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Procedura : 2015/2894(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0309/2016

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B8-0309/2016

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PV 09/03/2016 - 19
CRE 09/03/2016 - 19

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PV 10/03/2016 - 7.10
CRE 10/03/2016 - 7.10
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P8_TA(2016)0092

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Giovedì 10 marzo 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazione 2015 sul Montenegro
P8_TA(2016)0092B8-0309/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2016 sulla relazione 2015 sul Montenegro (2015/2894(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 19-20 giugno 2003 e l'allegata "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: Procedere verso l'integrazione europea",

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra, del 29 marzo 2010(1),

–  visto l'esito della settima riunione della conferenza di adesione UE-Montenegro a livello ministeriale del 21 dicembre 2015,

–  viste la dichiarazione e le raccomandazioni approvate in occasione dell'11a riunione della commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione (SAPC) UE-Montenegro, tenutasi a Strasburgo il 16-17 dicembre 2015,

–  viste la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 22 maggio 2012 sui progressi compiuti dal Montenegro nell'attuazione delle riforme (COM(2012)0222) e le conclusioni del Consiglio del 26 giugno 2012 recanti la decisione di avviare i negoziati di adesione con il Montenegro il 29 giugno 2012,

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 novembre 2015 intitolata "La strategia di allargamento dell'UE" (COM(2015)0611), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Montenegro 2015 Report" (SWD(2015)0210),

–  vista la dichiarazione finale del presidente del vertice dei Balcani occidentali tenutosi a Vienna il 27 agosto 2015,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 15 dicembre 2015 sull'allargamento e sul processo di stabilizzazione e di associazione,

–  vista la decisione adottata in occasione della riunione dei ministri degli Esteri della NATO del 2 dicembre 2015,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Montenegro,

–  visto il lavoro svolto da Charles Tannock come relatore permanente sul Montenegro della commissione per gli affari esteri,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che sono stati compiuti ulteriori progressi nei negoziati di adesione con il Montenegro, e che in occasione della Conferenza intergovernativa di Bruxelles del 21 dicembre 2015 sono stati aperti altri due capitoli negoziali relativi a trasporti ed energia; che, tra i paesi dell'allargamento, il Montenegro è quello che è avanzato maggiormente nel processo negoziale;

B.  considerando che il dialogo sostenibile e la cooperazione costruttiva tra la coalizione di governo e l'opposizione sono essenziali al fine di continuare a progredire nel processo di adesione;

C.  considerando che elezioni parlamentari libere, eque e trasparenti sono fondamentali per il futuro democratico del Montenegro;

D.  considerando che il Montenegro dovrebbe conseguire ulteriori solidi risultati per quanto riguarda lo Stato di diritto, il che è un presupposto fondamentale per l'adesione all'UE;

E.  considerando che una forte società civile migliora la responsabilità politica, rafforza la solidarietà all'interno del paese e promuove una migliore comprensione e titolarità delle riforme connesse all'UE;

F.  considerando che la corruzione si conferma un grave problema e che la criminalità organizzata e le minacce alla libertà di espressione continuano a costituire motivo di preoccupazione;

G.  considerando che dovrebbero essere compiuti ulteriori passi avanti nella lotta contro la disoccupazione, la discriminazione sociale e la povertà, come pure per il rafforzamento dei diritti dei lavoratori e sindacali, in conformità con le norme dell'UE;

1.  si compiace dei costanti progressi compiuti nei negoziati di adesione con il Montenegro, facendo notare che finora sono stati aperti 22 capitoli negoziali, tra cui i capitoli 23 e 24, due dei quali sono stati chiusi in via provvisoria; sollecita progressi concreti nel soddisfare i parametri per la chiusura dei capitoli già in fase di negoziazione e l'apertura di nuovi capitoli; sottolinea che i progressi nei negoziati devono essere accompagnati dalla rigorosa attuazione dei piani d'azione e delle strategie pertinenti; ribadisce che l'avanzamento complessivo dei negoziati dipende dai progressi conseguiti nell'attuazione dello Stato di diritto e dai risultati tangibili ottenuti in tale ambito;

