politico del Kosovo attraverso una chiara prospettiva europea in conformità con la prospettiva europea della regione;

E.  considerando che l'UE ha posto lo Stato di diritto al centro della sua politica di allargamento;

F.  considerando che l'UE ha sottolineato la necessità di rafforzare la governance economica, lo Stato di diritto e le capacità della Pubblica Amministrazione in tutti i paesi dei Balcani occidentali;

G.  considerando che il mandato della missione EULEX giunge a scadenza il 14 giugno 2016; che è in corso la revisione strategica di EULEX Kosovo;

1.  si compiace della firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo del 27 ottobre 2015, in quanto prima relazione contrattuale, e della celere ratifica da parte dell'Assemblea del Kosovo il 2 novembre 2015; sottolinea che l'ASA spiana la strada all'integrazione del Kosovo nell'UE e fornirà un potente incentivo a favore dell'attuazione e dell'istituzionalizzazione delle riforme, consentendo di instaurare la cooperazione con l'UE in un'ampia gamma di settori al fine di intensificare il dialogo politico e rafforzare l'integrazione commerciale, oltre ad intensificare le relazioni con i paesi limitrofi e contribuire alla stabilità della regione; invita il governo kosovaro a concentrarsi sull'attuazione delle riforme globali necessarie per adempiere agli obblighi derivanti dall'ASA;

2.  si compiace che la Commissione abbia adottato un pacchetto a sostegno delle riforme e della cooperazione regionale nei Balcani occidentali – pacchetto che illustra l'impegno dell'UE a sostenere il processo di riforma politica ed economica dei paesi sulla via della loro adesione all'UE;

3.  sottolinea che l'ASA mira a promuovere le norme europee in settori quali la concorrenza, gli appalti, la proprietà intellettuale e la tutela dei consumatori, come pure a creare una zona di libero scambio quale passo concreto verso l'integrazione economica del Kosovo nell'UE;

4.  accoglie con favore i progressi compiuti nel 2015 per conseguire accordi nel quadro del processo di normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia, in particolare per quanto riguarda l'istituzione dell'Associazione/Comunità dei comuni a maggioranza serba in Kosovo, l'energia e il ponte Mitrovicë/Mitrovica, compresi gli accordi del 25 agosto 2015 sulle telecomunicazioni, del giugno 2015 sull'assicurazione dei veicoli e del febbraio 2015 sul sistema giudiziario; sostiene l'impegno costante del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) a favore della normalizzazione delle relazioni tra la Serbia e il Kosovo, che a tutt'oggi non è stata pienamente raggiunta; chiede al Servizio europeo per l'azione esterna di effettuare una rigorosa valutazione globale dello stato di attuazione di tutti gli accordi finora sottoscritti relativamente all'adozione di leggi sul terreno, e a riferire regolarmente in materia al Parlamento europeo e ai parlamenti del Kosovo e della Serbia; esorta il VP/AR a individuare le carenze e a esigere che le parti tengano fede agli impegni assunti e invita la Serbia e il Kosovo ad astenersi dalla retorica negativa, a progredire nella piena attuazione di tutti gli accordi già raggiunti e a portare avanti con determinazione il processo di normalizzazione; sottolinea la fondamentale importanza di un dialogo continuo e costruttivo tra Pristina e Belgrado e la piena attuazione di tutti gli accordi raggiunti ai fini della normalizzazione dei rapporti tra i due paesi; si compiace del fatto che il 27 gennaio 2016 siano ripresi i negoziati tra il primo ministro serbo Vučić e il primo ministro kosovaro Mustafa; rileva che i problemi discussi comprendevano il riconoscimento reciproco dei diplomi universitari e professionali nonché il miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari; sottolinea che il progresso in loco andrà a beneficio dell'intera regione;

5.  esprime preoccupazione per l'elevato numero di persone scomparse durante la guerra e per gli scarsi progressi compiuti al riguardo; chiede la piena cooperazione tra gli Stati in tale ambito, tenendo presente che, ai fini della riconciliazione reciproca, è fondamentale collaborare pienamente per stabilire la verità sulle persone scomparse;

6.  prende atto della decisione della Corte costituzionale circa l'implementazione dell'Associazione dei comuni serbi; chiede che gli accordi raggiunti siano attuati integralmente e con impegno; invita a rispettare lo Stato di diritto e deplora che le forze di opposizione non abbiano approfittato di questa sospensione per riprendere il dialogo parlamentare; incoraggia tutte le forze politiche ad agire in modo costruttivo nell'interesse del loro paese, delle sue istituzioni democratiche e dei suoi cittadini; ritiene che il pieno rispetto delle regole democratiche, il dialogo politico e lo svolgimento senza impedimenti dell'attività parlamentare siano la premessa per l'attuazione di tutti gli aspetti del programma di riforme del Kosovo; condanna fermamente l'ostruzionismo violento in seno all'Assemblea; chiede di evitare ulteriori proteste violente nella medesima e sottolinea che i membri eletti del Parlamento vi si dovrebbero riunire e tenere discussioni nel pieno rispetto dell'istituzione; sottolinea che il governo dovrebbe rispettare le risoluzioni e le decisioni del Parlamento e dovrebbe riferire, in base alle richieste dell'organo legislativo, prima di decidere di firmare accordi con altri Stati; si compiace, a tale proposito, dell'accurata proposta presentata il 20 novembre 2015 da due parlamentari del Kosovo, rispettivamente della coalizione di governo e dell'opposizione; chiede a tutti gli attori politici di riprendere il dialogo politico onde sbloccare lo stallo e trovare una soluzione valida che ripristini il normale funzionamento dell'Assemblea kosovara; invita tutti i leader del Kosovo a considerare la situazione della massima importanza e ad agire con responsabilità, tenendo presente che l'Assemblea è eletta dal popolo kosovaro e per il popolo kosovaro; è profondamente preoccupato per i ripetuti atti di violenza e invita le autorità di contrasto a svolgere il loro dovere nel pieno rispetto delle procedure legali; prende atto con preoccupazione degli eventi che hanno portato all'arresto di alcuni parlamentari e chiede un'indagine sugli eventuali abusi di potere verificatisi nell'ambito di tali arresti; esorta l'Assemblea del Kosovo a chiarire le norme sulla revoca dell'immunità dei suoi membri; prende atto della richiesta del Difensore civico alla procura generale dello Stato a Pristina di avviare un'inchiesta in relazione all'intervento della polizia il 28 novembre 2015;

7.  evidenzia la necessità che l'Assemblea sia più efficiente e si attenga in qualsiasi circostanza al proprio regolamento e sottolinea che il governo deve rispettare tale regolamento; pone in rilievo la necessità di rafforzare il ruolo di controllo dell'Assemblea e invita in particolare quest'ultima ad adottare al più presto una normativa che garantisca alla commissione per l'integrazione nell'UE un maggiore ruolo nel processo di integrazione del Kosovo e il pieno coinvolgimento dell'opposizione nel processo; incoraggia l'Assemblea a consultare regolarmente la Commissione di Venezia e a coinvolgerla durante l'esame della legislazione; sottolinea l'urgente necessità di nominare membri competenti agli organi di regolamentazione e di controllo per garantire il corretto funzionamento dell'amministrazione statale, secondo procedure di selezione basate sul merito, trasparenti e non politiche;

8.  constata che cinque Stati membri non hanno formalmente riconosciuto il Kosovo e ritiene che il riconoscimento da parte di altri Stati potrebbe contribuire a rafforzare la stabilità nella regione, ad agevolare ulteriormente la normalizzazione delle relazioni tra la Serbia e il Kosovo e a rafforzare la credibilità dell'UE nell'ambito della sua politica estera; rileva con soddisfazione, al riguardo, la decisione dei cinque Stati membri che non hanno riconosciuto il Kosovo di facilitare l'approvazione dell'ASA in sede di Consiglio; invita tutti gli Stati membri dell'UE ad adoperarsi al massimo per agevolare i contatti economici e interpersonali, nonché le relazioni sociali e politiche tra i loro cittadini e i cittadini kosovari, nello spirito dell'ASA, nonché l'instaurazione di relazioni contrattuali ufficiali; plaude alla presentazione, da parte del Kosovo, del primo programma di riforma economica destinato ad essere il primo passo per approfondire il dialogo economico con l'UE;