2.  sollecita un maggiore controllo parlamentare sul processo di adesione; plaude all'adozione del piano d'azione 2015 per il rafforzamento del controllo parlamentare, ma sottolinea la necessità di rafforzare le capacità del parlamento montenegrino e di migliorare il suo accesso alle informazioni relative all'adesione; plaude al codice etico di recente adozione e invita ad adottare ulteriori misure per rafforzare la fiducia dei cittadini nel parlamento montenegrino;

3.  esprime profonda preoccupazione per la polarizzazione del clima interno e per il boicottaggio delle attività parlamentari ad opera di una parte dell'opposizione; esorta tutte le forze politiche, di governo e d'opposizione, a impegnarsi nuovamente in un dialogo duraturo e in una cooperazione costruttiva in seno al parlamento montenegrino; prende atto del respingimento della mozione di sfiducia da parte del parlamento montenegrino in data 27 gennaio 2016 e del successivo dialogo parlamentare sulla creazione delle condizioni per condurre elezioni libere ed eque; ricorda che il dialogo e il compromesso sono pietre angolari di qualsiasi processo decisionale democratico; accoglie positivamente, a tal proposito, il piano presentato per il superamento della crisi politica; sollecita tutti i partiti di opposizione a considerare l'invito a unirsi al governo fino alle elezioni dell'ottobre 2016, onde assicurare senza ulteriore indugio le condizioni per condurre elezioni libere ed eque, anche completando la modifica delle leggi elettorali e garantendo che non si utilizzino risorse pubbliche a beneficio dei partiti; ritiene fondamentale, per una democrazia ben funzionante, che qualsiasi forma di protesta sia condotta pacificamente e in linea con le leggi pertinenti; si aspetta che le autorità competenti indaghino a fondo e tempestivamente su tutti gli episodi di violenza che si sono verificati durante le proteste, compresa qualsiasi accusa sull'uso eccessivo della forza da parte di alcuni membri delle forze di polizia; prende atto delle modifiche apportate nel dicembre 2015 alla legge sulle riunioni pubbliche;

4.  invita il governo ad attuare pienamente la nuova legge elettorale prima di nuove elezioni e a rafforzare ulteriormente la commissione elettorale nazionale, che deve adempiere efficacemente al suo mandato; insiste nuovamente sulla necessità di dare il dovuto seguito politico allo "scandalo delle registrazioni audio", pur riconoscendo i progressi compiuti in merito al seguito giudiziario;

5.  rileva dei progressi nella riforma della pubblica amministrazione 2011-2016 del governo e invita ad adottare tempestivamente una strategia per il periodo 2016-2020; incoraggia l'ulteriore depoliticizzazione della pubblica amministrazione; ritiene essenziale aderire ai principi di merito, depoliticizzazione, responsabilità e trasparenza nella pubblica amministrazione, nonché garantire il diritto dei cittadini a una buona amministrazione esente da corruzione; accoglie con favore le modifiche alla legge sul difensore civico; è preoccupato che la capacità dell'ufficio del difensore civico di gestire efficacemente i reclami resti limitata; sottolinea la necessità di creare un maggior numero di agenzie statali specializzate indipendenti;

6.  accoglie con favore i buoni progressi conseguiti nel rafforzamento del quadro legislativo al fine di migliorare l'indipendenza, la responsabilità e la professionalità della magistratura, e attende con interesse la piena attuazione delle le norme pertinenti nella pratica; rileva con soddisfazione che l'arretrato di alcuni tipi di cause è ulteriormente diminuito; invita ad assicurare l'indipendenza della magistratura e accoglie con favore la sua maggiore efficienza; continua a essere preoccupato per le indebite ingerenze nell'indipendenza della magistratura, specialmente per quanto riguarda la nomina dei giudici; sottolinea la necessità di potenziare le capacità del Consiglio giudiziario e del Consiglio delle procure, di migliorare ulteriormente l'efficienza della Corte costituzionale, di rafforzare l'applicazione delle decisioni civili e amministrative e di attuare pienamente i nuovi sistemi di assunzione e di valutazione e promozione professionale;

7.  chiede il potenziamento delle capacità legislative e amministrative nel settore dell'asilo e della migrazione e sollecita la Commissione a fornire assistenza a tal fine; elogia il governo del Montenegro per le misure adottate al fine di aiutare gli apolidi che si trovano nel suo territorio a risolvere la questione del loro status; incoraggia il Montenegro a proseguire gli sforzi in questo settore, in particolare per quanto riguarda i bambini, anche facilitando ulteriormente la registrazione delle nascite e la successiva iscrizione o re-iscrizione nei registri dello stato civile;

8.  invita il governo e la procura a moltiplicare gli sforzi per combattere l'impunità nei casi di crimini di guerra e a dimostrare un approccio più proattivo nel dare seguito alle accuse pendenti di crimini di guerra, con particolare riferimento agli ufficiali responsabili che si trovano ai vertici della catena di comando, al fine di garantire, in linea con le norme internazionali, che le sentenze siano applicate, con una garanzia di indennizzo equo e giusto, e che le vittime abbiano accesso alla giustizia e ottengano il risarcimento per i danni subiti; chiede la piena protezione dei testimoni; ribadisce la necessità di risolvere le eventuali questioni che non sono conformi con la posizione comune dell'UE sull'integrità dello Statuto di Roma né con i pertinenti principi guida dell'UE sugli accordi bilaterali di immunità;

9.  accoglie con favore la recente valutazione inter pares dell'UE sui diritti dei minori e chiede la piena attuazione e il monitoraggio delle politiche e delle leggi riguardanti i minori a tutti i livelli; sottolinea la necessità di dotare di adeguate risorse le politiche e i servizi collegati ai minori a livello nazionale e locale e di rafforzare le capacità di produrre e utilizzare dati qualitativi, disaggregati e incentrati sui minori ai fini di una formulazione di politiche e una programmazione basate su elementi concreti;

10.  elogia l'impegno del governo di estendere l'istruzione di qualità per la prima infanzia e accoglie con favore l'aumento delle iscrizioni dei bambini di età prescolare a seguito di una campagna mirata; plaude agli sforzi volti a migliorare la qualità dell'istruzione in generale e dell'istruzione precoce in particolare, mediante l'introduzione di norme, il rafforzamento delle capacità degli addetti al settore e l'istituzione di meccanismi di controllo e di garanzia della qualità; accoglie con favore i lavori pionieristici per sviluppare le competenze socio-emotive e altre competenze trasversali tra gli alunni delle scuole primarie;

11.  riconosce l'impegno del governo e i risultati da esso conseguiti nel riformare il sistema di assistenza sociale e di assistenza all'infanzia e sottolinea la necessità che tali riforme siano attuate in modo efficace dai centri di assistenza sociale attraverso una gestione delle situazioni individuali e il coordinamento dei servizi; sottolinea che la recente modifica legislativa intesa a consentire agli adulti di avvalersi dei servizi degli asili nido insieme a minori con disabilità non è in linea con le norme internazionali; accoglie con favore l'impegno assunto dal governo di provvedere a che entro il 2017 negli istituti pubblici residenziali non siano più ospitati bambini di età inferiore a tre anni; si congratula per le modifiche proposte al diritto di famiglia volte a vietare le punizioni corporali in ambito familiare; chiede ulteriori sforzi finalizzati all'inclusione del principio dell'interesse superiore del bambino in tutti i procedimenti civili e amministrativi, promuovendo al contempo un più ampio accesso alla giustizia;