9.  si compiace del lavoro svolto dalle autorità kosovare per arrestare la tendenza alla migrazione irregolare che ha raggiunto il picco all'inizio del 2015; sottolinea che le misure a breve termine per dissuadere la popolazione dal lasciare il paese dovrebbero essere accompagnate da interventi per lo sviluppo socioeconomico e la creazione di posti di lavoro, che incoraggino i cittadini a restare in Kosovo e a costruirsi un futuro nel loro paese; è convinto che la liberalizzazione dei visti contribuirebbe altresì a frenare l'immigrazione irregolare, permettendo contatti interpersonali che offrano ai cittadini la possibilità di recarsi all'estero per turismo e visitare parenti e amici, senza dover subire le lunghe e costose procedure per l'ottenimento del visto, ponendo fine alla sensazione di isolamento; ribadisce il potenziale rischio rappresentato dal fatto di lasciare troppo a lungo il Kosovo come unico paese "chiuso" e "isolato" nella regione; esorta altresì Pristina a combattere efficacemente le reti criminali coinvolte nella tratta di esseri umani; è del parere che designare il Kosovo come paese di origine sicuro nell'elenco comune dell'UE dei paesi di origine sicuri possa contribuire a contrastare l'immigrazione irregolare;

10.  si compiace dei progressi conseguiti nell'attuazione del piano d'azione sulla liberalizzazione dei visti; invita le autorità ad applicare rapidamente e integralmente tutti i criteri richiesti; invita la Commissione a intensificare i lavori legati al processo di liberalizzazione dei visti del Kosovo; è disposto ad approvare il regime di esenzione dei visti per il Kosovo e invita il Consiglio a fare lo stesso, non appena la Commissione avrà accertato a tempo debito che sono stati soddisfatti tutti i criteri tecnici; afferma allo stesso tempo la necessità di continuare a ricercare e perseguire i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri per disincentivarne le attività illegali; esorta tutte le istituzioni dell'UE, in particolare la Commissione, ad accelerare il processo di liberalizzazione dei visti per il Kosovo, ed esorta le autorità kosovare a rispettare gli impegni assunti e ad attuare i restanti parametri, in modo tale che il Kosovo aderisca al regime di esenzione dei visti nel corso del 2016, avvicinando così i cittadini kosovari all'UE;

11.  sostiene il proseguimento delle discussioni sulla conclusione di accordo quadro che consenta al Kosovo di partecipare ai programmi dell'UE;

12.  plaude all'adozione del pacchetto legislativo sui diritti umani, che rafforza l'assetto istituzionale per il controllo sulla protezione e il rispetto dei diritti umani; sottolinea l'estrema importanza di dare attuazione a tale legislazione; saluta con favore, in particolare, l'istituzione e la nomina di un Difensore civico, soprattutto al fine di creare fiducia sociale nella società kosovara; deplora, tuttavia, che il suo lavoro sia ostacolato dalla mancanza di strutture adeguate e invita le autorità a procedere rapidamente ad assegnare nuovi locali al Difensore civico, nel rispetto dei principi di Parigi; invita le autorità a rendere pienamente operative tutte le istituzioni e gli organismi di regolamentazione indipendenti esistenti;

13.  rileva con preoccupazione che la volontà politica delle autorità di interagire seriamente con la società civile è a tutt'oggi alquanto scarsa; invita le autorità ad attuare in buona fede il quadro giuridico per la cooperazione con la società civile, in particolare dotando il consiglio consultivo paritetico di tutte le risorse necessarie; invita l'Ufficio dell'UE a incoraggiare e, se necessario, agevolare una siffatta consultazione;