12.  osserva che, nonostante i cambiamenti positivi dal punto di vista legislativo, la corruzione continua a essere motivo di preoccupazione, in particolare nei settori degli appalti pubblici, dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione, della pianificazione territoriale e dell'edilizia; ribadisce l'esigenza di eliminare la corruzione a tutti i livelli, dato che essa compromette i principi democratici e ha effetti avversi sullo sviluppo sociale ed economico; invita il governo a includere la lotta alla corruzione tra le sue priorità destinandovi risorse umane e di bilancio sufficienti; accoglie con favore l'istituzione della procura specializzata, tra i cui compiti figurano la lotta ai reati legati alla corruzione e chiede che essa diventi quanto prima operativa; plaude all'istituzione dell'agenzia anticorruzione, che è stata inaugurata il 1° gennaio 2016; chiede che ne sia assicurata l'indipendenza e la capacità di effettuare indagini amministrative; sottolinea l'importanza di proteggere gli informatori; invita le autorità a facilitare e ampliare l'accesso alle informazioni in merito alla titolarità delle imprese e dei beni immobili nonché a informazioni dettagliate relative alla spesa pubblica, segnatamente per quanto riguarda gli appalti pubblici e i processi di privatizzazione;

13.  invita il governo a rafforzare ulteriormente il quadro legislativo e istituzionale nella lotta alla corruzione e a garantire l'effettiva protezione degli informatori; sollecita una partecipazione più attiva e una cooperazione più efficace del governo, di tutti i settori della vita pubblica e della società civile nella prevenzione della corruzione; ribadisce la necessità di consolidare i risultati nella lotta alla corruzione per quanto riguarda le indagini, i procedimenti giudiziari e le condanne a tutti i livelli, di rafforzare la capacità istituzionale e operativa di pubblici ministeri, giudici e polizia, nonché di ricorrere sistematicamente a indagini finanziarie e alla facoltà di sequestrare e confiscare beni; chiede che l'arricchimento illecito sia configurato come reato;

14.  prende atto delle accuse penali mosse dalla procura dello Stato montenegrino in alcuni comuni del paese a carico di numerosi funzionari in relazione a casi di corruzione ad alto livello; ritiene che ciò costituisca un segnale positivo per il conseguimento di risultati nello sradicare la corruzione ad alto livello e incoraggia il Montenegro a proseguire tale prassi; ribadisce l'esigenza di sviluppare una casistica delle indagini e di consegnare alla giustizia i casi di corruzione di alto livello; elogia i risultati positivi conseguiti dall'Alta corte di Podgorica nell'emettere condanne per reati di corruzione;

15.  esprime preoccupazione per il fatto che il numero riferito di condanne definitive nei casi di criminalità organizzata e il numero di sequestri e confische di proventi di reato siano rimasti molto bassi; incoraggia il rafforzamento e il miglioramento della cooperazione tra le autorità giudiziarie e le autorità di contrasto; plaude alla buona cooperazione tra il Montenegro e i paesi limitrofi in un'ampia gamma di settori; accoglie con favore l'accordo di cooperazione tra Eurojust e il Montenegro; chiede, pur segnalando che il quadro giuridico sul riciclaggio di denaro è in gran parte in essere, che il quadro di vigilanza pertinente sia sensibilmente migliorato e che sia incrementato il numero di indagini, procedimenti giudiziari e condanne nei casi di riciclaggio;

16.  sollecita ulteriori misure contro la tratta di esseri umani a integrazione degli altri aspetti pertinenti giuridici e istituzionali, compresa la creazione di un gruppo di coordinamento multidisciplinare; invita le autorità competenti a incrementare il numero di indagini finanziarie nonché di sequestri e confische di beni, così come a identificare e proteggere le vittime ed esercitare l'azione penale in modo più efficace;

17.  rileva che la polizia montenegrina ha intensificato i controlli in tutto il paese per prevenire eventuali attacchi terroristici e il reclutamento di cittadini montenegrini da parte delle organizzazioni jihadiste; accoglie con favore l'adozione della strategia contro il terrorismo per il periodo 2016-2018 e la costituzione di un gruppo interministeriale incaricato di monitorare la situazione e valutare le minacce terroristiche; invita le autorità competenti ad applicare correttamente le disposizioni di legge in materia, al fine di prevenire e monitorare ogni potenziale minaccia alla sicurezza dei cittadini montenegrini; incoraggia le autorità competenti a rafforzare la cooperazione regionale e internazionale anche attraverso lo scambio di informazioni e di migliori prassi nell'ottica di prevenire la radicalizzazione e rispondere ad attività terroristiche; ritiene che tutte le misure adottate in tal senso dovrebbero assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, conformemente alle norme e agli strumenti internazionali; ritiene che la stabilità politica nella regione, la promozione della tolleranza interetnica e interreligiosa nonché l'ulteriore avvicinamento all'UE siano essenziali al fine di rafforzare la coesione e la sicurezza nei Balcani occidentali;

18.  plaude ai recenti sforzi profusi dal governo del Montenegro al fine di intensificare la lotta al traffico illegale di armi ed esplosivi; chiede uno stretto coordinamento e la condivisione delle migliori prassi tra le iniziative adottate in Montenegro e nell'intera regione e quelle della Commissione in tale ambito;

19.  plaude agli sforzi compiuti per migliorare i meccanismi di consultazione con le organizzazioni della società civile (OSC) e per aumentare la trasparenza nell'attività politica e legislativa, coinvolgendo dette organizzazioni nel processo delle riforme dello Stato di diritto e nel monitoraggio del processo elettorale nonché nell'attuazione delle riforme; apprezza la motivazione e gli sforzi compiuti dalle OSC, che hanno fatto sentire la loro voce e si sono dimostrate efficaci in molti settori; sottolinea la necessità di migliorare ulteriormente l'accesso delle OSC alle informazioni relative all'adesione nonché di migliorare ulteriormente la cooperazione tra le autonomie locali e le OSC; invita le autorità competenti a sviluppare ulteriormente un sistema sostenibile per il finanziamento pubblico delle OSC e a creare condizioni favorevoli al volontariato e all'imprenditoria sociale;

20.  ribadisce l'importanza della libertà e del pluralismo dei media, nonché della libertà di espressione nel senso più ampio, in quanto valore centrale dell'UE e pilastro di ogni democrazia; continua a nutrire preoccupazioni circa la libertà dei media in Montenegro, che figura solamente al 114° posto per quanto riguarda la libertà dei media nella classifica annuale redatta da Reporter senza frontiere; incoraggia i progressi in materia di libertà di espressione e l'allineamento delle decisioni alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di libertà di espressione; chiede l'adozione di misure volte a garantire l'indipendenza dell'emittente pubblica RTCG; sollecita un accesso giusto ed equo ai mezzi di comunicazione per tutti i partiti partecipanti alle elezioni; sottolinea l'importanza dell'autoregolamentazione degli organi di informazione; plaude agli sforzi compiuti nella società dell'informazione e in campo tecnologico;

21.  osserva con soddisfazione che, nel periodo cui fa riferimento la relazione, non è avvenuto alcun nuovo attacco nei confronti di giornalisti; esprime tuttavia preoccupazione per le carenze riscontrate nelle indagini su precedenti casi di aggressioni e intimidazioni ai danni di giornalisti; sollecita le autorità competenti a risolvere i casi in sospeso di violenze e minacce nei confronti di giornalisti, compresa l'uccisione di Duško Jovanović avvenuta nel 2004, identificando e assicurando alla giustizia non solo gli esecutori ma anche i mandanti degli attacchi e attuando le raccomandazioni formulate dalla commissione ad hoc per i media istituita per monitorare le indagini sui casi di violenze nei confronti dei giornalisti; esprime perplessità sull'attuale composizione della commissione, in cui i membri dei servizi di sicurezza sono più del 50%, con la possibilità quindi di bloccare i progressi e l'approvazione delle relazioni ove agiscano d'intesa; chiede al governo di prorogare il mandato della commissione e di fornirle informazioni decisamente maggiori e più ampie competenze; teme che i casi di intimidazione di giornalisti e di organi di stampa possano incoraggiare notevolmente l'autocensura e limitare la sfera del giornalismo investigativo; condanna le campagne diffamatorie mirate in corso, per lo più ad opera di un giornale scandalistico, ai danni di noti attivisti della società civile e di alcuni politici su base personale; evidenzia che tutti gli organi di stampa devono rispettare pienamente le norme vigenti in materia di divulgazione professionale delle informazioni; sottolinea con preoccupazione che la comunità dei media è estremamente politicizzata a divisa, che gli standard professionali ed etici sono bassi e che i giornalisti sono mal pagati e svolgono lavori precari; considera essenziale che i giornalisti siano totalmente indipendenti da ingerenze di qualsiasi tipo, incluse quelle dei proprietari dei media; accoglie con favore l'accordo tra i professionisti del settore volto a migliorare il codice etico esistente al fine di rafforzare il giornalismo di qualità; chiede che sia proseguito il dialogo facilitato dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa al fine di migliorare gli standard professionali ed etici nei media;