14.  si compiace inoltre dell'adozione, nel maggio 2015, della legge sulla protezione dalle discriminazioni e del mandato conferito al Difensore civico per agire come organo per la parità; permane preoccupato per l'esiguo numero di casi di incitamento all'odio effettivamente trattati e indagati, in particolare di quelli nei confronti delle persone LGBT e delle minoranze; incoraggia il Gruppo consultivo e di coordinamento per i diritti della comunità LGBTI a monitorare attivamente tali casi e problemi;

15.  plaude altresì dell'adozione della legge sull'uguaglianza di genere e chiede alle autorità kosovare di affrontare in via prioritaria il mainstreaming di genere e di provvedere affinché gli organi direttivi e le autorità diano il buon esempio; esprime preoccupazione per le sfide strutturali che ostacolano l'attuazione della suddetta legge; resta preoccupato per la scarsa rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali, come pure per i mancati progressi nella lotta alla violenza domestica e di genere; esorta le autorità a favorire pubblicamente e a porre in essere meccanismi di tutela e misure intese a offrire un rifugio alle donne che rompono il silenzio e denunciano le violenze domestiche; esprime preoccupazione per il basso livello di proprietà detenuta dalle donne; invita le autorità ad adoperarsi attivamente per garantire i diritti di proprietà delle donne, anche mediante la registrazione di tutti i comproprietari di immobili da parte dei funzionari del registro catastale e per mezzo di una campagna d'informazione;

16.  esprime preoccupazione per i progressi estremamente limitati nell'ambito della libertà di espressione e dei media nel corso dell'ultimo anno; esprime altresì preoccupazione per la violenza e le minacce subite dai giornalisti nell'esercizio della loro professione e sottolinea la necessità di rafforzare la protezione dei giornalisti reagendo sistematicamente agli attacchi contro di loro, denunciandoli pubblicamente e garantendo indagini celeri e processi rapidi riguardo a tali attacchi; sottolinea la necessità di compiere ulteriori progressi anche in materia di indipendenza dei media; invita le autorità a colmare celermente le sistematiche lacune nella legislazione onde garantire la libertà dei media, con particolare riferimento alla trasparenza della proprietà di questi ultimi e alla sostenibilità dell'ente pubblico di radiodiffusione, in seguito a un rigoroso ed esauriente processo di consultazione pubblica; esorta le autorità ad applicare in modo efficace la normativa in materia di calunnie, incitamento all'odio e diffamazione;

17.  ricorda la necessità che il Kosovo e la Serbia trovino soluzioni sostenibili per i rifugiati, in linea con quanto appurato dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) in tal senso e con la relazione 2014 del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani degli sfollati;

18.  osserva che sono necessari ulteriori sforzi per tutelare i diritti di tutte le minoranze etniche in Kosovo, comprese le comunità rom, ashkali ed egiziana, nonché la comunità gorani, attraverso la piena attuazione della legislazione in materia, tenendo presenti le migliori pratiche della regione e degli Stati membri dell'UE; invita le autorità nazionali e locali a intensificare gli sforzi volti all'attuazione delle leggi adottate, affinché possano contribuire a portare avanti lo sviluppo di una società multietnica, in particolare per quanto concerne l'istruzione e l'occupazione dei membri delle minoranze, al fine di evitare discriminazioni dirette o indirette; accoglie con favore la "Dichiarazione di Pristina" che invita i governi, le organizzazioni internazionali, intergovernative e della società civile ad applicare appieno i principi di non discriminazione e di uguaglianza quando operano e intervengono per la promozione e il rispetto dei diritti dei rom e lottano contro l'antinomadismo nei Balcani occidentali;

19.  ribadisce la sua preoccupazione per la mancanza di significativi progressi nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata ad alto livello, come pure nella creazione di un riscontro storico delle azioni penali e delle condanne; sottolinea che la criminalità organizzata continua a destare grave preoccupazione; rileva che il governo del Kosovo deve dare un chiaro ed esplicito segnale che il paese sta conducendo una lotta sistematica contro la corruzione a tutti i livelli; invita le autorità ad adottare tempestivamente un approccio globale e strategico alla lotta contro la corruzione endemica, che continua a rappresentare per il Kosovo un importante ostacolo allo sviluppo del paese sul piano democratico, sociale ed economico; invita l'Agenzia anti-corruzione del Kosovo ad avviare un maggior numero di indagini ed esorta la procura a dar seguito ai casi che le vengono trasmessi da tale Agenzia; sottolinea che la trasparenza dei procedimenti è un elemento essenziale nella lotta contro la corruzione e per assicurare che i diritti fondamentali siano tutelati; evidenzia inoltre il ruolo e la responsabilità dell'élite politica nella lotta contro la corruzione;