22.  plaude ai miglioramenti del quadro giuridico per quanto riguarda i diritti delle persone con disabilità; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che la maggior parte degli edifici pubblici non sia ancora accessibile alle persone con disabilità, tra cui 13 importanti edifici pubblici, quali il parlamento, scuole, ospedali, centri di assistenza sociale e tribunali, nonostante l'impegno del governo a rettificare la situazione entro il 31 agosto 2013; chiede il pieno utilizzo del Fondo per il reinserimento professionale e l'occupazione delle persone con disabilità;

23.  invita le autorità competenti a promuovere una migliore rappresentanza delle minoranze etniche nel pubblico impiego, ivi comprese la polizia e la magistratura; invita tali autorità ad adottare una nuova legge sulle minoranze e una legge sullo status giuridico delle comunità religiose in linea con le norme europee, previa consultazione di tutti i soggetti interessati, a compiere maggiori sforzi per tutelare l'identità multietnica di Boka Kotorska (baia di Kotor) e ad affrontare il problema della mancanza di trasparenza nei fondi per le questioni relative alle minoranze; plaude alle politiche del Montenegro intese ad instaurare un clima di tolleranza e inclusione per tutte le minoranze nazionali;

24.  prende atto del miglioramento della partecipazione degli studenti rom a tutti i livelli dell'istruzione, ma chiede ancora una volta misure supplementari atte ad agevolare l'accesso delle minoranze rom, egiziane e ashkali all'assistenza sanitaria, agli alloggi e all'occupazione; esorta gli attori della politica e della società civile a combattere l'ostilità, la discriminazione e i reati d'odio contro la comunità LGBTI, in particolare mediante sforzi di educazione e informazione dei cittadini nell'ottica di modificare le mentalità e mediante azioni di formazione per la polizia, i pubblici ministeri e i giudici; chiede che i colpevoli degli atti di discriminazione e violenza siano assicurati alla giustizia; incoraggia le autorità a proseguire e consolidare gli sforzi intesi a salvaguardare i diritti delle persone LGBTI e a garantire la libertà di riunione; accoglie con favore il fatto che la terza Pride parade del Montenegro sia stata adeguatamente protetta e si sia svolta il 13 dicembre 2015 senza incidenti gravi; si rammarica, tuttavia, del divieto imposto alla manifestazione a Nikšić;

25.  ribadisce la propria preoccupazione per le violenze domestiche e sessuali perpetrate contro le donne e le ragazze, la scarsità di denunce, la carenza di procedimenti giudiziari e il sostegno e la protezione inadeguati alle vittime nonché le sentenze indulgenti nei confronti dei responsabili o la totale impunità; esorta le autorità competenti a prendere in seria considerazione la violenza domestica, istituendo servizi di protezione, migliorando il coordinamento tra le istituzioni statali e attuando efficacemente la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica; sollecita le autorità competenti affinché istruiscano i dipendenti di istituzioni pubbliche (operatori sociali, agenti di polizia ecc.) a lavorare con le vittime; sottolinea l'importanza di incrementare la rappresentanza politica delle donne alle prossime elezioni e il loro accesso al mercato del lavoro;

26.  chiede al governo di rafforzare ulteriormente le istituzioni per i diritti umani, quali il mediatore e il ministero dei Diritti umani e delle minoranze, nonché di destinare risorse adeguate affinché sia garantito il rispetto dei suddetti diritti;