20.  si compiace dei maggiori sforzi e del forte impegno nella lotta contro il terrorismo e incoraggia l'attuazione della strategia volta a combattere il terrorismo; esorta le autorità ad affrontare le cause della radicalizzazione, in particolare l'elevata disoccupazione giovanile e l'estremismo violento; accoglie positivamente la partecipazione del Kosovo alla coalizione per la lotta al terrorismo e le misure che le autorità stanno adottando per evitare la radicalizzazione dei giovani; invita le autorità a seguire da vicino e a prevenire la mobilitazione di potenziali foreign fighters e terroristi islamici; si compiace altresì del fatto che la Costituzione del Kosovo sancisca che il Kosovo è uno Stato laico e neutro in materia di fedi religiose;

21.  rileva che, secondo il ministro degli Interni del Kosovo, circa 300 cittadini kosovari hanno aderito alle fila dei jihadisti in Siria e in Iraq e che molti di essi sono già tornati in Kosovo; si compiace delle misure adottate dal governo per irrogare pene detentive ai cittadini che siano stati impegnati in attività terroristiche;

22.  prende atto di alcuni progressi realizzati per quanto riguarda il settore giudiziario, con l'adozione di alcune normative in materia; sottolinea la necessità di procedere tempestivamente a una loro concreta ed efficace attuazione; rimane fortemente preoccupato per la lentezza dell'amministrazione della giustizia, il numero elevato di cause arretrate, la mancanza di risorse del sistema giudiziario, la scarsa responsabilizzazione e responsabilità dei funzionari giudiziari e la possibilità che le strutture giudiziarie siano soggette a influenza politica, tutti problemi non ancora adeguatamente affrontati nella legislazione, e sottolinea l’importanza di disporre di un sistema giudiziario pienamente operativo, dotato di regole definite per quanto riguarda i tempi di espletamento delle cause; accoglie con favore i passi compiuti nell'integrazione della magistratura nel nord, con la copertura di alcuni incarichi da parte di giudici e pubblici ministeri serbi del Kosovo; invita le autorità politiche a manifestare apertamente il loro pieno sostegno all'indipendenza di giudici e pubblici ministeri, che continuano ad essere presi di mira nel tentativo di influenzare le indagini e i procedimenti giudiziari in corso; invita le autorità a modificare la Costituzione onde garantire che la maggioranza dei membri del Consiglio giudiziario del Kosovo sia eletta da loro pari, in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia;

23.  invita il Kosovo a seguire le linee della politica estera e di sicurezza comune dell'UE;

24.  prende buona nota dell'adozione di emendamenti costituzionali volti a istituire sezioni specializzate e una procura specializzata; accoglie con favore la conclusione dei negoziati tra il Kosovo e i Paesi Bassi relativi all'accordo con lo Stato ospitante e auspica che le sezioni specializzate possano essere al più presto pienamente operative e che la procura specializzata disponga di personale sufficiente per svolgere i propri compiti; invita le sezioni specializzate e la procura specializzata ad ispirarsi all'esperienza e alle migliori pratiche del Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY), in conformità delle disposizioni costituzionali pertinenti sulla sua istituzione; invita le autorità kosovare a cooperare pienamente con la nuova corte; chiede all'Unione europea e agli Stati membri di fornire fondi sufficienti per il funzionamento delle sezioni;

25.  ritiene che il riesame e l'eventuale eliminazione progressiva di EULEX debba andare di pari passo con il rafforzamento e l'ampliamento del mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE), in modo da assicurare che quest'ultimo disponga della necessaria capacità per le attività di monitoraggio, tutoraggio e consulenza, il rafforzamento del processo di integrazione europea del Kosovo, la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione e il perseguimento dei crimini di guerra; chiede, nel frattempo, di incrementare l'efficacia della missione EULEX e garantirne la totale trasparenza e responsabilità per la durata del suo mandato; prende atto delle conclusioni del Consiglio del dicembre 2015 concernenti il mandato di EULEX e invita il Kosovo a contribuire all'espletamento pieno e senza intralci del nuovo mandato da parte di EULEX; sottolinea che la revisione del mandato deve applicare le conclusioni e attuare le raccomandazioni formulate nella relazione del Prof. Jean-Paul Jacqué a seguito delle accuse di corruzione all'interno di EULEX; esorta EULEX a conseguire un accordo con l'UNMIK sulla cessione dei fascicoli pendenti alle autorità competenti del Kosovo; invita gli Stati membri a distaccare esperti adeguatamente formati e qualificati per il necessario periodo di tempo e a garantirne il reinserimento nei servizi nazionali una volta conclusa la propria missione;

26.  deplora il rifiuto della domanda di adesione del Kosovo all'Unesco, dovuto anche all'ostruzionismo attivo della Serbia – che è in contraddizione con l'impegno a sviluppare relazioni di buon vicinato – ma anche alla mancanza di unanimità fra gli Stati membri; saluta con favore l'adozione della legge di tutela del patrimonio storico di Prizren e ne chiede la piena attuazione, rammentando tuttavia le minacce cui è esposto il patrimonio della città, a causa del dilagante abusivismo edilizio; si compiace del fatto che vari siti del patrimonio religioso e culturale serbo, malauguratamente distrutti nel 2004, siano stati ristrutturati, come ad esempio la cattedrale ortodossa, e chiede che si prosegua il restauro del patrimonio religioso e culturale serbo; esorta al riguardo le parti interessate, fra cui le autorità del Kosovo, il governo serbo, la comunità serba in Kosovo e la Chiesa ortodossa serba, a trovare un sistema di promozione, tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e religioso del Kosovo, che dovrebbe essere considerato patrimonio comune europeo; si compiace del fatto che la costituzione del Kosovo sancisca l'impegno del Kosovo a salvaguardare e tutelare il proprio patrimonio culturale e religioso e chiede ulteriori sforzi per tutelare i diritti di tutte le minoranze religiose, compresa la comunità cristiana del Kosovo; sottolinea che l'adesione ad organizzazioni e meccanismi internazionali e regionali dovrebbe costituire una priorità per il Kosovo; ricorda, in tale contesto, l'importanza di rispettare l'accordo raggiunto in materia di cooperazione regionale; ritiene che l'istituzione dell'Ufficio di cooperazione giovanile regionale dei Balcani occidentali (nel quadro del processo di Berlino), attivamente promossa da più parti, porterà a risultati positivi, in particolare per quanto riguarda le relazioni tra i giovani della Serbia e del Kosovo;

27.  è favorevole, nel contesto del processo di Berlino, alla creazione del Forum della società civile dei Balcani occidentali, che offre ai rappresentanti della società civile della regione la possibilità di scambiare idee, esprimere le loro preoccupazioni e formulare raccomandazioni concrete per i decisori, e chiede di proseguire tale processo nel corso del prossimo vertice di Parigi del 2016, come pure di organizzare workshop preparatori per le organizzazioni della società civile della regione;

28.  si compiace dell'invito rivolto all'Assemblea del Kosovo a partecipare a titolo permanente, a tutti i livelli e in condizioni di parità, alle attività e alle riunioni dell'Assemblea parlamentare del Processo di cooperazione nell'Europa sudorientale (SEECP-PA), secondo quanto deciso a maggio 2015, e ritiene che si tratti di un importante contributo al dialogo parlamentare regionale; deplora che l'Assemblea del Kosovo non sia stata accolta come membro a pieno titolo in altre iniziative di cooperazione parlamentare regionale, come la Conferenza delle commissioni sull'integrazione europea degli Stati che partecipano al processo di stabilizzazione e di associazione (COSAP), e la rete delle commissioni parlamentari per l'integrazione economica, finanziaria ed europea dei Balcani occidentali (NPC); invita tutti i parlamenti della regione ad adottare un approccio più inclusivo nei confronti delle richieste di adesione alle iniziative regionali da parte dell'Assemblea del Kosovo, contribuendo in tal modo al rafforzamento della cooperazione regionale;