27.  elogia la stabilità macroeconomica e gli sviluppi favorevoli nell'economia; osserva altresì che, stando alla relazione "Doing Business 2016" della Banca mondiale, che misura la facilità di fare impresa in un paese, il Montenegro si classifica al 46o posto al mondo e al secondo posto tra i paesi dei Balcani occidentali; constata tuttavia che esso occupa il 136o posto su 188 paesi per quanto riguarda l'applicazione dei contratti, il che provoca incertezza giuridica; prende atto degli sforzi profusi per migliorare la competitività dei prodotti industriali e agricoli; esorta il governo ad avviare ulteriori riforme strutturali, a garantire un contesto normativo favorevole alle imprese, tutelando nel contempo i diritti sociali e dei consumatori, a proseguire gli sforzi volti a ridurre la corruzione nell'economia, ad attuare riforme economiche che creino occupazione e crescita, ad affrontare la questione del notevole disavanzo delle partite correnti e del bilancio generale, come pure della sostenibilità delle finanze pubbliche, nonché ad attuare politiche che contribuiscano a diversificare l'economia;

28.  sottolinea l'importanza di rafforzare il settore delle PMI e di fornire sostegno mediante il miglioramento della legislazione, del finanziamento e dell'attuazione della politica industriale, riducendo l'economia informale e accelerando la registrazione elettronica delle imprese a livello nazionale;

29.  rileva con preoccupazione che il Montenegro non è in linea con il terzo pacchetto energia e che non vi sono stati progressi nello sviluppo del mercato del gas; sottolinea la necessità di destinare risorse sufficienti per il conseguimento degli obiettivi e di istituire un'agenzia per l'efficienza energetica specializzata;

30.  osserva che la questione degli aiuti di Stato continua a destare preoccupazione, in particolare per quanto concerne l'indipendenza della commissione per il controllo degli aiuti di Stato e dell'unità per il controllo degli aiuti di Stato, la notifica e la compatibilità della nuova legislazione e gli aiuti ai grandi progetti di investimento e alla fabbrica di alluminio KAP; continua a essere preoccupato per il ritardo nella definizione della procedura di fallimento della KAP, che viola gli obblighi del paese nell'ambito dell'accordo di stabilizzazione e associazione (ASA); rinnova il suo invito al governo e alle parti interessate affinché raggiungano una soluzione sostenibile e negoziata per la procedura di fallimento della KAP, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato e dell'ASA, in base al principio di trasparenza e dello Stato di diritto; incoraggia la conduzione di un audit completo e indipendente dei conti della KAP, dalla sua acquisizione da parte della CEAC nel 2005 fino ad oggi; chiede di prestare particolare attenzione al progetto di costruzione di una nuova autostrada, che rappresenterà il maggiore progetto pubblico e la maggiore spesa pubblica della storia montenegrina; invita le autorità a garantire l'impiego adeguato dei fondi pubblici e il rispetto della normativa pertinente;

31.  ribadisce la propria preoccupazione per il fatto che in alcune parti del paese molte persone vivono in condizioni di povertà relativa e che i tassi di disoccupazione giovanile e di lunga durata continuano a essere elevati; sottolinea l'importanza di coinvolgere le organizzazioni della società civile e il consiglio sociale nella formulazione delle politiche in materia di lavoro; chiede il miglioramento del dialogo sociale; rileva l'asimmetria delle competenze tra il sistema d'istruzione e il mercato del lavoro e il crescente divario socio-economico tra il nord e il sud del paese; chiede misure più attive del mercato del lavoro per aumentare l'occupazione, in particolare tra i giovani; prende atto della necessità di combattere in modo più efficace l'evasione fiscale, come pure di definire una fiscalità più equa dal punto di vista sociale; esorta il governo ad accelerare i lavori intesi a far fronte alle principali sfide del Montenegro per quanto concerne l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e l'economia grigia; accoglie con favore l'adozione del piano d'azione sull'inclusione sociale per il 2016; valuta positivamente il protocollo d'intesa siglato con l'Organizzazione internazionale del lavoro;

32.  invita a compiere ulteriori sforzi per preservare la biodiversità soprattutto delle Saline di Ulcinj, quale luogo di riproduzione e di svernamento per gli uccelli più importante della costa adriatica orientale; invita il governo a proseguire e potenziare gli sforzi per la protezione sostenibile a livello nazionale e internazionale di questo ecosistema unico, riconoscendo che il funzionamento delle saline è uno dei migliori esempi di sinergia tra sviluppo economico e tutela ambientale, dal momento che solo una salina funzionale può offrire uno spazio naturale a milioni di uccelli ogni anno; incoraggia lo sviluppo sostenibile della fascia costiera e la protezione dell'ambiente naturale e della biodiversità, in linea con le norme europee; ribadisce la necessità di compiere ulteriori sforzi verso l'adozione di una nuova legge in materia ambientale, nonché di valutare l'impatto ambientale e di rafforzare le pertinenti capacità amministrative e di coordinamento; accoglie con favore l'adozione, nel settembre 2015, della strategia sul clima; prende atto dell'intenzione del governo montenegrino di costruire nuove centrali idroelettriche; rammenta che è necessario condurre un'adeguata valutazione d'impatto ambientale in conformità dell'acquis dell'UE e delle norme internazionali;

33.  plaude alla partecipazione proattiva e al ruolo costruttivo del Montenegro nella cooperazione regionale e internazionale, compresi il processo di riconciliazione regionale e il contributo alle operazioni di gestione delle crisi nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); evidenzia il ruolo costruttivo del Montenegro nel quadro del "processo di Berlino" e dell'iniziativa dei sei paesi dei Balcani occidentali; si congratula con il paese per il pieno allineamento alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE e incoraggia il governo a proseguire con l'attuale allineamento del 100%; valuta positivamente l'adozione della legge in materia di attuazione delle misure restrittive internazionali, anche nel contesto dell'annessione illegale della Crimea da parte della Russia e degli avvenimenti nell'Ucraina orientale; incoraggia gli altri paesi della regione a collaborare con l'UE nell'allineamento alla politica estera e a seguire l'esempio del Montenegro; invita le autorità montenegrine ad attuare rapidamente le "misure non vincolanti" convenute durante il vertice dei Balcani occidentali di Vienna del 2015 (ad esempio, semplificazione/allineamento delle procedure di attraversamento delle frontiere, riforma ferroviaria, sistemi informativi), prima del prossimo vertice dei Balcani occidentali, che si terrà in Francia nel 2016;

34.  accoglie con favore la decisione della NATO di invitare il Montenegro ad aderire all'alleanza e incoraggia un processo rapido ed efficiente dei negoziati di adesione; esorta, al riguardo, a portare avanti la riforma del settore della sicurezza; valuta positivamente la partecipazione del Montenegro alle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune sotto l'egida dell'UE; ricorda che i negoziati di adesione all'UE sono indipendenti dal processo di adesione alla NATO;

35.  plaude agli accordi sui confini con la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo ed esorta il Montenegro a servirsene come base e ad accelerare i lavori per affrontare le questioni irrisolte delle frontiere con la Croazia e la Serbia e invita, qualora risultasse impossibile raggiungere una soluzione tramite un accordo reciproco, a deferire la risoluzione delle controversie alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia, in conformità delle regole e dei principi del diritto internazionale; rinnova l'invito alle autorità affinché contribuiscano a risolvere le questioni della successione legate all'eredità dell'ex Repubblica federativa socialista di Iugoslavia, compresa l'eredità militare e navale; incoraggia il Montenegro a continuare ad affrontare, in uno spirito costruttivo e di buon vicinato, le questioni bilaterali in sospeso con i suoi vicini il prima possibile nel processo di adesione; invita altresì le autorità montenegrine ad ampliare la cooperazione con i paesi vicini, condividendo le informazioni sull'esperienza dei negoziati di preadesione; invita le autorità del paese a rispettare pienamente le disposizioni sulla successione dell'ex Repubblica federativa socialista di Iugoslavia, soprattutto in relazione alle proprietà militari;

36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento del Montenegro.

(1) GU L 108 del 29.4.2010, pag. 1.

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