29.  ribadisce la richiesta che il Kosovo completi il quadro legislativo per il servizio civile e attui pienamente il quadro strategico per la pubblica amministrazione nonché il piano d'azione; invita le autorità a porre fine alla politicizzazione della pubblica amministrazione, a promuovere una professionalità meritocratica in tutte le istituzioni pubbliche e a garantire una sana gestione finanziaria delle istituzioni pubbliche e nonché la trasparenza del controllo dell'esecuzione del bilancio da parte dell'Assemblea;

30.  sottolinea l'importanza di incrementare il finanziamento dei progetti delle ONG del Kosovo che mirano a promuovere i principi del buon governo, aumentare la trasparenza e la responsabilità, rafforzare i meccanismi istituzionali nell'ambito del sistema di giustizia, consolidare ulteriormente la democrazia istituzionale e sociale, incrementare gli sforzi per la tutela e la promozione dei diritti dei gruppi emarginati e delle minoranze etniche;

31.  ribadisce la propria preoccupazione per l'elevato tasso di disoccupazione, soprattutto tra le donne e i giovani, e denuncia la generale discriminazione subita dalle donne nella società e nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di offrire ai giovani del Kosovo una prospettiva per il futuro; esorta il Kosovo a concentrarsi sull'eliminazione del divario di competenze nel mercato del lavoro e a rimuovere tutti gli ostacoli amministrativi che potrebbero dar luogo a pratiche discriminatorie e a migliorare il contesto imprenditoriale globale del paese, in particolare per le piccole e medie imprese; invita la Commissione a fornire ulteriore assistenza ai giovani imprenditori nel quadro del finanziamento a titolo dello strumento di assistenza preadesione (IPA), con un accento particolare sui corsi di formazione, i seminari nonché sullo scambio di competenze, comprese misure volte a facilitare i rapporti con gli imprenditori di Stati membri dell'UE, sforzandosi nel contempo di evitare la fuga di cervelli, soprattutto a seguito dell'entrata in vigore dell'accordo di stabilizzazione e associazione (ASA);

32.  ricorda che le riforme strutturali continuano ad essere essenziali per incrementare il potenziale di crescita, favorire la produttività e migliorare la flessibilità nonché la competitività dell'economia kosovara; condivide la conclusione della Commissione secondo cui il Kosovo dovrebbe rafforzare il suo quadro di bilancio a medio termine, aumentare la trasparenza delle finanze pubbliche, riorientare le spese di bilancio verso misure di crescita e indirizzare gli investimenti esteri diretti e le rimesse verso settori produttivi; invita il Kosovo ad accelerare la ristrutturazione delle imprese pubbliche, migliorare le procedure di fallimento e di insolvenza, nonché ridurre la sua dipendenza dai dazi doganali, ampliando la base imponibile nazionale e ammodernando il proprio sistema di riscossione delle entrate;

33.  sottolinea che il miglioramento delle riforme del mercato del lavoro, integrato da riforme del sistema educativo, riveste fondamentale importanza in considerazione dell'elevato tasso di disoccupazione e dei bassi tassi di partecipazione al mercato del lavoro; rileva che sono necessari ulteriori sforzi per una migliore corrispondenza tra il sistema educativo e il fabbisogno del mercato del lavoro, in particolare modificando il quadro dei programmi di studio dell'istruzione pre-universitaria; evidenzia inoltre l'importanza di ampliare il sistema di formazione professionale, integrandolo con politiche attive del mercato del lavoro;

34.  rileva che il Kosovo si trova nella fase iniziale dello sviluppo di un'economia di mercato funzionante; accoglie con favore il fatto che sia stato compiuto qualche progresso nel settore dell'industria e delle PMI; chiede che si continui a ridurre gli oneri a carico delle PMI e sottolinea la necessità di attuare una valutazione dell'impatto della regolamentazione sulle PMI, nonché di sostenere le imprese in fase di avviamento e le imprese innovative che rappresentano un elevato valore aggiunto, al fine di incoraggiare l'attività imprenditoriale che comporterà benefici sia sociali che economici; invita la Commissione a fornire ulteriore assistenza ai giovani imprenditori attraverso i finanziamenti dello strumento di assistenza preadesione (IPA), comprese misure volte a facilitare i rapporti con imprenditori di Stati membri dell'UE e il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali del Kosovo nella Confederazione europea dei giovani imprenditori, in particolare a seguito dell'entrata in vigore dell'ASA; esorta le istituzioni del Kosovo ad agevolare il finanziamento degli investimenti delle imprese sociali e sostenibili per affrontare le sfide poste dai problemi sociali e dalla crescita sostenibile;

35.  ribadisce l'importanza di garantire che al Kosovo sia assegnato quanto prima un prefisso telefonico internazionale specifico, il che contribuirà a conferire al paese una maggiore visibilità internazionale; invita l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) a fare progressi verso tale accordo;

36.  sottolinea l'importanza di rispettare le sensibilità di tutte le comunità al momento di formulare gli inviti, come avvenuto nel caso del Generale Dikovic, e invita la KFOR ad agire in collaborazione con le autorità del Kosovo al fine di evitare gesti che possano offendere la memoria delle vittime e nuocere al dialogo tra Pristina e Belgrado; ricorda che gli uffici di collegamento sia in Kosovo che in Serbia devono essere adeguatamente informati 48 ore prima di tali visite;

37.  prende atto del miglioramento delle infrastrutture di trasporto stradale e della mobilità per quanto riguarda in particolare le autostrade nonché della recente adozione del pacchetto IPA II del 2015 che comprende un importante progetto per l'infrastruttura ferroviaria del Kosovo; si rammarica, tuttavia, degli elevati costi di costruzione; si augura che la recente concessione di un prestito per l'ammodernamento del tratto kosovaro della linea n. 10 della rete ferroviaria europea, siglato tra il Kosovo e la Banca europea per gli investimenti, possa imprimere slancio ad un piano globale per migliorare i trasporti pubblici e potenziare le infrastrutture ferroviarie; plaude in proposito all'accordo raggiunto il 27 gennaio 2016 tra i primi ministri Isa Mustafa e Aleksandar Vučić sull'avvio di colloqui in vista di collegamenti aerei e ferroviari diretti tra il Kosovo e la Serbia; invita le autorità del Kosovo – tenendo presente che la Commissione ha fatto dell'agenda sulla connettività una delle sue massime priorità e fattore chiave per lo sviluppo economico della regione – ad assicurare la piena e rapida attuazione delle norme tecniche e delle misure non vincolanti nel settore dei trasporti, stabilite in occasione del vertice dei Balcani occidentali svoltosi a Vienna nel 2015;

38.  esprime preoccupazione per l'attuale precarietà della situazione energetica del Kosovo, che incide negativamente sulla vita quotidiana; sottolinea che l'attuale livello di dispersione dell'elettricità e dei conseguenti danni commerciali è molto elevato a causa dell'usura delle reti e chiede grandi riforme per aumentare l'efficienza energetica e la sicurezza dell'approvvigionamento tramite investimenti finalizzati al rinnovamento della rete elettrica esistente, dal momento che una rete elettrica funzionante costituisce un presupposto indispensabile per le imprese nazionali e straniere che intendono stabilirsi in Kosovo; esorta l'Ufficio di regolamentazione dell'energia ad essere più flessibile nella concessione delle licenze e delle autorizzazioni a chi investe in nuove attività nel settore delle energie rinnovabili; prende atto dell'accordo raggiunto sulla costruzione della centrale elettrica "Nuovo Kosovo" con la società statunitense Contour Global, che avrà una capacità produttiva di 500 MW, e chiede un processo trasparente accompagnato da una valutazione dell'impatto sociale e ambientale del progetto, in piena conformità con le norme UE;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna nonché al governo e all'Assemblea nazionale del Kosovo.

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